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TWF - Tex Willer Forum

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Showing content with the highest reputation since 07/09/2024 in all areas

  1. Invece il forum è nato anche per avere dialogo con gli autori, che hanno il diritto di passare e dire la loro se qualcuno fa critiche alle loro storie. Altrimenti sarebbe un forum a senso unico e non avremmo neanche la possibilità di leggere molti aneddoti e retroscena che stanno dietro alle quinte della lavorazione delle storie.
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  2. Se qualcuno si fa condizionare, o limitare nella sua libertà di espressione, dalla presenza di un autore è un problema suo. Nessuna persona intelligente scrive delle cose qui dentro "per offendere un autore", la critica quando espressa in maniera educata e costruttiva è sempre stata libera e tale deve restare verso chiunque, siano essi lettori o autori. Comunque sei molto gentile a permetterci di continuare a fare come abbiamo sempre fatto, grazie!
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  3. Signore e signori, siete pregati di rimettere le colt nella fondina. Non obbligate lo staff a prendere decisioni sofferte, grazie.
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  4. Non sto frequentando assiduamente nell'ultimo periodo, ma nella presente discussione non mi pare che Joe sia stato offensivo. Nemmeno a me è piaciuto il suo intervento sugli autori nei forum, ma ha espresso un parere personale senza offendere nessuno (non so se altrove abbia fatto di peggio). Ma tu passi automaticamente dalla parte del torto con il tuo ultimo sprezzante post. C'è un confine da non valicare anche se gli altri lo fanno (e ripeto che qui non ho visto Joe esagerare). Anche l'intervento di Letizia mi è parso spropositato, e conoscendone lo stile mi ha sorpreso e deluso. Sarebbe bene che si tornasse nei ranghi della buona educazione. Questo topic non è degno del forum che conosco io, e i vostri ultimi messaggi non sono in linea con il tipo di utenti che siete sempre stati.
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  5. In questo momento non sta lavorando a nulla, ma è in attesa di una sceneggiatura che, si spera, gli consentirà di chiudere la carriera, se vorrà chiuderla, s'intende, con una storia a lui più gradita.
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  6. Il soggetto aveva del potenziale, in parte non valorizzato dalla sceneggiatura. Dopo il suo esordio sulla regolare, Rauch dimostra di prediligere le storie con molti personaggi, con più fronti, con cattivi veramente cattivi e con altri cattivi dal tratto boselliano. Con queste premesse, imbastisce una buona storia, ai miei occhi priva dei difetti che in questo topic gli si imputano (ma ammetto di aver letto i post precedenti "a volo d'uccello", senza soffermarmici granché anche perche arrivo molto in ritardo), eccetto uno: una certa freddezza. I personaggi non "fioriscono", restano un bocciolo chiuso. Eppure tutti i personaggi avrebbero le caratteristiche per restare impressi, e bene ha fatto mi pare Poe a richiamare il Jesus Zane de L'ultima Frontiera quale esempio di sceneggiatura in cui questo accade. Invece lo sviluppo della trama, condita da tanta azione anche ben messa ma forse troppa, ha compresso le possibilità di uno sviluppo arioso dei personaggi, virando più verso l'occasione sprecata del Capitan Jack faraciano che verso il modello ideale nizziano prima citato. Ed è un peccato, perché i Texoni sono appuntamenti da non sbagliare. Non escludo che le caratteristiche del disegnatore abbiano potuto contribuire a questa mia sensazione di freddezza, né escludo che ad una seconda rilettura io possa apprezzare di più un'avventura in cui ci ho visto comunque del buono, tanto da confermarmi nella testa che Rauch possa essere davvero un buon acquisto per la testata in ottica futura.
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  7. Anche per mè queste scene sono perfettamente da Tex. Sia la sparatoria nel saloon, il pestaggio in carcere, e la fuga dello Yaqui, per mè non hanno niente di così sbagliato. Dopo il Texone indubbiamente non è uno dei migliori, ma per mè è stata una piacevole lettura.
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  8. Ho confuso, chiedo venia, ma restano sempre troppi quando scrive in questo modo che sembra voler prendere tutti i lettori di Tex per dei mentecatti che si fanno passare per buona qualsiasi cosa si dà da leggere, pretendere poi di volersi scegliere pure i disegnatori e fare cagnara in pubblico quando avendo a disposizione un Ticci, i risultati sono questi, inaccettabili sotto ogni punto di vista.
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  9. E non ti chiedi perché in quelle storie sull'"inganno" il lettore ci passa sopra e invece qui ti salta subito all'occhio? Sarà mai perché è un Tex che non ne combina una giusta? Metti nelle prime pagine, quando libera Carson appeso come un salame, ti aspetteresti che se la prenda subito con quelli che restano all'interno della fattoria e invece: "shhh... zitto! quelli che sono nella baracca non devono accorgersi di niente" e i due sgattaiolano via... per aspettarli nella foresta (MA solo perché serve un cavallo a Carson). Insomma per un autore che piglia 500 euro per sceneggiare pagine come questa ci sono tanti lettori che pagano e che hanno il diritto sacrosanto di lamentarsi. Intanto, quelli nella baracca hanno approntato il piano per compiere una strage, proprio mentre i due conigli pavidi evitano di fare rumore, che ragazzacci. Non l'avesse disegnata Ticci col cavolo che il curatore te la pubblicava sulla regolare. Un vantaggio Boselli questa volta almeno ce l'ha a stare fuori dal forum: non dover rendere conto di quello che che la Casa editrice pubblica sulla serie che regge l'intero baraccone.
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  10. Volevo rispondere subito a @Ombra Silenziosa ma poi è scoppiato il flame, e ho pensato che era meglio attendere che si placasse. Prima, i miei 2 cent sull'argomento "autori nel forum". Concordo in generale con Virgin: Come ogni altro utente, un autore può essere costruttivo, distruttivo, portare informazioni e argomenti, essere insultante, etc, e va semplicemente giudicato come qualunque altro utente. In più, è vero che presenta alcuni "rischi" ulteriori, legati al suo ruolo (un autore distruttivo è più facile che si crei una sua claque rispetto ad un normale utente), e ci sono utenti che reagiscono in maniera "strana" alla presenza degli autori (o cominciando praticamente a venerarli, o più comunemente iniziando ad attaccarli ad ogni occasione, come se li percepissero come una "minaccia" al loro status nel forum: ma sono "rischi" per me minimi, rispetto alla possibilità di arricchimento, e di confronto, che offrono. Siamo qui per discutere e parlare delle storie, poterlo fare discutendone direttamente con gli autori, non è un arricchimento del forum? Mi pare ovvio che lo sia. Poi certo, ogni autore è un caso a parte, e certe interazioni che ho avuto in passato con certi autori sono state molto antipatiche. Ma mi hanno "arricchito" di conoscenze anche quelle, nel farmeli conoscere meglio, e non farli restare solo un nome sugli albi che compro. Quindi spero che @Ombra Silenziosa torni altre volte ad arricchire il forum, la discussione è (quasi) sempre positiva! Anche se viene per dirmi che ho torto! Sui vari punti: Sì, mi hai stupito, molto positivamente. È abbastanza normale (e umano) per un autore difendere la sua opera in pubblico, quello che spero di solito è che comunque gli autori tengano conto delle osservazioni, e "facciano meglio" la volta dopo, che quella è la cosa importante, leggere buone storie. Il fatto che mi hai dato ragione su questo punto mi rassicura su questo. Hai perfettamente ragione sul fatto che il problema non è che Tex pesti il prigioniero ma COME lo fa, ed era anche quello che dicevo io. Andrà meglio la prossima volta, fagli pestare più gente nelle prossima storie così fai pratica... Per me qui il discorso è molto simile: sono piccole sfumature, ma che fanno un enorme differenza nella maniera in cui percepiamo Tex come personaggio. 1) In "assalto al treno", lo sceriffo è da solo (non si fa alcun cenno ad aiutanti, e GL Bonelli sottolinea come sia un semplice "town marshal" con poteri limitati), la cittadina è piccola, Tex e Carson sospettano che siano loro i banditi in fuga ma non ne sono sicuri (e il marshall ha dubbi). Basta questo per cancellare le altre opzioni: Tex e Carson stanno inseguendo banditi in fuga, non possono perdere tempo, aspettare che escano, questa componente di "fretta" fa in pratica un enorme differenza. 2) Non ci sono, come già detto, aiutanti. Tex e Carson vogliono agire da soli, è lo sceriffo che si aggrega, di sua iniziativa. Cioè, Tex e Carson rischiano in proprio. Il marshall è vero che propone di "attendere l'arrivo dello sceriffo Di TUCSON" (che sta seguendo Tex) , che in questo caso però avrebbe un autorità maggiore e NON È IN PAESE Oltre alla fretta, c'è anche il fatto che Tex e Carson non hanno la possibilità di agire con maggiore prudenza: se quelli non sono gli uomini che stanno cercando, i veri colpevoli gli sfuggiranno. E non hanno "altri uomini da schierare", sono solo 2 (più il marshal dubbioso che si è auto-invitato), contro quattro. 3) C'è anche la "fretta" di GL Bonelli nel raccontare la cosa: non ti lascia il tempo di pensare ad alternative, la decisione arriva IN QUATTRO VIGNETTE (una a pagina 89 e tre a pagina 90), presentata come un dato di fatto (dedica invece molto più tempo all'effettiva sparatoria), e non ci sono feriti fra gli innocenti, in maniera de evitare di sottolineare i possibili rischi del comportamento di Tex. invece nel Texone... sembra appunto che vuoi SOTTOLINEARE quanto sia sbagliato il comportamento di Tex! 1) A differenza che in "Assalto al treno", Tex sa con CERTEZZA che sono loro, nessun dubbio. Sa che DORMIRANNO LÌ (lo sceriffo gli conferma che hanno preso le camere, e comunque a differenza che in Assalto al treno qui i banditi non hanno una posse alle calcagna, sono più tranquilli), quindi tutto l'elemento "fretta" viene cancellato. Perché Tex vuole affrontarli subito, allora? 2) A differenza che in "assalto al treno", ci sarebbe la possibilità di avere altra gente ad aiutare, ma Tex la rifiuta esplicitamente. E per quale motivo? Fretta? No. "Sboronaggine". Prende anche bonariamente in giro lo sceriffo che pensa di avere bisogno di un vice. Ecco, su questi momenti di "tamarraggine" bisogna starci MOLTO attenti: l'eroe "action" moderno che si vede spesso al cinema è un tamarro. Cioè fondamentalmente un cretino che si assume rischi inutili per mostrare quanto è "sborone". Ma Tex è un eroe di tempi in cui non era ancora avvenuta "l'invasione dei tamarri senza cervello". Spericolato, coraggioso, sì, ma non "tamarro". E vedo che molti autori che si sono avvicinati a Tex (penso a Faraci e a Recchioni per esempio) hanno questa tendenza a rappresentarlo come un tamarro. Ma per Tex la tamarraggine è la kryptonite, un personaggio che si comporta come Tex se lo fa con tamarraggine diventa subito odioso! 3) La scelta di Tex di deridere lo sceriffo per la sua proposta di chiamare il vice viene prima EVIDENZIATA dal tempo dedicato alla pianificazione (21 vignette per 4 pagine), poi dal fatto che lo sceriffo È UN AMICO di Tex e non una faccia anonima, e dal fatto che anche se non glielo chiede Tex esplicitamente, tutta la scena viene mostrata come lo sceriffo fosse praticamente "spinto" da Tex nel saloon. Lo sceriffo entra per primo e le sue remore precedenti vengono SOTTOLINEATE dal fatto che viene appunto ferito. Alla fine, la scena differisce solo in piccoli dettagli: ma è evidente che differenza fanno! Un amico di Tex viene ferito dopo che Tex lo ha spinto, deridendolo, a correre più rischi del necessario! È vero che "è facile parlare dopo aver visto la storia disegnata" (anche il pestaggio nella cella sarebbe percepito diversamente se Palumbo non avesse disegnato quei pugni con quella potenza), ma anche qui, sarebbe bastato probabilmente togliere qualunque riferimento al vice, e far dire allo sceriffo (in un ruolo attivo, e non passivamente a seguire Tex) che "va immediatamente ad arrestarli", con Tex e Carson che lo seguono, per cambiare completamente il tenore della scena: Tex e Carson sarebbero visti come amici dello sceriffo che lo salvano, non come quelli che lo mettono in pericolo... È una critica che si collega ad un discorso più generale, delle "storie in cui Tex e Carson sembrano infilati a posteriori". Cioè, non è un generico "e se la mia nonna avesse le ruote, sarebbe una formula uno", non mi sto a chiedere cosa sarebbe successo se il cavallo di Tex fosse bianco o se fosse arrivato da est invece che da ovest: la domanda "e se non ci fosse Tex?" è una MIA maniera per cercare di capire se un idea per una storia conteneva da subito Tex, o è stato infilato dopo (che ovviamente non avendo scritto la storia io, non lo posso sapere direttamente, mi tocca fare deduzioni) In particolare, recentemente mi capita di vedere storie che sarebbero (a mio avviso, ovvio) MIGLIORI senza Tex, come per me questa (dove sei stato fra virgolette "costretto" ad inserire scene per me estranee, come quella del saloon, per "dare a Tex qualcosa da fare", mentre per me la storia fra Selina, Lo Yaqui e John era il vero "cuore" emozionale della trama, e risulta sacrificato dal doverci infilare Tex. Proprio il tuo esempio di "Sangue Navajo" è un chiaro esempio di questa differenza: senza Tex, "Sangue Navajo" non esiste. È Tex che "mette in moto" la vicenda, rifiutando di accettare una evidente ingiustizia, fino al punto di dichiarare guerra agli stati uniti. Senza un personaggio "larger than life" e sopra le righe come Tex, che arriva a questo per la giustizia, la storia "Sangue Navajo" sarebbe al massimo una storia breve di ingiustizia, in cui due criminali senza scrupoli ammazzano dei ragazzi indiani e la fanno franca senza conseguenze. Fine. Ma non è questo il caso di "Sierrita Mountains": la storia parte senza nessun intervento di Tex, e i personaggi chiave (John, lo Yaqui, Selina) entrano in azione senza manco sapere che Tex esiste. Tex deve apparire ogni tanto "perchè altrimenti il lettore si lamenta" ma fino a pagina 80 non li incontrano nemmeno. Dopo che fanno? Accompagnano John (prigioniero) a caccia dello Jaqui e di Selina. Cosa avrebbe fatto John senza la presenza di Tex nella storia? Avrebbe dato la caccia comunque allo Yaqui, nello stesso identico modo, anche senza di loro... Togliendo Tex e Carson (e tutte le loro scene) e con piccoli aggiustamenti alle altre scene, questa avrebbe potuto benissimo essere una storia pubblicabile su "le storie" quando ancora pubblicava storie inedite. E sarebbe stata probabilmente una storia migliore. Quando ho letto questa parte del tuo post ci sono rimasto di sacco. "possibile che mi sia sfuggita una cosa simile"? (Domanda retorica: certo che è possibile! A volte mi sono fuggite anche cose più evidenti! ) Comunque, sono subito corso a controllare. Tex e Carson sono arrivati a piedi, dopo una "salita" che hanno fatto senza cavalli, vero (difficile da quantificare, Carson si lamenterebbe anche di pochi metri...), ma quando Tex cattura John, questi sta tenendo per le briglie il cavallo di Mayler. Potrebbe essere scappato, spaventato dagli spari? Certo. Finendo in bocca a Carson. Ma valutiamo l'ipotesi peggiore, che quel cavallo sparisca velocissimo all'orizzonte: quanto tempo serve a Tex e Carson per recuperare i loro cavalli? Da come ne parli sembra ci vogliano ore. Eppure, a pagina 106, prima di "svegliare" John, i pard HANNO GIÀ RECUPERATO I LORO CAVALLI. Andiamo con ordine: Tex stende John con un pugno a pagina 96. Lo Yaqui ancora non si è visto. C'è una piccola incongruenza (John è ancora sveglio dopo il pugno, Tex dice di legarlo, poi a pagina 105 John è sì legato ma ancora stordito). Quando Tex e Carson arrivano in cima dicono che hanno sentito gli spari "poco fa", e Summers, pur essendo "ridotto male" è ancora vivo per il tempo di dire due parole e rivelare che è stato un indiano che ha rapito una donna bianca. Secondo me, con il poco vantaggio che ha lo Yaqui a quel punto... Tex almeno un tentativo per raggiungerlo a piedi lo farebbe. Sono in cima ad un Pueblo, non certo un terreno adatto per galoppate, e dove Tex dovrebbe poter vedere a distanza, e ha un fucile e lo Yaqui sul cavallo ha una prigioniera: Tex realisticamente per breve tempo sarebbe più veloce, e senza un cavallo di scorta (che ha, ma Tex non può ancora saperlo) non prenderebbe comunque troppo vantaggio. Vederlo rinunciare subito ricorda davvero troppo i "Mefisto è fuggito su un calesse 5 minuti fa, è inutile inseguirlo a cavallo!" che ricordiamo fin troppo bene. Ma in ogni caso, se quando torna ("poco dopo" dice la didascalia) John è ancora svenuto, e Carson HA GIÀ RECUPERATO I CAVALLI.. quanto tempo può essere passato? Carson non ha alcun bisogno di "rifarsi la salita", può semplicemente correre giù sulla pista, prendere i cavalli e risalire in groppa. E John non può essere svenuto per ore, mica gli ha causato una commozione cerebrale. Sanno di avere contro un solo avversario. Che ha rapito una donna. Per quello che ne sanno, sono in due su un cavallo. Mentre Tex e Carson hanno un cavallo in più. E non può avere più di pochi minuti di vantaggio. PERCHÉ si fermano per ore a scavare fosse? Per quello che ne sanno, possono benissimo raggiungere lo Yaqui, salvare la ragazza, e tornare indietro con calma a scavare fosse prima del tramonto con John ancora legato... (e se non si fidano può rimanere Carson con Tex che segue lo Yaqui con due cavalli). Intanto, mentre loro si fermano premurosi a scavare fosse, per quello che ne sanno lo Yaqui può torturare con calma la ragazza per farsi dare le informazioni per poi ucciderla e scalparla, e a quel punto Tex e Carson manco saprebbero che faccia ha... Ripensa a come è costruita la scena da pagina 106: "poco dopo" la fuga dell'indiano, si vedono Tex e Carson, CON I LORO CAVALLI... che discutono tranquillamente del fatto che ha rapito la ragazza... e non si muovono. Fanno le presentazioni. Chiedono con calma a John chi è l'indiano. Hanno pure fortuna che John lo sa: è uno sgherro della persona che ha fatto uccidere suo fratello e VOLEVA UCCIDERE SELINA. John non ha la minima idea del vecchio rapporto che c'era fra lo Yaqui e Selina, dice a Tex quello che sa, che in pratica è "non so perchè non l'ha già ammazzata, a quanto ne so la cercava per ucciderla, forse prima vuole informazioni". E come reagiscono i pard? "allora abbiamo tempo. Adesso ci mettiamo con calma a seppellire tutti i morti, poi ci pensiamo..." Davvero, rileggendola stampata, non ti suona "storta" come scena? Vedo una notevole differenza fra le intenzioni e la realizzazione. È chiaro che ti serviva che lo Yaqui prendesse il volo. Ma invece di affidarti a motivazioni "durature" (fa perdere le tracce, ha cavalli più freschi, ha rapito Selina ore prima dell'arrivo di Tex, etc.) come potrebbe appunto anche essere "Tex e Carson sono a piedi", vediamo "poco dopo" a pagina 106 Tex e Carson già con i cavalli, demolendo tutta la costruzione precedente dei motivi per cui sono senza cavallo. In pratica hanno solo perso il tempo necessario per riprenderli. Ma la didascalia non dice "Tre ore dopo, Carson è di ritorno con i cavalli". La didascalia dice "poco dopo", con John ancora svenuto per un pugno. E John aggiunge il tassello che mancava a Tex e Carson: l'indiano cercava PROPRIO Selina, agli ordini di qualcuno che la vuole morta, perchè Selina ha "misteri" che ha celato a John A quel punto, nulla impedisce a Tex e Carson di almeno provare ad inseguirlo. Notare LA SCELTA DELLA FRASE di Tex a pagina 109: "PRIMA DI METTERCI SULLE TRACCE DI QUELL'ASSASSINO ci aiuterai a seppellire i tuoi compadres e il nostro povero amico" È una chiara dichiarazione delle sue priorità: PRIMA seppellire i morti, POI evitare che muoia Selina... e a quel punto hanno tre cavalli.
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  11. Questa è IMO la pecca più grande di tutto l'albo. Diciamo subito che Tex ha fatto fronte in passato ad altri epocali tradimenti, da Giungla Crudele a Fuga da Anderville, ha dato fiducia a personaggi che gli si sono rivoltati contro. Vabbé, erano grandi storie anche per questo ingrediente da dosare con cura. Ma quando usi questa carta, da autore devi essere bravo a tenerla celata al lettore fino alla fine, poi metti in atto il "colpo di scena". In questa storia non succede. Qui invece tutti sanno che c'è il doppiogioco, tutti tranne Tex, con l'autore che ammicca con il lettore: "vedi quanto è fesso il Ranger, gliela fa sotto il naso come niente, facile, facile", allora tu autore stai UMILIANDO il personaggio e la storia è IMO da gettare nella pattumiera. Sono piccoli accorgimenti che ogni buon narratore di storie sa adoperare, Nizzi l'ha fatto in passato in maniera esemplare per esempio con Lou Caudill in una storica avventura degli anni Ottanta, ma in queste pagine sembra farlo apposta a mostrarcelo perdente sotto tutti i punti di vista, lui e Carson, lasciamo stare il vederlo appeso come un salame, meglio osservarli tutti e due a dormire della grossa, figurativamente e anche no, mentre si compie un eccidio, poi il tradimento di un ufficiale, vile, plateale, che grida vendetta e rimane invece mestamente senza una risposta a tono. Questo non è TEX. Semplicemente la sua controfigura comica e e neanche tanto (comica). E il prossimo albo lo vedremo in fuga come un coniglio, invece di mostrare di che pasta è fatto davanti a un ufficialotto che non ha niente dei grandi militari negativi del passato mossi da ben altra ambizione. Che Ticci si sia rotto le scatole a disegnarla non c'è da sorprendersi, lui questo genere di storie le ha disegnate anche in passato proprio con Nizzi (Sioux), che robaccia gli hanno messo tra le mani questa volta, invece.
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  12. Mi associo all'invito alla calma. Premesso che le madri di tutti sono sacre, @Joe7 le aveva citate solo come esempio (molto infelice quanto volete, ma solo un esempio come da lui ribadito: mi pare evidente la buona fede-certo per prudenza avrebbe potuto scrivere Se q.no insultasse la madre di q.naltro- ma un esempio rimane) dopo la discussione sulla liberta' di parola con @MagicWind. Purtroppo poi la questione e' scivolata pesantemente sul personale con @Letizia, ma, secondo me, in gran parte si e' trattato di un equivoco legato al fatto di scrivere on line: non sempre l'iperbole e l'ironia vengono colte sul momento e quando poi sfugge una parola di troppo (o che viene percepita come tale) si finisce per far deragliare la discussione. Comprendo bene che quando si e' nell'occhio del ciclone tempesta in un bicchier d'acqua o maelstrom fa tutt'uno, ma anch'io, come Leo, preferirei un chiarimento e un trattato di pace a tre, invece che l'eventuale condivisione di un'ipotetica sanzione. Si stava parlando dell'opportunita' degli interventi degli autori nel forum, non spostiamola sul personale, grazie. P.s.Avevo anche ripreso i singoli punti, ma 1 questo spetta ai moderatori. 2 Non vorrei finire per essere IO a farvi litigare in modo peggiore, per questo chiedo scusa in anticipo nel caso queste righe avessero ulteriormente intorbidato le acque: non era questa la mia intenzione.
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  13. Dopo aver letto la storia mi sono cadute le braccia, altro che gradimento o no, questa è una delle storie da annoverare tra quelle che si prestano alla distruzione del mito: prima Carson e poi Tex ridotti alla stregua dei due fantocci ridicoli da cui è meglio stare alla larga se non vuoi vederti piovere addosso i guai, antitexiana a 180 gradi, quanto capisco Ticci costretto a illustrare con i suoi straordinari disegni ciofeche come questa che rischia di degenerare nella seconda parte che è quella che ha tenuto maggiormente impegnato il maestro senese. Mi dispiace per Nizzi che è stato un grandissimo, ma non ha imparato nulla, ma proprio nulla, dai suoi errori del passato. Una storia che a 4,90 euro è una rapina.
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  14. Dipende dai punti di vista. Io non ho ruggini con nessuno e ho anche memoria corta per cui non serbo rancori verso nessuno. Ma non devo favori a nessuno e, se qualcuno mi provoca, reagisco. Se poi qualcuno mi tocca negli affetti più cari, divento una belva. Poi, ripensandoci, mi chiedo se ne è valsa la pena e se non potevo soprassedere. Ma lì per lì mi chiedo: perché dovrei soprassedere? Paura di esser giudicata una pazza furiosa? Neanche per sogno. Chi mi conosce sa bene che non lo sono. Eppoi, se qualcuno vuol pensare male di me, lo fa senza dover attendere una giusta motivazione. E quindi, se devo diventare una belva, perché no? Ma, se mi si lascia in pace, sono un agnellino. Lasciare in pace non vuol dire darmi sempre ragione (che, si sa, agli scemi si dà sempre), ma vuol dire ribattere le mie opinioni con la logica e con il rispetto dovuto a ogni essere vivente. Andatevi a rivedere tutti i miei commenti e tutte le mie "liti", non ho mai estratto la colt per prima. Ma, se estraggo, sparo. E chiudo con un "chiedo venia anticipato". Vi sarete accorti che la mia ironia talvolta non è forse troppo sottile e che bonariamente (molto bonariamente) amo prendere in giro i miei interlocutori: ebbene, se qualcuno si offende prendendo troppo sul serio le mie parole, gli chiedo scusa in anticipo e se qualcuno vuol farmi notare di aver esagerato, non abbia scrupoli a mandarmi a quel paese e riceverà pubbliche scuse.
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  15. Mi ero ripromesso di non prendere questa storia (non per principio ma semplicemente perché luglio e agosto sono mesi in cui escono altre cose interessanti), però visto il dibattito mi sono incuriosito (e poi nell'edicola del campeggio l'unica alternativa sono topolini tedeschi). Beh, i difetti segnalati ci sono tutti, però ci sono anche un paio di aspetti molto positivi: 1) il Nizzi non ha preso la capacità di scrivere dialoghi pungenti né quella di dosare abilmente gli elementi narrativi. Alla fine diventa facile passare sopra al Tex e Carson piccioni, perché la storia funziona, perché c'è pathos, perché questo albo muove lo stato d'animo del lettore. 2) il Ticci, cataratta o patologia corneale che fosse, rimane un maestro assoluto e si mangia a colazione tanti giovani di belle speranze. Il suo tratto non è quello di 20 anni fa (anche se rimane personale, riconoscibilissimo e dinamico) ma riempie gli occhi. È una meraviglia!
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  16. Dopo aver sfiorato varie volte, con ottime prove, il colpo grosso, un Bonelli in alto grado d'ispirazione, sfornò un altro capolavoro della serie. "Sangue Navajo" è un caposaldo per ciò che concerne l'ambientazione indiana. L'autore imbastisce una trama intensa, che fa riflettere, a tratti indignare a causa del razzismo di fondo che muove l'azione dei biechi villain che, col loro sconsiderato gesto, danno il via all'incendio destinato a mandare in rogo le lande dell'Arizone, sotto il soffio di una nuova e sanguinosa guerra indiana. Ma è pure la storia in cui il Bonelli pensiero si fa palese e attrae. Ai tempi in cui fu composta non era consueto che nell'avventura western, si scrivesse schierandosi dal punto di vista degli indiani oppressi, ma il vecchio leone anticipò un'epoca, puntando il faro verso le ingiustizie e le angherie che i poveri indigeni erano costretti a subire, mostrandoli come un popolo fiero e reattivo e non certo come il branco cattivo e incivilizzato, che la letteratura e il cinema dei tempi descriveva. Ma tra le splendide strisce dell'episodio è ben evidente anche l'antimilitarismo dell'autore, che indirettamente ci mostra una critica agli eserciti, dove la boria, l'arroganza e l'intransigenza di pomposi ufficiali con le pigne nel cervello, rischiano di creare danni immani, destinati a essere pagati da incolpevoli civili o commilitoni. Ma proseguiamo per ordine: l'incipit è molto toccante e già inquadra un assurdo sentimento razzista, che spinge i due biechi affaristi Hope e Barlow a stendere come birilli, dei giovani navajo, la cui unica colpa è quella di inscenare per gioco, una corsa contro il treno, nel giorno del tragitto inaugurale della rete ferroviaria. Una giusta punizione al folle gesto di cattiveria gratuita, era il minimo che si potesse aspettare per fare giustizia, e in fondo Tex vorrebbe un simile epilogo per vendicare i suoi ragazzi e scongiurare il peggio, purtroppo però nè l'esercito rappresentato dal controverso colonello Elbert, nè il governatore hanno dapprima interesse a far luce sulla faccenda, anzi si prodigano per insabbiare il tutto. Unica voce fuori dal coro dell'assurda ipocrisia, quella del coraggioso e leale giornalista Floyd, che sfida il clima di odio razziale diffusasi contro i Navajos e scrive la verità dei fatti, anche a costo di rischiare il linciaggio e la distruzione del suo giornale, come effettivamente avviene. Consapevole che cavare whisky da un sasso è più probabile di far fa ragionare l'intransigente Elbert, che nega in modo assoluto l'instaurazione di una commissione d'inchiesta sull'accaduto, Tex decide di dichiarare guerra all'esercito. Non vi è infatti nessuna altra soluzione per poter far trionfare la giustizia e vendicare i giovani guerrieri. Ovviamente il pacifismo dell'eroe (e del suo autore) farà in modo che la guerriglia scatenata da Aquila della Notte non colpisca i militari incolpevoli e costretti a seguire gli ordini screanzati dei loro colonelli. Con molta astuzia e strategia, Tex e i suoi Navajos, riescono a infliggere grandi danni agli avversari, ostacolandone la campagna di avvicinamento militare alla riserva e infliggendo dure perdite economiche alle U.S. Army (basti solo vedere che fine fa Fort Defiance raso al suolo), senza spargimento di sangue. Il colonnello Elbert mostra tutta la sua mediocrità e meschinità allorchè spara su Kit nei panni di parlamentare, a tal punto da far esplodere pure la giusta reazione dei suoi sottoposti, che mostrano maggior buon senso e verranno premiati da Tex che li prende "ufficialmente" prigionieri, ospitandoli pacificamente nella Valle della Luna. Sorte diversa toccherà a Elbert stesso, punito, umiliato e strapazzato da Tex che lo rimanda al forte, rasato, in sella, nudo sotto il sole e a un passo dal collasso. Il piano di Tex è arguto e appoggiandosi sui servizi di "cronista di guerra" di Floyd, riesce a far invertire la ruota degli eventi, agitando l'opinione pubblica in favore dei Navajos, inducendo così i papaveri di Washinghton a far pressione sul Governatore, per far emettere un mandato di cattura a Hope e Barlow e favorire la tanta sospirata commissione d'inchiesta sul triste accaduto. L'eliminazione contemporanea dei due assassini, che si sparano a vicenda quando hanno ormai l'acqua alla gola e il prezioso regalo meritato che Tex fa a Floyd, chiudono l'episodio, ricco di azione, pathos, emozioni e tanta strategia. Ogni rilettura di questo capolavoro appassiona, e non è un mistero che abbia tracciato un solco dove poi sono nate altre storie epiche successive come "vendetta indiana" dello stesso Bonelli o il fortunato ciclo dei Sioux del più recente Nizzi. Una storia che appare ancora moderna e attuale, un classico senza tempo che non si scalfisce minimamente con lo scorrere dei decenni. Alla resa immensa della prova, contribuisce pure un Galep perfetto, impeccabile, elegante e molto espressivo. Non riuscirei a immaginare la storia disegnato da un altro artista, tanto è il livello eccelso ai pennelli del compianto padre grafico di Tex. Uniche note stonate (se così si possono chiamare due piccole inezie al cospetto di un colosso di prova corale) l'incongruenza delle divise del corpo dei rangers, rappresentati ingenuamente dall'autore come un corpo militare classico con tanto di forti e ufficiali in ghingeri, e la scena "impossibile" del telefono nel west, usato dagli editori per trasmettere la notizia bomba di Floyd, destinata a destabilizzare il castello di ipocrisia e menzogna dell'esercito, atta a coprire i due biechi assassini. Storie epiche e splendide come questa, realizzate perfettamente dal duo Bonelli-Galep, stanno alla base del successo senza tempo del nostro amato ranger e ammetto che, ancora oggi, mi emoziono ogni volta che mi accingo a rileggerle. Il mio voto finale è 10
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  17. "Comportamento di intimidazione" è davvero da sbellicarsi.
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  18. Direi che è meglio, viste le argomentazioni.
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  19. Proprio la risposta che immaginavo: il processo alle intenzioni del Tex di Nizzi "a prescindere": il Tex di GLB non lo poteva sapere, quello di Nizzi anche se lo avesse saputo lo avrebbe fatto scappare. Ognuno ha le sue opinioni, io personalmente cerco di accostarmi alle storie ed agli autori senza pregiudizi. Trovo l'ultimo Boselli oltremodo ostico e "faticoso" nella lettura, ma non posso per questo negare che abbia comunque scritto dei capolavori della saga texiana. Per Nizzi vedo invece un ostracismo ed una sorta di "damnatio memoriae" a mio avviso ingiustificati: chiudo ricordando che è anche grazie al Tex "fallito" (sic) di Nolitta e Nizzi che quello attuale è ancora in edicola ogni mese.
    2 points
  20. Ma allora cosa stai sul forum a fare? Le discussioni servono ad approfondire le proprie esperienze, a comprendere meglio quello che leggi. Perchè può darsi benissimo che qualcuno abbia visto qualcosa in quella storia che tu non hai notato: e dalle sue osservazioni ne esci arricchito. Ma con una impostazione simile, tu ti impoverisci soltanto, vivi solo con un orizzonte limitato alle tue singole e uniche esperienze. Vivi in una stanza chiusa. Non è bene che l'uomo sia solo: è necessario che parli con gli altri per comprendere meglio il mondo in cui vive. Poi può scartare o accettare quello che gli si dice, ma così fa esperienza, sa di più di prima. Non facendo niente, invece, si nasce in un frutto e si muore in un seme. Se tu consideri il fumetto un "argomento leggero", perchè perdi tempo in un forum in cui si parla di fumetti? Se qui se ne parla, vuole dire che lo si considera un argomento importante, non certo "leggero". A vederla così come dici tu, saremmo tutti una banda di imbecilli che parla di argomenti stupidi. Se consideri onanismo puro l'analisi punto per punto di un fumetto, in un forum in cui si analizzano i fumetti punto per punto, cosa stai qui a fare? Sarebbe come dire che, se tu andassi in una squadra di calcio, dicessi che è una cretinata prendere a calci un pallone tutto il giorno. Tutti ti direbbero giustamente di andare da un'altra parte. Il "piacere della lettura" lo si gusta meglio analizzando quello che leggi. Se non sei d'accordo con questo, non capisco allora perchè frequenti un forum che analizza sempre i fumetti. Da un altro forumista: Adesso qualcuno ci spiegherà perché il Tex di GLB di Goldena in quella occasione non è "piccione", mentre quello di Nizzi lo è invariabilmente. Potrei rispondere che Tex non poteva certo sapere che Fraser era d'accordo con gli indiani; mentre invece il Tex di Nizzi lo avrebbe lasciato scappare anche se lo avesse saputo. Nel primo caso, non lo poteva sapere, quindi Tex è una persona normale; nel secondo caso, lo sapeva e quindi Tex è un cretino. Questa è la differenza di base tra il Tex di Gianluigi Bonelli e il Tex di Nizzi. Ma il problema è più profondo, direi che "va a monte", come si dice: qui non si ha ben chiaro chi sia un eroe. Per prima cosa, un eroe non è infallibile. L'eroe infallibile non è mai esistito: l'unico che è infallibile è Dio. L'eroe è un uomo, e, come tutti gli uomini, può sbagliare. Ma, nello stesso tempo, un eroe non è come tutti gli altri uomini: l'eroe è piuttosto quello che tutti gli uomini vorrebbero diventare. Coraggioso, sicuro di sè, altruista, generoso, gentile, difensore dei deboli e degli oppressi, forte di fisico e forte d'animo. Si sacrifica per il bene degli altri. Ha delle capacità superiori a quelle degli altri (spara meglio, è più forte, usa la spada meglio degli altri, eccetera: dipende dal contesto in cui viene messo). Per definizione, un eroe è una persona che è ammirato da tutti per le sue eccezionali virtù di coraggio, protezione, abnegazione (cioè capacità di rinunciare a far prevalere i propri istinti, i propri desideri, i propri interessi personali, per motivi superiori: il bene degli altri, il bene del Paese, il bene della Patria, il bene della donna amata, eccetera). Non ha nessun cenno di vittimismo, o di invidia, o di rancore: ha una giusta ira contro le ingiustizie. Non conta se l'eroe sbagli o meno (e qui ci riallacciamo all'"infallibilità" descritta prima): alla fine trova quale sia la cosa giusta da fare. Difende il bene e condanna il male. Dà sicurezza. Non vince perchè è fortunato (in questo caso non è un eroe, ma un cretino qualunque alla Romeo Brown), ma perchè è giusto e combatte per le cose giuste. E' intelligente, quindi non si fa ingannare: se succede - ma è raro - rimedia subito al fatto facendola pagare a chi lo ha ingannato. Tex è un eroe. Il Tex di Nizzi e di Nolitta no: è un fallito.
    2 points
  21. Ticci unico autore ad essere presente dalla prima storica fascia (1-100). Rispetto per un maestro assoluto!
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  22. Credo che ognuno abbia il "suo" Tex, formatosi con le letture che più lo hanno affascinato da bambino o da ragazzo. Così alcune cose piacciono a qualcuno e meno ad altri oppure risultano per qualcuno poco in linea e per altri perfettamente in linea con la psicologia di Tex. E credo che questo valga sia per i lettori che per gli autori e non solo per Tex.
    1 point
  23. 1500 lire al mese 1500€ al mese. Ecco, questo già mi suona meglio
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  24. Il problema in Italia non è che Ticci guadagna 500 euro a tavola, è che "Un lavoratore normale in un'azienda guadagna sì e no 1500 lire al mese," Se andiamo a vedere le paghe nel resto dell'Europa occidentale, ad essere fuori standard è la paga del lavoratore normale, che altrove prende più del doppio. Ma in Italia ogni tentativo di elevare gli standard minimi, con misure tipo salario minimo o RdC, sono accolte con isterica e fanatica ostilità, siamo un paese che ama gli sfruttatori e li aiuta in ogni modo... Ma è un discorso troppo "politico" per questa sezione, parliamo invece di quello che prende un disegnatore: il confronto va fatto con casi analoghi, tipo i calciatori: quanto prende un calciatore di serie A? Esattamente come i calciatori, un disegnatore se guadagna poco in Italia va a lavorare per la Francia o gli USA, non è sostituibile con un analogo preso come interinale. E ce ne sono già tanti di italiani che lavorano all'estero dove li pagano di più. La Bonelli fa eccezione e grazie anche a quanto paga può non solo tenersi Ticci e altri mostri sacri, ma anche grandi autori internazionali come Gomez.
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  25. Storia sciapa; sceneggiatura scritta col pilota automatico che non valorizza minimamente un soggetto trito e ritrito. La valutazione generale va fatta alla fine del prossimo albo, ma personalmente non riesco a provare grande interesse o curiosità per il possibile sviluppo, anche perchè sembra già scritto e prevedibile. Comprendo un po' i motivi che hanno spinto Ticci a lamentarsi durante la lavorazione e di fatto, senza i suoi ancora gradevoli disegni, difficilmente questa prova incolore di uno spento Nizzi, meritava la regolare. Carson che si fa beffare da un carneade qualsiasi con piccone e vanghe e come se non bastasse, si ritrova appeso a testa in giù come un prosciutto da stagionare. Tex che si ritrova a passare di lì e dopo averlo liberato, fugge come un agnellino mentre i villain comprottano una strage. Falco Giallo si vendica infischiandosi giustamente della parola data ad Aquila della Notte e quest'ultimo, oltre a essere l'ultimo a sapere le cose, non crede che il capo indiano possa aver fatto una cosa simile. Ma il non plus ultra della questione è quando si fa gabbare dal colonello e spedisce in gattabuia gli alleati Soshones che avrebbe dovuto difendere. Nolitta non avrebbe potuto far di peggio e ciò è tutto dire su quanto mi possa appassionare una storia simile. Anche lo strataggemma della galleria scavata dentro il forte che permette ai nostri di far evadere Falco Giallo e la sua gente, è labile come un grissino e inoltre, concorrdo che non è da Tex fuggire in continuazione, senza cercar di raddrizzare i torti e punire, come si deve i colpevoli. Sono davvero lontani anni luce i periodi in cui Nizzi ci proponeva belle storie indiane come "Fiamme sull'Arizona" o "Le Colline del Vento", ormai anche su queste tematiche che lo vedevano difendersi bene in passato, è crollato verticalmente. P.s. Sulla scena della scazzottata, ho notato pure quanto sia appiccicata bella apposta per creare un siparietto ironico e allungare il brodo: sembra quasi presa da un'altra sceneggiatura e posta in questo albo, quanto mi è parsa slegata dal contesto. Purtroppo è proprio vero che, anche dopo aver toccato il fondo non è così scontato risalire, ma c'è chi comincia a scavare e il Nizzi odierno, mi dispiace ammetterlo da vecchio fan, è uno di quelli che sta badilando peggio di un cercatore d'oro il suddetto fondo d'ispirazione artistica.
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  26. Poi alcuni di voi dicono che la quantità non fa calare la qualità. Ecco che roba è obbligato ad accettare Boselli per tenere il ritmo delle uscite.
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  27. Tecnicamente, una. Nella seconda trovano l'astronave e gli umani mutati dalle radiazioni, ma gli alieni sono morti. Sospetto che nel soggetto originale di Giorgio Bonelli, "Tex incontrava gli alieni", e che per la seconda volta GL Bonelli si era rifiutato (la prima volta ai tempi della storia suggerita dall'altro figlio non aveva mai fatto davvero incontrare Tex e l'alieno, qui proprio non mette alieni vivi nella storia). Per questo considero questa storia come l'ennesima volta (e ultimamente solo tante) in cui Boselli si mette a "correggere" GL Bonelli. Non dà fastidio tanto quanto la volta che si è messo a "correggere" Incubi ("Mefisto è il cattivo, non può essere salvato da Padme") e non fa infuriare tanto quanto la correzione de "il giuramento", ma capisco che la cosa stia sulle scatole (sta sulle scatole anche a me) Ma davvero, arrivare a preferire storie in cui Tex viene apertamente deriso, sputtanato e ridicolizzato... (e sì, "storia nolittiana" questo significa...) Se dovessi ridurmi a farmi piacere questi brodini maleodoranti del "degno erede" perchè "almeno sono meglio degli alieni", faccio molto prima e smetto semplicemente di comprare Tex. Perché farsi del male? "Mi do una martellata nel dito perchè è meglio di una su due dita"?
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  28. Esco dal mio silenzio (momentaneo? Boh. Ogni volta che provo a scrivere un messaggio mi blocco, trovando più utile non scriverlo) solo per offrire una riflessione: la presenza degli autori sul forum altera la discussione? Certo. Come, al postutto, quella di ogni altro utente, perché la discussione non è un'entità astratta, ma il prodotto tangibile delle interazioni tra le nostre personalità. Poi c'è chi preferirebbe avere gli autori come chi preferirebbe non averli, chi preferisce un forum con Diablero, Letizia, Grande Tex, Mister P, il sottoscritto e via elencando; e chi senza. Anche tra gli autori, c'è chi preferisce partecipare e chi no, chi partecipa in maniera funzionale e garbata e chi insulta gli insegnanti di sostegno degli interlocutori (vedi alla voce "Roberto Recchioni")... Tutto ciò ricade nella categoria ben descritta da uomini migliori di noi con la locuzione "Tot capita, tot sententiae". Sul litigio specifico, non facendo parte dello staff, non mi esprimo. Mi permetto, però, di condividere l'appello di @Mister P.
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  29. Il Texone di Palumbo non mi ha entusiasmato, forse anche per i disegni, troppo diversi dal consueto. Rivedere Ticci, invece, sulla regolare mi ha talmente ben disposto, mi ha talmente allietato l'animo, da rendermi ben gradevole anche la lettura della storia e l'abbandonarmi alle virtù della trama. Le virtù, certo, perché credo che la storia possa dirsi bella: drammatica nell'eccidio iniziale, divertente con la scazzottata e con la performance di Carson contro il cercatore d'oro che lo aveva appeso a testa in giù, nuovamente cupa sul finire, col tradimento del Colonnello. Ora c'è una tribù in fuga, braccata dai soldati e con Tex nuovamente in mezzo. Staremo a vedere, ma il secondo albo promette bene. Come storia di Nolitta, penso sia bella, Nizzi è ispirato. Come storia di Tex (perché quello di Nolitta era un altro fumetto, non era Tex - e lo dico da amante di Nolitta anche su Tex, perché a volte mi piacciono i reboot), naturalmente non va, non può andar bene. Me la godo comunque, perché mi ha divertito. E' tornato Nolitta nel XXI secolo inoltrato...
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  30. Infatti, ho letto gli elogi di Rubini in un post apposito da lui creato e i commenti di stima di Raul Cestaro, Filippucci e Villa destinati al grande maestro senese. A dire il vero, gli addetti ai lavori hanno espresso un coro unanime di approvazione e non poteva essere altrimenti visto l'immenso spessore dell'artista in questione. Ticci, oltre a essere una colonna portante di Tex, è stato e rimane, un punto di riferimento e ispirazione per ampie flotte di fumettisti. Un mostro sacro del fumetto italico e internazionale. Proprio per questo, quei commenti ingenerosi e ignoranti dei soliti critici di tastiera, mi hanno fatto innervorsire. Già un immane tristezza mi coglie al pensiero che l'ultimo baluardo dell'epopea d'oro di Tex possa essere giunto agli ultimi sgoccioli della sua gloriosa carriera!
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  31. Ti ha semplicemente dato dello stupido, ma nel tuo caso mica è un'offesa. È un dato di fatto.
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  32. Hai fatto una buona osservazione e hai capito quello che volevo dire.
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  33. Il soggetto di questa storia per me è molto buono: l'oppressione dei soldati contro i nativi e i soliti trucchetti per convincerli a sloggiare dalle loro terre. Un canovaccio visto mille volte che conserva intatto il suo fascino. Se poi a metterlo in pratica sono Nizzi e Ticci, cioè gli stessi che hanno fatto "Le colline del vento" allora siamo a cavallo. O meglio, SAREMMO a cavallo perché da "Le colline del vento" sono passati 34 anni ed entrambi gli autori sono invecchiati. Uno dei due è invecchiato benissimo, l'altro malissimo (a voi indovinare chi). E infatti la storia che ho letto contiene solo un pugno di scene degne di nota (il saluto della moglie di Falco Giallo alla sua partenza e il massacro al villaggio indiano), mentre il resto oscilla tra il noioso e il pessimo. Noiosi i dialoghi, zeppi di spiegoni di cose che il lettore già sa (il punto più basso è quando Falco Giallo ripete a Tex ciò che nell'albo viene raccontato una decina scarsa di pagine prima); pessime diverse scene che con pochi aggiustamenti sarebbero potute essere divertenti o drammatiche a seconda dei casi. Esempio: la rissa nel saloon. Tex che arriva e picchia il primo che passa per poi essere avvisato da Carson che "quello è dei nostri" è una scena ridicola che trasforma Tex in un bulletto di quartiere. Sarebbe bastato che fosse stato il povero malcapitato il primo a sferrare un cazzotto al ranger, in quel caso la scena avrebbe avuto un effetto diverso. Altro esempio: la cattura di Falco Giallo. A leggerla così, sembra che questa storia sia tipo collocabile tra "Il tranello" e "Il figlio di Tex" perché non è possibile che uno come Tex, con tutti i suoi trascorsi, non sia minimamente sospettoso nei confronti del comandante del forte, un tipo che si capisce SUBITO che è in combutta con i cattivi già solo dalla faccia che ha e ben prima dei balloon rivelatori. Sempre Tex non può commettere un'ingenuità tale da consegnare gli indiani direttamente in bocca ai soldati così dal nulla, senza neppure un piano B. Sarà il fatto che parliamo del mensile, sarà che il tema proposto è comunque quello da grandi occasioni (sia pure per soli due albi), sarà che quando c'è Ticci uno spera sempre nel guizzo, fatto sta che questo primo albo è da bocciare in quanto a sceneggiatura. Discorso diametralmente inverso per i disegni. Io non so per quali motivi Ticci si sia lamentato di questa storia (posso immaginarli, ma li sa solo lui), ma lo capisco. "Amico, sono a fine carriera, non posso chiudere con una storia così" Eppure Ticci, nonostante l'età, nonostante i segni del tempo siano evidenti sul suo tratto, riesce ancora a convincere e a confermarsi il miglior interprete che il ranger abbia mai avuto. Sì, la rissa del saloon è complicata e non si capisce dov'è Carson, sì, alcune anatomie sono un po' "fantasiose", sì, le scene più movimentate hanno degli scricchiolii, sì, va bene, ok, ho capito, ma ragazzi, è Ticci! Le atmosfere polverose del vecchio west, dei fortini militari e degli accampamenti indiani sono le sue, uniche e irripetibili, e rimane un maestro anche a quest'età. Da levarsi il cappello. Io non so se Ticci stia lavorando a qualcosa, ma se ha in progetto di chiudere la carriera e ritirarsi a vita privata lo capirei benissimo. Tuttavia, nel mio cuore batte una sola parola: cartonato.
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  34. Non sono mai stata così seria. La libertà è libertà. Ognuno poi si prende le proprie responsabilità. Per rispondere alla tua stupida domanda, lo ucciderei. Come farei con te se tu avessi osato nominare mia madre in mia presenza.
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  35. L'approfondimento crea empatia tra i personaggi e il lettore, arricchendo e valorizzando la storia. Non è questione di spazio, Boselli in poche vignette di flashback disegnava personaggi memorabili. È questione, credo, di ispirazione, che magari nello specifico caso non c'è stata, e ci sta. Non mi ha mai convinto la distinzione tra storie di Tex e storie con Tex, tante volte ascritta ad esempio al primo Borden: se la storia è bella e funziona, non ci perde dalla caratterizzazione dei personaggi, può solo prendere punti. Può solo far bene a Tex Qui credo che Selina avesse le potenzialità per bucare lo schermo. All'apparenza dark lady, inizialmente infida, poteva ritagliarsi un posto da antagonista ma finisce per diventare una preda da salvare.
    1 point
  36. Il livello dei tuoi interventi (non mi riferisco solo a quest'ultimo) mi sta facendo pensare che la libertà di espressione sia decisamente sopravvalutata...
    1 point
  37. Salto tutto il resto perché stavolta sono assolutamente d'accordo con te su tutto. Potrei solo dire che, dato quello che avevo sentito, mi aspettavo di peggio Uno dei problemi di Nizzi è che invece di mettere la storia al servizio del personaggio, lui fa esattamente il contrario. Perché la storia vada nella direzione da lui voluta Tex deve per forza comportarsi in quel modo, poco importa che ciò sia incongruo con la sua storia personale e la sua psicologia. Non pensa nemmeno ad una soluzione alternativa eppure qualsiasi bravo sceneggiatore, lui compreso, sarebbe stato capace di trovarla se avesse voluto ... se avesse voluto . In realtà, quando ha disegnato queste pagine di anni ne aveva tra i 78 e gli 80, ma questo non cambia di una virgola il resto del tuo discorso specie se consideri che cominciava ad avere problemi agli occhi. Ci sono disegnatori che darebbero un braccio (il sinistro ) per saper fare scarabocchi simili alla sua età. Non dovrebbe essere difficile trovare parole di elogio di Michele Rubini ed altri disegnatori di Tex e non solo . Ecco un'altra prova, se ce ne fosse stato bisogno, che la storia non è valida-
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  38. Verissimo! Ticci mi fa tornare per qualche minuto il bimbo di 50anni fa. Volti dei pard (o pards) insuperabili (alla pari con Letteri). La storia: anche concordando sulle (evitabili) ingenuità messe in luce da molti, é pur sempre mille volte meglio dei marziani volanti dotati di alabarde spaziali. Piuttosto, quanto pesi!
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  39. rispetto la tua opinione ma NON LA CONDIVIDO NELLA MANIERA PIU' ASSOLUTA POSSIBILE ED IMMAGINABILE!
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  40. Al di la della ragione e del quanto la storia sia piaciuta o meno fa piacere che un professionista spieghi le dinamiche che usa per fare il suo lavoro permettendo a chi non è del mestiere di vedere le cose in maniera più efficace. Grazie di essere passato @Ombra Silenziosa... era da un po che mancava questa possibilità di confronto ed è stata una boccata di aria buona per il forum.
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  41. Ho visto Tex impiombare spesso puma e coyote. E forse anche qualche lupo in Canada. Quindi non credo che avrebbe mai detto "viva il lupo" o "lunga vita al lupo". Molto più probabile, dovendo scegliere, "Crepi". Pero' magari ho torto... Ma il contesto quello era... I puma e i coyote se potevano li impiombavano perché erano pericolosi...
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  42. Ripeto. Secondo te... Secondo me no... Poi vedi, io non sono uno che perde tempo a analizzare punto per punto una cosa su un argomento leggero come il fumetto. Lo ritengo onanismo puro. Analizzare in maniera profonda un fumetto significa (per me) buttare via il proprio impegno, guastandosi il piacere della lettura. Non mi perdo, come detto, nei particolari e l'unico giudizio che mi resta e che ha un peso è la sensazione di piacere o di fastidio che mi lascia la chiusura dell'albo. Rainier, per esempio, mi è piaciuto nonostante la improponibile figura dell'indianina. Se avessi dovuto fermarmi su quel particolare, mi sarei un po' guastato la lettura e quindi avrei modificato il giudizio.
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  43. A me, per esempio, questa non fa ridere. Quella di Nizzi, sì.
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  44. Ma è lo stesso Tex a riconoscerlo: "Mi sono fatto fregare come un novellino"
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  45. Infallibile o meno che sia, Tex ha indiscutibilmente un atteggiamento proattivo nelle storie di GLB come in quelle di Boselli. Nelle vecchie storie di Nizzi che sto leggendo invece le cose accadono "per caso", gli eventi cadono sulla testa a Tex, la soluzione del problema arriva con una botta di fondoschiena. Questo è (per me) parecchio fastidioso.
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  46. No. Un errore è stupido oppure non lo è. Esistono anche errori inevitabili, specialmente quando non si possono prevedere le conseguenze. Consegnare un'intera tribù ai soldati senza considerare le conseguenze facilmente prevedibili è oggettivamente un errore stupido. Provami che Tex non poteva assolutamente prevedere quello che è successo e ti do ragione.
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  47. Mi piacerebbe puntualizzare un paio di cosette. La prima naturalmente è il ricoriconoscimento del sacrosanto diritto altrui di esprimere le proprie opinioni, soprattutto quando le ritengo sbagliate. Poi anche il riconoscimento di ogni metro di giudizio che può spaziare attraverso i gradi di inaccettabile, severo, permissivo e accomodante. Infine la certezza che i fatti non sono soggettivi, ma oggettivi. Se piove non si può dure che c'è il sole a catinelle. Se Tex non è prudente, lo si può perdonare ma non si può negare il fatto. Tex infallibile è una cosa, Tex che non commette errori stupidi è un'altra cosa. Tex che scivola su una buccia di banana a me non fa ridere, la signora Marcus, ogni volta che la rivedo, invece sì, mi fa sbellicare dalle risate.
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  48. Letto il primo albo, e sinceramente mi è piaciuto molto. In totale disaccordo con i discorsi delle piccionate, del cercare difetti che personalmente non reputo tali. Il Tex perfetto che non sbaglia mai, che prevede tutto, che sa tutto lo trovo surreale, ma capisco che a chi piace così questo Tex possa non piacere, de gustibus....
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  49. Torno sul luogo del delitto (del resto, la storia mica si intitola "Gli assassini"? A A A) per buttare lì un paio di osservazioni che avrei voluto fare in occasione della rilettura, ma che causa stanchezza/scazzo/ottundimento farmacologico/boh non ho scritto. Preciso che si tratta di osservazioni puramente oziose. Ma il fatto stesso che ci troviamo in un forum di fumetti rende oziosa tale precisazione più del resto del messaggio. Anche a me ha fatto sorridere, come già accaduto a @Diablero, la pistola legata sotto il tavolo, così in bella vista: non perfetta l'interpretazione di Font, in effetti; ma non mi convince comunque la scelta di metterla lì, sarà che in vent'anni di carriera scolastica (tredici da studente, sette dalla parte sbagliata della cattedra) ho ormai imparato che sotto i banchi e i tavoli c'è appiccicato di tutto, quindi quando mi siedo controllo istintivamente se ci sia qualcosa, prima di muovere le mani a caso e ritrovarmi le mani impelagate nella cicca che il geometra che si è appena occupato della ristrutturazione del mio tinello attaccò lì nella sua beata gioventù studentesca, venticinque anni addietro. Un po' forzata pure la pistola sopra l'armadio, posto non solo banale (tanto che infatti i Regolatori la beccano; anche qui, sono portato facilmente a controllare, perché la parte superiore degli armadi si trova, in genere, proprio all'altezza dei miei occhi), ma anche difficile da raggiungere senza destare sospetti. Ma tant'è: Mitch una pistola doveva pure riuscire a tirarla fuori e mica poteva ficcarsela nel sedere. Morale: chissenefrega, si sorride, poi si va avanti, la scena funziona alla grande. Fanno sorridere anche Kit e Tiger che si precipitano a testa bassa all'attacco e poi finiscono, giustamente, infilzati come polli. Ma anche qui sfumatura veniale, si tratta del dettaglio di una scena e non di una scena nel suo complesso. Forse il GLB dell'epoca d'oro li avrebbe fatti comportare più sensatamente; ma il GLB dell'età eroica ci fa vedere Tex che viene sorpreso alle spalle dieci volte in trenta pagine perché distratto dalla scollatura di Tesah, quindi direi pari e patta: si sorride, si va avanti, la scena funziona alla grande. Ho notato anche i famosi complimenti delle storie di @borden: il giovane poliziotto, Mitch, i nostri... In effetti a un certo punto quasi speravo che entrasse in scena il signor Wolf: Finite le cose sciocche (ma come ha scritto giustamente @Leo, discutere con passione e precisione di assolute minuzie è proprio il bello di essere qui. A patto di essere consapevoli che di assolute minuzie si tratta, altrimenti si sprofonda nel delirio o nelle mie recensioni chilometriche che apparivano un decennio or sono sul Tex Willer Magazine, scusate la dittologia sinonimica), passiamo alle cose serie (serie, va be'... no, ho capito, niente precisazioni demenziali). Una delle caratteristiche della scrittura di Boselli, come ripetiamo tutti, è la sua natura fogliettonesca, il giocare con le coincidenze, gli incastri e le simmetrie: quasi tutto torna, da buona prassi romanzesca. Ciò fa sì che talvolta le sue trame siano in linea teorica prevedibili, perché da lettore scafato sai che un autore scafato non ti ha messo quel dettaglio lì o quell'allusione a caso, ma che prima o poi avrà un senso preciso; e più vai avanti, più quel senso diventa chiaro, prima ancora di svelarsi. Però... qui riprendo quello che diceva @Diablero in un altro topic: l'autore bravo sa farti dimenticare tutto questo, sa prenderti nella storia e sa farti trovare bella, fresca e nuova l'agnizione finale del fratello creduto morto da anni che chiunque, già dall'inizio, sa essere il finale della commedia. Qui Boselli ci riesce alla grande: non appena ci viene detto che la Vedova è leggermente meno infame di quanto sembrasse all'inizio, siamo sicuri che morirà per sbaglio per mano dei suoi stessi compagni (siamo sicuri che non morirà volontariamente per mano loro perché è sì meno infame di quanto inizialmente prospettato, ma non mostra i segni di ravvedimento di molti altri personaggi di Boselli), ma quando ciò accade il nostro non è uno sbuffo e un: "Ettipareva", ma un sorriso; però non il sorriso di chi ha trovato una sbavatura, ma il sorriso complice del lettore verso un autore che ha sì fatto ciò che era romanzescamente prevedibile, ma l'ha fatto al meglio. E magari te l'ha anche fatto capitare in un momento in cui non ci pensavi più, o in cui non te l'aspettavi. A me i fogliettoni non dispiacciono. Mi ci diverto, anche se in genere preferisco altro. Ho ad esempio una certa preferenza per le storie di genere che però a un certo punto si mostrano un po' sghembe, con improvvise irruzioni di realtà. Come quando l'autore caratterizza benissimo un personaggio e poi a un terzo del romanzo lo fa morire, per giunta in maniera banale. A volte un effetto simile nasce grazie a imprevedibili necessità redazionali. A me, ad esempio, piacque moltissimo la sequenza di Espectro nella recente "Gli schiavisti": lì si vede benissimo che Boselli a un certo punto ha allungato la storia a tre albi e si è inventato questa digressione che nella struttura della storia non ha minimamente senso... e la rende benissimo, da consumato prestigiatore che inserisce con naturalezza nel suo numero la sua assistente che inciampa e tira una culata per terra. La scrittura di una storia avvincente è anche estro, improvvisazione. Il nostro adorato fumetto popolare, con i suoi spazi limitati di revisione, le pagine già disegnate che si possono ritoccare fino a un certo punto, è un ottimo esempio di come l'arte del narrare sia ancora qualcosa di molto simile a quello che facevano i canterini medievali, che spesso improvvisavano e se qualcosa veniva leggermente storto... poco male, sarà la forza stessa del racconto a portarci oltre, buona la prima, c'è un altro orco dietro la svolta del sentiero, Orlando. Ho letto solo la prima storia e mi ha conquistato, come scrissi all'epoca nel topic relativo. La mia competenza letteraria e fumettistica è molto più ampia di una volta (fumettistica fino a un certo punto, però... come dico spesso a me i fumetti non piacciono. Mi piace Tex, mi piacciono i fumetti Disney, Asterix e poca altra roba. Ci sarebbero diverse serie a fumetti che vorrei leggere, come la Storia del West, il DyD di Sclavi, Ken Parker, Magico Vento etc., però non ho lo spazio), ma la mia scrittura si è inacidita e disseccata tanto che, ogni volta che arriva il mio compleanno, gli utenti del forum si stupiscono giustamente che io abbia trent'anni e non settanta.
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  50. La sciocchezza l'hai detta tu quando hai detto che le storie di Boselli sono OGGETTIVAMENTE più belle di quelle di GLB. Questo testimonia quanto sei obiettivo. Il tuo parere è sulle cose, non nella testa tua. Ne discende che non sei obiettivo ma è vero solo quello che dici tu. E risbagli di nuovo con Lavezzolo e Canzio. Non è oggettivo, che incidentalmente si scrive con 2 c (E questo è oggettivo secondo il dizionario). Non che sia più piacevole, questa è una tua idea. Condivisibile o meno che sia NON é OGGETTIVA. Levatelo dalla zucca. È un giudizio di valore, e i valori non discendono dai fatti. PUNTO. GLB ha distinto Tex tra una selva di concorrenti facendolo diventare un mito. Boselli lo conoscono sui forum e quel drappello di texiani che comprano ancora Tex. Gli altri puntualmente fanno incetta di numeri vecchi. Di Blek ho tante ristampe, sì, e ho compreso che non lo conosci. E ne parli a sproposito. E questo la dice lunga su quanto sei obiettivo. Questo è con una sola B. Non accetto questo discorso che se mi piace un Tex brillante devo rileggermi i primi 200 numeri. Lo faccio da anni ciò non significa che non posso aspirare ad un Tex diverso, vicino ad un modello stupendo. Per me, certo. Non oggettivo i miei gusti, solo non accetto lezioni da chi fa uscite come questa. Spero che sia ben chiaro.
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