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[741 BIS] L’eredità del Bandito


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@PapeSatan, scusa se posso suonare derisorio (giuro che non lo sono), ma... seguendo il tuo ragionamento gli autori di fanfiction sarebbero ottimi autori, o anche (quod Deus avertat) autori tout court. :D

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<span style="color:red">33 minuti fa</span>, Letizia dice:

Benissimo.

Scrivi una storia di Tex e poi vedrai che qualcuno che ti lava i panni in Arno lo trovi di sicuro.

Ho citato precisi prerequisiti. Non basta saper tenere una penna in mano.

 

<span style="color:red">26 minuti fa</span>, virgin dice:

@PapeSatan, scusa se posso suonare derisorio (giuro che non lo sono), ma... seguendo il tuo ragionamento gli autori di fanfiction sarebbero ottimi autori, o anche (quod Deus avertat) autori tout court. :D

Idem come sopra.

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Io ho un opinione diversa. Secondo me non è la conoscenza di Tex il problema (tranne che nel caso di Nolitta, che incredibilmente ne sbaglia totalmente la caratterizzazione dopo averlo pubblicato per decenni), ma sta proprio nel "saper scrivere", almeno quel tipo di personaggio e quel tipo di avventure.

 

La riprova sta nel fatto che di questi personaggi non ne fanno più. Non solo Tex, non vengono pubblicate avventure di quel tipo di NESSUNO, nonostante un tempo fossero quelle che vendevano di più.

 

Eccessive velleità autoriali? Nerdismo congenito con associata tristezza e depressione? Incapacità di capire il genere a causa di occhialoni a culo di bottiglia di postmodernismo? Gioventù bruciata e degenere? Maledizione azteca? Vallo a sapere il motivo, ma non è che non sanno scrivere solo Tex. Non sanno scrivere manco Zagor, non saprebbero scrivere la Pattuglia dei Bufali, non saprebbero scrivere Capitan Miki, non saprebbero scrivere Steve Canyon, non saprebbero scrivere Sandokan e non saprebbero scrivere Allan Quatermain, ed evidentemente (basta vedere i risultati negli ultimi anni) non sanno scrivere manco Conan.

 

I fumetti "popolari" sono diretti discendenti del Pulp, ma gli autori pulp non esistono più. Non ci sono più venditori di sogni e di avventure. Esistono letterati frustrati che si "adattano" al fumetto o fanzinari che scambiano l'enumerazione con l'avventura, esistono "artisti" che come scopo hanno "l'educare" il pubblico, o il renderlo cosciente del tal annoso problema, o dei gran geni che magari, colpo di scena, hanno scoperto che il mondo è brutto e cattivo e vogliono spiegarlo a tutti, convinti che non se ne sia ancora accorto nessuno perchè nessuno è intelligente come loro.

 

Se ci fossero ancora dei veri creatori di sogni, ce ne sarebbero alcuni più adatti a Tex per stile e temperamento e altri meno, ma a quel punto basterebbe scegliere quelli più compatibili. E pagarli per leggersi la serie se non la conoscono già. Quella sarebbe la cosa più facile.

 

Per questo non credo che basti aver letto tutti i Tex e poi "sciacquare i panni nel Pecos", altrimenti oggi Boselli avrebbe l'imbarazzo della scelta fra centinaia di aspiranti autori...  il problema è che prima di saper scrivere Tex, bisogna saper scrivere quel tipo di storie.

Edited by Diablero
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2 minuti fa, virgin dice:

Se volete possiamo cancellare i messaggi; naturalmente, dopo che Letizia si sarà salvato il testo, in caso non l'abbia già fatto. :D

 

 

Ottima idea.  FALLO!

 

ma come diceva Sergio, un autore deve avere molte frecce al suo arco... Tutta esperienza.

Edited by borden
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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, virgin dice:

:D

Perfetto. Quando @Letizia ci dà la conferma, cancello.

Per quello che può valere, a me quello che ha scritto piace.

 

 

Niente di trascendentale, ma porrebbe funzionare, dipende tutto dalla sceneggiatura in questi casi. 

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Qualcuno disse che dopo l'Odissea fosse stato scritto già tutto. Ma si trattava di Castelli?

E in effetti è quasi così ... ciò che rende originale un'idea, dico io,  è come tu la presenti agli altri. Per un fumetto quindi la sceneggiatura.

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Tornando all'albo bis e alla sua "Texianità"...

 

Come ho detto tante volte, il personaggio è anche il suo mondo (puoi fare un Tex fedelissimo nei comportamenti ma se gli cambi il mondo attorno, per esempio invece di usare la precisione delle colt di fantasia ci metti quella reale oppure se fai comportare la gente comune come in "il giudice Maddox", il lettore non lo riconosce lo stesso)

 

Idem per la struttura della storia. Tex deve essere il protagonista, non L'ANTAGONISTA e nemmeno una funzione narrativa utile a risolvere, tipo deus ex machina, il finale di una storia altrui.

 

Cosa intendo per essere l'antagonista? Tempo fa leggevo un articolo di qualcuno (uno sceneggiatore cinematografico che però non conosceva molto i fumetti) che sosteneva che un problema dei film e dei fumetti di supereroi (e in generale dei fumetti seriali), è che l'eroe non è il personaggio che muove gli eventi (che invece è il supervillain, che agisce per conquistare il mondo o cambiarlo, e quindi il supervillain è l'eroe che parte nell'impresa, il supereroe è l'antagonista che cerca di fermarlo e di impedire qualunque cambiamento, risultando una forza passiva che con la sua vittoria fa finire la storia senza conseguenze per poi ripartire il numero dopo dallo status quo). E quindi, sosteneva, un film o fumetti di supereroi deve avere Villain interessanti, mentre l'eroe può essere anonimo.

 

È un punto di vista condiviso da molti (quante volte avrete sentito dire frasi simili sul fatto che quello che conta non è l'eroe ma avere un buon arcinemico?), ma in realtà abbastanza smentito anche da una superficiale conoscenza dei meccanismi dei fumetti seriali. Davvero i fumetti di Paperone vendono solo per la Banda Bassotti? Certo che no. E come mai? Perchè Paperone non è l'antagonista. Nei fumetti di Batks è LUI che prende l'iniziativa, che ha progetti, che si lancia in imprese per trovare il tal tesoro, e i Bassotti da antagonisti cercano di fermarlo e di rubargli i soldi.

 

Anche nei fumetti di supereroi, ormai è sorpassata l'idea del protagonista che sta fermo ad aspettare che qualcuno cerchi di rapinare una banca per fermarlo. Gli autori migliori creano eroi che guidano sempre la storia (il miracleman di Moore che altera l'intero status quo mondiale, diventando il Dio-Imperatore del pianeta Terra, nella sua ricerca delle sue vere origini, o il Batman di Frank Miller in Year One, che deve... diventare Batman), ma anche quelli che si rifugiano sempre nei cliché più banali hanno imparato che PRIMA si fa avvenire la rapina, l'omicidio o il misfatto e POI l'eroe diventa il protagonista della ricerca o del salvataggio...

 

Ho detto molte volte anche che il "lettore medio" magari sbaglia a diagnosticare i problemi, e li attribuisce a cazzate, ma se si diverte o no a leggere una storia lo sa benissimo, ed è assurdo che l'autore cerchi di "convincerlo" che una storia gli dovrebbe piacere (vedi recenti esempi Zagoriani..). È la situazione di un paziente che sente un dolore misterioso: se si fa la auto-diagnosi probabilmente la sbaglia completamente e pensa che invece di una peritonite sia una fattura di una strega, ma che sente mai è innegabile, è un fatto.

 

Allo stesso modo vedo molti lettori lamentarsi che nelle storie recenti Tex non è "protagonista" magari perchè occupa solo il 66% delle pagine invece di un numerino magico sotto cui non scendere, tipo il 77,7%, che come "diagnosi" pare quella della fattura della strega Bagobalù (e ha la stessa validità, rileggetevi il primo albo del Figlio di Mefisto quanto comprare Tex...).  Diagnosi farlocca, ovviamente. Ma un "male" di partenza che sentono nella lettura, reale.

 

In molte storie recenti (non si Boselli, almeno di solito, è più un problema di Ruju e altri), Tex non è il protagonista...  semplicemente perchè non lo è. È una comparsa (o un antagonista) in una storia dove potrebbe anche non esserci o potrebbe esserci qualcun altro. E rimarrebbe non protagonista anche se comparisse nel 100% delle pagine e parlasse esattamente come il Tex di GL Bonelli!

 

Se tutto quello che fa Tex nella storia è salvare le povere vittime, alla "arrivano i nostri", e fermare i biechi piani del criminale, allora Tex non è il protagonista, è l'ANTAGONISTA. il vero protagonista è il criminale.

 

In questa storia succede una variante di questo: i veri protagonisti sono i criminali e le due donne, la sfida è fra di loro. Tex è un generico uomo di legge che cambia l'equilibrio delle forze in campo permettendo alle vere protagoniste (le due donne) di vincere. Se c'era un generico ranger, era lo stesso.

 

È il problema di TUTTE le storie che partono con "ho una bella idea, ci sono tre personaggi x che fanno questo, c'è la bella Y che fa questo, e si scontrano, e poi passa Z e poi...  oh che bella storia, adesso ci devo infilare dentro Tex, cosa gli faccio fare? Qui potrebbe essere lui a salvare Y, qui potrebbe essere lui a parlare con Z... che bella storia di Tex questa in cui ho infilato Tex alla fine senza modificare la storia..."

 

Non so esattamente come GL Bonelli scrivesse le sue storie, che tecniche usasse per farsi venire le idee o per realizzare in pratica le sceneggiature, ma mi pare chiaro che si immedesimava in Tex e si chiedeva "e qui Tex cosa farebbe?" invece di chiedersi "e qui come faccio a far fare a Tex questa cosa che mi serve per far avvenire questi eventi come volevo?"

 

Guardate le sue storie: in molte di essere, Tex non è l'eroe che riporta lo status qui: in molte Tex è il CRIMINALE che DISTRUGGE lo status quo. Tex arriva in paesi dove lo status quo è fatto di prepotenze e soprusi. Non un mondo dove tutto va bene finché non arriva un criminale che turba tutto, e Tex si limita a fermarlo. Nel mondo di Tex (che è essenziale per caratterizzarlo, molto più dei satanasso e delle patatine) la maggior parte della gente è fatta di brave persone, tiranneggiate da prepotenti che le sfruttano e le umiliano con la forza e spesso con la legge dalla loro parte. Tex è il criminale che arriva e prende a botte il potere costituito, fa volare dalla finestra il banchiere e riprende i soldi che restituisce alle sue vittime, è quello che arriva e brucia il ranch dell'allevatore prepotente, è lui che muove gli eventi ed è lui il protagonista.

 

Questo NON accade qui (e purtroppo non accade in tante altre storie pubblicate), per questo questa non è una "storia di Tex",  al massimo è una storia "con Tex". Perchè Tex qui è il deux ex machina ma non è il protagonista, avendo un ruolo puramente reattivo per cui basterebbe un qualsiasi agente della legge.

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<span style="color:red">12 ore fa</span>, Diablero dice:

Guardate le sue storie: in molte di essere, Tex non è l'eroe che riporta lo status quo: in molte Tex è il CRIMINALE che DISTRUGGE lo status quo. Tex arriva in paesi dove lo status quo è fatto di prepotenze e soprusi. Non un mondo dove tutto va bene finché non arriva un criminale che turba tutto, e Tex si limita a fermarlo.

Tex è il criminale che arriva e prende a botte il potere costituito, fa volare dalla finestra il banchiere e riprende i soldi che restituisce alle sue vittime, è quello che arriva e brucia il ranch dell'allevatore prepotente, è lui che muove gli eventi ed è lui il protagonista.

E' vero, GL Bonelli scriveva storie in cui Tex arriva in città e la ripulisce dai corrotti, dai vari ring o clan, o sette cinesi che la dominano, oppure interviene contro il ranchero prepotente che vuole dominare la vallata (e qui è contro lo status quo), ma poi, oltre a queste, ci sono tutte le storie di banditi che rapinano banche o treni o quant'altro, e che Tex deve arrestare (qui invece deve ripristinare lo status quo), oppure predoni indiani che deve riportare all'ordine.

A partire da "La mano rossa", proseguendo con "La banda Dalton", ecc. lo schema è che ci sono i banditi, Tex li insegue e a uno a uno li cattura o uccide, finché non riprende e restituisce il maltolto. Schema classicissimo che prevede un alternarsi di importanza sia di Tex, che dei banditi inseguiti. Entrambi devono essere ben caratterizzati (cosa che per esempio non è del tutto riuscita a Manfredi nell'ultimo Texone, con banditi piuttosto anonimi), oltre a trovare delle coinvolgenti scene d'azione.

 

Non ho letto questo bis, però da quel che mi sembra di capire rientra in questo "schema banditi" (con in più il personaggio della vedova), quindi in linea con le storie di Tex del passato. Semmai il problema mi sembra il contrario (ma ripeto, ho letto solo i commenti, non la storia), il soggetto è fin troppo classico, c'è persino la mappa del tesoro! Secondo me Letizia - almeno a livello di soggetto - può fare di meglio! :lol:

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4 minutes ago, Poe said:

E' vero, GL Bonelli scriveva storie in cui Tex arriva in città e la ripulisce dai corrotti, dai vari ring o clan, o sette cinesi che la dominano, oppure interviene contro il ranchero prepotente che vuole dominare la vallata (e qui è contro lo status quo), ma poi, oltre a queste, ci sono tutte le storie di banditi che rapinano banche o treni o quant'altro, e che Tex deve arrestare (qui invece deve ripristinare lo status quo), oppure predoni indiani che deve riportare all'ordine.

A partire da "La mano rossa", proseguendo con "La banda Dalton", ecc. lo schema è che ci sono i banditi, Tex li insegue e a uno a uno li cattura o uccide, finché non riprende e restituisce il maltolto. Schema classicissimo che prevede un alternarsi di importanza sia di Tex, che dei banditi inseguiti.

 

La caratterizzazione è un problema diverso. Che se manca dà origine ad una lamentela diversa ("non è Tex" oppure "cattivi anonimi" se non solo caratterizzati i cattivi)

 

Qui mi so concentrando sul problema "Tex non è il protagonista". Se non ci abituiamo a considerare un problema per volta finisce che facciamo solo un gran mischione e ci confondiamo.

 

Il protagonista nella letteratura occidentale e in particolare nelle storie avventuro è chi fa, chi agisce, chi vuole compiere un impresa e raggiungere un obiettivo. Leggiamo la storia per capire se ci riuscirà, ammirandolo o temendolo (ci sono protagonisti negativi alla Diabolik: osserva come nella stragrande maggioranza delle storie Ginko, anche è "il buono", non è il protagonista. Anche nelle rare volte in cui sventa il colpo. Anche se Diabolik forse non è un buon esempio oggi perchè è così "addomesticato" che non fa più paura a nessuno...). L'antagonista può essere un avversario o una montagna o un pescecane, ma conta solo come qualcosa che ostacola l'impresa del protagonista.

 

Per tornare ai supereroi, mi pare ovvio che il protagonista di "Infinity war" è Thanos. È lui che compie l'impresa mentre gli eroi cercano di fermarlo (fallendo). È soprattutto questo, più che il fatto che "vince", a renderlo memorabile (il fatto che "vince" sottolinea solo quanto sia meritata la considerazione dello spettatore per questo protagonista).

 

A parte i (reali) problemi di caratterizzazione di Thanos nel film successivo, il motivo principale per cui gli spettatori dicevano che era "sminuito" era il fatto che in quel film, era stato "declassato" ad antagonista. In quel film erano gli eroi che erano lanciati nell'impresa impossibile.

 

Se Tex si limita ad impedire l'impresa di qualcun altro, nella storia ha l'importanza di un ostacolo da superare. Se si limita a permettere l'impresa di qualcun altro (come in questo caso), è un deux ex machina ma non un protagonista.

 

Anche negli esempi che fai:

- Ne "la mano rossa", Tex non ostacola un bel niente. Arriva che la Mano Rossa ha già ucciso e ha già rapinato. Raccoglie le ultime parole di un morente e gli giura che compirà un impresa: sgominerà da solo la Mano Rossa uccidendoli tutti. E da quel momento gli dà una caccia implacabile, tendendogli trappole o agguati. Sono quelli della Mano rossa che attendono terrorizzati le prossime mosse di Tex.

 

- Idem per la banda dei Dalton: Tex è nel paese ma non impedisce la rapine e non salta la donna e sua figlia. Ma si getta nell'impresa di sterminare, praticamente da solo o quasi (con Tiger Jack e poi Carson) una banda di 10 uomini.

 

Guarda invece un contro-esempio, di un NON TEX che NON AGISCE DA TEX: la storia di El Muerto.

 

Chi è il protagonista di El Muerto? Chi mette in moto la storia? Chi ha sempre l'iniziativa? Chi vuole ottenere qualcosa? E chi invece si limita a fare resistenza passiva (molto passiva) fino al duello finale che il protagonista ha cercato e progettato da anni?

 

Se Tex deve essere il protagonista (e non è detto che debba esserlo sempre, nel "passato di Carson" chiaramente il protagonista è Carson, ma un conto è fare una storia ogni tanto cedendo il ruolo del protagonista ad un altro con consapevolezza, ben altro conto e non rendersi conto del problema e farlo sempre...), allora la storia deve basarsi su quello che Tex vuole fare, non su quello che vogliono fare altri, le loro imprese, le loro avventure, con Tex infilato come deus ex machina...

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Il 28/7/2022 at 21:53, Diablero dice:

Nizzi NON AVEVA CAPITO NULLA di Tex

:lol2::lol2:la barzelletta del secolo

Il 29/7/2022 at 15:06, Exit dice:

dirò che per me era un artigiano anonimo

mah🧐

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@Grande Tex, ti costerebbe fatica, dopo millequattrocento messaggi, scriverne almeno uno in cui argomenti qualcosa? Qualsiasi cosa, anche una sciocchezza. Si deve pur sempre cominciare da qualche parte.

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<span style="color:red">59 minuti fa</span>, Diablero dice:

Tex non è il protagonista

Protagonista e antagonista sono solo due parole il cui significato può avere interpretazioni diverse.


Tex può avere un antagonista insignificante, che so, un ladro di cavalli qualunque.
La storia può essere altamente texiana, scritta da Boselli, dove Tex è il vero Tex, si comporta da Tex in un ambiente "di" Tex e non "con" Tex, l'iniziativa è in mano sua e non si limita a contrastare il ladro (che ha già rubato e si limita a fuggire).
Ma il ladro di cavalli viene costruito e dipinto meticolosamente, carattere, motivazioni, emozioni, lo si rende simpatico, insomma se ne fa un signor Personaggio con la Pi maiuscola.


Tipo?
Tipo Marlon Brando in "Apocalypse now", Heath Ledger in "Il cavaliere oscuro" che non sono certo i "protagonisti".
E a questo punto il ladro di cavalli fa sparire Tex, come fa Brando con Sheen e Ledger con Bale (anche se con Joker protagonista potrebbero esserci dei dubbi che però il titolo dovrebbe fugare).


Il ladro di cavalli fa diventare Tex sostituibile con qualsiasi altro eroe di carta?
No davvero, Tex è il vero Tex, si comporta da Tex in un ambiente "di" Tex e non "con" Tex, decide lui cosa fare e la storia è altamente texiana e scritta da Boselli.
C'è solo un ladro di cavalli un po' ingombrante che gli ruba la scena.
E allora?


Se Tex non scaraventa il cattivo dalla finestra e non gli incendia i magazzini, la storia non è texiana?
 

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47 minutes ago, Letizia said:

Protagonista e antagonista sono solo due parole il cui significato può avere interpretazioni diverse.


Tex può avere un antagonista insignificante, che so, un ladro di cavalli qualunque.
La storia può essere altamente texiana, scritta da Boselli, dove Tex è il vero Tex, si comporta da Tex in un ambiente "di" Tex e non "con" Tex, l'iniziativa è in mano sua e non si limita a contrastare il ladro (che ha già rubato e si limita a fuggire).
Ma il ladro di cavalli viene costruito e dipinto meticolosamente, carattere, motivazioni, emozioni, lo si rende simpatico, insomma se ne fa un signor Personaggio con la Pi maiuscola.


Tipo?
Tipo Marlon Brando in "Apocalypse now", Heath Ledger in "Il cavaliere oscuro" che non sono certo i "protagonisti".
E a questo punto il ladro di cavalli fa sparire Tex, come fa Brando con Sheen e Ledger con Bale (anche se con Joker protagonista potrebbero esserci dei dubbi che però il titolo dovrebbe fugare).


Il ladro di cavalli fa diventare Tex sostituibile con qualsiasi altro eroe di carta?
No davvero, Tex è il vero Tex, si comporta da Tex in un ambiente "di" Tex e non "con" Tex, decide lui cosa fare e la storia è altamente texiana e scritta da Boselli.
C'è solo un ladro di cavalli un po' ingombrante che gli ruba la scena.
E allora?


Se Tex non scaraventa il cattivo dalla finestra e non gli incendia i magazzini, la storia non è texiana?
 

Ti ho già risposto nel primissimo paragrafo del messaggio a cui hai risposto.

 

(qui rischiamo di generare un loop...  :P )

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

Ti ho già risposto nel primissimo paragrafo del messaggio a cui hai risposto.

 

(qui rischiamo di generare un loop...  :P )

Quindi sei d'accordo che un personaggio secondario ben personalizzato può oscurare la figura di Tex.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, virgin dice:

@Grande Tex, ti costerebbe fatica, dopo millequattrocento messaggi, scriverne almeno uno in cui argomenti qualcosa? Qualsiasi cosa, anche una sciocchezza. Si deve pur sempre cominciare da qualche parte.

e ti sembra il caso di cominciare un altro flame? mi meraviglio di te

Il concetto l ho espresso tante volte

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Il 29/7/2022 at 05:44, Diablero dice:

Ah, una cosa facilissima, davvero...  :P

 

Mi dici che scrivere Tex è facilissimo, basta saper scrivere e conoscere Tex

 

Ti faccio un post in cui spiego come mai sia invece estremamente difficile perchè per "conoscere Tex" non basta sapere com'è fatto un costumino e come funzionano i poteri, ma bisogna restituirne sulla pagina l'intera personalità.

 

E mi rispondi che è facilissimo, basta farlo agire esattamente come Tex! :laugh:

 

Cioè, tu sostieni che scalare l'Everest sia facilissimo, basta saper scalare e sapere dov'è l'Everest.

 

Io ti rispondo che saper scalare (saper restituire un costumino e dei poteri) è una cosa, saper scalare l'Everest è ben altra cosa...

 

...e la tua risposta è "non è vero, basta che sappia scalare l'Everest e l'Everest lo scala!"  :laughing::laughing::laughing:

 

Ma se il blocco, la difficoltà, è PROPRIO QUELLA! Il fatto che praticamente NESSUNO riesce a far comportare Tex "come Tex"...

 

 

Nizzi deve TUTTA la sua fama al fatto che ha scritto Tex. È l'unica cosa per cui è noto. Altrimenti sarebbe stato dimenticato come tutti gli altri sceneggiatori del "Giornalino", molti più bravi di lui...

 

Un fuoriclasse non è famoso solo perchè ha giocato 10 stagioni alla Juventus (facendo fra l'altro più autogol che gol e facendo precipitare la squadra in classifica). Se uno sconosciuto diventa famoso solo perchè si parla di lui nelle formazioni della Juventus, è la Juventus che è famosa, non lui.

 

Quando arrivò su Tex, il suo era un nome totalmente sconosciuto fra i lettori. Prima di arrivare alla Bonelli (su Mister No) il suo lavoro principale era alla FIAT, non nei fumetti. Fuoriclasse de che? Dei trattori?

 

Nizzi frigna ancora adesso per i pochissimi anni in cui non ha potuto firmare le storie (quando autori molto più grandi ed importanti di lui non le hanno potute firmare mai, vedi Carl Barks o Guido Martina), come se avesse dovuto fare un gran sacrificio, rinunciando "al suo nome" per Tex, ma in realtà se il suo nome è noto, è SOLO perchè per decenni è stato stampato sulle pagine di Tex.

Paragone calcistico ardito...Ti posso fare almeno 2 esempi(su due piedi) di fuoriclasse. Uno su tutti Ryan Giggs ed un altro è  Steven Gerrard. Resterei in un perimetro a te più congeniale.😉

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Buongiorno!

 

Letto il Bis, pur con qualche giorno di ritardo e ammetto di non esserne stato molto colpito.

Ufficialmente è tutto nella norma: Tex che fa Tex, storia classicamente western senza troppi fronzoli, eccetera.

Eppure non l'effetto è stato abbastanza asettico e mi fa dubitare ancor di più sul senso di un albo Bis.

Spiego: finché parliamo di Nathan Never, Julia o Dylan Dog in cui le storie sono principalmente ad albo singolo allora abbiamo un albo in più che va ad aggiungersi alla collana e, pur con qualche aggiustatina (tipo la storia di Julia giovane) ha un suo senso.

In serie come Tex (o Zagor), in cui le storie del mensile sono da due albi in su, la presenza del Bis mi suona come un impoverimento: il solito bianco e nero, il solito formato, il solito numero di pagine e, come se non bastasse, una storia normalissima che non giustifica la presenza del Bis.

Questo, lo ripeto, a prescindere dal fatto che la storia in quanto tale sia buona (e in questo caso lo è), ma come albo extra non ha proprio ragione d'esistere.

Dello stesso livello i disegni di Freghieri: erano e rimangono sempre un bel vedere, ma, sarà il formato standard, li ho trovati inferiori rispetto all'ottima prova mostrata sul Texone. 

Dovendo dare un turpe voto, darei un 7 perché la storia in quanto tale si difende bene.

Siamo comunque lontani dall'ottimo "Agente indiano" dell'anno scorso.

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6 hours ago, Letizia said:
8 hours ago, Diablero said:

Ti ho già risposto nel primissimo paragrafo del messaggio a cui hai risposto.

 

(qui rischiamo di generare un loop...  :P )

Quindi sei d'accordo che un personaggio secondario ben personalizzato può oscurare la figura di Tex.

 

Prima di tutto quoto il brano che già ti rispondeva nel post a cui hai replicato, che stai continuando ad ignorare:

 

10 hours ago, Diablero said:

La caratterizzazione è un problema diverso. Che se manca dà origine ad una lamentela diversa ("non è Tex" oppure "cattivi anonimi" se non solo caratterizzati i cattivi)

 

Qui mi so concentrando sul problema "Tex non è il protagonista". Se non ci abituiamo a considerare un problema per volta finisce che facciamo solo un gran mischione e ci confondiamo.

 

E infatti... questo mischiare mele con pere sta già facendo un gran casino in questo thread.

 

Se alla protesta "qui Tex non è protagonista" si risponde con considerazioni sulla caratterizzazione... mi sembra qualcuno che risponde alle lamentele sulla strega di Ruju dicendo "ma anche GL Bonelli metteva streghe". Cioè, ignorare il problema e buttare la palla in tribuna.

 

Poi a quelli che si lamentano che Tex è caratterizzato male cosa gli rispondi, che va bene perchè Tex comunque è il protagonista?

 

I problemi di molti Tex attuali sono TANTI, dai due già citati fino a quello dello schema ossessivamente "per colpi di scena" al non rispetto dei vincoli dell'ambientazione (vedi strega di Ruju) al citazionismo...  per VEDERLI bisogna DISTINGUERLI, altrimenti si fa un bel mischione con "tex non mi piace più, chissà perchè, chissà perchè questo albo mi piace e questo no, che inesplicabile mistero, deve essere l'ascendente e l'oroscopo..."

 

Chiarito questo, passiamo a rispondere al tuo argomento TOTALMENTE DIVERSO  e di cui NON AVEVO PARLATO (ma che avevo citato per chiarire che non c'entrava una ceppa con quello che dicevo)

 

6 hours ago, Letizia said:

Quindi sei d'accordo che un personaggio secondario ben personalizzato può oscurare la figura di Tex

 

Come fa ad oscurarla? Cancella Tex dalle pagine?

 

Se Tex "scompare" dalle pagine... vuol dire che non c'era dal principio.  Non è un problema dei personaggi secondari che non gli devono fare troppa ombra sennò sparisce, poverino. È un problema di come è trattato Tex nella storia.

 

L'evitare di caratterizzare i personaggi secondari per paura di far ombra ad un piccolo, esanime e poco visibile Tex, non è un "rimedio", è un raddoppiare il problema: dopo hai una storia in cui non spicca nessuno.

 

I due esempi che fai, a questo proposito, sono completamente errati.

 

"Apocalypse Now" non è un film avventuroso. Non lo guardi come Indiana Jones. È proprio una bestia diversa di una specie diversa, e il cosiddetto "protagonista" DEVE scomparire in quel tipo di film appunto perchè "farebbe ombra" a quello che interessa veramente. Lo spettatore NON DEVE assolutamente appassionarsi alla sua impresa perchè è un mero pretesto per farlo girare per la Giungla. (insomma, hai citato il basket mentre si discuteva di calcio, "ma lì toccano la palla con le mani tutto il tempo, non è vero che nel; calcio non si può...")

 

E nel film di Nolan... mi pare ovvio che il Joker è il vero protagonista del film! Batman non solo reagisce e basta, ma lo fa da pugile suonato e stordito. A Nolan interessano chiaramente solo il Joker e Two-Face.

 

P.S.: da questo thread sono spariti diversi messaggi a cui rispondevo, e sono persino spariti i quote di quei messaggi nei miei post...   :blink:

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