Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[661] Ricercato vivo o morto!


La storia, i disegni e i personaggi  

53 members have voted

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Please sign in or register to vote in this poll.

Recommended Posts

Io ricordo "Il medaglione spagnolo" nr. 364... Tra l'altro ha particolarità di essere l'ultima storia di GL Bonelli pubblicata su un Tex mensile.

Link to comment
Share on other sites

In unico albo non centenario ricordo "vendetta navajo" , quella con il navajo sa hua e suo padre ki nih, era il tex n.455,

Te ne scordi diverse. Se escludiamo le storie che duravano anche meno  di un albo (e ce ne sono parecchie. specie nei primi tempi), abbiamo: Il n. 323, "La città corrotta"  di G.L. Bonelli & Civitelli, il. 364, "Il medaglione spagnolo" di Bonelli & Letteri, il n. 493, "La Morte Nera" di Nizzi & Civitelli, il n. 575, "Sul sentiero dei ricordi" sempre di Nizzi & Civitelli,  il n. 603, "Faccia di Cuoio", di Boselli & Torricelli. Insomma, non è una cosa così unica.

Link to comment
Share on other sites

A me non è piaciuto. Storia discreta sì, ma se paragono la gabbia dell'unico album a quella del numero 600 mi accorgo che nel 661 c'è molto spazio inutile sprecato. Poi, se si doveva fare così, si faccia così. I disegni: Burbage mi ha ricordato la pessima interpretazione di Lito Fernandez o del suo studio di apprendisti; l'albo è zeppo di personaggi che sembrano appena usciti da una cura dimagrante, ma le armi, vedi prima vignetta di pagina 83 sembrano essere state sottoposte d una cura di ormoni. Ci sono avversari pestati a go go con cadute in stile Cico di Zagor - e allora no, grazie - un volto di Tex nella seconda vignetta di pagina 67 che sembra quella di suo cugino filippino, una cinetica generale esasperata, un antenato di Superman che nella seconda vignetta di pagina 109 si butta dalla finestra come un nuotatore dalla pedana in piscina,un'ultima tavola nella quale da destra a sinistra camminano Kit, Carson e Jeff, ma che nell'ultima vignetta si vede scambiato  di posto con Tex. Ultima nota: il tratto nei volti mi ha ricordato qua e là quello di Vincenzo Monti.

Link to comment
Share on other sites

Di storie "corte" sul mensile ce ne sono state molte, e se escludete i primi cento (dove ce ne sono parecchie), mi vengono in mente almeno "Gli Sterminatori" di Bonelli padre e Galep (qui stratosferico e quasi sempre senza la gabbia bonelliana) che comincia a pagina 64 (!) di Condor Pass (n. 134), e "La Lettera bruciata" di Nizzi-Fusco che inizia a pag. 49 del n. 399.
La storia nuova la leggerò stasera con calma, mentre posso già dire che i disegni di Danubio (pur con qualche imperfezione di troppo) non mi sento di accomunarli con quelli dello studio fernadez: almeno qui l'impegno c'è stato.
Ma proprio il fatto che qualche volta si intravede lo stile di Vincenzo Monti (che a me piaceva moltissimo, non so se lo sapete) forse rende il mio giudizio poco obbiettivo!
Spero però che la redazione faccia pervenire al disegnatore un resoconto dettagliato delle cose che proprio non vanno, prima di iniziare un nuovo assegnamento.

Link to comment
Share on other sites

A me non è piaciuto. Storia discreta sì, ma se paragono la gabbia dell'unico album a quella del numero 600 mi accorgo che nel 661 c'è molto spazio inutile sprecato. Poi, se si doveva fare così, si faccia così. I disegni: Burbage mi ha ricordato la pessima interpretazione di Lito Fernandez o del suo studio di apprendisti; l'albo è zeppo di personaggi che sembrano appena usciti da una cura dimagrante, ma le armi, vedi prima vignetta di pagina 83 sembrano essere state sottoposte d una cura di ormoni. Ci sono avversari pestati a go go con cadute in stile Cico di Zagor - e allora no, grazie - un volto di Tex nella seconda vignetta di pagina 67 che sembra quella di suo cugino filippino, una cinetica generale esasperata, un antenato di Superman che nella seconda vignetta di pagina 109 si butta dalla finestra come un nuotatore dalla pedana in piscina,un'ultima tavola nella quale da destra a sinistra camminano Kit, Carson e Jeff, ma che nell'ultima vignetta si vede scambiato  di posto con Tex. Ultima nota: il tratto nei volti mi ha ricordato qua e là quello di Vincenzo Monti.

non entro in merito dei tuoi gusti e di come tu abbia giudicato i disegni di questa storia. però
per quanto riguarda l'ultima vignetta penso tu abbia un'idea "statica" del fumetto.
E' vero che Jeff scambia posto ma capita che, quando si cammina, i personaggi, nella realtà e nel fumetto,
si muovini, siano "in action" per dirla... poi il cambiamento di posto non pregiudica l'armonia della vignetta,
forse Danubio s'è "distratto" ma mi sembra il classico pelo nell'uovo... se l'azione fosse avvenuta all'interno di
un auto (d'accordo, impossibile in un western come Tex ma è per intenderci), poniamo che Carson sia seduto
di fianco al guidatore e,nella vignetta successiva, te lo ritrovi nei sedili posteriori ALLORA sì che sarebbe stato
davvero un errore.






 

Link to comment
Share on other sites

mamma mia.....già scarsa per un almanacco, figuriamoci sulla serie regolare.....la sag(r)a dei luoghi comuni e degli stereotipi.

SPOILER

il giovinazzo ingiustamente accusato....mai visto negli ultimi tempi, se ne sentiva proprio la mancanza;
gli inseguitori imbecilli...non se poteva proprio fare a meno;
la ragazzina lentigginosa un po' svenevole che a bomba ha un debole per il giovinazzo....chiaramente ricambiata;
lo sceriffo che sembra stronzo ma....badaben badaben badaben....è un buono, solamente ha abboccato al pezzo grosso come un cretino;
Tex un po' ipnotista ....guardami negli occhi....un po' psicologo...so riconoscere l'accento della verità...un po'....predicatore....la verità, Larry,dopo ti sentirai meglio.

Potrei continuare, ma lasciamo perdere, solo due perle dei pards.

Carson che si dà del rinco da solo a pag. 22 è spettacolare.
Ma Tex fa ancora meglio, spacca una vanga in testa a un bandito e dopo cerca di sbatacchiarlo, se non ci fosse il rinco a ricordargli che è morto; poi sbatacchia uno dei testimoni e ci vuole lo sceriffo a ricordargli che il testimone è un altro....

buonanotte


voglio salvare il buon cinese e Burbage, fra i cacciatori da operetta lui almeno è da opera.

Com'era per la scorsa storia, i disegni penalizzavano la storia? in questa qui casomai è il contrario....

Mi sa tanto che quest'albo è una trovata pubblicitaria per le figurine prossime venture....auguri. 



 

Edited by jack65
Link to comment
Share on other sites

La storia della durata di un solo albo è ovviamente semplice nella sua struttura, senza troppi intrecci o colpi di scena, ma si fa leggere con piacere, complici anche i bei disegni di Danubio. Interessante la figura dello sceriffo, un personaggio ambiguo all'inizio, ma pronto a cambiare e a riscattarsi. Anche l'epilogo con Tex che usa la sua personalità e non le maniere forti è molto particolare nella serie (visto raramente), e dona quel tocco di originalità ad una storia non molto originale. In ultima pagina una dedica a Sergio Bonelli firmata Boselli-Danubio... sì, forse questa storia mi ricorda alcune di Nolitta, ed è un omaggio allo stesso.

Link to comment
Share on other sites

In unico albo non centenario ricordo "vendetta navajo" , quella con il navajo sa hua e suo padre ki nih, era il tex n.455,

Te ne scordi diverse. Se escludiamo le storie che duravano anche meno  di un albo (e ce ne sono parecchie. specie nei primi tempi), abbiamo: Il n. 323, "La città corrotta"  di G.L. Bonelli & Civitelli, il. 364, "Il medaglione spagnolo" di Bonelli & Letteri, il n. 493, "La Morte Nera" di Nizzi & Civitelli, il n. 575, "Sul sentiero dei ricordi" sempre di Nizzi & Civitelli,  il n. 603, "Faccia di Cuoio", di Boselli & Torricelli. Insomma, non è una cosa così unica.

Aggiungerei il n.91 "Vendetta indiana" di GLBonelli & Ticci e il n. 560 "Moctezuma" di Nizzi & Fusco

Link to comment
Share on other sites

mamma mia.....già scarsa per un almanacco, figuriamoci sulla serie regolare.....la sag(r)a dei luoghi comuni e degli stereotipi.

SPOILER

il giovinazzo ingiustamente accusato....mai visto negli ultimi tempi, se ne sentiva proprio la mancanza;
gli inseguitori imbecilli...non se poteva proprio fare a meno;
la ragazzina lentigginosa un po' svenevole che a bomba ha un debole per il giovinazzo....chiaramente ricambiata;
lo sceriffo che sembra stronzo ma....badaben badaben badaben....è un buono, solamente ha abboccato al pezzo grosso come un cretino;
Tex un po' ipnotista ....guardami negli occhi....un po' psicologo...so riconoscere l'accento della verità...un po'....predicatore....la verità, Larry,dopo ti sentirai meglio.

Potrei continuare, ma lasciamo perdere, solo due perle dei pards.

Carson che si dà del rinco da solo a pag. 22 è spettacolare.
Ma Tex fa ancora meglio, spacca una vanga in testa a un bandito e dopo cerca di sbatacchiarlo, se non ci fosse il rinco a ricordargli che è morto; poi sbatacchia uno dei testimoni e ci vuole lo sceriffo a ricordargli che il testimone è un altro....

buonanotte


voglio salvare il buon cinese e Burbage, fra i cacciatori da operetta lui almeno è da opera.

Com'era per la scorsa storia, i disegni penalizzavano la storia? in questa qui casomai è il contrario....

Mi sa tanto che quest'albo è una trovata pubblicitaria per le figurine prossime venture....auguri. 



 

Analisi perfetta, complimenti. Ma Buddy, quello dell'abbeveratoio, non è affatto morto. E' ancora vivo e vegeto quando Tex lo interroga nella foresta trenta pagine dopo. Non sei così attento.

In effetti è proprio quel Buddy che secondo te Tex si sbaglia a sbatacchiare. Perché lo fa? Perché è un dei FALSI testimoni pagati dal boss per prestare falsa testimonianza. Lo sceriffo però avverte Tex, che NON POTEVA SAPERLO, che l'altro, Larry, è invece un testimone VERO del delitto. Che c'è di strano, in questo, a parte il tuo tentativo di fare del sarcasmo?

Ahimè, anche una storia semplice come credevo fosse questa  ha passaggi troppo complessi per qualcuno... :rolleyes:  E' proprio vero che non ce la faccio a scrivere una storia semplice semplice, neppure quando ci provo.

Edited by borden
Link to comment
Share on other sites

  • Collaboratori

Goliardia a parte, la storia è un classico western texiano, scorrevole, senza complicazioni, dove tutto è chiaro ma non scontato. Apprezzo anche questi albi di Boselli, negli ultimi anni ne abbiamo avuto diversi anche di 220 tavole ed è un alternanza che mi garba non poco.
Dell'intervento di Alessio riprendo qualche passo:
 

mamma mia.....già scarsa per un almanacco, figuriamoci sulla serie regolare.....la sag(r)a dei luoghi comuni e degli stereotipi.


Tex è una serie di luoghi comuni e stereotipi.Per Bargioni e Lucotti, autori del primo saggio texiano "Tex Analisimi semiseria del più popolare fumetto italiano", datato 1979, questo è uno dei segreti che spiegano il suo successo e la sua longevità.
 

gli inseguitori imbecilli...non se poteva proprio fare a meno;
la ragazzina lentigginosa un po' svenevole che a bomba ha un debole per il giovinazzo....chiaramente ricambiata;
lo sceriffo che sembra stronzo ma....badaben badaben badaben....è un buono, solamente ha abboccato al pezzo grosso come un cretino;

Gli inseguitori fanno una magra figura. E' inevitabile. C'è la volontà di mettere in risalto la figura del fuggitivo (che rischiava di ricadere nella classica figura del tontolone presentato in alcune avventure di Faraci). Questo Cartland può non avere la statura del bonelliano Andy "Faccia d'angelo" Wilson, ma dimostra sin dalle prime pagine la sua innocenza (talmente scaltro com'è, non può certo essere il tipo che spara alle spalle e in mezzo a tanti testimoni). La sua bravura ce lo mostra degno anche del rispetto che Tex e Carson nutrono INCONDIZIONATAMENTE verso di lui. Gli inseguitori fanno una magra figura anche perché si scontrano prima con dei veri bounty hunter e in ultimo con i due pards. Che c'è di strano se un autore vuole mostrare questa dicotomia? D'altronde io che gli ho esclusi tutti dal sondaggio sul migliore personaggio, mi stavo chiedendo se tra i protagonisti non avrei dovuto inserire piuttosto lo sharp, perché è il fucile l'unica cosa che "positivamente" denota queste nullità quasi caricaturali.

L'incontro tra Jeff e Martha è un po' svenevole, è vero, ma serve ancora una volta a dimostrare l'innocenza di Cartland che difatti è bene accolto in una comunità di persone candide, che in questo frangente, proprio con il loro giudizio positivo, si sostituiscono idealmente a Tex e Carson, i due "angeli" protettori. D'altronde l'ambiente è talmente idilliaco che porta uno degli inseguitori come Larry, comunque dotato di un'anima onesta, a pensare di cambiare radicalmente la sua vita restando nella comunità dopo aver testimoniato (pag. 103). Chiaramente è questa  una scelta anticipatrice di quella che farà, dopo un po' di tempo, lo stesso Jeff Cartland. Come lettore a me piace ritrovare questi fili invisibili che collegano fatti e personaggi tra loro. Quando Walters accoglierà in seno alla sua famiglia Jeff, ormai libero dall'ombra del sospetto e dall'accusa infamante di omicidio, come potrà non vedere nella morte del reo Frank Hayward la condizione necessaria al compiersi del destino così segnato dall'alto dei cieli?

Lo sceriffo non è forse un buono, ma non è certo un cattivo, è un duro che alla fine dimostra solo buon senso. Come tutore della legge non dimostra di avere la giusta visione delle persone, delle cose e dei fatti. Ma Tex non è uno sbirro, gli concede una possibilità di riscatto: poi perché mettere in secondo piano la figura di Dick che gli farà compagnia come vicesceriffo ? Vogliamo vedere anche  in questa comunione di intenti e sforzi dei due uomini un sentiero tracciato dall'autore che li porta alla fine ad unirsi ? Da un lato abbiamo un giovane che dimostra stoffa, che è cresciuto all'ombra di un cacciatore di taglie come Burbage, che da uomo essenziale non esita a ricorrere anche ai mezzi scorretti e per questo è un cattivo maestro. Dall'altro lato abbiamo uno sceriffo accecato dal padrone della città, non un vile e non un corrotto, ma una persona che può essere rimessa nel giusto cammino. La morte di Burbage e l'arresto di Hayward portano al formarsi di questa coppia insospettabile, imo particolarmente azzeccata, tanto che non mi stupirei se i due riapparissero in una o più successive storie di Tex.

 

voglio salvare il buon cinese e Burbage, fra i cacciatori da operetta lui almeno è da opera.

 

Il cinese è una strana figura, inserita lì quasi per caso, mi sarei aspettato un suo inserimento nell'intreccio, resta invece solo una figura di contorno. Ma anche lui, come i due precedenti, potrebbe ritornare a dire la sua in qualche successiva avventura di Tex. Non mi stupirebbe più di tanto se Boselli, da buon curatore, si servisse di questi brevi inserimenti per creare una continuity nella serie.

Burbage è una gran bella figura. Chiaramente doveva morire. Essendo cantore d'opera, come dici tu, dimostra che gli altri pupazzetti sono venuti così sminuiti perché li si è voluti così. Semplice.

Link to comment
Share on other sites

Letta.
Storia abbastanza semplice e poco originale, ma con molta azione e ritmo serrato, come era lecito prevedere visto che si sviluppa su un solo albo. Bello il personaggio del vecchio bounty killer, che mette a frutto la sua esperienza anche per cercare di fregare anche i pards, ma che poi alla fine viene fatto fuori dalla posse dello sceriffo dopo che era riuscito a catturare il giovane Jeff. La parte che mi piace meno è la fine dove tutto finisce bene per tutti i buoni della storia: il giovane Cartland non solo si salva ma conosce anche la fidanzatina biondina con cui poi si ritroverà (tra l'altro viene accolto nella comunità di religiosi che senza averlo mai visto lo credono subito innocente) e lo sceriffo compiacente (se non corrotto) si redime ed alla fine si rivolta al signorotto. Insomma avrei gradito un finale più drammatico: tipo Tex e Carson che non riescono a salvare il ragazzo inseguito dai cacciatori di taglie, o che la ragazza fosse fatta fuori per salvare il suo amato. Una soluzione di questo tipo avrebbe dato, a mio parere, un po' più di spessore all'albo. Mi è piaciuto poco anche l'episodio di Tex che fissando l'antagonista negli occhi lo costringe a rivelare la verità: era molto meglio il vecchio fiammifero tra i piedi se non si voleva usare il solito pestaggio.
Nel complesso per me la storia vale 6.
Disegni di Danubio abbastanza buoni anche se su Tex c'è di meglio   

Link to comment
Share on other sites

Letta.
Storia abbastanza semplice e poco originale, ma con molta azione e ritmo serrato, come era lecito prevedere visto che si sviluppa su un solo albo. Bello il personaggio del vecchio bounty killer, che mette a frutto la sua esperienza anche per cercare di fregare anche i pards, ma che poi alla fine viene fatto fuori dalla posse dello sceriffo dopo che era riuscito a catturare il giovane Jeff. La parte che mi piace meno è la fine dove tutto finisce bene per tutti i buoni della storia: il giovane Cartland non solo si salva ma conosce anche la fidanzatina biondina con cui poi si ritroverà (tra l'altro viene accolto nella comunità di religiosi che senza averlo mai visto lo credono subito innocente) e lo sceriffo compiacente (se non corrotto) si redime ed alla fine si rivolta al signorotto. Insomma avrei gradito un finale più drammatico: tipo Tex e Carson che non riescono a salvare il ragazzo inseguito dai cacciatori di taglie, o che la ragazza fosse fatta fuori per salvare il suo amato. Una soluzione di questo tipo avrebbe dato, a mio parere, un po' più di spessore all'albo. Mi è piaciuto poco anche l'episodio di Tex che fissando l'antagonista negli occhi lo costringe a rivelare la verità: era molto meglio il vecchio fiammifero tra i piedi se non si voleva usare il solito pestaggio.
Nel complesso per me la storia vale 6.
Disegni di Danubio abbastanza buoni anche se su Tex c'è di meglio   

Onestamente, io questa ossessione per il cosiddetto finale drammatico non la capisco. Idem il volere tacciare di buonista il finale dove tutto va a pòosto.
Tex è l'eroe della serie e suo compito è vincere. Ogni tanto ci può stare un finale amaro, ma se tutti i finali fossero così, Tex sarebbe un eroe perdente alla Mister No o Ken Parker (e nemmeno Ken Parker perdeva sempre, anzi) e tradirebbe la sua stessa essenza.
Quanto alla ragazzina, che a qualcuno il suo inserimento è parso dolciastro, al sottoscritto è ha ricordato certi film degli anni 40 e 50 che sono da sempre un riferimentoi di Boselli.
Ci si vuol lamentare che la comunità di Mennoniti pacifisti crede subito all'innocenza di Jeff, ma anche qui siamo nella classicità più pura. 
In campo western consiglio di vedere "L'ultima conquista", film del 1947 con John Wayne e Gail Russell in cui un pistolero ferito viene accolto da una famiglia di quaccheri che non discute il suo passato e si innamora della ragazza che lo accudisce per cambiare, infine, vita.

Link to comment
Share on other sites

Tex è una serie di luoghi comuni e stereotipi.


Gli inseguitori fanno una magra figura. E' inevitabile.
L'incontro tra Jeff e Martha è un po' svenevole, è vero, ma serve ancora una volta a dimostrare l'innocenza di Cartland
Lo sceriffo non è forse un buono, ma non è certo un cattivo, è un duro che alla fine dimostra solo buon senso.

Quoto tutto quello che dice Ymalpas, mi sembra che tutti fili via in modo più che plausibile.

 La parte che mi piace meno è la fine dove tutto finisce bene per tutti i buoni della storia: il giovane Cartland non solo si salva ma conosce anche la fidanzatina biondina con cui poi si ritroverà (tra l'altro viene accolto nella comunità di religiosi che senza averlo mai visto lo credono subito innocente) e lo sceriffo compiacente (se non corrotto) si redime ed alla fine si rivolta al signorotto. Insomma avrei gradito un finale più drammatico: tipo Tex e Carson che non riescono a salvare il ragazzo inseguito dai cacciatori di taglie, o che la ragazza fosse fatta fuori per salvare il suo amato.

Onestamente, io questa ossessione per il cosiddetto finale drammatico non la capisco. Idem il volere tacciare di buonista il finale dove tutto va a pòosto.
Tex è l'eroe della serie e suo compito è vincere. Ogni tanto ci può stare un finale amaro, ma se tutti i finali fossero così, Tex sarebbe un eroe perdente alla Mister No o Ken Parker (e nemmeno Ken Parker perdeva sempre, anzi) e tradirebbe la sua stessa essenza.

Se fossi un fan del Tex nolittiano avrei apprezzato il drammone finale. Ma siccome non lo sono... resto dell'idea che Borden ha fatto bene quello che ha fatto! Perché deve per forza morire l'innocente, o perché lo sceriffo non può rendersi conto del suo errore di valutazione e correggersi?

Link to comment
Share on other sites

Storia semplice e lineare.
Testo scorrevole nella lettura (Boselli coniuga sapientemente tradizione ed innovazione). 
Disegni: Danubio si esprime al meglio ma sono evidenti numerosi errori anatomici e di postura ( in particolare nelle inquadrature "americane") , tuttavia l suo tratto mi piace. Penso che debba e possa affinarsi... nel tempo.

Link to comment
Share on other sites

 

Onestamente, io questa ossessione per il cosiddetto finale drammatico non la capisco. Idem il volere tacciare di buonista il finale dove tutto va a pòosto.
Tex è l'eroe della serie e suo compito è vincere. Ogni tanto ci può stare un finale amaro, ma se tutti i finali fossero così, Tex sarebbe un eroe perdente alla Mister No o Ken Parker (e nemmeno Ken Parker perdeva sempre, anzi) e tradirebbe la sua stessa essenza.

A mio modo vedere se Jeff veniva ucciso e poi Tex e Carson lo vendicavano facendo giustizia di chi lo aveva impiccato ingiustamente, non sarebbe stata una sconfitta per in nostri. La sconfitta per Tex sarebbe stata se uccidevano Carson nell'imboscata (ma questo ovviamente non succederà mai), oppure se facevano fuori El Morisco o Jim Brendon... non certo Jeff Cartland di questo albo.
L'uso del finale amaro è vero che non ci può essere sempre, ma (e quì è questione di gusti personali) potrebbe essere proposto più spesso.
Non necessariamente deve morire qualcuno: mi basta pensare al gran finale di "La strage di Red Hill" (del grande Nolitta)

Link to comment
Share on other sites

Si, forse un finale amaro è più adatto su una storia più lunga e di più ampio respiro (come ad esempio la già citata "strage di red hill").
In ogni caso avere un Tex non sempre infallibile secondo me non sarebbe negativo, ma lo farebbe sembrare anche più umano.
Tutto questo non per voler trovare per forza qualcosa da criticare, alla fine la storia secondo me è discreta, ma mosso dalla passione per la lettura dei fumetti Bonelli (Tex e Zagor in particolare) mi viene sempre da pensare a cosa poteva esser fatto per rendere la storia ancora migliore (e quello che piace di più a me, magari può invece piacere di meno ad altri). Un'altra cosa che io amo particolarmente è l'introduzione dei personaggi storici realmente esistiti, ma ad altri fanno invece storcere il naso perchè rubano la scena ai pards o per altri motivi.
Storie di questo genere che non sono state giudicate dei capolavori a me sono piaciute tantissimo:
ricordo con grande piacere "Congiura contro Custer" e "Wild West show" con Buffalo Bill e sopratutto Annie Oakley con i suoi siparietti con Carson

Link to comment
Share on other sites

Storia molto piacevole e letta tutta d'un fiato.
Almeno per questo mese, non devo aspettare il/i prossimo/i mese/i, per leggere una storia completa del nostro eroe.

Personalmente, i disegni di Danubio, mi sono piaciuti parecchio. Spero di rivederlo presto su TEX!!
 

Link to comment
Share on other sites

Ciao Borden

Letta oggi questa "breve" storia di Tex che per me rimarrà nella storia. Per la prima volta vene infatti fatta una bella ramanzina al nostro ranger sul fatto che è facile far dire agli altri quello che si vuole, usando la violenza e poi che è vero che lo sceriffo crede il ragazzo colpevole perché è influenzato dalle parole del boss locale ma potrebbe esser vero il contrario cioè che è Tex a farsi influenzare dal fatto che il ragazzo lavori per un suo amico. Alla fine Tex ha ragione ma il ragionamento è altrettanto vero.
Nemmeno a me è piaciuta la scena del "guardami negli occhi" ma tutto sommato una discreta storia.
I disegni di Danubio non mi piacciono, soprattutto come interpreta Tex.

Link to comment
Share on other sites

 mosso dalla passione per la lettura dei fumetti Bonelli (Tex e Zagor in particolare) mi viene sempre da pensare a cosa poteva esser fatto per rendere la storia ancora migliore 

Ma sei realmente convinto che trasformare Tex in un clone di Zagor renda la storia migliore?

Link to comment
Share on other sites

A me non è piaciuto. Storia discreta sì, ma se paragono la gabbia dell'unico album a quella del numero 600 mi accorgo che nel 661 c'è molto spazio inutile sprecato. Poi, se si doveva fare così, si faccia così. I disegni: Burbage mi ha ricordato la pessima interpretazione di Lito Fernandez o del suo studio di apprendisti; l'albo è zeppo di personaggi che sembrano appena usciti da una cura dimagrante, ma le armi, vedi prima vignetta di pagina 83 sembrano essere state sottoposte d una cura di ormoni. Ci sono avversari pestati a go go con cadute in stile Cico di Zagor - e allora no, grazie - un volto di Tex nella seconda vignetta di pagina 67 che sembra quella di suo cugino filippino, una cinetica generale esasperata, un antenato di Superman che nella seconda vignetta di pagina 109 si butta dalla finestra come un nuotatore dalla pedana in piscina,un'ultima tavola nella quale da destra a sinistra camminano Kit, Carson e Jeff, ma che nell'ultima vignetta si vede scambiato  di posto con Tex. Ultima nota: il tratto nei volti mi ha ricordato qua e là quello di Vincenzo Monti.

non entro in merito dei tuoi gusti e di come tu abbia giudicato i disegni di questa storia. però
per quanto riguarda l'ultima vignetta penso tu abbia un'idea "statica" del fumetto.
E' vero che Jeff scambia posto ma capita che, quando si cammina, i personaggi, nella realtà e nel fumetto,
si muovini, siano "in action" per dirla... poi il cambiamento di posto non pregiudica l'armonia della vignetta,
forse Danubio s'è "distratto" ma mi sembra il classico pelo nell'uovo... se l'azione fosse avvenuta all'interno di
un auto (d'accordo, impossibile in un western come Tex ma è per intenderci), poniamo che Carson sia seduto
di fianco al guidatore e,nella vignetta successiva, te lo ritrovi nei sedili posteriori ALLORA sì che sarebbe stato
davvero un errore.






 

Non è che quell'ultima vignetta sia stata decisiva per indurmi di non dare la sufficienza ai disegni e so benissimo che fra una vignetta e l'altra ci può essere diverso spazio temporale. Ricordo anche esempi più clamorosi di scambio repentino di posizione, ad esempio davanti ad un tavolo. Danubio è giovane e si farà. I temi che scrivevo io in prima elementare sono per fortuna diversi dagli articoli che per professione ho scritto molti anni dopo e tuttora.

Link to comment
Share on other sites

 mosso dalla passione per la lettura dei fumetti Bonelli (Tex e Zagor in particolare) mi viene sempre da pensare a cosa poteva esser fatto per rendere la storia ancora migliore 

Ma sei realmente convinto che trasformare Tex in un clone di Zagor renda la storia migliore?

C'è poco da fare: c'è gente che è davvero convinta che se una storia ha un finale amaro è, solo per questo motivo, migliore di una con l'happy end.  Portando alle estreme conseguenze questo ragionamento, una storia drammatica sarebbe sempre di per se stessa superiore ad una commedia o ad una storia comica. Mi pare che la letteratura e la cinematografia offrano ampie prove di quanto ciò sarebbe sbagliato.
La mia posizione personale per ciò che riguarda le storie d'avventura è intermedia.: ci sono storie per cui l''happy end è adeguato o necessario ed altre in cui, invece lo è il finale amaro. Non si può stabilirlo a prescindere e di certo non spetta ai lettori.

  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

  • Collaboratori

Quoto tutto quanto dice Carlo Monni: un finale drammatico per questa storia sarebbe stato un non senso, non c'è niente infatti che lasci presuporre una conclusione tragica. Anzi, al contrario, diverse sequenze sono luminose, improntate all'ottimismo, nelle 110 pagine mai il lettore palpita veramente per la sorte del giovane Cartland - la presenza così vicina dei due pards transmette poi un sentimento pervasivo di sicurezza. Diversamente dall'Andy Wilson di "Caccia all'uomo" che è un personaggio ambiguo, forse non completamente marcio nell'animo ma sicuramente colpevole dell'omicidio che gli attribuiscono, la cui morte serve anche ad introdurre prepotentemente la figura del giudice Maddox, di Cartland non dubitiamo mai dell'innocenza. Se Andy Wilson può morire e su Tex calare così la pesante responsabilità, tutto è attenuato dal fatto che Andy sulla forca ci sarebbe finito probabilmente lo stesso. Certo, poi, Tex forse non l'avrebbe mai consegnato al boia, gli avrebbe dato una chance, ma facendo a pugni con la legge. Così la morte di Andy serve anche a togliere Tex probabilmente dall'imbarazzo di una scelta difficile per un uomo di legge. Tutto in "caccia all'uomo" spinge per quel tragico e lancinante epilogo che ha stregato tutti i lettori. Niente nella lettura di questo "Ricercato vivo o morto" lascia pensare a questa conclusione, a parte il titolo.

Link to comment
Share on other sites

Anche per me non c'è un'equazione finale drammatico = bella storia, happy hand = storia normale o brutta; ci sono molte storie che finiscono bene e sono molto belle. Solo a mio gusto personale tra le storie che preferisco ce ne sono molte che non hanno il finale buonista.
Poi Tex non lo vorrei mai come un clone di Zagor: in particolar modo il tipo di comicità di Cico su Tex sarebbe improponibile.
A volte però mi piacerebbe vedere situazioni proposte in storie passate come "La leggenda della vecchia missione" con quel Tex sempre sornione e un Carson spettacolare nella versione da prete; questo tipo di comicità "giusta" nel tempo si è un po' ridotta.

Link to comment
Share on other sites

 Share

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.