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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N. 12] Gli Assassini


bressimar
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Voto alla storia  

60 members have voted

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Sandro, scusa, una domanda. Una volta pubblicate, le tavole originali sono di proprietà del disegnatore o della Casa Editrice? In altre parole, chi mette sul mercato (Ebay, ad esempio) le tavole originali?

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<span style="color:red;">12 ore fa</span>, ymalpas dice:

Su Ebay.

 

 

Ma come fa ad averle entrambe? Una delle due non dev'essere un originale completo. Che roba è?

<span style="color:red;">8 ore fa</span>, francob dice:

Sandro, scusa, una domanda. Una volta pubblicate, le tavole originali sono di proprietà del disegnatore o della Casa Editrice? In altre parole, chi mette sul mercato (Ebay, ad esempio) le tavole originali?

 

 

Alla Bonelli, sono degli autori.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Ma come fa ad averle entrambe? Una delle due non dev'essere un originale completo. Che roba è?

 

 

Alla Bonelli, sono degli autori.

Grazie, Mauro.

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  • Collaboratori
8 ore fa, borden dice:

 

 

Ma come fa ad averle entrambe? Una delle due non dev'essere un originale completo. Che roba è?

 

 

Alla Bonelli, sono degli autori.

 

 

In realtà sono  (tuttora) in vendita solo le tre vignette ritagliate  e scartate. La pagina intera che vedi è un ricostruzione mia a partire dalla tavola pubblicata con una semplice sovrapposizione delle vignette "inedite", per mostare agli utenti del forum la tavola nella sua intierezza prima e dopo, cio' che permette di valutare al meglio l'entità della correzione (nelle prime due vignette della tavola prima della correzione, non a caso, c'è il lettering). Lavoro oscuro reso al forum ;).

 

 

17 ore fa, natural killer dice:

Non mi sarei mai aspettato che tu andassi a ficcanasare proprio tra le tavole di Font... :P

 

 

Pensa un po' tu! Sono interessato all'aspetto storico, eppoi il Font di allora era tutt'altra cosa. Ho nel mio piccolo archivio qualche striscia SCARTATA anche della storia "I lupi rossi" che a guardarle dico: "non male".

 

KVAN8cJ.jpg

  • +1 1
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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

 

 

In realtà sono  (tuttora) in vendita solo le tre vignette ritagliate  e scartate. La pagina intera che vedi è un ricostruzione mia a partire dalla tavola pubblicata con una semplice sovrapposizione delle vignette "inedite", per mostare agli utenti del forum la tavola nella sua intierezza prima e dopo, cio' che permette di valutare al meglio l'entità della correzione (nelle prime due vignette della tavola prima della correzione, non a caso, c'è il lettering). Lavoro oscuro reso al forum ;).

 

 

 

 

 

 

Genio!

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  • Collaboratori

rHmALtC.jpg

 

Tipetto distratto Font. Nella tavola precedente a quella postata sopra, cioè la 191 corrispondente alla pagina 207, sbaglia il personaggio di Tony in primo piano che perde i baffi. Anche in questo caso deve rifare l'intera striscia!

 

2 ore fa, borden dice:

Genio!

 

 

Di un' altra tua storia ("Colorado belle" ? ), accanto a questa vignetta (scartata?) c'è una dedica per te che "matematicamente" non gliene lasci passare una :laugh:

 

OVxz5h5.gif

  • +1 1
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  • Collaboratori

Allora il materiale di questo tipo deve essere particolarmente abbondante, ma niente o quasi trapela. Sono sempre alla ricerca della tavole perdute di Letteri della prima storia (la tua) del Maestro. Si trovano tavole di tutte le sue storie dagli anni '60 all'ultima che realizzò per il Maxi Tex, ma sembrano scomparse invece proprio quelle di questa storia. 

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  • 1 month later...

Questa discussione e le tavole "alternative" mi hanno fatto riprendere in mano questo texone dopo anni... e niente, volevo dare un occhiata a poche pagine, ed è finita che me lo sono riletto tutto...  :laugh:

 

Mi fa ancora ridere dopo anni un dettaglio: che i tre killer all'inizio abbiano trovato la pistola in cima all'altissimo armadio, ma NON quella che penzolava sotto al tavolo, perfettamente visibile da tutti semplicemente chinandosi un po'...  :laugh:

(sospetto che nelle intenzioni di Boselli la pistola non dovesse penzolare ed essere così visibile, ma in ogni caso perché i banditi dovevano prendere una sedia per guardare sopra l'armadio, e NON chinarsi a guardare più in basso?

 

Sul bandito che non si ricorda di aver già visto la "vedova" (dettaglio a cui non avevo fatto caso, ad essere onesti, me l'ha fatto notare questa discussione) sono più propenso a dare tutta la "colpa" a Font: probabilmente Font si era fatto un tot di "characters" da riutilizzare nella storia, Borden non ha specificato chi erano i due che entravano nella stanza e (come me) probabilmente non si è accorto che uno dei due era quello che l'aveva già menata (per finta) nelle pagine precedenti...

 

A parte questi due dettagli buffi, la storia mi è piaciuta adesso come mi era piaciuta allora. 

 

La diatriba sul fatto che Tex sia "abbastanza protagonista" la trovo ormai stucchevole. il problema del Tex di Nizzi non era che "non era protagonista", era che era preso a pesci in faccia e apertamente deriso. Certo che era sempre al centro dell'attenzione! A fare figuracce, a farsi salvare, a fallire nelle maniere più comiche, a prendere botte in testa, a piagnucolare, a slacciarsi il cinturone...  andava bene perchè era, senza dubbio, sempre lui al centro della scena?  :craniate:

 

Invece, a pensare a storie come Il Figlio di Mefisto, dove Tex praticamente non si vede per un albo intero e la telecamera è sempre su Yama, o come Diablero, che storie "poco Texiane"...  la telecamera non è sempre su Tex! :lol2:

 

C'è differenza fra essere il personaggio-spettatore alla Ken Parker, e il non essere sempre sotto il riflettore. Avere il punto di vista sempre puntato sul protagonista è semplicemente una scelta stilistica che non ci dice NULLA sul valore di un personaggio. Ed è, fra l'altro, una scelta tipica dello stile di NOLITTA, non di G.L.Bonelli!  (andate a fare un semplice e rapido confronto sulla presenza in scena rispettivamente di Tex e Zagor nelle storie contemporanee dei suoi autori, o nelle storie i Tex fatte da Nolitta e poi Nizzi con quelle di G.L.Bonelli.

Come sempre poi, queste scelte avevano cause e conseguenze: la telecamera sul "cattivo" serviva a G.L.Bonelli per aumentarne la caratura da "villain", far vedere che non era un frescone qualunque ma che era in grado di architettare trappole diaboliche (Mefisto avrebbe mai avuto la stessa caratura come villain se non l'avessimo visto, in tutte quelle scene dove Tex non c'era, a interagire con le potenze delle tenebre?), e anche sui comprimari...  "massacro" (l'albo) si apre su una coppia, marito e moglie, proprietari di un negozio assaltato dagli indiani. Campano pochissime pagine prima di venire uccisi, e sono assolutamente ininfluenti sul resto della storia. Ma quelle pagine lette da bambino mi colpirono moltissimo. A riguardarle adesso con più esperienza mi rendo conto di come Bonelli le avesse usate per dare un volto alle vittime del massacro di Goldeena, per non renderle "povere vittime" anonime e per renderla anzi "degne" del rispetto dei lettori.

Allo stesso modo, la telecamera "fissa" su Zagor di Nolitta serviva a tenere invece nel mistero la figura del villain... perchè Nolitta piaceva "sorprendere" alla fine il lettore con la scoperta che quello che Zagor credeva un villain era invece un "buono", o che comunque il villain non era chi credeva lui...

Quando sento parlare delle "vecchie storie" che metterebbero sempre in scena Tex, mi rendo conto di quanti si ricordino invece il Tex di Nolitta e Nizzi, e non quello di G.L. Bonelli.

(e detto questo... ogni autore ha il suo stile, faceva bene Nizzi a fare le sue storie gialle che gli piacevano - prima che sbroccasse e si mettesse a sputtanare Tex ogni pagine, intendo - e voglio autori che facciano storie che piacciano a loro in primo luogo, non compitini fatti a comando)

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  • Rangers
<span style="color:red;">7 ore fa</span>, Diablero dice:

Mi fa ancora ridere dopo anni un dettaglio: che i tre killer all'inizio abbiano trovato la pistola in cima all'altissimo armadio, ma NON quella che penzolava sotto al tavolo, perfettamente visibile da tutti semplicemente chinandosi un po'...  :laugh:

(sospetto che nelle intenzioni di Boselli la pistola non dovesse penzolare ed essere così visibile, ma in ogni caso perché i banditi dovevano prendere una sedia per guardare sopra l'armadio, e NON chinarsi a guardare più in basso?

 

Io l'ho sempre interpretata così:  il primo posto dove nasconderesti qualcosa è in alto, i banditi cercano prima di tutto sull'armadio, trovano la pistola e tralasciano ogni altra ricerca, dato che mai sospetterebbero la presenza di una seconda arma ! :)

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  • 4 months later...

Texone di valore, questo.

Bella storia, una banda di assassini (tema caro a Borden), senza scrupoli, chiamati "i regolatori". Un ragazzo, Mitch, che si vuol vendicare degli assassini di suo padre. e che poi si allea con Tex e Carson, un finale con fuochi di artificio con i nostri che spazzano via tutto.

Sceneggiatura quasi perfetta, tanta carne al fuoco e ottimi personaggi.

Bellissima la scena di Kit e Tiger, iniziale. Kit quasi ucciso e Tiger impiccato, con il drammaticissimo salvataggio di Kit che spara, mezzo moribondo, alla corda dell'amico.

Non si capisce perchè i feroci assassini abbiano lasciato Tiger in bilico su una botte senza sincerarsi della sua morte, e non abbiano controllato Kit, ma insomma, se nessuno sbagliasse i nostri sarebbero morti da un pezzo.

Immancabili i personaggi cattivi ma buoni (la vedova) e buoni ma cattivi (il padre di Mitch), espediente bello e interessante, ma davvero abusato da Borden.

Una scena che mi ha fatto dire "esagerato" è stata quella di Tex che si butta sul corrimano della scala e intanto, mentre scivola giù spara e uccide tutti. 😀. Un pò troppo. Ci manca solo che a Tex spuntino le ali tra un pò.

Font bene ma non benissimo. Non mi fanno impazzire i volti di Tex e Carson, comunque un ottimo lavoro.

Boselli 8

Font 7

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  • 1 month later...

Questa storia è sempre un bel leggere. La scena iniziale, molto dura e drammatica, è la causa dell'intervento dei nostri e l'abbrivio di una storia appassionante, con due ottimi comprimari nelle figure di Mitch e della vedova, il primo ragazzo buono e dagli occhi tristi che ha ereditato dal sangue paterno la capacità di uccidere, la seconda una gelida professionista che adesca le sue vittime senza alcuna pietà: anche nel caso dell'assassinio del padre di Mitch, lei non è buona, si serve delle sue grazie per irretire l'uomo provocandone la morte; ha un barlume di umanità solo nel proteggere un ragazzino, non considerando la minaccia potenziale che questi un giorno avrebbe potuto rappresentare.

 

Mitch a lungo è stato definito un ruba-scena: io invece dico che è uno splendido comprimario la cui presenza non ha sminuito Tex ma ha esaltato il valore della storia.

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Davvero gran bel texone.

Un esordio drammatico che mette in luce le capacità di non demordere mai di Kit e Tiger che si salvano la vita a vicenda.

Una caccia agli uomini dalle montagne a Frisco, dove i soliti amici sono indispensabili, all' isola sconosciuta.

Un crescendo di tensione.

Ottimi comprimari Mitch e l' agente che li accompagna in barca sull' isola. 

 

La scena indimenticabile per me è stata il tiro con l' arco a colpire la dinamite legata all' albero maestro.

 Font al suo esordio su Tex

Le vignette grandi del texone rendono la sua grafica più gradevole che sulla regolare, con vignette più piccole.

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  • 5 months later...
  • Sceriffi

Letto oggi pomeriggio, ho letto, la storia, per rilassarmi, quindi, non ho prestato, molta attenzione, ai disegni ed ai testi.

Il soggetto, è molto interessante, l'idea, di quest'associazione, di "Regolatori", è molto interessante.

Il personaggio di Mitchell Anderson, è veramente bello, ed in certi momenti mi ricorda Tex.

Anche Boydon, è un personaggio, ben caratterizzato. La parte finale, con Mitch, che "stende", suo zio, con un pugno, è molto carina.

L'isola di Boydon, mi ha ricordato in parte, l'isola del Monaco, nella prima storia di "Cortomaltese", perchè anche lì ad inizio storia non si sapeva la collocazione esatta dell'isola.

Una cosa, che mi ha colpito, e che non ho ancora capito bene, è la frase de "La Vedova", nella quarta vignetta di pagina 153 e più precisamente quando dice: "Le cose tra noi avrebbero potuto andare diversamente", io ho sempre detto e pensato "Sarebbero potute andare diversamente". Quindi sono due le cose, o è un linguaggio arcaico, o io ho sbagliato.

 

Font l'ho sempre apprezzato, per me il suo capolavoro è "Nei Territori del NordOvest", ma anche qui (se non erro al suo debutto) i disegni mi sono piaciuti.

Gli sfondi, sono spettacolari, tutta la prima parte, con Mitch che va a nascondere la pistola, nella stanza è semplicemente bellissima.

Anche le scene d'azione sono rappresentate magnificamente, una su tutte, la sparatoria nella casa di Boydon.

Nei disegni, però, ho trovato dei difetti, (ma forse mi sbaglio) il primo, è nella quarta vignetta di pagina 141, la ragazza ha il viso più lungo, rispetto alla vignetta precedente.

I miei voti sono:

Boselli 8 

Font 8

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11 ore fa, MacParland dice:

 

Una cosa, che mi ha colpito, e che non ho ancora capito bene, è la frase de "La Vedova", nella quarta vignetta di pagina 153 e più precisamente quando dice: "Le cose tra noi avrebbero potuto andare diversamente", io ho sempre detto e pensato "Sarebbero potute andare diversamente". Quindi sono due le cose, o è un linguaggio arcaico, o io ho sbagliato.

 

 

La vedova non sbaglia (ammesso che parli davvero in italiano!). Sbagli tu per ipercorrettismo. Quando il verbo all'infinito è intransitivo, l'ausiliare del verbo servile può essere sia avere che essere. Quindi "avrebbe potuto andare" è corretto.

Edited by borden
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<span style="color:red;">14 minuti fa</span>, MacParland dice:

Grazie per aver chiarito la questione!

 

 

E' una credenza comune e mi irrita ogni volta che qualche pignolo :lol: a torto  considera sbagliato usare il verbo avere. Ma non lo è. 

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

La vedova non sbaglia (ammesso che parli davvero in italiano!). Sbagli tu per ipercorrettismo. Quando il verbo all'infinito è intransitivo, l'ausiliare del verbo servile può essere sia avere che essere. Quindi "avrebbe potuto andare" è corretto.

 

D'accordo, il fumetto è letteratura e nei libri ci si esprime sempre verbosamente e in maniera articolata (per non dire arzigogolata).

Ma nessuno di noi nella realtà direbbe qualcosa di differente da:

"Le cose sarebbero state diverse".

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26 minuti fa, Dix Leroy dice:

 

D'accordo, il fumetto è letteratura e nei libri ci si esprime sempre verbosamente e in maniera articolata (per non dire arzigogolata).

Ma nessuno di noi nella realtà direbbe qualcosa di differente da:

"Le cose sarebbero state diverse".

 

 

Non stai capendo. La tua frase è corretta. Ma stiamo parlando di un caso con verbo SERVILE, come VOLERE, POTERE. Non c'entra un tubo quadro  il tuo esempio, Dix!:rolleyes::lol::lol:

 

Avrebbe potuto andare<, avrebbe voluto andare, sarebbe voluto andare, sarebbe potuto andare. L'è l'istess! Te capì adess? Capiss nagott, 'sto Dix!:azz::lol:

Edited by borden
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12 minuti fa, borden dice:

 

 

Non stai capendo. La tua frase è corretta. Ma stiamo parlando di un caso con verbo SERVILE, come VOLERE, POTERE. Non c'entra un tubo quadro  il tuo esempio, Dix!:rolleyes::lol::lol:

 

Avrebbe potuto andare<, avrebbe voluto andare, sarebbe voluto andare, sarebbe potuto andare. L'è l'istess! Te capì adess? Capiss nagott, 'sto Dix!:azz::lol:

Si Mauro, quello già scritto è assodato. Quello che aggiungevo io è che corretto o meno non è una frase corrente che una persona userebbe in un vero dialogo. Ieri sera ho visto il "Best Of" della lirica trasmesso in tv, dove nei sottotitoli venivano fuori cose che non solo non si capiscono nel cantato, ma che sono costruite male e che neanche calzano con la musica. E sto "criticando" il genio degli autori di capolavori assoluti!

Insomma 'sti poaretti no parla come i magna!

Edited by Dix Leroy
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Ma che cosa dici? E' italiano  corrente, non arcaico o aulico. Continui a fare esempi sbagliati.

 

Avrebbe voluto andare è corretto e in uso esattamente come Sarebbe voluto andare. Che c'entrano i libretti d'opera?

Edited by borden
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  • Sceriffi
<span style="color:red;">4 ore fa</span>, borden dice:

L'è l'istess! Te capì adess? Capiss nagott, 'sto Dix!:azz::lol:

 

<span style="color:red;">4 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Insomma 'sti poaretti no parla come i magna!

??? Dialetto???

<span style="color:red;">5 ore fa</span>, borden dice:

 

 

E' una credenza comune e mi irrita ogni volta che qualche pignolo :lol: a torto  considera sbagliato usare il verbo avere. Ma non lo è. 

Non so se il pignolo è riferito a me, però, penso di essere uno dei lettori più disattenti tra tutti quelli che leggono Tex.

 

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

Ma che cosa dici? E' italiano  corrente, non arcaico o aulico. Continui a fare esempi sbagliati.

 

Avrebbe voluto andare è corretto e in uso esattamente come Sarebbe voluto andare. Che c'entrano i libretti d'opera?

E' meglio che ritiro tutto: erano solo mie personali impressioni che vedo stridono quando rivelate a un ambiente di buona cultura

quali sono gli scrittori e i lettori (o gli appassionati di lirica). Non vale proprio la pena approfondire o sviluppare ulteriormente.
E comunque era più legato alla lettura dello Speciale Tex Willer, quindi non era nemmeno la sede corretta.

 

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È stato il primo Texone che abbia mai letto, per questo vi sono particolarmente affezionato. Di questo albo mi colpì tutto: il formato gigante, i disegni di Font e, soprattutto, la miscela esplosiva di personaggi. Per me è il Texone con la trama più avvincente e meglio costruita di sempre, con personaggi tutti molto ben caratterizzati, dialoghi sempre perfetti, Tex e Carson in forma smagliante, ma allo stesso tempo solo parte di un gioco a incastro più grande di loro, dove tutti, compreso il cavallo Lenny, hanno un ruolo ben preciso. Bellissima la figura di Mitch, i combattimenti interiori di Lisa, ma ottimi anche i protagonisti di Frisco e della palestra di Lefty; un Carson spiritoso ma non macchiettistico; un Tex che dà prova di essere eccellente, ma non infallibile, specie con avversari così ben organizzati. C'è poi una sequenza, quella della sparatoria iniziale con Tiger e Kit Willer, che secondo me mostra tutta la drammaticità di cui è capace Boselli. Il tutto in una sarabanda infernale che si snoda tra New Mexico, Arizona, California e Colorado senza mai perdere ritmo. 

 

I disegni di Font li trovo, ancora oggi, ottimi: un tratto duro e mercato, ma mai tirato via e con diverse tavole ben rifinite e particolareggiate, con una buona dinamicità. Forse sarà perché per me questo albo ha rappresentato tanto, ma il mio voto finale è 10 spaccato. 

 

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  • 11 months later...

Mi collego al forum per lasciare un commento su questa storia dopo la rilettura (volgarità, questa, della quale mi ero liberato; ma la convalescenza si concede qualche frivolezza...) e vedo che il pard @Poe ha messo "mi piace" al vecchio commento che pubblicai al tempo dell'acquisto. Ma dato che quello che provo rileggendo i miei vecchi messaggi è un misto tra vergogna e autoammonimento del tipo: "Quante figure da pirla ti saresti risparmiato se avessi sempre evitato di scrivere", NON mi farò traviare e non rileggerò il mio vecchio messaggio (dell'oblio del quale il tempo trascorso mi ha, deo gratias, locupletato). :D

 

Mamma mia. Mamma mia. Come già detto in un'altra discussione me lo ricordavo bello, ma non così bello: e non perché all'epoca non l'avessi apprezzato; semplicemente all'epoca non capivo niente, mentre oggi quando leggo qualcosa riesco anche a capirlo, più o meno.

C'è tutto: c'è la via boselliana al texismo, quel misto di avventura da fogliettone, Tex bonelliano e stilemi tipici di Boselli che costituisce il tratto distintivo delle sue storie migliori.

Era da molto tempo che non rileggevo una storia del Tex moderno: negli ultimi mesi mi sto rileggendo, ma molto a rilento, i primissimi albi della serie, trovandoli deliziosi; si tratta, però, di un piacere molto diverso. Leggere il GLB della fine degli anni Quaranta e dei primi anni Cinquanta non è, in fondo, troppo diverso dal leggere i miei classici greci e latini: ci sono cresciuto dentro, ma si tratta sempre di codici culturali lontani dai miei, il piacere dell'immersione nei quali è parte integrante della lettura e del godimento della storia. Si tratta, insomma, di un'avventura in cui riflessione intellettuale e fruizione narrativa hanno una parte sostanzialmente paritetica.

Non così col Tex moderno, intendendo per tale quello canonizzato da GLB nel secondo centinaio: ci sono cresciuto dentro allo stesso modo, però mi ci calo istintivamente, non ho bisogno di indossare la toga o impaesarmi in qualche modo.

Tutta questa inutile supercazzola (inutile al pari di tutti i miei millesettecento messaggi e passa, quindi me la si perdonerà) è che mi sono goduto questa storia un mondo: Boselli sa sempre (o quasi: in questa storia però sempre) costruire il tutto con grande abilità (l'ho già detto altrove: più invecchio, più mi focalizzo sulla struttura, laddove a vent'anni la mia attenzione andava soprattutto alle singole scene e al dettaglio), offrendo una vicenda nella quale tutto torna o in cui, quando qualcosa non torna, alla fine passa inosservato perché non era poi così importante.

In alcuni momenti sembra di intravedere una smagliatura; ma ecco che centocinquanta pagine dopo si capisce che quella smagliatura non era tale.

Insomma, gran bella cosa. Non parlo dei personaggi e della vicenda perché di sicuro dissi già qualcosa all'epoca e, anche se di sicuro scrissi cose ridicole, ripetersi è una volgarità imperdonabile. Perfino più che esprimere la propria opinione. :D

 

Piccola nota personale: a diciott'anni provai a inviare un paio di soggetti a @borden per Dampyr (terrificanti, ma non nel senso buono) e lui giustamente li cassò. Non mi sarebbe dispiaciuto scrivere fumetti, da ragazzo. Ma se mi avessero detto che avrei potuto vedere una mia storia disegnata da Font (o da Ortiz, per fare un altro esempio), avrei storto la bocca. :D

Ebbene: undici anni dopo, sepolta ormai da tempo qualsiasi velleità di scrittura narrativa per costruirmi un lavoro vero (ammesso che insegnare a scuola e in università sia un lavoro più vero che scrivere :D ), mi ritrovo a dire: "Accidenti. Se fossi uno sceneggiatore di fumetti, sarebbe un piacere e un onore poter scrivere una storia per Font*".

Bella la recitazione dei personaggi, ottime le atmosfere. Un superbo tratto di narratore ed evocatore di atmosfere. Vero che poi calerà, com'è anche normale vista l'età, ma è, almeno finché l'ho letto su Tex con l'ultima storia che comprai, "Winnipeg", un grandissimo disegnatore di fumetti.

Molto belli anche i retini, che scompaiono a un tratto durante la battaglia nella villa di Boydon.

 

*= per Ortiz, com'è noto, nessuno sceneggiatore può più scrivere alcunché.

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