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TWF - Tex Willer Forum

[Tex Willer N.50/55] Il passato di Cochise


MacParland
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Il 22/4/2023 at 13:19, Carlo Monni dice:

 

Il tuo problema è che sei troppo rigido.

Portandosi dietro il ragazzo Tex sarebbe stato inevitabilmente rallentato in un momento in cui era fondamentale essere veloci per trovare il ranch Double T. In più lo avrebbe esposto ai rischi dell'imminente scontro.

C'è anche da notare che già Boselli si è preso alcune libertà cin la Storia ma non credo che voglia stravolgerla e Felix Ward non è stato liberato da Tex nella realtà. OK, nemmeno da Delkay, ma almeno lui è un Apache.

 

Riprendo le recensioni degli albi di questa saga che si avvia verso l'epilogo.

 

Parto dai disegni che in questo albo a me appaiono molto più curati dello scorso numero, con particolare attenzione alle espressioni facciali di tutti i personaggi, soprattutto indiani.

 

Condivido la scelta di @borden di scongiurare prioritariamente il massacro di uomini ... donne e bambini al ranch Double T. piuttosto che liberare subito Felix Ward, delegando tale azione a Delkey. 

 

L'albo si legge tutto d'un fiato, scritto con quello stile tipico di @borden che rende credibile anche scene che scritte da altri sono talvolta contestabili, perché mostrano un Tex non sempre invincibile.

 

Qui Tex per un soffio non si prende una coltellata, salvato in extremis dall'indiano che ferma con una freccia nel gargarozzo l'assalitore del nostro eroe. Abbiamo un Tex che perde a carte, per strategia o perché come dice tra sé non sempre si può vincere? E abbiamo un Tex che avrebbe potuto uccidere facilmente Querquer e non l'ha fatto, come gli viene contestato dagli indiani. 

 

Ci sogneremmo mai di dire che questo sia un Tex debole, fifone e soltanto fortunato? 

 

No ... proprio perché l'autore soppesa con il bilancino cosa sia permesso in una saga di Tex che sia credibile, ancorata alla Storia e dove l'eroe non deve far a gara con Superman, ma essere cosciente dei propri limiti dettati da normali forze umane e dalle circostanze contingenti, nonostante tutta la propria astuzia.

 

Peccato ci siano poche pagine ancora per la conclusione ...

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  • 3 weeks later...

Letto il numero #54

 

Devo dire che questa storia (e questo numero in particolare) mi stanno piacendo sempre di più, il giovane Tex è in mille e una difficoltà e capire come uscirne sarà arduo. 

 

Mi piace molto, ma devo dire che anche qui è un tratto distintivo della testata già dall'uno, la sfrontatezza di questo Tex se si può ancora più "ruvido" della sua controparte classica, tutta la scena del combattimento con i coltelli per me molto azzeccata e d'impatto. 

 

Questo numero è un susseguirsi di avvenimenti che riguardano principalmente il nostro protagonista (mentre nello scorso ci si è concentrati più su Chochise), trovo il terzetto di indiani fin "troppo" cervello fino specie Idquahon, che nonostante sia dalla parte dei cattivi sta scalando le mie personali gerarchie di gradimento. 

 

La parte conclusiva dell'albo poi lascia in bocca la classica espressione "NO e adesso che succede ?!" segno che si è lavorato molto bene, spero in un finale su questi livelli per il prossimo numero. 

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Non voglio spoilerare nulla, ho letto l'albo finale (trovato ieri in edicola) e devo dire che mi è piaciuto tantissimo regalandomi delle grandi emozioni. Complimenti dunque al Bos.

Anche i disegni sono di livello eccelso, ho trovato a pag.43 delle vignette molto particolari e nelle ultime pagine alcune tavole molto crude. 

Ora dovrò rileggere in fila tutti e sei gli albi della storia per avere un giudizio complessivo e per riannodare bene tutti i fili.

L'unico SPOILER che faccio si trova nella rubrica Wanted, nella quale l'autore ci svela che questo è solo un finale provvisorio e che la figura di Felix Ward sarà ripresa in futuro.

Beh, ben venga questa notizia.

Edited by SaWi
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Sono anche io fresco di lettura dell'ultimo albo di questa storia, che personalmente ritengo una delle migliori sin qui pubblicate sulla serie. Nemmeno io intendo spoilerare alcunché, per motivi più che ovvi, non riesco tuttavia ad esimermi dal sottolineare la natura del rapporto che viene a crearsi tra Tex ed uno dei personaggi. Davvero una stupenda chicca del Bos, cui rivolgo un ulteriore plauso per la gestione complessiva della sceneggiatura, così come meritevole di grandi complimenti è De Angelis per la superba prova ai disegni. 

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Letto il sesto e ultimo albo, non si può che apprezzare e ammirare nell'insieme questa splendida storia. Un sentito grazie agli autori. Davvero una vicenda coinvolgente, che riesce a ricostruire una pagina di Storia del west senza perdere il fascino e le emozioni dell'Avventura. Ultimo albo con tanti pregi e nessuna critica particolare, se non forse qualche scena e un finale un po' affrettati, e il non troppo sviluppato personaggio di Kirker che...

 

SPOILER SPOILER SPOILER

SPOILER SPOILER

SPOILER

 

che inaspettatamente finisce qui la sua carriera criminale e politica, contrariamente a quello che avevo ipotizzato io. :lol:

 

Una piccola osservazione: Tex a volte risulta fin troppo calmo e ragionevole anche con emeriti imbecilli, vedi per esempio il cowboy Mark, che nell'ultima vignetta di pag. 7 gli dà persino del bugiardo. Mi sarei aspettato a pag. 8 uno sganassone di Tex, visto che di solito non si lascia dare del mentitore impunemente (considerando anche che già il furbone gli aveva sparato per sbaglio), invece il Nostro mantiene una calma e una pazienza ammirevoli e insolite...

 

Per il resto tutto scorre a meraviglia e ogni personaggio da Delkay a Thazay, agli Shawnee, ecc. ha un suo ruolo e importanza. Riuscitissime le scene di combattimento. Piuttosto crude e realistiche alcune di tortura e morte: condivisibile l'idea di non fare di Tex Willer un fumetto "ingenuo".

Non resta, quindi, che aspettare il seguito disegnato da Gomez! B)

 

Edited by Poe
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<span style="color:red">17 ore fa</span>, Poe dice:

 

 

 

Una piccola osservazione: Tex a volte risulta fin troppo calmo e ragionevole anche con emeriti imbecilli, vedi per esempio il cowboy Mark, che nell'ultima vignetta di pag. 7 gli dà persino del bugiardo. Mi sarei aspettato a pag. 8 uno sganassone di Tex, visto che di solito non si lascia dare del mentitore impunemente (considerando anche che già il furbone gli aveva sparato per sbaglio), invece il Nostro mantiene una calma e una pazienza ammirevoli e insolite...

Non siamo  di fronte a un maturo e affermato ranger, bensì a un giovane fuorilegge che deve CONVINCERE il rancher  e gli altri cowboys della suo buona fede. Secondo te che sarebbe successo, se avesse iniziato come un matto a usare la violenza?! Non era Mark da convincere, ma il suo boss!

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Ciao Borden

Ho appena finito di leggere l'ultimo capitolo di questa lunga avventura.

Per il momento giudizio positivo anche se vorrei rileggerla ( tante cose accadono in 6 mesi e molti dettagli li ho dimenticati); mi dispiace solamente di aver percepito un finale troppo frettoloso ( tanti avvenimenti in 3 pagine) per una storia altrimenti epica.

Volevo segnalarti una cosa che mi ha colpito:

A pag 38 dell'ultimo numero Idquahon rimane solo con Tex per concessione di Skybuck con lo scopo di ucciderlo. A pag 46 e 51 lo stesso Skybuck vuol sapere dove si trova Tex per vendicarsi. Penso che il lettore debba ricostruire da solo gli avvenimenti, perché non si fa cenno da nessuna parte che Idquahon sia stato trovato morto e Tex sfuggito alla sorte destinatagli. A questo punto vorrei comparire anch'io nei crediti 🤣

Disegni di De Angelis fantastici per una storia avvincente, seppure con i limiti ( secondo il mio parere da profano) che ho sottolineato.

  • +1 1
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È dall'inizio che la serie Tex Willer ha una marcia in più (almeno nelle storie scritte da Boselli) rispetto non solo alle altre testate Bonelli ma persino rispetto al Tex "classico" degli stessi autori, quindi non mi ha stupito il fatto che questa storia sia stata appassionante e divertente (specie in confronto agli ultimi 4 albi della serie regolare...). Ma devo ammettere che non mi aspettavo (più) un così buon equilibrio fra le parti "storiche" e quelle Texiane.

 

Dopo le belle storie su Lincoln e i Seminole, che avevano questo equilibrio, e la "parentesi di pura texianità" con le origini, Boselli aveva scritto le storie del Montana e di Juan Cortina dove questo equilibrio si era un po' perso, sia pure in albi ottimi che complessivamente mi erano piaciuti, in entrambi i casi per un eccesso di "nomi storici da infilare e citare" (nel secondo caso più giustificata dalla presenza di tanti ranger, mentre nella storia del montana alcuni inserimenti mi erano parsi gratuiti, tipo l'indiano che sarebbe diventato famoso decenni dopo). E il video postato ad inizio serie con "adesso Boselli vi spoilera i primi due albi" mi aveva fatto temere il peggio...  :laugh:

 

Invece, un po' perchè qui anche la parte "storica" era più "drammatica", e il numero di nomi da ricordare più limitato (ci sono come al solito un sacco di personaggi, ma la maggior parte sono già noti, da Geronimo a Lilith, e non occorre fare fatica a distinguerli), la parte "storica" è meglio integrata (anche se Tex alla fine con le vicende di Bascom è ben poco "integrato", non avendoci praticamente nulla a che fare e ricongiungendosi con Cochise solo alla fine). Ho letto di altri che avevano gradito poco il primo albo perchè presentava soprattutto le avventure di Cochise, ma onestamente con 4000 pagine di Tex all'anno non capisco queste crisi di astinenza da Tex.  (Sarà che il mio Tex ideale rimane quello di GL Bonelli che fece un intero albo senza che Tex vi comparisse una volta....). per me le tre vicende parallele di Cochise e alleati contro Bascom, la ricerca di Tahzai e Delkay, e le indagini di Tex erano tutte appassionanti (anzi, la mia preferita è proprio la sotto-trama di Tahzai e Delkai)

 

Come al solito non mi piace fare "recensioni", quanto piuttosto segnalare le cose peculiari o che mi hanno colpito di più.

 

1) Non l'avevo notato all'inizio, ma cercando su wikipedia info sul Kircher storico ad un certo punto ho notato una cosa che leggevo senza notarla da mesi: la data di nascita presunta di Cochise per wikipedia inglese è il 1805 (invece per wikipedia italiana è il 1810, altri siti danno "fra 1805 e 1810" e altri ancora prudentemente dicono "data di nascita sconosciuta").  Il fatto che combattesse i messicani nel 1830 è storico, ma all'epoca non era un ragazzino.

La sua data di nascita nella continuity di Tex Willer viene grossomodo data nel primo albo, dicendo che nel 1831 aveva 13 anni (quindi sarebbe nato nel 1817 o 1818), il Cochise su Tex Willer ha quindi 43 anni circa mentre quello "storico" ne aveva già 51-56.  Quando morì di morte naturale nel 1874 aveva quasi 70 anni, e all'epoca in cui lo si vede nella serie regolare dovrebbe quindi avere più di 80 anni, un po' troppi. Da qui immagino il "ringiovanimento" (con la nuova data di nascita ne dovrebbe avere meno di 70). Anche Tahzai viene un po' ringiovanito (quello storico era nato nel 1842 o 1843).

 

Insomma, il diabolico Borden, zitto zitto senza nemmeno dirlo sta modificando tutto il west per renderlo compatibile con Tex! (cosa che approvo, meglio cambiare il west che cambiare Tex. Se Tex dice che Cochise nel 1885 è ancora vispo e arzillo, si cambia la data di nascita di Cochise! :laugh: )

 

2) Sempre una curiosità scoperta cercando info: il nome della moglie di Cochise, figlia di Mangas Coloradas significherebbe in inglese "Something-at-the-campfire-already-cooked". E ho pensato all'unica battuta che dice in tutto il primo albo in cui interviene per dire che la cena è pronta e si raffredda. Diavolo di un Borden, dove va a nascondere le citazioni! :laugh:

 

3) De Angelis davvero si sta dimostrando un grandissimo disegnatore western (anche se sbaglia l'altezza di Mangas Coloradas...), ormai uno dei migliori su Tex: perchè gli hanno fatto perdere tanti anni a disegnare Nathan Never, dico io...

 

4) A parte l'età di Cochise ci sono un sacco di "libertà narrative" che Borden si prende con la storia, e fa benissimo, Tex Willer non è un documentario, su Galeana ci sono un sacco di testimonianze divergenti e incompatibili, e tutte parlano di una storia durata giorni se non settimane in luoghi e posti diversi, a raccontarle ci volevano un sacco di albi solo per quello, meglio una bella cena con massacro alla Trono di Spade. Però una cosa bisogna dirla, il povero Kirker sarà stato anche un sanguinario massacratore cacciatore di scalpi, ma probabilmente Galeana non l'aveva organizzata lui e i suoi indiani non c'erano nemmeno (vedere https://www.farwest.it/?p=1394 per diversi resoconti, tutti diversi...)

 

5) Le mie ricerche all'inizio sono state ostacolate dal fatto che cercavo "Santiago Querquer" trovando pochissimo, mentre la pagina di wikipedia e la stragrande maggioranza degli articoli sono su James Kirker, che visto che è il nome che Querquer assume dopo la finta morte pensavo fosse farina del sacco di Boselli. Invece non è che il fatto che Querquer e Kirker fossero la stessa persona fosse questo gran segreto... insomma, lo sapevano già tutti, comprese le autorità messicane che gli avevano messo una taglia sulla testa... :laugh:

 

6) Ribadisco (inutilmente, lo so, ma la verità bisogna dirla...) che questa serie va letta albo per albo senza attendere. Non è "costruita" come un unica storia affettata in sei parti. È fatta come le vecchie strisce, ognuna ha un suo svolgimento, un suo conflitto e finisce sempre in una specie di cliffhanger, in cui magari Tex sembra spacciato e poi l'albo dopo si scopre che non si era fatto niente (vedere per un classico esempio il cliffhanger fra numero 54 e 55). Boselli ha spesso detto che il Tex che preferisce è quello delle vecchie storie a striscia (anche perchè è quello che leggeva da bambino, immagino) e qui riproduce anche quell'aspetto di quel Tex "classico".  Aspettando per leggerli in fila poi vi scontrate con lo stesso effetto che si aveva leggendo le prime storie nella versione "gigante", in cui quel tipo di narrazione chiffangger dopo cliffhanger, conflitto dopo conflitto, ad un ritmo indiavolato adatto per un tot di pagine diventava stancante quando ne leggevi tanti di fila...

 

7) Delkay era stato presentato per la prima volta, già anziano, anni fa nel maxi sui Tre Bill, e già allora era stata preannunciata la sua presenza futura nella storia sull'affare Bascom su Tex Willer. Domanda per Borden: all'epoca avevi già chiara in mente la storia e il ruolo che avrebbe avuto Delkay, o avevi solo deciso che Tex l'avrebbe incontrato in questa storia?

 

8) Visto che finora molti punti che ho citato parlano della "storia reale", vorrei fare gli applausi a Boselli anche per come non abbia celato i massacri di innocenti, le torture e i crimini commessi anche dagli apache (anche se ha attribuito le cose peggiori a Geronimo come fatte all'insaputa di Cochise). Dagli anni 70 in poi (quindi ormai sono 50 anni...) la rappresentazione degli apache e degli indiani in genere pare quella di Lupo De Lupis, il lupo tanto buonino che non fa male a nessuno e viene calunniato e incolpato di cose che non ha fatto.  È una cosa che mi fa uscire dai gangheri ormai, un po' perchè sono 50 anni che c'è questa rappresentazione e i film western con gli indiani catti-cattivissimi e basta sono stati ampiamente superati e ghettizzati, e poi perchè io ci sono cresciuto con quei film "revisionisti" e che si definivano "più fedeli alla realtà storica", ci avevo creduto, e scoprire in seguito pian piano man mano che mi informavo che mi avevano raccontato delle favoline e che erano ancor meno fedeli alla realtà storica dei film che li hanno preceduti, mi ha fatto girare un po' le...

 

9) Il Bascom rappresentato è veramente odioso, il fatto che sia solo presuntuoso e ottuso e non in malafede o corrotto lo fa odiare ancora di più. Spero che ci sia una storia futura di Tex Willer in cui Tex gli faccia almeno ingoiare i denti, o meglio ancora, lo metta sottoterra a guardare crescere l'erba dalle radici...  (tanto il Bascom storico sparisce dalla Storia e viene accoppato in guerra dopo un solo anno da questi eventi, tanto vale farlo accoppare da Tex...   )

 

10) Nel numero 51, Bascom è descritto come "diplomato con ottimi voti"  a West point. È una cosa che ho letto altre volte, ogni volta che ho letto una versione di questo incidente a fumetti, Bascom viene definito come uno graduato a west point con "ottimi voti", probabilmente per presentarlo come il tipico ufficialetto che conosce solo la teoria e non la pratica. Ma in realtà Bascom era davvero un asino conclamato! Nel suo corso era passato come ventiseiesimo su un totale di ventisette! Era l'asino della classe! (e probabilmente era stato spedito in Arizona proprio per quello). Fa impressione pensare che centinaia di innocenti si sarebbero potuti salvare e una guerra non sarebbe scoppiata se solo magari un professore di matematica non avesse dato un 6 politico a quell'idiota e l'avesse bocciato. Ecco cosa porta il degrado della scuola! :angry:

 

11) Nella storia si dà molta importanza all'idea di "onore", si potrebbe quasi dire che è il tema ricorrente della storia...  l'idea idiota di "onore" che da fare una boiata dietro l'altra a Bascom, l'onore dei guerrieri Apaches che viene mostrato varie volte, sia in positivo che in negativo, portandoli a vendette autolesioniste, e soprattutto...  l'onore di Tex, di Idquahon, di Skybuck e degli altri indiani dell'est con loro.

Tex viene quasi "ammaliato" dall'onore di quei "nobili guerrieri", tanto che si trova in un grave dilemma morale e sensi di colpa nel tradirli. Idquahon pare essere il suo contraltare, è uno che "ci crede davvero". E si meraviglia quando Skybuck invece loda l'astuzia di Tex che li ha ingannati.

Ma alla fine, si vede nel (mancato) duello con Delkay quanto "onore" abbia davvero Skybuck. Che dice orgoglioso "Skybuck non uccide i ragazzi", al che Delkay gli fa notare che, per dirla alla anglosassone, è "full of shit" e che in realtà Skybuck ha ucciso e scalpato donne, ragazzi, bambini e guerrieri che dormivano credendolo un alleato...

Alla fine il vero giudizio sugli indiani di Kirker, indiani che si sono messi al servizio dei bianchi uccidendo e massacrando donne e bambini per denaro, è riassunto bene da Delkay: "Cani senza onore".

 

E nonostante tutto, alla fine Tex mantiene il giuramento: Don Santiago provoca da solo la sua stessa rovina insistendo ad attaccare Tex, e alla fine viene ferito e catturato da Cochise, senza che Tex gli spari un solo colpo...

 

 

 

 

 

 

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5 hours ago, Gas Gas said:

Volevo segnalarti una cosa che mi ha colpito:

A pag 38 dell'ultimo numero Idquahon rimane solo con Tex per concessione di Skybuck con lo scopo di ucciderlo. A pag 46 e 51 lo stesso Skybuck vuol sapere dove si trova Tex per vendicarsi. Penso che il lettore debba ricostruire da solo gli avvenimenti, perché non si fa cenno da nessuna parte che Idquahon sia stato trovato morto e Tex sfuggito alla sorte destinatagli. A questo punto vorrei comparire anch'io nei crediti 🤣

In realtà non è un enigma poi così difficile.

 

SPOILERS!!!!!

 

Tex è partito durante la notte ed arriva al ranch "doppio T" nel "primo pomeriggio". Gli indiani sono partiti all'alba e Tex al tramonto si meraviglia che non siano ancora arrivati (mentre in realtà sono arrivati ore prima e hanno già ucciso la sentinella). Insomma, è ovvio che il ranch dista meno di 12 ore a cavallo dal covo.

 

Dopo aver già fatto 10 miglia (e avendo quindi anche accorciato la distanza) Idquahon rimane indietro per torturare Tex mentre gli altri tornano alla base. Dice che ci metterà tutto il giorno e non ha ragione di mentire. Gli altri quindi si aspettano di vederlo tornare il giorno dopo. 

 

La scena successiva avviene "alcuni giorno dopo".

 

Qual è la cosa OVVIA che avranno fatto quando non hanno visto tornare Idquahon? Sapendo che magari è ferito, appiedato e in difficoltà?  E sanno dove l'hanno lasciato?

 

E quanto gli sarà stato difficile capire cosa era successo trovando i resti del fuoco, dei pioli, delle corte, il corpo sepolto di Idquahon e le tracce di molti cavalli?

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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, Diablero dice:

Qual è la cosa OVVIA che avranno fatto quando non hanno visto tornare Idquahon? Sapendo che magari è ferito, appiedato e in difficoltà?  E sanno dove l'hanno lasciato?

 

E quanto gli sarà stato difficile capire cosa era successo trovando i resti del fuoco, dei pioli, delle corte, il corpo sepolto di Idquahon e le tracce di molti cavalli?

Quello che dici è tutto esatto, ma è il lettore che deve fare tutte queste ipotesi e le ho fatte anch'io come te.

A pag 46 non si fa cenno al ritrovamente del corpo di Idquahon,  non si fa cenno alle tracce di cavalli o al luogo in cui Tex avrebbe subito la tortura. "Alcuni giorni dopo" e  " troveremo quel bastardo traditore" sono gli unici indizi e la scena la dobbiamo ricostruire noi.

Niente di male ovviamente, si vede che Boselli ci vede come suoi complici, ma essendo abituato a lunghi dialoghi che spesso si soffermano su spiegazioni superflue, almeno una vignetta con i paletti, i resti del fuoco e una lettura delle tracce, non avrebbe fatto di certo male. 

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Gas Gas dice:

 

 

A pag 46 e 51 lo stesso Skybuck vuol sapere dove si trova Tex per vendicarsi. Penso che il lettore debba ricostruire da solo gli avvenimenti, perché non si fa cenno da nessuna parte che Idquahon sia stato trovato morto e Tex sfuggito alla sorte destinatagli.  

????  La scena che tu richiedi è quella alla pp. 44-45. Mancavano nella tua copia?

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<span style="color:red">9 minuti fa</span>, borden dice:

????  La scena che tu richiedi è quella alla pp. 44-45. Mancavano nella tua copia?

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Diablero dice:

È dall'inizio che la serie Tex Willer ha una marcia in più (almeno nelle storie scritte da Boselli) rispetto non solo alle altre testate Bonelli ma persino rispetto al Tex "classico" degli stessi autori, quindi non mi ha stupito il fatto che questa storia sia stata appassionante e divertente (specie in confronto agli ultimi 4 albi della serie regolare...). Ma devo ammettere che non mi aspettavo (più) un così buon equilibrio fra le parti "storiche" e quelle Texiane.

 

Dopo le belle storie su Lincoln e i Seminole, che avevano questo equilibrio, e la "parentesi di pura texianità" con le origini, Boselli aveva scritto le storie del Montana e di Juan Cortina dove questo equilibrio si era un po' perso, sia pure in albi ottimi che complessivamente mi erano piaciuti, in entrambi i casi per un eccesso di "nomi storici da infilare e citare" (nel secondo caso più giustificata dalla presenza di tanti ranger, mentre nella storia del montana alcuni inserimenti mi erano parsi gratuiti, tipo l'indiano che sarebbe diventato famoso decenni dopo). E il video postato ad inizio serie con "adesso Boselli vi spoilera i primi due albi" mi aveva fatto temere il peggio...  :laugh:

 

Invece, un po' perchè qui anche la parte "storica" era più "drammatica", e il numero di nomi da ricordare più limitato (ci sono come al solito un sacco di personaggi, ma la maggior parte sono già noti, da Geronimo a Lilith, e non occorre fare fatica a distinguerli), la parte "storica" è meglio integrata (anche se Tex alla fine con le vicende di Bascom è ben poco "integrato", non avendoci praticamente nulla a che fare e ricongiungendosi con Cochise solo alla fine). Ho letto di altri che avevano gradito poco il primo albo perchè presentava soprattutto le avventure di Cochise, ma onestamente con 4000 pagine di Tex all'anno non capisco queste crisi di astinenza da Tex.  (Sarà che il mio Tex ideale rimane quello di GL Bonelli che fece un intero albo senza che Tex vi comparisse una volta....). per me le tre vicende parallele di Cochise e alleati contro Bascom, la ricerca di Tahzai e Delkay, e le indagini di Tex erano tutte appassionanti (anzi, la mia preferita è proprio la sotto-trama di Tahzai e Delkai)

 

Come al solito non mi piace fare "recensioni", quanto piuttosto segnalare le cose peculiari o che mi hanno colpito di più.

 

1) Non l'avevo notato all'inizio, ma cercando su wikipedia info sul Kircher storico ad un certo punto ho notato una cosa che leggevo senza notarla da mesi: la data di nascita presunta di Cochise per wikipedia inglese è il 1805 (invece per wikipedia italiana è il 1810, altri siti danno "fra 1805 e 1810" e altri ancora prudentemente dicono "data di nascita sconosciuta").  Il fatto che combattesse i messicani nel 1830 è storico, ma all'epoca non era un ragazzino.

La sua data di nascita nella continuity di Tex Willer viene grossomodo data nel primo albo, dicendo che nel 1831 aveva 13 anni (quindi sarebbe nato nel 1817 o 1818), il Cochise su Tex Willer ha quindi 43 anni circa mentre quello "storico" ne aveva già 51-56.  Quando morì di morte naturale nel 1874 aveva quasi 70 anni, e all'epoca in cui lo si vede nella serie regolare dovrebbe quindi avere più di 80 anni, un po' troppi. Da qui immagino il "ringiovanimento" (con la nuova data di nascita ne dovrebbe avere meno di 70). Anche Tahzai viene un po' ringiovanito (quello storico era nato nel 1842 o 1843).

 

Insomma, il diabolico Borden, zitto zitto senza nemmeno dirlo sta modificando tutto il west per renderlo compatibile con Tex! (cosa che approvo, meglio cambiare il west che cambiare Tex. Se Tex dice che Cochise nel 1885 è ancora vispo e arzillo, si cambia la data di nascita di Cochise! :laugh: )

 

2) Sempre una curiosità scoperta cercando info: il nome della moglie di Cochise, figlia di Mangas Coloradas significherebbe in inglese "Something-at-the-campfire-already-cooked". E ho pensato all'unica battuta che dice in tutto il primo albo in cui interviene per dire che la cena è pronta e si raffredda. Diavolo di un Borden, dove va a nascondere le citazioni! :laugh:

 

3) De Angelis davvero si sta dimostrando un grandissimo disegnatore western (anche se sbaglia l'altezza di Mangas Coloradas...), ormai uno dei migliori su Tex: perchè gli hanno fatto perdere tanti anni a disegnare Nathan Never, dico io...

 

4) A parte l'età di Cochise ci sono un sacco di "libertà narrative" che Borden si prende con la storia, e fa benissimo, Tex Willer non è un documentario, su Galeana ci sono un sacco di testimonianze divergenti e incompatibili, e tutte parlano di una storia durata giorni se non settimane in luoghi e posti diversi, a raccontarle ci volevano un sacco di albi solo per quello, meglio una bella cena con massacro alla Trono di Spade. Però una cosa bisogna dirla, il povero Kirker sarà stato anche un sanguinario massacratore cacciatore di scalpi, ma probabilmente Galeana non l'aveva organizzata lui e i suoi indiani non c'erano nemmeno (vedere https://www.farwest.it/?p=1394 per diversi resoconti, tutti diversi...)

 

5) Le mie ricerche all'inizio sono state ostacolate dal fatto che cercavo "Santiago Querquer" trovando pochissimo, mentre la pagina di wikipedia e la stragrande maggioranza degli articoli sono su James Kirker, che visto che è il nome che Querquer assume dopo la finta morte pensavo fosse farina del sacco di Boselli. Invece non è che il fatto che Querquer e Kirker fossero la stessa persona fosse questo gran segreto... insomma, lo sapevano già tutti, comprese le autorità messicane che gli avevano messo una taglia sulla testa... :laugh:

 

6) Ribadisco (inutilmente, lo so, ma la verità bisogna dirla...) che questa serie va letta albo per albo senza attendere. Non è "costruita" come un unica storia affettata in sei parti. È fatta come le vecchie strisce, ognuna ha un suo svolgimento, un suo conflitto e finisce sempre in una specie di cliffhanger, in cui magari Tex sembra spacciato e poi l'albo dopo si scopre che non si era fatto niente (vedere per un classico esempio il cliffhanger fra numero 54 e 55). Boselli ha spesso detto che il Tex che preferisce è quello delle vecchie storie a striscia (anche perchè è quello che leggeva da bambino, immagino) e qui riproduce anche quell'aspetto di quel Tex "classico".  Aspettando per leggerli in fila poi vi scontrate con lo stesso effetto che si aveva leggendo le prime storie nella versione "gigante", in cui quel tipo di narrazione chiffangger dopo cliffhanger, conflitto dopo conflitto, ad un ritmo indiavolato adatto per un tot di pagine diventava stancante quando ne leggevi tanti di fila...

 

7) Delkay era stato presentato per la prima volta, già anziano, anni fa nel maxi sui Tre Bill, e già allora era stata preannunciata la sua presenza futura nella storia sull'affare Bascom su Tex Willer. Domanda per Borden: all'epoca avevi già chiara in mente la storia e il ruolo che avrebbe avuto Delkay, o avevi solo deciso che Tex l'avrebbe incontrato in questa storia?

 

8) Visto che finora molti punti che ho citato parlano della "storia reale", vorrei fare gli applausi a Boselli anche per come non abbia celato i massacri di innocenti, le torture e i crimini commessi anche dagli apache (anche se ha attribuito le cose peggiori a Geronimo come fatte all'insaputa di Cochise). Dagli anni 70 in poi (quindi ormai sono 50 anni...) la rappresentazione degli apache e degli indiani in genere pare quella di Lupo De Lupis, il lupo tanto buonino che non fa male a nessuno e viene calunniato e incolpato di cose che non ha fatto.  È una cosa che mi fa uscire dai gangheri ormai, un po' perchè sono 50 anni che c'è questa rappresentazione e i film western con gli indiani catti-cattivissimi e basta sono stati ampiamente superati e ghettizzati, e poi perchè io ci sono cresciuto con quei film "revisionisti" e che si definivano "più fedeli alla realtà storica", ci avevo creduto, e scoprire in seguito pian piano man mano che mi informavo che mi avevano raccontato delle favoline e che erano ancor meno fedeli alla realtà storica dei film che li hanno preceduti, mi ha fatto girare un po' le...

 

9) Il Bascom rappresentato è veramente odioso, il fatto che sia solo presuntuoso e ottuso e non in malafede o corrotto lo fa odiare ancora di più. Spero che ci sia una storia futura di Tex Willer in cui Tex gli faccia almeno ingoiare i denti, o meglio ancora, lo metta sottoterra a guardare crescere l'erba dalle radici...  (tanto il Bascom storico sparisce dalla Storia e viene accoppato in guerra dopo un solo anno da questi eventi, tanto vale farlo accoppare da Tex...   )

 

10) Nel numero 51, Bascom è descritto come "diplomato con ottimi voti"  a West point. È una cosa che ho letto altre volte, ogni volta che ho letto una versione di questo incidente a fumetti, Bascom viene definito come uno graduato a west point con "ottimi voti", probabilmente per presentarlo come il tipico ufficialetto che conosce solo la teoria e non la pratica. Ma in realtà Bascom era davvero un asino conclamato! Nel suo corso era passato come ventiseiesimo su un totale di ventisette! Era l'asino della classe! (e probabilmente era stato spedito in Arizona proprio per quello). Fa impressione pensare che centinaia di innocenti si sarebbero potuti salvare e una guerra non sarebbe scoppiata se solo magari un professore di matematica non avesse dato un 6 politico a quell'idiota e l'avesse bocciato. Ecco cosa porta il degrado della scuola! :angry:

 

11) Nella storia si dà molta importanza all'idea di "onore", si potrebbe quasi dire che è il tema ricorrente della storia...  l'idea idiota di "onore" che da fare una boiata dietro l'altra a Bascom, l'onore dei guerrieri Apaches che viene mostrato varie volte, sia in positivo che in negativo, portandoli a vendette autolesioniste, e soprattutto...  l'onore di Tex, di Idquahon, di Skybuck e degli altri indiani dell'est con loro.

Tex viene quasi "ammaliato" dall'onore di quei "nobili guerrieri", tanto che si trova in un grave dilemma morale e sensi di colpa nel tradirli. Idquahon pare essere il suo contraltare, è uno che "ci crede davvero". E si meraviglia quando Skybuck invece loda l'astuzia di Tex che li ha ingannati.

Ma alla fine, si vede nel (mancato) duello con Delkay quanto "onore" abbia davvero Skybuck. Che dice orgoglioso "Skybuck non uccide i ragazzi", al che Delkay gli fa notare che, per dirla alla anglosassone, è "full of shit" e che in realtà Skybuck ha ucciso e scalpato donne, ragazzi, bambini e guerrieri che dormivano credendolo un alleato...

Alla fine il vero giudizio sugli indiani di Kirker, indiani che si sono messi al servizio dei bianchi uccidendo e massacrando donne e bambini per denaro, è riassunto bene da Delkay: "Cani senza onore".

 

E nonostante tutto, alla fine Tex mantiene il giuramento: Don Santiago provoca da solo la sua stessa rovina insistendo ad attaccare Tex, e alla fine viene ferito e catturato da Cochise, senza che Tex gli spari un solo colpo...

 

 

 

 

 

 

7).   Avendo scritto nel Maxi che Delkay, il traditore, era stato in passato fraterno amico di Cochise, serviva una storia all'uopo e già sapevo dove metterla.

 

8) In realtà l'ultimo massacro è ordinato da Cochise stesso.

 

10) Bascom ovviamente in Arizona ha mentito sul suo curriculum., Accolgo il suggerimento di  farlo tornare, spero di ricordarmene, nella prossima storia con Cochise e Geronimo, quando Geronimo (Bonelli docet) per opportunismo diverrà anche lui blood brother di Tex.

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Certo che ci sono, ma io intendevo dire che Skybuck non conosce quegli eventi e quindi come faceva a sapere che Tex fosse ancora vivo?

Poteva essere morto e i cowboy se lo erano portato via.

 

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<span style="color:red">3 minuti fa</span>, Gas Gas dice:

Certo che ci sono, ma io intendevo dire che Skybuck non conosce quegli eventi e quindi come faceva a sapere che Tex fosse ancora vivo?

Poteva essere morto e i cowboy se lo erano portato via.

 

 

 

Te l'ha spiegato Diablero, potevi arrivarci da solo, sarebbe stata una zeppa pallosa. Skybuck e soci sanno  leggere le tracce!

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Manca una vignetta dove il lettore possa vedere gli indiani che, leggendo le tracce ( o che so io), deducano che Tex fosse ancora vivo.

<span style="color:red">4 minuti fa</span>, borden dice:

 

 

Te l'ha spiegato Diablero, potevi arrivarci da solo, sarebbe stata una zeppa pallosa. Skybuck e soci sanno  leggere le tracce!

Sarebbe bastata una vignetta. Ci sono arrivato lo stesso, ma mica voglio fare un processo.

Spesso si danno spiegoni interminabili e stavolta mi sono trovato "spiazzato" da tanta fiducia.

Era solo curiosità,  niente di più. 

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1 ora fa, Gas Gas dice:

Manca una vignetta dove il lettore possa vedere gli indiani che, leggendo le tracce ( o che so io), deducano che Tex fosse ancora vivo.

Sarebbe bastata una vignetta. Ci sono arrivato lo stesso, ma mica voglio fare un processo.

Spesso si danno spiegoni interminabili e stavolta mi sono trovato "spiazzato" da tanta fiducia.

Era solo curiosità,  niente di più. 

Io non metto spiegoni interminabili, ti confondi con qualcun altro, forse.:rolleyes: Metto solo quel che serve, né più né meno..

 

E non "bastava una vignetta". Una vignetta dove la metti? Ci vuole una scena. E una scena è troppo per una simile quisquilia.  ;)

 

Esiste qualcosa che si chiama "ellissi narrativa" a cui certi autori non vi hanno abituato, ripetendo le cose all'eccesso.

Edited by borden
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

Esiste qualcosa che si chiama "ellissi narrativa" a cui certi autori non vi hanno abituato, ripetendo le cose all'eccesso.

 

Ed è esattamente questo il punto. :clapping:

  • +1 1
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Storia bella tosta.

Certo che se non stai sveglio con il cervello vai in tilt, come è successo a mè alla prima lettura, sopratutto se non ricordi bene gli albi precedenti. Poi la ho riletta con un po' più di attenzione, e tutti i personaggi (con gli indiani è stato un bel casino)  e tutti gli avvenimenti sono andati più o meno al loro posto. De Angelis sempre meglio, ma io me lo ricordo già perfetto per il western quando aveva disegnato il Texone.👍

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

Io non metto spiegoni interminabili, ti confondi con qualcun altro, forse.:rolleyes: Metto solo quel che serve, né più né meno..

 

E non "bastava una vignetta". Una vignetta dove la metti? Ci vuole una scena. E una scena è troppo per una simile quisquilia.  ;)

 

Esiste qualcosa che si chiama "ellissi narrativa" a cui certi autori non vi hanno abituato, ripetendo le cose all'eccesso.

Sì, probabilmente confondo te con Nizzi 🤣🤣🤣 ( sto scherzando, sia chiaro)

 

A pag 46 la vignetta in alto: a destra, sullo sfondo, un cumulo di terra ( la tomba del torturatore) e un indiano accovacciato che scruta le tracce; a sinistra Wess che dice a Don Santiago che dalle tracce pare proprio che Tex possa essersi salvato e che bisogna rintracciarlo al più presto.

Credo poteva bastare questo, lasciando il resto per com'è ( ovviamente con gli opportuni ritocchi ai dialoghi). Di sceneggiatura ci capisco poco e la mia è solamente una considerazione buttata lì, ma mi pareva plausibile.

Il fatto che tu non usi gli spiegoni e che conti sulla complicità del lettore a me va benissimo, è una scelta che condivido. Quando però ci sono tanti personaggi e tante situazioni che comportano cambi di scena continui, magari uno distratto ( come me) rischia di perdersi e di dover tornare indietro per riprendere il filo.

Se poi tutti hanno capito al volo, il problema è solo mio e sto facendo perdere tempo a tutti con le mie elucubrazioni😁

 

 

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<span style="color:red">49 minuti fa</span>, Gas Gas dice:

Sì, probabilmente confondo te con Nizzi 🤣🤣🤣 ( sto scherzando, sia chiaro)

 

A pag 46 la vignetta in alto: a destra, sullo sfondo, un cumulo di terra ( la tomba del torturatore) e un indiano accovacciato che scruta le tracce; a sinistra Wess che dice a Don Santiago che dalle tracce pare proprio che Tex possa essersi salvato e che bisogna rintracciarlo al più presto.

 

Non bastava perché, non credo tu l'abbia notato, io non faccio mai scene di meno di una pagina. Ribadisco: una o due vignette "volanti" sarebbero state un obbrobrio per il mio senso del ritmo e dello stile.

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<span style="color:red">44 minuti fa</span>, borden dice:

Non bastava perché, non credo tu l'abbia notato, io non faccio mai scene di meno di una pagina. Ribadisco: una o due vignette "volanti" sarebbero state un obbrobrio per il mio senso del ritmo e dello stile.

Non sono un osservatore così attento. Io faccio il lettore con i miei dubbi e le mie curiosità e tu fai lo sceneggiatore con i tuoi modi e i tuoi tempi.

Uscendo dalla nostra "diatriba", mi complimento con te per la gestione di Tex Willer anche se io preferisco le storie ambientate nel passato di Tex piuttosto che nel passato storico.

Vedere Lilith, sebbene in poche scene, mi ha fatto piacere.

Ti chiedo se ci sarà ancora spazio per Sam Willer e Gunny Bill ( in qualche racconto retrospettivo) prima di arrivare al Tex Willer ranger.

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<span style="color:red">39 minuti fa</span>, Gas Gas dice:

Non sono un osservatore così attento. Io faccio il lettore con i miei dubbi e le mie curiosità e tu fai lo sceneggiatore con i tuoi modi e i tuoi tempi.

Uscendo dalla nostra "diatriba", mi complimento con te per la gestione di Tex Willer anche se io preferisco le storie ambientate nel passato di Tex piuttosto che nel passato storico.

Vedere Lilith, sebbene in poche scene, mi ha fatto piacere.

Ti chiedo se ci sarà ancora spazio per Sam Willer e Gunny Bill ( in qualche racconto retrospettivo) prima di arrivare al Tex Willer ranger.

 

Gunny solo in un flashback di una  prossima storia di Giusfredi-Valdambrini.

 

E Lilyth, come ho  accennato, con Gomez.

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7 hours ago, Gas Gas said:

Quello che dici è tutto esatto, ma è il lettore che deve fare tutte queste ipotesi e le ho fatte anch'io come te.

Ma il lettore deve SEMPRE essere un "collaboratore" nella "decodifica" di un fumetto.

 

Non è un film dove vedi gente vera fare cose. In un fumetto, SEMPRE, vedi un disegno, statico, che rappresenta magari Tex che spara, e nella vignetta successiva vedi un indiano che fa "ahhh!" e si tiene il petto lasciando cadere il fucile.

 

Cosa ti dice il disegno, da solo? Che Tex spara (magari alle quaglie), e un indiano ha avuto un attacco di cuore o gli è venuto un crampo.

 

Cosa ti dicono le due vignette AFFIANCATE? In realtà è un rebus, una roba tipo settimana enigmistica, anche se non ce ne rendiamo conto dopo anni perchè è un processo automatico (fai leggere un fumetto a chi non ne ha mai letti e vedi la difficoltà che hanno a decifrare l'enigma di cosa succede fra una vignetta a l'altra). L'azione in un fumetto AVVIENE SEMPRE NELLA NOSTRA FANTASIA. Guardiamo le due vignette, "risolviamo" il rebus capendo cosa è avvenuto, e IMMAGINIAMO un azione (l'indiano colpito che grida) che in realtà nessuno ci ha davvero mostrato.

 

(per chi fosse interessato a questi argomenti, la trattazione migliore la fa Scott McCloud in "Capire il fumetto", un bel saggio storico e tecnico sul fumetto, realizzato a fumetti)

 

Studi "scientifici" veri sul fumetto credo che non ne abbiano mai fatti, si va sull'osservazione empirica, ma secondo molti esperti (e anche secondo me) il "potere" del fumetto di catturare l'immaginazione dei bambini deriva proprio dal fatto che invece di essere un media "passivo" in cui guardi e basta, è un media che fa uso della tua fantasia, ti fa fantasticare, e visto il saloon, il campo indiano, etc in realtà te li immagini tu, saranno sempre quelli "perfetti" nella tua immaginazione (e il fatto che oggi invece il saloon lo si disegni in ogni dettaglio non rende il fumetto più semplice da capire ma lo rende più complesso, invece di fantasticare, "studi", ti studi come è fatto il saloon disegnato in ogni dettaglio cercando di capire come è fatto, ma non sarà mai bello come il saloon che immaginavi tu con Galep che ti disegnava pochi accenni. Sostituisci lo studiare un compito a casa al volare con la fantasia. Poi ci si meraviglia che anche i pochi ragazzi che leggono ormai preferiscono la letteratura e schifano il fumetto...))

 

Come nella settimana enigmistica, c'è una certa quantità di informazioni "ideale", che magari cambia da persona a persona, che è quella che ti fa capire cosa avviene ma non ti dà informazioni superflue che allungano solo la lettura e la rendono pesante e noiosa (quando ti raccontano tre volte cose che hai già capito...)

 

Cosa è successo in questo processo nei fumetti Bonelli attuali, che li rende noiosi, pallosi, pedanti, ripetitivi, e fa fuggire i lettori a frotte?

 

È arrivato il Dio e signore di questo secolo, colui che conduce il popolo italiano (e non solo quello) ormai in gran parte dei suoi comportamento, il vero nuovo duce: TAFAZZI!

 

Il tafazzismo, che ormai ha sostituito tutte le altre ideologie e tutte le religioni, ha un solo e unico comandamento: "datti delle martellate sui co***oni da solo". E come si chiama una lettura noiosa dove ti ripetono sempre le stesse cose? "questo libro è una matellata sui...".  BINGO! I fumetti noiosi e il tafazzismo sono come fatti l'uno per l'altro!

 

Come distingui il vero TAFAZZISMO dal semplice "non ho capito" di un lettore magari tardo di comprendonio  che onestamente NON HA CAPITO?

 

Il lettore "che non capisce" c'è sempre, ma in generale chi non capisce cose semplici... ci è abituato. Chi non capisce le trame non è che smette di andare al cinema: ci va perchè gli piacciono le esplosioni e le battute sulle scoregge. Alla Bonelli sembrano essere terrorizzati dal non far capire tutto al più tardo dei lettori, ma se uno non capisce le trame di Tex, è ovvio che non capisce gran parte dei film che vede... ma è contento così! È abituato! Non è un problema per lui il non capire qualcosa, è un problema degli autori che si sono messi in testa di fare miracoli degni di San Gennaro e di fare opere capibili da chiunque, anche dagli analfabeti, a costo di annoiare tutti gli altri...

 

Il lettore infettato dal morbo del tafazzismo è diverso. È un lettore che CAPISCE BENISSIMO...  ma pretende COMUNQUE spiegazioni di cui NON HA BISOGNO. Forse perchè l'hanno abituato così, a leggere fumetti FATTI MALE, pallosi e con pagine e pagine di spiegazioni ripetute e ripetitive.

 

"Salve, sono un seguace del Tafazzismo. Questo fumetto ha le spiegazioni necessarie e basta, l'ho capito benissimo cosa succedeva, è snello, ha ritmo, non mi ha annoiato. Cioè NON MI HA DATO MARTELLATE SUI CO*****! Questo è intollerabile! Mi sono divertito a leggerlo, e divertirsi a leggere qualcosa di agile e con ritmo va contro la mia religione. Adesso lei deve rimediare alla sua bestemmia empia contro il Tafazzismo e rendere quest'opera aderente ai Sacri Canoni.  Mi prenda questo fumetto e me lo riempia di spiegazioni inutili e ripetitive, meglio se lunghe e prolisse, deve spiegarmi per filo e per segno, più volte, tutte le cose che ho capito già benissimo, affinché possa finalmente annoiarmi. E certo, oggi i fumetti SI DEVONO FARE COSÌ, lo fanno tutti! La smetta di fare fumetti così divertenti e quindi così strani e stravaganti!"

 

Ogni riferimento a post visti in questo thread (e non solo in questo thread) è puramente casuale...  :rolleyes:

 

7 hours ago, Gas Gas said:

Spesso si danno spiegoni interminabili e stavolta mi sono trovato "spiazzato" da tanta fiducia.

 

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Piombo Caldo dice:

Storia bella tosta.

Certo che se non stai sveglio con il cervello vai in tilt, come è successo a mè alla prima lettura, sopratutto se non ricordi bene gli albi precedenti. Poi la ho riletta con un po' più di attenzione, e tutti i personaggi (con gli indiani è stato un bel casino)  e tutti gli avvenimenti sono andati più o meno al loro posto. De Angelis sempre meglio, ma io me lo ricordo già perfetto per il western quando aveva disegnato il Texone.👍

Concordo in pieno con questo commento, quindi non ripeto.

Aggiungo che questa storia è la dimostrazione lampante che ciascun albo di questa collana non mi ha mai dato l'impressione di essere stato strutturato per essere letto singolarmente ovviando all'intervallo di tempo tra una uscita e la successiva, e in ciò non differisce dall'impostazione di qualsiasi albo della serie regolare. È vero che la porzione di storia racchiusa in ciascun albo ha uno sviluppo centrato ogni volta su un diverso sub-soggetto (passatemi il termine), spesso rappresentato nel titolo stesso dell'albo, che nasce, si sviluppa e si conclude (con "cliffhanger") nelle 62 pagine dell'albo, però questo è ben diverso che dire che ogni albo è fatto per essere letto in modo quasi autoconsistente. Paradossalmente aiuta di più a rinfrescare la memoria e ricostruire gli antefatti lo stringato riassunto in testa ad un albo della serie regolare, che concentra la vicenda in meno albi ma con più pagine, piuttosto che la più estesa sintesi delle puntate precedenti in seconda di copertina di "Tex Willer". Cioè, se non si leggono tutti gli albi consecutivamente senza intervalli mensili, trovo meno impegnativo seguire a memoria una vicenda di "Tex" regolare, meno spezzata rispetto a una di "Tex Willer" con lo stesso numero di pagine. Questo è un aspetto che @borden non dovrebbe trascurare in una collana che nasce in un formato e in contenuti dichiarati agili, scattanti, essenziali alla lettura secondo lo spirito delle antiche strisce. Cioè il mio auspicio è che su "Tex Willer" si vedano storie meno lunghe e articolate, che non vuol dire affatto superficiali e banali.

Ciò non toglie che, nello specifico giudizio di merito, "Il passato di Cochise" sia per me una storia davvero eccellente sia nella trama sia nei disegni.

Un piccolo appunto, proprio per trovare il pelo nell'uovo: perchè a pag. 11 di "Nel covo di don Santiago" Tex non dice crudamente al bandito "Ho annusato porcili che PUZZAVANO meno di te" invece di usare l'aulico "olezzavano"?

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