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[745/747] Vancouver


MacParland
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Tutto su Vancouver  

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Disclaimer: tutto quel che segue è un’opinione personale.

 

Ma che bellezza, ma che piacere.

Letta come al solito tutta d’un fiato dopo aver atteso di avere la storia completa... mi sono proprio divertito.

 

Soggetto e sceneggiatura hanno tutto, l’ambientazione canadese, la “Storia”, un cattivo cattivissimo, un personaggio femminile scintillante, i 4 pards al completo (e Carson in gran spolvero), comprimari per cui provare empatia, violenza a volontà, inseguimenti, scazzottate, sparatorie, un buon ritmo…

Non so, e francamente non mi interessa, dove si collochi come “valore” all’interno della produzione di Ruju, questa per me è semplicemente una bella storia punto e basta. :clapping:

 

E poi ci sono i disegni.

 

Semplicemente strepitosi, Mastantuono fa mirabilie con i neri e con il tratteggio, ci regala “semi-splash pages” favolose, caratterizza i personaggi splendidamente (si, anche quando li disegna lombrosianamente come Bailey e Warberg, con quest’ultimo in particolare che sembra uscito dal Dick Tracy di di Chester Gould). Un capolavoro di espressività e dinamismo.

Sono sempre stato un suo fan ma nell’ ottima scuderia di disegnatori texiani lui in questo momento è il mio preferito. :ok:

 

Mancano i difetti? No, certo che no, difficile che accada in 330 pagine, soprattutto se esaminate con il microscopio, ma sono veramente delle quisquilie.

 

Personalmente mi piacerebbe non vedere più duelli al coltello almeno fino al 2028 e qualche ferita di striscio in meno non guasterebbe, ma d’altra parte stiamo leggendo una serie periodica che ha passato da anni il numero 700 e riguardo alla salute dei protagonisti sappiamo già come va a finire (a questo servono i comprimari), se voglio un finale veramente inatteso mi rileggo la Trilogia di Marsiglia di Izzo o l’ultimo libro di Hans Tuzzi…   

 

Altre cose mi lasciano totalmente indifferente: le canoe troppo veloci/troppo lente, Kircher che spara a Bailey invece che ai pards, Tex che arriva sempre al momento giusto per salvare la situazione e così via… Sono un lettore ingenuo :rolleyes: e quando leggo un fumetto o una storia di avventura sospendo l’incredulità, altrimenti mi dedico ad un libro di storia o di true crime.

 

Per concludere un’ottima prova dei due autori, che a mio giudizio ha tutto per meritarsi tra qualche anno una ristampa in altro formato (ma NON a colori!). Voto 9 (Ottima).

 

Edited by Augustus McCrae
  • +1 2
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Buona storia di Ruju, per un albo e mezzo anche qualcosa in più, poi però cala alla distanza e pur rimanendo nel complesso godibile perde mordente.  Anche io ho riscontrato alcuni dei difetti già evidenziati in lungo ed in largo in questa discussione, ma rispetto ad altre storie dell’autore questa volta non hanno condizionato troppo la piacevolezza complessiva della lettura. Una sensazione generale che ho avuto comunque è che fatti e personaggi storici siano stati utili come spunto ma poi non siano stati adeguatamente sfruttati, sia Capilano, che tra tutti i protagonisti della vicenda è quello che mi ha convinto meno, sia la parte riguardante l’incendio della città.

Kircher invece è un bel cattivone e mi è piaciuto, così come il suo braccio destro Bernard, anche se il fatto che se ne vada in giro con la sua zampa d’orso mi sembra un po’ esagerato. Passi come strumento di tortura, ma come arma…                                                                                             Sul finale mi hanno poco convinto l’addio un po’ fiacco ad Angela e la confessione di Warberg, sceneggiata e disegnata in maniera poco credibile, pur non essendomi dispiaciuta la dipartita del panzone, non meritevole di una pallottola.        

Nella prima metà della storia invece, che non me ne vogliano i puristi, a livello di sensazioni mi ha riportato ad un non so che di GLB, si concentrano le cose migliori della vicenda. Simpatico il siparietto iniziale con i due Kit che si intratterrebbero volentieri con le ballerine del saloon, pards in forma e decisi nello sbatacchiare ed impiombare, divertente la sequenza del treno per estrocere confessioni. Insomma

una storia si migliorabile ma gradevole, ben supportata dai disegni di Mastantuono che al netto dei suoi soliti, a mio avviso, difetti su volti ed espressioni ha fatto a livello di ambienti e paesaggi un ottimo lavoro.

Come altri la metto tra le storie che si rileggono volentieri.

Edited by Il Biondo
  • +1 1
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Ottima, ottima, ottima. Tutto azzeccato, dai personaggi agli scenari, all'azione.  E mi sto ricredendo su Mastantuono... Non è nelle mie corde, però mi inchino e mi tolgo il cappello in segno di reverenza. Ruju, dopo Guatemala, mi regala un'altra storia memorabile fuori dai confini statunitensi. :inch:

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Il 1/2/2023 at 14:16, Augustus McCrae dice:

ma NON a colori!

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Questa idiosincrasia per il colore, perdonatemi, ma proprio non la capisco.

Al di là del fatto che il diritto di ognuno a pensarla come gli pare è inalienabile, non riesco a capire come il colore faccia così... ribrezzo? paura? o che altro?...

La natura ci ha dato la luce, ci ha dato la capacità di percepire sotto forma di colore le varie lunghezze d'onda della luce bianca, ci ha dato una varietà incredibile di colori (ve la immaginate la tristezza di un mondo in bianco e nero?) e noi rimaniamo estasiati di fronte a un'immagine fatta di pixel neri e spazi vuoti.

Ma non vedete la meraviglia dei contrasti tra luce (bianca) e ombre?

Non vedete la meraviglia delle mille e mille tonalità di grigi?

No, non la vedo.

Esistono rare forme di daltonismo che permettono solo la visione in bianco e nero.

Io ringrazio la Natura (per non urtare la suscettibilità dei non credenti) per fare parte della stragrande maggioranza di coloro che vedono i colori.

L'immagine scelta per la colorazione è sufficientemente anonima da non poter essere tacciata di aver barato.

Non ho scelto una delle decine e decine di pagine che in Vancouver mi avrebbero permesso una resa più spettacolare.

 

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<span style="color:red">24 minuti fa</span>, Letizia dice:

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Questa idiosincrasia per il colore, perdonatemi, ma proprio non la capisco.

Al di là del fatto che il diritto di ognuno a pensarla come gli pare è inalienabile, non riesco a capire come il colore faccia così... ribrezzo? paura? o che altro?...

La natura ci ha dato la luce, ci ha dato la capacità di percepire sotto forma di colore le varie lunghezze d'onda della luce bianca, ci ha dato una varietà incredibile di colori (ve la immaginate la tristezza di un mondo in bianco e nero?) e noi rimaniamo estasiati di fronte a un'immagine fatta di pixel neri e spazi vuoti.

Ma non vedete la meraviglia dei contrasti tra luce (bianca) e ombre?

Non vedete la meraviglia delle mille e mille tonalità di grigi?

No, non la vedo.

Esistono rare forme di daltonismo che permettono solo la visione in bianco e nero.

Io ringrazio la Natura (per non urtare la suscettibilità dei non credenti) per fare parte della stragrande maggioranza di coloro che vedono i colori.

L'immagine scelta per la colorazione è sufficientemente anonima da non poter essere tacciata di aver barato.

Non ho scelto una delle decine e decine di pagine che in Vancouver mi avrebbero permesso una resa più spettacolare.

 

 

Applaudo la tavola e il messaggio. Apprezzo l'enfasi della perorazione.

Mi piacerebbe vedere una tavola dalla resa più spettacolare.

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Non capisco se Letizia sia seria. Il colore confonde, copre le magagne, dirotta l'attenzione, falsa la visione. E' come fare il branzino con pinoli e spuma di prosecco. Non riesci a capire se il pesce è buono e fresco perché gli altri sapori lo coprono. 

La tavola postata a me sembra un cartone animato, non il west di Tex...

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1 ora fa, Letizia dice:

Questa idiosincrasia per il colore, perdonatemi, ma proprio non la capisco.

Al di là del fatto che il diritto di ognuno a pensarla come gli pare è inalienabile, non riesco a capire come il colore faccia così... ribrezzo? paura? o che altro?...

 

Prima domanda: e anche se fosse?

 

Seconda domanda: se il diritto alla propria opinione è inalienabile, che senso ha supporre che dietro un'opinione ci sia per forza qualcosa di "negativo" come il ribrezzo (che deriva dal disgusto) o la paura?

Non può essere semplicemente una preferenza artistica? Deve avere sempre una motivazione in qualche modo riportabile alla sfera psicologica?

 

In ogni caso voglio rassicurarti, nessuna idiosincrasia verso il colore e nemmeno in generale verso il colore nei fumetti,

ad esempio, altra opinione personale, apprezzo molto i cartonati alla francese di Tex o decine di fumetti americani (il resto della popolazione mondiale ha il diritto di pensarla diversamente, senza ricevere da me alcuna critica).

 

Trovo però, opinione personale, che i fumetti "nati" per essere pubblicati in bianco e nero molto spesso perdano qualcosa nella versione a colori, perchè si perde sovente una parte importante del lavoro del disegnatore.

 

Ad esempio la versione cartonata a colori sia di "Matador" che di "Nei territori del Nord Ovest" secondo la mia opinione personale è "meno affascinante" della versione originale in bianco e nero (e a mezzatinta, grigio, tratteggiato, ombreggiato).

In entrambi i casi il colore a mio parere appiattisce il disegno, oltre ad essere "innaturale" (nel senso che non sono gli splendidi acquerelli di Lele Vianello, è una colorazione molto più "semplificata").

 

Oppure, altro parere personale, Breccia ha fatto un bellissimo lavoro con il colore in "Snakeman" (che nasce per essere pubblicato a colori) ma il suo Alvar Mayor è più bello nella versione originale in bianco e nero.

 

Ad altri saranno piaciute di più le versioni a colori, e va bene così, perchè quando si parla di gusti ognuno ha diritto al suo, senza per questo far passare gli altri per "strani" (meno sensibili alle bellezze del mondo, amanti del grigio e delle ombre).

 

Edited by Augustus McCrae
  • +1 3
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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

Non capisco se Letizia sia seria. Il colore confonde, copre le magagne, dirotta l'attenzione, falsa la visione. E' come fare il branzino con pinoli e spuma di prosecco. Non riesci a capire se il pesce è buono e fresco perché gli altri sapori lo coprono. 

La tavola postata a me sembra un cartone animato, non il west di Tex...

Letizia non è mai stata così seria.

La tua personalissima opinione che il colore è un correttore di errori non è suffragata dalla realtà, che nasce a colori.

Il branzino "è a colori" e diventa bianco e nero se gli si toglie tutto, sapore e potere nutrizionale.

Strano poi il paragone con il cartone animato: il colore ha conferito all'immagine statica un certo dinamismo o sei tu che vedi le figure che "ballano"?

 

<span style="color:red">37 minuti fa</span>, Augustus McCrae dice:

fumetti "nati" per essere pubblicati in bianco e nero

E' mia personalissima opinione che non esistano fumetti nati per il BM o per il colore.

La tecnica usata è una scelta e io credo (ma è solo una mia opinione) che la tecnica migliore, non la più conveniente, sia il colore puro.

La tavola che ho colorato, se avessi avuto voglia, pazienza e tempo, l'avrei completamente trasformata, togliendo ogni traccia del nero preesistente.

Avrei ottenuto quello che viene chiamato "effetto dipinto".

Hai mai visto un ritratto del Caravaggio con i contorni disegnati in nero?

Ti consiglio, ma è solo un consiglio, di andare nel mio profilo, sezione "su di me" e dare un'occhiata alle immagini relative alla "Prigioniera degli Apaches".

Il problema è che un fumetto così "costa" moltissimo.

Usare il colore puro è difficilissimo e impegnativo.

Se un artista grafico realizza 100 pagine in BN all'anno, nello stesso tempo ne realizza, in colore puro, solo la metà.

Conviene?

Che prezzo dovrebbe avere un Tex mensile di 110 pagine a colori?

Il BN è più facile, più rapido e più conveniente.

Io con il BN mi accontento ben consapevole che non sia il massimo 

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<span style="color:red">58 minuti fa</span>, Augustus McCrae dice:

Oppure, altro parere personale, Breccia ha fatto un bellissimo lavoro con il colore in "Snakeman" (che nasce per essere pubblicato a colori) ma il suo Alvar Mayor è più bello nella versione originale in bianco e nero.

 

Ad altri saranno piaciute di più le versioni a colori, e va bene così, perchè quando si parla di gusti ognuno ha diritto al suo, senza per questo far passare gli altri per "strani" (meno sensibili alle bellezze del mondo, amanti del grigio e delle ombre).

 

Concordo in toto questo commento. 

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1 hour ago, Letizia said:

E' mia personalissima opinione che non esistano fumetti nati per il BM o per il colore.

Personalissima e smentibile facilmente:

 

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Altri nascono per un usi particolare del colore in un contesto in b/n, solo per fare contrasto:

 

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Se colorare un fumetto nato per il b/n lo rovina e basta, colorare interamente uno di questi ultimi ne altera completamento il senso.

 

Viceversa, altri fumetti chiaramente nascono per il colore:

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Liberissimo chiunque di ritenere che l'ultima immagina in b/n rende uguale e che colorare le prime tre le "valorizzi", a me sembra come credere che la cioccolata valorizzi qualunque piatto, dal pesce alla carbonara (che è il concetto alla base delle orrende "edizioni da siuri"...

  • +1 2
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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, Diablero dice:

Personalissima e smentibile facilmente:

 

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Altri nascono per un usi particolare del colore in un contesto in b/n, solo per fare contrasto:

 

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Se colorare un fumetto nato per il b/n lo rovina e basta, colorare interamente uno di questi ultimi ne altera completamento il senso.

 

Viceversa, altri fumetti chiaramente nascono per il colore:

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Liberissimo chiunque di ritenere che l'ultima immagina in b/n rende uguale e che colorare le prime tre le "valorizzi", a me sembra come credere che la cioccolata valorizzi qualunque piatto, dal pesce alla carbonara (che è il concetto alla base delle orrende "edizioni da siuri"...

Volendo nell'arte si può smentire tutto.

Tutto sta nel modo in cui un'opera ti è apparsa la prima volta che l'hai vista.

Le prime due immagini possono benissimo esser nate a colori (non colorate successivamente utilizzando il BN come sfondo, il che è tutta un'altra cosa).

Dire poi, utilizzando l'ultima immagine come esempio, che un fumetto nasca per il colore è una tua opinione: quel fumetto è stato realizzato così per un ben preciso scopo dell'autore; ed è ovvio che la stessa immagine, realizzata in BN, ha tutta un'altra resa.

L'utilizzo misto di colore è BN è una tecnica come un'altra, utilizzata anche in cinematografia (Sin city ne è un esempio).

I fumetti non nascono né a colori né in BN, e molto spesso nascono come l'editore te li chiede.

P.S. La cioccolata valorizza qualsiasi cosa, se presa a fine pasto.

Mi son sempre piaciuti i tuoi paragoni, soprattutto perché sei molto bravo a far scorrere l'acqua nella direzione a te conveniente (riesci anche a farla andare in salita).

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32 minutes ago, Letizia said:

Le prime due immagini possono benissimo esser nate a colori (non colorate successivamente utilizzando il BN come sfondo, il che è tutta un'altra cosa).

Cioè, possono essere state realizzate a colori, mentre invece colorarle ""successivamente utilizzando il BN come sfondo" è "tutta un'altra cosa"?

 

Ma il fatto che avere l'immagine fatta dall'inizio a colori sia tutta un'altra cosa dal colorare un immagine pensata per il b/n, non era proprio la cosa contro cui ti sei scagliata?

 

35 minutes ago, Letizia said:

Dire poi, utilizzando l'ultima immagine come esempio, che un fumetto nasca per il colore è una tua opinione: quel fumetto è stato realizzato così per un ben preciso scopo dell'autore

 

Cioè, il fatto che ci sia un preciso scopo nel farlo a colori, smentirebbe il fatto che è nato per il colore? Può essere "nato per il colore" solo se la cosa non ha alcun senso e nessuno scopo?

 

37 minutes ago, Letizia said:

; ed è ovvio che la stessa immagine, realizzata in BN, ha tutta un'altra resa.

E in che modo questo smentirebbe me, visto che smentisce te?

 

Facciamo prima, vediamo un esempio pratico:

 

"valorizzami" questa immagine, colorandola, se ne sei capace...

 

300-tex-magia-nera.jpg

 

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Ottima, ottima, ottima. Tutto azzeccato, dai personaggi agli scenari, all'azione.  E mi sto ricredendo su Mastantuono... Non è nelle mie corde, però mi inchino e mi tolgo il cappello in segno di reverenza. Ruju, dopo Guatemala, mi regala un'altra storia memorabile fuori dai confini statunitensi. :inch:

 

Sono felice @Angelo1961 che tu stia iniziando ad apprezzare Mastantuono :D 

 

Mi piacciono i Tex cartonati alla francese anche per il loro giusto equilibrio del colore. Sono concepiti per quello scopo e i risultati sono sempre positivi.

 

Non risulta sempre così con quanto  è concepito in b/n, talvolta la colorazione pasticcia parecchio se non effettuata da professionisti ancora più attenti del normale.

 

L'esempio fatto da @Augustus McCrae e relativo ad Alvar Mayor credo sia il più calzante al riguardo.

 

 

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1 ora fa, Diablero dice:

Cioè, possono essere state realizzate a colori, mentre invece colorarle ""successivamente utilizzando il BN come sfondo" è "tutta un'altra cosa"?

 

Sì.

 

1 ora fa, Diablero dice:

Ma il fatto che avere l'immagine fatta dall'inizio a colori sia tutta un'altra cosa dal colorare un immagine pensata per il b/n, non era proprio la cosa contro cui ti sei scagliata?

Mi sono scagliata contro qualcosa?

Non me ne ero accorta.

Ma ti assicuro che non mi sono fatta male.

Intervenire e colorare i disegni (magari altrui) in BN è una cosa, utilizzare direttamente il colore (magari acquerello) è un'altra cosa: tutte e due, per me, sono meglio del BN.

 

1 ora fa, Diablero dice:

Cioè, il fatto che ci sia un preciso scopo nel farlo a colori, smentirebbe il fatto che è nato per il colore? Può essere "nato per il colore" solo se la cosa non ha alcun senso e nessuno scopo?

Il colore e il BN non sono scopi, ma tecniche.

Ci sono artisti grafici che usano il BN perché non sanno usare il colore.

Una scena in BN che vuole esprimere qualcosa (che so, terrore) può essere realizzata a colori ed esprimere la stessa cosa?

Per me sì, e meglio.

1 ora fa, Diablero dice:

E in che modo questo smentirebbe me, visto che smentisce te?

 

Facciamo prima, vediamo un esempio pratico:

 

"valorizzami" questa immagine, colorandola, se ne sei capace...

Smentisce me?

Vuoi che ti valorizzi con il colore questa scena in BN?

Ammettiamo che io non ne sia capace (non mi chiamo Merisi), questo cosa vorrebbe dire, che è impossibile?

Hai trovato qualcosa che graficamente è impossibile?

Bravo, non lo avrei mai creduto.

 

Insomma:

Tu preferisci il BN e io il colore.

Tu pensi che certe situazioni siano più valorizzate con il BN e io no.

Tu ritieni che un'immagine nasca per il BN (o per il colore) e io no.

Tu ritieni che colorare un'immagine in BN sia un delitto e io no.

 

Non c'è niente di oggettivo in tutto questo, tutto è opinabile e, come io rispetto le tue opinioni, tu dovresti rispettare le mie, anche se le ritieni soggettivamente sbagliate.

 

Infine vorrei sottolineare che, in computer grafica (l'unico metodo che ti consente un conteggio), i pixel possono assumere più di 16 milioni di colori diversi  (16.777.216 per la precisione) perché sono 256 per il Red, 256 per il Green e 256 per il Blue.

Se si utilizza la scala di grigi, i pixel utilizzabili sono solo 256 (i valori di R, G e B devono essere uguali, da 0 a 255).

Il rapporto è 1 su 65.536.

Edited by Letizia
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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Letizia dice:

Vuoi che ti valorizzi con il colore questa scena in BN?

Ammettiamo che io non ne sia capace (non mi chiamo Merisi), questo cosa vorrebbe dire, che è impossibile?

 

Eppure nel mio piccolo, ho avuto il piacere di veder un mio disegno colorato da Letizia e l'esito mi ha soddisfatto. :wub:

Io l'avevo pensato e creato per il B/N ma Lety è stata molto efficace.

 

Interessante anche valutare quanto incida pure la sensibilità artistica; mi spiego: anch'io spesso coloro i miei disegni con svariate tecniche e col digitale e di certo, se avessi deciso di farlo anche stavolta, avrei scelto strade diverse. Il bello dell'arte è pure questo. :)

 

In quanto alla splendida vignetta di Galep postata da Diablero, reputo che è decisamente meglio lasciarla così come è stata concepita. Che artista immenso!!!

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Diablero dice:

"valorizzami" questa immagine, colorandola, se ne sei capace...

 

300-tex-magia-nera.jpg

 

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Prima di tutto, una richiesta ai moderatori: non sarebbe meglio spostare tutti questi post, da quello di Letizia, in un nuovo thread visto che siamo ampiamente off-topic?

 

Poi:

5 hours ago, Letizia said:

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Ecco, credo che questo risponda in maniera molto eloquente alla domanda "perchè non volete le vecchie storie colorate"...  :lol:

 

Ma è una risposta incompleta, visto che non tutti sono Galep, e vorrei parlare di un fatto per me abbastanza evidente: non solo i colori peggiorano sempre le storie nate per il bn, ma la colorazione delle storie in generale peggiora continuamente, tanto che ormai preferisco in b/n anche le storie pensate per il colore (di Corben, insomma, non ce ne sono più...)

 

Ma andiamo un pezzo per volta...

 

13 hours ago, Letizia said:

La tua personalissima opinione che il colore è un correttore di errori non è suffragata dalla realtà, che nasce a colori.

Il branzino "è a colori" e diventa bianco e nero se gli si toglie tutto, sapore e potere nutrizionale.

 

Paragone assurdo. La "realtà" non è dipinta a china e poi "colorata". E il disegno non è la realtà.

 

Persino la fotografia, che dovrebbe "in teoria" essere molto più simile alla realtà, ne diventa una visione particolare, tanto che si usa ancora molto la foto in b/n, per andare "oltre" una mera riproduzione da foto delle vacanze.

 

Se il Branzino che ottieni è identico al branzino reale che hai davanti, la tua opera è totalmente inutile: perchè dovrei andare da un pittore o da un disegnatore o da un fotografo, quando potrei andare dal pescivendolo? L'arte deve andare OLTRE la mera riproduzione meccanica.

 

Il fumetto, in particolare, è sintesi. Non devi riprodurre il branzino, devi farlo muovere con disegni fermi. Quindi devi selezionare linee, reali o immaginarie, che rendano il movimento. Il disegno che ci riesce può essere in bn o a colori, ma non sarà mai il branzino. Ne sarà sempre una sintesi.

 

Quando scegliere il b/n o il colore? La scelta non è data solo da questioni economiche o tecnologiche (altrimenti non esisterebbe più la fotografia in b/n). Si sa già ormai da numerosi studi che la percezione di un immagine in b/n si basa persino su recettori oculari diversi da quelli che percepiscono il colore. E che un immagine in b/n sarà sempre più dinamica, drammatica e "viscerale" nell'arrivare al cervello di una a colori. Il colore vince sulla meraviglia, cioè sull'INNATURALEZZA, del poter esprimere colorazioni fantastiche e innaturali (vedi quella di Corben che ho postato prima). Un immagine con colori "naturalissimi" è noiosa e senza senso (qualcuno avrebbe dovuto spiegarlo a Sergio Bonelli prima che facesse ricolorare le copertine di Tex, rovinandole con quegli insulsi prati verdi e cieli blu, e perdendo l'effetto di colorazioni bellissime come il giallo potente e dominate di "El Paso"). In generale comunque il colore RALLENTA SEMPRE LA LETTURA e rende più statiche le azioni.

 

9 hours ago, Letizia said:

Il colore e il BN non sono scopi, ma tecniche.

Ci sono artisti grafici che usano il BN perché non sanno usare il colore.

Sono molti di più quelli che fanno fumetti a colori perchè non sanno usare il b/n :lol: (e sì, la frase "tanto poi il colore copre tutto e nasconde gli errori" è davvero una ovvietà persino citata nelle interviste fra gli autori di fumetti americani attuali, per esempio, che in b/n si rivelano essere davvero scarsi...

 

9 hours ago, Letizia said:

Una scena in BN che vuole esprimere qualcosa (che so, terrore) può essere realizzata a colori ed esprimere la stessa cosa?

Per me sì, e meglio.

Ti contraddici.

 

Poco fa hai detto che colore e bn sono tecniche diverse.

 

Le tecniche non sono neutrali. Non ottieni mai la stessa cosa con tecniche diverse.

 

Un esempio che ti smentisce è proprio quello dei fumetti "del terrore": guarda come sono fatti quelli in bn e quelli a colori. Scoprirai che cambia persino il MODO di ottenere terrore, e quindi di sceneggiarli, con quelli in bn che si basano sul nero e sul buio e quelli a colori che si basano sulla luce, spingendo gli sceneggiatori a scrivere storie totalmente diverse...

 

Due esempi in bn (uno già visto nel thread):

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E un paio di esempi a colori:

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Notato il diverso uso della luce?

 

Nota anche un altra cosa: proprio per la particolare tecnica dei disegni (che passa anche per quelli a colori da un primo disegno in bn) quelli a colori "funzionano" anche in bn, anche se non con lo stesso effetto, mentre quelli in bn vengono ammazzati dal colore aggiunto sopra. Sono davvero POCHISSIMI i fumetti REALMENTE "pensati per il colore", e che non funzionano senza. Nella maggior parte dei casi si tratta di "fumetti pensati per il colore" nel senso di "fumetti per il bn senza molti dettagli, che poi tanto ci pensa il colorista a coprire le magagne"

 

9 hours ago, Letizia said:

nfine vorrei sottolineare che, in computer grafica (l'unico metodo che ti consente un conteggio), i pixel possono assumere più di 16 milioni di colori diversi  (16.777.216 per la precisione) perché sono 256 per il Red, 256 per il Green e 256 per il Blue.

Se si utilizza la scala di grigi, i pixel utilizzabili sono solo 256 (i valori di R, G e B devono essere uguali, da 0 a 255).

Il rapporto è 1 su 65.536.

Stai confondendo una limitazione dei computer con una limitazione della realtà.

 

Lo sai, vero, che non tutti i colori possono essere riprodotti con 3 numerini RGB?  (se non sei convinta, dimmi le percentuali RGB del vero color Oro...)

 

È un fatto noto, che i cataloghi delle mostre (stampati in RGB) non sono in grado riprodurre perfettamente i colori usati in molti dipinti (tipo per esempio "i girasoli" di Van Gogh, se lo vedi dal vivo la vedi la differenza che fa il colore "fisico" che ha usato...)

 

in realtà non ci sono 65.000 toni di grigio. In realtà sono infiniti. Il computer deve considerarne solo 65.000 perchè fa un approssimazione dividendoli in 65.000 "settori" in realtà continui. Approssimazione più che accettabile perchè Il nostro occhio in realtà non ne distingue che qualche decina. Quindi in realtà il computer è perfettamente in grado di riprodurre i toni di grigio che vediamo, mentre non è in grado di farlo per i colori. È proprio sul colore che gli attuali metodi di stampa sono carenti e omogeneizzano la realtà...

 

In ogni caso, comunque, stai facendo una discussione ormai (purtroppo) accademica.

 

il colore, ormai, a livello artistico, nel fumetto è FINITO. Kaput. Morto. Estinto.

 

Oh, non sto dicendo che sarà meno usato. Al contrario. Con il calo dei costi, sarà sempre più usato....  per piallare, omogeneizzare, cancellare, coprire, in pessime "edizioni da siuri" sempre peggiori e sempre più schifate da chi ama il buon fumetto.

 

Magari esisteranno ancora artisti del colori, ma saranno sempre più fuori mercato e sempre più limitati da una tecnologia omogeneizzante.

 

Chi erano un tempo i "maestri del colore"?

 

Gente come Richard Corben. I suoi lavori, stampati in quadricromia tramite lastre fotografiche, erano stupefacenti! Ce li guardavamo e anche i miei amici disegnatori si chiedevano "ma come fa?". Poi si è scoperto che si era studiato i processi di stampa e lavorava DIRETTAMENTE SULLE LASTRE per ottenere certi effetti, in maniera "artigianale"

 

Oggi? Oggi Corben è morto, ma anche prima di morire, negli ultimi 30 anni della sua carriera, ha smesso di usare i suoi metodi strabilianti. La stampa in digitali li ha uccisi. Senza poter lavorare sulle lastre (metodo che era comunque costosissimo in termini di tempo e lavoro), ha dovuto dare il colore "come tutti". Omogeneizzato. Persino le sue vecchie opere... non sono più ristampabili con quei colori. Le ultime ristampe in digitale sono "scan" delle vecchie edizioni, e NON è assolutamente la stessa cosa.

 

Quali erano gli strumenti dei maestri del colore?

 

Quello usato dal grande Peter Ledger, che nel 1981 prese 11 vecchie storie di Carl Barks e le ricolorò splendidamente all'aerografo (uno strumento mitologico all'epoca, conoscono diversi che tentarono di domarlo, oggi nel campo del fumetto commerciale credo che non lo usi più nessuno, l'ho visto usare recentemente solo da artisti di strada e per dipingere moto e automobili...), nel volume "Uncle Scrooge McDuck: His Life and Times" della Celestial Arts, che rilanciò Barks presso il grosso pubblico.

 

Ledger è morto nel 1994, ma in ogni caso oggi sarebbe disoccupato. Chi pagherebbe un artista dell'aerografo quando "suo cuggino con phoroshop lo fa in cinque minuti"?

 

Quali erano i colori usati dai maestri del colore?

 

Per anni se ne sono dette di ogni sui "misteriosi colori" usati da Tanino Liberatore, per ottenere quella colorazione unica delle sue tavole (all'epoca si diceva che usava dei cosmetici al posto dei colori normali, c'era un fondo di verità ma la realtà era un pochino più complicata, andatevela a cercare se vi interessa). Ma da un certo punto in poi i suoi disegni erano colorati come tutti gli altri. Era passato al digitale (per poi semi-abbandonarlo poi, deluso dal risultato: ecco un brano di una sua intervista:  "Finito Lucy ho ripreso in mano gli acquerelli, il carboncino, strumenti che non utilizzavo dai tempi del liceo artistico. [...] Se disegnare al computer desse le stesse possibilità avrei continuato a farlo.")

 

Ma in ogni caso, le sue opere ristampate in digitale non hanno più gli stessi colori...

 

Letizia, quanto ci hai messo a fare questa tavola?

 

15 hours ago, Letizia said:

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lo sai che se ci hai messo più di un quarto d'ora (ad essere buoni) sei fuori mercato e nessuno ti pagherà mai per colorare fumetti?

 

Un tempo, quando stampare a colori COSTAVA UN CASINO, non aveva senso risparmiare sul colorista.  Pagare tuo cuggino invece di farlo fare ad uno bravo era un risparmio trascurabile, e oltretutto... tuo cuggino all'epoca non era proprio capace, era un lavoro difficile, da fare a mano mettendoci molto tempo.

 

Quindi si facevano pochi fumetti a colori, ma colorati bene (fanno eccezione i comics USA che con quelle tirature e stampando su cartaccia erano impossibili da colorare bene, ma comunque i coloristi erano bravi).

 

Era l'epoca in cui anche i coloristi erano delle star. Akira in America lo volevi fare a colori? Chiamavi Steve Oliff, mica pizza e fichi...

 

Oggi, stampare a colori costa poco.  E colorare è tanto facile (credono, gli editori) che pare ridicolo pagare tanto un colorista. Nessuno pagherà mai più molto per colorare un fumetto. Quindi le alternative diventano:

1) Specializzarsi nel fare in fretta, più in fretta che puoi, e a mettere a Tex sempre la stessa camichia giallo paglierino dello stesso colore anche di notte, che è quello che vuole l'editore (per CSAC coloravano 250 pagine alla settimana. Considerando cinque giorni di lavoro per far raffreddare un po' il PC sono 50 pagine da colorare AL GIORNO. In media una pagina ogni 9 minuti. E c'è gente che ancora oggi dice che hanno "valorizzato" quei disegni invece di dire, più correttamente, che li hanno ammazzati...)

2) Colorarteli da solo o da un colorista di fiducia, rimettendoci un sacco di soldi che potresti guadagnare disegnando invece di colorare o pagando di meno il colorista...

 

Oggi, che STAMPARE a colori è diventato alla portata di tutti, la colorazione a Photoshop è diventata una piaga che fa solo danni. E la cosa si sta riflettendo sull'editoria: non hai notato che da qualche anno LE EDIZIONI DI LUSSO SONO QUELLE IN BN? Va bene che il pubblico si dice che abbia gli occhi foderati di prosciutto, ma alla lunga la differenza si vede...

 

 

 

 

P.S.: a differenza di quella di Galep, la tavola di Mastantuono colorata da te mi piace. Anche perchè te ne sei fregata dei "colori naturali" e hai usato una bella tavolozza di luminosi colori INNATURALI che mi ricordano quelli usati nel vecchio Giornalino sulle tavole di Micheluzzi o di De Luca. Ma il fatto che la tavola sia gradevole non cambia i due punti base:

1) Nessuno ti pagherà mai abbastanza per rifarlo per tutto un albo.

2) Quella tavola è tua, Mastantuono l'hai ammazzato e hai pure nascosto il cadavere...  :P

Edited by Diablero
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Ammazza... un trattato di letteratura disegnata sul tema colore e colorazione era meno appassionante.

Concordo in toto con Diablero e tutta la vita vorrei (almeno) Tex solo in b/n a parte lodevoli eccezioni come l'ultimo Gomez che nonostante l'intervento del colorista non mi è dispiaciuto, però spero che Letizia risponda con ulteriori argomentazioni contrastanti perché il discorso OT si fa interessante.:D

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Ho la vaga impressione che @Diablero non abbia la più pallida idea di cosa sia il colore e questa impressione deriva dagli esempi che fa, a partire dai Girasoli.

Non vorrei apparire saccente con un trattato a metà tra l'ottica e l'astrofisica, visto che ci sono addirittura pareri scientifici contrastanti sulla natura corpuscolare od ondulatoria della luce.

Ma credo sia noto a tutti che lo schermo di ogni televisore ha una funzione che consente di regolare i colori e credo che sia altrettanto noto che un prato di coloratissimi tulipani appaia all'occhio umano in un modo in una giornata di sole e in un altro completamente diverso in una giornata uggiosa.

I girasoli di Van Gogh alle sette di mattina in estate sono diversi alle sette di sera d'inverno.

I colori sono la percezione della luce riflessa dagli oggetti e dipendono essenzialmente da due cose: la capacità dell'oggetto di riflettere la luce e il tipo di luce che colpisce l'oggetto.

Una stessa immagine apparirà con colori diversi a secondo delle circostanze.

 

E adesso veniamo a noi.

Post chilometrici non aiutano anzi confondono, specialmente se infarciti di inesattezze come quella astronomica della scala di grigi composta da 65 mila tipi di grigi diversi.

I grigi sono solo 256 (anzi 254 perché 0 è nero e 255 è bianco) e sono: 0,0,0 - 1,1,1 - 2,2,2 - 3,3,3 - ... - 255,255,255.

Però è vero che in natura "potrebbero" essere di più.

Potrebbero ma non sono.

Il grigio canna di fucile è costituito anche da una parte di blu e, se lo vogliamo riprodurre in BN, siamo nei guai: non si può e il grigio ottenuto non è canna di fucile.

Tutte le bellissime argomentazioni di @Diablero sono meramente soggettive, condivisibili o meno, ma non sono il verbo.

Una cosa che mi dà tremendamente fastidio (ma magari è solo una mia impressione) è che da come dice le cose, sembra proprio che lo sia, il verbo intendo.

 

il colore è solo una questione commerciale, costa tempo, fatica e denaro, anche se @Diablero pensa il contrario (che peró, a esser sinseri, è vero se la colorazione, come succede in certi casi, è fatta con il "secchiello").

Colorare (e non imbrattare) è un'arte e in quanto tale non copre difetti ma valorizza le immagini.

Imbrattare (che è tutta un'altra cosa) invece peggiora le immagini, ma solo quelle artisticamente valide: una tavola piatta in BN rimane piatta anche se imbrattata di colore.

Ma, se il colorista è un artista, sarà capace di trasformare una ciofeca in BN in un capolavoro a colori.

 

La mia modesta opinione è che la bellissima tavola di Yama in BN, postata a mo' di sfida e colorata (non imbrattata) a regola d'arte, risulti molto migliore, sotto tutti i punti di vista, di quella originale.

E qui rispondo anche a @Leo e @Condor senza meta.

E' stupenda e lo dico senza tema di esser tacciata come arrogante e presuntuosa perché... non l'ho colorata io.

<span style="color:red">6 ore fa</span>, Diablero dice:

E un paio di esempi a colori:

th?id=OIP.tAUYefnc_vcTzrv0SO7FhAHaJ1%26p     6347305b32f60607325969226700c137.jpg

 

Notato il diverso uso della luce?

Sono orrendi, specialmente il secondo.

Secondo me l'autore voleva indurre nel lettore una sensazione di disgusto.

E c'è perfettamente riuscito.

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2 hours ago, Letizia said:

Ho la vaga impressione che @Diablero non abbia la più pallida idea di cosa sia il colore e questa impressione deriva dagli esempi che fa, a partire dai Girasoli.

Non vorrei apparire saccente con un trattato a metà tra l'ottica e l'astrofisica, visto che ci sono addirittura pareri scientifici contrastanti sulla natura corpuscolare od ondulatoria della luce.

Ma credo sia noto a tutti che lo schermo di ogni televisore ha una funzione che consente di regolare i colori e credo che sia altrettanto noto che un prato di coloratissimi tulipani appaia all'occhio umano in un modo in una giornata di sole e in un altro completamente diverso in una giornata uggiosa.

I girasoli di Van Gogh alle sette di mattina in estate sono diversi alle sette di sera d'inverno.

 

Ehm... i Girasoli di Van Gogh sono in una sala della National Gallery di Londra, illuminata da luci artificiali costanti sia alle sette del mattino (se è già aperta al pubblico, non lo so...) che alle 7 di sera (se non chiudono prima, io sarei pure rimasto fino alla chiusura ma avevo un aereo da prendere...)

 

in quelle sale ci sono dipinti che valgono milioni di dollari, alcuni vecchi di oltre cinquecento anni, ti pare che li espongono alla luce naturale?  :rolleyes:

 

Vendono anche i poster dei quadri in esposizione, se vuoi portartene uno a casa. io e la mia ragazza volevamo un poster di quello, ma abbiamo rinunciato quando abbiamo visto che i colori erano troppo diversi dall'originale (e che ci aveva colpiti proprio per quello). Anche con la stessa illuminazione.

 

Perché si può scomporre i colori con la precisione che vuoi in numeri, ma poi quei numeri li devi convertire su inchiostri su carta. Inchiostri che magari "in teoria" dovrebbero essere quella tonalità di giallo (o meglio, quella "percentuale di altri colori), ma poi alla fine nel poster ci arriva comunque l'inchiostro commerciale che hai. Che non regge il confronto con quelli usati dal pittore all'epoca, che non ha usato i colori a presa ultrarapida di una tipografia...

 

Mi dici che non saprei nulla di colore. Boh, non sono un colorista, ma so benissimo che la difficoltà di riprodurre certi colori con le attuali tecniche di stampa è uno dei problemi più fastidiosi per i libri d'arte e i cataloghi dei musei, e che si studia da decenni come risolvere quei problemi.

 

Vabbè che, osservando molti fumetti stampati recentemente con colori scurissimi, può benissimo darsi che sia normale per un colorista dei fumetti non sapere che i suoi colori stampati su carta saranno diversi da quelli che ha sul monitor...  :lol:

 

2 hours ago, Letizia said:

I grigi sono solo 256 (anzi 254 perché 0 è nero e 255 è bianco) e sono: 0,0,0 - 1,1,1 - 2,2,2 - 3,3,3 - ... - 255,255,255.

 

In che tipo di file?

 

No, perchè mica ce n'è uno solo...

 

I files usati per le pagine web (jpeg, gif, etc.) normalmente hanno solo 8 bit per il grayscale (e quindi 256 toni), ma quando sulle immagini ci devi lavorare, continue manipolazioni fanno presto a degradare la qualità. Quindi si usano formati con risoluzioni maggiori per evitare di propagare gli errori. I files TiFF e PNG supportano il formato grayscale a 16 bit (65536 toni di grigio, e la comparazione che stavo citando sulla capacità di distinguere i toni di grigio faceva riferimento a questa cifra (esistono comunque anche formati a 32 bit per i toni di grigio)

 

E il fatto che esistano formati e software a 8 bit, a 16 bit e a 32 bit (256 toni, 65536 toni, e miliardi di toni) dovrebbe (spero) anche chiarirti che quando si parla di 256 toni è una SUDDIVISIONE ARBITRARIA LEGATA AD UNA MODELLAZIONE MATEMATICA, non una realtà FISICA!

 

Non è vero che in natura esistano solo 256 toni di grigio! Quella è una divisione arbitraria fatta per fare i conti in un computer, che considera "uguali" TUTTI I TONI DI GRIGIO CHE VANNO DA x A y!

 

Basta aumentare la precisione della "modellazione" ed ecco che i toni di grigio considerati dal software diventano 65536! È cambiata la realtà fisica????? NO! È cambiata l'unità di misura!

 

2 hours ago, Letizia said:

Colorare (e non imbrattare) è un'arte e in quanto tale non copre difetti ma valorizza le immagini.

Se ritieni che ci sia sempre maniera di aggiungere colore e "valorizzare" un immagine, dimmi in che maniera aggiungere colore "valorizza" questa:

 

th?id=OIP.HeYa-tUshuvXGgztgXy7NgHaFx%26p

 

O, se vuoi una cosa concettualmente più semplice: quante mani di colore devi dare su un vetro per "valorizzare" la sua trasparenza?

 

Certo, "in teoria" è sempre possibile "migliorare" un disegno....  COPRENDOLO COMPLETAMENTE E FACENDOCI UN DISEGNO MIGLIORE SOPRA! Cioè CANCELLANDOLO, non "valorizzandolo", perchè dire che il colore "valorizzi" un disegno BASATO SUL CONTRASTO NETTO FRA BIANCO E NERO È UNA TOTALE ASSURDITÀ!

 

2 hours ago, Letizia said:

La mia modesta opinione è che la bellissima tavola di Yama in BN, postata a mo' di sfida e colorata (non imbrattata) a regola d'arte, risulti molto migliore, sotto tutti i punti di vista, di quella originale.

 

Non mi importa chi ha colorato l'immagine di Galep, dico solo che per essere un buon COLORISTA, cioè un buon ARTISTA, uno deve avere GLI OCCHI PER VEDERE: e chi ha gli occhi per vedere lo vede subito che quai colori aggiunti non "valorizzano" un bel niente, ma anzi ammazzano tutte le qualità di quel disegno. Non lo considero nemmeno "bello" (non te lo volevo dire per non offenderti, ma se non l'hai fatto tu non c'è ragione per non essere onesti): è un mascherone.

 

 

Edited by Diablero
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'Azzo, io avevo capito che Van Gogh aveva dipinto i girasoli alle 7 di un mattino d'estate e che li avrebbe dipinti diversi se l'avesse fatto  alle 7 di sera in inverno. E mi chiedevo: ma dove ipoteticamente avrebbe potuto trovare girasoli d'inverno? 

 

 

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<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Diablero dice:

In che tipo di file?

E allora parliamo di natura e di luce.

I colori derivano dalla capacità degli oggetti di assorbire e riflettere la luce.

Un oggetto appare rosso ai nostri occhi perché riflette le onde elettromagnetiche relative ad una determinata lunghezza d'onda e trattiene tutte le altre.

In parole povere trattiene il verde e riflette il rosso.

E parlo di verde perché è il colore complementare del rosso.

Se viceversa un oggetto trattiene le onde di lunghezza corrispondente al rosso, l'oggetto ci appare verde che è il colore somma di tutte le altre frequenze.

Il fatto che i colori dell'arcobaleno siano sette è una convenzione, in realtà le lunghezze d'onda sono teoricamente infinite.

Un oggetto appare bianco quando tutte le onde, di qualsiasi lunghezza, sono riflesse e nessuna trattenuta e appare nero quando tutte le onde sono trattenute e nessuna riflessa.

In realtà per il nero le cose sono più complesse perché, alla luce niente è completamente nero.

Ora, cosa succede quando un colore è la somma di onde di lunghezze diverse (ad esempio arancione e indaco)?

E' ovvio che la risultante è un colore diverso da quelli che lo compongono.

Per ottenere i grigi, occorre che le lunghezze d'onda siano presenti tutte ma con in "quantità" diversa.

Se prevale una determinata frequenza, che so quella relativa al rosso, si ottiene un grigio con tendenza al rosso.

Questo in natura.

In computer grafica le cose devono essere quantificate.

Ci si è accorti che i colori base sono tre: in RGB sono il rosso, il verde e il blu; in CMYK invece sono il ciano, il magenta e il giallo, cui si aggiunge il nero perché difficilmente ottenibile con gli altri colori.

Difficile ma non impossibile.

Vecchi quaderni scritti con la biro a inchiostro nero, si sono col tempo "ingialliti" letteralmente e l'inchiostro è diventato un giallo ocra o un rosso carminio.

I pigmenti colorati per ottenere l'inchiostro non sono naturali?

E da dove vengono, da universi paralleli?

Non vengono certamente dalle stesse "miniere" da cui attingendo Cimabue e Giotto.

Sapevi che, per ottenere i colori desiderati, oltre che utilizzare certe terre si usava anche polverizzare pietre preziose come lapislazzuli e turchesi e che lamine sottilissime d'oro erano di uso corrente nelle rappresentazioni religiose?

 

I colori moderni sono regolamentati da uno standard: I colori sono codificati dal Pantone (tutti i toni) ma la cosa è maledettamente complicata dal fatto che un colore versato letteralmente su supporti diversi, una volta asciutto apparirà con tonalità impercettibilmente diverse.

Il colore è difficile, accostare i colori richiede gusto artistico (quei due orribili da te postati sembrano pugni in faccia che mi fa pensare a un possibile daltonismo dell'autore).

Che non ti piaccia la splendida tavola di Yama e Loa, affari tuoi, ma permettimi di dissentire: è un vero capolavoro dinanzi al quale l'originale sparisce.

Non mi proporre più di colorare schifezze in BN perché ne farei dei capolavori che il tuo gusto personale non apprezzerebbe.

E vorrei aggiungere che Galleppini sarebbe stato un formidabile colorista ma è stato costretto al BN solo per motivi commerciali.

Infine una piccola considerazione.

Un disegnatore realizza 100 tavole all'anno e un colorista ne deve realizzare 250 alla settimana: non sarà per questo che non ti piace il colore?

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Forse non ho capito, ma le lunghezze d'onda dello spettro visibile sono un range ben preciso.

Al di sopra, ovvero onde elettromagnetiche più energetiche, abbiamo l'ultravioletto, raggi X e Gamma, non percepibili all'occhio umano, ma con effetti che si posso rilevare (vedi es. l'abbronzatura per gli UV).

Oltre il rosso, abbiamo infrarosso, microonde e onde radio, anche qui fuori portata, salvo per l'infrarosso con visori speciali.

Oltre a queste frequenze non si va, quindi al massimo sono infinite le "sfumature" dal rosso al violetto per differenze infinitesimali d'onda, ma limitate a quell'estensione di nanometri.

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