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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Stamattina ci pensavo. Hanno così tante testate dedicate a Tex perchè c'è gente che lo compra. Poi però mi è venuto in mente che in realtà oggi Tex vende molto meno rispetto al periodo gestito da Sergio Bonelli, allora perchè all'epoca non si lanciavano ancora più testate rispetto ad oggi? Penso che il punto sia che un tempo Tex vendeva bene e chi gestiva la casa editrice si poteva ritenere soddisfatto del risultato, mentre oggi che i lettori sono in calo viene adottato il lancio di nuove testate come strategia compensativa. I lettori sono in calo e allora si cerca di sfruttare la fedeltà di quelli rimasti, spingendoli a comprare sempre di più. È una strategia dettata dal panico. Io non sono un esperto, ma ci vedo qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo e credo che la strategia possa funzionare solo a breve termine, solo finchè i lettori storici non si stufano. Qualcuno mi dirà che più prodotti immetti sul mercato e più potenzialmente ne puoi vendere e quindi avere tante testate sugli scaffali può anche attirare nuovi lettori, ma saranno solo lettori di passaggio se poi il fumetto che si trovano tra le mani non è di qualità. Così facendo rischi di scontentare i lettori di vecchia data, quelli che ti danno stabilità al bilancio e che pericolosamente sfrutti sempre di più, per cercare di intercettare qualche nuovo lettore casuale che ti leggerà un solo volume e giustamente se ne andrà, non trovando nulla di interessante. A me sembra la strategia di qualcuno che non crede nel futuro dei fumetti e di Tex, qualcuno che vuole mungere il marchio finchè c'è latte, convinto che non ci sia futuro e per questo non curandosi di investire sulla qualità dei prodotti che vende ma impegnandosi solo a produrne sempre di più. Questo qualcuno ha già deciso che il fumetto deve morire e inconsciamente lo sta ammazzando. Lo si vede in tante cose: - la nuova Collezione Book. Una ristampa (per l'ennesima volta censurata) che dovrebbe avvicinare nuovi lettori accompagnandoli per la prima volta nella scoperta delle origini del personaggio, ma è priva di redazionali (ce n'è uno imbarazzantemente banale nel primo numero, con tanto di errori di battitura e poi nulla) e costa più che la serie regolare perchè c'è la copertina in cartone incollata (i primi numeri hanno più pagine, ma sul serio credete che poi diminuiranno il prezzo?). Ad oggi è la ristampa più costosa nonostante abbia meno contenuti di qualsiasi altra ristampa. Si preferisce dare più importanza alla forma. - il fatto che richiamino o che ripublichino autori che in passato avevano già dimostrato di non saper (più) scrivere Tex. L'ultima storia di Nizzi secondo me non era pubblicabile. Se quei due numeri finiscono per disgrazia nelle mani di un potenziale nuovo lettore, te lo sei giocato per sempre. - il lancio di testate nuove ma scritte sempre dagli stessi autori, testate la cui esistenza è giustificata da caratteristiche che di fatto non sussistono (è il caso di questo primo Tex - La Leggenda) - il constatare che il miglior sceneggiatore di Tex ancora attivo sia un signore già in pensione e non si stia investendo nel cercare o formare nuovi talenti (pensate ad esempio l'importanza che ebbe l'Accademia Disney) - l'aumentare i prezzi dando la colpa alle edicole che per anni hanno contribuito alla tua fortuna - far disegnare le copertine a Villa ma farle rovinare da un colorista non all'altezza - produrre più tavole di quando Tex vendeva dieci volte di più, contribuendo a diluire la qualità delle storie e perdere ulteriori lettori, fingendo che il calo dei lettori sia una inesorabile calamità piovuta dal cielo e non anche una conseguenza delle proprie scelte editoriali - stampare i disegni di Brindisi in quel modo su Tex Willer - spacciare delle mere pubblicità ad altri volumi per editoriali (quelli di Frediani, ma forse ultimamente stanno migliorando) - ristampare i Texoni, volumi che celebrano in grande formato la bellezza del fumetto in bianco e nero, in piccolo formato e a colori. Lo so, è una cosa da poco, ma è una questione di principio, un tempo non lo avrebbero fatto Spesso si dice che se c'è un fumetto che non va criticato è proprio Tex perchè se è in edicola da quasi 80 anni vuol dire che tutto sommato chi lo gestisce non ha lavorato così male, però non si considera che Tex non è sempre stato gestito dalle stesse persone. A me sembra che questa gestione stia sfruttando il suo passato senza investire sul suo futuro. Questa ennesima nuova testata è un po' l'emblema di tutto questo e tutti quelli che si chiedevano cosa avesse di speciale questa nuova testata ormai l'hanno capito: di speciale non ha nulla.
    7 points
  2. Non dobbiamo pensare che i lettori di Tex siano tutti super-appassionati che sanno le storie a memoria e sanno il curriculum di ogni autore, è vero. Ma non bisogna nemmeno deragliare dal lato opposto, pensando (in maniera spesso altezzosa, come se si parlasse di una massa di semi-analfabeti) che "gli altri" siano dei bovini che si leggono tutto senza giudicare. Io di "lettori comuni" ne conoscevo tantissimi. Lo leggevo negli anni 70, non ricordate? Quell'epoca assolutamente inimmaginabile da chi ha iniziato dopo, abituato a vedere il fumetto come una cosa per nerd... all'epoca leggevano TUTTI!!!! C'era solo la RAI e le trasmissioni iniziavano la sera. E per passare il tempo, la gente LEGGEVA. Tex lo leggevano metà dei miei compagni di classe, i miei zii, i miei nonni, i miei vicini, c'era la pila dal barbiere (di fianco ai Lando e al Tromba). E la gente che davvero leggeva senza distinguere gli autori, l'ha mollato allora. Non è vero che "solo noi appassionati ci lamentiamo". È vero piuttosto che solo noi appassionati ci lamentiamo ANNI PRIMA DI SMETTERE. Conosco un lettore che ha la collezione completa migliore della mia. Li prendeva tutti originali da prima che nascessi. Sapete quando ha smesso? "Caccia all'Uomo". Dice che è "per i disegni". Non gli piaceva Fusco, dice. Non sa chi era Fusco, cosa aveva fatto nel fumetto prima, ma "quello non è Tex". Sospetto che la storia, con quel Tex imbelle e disgustoso, abbia influito di più,. ma qui per me si confonde il fatto che "il lettore comune non sa identificare se in una storia gli fanno schifo più i disegni o i testi, l'intreccio o il soggetto, il linguaggio o lo storytelling", con "il lettore comune non sa stabilire se un fumetto gli fa schifo" Io, essendo un appassionato, invece ho tirato dritto, turandomi il naso. È vero che c'è gente che non saprebbe distinguere una merda da un diamante. Ma esiste in tutti gli ambiti. Esiste fra i lettori comuni come fra gli appassionati, esiste fra chi legge fumetti come fra chi va all'opera o ascolta musica classica. Ma non è quella la differenza. La differenza è che storicamente, su Tex i lettori comuni hanno smesso PRIMA. ANNI PRIMA. Sono rimasti SOLO gli appassionati. Con differenze di "cultura" (e interesse) fumettistico, è vero, ci sono quelli che leggono mille altri fumetti e quelli che sono appassionati SOLO DI TEX. Ma non chiamateli "lettori comuni". Quelli sono spariti da DECENNI. Una volta chi comprava Tex per leggerlo poi lo rivendeva nei negozietti dell'usato. Portavi due tex che avevi già letto e te ne davano uno che dovevi ancora leggere. Oggi quei negozietti sono SPARITI. Non hanno più pubblico, non hanno più nessuno che gli porta copie lette in cambio di altre copie. Sono state sostituiti dalle FUMETTERIE, cioè da negozi dedicati ai COLLEZIONISTI. Perchè sono rimasti solo quelli. Chi continua a comprare Tex tutti i mesi senza leggerlo per riporlo nella "collezione" non è un "lettore comune"!. Ma quando mai??? È la COSA PIÙ DISTANTE DI TUTTE DA UN LETTORE COMUNE. È un COLLEZIONISTA. E oggi, chi compra Tex ha SEMPRE la collezione, anche se non completa, di ristampe, etc. Chi compra Tex Nuova Ristampa scambiandolo per un inedito non è un lettore comune, è un lettore con l’Alzheimer (c'è pure scritto sopra "ristampa") Se alla Bonelli si cullano pensando che "il lettore comune se ne frega del livello delle storie", non hanno capito nulla. (ma non credo pensino questo, visto che stanno speculando su Variant e limited HANNO INVECE CAPITO BENISSIMO CHE SONO RIMASTI I COLLEZIONISTI DA SPENNARE) I "lettori comuni" sono stati i PRIMI ad andarsene. In gran parte già decenni fa. Senza protestare, senza lamentarsi, senza scrivere nei forum: smettono e basta. A frotte, a centinaia, a migliaia, a CENTINAIA DI MIGLIAIA. Hanno smesso e basta. Per primi. Poi ci sono gli appassionati, che scrivono, che hanno resistito, ma stanno smettendo anche loro (guardate anche solo questo forum...) Resteranno alla fine solo i collezionisti. La cosa più lontana dal mondo dai lettori comuni. Quelli che si comprano fumetti senza leggerli. Gli unici per cui davvero "i disegnatori non contano"
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  3. Per me sì, e credo anche per Boselli. Lo scopriremo a temèpo debito.. Boselli anni fa aveva detto che secondo lui Tex non aveva fatto sesso con Lupe per diverse ottime ragioni: 1) Lupe era una "brava ragazza" innamorata di Tex ma da volerlo sposare. In chiesa. 2) Tex non "prende in giro" le brave ragazze 3) Una ragazza "disonorata" all'epoca avrebbe avuto una vita difficile, e appunto Tex queste cose non le fa (semmai sono molto più credibili storie di sesso con ballerine, prostitute e altre "peccatrici") E ci aggiungo io: 4) Se Tex scappa di soppiatto perché si rende conto che Lupe è innamorata persa e non vuole approfittarne, sarebbe nobile. Se lo facesse dopo esserci andato a letto, sarebbe vile e meschino. Ora, è vero che Boselli ultimamente sembra essere stato morsicato da un Nizzi radioattivo e sta facendo scelte assurde, ma spero che su questa ALMENO non abbia ancora perso il lume della ragione...
    4 points
  4. Condivido in pieno quanto espresso da @frank_one Probabilmente il portafoglio della maggior parte degli appassionati e dei forumisti riesce a sopportare la spesa, ma appunto perchè sono lettori scafati hanno alle spalle centinaia di storie di Tex, non sono più bambini/ragazzini in trepidante attesa di una nuova uscita dell'eroe preferito...personalmente quando ho ripreso ad acquistare fumetti 10 anni fa in edicola ci andavo volentieri, ultimamente è più che altro routine. Sarà solo un parere che non fa statistica, ma per scelta non voglio leggere tre albi inediti di Tex al mese, soprattutto quando la qualità generale percepita è da qualcha anno in calo. Ho altro da leggere e altro da fare...piuttosto rileggo storie che ritengo migliori. La casa editrice ha fatto i suoi calcoli e ritiene che la strategia attuale possa garantire un buon ritorno economico, ma alla lunga checchè se ne dica questa inflazione di uscite porterà disaffezione. Al prossimo aumento di prezzo inizierò a selezionare anche gli albi della serie regolare, non perchè non possa spendere 1 euro in più per una passione, ma perchè trovo che le storie proposte non mi soddisfino più e non valgano il prezzo del biglietto, sarò forse diventato troppo esigente o saturo del personaggio ma è così, e pur essendo affezionato alla Bonelli non mi sento un benefattore. Come quindi si sarà capito, questo Tex la leggenda non lo prendo...
    4 points
  5. Un caro saluto @valerio, è davvero un grande piacere rileggerti sul forum. In quanto a Tex Willer in effetti ti sei perso una bella serie; dopo un avvio a dir poco schioppettante, a mio avviso Borden ha faticato un po' nelle storie che rimarcavano i soggetti bonelliani, ma indispensabili da inserire per la cronologia dell'eroe. Ma ultimamente noto che il valore sta tornando a crescere ("Sonora" l'albo di recente in edicola è davvero molto bello e ispirato e fa ben sperare). Poi graficamente De Angelis e Brindisi stanno facendo un lavoro mostruoso in termini di quantità e qualità e gli inserimenti di Ghion e Del Vecchio mantengono alto il livello. Avevo iniziato convinto di prenderne solo dieci numeri e adesso è un albo "indispensabile" come recita il topic.
    3 points
  6. Io sono ancora appassionatissimo di Tex. Quello vero. Quello di GL Bonelli. Quello pubblicato oggi non ci si avvicina nemmeno. Non dico che non mi appassiona più: dico che che se fosse stato questo il Tex che avessi incontrato da bambino, non ne avrei mai letto un secondo numero, come non ho letto un secondo numero di Judas, Jesus, dei fumetti di Trinità, e compagnia bella. Non basta il logo per fare un Tex. Ci sono stati autori in grado di fare un Tex riconoscibile come tale, ma troppo pochi, e per un tempo limitato. In grado di fare un Tex sì "personale" ma che fosse sia più che leggibile che riconoscibile: Berardi (ma per una sola storia), Manfredi in una manciata di storia (non certo tutte), Boselli c'è riuscito per anni prima di partire per tangenti strane per "correggere gli errori e mettere i puntini sulle i", ma ormai pare non sia rimasto nessuno, e invece di cercare di proteggere la qualità, la Bonelli ha SCELTO di riempirci della qualunque di chiunque convinti che ci saremmo comprati qualunque cosa con il logo "Tex" sopra. Su di me si sono sbagliati. Sono contento di vedere che non sono l'unico. Non perché "vorrei che la Bonelli fallisse" come ha detto qualcuno per cui il rancio è sempre ottimo e abbondante (e mi meraviglia perché anni fa era molto più critico), ma perché se non la capiscono, bisogna spiegargliele le cose. E come Tex ci ha insegnato, per farglielo capire bisogna che certe speculazioni falliscano (se invece gli vanno sempre bene... buone future nuove serie di Tex a tutti!)
    3 points
  7. Ottimo primo albo che per una volta ho letto senza aspettare la conclusione della storia come da anni mi capita con questa serie. Soggetto esilissimo ma sceneggiato da Maestro, nessuna sbavatura, con dei disegni molto belli. Personaggi tratteggiati in modo incisivo. Apprezzabile il tentativo di creare una cronologia interna in questa nuova serie, qui con il rimando ai cavalieri del cerchio d'oro, trame e sotto trame che infondono una coerenza logica sugli avvenimenti che sulla serie regolare mensile non si può avere. Davanti a questi albi c'è poco da commentare! Una delle ultime collane nate in seno alla casa editrice che rappresenta probabilmente oggi il suo vertice per qualità.
    3 points
  8. Io davvero, davvero quello che non reggo più di Ruju sono le scene-fotocopia. Pare strano detto da me, ma devo almeno dare atto di una cosa a Nizzi: per ridicolizzare Tex, CI METTEVA INVENTIVA! Non metteva Tex che calava le braghe in TUTTE le storie, l'ha fatto UNA volta. In un altra storia ha mostrato Tex che, fra sbafarsi una torta (intera e da solo) e fermare tre assassini, sceglie la torta. Un altra volta gli fa dire "li acciufferò o non mi chiamo più Tex Willer" e non li acciuffa. Un altra volta assicura a un bambino che se fa come dice lui non correrà alcun rischio, e il bambino viene subito rapito da una banda di assassini! Si vedeva che, PER RIDICOLIZZARE TEX, ci metteva impegno (poi dopo la crisi le trame gialle erano banalissime e ultratelefonate, risolte sempre da "origlioni" e botte di xulo, ma è chiaro che a Nizzi interessava ben altro che non la trama gialla) Ruju no. Non ci vedo mettere la minima inventiva. Mi sembra un "impiegato alla sceneggiatura" che timbra la "pratica" con i timbri "scena di tex che minaccia e gli altri sparano prima", o "duello tamarro" o "far dire due satanasso e tre vecchio cammello". Anche in momenti dove non hanno senso, come se non si rendesse conto del contesto della scena (mi hanno fatto leggere l'ultimo albo della regolare, la caccia del lupo, proprio con "guarda che roba ha scritto", e i dialoghi sono totalmente fuori contesto) A parte che per me, non ha capito NULLA di Tex (e probabilmente non ha manco capito che non ha capito, e non vede il problema), l'ha scambiato per un bulletto tamarro di periferia. Se quello di Nizzi era un insulto diretto precisamente su Tex e contro Tex, quello di Ruju è un anonimo "sbirro tamarro" che non ha nulla a che vedere con Tex, scritto al livello di un Judas anni 70.. Perché dovrei buttare altri soldi e altro tempo per questa roba?
    3 points
  9. La “strategia” (se così vogliamo chiamarla) è quella di far leva sull’acquirente completista e fidelizzato, che compra qualunque cosa esce col marchio Tex. Le controindicazioni di questa “strategia” com’è evidente sono due. 1) la cosa va a discapito delle altre serie della casa editrice (se uno compra 4 Tex al mese probabilmente rinuncia - per soldi e/o mancanza di tempo - a prendere anche Zagor o Nathan Never, mentre una volta con un solo albo di Tex era molto più facile che l’acquirente Bonelli acquistasse anche gli altri personaggi). 2) lo stesso lettore di Tex si stanca (saturazione del mercato) e comincia a scremare. E quando uno comincia a mollare i collaterali diventa più facile mollare anche la serie regolare. Gli utili che fai nell’immediato, aumentando esponenzialmente il parco testate, con un effetto boomerang diventeranno quindi le perdite future.
    3 points
  10. Sarebbe stato semplicemente meglio e molti lettori avrebbero retto il colpo. Raddoppiare le uscite di una sola testata non è come gestirne sette contemporaneamente, mi spiace contraddire chi da anni scrive cose che non mi trovano mai d'accordo. Mi ricordo benissimo la sensazione di "spossatezza" nel guardare le pubblicità in quarta di copertina e pensare "Ecco, la settimana prossima devo comprare un'altro albo con Tex, che si sovrappone alla storia che ho appena comprato e che non ho ancora letto". Far leva su i disegnatori altrimenti a spasso è micidiale, e fa sentire in colpa chi davvero non ce la fa più. Per fortuna sono uscito da questa spirale pericolosa, ma non dalla voglia di riprendere in mano quella tonnellata di carta che ho preso, imbustato e messo via senza problemi. Nei tempi d'oro del fumetto di Superman e anche Batman anche loro in qualche modo erano diventati settimanali ed era una fatica enorme recuperare le storie, in quanto uscivano come con Tex su testate diverse, ma con una unica narrazione. Ebbene in quei tempi eroici ci si doveva sorbire la bellezza di OTTANTOTTO tavole, ma si è arrivati anche all'enormità di 136 (quando uscivano gli speciali). Sarà che dovevo anche leggerli in inglese, ma dopo qualche anno così ne avevo due scatole così, che neanche ho più visto i film dedicati a quei personaggi! Purtroppo è successo anche con Tex, personaggio che adoro, ma che non ho più voglia di riprendere a leggere, neanche nella versione "Bonelli/Galep".
    3 points
  11. La risposta, ovvia, è che finché incassano soldoni sonanti, perché mai dovrebbero ridurre le testate? "Perché così Tex durerà poco" non è una risposta valida: se gliene fregasse qualcosa non avrebbero nemmeno iniziato questa folle bulimia di pubblicazioni: da tanti discorsi (e pure dall'intervista a Masiero) è chiaro che considerano il prodotto "fumetto da edicola" come finito, senza futuro (è più facile dire così che dire "i lettori magari ci sarebbero, visto che Zerocalcare vende il doppio di Tex, ma siamo noi che non riusciamo più a interessarli). E allora, visto che non c'è futuro, spremono il limone finché è spremibile. I collaterali smetteranno di uscire solo quando i lettori smetteranno di comprarli, e non un minuto prima. Finché si compra tutto, non solo non hanno ragione di tornare indietro, ma sono incoraggiati ad andare avanti. (se vende abbastanza la Tex La Leggenda diventa bimestrale se non mensile, e magari fanno pure la serie Tex la cuccagna, Tex la super ultra e Tex la paranza...)
    3 points
  12. Non mi convincerai semplicemente perché mi baso SU QUELLO CHE È STAMPATO piuttosto che su "quello che mi ha detto un tizio" (anche se il tizio è l'editor). Altrimenti, sai quante volte alla Bonelli hanno detto che Nizzi era il "degno erede" di GL Bonelli? Non dirmi che gli hai creduto! Che senso ha, se fai una collana ESATTAMENTE di 220 pagine, far "ridurre" una sceneggiatura MOLTO più lunga, quando basta... aggiungere 2 strisce a 2 albi della regolare? E ci aggiungo.... che senso ha fare una nuova collana di 220 pagine ESATTE se non... consentire di fare questo "giochetto" del passare storie da una all'altra, evitando i problemi che nascono quando devi adattare storie di 280 pagine ad albi da 110? Vuoi qualche spiegazione per quello che ti detto Barbieri? Eccone una: la sceneggiatore, PROPRIO ALL'INIZIO, era per un maxi. Prima che fosse anche solo consegnata al disegnatore è stata accorciata per farla stare nella serie regolare. Successivamente, AD ALBO GIÀ DISEGNATO, è stata spostata in fretta e furia su questa nuova serie facendo disegnare in fretta due strisce di raccordo così evidenti che sono un vero e proprio pugno nell'occhio, impossibile non notarle. Ti faccio un altro esempio: domani Barbieri ti dice che tutte quelle che consideriamo "testatine cancellate", segno dell'originale destinazione per albi a striscia dei Tex post 95, non sono testatine cancellate. Galep le ho direttamente disegnate così per motivi suoi. Tu ci credi? Eppure, quelle strisce di raccordo sono più evidenti di quelle testatine cancellate....
    3 points
  13. Carlo dai, per favore... quando hai detto per la prima volta questa cosa ho pensato ti fidassi troppo di quello che ti dicono in redazione, e stavolta ti fossi fatto infinocchiare: secondo me non era possibile che, deciso di lanciare una nuova serie per "spremere ancora di più il limone" alla "prendi i soldi e scappa", avessero aspettato oltre un anno finché la storia fosse stata pronta. Adesso ne ho avuto conferma: GUARDA LA STORIA! Più evidente di così si muore! 220 pagine spaccate, due albi esatti con solo il problema di aggiungere 2 strisce di raccordo. E se vai a pagina 114-115, nella giunzione dei 2 albi, trovi: 1) il "cliffhanger" di fine albo 2) le due CHIARISSIME strisce di raccordo. Hanno cercato di mascherarlo un minimo non mettendole come ultima della 114 e prima della 115, ma mettendole prima della fine del primo albo (anticipando di una striscia), ma sono evidenti lo stesso: sono state inserite tanto maldestramente e frettolosamente che, se non le giustifichi come raccordi posticci aggiunti successivamente... sembra che lo sceneggiatore non sappia scrivere e abbia fatto una assurda sequenza di strisce ripetitive monovignetta... Come cavolo fai a credere ancora a questa sciocchezza del "non sono 2 albi tolti alla regolare" dopo aver visto l'albo con i tuoi occhi?
    3 points
  14. Una storia nella media di Ruju, ma non cela faccio a dire che è bella. Il mio Tex, quello con cui sono cresciuto, avrebbe dato una bella spazzolata a Lobo e poi lo avrebbe portato dalla moglie: qui invece l'autore lo mette alla pari con il sicario, le due pistole puntate a pochi metri di distanza, con Tex che dice che nessuno dei due sopravviverà, tanto che l'intervento di quest'ultima si rivela tanto provvidenziale quanto pilotato. Non è il Tex con cui sono cresciuto, questo mollassone e wokista. Le ultime pagine sembrano rimettere le cose un po'a posto con la morte di Lobo e il suo funerale, ma niente! ultima pagina che è il trionfo del buonismo, con la moglie che lo trasporta, ferito ma al sicuro, da Cochise. Non è il mio Tex.
    2 points
  15. Ricopio quasi interamente dal post di @frank_one alcune delle stratosferiche baggianate di questa storia disegnata benissimo, ma scritta peggio della peggiore storia di Nizzi: - Rick che impara a scassinare serrature grazie alla marmellata troppo buona della mamma. - L'insistenza dei contadini che chiedono di essere accompagnati dallo sceriffo. Ma perchè non ci mandano il lavorante? - L'impiegato che si mette in combutta con un bandito solo perchè il suo datore di lavoro lo tratta male ("Non ne posso più di lavorare in quella banca!"). Forzatissima! - In un paio di scene testi e disegni non combaciano e mi sono trovato a dire "Ma non è vero!". Durante la scena appena descritta Rick dice che l'armadio è socchiuso, ma i disegni ce lo mostrano ben chiuso. Quando poi Tex è dallo sceriffo dice che ha capito che Snake ha ucciso i genitori e il lavorante guardando i nomi sulle tombe, ma tutto ciò che il lettore ha visto poche pagine prima sono solo tre tumuli di terra, non c'è nessun nome. La ragazza non aveva ancora fatto a tempo di metterci delle croci improvvisate. E la cosa più risibile in assoluto, tre pards che si avventurano intenzionalmente da soli in una zona impervia per annientare una banda numerosissima di delinquenti e ... ci riescono. Che assurdità !
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  16. Sulla SuperTex, sebbene sia materiale già stampato a colori nella Collezione Storica, c'è da dire che Biglia sta sfornando delle copertine FAVOLOSE.
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  17. E' logico che chi ha un amore vero per Tex, magari anche un pò morboso, fatichi di più a mollarlo. Io ora sto lasciando in edicola molte cose, ma confesso che mi ci sento male. Oltretutto mi faccio le paranoia del fatto che comprando meno tolgo linfa vitale alla casa editrice e quindi chissà come sarà il futuro di Tex e se ci sarà. Quindi il mio rinunciare a diverse uscite è causa di riflessioni anche cupe. Ma cavoli, se le cose non mi soddisfano abbastanza, non posso continuare a prenderle. Prendo quello che penso che mi possa piacere. E quindi ok...resisto ancora un pò con la regolare per affezione (ma come dicevo ieri, mi sa che a breve passerò a prendere solo quelle di Boselli, con opzione per Ruju), mentre sui texoni e sul maxi lascio ormai con angoscia ma senza ripensamenti, a meno che non lo scriva Boselli, e anche qui opzione per Ruju ma solo se leggendo qua e là capisco che ne vale la pena. Il Tex Willer non l'ho mai preso. Il Bos mi ha sempre simpaticamente rimproverato per questo, e pare anche che questa serie valga la pena, ma li è un problema mio...ormai mi sono settato con Tex e i pard maturi e tornare indietro, tra l'altro non essendo interessato alle cronologie e alla copertura dei buchi narrativi, e quindi non la prendo. Bisognerebbe forse dar fiducia ai nuovi sceneggiatori, ma al momento faccio fatica. Non ho letto nulla extra Boselli e qualche Ruju (gli ultimi non sono stati male) che mi abbia minimamente coinvolto negli ultimi tempi. E certo, sarebbe non solo importante ma vitale che si trovi qualche sceneggiatore in grado di tirare avanti la serie con personalità e capacità. Se spuntasse fuori sarei il primo ad esserne felice. Per ora non trovo stimoli nel comprare un albo scritto dagli altri sceneggiatori, non mi coinvolgono, fatico persino a riconoscere il linguaggio e i comportamenti di Tex. E' davvero difficile scrivere Tex, ragazzi. E' impresa improba, pochissimi sono in grado di farlo.
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  18. Comunque sui forum vorrei anche dire che se è vero che a scriverci sono circa una trentina, tra quelli che leggono ogni giorno o saltuariamente la cifra sale a 1000, 2000, cioè l'uno o due per cento di chi compra i fumetti di Tex, neanche tanto risibile come cifra.
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  19. Non è tanto una questione di pagine, ma di quanto "dense" siano queste pagine. Lo stile narrativo Bonelli è indubbiamente diluito, rispetto ad altre realtà. Senza pensare subito gli americani del secolo scorso, che in 20 pagine raccontavano la nascita dell'universo, lo sviluppo di una civiltà e la sua decadenza, anche in Italia c'è un modo di raccontare molto più conciso. Angelo cita giustamente il Comandante Mark, ma vorrei ricordare l'autore più essenziale di tutti: tale GLB, conoscete? Oggi è ancora così in ambito Disney o nei pocket AF e DK, e persino nel recente Toni Bellasalma. I francesi, che concisi lo erano, ora stanno un po' sbrodolando, mentre tra i giapponesi ho raramente trovato il dono della sintesi. Non è certo un difetto la "narrazione decompressa" è uno stile. Può piacere o meno. Può essere ben padroneggiata da uno sceneggiatore e magari un altro può trovarsi meglio quando le pagine lo costringono a condensare. Boselli ha dimostrato nei fatti di essere a proprio agio sia con le 400 pagine come con le 40. Il problema però c'è se scrivi in maniera decompressa e hai poche pagine a disposizione. In questo caso, da lettore, non c'è la soddisfazione abituale. Certo, basterebbe leggere la storia quando è finita, ma chi ha voglia di aspettare? Quando ho un albo in mano c'è il piacere di leggere quell'albo, bella o brutta che poi risulti la storia.
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  20. Dalle risposte incomincia a delinearsi un quadro interessante: 1 ) il più votato è il TEXONE (nonostante alcuni numeri che negli ultimi anni non siano state proprio delle perle) cui giova la lunga storia editoriale. 2) Lo speciale Tex Willer, che patisce anche di una grafica non proprio accattivante, beneficiando di una serie di albi che non non hanno praticamente mai deluso, sarà per l'attenta supervisione di Mauro Boselli, è un altro degli indispensabili che si comprano a occhi chiusi. 3) il terzo speciale promosso è il CARTONATO francese per il quale va bene il discorso fatto per il Texone: diversi numeri eccellenti e altri numeri poco riusciti, motivo per cui abbassano la media rispetto ai precedenti. 4) Pochi utenti hanno dato un voto ai MAXI e ai MAGAZINE, collane con una lunga storia alle spalle anche loro e che oggi non soddisfano quasi più nessuno. 5) Il Tex a COLORI, storie lunghe o storie brevi, è bocciato senza pietà. 6) L'ultima collana nata, sorta di mini MAXI, non ha lasciato il segno. Conclusione: dei 11 numeri speciali che escono annualmente (1 texone, 11 euro; 2 Maxi Tex, 11 euro x 2; 2 Color Tex, 9,90 euro x 2; 1 Magazine, 9,90 euro; 2 Cartonati, 12 euro x 2; 2 speciali Tex Willer, 7,90 euro x 2; 1 Tex la leggenda, 9,90 euro) sono considerati indispensabili solo 5 albi su undici. A fonte di una spesa complessiva di 112 euro,40, i lettori del forum spendono un corrispettivo di 50,80 euro per pubblicazioni gradite e spendono altri 61,60 euro per pubblicazioni che comprano tanto per, e che non ritengono soddisfacenti. Questi dati sono parziali e si basano sui voti finora espressi. Davanti a questo bilancio la Sergio Bonelli Editore, invece che potenziare le collane che suscitano poco interesse, continua ad alimentare il mercato con nuove uscite che... non raccolgono nessun gradimento.
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  21. Non avrei saputo dirlo meglio! Alla fine l'albo, facendomi forza (ormai l'avevo comprato) l'ho letto, e l'idea che sia stato scritto APPOSTA per "rappresentare il pueblo" è RIDICOLA. Che sia una storia "riadattata" e a cui hanno "appiccicato a forza" questa boiata della "location particolare" (rendendo palese che è una MERA SPECULAZIONE COMMERCIALE PER APPIOPPARCI ALTRI TEX E FARCI SPENDERE DI PIÙ) `e ovvio, quindi. Vedremo se in futuro, quando arriveranno le storie scritte apposta, la cosa avrà più senso, ma per adesso non ce l'ha. I disegni di Casertano (ormai davvero l'ombra dell'artista che ci aveva dato tanti splendidi Dylan Dog, non so se sia peggiorato in generale o se stia snaturando il suo tratto per cercare di adattarlo al western) farebbero pensare alla destinazione originale su un Maxi come dice Carlo, ma se si guarda alla storia, questa cosa regge poco: impossibile che abbiano tagliato oltre 50 pagine già disegnate, la destinazione era stata cambiata sulla serie regolare durante la stesura della sceneggiatura (e forse da qui viene l'intreccio all'inizio complicato con molti possibili "colpevoli" che poi si scioglie in fretta nel finale), e ci sono 2 strisce aggiunte al raccordo fra i due albi. Ma di questo ho già parlato. Vediamo cosa aggiungo dopo aver letto l'albo... Nello scorso post parlavo di come Nizzi dedicasse impegno a ridicolizzare Tex ma non alla trama "gialla". Qui Ruju fa il contrario: si inventa una trama "gialla" relativamente complessa anche se un po' telefonata nel finale (ma qui forse conta la riduzione di pagine), e come suo solito... ci appiccica di malavoglia pure Tex! Credo sia un difetto proprio del "metodo di lavoro" di Ruju, praticamente tutte le sue storie di Tex hanno questo difetto: si inventa una trama che non ha alcun bisogno di Tex, e poi ci infila Tex di straforo e deve lambiccarsi per "fargli fare qualcosa" (emblematica la scena in cui in un luogo dove già un sacco di gente ha cercato tracce, debbano attendere Tex che passa e trovi - solo lui - le tracce e il corpo, dopo che erano già passati due sceriffi...) E come già segnalavo, il suo Tex è irritante, una fila di "scenette tipiche" fatte con il copia-incolla (particolarmente cringe la scena copia-incollata dalle mitiche scene di GL Bonelli in cui Tex mena qualcuno che poi diventa suo amico: Ruju sembra ignorare tutto il discorso della caratterizzazione preliminare e della costruzione della scena, qui stona come i cavoli a merenda...) È quindi una storia che "filerebbe, se non ci fosse Tex"? Purtroppo no. Ho detto che la trama gialla è complessa (ma forse sarebbe più esatto definirla "arzigogolata", alla fine in realtà sarebbe semplicissima se non fosse per una caterva di assurde coincidenze che assurdamente generano falsi indizi), ma la sceneggiatura invece è banalissima. Personaggi monodimensionali di cartapesta, caratterizzazioni sbilenche e stravolte, gente che parla come in "gli occhi del cuore" da Boris... ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine. Vero che costa meno di due albi regolari, ma dovrebbero pagare ME per perdere tempo a leggere questa roba...
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  22. Detta così è una cosa da niente... Ma sii più esplicito, visto che immagino lo sai... rallentata di QUANTO? Stai minimizzando da quando questa storia è saltata fuori, mi sembri uno che dica "nessun problema, è solo un fuocherello" con Roma dietro che brucia... ma io quando ho sentito l'entità del "taglio della produzione" su Zagor ci sono rimasto di sasso... un simile taglio, compensato da roba rimasta nei cassetti da anni pubblicata tutta insieme??? Capisco la necessità di smaltire il materiale, ma così Zagor LO AMMAZZI... quanti lettori "reggeranno" fino alla ripresa della produzione normale? Quanti disegnatori nel frattempo si saranno accasati altrove? Mica li possono mettere tutti su Tex... E tu invece mi sembri di quelli che non vogliono fare esercitazioni antincendio, o piani per evacuazioni in caso di sisma, perché "portano sfiga"... "va tutto bene, va tutto benissimo, il rancio è ottimo e abbondante! Ci dice che stiamo perdendo la guerra è solo un vile disfattista!!!" Io queste cose le dicevo da anni, perché sono le cose che direbbe qualsiasi persona che ne capisca un minimo del mercato del fumetto e che non abbia gli occhi foderati di prosciutto (o se li sia foderati da solo). Mentre intanto grazie a queste "ideone ottime e abbondanti" che "dovrebbero piacere a tutti i lettori" secondo te, le vendite globali si sono DIMEZZATE. (e non sappiamo ancora i dati 2025 che sospetto siano catastrofici viste le scelte editoriali recenti) Ma finché sono circondati di gente che gli sussurra all'orecchio che va tutto bene, che fanno tutto benissimo, che non stanno sbagliando niente e chi li critica lo fa perché è un "detrattore", dubito che alla Bonelli cambieranno rotta. P.S.: sull'albo: pur avendo ormai dato per perso Ruju, speravo che questo albo fosse stato scelto per una certa qualità per inaugurare una collana. In più così costa meno (2 albi della serie regolare a 4,95 l'uno invece di 5,80) e comunque era il primo numero di una nuova collana di Tex, se il prossimo lo fa Boselli forse lo prendo, che senso avrebbe prendere il 2 senza l'1, e insomma, dopo diversi mesi mi compro di nuovo un albo di Ruju. Verifico subito le strisce di raccordo, che confermano la realtà di un evidente raccordo editoriale dove finiva un albo da 110 pagine. Le chiacchiere stanno a zero, se mi dicono che la Luna è fatta di formaggio, vince la realtà, non le chiacchiere. Poi mi metto a leggere la storia. Tempo pochissima pagine. Tex e Carson prendono alle spalle i banditi. Hanno le armi spianate. Intimano la resa. I banditi si girano e sparano per primi. Buonanotte al secchio, la voglia di leggere mi è passata, lo leggerò (forse) quando non avrò niente da leggere di meglio (campa cavallo)
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  23. La Lupe bonelliana è una ragazza ingenua ma anche scaltra come Tex scoprirà poco alla volta, in fuga proprio dai tentativi molesti di don X. Galep o Uggeri, non ricordo, le dona delle curve provocanti, è già una donna fatta e attraente tanto da attirare l'interesse degli uomini. Il fatto che Tex si strozzi con il caffe davanti alla proposta di matrimonio dipende dalla sua giovane età oppure dal Tex se non proprio misogino, insensibile all'appeal delle giovani bellezze in cui si imbatte in maniera sempre più frequente in quegli anni eroici? Parlare di pedofili, in questo caso, fa sorridere, la pedofilia purtroppo è ben altra cosa. Lupe è innamorata persa e Tex se la batte alla chetichella, perché un confronto con la ragazza, condito di un addio, proprio non lo regge. Poi sono i lettori che intorno a un tenero amore adolescenziale per un ragazzo che non ha neanche 25 anni ci fanno un romanzo. Per me tra loro non è mai successo niente, immaginare una figlia, Luz, è proprio una fantasticheria.
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  24. Il matrimonio riparatore era un istituto fortunatamente abrogato in Italia da 45 anni e riguardava anche persone adulte. In certi contesti socioculturali era anche usato come mezzo per superare eventuali divieti al matrimonio da parte di genitori, tutori o simili, ne era un esempio la fuitina siciliana in cui due giovani innamorati si allontanavano insieme dalle rispettive famiglie per qualche giorno. Al loro ritorno erano obbligati a sposarsi per salvaguardare l'onore della ragazza. Spesso si trattava di un mezzo per evitare nozze sfarzose ed era concordato tra le famiglie. Un istituto simile vigeva anche tra gli Utes meridionali: se un ragazzo ed una ragazza facevano sesso consensuale nella casa di lei questo era considerato un matrimonio a tutti gli effetti, Questo spiega perché Kit Willer si considera sposato con Fiore di Luna anche se non c'è mai stata una cerimonia formale. E così siamo tornati a parlare di Tex.
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  25. Lupe aveva 16 anni se non ricordo male ed andare con un/una sedicenne non è e non è mai stato pedofilia. Per tua informazione, secondo la classificazione clinica delle parafilie (nome tecnico delle deviazioni sessuali) la pedofilia è l'attrazione sessuale per soggetti che non hanno ancora raggiunto la pubertà ossia hanno un'età inferiore a 10/11 anni. L'attrazione sessuale verso soggetti tra gli 11 e i 14 anni è definita ebefilia e quella per soggetti tra i 14 ed i 19 anni è definita efebofilia, ma solo se la differenza di età tra gli interessati è notevole. 12 anni sono una differenza notevole? Io non sono molto convinto. Ti ricordo poi che nella stragrande maggioranza delle nazioni del mondo l'età del consenso ad atti sessuali è inferiore alla maggiore età e di solito fissata tra i 14 ed i 16 anni. In Messico è addirittura 12. Se pensavi che un adulto che ha rapporti con un/una minorenne sia un pedofilo. ripensaci, perché sbagli e di grosso. Perché non è vero. La versione italiana di Wikipedia spesso prende cantonate. Esattamente. Vedi sopra. P.S. Negli anni 60 dell'880 in USA l'età del consenso era molto più bassa di oggi. Peraltro in Italia fino alla riforma del Diritto d Famiglia del 1975 l'età minima per sposarsi per una donna era 14 anni che poteva scendere a 12 in casi particolari che poi erano praticamente solo uno: era rimasta incinta. Per cui un uomo in Italia poteva liberamente fare sesso con una dodicenne purché prima l'avesse messa incinta e poi l'avesse sposata ed il matrimonio ovviamente estingueva il precedente reato di violenza sessuale presunta.
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  26. La questione della sovrapproduzione secondo me è rilevante ed il fatto che venga portata avanti nella discussione del primo numero dell'ennesima nuova testata è simbolicamente importante. È il nostro fumetto preferito ed è doveroso preoccuparsi se la casa editrice mette in atto una strategia che non ha precedenti storici. Certo non è il caso di essere catastrofisti, ma quantomeno la questione non dovrebbe lasciare indifferenti. A me personalmente per il momento più che preoccuparmi mi incuriosisce, perché non capisco come sia possibile che si decida di moltiplicare le uscite in questo modo in un periodo non certo di massima espansione del bacino di lettori e vorrei capire quale meccanismo di economia e marketing si stia perseguendo. Non lo capisco proprio, la mia non è necessariamente una critica, non essendo io un esperto mi piacerebbe saperne di più. La situazione mi ricorda la Disney Italia dei primi anni '90, quando c'erano un sacco di testate e buona parte del materiale in esse contenuto era inedito. Però il numero di lettori non era paragonabile a quello di oggi, il mercato era più dinamico e il pubblico era molto più giovane. Le testate poi erano dedicate a differenti personaggi e in qualche modo cercavano di intercettare tipologie di lettori specifici in modo da ampliare sempre di più il bacino: la bambina (Minnie & co.), l'appassionato di avventura e natura (Le giovani marmotte), l'amante dei misteri (Mickey Mouse Mistery Magazine), il fan dei supereroi (Paperinik New Adventures). Oltretutto stiamo parlando di fumetti che avevano come protagonisti personaggi noti al pubblico anche grazie a tutta una serie di merchandise, dalle coperte ai quaderni, quindi il flusso di lettori era costante e sempre in rinnovamento. La situazione su Tex è totalmente differente, tradizionalista, sostanzialmente statica, ferma. Eppure si utilizza la strategia della moltiplicazione delle testate e lo si fa in maniera altrettanto statica, monotona. Tutte le storie sono dedicate a Tex, tutte hanno lo stesso tono. È come se ogni testata in realtà fosse indirizzata allo stesso lettore e il problema temo sia proprio questo. Ma quali conseguenze porterà questa strategia?
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  27. Ben vengano le prossime storie di questi autori, le aspetto fiducioso! Mi ripeto, ultima volta giuro: il punto è che, a mio avviso ma forse non solo, a giudicare almeno dal forum, negli ultimi anni sono state pubblicate tante storie insipide sulla regolare, per cui si gradirebbe una maggiore attenzione a quest'ultima, che comunque è ancora la testata che vende di più, invece di disperdere tempo, risorse e autori sui tanti collaterali. Sempre a mio avviso i lettori storici iniziano a essere saturi di nuovi inediti e, tra un aumento e l'altro, nella speranza di incassare qualche soldo in più da una nuova collana, la Bonelli finisce per perdere Texiani affezionati. Ma davvero non si potrebbe tranquillamente tornare alla situazione dei primi anni 2000, con 12 Albi della regolare, a cui peraltro ora si è aggiunta la Tex Willer, un maxi, il Texone e il resto (color, cartonati alla francese, magazine, speciale Tex willer) una tantum, se proprio c'è qualcosa di particolare e meritevole che trova collocazione più azzeccata sulle uscite extra?
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  28. A me dispiace di più se una possibile buona storia, con piccoli aggiustamenti necessari o meno, non viene pubblicata sulla regolare perchè bisogna lanciare l'ennesima testata extra o il secondo maxi dell'anno...
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  29. Se ci pensi però c'è qualcosa di paradossale in queste tue frasi. Ritieni che una ristampa non dovrebbe offrire qualcosa di più perché TU non sai resistere alla tentazione di comprare lo stesso albo più volte. In pratica vuoi che una ristampa offra il minimo indispensabile così TU non cadi nella tentazione di comprarla. Occhio Per me invece cercare di offrire un prodotto migliore ad ogni nuova ristampa dovrebbe essere un dovere della casa editrice, una questione di principio. Bisogna andare avanti, non indietro. Sì, mi sembra che ultimamente Frediani prima di partire con lo spot agli ultimi albi pubblicati faccia il giro un po' più largo e qualcosa di interessante lo dica. Leggermente meglio, diciamo. Per me la presenza di un editoriale in una rivista o in una pubblicazione è importante. Non inserirlo è un brutto segno, vuol dire che non hai nulla da dire su ciò che stai consegnando al lettore e così facendo lo sminuisci. Viene anche meno un'occasione di scambio tra casa editrice e lettore, il calore umano. Il ritorno della pagina della posta dei lettori? Ma magari! Sarebbe la dimostrazione che alla Bonelli c'è ancora qualcuno disposto ad ascoltare i bisogni e le idee di chi compra i loro prodotti. Sarebbe qualcosa di paradossalmente molto moderno.
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  30. Buongiorno a tutti, torno ad intervenire dopo un bel po' di tempo. Condivido quanto detto in alcuni interventi sopra: uffa! un'altra serie collaterale... Come rimpiango i bei tempi andati quando gli inediti erano una serie mensile, uno speciale annuale (il Texone), e magari l'Almanacco del West (ora Magazine) e qualche evento eccezionale e fuori serie come Oklahoma! (poi gratificato retroattivamente del ruolo di Maxitex n. 1). Poi sono arrivati i Maxi annuali e poi semestrali (e non di rado, con le dovute eccezioni, alquanto mediocri) e negli ultimi 15 anni i Color, e poi i cartonati, e poi i bis. Che p***e! Certo, potete dire che non sono obbligato a comprarli tutti. Ma il fatto è che quando mi appassiono ad un personaggio mi piace seguire tutto ciò che lo riguarda. Ho comprato per più di trent'anni Nathan Never (dal n. 1 al n. 400) ed in questo periodo ho comprato anche praticamente tutti gli spin-off, dai Nathaneveroni a Legs, da Agenzia Alfa ad Asteroide Argo ecc. Da un paio di anni ho mollato. Tex lo seguo da molto più tempo (praticamente da quando ho imparato a leggere, e sono coetaneo di Boselli) ed anche in questo caso credo di aver collezionato tutto quanto uscito come serie regolari inedite in edicola (due armadi pieni di albi...). Confesso che di una nuova serie proprio non sentivo la mancanza. Quanto alla storia in questione, non è malaccio ma certo nemmeno un capolavoro; secondo me proprio non giustifica una pubblicazione speciale.
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  31. Ciao a tutti, letto il volume. La storia della location come caratteristica portante della nuova serie mi è parsa oggettivamente una cagata... nel senso che sta presunta location compare in 5 pagine e poi si passa altrove, quindi boh... Detto cio' storia e disegni non mi sono dispiaciuti. L'intreccio è buono, la trama ben sviluppata e i disegni li ho preferiti rispetto a quelli del Texone dello stesso autore. Mi sento di azzardare un 7!
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  32. Primo albo formidabile, non sembra nemmeno Ruju, che è successo? La storia ha il giusto ritmo, le varie pedine vengono messe in campo una dopo l'altra con una cadenza che appare inesorabile, i personaggi ci vengono presentati con calma, ma mostrandoceli già in azione, senza allungamenti di brodo. L'unica forzatura è stato vedere Tex e Carson invitati nella casa di Woodlord senza nemmeno un pretesto, cosa talmente insolita che di fatto fa scoprire le carte deI capitano. In quasi tre anni da quando ho iniziato a leggere Tex credo di non aver mai letto una storia di Ruju così buona. Spero non si rovini tutto con il secondo albo e anzi mi chiedo se non fosse il caso di distribuire la storia su tre albi perchè in questa prima parte, sebbene presentata in maniera perfetta, abbiamo solo assistito all'introduzione della storia. Vedremo il mese prossimo. Non conoscevo Rotundo, è stata una bella sorpresa. Mi piace molto l'atmosfera che ha dato alla città e ai suoi vicoli, le fisionomie sono precise e dettagliate, anche se un filo altalenanti. Ho guardato alcune tavole di suoi lavori precedenti e mi sembravano più consistenti, più pulite. È comunque ancora su livelli eccezionali. Vedo che nei suoi tratti usa anche inchiostro diluito, ottenendo una gamma che include anche dei grigi. Devo dire che alla Bonelli hanno fatto un ottimo lavoro nel renderli fedelmente e senza perdite di dettaglio. Sembra un altro mondo rispetto alla resa dei disegni di Brindisi su Tex Willer nei mesi scorsi. Per ora sono più che soddisfatto. Dovessi giudicare solo questo albo, andrei oltre l'8. Per ora mi sento solo di esultare per la prova di Ruju, sperando che qualsiasi mezzo od aiuto (deve aver trovato il nascondiglio delle noccioline di Super Pippo) lo abbia portato ad ottenere questi risultati non si esaurisca nei prossimi mesi.
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  33. Storia ben congeniata, avvincente, con personaggi interessanti e ben caratterizzati. Un po' sottotono Carson. Le vedove nelle trame di Ruju stanno diventando come gli origlioni in quelle di Nizzi ma non infastidiscono allo stesso modo. Il volto di Tex di Casertano non mi entusiasma, ma le tavole sono perfettamente funzionali al racconto. E poi se il suo Tex mi risulta poco riconoscibile, tutti gli altri personaggi magnifici! P.S. Il pueblo su cui tanto si è insistito nella presentazione dell'albo e su cui sono centrati i redazionali, in realtà è solo una delle location. Non la più rappresentativa, non essenziale nella vicenda e neppure quella cui Casertano dedica maggior attenzione. P.S.2 Dal vivo la copertina (non plastificata) è ancora meno accattivante che in foto: non buca l'edicola, né fa venir voglia di prenderle in mano l'albo.
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  34. Se la storia è ottima, non posso dire lo stesso del disegno di copertina. Ci sono copertine che catturano un momento e copertine che raccontano una storia. Questa fa parte del secondo tipo. È composta da tre elementi separati tra loro: il Tex (gigantesco!), El Lobo monocromatico rosso in primo piano (minuscolo rispetto a Tex) e lo sfondo monocromatico azzurro col personaggio in fuga. È, come ho detto, una copertina che racconta molto, ma personalmente non gradisco questo tipo di impostazione: l'effetto è quello di un collage con elementi non coerenti tra loro. Un "copiaincolla" inevitabilmente disarmonico, che non risulta anche illeggibile solo per la colazione diversa dei tre elementi grafici. Sì, questa volta il colorista (Villa stesso o un oscuro redattore, chissà) è stato decisamente abile a salvare il salvabile. Già si sono viste copertine con più elementi non amalgamati (la peggiore in assoluto, per me, rimane "La leggenda di Yellow Bird", ma anche "Rick Master, detective" va ricordata) e quindi evidentemente a qualcuno (forse anche a molti) queste copertine piacciono, mentre io le trovo inadatte a rappresentare il contenuto dell'albo. L'immagine narrativa (come questa) frammenta l'attenzione tra i diversi piani temporali e d'azione, smorzando l'impatto emotivo di chi quell'immagine scorge in edicola. Al contrario una copertina focalizzata su un singolo momento cattura l'occhio e "spara" un'emozione a chi la vede. Questo in generale. Dal punto di vista "filosofico" (Kairos vs Chronos), se volete. Scendendo nel particolare, queste copertine "collage" hanno sempre qualcosa che non va. In questa ci sono troppe pistole (l'effetto è quello di una dea Kali armata) e un Tex focomelico: dov'è il suo braccio destro? Il corpo di El Lobo non è abbastanza grande per nasconderlo. In conclusione direi che questa copertina ci ricorda che "di più" non significa quasi mai "meglio". Raccontare una storia è il compito delle pagine interne; il compito della copertina è catturarti in un istante. È sempre di sorprendente attualità il celebre motto della Bauhaus "Less is more"
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  35. La prima sorpresa legata a questo speciale sono stati i disegni di Atzori, che mi hanno fatto storcere il naso nelle prime pagine e mi hanno definitivamente conquistato giunto alla conclusione dell'albo: tratto gradevole e deciso che in certe vignette mi ha ricordato Monti. Nello speciale non c'è Tex e anche la presenza di un giovane Carson resta marginale. La scena è tutta occupata da Kate Warne, personaggio che fino a questa storia avevo apprezzato poco. In queste pagine, sarà anche la fisionomia che le ha donato Atzori per cui giustamente solleva gli applausi dei minatori di Fairplay, sarà per l'umanità e oserei anche la fragilità femminile che Mauro Boselli ha saputo infondere in lei, mi è sembrata un personaggio nuovo, meritevole di dominare pienamente non solo la scena del palco dove si esibisce come cantante ma la storia intera di cui è una protagonista indiscussa. Per un personaggio che viene dal sud e si schiera per il nord, detective che non indietreggia davanti a niente (o quasi), qui anche nel ruolo di spia per la Pinkerton (di cui fa parte), non era facile ritagliarsi un ruolo positivo e quasi solare, complicato da un contesto di guerra difficile e sporco. Peccato che come personaggio, ancorato a questo scenario epicheggiante nel passato di Tex e Carson, non abbia molte possibilità di ritagliarsi un posto di primo piano nella serie del gigante mensile. La storia si lascia apprezzare molto anche perché è una storia di guerra, quella civile americana, che sta per debuttare sulle pagine del mensile della nuova serie. Sarà anche perché il soggetto centrale erano le rapine di una banda di sudisti tratta dalla Storia con la maiuscola iniziale, Mauro Boselli è riuscito dove non sempre riescono gli scrittori: dare un'immagine imparziale del conflitto, dove non esistono buoni o cattivi, dove i vincitori nordisti si sporcano le mani e si coprono per una volta di infamia. Si trattava di delineare i personaggi di tre membri della famiglia Reynolds, visti come dei comuni banditi o degli eroi del sud perdente a seconda delle parti coinvolte in questa guerra cruda e violenta, Boselli alla fine c'è riuscito ritagliando per loro le classiche figure dei cavalieri gentiluomini del sud, dall'integerrimo capitano al tenentino ricco di fascino che coglie sempre nel segno quando si tratta di sedurre delle dame, tipico di tanta letteratura incentrata sul Sud, per finire con il bel sentimento di "corpo" che unisce i componenti della banda, fraternamente, in pieno territorio nemico. Le ultime pagine si concludono con un pizzico di mistero, quelle sacche di oro che restano ancora sepolte da qualche parte tra i monti Logan dalle parti delle sorgenti del Deer Creek, ciò che aggiunge un pizzico di leggenda a questa storia che potrebbe benissimo passare per una ballata dai tragici contorni, degna di figurare nel repertorio della bella vocalist Kate Warne. La sceneggiatura di Mauro Boselli non indietreggia davanti a niente, specialmente nel caso dell'eccidio dei sudisti legati alla vecchia quercia, una delle scene più forti che si siano mai lette in un albo di Tex, ora come ora non me ne sovviene di altrettanto impattanti nell'immaginario della saga ottantennale, evidentemente a suo agio con queste tematiche (ogni sua storia legata alla guerra è stata un successo) a cui sembra voler dedicare poco spazio nel mensile della serie Tex Willer. Una sceneggiatura che come spesso capita nelle storie dell'autore strizza l'occhio alla massima di Shakespeare "all the world's a stage", dove i personaggi si mostrano diversi da ciò che sono perché tutti hanno qualcosa da nascondere, abbiamo anche un caso di sostituzione di persona che incide nella narrazione, solo degli esempi per mostrare come in un fumetto ci possa essere spazio per una narrazione stratificata e complessa, che dà pienezza alla trama. Questi speciali ormai da diversi anni sono uno più bello dell'altro, come dire che quando ci sono delle idee anche sugli speciali possiamo leggere delle belle storie, peccato che questa qualità non la si ritrovi anche nei maxi e nei color (almeno quelli estivi), serie volutamente minori e declassate dalla stessa casa editrice. Vediamo se la nuova serie che debutterà questa settimana sarà l'ennesimo tentativo di fare cassa oppure no, ma questa è un'altra storia e se ne riparlerà nelle sedi competenti.
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  36. È esattamente la mia sensazione! Questo secondo albo non mi ha entusiasmato come il primo ed anche i disegni di Rotundo mi sono parsi leggermente in calo, non solo per gli effetti di distorsione di cui sopra ma per una rarefazione del tratto, una maggiore vaghezza di alcuni paesaggi ed un controllo minore nella quantità ottimale di linee che si concretizzano in una ridotta capacità di sintesi. Complici, purtroppo, nel mio giudizio una manciata di pagine (davvero poche counque) nelle quali ho avuto l'impressione che la stampa non riuscisse a stare dietro alla varietà di grigi e neri messa su tavola da Rotundo finendo per apparire un pò sbiadita. Rimane un grande artista, non servo certo io a dirlo. I suoi corpi resi nello spazio con precisione, i suoi volti espressivi, sono lì sulla pagina a trattenere e richiamare il mio sguardo. È uno di quei disegnatori di cui si finisce per affezionarsi anche dei difetti, perchè lo rendono piacevolmente riconoscibile. Ruju non è all'altezza delle aspettative create dall'ottimo primo albo (cosa per nulla semplice d'altronde), qualche scena appare forzata, i momenti davvero memorabili sono di meno e in generale non vi è quell'approfondimento nella vicenda e nei personaggi che ci si attendeva. È comunque una storia più che buona e a Ruju e Rotundo vanno i miei complimenti. Se per il primo albo l'entusiasmo mi spingeva oltre l'8 nel mio giudizio, letta questa seconda parte e ridimensionati gli entusiasmi, nel complesso a questa storia mi sento di dare un 8-, con enfasi sull'8 più che sul meno.
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  37. Io quei pochi che conosco che leggono Tex, vedo che lo leggono esclusivamente per svago. Uno smise di leggerlo anni fa perchè non ama i disegnatori moderni. Certamente smettono anche loro di leggerlo, non solo i super esperti, ma magari lo fanno in modo più semplice...della serie "non mi piacciono più i disegni" o "ormai le storie mi annoiano". In questo caso più che problemi di canone, vedo che la discriminante è se le storie li intrattengono o no, senza farsi troppe domande. Mio padre non aveva idea di chi scrivesse le storie. Nel senso che non distingueva tra Bonelli padre e figlio, ma nemmeno io all'epoca, e mi chiedo oggi come fosse possibile viste le differenze enormi. Per il resto...se uno ha una grande competenza è chiaro che legge il Tex come se fosse un giudice, perchè ne capisce o pensa di capirne ogni sfumatura. Io non mi considero un super esperto, non mi ricordo a menadito le cronologie, passo sopra a qualche piccolo errore di canone, se una storia mi diverte ci passo sopra ecco...o almeno ci provo. Ma appunto, pur leggendo Tex continuamente (soprattutto quelli vecchi) non mi ritengo un esperto ed è anche uno dei motivi per cui da anni scrivo pochissimo e solo su argomenti generici come questo, cosa che evita anche scontri, devo dire.
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  39. Non so se parteciperò ma chiedo a Ymalpas se non si possa ampliare il gioco permettendo anche a chi non intenda utilizzare l'IA per creare il soggetto, attenendosi comunque ai paletti già decisi.
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  40. No, questa maniera di rispondere ha abbondantemente rotto il cazzo. Se ti piacciono storie di m... argomenta e parlane, invece di fare sempre le solite battutine. Ho già mollato il forum per più di un mese per questo atteggiamento di merda che trovavo dopo ogni critica, evidentemente ho sbagliato a tornare. Il problema è che sono legato ai forum perché ricordo quello che erano un tempo, dei luoghi di discussione e non di adorazione acritica...
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  41. Allora...Ho appena concluso la lettura di questa corposa storia in questa nuova collana, Tex La Leggenda, che prendendo spunto da luoghi iconici del vecchio west, ci ricama sopra un'avventura. Stavolta la location, un particolare pueblo situato in Texas, è lo sfondo di questo intreccio tra due sceriffi, la loro vecchia "preda amorosa" e il suo nuovo marito (forestiero, ricco ranchero e buon samaritano). Ovviamente Ruju mischia le carte e coadiuvato ai pennelli da Casertano imbastisce più di duecento pagine. Le premesse c'erano ma il risultato finale non mi ha convinto del tutto. Alcune trovate di Ruju in primis... Ed in generale una scansione ed uso dei personaggi non ben miscelato... Ruju secondo me con il materiale a disposizione, di pagine, di personaggi che aveva creato, poteva sviluppare in maniera migliore la storia. Detto questo ci sono delle trovate interessanti, qualche sparatoria, una discreta ambientazione e un ventaglio di personaggi non fatti male. Come Ruju, non mi ha convinto molto Casertano. Il disegnatore non lo gradisco per come pennella il volto di Tex ma è un mero gusto personale. Al netto del volto di Tex, che è presente in molte vignette però, non se la cava affatto male. Globalmente un esordio della nuova collana da 6 stiracchiato. Vedremo le prossime avventure.
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  42. In economia c'è una cosa che si chiama "effetto saturazione": la produzione supera la capacità di assorbimento del mercato. Secondo me ci siamo pericolosamente vicini... Mah, a me tre uscite inedite al mese non mi sembra proprio una saturazione.
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  43. In economia c'è una cosa che si chiama "effetto saturazione": la produzione supera la capacità di assorbimento del mercato. Secondo me ci siamo pericolosamente vicini...
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  44. Può essere che questa prima storia fosse nata per la regolare ed adattata per questa nuova collana solo in un secondo tempo. Vedremo le prossime...
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  45. Sei tra amici ed è umano fraintendere il senso delle frasi: non per questo perderai la nostra stima. "Tex La Leggenda" è meno spesso di un Maxi e ha lo stesso tipo di copertina della serie mensile. Questo è il motivo per cui ti sembra "morbido".
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  46. Nonostante il "dramma" che inaugura la vicenda, e che campeggia nel titolo della prima striscia, siamo al cospetto di una storia che, come e più della precedente, è pura western-comedy, nel senso nobile del termine, direi alla Howard Hawks, non fosse che "Un Dollaro d'onore" è del 1959 e-soprattutto- El Dorado del 1966, entrambi ben posteriori al 1952 ! Il soggetto è quanto di più semplice e "canonico", ma GLB impreziosisce il tutto costellando il breve racconto di trovate e personaggi che non permettono a un singolo momento di noia o disinteresse di far capolino. Su tutti, la smascellante Mamie (ancor più esilarante oggi che è inopportuna e improponibile !) e soprattutto il mitico Tom (o Tim a seconda dei casi) Birra, personaggione alla Victor McLaglen cui è cucito addosso il gran finale, e che giustamente sarà acclamato come vero eroe della vicenda dalla popolazione di Pecos City. Per il resto, da segnalare : -Tex sceriffo per la prima volta (se la memoria non mi inganna) -Kit colpito di striscio alla tempia...nella storia precedente era toccato a Tex. I colpi di striscio alla testa erano una vera ossessione per GLB in questo periodo ! - La scena clamorosa al saloon, in cui Tex, badass all'ennesima potenza esce dal tavolo dietro cui è riparato e prende a sparare in campo aperto contro gli avversari rintanati dietro al mobilio, crivellandoli di colpi per poi finire i pochi rimasti a colpi di sedia...e oggi ci si lamenta della presunta tamarraggine dei nuovi autori di Tex...ma se il Tex di GLB è stato una fiera avanguardia della tamarraggine nella cultura italiana, ma di cosa stiamo parlando !! -La tragica fine del giudice Vermont, che come spesso in GLB assume i contorni di una punizione divina (più tardi anche a Truscott capiterà una sorte analoga spiaccicato dal suo cavallo)...ma in questo caso mi ha ricordato fortissimamente per dinamica proprio la fine di Warberg nella recentissima "Vancouver"...con il burattinaio smascherato e in preda al panico che finisce per avvamparsi da solo con la lampada a petrolio...secondo me Ruju conosce e omaggia GLB ben più di quanto si tenda a pensare... - Ma SOPRATTUTTO il finalissimo assalto alla diligenza, con Kit Willer riluttantemente a far da esca in abiti mulierbi. Non oso immaginare gli anatemi in cui incorrerebbe uno sceneggiatore che azzardasse inserire una scena del genere al giorno d'oggi, con corollario di astiose teorie sullo scrittore che vuole deliberatamente distruggere il mito di Tex etc. etc. Mentre invece GLB sapeva-anche- fare della grande commedia, nell'alternanza di stili e registri resa possibile dalla sua inesauribile creatività. Galep sempre meglio...qui ha davvero raggiunto quasi la sua forma migliore su Tex...(anche se comunque poi non mancheranno alcune storie graficamente un po' sottotono)...e copertine incantevoli.
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  47. Quello che ti si cerca di dire, Ken, è che Tex non è un fumetto legato alla realtà storica. Prende da sfondo un ben preciso periodo storico, il West di fine '800, ma vive in una realtà tutta sua. Ho già avuto modo di spiegare più volte in passato il mio punto di vista: il mondo di Tex è un mondo parallelo alla realtà storica, dove ci sono stati gli stessi avvenimenti ma magari con discrepanze di qualche anno, così che Tex li possa aver vissuti come raccontato nelle sue storie. In altre parole, l'elasticità nell'interpretare la cronologia texiana dovrebbe essere nel non voler a tutti i costi individuare gli anni esatti in cui si sono svolte le vicende, ma nell'accettare che il West di Tex sia un pochino diverso da quello che ricordano i libri di storia, in cui gli eventi siano un po' sfasati. Ciò che è invece importante è il rispetto della cronologia interna della saga, ovvero l'ordine cronologico degli episodi della vita di Tex e il numero di anni intercorsi tra un episodio e l'altro. Poi ci sono i lettori come te, che invece vorrebbero una ben più fedele aderenza ai fatti e personaggi della realtà, e un rigido rispetto della cronologia; così come ci sono i lettori che vorrebbero una minuziosa riproduzione da parte dei disegnatori delle armi, dei costumi, delle città. Lettori del genere avranno sempre da lamentarsi, ma io lo ritengo un atteggiamento sbagliato in partenza. Non dimenticare che siamo di fronte ad un'opera di fantasia, in cui il primo obiettivo è di raccontare belle storie (e non la Storia). Ed è giusto che la fantasia non sia imbrigliata da troppi paletti, e che gli autori, se hanno in mente una bella storia, si prendano qualche licenza e spostino gli eventi storici di qualche anno avanti o indietro, creando una "cronologia texiana" parallela e non necessariamente coincidente con quella reale. Per questo quando noti incongruenze non si tratta di errori dello sceneggiatore che non si è documentato a sufficienza, come invece affermi tu; lo sceneggiatore sceglie di prendersi la libertà di cambiare qualche data.
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  48. La parte grafica è senza ombra di dubbio estremamente notevole. Dalla trama non sè davvero cosa aspettarmi. Ho paura che, come dice Paco, sia la solita storia tutta azione e niente trama. Il beneficio del dubbio a noi lettori lo si deve concedere per forza viste le ultime prove di Faraci. Spero ovviamente di essere piacevolmente smentito e che questa sia la prima storia della cosiddetta "seconda fase" di questo scrittore anche se non credo sia così. Attendiamo la lettura comunque prima di dare giudizi definitivi.
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  49. Leggo di storia "scorrevole", "priva di difetti", e altri giudizi buoni solo per una recensione tecnica, quindi esattamente ciò che si contesta ai detrattori storici di Nizzi, ossia spaccare il capello in quattro per trovare eventuali difetti alla trama. Però tutti quanti concordano sul fatto che la storiellina, che si legge in meno di mezzora, non lascia emozioni, è piatta, arida, anonima..... ..... e vi pare poco? Non è certo un Tex che gioca al tiro al piattello con gli avversari (fateci caso, lo schema è SEMPRE quello: vignetta con uno dei pards che spara - vignetta con uno degli avversari che cade: tentativo di allungare il brodo? Mah...) a poter essere definito un buon Tex, o un "Tex in forma". Perchè? Semplice, la grandezza dell'eroe la fa la statura degli avversari, così come a calcio le grandi partite son quelle in cui giocano bene entrambi, vale a dire i 4-3 all'ultimo minuto, non i 5-0 (come, metaforicamente, è finita la gara di Tex e Carson contro avversari inebetiti: incommentabili Rockman e Hazel spauriti sotto a un tavolo). E poi Cervo Rosso, vogliamo parlarne? Due "compars(at)e" dal nulla, ESATTAMENTE in stile Taiga (lo ricordate? L'onnipresente capo pellerossa di "Fratello Bianco"), la prima a "salvare" (ma quando mai...???) Tex e Carson da Cheyennes che cadevano come birilli, la seconda utile per far parlare il prigioniero. Dejav?, insomma. Bene i disegni. Voto complessivo alla storia: 5, ma solo per far media col 6 della prima parte, almeno - pur nella povert? del soggetto - più variegata, quanto a situazioni e personaggi.
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  50. Storia veramente pessima. La trama è banale e scontata già all'inizio, e non porta a nessun colpo di scena. Non mi entusiasmano troppo nemmeno i disegni di Rossano Rossi, perchè non molto personali e troppo simili a quelli di Civitelli.
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