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TWF - Tex Willer Forum

[741/744] Sierra Nevada


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La storia di Mefisto per gli utenti del forum TWF  

92 members have voted

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<span style="color:red">6 ore fa</span>, ElyParker dice:

Ottima osservazione. 

 

Mi sono posto la stessa domanda. Ma se fosse un'isola omonima? Dopo tutto tiburon significa squalo. 

Ti sburòn in Romagna significa anche altro:D

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<span style="color:red">21 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Ti sburòn in Romagna significa anche altro:D

Più che ti, ci.

Ci un gran sburòn.:D

L'è mei es un sburòn che un pataca, tanimodi.

  • +1 1
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, valerio dice:

Più che ti, ci.

Ci un gran sburòn.:D

L'è mei es un sburòn che un pataca, tanimodi.

Tanimodi potrebbe essere il nome di un prossimo nemico giapponese

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Il 29/10/2022 at 14:40, Exit dice:

 

Io ho distrutto Il segno di Cruzado per la rabbia tanto per dire.

 

Ehhhh che esagerazione

Al massimo lo metti da parte.

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<span style="color:red">21 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Tanimodi potrebbe essere il nome di un prossimo nemico giapponese

Si sono già visti giapponesi su Tex?

 

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On 10/29/2022 at 2:40 PM, Exit said:

Fino ai primi anni '70 c'è stata una crescita tumultuosa che si è più o meno stabilizzata ai tempi di Terra promessa. Fino ad allora le nuove leve sostituivano le uscite, perché anche ai bei tempi i giovani passavano ad altro.

Vero. È una cosa che tendiamo (io per primo) a dimenticare, quando diciamo che è "naturale" che una serie perde continuamente lettori dal primo numero.

 

Anche all'epoca era la sorte di gran parte dei fumetti "dimenticabili" che affollavano le edicole e di cui, oggi, non si ricorda più nessuno. Ma i grandi successi all'epoca diventavano "grandi successi" aumentando il pubblico man mano. Le massime vendite di Tex arrivarono dopo più di 20 anni di pubblicazioni in cui erano usciti 973 albi settimanali + più di cento Giganti.

 

E questo non in seguito ad un boom improvviso dovuto ad un restyling o a un reboot, ma semplicemente perchè, per vent'anni, costantemente ai attirato più nuovi lettori di quelli che perdevi!

 

Ma ve lo immaginate oggi un Magico Vento o un Dragonero che ha un continuo aumento di lettori fino a raggiungere il massimo dopo vent'anni con i numeri attorno al 250?

 

La cosa sarebbe inconcepibile. La cosa più vicina che si è vista più recentemente nella Bonelli è stato Dylan Dog, ed è stato un fenomeno molto più breve, tipo una fiammata, esploso pochissimi mesi dopo la partenza e che ha cominciato la sua lenta discesa dopo nemmeno dieci anni. Ed è successo oltre TRENTACINQUE anni fa!

 

Perché da allora le testate Bonelli (TUTTE, Tex compreso) perdono continuamente lettori mese dopo mese sin dal primo numero, tanto che è considerato un grande successo il "perderne pochi"?

 

È vero che il pubblico potenziale si è molto ristretto (negli anni 70 i fumetti li leggevano davvero tutti, oggi è un hobby di nicchia), ma questo significa solo che calano i numeri assoluti, magari invece di arrivare a un milione di copie arrivi a duecentomila (come Zerocalcare - e ora che ci penso, Zerocalcare - considerando il personaggio e il fatto che tutti i libri di Zerocalcare hanno come protagonista lo stesso gruppo di amici - è l'unico esempio recente di un fumetto che aumenta sempre costantemente i lettori e ormai lo fa da più di dieci anni, segno che ancora oggi è possibile)

 

Non tutto quello che ha fatto la Bonelli in questi 35 anni è da buttare, anzi.  Secondo me c'è stato un generale calo delle sceneggiature, ma è un dato medio fra tutte le testate, di fumetti sceneggiati benissimo ce ne sono stati un sacco. Perché non vendono? O meglio, perchè attirano un certo pubblico di curiosi, se va bene ne deludono pochi, e poi vanno avanti ad esaurimento man mano che i lettori si scocciano?

 

Ci sono anche fattori legati alle "mode" fumettistiche, l'onnipresente continuity è il bacio della morte: Dampyr potrebbe anche essere il fumetto più bello del mondo, ma chi se li legge quasi 300 numeri arretrati per capire l'antefatto? (Boselli si è ridotto a cercare lettori uno per uno anche nel forum: me sta' a tampinà...  :lol: ), e il calo generale di tavole prodotte da ogni disegnatore e dall'altra parte la proliferazione di speciali per qualunque serie non sia sull'orlo del fallimento portano a serie molto più discontinue rispetto al passato (volete mettere che esperienza differente è leggere per anni e anni un Tex scritto sempre da GL Bonelli e disegnato a rotazione da soli 5 disegnatori del calibro di Galep, Ticci, Letteri, etc dall'avere una serie in cui nello stesso anno si alternano una mezza dozzina di sceneggiatori contando anche gli speciali e una ventina di disegnatori, in cui magari passi da un albo di Villa (esperienza rara ormai) a uno di Torti o Danubio?

 

Ma credo che, a parte questi aspetti, la causa si può identificare con lo stesso nome del problema: gli albi Bonelli non sono più "popolari" (nel senso di vendite) perchè non sono più "popolari" (non sanno più parlare al "lettore comune" e non sanno attirarli)

 

E non ci provano nemmeno più, ormai...

 

On 10/29/2022 at 2:40 PM, Exit said:

Arrivati all'apice, fino a Caccia all'uomo tutto stabile, poi cominciano le magagne.

Si perché per chi c'era, e io ho letto in diretta la prima storia di Nolitta, fu la PRIMA vera sorpresa negativa, di cui non si capiva la causa anche se credo tutti pensarono non fosse un lavoro di GLB.

Difficile far capire lo shock di quella storia a chi non l'ha vissuta "in diretta"...

 

On 10/29/2022 at 2:40 PM, Exit said:

Io ho distrutto Il segno di Cruzado per la rabbia tanto per dire.

Io sono troppo collezionista per farlo, ma ti capisco benissimo! :censored2:

 

 

  • +1 2
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<span style="color:red">17 ore fa</span>, Diablero dice:

 

 

È vero che il pubblico potenziale si è molto ristretto (negli anni 70 i fumetti li leggevano davvero tutti, oggi è un hobby di nicchia), ma questo significa solo che calano i numeri assoluti, magari invece di arrivare a un milione di copie arrivi a duecentomila (come Zerocalcare - e ora che ci penso, Zerocalcare - considerando il personaggio e il fatto che tutti i libri di Zerocalcare hanno come protagonista lo stesso gruppo di amici - è l'unico esempio recente di un fumetto che aumenta sempre costantemente i lettori e ormai lo fa da più di dieci anni, segno che ancora oggi è possibile)

 

 

 

Si è ristretto eccome però se si guarda in una libreria qualsiasi quanto è aumentato e aumenta sempre più lo spazio dedicato ai manga (che io non ho mai letto) direi che a naso quello un pubblico ce l'hanno e sembrerebbe aumentare dato che tra un po' lo spazio fumetti sarà solo loro più zerocalcare e soci (minori)

 

ZC è un fuoriclasse assoluto,  ultimamente tra l'altro ha anche cambiato personaggi e ambientazioni al contrario di quanto dici. Io sinceramente mai e poi mai avrei pensato che Kobane calling piacesse e vendesse come i suoi lavori precedenti, invece con mia immensa gioia non solo è stato così ma il suo ultimo lavoro No sleep till Shengal racconta di una comunità praticamente sconosciuta al grande pubblico e sta andando benissimo comunque. Lui è praticamente Re Mida ormai, non  c'è nulla da dire se non chapeau. 

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39 minutes ago, Chinaski89 said:

ZC è un fuoriclasse assoluto,  ultimamente tra l'altro ha anche cambiato personaggi e ambientazioni al contrario di quanto dici. Io sinceramente mai e poi mai avrei pensato che Kobane calling piacesse e vendesse come i suoi lavori precedenti, invece con mia immensa gioia non solo è stato così ma il suo ultimo lavoro No sleep till Shengal racconta di una comunità praticamente sconosciuta al grande pubblico e sta andando benissimo comunque. Lui è praticamente Re Mida ormai, non  c'è nulla da dire se non chapeau. 

 

Cambia genere, non i protagonisti.

 

Finora ha detto che ha fatto un  unica storia totalmente di fantasia, "Dodici", che parla di un invasione zombie. E chi è "l'action hero" che salva il gruppo dei sopravvissuti? Secco. Il personaggio più presente in tutti gli altri volumi dopo Zero e L'Armadillo. E fra i personaggi c'è Zerocalcare e diversi altri personaggi "storici" della serie.

 

Ha fatto storie che rasentano il thriller (Un polpo alla gola), storie totalmente autobiografiche (La profezia dell'armadillo, Scheletri), storie slice-of-life corali (Macerie Prime I e II), saghe familiari (Dimentica il mio nome) e ovviamente la famiglia è la sua.

 

Con "Kobane Calling" ha fatto anche un reportage di guerra. Ma chi è il protagonista? Zerocalcare. Chi è l'amico a cui immagina di dover spiegare le cose? L'Amico Cinghiale. E ci sono, anche se in ruoli più piccoli del solito, la sua famiglia e i soliti amici.

 

Cambia il genere, ma i protagonisti sono sempre gli stessi. Ogni tanto se ne aggiunge qualcuno che diventa importante in volumi successivi e puoi divertirti a trovarlo disegnato già nei volumi precedenti, sullo sfondo o in vignette dove fa qualcosa senza che si dica il suo nome. Altri vanno e vengono, ma i protagonisti sono sempre loro. Anche quando Zero va a fare un reportage dalla Siria...

 

Mi piace il successo di Zerocalcare prima di tutto perchè lo merita, ma anche perchè è una enorme, plateale pernacchia a tutto quello che ci hanno detto per cinquant'anni sul "fumetto d'autore", sul fatto che i fumetti con gli stessi personaggi che tornavano sempre erano robaccia "non d'autore", che era comunque per pochi, etc.

 

Zarocalcare è tornato, a quarant'anni di distanza da GL Bonelli, a fare un fumetto "popolare" che per oltre dieci anni ha continuamente aumentato i lettori spaziando fra diversi genere (come faceva lui passando da "Fra due Bandiere" a "sulle piste del nord" a "Diablero" e "il figlio di mefisto" a "San Francisco" a "il fiore della morte": bellico/storico, western classico, horror e mistero, storie urbane e viaggi per nave nei mari del sud, e fantascienza...). E sfido chiunque a dire che non fa "fumetto d'autore" (dimostrando definitivamente che è una divisione stupida e farlocca, e si capiva già 50 anni fa...)

 

58 minutes ago, Chinaski89 said:

più zerocalcare e soci (minori)

Purtroppo, molto, molto, molto minori. La Bao ogni tanto lancia annunci trionfalistici sulle vendite di Zerocalcare (tiratura del nuovo libro, oltre 200.000 copie in prima tiratura, ha ufficialmente scavalcato Tex e ora è il fumetto italiano più venduto), e sulle vendite totali del suo catalogo. Ma se sottrai alle vendite totali dichiarate le vendite di Zerocalcare, rimane pochissimo, da dividersi fra tutti gli altri autori. Anche se pian pianino le vendite in libreria aumentano (ma è un effetto anche del maggior numero di volumi), non esiste il fantomatico "boom delle graphic novel": esiste il boom di Zerocalcare. Punto. È l'autore, non il formato o il punto vendita.

 

1 hour ago, Chinaski89 said:

Si è ristretto eccome però se si guarda in una libreria qualsiasi quanto è aumentato e aumenta sempre più lo spazio dedicato ai manga (che io non ho mai letto) direi che a naso quello un pubblico ce l'hanno e sembrerebbe aumentare dato che tra un po' lo spazio fumetti sarà solo loro

 

I manga non sono paragonabili ai Bonelli. Tradurre fumetti costa un infinitesimo rispetto a produrli. Se ogni manga che vedi in edicola avesse un costo di produzione paragonabile al costo di un albo Bonelli (più di cento volte maggiore di quello di un manga) ne vedresti molti meno.

 

Detto questo, i manga sono l'esempio di come si possono ancora vendere milioni di fumetti anche in un paese dove TV e Internet e Smartphone sono diffusi come da noi se non di più. Ed è un paese dove i manga sono comunque un po' "disprezzati" (praticamente come in Italia. Anche lì la stampa spesso associa fumetti ai peggiori delitti con articoli scandalistici), mica come in Francia dove sono sostenuti da fondi pubblici e i chi fa fumetti e non guadagna abbastanza può prendere il loro Reddito di Cittadinanza (un articolo che leggevo tempo fa citava cifre secondo cui un terzo degli autori francesi lo prende. Altrimenti dovrebbe cambiare mestiere)

 

E ci sarebbero un sacco di idee da prendere dall'editoria a fumetti giapponese! Per esempio...

1) Non si accettano nuove serie se l'autore non ha già un finale "possibile" dopo pochissime puntate (tipicamente abbastanza da riempire tre volumi monografici), il lettore non deve mai spendere soldi e trovarsi una storia senza finale (ogni tanto capita comunque, se l'autore muore o si chiude in un monastero o finisce in manicomio, ma è un caso fortuito, non il destino di tutte le serie open ended...

2) Non esistono serie open-ended. Ogni serie deve avare un finale. Se ha davvero un successo straordinario possono tirarla in lungo anche per decenni (aumentando a dismisura il rischio che l'autore ci lasci la pelle per i ritmi di lavoro massacranti prima di scrivere il finale. Vedi Berserk), ma un finale ci deve essere. (Se Tex fosse stata una serie giapponese sarebbe probabilmente comunque durata fino agli anni 70 perchè vendeva così tanto, ma appena GL Bonelli avesse dimostrato i primi problemi di salute abbastanza gravi gli avrebbero fatto scrivere il finale della serie.

3)...e un sacco di altre cose che spingerebbero gli autori a produrre più in fretta e fare solo cose che vendono, ma in Italia credo non si possano fare, lo schiavismo è proibito...  :lol:

 

Ma già solo le prime due cose fanno vedere una differenza con il fumetto Bonelli: purtroppo la produzione Bonelli è sempre andata verso la pubblicazione di delusioni certe.  Se nessuno è in grado di scrivere fumetti che aumentino i lettori nel tempo, i lettori calano con il tempo, ma la serie si trascina comunque: i disegnatori migliori vanno altrove perchè quel fumetto non può più permetterseli (vedi Diso e Mister No, De Angelis e Nathan Never, etc.), gli autori originali invecchiano e si stufano, man mano che calano le vendite ci si affida sempre più a chi costa poco o non ha niente da fare, quindi esordienti o autori che non vuole nessuno perchè fanno crollare le vendite, in questa maniera si deludono sempre più lettori, le vendite calano ancora in questa spirale della morte finché...  la serie muore. Con un finale improvvisato e deludente o magari manco quello. Il lettore non può mai avere un finale soddisfacente, perchè se continua a comprare non avrà il finale, finché la qualità non sarà calata abbastanza da mandarlo via.

 

E delusione dopo delusioni, arriviamo allo (scarsissimo) interesse dimostrato ormai dai lettori per le nuove serie, e la rassegnazione con cui comprano ancora testate solo per abitudine.

 

Con questo tipo di modello editoriale la Bonelli può andare bene solo se ha autori in grado di tenere costanti le vendite per un sacco di tempo o addirittura di farle aumentare (tipo GL Bonelli e Guido Nolitta), e se presenta testate con storie autoconclusive che non prevedano alcun "finale".  

 

E invece da quarant'anni ormai cosa abbiamo? Storie con forte continuity che richiedono (come tutte le storie con forte continuity) un "finale"  realizzate da autori che non solo non fanno aumentare le vendite (cosa oggi effettivamente difficile), ma spesso le fanno calare in fretta. Sfornando serie che seguono praticamente sempre la trafila vista prima, arrivando con certezza del 100% ad un finale deludente. (se non mi credete, pensate alla serie Bonelli più acclamata degli ultimi 50 anni, Ken Parker. E che finale ha avuto)

 

Cosa hanno imparato invece gli editori e autori taliani dai giapponesi? Solo a fare gli occhioni e le linee cinetiche fitte...  :rolleyes:

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  • co fondatore

Confesso che, nonostante l'off topic, questa è secondo me tra le migliori discussioni del forum. Quindi stavolta faccio un'eccezione.

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On 10/31/2022 at 4:23 PM, Diablero said:

Purtroppo, molto, molto, molto minori. La Bao ogni tanto lancia annunci trionfalistici sulle vendite di Zerocalcare (tiratura del nuovo libro, oltre 200.000 copie in prima tiratura, ha ufficialmente scavalcato Tex e ora è il fumetto italiano più venduto), e sulle vendite totali del suo catalogo. Ma se sottrai alle vendite totali dichiarate le vendite di Zerocalcare, rimane pochissimo, da dividersi fra tutti gli altri autori. Anche se pian pianino le vendite in libreria aumentano (ma è un effetto anche del maggior numero di volumi), non esiste il fantomatico "boom delle graphic novel": esiste il boom di Zerocalcare. Punto. È l'autore, non il formato o il punto vendita.

A proposito, mi sono letto anche "No Sleep Till Shangal", il suo quattordicesimo libro uscito pochi giorni fa. Ed è il solito dannato capolavoro.

 

Ed è, come Kobane Calling, un reportage fumettistico romanzato, stavolta riguardante un viaggio nell'enclave di Shengal in Iraq, controllato attualmente dalla minoranza etnica degli Ezidi dopo il massacro compiuto dall'Isis otto anni fa. Stavolta, a differenza che con Kobane Calling, non c'è una guerra in corso a pochi km di distanza. Ci sono attacchi di droni turchi costanti sulla popolazione civile, ma quella in Europa non la chiamiamo "guerra" (e il volume spiega perchè) e Zerocalcare non ne è testimone. Eppure, c'è una tensione fortissima ad ogni pagina, e ti tiene attaccato lì finché non finisci il volume.

 

Questo è saper raccontare. A parte tutti i meriti informativi e divulgativi, a parte il fatto che è un bene che libri così esistono per farci sapere le cose di cui i nostri media non parlano mai, gli altri libri su questi temi (quando esistono) vendono un millesimo se va bene. Le cose è giusto dirle, ma se le sai anche raccontare bene, è meglio.

 

Ed è un libro che in pratica è tutto una spiegazione, pagina dopo pagina, Zerocalcare che spiega, racconta, illustra, e divulga. Ci sono scene oggettivamente drammatiche (tipo una scena che pare presa da un film di Tarantino ad un posto di blocco) ma sono poche pagine, per il resto riesce a creare dramma (necessario per agguantare l'interesse del lettore) e umorismo (per non rendere insopportabile il contatto con certi temi davvero forti) semplicemente con la narrazione.

 

Per certi aspetti mi ricorda Nolitta, e la sua capacità di "saper narrare" storie che, se le guardi, erano strapiene di buchi narrativi e di magagne, nei suoi Zagor e Mister No (se ti vai ad analizzare cosa succede ne "La Marcia della Disperazione", Zagor fa più danni che se non fosse intervenuto. Ma mentre lo leggi non te ne accorgi, finché non te lo fanno notare o una volta lo noti, e non capisci come hai fatto a non vederlo prima). Il narrare è un gioco di prestigio, devi far sì che il lettore veda certe cose e NON NE VEDA altre.

 

Per questo lo "spiegone" è il nemico della narrazione, impedisce l'immersione nella trama e quel gioco di prestigio. "No Sleep Till Shangai" da questo punto di vista potrebbe essere un libro di testo per fumettisti: 200 pagine di spiegazioni, spiegazioni, spiegazioni...  e nemmeno uno "spiegone". Zerocalcare si inventa persino un dialogo immaginario con la testa mozzata di Cartesio (e uno con il fratello di Peppe Pig) per esprimere i suoi dubbi come dialoghi e non come monologhi (solo che è un metodo personale che funziona per lui, magari non è insegnabile ad altri, non vorrei vedere Tex che dialoga con Cartesio. D'altronde anche le storie di Nolitta con i loro buchi non le metterei come esempi per nuovi sceneggiatori...)

 

La capacità di narratore di Nolitta si inceppava con Tex. Se vai a vedere i suoi dialoghi su Zagor sono prolissi, melodrammatici e ripetitivi come quelli su Tex, ma nei suoi Tex manca qualcosa di indefinibile: su Zagor non te ne accorgevi, su Tex sì. In mancanza di altre spiegazioni di solito dico che si vede se l'autore si è divertito a scrivere una storia o no. Nilitta scriveva Tex per "dovere" ma non ne aveva alcuna voglia, e si vede. (e poi sì, c'era anche il fattore "questo Tex è irriconoscibile", ma funziona su chi Tex lo leggeva, nessuno fra gli appassionati di Nolitta mette le storie di Tex fra le sue migliori, anche senza quel fattore)

 

Per tornare in topic (stavolta l'ho presa molto larga), il Boselli di questa storia (la seconda, intendo, per me è sbagliato trattarla come un unica cosa con quella dei Cestaro), mi sembra come il Nolitta su Tex: pare il solito Boselli (anche se si nota uno spiegazionismo molto più accentuato del solito e dialoghi più pesanti e ripetitivi), ma manca qualcosa.

 

Ho il sospetto (anche se probabilmente lui lo negherà sempre) che anche lui non si sia divertito molto a scrivere questa storia.

 

Anche nei commenti, un po' troppe volte ne parla come di un "dovere" per "sanare" il finale della mefistolata. E questo ha ridotto questa storia alla "Mefistolata parte 2": scritta molto meglio della prima, ma alla fine invece di esserne la negazione (cosa che comunque Boselli ha detto che non era mai stata sua intenzione fare. Sbagliando. La Mefistolata andava negata, o almeno corretta, c'erano un sacco di cose inaccettabili, mica solo che Mefisto alla fine era libero), ne è diventata la celebrazione. Per fare la "seconda parte" che correggeva quell'unico problema (lasciando inalterati gli altri, sancendo infatti che è vero, Tex non sa seguire una traccia dopo cinque minuti) l'ha risollevata dal fondo, dove giaceva dimenticata da decenni, e ce l'ha risbattuta sul naso.

 

La prima storia dei Cestaro, a parte il problema delle cinghie (a proposito, Borden ha ammesso che fu una correzione redazionale a fare il casino, magari sarebbe meglio la spiegasse, almeno per salvare l'onore dei Cestaro...) era, per sua stessa ammissione, "solo una storia di Mefisto" senza obblighi vero la Mefistolata, e infatti funziona molto meglio.

 

Secondo me, purtroppo, con queste due storie e quella precedente di Yama, Boselli certifica che la sua visione "ossessivamente microspiegazionistica" del magico (che lo trasforma nelle notti di Luna Piena in un Burattini Mannaro) è incompatibile con i personaggi "Magici" di GL Bonelli. Quindi spero che non li tocchi più, ma che inserisca nella serie altri personaggi magici più affini alla sua visione. E che non faccia più storie "per dovere" per "correggerne" altre. Le storie "sbagliate" andrebbero ignorate e basta, non tirate fuori dal dimenticatoio per ri-sbattercele in faccia. E in questa ultima storia di Mefisto, queste cose si sono sommate insieme con il risultato che abbiamo letto tutti...

 

P.S.: per me l'eccesso di "spiegoni" e di dialoghi prolissi e spiegazionisti nelle ultime storie è dovuto anche alla eccessiva richiesta di storie di Tex. È una cosa nota che la prima stesura di ogni cosa, in genere, è quella più lunga e prolissa. Quando la riguardi magari aggiungi qualcosa ma togli un sacco di lungaggini e ripetizioni. (Almeno, a me capita così, se li riguardo anche solo una volta i miei post dimezzano la lunghezza. E sì, anch'io scrivo troppo e dovrei postare di meno e controllarli con più calma, e si vede, ma se lo faccio poi non sto dietro a tutte le cose di cui voglio parlare). Molte delle lungaggini in questa storia sembrano cose che non sarebbero sopravvisute non dico ad una revisione di un Canzio o di un Sergio Bonelli, ma nemmeno ad un Borden che avesse più tempo per limare con calma le proprie sceneggiature...

 

Poi vabbè, predico bene e razzolo male: dovrei limare anche questo post ma chi ne ha voglia? :lol:

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Concordo, ma direi che forse forse sarebbe meglio mettere da parte proprio il magico su Tex oramai.

Troviamo nuovi nemici, ma western (o al limite stile Tigre), ma basta magia, anche perchè ne ha fatta tanta GLB e comunque trovare un personaggio magico potenzialmente più pericoloso di Mefisto mi pare impossibile.

Già sono 70 anni che c'è questa specie di Demonio e ad ogni storia, nonostante i suoi poteri quasi illimitati, le prende di santa ragione, meglio nemici in carne ed ossa fatti bene.

E lo dice uno che ha come nemico preferito Mefisto, ma anche basta magia.

Abbiamo pure visto cosa è successo con Ruju, sul tema...

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Essendo stato molto impegnato a Lucca, ho solo letto senza commentare (ho già espresso il mio punto di vista) questo interminabile post.

 

Devo solo far notare, perché nessuno l'ha fatto, nonostante le evidenze contrarie, una inesattezza grave di Diablero a sostegno di una sua tesi.

 

Non vado a cercare la frase esatta per mancanza di tempo.

Diablero sostiene che la Bonelli ristampi solo le storie di GL Bonelli perché solo quelle vendono. Ma non è semplicemente vero! Basta guardare il catalogo dei libri per notare che ci sono anche storie mie e di Nizzi (e di Nolitta). I libri della serie Tex Willer, per es., vendono molto bene, prova ne è che vengono di frequente ristampati!

 

 

Edited by borden
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24 minutes ago, borden said:

Devo solo far notare, perché nessuno l'ha fatto, nonostante le evidenze contrarie, una inesattezza grave di Diablero a sostegno di una sua tesi.

 

Non vado a cercare la frase esatta per mancanza di tempo.

Diablero sostiene che la Bonelli ristampi solo le storie di GL Bonelli perché solo quelle vendono. Ma non è semplicemente vero! Basta guardare il catalogo dei libri per notare che ci sono anche storie mie e di Nizzi (e di Nolitta). I libri della serie Tex Willer, per es., vendono molto bene, prova ne è che vengono di frequente ristampati!

 

 

Ma io non ho detto che "solo" i libri di GL Bonelli vengono ristampati.

 

(sarebbe stato anche strano, visto che in questo momento dal mio PC posso vedere in libreria ad occhio almeno una mezza dozzina di volumi che ristampano storie tue...)

 

Ho detto che l'evidente sproporzione fra i volumi dedicati alle storie di GL Bonelli e quelle di Nizzi o di altri, visto che la Bonelli non è un ente di beneficenza e mira a vendere, significa che le storie di GL Bonelli, dopo cinquant'anni e più, continuano a vendere tanto. Tanto che è appena uscita l'ennesima ristampa de "il giuramento", che non conto più quante volte è stato ristampato.

 

Poi è ovvio che non viene ristampato solo lui (in questi giorni è uscito "l'uomo senza passato" in volume e la artist edition di "Il pueblo perduto"), vengono ristampate storie di Nizzi, tue, di Nolitta e persino di Manfredi. Ma quante?

 

Nel tuo caso si è iniziato a ristamparle relativamente da poco, e ancora solo poche storie in gran parte molto recenti (quelle di Tex Willer, quella di Yama, etc), direi che l'unico "classico" uscito da molto tempo che ha avuto diverse ristampe è il Passato di Carson. Persino una storia epica come Gli Invincibili non era stata ristampata. Nizzi ha avuto diversi texoni ristampati, ma a fare traino era sempre il disegnatore "prestigioso" (Magnus, Kubert, etc.), che è il motivo per cui è stato ristampato anche Manfredi (e la tua Patagonia, anche se lì è innegabile che anche la forza della storia ha influito). Ma se escludiamo i texoni, quante storie di Nizzi sono state ristampate? Quante hanno avuto continue ristampe più e più volte, di quelle nella serie regolare? Così a memoria non mi vengono in mente più di una manciata di titoli, e comunque anche le storie più ristampate non arrivano nemmeno vicine al numero di ristampe delle storie di GL Bonelli.

 

Tutti vecchi lettori nostalgici che si comprano 20 edizioni diverse de "il giuramento"?

 

Ricorda che la discussione riguardava quanto fosse "superato" GL Bonelli e quanto poco piacesse ai nuovi lettori...

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20 minuti fa, Diablero dice:

Ma io non ho detto che "solo" i libri di GL Bonelli vengono ristampati.

 

(sarebbe stato anche strano, visto che in questo momento dal mio PC posso vedere in libreria ad occhio almeno una mezza dozzina di volumi che ristampano storie tue...)

 

Ho detto che l'evidente sproporzione fra i volumi dedicati alle storie di GL Bonelli e quelle di Nizzi o di altri, visto che la Bonelli non è un ente di beneficenza e mira a vendere, significa che le storie di GL Bonelli, dopo cinquant'anni e più, continuano a vendere tanto. Tanto che è appena uscita l'ennesima ristampa de "il giuramento", che non conto più quante volte è stato ristampato.

 

Poi è ovvio che non viene ristampato solo lui (in questi giorni è uscito "l'uomo senza passato" in volume e la artist edition di "Il pueblo perduto"), vengono ristampate storie di Nizzi, tue, di Nolitta e persino di Manfredi. Ma quante?

 

Nel tuo caso si è iniziato a ristamparle relativamente da poco, e ancora solo poche storie in gran parte molto recenti (quelle di Tex Willer, quella di Yama, etc), direi che l'unico "classico" uscito da molto tempo che ha avuto diverse ristampe è il Passato di Carson. Persino una storia epica come Gli Invincibili non era stata ristampata. Nizzi ha avuto diversi texoni ristampati, ma a fare traino era sempre il disegnatore "prestigioso" (Magnus, Kubert, etc.), che è il motivo per cui è stato ristampato anche Manfredi (e la tua Patagonia, anche se lì è innegabile che anche la forza della storia ha influito). Ma se escludiamo i texoni, quante storie di Nizzi sono state ristampate? Quante hanno avuto continue ristampe più e più volte, di quelle nella serie regolare? Così a memoria non mi vengono in mente più di una manciata di titoli, e comunque anche le storie più ristampate non arrivano nemmeno vicine al numero di ristampe delle storie di GL Bonelli.

 

Tutti vecchi lettori nostalgici che si comprano 20 edizioni diverse de "il giuramento"?

 

Ricorda che la discussione riguardava quanto fosse "superato" GL Bonelli e quanto poco piacesse ai nuovi lettori...

 

 

E la mia risposta papale papale è che la tua conclusione è semplicemente  sbagliata. Le storie di Gl Bonelli non si ristampano perché vendono più delle altre, ma solo perché, ovviamente, tutti crediamo che GL Bonelli meriti l'onore  più di chiunque altro!!! Ciò nonostante, storie mie, di Nizzi, di Nolitta sono state ristampate e si ristamperanno e, credimi, vendono tutte, più o meno, allo stesso modo!

 

 

Il caso di Zagor, per es, è simile. Anzi, peggiore per i nuovi autori. Sinora in volume sono state ristampate SOLO storie di Nolitta per una scelta editoriale che personalmente NON condivido e dovuta al fatto che chi decide semplicemente non ha letto le storie mie e di Moreno che all'estero invece sono ristampate con successo. Presto uscirà un libro zagoriano di Moreno che IO ho imposto e a questo forse farà seguito una mia storia. Si tratta di decisioni prese in alto che non hanno nessun riscontro di vendite anche perchè, in questo caso, non essendo   mai uscite in Italia ristampe librarie di storie zagoriane del duo BB, non c'è alcuna riprova  che venderebbero meno di quelle di Sergio. (io sono, pensa un po', convinto del contrario). 

Edited by borden
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<span style="color:red">11 ore fa</span>, valerio dice:

Concordo, ma direi che forse forse sarebbe meglio mettere da parte proprio il magico su Tex oramai.

Troviamo nuovi nemici, ma western (o al limite stile Tigre), ma basta magia, anche perchè ne ha fatta tanta GLB e comunque trovare un personaggio magico potenzialmente più pericoloso di Mefisto mi pare impossibile.

Già sono 70 anni che c'è questa specie di Demonio e ad ogni storia, nonostante i suoi poteri quasi illimitati, le prende di santa ragione, meglio nemici in carne ed ossa fatti bene.

E lo dice uno che ha come nemico preferito Mefisto, ma anche basta magia.

Abbiamo pure visto cosa è successo con Ruju, sul tema...

 

Ma anche no. Il magico su Tex va benissimo di tanto in tanto e non è mica solo Mefisto (che comunque prima o poi tornerà).

 

Ah Diablero, sull'ultima fatica di zerocalcare (grazie tra l'altro della disamina più su, molto bella) concordo in pieno col tuo giudizio. Il solito dannato capolavoro. 

 

Sulle ristampe concordo invece con Boselli che sarebbe ora di ristampare per Zagor storie del rinascimento i cui picchi personalmente preferisco anche a quasi tutte le migliori storiche di Nolitta (che mi piacciono molto ovviamente). Per Tex non è mai stata ristampata Gli eroi del Texas? Rimediare subito in caso. Anche quella dei giustizieri di Vegas se non ristampata meriterebbe assai. E tante altre

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<span style="color:red">38 minuti fa</span>, Chinaski89 dice:

 

Ma anche no. Il magico su Tex va benissimo di tanto in tanto e non è mica solo Mefisto (che comunque prima o poi tornerà).

 

Ah Diablero, sull'ultima fatica di zerocalcare (grazie tra l'altro della disamina più su, molto bella) concordo in pieno col tuo giudizio. Il solito dannato capolavoro. 

 

Sulle ristampe concordo invece con Boselli che sarebbe ora di ristampare per Zagor storie del rinascimento i cui picchi personalmente preferisco anche a quasi tutte le migliori storiche di Nolitta (che mi piacciono molto ovviamente). Per Tex non è mai stata ristampata Gli eroi del Texas? Rimediare subito in caso. Anche quella dei giustizieri di Vegas se non ristampata meriterebbe assai. E tante altre

Va benissimo, si, ma deve essere fatto bene.

Ultimamente abbiamo avuto la storia di Ruju, che nonostante la stima per Ruju devo purtroppo definire la peggior storia di Tex degli ultimi 10 anni, e le due di Mefisto molto controverse come abbiamo visto.

E' ovvio che chi dice, anche sui social, che Tex è solo cavalcate, indiani e western puro sproloquia e che GLB metteva parecchia magia e affini, ma deve essere centellinata e plausibile...

 

Il problema è che più di Mefisto è difficile trovare come avversario magico, e se persino Meisto fa sempre la figura del cioccolataio figurati gli altri...:D

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Penso e spero di intervenire per l'ultima volta in questa discussione.
Borden aveva tutto ll diritto di mettere mano ad una storia fallata e lo ha fatto in maniera convincente e credo definitva.
La prima parte poteva essere anche un episodio senza Mefisto, perché poi non c'è un vero collegamento necessario con la seconda vicenda, ma va bene e pregi e difetti sono già stati abbondantemente illustrati.
La seconda è una somma e chiude bene: Mefisto torna nell'aldilà, Yama torna ad essere un inutile idiota, Lily viene preservata perché potrebbe tornare utile. Gli orientali hanno già dato, Ruth che provocava emozioni all'eterno più Arrapaho che Navajo  Kit Willer svernerà a lungo a Yuma o giù di lì.
Io per sette mesi mi sono appassionato.

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Chinaski89 dice:

 

Ma anche no. Il magico su Tex va benissimo di tanto in tanto e non è mica solo Mefisto (che comunque prima o poi tornerà).

 

Ah Diablero, sull'ultima fatica di zerocalcare (grazie tra l'altro della disamina più su, molto bella) concordo in pieno col tuo giudizio. Il solito dannato capolavoro. 

 

Sulle ristampe concordo invece con Boselli che sarebbe ora di ristampare per Zagor storie del rinascimento i cui picchi personalmente preferisco anche a quasi tutte le migliori storiche di Nolitta (che mi piacciono molto ovviamente). Per Tex non è mai stata ristampata Gli eroi del Texas? Rimediare subito in caso. Anche quella dei giustizieri di Vegas se non ristampata meriterebbe assai. E tante altre

"I giustizieri di Vegas" è stata ristampata a colori alcuni anni fa nella serie costa rossa.

Mastantuono a colori è un crimine (tranne quando fa Disney), ma l'edizione merita tantissimo.

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10 ore fa, Laramie dice:

"I giustizieri di Vegas" è stata ristampata a colori alcuni anni fa nella serie costa rossa.

Mastantuono a colori è un crimine (tranne quando fa Disney), ma l'edizione merita tantissimo.

Ah ecco, beh è una storia che sarebbe stato un delitto non sfruttare per una ristampa. Non lo sapevo, chiedo venia ma non compro mai edizioni di pregio di storie che ho già salvo rarissimi casi (Patagonia e Magnus) 

11 ore fa, San Antonio Spurs dice:

Penso e spero di intervenire per l'ultima volta in questa discussione.
Borden aveva tutto ll diritto di mettere mano ad una storia fallata e lo ha fatto in maniera convincente e credo definitva.
La prima parte poteva essere anche un episodio senza Mefisto, perché poi non c'è un vero collegamento necessario con la seconda vicenda, ma va bene e pregi e difetti sono già stati abbondantemente illustrati.
La seconda è una somma e chiude bene: Mefisto torna nell'aldilà, Yama torna ad essere un inutile idiota, Lily viene preservata perché potrebbe tornare utile. Gli orientali hanno già dato, Ruth che provocava emozioni all'eterno più Arrapaho che Navajo  Kit Willer svernerà a lungo a Yuma o giù di lì.
Io per sette mesi mi sono appassionato.

 

Più o meno concordo con te nel giudizio, anche io ho apprezzato, non concordo sul definitivo perchè nella narrativa seriale niente è meno definitivo della morte dei nemici. Comunque per un bel po' non ci penseranno nemmeno. Non capisco perchè pensi e speri di intervenire per l'ultima volta, hai una pistola alla tempia che ti costringe ad intervenire? :P

 

Valerio sarei meno pessimista, lo stesso Boselli ha scritto ottime storie a tema fantastico senza Mefisto. Non è che perchè lui è il top non si possono trovare nemici rognosi in maniera diversa. Penso alla stirpe dell'abisso piuttosto che alla storia dell'alchimista. Altrimenti il tuo ragionamento varrebbe a maggior ragione per i soliti pistoleri scalcagnati no? 

Edited by Chinaski89
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Chinaski89 dice:

Ah ecco, beh è una storia che sarebbe stato un delitto non sfruttare per una ristampa. Non lo sapevo, chiedo venia ma non compro mai edizioni di pregio di storie che ho già salvo rarissimi casi (Patagonia e Magnus) 

Più o meno concordo con te nel giudizio, anche io ho apprezzato, non concordo sul definitivo perchè nella narrativa seriale niente è meno definitivo della morte dei nemici. Comunque per un bel po' non ci penseranno nemmeno. Non capisco perchè pensi e speri di intervenire per l'ultima volta, hai una pistola alla tempia che ti costringe ad intervenire? :P

 

Valerio sarei meno pessimista, lo stesso Boselli ha scritto ottime storie a tema fantastico senza Mefisto. Non è che perchè lui è il top non si possono trovare nemici rognosi in maniera diversa. Penso alla stirpe dell'abisso piuttosto che alla storia dell'alchimista. Altrimenti il tuo ragionamento varrebbe a maggior ragione per i soliti pistoleri scalcagnati no? 

Ma sai, i pistoleri scalcagnati fanno parte della "base" di questo fumetto, fumetto western. Insomma sono indispensabili, come gli indiani. Stregoni, Demoni e creature fantastiche lo sono molto meno su Tex. Sono un di più, ben presente nella lunga storia della saga, ma a dir molto parliamo di un impatto del 10 per cento. E per un di più ci vuole qualcosa di ben speciale e impattante secondo me.

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ATTENZIONE SPOILER-ATTENZIONE SPOILER.

 

Dopo aver letto con calma la saga dei sette albi dedicati a Mefisto,non posso che essere eccellentemente soddisfatto della storia.L'azione e tutta la trama improntata su di un inseguimento da parte dei nostri fila liscia è intrigante e coinvolgente,I dialoghi non sono mai pesanti,una storia di 7 albi deve essere contemplata nei giusti tempi per essere apprezzata,e io,che non riesco più causa una vista che si affatica a leggere un albo tutto di un fiato,ho giustamente preso i miei tempi per godermi questa saga appena conclusa.

Padma sicuramente è il personaggio chiave e decisivo dell'intera narrazione,Yama è relegato giustamente al ruolo che gli compete,non mai incisivo come comunque merita,Mefisto credendosi un onnipotente del regno degli inferi,scopre con sua amarezza di dover sottostare alle sue leggi,anche a quelle che a lui non aggradano.

Tex il giusto tra i giusti,colui che solo può con il suo tocco far tornare Padma la da dove per aver ricorso al male contro il male sembra sia stato relegato in compagnia di Mefisto.

Si riscopre un Kit Willer molto più maturo,e sebbene papà Tex sia sempre ,giustamente,in apprensione per lui,si trova sempre a gettarsi a capofitto nelle parti più pericolose della storia a fianco di Tex.Gran bella cosa questa,molto apprezzata.

Lily Dickart lascia aperta la possibilità di sviluppi futuri,grazie alla sua rocambolesca fuga.I comprimari servono ottimamente a tenere e ad accompagnare la struttura della narrazione,poco importa se piacciono o meno,l'importante è che servano egregiamente allo scopo.Kit Carson e Tiger sanno mantenere un impegno ed un affiatamento importante,perchè importante è il nemico in questione.Ripeto avvincente,originale e mai ripetitiva,è stato come guardare un gran film a puntate con la voglia di riprendere l'avventura col nuovo albo che usciva e dandosi il tempo di gustarselo in tutti i dettagli.I disegni dai Cestaro a Civitelli,quest'ultimo assolutamente adatto a sviluppare la narrazione grafica con il suo bel tratto originale.

Mefisto infine torna padrone dei demoni che ha tanto invocato e che decretano la sua uscita dal mondo terreno,tenendolo schiavo del luogo a cui è stato relegato.

Insomma potrei non aver descritto tutta la piacevolezza di questa grande lettura,grande Boselli per aver creato su un personaggio storico della saga texiana,una storia originale ed eccellente,come il voto che ho dato.

 

nb* per quanto mi riguarda la minore mia presenza sul forum,lascia maggior tempo alla lettura e a considerazioni più pacate e oggettive,non c'è più la fretta nella lettura e nelle opinioni.

Edited by Pallino
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Il 3/11/2022 at 08:03, Chinaski89 dice:

Ah ecco, beh è una storia che sarebbe stato un delitto non sfruttare per una ristampa. Non lo sapevo, chiedo venia ma non compro mai edizioni di pregio di storie che ho già salvo rarissimi casi (Patagonia e Magnus) 

Più o meno concordo con te nel giudizio, anche io ho apprezzato, non concordo sul definitivo perchè nella narrativa seriale niente è meno definitivo della morte dei nemici. Comunque per un bel po' non ci penseranno nemmeno. Non capisco perchè pensi e speri di intervenire per l'ultima volta, hai una pistola alla tempia che ti costringe ad intervenire? :P

 

Valerio sarei meno pessimista, lo stesso Boselli ha scritto ottime storie a tema fantastico senza Mefisto. Non è che perchè lui è il top non si possono trovare nemici rognosi in maniera diversa. Penso alla stirpe dell'abisso piuttosto che alla storia dell'alchimista. Altrimenti il tuo ragionamento varrebbe a maggior ragione per i soliti pistoleri scalcagnati no? 

Ultimo intervento perché ho esaurito gli argomenti. Sul definitivo concordo: ma ci vorrà qualcuno fra molto tempo che si riprenda la briga di riproporre nuovamente Mefisto, che resta senza dubbio l'avversario per eccellenza.

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Ultimo intervento perché ho esaurito gli argomenti. Sul definitivo concordo: ma ci vorrà qualcuno fra molto tempo che si riprenda la briga di riproporre nuovamente Mefisto, che resta senza dubbio l'avversario per eccellenza.

L'unico modo che vedo per riproporre Mefisto è una ristampa.

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