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TWF - Tex Willer Forum

[Tex Willer N. 10 / 13] Pinkerton Lady


natural killer
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  • 2 weeks later...

Ieri mi sono fatta un regalo e ho preso il cartonato di "Pinkerton Lady" (per motivi di spazio non acquisto con regolarità gli albi della serie "Tex Willer" ma questa storia proprio non me la potevo perdere... ^^)

L'ho divorata in un paio d'ore!

Dal punto di vista dei disegni, ho apprezzato particolarmente l'attenzione al dettaglio (le tavole con la River Queen, ma anche le scene sul treno e nei bassifondi...) e la caratterizzazione dei personaggi (il giovane Lincoln e i fratelli Dickart in particolare).

Veniamo alla storia, però. (SPOILER)

 

La prima cosa che mi viene da dire è che, giunta all'ultima pagina, sono stata tentata di ricominciare da capo e rileggerla un'altra volta, da quanto mi è piaciuta. L'intreccio, a mio parere, è semplicemente superbo.

1) Cominciamo dal giovane Tex fuorilegge, una figura a cui ammetto di non essere abituata, non ci sono la presenza rassicurante dei 3 pards, la riserva Navajo, il ruolo di ranger, insomma tutte le sicurezze che contraddistinguono il Tex maturo; tutto ciò rende la storia (e la serie in cui è inserita) molto più imprevedibile. Troviamo dunque un Tex scanzonato, irruento e piuttosto abile a evitare i guai (il momento in cui lascia la nave quando gli viene riferito della faccenda dei borseggiatori), ma al contempo già dotato dell'ottimo fiuto e dell'acume che dimostrerà nel ruolo di ranger. A parte tutta una serie di elementi che già hanno commentato altri utenti prima di me, mi è piaciuto il modo in cui, più di una volta, smaschera Pinkerton finti oppure veri ma traditori da un puro dettaglio della loro conversazione, dimostrandosi svelto di mano ma anche di cervello! Altrettanto significativo è il modo in cui, nella prima parte, si guadagna la fiducia di Kate Warne, indovinando di fatto la sua identità di agente Pinkerton e dando una dimostrazione delle sue capacità, ma anche una bella lezione di umiltà, alla giovane agente che non si aspettava qualcosa del genere. L'ho trovato molto umano nella scena in cui, rinchiuso nella villa di Mason, si rammarica di aver scoperto poco o nulla e di essere poco utile all'indagine di Kate.

2) Kate Warne è un personaggio femminile molto brillante e abile, certo non infallibile (ma questo, in fondo, non lo sono neanche i pards: molti anni dopo  Mefisto - certo più pericoloso e con maggiori poteri, ma pur sempre Mefisto - catturerà da solo Kit Willer nella storia "Incubo", sotto le mentite spoglie del dottor Fiesmot): Kate non ha a che fare con un avversario comune, tipo il malvivente che cerca di assalirla nei bassifondi e che si troverà a rimpiangere la sua trovata. Siamo comunque di fronte a una donna molto intelligente, sagace, coraggiosa e con un asso nella manica da tirare fuori nelle situazioni difficili (il coltello nel tacco mi ha mandato in sollucchero), insomma un'ottima pard per Tex in questa storia. Non mi dispiacerebbe rivedere un incontro fra i due a distanza di anni, magari sulla serie regolare, visto che Tex collabora con i Pinkerton.

3) Incontriamo un Mefisto in gran spolvero, accompagnato da una Lily non ancora del tutto trasformata nella crudele dark lady di "Fuorilegge" e, ovviamente, di "Mefisto!", ma che è ben avviata sulla strada del crimine. Ben delineato il rapporto fra i due fratelli (si conferma che l'unico vero affetto di Mefisto è e resterà Lily, e viceversa). Mefisto dimostra straordinarie capacità ipnotiche, con le quali può non solo condizionare la volontà, ma anche "far vedere" visioni inquietanti e addirittura uccidere (quando mostra il serpente a Kate spiega a Lily che quest'ultima soffocherebbe per pura suggestione... La faccenda mi ha ricordato la morte di Boris Leonov, anche se quest'ultimo naturalmente è ucciso da un'illusione a distanza e non ipnotizzato). Sono abilità probabilmente non del tutto coerenti con la storia "Fuorilegge!", ma chi se ne importa? Sono più coerenti con le capacità che Mefisto svilupperà in futuro e, potenzialmente, anche con i "diabolici esperimenti" che, in questa fase della sua vita, dovrebbe aver in parte già compiuto in compagnia di Myriam, magari abbandonandoli, come suggerito in questo topic da Boselli e Carlo Monni. Molto ben congegnato il meccanismo per cui i due futuri nemici non solo non si incontrano direttamente, ma non vengono neanche a sapere i reciproci nomi (Mefisto sente parlare di Tex come di "Ben Watts" e Tex esamina distrattamente il suo volantino e, in seguito, Kate gli parla solo di "un mago da strapazzo" ecc.). Infine, mi ha colpito la scelta di Mefisto di non uccidere Lincoln, probabilmente per un calcolo opportunistico, ma chissà, anche per una strana preveggenza che gli fa dire "credo che diventerete un uomo importante". Forse lo stesso sesto senso che gli fa capire istantaneamente che i suoi mandanti, sul treno, sono morti, unico elemento non spiegabile del tutto razionalmente e che fa pensare a qualche tipo, se non proprio di potere medianico, di sesto senso, di "talento mentale" che Mefisto svilupperà successivamente.

4) Indimenticabile Lincoln, da incorniciare le tavole finali ma... Solo io ho trovato geniale la scena del remo sulla chiatta? ^^

  • +1 1
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  • 9 months later...

Segnalo che anche negli USA il fumetto si è accorto di Kate Warne.  Sta per uscire (è annunciata per ottobre) una graphic novel per la Boom Comics intitolata "Better Angels: a Kate Warne Adventure" (216 pagine 15x23 a 25 dollari...)

 

E anche lì, salva Lincoln... non gli fanno mai fare altro, povera donna...  :laugh:

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  • 1 month later...

“Pinkerton Lady” è secondo me una delle migliori storie di Boselli in assoluto e la migliore finora della serie “Tex Willer”. I pregi sono tanti, già messi in luce da chi l’ha apprezzata (qui sul forum tutti, mi pare): i meravigliosi disegni di De Angelis, la trama ben orchestrata, il ritmo scoppiettante, la freschezza dei personaggi, ecc. Sottolineo solo alcune cose:

 

1) L’imprevedibilità della storia. Condivido questo giudizio:

Il 28/8/2020 at 16:26, Doña Manuela dice:

 non ci sono la presenza rassicurante dei 3 pards, la riserva Navajo, il ruolo di ranger, insomma tutte le sicurezze che contraddistinguono il Tex maturo; tutto ciò rende la storia (e la serie in cui è inserita) molto più imprevedibile.

Si parla a volte di schemi narrativi ripetitivi, e spesso è così, be’ qui direi che la vicenda non segue nessuno schema abituale per Tex, e l’intreccio è piuttosto insolito, un misto di generi (western, spy story, commedia romantica, un po’ di politica, un pizzico di magia) il tutto ben amalgamato, e più originale, per esempio, del pur sempre ottimo “L’agente federale”.

 

2) I cinque personaggi principali.

E’ raro trovare una storia con dei protagonisti così ben delineati e caratterizzati, con tante sfaccettature e sfumature psicologiche, personaggi a tutto tondo che sembrano vivere di vita propria e che non si dimenticano facilmente: Kate Warren e Lily, Lincoln e Mefisto, e poi Tex, che di fatto è un personaggio sorprendente rispetto al Tex maturo della serie regolare e a quello giovane di GL Bonelli, una specie di sua “espansione”.

Il 28/8/2020 at 16:26, Doña Manuela dice:

 un Tex scanzonato, irruento e piuttosto abile a evitare i guai (il momento in cui lascia la nave quando gli viene riferito della faccenda dei borseggiatori), ma al contempo già dotato dell'ottimo fiuto e dell'acume che dimostrerà nel ruolo di ranger.

 Così come splendide sono le “riscritture” dei caratteri di Lily e Mefisto.

 

3) E poi c’è l’aspetto “politico”.

Boselli nell’introduzione, dopo aver parlato di Lincoln, scrive: “Niente paura: la politica è solo un pretesto per un’altra avventura a rompicollo del nostro Tex”.

E’ vero, ma non del tutto, perché in realtà il finale della storia consegna al lettore un messaggio piuttosto esplicito, quando Lincoln prende la parola in un comizio e vengono citati i suoi discorsi contro la schiavitù, contro la discriminazione per il colore della pelle e a favore dell’uguaglianza.

Concetti validi nel 1858, come oggi e come sempre: “Tutti gli uomini sono stati creati uguali. Uguali! E hanno uguali diritti!... La perfezione umana non esiste… ma almeno cerchiamo di tener presente quella perfezione. Non allontaniamoci dalla verità e dalla giustizia… cerchiamo invece di avvicinarci a quegli ideali”.

Insomma il personaggio di Lincoln non è solo un pretesto narrativo per una vicenda avventurosa, ma del futuro presidente vengono messi ben in luce il pensiero e le idee politiche (che Tex al comizio pare condividere).

 

Ma ancora più significativa è l’ultima pagina.

La storia poteva benissimo concludersi con le parole di Lincoln e Tex che se ne va a cavallo, verso l’orizzonte, e sarebbe già stata una buona conclusione. Invece ci sono ancora le ultime vignette, in cui il Nostro, andandosene, incontra un uomo su un carretto trainato da un asino, un povero contadino con famiglia al seguito, che chiede: “Arrivo tardi per il dibattito? Chi sta vincendo?”. E Tex gli risponde: “Questo non lo so. Ma Douglas [lo sfidante di Lincoln] difende la proprietà e la legge… Lincoln invece è per la giustizia.”

A quel punto il contadino, interdetto, domanda: “E non sono la stessa cosa?”

E Tex: “No, amigo, purtroppo spesso non sono proprio la stessa cosa!”

Una frase che non è solo quella di un fuorilegge braccato ingiustamente dagli sceriffi, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti di Tex, valido allora nel Tex giovane (a questo punto potremmo dire ispirato dal pensiero di Lincoln, anche se già il padre in “Nueces Valley” in realtà l’aveva educato a simili ideali), così come nel Tex più maturo, diventato ranger ma a modo suo. E come anche in quello che fra un po’ - nella serie “Tex Willer” - combatterà in Messico insieme a Montales contro leggi ingiuste e a favore di una giustizia vera (almeno nei fumetti).

Edited by Poe
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