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TWF - Tex Willer Forum

[Tex Willer N. 47/49] Ai confini della Louisiana


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Il 22/9/2022 at 03:18, Diablero dice:

I disegni di Atzori per me non sono al livello degli altri disegnatori di questa serie, e quel che è peggio, peggiorano progressivamente nel corso dell'albo, come se si fosse impegnato di più all'inizio per poi preoccuparsi di meno (o forse era solo il ritardo con le consegne, capita...) con sproporzioni evidenti. 

 

Concordo; di certo Brindisi, De Angelis e Del Vecchio sono di tutt'altra categoria, a mio modesto parere.

 

Ho notato anch'io parecchia incostanza qualitativa tra le varie tavole: alcune, come quella di pagina 38, sono di buona fattura, ma di contro trovo che quella di pag. 43 sia davvero brutta. Le vignette 3-4 sono inchiostrate con tratto troppo grossolano e rappresentano delle fattezze di Tex tirate via e alquanto sproporzionate (soprattutto il profilo della 4); inoltre è davvero "curioso" il cavallo che bruca l'erba nella prima vignetta, con una testa piccola e collo da giraffa. :D

 

Come già detto in un precedente commento, rivedo molto lo stile di Monti nei contrasti e in alcuni primi piani, ma non mancano visi molto stilizzati come quello di Katy a pagina 30, che sembra opera di Torti e sproporzioni fastidiose come quelle che appaiono nella rissa a pag.11: le prime due vignette non danno sensazione di proporzioni armoniose e pure alcune torsioni di busto (Tex nella vignetta 4 di tav. 13) mi sembrano alquanto eccessive.

 

Nel complesso, finora, la prova di Aztori non mi sembra idonea per la serie Tex Willer, ma comprendo che ci muoviamo nel campo minato dei giudizi personali e potrei essere contestato da chi invece trova adatto il suo stile alquanto dinamico.

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Il 21/9/2022 at 21:01, Piombo Caldo dice:

Secondo me sono un po'  Ticciani, ma anche un po' tardoMontiani, soprattutto dove ci sono gli indiani.

 

Anche io, leggendo l'albo, ho avuto la netta impressione di ritrovare i disegni di Monti, così diversi da quelli di tutti gli altri disegnatori che si sono avvicendati su Tex.

 

A dire il vero, in una collana - Tex Willer - con una marcata continuità grafica, i disegni di Atzori risultano "diversi". Ma non per questo brutti.

 

Storia semplice (ma non è un difetto) e fino ad ora godibile 

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Guardando attentamente le vignette citate da Condor senza meta, indubbiamente si notano alcune sproporzioni dei personaggi, ( cosa che non avevo notato alla prima lettura)  ma se Atzori nella prossima storia, ( che spero stia già disegnando )  riuscisse a eliminarle, per mè sulla serie Tex Willer andrebbe bene.🙋‍♂️

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Letto. Stilisticamente siamo agli antipodi di quello che sta facendo Boselli su questa serie, quasi per dare un po' di "alternanza". Albo velocissimo, dialoghi stringati e tutta azione. Ovviamente può essere considerato quasi solo un preambolo della storia, che si svilupperà nei prossimi albi. Comunque : i personaggi sono bene-per quanto sommariamente- delineati, e le sparatorie sono belle...inoltre apprezzo moltissimo che qui Tex, per disarmare, spari alle mani, storpiando i nemici come ai bei vecchi tempi.

Per il momento mi sta piacendo. I disegni di Atzori non si possono certo definir brutti, ma un po' troppo pulitini e asettici per i miei gusti, e per la cifra visiva media della serie.

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  • 2 weeks later...

Eccomi ... letto finalmente questo primo albo della nuova storia non boselliana di Tex Willer.

 

Comincio dai disegni che non mi sono dispiaciuti affatto. Stilizzati, dinamici e adatti complessivamente ad un albo che per la prima metà è una riproposizione modernizzata delle classiche storie di G.L. Bonelli, quindi senza nessun preambolo caratteristica tipica e piacevole delle storie di @borden.

 

Sceneggiatura che scorre bene, con un Tex impetuoso e fondamentalmente generoso, sempre pronto a raddrizzare i torti in tutte le situazioni che lo coinvolgano. Seconda parte un pò più originale, fresca nei dialoghi e resa interessante anche dalla probabile vicenda sentimentale dei due coprotagonisti. 

 

Da rilevare qui l'unica scena totalmente originale fra tutte le testate finora pubblicate con protagonista Tex, ovvero quella in cui il nostro eroe finisce per mostrare l'u*****o alla ragazza del saloon, ovviamente non intenzionalmente (questo Tex non farebbe mai :blink:) ma perchè ha dovuto proteggersi da una scarica di proiettili, facendosi scudo con la tinozza all'interno della quale stava facendo il bagno.

 

Poi però avrebbe anche potuto correre a coprirsi ... e invece ha preferito continuare a discorrere con la ragazza senza curarsi del fatto di essere nudo come un verme ;).

 

 

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  • 2 weeks later...

Sembra che questa nuova saga non interessi quasi a nessuno. Appena acquistato il secondo numero, noto un calo della qualità e resa grafica dei disegni ... qui meno dinamici e abbastanza approssimativi. Li avevo giudicati molto positivamente, sebbene stilizzati quelli precedenti. Vedrò fra qualche giorno di leggere il contenuto ...

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Io lo ho già letto.

Storia tutta azione e poche chiacchiere, si legge in un attimo.

Tutto scorre perfettamente, non fai sicuramente fatica a leggerla, tutto molto credibile,niente origlioni. 

Bravo Rauch, bravo anche Atzori, ma quella vignetta, numero 4 a pagina 30, mi sembra completamente sballata.🙋‍♂️

  • Like (+1) 1
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Finora la storia mi è risultata godibile, seppur nella sua classicità. Solito Tex giovane, risoluto è risolutivo, così come interessanti sembrano essere i personaggi con cui si sta trovando ad avere a che fare, su tutti Lagrange.

 

Di buonissimo livello anche i disegni di Atzori, che ho trovato piuttosto simili a quelli del primo Ticci.

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Storia semplice, spinta da qualche coincidenza (e colpi di fortuna tipo il trovare proprio "la bestia giusta al momento giusto" per i cavalli) ma nulla che metta a rischio la sospensione dell'incredulità.

 

Sarà che ultimamente le storie fatte tutte di colpi di scena a ripetizione di Ruju mi infastidiscono, ma è gradevole vedere invece Rauch fare una storia che invece parte da delle premesse, le rispetta e prosegue di conseguenza. E senza essere "telefonata". Troppo spesso gli autori alle prese con Tex sembrano tirare a voler fare la storia "strana", eclatante, memorabile, di solito fallendo, o viceversa fanno il classico compitino ripetitivo e prevedibile. Rauch sta sul semplice, con uno spunto finora abbastanza comune (salvare persone rapite) e riempie il resto di azione e sparatorie e dialoghi. Si legge in fretta e diverte, che è quello che deve fare un fill-in, senza farsi ricordare troppo.

 

(ovvio che se una serie fosse fatta SOLO di storie come questa, annoierebbe presto, ma vista la complessità delle ultime storie di Boselli ci sta bene come "intervallo")

 

Il punto debole, purtroppo, è Atzori,che alterna tavole anche belle a tavole indifendibili che sembrano tirate via (per esempio la già citata pagina 30, ma non è certo l'unica). E proprio questa variabilità nei risultati dà la spiacevole impressione che non sia incapacità, ma il "tirar via" in fretta.

 

(però almeno un merito bisogna darlo a Atzori: sono già due albi e non mi pare di aver visto nessuna delle "citazioni" di attori famosi che ammorbavano in maniera fastidiosa la storia precedente di Rauch, e in generale un sacco di storie recenti di Tex)

 

 

Edited by Diablero
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Letto "I Contrabbandieri di Lagrange". Mi sta divertendo...mi ricorda le storie meno ambiziose e più riempitive del primissimo GLB a striscia. Tex nel suo vagabondare incontra qualcuno bisognoso di aiuto : seguono sparatorie a strafottere. Nota dolente : i disegni di Atzori troppe imprecisioni macroscopiche e sgraziate.

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Il 12/10/2022 at 14:46, Jeff_Weber dice:

Eccomi ... letto finalmente questo primo albo della nuova storia non boselliana di Tex Willer.

 

Comincio dai disegni che non mi sono dispiaciuti affatto. Stilizzati, dinamici e adatti complessivamente ad un albo che per la prima metà è una riproposizione modernizzata delle classiche storie di G.L. Bonelli, quindi senza nessun preambolo caratteristica tipica e piacevole delle storie di @borden.

 

Sceneggiatura che scorre bene, con un Tex impetuoso e fondamentalmente generoso, sempre pronto a raddrizzare i torti in tutte le situazioni che lo coinvolgano. Seconda parte un pò più originale, fresca nei dialoghi e resa interessante anche dalla probabile vicenda sentimentale dei due coprotagonisti. 

 

Da rilevare qui l'unica scena totalmente originale fra tutte le testate finora pubblicate con protagonista Tex, ovvero quella in cui il nostro eroe finisce per mostrare l'u*****o alla ragazza del saloon, ovviamente non intenzionalmente (questo Tex non farebbe mai :blink:) ma perchè ha dovuto proteggersi da una scarica di proiettili, facendosi scudo con la tinozza all'interno della quale stava facendo il bagno.

 

Poi però avrebbe anche potuto correre a coprirsi ... e invece ha preferito continuare a discorrere con la ragazza senza curarsi del fatto di essere nudo come un verme ;).

 

 

 

Conclusa le lettura degli albi della serie Joselito all'interno della mitica Collana Rodeo (belle storie spensierate, con un anti-eroe che può vincere o perdere senza che perda in qualche modo di dignità), eccomi a valutare il secondo albo di questa nuova saga di Rauch e Atzori.

 

Se il primo albo mi ha ricordato pesantemente la scrittura di GL Bonelli con qualche aggiornamento, qui lo sceneggiatore sembra acquistare autonomia, sebbene in questo albo per circa metà delle pagine si continui a sparare e si ripetano le stesse informazioni da un personaggio all'altro.

 

In ogni caso, storia che non annoia troppo e con un Tex abbastanza intraprendente.

 

Riconfermo che in questo albo Atzori abbia abbastanza tirato via le tavole, perché particolarmente di fretta o forse in ritardo.

 

Continuo a seguire da lontano l'accesa discussione sulla saga di Mefisto e mi meraviglio di sentir sentir dire che Bonelli senjor scriveva anche sciocchezze e chi vuol semplicemente che il canone sia arricchito quanto si vuole, ma sempre rispettato, da considerare un "nerd". 

 

Mah !

 

 

  • +1 1
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  • 3 weeks later...
  • co fondatore

Avantieri ho letto alfine il secondo albo. La storia è bella, Atzori però è altalenante :unsure2:.

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Il 27/10/2022 at 23:00, Jeff_Weber dice:

Riconfermo che in questo albo Atzori abbia abbastanza tirato via le tavole, perché particolarmente di fretta o forse in ritardo.

Io escluderei il ritardo. Sono anni che ci sono tre storie che ballano per uscire su TexWiller, una la stiamo leggendo, un'altra l'hanno infilata nel TexWillerSpeciale di dicembre e l'ultima  (Ruju/Zaghi con presenza di Jimmy Jones) sono proprio curioso di vedere dove finisce. Ammesso sempre che esista, e visto che sembra, dopo Cochise, si entra in una nuova fase di TexWiller. 

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Fresco di lettura del terzo ed ultimo albo della storia, non posso che darne un giudizio globalmente più che positivo, anche in considerazione del fatto che essa si è ritrovata incastonata tra la precedente avventura con un pezzo da novanta della serie come Juan Cortina e la prossima, che avrà per coprotagonista un altro pezzo da novanta come Cochise, fratello di sangue di Tex.

 

La storia in sé, pur nella sua classicità, ci ha regalato il solito giovane Tex, sempre pronto a gettarsi a capofitto nei guai pur di contrastare un'ingiustizia, senza premurarsi di valutare le conseguenze. Rauch ha inoltre avuto la bravura di riuscire a valorizzare le sfaccettature caratteriali di alcuni dei principali personaggi con cui Tex si trova a vario titolo ad avere a che fare: si va da Lagrange, contrabbandiere a suo modo dotato di un codice morale, all'ottuso e vendicativo rancher Lorimer, ma soprattutto - per quanto mi riguarda - al suo soprastante Ballard, capace di dimostrare nel suggestivo finale di essere un uomo d'onore.

 

Ribadisco, inoltre, il mio apprezzamento per i disegni di Atzori, poiché li ho trovati straordinariamente simili a quelli del primo Ticci. 

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A differenza di molti giudizi positivi, io non sono rimasto così entusiasta di questa storia che ritengo una delle meno riuscite di questa collana. Dialoghi quasi inesistenti e molte sequenze di sparatorie ed inseguimenti le ho trovate monotone e ripetitive. Buoni invece i disegni nonostante qualche tavola sia tirata un pò via

 

S

P

O

I

L

E

R

 

Nel numero 48 il figlio di Lorimer si chiama Chad, nel numero 49 John...

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Letto anch'io. 

Gran ottima storia di Rauch, molto Gianbonelliana, non molto complessa ma con un gran ritmo.

Adesso però attendo la prossima di Boselli, che al vedere si prospetta un altro capolavoro.

Ottimi anche i disegni di Atzori, che spero sia già all'opera su una nuova storia.🙋‍♂️

 

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18 minutes ago, Piombo Caldo said:

 

molto Gianbonelliana

 

ero indeciso cosa leggere ed ero rimasto indietro su Tex Willer.

Mi è bastato leggerti che ho già deciso dove puntare!

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In un altro thread si discuteva dei vari tipi di continuity e delle differenza fra il tipo di continuity di Tex Willer e quella di Tex, e di cosa comporta la scelta di avere una continuity di un certo tipo.

 

Nel caso di Tex Willer, la scelta di Boselli di una continuità cronologica precisa fra le storie, collegata in maniera molto esplicita alla Storia con la S maiuscola (Tex Willer non è "solo" ambientato nel 1859-1860, è pure invischiato nei maggiori fatti storici del 1959-60), associata al fatto che Boselli non può materialmente scrivere tutte le storie, ha portato ad un fenomeno nuovo in una collana di Tex: sono arrivati i "fill-in".

 

-------------Apro una parentesi con lo spiegone, chi sa già la storia può saltarlo...  ------------------

Cos'è un fill-in? In inglese significa letteralmente "sostituto, rimpiazzo, tappabuchi", si usa nel linguaggio comune per indicare un sostituto che prende il posto per una partita o un lavoro di un "titolare" temporaneamente assente. Ma nel "gergo" dei fumetti si è diffuso come termine per indicare un tipo di storie, e si è diffuso dall'arrivo di Jim Shooter alla Marvel negli anni 70.

 

Per tutti gli anni 60 e inizio dei 70, la Marvel pubblicava fumetti seguendo i metodi collaudati del suo scrittore capo, Stan Lee: lui "scriveva" tutte le storie di una serie (e ci riusciva tramite il famigerato "metodo Marvel" che è il motivo per cui ho messo "scrivere" fra virgolette), quindi TUTTE le storie dell'Uomo Ragno o dei Fantastici Quattro, mentre li scriveva lui, sono in continuity (e in tempo reale. il tipo di continuity attuale con tempo fermo, i personaggi non invecchiano, man mano si aggiornano le origini per spostarle avanti nel tempo con continue retcon, che i fan oggi affibbiano a Stan Lee, in realtà Stan Lee NON L'HA MAI USATO, fu istituzionalizzato anni dopo che aveva smesso di scrivere, all'epoca di Stan Lee i suoi personaggi invecchiavano in tempo reale, si diplomavano, i figli crescevano, le zie invecchiavano, etc.)

 

Arrivano gli anni 70. Senza più gente che Kirby o Ditko il metodo Marvel non funziona più tanto bene, i nuovi disegnatori vogliono vere e proprie sceneggiature, scritte con tutti i dettagli, e ci vuole tempo per scriverle. E gli sceneggiatori della Marvel dell'epoca erano in gran parte degli hippy sempre in trip con le più svariate sostanze (se pensate che esageri, leggetevi i racconti dell'epoca di chi frequentava Starlin o Gerber o Englehart...) e che nei momenti di lucidità scrivevano cose che variavano in modo abbastanza random fra i capolavoro assoluto e la peggiore robaccia. Diventa molto comune il caso in cui, quando è ora di stampare l'albo, le tavole non sono pronte perchè il disegnatore non ha finito di disegnarle perchè la sceneggiatura gli arrivata in ritardo o perchè anche lui è un hippy fancazzista  (l'umorismo sottinteso di questo paragrafo sarà compreso solo da chi conosce la mia personale storia di ritardi nelle consegne, e non ho manco la scusa della droga, la sostanza più forte che assumo è la red bull, soprattutto quando sono appunto in ritardo nelle consegne... :lol:)

 

Insomma, l'albo non è pronto, ma va pubblicato, il contratto con i distributori va rispettato (la Bonelli all'epoca quando aveva a che fare con i ritardi di Ken Parker si limitava a far passare 7 mesi fra un albo mensile e l'altro...). Quindi, che si fa? RISTAMPAVANO un vecchio albo al posto del nuovo! (l'Editoriale Corno, che all'epoca pubblicava quei personaggi in Italia, a volte saltava queste ristampe, che quindi non sono arrivate tutte da noi, ma anche così chi leggeva gli albi dell'epoca si ricorderà la rottura di scatole del vedere continuamente ristampate vecchie storie nel mezzo degli albi, con i personaggi che nel mezzo di un avventura hanno flashback di un albo intero sulle loro origini)

 

Dopo un periodo di casino organizzativo in cui in pochissimi anni si succedono un sacco di Editor-in-Chief, che subito gettano la spugna vedendo quel caos, Stan Lee in partenza per la California decide di tagliare la testa al toro e visti i ripetuti fallimenti nel cercare un successore fra i "veterani", nel 1978 decide invece di affidare la Marvel all'ultimo arrivato, assunto come redattore solo 2 anni prima, un giovane di soli 26 anni di nome Jim Shooter che si era già fatto notare per i suoi modi da "sergente di ferro" con gli autori (sì, Jim Shooter è del 1951 e divenne editor-in-chief alla Marvel a 26 anni, d'altronde è sempre stato precoce, iniziò la sua carriera di sceneggiatore professionista - regolarmente pagato - a 13 anni...)

 

E Shooter agì davvero con il pugno di ferro, imponendo "ordine und disciplinen": basta ristampe, basta ritardi! Ogni singolo fottuto mese chi comprava un numero di Thor doveva avere un albo che usciva in perfetto orario con una nuova storia di Thor!

 

E come riuscirci, se come autori hai una massa di hippy stralunati? Semplicemente istituzionalizzando la pratica dei "fill-in": in ogni serie il curatore doveva commissionare alcuni albi autoconclusivi ad autori DIVERSI da quelli regolari (così da aggiungersi alla loro produzione regolare), da tenere nel cassetto "per le emergenze". Non dovevano cambiare nulla di nessun personaggio e dovevano essere abbastanza "generici" da poter essere usati anche dopo anni (il problema era che se per esempio un personaggio doveva cambiare costume erano costretti a pubblicare di corsa tutti i fill-in nel cassetto e a farne fare di nuovi con il nuovo costume)

 

Il problema di questi "fill-in" era che in genere arano di scarsa qualità, non si affidavano agli autori migliori storie destinate a rimanere nel cassetto, quindi per esempio ti stavi seguendo un ciclo di storie di Thor realizzato da Roy Thomas e John Buscema e poi di punto in bianco proprio nel mezzo trovavi una storia autoconclusiva di Bill Mantlo disegnata da Herb Trimpe!  Con il tempo i lettori sono sempre stati più consapevoli del "trucchetto" e oggi è stato in gran parte abbandonato (le testate utilizzano cicli di autori diversi o sono pubblicate a stagioni, per esempio)

 

---------fine del lungo e palloso spiegone ----------------

 

Ora, ho detto che il termine è stato diffuso dalla Marvel,ma non è che non esistessero cose simili in precedenza. Chi leggeva i vecchi "Kriminal" si ricorderà che c'erano le storie di Magnus & Bunker, quelle "che contavano", e poi per riempire una pubblicazione SETTIMANALE (52 albi all'anno...) si pubblicavano un sacco di scorie scritte da chissà chi e disegnate tanto in fretta e per così poco che i disegnatori usavano pseudonimi (si vergognavano più di fare quelle tavole realizzate in fretta e furia per cifre ridicole che più tardi per fare anche fumetti porno, dove l'uso di pseudonimi era meno unanime...). Anche i testate più "prestigiose" tipo Ken Parker si vede subito che c'erano storie "di serie A" di Berardi e Milazzo e altre di Mantero che erano considerate più dei "tappabuchi"

 

Perché ho detto che il vero e proprio fill-in alla Bonelli arriva solo con Tex Willer (anche se ovviamente questa storia di Rauch non è stata tenuta nel cassetto per anni e non è autoconclusiva)? Perchè in generale nelle serie Bonelli o si è usato un altro tipo di continuity in cui tutte le storie erano in teoria "alla pari" e la differenza la faceva la qualità (come nel caso di Kriminal: ovvio che i cambiamenti epocali avvenivano nelle storie di Magnus & Bunker, ma avvenivano in così poche storie da essere l'eccezione, in generale sia le storie del duo titolare che quelle dei rimpiazzi erano "colpi" autoconclusivi).

 

Un tipo di continuity così "stretta" come su Tex Willer si è già vista finora alla Bonelli solo su miniserie (Volto Nascosto per esempio) o su serie divise in "stagioni" tipo Orfani, dove non c'era bisogno di fill-in.  Anche La Storia del West, che per tanti versi è simile (un unica storia divisa in più avventure con collocazione storico-geografica precisa), aveva il vantaggio di essere ospitata dentro la Collana Rodeo (e quindi lì si sono avute SIA le ristampe, all'inizio, SIA i fill-in in seguito, ma in quel caso i fill-in erano storia proprio di altri personaggi o dei "liberi" che non facevano parte della Storia del West). Ken Parker non aveva una continuity così rigorosa nelle date e anche lì quando hanno avuto problemi hanno saltato le uscite.

 

Ora, sono abbastanza sicuro che Boselli insisterebbe che non è vero che siano dei fill-in, che le storie sue e di Ruju o Rauch nella collana "Tex Willer" sono di pari dignità e tutte in continuity, e TECNICAMENTE e UFFICIALMENTE è così, ma in pratica...

 

1) Boselli sta raccontando la "vita" di Tex Willer con un idea precisa della successione di eventi, con una sua direzione e una cronologia. Le altre storie pubblicate sembrano "infilarsi nei buchi dove capita" ma se dovessimo "riassumere la vita di Tex Willer" si possono saltare tranquillamente

2) Le storie di Boselli sono le più complesse e quelle in cui il carattere e la personalità di Tex si sviluppano, nelle altre si tende ad andare più sul bang bang bang sei morto te la sei cercata  senza tanto approfondimento.

3) Persino nella selezione per i cartonati, si sta ristampando la cronologia di Boselli saltando i "fill-in"...

 

e infine...

 

4) lo fanno disegnare ad un Atzori che fra anatomie improbabili e dettagli tirati via in certo punti è davvero inguardabile (con cosa sta sparando Tex nell'ultima vignetta di pagina 27? Dovrebbe essere un fucile quello? E Tex ha davvero il polso più grande della testa, o quella prospettiva ardita indica che in realtà il polso di Tex è molto più avanti e quindi il fucile ha il calcio invisibile?)

 

Tutto questo lungo e prolisso spiegone per dire cosa?

 

Che non puoi giudicare un fill-in con il metro delle storie nella continuity principale.

 

Se dovessimo giudicare questa storia con il metro delle "principali" sarebbe da bocciare totalmente.  Tre albi praticamente di soli "bang bang", una storia totalmente priva di ambizioni che non aggiunge nulla. Tre albi che si potevano tranquillamente lasciare in edicola e non cambiava niente.

 

Se ci rendiamo conto che era un fill-in, ci rendiamo conto che gran parte di questi "difetti" sono in realtà proprio quello che si chiedeva a Rauch: una storia senza tante ambizioni, che non cambia nulla, che serve solo a "tappare il buco" fra una storia di Boselli e l'altra.

 

Il "colpevole" non è Rauch, che fa un onesto lavoro facendo quello che gli si chiede, ma è la casa editrice che pubblica tante collane di Tex da dover "spalmare" Boselli su tante collane diverse imponendo l'uso di fill-in su Tex Willer.

 

Dovendo fare un fill-in, si vede che invece Rauch fa un lavoro egregio: una storia veloce, che si legge rapidamente e che alla fine comunque funziona. Come fill-in fra una storia "importante" e l'altra.

 

Invece, da bocciare Atzori, che spero non vedremo spesso su Tex Willer. Nemmeno nei fill-in

 

 

 

P.S.: aggiungo:

2 hours ago, Piombo Caldo said:

Gran ottima storia di Rauch, molto Gianbonelliana, non molto complessa ma con un gran ritmo.

Macheccaz.... :censored2:

 

Mi citi una storia di GL Bonelli di 180 pagine semplicina come questa?

 

Concordo sul "ritmo", ma non è che adesso ogni storie con del ritmo è una storia GLBonelliana...  e speravo che, se non la lettura più approfondita, almeno la massa dei miei post nel forum dove distruggo storia per storia questa "vulgata" superficiale del GL Bonelli che scriveva storie fatte solo di bang bang avesse messo una pietra (tombale) sopra questa idea...  :rolleyes:

 

GL Bonelli è la persona che in 180 pagine (circa) ha infilato "San Francisco", "una campana per Lucero", "Arizona" e in 160 pagine "massacro" e "il fiore della morte". Vorrei che i suoi stessi lettori non se lo dimenticasse con tale facilità...

 

 

 

  • +1 1
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9 ore fa, Diablero dice:

In un altro thread si discuteva dei vari tipi di continuity e delle differenza fra il tipo di continuity di Tex Willer e quella di Tex, e di cosa comporta la scelta di avere una continuity di un certo tipo.

 

Nel caso di Tex Willer, la scelta di Boselli di una continuità cronologica precisa fra le storie, collegata in maniera molto esplicita alla Storia con la S maiuscola (Tex Willer non è "solo" ambientato nel 1859-1860, è pure invischiato nei maggiori fatti storici del 1959-60), associata al fatto che Boselli non può materialmente scrivere tutte le storie, ha portato ad un fenomeno nuovo in una collana di Tex: sono arrivati i "fill-in".

 

-------------Apro una parentesi con lo spiegone, chi sa già la storia può saltarlo...  ------------------

Cos'è un fill-in? In inglese significa letteralmente "sostituto, rimpiazzo, tappabuchi", si usa nel linguaggio comune per indicare un sostituto che prende il posto per una partita o un lavoro di un "titolare" temporaneamente assente. Ma nel "gergo" dei fumetti si è diffuso come termine per indicare un tipo di storie, e si è diffuso dall'arrivo di Jim Shooter alla Marvel negli anni 70.

 

Per tutti gli anni 60 e inizio dei 70, la Marvel pubblicava fumetti seguendo i metodi collaudati del suo scrittore capo, Stan Lee: lui "scriveva" tutte le storie di una serie (e ci riusciva tramite il famigerato "metodo Marvel" che è il motivo per cui ho messo "scrivere" fra virgolette), quindi TUTTE le storie dell'Uomo Ragno o dei Fantastici Quattro, mentre li scriveva lui, sono in continuity (e in tempo reale. il tipo di continuity attuale con tempo fermo, i personaggi non invecchiano, man mano si aggiornano le origini per spostarle avanti nel tempo con continue retcon, che i fan oggi affibbiano a Stan Lee, in realtà Stan Lee NON L'HA MAI USATO, fu istituzionalizzato anni dopo che aveva smesso di scrivere, all'epoca di Stan Lee i suoi personaggi invecchiavano in tempo reale, si diplomavano, i figli crescevano, le zie invecchiavano, etc.)

 

Arrivano gli anni 70. Senza più gente che Kirby o Ditko il metodo Marvel non funziona più tanto bene, i nuovi disegnatori vogliono vere e proprie sceneggiature, scritte con tutti i dettagli, e ci vuole tempo per scriverle. E gli sceneggiatori della Marvel dell'epoca erano in gran parte degli hippy sempre in trip con le più svariate sostanze (se pensate che esageri, leggetevi i racconti dell'epoca di chi frequentava Starlin o Gerber o Englehart...) e che nei momenti di lucidità scrivevano cose che variavano in modo abbastanza random fra i capolavoro assoluto e la peggiore robaccia. Diventa molto comune il caso in cui, quando è ora di stampare l'albo, le tavole non sono pronte perchè il disegnatore non ha finito di disegnarle perchè la sceneggiatura gli arrivata in ritardo o perchè anche lui è un hippy fancazzista  (l'umorismo sottinteso di questo paragrafo sarà compreso solo da chi conosce la mia personale storia di ritardi nelle consegne, e non ho manco la scusa della droga, la sostanza più forte che assumo è la red bull, soprattutto quando sono appunto in ritardo nelle consegne... :lol:)

 

Insomma, l'albo non è pronto, ma va pubblicato, il contratto con i distributori va rispettato (la Bonelli all'epoca quando aveva a che fare con i ritardi di Ken Parker si limitava a far passare 7 mesi fra un albo mensile e l'altro...). Quindi, che si fa? RISTAMPAVANO un vecchio albo al posto del nuovo! (l'Editoriale Corno, che all'epoca pubblicava quei personaggi in Italia, a volte saltava queste ristampe, che quindi non sono arrivate tutte da noi, ma anche così chi leggeva gli albi dell'epoca si ricorderà la rottura di scatole del vedere continuamente ristampate vecchie storie nel mezzo degli albi, con i personaggi che nel mezzo di un avventura hanno flashback di un albo intero sulle loro origini)

 

Dopo un periodo di casino organizzativo in cui in pochissimi anni si succedono un sacco di Editor-in-Chief, che subito gettano la spugna vedendo quel caos, Stan Lee in partenza per la California decide di tagliare la testa al toro e visti i ripetuti fallimenti nel cercare un successore fra i "veterani", nel 1978 decide invece di affidare la Marvel all'ultimo arrivato, assunto come redattore solo 2 anni prima, un giovane di soli 26 anni di nome Jim Shooter che si era già fatto notare per i suoi modi da "sergente di ferro" con gli autori (sì, Jim Shooter è del 1951 e divenne editor-in-chief alla Marvel a 26 anni, d'altronde è sempre stato precoce, iniziò la sua carriera di sceneggiatore professionista - regolarmente pagato - a 13 anni...)

 

E Shooter agì davvero con il pugno di ferro, imponendo "ordine und disciplinen": basta ristampe, basta ritardi! Ogni singolo fottuto mese chi comprava un numero di Thor doveva avere un albo che usciva in perfetto orario con una nuova storia di Thor!

 

E come riuscirci, se come autori hai una massa di hippy stralunati? Semplicemente istituzionalizzando la pratica dei "fill-in": in ogni serie il curatore doveva commissionare alcuni albi autoconclusivi ad autori DIVERSI da quelli regolari (così da aggiungersi alla loro produzione regolare), da tenere nel cassetto "per le emergenze". Non dovevano cambiare nulla di nessun personaggio e dovevano essere abbastanza "generici" da poter essere usati anche dopo anni (il problema era che se per esempio un personaggio doveva cambiare costume erano costretti a pubblicare di corsa tutti i fill-in nel cassetto e a farne fare di nuovi con il nuovo costume)

 

Il problema di questi "fill-in" era che in genere arano di scarsa qualità, non si affidavano agli autori migliori storie destinate a rimanere nel cassetto, quindi per esempio ti stavi seguendo un ciclo di storie di Thor realizzato da Roy Thomas e John Buscema e poi di punto in bianco proprio nel mezzo trovavi una storia autoconclusiva di Bill Mantlo disegnata da Herb Trimpe!  Con il tempo i lettori sono sempre stati più consapevoli del "trucchetto" e oggi è stato in gran parte abbandonato (le testate utilizzano cicli di autori diversi o sono pubblicate a stagioni, per esempio)

 

---------fine del lungo e palloso spiegone ----------------

 

Ora, ho detto che il termine è stato diffuso dalla Marvel,ma non è che non esistessero cose simili in precedenza. Chi leggeva i vecchi "Kriminal" si ricorderà che c'erano le storie di Magnus & Bunker, quelle "che contavano", e poi per riempire una pubblicazione SETTIMANALE (52 albi all'anno...) si pubblicavano un sacco di scorie scritte da chissà chi e disegnate tanto in fretta e per così poco che i disegnatori usavano pseudonimi (si vergognavano più di fare quelle tavole realizzate in fretta e furia per cifre ridicole che più tardi per fare anche fumetti porno, dove l'uso di pseudonimi era meno unanime...). Anche i testate più "prestigiose" tipo Ken Parker si vede subito che c'erano storie "di serie A" di Berardi e Milazzo e altre di Mantero che erano considerate più dei "tappabuchi"

 

Perché ho detto che il vero e proprio fill-in alla Bonelli arriva solo con Tex Willer (anche se ovviamente questa storia di Rauch non è stata tenuta nel cassetto per anni e non è autoconclusiva)? Perchè in generale nelle serie Bonelli o si è usato un altro tipo di continuity in cui tutte le storie erano in teoria "alla pari" e la differenza la faceva la qualità (come nel caso di Kriminal: ovvio che i cambiamenti epocali avvenivano nelle storie di Magnus & Bunker, ma avvenivano in così poche storie da essere l'eccezione, in generale sia le storie del duo titolare che quelle dei rimpiazzi erano "colpi" autoconclusivi).

 

Un tipo di continuity così "stretta" come su Tex Willer si è già vista finora alla Bonelli solo su miniserie (Volto Nascosto per esempio) o su serie divise in "stagioni" tipo Orfani, dove non c'era bisogno di fill-in.  Anche La Storia del West, che per tanti versi è simile (un unica storia divisa in più avventure con collocazione storico-geografica precisa), aveva il vantaggio di essere ospitata dentro la Collana Rodeo (e quindi lì si sono avute SIA le ristampe, all'inizio, SIA i fill-in in seguito, ma in quel caso i fill-in erano storia proprio di altri personaggi o dei "liberi" che non facevano parte della Storia del West). Ken Parker non aveva una continuity così rigorosa nelle date e anche lì quando hanno avuto problemi hanno saltato le uscite.

 

Ora, sono abbastanza sicuro che Boselli insisterebbe che non è vero che siano dei fill-in, che le storie sue e di Ruju o Rauch nella collana "Tex Willer" sono di pari dignità e tutte in continuity, e TECNICAMENTE e UFFICIALMENTE è così, ma in pratica...

 

1) Boselli sta raccontando la "vita" di Tex Willer con un idea precisa della successione di eventi, con una sua direzione e una cronologia. Le altre storie pubblicate sembrano "infilarsi nei buchi dove capita" ma se dovessimo "riassumere la vita di Tex Willer" si possono saltare tranquillamente

2) Le storie di Boselli sono le più complesse e quelle in cui il carattere e la personalità di Tex si sviluppano, nelle altre si tende ad andare più sul bang bang bang sei morto te la sei cercata  senza tanto approfondimento.

3) Persino nella selezione per i cartonati, si sta ristampando la cronologia di Boselli saltando i "fill-in"...

 

e infine...

 

4) lo fanno disegnare ad un Atzori che fra anatomie improbabili e dettagli tirati via in certo punti è davvero inguardabile (con cosa sta sparando Tex nell'ultima vignetta di pagina 27? Dovrebbe essere un fucile quello? E Tex ha davvero il polso più grande della testa, o quella prospettiva ardita indica che in realtà il polso di Tex è molto più avanti e quindi il fucile ha il calcio invisibile?)

 

Tutto questo lungo e prolisso spiegone per dire cosa?

 

Che non puoi giudicare un fill-in con il metro delle storie nella continuity principale.

 

Se dovessimo giudicare questa storia con il metro delle "principali" sarebbe da bocciare totalmente.  Tre albi praticamente di soli "bang bang", una storia totalmente priva di ambizioni che non aggiunge nulla. Tre albi che si potevano tranquillamente lasciare in edicola e non cambiava niente.

 

Se ci rendiamo conto che era un fill-in, ci rendiamo conto che gran parte di questi "difetti" sono in realtà proprio quello che si chiedeva a Rauch: una storia senza tante ambizioni, che non cambia nulla, che serve solo a "tappare il buco" fra una storia di Boselli e l'altra.

 

Il "colpevole" non è Rauch, che fa un onesto lavoro facendo quello che gli si chiede, ma è la casa editrice che pubblica tante collane di Tex da dover "spalmare" Boselli su tante collane diverse imponendo l'uso di fill-in su Tex Willer.

 

Dovendo fare un fill-in, si vede che invece Rauch fa un lavoro egregio: una storia veloce, che si legge rapidamente e che alla fine comunque funziona. Come fill-in fra una storia "importante" e l'altra.

 

Invece, da bocciare Atzori, che spero non vedremo spesso su Tex Willer. Nemmeno nei fill-in

 

 

 

P.S.: aggiungo:

Macheccaz.... :censored2:

 

Mi citi una storia di GL Bonelli di 180 pagine semplicina come questa?

 

Concordo sul "ritmo", ma non è che adesso ogni storie con del ritmo è una storia GLBonelliana...  e speravo che, se non la lettura più approfondita, almeno la massa dei miei post nel forum dove distruggo storia per storia questa "vulgata" superficiale del GL Bonelli che scriveva storie fatte solo di bang bang avesse messo una pietra (tombale) sopra questa idea...  :rolleyes:

 

GL Bonelli è la persona che in 180 pagine (circa) ha infilato "San Francisco", "una campana per Lucero", "Arizona" e in 160 pagine "massacro" e "il fiore della morte". Vorrei che i suoi stessi lettori non se lo dimenticasse con tale facilità...

 

 

 

 

 

Ehm... Bravo per la disamina storica.

 

Ma, da te puntualmente evocato, ripeto appunto che le storie sono tutte di uguale dignità. Se questa è un BANG BANG, ammesso che lo sia, lo è per scelta di Rauch e non del sottoscritto, che invita anzi tutti a scrivere storie complesse (se gli riescono!:D). Che la cosa si possa fare è o sarà dimostrato dalle storie di Giusfredi, che sono in continuity (è vero che lui è privilegiato lavorando in stretto contatto con me, tuttavia..). Giusfredi e Falco, per dire, riescono a farlo anche in Dampyr, dove però la continuity non è così stretta, ma non esistono fill-ins veri e propri, come ben sanno i poveri lettori, perché, quando credevano di avere individuato un puro  fill-in, li smentivo regolarmente mesi o anni dopo, magari facendo scaturire da quell'albo una nuova, intera sottotrama di venti numeri...:D

 

Ah, aggiungo che per Atzori attualmente sto scrivendo io stesso. Una storia importante con Kit Carson e Kate Warne.

 

 

Edited by borden
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Contento che Atzori stia disegnando una tua storia, sperando che migliori un po' nelle proporzioni che si sono viste in alcune vignette di questa storia.

Per quanto riguarda quello che dice Diablero, d'accordissimo  che queste storie di Rauch non si possano paragonare a capolavori del periodo d'oro  di Glb, ma assomigliano molto alle storie  che uscivano a striscia  negli anni 60 e che avevano molte sparatorie.🙋‍♂️

 

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Dire che è una storia stile GLB è una forzatura, perché c'è un evidente scarto persino tra le storie minori del papà di Tex e questa.

Prendiamo Dugan, il bandito. Gran bella storia che non viene mai citata e che quindi posso prendere come esempio di episodio minore del periodo d'oro.

Eppure basta la scena delle fire-ant con la morte del povero navajo per renderla imho inarrivabile per tutti gli sceneggiatori attuali. E la presenza di un personaggio che sarà involontario protagonista del capolavoro dei capolavori la trasforma in episodio imprescindibile.

Uscisse adesso, da astemio, festeggerei con una sbronza colossale :D

 

Tolti quest'equivoco imho Rauch ha fatto un discreto lavoro. Vederci solo un spara-spara alla Faraci non è condivisibile. La storia è si semplice - tante volte mi domando perché la semplicità è per forza in aspetto negativo - che si legge con "piacere".

I nemici non sono delle macchiette messe solo lì per farsi ammazzare stupidamente e talvolta sorprendono come il tizio del finale che dimostra una sua "etica" inaspettata eppure credibile.

 

Io senza gridare al miracolo, dico che non mi dispiacerebbe vedere Rauch alla prova con qualcosa di più "impegnativo" perché mi sembra abbia più affinità col personaggio di un Ruju, tanto per fare un nome.

 

Il disegnatore mi sembra faccia parte della schiera dei nuovi che finiscono su Tex perché sta vampirizzando tutte le altre testate. Tuttavia ho la sensazione che possa migliorare a differenza dei Danubio e dei Cossu. Spero sia così.

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Non penso che Atzori sia stato preso perché cè  un un'inflazione di Tex, ma sia stato preso perché disegna un bel western alla Ticci, e un ottimo volto di Tex, che a quanto pare piace anche a Boselli.🙋‍♂️

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Bella storia, concordo con chi dice si tratti di un fill in, ma fatto bene.

Ci ho trovato sicuramente il Tex scoppiettante, guascone e tutto ritmo di GLB che però si trova anche in tante altre storie di Tex Willer, dove un po' si ricorre a quello stile delle strisce fatto di continui colpi di scena.

Vero che GLB non era solo BANG BANG  ma non penso fosse in questo il paragone ma sul ritmo che si respira in queste tre albi.

Disegni che non so definire, nel senso, non so dire se mi abbiano convinto, peccato la ragazza apparsa nella prima copertina si sia dileguata abbastanza in fretta all'interno della storia.

 

Ritroveremo Lagrange? 

 

Mi sarebbe piaciuto di più se....

 

SPOILER

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 alla fine fosse venuto fuori che Lagrange era effettivamente colpevole di omicidio, e non si fosse solo difeso.

In fondo avrebbe cambiato di poco il giusto destino del padre vendicatore, che seppur nella ragione si è reso colpevole di strage e rapimento.

Ma avrebbe dato a Tex un nemico inaspettato che era quasi riuscito a fregarlo.

Ci stavo quasi sperando quando ho realizzato che la vicenda principale si concludeva con ancora diverse pagine a disposizione, e invece poi, un finale abbastanza classico con una resa dei conti.

Credo avrebbe potuto funzionare, e dare comunque a Tex l'onere di eseguire la vendetta finale.

Comunque bella. Voto 7

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Letto anche "La Vendetta dei Caddo". Nel complesso storia bellina : ribadisco quanto già detto, anche da altri, che ci ho visto molto del GLB prima maniera a striscia, nelle sue storie meno ambiziose e più "action-packed". Trama semplice, ma ben costruita, con un numero considerevole di personaggi caratterizzati sommariamente ma bene. Sparatorie ben costruite-cosa per me di primaria importanza !- che sfruttano bene le peculiarità delle ambientazioni. Ho particolarmente apprezzato la parte finale

 

Spoiler

A partire dall'intervento dei Caddo con la tecnica "Assedio delle Sette Frecce", passando per la resa dei conti tra Lorimer e Lagrange, il finalissimo nel saloon, il senso dell'onore di Ballard, fino all'ultima pagina, con Tex che si allontana ammantato di leggenda.

Mi ha divertito ! Atzori molto discontinuo tra i tre albi, ma in quest'ultimo mi ha convinto : più "sporco", un po' Ticciano, e senza sproporzioni o svarioni come nel precedente.

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