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I disegnatori peggiori di Tex per voi


Grande Tex
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Su "Collezionare Tex" ho ritrovato un articolo su Muzzi a firma Pasquale Iozzino (purtroppo manca la datazione) dove da un lato si rimarca la sua bravura come illustratore western e dall'altra si afferma "disegnando Tex troviamo spesso un Muzzi demotivato, poco in sintonia con il personaggio".

Nell'intervista lo stesso Muzzi riguardo a Tex così risponde: "Che devo dire? E' un personaggio celebre, che però io non sentivo molto mio".

 

Non è che siano delle sentenze, ci mancherebbe, però indizi di un rapporto disegnatore/personaggio non proprio ottimale forse sì.

 

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Esco dal mio perenne lurkaggio per spezzare una lancia in favore del bistrattato Muzzi, che probabilmente ha subito la sorte di molti artisti di essere sottovalutato nel periodo di attività e rivalutato in seguito (ricordo un editoriale di Sergio Bonelli molto accalorato in occasione della sua scomparsa).

 

Oltre ad avere disegnato alcune storie che - pur essendo probabilmente definibili "minori" in termini di lunghezza, ambientazione e articolazione della trama - rientrano a mio avviso a pieno titolo tra le pietre miliari del periodo d'oro (si pensi a "La dama di picche" e a "Canyon Diablo"), e benché l'apprezzamento o meno del suo stile rientri inevitabilmente nel campo delle opinioni personali (a me piace), penso sia oggettivo e condivisibile il fatto che il suo lavoro sia, senza mezzi termini, inevitabilmente sfregiato e rovinato dai faccioni di Galep, che ovviamente rompono l'unitarietà stilistica del disegno e sono pure quasi sempre sproporzionati, generando un effetto finale che è un vero e proprio "pugno in occhio" (questo contrariamente ad interventi successivi già richiamati, quali i rifacimenti di Monti sui volti di altri professionisti, che sono generalmente ben amalgamati e non disturbano il lettore occasionale che non si soffermasse a indagare) e che squalifica inevitabilmente l'insieme. Sono convinto che tutti giudicheremmo il lavoro di Muzzi con più obiettività e con maggiore profondità, pur ovviamente mantenendo il proprio parere, se potessimo soffermarci su ogni aspetto del suo stile senza dover ogni volta confrontarci con il pensiero "è quello a cui rifacevano la faccia di Tex perchè non gli veniva bene", che rischia di condurre immediatamente e senza possibilità di obiezioni all'etichetta di peggior disegnatore di sempre.

 

Se davvero la preoccupazione dei Bonelli, all'epoca, era che il volto di Tex non dovesse risultare troppo differente dai parametri stabiliti per anni dal creatore Galep (spiegazione che però può reggere per le prime precoci storie di Muzzi, ma non riesco a capire come potesse essere reiterata in seguito all'ingresso di più disegnatori nello staff, ognuno col proprio volto di Tex ben diverso e ben riconoscibile), mi stupisce come - pur con la diversa sensibilità dell'epoca - non si fosse riuscito a realizzare come il rimedio fosse ben peggiore del male.

 

Concludo, per rinforzare la mia opinione, invitandovi a cercare semplicemente "Tex Virgilio Muzzi" su "Google immagini", e partendo da lì poi indagare scavando fra le pagine dei risultati.

 

Tex Virgilio Muzzi

 

Si trovano numerose tavole, provenienti perlopiù dai volumi "Cavalcando con Tex", degli anni Novanta, in cui Muzzi ha potuto illustrare alcune scene della storia di Tex finalmente con il suo stile compiuto, volto di Tex compreso. Ditemi voi se quel volto aveva davvero qualcosa di così sbagliato da meritare i pessimi rifacimenti coi quali alcune bellissime storie ci sono state tramandate.

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Il 8/1/2022 at 21:42, Condor senza meta dice:

Molti ritocchi redazionali li subiva pure Blasco e De La Fuente, ma nel caso di quest'ultimo, l'ottimo lavoro del grandissimo Monti rendeva meno traumatico l'impatto.

Da quel che ne so Monti ritoccò i volti di Wilson e non quelli di De La Fuente. Cosa che, chiunque fosse stato il disegnatore "corretto", giudico un'eresia (specie su disegni strepitosi come quelli di Wilson).

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<span style="color:red">17 ore fa</span>, mac82 dice:

Esco dal mio perenne lurkaggio per spezzare una lancia in favore del bistrattato Muzzi, che probabilmente ha subito la sorte di molti artisti di essere sottovalutato nel periodo di attività e rivalutato in seguito (ricordo un editoriale di Sergio Bonelli molto accalorato in occasione della sua scomparsa).

 

Oltre ad avere disegnato alcune storie che - pur essendo probabilmente definibili "minori" in termini di lunghezza, ambientazione e articolazione della trama - rientrano a mio avviso a pieno titolo tra le pietre miliari del periodo d'oro (si pensi a "La dama di picche" e a "Canyon Diablo"), e benché l'apprezzamento o meno del suo stile rientri inevitabilmente nel campo delle opinioni personali (a me piace), penso sia oggettivo e condivisibile il fatto che il suo lavoro sia, senza mezzi termini, inevitabilmente sfregiato e rovinato dai faccioni di Galep, che ovviamente rompono l'unitarietà stilistica del disegno e sono pure quasi sempre sproporzionati, generando un effetto finale che è un vero e proprio "pugno in occhio" (questo contrariamente ad interventi successivi già richiamati, quali i rifacimenti di Monti sui volti di altri professionisti, che sono generalmente ben amalgamati e non disturbano il lettore occasionale che non si soffermasse a indagare) e che squalifica inevitabilmente l'insieme. Sono convinto che tutti giudicheremmo il lavoro di Muzzi con più obiettività e con maggiore profondità, pur ovviamente mantenendo il proprio parere, se potessimo soffermarci su ogni aspetto del suo stile senza dover ogni volta confrontarci con il pensiero "è quello a cui rifacevano la faccia di Tex perchè non gli veniva bene", che rischia di condurre immediatamente e senza possibilità di obiezioni all'etichetta di peggior disegnatore di sempre.

 

Se davvero la preoccupazione dei Bonelli, all'epoca, era che il volto di Tex non dovesse risultare troppo differente dai parametri stabiliti per anni dal creatore Galep (spiegazione che però può reggere per le prime precoci storie di Muzzi, ma non riesco a capire come potesse essere reiterata in seguito all'ingresso di più disegnatori nello staff, ognuno col proprio volto di Tex ben diverso e ben riconoscibile), mi stupisce come - pur con la diversa sensibilità dell'epoca - non si fosse riuscito a realizzare come il rimedio fosse ben peggiore del male.

 

Concludo, per rinforzare la mia opinione, invitandovi a cercare semplicemente "Tex Virgilio Muzzi" su "Google immagini", e partendo da lì poi indagare scavando fra le pagine dei risultati.

 

Tex Virgilio Muzzi

 

Si trovano numerose tavole, provenienti perlopiù dai volumi "Cavalcando con Tex", degli anni Novanta, in cui Muzzi ha potuto illustrare alcune scene della storia di Tex finalmente con il suo stile compiuto, volto di Tex compreso. Ditemi voi se quel volto aveva davvero qualcosa di così sbagliato da meritare i pessimi rifacimenti coi quali alcune bellissime storie ci sono state tramandate.

I disegni di Muzzi, che ha fatto per " Cavalcando con Tex, sono molto belli,  volto compreso.🙋‍♂️

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Il disegnatore che , secondo me  , proprio non è adeguato è Diso . Non ne conosco la storia professionale ma le sue prove sui Maxi Tex sono inguardabili . Non riesce , all'interno di una stessa tavola, a fare lo stesso volto . In passato ho sempre "sofferto" Nicolò che deve essere stato un disegnatore molto veloce ( infatti ha disegnato storie molto lunghe) . Disegni di buona fattura ma i personaggi erano in fondo tutti uguali , si distinguevano essenzialmente dalla presenza o meno di barba. , dalla foggia del capello ecc .. i volti e le espressioni  erano molto simili tra loro .  Il risultato era noioso da guardare .

 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Gunny dice:

Da quel che ne so Monti ritoccò i volti di Wilson e non quelli di De La Fuente. Cosa che, chiunque fosse stato il disegnatore "corretto", giudico un'eresia (specie su disegni strepitosi come quelli di Wilson).

Di ritocchi redazionali su Wilson non ne ero al corrente, comunque nelle poche prove sulla regolare di De La Fuente il tocco di Monti in alcuni primi piani era distinguibile. Non ho l'assoluta certezza, non essendo addentrato nei retroscena della casa editrice, tuttavia ci vedo la sua mano in parecchie vignette. 

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Gunny dice:

Da quel che ne so Monti ritoccò i volti di Wilson e non quelli di De La Fuente. Cosa che, chiunque fosse stato il disegnatore "corretto", giudico un'eresia (specie su disegni strepitosi come quelli di Wilson).

Da quel poco che ne capisco ha Monti ha messo le mani su tutti e due i lavori. Il suo tratto sapeva adattarsi a ogni stile quasi perfettamente, eppure quando disegnava da solo lo individuavi subito. A me piaceva, forse un po' troppo cartoonesco per Tex ma sempre godibile. A me manca un po'.

Wilson è un ottimo artista, ma la sua prova migliore non è certo il texone.

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15 hours ago, Gunny said:

Da quel che ne so Monti ritoccò i volti di Wilson e non quelli di De La Fuente. Cosa che, chiunque fosse stato il disegnatore "corretto", giudico un'eresia (specie su disegni strepitosi come quelli di Wilson).

Concordo. Parliamo delle faccione sproporzionate di Galep incollate sui disegni di Muzzi come di una roba che si faceva tanti anni fa, ma poi la Bonelli lo va a rifare su un Texone... che cavolo fai la collana dei Texoni se hai paura che i lettori non tollerino un disegno diverso? E che figura di m... ci fai non solo con i lettori, ma pure con Wilson? Poi ti credo che fai fatica a trovare gente disposta a disegnarti un texone all'estero...

 

La cosa era spaventosamente evidente anche perché, onestamente, Monti non è Wilson. Per cercare la "somiglianza" hanno fatto un disastro. (come se poi avere la faccia di Tex disegnata da monti fosse tutto questo vantaggio, per me è stato di gran lunga il disegnatore più scarso su Tex per tutti gli anni 70 e 80...)

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Beh, quando da ragazzino capitava Muzzi piangevo.

Non avevo però ancora visto (su Tex, perchè Lone Wof lo conoscevo) Fusco e con l'idolo di smeraldo fui lì lì per abbandonare Tex. Mi resta il rimpianto perchè ha "rovinato" una storia meravigliosa come I ribelli del Canada. 

Ma non sapevo che il peggio è sempre dietro l'angolo e lo scoprii con Blasco e poi con Repetto e De La Fuente. Blasco comunque resta il peggiore anche se Capitanio e Diso  proprio non li sopporto. 

Mi vengono a braccio in mente questi!

 

In generale, non ho mai amato troppo Galep, per me il migliore è Erio Nicolò e poi Ticci. 

Monti, dimenticavo Monti... anche per lui pollice verso...

E Ortiz... No grazie! Anche se per certe storie, come il maxi sull'oro del Sud ha un suo perchè! Non è il peggiore comunque...

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<span style="color:red">34 minuti fa</span>, virgin dice:

E va bene, allora diciamolo che Civitelli è uno stronzo, che Villa è una merda e i poveri Montanari e Grassani sono degli eroi. :D

 

(dedicata a te, @Juan Ortega. Con tanto amore. Spero che tua moglie capirà)

[Prologo]

Signori ricordiamoci che Montanari e Grassani prendono 2000 euro al mese e rischiano la vita!!

ecchecaxxo .... ecchecaxxo:D

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@Angelo1961 la maggior parte dei disegnatori da te citati non ha fatto certo la storia di Tex, tuttavia personalmente trovo che nessuno faccia inorridire, come traspare dal tuo post. Certo anche io apprezzo meno Muzzi e Diso, De la Fuente e Repetto, con Blasco un gradino sopra. Monti non mi dispiace affatto ed invece  non capisco come possano figurare in una lista dei “peggiori” Ortiz e uno dei miei preferiti in assoluto, il grande Fusco! De gustibus.:D

Dirò un'ovvietà: a mio avviso fondamentale è poi il connubio tra  sceneggiatura e parte grafica. Se il contenuto delle nuvolette è ottimo si sorvola maggiormente su disegni non nelle nostre corde, mentre magari non si apprezzano a fondo disegni ben riusciti abbinati ad una storia non proprio indimenticabile, e chiaramente viceversa. Per fare un esempio Mastantuono, che non mi fa impazzire, ma che sull'ultima sua storia per la regolare ho trovato migliorato, ha spesso lavorato ad ottime storie, mentre un Civitelli in proporzione è stato in diversi casi penalizzato da sceneggiature non memorabili, che ha contribuito a tenere in piedi. Chiaramente tutto soggettivo e personale eh.                                                                        

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Non sono d'accordo. Per me in una storia conta chi la scrive. Cioè è la scrittura che fa di una storia una bella storia o una brutta storia. Il disegno deve essere all'altezza e può solo peggiorarla, quando non è all'altezza.  E per me, Blasco, De la Fuente, Monti, Diso, potevano (o possono) solo peggiorare una bella storia.  Su Muzzi ti faccio una precisazione: piangevo da ragazzino  quando usciva un Tex disegnato da lui, perchè la concorrenza era con Galep (non il mio preferito, ripeto), Letteri, Nicolò, Ticci... 

Ma se ci ripenso ora, paragonandolo a chi è arrivato dopo, quasi quasi preferisco Muzzi. Ortiz è un maestro, troppo sporco però per i miei gusti, come Civitelli è troppo pulito. Una sintesi tra loro due sarebbe perfetta...:D

 

Ovviamente sono giudizi soggettivi i miei. 

Sì, anche Mastrantuono e Font non mi piacciono (su Tex)

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Anche io ritengo più importante la sceneggiatura, però a meno di estremi (o storia che proprio non sta in piedi o disegni proprio sgradevoli) l’elemento migliore tra i due supporta l’altro, migliorando la piacevolezza  generale dell’albo. Per questioni anagrafiche Muzzi non l’ho vissuto in diretta e devo ancora leggere diverse sue storie, ma al di là dello stile che si può più o meno gradire, come si diceva sopra la cosa che stona davvero nelle sue tavole sono gli aggiustamenti di Galep. Te ne dirò poi un’altra: pur avendo entrambi stili un po’ caricaturali ed in qualche modo simili, Mastantuono non mi fa impazzire, mentre Font, ora com’è normale in fase calante, invece mi piace. Penso che dipenda anche dal fatto di avere conosciuto il secondo da bambino ed essere più affezionato al suo tratto. Attualmente un disegnatore, che conosco solo su Tex, ma che proprio non riesco a farmi piacere è invece Filippucci. :unsure:

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Lo sceneggiatore nei fumetti fa circa quello che fa lo sceneggiatore nei film. Quindi spesso, in situazioni dove non ha il minimo controllo su come verrà poi realizzata la storia, conta proprio come gli sceneggiatori nei film: come il due di quadri quando la briscola è bastoni. Il disegnatore può fregarsene delle indicazioni, l'inchiostratore, se diverso, può cancellare e cambiare le matite, e l'editor (il curatore, in italiano, non l'editore) può cambiare e riscrivere tutto.

 

Alla Bonelli spesso (come su Tex oggi) uno sceneggiatore è anche l'editor, e per questo ha maggiore controllo, e si può dire che ha gran parte delle responsabilità del risultato finale. Ma ha questo "potere" come editor, non come sceneggiatore. Poi, anche "culturalmente", nei fumetti Bonelli spesso gli sceneggiatori sono più rispettati della media (anche perché nei fumetti Bonelli sono spesso loro gli autori di punta, l'editore era sceneggiatore, il padre e il fondatore era sceneggiatore, etc., ma anche questa non è una grande garanzia, so di editor che hanno completamente riscritto anche decine di pagine di sceneggiatore (no, non Boselli, un altro editor. Cioè, non so se l'ha mai fatto, ma lo so di altri)

 

E il disegnatore? Il disegnatore ha il ruolo che nei film hanno:

- Gli attori, tutti, dai protagonisti alle comparse (è il disegnatore che muove i personaggi gli dà espressioni diverse)

- Lo scenografo.

- I costumisti.

- I truccatori

- Il regista (è lui che fa l'inquadratura)

- Il montaggio (lo sceneggiatore divide in vignette, ma non è raro che il disegnatore non segua esattamente le indicazioni)

- Il tecnico delle luci.

 

Pensate di andare a vedere un film di Fellini o di John Ford e dire "sì, vabbè, ma conta solo la sceneggiatura, poi il regista e gli attori possono solo peggiorarla" :laugh:

 

Penso che, senza sforzarci molto, ciascuno di noi possa citare un sacco di fumetti totalmente rovinati da disegni mediocri e inadatti, e viceversa ci sono fumetti considerati capolavori immortali con sceneggiature molto deboli, ma che basano tutta la loro forza sui disegni...

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No dai. E' una similitudine che non ci sta. Il fumetto è una storia raccontata con disegni. Nient'altro (eppure tantissimo!!!!!)

Quindi, alla fine, è una storia. E i disegni sono al servizio della storia. 

Ps. Infatti la cosa peggiore che può capitare, secondo me, è una storia al servizio dei disegni. Capovolgendo la finalità di un fumetto. E ce ne sono di casi così... 

Anche per questo non  ho mai capito chi prende un fumetto solo per chi lo disegna, infischiandosene di cosa raccontano quei disegni. 

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2 hours ago, Angelo1961 said:

Ps. Infatti la cosa peggiore che può capitare, secondo me, è una storia al servizio dei disegni. Capovolgendo la finalità di un fumetto. E ce ne sono di casi così... 

Anche per questo non  ho mai capito chi prende un fumetto solo per chi lo disegna, infischiandosene di cosa raccontano quei disegni. 

 

Argomento molto interessante che, meriterebbe un Post specifico... io sono colpevole...ho acquistato episodi di Necron solo per Magnus :unsure:

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E' evidente che tu, a differenza di me, sei un cultore dell'arte. Io, non lo nasconde, considero il fumetto solo come un modo per occupare il mio tempo libero. Anzi, per sfruttare al meglio il mio tempo libero. Tenendo presente che il tempo libero, per me, è la cosa più preziosa. Ergo, il fumetto è importantissimo perchè mi permette di sfruttare al meglio la mia cosa più preziosa.  

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5 ore fa, Angelo1961 dice:

Anche per questo non  ho mai capito chi prende un fumetto solo per chi lo disegna, infischiandosene di cosa raccontano quei disegni. 

L'ho spesso fatto, lo faccio ancora e lo farò in futuro. Per il semplice motivo che amo disegnare, quindi, aldilà della bellezza della storia (che ha ovviamente il suo peso ci mancherebbe), mi capita spesso di ammirare, studiare le inquadrature e le luci, ricopiare pose ed espressioni delle vignette; tutto ciò si fa meglio quando le tavole sono realizzate dai tuoi disegnatori preferiti. :) 

Edited by Condor senza meta
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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Non sono d'accordo. Per me in una storia conta chi la scrive. Cioè è la scrittura che fa di una storia una bella storia o una brutta storia. Il disegno deve essere all'altezza e può solo peggiorarla, quando non è all'altezza.

Io credo che sia la sintesi tra sceneggiatura e disegni a rendere una storia bella o brutta.

Non puoi prescindere dalla buona riuscita di queste due componenti.

Altrimenti la storia ti potrà piacere perché è fatta bene ma i disegni sono così così, oppure l'esatto contrario.

 

Io ho un debole per Erio Nicolò e, non a caso, le mie due storie preferite di Tex sono state disegnate da lui.

Questo però grazie anche a due sceneggiature appassionanti.

Potrei citarti diverse storie disegnate divinamente ma senza una trama coinvolgente e viceversa.

 

In genere un disegnatore che non ami particolarmente ti indispone alla lettura (a me è capitato soprattutto con Blasco, il cui tratto non digerisco per nulla) mentre lo sceneggiatore gode di maggior propensione alla fiducia del lettore.

A meno di qualche eccezione :P

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Per il mio gusto non esistono i disegnatori peggiori di Tex, esistono solo quelli che mi piacciono meno di altri, ma tutti o quasi sono o sono stati bravi.

Quando ero bambino il disegnatore che mi piaceva di meno era Muzzi ma se paragonato agli altri del periodo, eppure diverse storie da lui disegnate sono tra quelle che ricordo con più affetto.

Tra la seconda metà degli anni 80 e fino al 1994 per me il disegnatore peggiore, mi duole dirlo, era proprio Galep. Leggevo con dolore le storie da lui disegnate in quel periodo in cui era solo l'ombra di se stesso.

Un discorso analogo lo potrei fare per Ortiz e Letteri, da me adorati all'inizio e poi via via finiti in fondo alla classifica delle mie preferenze.

So benissimo che era colpa dell'età e della malattia ma ciò non toglie che verso la fine della loro carriera la loro decadenza era più che evidente per me.

Faccio un discorso diverso per Diso che su Tex per me è sempre stato come un pesce fuor d'acqua ma come tecnica è ancora un maestro. Ho letto il recente Speciale Mister No e vi dico che,  anche se qua e là si nota qualche difetto, pochi saprebbero disegnare così a quasi novant'anni. Evidentemente Mister No gli si confà di più, che altro dire?

Tra  gli attuali, diciamo che quello che è in fiondo alle mie preferenze è Cossu. Gli riconosco la bravura ma a prescindere che trovo gli altri più bravi, non riesce a stimolarmi, Il peggior difetto che gli addebito è una certa freddezza. Mi dà l'impressione che per lui disegnare Tex sia lo stesso che disegnare un qualunque altro personaggio. Gli danno una sceneggiatura e lui la esegue da bravo soldato, incassa il suo compenso e nulla di più.

Il tanto vituperato da alcuni Giacomo Danubio ci mette impegno e si sente, io almeno lo sento.

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<span style="color:red">12 ore fa</span>, Juan Ortega dice:

Io credo che sia la sintesi tra sceneggiatura e disegni a rendere una storia bella o brutta.

Non puoi prescindere dalla buona riuscita di queste due componenti.

Altrimenti la storia ti potrà piacere perché è fatta bene ma i disegni sono così così, oppure l'esatto contrario.

 

Io ho un debole per Erio Nicolò e, non a caso, le mie due storie preferite di Tex sono state disegnate da lui.

Questo però grazie anche a due sceneggiature appassionanti.

Potrei citarti diverse storie disegnate divinamente ma senza una trama coinvolgente e viceversa.

 

In genere un disegnatore che non ami particolarmente ti indispone alla lettura (a me è capitato soprattutto con Blasco, il cui tratto non digerisco per nulla) mentre lo sceneggiatore gode di maggior propensione alla fiducia del lettore.

A meno di qualche eccezione :P

Concordo con il secondo e terzo punto. Nicolò resta per me il top dei top, Blasco avrebbe potuto "rovinarMI" anche una storia  stupenda. Come dici tu mi "indispone alla lettura". Penso, per esempio, con estremo fastidio a I rapinatori del Missouri, il ritorno dell mano rossa, la banda del teschio,  La spia, Topeka, il seme dell'odio. Sono titoli che mi portano alla mente disegni fastidiosi e, pur trattandosi magari di buone storie, non riuscirei mai a riprenderle in mano, perchè, appunto, "mi indispone alla lettura". Cosa personale ovviamente. E questo risponde al primo punto, perchè, come ho detto, una bella storia disegnata male (no, mi correggo, disegnata in modo che non digerisco) non potrà mai piacermi. 

E ha ragione Carlo Monni. Come ho già detto, non apprezzavo Muzzi, però, storie come La dama di Picche o Wanted, le ricordo con estremo piacere e le rileggerei. A differenza del citato Blasco. Ma resto sulla mia idea che un disegnator può solo peggiorare una bella storia. Se il Grande inganno (per me la miglior storia di Tex in assoluto, seguita a ruota da Sulle piste del nord e Tra due bandiere) anzichè da Nicolò fosse stata disegnata da Blasco... Cioè, NIcolò non "migliora" la storia (magari sarebbe stata bellissima anche con Galep o Ticci o Letteri), è semplicemente adattissimo, direi perfetto. Ma un altro (cito ancora il "povero" Blasco) l'avrebbe per me, rovinata... 

 

Ps. Ha ragione Monni anche sul fatto che non ci sono disegnatori "peggiori", ma piuttosto "che non piacciono". Perfino Gamba ha avuto il suo perchè...

Ps2. Però, un fondo di verità di Juan vale anche per me. Infatti qualunque storia di Nicolò mi  piace.  E non solo quelle "epiche" che mi vengono facilmente in mente, come Le colline della paura, I due rivali, Sasquatch, Trapper, Fantasmi nel deserto, Il tiranno dell'isola, Gilas... 

Nicolò è l'unico caso in cui le storie sono belle perchè le disegna lui. 

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Non essendo uno specialista tecnico del fumetto ma solo un comune e appassionato lettore, io valuto un disegnatore sul risultato estetico finale, che per me deve significare "chiara e immediata leggibilità". Quindi, in genere non mi soffermo sulla composizione analitica della tavola e sulla tecnica realizzativa (tratto, chiaroscuro, retinatura, ecc.) ma guardo l'effetto finale d'insieme (quindi gli aspetti analitici li assorbo inconsciamente e li valuto sul risultato "estetico", non tecnico).

Il Tex di Galep o lo Zagor di Ferri, nei rispettivi tempi d'oro, rimangono per me insuperati in quanto hanno rappresentato il canone dei personaggi e dato una leggibilità immediata alle scene. Pur con stile molto diverso accosto a quei due mostri sacri anche Fusco, le cui tavole mi hanno sempre emozionato per quel suo tratto sí teso e nervoso, ma perfetto per rappresentare le atmosfere quasi "gotiche" di certi episodi.

Per analogia, pur riconoscendo il valore storico-artistico di un dipinto futurista di Giacomo Balla o cubista di Pablo Picasso (ad averne, in casa!), preferisco l'estetica emozionale pura di un campo di girasoli di Van Gogh (neanche quello ho in casa... :pianti:).

Edited by PapeSatan
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