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[Texone N. 36] La vendetta delle ombre


Sam Stone
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A me, come già detto, SPOILER non è piaciuta la scena dal dottore, con Tex che si libera in quattro e quattr'otto nonostante l'arsenico e poi il dottore che lo guida a trovare i sali (come fosse zio paperone che rinviene con i sali aromatizzati all'oro), e poi i vari svenimenti di Tex qua e là...insomma tutto un pò ridicolo questo...per il resto mi è molto piaciuto tutto o quasi. Non mi disturbano le storie magiche o comunque un pò freak, basta non siano esagerate. A patto, chiaramente, di sapere che abbiamo a che fare con Borden, e quindi con qualcuno a cui piace toccare i limiti di Tex. Da altri difficilmente accetterei storie così poco Texiane, ma Borden le scrive bene, c'è poco da fare.

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<span style="color:red;">39 minuti fa</span>, borden dice:

Non dico altro, perchè sono sconcertato da certi ragionamenti. Siamo arrivati a pontificare sul fatto che dei borghesi imbolsiti non possano meditare una vendetta.

 

Piano con lo sconcerto ;) Prima di tutto io non pontifico, ma do opinioni, e poi io non ho detto che "dei borghesi imbolsiti non possano meditare vendetta". Io ho scritto:

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

Non sono più quei pionieri che lottavano per il loro "lebensraum" (il loro spazio vitale); non si contendono più la terra, non sono esasperati dalla vicinanza con quell'elemento estraneo. Si sono anche imborghesiti, possibile che non riescano a sopportare un circo itinerante che di lì a qualche giorno se ne andrà da qualche altra parte? (per inciso, il discorso dello sceriffo è piaciuto molto anche a me, è una perfetta giustificazione di certi sentimenti umani ancora attuali, come ben dice Piombo Caldo, il razzismo, la paura del diverso, ecc.;)

 

Non hanno più l'urgenza distruttiva che avevano vent'anni fa. Questo ho detto. E ci sta che facciano la spedizione punitiva. Ciò che a me non piace è - ma l'ho detto tante volte - che loro la facciano senza certezze: fare una seconda strage è un atto gravissimo, esorbitante, spropositato. Trovo incredibile che la pianifichino senza certezze. Larrimer ci è arrivato, dice Borden? Per me Larrimer può solo avere un sospetto, magari forte, ma da qui a pianificare una strage a mio parere ce ne corre. E dall'altra parte, specularmente, c'è Shado che pianifica un'altra strage, tanto insensata quanto folle: legittima scelta narrativa, che personalmente non apprezzo. 

 

<span style="color:red;">54 minuti fa</span>, pecos dice:

Beh non voglio convincerti @Leo :smile: Però mi piace discutere con te perché sei uno che tiene il punto e argomenta sempre con concretezza e ragionevolezza.

 

stessa cosa per me pard. E' sempre un piacere parlare con te ;) 

 

<span style="color:red;">55 minuti fa</span>, pecos dice:

Questo è il punto, per me sono ancora più marci di prima, proprio perché hanno paura che qualcuno di estraneo possa distruggere il giardino dorato che si sono costruiti (con il sangue innocente). Non sono lacerati dal rimorso; lo sarebbero se fossero pentiti di ciò che hanno fatto, ma sono invece convinti di aver agito per il bene. È questo che li rende odiosi, più odiosi di Shado ed il suo circo.

 

D'accordissimo. Mi hanno ricordato Il Colonnello Watson. Quando Tex lo bracca, Watson ha un impeto di rabbia e ai suoi sodali che lo pregano di calmarsi, Watson risponde, esasperato: "sto difendendo il lavoro di una vita, Harry". Il lavoro di una vita. Un lavoro di cui Watson è sinceramente orgoglioso, non rendendosi nemmeno conto che è arrivato dov'è solo grazie al sopruso e alla sopraffazione. Ai suoi occhi, Watson è solo il più forte in un luogo in cui vige la legge del più forte, i suoi soprusi sono atti meritori, crede sinceramente di essere nel giusto e non accetta che Tex metta in discussione il frutto dei suoi anni di fatiche.

 

E ci sta quindi che i cittadini di Cedar Grove difendano strenuamente il loro "lavoro di una vita". Come ho detto sopra, però, avrei voluto che, prima di pianificare un eccidio, avessero la certezza e non solo sospetti che il Carnival per loro rappresentava un pericolo mortale.

 

<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, pecos dice:

Questa è anzitutto una storia d’atmosfera. Regnano ad ogni pagina sensazioni di inquietudine e di paura: il terrore negli occhi di Dorado, le premonizioni di Madame Zara (una dama di picche tra le sue carte è decisamente evocativa per noi lettori texiani). E soprattutto il buio delle anime dei maggiorenti della città - l’oscurità è oscurita della coscienza e della ragione; le “ombre” che accompagnano l’Indian Carnival diventano una raffigurazione delle tenebre dell’ignoranza in cui vivono i cittadini di Cedar Grove, legati al loro orticello e chiusi, impauriti di fronte all’altro, al diverso della cultura indiana.
Mi ripeto, onore al merito di Carnevale perché il lavoro che ha fatto nel riprodurre quell’atmosfera per immagini è strepitoso.

 

Lettura molto bella. Mi piace molto.

 

<span style="color:red;">25 minuti fa</span>, pecos dice:

1) Come Leo, ho trovato straniante ed inaspettata la scelta di far fuori subito il cacciatore di taglie, che sembrava dover diventare il classico comprimario boselliano, un po’ grigio ma alla fine non cattivo. Così ci è stato presentato, conoscendo Borden avrei scommesso che alla fine si sarebbe alleato con Tex, e invece…

 

Anch'io ho trovato che ci sia poco equilibrio tra la scena di nove pagine in cui il bounty hunter parla con Madame Zara e poi la sua prematura fine.

 

<span style="color:red;">26 minuti fa</span>, pecos dice:

2) Madame Zara: gran bel personaggio, che non mi dispiacerebbe rivedere in qualche comparsata futura. Un punto che non ho capito della trama è però come sia finita per unirsi all’Indian Carnival: sbaglio o non è spiegato?

 

La rapiscono per farla esibire come chiromante. E' costretta a farlo.

 

<span style="color:red;">27 minuti fa</span>, pecos dice:

3) Sui pezzi grossi della cittadina mi sono già dilungato in altri post, ma ribadisco come diano una rappresentazione impietosa e perfetta di una cultura ed un modo di pensare che, anche oggi, devono far riflettere.

 

Verissimo. Il discorso dello sceriffo è tanto semplice quanto attuale: da incorniciare, pur nella sua "mostruosa" semplicità.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Betta 53 dice:

E' il senso dell' imminente tragedia e di quella sconosciuta che piano, piano si disvela, a rendere ottimo questo texone.

Nessuna incongruenza, ma come tutte le storie di Boselli, bisogna leggere le vignette con calma, metabolizzare gli indizi per capirne le sfumature, i segnali e il senso della storia.

Tutte cose che nella fretta di leggere il nuovo texone, tendiamo a non percepire.

E' solo alla seconda lettura, con più calma che ogni pezzo va al suo posto nel puzzle.

Un puzzle che configura una storia di vero West, le praterie, le città vive e abbandonate, la difficile, se non impossibile, convivenza tra nativi e bianchi, gli indovini e gli imbonitori girovaghi, i killer dediti all' arricchimento facile, la violenza a cui si ricorrere per risolvere i problemi e una lezione sulle tradizioni indigene.

 

Non credo che una seconda rilettura mi farà cambiare idea, né credo di non aver letto con la debita calma. Tuttavia, pur non condividendolo, trovo questo commento molto suggestivo, e sono contento che altri, come Betta o come Pecos, abbiano parole alate per questo Texone. Io non posto mai volentieri delle critiche a una storia, anche se mi faccio un punto d'onore di non celare nulla delle mie impressioni, negative o positive che siano: mi parrebbe scorretto, non so come dire.

 

Ma quando un lettore (o una lettrice, come in questo caso) postano commenti in cui descrivono con dovizia le loro impressioni e hanno amato la storia appena letta, non posso non essere contento perché significa che il lavoro dell'autore, con alcune eccezioni alle quali ahimé appartengo, ha fatto nuovamente centro. E chi non è contento, se la prende in quel posto ;) 

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Finito di leggere questo Texone, che nel complesso mi è piaciuto molto.

 

 

 

 

 

POSSIBILE SPOILER
 

 

 

 

 

Mi trovo particolarmente d'accordo con le considerazioni espresse nel suo ultimo post da Pecos, in particolare, con la sottolineatura che si tratti di una storia d'atmosfera. Anch'io stavo per scrivere questa stessa cosa, perché mi pare la chiave di lettura prioritaria per questa storia. Vorrei solo aggiungere qualcosa alle sue considerazioni.

Anzitutto, un elemento che mi è piaciuto molto, che in parte controbilancia il tratto fortemente "dark" di questa narrazione, ma che fa sempre parte dell'atmosfera complessiva. Ossia il fatto che, quando l'Indian Carnival giunge a Cedar Grove vediamo per la prima volta i suoi membri tramite la prospettiva di due ragazzi (Billy e Jimmy), che anzitutto si imbattono per caso in un volantino pubblicitario portato dal vento, che reclamizza lo spettacolo. E, poco per volta, cogliamo la trepidazione dei due fratelli, eccitati da questa novità (in un paese che verosimilmente vede scorrere i giorni in modo monotono) e che si aprono con stupore all'arrivo di questo "circo" con senso di meraviglia misto a paura (vista la localizzazione in una collina "maledetta"). Belle anche le "punzecchiature" fra i due fratellini, che in parte ci richiamano quelle fra i due pards a noi più familiari. E comunque noi siamo invitati a guardare quei carrozzoni e tendoni, brulicanti di attività e di fervida preparazione, dall'alto, attraverso i loro sguardi incantati, pervasi anche di quel senso misterioso e inquietante di ciò che è malvagio ma che al tempo stesso attira. Non è forse questo l'atteggiamento che è un po' chiesto al lettore per gustare una storia di questo tipo, almeno all'inizio? Ossia, lasciarsi andare a queste suggestioni in cui mistero, superstizione e negatività si intrecciano con piani criminali portati avanti con ferma determinazione, ma senza che la linea di demarcazione appaia subito in modo nitido. Certo, la comparsa di Tex contribuirà a chiarire le cose e a far in gran parte luce sui misteri, ma senza eliminarne del tutto alcune suggestioni di forte impatto emotivo.

La vendetta di Shado e dei suoi indiani è certo pensata in modo molto crudele e ingiusto: tutto sommato, però, un merito ulteriore di questa sceneggiatura mi pare quello di introdurre una nota non dico di simpatia, ma quanto meno di non preventiva riprovazione totale verso Shado. Francamente, non lo ritengo un folle nel suo articolato e complesso progetto; a me pare piuttosto un fanatico (poi possiamo discutere se non ci sia un pizzico di follia nel fanatismo...), che in modo intransigente si è votato ad una causa ritenuta irrinunciabile e intrinsecamente giusta, con un'evidente forzatura rispetto ad un'idea di giustizia, come emerge dal suo confronto con Tex. Però, se si paragonano Shado e i suoi seguaci con i "normali" borghesi di Cedar Grove, io non riesco proprio a prendere le parti per questi ultimi (ovviamente, sto parlando dei partecipanti al massacro di oltre vent'anni prima), che ritengo tutto sommato peggiori rispetto agli indiani, con la loro violenta prosopopea di difensori della "civiltà" e dei loro interessi, contraddistinti dalla spocchiosa convinzione di essere padroni nella presunta casa "loro" (che oltretutto, tale non era affatto). E qui, tra l'altro, colgo una stoccata lanciata con classe ad atteggiamenti non tanto dissimili che possiamo riscontrare anche ai giorni nostri... 

Certo, poi compare Tex a rimettere in ordine le cose e a ribadire quanto totalmente inadeguato e inaccettabile sia l'atteggiamento dei fanatici (peraltro tutt'altro che idealisti, collusi come sono con dei volgari rapinatori) e a ribadire un senso di giustizia ben più solido e attendibile. Ma al comparire dei quattro pards anche il gruppo legato a Shado si sfalda in parte, facendo emergere almeno due/tre personaggi non negativi e anzi particolarmente interessanti per lo svolgimento, anche qui rompendo uno schieramento rigidamente compatto (buoni/cattivi) e mostrando qualche ulteriore sfumatura nei vari schieramenti.

 

  • +1 1
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On 20/6/2020 at 13:58, Apache.kid dice:

Non solo la copertina, albo spettacolare e ritmo incalzante fino all'ultima pagina. 

Complimenti vivissimi a Mauro Boselli per come è riuscito a tenere alta la tensione fino all'ultimo, storia e disegni impressionanti per bellezza, e complimenti anche a Carnevale, perché la sua arte e perfetta per l'atmosfera della storia. 

 

On 20/6/2020 at 19:09, Leo dice:

 

Mi fai morire con questi tuoi commenti di vita vissuta :D :D :D 

 

Comunque ho letto anch'io il Texone. Nel seguito ci saranno SPOILER

 

SPOILER

SPOILER

SPOILER

 

Inizio molto inquietante, come ci si poteva attendere da questa storia. Sia la sequenza nella casa nella prateria di Cedar Grove che la scena successiva del bounty hunter sono gran bei pezzi ed anzi devo ammettere di esserci rimasto molto male quando, dopo ben 15 tavole in cui ad essere protagonista in solitaria è stato Jim Barker, questi viene ammazzato come un cane rabbioso: le nove tavole nove dedicate al dialogo tra questi e Madame Zara, con il cacciatore di taglie simpatica canaglia, scaramantico sì ma troppo razionale per fidarsi della bella chiromante, già mi avevano fatto pregustare una parte di questo personaggio nella storia, e vederlo liquidato così mi ha sinceramente deluso.

 

La storia però continua a filare bene, a un certo punto entrano in scena anche Kit e Tiger che in questa storia sono abbondantemente sugli scudi, così che non potranno essere delusi gli amanti delle storie con tutti i pards insieme. Notevole è la scena a Cedar Grove, in cui prima Boselli cita sé stesso con l'insofferenza di Carson nei confronti del barbiere chiacchierone (come dimenticare il barbiere di Tucson de Il Passato di Carson? :D ), poi con la parata lugubre animata da un corteo di folli che generano inquietudini nella maggioranza della popolazione e destano sospetti in una minoranza dalla coscienza sporca: ecco, questa è la parte che mi ha convinto di meno, francamente. Questa parata mette in allarme la sparuta minoranza di pionieri che in passato si erano macchiati di un orribile eccidio. Inoltre, lo sceriffo della città mette in collegamento il feticcio di morte rinvenuto qualche mese prima nella casa di Collins e Meade con quello strano circo: ma, a parte il fatto che entrambi gli elementi hanno a che fare con gli indiani, non è un po' troppo forzato che un duplice omicidio di alcuni mesi prima sia messo in correlazione con una parata circense? Su quali elementi?  E' possibile che, sulla base di un legame così labile, i maggiorenti della città decidano di punto in bianco di massacrare i componenti del "carnaval"? Questo per me è un punto incerto della storia.

 

Nel prosieguo, la trama regala ancora altri grandi momenti: la cattura di Tiger Jack, la molto classica ma sempre suggestiva scena del labirinto degli specchi, la spettacolare visita dei serpenti nella stanza dei nostri (da brividi! anche Tex aveva la mascella contratta dal terrore, per una volta :D ), l'infortunio occorso a Carson e la messa fuori combattimento di Tex: insomma, un'orchestrazione perfetta che tiene il lettore col fiato sospeso e letteralmente divorato dalla voglia di andare avanti, con i nostri una buona volta messi in estrema difficoltà da avversari insidiosi perché sfuggenti: il buon medico, un serpente velenoso, un'inquietante strega, un ambiguo impresario circense. 

 

Poi, però, c'è di nuovo qualcosa che non mi piace: si badi, non sto parlando di scene sbagliate o di errori di sceneggiatura o altro, ma solo del mio personalissimo gusto che non mi porta ad apprezzare molto le persone pilotate durante uno stato di trance, cosa che inizialmente riguarda solo il banchiere e signora, ma dopo si estende a tutti gli spettatori sotto il tendone e la cosa mi è parsa francamente eccessiva per il tipo di lettore che sono io. Mentre non mi è parsa ridicola la scena citata da @valerio circa Tex che riesce a rialzarsi nonostante lo stato di sedazione: forse questa è poco credibile quanto quelle altre sopra da me citate sull'ipnosi o sui ragni che escono dal nulla, ma a me quella non ha dato fastidio, a differenza di queste che mi paiono un po' troppo fantastiche per i miei gusti.

 

Il finale: molto bella la sequenza del duello con i fratelli Fortune, con Kit che ne vedeva due :D :D :D ; d'impatto la scena nel tendone con il sacrificio del predicatore e dello sceriffo: è vero che poco fa ho scritto che mi fa storcere il naso che tutta la folla sia lì paralizzata da qualche ignota e poco credibile forza, ma è altrettanto vero che la scena ha una sua potenza ed è destinata a restare ben impressa nella mente del lettore.

 

In conclusione, sono soddisfatto a metà, non tanto per la qualità della storia quanto per i miei personali gusti in tema di storie western. I disegni mi sono piaciuti molto.

 

<span style="color:red;">7 ore fa</span>, kento dice:

A me questo texone è - moderatamente - piaciuto. :)

 

Alcune scene mi hanno suscitato qualche perplessità (l'apatia degli abitanti del villaggio, le motivazioni un po' pretestuose per cui i due banditi si aggregano all'Indian Carnival), ma nel complesso è stata una lettura divertente ed appassionante.

Mi ha intrigato soprattutto vedere Tex e gli altri alle prese con avversari tosti, in grado di metterli davvero in difficoltà.

Qualcuno dotato di una memoria migliore della mia magari ne avrà la certezza. ma credo sia la prima volta in 72 anni che 

SPOILER

 

i pards vengono catturati tutti e quattro contemporaneamente! :indiano:

Cercare di scoprire come ne possano venir fuori è uno di quei  piccoli piaceri da lettori che valgono il prezzo del biglietto. :)

FINE SPOILER

 

Tutti i lettori hanno una sensibilità diversa, così ci sta che ad alcuni questa storia non piaccia (prima parte un po' lenta, qualche trovata eccessiva, ecc.), ma sul web leggo delle recensioni che fanno venire il latte alle ginocchia... Come se, per alcuni, Tex sia una specie di supereroe: non può sbagliare, non può essere catturato, deve sbarazzarsi con irrisoria facilità di qualsiasi tipo di avversario.. Che noia sarebbe un personaggio così (cosa che il Tex di GL Bonelli non è MAI stato, fortunatamente)? Per me invece l'importante è che, se viene messo alle strette, lo sia da avversari degni di questo nome e che se ne tragga fuori da par suo. 

 

Carnevale ha fatto un ottimo lavoro, personalmente gli preferisco (almeno) una decina di disegnatori dello staff, ma la qualità delle sue tavole è indiscutibile.

 

Una menzione anche per i bei editoriali di Frediani e Barbieri. :)

 

 

 

 

 

<span style="color:red;">7 ore fa</span>, valerio dice:

Mah, vedo molte critiche. Sinceramente, penso che molte critiche siano condivisibili, ci sono punti che fanno acqua, e in più c'è l'elemento magico che a molti non piace, c'è persino qualche cattura di troppo forse, però la storia è davvero bella. Io se la storia è così bella e interessante passo sopra a molte cose. Poi Borden, lo sappiamo, fa il suo Tex. E' chiaro che una storia del genere, scritta così, non ci sarebbe mai stata con gli autori precedenti. Il Tex di Borden (ha ragione chi lo dice, secondo me)è un Tex che ferme restando le caratteristiche base dei 4 pard, è molto molto diverso da tutto ciò che lo ha preceduto e si capisce che molti possano esserne ancora oggi spiazzati.

Però una storia come questa è avventurosa, interessante e quasi cinematografica. Borden ha soverchiante fantasia, arrivo a dire che è sprecato per Tex. Tex è iperclassico e con paletti precisi, oltre che con svolgimenti abbastanza standard, e ogni innovazione o anche solo "complicazione" della trama può essere complesso e va fatto con estrema maestria.

Fortunatamente Borden ha maestria e molte volte, la maggior parte delle volte, ne esce vincente nonostante esca molto spesso dal seminato.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Betta 53 dice:

Un bel Texone.

 

SPOILER

Una coppia di killer rapinatori che si allea con un gruppo di girovaghi indiani dediti alla vendetta, che però non disdegnano la metà delle rapine.

Una comunità di bianchi prosperata sul sangue di un massacro.

Il legittimo desiderio di vendicarsi di Shado e compagni è ormai una missione di eliminazione di tutti i bianchi, non solo dei colpevoli della strage avvenuta 20 anni prima.

Specularmente per i bianchi artefici della strage la sopravvivenza e la tutela del benessere conquistato spinge a una ulteriore strage di indiani, senza però questa volta lasciare pericolosi testimoni.

Ostaggio di questo odio reciproco sono i cittadini venuti dopo e i girovaghi ignari dei propositi veri di Shado e sodali.

 

I nostri impegnati alla caccia ai fratelli killer che scoprono l' esistenza degli altri assassini.

Il lavoro diviso a coppie e ognuna scoprendo una parte della verità viene catturata e messa in gravi difficoltà.

Ogni coppia riesce a liberarsi e a ritrovarsi nel drammatico finale, dove solo gli innocenti sopravvivono.

FINE SPOILER

 

Alcuni siparietti memorabili con Carson protagonista.

Un Carson più preoccupato di Tex della incolumità degli altri due pard.

Kit istintivo che quasi viene rimproverato da Tiger (ma ha il fiuto del padre e l' intuizione di unirsi ai girovaghi è giusta).

Una storia  di dialoghi e riflessioni, non solo azione.

 

IL MAGICO

L' unica cosa veramente sovrannaturale è la capacità di madame Zara di predire il futuro.

Il resto sono giochi di ombre, specchi, ipnosi che utilizzando vecchie leggende rendono i girovaghi pericolosi avversari.

 

LE AMBIENTAZIONI

Spettacolari, dal pueblo iniziale, al trading post abbandonato, alle pianure battute dal vento e dalla pioggia, alla città con il suo barbiere, il negoziante, il banchiere, il dottore, i carri viaggianti con il gioco degli specchi e il tendone.

Bello vedere gli spolverini di Tex e Carson.

Merito di un ottimo disegnatore che non conoscevo e che rivedrò volentieri in Tex.

 

E' il senso dell' imminente tragedia e di quella sconosciuta che piano, piano si disvela, a rendere ottimo questo texone.

Nessuna incongruenza, ma come tutte le storie di Boselli, bisogna leggere le vignette con calma, metabolizzare gli indizi per capirne le sfumature, i segnali e il senso della storia.

Tutte cose che nella fretta di leggere il nuovo texone, tendiamo a non percepire.

E' solo alla seconda lettura, con più calma che ogni pezzo va al suo posto nel puzzle.

Un puzzle che configura una storia di vero West, le praterie, le città vive e abbandonate, la difficile, se non impossibile, convivenza tra nativi e bianchi, gli indovini e gli imbonitori girovaghi, i killer dediti all' arricchimento facile, la violenza a cui si ricorrere per risolvere i problemi e una lezione sulle tradizioni indigene.

 

Voto ottimo per entrambi, Boselli e Carnevale.

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

Beh non voglio convincerti @Leo :smile: Però mi piace discutere con te perché sei uno che tiene il punto e argomenta sempre con concretezza e ragionevolezza. E anche questa volta hai messo in luce un aspetto a cui non avevo prestato attenzione alla prima lettura, che mi ha portato ad approfondire alcuni punti chiave della trama. Ma, più ci penso, più mi convinco che la sceneggiatura (riguardo a questo aspetto) stia in piedi alla grande :D

 

 

È chiaro che innanzi tutto abbiamo a volte un atteggiamento un po' diverso davanti alle storie; io sono più "di bocca buona", mi faccio andare bene situazioni al limite mentre tu sei molto più attento alla verosimiglianza. Però per dire, mentre trovo coerente questa storia, ho fatto più fatica a digerire l'albo Netdahe, dove

 

  Scopri testo nascosto

i soldati di Atwood si bevono tutto quello che il colonnello dice loro e accettano di sparare sul gruppo di Tex senza una minima verifica. 

 

 

 

Questo è il punto, per me sono ancora più marci di prima, proprio perché hanno paura che qualcuno di estraneo possa distruggere il giardino dorato che si sono costruiti (con il sangue innocente). Non sono lacerati dal rimorso; lo sarebbero se fossero pentiti di ciò che hanno fatto, ma sono invece convinti di aver agito per il bene. È questo che li rende odiosi, più odiosi di Shado ed il suo circo.

 

 

Questo l'ho trovato estremamente attuale. Lo farei leggere nelle scuole.

 

 

 

Come dice Leo, nessuna forzatura in questo. In fondo, i famosi maggiorenti sono ormai un gruppetto sparuto: lo sceriffo, il banchiere, il dottore, il proprietario dell'emporio... La metà degli uomini lanciati all'assalto del circo proviene da un ranch vicino - il cui proprietario è un altro dei partecipanti al vecchio massacro - quindi anche qui nessuno della città avrebbe potuto accorgersene...

 

 

Anche qui, l'azione del veleno dipenderà da quanto il serpente ne ha iniettato nella vittima, per quanto tempo uno è stato morso... Lo stesso Carson si salva perché il serpente che lo ha morso aveva già svuotato la sua riserva di veleno...

 

 

Vedi sopra.

 

 

Colpevole? Lui è colpevole solo della vendetta verso gli autori del massacro, non partecipa al piano criminale di sterminare tutti i cittadini, anzi prende parte attiva per impedirlo. Un po' come nell'altro texone "La cavalcata del morto".

 

 

Beh insomma... non direi che Shado prima fosse sano di mente. Ma perché poi pazzia?

 

Allora...In primis ci sono SPOILER.

Il Texone mi ha preso, l'ho letto a tappe ma in tre giorni, e l'ho portato anche al lavoro!! 

Storia perfetta per Carnevale. Il Kansas con il suo clima, l'indian Carnival con i suoi artisti e i " le ombre". Perfetta simbiosi ed un tratto che cresce sempre di più.

Veniamo al Boss...Ti cattura, mette molto temi sul tavolo(razzismo, intolleranza, diversità, piccola comunità), tratteggia i personaggi. Mi piacciono le storie con i pards in difficoltà (alla fine Shado ha una parziale vittoria), ogni tanto il tocco "sinistro" ci sta benissimo e non trovo "buchi". Però io non sono un lettore attento e l'ho letto solo una volta. Buonissimo Texone, più convincente per me rispetto a quello della Zuccheri e di Majo, inferiore rispetto a Villa. Soprattutto è un Texone molto diverso da quelli citati.

Avendo letto ed apprezzato MV certe storie mi piacciono poi il Boss le costruisce bene.

<span style="color:red;">17 minuti fa</span>, dario63 dice:

Finito di leggere questo Texone, che nel complesso mi è piaciuto molto.

 

 

 

 

 

POSSIBILE SPOILER
 

 

 

 

 

Mi trovo particolarmente d'accordo con le considerazioni espresse nel suo ultimo post da Pecos, in particolare, con la sottolineatura che si tratti di una storia d'atmosfera. Anch'io stavo per scrivere questa stessa cosa, perché mi pare la chiave di lettura prioritaria per questa storia. Vorrei solo aggiungere qualcosa alle sue considerazioni.

Anzitutto, un elemento che mi è piaciuto molto, che in parte controbilancia il tratto fortemente "dark" di questa narrazione, ma che fa sempre parte dell'atmosfera complessiva. Ossia il fatto che, quando l'Indian Carnival giunge a Cedar Grove vediamo per la prima volta i suoi membri tramite la prospettiva di due ragazzi (Billy e Jimmy), che anzitutto si imbattono per caso in un volantino pubblicitario portato dal vento, che reclamizza lo spettacolo. E, poco per volta, cogliamo la trepidazione dei due fratelli, eccitati da questa novità (in un paese che verosimilmente vede scorrere i giorni in modo monotono) e che si aprono con stupore all'arrivo di questo "circo" con senso di meraviglia misto a paura (vista la localizzazione in una collina "maledetta"). Belle anche le "punzecchiature" fra i due fratellini, che in parte ci richiamano quelle fra i due pards a noi più familiari. E comunque noi siamo invitati a guardare quei carrozzoni e tendoni, brulicanti di attività e di fervida preparazione, dall'alto, attraverso i loro sguardi incantati, pervasi anche di quel senso misterioso e inquietante di ciò che è malvagio ma che al tempo stesso attira. Non è forse questo l'atteggiamento che è un po' chiesto al lettore per gustare una storia di questo tipo, almeno all'inizio? Ossia, lasciarsi andare a queste suggestioni in cui mistero, superstizione e negatività si intrecciano con piani criminali portati avanti con ferma determinazione, ma senza che la linea di demarcazione appaia subito in modo nitido. Certo, la comparsa di Tex contribuirà a chiarire le cose e a far in gran parte luce sui misteri, ma senza eliminarne del tutto alcune suggestioni di forte impatto emotivo.

La vendetta di Shado e dei suoi indiani è certo pensata in modo molto crudele e ingiusto: tutto sommato, però, un merito ulteriore di questa sceneggiatura mi pare quello di introdurre una nota non dico di simpatia, ma quanto meno di non preventiva riprovazione totale verso Shado. Francamente, non lo ritengo un folle nel suo articolato e complesso progetto; a me pare piuttosto un fanatico (poi possiamo discutere se non ci sia un pizzico di follia nel fanatismo...), che in modo intransigente si è votato ad una causa ritenuta irrinunciabile e intrinsecamente giusta, con un'evidente forzatura rispetto ad un'idea di giustizia, come emerge dal suo confronto con Tex. Però, se si paragonano Shado e i suoi seguaci con i "normali" borghesi di Cedar Grove, io non riesco proprio a prendere le parti per questi ultimi (ovviamente, sto parlando dei partecipanti al massacro di oltre vent'anni prima), che ritengo tutto sommato peggiori rispetto agli indiani, con la loro violenta prosopopea di difensori della "civiltà" e dei loro interessi, contraddistinti dalla spocchiosa convinzione di essere padroni nella presunta casa "loro" (che oltretutto, tale non era affatto). E qui, tra l'altro, colgo una stoccata lanciata con classe ad atteggiamenti non tanto dissimili che possiamo riscontrare anche ai giorni nostri... 

Certo, poi compare Tex a rimettere in ordine le cose e a ribadire quanto totalmente inadeguato e inaccettabile sia l'atteggiamento dei fanatici (peraltro tutt'altro che idealisti, collusi come sono con dei volgari rapinatori) e a ribadire un senso di giustizia ben più solido e attendibile. Ma al comparire dei quattro pards anche il gruppo legato a Shado si sfalda in parte, facendo emergere almeno due/tre personaggi non negativi e anzi particolarmente interessanti per lo svolgimento, anche qui rompendo uno schieramento rigidamente compatto (buoni/cattivi) e mostrando qualche ulteriore sfumatura nei vari schieramenti.

 

Sì... Il Carnival non è compatto, sono più compatti i "paesani". Poi parlando di atmosfera certe vignette sono spettacolari (gioco di specchi).

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  • Sceriffi

@Diablorojo82, un consiglio: cerca di evitare i quote a catena di messaggi precedenti, soprattutto se lunghi: rendono il forum illeggibile. Quota solo se vuoi commentare quello che ha scritto un altro utente, i quote come li usi tu non hanno tanto senso.

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Storia molto bella e coinvolgente. Boselli riesce sempre ad offrirci contenuti nuovi conservando l'elemento western classico  di Tex . L'inizio è un po' lento  ma il ritmo aumenta  con costanza svelando i vari attori . Tutti ben delineati anche graficamente. Avrei coinvolto maggiormente Silent Foot , presente solo per un piccolo "cammeo" .

Fantastiche le varie "location"  accomunate quasi sempre da un cielo plumbeo , ventoso , nuvoloso, piovoso,...  che caricano l'atmosfera di inquietudine.

Tex  ed i pards  si muovono con la solita attenzione valutando e mettendo insieme i vari pezzi del mosaico. Ho apprezzato il muoversi autonomo di Kit e Tiger.

Ben caratterizzati i vari freaks  legati alle leggende indiane. 

Mi è piaciuto tanto vedere alla fine  Tex e Carson   intontiti  ma comunque capaci di uscirne vincenti. 

Certo ci sono situazioni al limite , ma è un fumetto ! serve a farci trascorrere qualche oretta rilassata. Al riguardo penso che molti si facciano il sangue amaro nella ricerca di "falle" , incongruenze, inesattezze, ecc.ecc... andando oltre i limiti di una lettura di piacere, rovinandosela.

A mio avviso Boselli sta facendo su Tex un lavoro egregio ( nel dare continuità, nell'articolare e mischiare  tanti temi , nel ricercare aspetti del West  mai affrontati , nel chiedere ai vari disegnatori di rispettare  ed offrirci ambienti e personaggi ben disegnati, e paradossalmente viene criticato ! mah...

Capitolo disegni: Carnevale mostra subito di essere padrone di un tratto originale ed appropriato  al soggetto e ha saputo rappresentare ( luoghi e personaggi in modo eccellente ). Ho notato qualche iniziale titubanza nella rappresentazione di TEX e Carson , superate con il passare delle tavole. Bellissime quelle del duello finale con i  due ricercati. 

Sempre a mio avviso  questo Texone  nella sceneggiatura è di gran lunga superiore a quello dedicato a  "DOC" dell'anno scorso .  Soggetto e sceneggiatura : OTTO disegni: SETTE E MEZZO ( con la certezza che se continuerà Carnevale  ha ampi margini di miglioramento)

 

 

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, pecos dice:

@Diablorojo82, un consiglio: cerca di evitare i quote a catena di messaggi precedenti, soprattutto se lunghi: rendono il forum illeggibile. Quota solo se vuoi commentare quello che ha scritto un altro utente, i quote come li usi tu non hanno tanto senso.

Sorry ...:-)

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 Una curiosità che forse neanche Monni e Ymalpas sanno. La storia da taluno  citata in questa discussione per analogia, "Luna insanguinata", non era stata originariamente pensata per Mastantuono, bensì per Carnevale. Sergio Bonelli voleva assolutamente Carnevale su Tex per un Texone. Sottoposi a Sergio due soggetti, "Luna insanguinata" e "Dark Carnival" (sì, Sergio leggeva i miei soggetti, specie se erano storie importanti). Io preferivo il secondo, ma lui scelse il primo. Scrissi per Carnevale tutta la scena del FBack iniziale con Tex giovane, il rapimento, lo stupro ecc.. Però Carnevale, dopo qualche mese di tentativi, rinunciò. Sergio approvò che passassi la sceneggiatura di Luna insanguinata a Mastantuono, con il tacito accordo che, se Carnevale fosse tornato sui suoi passi, allora gli  avrei dato Dark Carnival. E così è stato.

 

 

Ah, non c'entra niente. Ma ieri sera ho visto Jo Jo Rabbit. Sapevo che aveva preso l'Oscar per la sceneggiatura. Già. A parte l'incertezza tra il comico, il grottesco, il realistico e il tragico (dev'essere un genere nuovo, il genere misciagumone), la storia è piena di buchi logici. Non buchi, più, diciamo, voragini!

E ha vinto l'Oscar.  La sceneggiatura.😶

 

Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, borden dice:

 Una curiosità che forse neanche Monni e Ymalpas sanno. La storia da taluno  citata in questa discussione per analogia, "Luna insanguinata", non era stata originariamente pensata per Mastantuono, bensì per Carnevale. Sergio Bonelli voleva assolutamente Carnevale su Tex per un Texone. Sottoposi a Sergio due soggetti, "Luna insanguinata" e "Dark Carnival" (sì, Sergio leggeva i miei soggetti, specie se erano storie importanti). Io preferivo il secondo, ma lui scelse il primo. Scrissi per Carnevale tutta la scena del FBack iniziale con Tex giovane, il rapimento, lo stupro ecc.. Però Carnevale, dopo qualche mese di tentativi, rinunciò. Sergio approvò che passassi la sceneggiatura di Luna insanguinata a Mastantuono, con il tacito accordo che, se Carnevale fosse tornato sui suoi passi, allora gli  avrei dato Dark Carnival. E così è stato.

 

 

Ah, non c'entra niente. Ma ieri sera ho visto Jo Jo Rabbit. Sapevo che aveva preso l'Oscar per la sceneggiatura. Già. A parte l'incertezza tra il comico, il grottesco, il realistico e il tragico (dev'essere un genere nuovo, il genere misciagumone), la storia è piena di buchi logici. Non buchi, più, diciamo, voragini!

E ha vinto l'Oscar.  La sceneggiatura.😶

 

Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

Veramente interessante! Chissà perchè Carnevale abbandonò la storia

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

 Una curiosità che forse neanche Monni e Ymalpas sanno. La storia da taluno  citata in questa discussione per analogia, "Luna insanguinata", non era stata originariamente pensata per Mastantuono, bensì per Carnevale. Sergio Bonelli voleva assolutamente Carnevale su Tex per un Texone. Sottoposi a Sergio due soggetti, "Luna insanguinata" e "Dark Carnival" (sì, Sergio leggeva i miei soggetti, specie se erano storie importanti). Io preferivo il secondo, ma lui scelse il primo. Scrissi per Carnevale tutta la scena del FBack iniziale con Tex giovane, il rapimento, lo stupro ecc.. Però Carnevale, dopo qualche mese di tentativi, rinunciò. Sergio approvò che passassi la sceneggiatura di Luna insanguinata a Mastantuono, con il tacito accordo che, se Carnevale fosse tornato sui suoi passi, allora gli  avrei dato Dark Carnival. E così è stato.

 

 

Ah, non c'entra niente. Ma ieri sera ho visto Jo Jo Rabbit. Sapevo che aveva preso l'Oscar per la sceneggiatura. Già. A parte l'incertezza tra il comico, il grottesco, il realistico e il tragico (dev'essere un genere nuovo, il genere misciagumone), la storia è piena di buchi logici. Non buchi, più, diciamo, voragini!

E ha vinto l'Oscar.  La sceneggiatura.😶

 

Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

 

L'ho citata io Luna Insanguinata! 

Quindi non era un accostamento campato in aria, dai :D

 

Le storie hanno alcuni aspetti in comune, secondo me.

Poi probabilmente le altre cose che ho scritto nel mio commento sono stupidaggini :D

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

 Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

Che vuoi farci, Mauro, evidentemente l'utente del forum è cronicamente incapace di godersi semplicemente la lettura di una bella storia senza doverci pontificare su come un professorone. Leggo fiumi di parole, leggo di imborghesimento e spazio vitale, per una storia che meriterebbe soltanto di essere letta e apprezzata se non altro per il lavoro di entrambi gli artisti (sceneggiatore e disegnatore). Non vi piace? Amen. Vi piace? Meglio così. Ma qui non si tratta di studiare Dante, Petrarca o compagnia bella.

 

Per quanto mi riguarda, dico che a me è piaciuta molto, con l'eccezione della solita "bosellata" di rendere "terreno" quello che viene mostrato e presentato come paranormale. Per il resto ciò che ho apprezzato in maniera particolare è stata la rappresentazione dell'atmosfera che permea tutta la storia, rappresentazione che Carnevale ha saputo rendere in modo impeccabile grazie al suo stile particolarmente adatto al gotico e all'horror.

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

 Una curiosità che forse neanche Monni e Ymalpas sanno. La storia da taluno  citata in questa discussione per analogia, "Luna insanguinata", non era stata originariamente pensata per Mastantuono, bensì per Carnevale. Sergio Bonelli voleva assolutamente Carnevale su Tex per un Texone. Sottoposi a Sergio due soggetti, "Luna insanguinata" e "Dark Carnival" (sì, Sergio leggeva i miei soggetti, specie se erano storie importanti). Io preferivo il secondo, ma lui scelse il primo. Scrissi per Carnevale tutta la scena del FBack iniziale con Tex giovane, il rapimento, lo stupro ecc.. Però Carnevale, dopo qualche mese di tentativi, rinunciò. Sergio approvò che passassi la sceneggiatura di Luna insanguinata a Mastantuono, con il tacito accordo che, se Carnevale fosse tornato sui suoi passi, allora gli  avrei dato Dark Carnival. E così è stato.

 

 

Ah, non c'entra niente. Ma ieri sera ho visto Jo Jo Rabbit. Sapevo che aveva preso l'Oscar per la sceneggiatura. Già. A parte l'incertezza tra il comico, il grottesco, il realistico e il tragico (dev'essere un genere nuovo, il genere misciagumone), la storia è piena di buchi logici. Non buchi, più, diciamo, voragini!

E ha vinto l'Oscar.  La sceneggiatura.😶

 

Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

Eh...Il film in questione mi è piaciuto perché è un mix di generi e sviluppa molte sensazioni. Io non noto molto i buchi logici(anche in Tex). Lo rivedrò con più attenzione.:-)

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, borden dice:

Ah, non c'entra niente. Ma ieri sera ho visto Jo Jo Rabbit. Sapevo che aveva preso l'Oscar per la sceneggiatura. Già. A parte l'incertezza tra il comico, il grottesco, il realistico e il tragico (dev'essere un genere nuovo, il genere misciagumone), la storia è piena di buchi logici. Non buchi, più, diciamo, voragini!

E ha vinto l'Oscar.  La sceneggiatura.😶

 

Beh, il pubblico del cinema è certo più di bocca buona degli amici del forum, questo è certo.

 

Ho una certa abitudine a leggere Tex. Sono stato abituato, da un certo Mauro Boselli che leggo da quando ero minorenne, a storie con pochi o nessuno buchi logici. Prenditela con lui ;) 

 

<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

L'ho citata io Luna Insanguinata! 

 

la rileggerò a breve a questo punto :) 

 

<span style="color:red;">7 minuti fa</span>, Gunny dice:

Che vuoi farci, Mauro, evidentemente l'utente del forum è cronicamente incapace di godersi semplicemente la lettura di una bella storia senza doverci pontificare su come un professorone. Leggo fiumi di parole, leggo di imborghesimento e spazio vitale, per una storia che meriterebbe soltanto di essere letta e apprezzata se non altro per il lavoro di entrambi gli artisti (sceneggiatore e disegnatore). Non vi piace? Amen. Vi piace? Meglio così. Ma qui non si tratta di studiare Dante, Petrarca o compagnia bella.

 

Caro simpaticissimo (eufemismo) Gunny, siamo in un forum di Tex. Non sono un professorone e non ho alcuna pretesa di pontificare. "Non vi piace? Amen" l'ho detto io per primo:

 

<span style="color:red;">19 ore fa</span>, Leo dice:

Ma quando un lettore (o una lettrice, come in questo caso) postano commenti in cui descrivono con dovizia le loro impressioni e hanno amato la storia appena letta, non posso non essere contento perché significa che il lavoro dell'autore, con alcune eccezioni alle quali ahimé appartengo, ha fatto nuovamente centro. E chi non è contento, se la prende in quel posto ;) 

 

 

Poi mi spiegate però, con questo vostro bislacco punto di vista, che ci stiamo a fare in un forum. Rettifico il mio commento, per non essere accusato di fare un'esegesi dantesca:

 

storia che non mi è piaciuta molto, ma non so perché. Forse l'horror non è nelle mie corde. Ci sono comunque grandi momenti e anche scene memorabili. Complimenti a entrambi gli autori per l'ottimo lavoro svolto, ance se a me non del tutto congeniale.

 

Da oggi in poi scrivo così, sennò mi danno del professorone... strano forum, questo, davvero.

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<span style="color:red;">11 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Eh...Il film in questione mi è piaciuto perché è un mix di generi e sviluppa molte sensazioni. Io non noto molto i buchi logici(anche in Tex). Lo rivedrò con più attenzione.:-)

 

E' evidente che si  può apprezzare comunque , ma è una storia assurda.  Non posso spoilerare, ma il colpo di scena tragico a venti minuti dalla fine non ha conseguenze. Nessuno va a cercare il bambino e la "sorella"? Pensavo che "1917" fosse assurdo (lo è, insensato, ma mi è piaciuto) però questo....

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Gunny dice:

Che vuoi farci, Mauro, evidentemente l'utente del forum è cronicamente incapace di godersi semplicemente la lettura di una bella storia senza doverci pontificare su come un professorone. Leggo fiumi di parole, leggo di imborghesimento e spazio vitale, per una storia che meriterebbe soltanto di essere letta e apprezzata se non altro per il lavoro di entrambi gli artisti (sceneggiatore e disegnatore). Non vi piace? Amen. Vi piace? Meglio così. Ma qui non si tratta di studiare Dante, Petrarca o compagnia bella.

 

Ma non pensi che una storia a fumetti possa anche avere qualche valore aggiunto che val la pena di sottolineare? Guarda che anche i fumetti sono letteratura.

E credo che sia gratificante anche per gli autori leggere commenti che ne mettono in luce pregi (e magari anche difetti) al di là del mero mi piace/non mi piace.

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Just now, pecos dice:

 

Ma non pensi che una storia a fumetti possa anche avere qualche valore aggiunto che val la pena di sottolineare? Guarda che anche i fumetti sono letteratura.

E credo che sia gratificante anche per gli autori leggere commenti che ne mettono in luce pregi (e magari anche difetti) al di là del mero mi piace/non mi piace.

 

Esatto, pecos. Il signor Boselli è responsabile di tanti miei entusiasmi, e nessuno ha mai avuto da ridire sui miei accorati e appassionati commenti alle tante storie del nostro che mi hanno soddisfatto. Se siamo in questo posto, è per parlare delle storie, per dire ciò che ci è piaciuto e che non ci è piaciuto (non solo che ci è piaciuta o non ci è piaciuta una storia), sennò me ne vado su facebook e scrivo: "grande Boselli! super storia" oppure: "che ciofeca" che è legittimo, per carità, ma qui facciamo un'altra cosa, è un forum di discussione!  

 

Non penso davvero di aver detto chissà cosa a parlare di "spazio vitale": è (anche) per quello che gli indiani sono stati trucidati, tempo prima. Sull'imborghesimento, è un'idea mia che può starci come no, ma dire:

<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, pecos dice:

l'utente del forum è cronicamente incapace di godersi semplicemente la lettura di una bella storia senza doverci pontificare su come un professorone.

 

e' un'offesa, oltre che una cavolata: se Gunny avesse la compiacenza di leggere alcuni miei commenti ad altre storie, cosa direbbe, che sono un iper esaltato pronto ad estasiarsi per lo sguardo di un Jim Bennett qualsiasi su una rupe? O per il sorriso maligno di un Blackbird qualsiasi? O per una parola a mezza bocca smozzicata da un morente Dave Mastherson a Carson? Se leggesse quei commenti, forse direbbe che mi esalto troppo per le storie di Tex, altro che incapace di godersela, tutt'altro!

 

Ma non è né l'una né l'altra cosa: siamo qui per parlare di una comune passione, se si volessero commenti come quello di Gunny sopra io mi ritirerei e non scriverei più. 

 

 

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Due punti per chiarire quello che ho scritto:

 

1. @Leo non mi riferivo specificamente a te ma a tutti quegli utenti (scritto al singolare per definire il tipo) che in ogni storia devono per forza di cose trovarci qualcosa da discutere, questa smania di trovare un significato, una giustificazione o un difetto in ogni singola vignetta. Se tra questi utenti ci sei pure tu, pazienza.

 

2. Certo che il fumetto è letteratura. I pro e i contro si possono e si devono sottolineare, ma senza bisogno di fare chissà quali voli per vederci un significato anche dove non c'è. Questo ovviamente vale ancor di più per la letteratura, con lettori che appunto non riescono mai a godersi una storia per quello che è ma devono prenderla a picconate per vederci a forza qualcosa a cui magari lo scrittore non aveva nemmeno lontanamente pensato. E' sicuramente un problema mio ma tutto ciò mi dà l'impressione che i lettori del forum vedano ogni storia di Tex come una sfida, quasi come un dovere spiacevole, invece che come momento di svago, intrattenimento e divertimento. Se poi vi divertite a fare le pulci a trovare per forza l'incongruenza, il difetto, il "buco nella trama", la mancata/sbagliata reazione di un personaggio, ecc., allora contenti voi, contenti tutti. A me del 99% delle storie di Tex passa la voglia di commentarle proprio perchè vedo tutti sti post chilometrici e penso alla magra figura che farei col mio misero commentino.

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Just now, Gunny dice:

1. @Leo non mi riferivo specificamente a te ma a tutti quegli utenti (scritto al singolare per definire il tipo) che in ogni storia devono per forza di cose trovarci qualcosa da discutere, questa smania di trovare un significato, una giustificazione o un difetto in ogni singola vignetta. Se tra questi utenti ci sei pure tu, pazienza.

 

Beh, hai parlato di spazio vitale e di imborghesimento, cioè hai parlato del mio commento.

 

Just now, Gunny dice:

ma tutto ciò mi dà l'impressione che i lettori del forum vedano ogni storia di Tex come una sfida, quasi come un dovere spiacevole, invece che come momento di svago, intrattenimento e divertimento.

 

Anche qui: uno si diverte come meglio crede no? Se una storia mi convince, mi diverte; se non mi convince, mi diverte meno. Leggere Tex per me è un momento di divertimento se la storia mi prende; e del divertimento fa parte anche parlarne qui. Se non mi prende mi diverto meno, e ne parlo sempre qui. Ma dire che sarei (saremmo) incapace di godercela significa non cogliere l'altro lato della medaglia: che quando a un utente come me una storia piace, piace davvero e se la ricorda. Se vai a leggere il mio commento sull'Inesorabile, penseresti che sono un esaltato bordeniano? Che sono un fan obnubilato da Boselli? No, è semplicemente il mio modo di divertirmi: leggere con attenzione e commentare qui ;) 

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Per carità Leo, devi capire che mica ce l'ho con te o con gli altri. Effettivamente quei termini che ho citato mi pare strano vederli in un commento su una storia di Tex. Ma è ok. Solo che a me non piace andare così a fondo. Ma ripeto, è una cosa mia, si è acuita col tempo a partire da quando a scuola mi (ci) costringevano a considerare il significato pure delle virgole leggendo Dante o Manzoni. E' una cosa che non riuscivo e tuttora non riesco a concepire, non solo per i classici ma anche per i libri di Lee Child, per fare un esempio. Semplicemente perchè non capisco come mai un lettore non possa semplicemente dire "bellissima storia, mi sono divertito!" o "sono stato in tensione per tutta la lettura" ecc. Così come non concepisco perchè ogni storia (in generale, dal fumetto al romanzo) debba avere una morale (e sto lasciando da parte i vari "simbolismi", "retoriche", "messaggi", ecc.) invece che essere "usufruita" per quello che effettivamente le parole dicono (e i disegni mostrano).

 

Effettivamente, dall'altro lato, quasi vi invidio per la solerzia e l'impegno che ci mettete nello scrivere le vostre recensioni 😄

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 Volevo complimentarmi con Borden per la magnifica storia dello speciale disegnato da Massimo Carnevale,autore che aspettavo con un impazienza largamente ripagata dai suoi disegni,la sceneggiatura della storia mi ha fatto leggere di un solo fiato l'intero speciale,insomma io ci ho visto una magica alchimia tra sceneggiatura e disegni,Tex in questo orribile intrigo non ha mai perso il polso della situazione....Complimenti Borden per aver soddisfatto uno storcinaso caratteriale nei confronti di altre storie del ranger. Aggiungo che Carnvale si trova a suo agio in determinate atmosfere e lo dimostra ampliamente.Ritengo questo speciale tra i migliori in assoluto della serie,..Carnevale e Boselli un accoppiata master per questa storia.

Edited by Pallino
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1 ora fa, Gunny dice:

Per carità Leo, devi capire che mica ce l'ho con te o con gli altri. Effettivamente quei termini che ho citato mi pare strano vederli in un commento su una storia di Tex. Ma è ok. Solo che a me non piace andare così a fondo. Ma ripeto, è una cosa mia, si è acuita col tempo a partire da quando a scuola mi (ci) costringevano a considerare il significato pure delle virgole leggendo Dante o Manzoni. E' una cosa che non riuscivo e tuttora non riesco a concepire, non solo per i classici ma anche per i libri di Lee Child, per fare un esempio. Semplicemente perchè non capisco come mai un lettore non possa semplicemente dire "bellissima storia, mi sono divertito!" o "sono stato in tensione per tutta la lettura" ecc. Così come non concepisco perchè ogni storia (in generale, dal fumetto al romanzo) debba avere una morale (e sto lasciando da parte i vari "simbolismi", "retoriche", "messaggi", ecc.) invece che essere "usufruita" per quello che effettivamente le parole dicono (e i disegni mostrano).

 

Effettivamente, dall'altro lato, quasi vi invidio per la solerzia e l'impegno che ci mettete nello scrivere le vostre recensioni 😄

 

Sì è chiaro. Ma per me i commenti come quelli che hai postato tu sono più da Facebook. Qui mi piace andare a fondo, la considero una parte del divertimento. ;)

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, borden dice:

 

E' evidente che si  può apprezzare comunque , ma è una storia assurda.  Non posso spoilerare, ma il colpo di scena tragico a venti minuti dalla fine non ha conseguenze. Nessuno va a cercare il bambino e la "sorella"? Pensavo che "1917" fosse assurdo (lo è, insensato, ma mi è piaciuto) però questo....

Sì... Sulla "ricerca" concordo..:-)

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Gunny dice:

A me del 99% delle storie di Tex passa la voglia di commentarle proprio perchè vedo tutti sti post chilometrici e penso alla magra figura che farei col mio misero commentino.

 

Perchè?

Dì la tua come ti viene, ci sarà chi apprezza  e chi no, come per i post chilometrici che molti non leggono nemmeno.

Le questioni di lunghezza lasciale ai film porno.

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<span style="color:red;">9 minuti fa</span>, navajo warrior dice:

 

Perchè?

Dì la tua come ti viene, ci sarà chi apprezza  e chi no, come per i post chilometrici che molti non leggono nemmeno.

Le questioni di lunghezza lasciale ai film porno.

Concordo.

Ognuno scriva col suo stile. Anche io, per inciso, non amo troppo i post chilometrici, in genere li salto subito.

Ma ognuno ha il suo stile.

X Gunny:

Io, quando commento una storia, difficilmente supero le 10 righe...mi focalizzo innanzitutto sul fatto che mi abbia divertito o no, poi sottolineo le scene migliori e non manco di evidenziare gli eventuali difetti, brevemente.

Altri scrivono post che per leggerli ci vogliono le ferie, altri ancora scrivono recensioni di lunghezza media. Trova il tuo stile e scrivi, perchè abbiamo piacere di leggere le opinioni di tutti.

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