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Bilancio albi Tex annata 2023 (tutte le collane) e confronto con annata 2022


PapeSatan
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Bilancio albi Tex annata 2023 (tutte le collane) e confronto con annata 2022  

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A parte Tex Willer, due annate davvero modeste, senza storie memorabili e con storie scarse anche nella regolare. La proliferazione di testate alla fine ha dato i suoi frutti avvelenati, e la qualità complessiva paragonata anche a pochi anni fa è precipitata. Fra le due però il 2023 tocca davvero il fondo con il numero 755: la peggiore annata di Tex da decenni.

  • +1 1
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L'ultima storia, quella del ritorno della Tigre Nera, colora un po' un anno grigio. Non ritengo il numero 755 il peggiore della storia texiana, Il pistolero Vudu e La regina dei vampiri meritano di gran lunga lo spareggio per la maglia nera più recente. Unico altro appunto: in generale non mi entusiasmo alla riproposizione di personaggi del passato, ed ormai accade di frequente. Capisco la voglia di Borden di mettere un po' d'ordine nelle cose e il suo desiderio - maligno io - di staccarsi da Nizzi e di distaccarlo, ma tutti questi sequel ripeto che mi lasciano perplesso, perché se è vero che si tratta di storie che dovrebbero essere nuove si corre il rischio che siano solo rinnovate.

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Avrei preferito un sondaggio per collana (o "macro" collane) anche se comprendo il senso del sondaggio "globale".

 

La mia valutazione divisa per macro:

 

- Tex Willer continua su livelli eccellenti

- Ci sono stati collaterali di alto livello (il texone, i 2 magazine, i cartonati) e altri meno brillanti

- La regolare, se escludiamo gennaio (ultima parte di Vancouver) e il colpo di coda finale grazie alla Tigre Nera, è stata piatta, poco interessante, con troppi ritorni inutili.

 

Non grido allo scandalo (magari con una singola eccezione ;)) nè all'apocalisse in arrivo, trovo inevitabile che con tante uscite non tutto possa essere eccelso, diciamo che quest'anno sulla regolare ho letto diverse cose a malapena sufficienti (in alcune occasioni salvate dai disegni).

  • +1 1
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Non ci sono state storie memorabili, quest'anno? E il Texone dove lo mettiamo? Secondo me è un capolavoro (che tra l'altro è piaciuto a quasi tutti), tra i migliori Texoni di sempre. Poi sì, ci sono stati diversi passi falsi come “Ritorno a Redrock”, “La cavalcata del destino”, il maxi “La grande congiura” e l’ultimo color storie brevi.

Ma anche buone storie riuscite:

- Il Texone “Per l’onore del Texas” 

- Pearl  

- Il passato di Cochise 

- Raza il comanchero  

- Minstrel Show

- Presagi di guerra

- La Valle dell’Ombra

- Fratello di sangue

- La Tigre colpisce ancora (finora discreta, anche se manca l'ultimo albo)

 

Dovendo dare un giudizio globale, un'annata con 9 storie riuscite (qualcuna un po' più, qualcuna meno) non mi sembra da disprezzare.

E' vero che la serie regolare è stata modesta, con storie piuttosto anonime (o sbagliate), ma è così già da un po': purtroppo far uscire una gran quantità di albi di Tex all'anno comporta inevitabilmente anche un gran numero di storie sufficienti o poco più (o poco meno), sparse tra i color, i maxi e la regolare. E la nascita della serie "Tex Willer" ha fatto dirottare molte energie lì, finendo per penalizzare la serie regolare.

 

Io, comunque, in una serie in edicola da 75 anni, guarderei piuttosto il bicchiere mezzo pieno...

 

Dire che questa è una delle peggiori annate significa ammettere di avere poca memoria...:lol: Andate a rileggervi la fascia 500 quando in un anno, tranne un paio di buone storie di Boselli, uscivano solo storie dimenticabilissime (eufemismo) e Texoni insignificanti (i primi anni del Duemila). Oppure periodi in cui uscivano "La città nascosta", "Il messaggero cinese", "L'assedio di Mezcali", se non peggio... Secondo me questa è un'annata tutto sommato in linea con gli ultimi periodi della fascia 700.

  • +1 1
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Quest'anno mi dispiace ma non ne ho letto nemmeno uno... sto leggendo adesso le storie del 2022.

Ho finalmente capito perché non mi piaceva più leggere Tex, il motivo non sono le storie, ma che ne escono troppe.

Quando da piacere un hobby diventa "dovere" (devo leggere altrimenti mi prendo indietro), la magia pian piano sparisce.

Edited by Dix Leroy
  • +1 2
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Personalmente reputo l'annata appena trascorsa, sostanzialmente discreta. Non ci sono stati grossi picchi, a parte il Texone, ma dovendo garantire un numero d'uscite elevate, tutto sommato la media mantenuta da Borden, Ruju e gli altri autori cimentati non è stata così catastrofica.

 

Certo un sondaggio come questo, posto subito dopo la finale con le annate stratosferiche di Bonelli nel periodo d'oro, pare impietoso, ma quei periodi non torneranno più e noi lettori dovremo accontentarci di questo livello (alquanto accettabile dopo 75 anni di pubblicazioni).

 

Le troppe uscite annuali è un tasto dolente che mi trova d'accordo con Diablero, poichè portano una dispersione di idee e di energie autorali che conducono a un potenziale appiattimento della qualità generale. Se tiri fuori un gioiello narrativo in mezzo a un numero contenuto di pubblicazioni, brilla molto di più e trascina la media, ma se la stessa storia si ritrova accompagnata da una cinquantina di pubblicazioni annuali di livello inferiore o anonime, finisce con l'essere sepolta e sottovalutata.

 

Purtroppo anche di questo ormai dovremo rassegnarci, visto che tornare agli anni '70 o '80 con 12 o 13 pubblicazioni annuali è pura utopia. 

  • +1 1
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Allora...Pearl e il Texone sono due ottime storie per me. Tex Willer si è difeso molto bene tra speciale e regolare, il Maxi non è stato male, il Magazine interessantissimo e coinvolgente.

Cosa non quadra o soffre ? La regolare di Tex (non ho ancora letto la Tigre però) non ha dato nelle due annate continuità. L'anno scorso Mefisto ha quasi monopolizzato i dibattiti, idem quest'anno La cavalcata del destino. Essendo io ottimista ho trovato cose buone in entrambe le annate. Comunque dopo 75 anni e con la super produzione odierna è dura avere un livello medio alto costante.

 

  • +1 1
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Scrivere Tex oggi, scusate l'ovvieta', è tremendamente difficile. Lo è per chiunque, 75 anni di storie western sono troppe. Incredibile anzi che il nostro riesca ancora a mantenere certi standard. 

 

Boselli ci prova ad arrestare il declino, chiede l'aiuto di sceneggiatori non texiani e cerca di coltivare nuove leve. 

 

E così, ecco Burattini per la prima volta su Tex. Un ottimo sceneggiatore, rodato, importante. Ma è un flop che produce un esordio a dir poco deludente. 

 

Poi c'è Redrock, un ritorno, non me ne voglia Barbanera, incomprensibile. Incomprensibile perché riprende una storia molto debole di Glb replicandola in peggio. 

 

Poi un altro ritorno, quello di Wolfman, che almeno si salva, preceduto dalla bella storia sul patto di sangue tra i pards. Infine la Cavalcata, su cui non reitero i giudizi già fin troppo severi già espressi in altri lidi, e l'ennesimo ritorno, quello della Tigre, per me ingiudicabile perché non ho ancora letto la storia. 

 

Regolare quindi che vivacchia sotto la sufficienza. Si dice che la scarsa riuscita delle storie dipenda dalle troppe uscite collaterali. Ne dubito e spiego perché. 

 

La serie TexWiller non toglie energie a Boselli, anzi le rigenera. Con il giovane Tex, Boselli sta vivendo una seconda giovinezza. È evidente il brio, l'inventiva, il divertimento dell'autore quando affronta le vicende del giovane Tex. La cornice storica, invece di essere una pastoia limitante, paradossalmente sta esaltando la fantasia di Boselli, che attingendo dalla Storia trae ispirazioni nuove, riuscendo a mescolare la fiction con il realmente accaduto in modo davvero straordinario. Lo stesso accade col Texone, un capolavoro. Se non ci fossero state le serie collaterali siamo sicuri che Boselli avrebbe prodotto delle belle storie per la regolare, evitandoci Burattini e Redrock? E se invece il nostro avesse ormai dato quello che aveva sulla regolare? Se invece, come è una certa mia sensazione, non si divertisse più come un tempo? Perché è un fatto che ormai il Bos scriva grandi storie praticamente solo sulla Texwiller, al cui filone può ascriversi anche il Texone di quest'anno, essendo ambientato nel passato. Se così dovesse essere, allora sono le serie collaterali che stanno salvando il personaggio Tex, non il contrario. 

 

In realtà, la crociata sulle troppe uscite la condivido anch'io. I bis, i magazine, i doppi maxi, i doppi color esauriscono le energie. Ma il problema, quello vero, è la penuria di sceneggiatori che sappiano e vogliano scrivere Tex. È l'arroccarsi sempre su Boselli e Ruju quando ormai anche altri dovrebbero scrivere di più. 

 

  • +1 2
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Il vincolo editoriale di dover far uscire molti albi (e ogni anno sempre di più, così appare) implica conseguentemente il dover scrivere "a comando". Ed è ovvio che più storie devo scrivere, più è difficile tenere alta la loro media qualitativa.

Direi comunque che l'obiettivo di SBE potrebbe semplicemente essere quello di ottenere il gradimento dei lettori anche solo su alcuni albi, perchè gli altri sono pensati per essere destinati principalmente ai "completisti" (e residualmente agli "occasionali"), quindi con tiratura inferiore alle serie top ("Tex", "Tex Willer" e texone) ma dalla vendita sicura.

Ogni tanto anche nelle serie riempitivo spunta fuori qualche gemma (per esempio a me è piaciuto molto l'ultimo maxi "Laramie County") peró l'effetto è quello di inondare i lettori di molte proposte la cui qualità non è omogenea. Come succede anche in politica, dove dopo essersi estinta la generazione che aveva vissuto la lotta per la libertà e i valori abbiamo adesso solo abili mestieranti senza arte nè parte, anche nella sceneggiatura le nuove leve non sono cresciute con l'humus glbonelliano e forse alla difficoltà di trovare le idee si aggiunge uno stile probabilmente moderno ma non consono alla tradizione classica a cui GLB ci aveva per nostra fortuna abituato.

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<span style="color:red">21 minuti fa</span>, PapeSatan dice:

Come succede anche in politica, dove dopo essersi estinta la generazione che aveva vissuto la lotta per la libertà e i valori abbiamo adesso solo abili mestieranti senza arte nè parte, anche nella sceneggiatura le nuove leve non sono cresciute con l'humus glbonelliano e forse alla difficoltà di trovare le idee si aggiunge uno stile probabilmente moderno ma non consono alla tradizione classica a cui GLB ci aveva per nostra fortuna abituato.

Però non è sempre così, c'è sempre un potenziale futuro che può essere ricco di sorprese, anche nel solco della tradizione. Come per il ritorno all' agricoltura, molti giovani si ritrovano di più nel passato e ne prendono spunto. 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Leo dice:

Scrivere Tex oggi, scusate l'ovvieta', è tremendamente difficile. Lo è per chiunque, 75 anni di storie western sono troppe. Incredibile anzi che il nostro riesca ancora a mantenere certi standard. 

 

Boselli ci prova ad arrestare il declino, chiede l'aiuto di sceneggiatori non texiani e cerca di coltivare nuove leve. 

 

E così, ecco Burattini per la prima volta su Tex. Un ottimo sceneggiatore, rodato, importante. Ma è un flop che produce un esordio a dir poco deludente. 

 

Poi c'è Redrock, un ritorno, non me ne voglia Barbanera, incomprensibile. Incomprensibile perché riprende una storia molto debole di Glb replicandola in peggio. 

 

Poi un altro ritorno, quello di Wolfman, che almeno si salva, preceduto dalla bella storia sul patto di sangue tra i pards. Infine la Cavalcata, su cui non reitero i giudizi già fin troppo severi già espressi in altri lidi, e l'ennesimo ritorno, quello della Tigre, per me ingiudicabile perché non ho ancora letto la storia. 

 

Regolare quindi che vivacchia sotto la sufficienza. Si dice che la scarsa riuscita delle storie dipenda dalle troppe uscite collaterali. Ne dubito e spiego perché. 

 

La serie TexWiller non toglie energie a Boselli, anzi le rigenera. Con il giovane Tex, Boselli sta vivendo una seconda giovinezza. È evidente il brio, l'inventiva, il divertimento dell'autore quando affronta le vicende del giovane Tex. La cornice storica, invece di essere una pastoia limitante, paradossalmente sta esaltando la fantasia di Boselli, che attingendo dalla Storia trae ispirazioni nuove, riuscendo a mescolare la fiction con il realmente accaduto in modo davvero straordinario. Lo stesso accade col Texone, un capolavoro. Se non ci fossero state le serie collaterali siamo sicuri che Boselli avrebbe prodotto delle belle storie per la regolare, evitandoci Burattini e Redrock? E se invece il nostro avesse ormai dato quello che aveva sulla regolare? Se invece, come è una certa mia sensazione, non si divertisse più come un tempo? Perché è un fatto che ormai il Bos scriva grandi storie praticamente solo sulla Texwiller, al cui filone può ascriversi anche il Texone di quest'anno, essendo ambientato nel passato. Se così dovesse essere, allora sono le serie collaterali che stanno salvando il personaggio Tex, non il contrario. 

 

In realtà, la crociata sulle troppe uscite la condivido anch'io. I bis, i magazine, i doppi maxi, i doppi color esauriscono le energie. Ma il problema, quello vero, è la penuria di sceneggiatori che sappiano e vogliano scrivere Tex. È l'arroccarsi sempre su Boselli e Ruju quando ormai anche altri dovrebbero scrivere di più. 

 

Concordo Leo...Giusfredi e Rauch sono le nostre speranze ad oggi.

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<span style="color:red">37 minuti fa</span>, PapeSatan dice:

abili mestieranti senza arte nè parte, anche nella sceneggiatura le nuove leve non sono cresciute con l'humus glbonelliano e forse alla difficoltà di trovare le idee si aggiunge uno stile probabilmente moderno ma non consono alla tradizione classica a cui GLB ci aveva per nostra fortuna abituato.

 

Dissento. Chi scrive Tex è professionale, ha studiato, prova a scrivere un Tex riconoscibile ma inevitabilmente personale. Ruju lo sa fare, anche Rauch nelle poche storie sue che per ora sono uscite. Ma probabilmente sono pochi. E hanno 75 anni di storie sul groppone. Di deja vu da evitare, di topoi western già spremuti all'inverosimile. Con TexWiller è paradossalmente più facile, perché ci si "aggrappa" alla Storia con la S maiuscola, e là si innesta la componente di avventura. Certo, hai bisogno del fuoriclasse, e ce l'hai in Boselli. 

Ma la regolare è un'altra cosa. Il barile probabilmente è stato già sfondato. Hai bisogno di un altro fuoriclasse, come fu Nizzi, come è Boselli, che dia sangue nuovo alla serie regolare e si alterni con chi già c'è. Con Glb come stella polare, ovvio. Ma con un proprio modo di scrivere, come accade ormai da più di 40 anni a questa parte...

<span style="color:red">7 minuti fa</span>, Diablorojo82 dice:

Concordo Leo...Giusfredi e Rauch sono le nostre speranze ad oggi.

 

Ma devono avere più spazio.

  • +1 1
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Da Dime Web:

"Tex è anche stavolta il personaggio più pubblicato, per il sesto anno consecutivo, per la 53a volta nella storia della case editrice. Con le 3960 tavole inedite del 2023 supera il record assoluto di tavole pubblicate in un anno per un personaggio, stabilito solo 12 mesi or sono. Sono mediamente 76 pagine a settimana: di nessun personaggio a livello mondiale credo vengano sfornate così tante pagine ogni 7 giorni. Il risultato è stato raggiunto grazie ai festeggiamenti del 75° anno che hanno visto la pubblicazione di un Magazine extra e del volume da libreria con il Tex ritrovato di Bonelli e Tarquinio; queste due uscite speciali portano Aquila della Notte a superare i 35 albi inediti annuali, ormai assodati, arrivando fino a quota 37: più di tre albi inediti il mese!"

https://dimeweb.blogspot.com/2023/12/bonelli-2023-come-tex-non-ce-nessuno.html?m=1

 

E - aggiungo io - nel 2024 probabilmente si supererà ancora il record di tavole perché è vero che non ci sarà il Magazine speciale dei 75 anni, ma ci saranno in più la storia di Boselli / Torricelli e le strisce di Burattini. 

 

Buone feste a tutti!

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6 minutes ago, Poe said:

Da Dime Web:

"Tex è anche stavolta il personaggio più pubblicato, per il sesto anno consecutivo, per la 53a volta nella storia della case editrice. Con le 3960 tavole inedite del 2023 supera il record assoluto di tavole pubblicate in un anno per un personaggio, stabilito solo 12 mesi or sono. Sono mediamente 76 pagine a settimana: di nessun personaggio a livello mondiale credo vengano sfornate così tante pagine ogni 7 giorni. Il risultato è stato raggiunto grazie ai festeggiamenti del 75° anno che hanno visto la pubblicazione di un Magazine extra e del volume da libreria con il Tex ritrovato di Bonelli e Tarquinio; queste due uscite speciali portano Aquila della Notte a superare i 35 albi inediti annuali, ormai assodati, arrivando fino a quota 37: più di tre albi inediti il mese!"

https://dimeweb.blogspot.com/2023/12/bonelli-2023-come-tex-non-ce-nessuno.html?m=1

E pensa che avrebbero dovuto essere di più, le strisce avrebbero dovuto uscire quest'anno. Con quelle si sarebbe avverata la mia pessimistica previsione di inizio anno: oltre 4000 tavole (e comunque ci siamo già andati vicini) e oltre 40 uscite.

 

Non esiste nemmeno il concetto di "controllo qualità" con una simile mole di uscite (oltretutto, considerando che dovrebbero occuparsene solo Boselli e Giusfredi, che già devono pure scrivere storie: e siamo sicuro sicuro che dover leggere, rileggere e corregge 4000 pagine all'anno con abbia nulla a che fare con il calo di "interesse" di Boselli anche nella scrittura? Io dopo aver corretto 4000 tavole davvero l'ultima cosa che vorrei fare sarebbe scriverne altre...). Si fa fatica (e come ha spiegato più volte Boselli, MOLTA fatica...) a trovare sceneggiatori che le scrivano, figurati poi fare dello scarto! Ovvio che si deve pubblicare tutto, cercando di tappare le falle peggiori quanto si può...

 

Ci sarebbero alcune domande da fare ALLA CASA EDITRICE, se i cosiddetti siti di "critica fumettistica" avessero le palle (e l'indipendenza) di farle: tipo "ma che idea avete di rispetto per il lettore? Vi pare di rispettarlo? O lo vedete solo come un pollo da spennare?"

 

P.S.:

9 hours ago, Poe said:

E il Texone dove lo mettiamo?

Come disse Gimli il nano, non importa se è grande e grosso, "conta comunque per uno" (una storia) :P.

Non basta a tirar su una media in picchiata...

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Leo dice:

 

Dissento. Chi scrive Tex è professionale, ha studiato, prova a scrivere un Tex riconoscibile ma inevitabilmente personale. Ruju lo sa fare, anche Rauch nelle poche storie sue che per ora sono uscite. Ma probabilmente sono pochi. E hanno 75 anni di storie sul groppone. Di deja vu da evitare, di topoi western già spremuti all'inverosimile. Con TexWiller è paradossalmente più facile, perché ci si "aggrappa" alla Storia con la S maiuscola, e là si innesta la componente di avventura. Certo, hai bisogno del fuoriclasse, e ce l'hai in Boselli. 

Ma la regolare è un'altra cosa. Il barile probabilmente è stato già sfondato. Hai bisogno di un altro fuoriclasse, come fu Nizzi, come è Boselli, che dia sangue nuovo alla serie regolare e si alterni con chi già c'è. Con Glb come stella polare, ovvio. Ma con un proprio modo di scrivere, come accade ormai da più di 40 anni a questa parte...

 

Ma devono avere più spazio.

Eh sì...75 anni, barile sfondato, genere spolpato. Quindi Rauch e Giusfredi avranno un compito gravoso. 

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<span style="color:red">3 ore fa</span>, Leo dice:

 

Dissento. Chi scrive Tex è professionale, ha studiato, prova a scrivere un Tex riconoscibile ma inevitabilmente personale. Ruju lo sa fare, anche Rauch nelle poche storie sue che per ora sono uscite. Ma probabilmente sono pochi. E hanno 75 anni di storie sul groppone. Di deja vu da evitare, di topoi western già spremuti all'inverosimile. Con TexWiller è paradossalmente più facile, perché ci si "aggrappa" alla Storia con la S maiuscola, e là si innesta la componente di avventura. Certo, hai bisogno del fuoriclasse, e ce l'hai in Boselli. 

Ma la regolare è un'altra cosa. Il barile probabilmente è stato già sfondato. Hai bisogno di un altro fuoriclasse, come fu Nizzi, come è Boselli, che dia sangue nuovo alla serie regolare e si alterni con chi già c'è. Con Glb come stella polare, ovvio. Ma con un proprio modo di scrivere, come accade ormai da più di 40 anni a questa parte...

 

Ma devono avere più spazio.

Boselli è cresciuto alla scuola di GLB.

Ruju e Rauch sono certamente valenti sceneggiatori, ma per "nuove leve" intendo i giovani: quelli che più comunemente vengono lanciati nella palestra dei Color, ma dove purtroppo si sono visti pochissimi guizzi (e, guarda caso, non ad opera delle nuove leve, bensì di Boselli e Ruju).

Poi, in quanto a definire Nizzi fuoriclasse ci andrei cauto: da quanto si legge, allorquando è stato arruolato si è studiato a tavolino tutti gli arretrati di Tex per arrivare dapprima a tentare di ricalcare lo stile di GLB per non far percepire il distacco dal maestro (tanto è vero che inizialmente Nizzi non veniva nemmeno citato nei credits), poi realizzando qualche ottima storia laddove il guizzo di un'idea lo ha assecondato, ma finendo però per scrivere, per la maggior parte delle sue storie, con il pilota automatico e con un certo senso di svogliatezza.

I fuoriclasse della sceneggiatura sono Giovanni Luigi Bonelli, Alan Moore, Frank Miller... insomma, gente di un certo calibro.

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18 hours ago, Poe said:

Dire che questa è una delle peggiori annate significa ammettere di avere poca memoria...:lol: Andate a rileggervi la fascia 500 quando in un anno, tranne un paio di buone storie di Boselli, uscivano solo storie dimenticabilissime (eufemismo) e Texoni insignificanti (i primi anni del Duemila).

Purtroppo paragoni cose non paragonabili. Non tenendo conto delle azioni della casa editrice nel frattempo.

 

Esempio: primi anni del 2000. Prendiamo il 2003 (vent'anni fa) che è anche nella "fascia 500" così prendiamo entrambi i tuoi esempi. Escono 12 Tex regolari, questi:

Nr. Titolo Mese di pubblicazione Soggetto Sceneggiatura Disegni
507 Un ranger ha tradito! gennaio Mauro Boselli Mauro Boselli Guglielmo Letteri
508 Il mercante francese febbraio Claudio Nizzi Claudio Nizzi Fernando Fusco
509 Snake Bill marzo Claudio Nizzi Claudio Nizzi Fernando Fusco
510 Nel campo nemico aprile Claudio Nizzi Claudio Nizzi Fernando Fusco
511 Ritorno a Culver City maggio Claudio Nizzi Claudio Nizzi Fabio Civitelli
512 La città della paura giugno Claudio Nizzi Claudio Nizzi Fabio Civitelli
513 Le foreste dell'Oregon luglio Claudio Nizzi Claudio Nizzi Andrea Venturi
514 I fucili di Shannon agosto Claudio Nizzi Claudio Nizzi Andrea Venturi
515 Il lungo viaggio settembre Claudio Nizzi Claudio Nizzi José Ortiz
516 La cripta ottobre Claudio Nizzi Claudio Nizzi José Ortiz
517 Il serpente piumato novembre Claudio Nizzi Claudio Nizzi José Ortiz
518 Pioggia dicembre Claudio Nizzi Claudio Nizzi Gianluca e Raul Cestaro

 

(ho scelto apposta un anno di "quasi tutto Nizzi", per fare il caso peggiore).

 

Una bella lista di schifezze, eh? Ci sono sia "ritorno a Culver City" che "i fucili di Shannon", una delle annate peggiori del periodo di Nizzi. Ma guarda CHI LE DISEGNA, senza disperdere i migliori per vari "collaterali". E inoltre sono in tutto 11 albi di Nizzi, totale 1210 pagine, 24,20 Euro (Tex costava 2,20 Euro, notare che rispetto ad allora salari e stipendi, fonte ISTAT, sono assolutamente identici, non sono realmente aumentati da 30 anni, aumentano solo i prezzi... quindi i prezzi sono GIÀ "ADEGUATI ALL'AUMENTO STIPENDI DEI LETTORI")

 

Oltre a questi 11 albi, escono il Texone di Sommer (Nizzi, altri 224 pagine e 5 Euro), e il maxi di Diso (330 pagine, 5,50 euro) e L'almanacco del west con la storia "Eroe per caso" di Boselli e Andreucci.

 

Dal punto di vista qualitativo, un annata pessima: due soli albi belli, di Boselli, in mezzo a fuffa nizziana del periodo peggiore.

 

Ma guardala dal punto di vista quantitativo: quanti soldi ho "buttato"? 34,70 Euro, arrotondiamo a 35€, e 1700 pagine di fuffa ad occuparmi la libreria, una quindicina di albi

 

E dal punto di vista psicologico? Che Nizzi fosse alla frutta era più che ovvio, come il fatto che Boselli fosse di un altra categoria, molto superiore anche al Nizzi migliore. Onestamente all'epoca ero OTTIMISTA (e per questo prendevo ancora Tex), da un abisso simile pensavo che Tex potesse solo risalire (e infatti poi è risalito, allontanando Nizzi, anche se poi sciaguratamente Boselli l'ha fatto tornare)

 

Vediamo il 2023:

Nr. Titolo Mese di pubblicazione Soggetto Sceneggiatura Disegni
747 Il grande incendio gennaio Pasquale Ruju Pasquale Ruju Corrado Mastantuono
748 La Mesa della follia febbraio Moreno Burattini Moreno Burattini Michele Rubini
749 Le creature del buio marzo Moreno Burattini Moreno Burattini Michele Rubini
750 Ritorno a Redrock aprile Antonello Rizzo Pasquale Ruju Rossano Rossi
751 Condanna senza appello! maggio Antonello Rizzo Pasquale Ruju Rossano Rossi
752 Fratello di sangue giugno Giorgio Giusfredi Giorgio Giusfredi Alfonso Font
753 Wolfman è vivo! luglio Pasquale Ruju Pasquale Ruju Pasquale Del Vecchio
753 bis Sulle tracce di Kit Carson luglio Antonio Zamberletti Antonio Zamberletti Sandro Scascitelli
754 Dentro la montagna agosto Pasquale Ruju Pasquale Ruju Pasquale Del Vecchio
755 La cavalcata del destino settembre Graziano Frediani / Mauro Boselli Mauro Boselli Claudio Villa
756 La Tigre colpisce ancora ottobre Mauro Boselli Mauro Boselli Andrea Venturi
757 Fuga sull'oceano novembre Mauro Boselli Mauro Boselli Andrea Venturi
758 Il rajah bianco dicembre Mauro Boselli Mauro Boselli Andrea Venturi

 

Il livello delle storie è migliore rispetto alle Nizzate del 2003, ma come si dice "quando un leone vi insegue non occorre essere il più veloce, basta che non sei il più lento": il "leone" qui è il semplice limite "non valeva la pena leggerlo". Se sei sotto, che differenza c'è fra la Nizzata peggiore e un altro albo che comunque non leggi? (poi, se te li leggi come faccio io, per scoprire che non valeva la pena leggerli, cavoli miei)

Di questi 13 albi, 1 non l'ho letto perche già non reggevo i disegni (il bis), 5 mi hanno annoiato (tigre nera e wolfman), 3 mi hanno deluso dopo un inizio accettabile (mastantuono e Rubini), 1 mi è piaciuto (quello di Gioasfredi anche se non è una storia che ricorderò), due mi sono sembrati uno sgarbo a GL Bonelli che non andava approvato e una storia scopiazzata dall'originale che infanga e davvero bruttina (Rossi), e l'ultima.... è la storia di Tex che più mi ha fatto incazzare da sempre, per me uno schiaffo in faccia a GL Bonelli e soprattutto ai lettori. Per me basta a rendere l'annata peggiore persino rispetto al 2003, ma anche per chi non è d'accordo e dice che sono comunque meglio delle Nizzate: state guardando la cosa dal punto di vista sbagliato: li paragonate come se il "peso" che hanno sul vostro tempo e il vostro portafoglio fossero inifluenti...

 

Vediamo qui a livello quantitativo: sono 1430 pagine e 62,20€. A cui aggiungere...

Il Texone, OK, quello è bello anche se non certo fra le cose migliori di Boselli, ma... è Tex Willer

Per questo paragone, non conto Tex Willer: voglio vedere cosa è successo al Tex del 2003. Tex Willer è una nuova testata con un nuovo personaggio, nessuno dei lettori del Tex del 2003 è "obbligato" a prenderlo. E per me se il Tex "storico" va a catafascio, non è una buona risposta dire "butta quella spazzatura e vai su Tex Willer che è meglio", è come dire "vai su Magico Vento che è meglio"...

I due Maxi: sono Nizzi e Alessandrini e Ruju e Diso, devo dire altro? (e sono altri 19,80€ e 660 pagine)

I due Magazine: non mi sono piaciuti. Il primo l'avevo scritto perchè. Il secondo non ne ho parlato. Mi ero rotto di parlare male del "celebrazionismo" che pare aver preso Boselli. una storia noiosissima fatta unendo i puntini da 1 a 46 seguendo la trama tipica dell'eroe che deve affrontare tutti i cattivi e arriva in fondo ad una persona cara che è morta che lo riporta sulla sua strada. La prima volta che l'ho letta mi ero pure emozionato. Nel 1971 (era l'Uomo Ragno e Zio Ben), poi nel 1972 mi era piaciura ancora (Daredevil con il padre pugile, e Silver Surfer con Shalla Bal catturata dal Diavolo anche se non era morta), e così via, anno dopo anno, sempre la stessa trama, decine decine di volte per decine di personaggi, trovarmela fotocopiata peri pari anche su Tex mi pare davvero troppo (anche se ormai mancava solo Tex, l'avevano già usata ovunque, da Zagor a Dylan Dog a Nathan Never...). Altri 17,40€ buttati. (e altre 260 pagine circa)

I due Color... devo dire altro? Altri 17,80€ e 320 pagine...

 

Nel 2003 avevo 1700 pagine di fuffa che mi costavano 35€. Oggi ho 2700 pagine di fuffa, mille pagine in più, che mi costano 112,20 Euro! E per te è "Meglio"?

 

(del Tex "storico" nel 2003 di decente avevo almeno 2 albi di Boselli, quest'anno ho un solo albo di Giusfredi...)

 

Mi nomini storie di Tex Willer, o "Pearl"... come fa a non vedere che sono "altro" rispetto al Tex storico?

 

Infine, il peggio è l'aspetto psicologico.

 

Nel 2003 potevo sperare, con buone ragioni, che Nizzi non sarebbe durato ancora molto e che la situazione poteva migliorare. Ma cosa vuoi migliorare con una casa editrice che ti vede solo come un limone da spremere e butta in edicola 4000 pagine? Qui andrà sempre peggio...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, PapeSatan dice:

quanto a definire Nizzi fuoriclasse ci andrei cauto: da quanto si legge, allorquando è stato arruolato si è studiato a tavolino tutti gli arretrati di Tex per arrivare dapprima a tentare di ricalcare lo stile di GLB per non far percepire il distacco dal maestro (tanto è vero che inizialmente Nizzi non veniva nemmeno citato nei credits), poi realizzando qualche ottima storia laddove il guizzo di un'idea lo ha assecondato, ma finendo però per scrivere, per la maggior parte delle sue storie, con il pilota automatico e con un certo senso di svogliatezza.

 

Un commento molto ingeneroso. Il guizzo di un'idea, come se fosse isolato, qualche ottima storia (almeno un decennio, di ottime storie), per poi definire la maggior parte delle sue storie scritte col pilota automatico... è una narrazione parziale che personalmente trovo ingiusta. Ma non è il momento né il luogo per polemizzare su questo, è natale ed è un topic che con Nizzi non c'entra. Io lo avevo tirato in ballo solo per dire che non si può sempre pensare all'humus glbonelliano che altri autori non sanno rendere. Perché non è vero. Bonelli non scrive da 40 anni e per ora gli sceneggiatori che si sono cimentati dopo di lui hanno fatto bene. Nizzi per un decennio ha fatto benissimo, e se non è un fuoriclasse alla Alan Moore e Frank Miller ha comunque sfoderato prestazioni da campione, e lo ha fatto con grande continuità per un periodo importante. Nessuno poi nega il disastro successivo. Ma Nizzi ha saputo scrivere Tex, come lo hanno saputo fare i suoi successori, tra i quali includo anche Berardi, che nella sua unica storia fuse Berardi e Glb dando vita a un capolavoro. 

 

In conclusione, non credo si tratti di humus glbonelliano (guarda Ruju, da professionista qual è è riuscito a calarsi perfettamente nel personaggio), ma di penuria di sceneggiatori bravi tout court che abbiano voglia di studiarsi Tex e di entrare nelle sue logiche. Ciò costringe Boselli a una iperproduzione che lo sta penalizzando in termini di resa, ma l'eccezione del TexWiller e del Texone dovrebbero far riflettere: lì non c'è alcun calo, perché Boselli vuole, fortemente vuole, scrivere quelle storie. Ci sguazza, e lo fa alla grande. Il suo appannamento sulla regolare forse nasce da una certa stanchezza per il Tex classico, forse semplicemente ha già dato (tanto, tantissimo) e sarebbe giusto farlo rifiatare. 

La strada dei soggettisti non professionisti può essere un tentativo (Nizzi con Traversa non fece poi male) ma per ora è deludente: anch'essa ha comportato ritorni (troppi) di personaggi poi che non avevano nemmeno bucato lo schermo nelle prime apparizioni: scelte opinabili che a Boselli, bontà sua, sono sembrate buone. Ma anche quando ci si è messo lui ha avuto esiti infelici, come il ritorno di Mefisto o quello, tremendo, di Lupe (primo albo meraviglioso, secondo pessimo).

 

In conclusione, e per tornare in topic: l'annata è stata ottima, se togliamo la regolare (non solo TexWiller e Texone, ma anche il Maxi LaramieCounty e la bellissima e poetica storia di Boselli sul magazine). Deludente, invece, dal punto di vista di quest'ultima. Forse il Bos dovrebbe concentrarsi su ciò che oggi gli riesce meglio (il giovane Tex) e lasciare maggiore spazio sulla regolare agli altri, a patto però di coltivare qualche altro sceneggiatore che rimpolpi l'anemico parco autori.

 

Buon Natale a tutti! :)

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

La prima volta che l'ho letta mi ero pure emozionato. Nel 1971 (era l'Uomo Ragno e Zio Ben), poi nel 1972 mi era piaciura ancora (Daredevil con il padre pugile, e Silver Surfer con Shalla Bal catturata dal Diavolo anche se non era morta), e così via, anno dopo anno, sempre la stessa trama, decine decine di volte per decine di personaggi, trovarmela fotocopiata peri pari anche su Tex mi pare davvero troppo (anche se ormai mancava solo Tex, l'avevano già usata ovunque, da Zagor a Dylan Dog a Nathan Never...).

 

Il tuo problema, serio, è la tua ipertrofica cultura fumettistica. Hai letto tutto, di tutto, con un'attenzione e una passione profonde. A me la storia del Magazine è piaciuta e ha emozionato. Nonostante la mia incultura fumettistica anch'io non l'ho trovata originale, ma mi ha commosso lo stesso. L'ho trovata poetica, preziosa. Tu l'hai già letta in tutte le salse, non ti si sorprende più. È un po' quello che dicevo sopra: gli attuali autori di Tex hanno 75 anni di temi western alle spalle, il loro compito è incomparabilmente più improbo di quello di Glb. Devono evitare il dejavu (magari è incredibile che stiano cercando di farlo facendo tornare tutti, quasi per mettere le mani avanti...).

Ora si vede che non hanno sulle spalle solo i 75 anni di glb, nolitta, nizzi e boselli. Su di essi gravano anche i 90 anni di fumetto tout court, l'Uomo ragno, Daredevil, Nathan Never. Se trovi un lettore come me, poco colto e quindi "vergine" per molti aspetti, lo soddisfi. Ma è difficile parlare all'extra colto quale sei tu. 

 

Questo non significa che anche tu non possa poi essere soddisfatto, Boselli di solito lo fa (Ruju no). Non ricordo chi disse che tutta la narrativa mondiale è solo una rivisitazione di ciò che già Omero aveva scritto nelle sue opere seminali: questo probabilmente vale anche per il fumetto. Quindi gli autori devono essere superlativi per oltrepassare la barriera del "già visto, già letto", ma quanto è difficile farlo nei confronti di un Diablero e in un' opera seriale qual è quella di Tex? ;)

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Leo dice:

 

Un commento molto ingeneroso. Il guizzo di un'idea, come se fosse isolato, qualche ottima storia (almeno un decennio, di ottime storie), per poi definire la maggior parte delle sue storie scritte col pilota automatico... è una narrazione parziale che personalmente trovo ingiusta. Ma non è il momento né il luogo per polemizzare su questo, è natale ed è un topic che con Nizzi non c'entra. Io lo avevo tirato in ballo solo per dire che non si può sempre pensare all'humus glbonelliano che altri autori non sanno rendere. Perché non è vero. Bonelli non scrive da 40 anni e per ora gli sceneggiatori che si sono cimentati dopo di lui hanno fatto bene. Nizzi per un decennio ha fatto benissimo, e se non è un fuoriclasse alla Alan Moore e Frank Miller ha comunque sfoderato prestazioni da campione, e lo ha fatto con grande continuità per un periodo importante. Nessuno poi nega il disastro successivo. Ma Nizzi ha saputo scrivere Tex, come lo hanno saputo fare i suoi successori, tra i quali includo anche Berardi, che nella sua unica storia fuse Berardi e Glb dando vita a un capolavoro. 

 

In conclusione, non credo si tratti di humus glbonelliano (guarda Ruju, da professionista qual è è riuscito a calarsi perfettamente nel personaggio), ma di penuria di sceneggiatori bravi tout court che abbiano voglia di studiarsi Tex e di entrare nelle sue logiche. Ciò costringe Boselli a una iperproduzione che lo sta penalizzando in termini di resa, ma l'eccezione del TexWiller e del Texone dovrebbero far riflettere: lì non c'è alcun calo, perché Boselli vuole, fortemente vuole, scrivere quelle storie. Ci sguazza, e lo fa alla grande. Il suo appannamento sulla regolare forse nasce da una certa stanchezza per il Tex classico, forse semplicemente ha già dato (tanto, tantissimo) e sarebbe giusto farlo rifiatare. 

La strada dei soggettisti non professionisti può essere un tentativo (Nizzi con Traversa non fece poi male) ma per ora è deludente: anch'essa ha comportato ritorni (troppi) di personaggi poi che non avevano nemmeno bucato lo schermo nelle prime apparizioni: scelte opinabili che a Boselli, bontà sua, sono sembrate buone. Ma anche quando ci si è messo lui ha avuto esiti infelici, come il ritorno di Mefisto o quello, tremendo, di Lupe (primo albo meraviglioso, secondo pessimo).

 

In conclusione, e per tornare in topic: l'annata è stata ottima, se togliamo la regolare (non solo TexWiller e Texone, ma anche il Maxi LaramieCounty e la bellissima e poetica storia di Boselli sul magazine). Deludente, invece, dal punto di vista di quest'ultima. Forse il Bos dovrebbe concentrarsi su ciò che oggi gli riesce meglio (il giovane Tex) e lasciare maggiore spazio sulla regolare agli altri, a patto però di coltivare qualche altro sceneggiatore che rimpolpi l'anemico parco autori.

 

Buon Natale a tutti! :)

 

Il tuo problema, serio, è la tua ipertrofica cultura fumettistica. Hai letto tutto, di tutto, con un'attenzione e una passione profonde. A me la storia del Magazine è piaciuta e ha emozionato. Nonostante la mia incultura fumettistica anch'io non l'ho trovata originale, ma mi ha commosso lo stesso. L'ho trovata poetica, preziosa. Tu l'hai già letta in tutte le salse, non ti si sorprende più. È un po' quello che dicevo sopra: gli attuali autori di Tex hanno 75 anni di temi western alle spalle, il loro compito è incomparabilmente più improbo di quello di Glb. Devono evitare il dejavu (magari è incredibile che stiano cercando di farlo facendo tornare tutti, quasi per mettere le mani avanti...).

Ora si vede che non hanno sulle spalle solo i 75 anni di glb, nolitta, nizzi e boselli. Su di essi gravano anche i 90 anni di fumetto tout court, l'Uomo ragno, Daredevil, Nathan Never. Se trovi un lettore come me, poco colto e quindi "vergine" per molti aspetti, lo soddisfi. Ma è difficile parlare all'extra colto quale sei tu. 

 

Questo non significa che anche tu non possa poi essere soddisfatto, Boselli di solito lo fa (Ruju no). Non ricordo chi disse che tutta la narrativa mondiale è solo una rivisitazione di ciò che già Omero aveva scritto nelle sue opere seminali: questo probabilmente vale anche per il fumetto. Quindi gli autori devono essere superlativi per oltrepassare la barriera del "già visto, già letto", ma quanto è difficile farlo nei confronti di un Diablero e in un' opera seriale qual è quella di Tex? ;)

Concordo. Anche su Diablero 😁

Sarebbe interessante capire Boselli su certi argomenti (sceneggiatori) che idee abbia.

Detto questo forse è più facile accontentare i pards non del forum (noi in media siamo più esigenti). Il problema è che serve ricambio generazionale anche di lettori. Ardua prova.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

Nel 2003 avevo 1700 pagine di fuffa che mi costavano 35€. Oggi ho 2700 pagine di fuffa, mille pagine in più, che mi costano 112,20 Euro! E per te è "Meglio"?

 

(del Tex "storico" nel 2003 di decente avevo almeno 2 albi di Boselli, quest'anno ho un solo albo di Giusfredi...)

 

Mi nomini storie di Tex Willer, o "Pearl"... come fa a non vedere che sono "altro" rispetto al Tex storico?

 

Invece, secondo me, il paragone che hai fatto tra questa annata e il 2003 è, dal mio punto di vista, esattamente quello che volevo dire:

- nel 2003 il Texone di Sommer è unanimemente considerato uno dei peggiori di sempre; nel 2023 invece quello di Dotti è eccellente

- nel 2003 il Maxi di Nizzi/Diso "Figlio del vento" è da dimenticare; nel 2023 il Maxi di Ruju/Diso è senz'altro migliore (anche se a me non ha fatto impazzire)

- nel 2003 - lo dici anche tu - la qualità della serie regolare è bassa; nel 2023, anche se la serie regolare certamente non ha brillato, è comunque meglio

- nel 2003 l'unica storia veramente memorabile è l'Almanacco "Eroe per caso" di Boselli/Andreucci; nel 2023 abbiamo "Pearl" che la può uguagliare, in più una buona storia di Giusfredi "Fratello di sangue" e anche "La valle dell'Ombra" del Magazine, che non sarà originale come idea, ma è ben sceneggiata e piacevole da leggere. (Inoltre il ritorno della Tigre non è così terribile come dici tu, imho).

 

Nel complesso, per me, un'annata discreta, se si considera anche "Tex Willer". Però posso capire che chi non legge "Tex Willer", o non la mette nel conto,  sia poco soddisfatto. Io la metto nel conto, perché anche se non è il Tex classico, per me - e sottolineo per me - è comunque sempre Tex (Tex giovane), ed è un gran piacere leggerlo!

 

<span style="color:red">4 ore fa</span>, Diablero dice:

ma anche per chi non è d'accordo e dice che sono comunque meglio delle Nizzate: state guardando la cosa dal punto di vista sbagliato: li paragonate come se il "peso" che hanno sul vostro tempo e il vostro portafoglio fossero inifluenti...

Su questo hai ragione: le troppe uscite sono snervanti, portano via tempo e soldi e sono spesso deludenti. E alla lunga rischiano di smagare anche i lettori più accaniti: il troppo stroppia. Ma è un discorso fatto innumerevoli volte e che purtroppo non farà cambiare idea alla casa editrice.

Di fatto Boselli deve sceneggiare e curare: Dampyr, Tex serie regolare, Tex "fuori serie", Tex Willer. Praticamente 4 serie a fumetti! (E con pochi collaboratori...)

Non mi sembra una scelta saggia da parte della Bonelli.

Temo anch'io che il Tex "classico" peggiorerà in futuro. Mentre forse "Tex Willer" invece riuscirà a migliorare la già ottima qualità delle storie.

 

 

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<span style="color:red">31 minuti fa</span>, Poe dice:

 

Invece, secondo me, il paragone che hai fatto tra questa annata e il 2003 è, dal mio punto di vista, esattamente quello che volevo dire:

- nel 2003 il Texone di Sommer è unanimemente considerato uno dei peggiori di sempre; nel 2023 invece quello di Dotti è eccellente

- nel 2003 il Maxi di Nizzi/Diso "Figlio del vento" è da dimenticare; nel 2023 il Maxi di Ruju/Diso è senz'altro migliore (anche se a me non ha fatto impazzire)

- nel 2003 - lo dici anche tu - la qualità della serie regolare è bassa; nel 2023, anche se la serie regolare certamente non ha brillato, è comunque meglio

- nel 2003 l'unica storia veramente memorabile è l'Almanacco "Eroe per caso" di Boselli/Andreucci; nel 2023 abbiamo "Pearl" che la può uguagliare, in più una buona storia di Giusfredi "Fratello di sangue" e anche "La valle dell'Ombra" del Magazine, che non sarà originale come idea, ma è ben sceneggiata e piacevole da leggere. (Inoltre il ritorno della Tigre non è così terribile come dici tu, imho).

 

Nel complesso, per me, un'annata discreta, se si considera anche "Tex Willer". Però posso capire che chi non legge "Tex Willer", o non la mette nel conto,  sia poco soddisfatto. Io la metto nel conto, perché anche se non è il Tex classico, per me - e sottolineo per me - è comunque sempre Tex (Tex giovane), ed è un gran piacere leggerlo!

 

Su questo hai ragione: le troppe uscite sono snervanti, portano via tempo e soldi e sono spesso deludenti. E alla lunga rischiano di smagare anche i lettori più accaniti: il troppo stroppia. Ma è un discorso fatto innumerevoli volte e che purtroppo non farà cambiare idea alla casa editrice.

Di fatto Boselli deve sceneggiare e curare: Dampyr, Tex serie regolare, Tex "fuori serie", Tex Willer. Praticamente 4 serie a fumetti! (E con pochi collaboratori...)

Non mi sembra una scelta saggia da parte della Bonelli.

Temo anch'io che il Tex "classico" peggiorerà in futuro. Mentre forse "Tex Willer" invece riuscirà a migliorare la già ottima qualità delle storie.

 

 

Concordo con i problemi della super produzione. Idem sono da considerare, in positivo, Tex Willer, Texone, Maxi (se sono piaciute) del 2023. Poi se uno legge solo la regolare il bicchiere lo può trovare mezzo vuoto.

 

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