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  1. Ai fini del "confronto" fra FDA e "The due bandiere" devo parlare anche di questa storia. Ma è meglio che lo faccia qui, nel thread dedicato. Cosa pensava GL Bonelli della guerra? Si faceva "gasare" dalla retorica bellica? Anelava la lotta contro il nemico, voleva uccidere quei subumani invasori delle "razze inferiori"? Direi proprio di no. GLBonelli era nato nel dicembre 1908. Aveva vissuto quindi sin dai 13 anni immerso nella retorica guerrafondaia del regime fascista. Ma leggeva opere di altri paesi, aveva viaggiato per il mondo (almeno in svizzera e in Francia), aveva un ottica sicuramente meno provinciale e ottenebrata dalla propaganda fascista rispetto a molti suoi compatrioti (e ricordiamoci che, come editore, erano anni che si scornava contro l'ottusità e il fanatismo della censura fascista, che più volte aveva minacciato di farlo chiudere) Allo scoppio della guerra nel 1939 ha 31 anni, per un paio di anni riesce ad evitare di essere arruolato ma dopo l'estate del 1943, con la nascita della Repubblica di Salò, non potrebbe più evitarlo. Quindi per non andare in guerra scappa in Svizzera. (insomma, la versione dell'epoca del fare l'Obiettore di Coscienza, anche se all'epoca li chiamavano renitenti alla leva o disertori) Anche nelle sue opere... come viene rappresentato il mondo dei militari? Come il regno dell'ottusità e della stupidità, dove poveri soldati innocenti vengono mandati al massacro da stupidi ufficialetti con il culo al caldo. Ricordiamoci alcune scene rimaste nella memoria dei lettori... E ricordiamoci anche il suo comportamento con i soldati semplici durante "Sangue Navajo" e "Vendetta Indiana"... insomma, TEX NON FA MAI LA GUERRA, non contro i semplici soldati che non hanno colpe. Non solo in questo GL Bonelli era pacifista e assolutamente antimilitarista... in una intervista postata nel forum risalente agli anni 60, alla domanda su quale fosse un personaggio del west che disprezzasse e che considerava sopravvalutato, rispose senza esitazione "il generale Custer", specificando poi cosa pensava di quel vanesio e pomposo ufficiale che aveva mandato i suoi uomini al massacro per la sua sfrenata ambizione politica (chissà come avrebbe sofferto a sapere che anni dopo un altro autore, suo INDEGNO erede, avrebbe presentato proprio sul "suo" Tex il generale Custer in un ottica positiva... meglio che non l'abbia mai saputo, o almeno lo spero...) Per anni si è limitato a questo. Poi arrivano gli anni 60. E la guerra del vietnam. Che polarizza le "posizioni" dei favorevoli e contrari alla guerra in una maniera che non si vedeva in Italia dal 1939. È un fatto ormai assodato che, durante una guerra, i film che parlano delle altre guerre in realtà parla solo di quella che si sta svolgendo. Così i film western "revisionisti" degli anni 70 in realtà parlavano della guerra del; vietnam (e nel loro mostrare gli indiani come pacifici hippy anne-litteram erano molto più "fantasiosi" e tradivano la storia molto più dei vituperati film con John Wayne...). Idem con il più recente "300" che con la scusa del parlare di Leonida e dei suoi 300 spartani, in realtà parla delle guerre degli USA in medio oriente per "esportare la democrazia" Il western quindi in quegli anni non può non parlare di guerra. E schierarsi. E anche GL Bonelli lo fa. (e lo fa con una CHIAREZZA politica di assoluta contrarietà alla guerra tale che mi meraviglio che Sergio Bonelli non gliel'abbia censurata. I tempi in cui nel futuro anche Sergio Bonelli avrebbe scritto opere antimilitariste erano ancora da venire...) Guardiamo ai tempi. È stata pubblicata nel marzo 1970. Cioè è stata scritta nel 1969 o prima. Quindi PRIMA della maggior parte dei western "revisionisti". PRIMA che uscissero gran parte degli altri fumetti "pacifisti" che ridicolizzavano la guerra. Anche in questo, GL Bonelli è un PRECURSORE. Non scrive, come faranno tanti altri, denunce della guerra "a posteriori", dopo il 1974, quando, dopo la sconfitta, è facile criticare la guerra. Lo fa nel 1969. Quando ci sono gli studenti che vengono pestati dalla polizia (o peggio... cercate su wikipedia il massacro degli studenti al Kent State University del 1970) Scrive questa storia quanto chi critica la guerra in piazza rischia le botte dalla polizia, o di essere "sprangato" dai fascisti. Quando in TV tutti i TG esaltano la guerra "per la libertà" e chi non lo fa viene tacciato di essere un "rosso" agli ordini di mosca. Non è una delle sue migliori storie, è vero. Prima di tutto perchè non è il suo "genere". GL Bonelli è un autore di avventure escapiste, scrive per lettori che vogliono fuggire dalla realtà, e che sono ancora abbastanza giovani. Sa che non può fare, come di moda ai giorni nostri, un noioso polpettone retorico buonista. Deve comunque intrattenere i lettori e fare "una storia di Tex". Eppure... eppure riesce a metterci gli orrori della guerra. A differenza del pavido e derivativo Nizzi, che fa solo una storiellina gialla con buoni buonissimi e cattivi cattivissimi in cui non si vede una bomba, un ferito civile, una casa distrutta, NIENTE (tanto che guerra di Nizzi è rappresentata come una bella avventura alla rambo contro mostri cattivi senza il minimo danno alla popolazione civile), GLBonelli pur in una storia DAVVERO DI TEX ci mette... 1) La guerra che rompe amicizie consolidate e trasforma gli amici in nemici, nelle figure di Tex e Rod (una cosa che GL Bonelli deve aver vissuto personalmente, visto quanti amici e collaboratori hanno combattuto per Salò...) 2) Le forse armate che requisiscono le proprietà delle popolazioni che devono "difendere", come capita a Tex e a Damned Dick (pare poco, ma Nizzi non fa vedere manco questo, nessuno dei suoi soldati fa il minimo torto ad un civile del sud) 3) Che in un esercito, gli ufficiali stupidi e boriosi sono da ambo le parti, come mostra l'incontro con il borioso ufficialetto nordista di "quando tuona il cannone" (i nordisti di Nizzi essendo "i buoni" sono tutti eroi senza macchia, dei santi...) 4) Sempre in "quando tuona il cannone", si fa vedere un reparto sudista attaccare una fattoria per saccheggiarla (notare come GL Bonelli mostri SOPRATTUTTO l'effetto della guerra sui civili, mentre invece Nizzi troppo preoccupato dalla sua storia "gialla" e dal "mistero" su "chi avrà rubato l'oro" NON FA VEDERE IL MINIMO DANNO ALLA POPOLAZIONE CIVILE (a parte quelli minacciati, picchiati e derubati da Tex, ovviamente) 5) MANOVRE MILITARI! Il "Quando tuona il cannone", anche con l'ausilio di MAPPE, si parla di strategia, di battaglie, di linee di rifornimento, insomma di quelle cose tipiche della guerra che Nizzi IGNORA COMPLETAMENTE (il "suo" Tex vaga di qua e di là per organizzare un evasione, in un limbo senza distanze e senza geografia, e in cui della guerra se ne parla molto genericamente e "per sentito dire", tipo "lo sa che il generale Sherman è arrivano nel posto X? Abbiamo perso la guerra..." "oh perbacco, che disdetta...") 6) LA GUERRA. Quella che manca completamente nello stupido gialletto di Nizzi. In tutta "fuga da anderville" non si vede NEMMENO UNO SPARO che non sia indirizzato a Tex o ai suoi amici (o viceversa, che non sia sparato da Tex e i suoi amici). A parte loro, LA GUERRA NON ESISTE. Invece, GL ci fa vedere le battaglia. E ce le fa vedere due volte, nei due aspetti: prima, a pagina 16-30 di "Tramonto Rosso", ci fa vedere una brillante operazione "chirurgica" con un attacco di un reparto ad una città. Poi, quando siamo ben gasati per le gesta dei "nostri", dei "buoni"... vediamo Shiloh Church. Vediamo quello che Nizzi ci vuole nascondere, nella sua visione della guerra come una cosa bella che punisce i cattivi e libera i buoni senza il minimo danno collaterale (anzi, in fuga da andwerville è imperdonabile che non l'abbiano fatta prima, i sudisti razzisti andavano sterminati tutti decenni prima! Pulizia etnica, così si fa!!!) Vediamo gli effetti di una vera battaglia. Con le cannonate, con i cadaveri sparsi, cadaveri di gente innocente, arruolata a forza o perchè ha creduto alle bugie sull'"onore" e sulla "bandiera". E alla fine, Tex farà un solenne giuramento, che chiarisce il suo comportamento futuro: "che io sia dannato se d'ora in poi sparerò mai più un colpo su qualcuno che non sia un rapinatore o un ladro di bestiame o di cavalli" Terminando con "All'inferno le guerre! All'inferno tutti gli sporchi e pazzi politicanti che con le loro dannate chiacchiere seminano incomprensione e odio fra la povera gente" Più chiaro di così... Ecco, io spero tanto una cosa. Io DAVVERO spero che nessuno abbia mai fatto leggere a GL Bonelli "Fuga da Anderville" Perché non posso nemmeno immaginare cosa avrebbe pensato il pacifista e anarchico GL Bonelli, nel lerre un albo del suo Tex in cui TEX SI RIMANGIA QUELLA PROMESSA e per un sacco di pagine SPARA ALLEGRAMENTE SU SOLDATI DI LEVA. descritti come mostri assetati di sangue. Spero che almeno quell'oltraggio gli sia stato risparmiato. E che non abbia mai visto il suo Tex trasformato proprio in uno di quelli che esalta la guerra come una cosa che i "buoni" devono fare contro i "cattivi"... GL Bonelli era un uomo in anticipo sui tempi. Ha mostrato gli indiani come esseri umani in anticipo sul resto del fumetto italiano. E ha anticipato film contro la guerra come "Apocalypse Now" o "il cacciatore" Nizzi è uno che le mode le segue e non anticipa nessuno, ma anche lui è un uomo del suo tempo. Gli anni 80 erano gli anni di Ronald Reagan, gli anni in cui la guerra del Vietnam è stata "riscritta" nell'immaginario collettivo come una "guerra giusta" che gli eroici soldati USA hanno perso per colpa dei "politicanti di sinistra". Erano gli anni in cui Reagan sventolava la bandiera a stelle strisce e parlava della lotta contro "L'Impero del Male", gli anni di Top Gun. Quindi è vero che Nizzi fa una rappresentazione della guerra "più moderna". Una rappresentazione PIÙ ADATTA ad una generazione che non l'aveva vissuta sulla sua pelle, ma solo nei videogames spara-ammazza Quindi anche Nizzi anticipa un film che ha la sua stessa visione della guerra come uno scontro "uno contro tutti" fra buoni e cattivi dove i "buoni" uccidono solo malvagi subumani insegni di vivere, senza alcun danno per i civili. Questo film:
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  2. Io francamente non vedo in questa storia dei colpi di scena fini a sé stessi. Vedo un solido racconto western, classico che più non si può (ma non è un male) tra banditi e bounty hunter canaglia, ma con in più le donne schiavizzate e traumatizzate da tanta violenza. I pensieri di Gillian, i suoi tormentati ricordi, non aggiungono nulla alla trama; sono tuttavia un approfondimento del dramma della donna, ed è bello e significativo che Tex, come di consueto fine psicologo, riesca a cogliere i neri pensieri dietro i momenti in cui la donna appare assorta, tanto da riuscire a dirle di dimenticare. Ma la donna, pur forte come è, non può dimenticare, e d'altronde la sua bellezza la porta nuovamente ad essere considerata come un oggetto da bramare, sia dal fuorilegge complice del suo ex compagno che dal cacciatore di taglie. È sempre una preda, Gillian, costretta a subire le bramosie lussuriose degli uomini e a stare zitta per amore della figlia, finché non arriva un cavaliere senza macchia e senza paura che, non senza qualche difficoltà, la porta finalmente in salvo. Banditi, bounty killer, donne da salvare. Il West più classico, condensato in poche e ben scritte pagine. Il tutto in un numero fuori collana che propone una storia balneare il cui intento è, dichiaratamente, quello di intrattenere sotto l'ombrellone. E ci riesce egregiamente, ed anzi non capisco sinceramente come si faccia a trovarla così piatta. La figura delle donne brutalizzate, i tarli nella testa della madre, la sua reazione nella cupidigia del denaro, pur sporco di sangue: ma cosa deve fare un autore per non scrivere una storia considerabile piatta, soprattutto considerando le poche pagine messegli a disposizione da una storia "estiva"?
    4 points
  3. Bonelli però fa dire a Mefisto "non posso però dimenticare gli anni tremendi trascorsi steso su un giaciglio di pelli, costantemente in lotta con la natura per ridare vita alle mia ossa fracassate e ai miei muscoli atrofizzati" "atrofizzati" fa capire che per lungo tempo, anche dopo essere stato salvato, non era in grado di muoversi. E dalla risposta di Padma, Mefisto appena è tornato "quasi" in forze, si è subito dedicato alla vendetta, quindi la sua completa guarigione è cosa recente. Mefisto poi ammette con Padma che "gli deve la vita" Quindi: Mefisto quando è stato trovato era paralizzato, e NON si sarebbe salvato. Poi Padma gli dice "se non ti avessi raccolto dalle sabbie roventi di quel deserto..." E poi "speravo di potergli guarire anche l'anima, curando il suo corpo". E nell'albo successivo: "fosti tu a raccogliermi morente in quel dannato deserto" Anche se non fa vedere la scena, direi che GL Bonelli chiarisce bene la situazione: quando Padma trova Mefisto, lo trova "fra le sabbie roventi del deserto", "morente", in fin di vita, totalmente paralizzato, e lo salva solo grazie ai suoi poteri magici. Poi per permettergli di camminare di nuovo ci vogliono mesi se non anni, mentre impara anche la magia. È una situazione in cui è Padma che ha la scelta, di soccorrerlo o meno, e Mefisto avrebbe altrimenti poco tempo da vivere. Come ha fatto a trovarlo in così breve tempo? La domanda mi sembra parta da presupposti mai detti da GL Bonelli. Chi dice che si sia mosso solo dopo la caduta di Mefisto? GL Bonelli non lo dice. Padma crede nel destino, e segue la direzione indicata dalla campanella. Il suo destino era di passare di lì, per trovare Mefisto. È stato ingannato dai demoni che serviva? Mefisto per qualche motivo è bene che non fosse morto allora? Curare persino un uomo malvagio come Mefisto è una delle prove che deve superare? In ogni caso, il rapporto di forza è chiaro. Per mesi, forse anni, Mefisto è indifeso e paralizzato, inerme di fronte ad un mago infinitamente più potente di lui. Tu hai totalmente rovesciato la situazione descritta da GL Bonelli. Nella tua versione è Mefisto, con i suoi poteri, a condurre lì Padma. Non è Padma che lo "raccoglie", è lui che viene attirato da Mefisto come una mosca nella tela del ragno. Mefisto grazie ai suoi poteri sa chi è Padma e sa cosa può insegnargli. Nella tua versione nel frattempo il molto più potente Padma non ha capito quasi nulla di Mefisto. Il tuo Mefisto si è salvato da solo, anche senza cibo e acqua per mesi, e non è paralizzato, si mette a sedere di fronte a Padma e quando lo segue fuori dalla grotta può già camminare da solo. PER QUELLO CHE SI VEDE IN QUELLA SCENA Mefisto si salvava anche attirando un contadino ad aiutarlo, Padma è un mero testimone della potenza di Mefisto. Questa è una evidente ret-con. E anche se bisognerà vedere la fine della storia per giudicare, al momento non ne capisco davvero il motivo. Perché pompare ancora di più la potenza di Mefisto e la sua invulnerabilità, quando sono il suo problema principale, che obbliga a fargli fare ormai troppo spesso figure da coglione per giustificare le vittorie di Tex? Perché ridurre le responsabilità di Padma, riducendolo quasi a mero testimone e poi maestro di magia, ma facendo vedere che anche senza di lui il Mefisto di prima, già abbastanza potente da fare del male, si salvava lo stesso da solo? Per adesso, non vedendo il motivo di questi cambiamenti, la scena appare "sbagliata", credo che un rapido referendum fra i lettori qui ne troverebbe ben pochi (o nessuno) che se l'era immaginata così, con un Mefisto che seguiva Padma tranquillamente con le sue gambe dopo essersi guarito da solo dalle ferite più gravi e mortali. (Anche perchè contrasta decisamente con quello che era stato raccontato ne "il drago rosso" e "spettri"...). Oltretutto, con un Mefisto che fa conversazione e si mette pure a sedere, la scena perde molto pathos rispetto a quella che si poteva immaginare dalle vecchie descrizioni...
    4 points
  4. Eh, lo sapevo che a toccare questa storia si scatenava il vespaio... (per le mie considerazioni sul perchè, vedere il mio primo post dove prevedevo tutto questo... ) Purtroppo, sono stato buon profeta anche sul fatto che si sarebbe andati a vanvera fuori tema a rispondere sulla qualità dell'opera, sul giudizio generale su Nizzi, e si sarebbe finiti con i soliti 2 fronti contrapposti: quelli che la amano a prescindere e quelli che la schifano (con ottime ragioni, come vedremo... ) No, per favore: andiamo ad esaminare un pezzo per volta, altrimenti facciamo le solite barricate e nessuno impara niente. Per esempio, osservate come, mentre sulla qualità dell'opera ci sono le solite barricate... NESSUNO È RIUSCITO A NEGARE CHE GLI ABITANTI DEL SUD SONO SEMPRE E SOLO RAPPRESENTATI COME SPREGEVOLI FANATICI ASSASSINI. Si è cercato di giustificare la cosa (tirando in ballo anche il "realismo".. ) ma nessuno è riuscito a negarla. È solo così che riusciremo a discutere di quest'opera nel merito, senza finire nelle solite barricate gridando "è un capolavoro e non si discute" (e io invece voglio proprio discutere, che sarebbe lo scopo del forum...) Per riassumere, ecco un rapido schemino della "realistica rappresentazione degli abitanti del sud" secondo Nizzi: Pagina 79 del numero 297: i primi 5 abitanti del sud che vediamo sono impegnati ad assassinare un nero. Senza alcun motivo. Non ha fatto nulla, l'hanno visto, e subito lo vogliono linciare. Quindi abbiamo: Abitante numero 1: maniaco omicida, gode nell'assassinare neri solo per divertimento. Abitante numero 2: maniaco omicida, gode nell'assassinare neri solo per divertimento Abitante numero 3: maniaco omicida, gode nell'assassinare neri solo per divertimento Abitante numero 4: maniaco omicida, gode nell'assassinare neri solo per divertimento Abitante numero 5: maniaco omicida, gode nell'assassinare neri solo per divertimento Poi incontra John, che come già detto rappresenta l'unico buono in tutto il sud. Perché si è arruolato nel nord e quindi uccide quei mostri sanguinari indegni di vivere, insomma, i suoi compaesani. Notare che comunque che all'inizio anche John non viene rappresentato come un idealista che combatte contro la schiavitù, ma come un semplice opportunista che si è schierato con il Nord perchè sa che vincerà e quindi si è schierato dalla parte dei vincenti. Come pensavano di fare i francesi collaborazionisti di Vichy che si schierarono con Hitler, insomma... Incontriamo poi Leslie Walcott, quello che secondo qualcuno dovrebbe essere il personaggio più "positivo"... un "bellimbusto gallonato" arrogante, razzista, che non esita a mandare i suoi uomini al massacro (mandandoli ad attraversare il fiume, allo scoperto, contro due cecchini che gli sparano al riparo dall'altra riva del fiume, e che se volevano li avrebbero facilmente ammazzati tutti) Incontriamo anche suo zio, un cinico politicante traditore e ladro disposto a uccidere i suoi nipoti pur di far avanzare la sua carriera politica. Quindi: Abitante numero 6: arrogante, razzista, idiota, disposto a far massacrare i suoi uomini per un puntiglio. Abitante numero 7: cinico, arrivista, ladro, traditore, assassino dei suoi nipoti per interesse. Notare anche come sono raffigurati: sicuramente su descrizione di Nizzi (credo che tutti abbiamo visto qualche pagina delle sue sceneggiature, descrive i personaggi a parole) quelli del sud sono TUTTI ( a parte John e lo zio che deve essere una "sorpresa") raffigurati come "cattivi da fumetto", sguardo torvo e crudele, intelligenza subumana, ghignanti: non conto i vari soldati sudisti che si vedono e basta o che dicono due frasi come l'ufficiale che arresta John, ma hanno tutti una faccia da "cattivo da fumetti" che non ce l'hanno nemmeno le bande di predoni messicani degli spaghetti western... Ma anche le donne del sud sono tutte così: megere antipatiche, avide, razziste come la locandiera della scena successiva. Lei e suo marito e gli altri avventori che non appena vedono Tom perdono la testa e lo vogliono ammazzare ("ti apro un occhiello nella pancia, muso di catrame"). Continuo a chiedermi come sia possibile che nel "realistico" Sud di Nizzi dove i neri vengono linciati a vista che sia sopravvissuto anche un solo schiavo... Abitante numero 8: arrogante, razzista, avida e brutta come la fame Abitante numero 9: arrogante e violento, fanatico razzista e guerrafondaio, a vedere un nero nel suo locale vuole ucciderlo. Abitante numero 10: violento, fanatico razzista, collabora volentieri all'uccisione dei neri con entusiasmo. Abitante numero 11: violento, fanatico razzista, collabora volentieri all'uccisione dei neri con entusiasmo. Abitante numero 12: violento, fanatico razzista, collabora volentieri all'uccisione dei neri con entusiasmo. Abitante numero 13: violento, fanatico razzista, collabora volentieri all'uccisione dei neri con entusiasmo. Arriviamo a "Jed e il suo paparino": che sparino a chi vuole rubargli i cavalli ci sta, ma Nizzi ci tiene a rappresentare Jed come un "inbred hillbilly", scemo fino al cretinismo e sadico che pregusta il momento in cui vedrà il padre torturare "un negro", ed è chiaro che l'ha visto fare tante volte. Questa rappresentazione serve a "far dimenticare" al lettore distratto una cosa: Tex vuole rubare, ridendo, TUTTI i cavalli (gliene basterebbe uno, ma lui li vuole tutti) a gente comune che non conosce nemmeno, e che potrebbe gettare nella miseria e nella rovina, e ci scherza sopra! Vi pare Tex, questo? Non è la stessa identica cosa che hanno fatto i razziatori che poi hanno ucciso suo padre? Ma per Nizzi non c'è problema, perchè la famiglia che viene depredata dal Tex umorista è del Sud (come i genitori di Tex), quindi ovviamente è composta da subumani sadici torturatori (mi piacerebbe sapere che opinione ha Nizzi degli abitanti del Sud dell'Italia, visto che considera le popolazioni così omogenee e compartecipi di ogni crimine. Ma temo di poterla già immaginare...) Comunque, conteggiamoli... Abitante numero 14 sadico torturatore razzista, ha torturato più volte neri in passato. Abitante numero 15 inbred hillbilly subnormale sadico che gode al vedere torturare neri. Arriviamo poi a Anderville. I soldati che scortano John fanno già parte di un campo in cui storicamente avvenivano orrori. Nizzi però ci aggiunge che godono e ridono, tutti, nel vedere morire di fare i prigionieri. Sono rappresentati PEGGIO delle SS naziste: immaginate un campo di SS Naziste, in cui invece di far vedere i soldati ignorare crudelmente le sofferenze attorno a loro, si vedono le SS, ignorando ogni disciplina, ridere e deridere singolarmente i prigionieri, ridendo sguaiatamente alle loro sofferenze. La rappresentazione che fa Nizzi di TUTTI i SOLDATI DI LEVA (e non i fanatici delle SS che selezionavano i volontari peggiori) è quella dei torturatori messicani degli spaghetti western con addosso la divisa delle SS a gestire un campo di sterminio senza nemmeno essersi fatti la barba.. Se ne vedono TREDICI così... Abitante numero 16: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 17: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 18: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 19: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 20: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 21: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 22: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 23: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 24: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 25: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 26: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 27: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Abitante numero 28: sadico aguzzino torturatore che ghigna di fronte a persone che muoiono di fame. Ah, dimenticavo il comandante... Abitante numero 29: sadico aguzzino torturatore, che tradisce la sua divisa per avidità. Siamo quasi a TRENTA PERSONAGGI. Uno più spregevole dell'altro, anche a livello umano. TUTTI gli abitanti del sud rappresentati come sbavanti sadici subumani, che ridono di fronte a persone che muoiono di fare, che uccidere per divertimento anche persone che non conoscono e che non gli hanno fatto nulla. Alcuni, per difendere questa rappresentazione grottesca e caricaturale di un popolo di "cattivi da fumetto", hanno tirato in causa il "realismo" di un popolo in guerra incattivito dalle sofferenze, ma... NON SI VEDE ALCUNA SOFFERENZA PER IL SUD!! NESSUNA delle persone rappresentate sta soffrendo o ha sofferto! I soldati sono nelle retrovie, ridono, SGHIGNAZZANO, SI STANNO DIVERTENDO, altro che "sofferenze del Sud". E i civili? GRASSI, PANCIUTI, BORIOSI E PREPOTENTI. Sembra che in questa guerra il nord spari coriandoli senza fare il minimo danno e solo i crudeli, sadici abitanti del sud infliggano qualunque sofferenza! Sarà per come sono rappresentati che Tex dimentica completamente la sua promessa, fatta in "Tramonto Rosso", e dopo il primo albo spara tranquillamente per uccidere a semplici soldati di leva, senza farsi alcun problema o remora? Ma non andiamo troppo avanti. Passiamo invece alla seconda domanda. Se per voi questo è "realisticamente" l'effetto della guerra, si dovrebbe applicare anche al Nord, no? Siete in grado di indicarmi in questa storia anche UN SOLO PERSONAGGIO del Nord che compia la minima azione disonorevole?
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  5. Tornando all'albo bis e alla sua "Texianità"... Come ho detto tante volte, il personaggio è anche il suo mondo (puoi fare un Tex fedelissimo nei comportamenti ma se gli cambi il mondo attorno, per esempio invece di usare la precisione delle colt di fantasia ci metti quella reale oppure se fai comportare la gente comune come in "il giudice Maddox", il lettore non lo riconosce lo stesso) Idem per la struttura della storia. Tex deve essere il protagonista, non L'ANTAGONISTA e nemmeno una funzione narrativa utile a risolvere, tipo deus ex machina, il finale di una storia altrui. Cosa intendo per essere l'antagonista? Tempo fa leggevo un articolo di qualcuno (uno sceneggiatore cinematografico che però non conosceva molto i fumetti) che sosteneva che un problema dei film e dei fumetti di supereroi (e in generale dei fumetti seriali), è che l'eroe non è il personaggio che muove gli eventi (che invece è il supervillain, che agisce per conquistare il mondo o cambiarlo, e quindi il supervillain è l'eroe che parte nell'impresa, il supereroe è l'antagonista che cerca di fermarlo e di impedire qualunque cambiamento, risultando una forza passiva che con la sua vittoria fa finire la storia senza conseguenze per poi ripartire il numero dopo dallo status quo). E quindi, sosteneva, un film o fumetti di supereroi deve avere Villain interessanti, mentre l'eroe può essere anonimo. È un punto di vista condiviso da molti (quante volte avrete sentito dire frasi simili sul fatto che quello che conta non è l'eroe ma avere un buon arcinemico?), ma in realtà abbastanza smentito anche da una superficiale conoscenza dei meccanismi dei fumetti seriali. Davvero i fumetti di Paperone vendono solo per la Banda Bassotti? Certo che no. E come mai? Perchè Paperone non è l'antagonista. Nei fumetti di Batks è LUI che prende l'iniziativa, che ha progetti, che si lancia in imprese per trovare il tal tesoro, e i Bassotti da antagonisti cercano di fermarlo e di rubargli i soldi. Anche nei fumetti di supereroi, ormai è sorpassata l'idea del protagonista che sta fermo ad aspettare che qualcuno cerchi di rapinare una banca per fermarlo. Gli autori migliori creano eroi che guidano sempre la storia (il miracleman di Moore che altera l'intero status quo mondiale, diventando il Dio-Imperatore del pianeta Terra, nella sua ricerca delle sue vere origini, o il Batman di Frank Miller in Year One, che deve... diventare Batman), ma anche quelli che si rifugiano sempre nei cliché più banali hanno imparato che PRIMA si fa avvenire la rapina, l'omicidio o il misfatto e POI l'eroe diventa il protagonista della ricerca o del salvataggio... Ho detto molte volte anche che il "lettore medio" magari sbaglia a diagnosticare i problemi, e li attribuisce a cazzate, ma se si diverte o no a leggere una storia lo sa benissimo, ed è assurdo che l'autore cerchi di "convincerlo" che una storia gli dovrebbe piacere (vedi recenti esempi Zagoriani..). È la situazione di un paziente che sente un dolore misterioso: se si fa la auto-diagnosi probabilmente la sbaglia completamente e pensa che invece di una peritonite sia una fattura di una strega, ma che sente mai è innegabile, è un fatto. Allo stesso modo vedo molti lettori lamentarsi che nelle storie recenti Tex non è "protagonista" magari perchè occupa solo il 66% delle pagine invece di un numerino magico sotto cui non scendere, tipo il 77,7%, che come "diagnosi" pare quella della fattura della strega Bagobalù (e ha la stessa validità, rileggetevi il primo albo del Figlio di Mefisto quanto comprare Tex...). Diagnosi farlocca, ovviamente. Ma un "male" di partenza che sentono nella lettura, reale. In molte storie recenti (non si Boselli, almeno di solito, è più un problema di Ruju e altri), Tex non è il protagonista... semplicemente perchè non lo è. È una comparsa (o un antagonista) in una storia dove potrebbe anche non esserci o potrebbe esserci qualcun altro. E rimarrebbe non protagonista anche se comparisse nel 100% delle pagine e parlasse esattamente come il Tex di GL Bonelli! Se tutto quello che fa Tex nella storia è salvare le povere vittime, alla "arrivano i nostri", e fermare i biechi piani del criminale, allora Tex non è il protagonista, è l'ANTAGONISTA. il vero protagonista è il criminale. In questa storia succede una variante di questo: i veri protagonisti sono i criminali e le due donne, la sfida è fra di loro. Tex è un generico uomo di legge che cambia l'equilibrio delle forze in campo permettendo alle vere protagoniste (le due donne) di vincere. Se c'era un generico ranger, era lo stesso. È il problema di TUTTE le storie che partono con "ho una bella idea, ci sono tre personaggi x che fanno questo, c'è la bella Y che fa questo, e si scontrano, e poi passa Z e poi... oh che bella storia, adesso ci devo infilare dentro Tex, cosa gli faccio fare? Qui potrebbe essere lui a salvare Y, qui potrebbe essere lui a parlare con Z... che bella storia di Tex questa in cui ho infilato Tex alla fine senza modificare la storia..." Non so esattamente come GL Bonelli scrivesse le sue storie, che tecniche usasse per farsi venire le idee o per realizzare in pratica le sceneggiature, ma mi pare chiaro che si immedesimava in Tex e si chiedeva "e qui Tex cosa farebbe?" invece di chiedersi "e qui come faccio a far fare a Tex questa cosa che mi serve per far avvenire questi eventi come volevo?" Guardate le sue storie: in molte di essere, Tex non è l'eroe che riporta lo status qui: in molte Tex è il CRIMINALE che DISTRUGGE lo status quo. Tex arriva in paesi dove lo status quo è fatto di prepotenze e soprusi. Non un mondo dove tutto va bene finché non arriva un criminale che turba tutto, e Tex si limita a fermarlo. Nel mondo di Tex (che è essenziale per caratterizzarlo, molto più dei satanasso e delle patatine) la maggior parte della gente è fatta di brave persone, tiranneggiate da prepotenti che le sfruttano e le umiliano con la forza e spesso con la legge dalla loro parte. Tex è il criminale che arriva e prende a botte il potere costituito, fa volare dalla finestra il banchiere e riprende i soldi che restituisce alle sue vittime, è quello che arriva e brucia il ranch dell'allevatore prepotente, è lui che muove gli eventi ed è lui il protagonista. Questo NON accade qui (e purtroppo non accade in tante altre storie pubblicate), per questo questa non è una "storia di Tex", al massimo è una storia "con Tex". Perchè Tex qui è il deux ex machina ma non è il protagonista, avendo un ruolo puramente reattivo per cui basterebbe un qualsiasi agente della legge.
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  6. Non concordo. A titolo personale continuo Tex perché sono affezionato al personaggio (lo leggo dal 1992) ma questo non mi ha impedito di smettere per almeno 120 numeri (fai tu il conto degli anni). Continuo a leggerlo perché mi piacciono ambientazione, personaggi e disegni. Mi soddisfa come prima? Non più come prima, a tratti. Mi sono fiondato su Tex Willer per cercare qualcosa in più...L'ho trovata e mi soddisfa di più della regolare. Mi lamento di più delle storie e lo scrivo. Il malcontento non è solo mollare una serie. Dopo una "brutta" di Tex provo con Tex Willer, o rileggo Magico Vento, o Ken Parker, o Storia del West. Oppure, come è capitato dopo Ruju/Freghieri, ho preso a caso una storia (Rancho Dorado) di Nizzi della fascia 300/400, e mi sono divertito ed appassionato alla storia (con i suoi difetti). Chi ha smesso di leggere Tex perché lo ha fatto? Boh...Io lo feci perché non mi dava più niente, perché smisi di leggere completamente i fumetti, perché ero preso da altro. Ciascuno ha le sue ragioni.
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  7. Rileggere Tex è sempre un piacere, ma rileggere una storia come "Sasquatch" rappresenta qualcosa di più, perché mi riporta indietro nel tempo, quando nel negozio di fumetti usati della mia città mi arrampicavo negli scaffali più alti per cercare uno degli albi che componevano questa mitica storia. I tratti nolittiani sono ben visibili già nell'incipit, in cui le didascalie raccontano della nascita delle "boom town", dipingendo un quadro avventuroso ma nello stesso tempo disilluso di questi ambienti così tipicamente western. E' uno degli aspetti che ho sempre amato in Mister No, tavole con paesaggi e scene di vita raccontate attraverso brevi ma azzeccate descrizioni. Gli usi e costumi di questi indiani (i Klamath) così poco conosciuti rispetto ai più "convenzionali" Sioux, Apache, ecc. ci vengono raccontati per sommi capi dall'autore senza che il tutto diventi greve: addirittura è Tex in veste di cicerone che spiega ai componenti della spedizione (e quindi a noi lettori) i totem indiani che incontrano durante il viaggio. Tutti, tranne uno: quello del "selvaggio uomo dei boschi". Nolitta è bravissimo a costruire il climax di mistero e tensione che, piano piano, affiorerà nella storia, fino all'emozionante e incredibile finale. L'ossessionante cupo tambureggiare lontano, i terribili ululati di animale ferito, i misteriosi bivacchi notturni, la presenza tangibile di un essere sovrannaturale, le misteriose guarigioni, sono tutti elementi che, piano piano, svelano che la storia prenderà una piega del tutto inaspettata e imprevedibile. L'impianto narrativo è solido, senza sbavature, con colpi di scena uno dietro l'altro. Nolitta riesce a limitare i suoi "virtuosismi" nella caratterizzazione di Tex, rimanendo sostanzialmente fedele al modello del padre: duro con i prepotenti, spietato con gli assassini, rispettoso dei nativi, delle loro tradizioni e delle loro credenze. Ed è un Tex giusto nella profondità del proprio animo, come lo stesso Sasquatch riconoscerà, leggendo dentro i suoi occhi e il suo cuore in una delle scene più iconiche della storia del nostro ranger. Magistrale Nicolò nell'interpretazione di questa storia e, in particolare, nella raffigurazione del possente Sasquatch. Il suo è un tratto che non mi stanca mai, in questo caso ancora più delle altre volte perché al servizio di un episodio a dir poco splendido.
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  8. Letta ieri. Una storia imbarazzante e sono anche delicato. Sei il padrone della città, hai un esercito di tagliagole in pugno e modo di reclutare altri sgherri a volontà, il giudice, tuo nemico, è rinchiuso in casa per paura di essere ammazzato e non è nemmeno supportato dalla comunità e tu che fai per liberare un tuo scagnozzo? Mandi a chiamare Tex Willer minacciandolo nella sua stessa riserva indiana, dopo aver sterminato mezza famiglia e averne fatta rapire l'altra metà. Tutto questo, sperando di convincere il giudice a rilasciare il tuo scagnozzo che intanto è rintanato in casa? Boh, ci si chiede come un imbecille del genere sia arrivato a dominare su un'intera città. In una storia di Tex, sarebbe stato semmai il giudice a chiamare Tex in aiuto. Tra l'altro, appunto, come quel nonnetto quasi inoffensivo ma soltanto troppo impulsivo, che si rivela essere la mente geniale dietro ai loschi affari di Serenity, sia riuscito a mettere sotto di se un'intera città è un mistero, che resterà tale, dato che non è ben chiaro nelle 160 pagine (mica 98) ed è soprattutto qualcosa di molto improbabile. La madre ammazzata a metà storia, evento giustificato con la volontà di portarsi dietro un ostaggio in meno, per il costo dell'ostaggio stesso che gli indiani avrebbero avuto al rifugio di Trenton, è un'altra vaccata. Gli ostaggi li prendi per poterli usare come merce di scambio (e qui sembrava il caso almeno fino a quando necessario) o li ammazzi in un momento di panico. Ma così si tratta di un omicidio gratuito buono solo a far incazzare ancora di più Tex. Tra l'altro, il rifugio di Trenton dalla descrizione dovrebbe essere un luogo dove i criminali si rifugiano in cerca di divertimento e donne. Tex al suo arrivo ci trova quattro gatti, nessuna donna e il nemico principale della storia intento a reclutare criminali (mi chiedo quali e quanti?). Forse la madre, volendo essere cattivi poteva essere portata al rifugio come merce di scambio dagli indiani, avrebbe avuto quasi più senso, per poi chiaramente essere liberata in tempo da Tex. Padre e nonno ammazzati erano già abbastanza per un finale emotivo con i bambini e la moglie di fronte alle loro sepolture. Alla fine, il piano B è perfettamente riuscito, ed era quello di liberare il condannato con un colpo di fucile alla corda prima dell'impiccagione, qualora il ricatto a Tex fosse finito in vacca. Che poi con un esercito al tuo servizio un condannato lo liberi comunque da un carcere, soprattutto con l'omertà di una intera città a darti una mano. Non sarebbe servito arrivare all'ultimo minuto, ma soprattutto non serviva il piano A (ovvero attirare l'attenzione di Tex e dei suo pards) che finisce per rovinare tutto e mandare in vacca anche il piano B perfettamente riuscito. Il condannato che alla fine, dopo mille peripezie, decide di tornare sui suoi passi e farsi ammazzare insieme a tutti i compagni, affrontando Tex e i pards, rende praticamente inutile ogni sforzo fatto durante la storia. Molto meglio un inseguimento classico, o un epilogo in cui i cattivi scappano ma Tex li ritrova a distanza di 1/2 mesi a far bella vita in una bettola e con i pards irrompe e li riempie di piombo facendo giustizia. Per dare almeno un po' più di forza ad un nemico che si rivela ridicolo in ogni scelta. Fa ridere ancora di più con questo finale che siano stati proprio i cattivi a tirare Tex in ballo, e fa ancor più ridere che il condannato fosse così sicuro di sé in cella di fronte a Carson, spavaldo del fatto che il suo capo avesse tirato in ballo proprio Tex e i pards al completo. Mi chiedo che ci sia da festeggiare! Dovresti pensare che il tuo capo è un coglione semmai e che sei nella merda più totale. Si potrebbe proseguire citando i due uomini/rapitori che arrivano a inizio storia nel cuore della riserva indiana con un bambino in ostaggio senza che le sentinelle Navajo se ne fossero accorte per tempo. O l'indiano che dice di non voler parlare nemmeno sotto tortura e dopo due secondi rivela a Tex tutto, senza tortura. E i bambini alla fine come se la cavano? Con la famiglia morta al completo vivranno nella riserva Navajo, verranno affidati a qualcuno? Una vignetta si poteva dedicare a questo. E dato che sto già rimuovendo questo capolavoro al contrario, altri dettagli imbarazzanti non mi vengono ora in mente, ma penso che ad oggi se non si tratta della storia più brutta di Tex (perché comunque si legge facendo finta che sia tutto normale, e c'è qualcosa di peggio), è quella certamente meno sensata e soprattutto non era necessaria in queste modalità. Una storia da leggere sotto l'ombrellone se non si ha veramente di meglio da leggere (magari con l'aiuto del caldo diventa leggibile), ma sorprende che una storia del genere sia stata data alle stampe. Per correttezza va detto, sempre a mio parere, che i disegni meritavano una storia migliore, perché sui disegni non si può dir nulla di male, anzi. Peccato la colorazione scialba. Per capire cosa può essere un color, guardare il Dampyr color in edicola adesso (numero 2). Sicuramente un color così ha già più motivo di esistere e c'è dietro uno sforzo a far si che i colori non siano una semplice aggiunta al b/n ma una vera e propria scelta artistica, che porta in edicola un prodotto diverso e speciale
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  9. il Quarto centinaio ha avuto il merito di riportare Tex QUASI ai livelli dell'originale glbonelliano...pur con le dovute differenze stilistiche e caratteriali tra Nizzi e Bonelli Senior le storie del Filone Messicano di Nizzi, iniseme alle storie indiane, sono un apporto direi FONDAMENTALE per la serie: dopo un lungo sonno viene ripreso Montales. La ripresa dei dialoghi spumeggianti tra Tex e Carson è il miglior lascito di Nizzi a Tex. Nel quarto centinaio, oltre a tanti "ritorni" dovuti alla necessità di Nizzi di ricreare una continuity, assistiamo alla nascita di nuovi personaggi maiuscoli, come Cobra Galindez, Olivera e soprattutto la Tigre Nera. sono d'accordo, strano , con Virgin...il secondo Centinaio di Glb è stato il periodo d'oro di Tex, periodo che MAI è stato eguagliato in seguito da nessun altro autore...In questo centinaio assistiamo alla "crescita" del nostro beniamino. le storie sono una più bella dell'altra. In ogni storia GLB ci mette letteralmente l'anima, con spunti originali ben calibrati...TUTTE LE STORIE SONO CAPOLAVORI, memorabili senza alcun dubbio: la magia che ancora a distanza di anni aleggia pagina dopo pagina in una qualsiasi delle storie del centinaio in questione non riesco ancora a spiegarmela, se non con il fatto che GLB viveva per davvero le storie di Tex, e riusciva a creare atrmosfere avvolgenti e inebrianti...io ancora ricordo con un misto di compiaciuto divertimento e tensione le memorabili scazzottate dei nostri con i gambler della "maschera di ferro" e la corsa a rotta di colla della carrozza pubblica a New Orleans, con torme di seguaci del Vodoo che inseguono i Nostri e poi cingono d'assedio la casa di Nat Mac Kenneth...ritmo frenetico, dialogo spumeggiante, humour virile, finale apparentemente "scontato" che non cerca la sorpresa ma che rimane un esempio lampante che una storia per essere bellissima e memorabile non ha bisogno del Coup de theatre cercato ad ogni costo, con il rischio di banalizzazione ...la scena della vasca per conciare le pelli in cui Tex e Carson finiscono ne "Sulle rive del Pecos", l'umilizione di Cane Giallo ne "gli Eroi di Devil Pass", la partita di poker "nell'Ultimo poker", la stretta di mano dopo la scazzotata tra Tex e Rocky il minatore ne "Kento non perdona"...epicità incredibile, tensione e magia in storie dalla trama solo APARENTEMENTE SEMPLICE ma perfettamente costruite. personalmente il quarto centinaio merita a mio fallace giudizio, per carità di Dio, il secondo posto sul podio della produzione texiana. In questo centinaio le storie sono quasi tutte ottime, con diversi capolavori e moltissimi episodi memorabili. Nizzi qui era ispirato alla grande, si era molto documentato non solo sulla scrittura di Tex ma anche sul genere Western...e ancora sorrido di gusto quando Tex prende a calci nei denti Zoro in cella, bloccando la frusta dell'aguzziono con un braccio...
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  10. Tornando allo scopo per cui ho lanciato il thread... Nelle tre strisce pubblicate questa settimana ci sono le ultime due dell'unica avventura con Lilith e la prima della Caccia ai Dalton e Eugenia Moore (con l'arrivo di Tiger Jack). Nella serie gigante, avendo "tagliato" i redazionali, la morte di lilith viene dichiarata in due righe di dialogo con Carson, ma nelle strisce originali, già alla fine della seconda striscia (con la fine dell'avventura) si annuncia che "dalle memorie di Tex Willer" la moglie morirà in breve tempo di malattia (volevano rassicurare i giovani lettori sul fatto che la moglie si levava dai piedi ), dopo "circa un anno" (e da qui si capisce che all'epoca Bonelli non aveva ancora pensato a dare un figlio a Tex, è un ripensamento successivo) Interessante il fatto che VIENE CITATO L'ANNO IN CUI TEX LASCIA I RANGERS PER VIVERE CON LILITH: il 1889 (da cui, Lilith è morta nel 1890 e Kit Willer allo scoppiare della prima guerra mondiale ha solo 24 anni... )
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  11. Se devo insistere su qualcosa, preferisco insistere sull'unico "errore da penna rossa" che per me hai fatto nell'albo (sulla ret-con sul salvataggio di Mefisto non siamo d'accordo ma è una scelta che non condivido, non un errore), il far strillare "lasciatemi" a Tex catturato dai Mefisti come se fosse la povera vittima impotente o il politico trombone appena arrestato... Già è "strano" che Tex trattenuto solo da quattro mano (più 2 al collo) si agiti impotente come la massaia già citata invece di lottare seriamente contro i suoi assalitori, ma lì posso ancora crederci perchè magari è tutta un allucinazione di Mefisto, reazione di Tex compresa, e non solo i cinque avversari. Ma in tutte le altre occasioni in cui Mefisto ha fatto avere visioni a qualcuno, le vittime potevano parlare (se non erano imbavagliate), e davvero Tex che strilla "lasciatemi" di fronte a Mefisto non si può sentire Erroraccio da penna rossa, appunto! Che non si ripeta più! Sulla lunghezza dei testi e le divagazioni, ovvio che non c'è qualcosa di così evidentemente "sbagliato" come nel mio esempio, era un esempio in cui la cosa veniva estremizzata per spiegarla, dando un occhiata a qualche pagina a caso nell'ultimo albo vedo comunque qualche frase che suonerebbe un po' "strana" se pronunciata ad alta voce: - pagina 26 "siamo arrivati giusto in tempo! Si prepara un blizzard... e la temperatura è scesa" - se si prepara un blizzard è ovvio che la temperatura scende, è come dire "fra poco il temporale ci infradicerà, e fra poco piove!", bastava ed avanzava "siamo arrivati giusto in tempo! Si prepara un blizzard.". La seconda frase mi puzza (esattamente come per la finestra socchiusa) di "spiegazione superflua per lettori non capenti per evitare che non capiscano che se arriva un blizzard fa freddo" - pagina 32 "voi siete un ranger del Texas, questi documenti mi dicono anche che lavorate per conto di Tom Devlin della polizia di San Francisco... ma sono posti molto lontani dalla nostra sierra...". Questo mi pare il classico "riassuntino mascherato in mezzo al dialogo" che dovrebbe spiegare al lettore chi sono Tex e Carson (se il lettore non lo sa già) e cosa è avvenuto nella scorsa avventura, ma in realtà anche un lettore che non conosca Tex e non abbia letto gli albi precedenti si accontenta di sapere che stanno inseguendo qualcuno, bastava "siete molto lontani dal Texas", quanti sono i lettori che leggendo quest'albo sarebbero rimasti confusi dal fatto che Tex e gli altri inseguono qualcuno? Vale la pena appesantire i dialoghi per loro? A parte questi esempi che lasciano il tempo che trovano perchè presi ciascuno per conto suo sarebbero irrilevanti (è quando fanno massa tutti insieme che rendono la lettura più pesante), riassumo la questione: Sto osservando che molti lettori di Tex si stanno lamentando che i tuoi Tex sono pesanti o "difficili" da leggere, e sono troppo zeppi di testo. È una mia impressione (che non sto a controllare pagina per pagina perchè sarebbe un lavoraccio che non faccio per conto terzi) che rispetto alle storie che scrivevi anni fa i tuoi testi sono più lunghi, e in particolare sono più lunghi perchè contengono più spiegazioni (per me superflue), più concetti ribaditi più volte, più dettagli inessenziali, come se dovessi giustificare al lettore qualunque cosa facciano i personaggi. È una mia ipotesi che questa sia una reazione per venire incontro ai lettori che si lamentano che non capiscono le tue storie perchè sono troppo difficili. È una mia convinzione che, se è così, in realtà stai peggiorando il problema, perchè così allunghi i testi e li rendi meno "naturali", mentre probabilmente molti "non capiscono" semplicemente perchè per pigrizia o per abitudine se vedono un balloon con troppo testo lo leggono distrattamente una riga sì e una riga no, e per venire incontro a loro dovresti al limite stringere i testi, non allungarli. Le "spiegazioni" sono un falso problema, nessun lettore molla perchè "non capisce tutto", al massimo molla se si annoia... Ma sono ipotesi fatte su impressioni e convinzioni mie, quindi liberissimo tu di considerarle sciocchezze, è solo un osservazione, decidi tu quanto possa essere utile... A me preme soprattutto che Tex non dica più in una simile situazione "lasciatemi", perchè quello dà fastidio A ME, non genericamente "a certi lettori"
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  12. Sui gusti non si discute, ma quando si va sull'oggettivo, su cosa avviene davvero in una storia... - Apparizione di suoni magici sovrannaturali (pag 7) - arrivo di un misterioso visitatore (pag 8) - battaglia con uso di poteri magici (pag 12) - "morte" di Padma bruciato vivo da un incantesimo (pag 13) - "ritorno di Padma", apparizione sovrannaturale e missione (pag 14) - Apparizione sovrannaturale, nuova missione e introduzione nella storia di Padma - Inseguimento di Mefisto (pag 20) - confronto con lo sceriffo controllato da Mefito (pag 31) - Entrano furtivi nella stanza d'albergo di Mefisto - trovano Mefisto (pag 40) - il dottore, controllato da Mefisto, mette mano alla pistola (pag 42) - Mefisto sorprende Tex 9pagina 45) - Lo sceriffo e i suoi uomini, controllati da Mefisto, feriscono Tiger - Scontro a fuoco fra Carson e il dottore controllato da Mefisto (pag 47) - Scontro a fuoco fra Tex, Tiger e lo sceriffo e i suoi uomini 9pag 48-49) - Tex affronta e sconfigge Harris (pag 51-57) - Apparizione e attacco di Mefisto 9pag 60-61) - Mefisto prende il controllo della mente del capitano (pag. 70) - Mefisto ricontatta Marzedhek - Tex e pards ritrovano la pista di mefisto - Mefisto pasrte per nave sul lago ghiacciato - Tex e pards pagano una seconda nave per inseguire Mefisto - La nave di Mefisto di schianta contro un iceberg ed esplode - Padma ritrova le tracce di Mefisto - Flashback di Padma che trova e salva Mefisto - Flashback di Mefisto che "uccide" Padma - Flashback di Padma che "torna" e fa impazzire Mefisto - Flashback morte di Mefisto - Flashback ritorno di Mefisto - Incontro fra Padma e Devlin. Fatta questa lista, chiarisco che l'ho fatta SENZA CONDIVIDERNE L'IMPOSTAZIONE. Per me contare "l'azione" è semplicemente RIDICOLO, c'è più tensione e dramma nell'ultima vignetta di pagina 7, che inquadra semplicemente il volto di Padma, che un 5345 pagine di "bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh bang bang ahh..." alla maniera dell'ultimo Nizzi, e mi appare come davvero evidente, OVVIO, e comprovato dall'esperienza di ogni lettore, che le scene d'azione possono essere noiosissima, e il loro numero non ha niente a che vedere con la qualità di una storia. Per me la gestione della tensione in questa storia è ottima, e ripensando alle pizze riscaldate che abbiamo letto negli ultimi tempi anche sulla serie regolare, zeppe di pallossimi "bang bang" privi di qualunque tensione o dramma, mi pare evidente che borden gioca davvero in un altro campionato (dovrebbe magari giusto limitare di più le ret-con non necessarie, e che anzi indeboliscono la forza delle storie originali...) Sul numero di parole... lì temo sia lo stile, ciascuno ha il suo, e Boselli ha dialoghi forse un po' troppo "ricercati" (apro una pagina a caso, pagina 39: il dottore dice "ecco l'ambulatorio, ha un ingresso autonomo per i pazienti sul retro della casa" invece di dire semplicemente, per esempio, "seguitemi, c'è una porta sul retro" Carson dice "dobbiamo accertarci che siano ancora lì" (che davvero mi pare un po' troppo riflessiva per un ranger che ha fatto solo le elementari) invece di, per esempio "e quella finestra...?" Il dottore risponde "dalla finestra si vede tutto l'interno e le imposte, come vedete, sono socchiuse" [Sì, lo vediamo tranquillamente dal disegno, grazie ma non c'era bisogno di specificarlo] invece di, per esempio "da lì si vede tutto l'interno" Tutto vero: termini un po' troppo ricercati, ripetizione di cose che già si vedono dai disegni (che comunque faceva anche GL Bonelli visto che lui non poteva controllare poi che il disegnatore avesse rispettato le sue indicazioni, Boselli essendo editor invece sì), chiarimenti superflui (a che serve sapere che la porta sul retro è per i pazienti e non per andare nell'orto?), e in generale testi più lunghi di quelli di GL Bonelli, che magari faceva anche lui balloon strapieni di testo ma erano riservati per discorsi particolari e non per l'ordinaria amministrazione. Qual è la falla di questa argomentazione? È ovvia: che fai il confronto con un morto che comunque non può sostituire Boselli a scrivere Tex! Il confronto andrebbe fatto con gli altri autori, che mi sembra che dal punto di vista dei testi, non mi pare che brillino per concisione e incisività, tanto che alla fine fra gli autori attuali Boselli mi pare il meno pedante. Quindi, più di una generica raccomandazione di starci attento, a Boselli non direi altro.. le alternative sono peggio! (in una recente intervista Scozzari lamentandosi dei dialoghi dei fumetti attuali dice che se gli autori li "recitassero" ad alta voce si accorgerebbero di quanto suonato artefatti, e per un sacco di autori Bonelli mi sa che sarebbe un ottimo consiglio. So che Howard lo faceva, e credo anche GL Bonelli, mi pare di aver letto qualcosa al riguardo ma non mi ricordo dove, e forse sono influenzato dalla visione romantica vista in mille film dell'autore che picchia sui tasti della macchina da scrivere mentre declama ad alta voce quello che scrive, ma sarei curioso di chiedere a Boselli se lo fa anche lui...)
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  13. Secondo me, Gian Luigi Bonelli non aveva alcun interesse a focalizzarsi su alcuni punti che oggi ci spingono a riempire pagine e pagine di post. Da vulcanico autore qual era, ciò che più gli interessava era cavalcare la sua fantasia e lasciarsi guidare dall'ispirazione del momento per creare ottime storie, questo spiega pure il fatto che spesso cascava in incongruenze tempistiche e di continuity, ma in fondo suppongo che ai lettori dell'epoca poco interessassero. La scena in cui Mefisto cade dalla rupe del deserto, colpito dal piombo di Tiger, servì esclusivamente all'autore per porre fine al suo episodio e giustificare il fatto Kit e Carson si liberassero al momento dal potere ipnotico. Mefisto morì nello stesso istante? Per i lettori del tempo sì e forse pure per l'autore in quel momento, fino a quando, qualche anno dopo ebbe l'idea giusta per riproporlo ed ecco che spunta Padma ad affiancarlo e renderlo ancor più addentro nei segreti della magia nera. Presumibilmente i due Kit si liberarono dal giogo mentale di Mefisto dopo la sua grave ferita, ma Bonelli evita di spiegarlo, d'altronde nella nuova storia ciò non gli serviva chiarirlo. La presenza di Padma nel deserto era una coincidenza dura da spiegare ma a Bonelli poco importò, tanto è vero che lasciò celata la cosa ed evitò qualsiasi tipo di flashback per spiegarlo ai lettori. Il passaggio del santone tibetano è il pretesto per narrare "Incubi" e al lettore doveva bastare questo. Ovviamente al giorno d'oggi l'appassionato è più smaliziato e richiede un nesso logico più ferreo per alcuni passaggi narrativi. (In alcuni casi pure a torto, ammettiamolo!) Mauro ha deciso di riempire quel buco lasciato da Bonelli e lo ha fatto con la sua ottica di Mefisto (già accennata in Tex Willer), un personaggio che vuoi e non vuoi non coinciderà mai perfettamente con l'originario abbozzato e sviluppato dall'illustre predecessore. La cosa potrà piacere o meno, ma ormai la sua scelta è stata questa. Personalmente avrei lasciato nel vago l'incontro fra Mefisto e Padma, così come lo stesso Bonelli aveva fatto in "Incubi" ma evidentemente esigenze narrative hanno spinto il curatore a scrivere quel flashback, che rivede sotto una chiave personale un passaggio a dire il vero mai chiarito.
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  14. Condivido il giudizio di Dario63 SPOILER SPOILER E' un dettaglio secondario, questo, forse poco rilevante per molti, ma anch'io non capisco bene perché modificare certi aspetti delle storie passate, a meno che non ci sia un motivo preciso e utile (anche perché qui non siamo nella serie "Tex Willer"). Il Mefisto di GL Bonelli de "Il ponte tragico" era un uomo con eccezionali poteri illusionistici e magici, ma pur sempre un uomo in carne e ossa (non ancora addentro, tra l'altro, ai segreti della magia nera), qui invece viene presentato così: "La mia volontà da sola, la mia indomita, incrollabile volontà, ha compiuto il miracolo. Per lunghi... mesi la mia mente ha ridato vita al mio corpo!". Non era più semplice farlo salvare da Padma, che ne raccoglieva il corpo mezzo sfracellato ai piedi della rupe da cui era precipitato - come i lettori hanno sempre immaginato, credo - invece di far sì che Mefisto si salvi dalla caduta praticamente da solo, in modo ben poco realistico (riesce a trascinarsi, con le ossa rotte e i muscoli lacerati, fino a una caverna e a sopravvivere per mesi da solo senz'acqua!)? Era una versione più realistica, più fedele a GL Bonelli e non sminuiva affatto i poteri già fin troppo grandi di Mefisto. Per il resto, ottimo primo albo, bellissima atmosfera e - come detto da tutti - grandissimo Civitelli. Spiace solo che nei prossimi albi non ci sia più l'ambientazione invernale e nevosa della Sierra Nevada, molto adatta al suo stile, e che ha già regalato capolavori come "Missione a Boston", come si ricordava poco sopra.
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  15. Riletta oggi(per la terza volta) attraverso il balenottero de Le Grandi Storie Bonelli...Cosa dire ancora? Un capolavoro...Ho avuto gli occhi lucidi alla fine. Una storia a dir poco perfetta. Il passato di Carson è sempre stata la mia preferita ma forse sta cambiando qualcosa. Nella mia vita sono sempre stato combattuto...Ho due squadre del cuore (Napoli e Man United), due artisti preferiti (Springstee e i Pearl Jam), due registi preferiti (Inarritu e Nolan), due scrittori preferiti (Stephen King ed Osvaldo Soriano). Ora ho anche due storie a fumetti preferite.😀 Come duo però c'è una certezza...Boselli + Marcello!!
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  16. Torno davvero con piacere a farmi vivo sul forum per commentare questo Texone: e il piacere è dovuto, più che a una storia francamente tutt’altro che memorabile, ai bei disegni di un disegnatore che apprezzo moltissimo dai tempi di Dylan Dog. Ero curioso di vedere se Freghieri, che su Dylan Dog si è spesso distinto per le atmosfere oniriche e sospese, sarebbe riuscito a rendere il West realistico di Tex, e secondo me ci è riuscito alla grande. Vedere Freghieri su Tex è stato davvero piacevole: il suo tratto elegante e raffinato, pulito, ma anche dinamico quando la narrazione lo richiede, si è sposato perfettamente con le atmosfere di Tex, tanto che sono davvero contento che i prossimi anni li passerà a disegnare il Nostro. Belle le ambientazioni, bellissime le scene sotto la pioggia (gli scrosci d’acqua si “sentivano” davvero), e veramente ben riusciti i suoi Tex e Carson. Tex, in particolare, è reso come un eroe “giovane e bello” lontano dalle versioni invecchiate che altri disegnatori (ad esempio un Filippucci) offrono: per lo stile chiaro e pulito, per il Tex “giovane e bello”, Freghieri mi sembra – al netto delle ovvie ed enormi differenze stilistiche – un ottimo erede di Letteri. Certo, rispetto al Freghieri più giovane degli anni Novanta e Duemila, quello visto sul Texone è un disegnatore che in alcuni punti “schizza” maggiormente: ma questo, in un fumetto western, non è necessariamente un male. Vengo alla storia, o meglio alla storiella. Certo, Manfredi qui ha evitato i personaggi caricati e gli intrecci grotteschi che, per qualche suo motivo, aveva deciso di farci sorbire in diverse su storie recenti, però boh, i personaggi sono davvero insignificanti e sciapi – forse l’unico personaggio che ha una buona evoluzione è il “doc”-, i nemici sono delle mezze tacche e l’uccisione del mezzosangue da parte del cacciatore di taglie sembra buttata lì a caso. Questa storia si salva solo per una buona gestione di Tex e Carson, per il resto – tocca ripetermi – è una storiella insignificante.
    3 points
  17. Che Fuga da Anderville sia antitexiana fino al midollo lo riconosce dopo la prima tavola chiunque sia cresciuto col Tex di GLB. E mi stupisce chi non concorda su quanto detto da Diablero che non tocca neanche tutti i punti. L'apice dell'iconoclastia è Tex che tradisce un amico che gli ha salvato la vita. Dovrebbe star lì anni a provare che era innocente, invece lo scopre - solo lui perché tutti l'avevano capito prima - solo per ammissione dello zio. Se in Tramonto rosso perde un amico come tutti in guerra, ma resta un eroe, con Nizzi si rivela il peggiore di tutti. Persino dello zio che ha la soddisfazione oltretutto d'averlo preso per il c**o fini alla fine.
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  18. Arrivati a questo punto... credo che si possa far intervenire direttamente uno dei due autori. Prima, ho mostrato come per GL Bonelli non esistesse una parte dei "buoni" e una "dei cattivi". Esistono ovviamente le cause giuste e quelle sbagliate (altrimenti Tex non si sarebbe unito ai rivoluzionari messicani, non sarebbe entrato nei Ranger e non avrebbe fatto la guerra in Sangue Navajo), ma gli eserciti sono sempre composti da poveracci mandati al macello dai loro superiori, e in ciascuna di queste occasione Tex si è rifiutato di sparare su quella povera gente. Viceversa, all'opposto e in totale negazione della tesi di GL Bonelli, c'è Nizzi. Ho già mostrato nel thread su "Fuga da Anderville" come in quella storia TUTTI i sudisti sono mostri subumani, affetti da cretinismo che godono sadicamente nel torturare le loro vittime (come gli Orchi del Signore degli Anelli o i Vietcong di Rambo II), TUTTI i nordisti sono santi immacolati che non fanno male a nessuno ("nemmeno una tegola di una casa dei sudisti hanno scheggiato, signora mia! Così gentili ed educati che hanno fatto la guerra con le pattine per non sporcare il pavimento") e quindi Tex può sparare tranquillamente anche a soldati di leva, ridendo. Però è giusto che chiunque (persino Nizzi... ) abbia il diritto di difendersi. Personalmente, visto che (immagino con sua grande frustrazione) chi lo difende fra i suoi fan spesso dimostra di non avere nemmeno letto le sue storie. Lasciamo quindi la parola a Nizzi! da "Tex Secondo Nizzi" (intervista a Nizzi fatta dal suo fan sfegatato Roberto Guarino, pubblicato da Allagalla nel 2012), pagina 54, quando arrivano, storia dopo storia, a parlare di "Fuga da Anderville" (e quindi, di "fra due bandiere"). Le parti segnalate come "NdD = Note di Diablero" sono mie aggiunte quando proprio non reggevo a sentire certe cose senza reagire), le parti nelle risposte di Nizzi segnalate in grassetto sono le enormità che non si possono sentire. ----------------------- Domanda: "Fuga da Anderville (Tex 297-299) disegnato da Ticci viene considerato il tuo primo grande capolavoro [...] Nizzi: "Volevo scrivere una storia sulla Guerra di Secessione fin dai tempi in cui avevo letto "Fra due bandiere", nella quale Tex fa praticamente le stesse cose di sempre [cioè non si fa prendere per il sedere da tutti e non ammazza innocenti, NdD], e la guerra la si vede e la si sente poco [GL Bonelli ha messo la battaglia di Shiloh Church con i campi disseminati di migliaia di cadaveri, giuggiola, mentre tu non hai messo una sola battaglia e non hai fatto vedere il minimo danno ai civili, NdD]. Avendo Ticci come disegnatore fui stimolato a progettare una trama complessa, con forti componenti di mistero attorno ad una domanda "Chi ha rubato l'oro della Confederazione?" [ma guarda, lui lo ammette che questa era la cosa importante della storia, cosa che i suoi fan negano... NdD] Ma anche con personaggi più approfonditi del solito [i subumani crudeli razzisti torturatori?] , e con la presenza dei due cugini schierati su fronti opposti, che si rivelano sempre diversi dalle prima apparenze [????? Questa dove l'ha sognata?] Chi è il buono? Chi è il cattivo? [Uno è disegnato bello e fa solo cose eroiche, l'altro è brutto come la fame e ha la faccia da isterico imbecille e fa solo cose malvagie, accidenti che dubbio amletico, Nizzi si chiede se il lettore sarà in grado di capire questi piccoli dettagli]... e con quel loro potente Zio che alla fine si risulta anche lui diverso da com'era apparso nel corso della storia. A rigor di termini, si trattava di una vicenda poco bonelliana, perchè nelle storie di GL Bonelli il grigio non esiste: tutto è bianco o nero, o si è buoni o si è cattivi, non ci sono vie di mezzo! ------------ Ecco. È stato difficile ricopiare questa fila di immonde puttanate e di insulti ad un autore a cui Nizzi deve TUTTO (Che senza Tex, Nizzi oggi sarebbe un autore dimenticato noto al massimo per Nick Raider]. Capisco che Nizzi si faccia intervistare solo dal suo fedelissimo fan Guarino: chiunque altro, chiunque dotato di un minimo di memoria o di senso critico, a sentire certe boiate come farebbe a non intervenire contestandogli tutte le bugie che dice? A non ricordargli magari che proprio con il personaggio di Rod Bonelli ci mostra una persona che combatte dalla parte sbagliata perchè indottrinato, anche senza essere malvagio? GL Bonelli ci mostra un amico di Tex, una brava persona (altrimenti come poteva essere amico di Tex?) indottrinato, convinto a combattere "per la sua patria", e infine UCCISO proprio dall'esercito per cui Tex combatte. E alla fine Tex, schifato dai MASSACRI a cui ha assistito (e che GL Bonelli CI FA VEDERE) dice che quando combatti in una guerra, non spari ai "cattivi", ma speri solo a poveracci, a brava gente mandata al macello dai "politicanti", che solo per il caso e il posto dove sono nati combattono per una causa o contro di essa.. Questo, secondo quel miserabile sacco di rispettabile immondizia, sarebbe un autore per cui "tutto è bianco o nero, o si è buoni o si è cattivi". Mentre i suoi TRENTA SUDISTI SU TRENTA in tutta la storia, che sono TUTTI sadici assassini torturatori serial killer che ridono a vedere gente morire di fame o godono all'idea di uccidere qualcuno, sarebbero "personaggi grigi", "psicologicamente più approfonditi" ( ) Un personaggio come Rod, ad un autore pomposo ma mediocre come Nizzi, non potrebbe mai nemmeno venire in mente. Nel suo delirio guerrafondaio di una guerra "buona e giusta" contro "il popolo del male" non c'è posto, in quasi 300 pagine, per l'idea di un "nemico" che sia un essere umano. De-umanizzare, rappresentare come subumani degni solo di essere uccisi: sono le tipiche classiche tecniche dei propagandisti razzisti e guerrafondai. Anche nella rappresentazione dei due nipoti... quale "grigio"? Uno dei due è CATTIVO e fa SOLO COSE CATTIVE, l'altro è BUONO e fa SOLO COSE BUONE perchè come "caratterizzazione", Nizzi più in là di così non ci arriva, non ne è in grado. Per lui il massimo del "grigio" è dire "sono cugini! Quindi nella stessa RAZZA ci possono essere anche buoni e cattivi! Non come ho rappresentato i sudisti!" (se qualcuno un giorno racconterà a Nizzi la storia di Caino e Abele, lo riempirà di stupore, ma per poco, dopo cinque minuti si convincerà che l'ha scritta lui...) Io, davvero, MI METTEVO A RIDERE di fronte alla gente che, di fronte alle puttanate dette nel video dell'ultima intervista a Nizzi, in cui attaccava Boselli "perchè usava solo Tex e Carson" mentre Nizzi "usava equamente tutti i pard", si dichiarava "sorpresa" da un simile comportamento e diceva che la loro opinione di Nizzi era calata... Ma SORPRESA DE CHE? DOVE? io con Nizzi ci ho parlato la prima volta nel 1988, TRENTADUE ANNI FA e già allora sparava cazzate dicendo che era molto meglio lui di GL Bonelli! (purtroppo, all'epoca a sentirla sparare così grossa, pensavo scherzasse...), lo dice nelle interviste da vent'anni, e c’è gente che ANCORA SI STUPISCE???? ------------------ Infine... notate che Nizzi non fa che ripetere LE STESSE COSE RIPETUTE A PAPPAGALLO DA CHI NON CONOSCE TEX. Ma come fanno a nascere e a diventare "verità rivelate" tante immonde puttanate, tante schifose bugie su GL Bonelli? Si parte dall'invidia dei mediocri. Non solo Nizzi, anche fanzinari autori frustrati e magari mai pubblicati, persino altri autori Bonelli frustrati. Gente che si rode nell'invidia, magari associata ad un ego ipertrofico che odia chiunque gli possa fare un minimo ombra. E queste serpi spargono veleno, diffamando continuamente persone molto migliori di loro a cui devono tutto (e questo amplifica la loro invidia e il loro odio) A seguire, arrivano i leccaculo. Gente che nella speranza di avere un esclusiva, un intervista, un occhio di favore magari per entrare nella Bonelli, è disposta a dire tutto e il contrario di tutto. Ci sono quelli che sanno che è un cumulo di letame sparso da invidiosi, e che lo fanno lo stesso, ma la maggior parte sono solo ignoranti che ripetono a pappagallo, anche online su Facebook o su YouTube, qualunque puttanata detta da qualcuno "in alto" (rispetto a loro) A seguire, la massa dei conformisti. Che non sanno un cazzo e magari un Tex non l'hanno mai letto, ma ripetono a pappagallo "quello che dicono tutti", magari con l'aria saccente di quello che la sa lunga. infine, ci siamo noi. Che GL Bonelli l'abbiamo letto. Eppure tanti di noi stanno zitti, o addirittura ripetono senza riflettere "verità rivelate" che riconoscerebbero subito come puttanate se solo si rileggessero davvero quelle storie senza gli occhiali del pregiudizio. Io zitto non ci sto. E se per voi uno che vuole ristabilire la verità, contro le calunnie e le bugie sparse da Nizzi è "uno che odia Nizzi", allora ditemi pure che odio Nizzi. Come odio tutti i bugiardi e i mediocri che attaccano a tradimento i loro benefattori, e le persone migliori di loro.
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  19. Diablo, ammiro la tua costanza, ma probabilmente se a uno una storia emoziona, se ne frega dei tuoi numeri. Per il resto, è anche logico che ti si dica che su Nizzi non sei attendibile, perchè ne parli sempre e solo male. La stessa cosa, per il mio gusto, è al contrario Grande Tex, che ne parla sempre e solo bene. Siete entrambi illeggibili su Nizzi, perchè ripetete da anni le stesse cose e soprattutto perchè il sempre bene e il sempre male non esistono. Come dicevo, lavoro sul palco, e sono del tutto dentro al mondo della performance e della critica. Quindi conosco diversi critici (e ancora più appassionati), che hanno delle vere e proprie fisse con determinati artisti, nel bene e nel male. Gente che ripete le stesse cose da decenni. Ci sono artisti di calibro che sono letteralmente massacrati da alcuni critici o da alcuni appassionati in rete, ma proprio della serie che in dieci anni non sentirai loro mai una parola positiva su quell'artista, che pure è valido e di gran successo. Ci sono anche i casi contrari eh, con artisti osannati sempre e comunque e le cui scoreggine sono considerate arte suprema da alcuni. ecco, non sopporto più il sempre bene o sempre male. Quando uno si fissa con un artista e gli lecca il culo, oppure al contrario lo vuole massacrare ad ogni costo senza MAI avere una parola positiva nemmeno su una sua performance (o nel nostro caso, una sua vignetta...non parliamo di una storia intera che sarebbe fantascienza), perde completamente credibilità. Non è proprio più degno di essere ascoltato. Viene in mente Beniamino Del Fabbro, che in 25 anni di articoli non scrisse mai bene di Maria Callas nemmeno di una recita. MAI!!! O Rodolfo Celletti con Giuseppe Di Stefano (per chi conosce qualcosa di opera), o con Toscanini e altri. Mai.Artisti storici o comunque di gran successo che a sentire questi critici avrebbero dovuto solo cambiar mestiere. O nel teatro, che so...mi viene in mente Carmelo Bene, che piaccia o non piaccia è stato un artista storico, e conoscevo un critico fiorentino che in 40 anni non ha mai salvato non dico un suo spettacolo, ma nemmeno un verso da lui declamato. E' chiaro che meglio questo dei plauditores leccaculo, ma pure questo toglie ogni credibilità. Ma proprio tutta.
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  20. Non hai capito il finale... (chissà come mai la cosa non mi stupisce ) Ecco cosa gli dice DAVVERO Tex in qwuella storia che evidentemente NON RICORDI: Tex dice espressamente IL CONTRARIO di quello che dici: dice che al massimo ha fatto da scorta NELLE RETROVIE, e che quindi ha difeso materiale (di solito mandrie di cavalli o bestiame, molto più raramente munizioni) contro LADRI E PREDONI, ma che NON HA PIÙ SPARATO UN COLPO CONTRO UN MILITARE DEL SUD CHE ESEGUIVA GLI ORDINI. Hai capito a rovescio il finale perchè NON HAI CAPITO LA STORIA e NON HAI CAPITO GL BONELLI. GL Bonelli ODIAVA LA GUERRA, e di storie "di guerra" di Tex NON NE VOLEVA FARE PIÙ. MAI PIÙ. In un mondo dove l'editore (suo figlio!) e "l'indegno erede" avessero MINIMAMENTE RISPETTATO i suoi desideri, Fuga da Anderville NON SAREBBE MAI STATO SCRITTO. Già nella PRIMISSIMA VIGNETTA ambientata nella guerra, Tex essendo in territorio nemico si dimostra UN BUGIARDO E UNO SPERGIURO. DUE VOLTE! È uno spergiuro perchè si trova oltre le linee nemiche a fare missioni "di esplorazione" (cioè, DI GUERRA) e in seguito farà strage di soldati di leva ridendo allegramente. È un BUGIARDO, perchè quando Carson e il figlio glielo chiedono, lui conferma che non ha mai più sparato in tutta la guerra civile ad un soldato, MENTRE IN FUGA DA ANDERVILLE LO FA UN SACCO DI VOLTE! Il Tex di "Fuga da Anderville" oltre a pulirsi il xxxx con la promessa del Tex di GL Bonelli, oltre a sparare ad un sacco di militari di leva, oltre a tradire ed abbandonare i propri amici, oltre ad essere un pallone gonfiato isterico e imbecille, RENDE ANCHE IL TEX DI QUESTA STORIA UN BUGIARDO! Ma è normale: quando mai Nizzi ha rispettato GL Bonelli?
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  21. Forse non ho chiarito bene un concetto. Vediamo le alternative. 1) Tom si ferma a proteggere la fuga dei due amici e muore da eroe; Tex viene informato della sua morte solo quando non c'è più niente da fare: Tom è un eroe, la scena è piena di pathos, il lettore si commuove e Tex è l'eroe impotente sopraffatto dagli avvenimenti. 2) Tom si ferma a proteggere la fuga dei due amici; Tex viene informato della cosa e vorrebbe tornare indietro a salvare l'amico; a parole però, perché bastano due parole di Tom e Tex preferisce sacrificare l'amico Tom (che ormai, secondo Nizzi, è spacciato) e salvare sè stesso (John potrebbe fuggire da solo): Tom è un eroe, la scena è piena di pathos, il lettore si commuove e Tex è quello che scappa abbandonando l'amico a una morte che pare sia ineluttabile. Possibile che non si sia capisca la differenza tra le due alternative? Possibile che sia preferibile la seconda invece della prima? Possibile che si preferisca un Tex che si arrende perché non c'è più niente da fare? Possibile che non si capisca che non è vero che non c'è più niente da fare? Possibile che non si capisca che "non c'è più niente da fare" sia una scelta di Nizzi sbagliata e denigratoria nei confronti di Tex? Vorrei che mi si rispondesse alla domanda: perché Nizzi non ha scelto l'alternativa 1? Propongo tre risposte: a) perché Nizzi non si è mai fatto tutte le domande sopra elencate b) a Nizzi Tex sta sui marroni c) Nizzi non ha la più pallida idea della texianità.
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  22. Scusa se insisto, Leo, ma anch'io - come ho già scritto sopra - non ritengo proprio che si possa considerare Leslie un personaggio positivo degno di stima. Chiariamo: come personaggio è perfettamente riuscito, se lo scopo era quello di rappresentare un gentiluomo del Sud, patriota e borioso, dalla mentalità chiusa, va benissimo, Nizzi l'ha caratterizzato nel migliore dei modi. Bravo. E' la definizione di "positivo" che non condivido. Che cos'ha di positivo Leslie? Perché è "disinteressato" (nel senso che non ruba l'oro)? Be', sì, ma i suoi interessi economici, da proprietario schiavista, ce li ha eccome, è per questo che combatte, no? Per difendere i suoi interessi, oltre che la patria. Certo, è un figlio del suo tempo, ma questa non è una scusante, perché allora bisognerebbe assolvere tutti coloro che nella Storia ne hanno combinate di tutti i colori, dicendo che erano figli del loro tempo. E mi sembra di ricordare - correggetemi se sbaglio perché è da tempo che non rileggo "Fuga da Anderville" - mi sembra che Leslie non abbia mai nulla da ridire sul campo di prigionia di Ander(son)ville e sul modo in cui vengono trattati i prigionieri nordisti. Sarebbe un personaggio un pochino positivo se almeno avesse qualche dubbio sulla guerra, sulla schiavitù dei neri, sulle sofferenze inflitte ai prigionieri, almeno un ripensamento, un piccolo rimorso, ma non mi pare proprio, anzi al contrario, è ottuso, fanatico più che mai. E' il classico ufficialetto borioso che manderebbe a morire tutti i suoi soldati per odio verso il nemico o per la gloria (ne abbiamo visti tanti così contro gli indiani). Sarebbe positivo perché salva il cugino John? Ma questo - di avere un occhio di riguardo per un membro della famiglia - lo fanno anche i criminali e i mafiosi. Non è un gran merito, è il minimo. Certo, Leslie non è un delinquente né un criminale, ha un suo codice d'onore da "gentiluomo", non commetterebbe mai crimini di guerra contro civili inermi, violenza contro le donne o azioni simili, resta il fatto però che che è un guerrafondaio (senza neanche capacità militari o intelligenza), pronto a obbedire a qualunque ordine dall'alto, senza un minimo di autocritica, convinto di essere dalla parte giusta (mentre è da quella sbagliata) e per questo pronto a massacrare il nemico senza esitazione, a metterlo in un campo di prigionia, e anche a mandare al massacro i propri soldati pur di ottenere la vittoria, fino all'ultimo uomo, fino anche al sacrificio di sé. E' un pericoloso fanatico egocentrico, insomma. Responsabile più di altri della guerra. Responsabile più del singolo soldato ignorante incattivito, visto che la sua condizione sociale e la sua cultura gli avrebbero consentito di fare ben altre scelte... Ognuno ha le sue opinioni, io penso che Leslie non sia un personaggio positivo. P.S. : sulla morte di Tom ha ragione Letizia. Nizzi poteva farlo morire eroicamente senza però far sfigurare Tex: o facendo tornare indietro Tex inutilmente, oppure rendendo Tex inconsapevole del sacrificio di Tom e facendoglielo scoprire a fatto avvenuto. Così, è una situazione che può piacere o meno, ma è "fuori personaggio".
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  23. Tex, il vero Tex, NON scappa lasciando morire un altro, in NESSUN caso, neanche se dovesse salvare la vita al presidente degli Stati Uniti. Per Tex le persone sono tutte uguali, o sbaglio? Salvare John e sacrificare Tom è INACCETTABILE, Tex non lo farebbe mai. Sai un autore serio come avrebbe risolto il problema? Eliminando la scena incriminata. Tex viene a sapere che Tom non c'è l'ha fatta, SOLO DOPO la sua morte, quando non c'era più niente da fare. Nizzi invece fa fare a Tex la figura del vigliacco in netto contrasto con la figura eroica di Tom.
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  24. Tra l'altro mi ha sempre fatto sorridere la storia che si sarebbe legati a certi albi perchè li abbiamo letti da ragazzi. O meglio, si, è vero, ma a far ridere è che l'accusa sia rivolta solo agli albi degli autori che non ci piacciono. Ora, a parte che Nizzi non fa parte degli autori della mia infanzia, perchè io leggevo GLB e poi Nolitta, quando ha cominciato Nizzi, o meglio quando Nizzi ha cominciato a firmarsi, non compravo più Tex sostanzialmente, ma la stessa cosa si potrebbe rigirare dicendo che magari qualcuno è particolarmente legato alla storia di GLB e tende a sopravvalutarla, perchè fa parte dei ricordi di infanzia. Io stesso sono legatissimo alla storia di GLB, soprattutto per le copertine devo dire, che sono tra le più belle dell'intera saga. Ancora oggi se prendo in mano questi albi sento un fremito. Ma non ho difficoltà a dire che la storia non è nè tra le migliori di GLB, nè tantomeno al livello di FDA.
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  25. Se ne PARLA in due righe, in mezzo ai classici "spiegoni" di Nizzi. Ma non si VEDE. MAI. Inoltre, TUTTA l'avventura è DISTANTE DAL FRONTE. Nelle cittadine piene di mostri sanguinari assetati di sacrifici umani dove viaggia Tex, in realtà non c'è nessuna percezione di urgenza. Il taverniere che vuole uccidere Sam, ha appena visto PARTIRE i soldati, "petto in fuori, nelle loro belle divise" ed è sicurissimo che "le suoneranno a quei fottuti bastardi yankee" Non c'è la minima traccia di paura o di amarezza nei dialoghi dei mostri sanguinari usciti dall'inferno, i famosi "orchi della Virginia", evidentemente creati da Sauron: c'è solo ARROGANZA E CERTEZZA DELLA VITTORIA. Sono tranquilli nell'ammazzare i neri perchè SONO SICURI CHE VINCERANNO LORO e che quindi non pagheranno mai i loro crimini! Non c'è MAI non dico la paura, ma nemmeno LA NOTIZIA dell'arrivo delle truppe nordiste. E non sei stato in grado nemmeno di mostrarmi un vetro rotto in una vignetta. Nizzi era troppo occupato a parlare dell'oro rubato? Non so, ma guarda "Tramonto Rosso" e dimmi se lì te lo DICONO o se TE LO FANNO VEDERE, il costo della guerra! È un amico di Tex, ed è insieme a Tex. Potresti citarmi anche la morte di Tom a questo punto. La gente spara a Tex tutti gli albi. C'è qualcosa di diverso qui, tipo far vedere UNA BATTAGLIA FRA SOLDATI CHE NON SONO TEX, e non solo Tex che tiene un amico ferito? Inoltre, quella palla di cannone è totalmente slegata dall'ambiente. "scoppia una bomba nella prima vignetta", la battaglia termine immediatamente e non viene più citata, c'è solo una "scena madre" con Leslie che muore e Tex riesce solo a pensare che adesso non saprà più dov'è l'oro... ... con l'amico di Tex Leslie, e ci risiamo. Davvero era così poco chiaro quello che ho chiesto? Guarda, se non riesci a capirlo da come ho scritto la domanda, prova a rileggerti "fra due bandiere", quello che intendo io GL Bonelli lo fa più volte senza la minima difficoltà, non era difficile, se Nizzi fosse stato interessato davvero a mostrare la guerra e non la sua stupida "trama gialla" basata su "chi si è fregato l'oro"... Qui si vede la differenza fra: 1) Chi fa un film sulla ricerca di un carico d'oro, e la utilizza come "gimmick", come scusa per mostrare il mondo in guerra, e la varia umanità in questo mondo, che è la cosa che davvero gli interessa... 2) e chi fa un fumetto che dovrebbe parlare della guerra, e su cui un sacco di fan si fa UN SACCO DI FALSI RICORDI sul fatto che si vedrebbero chissà quanti "orrori della guerra", quando invece all'autore, un mediocre giallista, interessa solo scrivere un "mistero" su "chi si è fregato l'oro", e l'oro è l'unica cosa che davvero gli interessa...
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  26. Scusatemi, la vecchiaia... HO SBAGLIATO RAMBO! Rambo III è quello dove vince da solo la guerra in Afganistan... intendevo RAMBO II Questo: Quello uscito quattro mesi PRIMA di Fuga da Anderville. Quello in cui Rambo deve andare in territorio nemico, nel Vietnam, fra i feroci, razzisti e subumani vietnamiti, a liberare degli americani prigionieri di guerra che vengono torturati e ridotti alla fame da quelle scimmie gialle sadiche e crudeli. ..... Ooops... forse ho trovato dove Nizzi ha preso ispirazione... A parte gli scherzi (Ticci era veloce, ma dubito sia riuscito a disegnare tutta la storia in pochi mesi), anche PRIMA di questo specifico film, la storia dei prigionieri di guerra americani in Vietnam era FAMOSISSIMA all'epoca, Reagan ci aveva basato parte della sua campagna elettorale, ed erano già usciti b-movie sull'argomento. Alla fine, con queste due opere, sia GL Bonelli che Nizzi parlano della stessa cosa: della guerra che all'epoca era assolutamente al centro dello scontro "culturale" nel mondo, la guerra che aveva colonizzato l'immaginario collettivo, fino a dar vita non solo ai western con i bianchi stupratori e torturatori tipo "Soldato Blu" (in realtà chiaramente ispirato ad una famosa strage compiuta dagli americani in un villaggio vietnamita), ma a dieci anni buoni di romanzi di fantascienza che parlavano della stessa cosa, tipo "Guerra Eterna" (vincitore del premio Hugo, il massimo premio della letteratura fantascientifica) in cui una guerra tipo Vietnam con un pianeta alieno (dove sono i terrestri gli invasori) dura per secoli a causa delle distanze interstellari. Ogni autore è immerso nel mondo che lo circonda, e le sue storie lo rappresentano. GL Bonelli di fronte alle manifestazioni contro la guerra in Vietnam e gli orrori che iniziavano a trapelare, e alla repressione violenta della polizia che addirittura sparava sui manifestanti, si schiera senza se e senza ma per il PACIFISMO. Nizzi, in un epoca in cui la propaganda guerrafondaia di Hollywood dipingeva gli americani o come eroi invincibili (Rambo) o come vittime innocenti (i prigionieri) e i vietnamiti venivano sempre di più dipinti come sadici torturatori subumani che in realtà non avevano subito il minimo danno dagli americani (buonissimi e inoffensivi!) che volevano portargli la libertà, invece sposa la totale aderenza alla propaganda americana, e senza farsi il minimo scrupolo morale e senza tenere in minimo conto le cose che aveva già scritto GL Bonelli (diciamo che sul giuramento di Tex proprio ci ca#a sopra...), sposa il RAMBISMO...
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  27. No. Descrive un paese dove la guerra non ha nemmeno fatto cadere una tegola, non c'è nemmeno una finestra rotta in tutta la storia. Non c'è il minimo segno di nessuna "sofferenza" da parte dei civili del sud che giustifichi il loro comportamento da mostri disumani, presi pari pari dai cartoni animati di Ken il Guerriero (o dalla propaganda americana sui vietnamiti durante la guerra) Questo è uno degli effetti di cui parlavo che rendono IMPOSSIBILE trattare questa storia senza "smontarla" e vedere i vari elementi separatamente. Cos'è successo? È successo un fenomeno che vedo avvenire SEMPRE: tu hai letto la storia, probabilmente da bambino o comunque anni fa. Ti ha dato emozioni a cui sei affezionato. Vuoi difendere a tutti i costi queste emozioni (e il te stesso che le provava) non solo dai miei post, ma DALLA TUA STESSA MENTE, dalle sue CAPACITÀ CRITICHE. Visto che tu stesso sai benissimo che una simile rappresentazione è assurda, ne cerchi una giustificazione razionale. Quanto trovi la giustificazione, la "AGGIUNGI" mentalmente alla storia, senza nemmeno rendertene conto razionalmente. Ti crei FALSI RICORDI, in cui questa storia "giustificherebbe" il comportamento dei 30 serial killer (trenta!) consecutivi che incontriamo. Non è un fenomeno che capita solo con i fumetti. Il nostro cervello crea continuamente falsi ricordi per giustificare le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Bisogna starci attenti, e controllare sulle cose importanti (tipo le relazioni con gli altri: è comunissimo avere ricordi completamente diversi di una stessa conversazione) , per non rischiare di rimanere prigionieri di una nostra "realtà personale" in cui autogiustifichiamo di tutto. È per questo fenomeno che non è possibile discutere interamente quest'opera. "interamente" significa che se tu, o chiunque altro, ha il falso ricordo di qualcosa, lo aggiunge alla discussione, finchè parliamo solo di cose mai scritte e mai stampate. Parlare di un aspetto per volta, e CHIEDERVI DI VERIFICARE PER RISPONDERE ALLE MIE DOMANDE, spero che ci mantenga "onesti" nel non aggiungere (troppi) falsi ricordi e scene inesistenti per "giustificare" Nizzi. Detto questo....che fate, vi siete già arresi? Non pensavo di aver fatto una domanda tanto difficile.. in un opera che sarebbe tanto "realistica" e rappresenterebbe meglio l’imbruttimento causato dalla guerra, com'è possibile che NESSUN NORDISTA abbia il minimo segno di imbruttimento? Dai, va bene i falsi ricordi, ma questa fa davvero ridere... se è "meno in bianco e nero"... perchè metà del mondo è composta da catti-cattivissimi, sadici, crudeli, mostri assassini rappresentati come subumani che ghignano di fronte alle sofferenze degli innocenti, e l'altra metà del mondo è rappresentata da nobili soldati che combattono per una causa senza perdere un filo di dirittura morale? In che senso questo sarebbe "meno in bianco e nero"? (Non è che per caso hai letto la versione a colori della CSAC?) Che scavo psicologico c'è in "quelli che abitano a sud sono sadici, assassini, semi-intelligenti e non hanno alcuna caratteristica umana. Sono mostri. Quelli che abitano al nord sono eroi senza macchia" Nemmeno gli orchi di Tolkien sono rappresentati come esseri di pura malvagità come gli abitanti del Texas o della Virginia rappresentati in questo "capolavoro di realismo"... Ma vabbè, forse questa domanda era troppo difficile. Facciamo una domanda molto più facile. Visto che questo "capolavoro" è una "realistica" rappresentazione della guerra... ...dov'è la guerra? La mia sfida di oggi è questa: qualcuno dei "fan" di questo "capolavoro" saprebbe indicarmi UNA SCENA IN CUI SI VEDE LA GUERRA? Non le "solite" scene dove Tex sfugge ad un inseguimento o sconfigge un gruppo di soldati. Quelle sono le tipiche scene di Tex e l'unica differenza è che hanno la divisa dei sudisti invece di quella dei rurales, dei soldati di Chivington o degli Apaches. Ci sarà qualcuno, in una guerra, che spara a qualcuno che non è Tex e i suoi amici? Ci sarà almeno un colpo di cannone? Ci sarà una battaglia? Almeno una? Anche non in "diretta": ci saranno SEGNI di battaglia? Ci sarà almeno una casa, una capanna, una catapecchia distrutte dai cannoni? Anche solo una cuccia per cani? Com'è possibile che in questa "realistica" storia "che mostra gli orrori della guerra", la guerra non causa il minimo danno collaterale ad un civile, o alla sua casa e alle sue proprietà? Ci sarà almeno un singolo civile che subisce qualche danno? (a parte quelli derubati e picchiati da Tex, ovviamente, che in questa storia si vede fare più danni ai civili da solo che i due eserciti in guerra messi insieme) Mi dicono che questa storia mostrerebbe "gli orrori delle guerra". Io mi accontenterei che mostrasse anche per una singola vignetta LA GUERRA... Ma forse sono io che l'ho letta distrattamente. Quindi, chiedo: mi dite a che pagina è la guerra?
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  28. Dalla bocca di Grande Tex, tipo "il re è nudo", arriva la voce della verità. Praticamente nessuno riflette su quello che legge. La maggior parte dei lettori gode al vedere l'eroe che fa fuori "i cattivi" e non si preoccupa su chi sono quei "cattivi". Insomma, temo che l'idea di un "bel film di guerra" per molti sia come quello rappresentato nel "film dentro al film" in Bastardi Senza Gloria di Tarantino, il (finto) "film di guerra" <Nation's Pride> (guardatelo, quando iniziano i "bang bang ahh" sembra davvero una storia di Tex scritta da Nizzi... ) P.S. @Letizia , non ti preoccupare. Di questo "capolavoro" ho davvero TANTE cose da dire. Arriverò anche a parlare del Tex borioso, imbecille, ladro, assassino, incapace, stupido, spergiuro, isterico e vigliacco che vi viene rappresentato. Ma voglio andare per gradi, un pezzo per volta. Come dice giustamente Grande Tex qui sopra, la maggior parte dei lettori non riflette su quello che legge, prova emozioni, sensazioni, si "gasa" e difenderà quelle "emozioni" fino alla morte, salendo sulle barricate e rifiutandosi di ascoltare. Io non voglio quello. Voglio portare quei lettori a RIFLETTERE su quello che hanno letto, in questo "capolavoro". Perché parto proprio dalla rappresentazione della guerra? È vero, avrei potuto partire da molti, molti punti, dalla rappresentazione di Tex,. dal senso dell'intreccio, dal livello dei dialoghi... ma tieni presente da cosa è stata SCATENATA questa decisione (che io prima volevo vivere tranquillo senza rischiare il linciaggio da parte dei fan di questo "capolavoro"....). Da un post in cui si paragonava questo "capolavoro" ad una "storiella" come Tramonto Rosso, e ai tantissimi altri post in questo thread dove questo "capolavoro" viene definito come la storia "di guerra" di Tex "più realistica" e che rappresentava meglio gli orrori della guerra. Mentre invece, non è realistica, non è una storia di Tex, è una storiellina gialla di mera propaganda che esalta la guerra, dice che non fa danni ed esorta a farla, ed oltre ad essere una storia che trovo moralmente ripugnante, non è una storia di Tex. Tex qui non c'è. Ma un pezzo per volta. Abbi pazienza. Per ora sto aspettando che qualcuno sia capace di indicarmi anche un solo nordista che sia "incattivito dalle sue sofferenze" anche solo un millesimo dei ricchi panciuti serial killer che popolano, senza eccezioni, tutti gli stati del sud...
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  29. No, Leo. Accetto e rispetto le tue opinioni, ma qui ci sono dei fatti oggettivi. Tex sapeva e capiva benissimo. Testualmente: "Non sono i sudisti!...E' Tom! Cosa?!... Tom non ci sta seguendo? No, Willer... Credo che abbia scelto di sacrificarsi per favorire la nostra fuga. Un accidente!... Torniamo indietro, John: non possiamo abbandonarlo." Poi è bastato un semplice "Tom ormai è perduto" e Tex abbandona Tom a morte certa. Io dico che Tex non avrebbe mai avuto un simile comportamento. Se tu vuoi giustificare questo comportamento, devi trovare qualcosa di meglio di "non abbia saputo capire" perché questo poteva essere prima, ma dopo ha capito benissimo. Sai, quando un autore scrive in un certo modo, non è come nella realtà dove non c'è alternativa a quello che è successo. Un autore ha mille alternative. Nizzi vuol dipingere Tom come un eroe ma, contemporaneamente dipinge Tex come qualcuno che è tutto fuorché un eroe: l'eroe è Tom e Tex è quello che scappa. Mia opinione.
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  30. Non concordo per nulla. Questa storia l'ha scritta Nizzi, e l'ha scritta egregiamente. A differenza di te, trovo bellissima la morte di Tom, e non trovo scandaloso che il nostro non abbia saputo capire quel che era accaduto. La storia parla di un ABOMINIO, di qualcosa di troppo abietto per poterlo anche immaginare, e Tex non è un ingenuo nel non aver capito. È solo un uomo, per una volta privo di quella chiaroveggenza che tante, troppe volte mi ha fatto storcere il naso, perché così simile ad un potere paranormale. È giusto che Tex perda le staffe, che si senta impotente di fronte a quel vecchio inerme che sta per morire. Le sue urla nascono dalla rabbia per quel rapporto d'amicizia interrotto dalla morte di John e incrinato dalla menzogna, e dal fatto di non poter nemmeno farla pagare all'autore di quel crimine contronatura, perché Tex non picchia i vecchi moribondi. Il contrasto tra le fetide mura in cui si svolge il confronto tra il vecchio zio e Tex e il vento sul viso nei campi di cotone, con Tex che chiede al vecchio Cammello di fargli compagnia perché ha bisogno di un amico per lenire l'amarezza, è una delle scene più belle di tutta la saga, qualcosa che sintetizza come meglio non si potrebbe l'amicizia tra i due pards e i sentimenti di Tex verso John, conosciuto proprio tra quei campi, molti anni prima. Non credo che Boselli possa migliorare questa storia, perché è già stupenda così. Da qualche suo commento a Fuga da Anderville, ho idea che potrebbe persino rovinarla
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  31. È un idealista, un generoso, non esita a sacrificare la propria vita per il Sud. È disinteressato, e di fronte alla prigionia di suo cugino, nonostante lo consideri un traditore, si prodiga per procurargli un trattamento meno duro. È un personaggio credibile, Leslie, positivo pur con i suoi difetti. Non concordo con nemmeno una virgola, del tuo post. Questa frase non la commento nemmeno, sono un gentiluomo
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  32. Perché Fuga da Anderville è, a mio avviso, un brutto fumetto? La trama non è male, anche se definirla capolavoro è alquanto esagerato. E' brutto perché dipinge i sudisti come il massimo della cattiveria, senza le necessarie eccezioni? No. E' brutto per un altro motivo. E il motivo è uno solo: Nizzi. Io non ho nessun pregiudizio nei confronti di Nizzi e anzi trovo che abbia scritto cose egregie. La prima cosa che non mi è andata giù: il sacrificio di Tom. Tex non lo avrebbe mai accettato, il mio Tex non lo avrebbe mai permesso. Nizzi avrebbe potuto trovare mille alternative, ma no: Tex che sacrifica un amico è più cool anche se non ci fa certo una bella figura. Nizzi l'ha fatto apposta? Sì. Che gli possino. Il finale. Poteva essere diverso. Dopo la morte dei due Walcott, Tex riesce a smascherare lo zio e accusarlo del furto dell'oro riabilitando la memoria dei nipoti e mandare lo zio sulla forca. Perfetto. Invece no. Nizzi preferisce ridicolizzare Tex. Il quale al processo testimonia inconsapevolmente il falso come un pirla qualsiasi, poi vive per qualche decennio nella beata ignoranza finché Nizzi gli dà il colpo di grazia: pirla fino in fondo. E Tex? Tex, invece di saltar su come un grillo, al primo accenno delle malefatte dello zio (ma come, brutto bastardo, sei stato tu a mettere le pietre nel forziere e a fregare l'oro) e cominciare con qualche sganassone (tanto aveva solo 90 giorni di vita e farli scendere a 89 non era poi così grave), che fa? Che birichino che sei, ma continua pure il racconto che pare interessante. Va bene, va bene, Tex non picchia i vecchietti inermi e moribondi, ma il suo comportamento è ridicolo. Testualmente: "D'accordo, Walcott! Adesso comincio io! E comincio con il dirvi che siete l'essere più abbietto e spregevole che abbia conosciuto in vita mia! Quello che avete fatto è un abominio!" Come, come, come? Ma scherziamo? E' questo il Tex visto da Nizzi? Ebbene sì. Questo immenso idiota è proprio il Tex come Nizzi vuol farlo apparire intenzionalmente. Nizzi è riuscito a rovinare una storia che non era, come ho già detto, niente male. Se il Bos volesse riscrivere, perché Tex lo merita, questa storia nella collana Tex giovane (visto che prima o poi si arriverà alla guerra civile), aggiungendo magari nei crediti "da una idea di Nizzi", ne uscirebbe sicuramente una storia mirabile e forse anche un capolavoro. Questa, così com'è, è una ciofeca.
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  33. https://youtu.be/8dDpwZegm60...le ragioni della Guerra tra Nord e Sud in due minuti non ti seguo, qui, davvero...Nizzi descrive un Paese martoriato dalla Guerra, in cui tutti gli abitanti sono INCATTIVITI dalla fame, dalla paura di rivolte negre e dalla rabbia della sconfitta...i soldati che incontra Tex al campo di Anderville GODONO DA SADICI nel martoriare i nordisti prigionieri...e allora? è una forma di rivalsa, è stato così in ogni guerra... Vogliamo parlare di gente comune? Il contadino cui tex e John rubano i cavalli, vuole impiccare il Negro...ci sta, gli stanno rubando i cavalli, la sua principale ricchezza...UN LADRO DI CAVALLI NEL WEST NON MERITAVA LA FORCA ANCHE IN EPOCA DI PACE?!un oste bianco non vuole dare da bere a un negro nel suo bar...che c'è di strano? non c entra essere Buono o cattivo, si è arrivati alla fine di un conflitto che ha distrutto la Virginia, la gente è rabbiosa e sfoga la sua rabbia sul capro espiatorio di turno...I NEGRI... è molto diverso...Rod muore sul campo di battaglia, il patos del finale non toglie dal mio punto di vista che tra Due bandiere sia una storia piuttosto deludente... la storia di Nizzi è articolata in un immaginario campo di prigionia, in cui i soldati agiscono più da secondini che da soldati...il contesto è diverso...la meschinità e la rabbia delle genti del Sud, dovuta appunto dalla micrania di un conflitto che dura da ben quattro anni traspare meglio in questa storia che in quella di GLB, in cui alla fine viene fuori più uno splendido messaggio antimilitarista che una rappresentazione realistica della Guerra tra Nord e Sud.
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  34. Peggio. Nelle opere ambientate nella Germania del 1936 fanno vedere la ferocia dei nazisti, e l'indifferenza della gran parte della popolazione, per accusare soprattutto quest'ultima di "aver permesso" quegli orrori, o di averli incoraggiati. Nel sud di Nizzi, sono TUTTI membri del Ku-Klux-Klan (che ancora non esiste, ma sicuramente lo diventeranno). Oltre ad essere vigliacchi, disonesti e corrotti. Come un film con una Germania del 1936 dove sono tutti quanti membri delle SS e oltretutto si fregano il portafoglio fra di loro. E perchè no, dopo tutto? Quelli sono "i cattivi"!!!!! Tutti. Ricchi, poveri, uomini, donne, bambini, compresi tutti gli abitanti del Texas che Tex salverà prima o dopo da qualche minaccia. Sono "i cattivi" e quindi sono dei mostri, dispezzabili, e ammazzabili tranquillamente senza problemi come appunto le SS dei film di guerra. Dopotutto, lo sanno tutti che la guerra è sempre fra "buoni" e "cattivi", no? È anche queste cose che si vede come Nizzi è più profondo, articolato, e "realistico" di GL Bonelli. Quando mai si è visto nell'esercito dei "cattivi" un soldato semplice che non fosse un "cattivo" anche lui, per farsi sparare dall'eroe fra gli applausi degli spettatori? GL Bonelli, che la guerra l'ha vista e ha rischiato di farsi arruolare fra i "cattivi" (e che ha collaborato con diversi altri autori che la guerra l'hanno fatta davvero fra i "cattivi" ed erano amici suoi) e che odiava la guerra e i militari, queste cose profonde, articolate e realistiche non arriva a capirle. Quindi ci mette un poveraccio come Rod che ci lascia la pelle senza un vero motivo. Che sceneggiatore scarso, che NON RIESCE A RAPPRESENTARE LA GUERRA BENE COME NIZZI....
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  35. forse perchè i Negri vengono visti nel finale di guerra dai RedNeck come il capro espiatorio della sconfitta del Sud? Difficile da immaginare, davvero ...il solito Nizzi pasticcione, Già ...Siamo in zona di guerra, Bellezze, la Virginia, in cui una buona metà della popolazione bianca maschile è al fronte, i Negri vengono visti dai Bifolchi del Sud come "una Quinta colonna" pronta a ribellarsi e a d "aprire le porte "ai Nordisti...ovvio che la gente comune se vede Negri a spasso non li veda di buon occhio...e non si faccia scrupoli a "legnarli"...razzismo e paura, mista a sentimento di suprematismo wasp...davvero, un ingrediente che non è presente neanche oggi negli USA Leslie Walcott NON è un sadico assassino...è un gentleman del Vecchio Sud che crede in un ideale, un Virginiano cresciuto in una piantagione, in cui era NORMALE, NON GIUSTO MA NORMALE vedere i Negri sottomessi ai Bianchi... I negri erano quattro milioni negli stati del Sud, a fronte di 11 milioni di abitanti TOTALI...il terrore del governo confederato di lasciare i Negri a lavorare nelle piantagioni SENZA ESSERE CONTROLLATI mentre la stragrande maggioranza degli Uomini Bianchi erano arruolati e al fronte, si evince dal proclama che il governo confederato fece nel 1863, in cui veniva promulgata la pena di morte per i negri in uniforme blu e gli ufficiali bianchi dei reggimenti colore presi prigionieri...COLPEVOLI DI INCITAMENTO ALLA RIVOLTA. la paura di rivolte negre nelle retrovie OBBLIGò il governo confederato a creare una HOME GUARD per controllare le retrovie, formata da Bifolchi che possedevano almeno 10 schiavi, ed erano esentati dal servizio in prima linea al fronte...il terrore di una rivolta negra si evince in tante lettere di soldati confederati alle famiglie....SE I NEGRI HANNO PAURA SONO AL SICURO I BIANCHI...frase che riassume i sentimenti delle genti delle contrade del Sud a fine Guaerra
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  36. Ti dirò che io la trovo la peggiore tra le storie della guerra civile. Per me, lo sanno anche le pietre, Fuga da Anderville è fuori concorso, ma anche Missouri ad esempio è molto più bella. Il filone "guerra civile" va sfruttato appieno e io spero che in Texwiller Boselli lo faccia. Nella storia di Glb, a parte il finale tragico e le splendide copertine, la guerra civile è trattata come l'ennesima variante del contesto in cui il nostro si muove, non è resa quell'atmosfera particolare che nelle altre storie sopra citate a mio parere è ben presente.
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  37. Non capita spesso a dire il vero, ma stavolta sono alquanto in disaccordo su ciò che affermi caro pard. Logicamente esprimo il mio soggettivo punto di vista, per altri può darsi valga ciò che accenni nel tuo commento, ma per me non è affatto così. Se dopo trent'anni continuo a comprare regolarmente Tex, non lo faccio di certo per la collezione (non sono mai stato un completista), né tantomeno per parlarne con gli amici, visto che sin da ragazzo erano rari coloro che lo leggevano. E' vero che da quando frequento il forum, ho sentito l'esigenza di acquistare alcune uscite che senza i commenti dei forumisti avrei lasciato, ma sul forum sono approdato dopo tre decenni di letture texiane, quindi non è nemmeno questo che continua a spingermi in edicola. Ci saranno anche tante distrazioni oggi, partendo da internet, passando alle serie tv o le diavolerie elettroniche, tuttavia nessuna riesce a sostituire l'amore che ho per il fumetto e per il disegno in genere. Come difficilmente riuscirei a rinunciare al rito dell'attesa dell'uscita dell'albo o dell'acquisto in edicola. Tu sostenevi che chi compra è meno esigente di chi lascia l'albo sugli scaffali, ma anche in questo non condivido: oggi sono molto più esigente di vent'anni fa (ci mancherebbe altro) e capita spesso di rimanere deluso di alcune storie, ma basta questo per abbandonare un amore tanto intenso quanto quello che nutro per il fumetto? Altri magari abbandonano, io non ci riesco e non voglio. Posso ridurre qualche acquisto, se ho necessità di budget, ma non mi voglio privare delle emozioni che la lettura delle nuvole parlanti mi dona. Oggi come ieri. Ho migliaia di fumetti, che regolarmente rileggo ma non vedo perchè dovrei smettere di acquistarne di nuovi. La rilettura non è la stessa cosa! Per quanto bella possa essere la storia, si perde un po' di magia! Ti porto un esempio pratico: se è in uscita un nuovo album della band che ami, preferisci evitarlo perchè tanto possiedi tutti gli altri dischi e puoi riascoltarti quelli?
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  38. Negli anni 50 circolavano e si pagava con esse le lire 1 e 2. Me lo ricordo bene perché ci pagavo il latte che mi sembra costasse 41 lire, ma anche le caramelle e sigarette sfuse.
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  39. Sul fatto che "i lettori oggi sono più esigenti"... ..siete proprio sicuri? Da quali studi statistici lo ricavate? Dal fatto che i tanti flop dell'epoca (che mica tutti i fumetti duravano come Tex...) in genere chiudevano prima (vedi Gil, Judan, Bella e Bronco) mentre adesso si trascinano stancamente per più anni? I lettori oggi sono magari più scafati, in genere hanno visto una quantità di film, telefilm e fiction in generale inimmaginabile prima dell'avvento di internet e delle TV commerciali. Quindi magari 50 anni fa Bonelli poteva spacciare il mostro della laguna nera come una sua idea e lo beccavano in pochi, mentre oggi sarebbe sgamato subito sui social (idem per Sclavi su Dylan Dog, comunque). Riesce più facile quindi fare un confronto con altri "passatempi" e valutare il livello di un opera. E, per lo stesso motivo, è più forte la concorrenza, e quindi ci sono sempre meno nuovi lettori (ma a questo punto bisognerebbe ogni tanto chiedersi come mai il fumetto in questa concorrenza perde sempre, quando anche senza soldi ed effetti speciali romanzi, serie e film a volte vincono...) Però io ricordo anche un'altra cosa. Che Tex era il mio fumetto preferito. E bastarono tre storie di Nolitta per farmi smettere di comprarlo. Idem per Zagor: pochissime storie di Sclavi, e avevo già smesso. (e non ero io che ero rapido, gran parte dei miei amici che leggevano fumetti smettevano molto prima di me) Quante storie di Alan Ford non disegnate da Magnus bastarono per farmi smettere di comprarlo? Non ricordo il numero esatto, ma non più di 20. Perchè eravamo così spietati? Perchè avevamo pochi soldi, e c'erano un sacco di fumetti (e film e altri divertimenti) fra cui scegliere. Certo, magari non riuscivi a scrivere una lunga dimostrazione sul fatto che una certa storia di Zagor di Sclavi era scopiazzata da x e y, ma non ti serviva. Bastava che non ti divertiva abbastanza. A quel punto era out. E il mese dopo mi compravo Ken Parker o la Storia del West o gli Eterni o La Compagnia della Forca o Alter Alter. Perché è vero che all'epoca c'era meno concorrenza da film e TV... ma c'erano molti, molti, molti più fumetti appassionanti fra cui scegliere! Oggi è vero che ci lamentiamo perchè un albo non è ad un livello adeguato per divertirci e non incontra le nostre aspettative, ma poi che facciamo? Il mese dopo lo compriamo lo stesso. Per abitudine. Perché avendo molti più soldi in tasca non dobbiamo più essere spietati come allora. E poi un po' anche perchè siamo diventati vecchi e il ricordo dei vecchi albi pesa di più del valore dei nuovi. Abbiamo una collezione da mantenere, cosa importa se un albo poi non lo rileggerai più? L'idea che "oggi siamo lettori più esigenti" è totalmente farlocca. Al massimo siamo lettori più "colti" (nel senso di beccare le citazioni e più abituati a riconoscere certi cliché)) e meno entusiasti. Ma poi che succede? Che ci ACCONTENTIAMO. Altro che "esigenti". "Accontentarsi", il dire "non è come una volta ma lo compro lo stesso per passare il tempo) è IL CONTRARIO dell'essere "esigenti". Fate lo sforzo di ricordarvi come eravate DAVVERO a 13-14 anni. Non il pupazzetto da mulino bianco che vi spacciano per l'infanzia generica di tutti, ma come eravate davvero voi. E pensare all'epoca se avreste continuato a comprare per anni molte cose che comprate ora. "Esigenti" oggi? Non fatemi ridere. Nessuno è più esigente di un ragazzino che ha i soldi per 4-5 fumetti al mese al massimo e non gliene frega nulla della collezione, dell’abitudine, dei ricordi di 40 anni fa, e che vuole solo divertirsi più che può con quei soldi. Pensate che qualcuno dei fumetti di oggi sopravviverebbe se come pubblico avesse quel pubblico "così poco esigente"?
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  40. Riguardo all'effetto "sorpresa" (o colpo di scena), gli sceneggiatori di oggi, e Ruju in particolare, dovrebbero rivedersi le sceneggiature dei capolavori di Hitchcock e studiarsi bene la differenza di impatto nelo spettatore (o lettore) tra sorpresa e suspense. Come ebbe ben a dire il maestro Alfred: "Se stai assistendo a una conversazione tra persone sedute intorno a un tavolo intente a cenare e improvvisamente sotto il tavolo esplode una bomba hai procurato alcuni minuti di noia nel seguire la conversazione e qualche secondo di sorpresa allo scoppio della bomba. Ma sei hai fatto subito vedere il criminale che piazza la bomba sotto il tavolo hai procurato, in quegli stessi minuti di conversazione, una tensione crescente e un'ansia palpabile nel timore dell'evento deflagrante, sperando ogni secondo che a qualcuno cada un cucchiaio in terra e si chini a accoglierlo, scoprendo la bomba. Questa é la differenza tra sorpresa e suspense. Cosa ha catturato lo spettatore per piú tempo? Ovvio, la suspense."
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  41. E questo panegirico sul quarto centinaio e Nizzi me lo andate a fare nel thread dedicato ad una delle prime leggendarie storie di GL Bonelli? Come mettersi a cantare ad alta voce Paki nel mezzo di una sinfonia di Beethoven... Non ho mai condiviso l'idea di dividere in "centinaia" con l'affettatrice senza alcun riguardo, dando la precedenza al numerello in costa piuttosto che a cosucce senza importanza come l'arrivo di nuovi autori o radicali cambi di formato e periodicità. Per me il "periodo d'oro" va dalle prime storie pubblicate direttamente nel formato gigante fino alla prima storia di Nolitta (esclusa), e prima c'è il mitico periodo delle strisce, che ha "creato" man mano il Tex che conosciamo (conoscevamo). Sono gli unici due periodi omogenei, poi c’è troppa differenza fra una storia e l'altra, fra multipli sceneggiatori e miriadi di disegnatori, tutti di livello molto diseguale. Tutti i periodi successivi sono caratterizzati da alti e bassi (molto bassi), e non vanno nemmeno vicino ai tempi in cui Tex era perfettamente riconoscibile perchè lo scriveva solo il suo creatore.
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  42. Allora è un'altra storia. Quando sento la gente anteporre Nizzi e Boselli a GLB mi viene in mente quando, nei primi decenni dell'Ottocento, Monti veniva anteposto a Dante; e quando facevi notare che le cose stavano all'opposto, ti guardavano pure storto. Poi, grazie a Dio, la storia ha fatto giustizia; ciò che non significa che Monti non meriti, ma certo in misura minore di Dante. Poi i giudizi col tempo possono cambiare: ad esempio, io alla tua età mettevo sullo stesso piano il Nizzi pre-crisi e Boselli; con le riletture e la maturazione del gusto, antepongo decisamente il secondo al primo. Farlocco anche il parallelismo fra il secondo centinaio e il quarto: anzitutto, per trovarmi qualcosa che svaluti l'apporto di GLB hai dovuto prendere la sua ultima storia, che come quelle immediatamente precedenti è stata scritta da un autore che non era più sé stesso; per giunta, pesantemente ritoccata in redazione (come tutte le precedenti). Il Nolitta del secondo centinaio invece era perfettamente in possesso delle proprie facoltà; solo, non era capace di scrivere Tex. Poi, davvero: belle "La congiura" e "Sioux", belle anche molte avventure minori; ma non sono paragonabili al filotto di storie bellissime, grandi e minori, che GLB inanella nel secondo centinaio. Sarebbe come paragonare un pilota di Formula 1 degli ultimi decenni a Tazio Nuvolari. Ogni volta che vengono pronunciate simili scempiaggini, nell'aldilà Enzo Ferrari e GLB rabbrividiscono.
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  43. GL Bonelli inseriva suggestioni, eventi storici, o prendeva ispirazione da romanzi o film, senza preoccuparsi delle date. È perfettamente possibile che per l'invasione del Texas si fosse ispirato a qualcosa che aveva letto sull'indipendenza del Texas, ma poco dopo inserire un rivoluzionario messicano che prende spunto da decenni successi. Basta pensare che in una delle storie future prende spunto dalla fine di Butch Cassidy e Sundance Kid, del 1908, e per certi aspetti Montales è modellato su Emiliano Zapata o su Pancho Villa (o un misto dei due) che iniziarono la lotta armata nel 1910... Poche strisce dopo si inventa una rivolta dei Navajos (rappresentati con tepee e caschi di piume) che non potrebbe avvenire dopo il 1864... Nota comunque che per l'epoca, GL Bonelli era forse l'autore italiano di fumetti western più realistico! Mischiava le date e i popoli e si inventava aventi storici mai avvenuti, ma almeno i suoi rangers erano del Texas e non del Nevada, usava in genere città realmente esistenti (almeno le più grandi) e le metteva nel posto giusto, e Tex usava la colt e non un lazo... in quegli anni non c'erano nelle librerie italiane i libri che ci sono adesso sugli indiani, figurati le foto che oggi trovi online... i disegnatori avevano problemi persino a procurarsi le foto delle armi dell'epoca, andavano al cinema per copiare al buio quelle che si vedevano nei film americani...
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  44. Chiarisco che in questa faccenda dei dialoghi, sono in una posizione per me scomodissima, che in altri ambiti disprezzo: quella del tizio (di solito un politico o un religioso, un giornalista o un tizio in cerca di like) che grida "chi pensa ai bambini?" o si lancia in qualche crociata "per conto terzi", a fare il paladino per qualche categoria "terza" che magari non ne avrebbe alcun bisogno. Mi rassicuro osservando due differenze fondamentali: 1) Non sto facendo nessuna crociata. È solo un osservazione 2) in questo caso, la categoria "terza" sta protestando, eccome! Onestamente, io dei dialoghi in prima lettura NON ME NE SONO ACCORTO. Sono abituato a leggere cose molto più difficili, fra i miei fumetti preferiti ci sono Swamp Thing e V for Vendetta di Alan Moore (al cui confronto Boselli sembra laconico e troppo conciso - però Moore quando ha scritto in altri ambiti si è regolato anche lui...) o Sandman di Nei Gaiman. Però da tempo sento lamentele sul fatto che Boselli sarebbe "difficile da leggere", con "troppi dialoghi", e finché le sento riportate da gente che non conosco su facebook posso pensare che sia qualcuno che non arriva al di là del "bang bang ahh" di Nizzi e che dovrebbe magari leggere Topolino, ma poi le sento dire da gente che conosco e so che non è così, allora mi chiedo cosa c'è di vero, e mi sono riletto l'ultimo albo in quest'ottica. Uno dei punti di forza del Tex di GL Bonelli, (come dei paperi di Barks) era che era accessibile a tutti. Avevo già fatto un esempio tempo fa confrontandolo con Nolitta di come i testi di GL Bonelli arrivavano magari a costruire fra di forte impatto usando termini "semplici", per esempio il classicissimo "Miserabile sacco di rispettabile immondizia". (Pensate se fosse stato scritto, più correttamente, "Deplorevole contenitore di rifiuti solidi urbani indifferenziati degno di rispetto"), mentre invece i testi quasi "burocratici" di Nolitta sgonfiavano ogni epicità (il fatto che su Zagor e Mister No non scrivesse così mi fa pensare che per lui scrivere Tex fosse davvero come compilare la dichiarazione dei redditi...) Per me Boselli fra i due è ancora molto più simile a GL Bonelli che a Nolitta (per fortuna!), ma rileggendo l'albo ho visto quelle cose che ho già sottolineato. Ci sono parole che (purtroppo) parte dei lettori sente "strane" perchè non sono di uso comune in TV (non parliamo del 70% di analfabeti funzionali in Italia, quelli di sicuro non leggono Tex e nient'altro a parte Facebook, parlo di persone che quei termini magari sanno benissimo cosa vogliono dire, ma non sono più abituati da decenni, dai tempi della scuola, a sentirli usare, e gli rendono i dialoghi "strani". E che comunque stonano un po' se messi in bocca a rangers in cui il più istruito ha fatto al massimo le medie e non si vede leggere un libro dal 1950...), e più in generale c'è un certo tipo di testo "superfluo" che riduce e non aumenta l'impatto. La soluzione ovviamente non è ridurre tutto a monosillabi con testi tipo "laggiù", "spara!", "mancato!" e basta, o testi tanto stringati da non "rendere" più la differenza fra un personaggio e l'altro, ma nel mettere un testo "superfluo" che non distragga o confonda. Per esempio, la frase che ho già citato: GL Bonelli fa dire a Tex "rialzati, miserabile sacco di rispettabile immondizia". È oggettivamente una frase allungata, poteva dire "rialzati, verme". Ma possiamo dire che quell'allungamento è inutile? No, credo che sia ovvio a tutti che la frase ristretta non ha la stessa "forza", e soprattutto, non è altrettanto divertente da leggere! Ma se GL Bonelli avesse allungato la frase in altro modo, aggiungendo "distrazioni" all'azione corrente invece di RAFFORZARLA? Tipo "Rialzati verme, sappiamo che sei stato tu a tendere un agguato a Sanders sulla confluenza del Red River"? La frase risulta più "debole", l'attenzione si sposta da Tex che mena qualcuno al riassunto crimini precedenti, ed è una ripetizione perchè probabilmente abbiamo già visto il tizio sparare a Sanders o è già stato raccontato a Tex in scena. Quell'aggiunta ha un senso se ci fidiamo dello slogan "ogni cosa va spiegata almeno tre volte". In quel caso anche se abbiamo già visto l'agguato e qualcuno l'ha già detto a Tex, serve un riassunto al lettore tanto distratto che non si ricorda quello che ha appena letto. Ora, narra la leggenda che lo slogan delle "tre volte" fosse una raccomandazione di Sergio Bonelli ai vari autori, ma non ho mai sentito nessuno testimoniare di averglielo sentito dire (e anche se l'ha fatto una volta, magari era perchè era incavolato con un autore che non aveva spiegato qualcosa nemmeno una volta). Di sicuro Nizzi era un devoto seguace di quella "formula", nelle sue storie le cose non sono solo "spiegate" tre volte ma a volte sono "raccontate tre volte" con paginate e paginate di cose già viste e già spiegate. Con vicende tanto sempliciotte che non ce n'era alcun bisogno! Essendomi annoiato a morte a leggere quelle lunghe scene superflue nei polpettoni indigesti di Nizzi, io invece sono di un altro partito: per me non occorre spiegare le cose tre volte, serve solo a rendere più lunga e faticosa e innaturale la lettura. Per me è meglio rendere più snella la lettura e più naturali i dialoghi. Tornando a Boselli: onestamente non sono stato a contare quante volte spiega le cose (), ma non mi sembra a memoria che faccia regolarmente scene ripetitive come quelle di Nizzi. Però come interpretare la scena in cui di fronte a disegni che CHIARAMENTE mostrano persiane aperte abbastanza da guardarci dentro, faccia dire al dottore "le persiane, come vedete, sono socchiuse" che è una frase totalmente inutile? (e pure strana, pare si rivolta al lettore e non a Carson: "come vedete abbiamo disegnato le persiane socchiuse, quindi Carson può spiare, non rompetemi i coglioni") Secondo me, anche se fa finta di no, le critiche le ascolta, e di fronte alle critiche di quelli che criticano le storie "troppo difficili" e rimpiangono Nizzi, sta cercando di spiegare il più chiaramente possibile anche le cose evidenti. Solo che facendo così, per me, non si rende conto che sta peggiorando il problema invece di risolverlo... più si convince che il pubblico non sia in grado di capire da solo le cose, più le rispiega, ma più le rispiega, più il testo è lungo e ripetitivo, e più il lettore distratto si distrae e perde dei pezzi, e più la non capisce (e la lettura si fa più pesante per tutti). Cioè, a controbattere (in anticipo) a chi ti avrebbe rotto le scatole dicendo "com'è possibile che il dottore abbia l'ambulatorio sul retro e non davanti"? Cioè... a quanti? Quanti lettori, (in buonafede) avrebbero protestato per una cosa simile? E quelli in malafede non trovano comunque qualcos'altro? Anche se volevi comunque spiegarlo, e caratterizzare il dottore come una persona istruita con frasi elaborate (cosa che comunque viene vanificata dal fatto che Carson gli risponda con frasi altrettanto elaborate, se volevi sottolinearlo Carson doveva parlare in modo molto più semplice) era meglio non esagerare, ecco un altro esempio... Dottore: "ecco l'ambulatorio, è sul retro" o "ecco l'ambulatorio, l'ingresso per i pazienti è sul retro" Carson: "e quella finestra...?" Il dottore: "da lì si vede tutto l'interno" Ma concentrandosi troppo sull'esempio specifico il rischio è che si perda il punto più generale: che (secondo me almeno, poi potrei anche sbagliarmi) per venire incontro ai lettori che trovano troppo "pesanti e difficili" le tue storie, sarebbe meglio sfrondare e alleggerire i testi, piuttosto che aggiungere ancora altre spiegazioni per loro...
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  45. Secondo me Diablero ha ragione a proposito di certi dialoghi "di ordinaria amministrazione" che dovrebbero essere più agili, più secchi e stringati, rendendo la lettura più veloce. Esempio a caso: pag. 28, seconda vignetta, Carson chiede informazioni al barista e lui risponde: "Ho visto quel carro. E' arrivato a mezzogiorno. Amici vostri?" A cosa serve sapere che è arrivato a mezzogiorno e non alle due? Non era meglio un più secco: "Amici vostri?" Poi Carson dice: "Li conosco appena. Devo restituire loro una cosa. Sai dove si trovano?" C'è bisogno di far dire a Carson che deve restituirgli qualcosa? E' un dialogo veloce, non deve dare spiegazioni a un barista, e poi è chiaro che Carson li cerca per un motivo che non vuole dire. Non bastava un: "No, ma sai dove si trovano?" E' più brusco, ma dà l'idea di chi ha fretta e sta inseguendo. Altro esempio a caso: pag. 33 ultima vignetta e pag. 34, prima vignetta. Kit e Carson dicono a un tizio che li ha aiutati di andarsene a casa, lui preferisce di no e dice: "Ci sarà azione, vero?... Voi state dando la caccia a quegli strani individui. E adesso vorreste che mi perdessi tutto lo spasso?" Anche qui: la frase "Voi state dando la caccia a quegli strani individui" è inutile, sia per il lettore che per il personaggio. Sono esempi banali, questi, che cambiano poco, ma in molti balloon si potrebbero togliere frasi inutili, sfoltirli parecchio e rendere così i dialoghi più rapidi e la lettura più scorrevole. Anche perché nei fumetti più ci si dilunga a spiegare, più i lettori con poca pazienza saltano i ballon, e quindi meno capiscono... Poi, per carità, questa è la mia opinione di semplice lettore che non saprebbe da che parte farsi per scrivere una sceneggiatura...
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  46. Perdonami ma io sinceramente non ho notato tutti questi discorsi filosofici, tranne il flashback iniziale in cui ci viene presentato il passato di Padma, che da lama tibetano autoritario (che ha usato il sapere e i suoi poteri per se stesso e per il male), si è poi pentito e ora deve espiare i suoi peccati fino alla morte, che per lui sarebbe gradita come una liberazione e inizio di reincarnazione (seguendo la ruota del Dharma), ma che ancora non gli è concessa perché deve portare a termine la missione di sconfiggere Mefisto. Fine parentesi spirituale (a pagina 19). Mefisto può piacere o non piacere, ma Boselli non fa che riprendere personaggi e tematiche di GL Bonelli e inevitabilmente li approfondisce, per non trasformare i personaggi in marionette, quindi Padma (e la sua visione del mondo) ha e avrà sicuramente anche nel prosieguo un ruolo (anche quantitativamente) importante. Temo comunque che questa storia non piacerà a molti lettori, soprattutto a quelli che vogliono un Tex molto centrale: già dal prossimo albo entreranno in scena - secondo le anteprime - El Morisco e Lily, quindi altri personaggi importanti a cui Boselli dovrà inevitabilmente dare spazio e che avranno tante cose da dire e raccontare, quindi molti dialoghi (El Morisco, poi, si sa che è piuttosto logorroico!) E poi mancano ancora Loa e Narbas, tutti pezzi da novanta che toglieranno spazio ai nostri 4 pards. Senza dimenticare ovviamente Mefisto, Yama, Ruth, ecc. ecc. Insomma, sarà una storia molto corale, si intuisce già da questo inizio con Padma e in cui si parlerà di morte, reincarnazione, resurrezioni, ecc... Con un personaggio come Mefisto - e con tutto il suo passato che Boselli sta cercando di mettere in ordine e portare forse a conclusione - è possibile fare diversamente? Poi non dimentichiamo quel capolavoro che è "Il figlio di Mefisto": è stato detto tante volte, ma lì GL Bonelli diede un enorme spazio a Yama e a Loa, ai loro riti di magia nera, viaggi nell'oltretomba, e così via (nel primo albo Tex quasi non c'è). Credo che sia inevitabile con nemici così fortemente caratterizzati. Piuttosto, più si va avanti con questa maratona mefistofelica, più viene da chiedersi come si fa a non concludere definitivamente la vicenda di Mefisto. Qui siamo già al limite: come detto da altri, quante volte ancora Mefisto può fallire nell'uccisone dei pards senza risultare involontariamente ridicolo? E' il destino dei nemici ricorrenti, dopo un po' rischiano di diventare ripetitivi e poco credibili. E infatti secondo me i nemici ricorrenti dopo un po' andrebbero fatti fuori, tranne nei fumetti comici, vedi Gambadilegno e la Banda Bassotti!
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  47. Non c'è bisogno della didascalia, basta vedere dalle immagini. Che indicano quanto tempo è passato (almeno in termini di tanto o poco). Vediamo arrivare Padma a piedi, senza acqua né viveri né il minimo bagaglio,. Mefisto non dice di essere paralizzato. Se in un qualunque punto del dialogo o della scena Mefisto chiedesse di essere CURATO perchè NON SI PUÒ MUOVERE, allora si capirebbe che è passato del tempo. Ma Mefisto non solo non dice questo, ma dimostra visivamente di riuscire a mettersi a sedere. Nulla nella scena dice che non può camminare. "Salvami" può voler dire che gli serve qualcuno per guidarlo fuori dal deserto. Vista anche l'assenza di acqua o viveri (immagino che Mefisto si sia cibato di piccoli animali che riusciva a controllare, ma Padma è vegetariano, immagino, quindi morirebbe in un deserto senza viveri o acqua), quell'immagine dice "poco dopo escono" Non è un problema di ellisse narrativa, è un problema di comunicazione fuorviante con il lettore. Ma anche se ci mettessero mesi, Mefisto ha già dimostrato che si poteva salvare da solo.... da questa scena, appare anzi che dall'inizio abbia attirato Padma solo per apprenderne i segreti. [su Padma che poteva percepire Mefisto a distanza di tempo e spazio come fa ora in questa storia] Qui mi dai l'imbarazzo della scelta! Ci sono troppi modi di risponderti! 1): Dunque adesso Padma percepisce Mefisto perchè Mefisto vuole essere salvato? 2) Padma dunque non sarebbe stato in grado di percepire Mefisto, mentre Mefisto era perfettamente in grado di percepire Padma, il suo passato, il fatto che fosse un lama e che poteva insegnargli la magia? Scusa, chi sarebbe dei due l'allievo e chi il maestro? 3) Padma percepisce una presenza malvagia, ci pensa un attimo e dice "non mi chiede di essere salvato, chissenefrega?" A me appare ovvio che se c'era uno dei due che percepiva prima l'altro, era Padma, prima che Mefisto se ne rendesse conto (e infatti non se ne rende conto durante la storia di GL Bonelli). Mi pare ovvio che un Mefisto all'apice della potenza che ne faceva di tutte provocando rapine e caos in giro per scatenare la caccia a Kit e Carson fosse ben più "appariscente" di un Mefisto morente, quindi se lo percepisce da moribondo lo percepiva anche prima. E infine, mi sembra ovvio che prima di aver bisogno di essere salvato, Mefisto doveva essere FERMATO: le rapine e gli omicidi che commetteva in zona non davano fastidio ai membri della setta di Padma? Pensaci. Padma arriva per FERMARE Mefisto. lo trova moribondo. Si ricorda di come fosse malvagio anche lui, e vede in Mefisto una persona che potrebbe essere redenta e con cui condividere la via della redenzione. Allora, invece di lasciarlo morire, lo salva. Ormai il "danno" è fatto (almeno fino alla prossima retcon) e "cosa è successo" è sancito e disegnato e pubblicato, ma insisto che la mia versione non solo era più credibile visti i rapporti di forza, ma non richiedeva nessuna retcon, si adatta molto meglio a cosa viene detto in "il drago rosso" In breve, il mio punto non è che "dovevi scrivere la storia come volevo io", se c'era una maniera ce ne potevano essere mille. Il punto è che questa retcon non era assolutamente necessaria, e anzi, è ADESSO che le cose non filano più bene (vedi il punto 2 sopra con Mefisto molto più potente del povero Padma che non si accorge di nulla finché Mefisto non gli telefona, la contraddizione con la storia di Nizzi, le incongruenze con i dialoghi ne "il drago rosso") (poi, che ci siano motivi legati al seguito della storia per cui serviva una retcon non lo so, lo scopriremo leggendo i prossimi albi, ma non so a che possa servire far vedere che già prima di incontrare Padma Mefisto era così potente rispetto a Padma...)
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  48. Non solo sottoscrivo in pieno la riflessione, ma mi permetto anche di aggiungere che anche l'autore grafico di tali capolavori, il compianto Carlo Raffaele Marcello, tramite essi ha raggiunto la propria consacrazione .
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  49. Civitelli lavora su carta, con pennellino, china e i classici attrezzi del mestiere, ma non usa il digitale. Lo disse nell’intervista fatta da 8 Bit.
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  50. Civitelli si conferma un disegnatore di eccezionale precisione e di grandissime capacità; anch'io ho apprezzato molto il suo stile e, soprattutto le sue scene notturne in cui è probabilmente difficilmente "battibile". Solo un dettaglio, facendo l'inevitabile confronto con l'episodio appena concluso e disegnato dai fratelli Cestaro, a mio discutibile avviso e gusto risulta un poco meno efficace e coinvolgente nei disegni di Civitelli: quando deve rendere i mostri che Mefisto evoca per traumatizzare i suoi avversari. In questa circostanza, il tratto pulito e sempre molto dettagliato del disegnatore toscano mi sembra meno adatto rispetto a quanto sono riusciti a realizzare di due fratelli prima menzionati, che, con i loro tratti più "sporchi" ma estremamente dinamici, per me riescono a dare un'idea molto più intensa emotivamente e inquietante di quella dimensione di male estremo e di quelle atmosfere da incubo che sono connesse a quel "genio del male" che in fondo Mefisto rappresenta. Per quanto riguarda la storia
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