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TWF - Tex Willer Forum

Le ultime storie di Claudio Nizzi (2017/2021) e il loro impatto sulla testata


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11 minuti fa, valerio dice:

Nel complesso chi conosce il Nizzi migliore una grossa delusione

 

Io, che pur avendo iniziato a leggere Tex nel 2001 (la prima intera che lessi fu tra l'altro Congiura contro Custer, proprio di Nizzi, che mi piacque e tuttora mi piace molto), ho poi avuto modo di recuperare le storie della fascia 300 e la prima metà della fascia 400, mi colloco appunto tra costoro. Ed è proprio per questo motivo che mi è dispiaciuto così tanto dovermi accontentare di leggere sue storie più recenti di livello tanto mediocre.

 

In altre parole, tralasciando la richiesta di tornare a scrivere che gli arrivò da Boselli (quali che fossero i motivi), col senno di poi sarebbe stato a mio parere molto meglio se Nizzi avesse egoisticamente declinato tale richiesta. Avrebbe lasciato di sé come autore un ricordo migliore, e probabilmente non avrebbe accumulato tale e tanto risentimento come quello che, evidentemente, lo ha indotto a sparare a zero su Boselli nel recente video.

Edited by juanraza85
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  • co fondatore
<span style="color:red">1 minuto fa</span>, juanraza85 dice:

Avrebbe lasciato di sé come autore un ricordo migliore

Eh?

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

 

Io, che pur avendo iniziato a leggere Tex nel 2001 (la prima intera che lessi fu tra l'altro Congiura contro Custer, proprio di Nizzi, che mi piacque e tuttora mi piace molto), ho poi avuto modo di recuperare le storie della fascia 300 e la prima metà della fascia 400, mi colloco appunto tra costoro. Ed è proprio per questo motivo che mi è dispiaciuto così tanto dovermi accontentare di leggere sue storie più recenti di livello tanto mediocre.

 

In altre parole, tralasciando la richiesta di tornare a scrivere che gli arrivò da Boselli (quali che fossero i motivi), col senno di poi sarebbe stato a mio parere molto meglio se Nizzi avesse egoisticamente declinato tale richiesta. Avrebbe lasciato di sé come autore un ricordo migliore, e probabilmente non avrebbe accumulato tale e tanto risentimento come quello che, evidentemente, lo ha indotto a sparare a zero su Boselli nel recente video.

Sul risentimento concordo in pieno.

Sui risultati, per quanto mediocri, non mi paiono inferiori a quelli di Manfredi o del recente Ruju, quindi non griderei allo scandalo, siamo nella media degli sceneggiatori attuali a parte ovviamente Borden.

Certo, per chi conosce il Nizzi dei primi tempi, nulla a che spartire.

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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, Diablero dice:

Però sul gallinaccio devo darti una brutta notizia... ho riletto Fuga da Anderville....

 

(rumore di tuoni e tempesta in lontananza, lampi minacciosi in arrivo...)

 

Sono in viaggio con amici in posti bellissimi e non posso rispondere a dovere. Aspetta che mi liberi (martedì) e ne parliamo in duello ;) :D

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15 minuti fa, Mister P dice:

Eh?

 

O meno peggiore, se preferisci. Avesse voluto andarsene via a testa alta, forse avrebbe dovuto lasciare prima del famigerato numero 500.

 

Ma in fondo è inutile recriminare su eventi ormai immutabili.

 

 

8 minuti fa, valerio dice:

Sui risultati, per quanto mediocri, non mi paiono inferiori a quelli di Manfredi o del recente Ruju, quindi non griderei allo scandalo, siamo nella media degli sceneggiatori attuali a parte ovviamente Borden.

 

Con una differenza sostanziale, a mio parere: seppure sia vero che le performances texiane di Manfredi e Ruju non sempre siano state del tutto convincenti, parliamo di autori che comunque nelle loro sceneggiature provano ad inserire elementi di sorpresa o colpi di scena. Non sempre ci riescono, ma almeno ci provano; il Nizzi degli ultimi tempi neanche un timido tentativo in tal senso.

Edited by juanraza85
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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

 

O meno peggiore, se preferisci. Avesse voluto andarsene via a testa alta, forse avrebbe dovuto lasciare prima del famigerato numero 500.

 

Ma in fondo è inutile recriminare su eventi ormai immutabili.

 

 

 

Con una differenza sostanziale, a mio parere: seppure sia vero che le performances texiane di Manfredi e Ruju non sempre siano state del tutto convincenti, parliamo di autori che comunque nelle loro sceneggiature provano ad inserire elementi di sorpresa o colpi di scena. Non sempre ci riescono, ma almeno ci provano; il Nizzi degli ultimi tempi neanche un timido tentativo in tal senso.

Si. E' vero. Il problema principale dell'ultimo Nizzi è il "compitino".

Nessuna sorpresa e nemmeno nessuna volontà di farne. Una convinzione, anzi, granitica, che lui sia li per immergere i lettori in quel brodino caldo che possa farli tornare al "vecchio" Tex.

Ok, ma non esageriamo. C'è bisogno anche di soggetti coraggiosi pur nella classicità, e vicende più emozionanti.

Ricordiamo che il Nizzi migliore era anche in grado di proporre storie e soggetti particolari, vedi la proposta del passato di Tiger, un nuovo nemico come la Tigre, Tex al plotone di esecuzione, Kit che combatte contro il padre, Tex che incontra Custer (storia a mio avviso solo in parte riuscita poi, ma comunque un soggettone) eccetera.

Ora pare invece convinto di dover solo portare brodicelli caldi.

Ruju e Manfredi...mah, Manfredi si, mette qualche sorpresa, il problema è che con Tex c'entra come i cavoli a merenda.

Quanto a Ruju io sorprese non ne vedo. Se gli gira bene sta su una piacevole classicità (un ultimo Nizzi senza però gli errori di Nizzi, diciamo), se gli dice male siamo invece in alto mare. Se dovessi dire una storia di Ruju da mettere tra i capolavori non me ne verrebbe in mente nemmeno una della sua ormai lunga carriera texiana.

Almeno Nizzi ne ha fatti diversi (o comunque dei quasi-capolavori) ai suoi tempi. Ruju mai, nemmeno immaginati.

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  • co fondatore

In questo dibattito sento la mancanza di Anthony Steffen.

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<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Mister P dice:

In questo dibattito sento la mancanza di Anthony Steffen.

Vabbè, ma allora tu vuoi il sangue!

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47 minuti fa, valerio dice:

Ruju e Manfredi...mah, Manfredi si, mette qualche sorpresa, il problema è che con Tex c'entra come i cavoli a merenda.

Quanto a Ruju io sorprese non ne vedo. Se gli gira bene sta su una piacevole classicità (un ultimo Nizzi senza però gli errori di Nizzi, diciamo), se gli dice male siamo invece in alto mare. Se dovessi dire una storia di Ruju da mettere tra i capolavori non me ne verrebbe in mente nemmeno una della sua ormai lunga carriera texiana.

Almeno Nizzi ne ha fatti diversi (o comunque dei quasi-capolavori) ai suoi tempi. Ruju mai, nemmeno immaginati.

 

Lungi da me mettere in dubbio che né Manfredi né Ruju ci abbiano ancora regalato capolavori (al massimo buone storie, come i Maxi La pista degli agguati ed il recente Mississippi Ring di Manfredi, o Guatemala e Il mostro del Gran Lago Salato di Ruju), ed a maggior ragione lungi da me mettere in discussione i passati meriti di Nizzi per vari capolavori che ho più volte lodato e citato ;).

 

Ma appunto in virtù del suo illustre passato, a costo di ripetermi e risultare tedioso, da lettore affezionato quale mi reputo faccio fatica ad accettare le sue storie più recenti, e soprattutto sono sempre più del parere che la scelta più saggia da parte di Nizzi sarebbe stata congedarsi da Tex molto prima, perlomeno sul finire del decennio precedente. 

Edited by juanraza85
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  • co fondatore

Sei divise nella polvere è nei dintorni del capo.

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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

 

Lungi da me mettere in dubbio che né Manfredi né Ruju ci abbiano ancora regalato capolavori (al massimo buone storie, come i Maxi La pista degli agguati ed il recente Mississippi Ring di Manfredi, o Guatemala e Il mostro del Gran Lago Salato di Ruju), ed a maggior ragione lungo da me mettere in discussione i passati meriti di Nizzi per vari capolavori che ho più volte lodato e citato ;).

 

Ma appunto in virtù del suo illustre passato, a costo di ripetermi e risultare tedioso, da lettore affezionato quale mi reputo faccio fatica ad accettare le sue storie più recenti, e soprattutto sono sempre più del parere che la scelta più saggia da parte di Nizzi sarebbe stata congedarsi da Tex molto prima, perlomeno sul finire del decennio precedente. 

Beh, diciamo che il modo in cui si era congedato l'altra volta, non è che fosse già degno del suo passato eh..

<span style="color:red">13 minuti fa</span>, Mister P dice:

Sei divise nella polvere è nei dintorni del capo.

Ma si, giusto quello, però stringi stringi non c'è quasi nulla.

Ho apprezzato il recente Guatemala, dove tutto è al suo posto e anche il soggetto e la durata della storia denotavano una certa ambizione, ma alla fine siamo sempre di fronte a una storia piacevole e poco più.

Nel complesso leggo volentieri Ruju, intendiamoci, ma tolta Guatemala ultimamente mi preoccupa, e comunque non ci si può mai aspettare una storia da ricordare.

E' preoccupante che le storie che rimangono debbano essere attese solo da Boselli, quando gli riescono.

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  • Collaboratori

Cercando di rimettere la discussione nei suoi giusti binari, di Nizzi abbiamo ancora da leggere sei storie, cioè il grosso della sua produzione in termini di pagine da quando è tornato. Se è vero che sono state sette le sue storie finora pubblicate, infatti, è vero anche che tre erano brevi da 32 tavole e una un color lungo per Torti. 

 

Da qui l'idea diffusa del compitino. In effetti di storie lunghe la Mezcali è del Nizzi degli anni della crisi (2008) come è stato ripetuto più volte, quindi non la storia più adatta a illustrare la sua nuova maniera.

 

Il Tex della storia di Mastantuono a me è tutto sommato piaciuto, non mi ha dato fastidio la scena delle mutande, piuttosto quella della sparatoria in cui gli indiani cadevano come birilli. Niente comunque per cui gridare allo scandalo come avveniva per le storie più brutte della fascia 500. Questa storia contiene anche delle belle pagine che mi hanno ricordato il Nizzi che fu, poche, ma ci sono.

 

Quello che più mi ha preoccupato è invece il maxi di Torti: qui si ci avviciniamo veramente al compitino. Non contiene errori eclatanti ma è noiosetta, insomma non mi è piaciuta.

 

Delle storie in lavorazione sono tenuto al silenzio sulla storia di Ticci ma farà discutere. Prepariamoci. Mi aspetto qualcosa di più dal Maxi di Alessandrini in via di pubblicazione il prossimo ottobre.

 

Piuttosto è passato sotto traccia quello che ha scritto Borden: Nizzi ha presentato tre soggetti pressoché identici, tutti che vedevano opposte delle compagnie fluviali (la storia di Mastantuono), minerarie (dovrebbe essere quella di Casertano) e quindi quella bocciata dei telegrafi.

 

Sembra quasi un Nizzi a corto di idee, come succedeva nei primi anni duemila quando Traversa gli suggerì circa una decina di soggetti.

 

Nell'estate del 2017 quando si discuteva del ritorno della Tigre e già si sapeva che Nizzi era tornato in pianta stabile, si vociferava che questa storia avrebbe visto il concorso di entrambi gli autori, sarebbe stato un fatto storico: da un lato li avrebbe avvicinati, dall'altro li avrebbe fatti già litigare cinque anni fa. Non lo sapremo mai. Mi chiedo però da cosa potesse essere dipeso il rifiuto di Nizzi, a non voler pensare male forse da una sua volontà di libertà, mi fece ben sperare che in quella occasione avesse ceduto il suo personaggio più riuscito al curatore dichiarandosi poco interessato alla storia. 

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1 minute ago, juanraza85 said:

Ma appunto in virtù del suo illustre passato, a costo di ripetermi e risultare tedioso, da lettore affezionato quale mi reputo faccio fatica ad accettare le sue storie più recenti, e soprattutto sono sempre più del parere che la scelta più saggia da parte di Nizzi sarebbe stata congedarsi da Tex molto prima, perlomeno sul finire del decennio precedente. 

Con quello che lo pagava Bonelli?

 

A quanto ne so, Nizzi VOLEVA andarsene da Tex dopo la crisi, e fu "convinto" a rimanere da offerte economiche altissime (non so la cifra esatta, probabilmente sarà cambiata più volte nel corso degli anni, ma che Nizzi prendeva molto di più degli altri sceneggiatori lo si sapeva. E non credo facesse molto bene al morale aziendale...)

 

Quando lo incontrammo, una quindicina di anni fa, ci disse che in redazione....

1) Non gli facevano più storie per i soggetti, scriveva quello che voleva.

2) mandava le pagine direttamente al disegnatore, quindi in redazione praticamente vedevano le pagine finite, e eventuali modifiche erano limitate da questo..

3) Non riceveva nessuna lamentela dalla redazione, e non gli avevano riferito di lettori scontenti. Anzi, non credeva ce ne fossero tanti.

 

Ora, potrebbe benissimo averci mentito, ma con il terrore che aveva Sergio Bonelli dell'abbandono di Nizzi (e del dover ricominciare a scrivere Tex), lo trovo credibile. Se lo strapaghi per rimanere, perchè rischiare di farlo arrabbiare?

 

Quindi Nizzi si trova a prendere un sacco di soldi, scrivendo robe come i fucili di Shannon, facendosi fare i soggetti da altri o scopiazzando la ballata del mare Salato, e nessuno gli dice niente... perchè mai avrebbe dovuto mollare?

 

Amor proprio? Allora non avrebbe scritto roba come i fucili di Shannon in primo luogo, no?

 

Certo, non penso fosse una cosa molto appagante a livello ambizioni letterarie. Ma alla Bonelli pagavano e stavano zitti, la cosiddetta "critica" era tutta adorante ai suoi piedi (prima o poi farò un thread sui meccanismi economici che hanno trasformato la critica fumettistica italiana in una gara fra pubblicitari a chi lecca con maggiore dedizione...), tanto che vinceva pure premi...

 

Al suo posto, avreste mollato un impiego simile?

 

Notate cosa dico da anni: dico che "la Bonelli" avrebbe dovuto intervenire. Era la Bonelli che pubblicava monnezza strapagata. Non a caso parlo di vera e propria "follia", perchè un comportamento simile non ha un senso e una logica.

 

Ma nel comportamento di Nizzi, almeno fino al 2006, non vedo follia, anzi, vedo ottime ragioni, molto logiche: quale altro editore ti strapagava per scrivere a macchinetta quasi duemila pagine all'anno di gente che mangia bistecche e patatine  e prende botte in testa?

 

(da questo punto di vista, ritengo la Bonelli CORRESPONSABILE del calo qualitativo di Nizzi: perche avrebbe dovuto sforzarsi di piu se all'editore andava bene quella roba? Avrebbe dovuto rimetterci di tasca sua, producendo meno, per...  per cosa? Per un personaggio che odiava? Per lettori chje non stimava e con cui non aveva praticamente contatti? Per una critica che avrebbe adorato comunque qualunque cosa pubblicata dalla Bonelli?)

 

Quindi, capisco benissimo Nizzi, almeno fino al suo primo abbandono (quando ormai la frustrazione del produrre quella roba era tale che diceva pesce a corna a tutti della Bonelli), e credo che molti di noi al suo posto non avrebbero fatto diversamente.

 

Quello che non capiro mai, e che per me non ha alcun senso, e il comportamente di tutti gli altri...

  • +1 1
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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, valerio dice:
<span style="color:red">18 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Ma appunto in virtù del suo illustre passato, a costo di ripetermi e risultare tedioso, da lettore affezionato quale mi reputo faccio fatica ad accettare le sue storie più recenti, e soprattutto sono sempre più del parere che la scelta più saggia da parte di Nizzi sarebbe stata congedarsi da Tex molto prima, perlomeno sul finire del decennio precedente. 

Beh, diciamo che il modo in cui si era congedato l'altra volta, non è che fosse già degno del suo passato eh..

 

Sicuramente no, ed infatti a voler essere pignoli fino in fondo non ho problemi ad affermare che forse l'ultima storia di una certa qualità di Nizzi è stata Congiura contro Custer, dopo la quale in teoria avrebbe potuto congedarsi a testa alta. Ma trattasi, appunto, di discorsi puramente teorici, tenendo conto sia di quella che doveva essere la volontà dello stesso Nizzi, sia anche del fatto stesso che la casa editrice non si sarebbe mai sognata di non assegnare a Nizzi, vuoi anche per una sorta di riconoscimento alla carriera, la sceneggiatura del numero 500 (quello della tomba nel posto sbagliato, ahimè).

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  • co fondatore
<span style="color:red">3 minuti fa</span>, Diablero dice:

Ora, potrebbe benissimo averci mentito, ma con il terrore che aveva Sergio Bonelli dell'abbandono di Nizzi (e del dover ricominciare a scrivere Tex), lo trovo credibile. Se lo strapaghi per rimanere, perchè rischiare di farlo arrabbiare?

Boh, incomprensibile. Boselli era anche lui autore texiano, dovevano lasciargli più spazio (certo, non avremmo avuto Dampyr...). 

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<span style="color:red">2 minuti fa</span>, Diablero dice:
<span style="color:red">26 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Ma appunto in virtù del suo illustre passato, a costo di ripetermi e risultare tedioso, da lettore affezionato quale mi reputo faccio fatica ad accettare le sue storie più recenti, e soprattutto sono sempre più del parere che la scelta più saggia da parte di Nizzi sarebbe stata congedarsi da Tex molto prima, perlomeno sul finire del decennio precedente. 

Con quello che lo pagava Bonelli?

 

A quanto ne so, Nizzi VOLEVA andarsene da Tex dopo la crisi, e fu "convinto" a rimanere da offerte economiche altissime (non so la cifra esatta, probabilmente sarà cambiata più volte nel corso degli anni, ma che Nizzi prendeva molto di più degli altri sceneggiatori lo si sapeva. E non credo facesse molto bene al morale aziendale...)

 

Quando lo incontrammo, una quindicina di anni fa, ci disse che in redazione....

1) Non gli facevano più storie per i soggetti, scriveva quello che voleva.

2) mandava le pagine direttamente al disegnatore, quindi in redazione praticamente vedevano le pagine finite, e eventuali modifiche erano limitate da questo..

3) Non riceveva nessuna lamentela dalla redazione, e non gli avevano riferito di lettori scontenti. Anzi, non credeva ce ne fossero tanti.

 

Ora, potrebbe benissimo averci mentito, ma con il terrore che aveva Sergio Bonelli dell'abbandono di Nizzi (e del dover ricominciare a scrivere Tex), lo trovo credibile. Se lo strapaghi per rimanere, perchè rischiare di farlo arrabbiare?

 

Quindi Nizzi si trova a prendere un sacco di soldi, scrivendo robe come i fucili di Shannon, facendosi fare i soggetti da altri o scopiazzando la ballata del mare Salato, e nessuno gli dice niente... perchè mai avrebbe dovuto mollare?

 

Amor proprio? Allora non avrebbe scritto roba come i fucili di Shannon in primo luogo, no?

 

Certo, non penso fosse una cosa molto appagante a livello ambizioni letterarie. Ma alla Bonelli pagavano e stavano zitti, la cosiddetta "critica" era tutta adorante ai suoi piedi (prima o poi farò un thread sui meccanismi economici che hanno trasformato la critica fumettistica italiana in una gara fra pubblicitari a chi lecca con maggiore dedizione...), tanto che vinceva pure premi...

 

Al suo posto, avreste mollato un impiego simile?

 

Notate cosa dico da anni: dico che "la Bonelli" avrebbe dovuto intervenire. Era la Bonelli che pubblicava monnezza strapagata. Non a caso parlo di vera e propria "follia", perchè un comportamento simile non ha un senso e una logica.

 

Ma nel comportamento di Nizzi, almeno fino al 2006, non vedo follia, anzi, vedo ottime ragioni, molto logiche: quale altro editore ti strapagava per scrivere a macchinetta quasi duemila pagine all'anno di gente che mangia bistecche e patatine  e prende botte in testa?

 

(da questo punto di vista, ritengo la Bonelli CORRESPONSABILE del calo qualitativo di Nizzi: perche avrebbe dovuto sforzarsi di piu se all'editore andava bene quella roba? Avrebbe dovuto rimetterci di tasca sua, producendo meno, per...  per cosa? Per un personaggio che odiava? Per lettori chje non stimava e con cui non aveva praticamente contatti? Per una critica che avrebbe adorato comunque qualunque cosa pubblicata dalla Bonelli?)

 

Quindi, capisco benissimo Nizzi, almeno fino al suo primo abbandono (quando ormai la frustrazione del produrre quella roba era tale che diceva pesce a corna a tutti della Bonelli), e credo che molti di noi al suo posto non avrebbero fatto diversamente.

 

Quello che non capiro mai, e che per me non ha alcun senso, e il comportamente di tutti gli altri...

 

Nulla da eccepire sulle tue osservazioni, dinanzi alle quali non posso che ripetere che il mio intendeva essere un ragionamento in linea di puro principio.

 

Quel che si evince dal tuo ragionamento, è che se le cose stanno come tu sostieni a suo tempo la SBE non seppe o non volle provvedere nei giusti tempi ad operare un ricambio generazionale.

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A me hanno sempre insegnato che, in una discussione, chi alza la voce passa dalla ragione al torto.

Diablero "alza la voce"?

Sì.

Per questo motivo passa dalla ragione al torto?

Sì.

Ma, per passare al torto, è indispensabile un prerequisito: avere ragione.

  • +1 1
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Il 16/4/2022 at 12:37, ymalpas dice:

2022

MAXI TEX

ALESSANDRINI

La grande congiura

 

2023

MAXI TEX

CASERTANO

Titolo non disponibile

 

2023

COLOR TEX

FILIPPUCCI

Un maledetto imbroglio

 

2023

SERIE REGOLARE

VOLANTE

L’uomo senza paura

 

2024

SERIE REGOLARE

TICCI

Fuga verso il confine

 

2025

SERIE REGOLARE

BRUZZO

Soldato Blu

 

 

Queste sono le 6 storie di Nizzi che verranno pubblicate nei prossimi anni - per quel che sappiamo - e tutte le nostre ipotesi e considerazioni su dove verranno pubblicate sono abbastanza inutili perché probabilmente Boselli ha già deciso al 90% in quale collana inserirle: in base alla lunghezza e (forse) alla qualità. (Solo quella disegnata da Volante non si sa bene dove finirà...)

 

Ma se questo era l'apporto che Nizzi stava dando a Tex, ossia una media di circa due storie all'anno (guardando anche tutto il periodo da quando ha ripreso a scrivere), perché - mi chiedo - preoccuparsi così tanto, da parte di alcuni, della sua "cessata attività"?

 

Lasciamo stare la qualità, ma se guardiamo solo la quantità, sinceramente a me Nizzi non sembra per niente indispensabile, se è vero che Rauch - ci è stato detto - aumenterà la sua produzione (riducendo un po' il suo impegno su Zagor probabilmente) e così anche Giusfredi, che Boselli ha elogiato in una recente intervista dicendo che sta facendo progressi sorprendenti, a partire dal prossimo cartonato disegnato da Gomez.

Si tratta in fondo di colmare il buco di due storie all'anno...

Inoltre sappiamo che qualche altro sceneggiatore bonelliano sta presentando soggetti. Quindi sinceramente non mi preoccuperei più di tanto...

 

In più mi chiedo: con tutti gli sceneggiatori che ci sono alla Bonelli, ma anche fuori della Bonelli , magari giovani e  mezzi disoccupati, è possibile che non si trovi qualche talento che voglia e sappia scrivere delle storie di Tex?

"Non conoscono abbastanza il nostro ranger come lo conosceva Nizzi", si dice: be', ma anche Segura ne sapeva ben poco di Tex e però ha scritto ottime storie (ok, un po' rivedute e corrette)...

 

Ovviamente non parlo di dilettanti allo sbaraglio, ma di sceneggiatori giovani che hanno già scritto per altri personaggi bonelliani o hanno pubblicato per altre case editrici (non esiste solo la Bonelli, eh).

In questo periodo di vacche magre dovrebbero essere solo che contenti di scrivere per il personaggio più importante d'Italia, o no?

Insomma, è vero che l'Italia non è un paese per giovani, anzi è una gerontocrazia in ogni suo settore (culturale, politico, economico...), ma se non si riesce a sostituire uno stanco (sono gentile!) 84enne, con qualche valida giovane promessa, be' allora siamo messi veramente male. Vuol dire che siamo proprio alla frutta!

  • +1 3
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Aver ragione è un conto, nessuno mette in dubbio che Diablero sia uno degli utenti più acuti del forum e la maggior parte delle volte son d'accordo con il suo pensiero, tuttavia è davvero antipatico e controproducente per la serena interazione del forum, alludere continuamente alla presunta mancanza di capacità di comprensione dei testi degli interlocutori. (Special modo quando non si condividono i contenuti!).

 

Capita troppo spesso e onestamente lo reputo un atteggiamento arrogante e poco edificante per un utente di spessore, come oggettivamente Diablero è. Perdonate lo sfogo e senza rancore.

 

 

 

 

 

 

 

 

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22 minuti fa, Poe dice:

 

Queste sono le 6 storie di Nizzi che verranno pubblicate nei prossimi anni - per quel che sappiamo - e tutte le nostre ipotesi e considerazioni su dove verranno pubblicate sono abbastanza inutili perché probabilmente Boselli ha già deciso al 90% in quale collana inserirle: in base alla lunghezza e (forse) alla qualità. (Solo quella disegnata da Volante non si sa bene dove finirà...)

 

Ma se questo era l'apporto che Nizzi stava dando a Tex, ossia una media di circa due storie all'anno (guardando anche tutto il periodo da quando ha ripreso a scrivere), perché - mi chiedo - preoccuparsi così tanto, da parte di alcuni, della sua "cessata attività"?

 

Lasciamo stare la qualità, ma se guardiamo solo la quantità, sinceramente a me Nizzi non sembra per niente indispensabile, se è vero che Rauch - ci è stato detto - aumenterà la sua produzione (riducendo un po' il suo impegno su Zagor probabilmente) e così anche Giusfredi, che Boselli ha elogiato in una recente intervista dicendo che sta facendo progressi sorprendenti, a partire dal prossimo cartonato disegnato da Gomez.

Si tratta in fondo di colmare il buco di due storie all'anno...

Inoltre sappiamo che qualche altro sceneggiatore bonelliano sta presentando soggetti. Quindi sinceramente non mi preoccuperei più di tanto...

 

In più mi chiedo: con tutti gli sceneggiatori che ci sono alla Bonelli, ma anche fuori della Bonelli , magari giovani e  mezzi disoccupati, è possibile che non si trovi qualche talento che voglia e sappia scrivere delle storie di Tex?

"Non conoscono abbastanza il nostro ranger come lo conosceva Nizzi", si dice: be', ma anche Segura ne sapeva ben poco di Tex e però ha scritto ottime storie (ok, un po' rivedute e corrette)...

 

Ovviamente non parlo di dilettanti allo sbaraglio, ma di sceneggiatori giovani che hanno già scritto per altri personaggi bonelliani o hanno pubblicato per altre case editrici (non esiste solo la Bonelli, eh).

In questo periodo di vacche magre dovrebbero essere solo che contenti di scrivere per il personaggio più importante d'Italia, o no?

Insomma, è vero che l'Italia non è un paese per giovani, anzi è una gerontocrazia in ogni suo settore (culturale, politico, economico...), ma se non si riesce a sostituire uno stanco (sono gentile!) 84enne, con qualche valida giovane promessa, be' allora siamo messi veramente male. Vuol dire che siamo proprio alla frutta!

Ma magari. Solo che, oltre ad aver voglia di scriverlo, debbono anche scriverlo bene, e se a stento ci riescono i Ruju e soci non so...

Certo, ci vuole il numero minimo di sceneggiatori di Tex, per via delle tante storie annue, ma soprattutto direi che ci vorrebbe una certa qualità.

Rauch secondo me è promettente, vediamo. Certo che la baracca la trascina Borden, c'è poco da fare. Tra alti e bassi le storie belle vengono da li. Tipo l'ultima delle navi, a cui ho dato, forse esagerando, un 10. Ma ho esagerato per via del soggetto nuovo e diverso e della maestria mostrata in sceneggiatura, cose non comuni, anche se come al solito Tex è molto marginale (cosa che ha anche questa stancato) e non manca qualche esagerazione (tipo i salti sul ghiaccio per esempio).

Soggetti di questo tipo dagli altri non ne vengono. Certo, è difficile lanciarsi in cose ambizione se si è alle prime armi o se ci si accontenta di svolgere un lavoro corretto.

Segura era un esempio preclaro di coraggio, invece. Non conosceva abbastanza il personaggio, cannava i dialoghi, ma si buttava a capofitto su sceneggiature esaltanti e cinematografiche molto emozionanti.

Però quanto sia difficile scrivere Tex è facilmente comprensibile vedendo la fine che hanno fatto il 90 per cento degli sceneggiatori.

GBL ok, manco a parlarne.

Nolitta, grandi storie ma non lo sapeva scrivere. Personaggio totalmente cannato o comunque reinventato (non che sia una cosa che aborro, intendiamoci, ma noi texiani siamo rompiballe e vogliamo tutti i connotati al posto giusto, magari anche sbagliando eh, forse dovremmo modernizzarci, chissà)

Nizzi grandissimo per diversi anni, poi un mezzo scempio.

Berardi ha gettato subito la spugna tra 1000 capricci.

Segura grande sceneggiatore, grandi storie, ma Tex fuori fase (e soprattutto Carson).

Faraci cannato.

Manfredi che ci sta come i cavoli a merenda (e che continuo a non capire se è ancora su Tex o no).

Ruju che non ci convince.

Boselli certo, ma anche lui non è esente da malumori per il suo Tex 2.0.

 

Secondo me i tre totem di Tex sono GLB-Nizzi-Boselli, insomma i tre che al loro meglio hanno scritto le pagine fondamentali (senza stare a vedere, adesso, le cadute, specie di Nizzi), il resto non fa testo.

E' molto difficile scrivere Tex.

 

 

Edited by valerio
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  • co fondatore

A proposito di nuovi autori.

Racconto, a due anni di distanza, un aneddoto: mando un soggetto a Boselli. Dopo un po' di tempo mi arriva la risposta: comincia coi complimenti per la storia in globale, poi elenca alcune cose che non vanno ma che sono ampiamente modificabili o migliorabili in fase di sceneggiatura, infine mi dice il motivo per cui me la boccia: troppo matura per Tex. Io rimasi stupito perché me l'aveva detto l'autore di Luna Insanguinata, che è piuttosto "matura" per la serie. Poi quell'appunto finale per cui Boselli ha storto il naso si poteva sfumare benissimo. Ci ho "bisticciato" un po' ma poi ho accettato il verdetto. Peccato. Se il giudizio comincia con un complimento, la bocciatura sa davvero di doccia fredda.

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A me invece, forse perché sono masochista o semplicemente perché mi è tornata voglia di leggere una delle storie migliori del Nizzi vecchia maniera, ha ispirato una nuova rilettura de La Tigre Nera :lol:.

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<span style="color:red">36 minuti fa</span>, Mister P dice:

Diably è capace di smontarti anche quella.

Ma non credo l' abbia letta da 30 anni. Di quelle vecchie conosce solo Anderville e la Congiura.

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