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due

[Texone N. 05] Fiamme Sull'arizona

Voto alla storia  

27 voti

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questo texone secondo me e a dir poco stupendo...
a cominciare dalla storia che secondo il mio parere e spettacolare..

finalmente una storia diversa dalle altre con un nizzi..
al massimo della forma.. dei primi cinque texoni per me e..

sicuramente quello più entusiasmante e al cardiopalma..
per non parlare dei disegni che sono bellissimi da vero western..

i paesaggi sono molto realistici e anche gli apaches..
sono ben caratterizzati..

unica pecca di uno strepitoso lavoro e secondo me..
la copertina, che poteva essere migliore..

tutto sommato io gli do..
VOTO 9 su 10..

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Non si può certo dire che "Fiamme sull'Arizona" sia una vicenda priva di antecedenti all'interno della saga texiana: ritroviamo in essa un gruppo di affaristi che vuole arricchirisi con le terre degli indiani ( cfr. "Tucson" e , per quanto riguarda il subplot, "L'uomo con la frusta" ), un intrigo complesso ed articolato per liquidare loro e screditare Tex, legandogli le mani ( cfr. "Guerriero Apache ) e il decisivo intervento di un Cochise al massimo della forma in soccorso dei due pards ( cfr. "Fantasmi nel deserto" e ancora "Guerriero Apache" ); tuttavia Nizzi ha affrontato l'argomento sostanzialmente con abilità e scioltezza, inquadrandolo nella realtà storica con diversi riferimenti al massacro di Camp Grant del 1871 e l'introduzione del personaggio del generale Crook ( abbastanza originale nel combinare la voglia di combattere tipica dei militari "cattivi" della saga texiana con una sostanziale onest? di fondo ). Tex e Carson si mostrano decisi, combattivi e dotati di abilità tattica negli scontri a fuoco ( anche se la situazione in cui si ritrovano prima dell'intervento di Cochise richiede loro di dare fondo a tutte le risorse e li mette veramente con le spalle al muro ), mentre il nostro ranger, una volta afferrato il bandolo della matassa, riesce ad architettare una trappola perfetta per il traditore che ha impedito all'inviato del governo Usa di portare a buon fine la sua missione in Arizona.
Sono state notate alcune incongruenze nella trama, ma IMHO sono pressoch? tutte spiegabili.
a)
(il wappo dei wappi@ 17 gennaio 2009 ore 20:19)

non si capisce perchè Latimer vuole lasciare in vita Corno Rosso..
quel tanto che basta per poter fare il nome di chi lo ha ucciso.

In questo caso Latimer pensa di trascinare Tex e Carson in una situazione senza sbocco, dato che Ojo Blanco avrebbe dovuto trovarsi in prigione in Messico e di conseguenza essere completamente estraneo all'azione.

b ) ( texiana@ 13 maggio 2008 ore 17:28 )

Mah ... è zeppo di cose buone ma anche di altrettante così poco texiane e di alcune autentiche sviste, tipo i due pards assediati a contare i colpi che restano in canna, fino all'ultimo colpo che Tex si riserva per assegnare una degna fine al cattivo di turno ... basterebbe afferrare almeno uno dei fucili che gli indiani saliti fino in cima avevano lasciato cadere praticamente ai suoi piedi un paio di vignette prima ... Boh!
All'inizio poi è una sofferenza assistere all'incredibile storia di Tex e Carson che non si rendono conto di essere seguiti fin sotto la Mesa dove vive il vecchio stregone e se ne vanno via allegramente lasciando l' il loro prezioso accompagnatore. Al ritorno non si rendono conto di essere circondati dai soldati, salgono su in cima fino alla capanna del vecchio indiano trascurando montagne di stranezze, come ad esempio che non si vedeva il fumo uscire dalla capanna, che il cane non segnalasse la loro presenza come al solito, per rendersi poi conto in che situazione fossero solo con l'irruzione dei soldati nella tenda del vecchio indiano morente! Ma quando mai si erano visti soldati così silenziosi (passi per gli indiani), e mai visto un Tex semicieco e semisordo come in questa occasione, mah ... meno male che il buon Delgado ci pensa da sè a cavarsi dai guai, sgusciando via dalla trappola ... mah, peccato.

Per quanto riguarda il primo punto segnalato da texiana, c'è da dire che tutti i fucili degli indiani ammazzati sono finiti in fondo al burrone da loro risalito ( e comunque non pochi di loro erano a colpo singolo, quindi ormai scarichi ). Riguardo all'altro, si può osservare che, come si dice nel texone stesso, gli Apache sono maestri nel pedinare i loro avversari e che anche i "soldati così silenziosi" impiegati da Crook per seguire i pards e Delgado sono scout Apache; è del resto umanamente comprensibile che Tex perda per un attimo la concentrazione di fronte al cadavere del suo amico stregone.


I disegni di Victor De La Fuente mi paiono di livello ottimo per quanto riguarda gli sfondi paesistici, molto buoni nella resa dei personaggi secondari e abbastanza gradevoli ( malgrado la loro atipicit? ) nella rappresentazione di Tex e Carson.
Insomma, a mio parere:
soggetto 8
sceneggiatura 8,5
disegni 8,5

Modificato da Pedro Galindez

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non sono molto d'accordo pedro.. se lasciavano corno rosso morto la situazione sarebbe stata ancora più complicata, perchè tex e carson non avrebbero mai saputo che ad ucciderlo sarebbe stato ojo blanco,... invece lasciando in vita corno rosso , in modo da poter rivelare il suo assassino, da una speranza in più ai due pards.

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L'effetto che ha la scelta di Latimer è effettivamente quello di dare ai pards un elemento su cui lavorare; ciò non toglie però che lui e i suoi capi di Tucson pensassero che vedere Ojo Blanco dietro le sbarre avrebbe "messo al tappeto" Tex e Carson, come dice Latimer al capitano Carleton, ignaro di essere ascoltato anche da uno scout Apache al servizio di Cochise. Si tratta certo di un calcolo sbagliato, ma non è n° il primo n° l'unico di questo genere che ricorre nella saga texiana: tanto per fare un esempio, in "La gola della morte" Mefisto ha la brillante idea di apparire a Tex, ancora affranto perchè crede che suo figlio e Carson siano morti, ma finisce paradossalmente per rincuorarlo, dato che finisce per rivelargli che sono ancora in vita ( sebbene sotto il suo controllo ipnotico ).

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Che ricordi che evoca questo albo!!! Fu il primo texone che comprai in edicola... Avevo solo 14 anni e avevo risparmiato i soldi per comprarmelo. Mi sembrava un capolavoro supremo, un oggetto sacro tra le mani. Mi piaceva soprattutto la copertina a tempera, che mostrava un tex un po' fuori dal comune. I disegni mi piacquero tantissimo e rilessi l'albo un sacco di volte.... De La Fuente è un grandissimo disegnatore e Nizzi all'epoca era davvero entusiasmante con le sue storie..

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Riletto sulla colleziona storica... Bella storia, non la classica guerra tra indiani, ma ci sono intrighi e complotti, proprio come piace a me. Pezzi grossi che cospirano ai danni dei poveracci indiani ma che, puntualmente, vengono scoperti e sbatacchiati dai nostri pards. Interessante anche lo spunto storico (Massacro di Camp Grant) per costruire o continuare la storia. Disegni di De la Fuente buoni. Nelle storie successive il suo tratto diverr? (secondo me) insopportabile. Peggio di lui solo Font.

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Appena finita di leggere nella collezione storica a colori. Mi associo al coro di consensi, è veramente una bella storia ricca di colpi di scena, anche se alcuni sono ampiamente annunciati. L'intervento di Cochise è stupendo e, almeno per me, una vera sorpresa, io avevo pensato che sarebbero intervenuti gli uomini di Delgado. Una piccola pecca, messa a nudo dai colori, è la scena in cui Carson e Tex si mascherano per irrompere in piena notte nell'abitazione dell'ufficiale messicano, con quella camicia gialla e la casacca arancione sai che necessit? di mettere il fazzolettone al volto per non essere riconosciuto :rolleyes:;) :DI disegni sono buoni, e comunque dopo Zaniboni secondo me De La Fuente ci fa un figurone ... Voto 9 meno

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'giorno al forum,
aggiungo il mio commento. la storia, rimarcando che è "partita" da un fatto realmente accaduto, direi che è molto fluida, piacevole e intrecciata corredata da molti colpi di scena e da un insieme di traditori e spie (anche in positivo, ovviamente).
Il tratto di De la Fuente nn mi esalta ma lo apprezzo ... per essere "pignolino" (beh, se il mio avatar è Carson qualcosa vorr? pur dire...) non mi sono piaciute le espressioni "grottesche" i alcuni volti ... di contro guardate il volto del bambino che raccoglie il giornale scagliato da Carson; soprattutto guardate con chi passeggia al guinzaglio ...

una gallina

... trovata mooolto simpatica!

E' tutto, alla prossima,
ilbor

PS Poich?, come ho gia scritto in altri post, sto rileggendo i vari albi, aggiungerei, se nn si dispiace la mia personale classifica:
Trama.................................Disegni
Fiamme sull'Arizona................. Terra senza Legge
Terra senza Legge.................... Il Segno del Serpente
Il Segno del Serpente............... Fiamme sull'Arizona
Tex il Grande........................... Tex il Grande
Piombo Rovente....................... Piombo Rovente

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Signore e signori, ecco a Voi un Capolavoro. Storia di incredibile bellezza e intensit?, scritta da uno dei migliori Nizzi di sempre.

Storia che comincia già nel vivo dell'azione, con quel farabutto di Dan Latimer e i suoi "volontari dell'Arizona" che assaltano un inerme campo Apache. Il massacro fallisce grazie al provvidenziale intervento di Tex e Carson. Quindi, sventato il pericolo, i nostri si fermano a parlare col capo della tribù, Naiche, e qui assistiamo a mio parere a uno dei monologhi più belli della storia di Tex, uno dei pezzi di più alta maestria dello sceneggiatore Nizzi:

Naiche non ha forse ubbidito agli emissari del grande capo bianco quando sono venuti con molte promesse per spiegare che avremmo dovuto abbandonare le nostre terre e stabilirci nella riserva di San Carlosè

Crede forse Aquila della Notte che sia stato facile per Naiche convincere la sua gente a lasciare le montagne che da sempre erano la nostra patria?

Ebbene, ora siamo qui, come ci è stato chiesto...viviamo qui, in un luogo inospitale e straniero, e viviamo in pace... ma i bianchi vengono al nostro campo e ci attaccano nel sonno!

Che altro vogliono da noi, Aquila della Notte? Vogliono la nostra scomparsa dalla faccia della terra?

E' QUESTO CHE SI CHIEDE AGLI APACHES, DI SCOMPARIRE?

E TEx, di rimando, che pensa: "Brutta domanda, fratello... e maledettamente vicina alla verità".

In pochissime, meravigliose, intense parole, Nizzi sintetizza il dramma dei nativi americani, sconfitti, umiliati, costretti, loro da sempre liberi, a vivere rinchiusi nei recinti, e, come se tutto questo non bastasse, vittime di un vero e proprio, consapevole, quasi pianificato, genocidio.

E Naiche rappresenta la presa di coscienza da parte del popolo pellerossa della tremenda tragedia che si è abbattuta su di essi e che li porter? a scomparire.

E non è finita: sempre Naiche, meraviglioso personaggio pur nella brevit? della sua apparizione, poco più in l', arrester? le spiegazioni di Tex dicendo di non capire come sia possibile che il grande padre bianco di Washington abbia prima inviato il Generale Crook e poi l'ambasciatore di pace Adams: anche qui Nizzi è bravissimo a rendere in poche parole il senso della politica ondivaga, emozionale, opportunista, totalmente incerta, degli Stati Uniti nei confronti della scomodissima Questione Indiana.

Più tardi, facciamo conoscenza con Emerson, un rappresentante di quella politica, ViceGovernatore dell'Arizona, e riconosciamo in lui l'archetipo del politico corrotto (splendide le parole che Nizzi mette in bocca a Emerson, che di sè stesso dice di essere "solo" Vice Governatore perchè è meno esposto e può riempirsi le tasche senza che nessuno se ne accorga), molto "vero", autentico.

In Emerson riconosciamo altresè un bellissimo avversario per Tex, un uomo la cui intelligenza porta il Ranger alla frustrazione in più circostanze: mi lascia senza parole la scena in cui Delgado e Tex vengono attaccati dai soldati sulla Mesa degli Spiriti. Immaginate quanta rabbia, quanta frustrazione, quanta delusione, debbano esserci nel cuore di Tex in quel drammatico momento, quando il Capo Apache viene attaccato dai soldati proprio nel luogo in cui lui stesso lo aveva portato, facendogli da garante per la sua sicurezza. Tex che si mette davanti ai fucili dei soldati, pur di difendere quell'uomo che gli aveva affidato la sua vita e la cui fiducia in Tex era stata in fin dei conti così mal riposta... e che spettacolo la fuga di Delgado, che come una scheggia impazzita si macchia del sangue delle Giacche Blu e si rende protagonista di una sequenza altamente scenografica, anche grazie al felicissimo intervento del cugino, il quale aveva avuto ragione a non fidarsi dei bianchi, Tex incluso...

Ma non finisce qui: Tex è gabbato un'altra volta, dal genio sopraffino di Emerson, e ancora una volta è SCONFITTO, annientato, quando, nella prigione di Janos, si trova davanti Ojo Blanco...

E se la fortuna, nelle vesti del mercante Matias, non ci mettesse lo zampino, stavolta Tex sarebbe sconfitto da uno una volta tanto più furbo di lui.

Ma anche quando ha scoperto il gioco, Tex rischia seriamente di perdere: la scena dell'agguato tesogli da Latimer e dai seguaci di Ojo Blanco, con Tex e Carson che esauriscono le pallottole e si trovano in u vicolo cieco, è di una straordinaria intensit?, la si vive accanto a loro e si ha realmente la sensazione, tanto la scena è dilatata, che la fine stia ormai per sopraggiungere, fino al felicissimo intervento di Cochise, il vecchio leone.

Ma tutto, a mio parere, in questa storia è perfettamente riuscito: il vecchio Corno Rosso, simpatico stregone che ha predetto la sua morte, l'onesto, carismatico e sfortunato Adams, il prode Delgado con il fido cugino Chaco, la scena in cui Carson aiuta la donna di Dorantes a vestirsi voltandosi in ritardo così da poter rimirare le grazie della bella tardona, naturalmente il Generale Crook ("? tanto di guadagnato per tutti, quando i generali si annoiano", dice Tex, e il Generale, lungi dall'arrabbiarsi, mette una mano sulla spalla del ranger, dicendogli: "siete un bel tipo, Willer": che sceneggiatura, ragazzi, semplicemente DELIZIOSA).

Disegni bellissimi anch'essi: Tex poco canonico, ma molto vero. Solo Carson mi è piaciuto poco, ma ciò non fa cambiare il mio giudizio sulle splendide vignette di questo Texone.

Per me, il più bel Texone di sempre e uno dei più grandi capolavori della nostra saga.

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Oggi ho riletto questa più che pregevole storia di un Nizzi che staremmo ancora a rimpiangere se avesse sempre scritto così. Mi spiace che l'autore non possa rispondere a una domanda, ma la faccio lo stesso caso mai qualcuno lo sappia: chiamando Carleton il capitano traditore, Nizzi si è forse ispirato (non direttamente, perchè non avrebbe avuto cronologicamente senso) al generale Carleton che condusse una campagna inflessibile contro i navajosèO il nome è stato scelto casualmente?

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Oggi ho riletto questa più che pregevole storia di un Nizzi che staremmo ancora a rimpiangere se avesse sempre scritto così. Mi spiace che l'autore non possa rispondere a una domanda, ma la faccio lo stesso caso mai qualcuno lo sappia: chiamando Carleton il capitano traditore, Nizzi si è forse ispirato (non direttamente, perchè non avrebbe avuto cronologicamente senso) al generale Carleton che condusse una campagna inflessibile contro i navajosèO il nome è stato scelto casualmente?

Non so rispondere alla tua domanda, Cheyenne, ma ti quoto perchè (come si capir? dal mio commento entusiastico di poco meno di un anno fa) anche per me questo è un Nizzi da rimpiangere e perchè anch'io, come te, ho sentito il bisogno di rileggere questa storia proprio pochi giorni fa. Devo confessare peraltro di avercela sempre sotto gli occhi, perchè rappresenta uno di quelle storie per me indelebili che devo avere anche fisicamente vicino. Per me è un capolavoro assoluto.

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Ottima storia e davvero ispirata come avete già detto in molti. Numerose le scene e i personaggi di nota come quelli sottolineati da Leo. La freschezza di questo Texone diventa ancora più evidente se ripenso a "L'oro dei monti San Juan" in cui Nizzi utilizza anche l' le sue tematiche e modi di scrivere più comuni ma senza l'ispirazione di un tempo. Ho come l'impressione che quella storia recente sia la versione spenta e senz'anima di questo brillante Texone. Mi piace pensare a questa storia come il Tex secondo Nizzi per definizione : contiene anche alcune delle sue caratteristiche che fanno storcere il naso ad alcuni (origliatori, i pards salvati in extremis e non proprio infallibili) ma che in questo caso contano poco, tanto è bella la storia. Niente da dire su La Fuente, forse la mia prova preferita di quelle che ha fatto su Tex ( o almeno tra quelle che ho visto).

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Ottima storia e davvero ispirata come avete già detto in molti. Numerose le scene e i personaggi di nota come quelli sottolineati da Leo. La freschezza di questo Texone diventa ancora più evidente se ripenso a "L'oro dei monti San Juan" in cui Nizzi utilizza anche l' le sue tematiche e modi di scrivere più comuni ma senza l'ispirazione di un tempo. Ho come l'impressione che quella storia recente sia la versione spenta e senz'anima di questo brillante Texone. Mi piace pensare a questa storia come il Tex secondo Nizzi per definizione : contiene anche alcune delle sue caratteristiche che fanno storcere il naso ad alcuni (origliatori, i pards salvati in extremis e non proprio infallibili) ma che in questo caso contano poco, tanto è bella la storia. Niente da dire su La Fuente, forse la mia prova preferita di quelle che ha fatto su Tex ( o almeno tra quelle che ho visto).

Plaudo al tuo intervento, John, concordo in tutto."Ho come l'impressione che quella storia recente sia la versione spenta e senz'anima di questo brillante Texone."E la mia stessa sensazione, e infatti l'ho scritto anche sul topic della storia di questo mese."Mi piace pensare a questa storia come il Tex secondo Nizzi per definizione : contiene anche alcune delle sue caratteristiche che fanno storcere il naso ad alcuni (origliatori, i pards salvati in extremis e non proprio infallibili) ma che in questo caso contano poco, tanto è bella la storia."Straquoto anche questa frase: questo è il mio Nizzi, e per lui non potr? che esserci eterna gratitudine. Concordo anche sui disegni di De La Fuente: in questa storia sono gioia per gli occhi.

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Trovo che questo Texone sia ottimo. C'è qualche perplessit? ovviamente, ma davvero trascurabile, come l'episodio di Tex e Carson arroccati sullo spuntone di roccia si piangono addosso per la carenza di proiettili con i fucili dei quattro Apache uccisi a portata di mano. Devo dire che leggendo quest'albo ho rivalutato i disegni di De la Fuente. Non che mi facciano saltare dalla gioia, ma tutto sommato sono accettabili, meglio di quelli delle storie della serie regolare, e molto meglio degli schizzi inguardabili dell'ultimo Ortiz, davvero in caduta libera, che non ha niente a che vedere con il lavoro realizzato nel Texone successivo, il numero 6.

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tutti i fucili degli indiani ammazzati sono finiti in fondo al burrone da loro risalito ( e comunque non pochi di loro erano a colpo singolo, quindi ormai scarichi ).

Pedro Galindez aveva già risposto a questo punto.


Inoltre un po' brutto citare i peggiori disegni (i peggiori di Ortiz) per apprezzare quelli di De La Fuente anche se non ti piacciono molto.

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A parte i disegni di De la Fuente,non adatti a Tex regolare,meno che mai ad un Texone,la storia mi ha molto soddisfatto.

 

Inizio spumeggiante con l' attacco al campo Apache che viene bloccato e respinto dal duo Tex/Carson.

Molto azzeccata,e qui si vede la capacità di un autore "cazzuto",la riproposizione di personaggi storici come Delgado e "Nantan Volpe Grigia"Crook ben calati e mai a disagio in una storia di fantasia.

Riproposizione di un"Ring"alternativo a quello Glbonelliano.bei personaggi comprimari tra cui il bieco Latimer,il bravo Naiche, l'onesto Adams e il terribile Ojo Blanco...tra l'altro,l Apache si potrebbe tirare fuori dal cilindro per una storia futura, chissà?!

 

Finale stupendo con l'arrivo di Cochise(questo è il vero Cochise!!!bravo Nizzi,non quello di Johnny il selvaggio)

a salvare i nostri...a proposito di Cochise:mi rimane sempre nell' orecchio la frase pronunciata dal Vecchio Leone Chiricahua nel finale:"A Cochise dispiace aver ucciso uomini della sua razza,ma questi briganti non avevano più il diritto di essere chiamati Apache":old:

 

Curiosità:Crook in questa storia prende un po' la parte del Generale Davis,dimostrando parecchia sintonia e uguaglianza di vedute con Tex,che nel finale dice di stimarlo.in effetti,Crook fu forse l'unico ufficiale dell' esercito a non voler la distruzione degli Apache,ma li rispettò SEMPRE.ed era anche un ottimo stratega,ben più di Custer capì l'utilizzo della cavalleria,da lui usata non in funzione di sfondamento,ma come "fanteria montata"e forza mobile...gli Apache ne avevano timore ma lo stimavano come avversario.

Piccolo appunto:nella storia viene nominato da Tex Geronimo,che Tex ritiene essere la causa indiretta dei mali degli Apache rimasti nelle riserve. Ecco,il rapporto tra Tex e Geronimo rimane da sempre un grande enigma della serie: amico o avversario del Nostro?un dubbio mai chiarito in modo soddisfacente fino ad oggi...

Modificato da Barbanera

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Ed anche questo Texone va ben al di sopra della sufficienza, come gli altri quattro. Tiene, infatti, la qualità medio-alta dei Texoni (con una lieve eccezione per "Il segno del serpente") questa bella storia di Nizzi, non esente da difetti: per me i due principali sono il fortuito e fortunato incontro con Mathias e la conclusione affrettata con la mancata punizione di Ojo blanco (in quest'ultimo caso avrei visto molto bene una vendetta Apache, per esempio da parte di Delgado, anche lui scomparso inspiegabilmente dalla storia).
Nel complesso però una buona storia.

Voto alla storia: 7,8
Voto ai disegni: 7,5

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