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TexFanatico

[113/115] Tra Due Bandiere

Voto alla storia  

22 voti

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Guest Wasted Years

A me piacciono molto i primi Tex, non i primissimi, ma i numeri dopo il 13/14 sono già molto carini. Ammetto che quella storia non è il massimo, però la leggo volentieri. Tra due bandiere è molto bella, anche se io non la amo da impazzire, e l'ingenuità dei primi numeri è compensata da una verve eccellente. Resta il fatto che questa storia segna una svolta, perchè da qual momento in poi nella serie si conviene che questa è la versione "vera" della guerra civile, ed anche Nizzi scriver? in questo senso. Tex comunque era antischiavista e antirazzisia da sempre, e la sua partecipazione alla guerra non poteva essere che da "civile". Ritengo che, se non nei fatti, almeno nello spirito questa storia non confligga in alcun modo con quanto la serie ha sempre espresso in fatto di valori.

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IMHO "Tra due bandiere" è la storia che non solo fissa la versione "definitiva" della partecipazione texiana alla guerra civile americana, ma stabilisce pure le linee fondamentali del rapporto successivo del ranger con la cosiddetta "grande storia", un rapporto che per lui sarà soprattutto fonte di frustrazioni. Infatti, finch? Tex e Damned Dick si limitano a punzecchiare ed umiliare isolati ( e anonimi ) presidi e reparti confederati, va tutto bene, perchè per il nostro ranger la cosa non è molto diversa dall'attaccare i ranch e i saloon di qualche losco "pezzo grosso"; quando invece lui e il suo improvvisato pard si trovano nel bel mezzo della battaglia di Shiloh, vanno a confrontarsi con la guerra in tutto il suo gigantesco orrore, qualcosa che nemmeno un eroe come Tex può riuscire ad esorcizzare, come la drammatica morte del loro amico Rod dimostra. I disegni di Galep, anche nella versione a colori di Repubblica in cui ho letto la storia, sono splendidi e accuratissimi. La mia valutazione:soggetto 9,5sceneggiatura 9+disegni 10

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Ecco qua la storia a colori di Repubblica ;)Immagine postata

Più che per la trama, io ricordo sempre volentieri questa storia, per l'alta drammaticit? che raggiunge alla fine, e per la purezza dello spirito di tex di fronte agli orrori della guerra... la morte dell'amico nel corso della battaglia è un momento di alta tensione emotiva che cambia profondamente l'animo di tex... giura di non uccidere più senza uno scopo, ma di cacciare solo chi lo merita... belle frasi, che rivelano un'aspetto della complessa personalit? di tex

Voto: 9

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(Alessandro70) 5 giugno 2007

Tex non tradisce il Texas ( che più che uno stato dovrebbe considerarsi alla stregua di una regione....) nella storia si trova impelagato spesso suo malgrado, ma fateci caso..... non uccide nessuno. Appieda nordisti, blocca rifornimenti, botte da orbi..... ma non uccide mai nessuno

Tex di suddisti ne uccide eccome... un esempio si trova nell'albo "tra due bandiere" nelle pagine 72-80 quando aiuta un nordista a scappare. Storia che segner? il futuro del ranger. L'orrore visto nella battaglia di "Shiloh Church" rimarr? infatti indelebile, anche a causa della morte di un caro amico. Una guerra troppo grande anche per Tex, ma nel suo piccolo riesce comunque ad evitare possibili massacri sia dall'una che dall'altra parte. Infatti nonostante si schieri con le truppe del nord, il suo senso di giustizia e fratellanza rimane inalterato. Molto belli i titoli che accompagnano gli albi, tutti molto originali e carichi di significato. I disegni descrivono in maniera impeccabile gli scontri a fuoco e rendono molto bene la drammacit? di alcune situazioni. Storia assolutamente da leggere, a cui si può perdonare qualche irregolarit? con il resto della serie. Voto:10

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Storia assolutamente indimenticabile. Un cardine della saga. Personaggi ben delineati e ben collocati. Da notare che Tex NON si schiera apertamente con nessuna delle due parti, ma partecipa alla guerra come guida civile, considerando il conflitto in corso come una assurda guerra tra fratelli, lontana anni luce dalle linee portanti del suo pensiero. Nonostante la traballante collocazione temporale della storia all'interno della saga texiana, successivamente spiegata da Sergio Bonelli come un errore da parte di GLB, il quale non si sarebbe più ricordato che il suo personaggio aveva già avuto a che fare con la guerra di secessione (albo: "Gli sciacalli del Kansas"), la ritengo un capolavoro bonelliano. Senz'altro la mia preferita, avendola riletta parecchie volte. Voto 10 e lode.

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Mi associo ai commenti positivi degli amici che mi hanno preceduto. GLB fa rivivere in modo diverso la Guerra Civile a Tex, entrando così in contraddizione con quanto raccontato nei primi numeri, nonostante ciò penso che questo errore possa essere perdonato per il capolavoro che è riuscito a tirar fuori. Dalle prime parole di Tex, durante il racconto in flashback, sorgono però grosse domande: Quando il nostro si è unito a Damned Dick e a Rod' Cosa lo ha portato ad allevare bestiame e quindi a fermarsi in un posto fisso?Nella storia del Passato di Tex, il nostro aveva rinunciato a rimanere nel ranch con il fratello, forse perchè troppi brutti ricordi lo tormentavano o forse perchè sapeva che il suo destino sarebbe stato diverso, chissà!!Fatto sta che l'apparente "nuova" vita tranquilla con Dick e Rod sta terminando con lo scoppio della guerra tra Nord e Sud. Nonostante i tre vengano raffigurati come grandi amici, le idee e i problemi del periodo li dividono per sempre. Tex e Dick a testa bassa devono salutare l'amico Rod e terminare la vendita del bestiame, rifiutando e maledicendo la guerra. Purtroppo anche loro non riescono a sfuggire e dopo varie peripezie, li ritroviamo a fianco dei nordisti, impegnati in azioni di disturbo nei rifornimenti delle file sudiste. E Tex si dimostra abilissimo anche in questi tragici momenti, evitando il più possibile l'uccisione di soldati sudisti, portando soprattutto alla distruzione dei viveri, munizioni, polveriere, furto di cavalli. L'epilogo finale sul campo di battaglia, è per me tra i più tragici e sicuramente tra i meglio descritti, grazie anche agli spettacolari disegni di Galep. La morte di Rod, che ritrovano in fin di vita tra centinaia di altri corpi di sudisti e nordisti, divisi dagli ideali e dal colore della giacca, ma tutti identici nella morte. Voto 10 sicuramente. :D:trapper:

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Quale migliora cura per l'insonnia che un buon Tex d'annata?Sugli errori di Bonelli senior si potrebbero scrivere trenta enciclopedie: noi freghiamocene e godiamoci le sue splendide avventure. Storia memorabile, cruda, senza buoni o cattivi, ma solo poveracci che cercano di salvare la pellaccia: lo stesso Tex appare per certi versi simile a Ken Parker, costretto a subire la storia e l'orrore del conflitto, e incapace di evitare la morte di un amico. E' un Tex umanissimo, per una volta anti-eroe : in qualche modo cerca di barcamenarsi in una storia che ?, anche per lui, troppo grande, un po' come noi tutti i giorni. E che dire del grande Galep? Valgano da sole le scene finali, da brivido, davvero: la copertina di 'Tramonto Rosso' è un quadro, non una copertina. Capolavoro assoluto, con un messaggio di pace enorme: non dimentichiamoci che sono gli anni del Vietnam...

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Credo che questo non sia solo uno dei più grandi Capolavori dell'intera saga di Tex, ma penso anche che "Tra due bandiere" sia uno dei più grandi Capolavori del fumetto italiano!Sicuramente è anche una delle storie che amo di più, con uno dei finali più belli che abbia mai letto in un fumetto, poche pagine che rendono questi albi qualcosa di più importante di un semplice "giornaletto";o potremmo anche dire che con questa storia il fumetto in genere dimostra di essere qualcosa di più serio di un semplice mezzo di intrattenimento. Eminenti studiosi come Clement Greenberg o Giulio Carlo Argan hanno relegato il fumetto nell'ambito del Kitch, e cioè di quella cultura di massa essenzialmente commerciale, che non ha altro ruolo se non quello di intrattenere in maniera "facile" un pubblico disinteressato:probabilmente questi grandi critici non hanno mai letto questa storia di Bonelli e Galep. Infatti questo non solo è un autentico romanzo storico, ma è anche un qualcosa che offre numerosi spunti di riflessione;una storia che non si può leggere come fosse una storia qualsiasi per poi passare distrattamente ad altro, perchè tante sono le problematiche e i temi fondamentali su cui essa invita a riflettere:l'errore del razzismo, del giudicare un uomo unicamente dal colore della pelle;l'orrore della guerra, che sotto ideali che possono essere puri nasconde sempre e comunque la brama del potere di politici che non esitano a mandare al massacro i popoli per i loro interessi-e anche la guerra civile americana non sfugge a questa regola. Tex lo dice chiaramente:"All'inferno tutti gli sporchi politicanti che con le loro dannate chiacchiere seminano incomprensione e odio fra la povera gente!". Bonelli era un'"anarchico":credo che mai come questa volta Tex agisca per conto del suo autore, in un immedesimazione straordinaria dell'autore col suo personaggio:Tex e Bonelli sono qui la stessa persona, nel senso che hanno entrambi le stesse idee, lo stesso disgusto, la stessa rabbia. Questa storia è stata scritta nel periodo della contestazione e della guerra in Vietnam:ogni opera è figlia del suo tempo, ne subisce ed interpreta le problematiche e le inquietudini:"Tra due bandiere" lo fa nel modo migliore. E forse anche per questo una storia che tratta di argomenti così importanti può sembrare "demod'":ovvio, in un epoca disinteressata come la nostra. E forse è proprio per questo che opere del genere sono oggi ancora più importanti, e ancora più necessaria è la loro lettura, specialmente per le nuove generazioni... Ci sarebbe tanto altro da dire su questo Capolavoro;ci sarebbe da parlare della struttura della storia, che fa in modo che non ci sia quasi un'attimo di tregua, tanto il lettore viene catapultato in una girandola di sparatorie, sabotaggi ed esplosioni;per non parlare poi di un Galep immenso, straordinario nelle scene di battaglia e in quelle notturne(nell'ultima scena col tramonto e la morte di Rod Galep dimostra di essere un vero artista!), che realizza tre copertine capolavoro...... ma tutto questo, che pur fa la grandezza della storia, secondo me va in secondo piano rispetto alla lezione che questi albi costituiscono, e alle riflessioni a cui essi invitano...

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il mio voto a questa storia epica sulle imprese lontane di Tex e Dick durante la guerra di secessione è 9.. il finale con la scena della morte di Rod è straziante e trasmette l'orrore della guerra nei nostri cuori e nei nostri occhi, grazie alle tavole sacre di Galep.. una grande storia sull'amaro della guerra.. :inch: -ave_

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Nonostante questa storia abbia fatto scorrere fiumi di inchiostro e di parole sulle incongruenze storiche di GLB, peraltro ampiamente spiegate, la storia rimane molto bella e mette bene in luce gli orrori della guerra ed altri errori su cui il genere umano puntualmente ricasca come già ha detto Paco nel suo bell'intervento. La storia merita un bel nove. Anche i disegni sono ottimi.

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Un capolavoro assoluto. Sono assolutamente d'accordo con quanto ben espresso da Paco Ordonez, Don Fabio Esqueda, Sam Stone e Anthony. Credo che con questa storia GLB abbia voluto anche mostrare espressamente il suo pensiero in merito:1) alla crudeltà della guerra;2) alla estrema difficolt? di saper distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo, il giusto dall'ingiusto, in tutte quelle situazioni che risultano così complesse ed intricate come i conflitti;3) alle profonde cicatrici che certi conflitti e le tragedie come la guerra possono lasciare nei suoi protagonisti. A farne le spese lo stesso Tex, mai come in altre avventure di GLB così simile a figure di anti-eore di stampo nolittiano (un Tex amaro, un Tex costretto a subire gli eventi, un Tex che non può raddrizzare i torti come in altre occasioni). Esemplari a questo proposito il saluto di Tex all'amico Rod: "Addio Rod! E che il tuo sangue possa ricadere sui pazzi criminali che hanno davo il via a questo orrendo massacro; la successiva la decisione di Tex di lasciare ogni incarico: "Oggi abbiamo visto un lungo sinistro lampo che ha messo in luce tutto l'orrore di una guerra fratricida"; la sua imprecazione finale "all'inferno tutti gli sporchi e pazzi politicanti che con le loro dannate chiacchiere seminano incomprensione e odio fra la povera gente". Altro che fumetto come passatempo popolare per gente incolta! In questa storia c'è una profondit? che molte pubblicazioni più blasonate o considerate se la sognano. Sui disegni di Galep: semplicemente perfett! E le copertine di "Tra due bandiere" e "Tramonto rosso" sono tra le più belle di sempre. Storia da 10 e lode su tutti i fronti.

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Davvero faccio fatica a comprendere l'entusiasmo per questa storia che non ha un trama ben definita, ma è solo un'accozzaglia di episodi di rappresaglia messi di seguito uno all'altro. Di epico non ci trovo proprio nulla, e come spessore non è neanche lontanamente parente di Fuga da Anderville. Il parere è ovviamente soggettivo, ma oggettiva è l'incongruenza temporale nella descrizione dell'attentato al treno di soldati sudisti, errore in cui s'incorre spesso nelle avventure di Tex: in 45 minuti, il tempo che il convoglio avrebbe dovuto impiegare ad arrivare alla stazione, Tex acquista della dinamite, esplora un tratto della ferrovia, trova un ponte che nella migliore delle ipotesi è a mezzo miglio dalla città, sistema sui piloni un certo numero di cariche di dinamite, poi a distanza di circa un miglio l'uno dall'altro, piazza sui binari dei candelotti per boicottarli, minimo tre, infine intercetta il treno stracolmo di soldati, che nonostante si fossero resi conto delle intenzioni di Tex posizionato a non più di una trentina di metri dal convoglio (altrimenti non avrebbe potuto mettere a segno il suo piano dinamitardo) osservano inermi senza nemmeno lasciarsi sfiorare dall'idea di prendere i fucili e crivellarlo di colpi... invito tutti a scendere di casa, comprare il giornale, prendere un caff? al bar e fare ritorno, e cronometrare il tempo impiegato. Non è questo il solo episodio a rendere inverosimile la storia, lo stesso incipit è molto labile, perchè dopo le prime tavole mi sono chiesto cosa andassero a fare i quattro pard ad Abilene, una semplice cavalcata fuori porta? Tralascio però su questo, ma trovo imperdonabile che abbia dato fuoco ad un ranch indifeso mentre nella parte iniziale della storia, a ruoli invertiti non ha esitato a sterminare un intero plotone di sudisti, in entrambi i casi i proprietari del ranch erano famiglie presumibilmente pacifiche che non meritavano trattamenti differenti. Ciò che poi mi ha fatto cadere le braccia è stata la distruzione di Fort Henry nel giro di un'oretta, lasciato completamente sguarnito, ed ancor di più, quando i sudisti si sono resi conto dell'inganno sono accorsi in forza tutti insieme, così come erano usciti, per assistere all'incendio senza che una parte del contingente seguisse la pattuglia del Capitano Dark. Mi fermo qui, anche se potrei proseguire ancora per molto.

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Eminenti studiosi come Clement Greenberg o Giulio Carlo Argan hanno relegato il fumetto nell'ambito del Kitch, e cioè di quella cultura di massa essenzialmente commerciale, che non ha altro ruolo se non quello di intrattenere in maniera "facile" un pubblico disinteressato:probabilmente questi grandi critici non hanno mai letto questa storia di Bonelli e Galep.

Se mi è concesso un OT:

Giulio Carlo Argan era uno di quei critici che abboccarono ingoiando amo, lenza e canna in occasione della famosa "beffa dei Modigliani", negli anni '80, quando tre o quattro studenti di Istituto tecnico gettarono nelle acque di Livorno alcune teste da essi scolpite alla maniera di Modigliani. Argan fu appunto tra i primi a dichiarare solennemente che si trattava certamente di opere del livornese.
Ero un ragazzino all'epoca, ma ricordo ancora la faccia di Argan intervistato in tv, ancora convinto che quei mamocci di pietra fossero autentici "Mod'" anche dopo che i tre birboni avevano già rivelato lo scherzo. Nonostante la burla fosse stata smascherata, l'illustre critico ancora insisteva sulla necessit? di fare esami scientifici per stabilire l'autenticit? dei reperti... Che figura.
Non so perchè, ma tendo a non fidarmi molto del giudizio di Argan sul valore del fumetto in generale...
Fine OT

Anche se devo dire che "Tra due bandiere" non rientra tra i miei episodi favoriti, è anche per me una gran bella storia. E trovo interessante quanto di positivo è stato messo in luce nei messaggi predecenti.
Se non la apprezzo come forse dovrebbe, ciò è probabilmente dovuto al fatto che non riesco ad evitare il paragone con "Fuga da Anderville". Sarà una questione di stile narrativo ( anch'io sono un lettore "formatosi" con Nizzi e non con G. L. Bonelli ), di resa grafica ( per l'identico motivo: mi sono formato con Ticci e non con Galep ); ma soprattutto, le sensazioni straordinarie che mi ha regalato la vicenda dei fratelli Walcott non le ho avute leggendo la storia di Bonelli e Galep.
Però voglio rileggermela quanto prima, è un bel po' che non la riprendo.

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Quando lessi Fuga da Anderville, rimasi folgorato. Più tardi, recuperai Tra due bandiere, con altissime aspettative per l'aura di epicit? che c'era attorno a questa storia. Pensai (e lo penso tuttora) che non ci fossero paragoni. Ma nella maniera più assoluta. E lo penso tuttora: Tra due bandiere è IMHO una buona storia, con un ottimo momento tragico alla fine; Fuga da Anderville è un impareggiabile capolavoro.

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Beh i gusti son gusti e su questo non si discuteUna storia può piacere o non piacere per tanti motivi. Detto questo non mi trovo comunque per niente d'accordo con quanto ha scritto il Tenente Cordoba nel suo messaggio. L'incongruenza temporale (se veramente di incongruenza si tratta) è comunque lecita su Tex, perchè la serie non si è mai vantata di essere realistica al 100%. N° quando si tratta di ricostruire eventi della Storia (con la S maiuscola del West (quante incongruenze e falsit? vi sono nella ricostruzione dei fatti riguardanti Butch Cassidy e Sundance Kid, la sconfitta di Custer al Little BigHorn, la recente storia sulla morte di Wild Bill Hickok, il personaggio di Buffalo Bill, eccetera eccetera eccetera), n° tantomento quando si tratta di far campare Tex a 198.436 agguati, duelli, ferite, cadute, incontri con extraterrestri, dinosauri, senza contare gli incontri impossibili: vichinghi, russi, omini verdi, città d'oro medievali dove il tempo si è fermato a due secoli prima, eccetera eccetera!Ricordiamo poi che Gianluigi Bonelli prima di scrivere Tra due Bandiere aveva già scritto anni e anni prima una diversa versione della Guerra di Secessione, a cui partecip? addirittura il figlio di Tex che non doveva neppure essere nato, anzi Tex manco aveva conosciuto la sua futura e unica moglie navajo!Personalmente quindi non giudico certo una storia in base a queste cosidette incongruenze irreali, anche perchè utilizzando questo metro di giudizio almeno l'80% di tutta la serie andrebbe gettata al macero. Infine paragonare Tra Due Bandiere a Fuga da Anderville è una cosa decisamente sbagliata, per più motivi. Primo gli autori sono diversi e il paragone non potrebbe reggere: GLB più bravo o meno bravo di Nizzi, ciò è impossibile stabilirlo. Poi GLB in questa storia ha voluto raccontare un'avventura di Tex semplice, ma tragica al contempo. Non ha approfondito molto la psicologia dei personaggi, n° si è soffermato a mostrare la cruda realtà. Cosa che ha invece fatto Nizzi che ha voluto giocare appunto sui personaggi, sugli eventi tragici dei campi di concentramento, sulla doppia faccia di un uomo rispettato che per conquistare il potere non ha esitato ad ammazzare i suoi nipoti ed è vissuto fino a che la malattia l'ha reso più debole e non gli ha acceso il peso dei rimorsi! Reputo entrambe le storie ottime perchè il punto di vista della guerra è visto da aspetti diversi e comunque decisamente originali da entrambi gli autori!Ma confrontare le storie è secondo me sbagliato e forse pure pericoloso! ::evvai::

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In che senso pericoloso, Sam?

In effetti, forse non è del tutto corretto fare paragoni.

Diciamo che le due storie si prestano ad un confronto perchè sono le due riletture della guerra civile più note. Le due trame sono profondamente differenti, come giustamente dici tu, così come l'approfondimento psicologico dei personaggi. Ma hanno in comune l'atmosfera che si respira, il periodo storico, il giovane Tex impegnato a suo modo nel conflitto.

Siamo quindi d'accordo sul fatto che le due storie non siano confrontabili per le trame (come detto totalmente diverse l'una dall'altra), ma è possibile IMHO fare un paragone o esprimere una preferenza tra le storie aventi come sfondo la guerra civile (e, in questo senso, se ne possono aggiungere altre, quale ad esempio Missouri di Boselli).

In questo senso, quando penso alla guerra civile in Tex (al di l' delle trame), pur piacendomi Tra due bandiere, il mio pensiero va subito a Fuga da Anderville.

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paragonare Tra Due Bandiere a Fuga da Anderville è una cosa decisamente sbagliata, Primo gli autori sono diversi e il paragone non potrebbe reggere: GLB più bravo o meno bravo di Nizzi, ciò è impossibile stabilirlo.

Ma il paragone non ha lo scopo di stabilire quale dei due autori è più bravo dell'altro. Al contrario, sono le nostre personali preferenze riguardo i vari autori che, insieme ad altri fattori, influenzano e determinano l'esito del paragone. Paragone che, ovviamente, non ha alcuna velleit? "scientifica" e nessuna pretesa di oggettivit?.

Poi GLB in questa storia ha voluto raccontare un'avventura di Tex semplice, ma tragica al contempo. Non ha approfondito molto la psicologia dei personaggi, n° si è soffermato a mostrare la cruda realtà. Cosa che ha invece fatto Nizzi che ha voluto giocare appunto sui personaggi, sugli eventi tragici dei campi di concentramento, sulla doppia faccia di un uomo rispettato che per conquistare il potere non ha esitato ad ammazzare i suoi nipoti ed è vissuto fino a che la malattia l'ha reso più debole e non gli ha acceso il peso dei rimorsi!

Infatti, è anche per questo che personalmente preferisco "Fuga da Anderville", storia che ha saputo solleticare le mie corde molto più dell'altra.

confrontare le storie è secondo me sbagliato e forse pure pericoloso! 

Incuriosisci anche me: pericoloso in che senso ?Nel caso specifico, l'accostamento ha la sua ragion d'essere nell'ambientazione comune alle due storie. Un' ambientazione che è molto speciale, molto forte, e assolutamente d'eccezione ( quanti episodi hanno visto protagonista un giovane Tex che si muove tra giacche grige e blu è Ben pochi ) Se un domani Boselli e Civitelli - tanto per dire - confezionassero una nuova storia ambientata nel periodo della guerra di secessione, sarebbe inevitabile metterla a confronto con "Tra due bandiere" e "Fuga da Anderville". Io, almeno, non potrei farne a meno.

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Beh forse ho un p? esagerato nell'utilizzare il "pericoloso"! :lol2: Quando ho scritto "pericoloso" intendevo riferirmi alle conseguenze del confronto: una perdita nel valorizzare una storia piuttosto che un'altra! Confrontare due storie che trattano dello stesso periodo storico, stessi avvenimenti importanti, ma comunque così diverse tra loro, perchè appunto i due autori hanno giocato su due fronti diversi: GLB ha costruito una storia di Tex semplice, con un Tex appunto semplice, anche se addolorato dalla scomparsa di un fraterno amico che aveva scelto di indossare la divisa grigia piuttosto che quella blu, un Tex comunque coinvolto nel conflitto, nonostante ha provato a tenersi in disparte il più possibile. Un Tex che comunque anche in questa storia affronta gli avvenimenti come avrebbe affrontato una banda di predoni Apaches, o di fuorilegge messicani, o le mummie dei Figli della Notte. Tex è quindi immerso nella guerra, ma questa è sempre vista comunque quasi di contorno!Nizzi invece oltre alla psicologia dei personaggi, scavata e intagliata in modo profondo, ha costruito un Tex forte, determinato e implacabile, ma comunque impotente di fronte alle atrocit? della guerra, debole davanti ai campi di sterminio. Entrambe le storie imho sono capolavori e proprio per questo mi riesce impossibile confrontarle, perchè si può giungere forse pericolosamente a mettere a confronto non più le storie ma gli autori, con il loro stile e la loro visione!Ma questa è una mia opinione ovviamente, e non so neanche se mi sono riuscito a spiegare... anche perchè ultimamente sono un p? "cervellotico"! :deserto _thia- :trapper:

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Un Tex che comunque anche in questa storia affronta gli avvenimenti come avrebbe affrontato una banda di predoni Apaches, o di fuorilegge messicani, o le mummie dei Figli della Notte.
Tex è quindi immerso nella guerra, ma questa è sempre vista comunque quasi di contorno!
Nizzi invece oltre alla psicologia dei personaggi, scavata e intagliata in modo profondo, ha costruito un Tex forte, determinato e implacabile, ma comunque impotente di fronte alle atrocit? della guerra, debole davanti ai campi di sterminio.

Sono proprio questi aspetti, che tu qui descrivi benissimo, a farmi prediligere una storia sulla guerra civile (Fuga da Anderville) da un'altra storia sulla guerra civile (Tra due bandiere): in entrambe i due autori hanno voluto affrontare il tema della guerra, ma uno ha centrato l'obiettivo, e ha posto la guerra al centro della storia, l'altro ha scritto semplicemente una storia di Tex, con la guerra civile come sfondo. Due modi diversi di affrontare la guerra, due scelte, con la prima che IMHO è più felice della seconda.



Entrambe le storie imho sono capolavori e proprio per questo mi riesce impossibile confrontarle, perchè si può giungere forse pericolosamente a mettere a confronto non più le storie ma gli autori, con il loro stile e la loro visione!
Ma questa è una mia opinione ovviamente, e non so neanche se mi sono riuscito a spiegare... anche perchè ultimamente sono un p? "cervellotico"!  :deserto  _thia-  :trapper:

Non sei cervellotico :indianovestito: e ti sei spiegato benissimo. Il rischio di sconfinare e di confrontare i due autori dietro le due storie c'è, eccome, ma stavolta stiamo solo confrontando le due storie...

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