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TWF - Tex Willer Forum

[180/183] Una Stella Per Tex


Voto alla storia  

33 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Virgilio Muzzi - Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: Ottobre 1975 - Gennaio 1976
Inizia nel numero 180 a pag. 69 e finisce nel numero 183 a pag. 18



In Arizona, una compagnia ferroviaria ricorre a Tex e a Carson per risolvere uno spinoso problema: i binari di una linea in costruzione si sono arenati a Canyon Diablo, un paese infernale pullulante di assassini, un covo di tagliagole sorto abusivamente sul tracciato dei binari, dove i rappresentanti della Legge vengono subito crivellati di piombo non appena vi si affacciano.
Texas Bill e Old Kit: questi i nomi d'arte scelti da Tex e Kit Carson per rappresentare la Legge a Canyon Diablo, dove gli abitanti onesti sono stufi delle angherie e dei ricatti dei predoni che hanno messo le grinfie sul paese, impedendo alla ferrovia di avanzare. Il cuore del malaffare cittadino è il Devil's Luck, costruito abusivamente proprio davanti all'ultimo moncone dei binari della South-Pacific, un sordido saloon regno del giocatore e baro Slim Colter e della velenosa ballerina Lena Bond. I criminali tentano inutilmente di spedire i pards sottoterra, ingaggiando il lugubre killer Black Larry...
Tom Clebber, boss di Canyon Diablo e padrone del Devil's Luck, scaccia due dei suoi migliori sgherri, colpevoli di aver brigato senza il suo permesso: insieme a Lena Bond avevano ricattato un galantuomo, ma la vittima, seguendo il piano di Tex, aveva pagato i malfattori con dollari falsi e segnati, permettendo di rintracciare gli autori del crimine. Clebber, tentato ingenuamente di corrompere Willer, aizza contro i rangers un pugno di pistoleros ottenendo in cambio la distruzione del suo saloon, sfondato da una locomotiva in corsa!
Con l'ingloriosa fine del boss di Canyon Diablo, Tom Clebber, spacciato dal piombo di un suo scagnozzo, la banda che artigliava la polverosa cittadina si sfalda e la ferrovia interrotta può ripartire.

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Il volume dell'edizione a colori di Repubblica uscito oggi contiene l'inizio della storia; secondo Luca Raffaelli, che, come al solito, ha firmato l'introduzione, la figura del killer Black Larry non sarebbe stata realizzata da Muzzi o da Galep, ma da Ticci, al cui stile effettivamente si avvicina. Da parte mia ho trovato un po' "ticciana" anche la resa grafica di Tiger; non credo però vi sia stato un diretto intervento di Ticci: IMHO è assai piu' probabile che lo stesso Muzzi si sia ispirato allo stile del collega, oppure che Black Larry e Tiger siano stati "corretti" in redazione ( magari da Monti che vi lavorava da un paio d'anni all'epoca della pubblicazione ). Per quanto riguarda la storia in sè, mi pare finora un bell'esempio di "western cittadino", ricco d'azione, ma vivacizzato anche dai brillanti dialoghi che GLB sapeva tanto spesso scrivere. Aspetto con interesse di leggere il resto....

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  • 2 weeks later...

Letta anche la parte finale della storia. IMHO si tratta di uno dei migliori esempi di "western cittadino" in Tex per quanto riguarda il soggetto e della sceneggiatura, che mescolano ottimamente azione, tensione narrativa e umorismo. Per quanto invece riguarda i disegni, questa storia ( l'ultima firmata da Muzzi ) è ancora più composita stilisticamente delle precedenti, perchè alle facce di Tex rifatte da Galep si aggiungono alcuni personaggi disegnati "alla Ticci" non si sa da chi ( Ticci stesso, come dice Luca Raffaelli nell'introduzione? Monti, come mi viene da sospettare? Muzzi stesso? ); il risultato è comunque gradevole e godibile. In sintesi ( e IMHO ): soggetto 10sceneggiatura 10disegni 7,5

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  • 1 month later...
  • 3 weeks later...

Pedro, a me non è stato possibile dire che Ticci era intervenuto in questa storia, Decio Canzio mi fece una faccia che era tutto un programma quando glielo domandai. Muzzi era di una lentezza estrema, e alla Bonelli lo sapevano, quindi questa storia presumo sia stata scritta mooolto tempo prima della sua pubblicazione-dic 75-aggiungerei che Galep dopo IL RITORNO DI MONTALES attraversè un periodo di malessere fisico per cui il suo Tex ebbe un calo grafico culminato in LA CITTA' MORTA mentre i volti di questa storia mi sembrano precedenti. Mettiamoci che Muzzi ha sempre molto ammirato il grande Ticci e ha sempre tentato un p? di "imitarlo" e qualche conto torna. però, secondo me Ticci ha partecipato attivamente, non facendo disegni completi evidentemente... e solo nella parte finale della storia. Monti non so se bazzicava già la Bonelli!Texas Bill è una storia assolutamente formidabile e, Muzzi o Ticci che sia, graficamente molto caratterizzata pur considerando qualche simpatico aneddoto che la circonda

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  • 1 month later...
Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una storia a mio parere bellissima, ricchissima di azione, sparatorie e con un finale LETTERALMENTE co BOTTO!!! GLB in questa storia ci regala un Tex e un Carson duri come il granito, decisissimi a far piazza pulita nel piccolo inferno cui si è trasformata la piccola cittadina di Canyon Diablo. Anche Kit e Tiger, quando entrano in gioco, si fanno notare sin da subito facendo fuoco e fiamme nel saloon di Tom Clebber. Ho sempre reputato geniale l'idea di GLB di far indossare a Tex una stella da sceriffo bucata da una pallottola... questo piccolo e arrugginito oggetto racchiude in sè tutta la decadenza imperversante nella cittadina di Canyon Diablo!! Quella stella funge al contempo da rappresentazione della società di canyon diablo che da monito per tutti quelli che vogliano intendere riportare l'ordine in quell'infernale città. Geniale. Molto divertente anche la scenetta in cui Tex atterra lo sbruffone che, appena sceso dal treno, si lascia scappare una battutaccia sulla protezione che il pezzo di latta che porta appeso al camiciotto sembra aver fornito ai suoi possessori!!!Memorabile la sparatoria finale e soprattutto la folle idea di tex di far schiantare il treno contro il Devil's Luck!!! UnicaUna storia da leggere tutta d'un fiato!!!Voto : 10

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  • 3 months later...

da notare una curiosità inerente la copertina "canyon diablo" nel corso delle ristampe:

Immagine postata

Immagine postata

se poi le confrontiamo con l'originale(sopra), ci troviamo di fronte a tre copertine sicuramente uguali tra loro ma con un "inquadratura" di tex e tiger sempre piu vicini.

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  • 10 months later...
  • Rangers

Secondo me questa rappresenta una delle più belle storie del filone "cittadino" tra tutte quelle scritte da Bonelli padre. Dentro ci sono tutti quegli elementi che hanno reso mitico il personaggio di Tex, duro e spietato con i nemici, descritto (insieme ai pards) come un micidiale giustiziere. Personalmente mi son sempre piaciute quelle storie ambientate in città da ripulire e Canyon Diablo stracolma di delinquenti. Quindi non mancano vere e proprie "battute di pulizia" e come già era successo in passato Tex e pards girano per le vie affiggendo i cartelli-ultimatum con i quali invitano tutti i giocatori, mascalzoni e vari altri delinquenti ad abbandonare la città. :DGeniale l'idea del treno-suicida lanciato verso le case costruite illegalmente e il bellissimo finale che vede i superstiti obbligati a gettare ciò che resta nel canyon. Direi che un 10 ci sta tutto. :trapper:

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  • 9 months later...

Concordo sui giudizi letti finora sulla storia, credo anch'io che sia un bell'esempio appartenente al filone "cittadino" con dei bei siparetti quale quello già citato dei due sbruffoni che vengono letteralmente rimessi sul treno da Tex o la scena di Kit e Tiger che vengono sbeffeggiati al saloon scatenando a loro volta la giusta vendetta. La storia in se è molto scorrevole e ben fatta. I disegni invece non mi hanno convinto, non tanto le case ed i paesaggi che son ben stilizzati ma le persone ed in particolare i volti. In alcuni profili Tex ha l'espressione di un pesce lesso, anche Lena Bond in alcune inquadrature non è granch? riuscita ed in generale molte volte le persone sono troppo "scheletriche" e "spigolose". In definitiva la mia valutazione è nove alla storia e un sei e mezzo/sette ai disegni.

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  • 1 year later...

Beh, ragazzi, consentitemi di dissentire... ma credo veramente esagerato dare 10 o 9 a questa storia. La trovo molto divertente, intendiamoci, si fa leggere con una facilit? estrema appagando totalmente il lettore, ma proprio perchè si tratta di una storia "passatempo", brillante e veloce, senza avere nulla di epico o che comunque possa farle meritare, IMHO, addirittura un 10. La trama è "disinvolta": i cattivi sono cattivi, non importa sapere perchè. In definitiva, sappiamo solo che a Canyon Diablo si ammazzano gli sceriffi per continuare con lucrosi affari illeciti, ma stavolta GLB non si sforza neanche di inventarsi in cosa essi consistano realmente (se traffico d'armi, o di contrabbando di whisky con gli indiani, o rapine, ecc). Sono affari sporchi, e tanto basta, e i cattivi sono cattivi. Punto. Ma sono anche ben poco consistenti, questi cattivi. Jerry non sa far altro che prenderle, mentre mister Clebber assolda sicari su sicari a dir poco ridicoli (Black Larry mi ricorda tanto il Mortimer dei Trinit?, per intenderci, mentre la posse assoldata sul finale si ritrova addirittura a recitare la parte degli spazzini che ripuliscono le macerie del saloon). Per non parlare del ricatto, congegnato brillantemente proprio durante la presenza di Tex in paese; hanno scelto proprio il momento opportuno, questi cattivoni brillantissimi. E chiedono nientepopodimeno che DIECIMILA DOLLARI. Più tardi, però, GLB dimentica questa esorbitante cifra, e li fa diventare solo MILLE ( a meno che sulla versione originale non fossero mille, e su TuttoTex non siano poi diventati diecimila: Una stella per Tex ce l'ho infatti come TuttoTex - e qui la cifra è diecimila - mentre Canyon Diablo è un trestelle - e la cifra è mille). Ma, quale che sia la cifra, ideare il ricatto con Tex in paese che già sta spazzolando tutti è idiozia pura... E se Daniel è ricattato, Keno, che è colui che ha assoldato Tex e con il quale i fuorilegge dovrebbero essere quindi più arrabbiati, è lasciato libero e tranquillo per il paese, e nessuno lo infastidisce, e soprattutto nessuno pensa a collegare Keno a Tex, nonostante i due cenino insieme amabilmente quasi ogni sera. Ma di distrazioni questa storia è zeppa: durante la loro fuga dopo aver derubato Clebber, Jerry e Slim (le grandi menti del ricatto) attentano alla vita del loro ricattato, ricevendo una robusta dose di piombo da Tex e pards nel cuore della notte. E' strabiliante come, di notte, e in quello sputo di paese, nessuno senta gli spari, tanto meno Clebber, che se la ronfa della grossa e si accorge di essere stato derubato solo la mattina dopo! Tex è micidiale, d'accordo (ma solo Tex: Carson e gli altri stanno praticamente a guardare, sono spalle che più spalle non si può, e questa è un'altra debolezza della storia, n° è sufficiente che siano Tiger e Kit a mettere fuori gioco il killer da strapazzo vestito da becchino), e qui mi viene da pensare a quanti hanno nostalgia di questo Tex, subito pronto ad estrarre la pistola. In particolare, la scena che lo vede sparare all'impazzata al Devil's Luck solo per ricambiare la sparatoria appena subita, o la scena in cui spazzola del tutto gratuitamente il cappello di Mister Clebber nel'ufficio di sceriffo, a mio parere possono ben essere accettate in queste storie, con un Tex più giovane sia come personaggio di fumetto che "anagraficamente". Ma oggi non credo che scene del genere mi potrebbero fare piacere: le posso accettare, come detto, da un Tex più giovane, anagraficamente e come personaggio, e quindi più impulsivo e spaccone. Ma il Tex di oggi, IMHO, deve necessariamente essere un p? più posato e riflessivo: lui è cresciuto e con lui è cresciuto il lettore, che, pur volendo il solito grande Tex, credo desideri assistere a situazioni più "mature", più ponderate e meno immediate. Almeno, io ho queste esigenze e queste aspettative, e se il Tex che sfodera la pistola in situazioni totalmente gratuite (Clebber è disarmato, che bisogno c'è di minacciarlo con la pistola?) mi diverte e mi fa sorridere in queste prime storie, oggi mi vedrebbe un p? storcere il naso. Insomma, tra gli antagonisti salvo solo la bella Lena Bond, ed è tutto dire. Tra i protagonisti, Tex è quello che "arriva e le suona a tutti", a volte anche esagerando, e soprattutto facendo impallidire terribilmente i suoi compagni. La trama non mi sembra granch? solida. Tutti questi elementi mi fanno scadere di molto questa storia. Le do' sette solo perchè mi ha comunque divertito, i dialoghi GLBonelliani sono al solito molto vivi e spassosi, e la scena finale è adrenalina pura.

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  • 1 month later...

Una storia lunga e piacevole, molto attraente. Propendo anch'io per considerarla come una delle migliori (se non "la" migliore) del filone "western cittadino", con una città (anche piuttosto piccola) come fulcro dell'intera vicenda. La presenza di molti personaggi, poi, aumenta il grado di azione e di interesse per raggiungere una soluzione definitiva al problema posto dalla "South Pacific Company" in merito al tratto di ferrovia mancante. Certo, i nemici di Tex, in questo caso, non risultano particolarmente "feroci" (basti pensare a Jerry Grant, sbatacchiato qua e l' in continuazione, oppure allo stesso Tom Clebber, più pericoloso a parole che non a fatti), ma contribuiscono a mantenere in piedi la trama (che altrimenti non avrebbe potuto svilupparsi). Tex, invece, risulta caratterizzato come un soggetto che va molto per le "spicce", sia nei dialoghi (le interruzioni delle frasi pronunciata dai suoi interlocutori sono frequenti) che nei fatti (botte e minacce non si fanno attendere nemmeno nelle situazioni dove apparentemente non dovrebbero comparire). Addirittura, in certi momenti, Tex potrebbe risultare un po' irritante. Ma lo spirito della storia, comunque, non ne risente. Mi è piaciuta anche la trovata di spingere il treno contro la parte di villaggio da sgomberare (un'alternativa efficace). Per i disegni, un Galep in grandissima forma. Ottimo. Nient'altro da aggiungere, sarebbe superfluo. Voto complessivo 9

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  • 2 months later...

Beh, ragazzi, consentitemi di dissentire... ma credo veramente esagerato dare 10 o 9 a questa storia. La trovo molto divertente, intendiamoci, si fa leggere con una facilit? estrema appagando totalmente il lettore, ma proprio perchè si tratta di una storia "passatempo", brillante e veloce, senza avere nulla di epico o che comunque possa farle meritare, IMHO, addirittura un 10.

Qui concordo con Leo. L'idea del western cittadino mi piace molto cosi come quella della linea ferroviaria interrotta e bloccata dalle costruzioni di un gruppo di delinquenti ma trovo personalmente che la trama sia buona ma non ottima. In certi frangenti trovo che si dilunghi un po troppo e che annoi un tantino. Resta di fatto che il soggetto sia eccellente ma che non sia sviluppato in una storia epica come altre.

La trama è "disinvolta": i cattivi sono cattivi, ma sono anche ben poco consistenti, questi cattivi. Jerry non sa far altro che prenderle

D'accordo anche qui. I cattivi non sono di quelli carismatici e che mettono in difficolt? i nostri. La situazione a Canyon Diablo da come viene descritta sembra infernale ma poi Tex & Co. mettono tutto a posto con apparente semplicit? e senza mai essere messi in seria difficolt? dai cattivi di turno.

Per non parlare del ricatto, congegnato brillantemente proprio durante la presenza di Tex in paese; hanno scelto proprio il momento opportuno, questi cattivoni brillantissimi.

Ecco questo secondo me stona un po con la trama. Centra poco con lo scorrere della storia. I disegni di Muzzi sono carini ma non mi entusiasmano troppo. Soggetto 10Trama 7,5Disegni 7
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  • 2 years later...

Che dire di questa avventura se non che è stata ben costruita,ben disegnata (ahhhh,le colts di Muzzi....),con un quartetto di "sacramenti" DURISSIMO. Fossi stato nei panni di Clebber,una volta recuperato il dinero rubato dagli ex-soci,avrei chiuso baracca e burattini e me ne sarei andato via con miss Bond...ma,tant'è...Mai come in questa sceneggiatura ho trovato Tiger così loquace,addirittura utilizzando frasi come "...a me e a tuo figlio si torcono le budella dalla fame...".  Voto 8.5

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  • 3 years later...

Storia epica,una delle migliori del filone "cittadino".come non si.può provare un brivido quando Tex affigge per tutto Canyon Diablo l avviso di sfratto ai delinquenti...quando riduce un colabrodo il Devil s LUke con una sparatoria da manuale...oppure quando il treno devasta il Devil Luke o,come dice Tex,disinfesta quel nido di pidocchi!in questo episodio si ha la summa del vero Tex Glbonelliano prima maniera.la stella bucata sulla giacca,a simboleggiare che non sempre la forma è sostanza,ma che la legge va sempre difesa (cosa fa quella stella di latta bucata sulla giacca?-chiede uno dei banditi-riposta:prende aria!)

Un frasario tipicamente texiano!

Poi certo,alcune incongruenze ci sono.non viene spiegata l attività delinquenziale di Clebber,ma questo per me è secondario.cio che conta è la capacità di Tex di essere un ciclone della giustizia che travolge SOLO il male e non l intero paese.la capacità di Tex di prendere decisioni ultrarapide,di capire immdiatamente dove sta il male,di non prendere ordini ciechi dalla compagnia ferroviaria che sarebbe disposta anche a distruggere l intero paese,mentre Tex vuole dividere i buoni dai cattivi cittadini...(Lena:lei distrugge le case e poi cerca di rimeterle in piedi;Tex:no,io cerco di far fuori i delinquenti che vi dimorano e di salvare la gente per bene;se vedo un disgraziato minacciato ho gia la colt che sputa piombo caldo,etc...).ecco,questa magnifica storia è la summa delle caratteristiche principali di Tex.capolavoro assoluto

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  • 2 months later...

Capolavoro tra le cittadine, probabilmente leggermente superiore a "La caccia", con una parte iniziale semplicemente fenomenale ed una seconda un pò più fiacca ma che si conclude magistralmente.
Voto alla storia: 9,4
Voto ai disegni: 8,5

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  • 1 month later...

Le cittadine del Far West, con le loro polverose main street, affollati e fumosi saloon, operose botteghe e sfilze di costruzioni in legno, spuntate come funghi attorno le vie principali, hanno da sempre stimolato l'immaginario degli appassionati del genere e ispirato grandi opere, sia letterarie che cinematografiche. Ovviamente, tale location non poteva mancare nel fumetto western nostrano per antonomasia, tanto è vero che spesso Bonelli ha ambientato alcune delle sue sceneggiature tra quartieri cittadini, sceriffi, gambler e manigoldi vari. Non tutte, però, hanno il fascino della storia in questione e mi unisco al coro di chi sostiene che "Una stella per Tex" sia la sua migliore creazione in tal tema. Sebbene il soggetto non brilli di grande originalità, Bonelli ha il pregio di sfornare un episodio scoppiettante con Tex in grandissimo spolvero e tante trovate compositive degne di nota. Azzeccata l'idea di far accettare la stella di sceriffo al nostro eroe sotto falso nome, da qui il via ad alcune scene esilaranti quali l'ultimatum affisso fra le vie del paese, il trattamento ai due teppistelli giunti con la diligenza e non ultimo, la finta sparatoria fra i pards, atta a eliminare il bounty killer assoldato da Clebber, ovvero il villain principale del paese. Sorvolando su altre sottotrame e qualche leggerezza, si arriva alla scena finale della locomotiva kamikaze lanciata contro il saloon posto all'estremità della linea ferrata interrotta: piano davvero spericolato, ideato dal ranger per spazzare la feccia del paese e poter così permettere alla compagnia ferroviaria di riprendere i lavori. Non so a voi, ma personalmente questo epilogo esplosivo mi ha sempre favorevolmente impressionato ed evidenzia che "mostro" di fantasia fosse il grande Bonelli. Purtroppo i disegni non certo eccelsi di Muzzi, giunto alla sua ultima prova texiana, e la scarsa valorizzazione di Clebber, che alla fine si mostra un bandito poco memorabile, mi inducono ad assegnare un voto in meno alla valutazione complessiva. Il mio voto finale è 8  

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  • 1 year later...

Finalmente una grandissima storia dopo alcune poco emergenti . Durante tutta la storia sono rimasto col fiato sospeso dall'inizio alla fine , ho trovato molto azzeccato che Tex diventasse sceriffo a Canyon Diablo : un paese di furfanti costruito abusivamente sul territorio della compagnia ferroviaria . Sparatorie a non finire , grandissimi dialoghi e nemici che muoiono come formiche sono solo alcune delle componenti di questa bellissima avventura . Avventura che tra l'altro non gode di grande originalità nei nemici (il solito signorotto del paese e i suoi scagnozzi 😱 ) ma che si lascia leggere molto volentieri . La scena più epica penso che sia quando il treno a tutta velocità deraglia e va a schiantarsi contro il devil's luck . Forse proprio il fatto Tex e i pards non abbiamo avuto praticamente nessuna difficoltà né nello stendere i nemici né avendo imprevisti che possano generare grandi colpi di scena sia un difetto della trama . 

STORIA : 9

DISEGNI : 6

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Mefisto dice:

Forse proprio il fatto Tex e i pards non abbiamo avuto praticamente nessuna difficoltà né nello stendere i nemici né avendo imprevisti che possano generare grandi colpi di scena sia un difetto della trama . 

In realtà il bello di questa storia è che Tex,da vero giustiziere,non accetta in modo asettico la stella...Tex diventa sceriffo alla sua maniera, accettando l incarico dalla compagnia ferroviaria ma "dividendo"i buoni dai cattivi e gestendo a suo modo l incarico,senza per questo divenire un mero esecutore prezzolato...ti sei mai chiesto perché la stella sia bucata?per Tex la stella non ha valore in sé ma acquisisce valore solo se appuntata al petto di un uomo integerrimo.qui Tex dimostra il suo lato duro di uomo tutto di un pezzo...da manuale Texiano quando dice che per lui ogni uomo è uguale indipendente dal colore della pelle, purché rispetti la legge...

 

<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Mefisto dice:

Avventura che tra l'altro non gode di grande originalità nei nemici (il solito signorotto del paese e i suoi scagnozzi 😱 )

Hai detto nulla!un mascalzone come Clebber che può contare su 40 scampaforche 🤠😆...li ho contati.forse non interessantissimi i cattivi,ma la storia in sé dimostra che Tex è un uomo che non si tira mai indietro quando c è da riparare un torto...averne sempre di storie così

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  • Sceriffi

Gran storia questa! E, tra l'altro, grandissime copertine!

 

Mi avete fatto venire una gran voglia di rileggermela :D

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  • 2 weeks later...
On 15/6/2012 at 17:28, Leo dice:

La trama è "disinvolta": i cattivi sono cattivi, non importa sapere perchè. In definitiva, sappiamo solo che a Canyon Diablo si ammazzano gli sceriffi per continuare con lucrosi affari illeciti, ma stavolta GLB non si sforza neanche di inventarsi in cosa essi consistano realmente (se traffico d'armi, o di contrabbando di whisky con gli indiani, o rapine, ecc). Sono affari sporchi, e tanto basta, e i cattivi sono cattivi. Punto. Ma sono anche ben poco consistenti, questi cattivi. Jerry non sa far altro che prenderle, mentre mister Clebber assolda sicari su sicari a dir poco ridicoli (Black Larry mi ricorda tanto il Mortimer dei Trinit?, per intenderci, mentre la posse assoldata sul finale si ritrova addirittura a recitare la parte degli spazzini che ripuliscono le macerie del saloon). Per non parlare del ricatto, congegnato brillantemente proprio durante la presenza di Tex in paese; hanno scelto proprio il momento opportuno, questi cattivoni brillantissimi. E chiedono nientepopodimeno che DIECIMILA DOLLARI. Più tardi, però, GLB dimentica questa esorbitante cifra, e li fa diventare solo MILLE ( a meno che sulla versione originale non fossero mille, e su TuttoTex non siano poi diventati diecimila: Una stella per Tex ce l'ho infatti come TuttoTex - e qui la cifra è diecimila - mentre Canyon Diablo è un trestelle - e la cifra è mille). Ma, quale che sia la cifra, ideare il ricatto con Tex in paese che già sta spazzolando tutti è idiozia pura... E se Daniel è ricattato, Keno, che è colui che ha assoldato Tex e con il quale i fuorilegge dovrebbero essere quindi più arrabbiati, è lasciato libero e tranquillo per il paese, e nessuno lo infastidisce, e soprattutto nessuno pensa a collegare Keno a Tex, nonostante i due cenino insieme amabilmente quasi ogni sera. Ma di distrazioni questa storia è zeppa: durante la loro fuga dopo aver derubato Clebber, Jerry e Slim (le grandi menti del ricatto) attentano alla vita del loro ricattato, ricevendo una robusta dose di piombo da Tex e pards nel cuore della notte. E' strabiliante come, di notte, e in quello sputo di paese, nessuno senta gli spari, tanto meno Clebber, che se la ronfa della grossa e si accorge di essere stato derubato solo la mattina dopo!

 

Mi auto-quoto: storia "disinvolta", un po' debole in alcuni passaggi, oggi come allora ho avuto questa sensazione di fondo.

 

On 17/6/2018 at 13:54, Barbanera dice:

come non si.può provare un brivido quando Tex affigge per tutto Canyon Diablo l avviso di sfratto ai delinquenti...quando riduce un colabrodo il Devil s LUke con una sparatoria da manuale...oppure quando il treno devasta il Devil Luke o,come dice Tex,disinfesta quel nido di pidocchi!in questo episodio si ha la summa del vero Tex Glbonelliano prima maniera.la stella bucata sulla giacca,a simboleggiare che non sempre la forma è sostanza,ma che la legge va sempre difesa (cosa fa quella stella di latta bucata sulla giacca?-chiede uno dei banditi-riposta:prende aria!)

Un frasario tipicamente texiano!

 

Però poi provi i brividi di cui parla Barbanera: probabilmente Una stella per Tex è una delle storie migliori tra quelle appartenenti alla categoria "Tex arriva e le suona tutti". Oggi non le darei più sette, come feci otto anni fa: per il finale adrenalinico, per i dialoghi puramente texiani, per le tante trovate, oggi le assegnerei un otto pieno.

 

Muzzi non delude nemmeno stavolta, sempre molto efficace.

Edited by Leo
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  • 1 year later...

Il pregio maggiore di questa storia è il divertimento che procura.

Ritmo incalzante, un Tex più risoluto e dinamico che mai e una bella pulizia in un covo di farabutti come Canyon Diablo.

Situazioni come queste (penso tra le altre a "Gilas") mi hanno sempre intrigato tantissimo. Anche se qui l'eroe non è solitario ma accompagnato dai tre inseparabili pard (in gran spolvero tra l'altro), mi piace come faccia cadere rapidamente le certezze e la sensazione di intoccabilità degli antagonisti che, di sicuro, non si aspettano un avversario come Tex.

L'apprezzamento a questa storia va oltre un soggetto non particolarmente originale e a villains di una pochezza disarmante; tolta l'ambigua Lena Bond (comunque figura di secondo/terzo piano) il resto suscita addirittura compassione per come venga continuamente sbatacchiato e umiliato da Tex.

Il nostro ranger qui è in versione deluxe: duro, spietato, totalmente determinato, perfino gradasso se non addirittura smargiasso in alcune occasioni.

Ha quell'arroganza che calza a pennello in queste occasioni, dove non si può usare il fioretto ma occorre andare decisi e diretti.

I dialoghi di GLB sono, come capita di frequente, la ciliegina sulla torta: brillanti, spassosi, ben esplicativi della statura del nostro Tex.

Il 12/7/2020 at 10:44, Leo dice:

Muzzi non delude nemmeno stavolta, sempre molto efficace.

Raro caso in cui non concordo con @Leo.

Il tratto di Muzzi non mi piace proprio, a me delude praticamente sempre.

Non a caso suoi sono i disegni di quelli che ritengo gli albi peggiori di questo secondo centinaio, ovvero la sconclusionata "Dama di picche" e l'insipido "Ultimo poker".

Tra l'altro lo stesso Muzzi dichiarò di sentirsi poco a suo agio con Tex che non sentiva particolarmente "suo".

A peggiorare le cose i ritocchi al viso di Tex fatti da Galep che, in diversi casi, hanno proporzioni decisamente errate (corpo piccolo per una testa troppo grande e viceversa).

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Juan Ortega dice:

Il pregio maggiore di questa storia è il divertimento che procura.

Ritmo incalzante, un Tex più risoluto e dinamico che mai e una bella pulizia in un covo di farabutti come Canyon Diablo.

Situazioni come queste (penso tra le altre a "Gilas") mi hanno sempre intrigato tantissimo. Anche se qui l'eroe non è solitario ma accompagnato dai tre inseparabili pard (in gran spolvero tra l'altro), mi piace come faccia cadere rapidamente le certezze e la sensazione di intoccabilità degli antagonisti che, di sicuro, non si aspettano un avversario come Tex.

L'apprezzamento a questa storia va oltre un soggetto non particolarmente originale e a villains di una pochezza disarmante; tolta l'ambigua Lena Bond (comunque figura di secondo/terzo piano) il resto suscita addirittura compassione per come venga continuamente sbatacchiato e umiliato da Tex.

Il nostro ranger qui è in versione deluxe: duro, spietato, totalmente determinato, perfino gradasso se non addirittura smargiasso in alcune occasioni.

Ha quell'arroganza che calza a pennello in queste occasioni, dove non si può usare il fioretto ma occorre andare decisi e diretti.

I dialoghi di GLB sono, come capita di frequente, la ciliegina sulla torta: brillanti, spassosi, ben esplicativi della statura del nostro Tex.

Raro caso in cui non concordo con @Leo.

Il tratto di Muzzi non mi piace proprio, a me delude praticamente sempre.

Non a caso suoi sono i disegni di quelli che ritengo gli albi peggiori di questo secondo centinaio, ovvero la sconclusionata "Dama di picche" e l'insipido "Ultimo poker".

Tra l'altro lo stesso Muzzi dichiarò di sentirsi poco a suo agio con Tex che non sentiva particolarmente "suo".

A peggiorare le cose i ritocchi al viso di Tex fatti da Galep che, in diversi casi, hanno proporzioni decisamente errate (corpo piccolo per una testa troppo grande e viceversa).

 

Beh, Juan, non andiamo d'accordo su più di qualcosa allora... ;)

L'ultimo poker e la Dama di picche le ritengo due tra le storie più belle del centinaio d'oro, anche per un Muzzi decisamente efficace. Inizialmente il disegnatore non mi piaceva. La faccia di Tex posticcia è poi qualcosa di inguardabile, il classico rimedio peggiore del male. I tempi erano quelli, l'ansia dell'editore per la buona salute del suo personaggio comprensibile, come altrettanto comprensibile è la frustrazione di Muzzi. Col tempo, ho cominciato ad apprezzare lo stile del disegnatore, dinamico e scattante, brillante anche nel far recitare i personaggi, per quanto i suoi volti siano a volte troppo stilizzati. Insomma, invecchiando l'ho apprezzato, mentre in gioventù non mi piaceva. 

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Qui siamo nel picco della saga. Per qualche anno ho pensato che meglio di così non si potesse fare.

Dialoghi, sequenze, soggetti, disegni... tutto sempre godibile, e questa non fa eccezione.

Con qualche episodio successivo ci si arriverà vicino, ma la qualità di questa epoca resta ancora insuperata.

Con questa avventura Muzzi si congeda senza lode e senza infamia, certo quelle poche vignette in

cui Tex è il suo Tex ai tempi poteva dar fastidio, mentre oggi è proprio il volto galeppiano a non centrare nulla.

Solo oggi mi rendo conto che era una operazione che oggi si fa incollando in cgi il volto dell'attore allo stunt-man,

oppure cambiare in post produzione la voce o i dialoghi (cose che un attento osservatore nota subito disgustato).

La copertina del 182 non è perfetta (anzi) ma è iconica e quasi entrata nell'immaginario, viste le

molte volte in cui è stata riutilizzata.

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