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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[95/96] La Carovana Dell'oro

Voto alla storia  

12 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Settembre 1968 - Ottobre 1968
Inizia nel numero 95 a pag. 35 e termina nel numero 96 a pag. 68.


Tex segue la pista di un carico d'oro trafugato dagli Shoshones durante la Guerra di Secessione, nel corso dell'assalto a una carovana? Tom? Piccolo Coltello? Zanna Bianca! Tre nomi per uno stesso capo indiano dal viso pallido: rapito da piccolo durante un assalto degli Shoshones a una diligenza, il carico d'oro frutto della rapina è oggi custodito da lui, nell'inquietante tempio del Totem di Pietra, e vi attinge per rifornimenti e armi. Tex Willer, però, riesce a far seppellire l'ascia di guerra al fiero condottiero.



? Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una storia che non mi ha mai particolarmente appassionato... GLB ci propone una storia abbastanza "lineare" con personaggi originali ma a mio parere davvero poco sfruttati... primo fra tutti il bainco capo degli shosones Zanna bianca. Tex non brilla particolarmente, anzi... a dire il vero si lascia addirittura tirare in faccia della sabbia il che lo costringe a bendarsi gli occhi sinch? non trova un corso d'acqua in cui sciacquarsi ( a quanto pare qualche "piccionata" gliela faceva fare anche GLB... :P :P :P ). Ricordo però con piacere la "vendetta" di Tex per l'onta subita... a colpi di sapone da barba, cazzotti e abbeveratoi per cavalli!!!Letteri? E' sempre un grande, ma a mio avviso questo non è uno dei suoi lavori migliori.... Voto complessivo: 6 su 10

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Parlare di "picccionata" per quanto riguarda il fatto che Tex si ritrova negli occhi la sabbia del deserto è IMHO eccessivo ( si tratta semplicemente di un colpo riuscito da parte del bandito durante il loro corpo a corpo; piu' affine alla "piccionata" è semmai il fatto che

in precedenza lo stesso bandito aveva colto con la guardia abbassata Tex, Carson e il comandante del forte che li aveva convocati, usando l'ufficiale come ostaggio e assestando una botta in testa ai due rangers, che non avevano fatto il minimo tentativo per giocargli un brutto tiro
. Per quanto riguarda la vicenda, è vero in effetti ( almeno a mio giudizio ) che, a causa del formato a striscia in cui era inizialmente uscita, è condotta in maniera rapida, ma non incalzante e anzi un po' affannosa: si potrebbe descriverla come la "prova generale", delle storie dei nn. 117 - 120 e 131 - 134, ad essa accomunabili per il tema ( lo scontro con dei trafficanti d'armi ) ma condotte con maggiore abilità e con situazioni di maggior presa per il lettore ( Tex e Carson che rischiano di morire in ambedue le storie, a differenza di quanto accade in questa ). Per quanto riguarda i disegni di Letteri, sono a mio avviso buoni, anche se non rappresentano uno dei suoi capolavori. La mia valutazione ?, in sintesi:soggetto 7+sceneggiatura 6+disegni 7,5

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Sono d'accordo con Pedro, io non la vedo la "piccionata". :DTex è l'eroe, ma è giusto che ogni tanto sbagli anche lui. Più che sbagliare direi che è giusto che incontri dei cattivi astuti e abili. Tornando alla storia in questione, è vero che si presenta abbastanza "lineare" come diceva il Colonnello, ma non per questo da buttare. Anzi di parti indimenticabili ne è ricca, soprattutto quando assistiamo alle scazzottate e lezioni varie di Tex. :inch: Una buona parte della storia è occupata dall'inseguimento del bandito, ma è presente anche la lezione al prepotente di turno, tale Wendy. Forse la storia poteva essere prolungata un p?, soprattutto nel raffigurare gli indiani ribelli comandati da Zanna Bianca, che alla fine si arrende subito davanti a Tex. Comunque sicuramente una storia da rivalutare. :D Come voto alla storia darei 7.

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Io mi chiedo a che pro introdurre un personaggio interessante come Zanna Bianca, un bianco a capo degli indiani, se poi deve fare poco più che la comparsa in un finale peraltro buttato via davvero malamente. Storia che io, a differenza di Sam, non rivaluterei. In questa storia a mio parere è ben visibile (come in tante altre) quanto afferma Nizzi in Tex secondo Nizzi: quando parla di GlB, afferma che i soggetti di Bonelli padre qualche volta avevano delle falle, aggiungendo che la cosa può capitare in un narratore fluviale come lui, che non scriveva soggetti ben definiti ed anzi, come lo stesso GlB ammetteva, erano i personaggi nel corso della storia a dirgli dove andare e cosa fare. In questa storia il soggetto era buono, ma Zanna Bianca è stato buttato via in una sceneggiatura che brucia e si brucia troppo rapidamente. Una scena però mi è rimasta impressa: Tex chiede ad un fuorilegge impaurito se voglia una sigaretta. Quello, un p? rassicurato (perchè ha paura che Tex lo meni), l'accetta e se l'accende, ma non ha fatto la prima tirata che già un formidabile pugno di Tex lo mette al tappeto facendogli ovviamente cadere anche la sigaretta. :DRiguardo a Letteri, era in un periodo il cui stile non mi è particolarmente gradito. Il Letteri Grande e Definitivo sarebbe venuto dopo.

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L'ho ripresa  a leggere, e devo dire che Letteri con le facce squadrate non mi piace molto, il suo stile su Tex aveva ancora ampi margini di miglioramento. Bella la scena del Tex con la sabbia negli occhi, ma la storia finisce appena decolla. Troppo breve, un andamento a picco. Belle scene, bella azione, anche bei personaggi che meritavano più spazio.
Vabbé, prelude ad un periodo meraviglioso, quindi...

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Siamo nella fase di transizione con la penultima storia storia pubblicata a strisce (nn. 6-10 Serie Rodeo) quando era ormai evidente il favore mostrato dal pubblico per il formato gigante che di lì a poco avrebbe raggiunto e soppiantato le mitiche strisce. La ristampa dell'ultima storia a strisce era stata anticipata per cui questa risulta essere l'ultima ristampa pubblicata sul Tex Gigante, tutte le altre storie erano invece inedite,anche se alcune concepite per la pubblicazione a striscia. E' evidente come storie destinate a esordire in formato 21/16 presentino oltre a un diverso studio grafico delle tavole su tre strisce anche un diverso impegno nella sceneggiatura, riducendo la necessità di avere climax ravvicinati o comunque interruzioni frequenti che nel racconto a striscia, rimontato in sequenze rapide implica la sensazione di frammentazione e di rapido passaggio di alcune situazioni e diversi personaggi,  che possono pertanto apparire "bruciati" in poche tavole.

E l'evoluzione si coglie anche nel tratto di Letteri che dopo questa storia ha realizzato due autentici capolavori come El Morisco (Il signore degli abissi nn.101-103) e Il ritorno del Drago (Chinatown nn.109-113)

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Gli ultimi 15/20 numeri del primo centinaio sono davvero tra i miei preferiti, ad iniziare dalla costa dei barbari con gli strani disegni di Raschitelli e per finire con Vendetta indiana e Giustizia, con Ticci e Galep Muzzi che sono già proiettati in pieno secondo centinaio. Manca ancora qualcosa però, e questo qualcosa scatta IMHO, proprio nella storia del signore delle pietre, che è un affresco, paragonata alle precedenti. Questa storia ha qualcosa di frettoloso, di inconcluso, di arcaico, e natural killer ha spiegato benissimo la ragione. Devo dire che mi capita spesso di mollarla in rilettura, per quanto mi piacesse da ragazzino. La scelta di privilegiare il formato "quaderno" ha dato moltissimo alla serie, e qua ci siamo quasi. SOLO QUASI.

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