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TWF - Tex Willer Forum

[395/397] Il Testimone


Voto alla storia  

31 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Vincenzo Monti
Periodicità mensile: Settembre 1993 è Novembre 1993
Inizia nel numero 395 a pag. 37 e finisce nel numero 397 a pag. 54.



Nachite e suo cugino Labbro Tagliato prendono il treno per raggiungere l'amico Tex a Canon City, costretti a viaggiare sul carro merci! Il vagone che ospita i due indiani viene così staccato da alcuni farabutti e si sfracella in un burrone! Più tardi, la vedova di Nachite racconta a Tex che Labbro Tagliato aveva riconosciuto chi guidava l'eccidio di Pawnee avvenuto dieci anni prima a Mariposa Creek.



© Sergio Bonelli Editore

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  • 1 month later...

Anche se non è un capolavoro, "Il testimone" è una storia che affronta in maniera abbastanza originale il tema dello scontro bianchi - indiani, inserendolo in una cornice da "western cittadino"; anche la psicologia dei "vilains" della storia è originale e ben tratteggiata da Nizzi, con la maggioranza di loro che assume un atteggiamento "colonialista" ( la fondazione di Poncha Springs vista come "atto di civilt?" nonostante sia stata resa possibile da un crimine scellerato, commesso però ai danni di "selvaggi", e visto perciò come giustificato ), mentre Bilding è il classico "debole" ( come si definisce lui stesso ) divorato dai rimorsi, ma trascinato a sempre nuovi crimini dai suoi compagni di più forte volont? ( e cinismo ); anche le figure minori ( lo stalliere bianco di Billing, il servo nero di Gettinger e l'impiegato del telegrafo ) sono bene individuate con pochi tocchi e hanno una certa incidenza sulla trama. Proprio nello svolgimento della trama stanno i maggiori punti deboli della storia: sebbene infatti la vicenda si avvii come un giallo, quasi subito rimane tale soltanto agli occhi di Tex e Carson, mentre il lettore sa già chi ha ucciso Nachite e perchè. Inoltre i "cattivi", bench? riescano a tenere abbastanza sotto controllo i movimenti di Tex e Carson ( grazie alle "origliate" che deliziano gli "amici" ;);) di Nizzi ) rimangono in un certo senso "ipnotizzati" dal mito dei due ranger, che decidono di affrontare direttamente soltanto all'ultimo, cosa che peraltro non evita loro mosse malaccorte

i due omicidi da loro organizzati per evitare che Tex faccia "cantare" le vittime dovrebbero passare per un rogo accidentale e per un suicidio ma, soprattutto nel primo caso, è difficile prenderli per tali
, mentre i due pards devono soltanto sfruttare queste goffaggini e farsi segnalare alcuni particolari dallo stalliere di Bilding e dalla vedova di Nachite per arrivare ai colpevoli ( sebbene poi non siano loro a liquidare quello principale
ma la vedova di Nachite che lo uccide prima che possa sparare a Tex; la cosa lascia comunque nel lettore una convincente sensazione di "pena del contrappasso", giacch? una donna indiana uccide un uomo che era divenuto ricco, potente e rispettabile sterminando la tribù della donna stessa, compresi suo cugino e suo marito
), cosa che rende meno incisiva la loro parte nella trama, anche se Tex è deciso come al solito, mentre Carson svolge bene la sua consueta funzione di "spalla comico - combattente". I disegni di Monti sono di ottimo livello come al solito. Insomma, a mio parere:soggetto 7,5sceneggiatura 7+disegni 8,5
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  • 10 months later...
  • 2 months later...

Nizzi ci delizia con un giallo di pura ambientazione western,Monti ci regala un capolavoro grafico. La trama si snoda lentamente volendo lasciar intuire al lettore ciò che sta per succedere;si comincia con la morte improvvisa di due indiani per arrivare a trarne le conclusioni.

Bellissimo il finale che per me è stato davvero inaspettato!
Da ricordare le tavole di Monti, emotive e adattissime al Western. Fra le più brutte della serie le copertine nelle quali il volto di Tex non mi sembra neanche opera di Galep (dello stesso Monti?)Il mio giudizio comunque rimane più che positivo:Nizzi:8,5Monti:8,5Copertine:5Voto Complessivo alla storia:8
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  • 8 months later...

Questa è davvero una gran bella storia!, una gran bella storia di un Nizzi che stupisce. Una storia, inoltre, abbastanza inconsueta, perchè basata molto poco o per niente sull'azione, e fondata invece pressoch? totalmente sui personaggi, sulle loro psicologie, sui loro drammi interiori.
Nizzi dimostra di essere un fine caratterizzatore, e di saper fondare una storia su tali caratterizzazioni, senza peraltro rinunciare alla centralit? di Tex.

E? anche una storia molto triste, che si svolge in un west che appare a tratti quasi crepuscolare:un west che si porta dentro i segni della violenza, un west che tali segni vorrebbe nasconderli per sempre per perderne poi il ricordo.
Inutile:le cicatrici riappariranno, infettando la faccia pulita del malato.
Nuovo sangue dovr? essere versato, pur di nascondere i segni della malattia?

Immagine postata

Labbro Tagliato è uno dei personaggi che maggiormente soffre, che più di molti altri si porta dentro il peso di un male insanabile:il ricordo dello spettacolo a cui, bambino, fu costretto ad assistere . Tale ricordo non lo abbandoner? mai, per quanto il giovane indiano si sforzi di depennarlo;e quando ogni momento di quella strage riaffiorer? completamente, il dramma avrà la sua continuazione e completazione.
Significativa la scena in cui rivede, dopo tanto tempo, colui che lo priv? della madre(e forse dell'infanzia e della vita intera):Labbro tagliato sviene, tanto è l'orrore che la vista di quell'uomo gli procura, e successivamente, la seconda occhiata a quell'uomo è come una nuova scudisciata.
Nachite vuole invece la giusta vendetta;una vendetta, a dire il vero, mai cercata fino in fondo;ma Nachite non potr? non cercare di compiere quello che lui ritiene essere il suo dovere, e questo ne decreter? la fine; inutili le parole della moglie, profetiche.
Ke-Tah è una donna indiana:orgogliosa e fiera, piena di dignit?:vedasi la scena in cui Tex gli dice della morte del marito:non si scompone, non si straccia le vesti e non scoppia in un pianto ininterrotto;lei accetta il suo dolore- un dolore che certamente la dilania- con dignit? e pudore. E quando giunger? il momento della vendetta, la sua lama non potr? che colpire fredda e implacabile-bellissima la scena finale in cui, nel silenzio, da il suo ultimo addio al suo uomo, tra le foglie cadenti e lo stemma indiano disegnati da un Monti maiuscolo?

Immagine postata

Finora si è parlato delle vittime.
Ora bisogner? parlare del personaggio più commovente e insieme controverso della storia. Come classificare il signor Bilding?Cattivo o buono?Artefice e colpevole quanto gli altri del sangue versato, o vittima di eventi più grandi della sua piccola statura?
Quel che è certo è che Bilding ispira la nostra pietà:forse è lui che, più di tutti gli altri, sente il peso insostenibile di quel che successe dieci anni prima;il suo è un rimorso profonda, che lo consuma pian piano fin dentro le viscere;rimaniamo col dubbio:sarà poi vero che non si è impiccato da solo?
Nizzi è con questo personaggio che mette in mostra la sua grandezza di sceneggiatore;? con Bilding che mostra la sua finezza psicologica nelle caratterizzazioni;lo sceneggiatore ci mette di fronte a un dramma interiore di una tale portata che non sentiamo il bisogno di sparatorie e cazzotti.
E la scena del ritrovamento del corpo ci colpisce allo stomaco, perchè a Bilding volevamo bene, e forse perchè, in fondo in fondo, col suo dramma interiore di essere umano cominciavamo perfino a identificarci:quanti di noi non hanno qualcosa di cui pentirsi, uno sbaglio di cui sentire il rimorso?

Al contrario, i cattivi di questa storia li odiamo, senza se e senza ma!Li odiamo e non vediamo l'ora in cui verranno castigati! Perchè questi cattivi sono dei grandi, veri bastardi;e lo sono ancor di più perchè non lo sa nessuno, perchè al contrario sono stimati e rispettabili cittadini, il fiore all'occhiello della comunit?.
Li odiamo per la loro ipocrisia, per la spietatezza fredda con cui difendono il loro buon nome e posizione sociale, senza alcun momento di pietà.-sono così ?acceso? perchè questa storia la prima volta la lessi da piccolo:la scena in cui ritrovano il cadavere carbonizzato di Gruber e il corpo di Bilding, e la freddezza con cui queste uccisioni sono state pianificate, mi colpirono tantissimo.

Immagine postata

Dicevo che questa storia mi sembra per certi versi crepuscolare. E? una sensazione derivante dal fatto che tutto ormai, in questo angolo di west, si è concluso:gli indiani sono stati sterminati definitivamente, tanto che di loro si è perso(e voluto perdere)ogni ricordo, i bianchi sono da anni padroni delle loro terre senza che nessuno si sia curato di affidarli alla giustizia. E? un west, insomma, che ha già vissuto la sua sconfitta;un west dove si spara perfino poco, perchè ormai la ?civilt?? è arrivata da un pezzo e comanda.
Inoltre i disegni di Monti(lo ridico, spettacolari!)mostrano un paese sempre o quasi deserto, senza la vita rumorosa dei saloon;un paese le cui strade sono una fanghiglia piena di pozzanghere?

Per fortuna c'è Tex, che con Carson risolleva il morale!
E? vero, i due agiscono poco e parlano tanto?ma parlano bene(voglio dire che i dialoghi e i siparietti tra i due mi sono piaciuti molto)!
Splendida comunque la scena iniziale in cui Tex detta legge a ferrovieri e passeggeri, un Tex indignato che scazzotta la gente, perchè lui è dalla parte dei musi rossi!
Bella e spassosa, in puro stile Nizzi(e puro stile Tex)anche la scena all'interno dell'ufficio postale, cos' come quella da cui estraggo una vignetta e che vi mostro qui sotto:

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Eppure la storia ha un difetto, che in parte ne pregiudica la piena riuscita:l'ante-finale(si chiama così?). Troppo corta e poco combattuta la sparatoria finale:Nizzi avrebbe potuto aggiungere, ai massacratori, un buon numero di sgherri, tanto per rendere il tutto più lungo e divertente?


Sui disegni c'è poco da dire:Monti ha realizzato un Capolavoro!
Splendido il paese, splendidi i paesaggi circostanti, splendidi i personaggi(menzione speciale per Dudley, splendido personaggio anche grazie alla sceneggiatura di Nizzi). Alcune vignette panoramiche, come quella di pag.44 di ?Patto criminale?, sono eccezionali!
Inutile aggiungere altro!!Gustatevi questo gioiello:

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  • +1 1
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  • 1 year later...

Cos'altro aggiungere alla recensione di Paco, praticamente ha detto (quasi) tutto. Ed allora mi concentrer? sul poco che non ha detto. Ad esempio la splendida scena iniziale alla stazione, in cui i due indiani affrontano con rassegnata abitudine il fatto di dover andare sul carro merci; oppure le successive drammatiche scene del deragliamento del vagone merci. Molto bella e toccante la sequenza che ricorda il massacro del Mariposa Creek. Sono anch'io d'accordo sul fatto che l'unica stonatura in questa stora sta nella resa dei conti finali ma non per il fatto che ci siano poche persone ad attendere i due pard ma per come è strutturata. Tex e Carson arrivano in campo aperto e vengono incredibilmente mancati da un fuoco ben nutrito di winchester. Secondo me Nizzi doveva inserire qualche elemento che mettesse in preavviso i due pard per giustificare il fallimento dei colpi di winchester iniziali. Non sono d'accordo su quanto detto da Anthony:

Proprio nello svolgimento della trama stanno i maggiori punti deboli della storia: sebbene infatti la vicenda si avvii come un giallo, quasi subito rimane tale soltanto agli occhi di Tex e Carson, mentre il lettore sa già chi ha ucciso Nachite e perchè. Inoltre i "cattivi", bench? riescano a tenere abbastanza sotto controllo i movimenti di Tex e Carson ( grazie alle "origliate" che deliziano gli "amici"  di Nizzi ) rimangono in un certo senso "ipnotizzati" dal mito dei due ranger, che decidono di affrontare direttamente soltanto all'ultimo, cosa che peraltro non evita loro mosse malaccorte

Secondo me invece il fatto che il lettore sappia già chi siano i colpevoli non disturba e il fatto che Tex e Carson più volte non si accorgano di essere seguiti o che qualcuno ascolti i propri discorsi è funzionale alla trama che senza questi passi falsi dei due pard si concluderebbe subito mentre così ha il tempo di dipanarsi in modo più ampio e di essere più bella. Per concludere assegno un 9 e mezzo sia alla storia sia agli ottimi disegni di Monti che fornisce una splendida prova.
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  • 2 years later...

(ri)Letta da poco questa storia... concordo sull' estrema attenzione nel delineare TUTTI i personaggi, compresi i molti personaggi "secondari" che svolgono un ruolo comunque molto importante... a questo proposito però una curiosità... se non sbaglio è uno dei pochi casi in Tex in cui un cattivo dopo aver svolto il suo sporco lavoro scompare senza lasciare tracce n° ricevere il giusto castigo... mi riferisco a Weyss, l' uomo coi baffetti che insieme a gruber stacca il vagone su cui viaggiavano Nachite e Labbro Tagliato... dopo aver ricevuto uno sganassone da Tex scompare riapparendo solo in una frase dello stesso Gruber... o sbaglio?

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  • 1 year later...

Quoto l'analisi di Paco e le considerazioni successive di West10: la storia è originale nel suo voler approfondire i tanti personaggi di questo dramma e nel suo sfondo crepuscolare, un West ripulito e tranquillo che porta però nel profondo la macchia di ciò che è stato. Non avevo mai letto questa storia perché mi mancava Una lama nel buio: ora che ho colmato la lacuna posso dirmene saziato, è una storia memorabile proprio per la sua diversità, e non posso che essere contento che un simile gioiellino sia stato affidato a Monti, che meritava storie più corpose di quelle che solitamente gli affidavano. Non aggiungo altro a quanto già gli altri pard hanno detto in maniera mirabile, mi limito a godere del Nizzi che fu.

  • +1 1
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  • 3 years later...

Bella  storia, molto drammatica e ben disegnata, ricca di belle scene ( il pestaggio alla stazione, lo scontro verbale con Bilding, la storia  del cugino di Nachite) e di bei personaggi( il grigio  e pentito Bilding). Veramente carogne  i cattivi. Purtroppo la seconda parte è  un po' più fiacca, indice della vicina  crisi, e l' agguato finale è  legnoso. Bello il finale. Voto 8.

Edited by Grande Tex
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Un pò soporifera, ma non del tutto negativa questa poliziesca di Nizzi.

Per quel periodo, in cui Nizzi era ancora ai suoi tempi d'oro, potrebbe essere vista come una brutta storia, ma confrontata
con le sue ultime prove ci guadagna parecchio.

I disegni di Monti in alcuni casi molto buoni, ma comunque sempre più che discreti.

Voto alla storia: 6,7

Voto ai disegni: 7,5

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  • 2 months later...

L'aggettivo "crepuscolare" appare spesso nei commenti che precedono, e a ragione, visto che per l'episodio in questione, mai definizione fu più adatta. Un velo di mestizia avvolge l'anima durante la lettura e un senso d'impotenza serpeggia al cospetto del mai sconfitto odio razziale verso i nativi. Uno sdegno che sconfina in rabbia verso  i fondatori di Poncha Spring, che nel nome del progresso e del dio denaro, non esitano a trucidare un'intera tribù di Pawnee e si crogiolano negli anni tra la ricchezza e la rispettabilità. Un sinistro equilibrio infranto dal ritorno di Labbro tagliato, unico superstite all'orribile eccidio caduto quasi nell'oblio. Purtroppo il sangue del passato porta a versare altro sangue, infatti incalzati dal nuovo pericolo, la banda di assassini non esiterà a eliminare tutti coloro che possono rappresentare un problema. Nachite pagherà con la vita il tentativo di affidare a Tex la sacrosanta giustizia, così come verranno scaraventati all'inferno prima Gruber (l'esecutore materiale del duplice delitto sul treno) e Billing, uno dei componenti dell'azione sanguinosa compiuta dieci anni prima, ma roso dal rimorso e quindi l'anello debole della catena. In un clima asfittico e palesemente ostile, Tex e Carson condurranno le loro indagini e riusciranno a punire i colpevoli e fare giustizia. Episodio atipico di Nizzi, con poca azione ma molte implicazioni psicologiche. L'autore ci dona una raffinata caratterizzazione dei personaggi che arricchisce la prova e mostra tutta la sua grandezza di narratore. Billing è un personaggio molto riuscito; la sua estenuante lotta contro i rimorsi di coscienza è tratteggiata magistralmente da Nizzi e mi accodo a chi sostiene, che si finisce per provare pietà verso quest'uomo, molto diverso rispetto al cinico sindaco Gettinger, lo sceriffo Palmer e gli altri componenti della banda dell'eccidio. Anche lo stalliere Dudley è ben caratterizzato e sebbene abbia l'apparenza dello scemo del paese, brilla di una luce rara. Splendido l'epilogo con la fiera Ke-tah che vendica la sua gente e il suo uomo, uccidendo il villain principale, mentre la vignetta finale realizzata da un Monti in stato di grazia, è un gioiello della saga per carica emotiva e commozione. Il mio voto finale è 8

  • +1 1
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  • 5 months later...

Prima di rileggere questa storia mi sono chiesto se davvero mi andava di farlo.

Ricordavo, infatti, che le scene iniziali, quella in cui i due nativi sono costretti a salire sul carro bestiame e quella in cui, ormai intrappolati, vanno incontro allo loro triste sorte, mi hanno sempre provocato disgusto, rabbia e impotenza.

 

Lo so: di ingiustizie è pregna l'intera saga di Tex. Ma, forse per i disegni evocati i del mai troppo rimpianto Vincenzo Monti, la vicenda raccontata ne Il testimone mi ha toccato particolarmente.

 

Alla fine ho preso in mano i tre albi e ho riletto, assaporando nuovamente il fiele di quei tre sentimenti. Li ho sentiti ancora più forti, giacché a 40 anni ho la consapevolezza, che da adolescente forse ancora mi mancava, che i pregiudizi razziali sono ben radicati anche nella società in cui viviamo e che lo sviluppo economico si nutre sempre del sangue dei più deboli.

 

A parte le riflessioni sociologiche, la sceneggiatura è pienamente nizziana: Tex è poliziotto, più che giustiziare, e l'azione cede il passo ai ragionamenti e all'analisi. Eppure la scrittura è potente ed è valorizzata dagli splendidi disegni.

 

Come è stato scritto già prima, Billing è il personaggio centrale della narrazione. In lui possiamo riconoscere l'uomo debole, indotto - come purtroppo nella vita può capitare a chiunque - a perseguire il male e incapace, pur pieno di rimorsi, di redimersi.

 

Gli antagonisti ci fanno schifo. Eppure, sappiamo benissimo che la civiltà in cui viviamo passa anche attraverso tanti, troppi episodi storici non troppo diversi dal massacro degli indiani, che tanto ci ripugna.

 

Alla fine, Tex e Carson fanno giustizia. Ma il villaggio del Pawnee è stato ormai cancellato, Nachite e Labbro Tagliato sono morti, Ke-tah si è vendicata, ma ha perso comunque l'uomo della sua vita.

 

Al fumetto assegno il voto 9, ma lo ripongo in libreria e non so se avrò mai voglia di rileggerlo nuovamente.

 

  • +1 1
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<span style="color:red;">9 ore fa</span>, F80T dice:

Prima di rileggere questa storia mi sono chiesto se davvero mi andava di farlo.

Ricordavo, infatti, che le scene iniziali, quella in cui i due nativi sono costretti a salire sul carro bestiame e quella in cui, ormai intrappolati, vanno incontro allo loro triste sorte, mi hanno sempre provocato disgusto, rabbia e impotenza.

 

Lo so: di ingiustizie è pregna l'intera saga di Tex. Ma, forse per i disegni evocati i del mai troppo rimpianto Vincenzo Monti, la vicenda raccontata ne Il testimone mi ha toccato particolarmente.

 

La prima parte del tuo topic mi ha profondamente colpito, poiché hai saputo catalizzare con le tue parole la profondissima amarezza che la storia di Nizzi & Monti trasuda dalla prima all'ultima pagina. Non si tratta certo dell'unica storia di Tex in cui i nativi devono pagare un altissimo prezzo ai pregiudizi e, soprattutto, all'avanzata della cosiddetta "civiltà" dei bianchi, ma sono anche io del parere che nessun'altra storia di Tex abbia saputo rendere così evidenti e "tangibili" il razzismo e la sostanziale impotenza dei nativi americani nei confronti dei "civilissimi" bianchi. I disegni del bravissimo Monti, poi, hanno la capacità di enfatizzare e rendere graficamente l'atmosfera ancora più pesante.

 

Il mio giudizio circa la sceneggiatura di Nizzi è, in sostanza, decisamente positivo, in particolare riguardo la scelta di far agire Tex e Carson più come investigatori che come giustizieri (sempre per citare F8OT), necessità evidentemente data dal fatto che la vicenda si è svolta molti anni prima rispetto a quando essi ne vengono a conoscenza. Azzeccatissima anche la gestione di personaggi come il sindaco Gettinger, capo della cricca responsabile del massacro dei pawnee, individuo totalmente privo di scrupoli (per certi versi, io lo definirei una sorta di quintessenza del "self made man" della frontiera americana, ovviamente nella sua accezione meno nobile), e soprattutto Billing, vero e proprio anello debole della suddetta cricca, uomo roso dal rimorso ma troppo vigliacco ed attaccato alla posizione sociale raggiunta per avere la forza di redimersi del tutto, complice anche il suo "suicidio".

 

Menzione speciale per il simpaticissimo Dudley, apparentemente un simpatico ed innocuo mezzo mattoide, in realtà un attento osservatore e, soprattutto, una persona di notevolissima sensibilità. Non si possono non provare compassione ed amarezza, infine, per Nachite ed il giovane Labbro Tagliato, nonché per la vedova del primo, tutti in diversa misura vittime di un razzismo che, opportunisticamente mascherato da avanzata della (ci)viltà, si mostra in una delle sue sfaccettature più abbiette e spietate. 

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  • 3 years later...

Storia che è un pugno nello stomaco. Il tema del razzismo e dei massacri è stata più volte trattato su Tex, ma qui viene fatto con buona efficacia.

Tutto funziona bene, inutile ripetere la trama, ben spiegata da chi mi ha preceduto. Siamo ancora in zona "Nizzi in stato di grazia", anche se la prima crisi è vicina. Ad ogni modo, al netto di qualche lungaggine e qualche origliata di troppo, la sceneggiatura funziona, Tex è duro e deciso, Carson ottima spalla, i dialoghi in perfetto stile Glbonelliano, e si finisce soddisfatti.

Monti non era né Ticci né Villa, ma funzionava molto bene in questo genere di storie e personalmente lo rimpiango 

Un 7 e  mezzo generale.

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  • 5 months later...

Allora...Parto dalla fine perché il colpo di scena finale è stato sfizioso, plausibile ma non preventivabile (almeno per me). Nizzi costruisce una trama discreta (seppur non originale), Tex e Carson randellano ed indagano. Forse Carson è un po' in sordina, forse i piani di Tex sono anticipati dalle mosse dei "cattivi" ma ci può stare. Stavolta gli origlioni sono contro i nostri. Disegni di Monti efficaci (ultima vignetta intensa). Lo stalliere tonto ma sveglio a modo suo è un bel personaggio. Storia godibile comunque e che ti tiene.

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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Dimenticavo di citare la carrellata di personaggi, con le loro sfumature, messa in piedi da Nizzi...Molto bravo e credibile.

 

È una delle storie più particolari di Nizzi, all'epoca la trovai molto bella

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<span style="color:red">8 minuti fa</span>, Leo dice:

 

È una delle storie più particolari di Nizzi, all'epoca la trovai molto bella

Concordo...Ci sono tanti elementi buoni. I personaggi, la tematica della strage per lo sviluppo della civiltà, i nostri che vogliono fare giustizia, un bel finale, dialoghi, pestaggi, pranzi e cene. Forse pecca nelle scene delle sparatorie dove Carson è poco attivo. Però storia validissima.

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  • 11 months later...

In estrema sintesi: un soggetto molto interessante e drammatico sceneggiato come una storia di routine.

Tutto parte dall’omicidio di un indiano pawnee, unico testimone di una strage della sua tribù, avvenuta anni prima, i cui responsabili (minatori che vogliono impossessarsi dell’oro della zona) non sono mai stati scoperti. Ma ora il Pawnee ha rivisto e riconosciuto il capo dei massacratori, per cui deve essere messo a tacere.

 

L’inizio è la parte migliore: il razzismo dei passeggeri del treno verso i due indiani, la terribile dinamica dell’omicidio, la rabbia di Tex e il racconto dolente di Ke-tah (la vedova pawnee), che rievoca il massacro di Mariposa Creek, sembrano preludere a una storia avvincente di forti conflitti ed emozioni, invece il tutto si incanala subito nel solito poliziesco cittadino nizziano, fatto di indagini dei due pards a passeggio per le vie del paese, di dialoghi con vari personaggi secondari che li indirizzano facilmente alla soluzione, di spioni (ben tre!) che li seguono continuamente di nascosto origliando dalle finestre senza che mai loro se ne accorgano, di lettere segrete che rivelano ogni cosa senza neanche un po’ di suspence o di azione, e con un Carson a cui Tex deve sempre spiegare tutto per filo e per segno, che brilla di luce propria solo quando si siede al ristorante davanti a una torta di mele (a questo punto era meglio un Tex in solitaria come faceva Nolitta).

 

Restano comunque alcune situazioni che ravvivano la trama: il personaggio del padrone della scuderia, Bilding, tormentato dai rimorsi, e alcuni dialoghi rivelatori, in particolare del capo dei massacratori Gettinger, sindaco e proprietario delle miniere, che cerca di placare i sensi di colpa di Bilding: ” Noi non siamo degli assassini, ricordalo! Siamo dei pionieri. Un pugno di selvaggi si opponeva all’avanzata della civiltà e noi li abbiamo spazzati via… Tutto qui!... Da quel giorno un patto di solidarietà ci lega gli uni agli altri!”

E di fatto il ranch di Gettinger è stato costruito (simbolicamente) proprio dove un tempo c’era il cimitero dei Pawnee.

 

La storia procede a ritmo blando, con gli avversari che eliminano gli anelli deboli della banda cercando di farli passare per incidenti naturali (“incidenti” a cui neanche il detective più sprovveduto avrebbe creduto, figuriamoci due famosi rangers :rolleyes:) e quando si decidono ad eliminare Tex e Carson lo fanno col classico agguato tra le rocce che i Nostri (continuamente con la guardia abbassata, nonostante le numerose provocazioni fatte ai nemici!) non sospettano minimamente, e da cui si salvano per la solita mira da coscritti dei killers (in sei con fucili a ripetizione da pochi metri! :rolleyes:). Nel finale Tex si fa gabbare anche dal maggiordomo e viene salvato dall’improbabile arrivo all’ultimo secondo di Ke-tah. (Ah… c’è anche il secondo killer che è stato assoldato all’inizio per uccidere il testimone sul treno, che sparisce ad un certo punto e non si sa più che fine abbia fatto.)

 

Insomma, il soggetto poteva essere sviluppato meglio, con più fantasia, e la cittadina con i suoi abitanti arricchitisi grazie a una strage (Boselli su una trama simile ha scritto il più ispirato Texone “La vendetta delle ombre”) poteva essere descritta con più efficacia. Il ritratto che ne emerge, comunque, è senza speranza. Nessuno sembra salvarsi dal conformismo, tranne lo stalliere Dudley, tutti tranquillamente dediti ai loro interessi (dal telegrafista allo sceriffo), disposti a tutto pur di nascondere il loro passato criminale, e intenti solo a sfruttare fino in fondo anche i superstiti Pawnee (Bilding che sarà anche preda dei rimorsi ma che assume il pawnee Nachite come suo sottoposto soltanto perché “lo considerava un mulo volenteroso e obbediente”).

Anche i Pawnee sono rappresentati come ormai sconfitti, remissivi e rassegnati al loro ruolo, abituati da tempo ad essere trattati con razzismo o con paternalismo. Alla fine anche la triste vendetta indiana di una fiera ma sconfortata Ke-tah (che decide di andarsene via da quella gretta e grigia cittadina) non fa che chiudere in modo malinconico una storia di bassa umanità di provincia.

Edited by Poe
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