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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

[538/539] Colorado Belle

Voto alla storia  

53 voti

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Messaggi consigliati/raccomandati

Ho appena riletto questa storia nella versione a colori di Repubblica.
Appena avrà tempo scriver? un commento più serio, per adesso dico solo che questa è una storia spettacolare, bellissima, una delle più belle in assoluto tra quelle scritte da Boselli!
Non so se parlare di capolavoro sia esagerato o meno, ma qui siamo di fronte a un vero gioiello:una sceneggiatura perfetta, personaggi bellissimi e tutti delineati al meglio, tante scene d'azione, un Tex Willer carismatico e straordinario insieme a un Kit splendido... e un finale esemplare che chiude al meglio una storia in bilico tra avventura classica e atmosfere cupe e crepuscolari.

Su una cosa non ho dubbi:con questi due albi Font realizza un assoluto capolavoro grafico!
Guardate i paesaggi e gli interni della città fantasma, guardate i più disparati agenti atmosferici e quei nuvoloni carichi di pioggia e tuoni che gravano sui personaggi come una condanna...
Un Font straordinario!

Per me questa storia si prende un 10 tondo tondo!

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Sono d'accordo al 100%. All'epoca nella quale usc? in edicola non mi esalt? più di tanto, sia per i disegni di Font (che ho imparato poi ad apprezzare) che per il fatto che le storie di Boselli, per essere gustate in pieno, andrebbero lette tutte d'un fiato, in quanto lo "stacco" mensile smorza la tensione narrativa ed il ritmo che l'autore conferisce alle storie. Forse non è al livello di quelle della fascia "400", ma nella fascia "500" si difende benone.

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Appena finita di leggere. secondo di me i punti di forza di questa storia sono:1) i tanti personaggi ben amalgamati e distribuiti fra buoni e cattivi. Non rubano la scena a Tex e Kit Willer ed hanno un loro spazio ben definito;2) la buona gestione di Kit Willer che una volta tanto si illumina di luce propria e non riflessa ed ha un suo ruolo ben preciso nell'intrecciarsi del racconto;3) la figura di Colorado Belle che fino alla fine resta abbastanza misteriosa;4) i disegni dei paesaggi di Font molto belli. Unico punto di debolezza, ma questo potrebbe essere dovuto solo al mio personalissimo gusto, le figure umane che secondo me Font tratteggia in modo un p? troppo schematico e spigoloso. Inoltre li trovo un p? troppo mingherlini. Per il resto non credo che la storia scada nell'ultraterreno, Cheyenne hai citato mefisto ma non mi trovi d'accordo quelle di Mefisto sono altre storie, li il soprannaturale la fa da padrone qui è solo accennato e resta comunque il dubbio che tutto sia frutto dell'immaginazione dei protagonisti che hanno avuto a che fare in un modo o in un altro con Colorado Belle. Voto: nove e mezzo.

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Sto recuperando tutte le avventure che mi mancano della fascia 501 - 600, periodo nel quale avevo abbandonato Tex comprandolo e leggendolo salturiamente. Questa l'ho terminata ieri sera e non posso che darne un giudizio positivo. Sarà che l'ho letta subito dopo l'indifendibile (e sono un grande fan di Nizzi) Tumak L'inesorabile, ma il mio giudizio è più che positivo. Mi trovo sostanzialmente d'accordo con buona parte dei commenti precedenti. Kit viene gestito in maniera ottima e lo stesso si può dire dei tanti co-protagonisti che Boselli inserisce nella sceneggiatura, tutti delineati in maniera brillante senza che tolgano spazio a Tex e suo figlio. Inoltre ho apprezzato il fatto che qui Borden non conferisce a Tex quell'aura di invincibilit? ed arroganza che invece ho riscontrato in una storia come quella recentissima dei Sabotatori. Tahzay secondo me fa un rilievo non di poco conto,Boselli merita di essere letto tutto d'un fiato per essere apprezzato al meglio. Riconosco che i disegni di Font possano risultare indigesti a qualcuno, io in ogni caso li ho trovati in perfetta 'simbiosi' con la storia. Unica pecca la figura "ingobbita" che assume Tex in alcune tavole. In quante occasioni Tex e Kit agiscono assieme senza che gli altri pard intervengano?

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Una storia molto originale che esce un po dai classici schemi narrativi inoltrandosi un po nel soprannaturale, cosa che non disdegno affatto ma anzi trovo piacevole ogni tanto. Finalmente a Kit viene rispolverato dal suo torpore e gli viene affidato un ruolo da protagonista assoluto in questa storia in coppia con il padre. Della trama di Boselli apprezzo molto la sua caratterizzazione molto dettagliata dei protagonisti. Ognuno di loro ha un nome e un identit? ben precisa. Sono molto caratteristici anche se non al livello di eccellenza stile "Jack Thunder" e soci. Forse la lunghezza di soli due albi un p? penalizza la loro personalit? avendo meno spazio per esprimersi. Bella l'ambientazione carica di mistero ed atmosfere cupe (piogge, città abbandonata, ecc.) nelle praterie alle quali si adattano perfettamente i disegni di Font. Il finale a sorpresa mi ha lasciato davvero di stucco perchè non lo si aspetta davvero in quella maniera. Una delle migliori storie della fascia 500-600. Voto 9 alla tramaVoto 8,5 ai disegni

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Appena finito di leggere Nei Territori del Nord Ovest mi è subito venuta voglia di fare il bis dell'accoppiata Boselli-Font, e mi sono ripreso Colorado Belle. A mio parere, questa storia è un vero e proprio gioiello, una delle più grandi prove di entrambi i due autori. Sin dall'inizio, la storia si carica di un'atmosfera suggestiva grazie alle parole iniziali di questa ragazza sperduta nella ghost town di Yellow Sky. Le parole sono inquietanti, e sono il pretesto per una panoramica della città fantasma che costituisce lo scenario principale della vicenda. A guardare queste vignette, davvero non capisco come si possa mettere in discussione Font: sono semplicemente uno spettacolo! Quando arriva Kit, e comincia ad avere la sensazione di non essere solo, e si aggira per i ruderi della vecchia città, l'atmosfera si carica di tensione e si vive un clima da grande film horror-thriller. Rapidamente, però si ritorna alla più banale realtà, e questa ha la faccia sorridente di Latigo e di Beckford, due cattivi difficilmente dimenticabili, per come sanno massacrare le persone non perdendo un luminoso sorriso sulle labbra. La banda di Deadman Dick resta impressa nella mente per la non comune crudeltà gratuita, ma Beckford, più che lo stesso capo della banda, è il personaggio che più mi ha colpito, proprio per quella sua aria cordiale e bonaria dietro la quale si cela un mostro. Altro personaggio che mi rester? impresso è quello di Scorpio, anch'egli mostruoso nell'indifferenza che dimostra nel rendere schiavi i due giovani bianchi a beneficio degli Utes e nell'assistere alle torture di Blackbird ai danni di uno dei due ragazzi. Già, Blackbird: la scena in cui sorride di malignit? a Morrow dopo aver visto la foto di Colorado Belle, penso sia uno dei momenti più alti mai visti in Tex, una scena capolavoro. Tex sa che quelle di Morrow per convincere Blackbird a parlare sono parole sprecate, ma, di fronte alle insistenze del reverendo, non può che dire, con malcelato fastidio: "accomodati". Quindi si accende una sigaretta, attendendo il per lui scontato esito del tentativo. E qui si vede il Male affacciarsi dagli occhi del rinnegato Ute e sconcertare il povero reverendo, così fiducioso nel potere della parola ma in realtà totalmente ignorante, fino a quel momento, di come il Male possa concretarsi nelle lande desolate e dimenticate dell'Ovest. Scena che a mio parere palesa perfettamente, con le parole di Tex: "? dura guardare negli occhi il Male" rivolte all'angosciato reverendo, tutta la maturit? del Tex boselliano. Altro momento a mio parere molto significativo e commovente, si può individuare nell'arrivo del reverendo a Yellow Sky, quand'egli crede di sentire forte la presenza della sorella e la chiama ad alta voce, nel vecchio saloon, certo che lei è l'. Scena molto intensa e poetica, seppur classica, questa del "sentire" la presenza di un'anima cara. E il lettore SA che questa presenza c'è realmente, e che il reverendo ha ragione di sentirne la vicinanza. Ciò che il lettore non sa ancora, anche se lo può sospettare, è che Colorado Belle non è più la dolce ragazza che si vede all'apparenza... Anche la scena finale del pozzo, nonostante io non ami le storie inverosimili, la ritengo un piccolo capolavoro. Per me questa storia è una vetta altissima e splendente, sia per i testi del sempre più amato Borden che per gli splendidi disegni: anche se i visi di Font tendono ad essere stilizzati lo ritengo un Grandissimo nel ricreare ambienti e sensazioni. Sublime.

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Amo moltissimo le storie che si svolgono nelle citta' fantasma, per cui immaginate l'emozione leggendo le tavole principali di questa bella storia , che amo moltissimo stupendi i disegni di Font!!Chissa' come sarebbe andata mi sono sempre chiesto se invece del giovane Kit ci avesse dormito il vecchio cammello nella stanza di Colorado Belle???

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Ho avuto occasione di cimentarmi in una nuova e attenta rilettura di questa storia. Confermo le mie precedenti impressioni e anzi concordo nel dire che alla prima lettura non mi era sembrata niente di eccezionale ma dopo varie riletture il giudizio è sempre in costante crescita. Io, al contrario di alcuni di voi, non disdegno affatto storie con un piccolo tocco di soprannaturale anzi ben venga una storia del genere una volta ogni tanto. Font che non è mai stato tra i miei preferiti ora non lo disdegno affatto anzi trovo che su certe ambientazioni, come le praterie, sia un assoluto maestro con pochi rivali.

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Io l'ho trovata una gran bella storia, ben sceneggiata e ben disegnata. Geniale la scelta da parte degli autori di limitarsi ad accennare in poche scene la presenza di un qualcosa che vada oltre l'umana comprensione, altrimenti il filone soprannaturale e quello più tipicamente western si sarebbero pestati i piedi a vicenda.

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Grande storia dell'accoppiata Boselli - Font, a mio parere sinonimo di qualità. Si comincia subito in grande grazie alla lunga sequenza di Kit Willer nella città fantasma (Font a mio parere, lo rende molto simile al padre): inconsueta perchè si comincia con la lunga azione di uno dei pards invece che di Tex stesso, una dimostrazione di valore del ragazzo Willer (non è che faccia un granch? a dire il vero, ma è bello vederlo a non dipendere sempre dal padre). Poi ancora con l'entrata in scena del reverendo Morrow, tipo pieno di fede ma che non scade mai nella macchietta (aiuta un po' il fatto che sia giovane invece del solito vecchio). Interessante la sua tenacia nel voler ritrovare la sorella, Colorado Belle. Riguardo a quest'ultima, anche se in vita è stata una sgualdrina, non si può fare a meno di provare pena per lei che vive come una sorta di prigioniera a Yellow Sky (nome che evoca davvero l'idea di una città fantasma) e come in attesa di Deadman Dick e del fratello per riappacificarsi definitivamente. Non sono del tutto chiare le spiegazioni sulle sue caratteristiche terrene e ultraterrene, ma conta poco. La banda di Deadman Dick ha dei personaggi davvero interessanti e il duello finale nella città è una delle perle di Boselli. Parlando dei personaggi comincerei da Latigo, il primo affrontato da Tex : una faccia da furfante e pericoloso assassino già appena comincia a parlare; cosa che l'ingenuo reverendo non è in grado di capire ( e nemmeno il postiglione visto che nemmeno lo mette in guardia). E poi l'entrata di Tex dal buio, neanche fosse uno spirito onnipresente, che roba... :generaleN: Poi viene il turno del nero Scorpio e dell'indiano rinnegato Blackbird: il primo mantiene una sua pericolosit? ma è soprattutto il secondo da tenere in conto. Memorabile il duello con Aquila della Notte nel campo degli Utes ubriachi. Tex commette alcune ingenuità contro questo personaggio: prima lo sottovaluta nel duello, dove Blackbird lo ferisce, e poi ancora in seguito rischia di farsi fregare sempre da lui (visto che l'aveva legato stretto, non ti aspetteresti di ritrovartelo che ti spari). Alla fine Tex gli salda il conto e dopo altri due banditi (il vecchio fedele a Deadman, e il ragazzo che si accingeva a "darsi da fare" con la povera Rosemary)Nella città si consuma la vera resa dei conti. Il capo banda Deadman non viene visto come un semplice cinico assassino ma ne vengono mostrate anche le paure, le debolezze e i rimorsi. Grandi i suoi comprimari piuttosto riusciti: dal freddo e cinico Lee, al bandito un po' superstizioso (non ricordo il suo nome doubt ) e così via. Il mio preferito è comunque Blackbird perchè è quello che mette in maggiore difficolt? di Tex. Gli altri sono come intrappolati nella città fantasma e braccati da Tex e Kit Willer che gli danno la caccia, neanche fossero pericolosi avversari da cinema horror. Non mi è piaciuta molto la risoluzione finale su Colorado Belle, troppo finita nell'ultraterreno. Grandissimo invece il settore disegni. Font è davvero uno dei migliori nel rappresentare gli ambienti selvaggi tra montagne e praterie come pure i vicoli deserti di Yellow SkyNon sfocia nel capolavoro comunque perchè non riesco ad avere quelle grandi sensazioni che mi lasciano quelle storie. Non è un capolavoro ma poco ci manca.

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Ho appena riletto questa storia nella edizione Cartonato Mondadori dopo quasi 8 anni dalla prima lettura come albo mensile inedito. La storia mi piace e mi piace tanto.... Bella la prima parte con il solo Kit nella ghost town e belle le atmosfere... Coinvolgente la strage della carovana con l'assassinio a sangue freddo di ben sette persone... I cattivi di questa storia sono veramente cattivi e non mi sarebbe dispiaciuto l'assassinio anche del predicatore nella parte finale della storia al fine di aumentare il livello di violenza della stessa e riunire così i due fratelli ammazzati dalla stessa mano... Belle anche le scene nel campo degli Utes!Insomma, ottima storia, ben articolata e con un grande ritmo, bei dialoghi e disegni meravigliosi di Font sia in bianco e nero ( che comunque preferisco ) sia nella colorazione del cartonato Mondadori.

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S P O I L E Rio sono un accanito lettore di gialli, ho letto tutta agatha christie e molto dickson carr ed ellery quinn, molte volte becco l'assassino, ormai ho una certa esperienza. Ma questa storia non l'ho letta con l'occhio da detective e quando alla fine si scopre che colorado belle è un fantasma ci sono rimasto di stucco. Per questo la storia mi è piaciuta moltissimo, il finale nella ghost town è un classico di boselli (vedi ultimo scontro a bannock) per quanto riguarda i disegni mi piace molto la faccia di deadman dick mentre trovo brutta quella di tex, nel complesso il lavoro è buono anche se manca la liricit? epica del tratto di Marcello che è stato il msupremo interprete delle grandi sceneggiature di boselli. Spero che si trover? un erede all'altezza nel futurovoto finale 9

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Qualcuno mi saprebbe dire se questa storie c'è anche nella collez. storica a colori ?

S? penso di non sbagliare se dico che questa storia è uscita nella Collezione Storica a Colori... penso che devi vedere i numeri compresi dal 200 in poi... il 213 ho visto nel sito Bonelli. :)

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Ho avuto occasione di cimentarmi in una nuova e attenta rilettura di questa storia. Confermo le mie precedenti impressioni e anzi concordo nel dire che alla prima lettura non mi era sembrata niente di eccezionale ma dopo varie riletture il giudizio è sempre in costante crescita. Io, al contrario di alcuni di voi, non disdegno affatto storie con un piccolo tocco di soprannaturale anzi ben venga una storia del genere una volta ogni tanto. Font che non è mai stato tra i miei preferiti ora non lo disdegno affatto anzi trovo che su certe ambientazioni, come le praterie, sia un assoluto maestro con pochi rivali.

Ho riletto la storia perchè al primo colpo non le avevo preso bene le misure e condivido la valutazione. Sul soprannaturale resto della mia idea ma questa storia mi è sembrata molto più convincente. Mi piacciono le storie nelle quali Tex si muove come un giaguaro e rispetta i nemici pericolosi. "Chi era?" "Latigo" "Fiuuu"Su Font invece non sono entusiasta: non mi piacciono molti volti e ho sempre la sensazione che le sue figure siano troppo "spezzate", quasi dei burattini, con poco senso di movimento. E' sicuramente un ottimo paesaggista, le montagne all'orizzonte sono bellissime.

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L'ho riassaporata questa sera non sapendo se sarei arrivato alla 22Osima tavola, invece mi sono divertito, Una prova muscolare di Boselli, che mette sulla strada di Tex degli avversari velenosi -  un tempo avrei puntato il dito sulla "solita" banda con i componenti differenziati in base all'aspetto fisico (il damerino Beckford), alla nazionalità (il cinese yon) o l'etnia (l'ute blackbird), per sottacere del capo, il fosco Deadman Dick, con quegli occhi da alcolizzato senza speranza, ma il piacere della lettura ha preso il sopravvento e non ho potuto far altro che arrendermi alla capacità dello sceneggiatore di imbastire un'avventura che non presenta mai cedimenti di tensione e interesse. La storia ha certo dei momenti drammatici o rivoltanti con l'eccidio dei coloni o più semplicemente assume le sembianze del thriller con la presenza inquietante di Colorado Belle che fino alla fine non rivela il mistero sul suo stato, che solo il pozzo, con lo scheletro, sarà capace di svelare con pienezza - ma anche dei momenti tutto sommato divertenti, come lo scontro quasi burlesco con gli utes ubriachi e il loro pragmatico capo che finisce per accontentarsi di un buon fucile (l'oscuro oggetto del desiderio in una storia che ne presenta diversi per i vari personaggi come, per esempio, il reverendo nella sua ricerca disperata o la stessa Colorado Belle che la pace la ritrova solo dopo la morte del suo assassino e l'arrivo atteso del fratello ) invece che di una giovane moglie bianca (un tocco di realismo inconsueto nella serie!). Ma più di tutti è sorprendente l'antagonista Deadman Dick, sconfitto non da Tex ma da un fantasma, un fantasma che è dentro di lui: forse il tallone d'Achille è proprio più il rimorso che le sue paure e fobie. 

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Storia che si lascia leggere piacevolmente e inseribile nel filone metafisico come La dama di picche.

Entrambe le storie risentono a parer mio della realizzazione grafica non essendo nè Font nè Muzzi tra i miei preferiti.

 

Molto godibile la versione in gran formato a colori proposta su cartonato Mondadori

 

texsfidanellacittafantas001.jpg

 

L'hanno letta fino in fondo tutti i miei tre figli che solitamente prediligono altri generi dal manga al Disney e che ogni tanto si lasciano tentare dai fumetti del babbo...

Il formato e il colore in questa circostanza, a differenza di altre volte, giovano alle tavole di Font.

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Questa è una storia stupenda, una delle migliori della fascia 500-600; nonostante all'ennesima rilettura manchi l'emozione della sorpresa finale, che davvero lascia di stucco il lettore che non conosca già la storia, per me è sempre un piacere rileggere questi albi.

Boselli si affida alla sua formula ben collaudata di costruire una banda di antagonisti tutti caratterizzati anche fisicamente con qualche tratto distintivo particolare - come già aveva fatto con gli Innocenti de "Il passato di Carson", con la banda di Jack Thunder, nella più recente "I giustizieri di Vegas" e in altre occasioni, se vogliamo anche con gli irlandesi de "Gli invincibili" e i forzati de "La grande invasione". Qui abbiamo oltre al capo Deadman Dick, che si lascia ricordare per le sue occhiaie funeree, il nero Skorpio, l'ute Blackbird - forse l'avversario più infido della compagnia, il damerino Beckford, il cinese... Tipico di Boselli appunto, soluzione che trovo sempre divertente perché permette di seguire l'evolversi dello scontro finale con una sorta di "conto alla rovescia", in cui pagina dopo pagina teniamo il conto dei morti e di chi ancora rimane in piedi tra i nemici...

 

La storia non sarebbe in realtà nemmeno così eccezionale - in fin dei conti la trama non è originalissima, e lo scontro finale ricorda tantissimo l'"ultimo scontro a Bannock" - ma ci sono due elementi che a mio parere innalzano enormemente la qualità della storia:

 

1) La trovata geniale di Colorado Belle, una novella "Dama di picche" che fa rientrare una storia che sembra puramente wester nel filone fantastico, e crea un'atmosfera romantica e malinconica (soprattutto a inizio storia) che è davvero emozionante.

 

2) L'ambientazione, che è l'altro vero protagonista della storia, con le praterie sconfinate, la città fantasma, e quel cielo irrequieto sempre pronto a scaricare cascate d'acqua. Font è staordinario, eccezionale, maestoso nel regalarci tavole di una bellezza incomparabile e nel farci vivere tutta l'atmosfera puramente wester della prateria. Le prime venti tavole sono per me straordinarie, e credo che qui Font realizzi il suo lavoro migliore sulle pagine di Tex.

 

Menzione finale per le due copertine di Villa, che sono anch'esse straordinarie.

Voto finale: 9

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Recuperata oggi.
primissima parte della storia bellissima, fino a quando Kit esce dalla città.
dopo la storia si ferma, indiani ridicoli, cattivi piatti, e altri personaggi buoni poco caratterizzati.

gli ho dato sei perché comunque ha un mistero da risolvere che mette voglia di arrivare fino alla fine.

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Appena uscita in edicola (e riletta) nella collana TuttoTex, questa storia è da annoverare tra le migliori prove di Boselli, ed infatti uscirà anche nella recente collana "Le grandi storie di Tex" di Repubblica. Da rilevare: un Tex duro come piace noi (in particolare nel villaggio degli Utes alla fine del primo albo, dove agisce con il coraggio e la tenacia che conosciamo), la non troppo sfruttata coppia Willer (Tex, Kit) insieme, l'elemento soprannaturale presente (ma non invadente), gli ottimi disegni di Font, un sviluppo quasi "cinematografico" che impreziosisce il tutto (merito dell'ottima sceneggiatura). Voto 9.

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storia bellissima, con un finale a sorpresa o che comunque non mi sarei mai aspettato. Il tutto condito da una atmosfera western che Font riesce a rendere alla perfezione con il suo tratto essenziale ma efficace.
Mi piace soprattutto quel sentimento di malinconia che, almeno per quanto mi riguarda, rimane anche dopo la lettura, soprattutto nel momento in cui si capisce la vera sorte di Colorado Belle.
Unica nota stonata, il duello finale con la banda di Deadman Dick: anche a me ha ricordato troppo quello de " Il passato di Carson".

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A parte le due vecchie squaw di aquila della notte e di piccolo falco, penso sempre che sia una bella storia. Boselli riesce a creare un bel pathos e la storia è coinvolgente senza diventare mai pesante. Il finale ti fa ripensare a tutta la storia e rimette in discussione tutto, ma i sentimenti che suscita rimangono, ed il retrogusto amaro è molto gradevole.

Me la rileggo e me la rigodo almeno tutti gli anni.

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Si è una storia che lascia diverso amaro in bocca: Pensavo che Colorado Belle fosse una donna da salvare e invece ormai non c'era molto da salvare.

 

Però mi capita spesso di pensare come sarebbe questa storia se fosse stata ultimata da Capitanio.... Chissà quelle poche tavole da lui disegnate dove sono e soprattutto come sono. Domanda che avevo già posto qualche anno fa, e in parte ha trovato la sua risposta.

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