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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 14/09/2014 in tutte le sezioni

  1. 8 points
    Però io vorrei davvero sapere quali sono queste caratteristiche peculiari di Tex che si sono perse con Boselli. Tutti a blaterare di un Tex 2.0, di un Tex che non è più Tex, di Boselli che non rispetta il personaggio, e via così. Ma si può sapere o no concretamente che cosa ha di tanto diverso il Tex di Boselli da quello di GLB? Si accusa il curatore di aver stravolto Tex proprio in un periodo in cui stiamo leggendo storie davvero belle, dopo gli anni di narcolessia dell'ultimo Nizzi! Tutti a riempirsi la bocca di discorsi astratti, ma raramente ho letto esempi concreti di cosa stia sbagliando Boselli. Il suo stile, il suo modo di scrivere le storie, è diverso da quello di GLB, senza dubbio; ma basta questo a poter affermare che "non ha compreso le caratteristiche peculiari del personaggio", per citare il nostro nuovo amico del forum? E quali sarebbero, di grazia, queste caratteristiche? Va di moda, sui forum, su facebook, la formula "Tex 2.0". E quello di Nolitta, allora, non era un Tex 2.0? Quello sì che era un personaggio diverso da quello di GLB, in quel caso sì che si poteva dire che Nolitta aveva stravolto le caratteristiche del personaggio. E vogliamo parlare di tutti i periodi successivi? Quanti Tex 2.0 ci sono stati in 700 numeri? Tex è oggi nelle mani di colui che, all'interno della SBE, lo conosce meglio di tutti; ci è cresciuto con Tex, lo conosce a menadito, e ha avviato un progetto di rilancio basato proprio sul recupero delle atmosfere, toni e personaggi del Tex classico. Magari non riuscirà nel suo intento, ma accusarlo di presunzione e di delirio di onnipotenza è davvero fuori luogo, nonché irrispettoso nei confronti dell'autore. Vabè, sarò uno di quei talebani che si esaltano per le anticipazioni delle storie che ci attendono... se è un male essere contenti di vedere l'impegno attorno alla testata a fumetti che si legge più volentieri. Che poi cose che non mi vanno a genio in questa gestione ce ne sono, vedi ad esempio la scelta di far fare il texone a Breccia lasciandogli tutta la libertà grafica di cui poi a mio parere ha abusato, quindi non si può proprio dire che io - come la maggior parte di chi scrive qui sul forum - sia un "entusiasta a prescindere". Mi sembra invece che in giro ci siano tanti che sono solo dei "detrattori a prescindere". Scusate lo sfogo, ma tutto l'astio che leggo in giro in questi giorni nei confronti di chi lavora per mandare questo fumetto in edicola e regalarci momenti piacevoli di lettura di belle storie non lo capisco, e credo appartenga soltanto a chi Tex, in fondo, non lo ama davvero.
  2. 7 points
    Onestamente, se ciò che Texan afferma fosse, anche in parte, vero, la cosa non mi andrebbe per niente a genio. Da quanto capisco, credo di essere uno dei più anziani lettori di Tex, avendo iniziato alla fine degli anni 60. Non mi pare che Tex sia mai stato - e neppure che sia diventato - un fumetto (e un personaggio) caratterizzato politicamente. Letture del genere, ne sono state tentate, ma mi son sempre pare arbitrari tentativi di far sdraiare il nostro Tex "sul letto di Procuste". Se in Tex si leggero sempre storie con indiani buoni, vittime, "nobili selvaggi" e bianchi malvagi, avidi, vigliacchi, crudeli, allora sì che il risultato sarebbe stucchevole e falso. Falso come suonavano i film come Soldato Blu, il cui scopo, tra l'altro, non era neppure tanto quello di rivalutare gli indiani, bensì di denigrare le giacche blu, in quanto antenati dei berretti verdi... A ben vedere, il Tex di Bonelli e di Boselli è molto simile all'autentico, classico cinema western, che, se preso nel suo complesso, offriva molte storie con gli indiani "lupi predatori", ma ogni tanto sottolineava le colpe dei bianchi o i diritti negati degli indiani. Mi risparmio gli esempi, perchè sono certo che sono conosciuti da molti. E che dire dei negri (palle di neve, mi pare li chiami Tex in Black Baron) o dei cinesi oppure dei messicani? Sempre presentati come buoni? non direi. L'accusa di Texan è, mi pare di capire che, se un tempo Bonelli non si peritava a far sì che i nemici di Tex appartenessero a questi gruppi etnici, negli ultimi anni, invece, il virus del "politicamente corretto" avrebbe infettato il vecchio Tex. Guai, se fosse vero! Se c'è una cosa assurda, falsa, ridicola, detestabile, fanatica ed ignorante è proprio la "political correctness" (purtroppo diffusa negli atenei americani). Oggi Shakespeare non potrebbe scrivere Otello o il Mercante di Venezia... A me, non pare proprio. Quello che si nota, magari, è una maggiore cura per i dettagli storici ed etnografici, ma non penso proprio che Boselli sia un cultore di questo credo. Messicani cattivi, si sprecano. Non mancano neppure gli asiatici cattivi. Neppure i negri (qualcuno ricorda l'avventura a New Orleans Il vecchio di mezzanotte?). Forse, l'unico stereotipo che a volte può apparire eccessivo (ma che deriva, guarda un po', proprio da GL Bonelli) è quello dell'ufficiale incapace o senza scrupoli. Mi sembra un po' poco, per formulare un'accusa, Texan. In conclusione, credo che Tex sia ancora, e tutto mi fa pensare che resterà, un grande, ottimo, fumetto d'avventura, senza zavorra ideologica, in cui Tex e i pard fanno giustizia nel singolo caso, senza sociologismi, remore, riguardi per nessuno. Nel loro mondo, fortunatamente, è possibile leggere avventure con torme di indiani assetati di sangue e poi passare ai patimenti di qualche umile tribù Pima perseguitata da cacciatori di scalpi. Infine, non bisogna, soprattutto, scambiare il "politicamente corretto" (che è una vera e propria perversione mentale) con una inevitabile e giusta evoluzione del gusto, del modo in cui certe azioni vengono rappresentate, del modo in cui parlano i personaggi.
  3. 5 points
    Finalmente, tra mille ritagli di tempo, sono riuscito ad ultimare la mia mini-mini storia a sfondo umoristico...Tex in compagnia del suo inseparabile Pard Kit Carson... buona lettura (anche se breve)
  4. 4 points
    La differenza tra Tex e suo figlio sta anche qui: certe figure a Tex non le puoi far fare, al figlio si. Perché è giovane, ha tanta esperienza ma non quanto quella dei suoi pards, motivo per cui qualche volta può essere colto di sorpresa e se questo accade quando è calato in una serie di eventi poco usuale per lui, il treno, il capotreno, il gioco d'azzardo proibito, quello che cerca di fare non è agire di irruenza ma cercare di spiegare la sua posizione. Non capisce però di essere caduto in una rete di "tagliagola" e quando lo scopre cerca allora di rimediare ma si becca la classica botta in testa. Per quanto riguarda Otis: il gioco delle tre carte è regolare ? Il dubbio resta, ma per me è un imbroglione. Se è vero che i gamblers si servono di un personaggio d'appoggio loro complice che ha il compito di vincere qualche partita per incitare al gioco gli altri personaggi, in assenza di compagno, Otis si serve furbescamente di Kit Willer lasciandogli vincere una serie di 15 partite senza che nessuno si accorga di niente. Non è infatti possibile che in un gioco in cui il banco ha due possibilità su tre di vincere kit Willer sia così bravo o così fortunato, come ironicamente gli rimprovera Otis mentre li portano via. Dixon chiarisce le cose una volta per tutte nel momento in cui Otis cerca di ripetere il giochetto con i cinesi e questa volta non ci sono interruzioni, vuota loro le tasche per cui alla fine loro lo minacciano. Ecco, questo sono le idee di cui parlavo a proposito di Dixon e che donano originalità al racconto. Quanto a Zamberletti, devo un aggiunta al commento precedente per spiegare cosa non va nella sua storia. Sono i personaggi dei negri che devono stare regolarmente dalla parte dei buoni e dei giusti ( con GLB erano anche palle di neve da prendere a calci ) e questa storia (a uno schioppo di distanza dal maxi di Ruju dello scorso ottobre) fa sentire lontano un alone di correttezza politica. Ce ne sbattiamo i cosidetti della political correctness!!! Dai tempi del codacons non se ne può veramente più, tutto millimetricamente calcolato per evitare episodi scandalistici. Ma Tex non era questo, Tex era l'opposto, GLB esponeva le sue idee nelle sue storie senza censurarsi. Ora, in un momento in cui siamo sommersi da un ondata di profughi con i TG nazionali e regionali con la notizia sempre in primo piano da mesi (in verità ormai da anni), ritrovare gli stessi soggetti anche su Tex e una, due e TRE volte (perché dobbiamo mettere in conto anche il ritorno di Jehtro), sinceramente non se ne può più. E poi a questa comunità nera facciamogli fare quello che fanno i comuni mortali perché tra buffalo soldiers e questa storia sembranom loro i migliori: fanno quello che fa Tex, anzi di più. E così una banda di fuorilegge viene fatta fuori anche da personaggi come lo sfigato apache. Come originalità tematiche, siamo vicini allo zero, come compiacenza con il codacons siamo al top, come oscuramento e deleggittimazione del personaggio di Tex quasi, che da eroe inossidabile che sbaraglia gli avversari diventa coadiuvante semplice di quelli che dovrebbe proteggere, alzi la mano chi è soddisfatto di questo personaggio con la camicia gialla e il fazzoletto nero. Freedom ranch, il titolo della storia, ma di libertà metaforicamente, tra autori imbrigliati tra le regole e claustrofobico perbenismo, ne vedo poca. E mi stupisco di chi boccia storie come quella di Dixon e plaude a questa storiellina insignificante. 6,30 euro, dodicimila delle vecchie lire, per questa collana sono un furto.
  5. 4 points
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Oppure è in relazione ai disegni? O è la trama che l'ha portato a quel dato giudizio? E perchè?) "Voto 1/2/3/4/...". Secondo me si poteva fare meglio" (motivazione: cosa avrebbe cambiato l'autore di questo messaggio? Quali erano le sue idee?) "Le mie critiche erano rivolte ad alcuni numeri un po' deludenti" (motivazione: quali? Sarebbe interessante saperlo, in quanto potrebbe anche aiutare a stilare un'eventuale lista delle preferenze) Altri esempi potranno esser inseriti man mano... Nota 2: Sanzioni. Tali messaggi spam definiti nella nota 1 verranno o cancellati o "censurati" ed il contatore dei messaggi per il singolo utente verrà rivisto in base alle modifiche! Nel caso di SPAM / OT troppo presenti: 1a ammonizione: nessuna sanzione reale. Non verranno ammesse repliche o discussioni nella discussione ove sia presente l'intervento di moderazione. Esse potranno esser fatte nell'apposita discussione: Chiarimenti tra utenti e staff. I moderatori potranno cancellare queste ripicche al fine di tener pulito il forum. 2a ammonizione: l'utente verrà allontanato per 1 settimana 3a ammonizione: allontanamento di un mese 4a ammonizione: allontanamento definitivo Relazioni Utenti - Utenti Niente ripicche pubbliche tra utenti. Per eventuali problemi ci sono i messaggi privati, validi anche per contattare le "alte sfere" o nella discussione Chiarimenti tra utenti e staff. I messaggi contenenti tali interventi subiranno la stessa fine che quelli contenenti OT e/o SPAM, e gli autori le medesime sanzioni. Qual'ora voleste chiarimenti ad un atto di moderazione non fatelo nel thread dove il moderatore ha agito ma sotto Mi piacerebbe aver chiarimenti... 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Questo forum non vuol certamente essere un covo di dittatori, ciò significa che per i chiarimenti avete la possibilità di usufruire della sezione Chiarimenti tra utenti e staff. Chiunque potrà chiedere nella discussione Mi piacerebbe aver chiarimenti... di parlare privatamente (con la mia supervisione al fine di garantire imparzialità e toni corretti) con un utente. Sia un membro dello staff con un utente "problematico" che un utente con un membro staff "troppo rigido/incomprensivo/...." Relazioni Utenti - Autori di Tex presenti nel forum a ) Gli autori sono ospiti speciali del forum (V. I. P. ). Sono moderatori delle loro sezioni personali e sono liberi di rispondere o meno alle domande dei lettori in base al tempo che hanno a disposizione (non vige alcun obbligo in merito a loro interventi). b ) Nelle altre sezioni del forum gli autori partecipano come utenti V. I. P. e si impegnano a rispettare le norme di comportamento esplicitate nel presente regolamento. c ) E' ammessa una sana, leale, lecita critica nei confronti degli autori e della loro opera creativa. La critica può essere espressa in termini anche duri, ma non deve essere mai gratuita, sleale, offensiva o colpevolmente indisponente. Gli utenti hanno il diritto di esprimere le loro opinioni alle storie rammentandosi che dietro ad ogni albo c'è lavoro e tempo e che esiste un legame tra l'autore e l'opera. Agli autori è richiesto di riconoscere che con la pubblicazione dell'albo la storia diventa "pubblica", soggetta quindi anche a critiche negative. d ) Gli utenti che, per deliberato intento, siano artefici di messaggi che per la loro natura gratuita, sleale, offensiva o colpevolmente indisponente - ovvero messaggi ostentatamente critici, eccessivamente caustici e sarcastici - si presentano esplicitamente lesivi dell'opera creativa, della professionalità dell'autore, ecc incorrono nelle sanzioni di cui al punto e ). e ) Sanzioni. La violazione della norma riportata al punto c ), come esplicitata al punto d ), comporta la cancellazione dei messaggi ritenuti inappropriati senza nessun preavviso o successiva notifica. Il trasgressore incorre invece in misure sanzionatorie che a seconda della gravità possono comportare un richiamo scritto o un ban temporaneo fino a 30 giorni. Gli utenti che con il loro comportamento provocatorio sono invece assimilabili a fomentatori di polemica nei confronti degli autori incorrono in un ban definitivo. Relazioni Forum - Copyright L'utente che volesse postare del materiale protetto da copyright è invitato a farlo con parole proprie. Se tuttavia ciò non fosse possibile, è richiesta la segnalazione seguente: Copyright: tutti i dati in possesso (Autore, data, pubblicazione con dati correlati) SPOILER L'utilizzo degli spoiler è auspicabile per le frasi che rivelano parti importanti della storia. Essi sono però anche "interruzioni" nella lettura lineare dei post. Ciò significa che se ci sono 3 o più spoiler, è consigliabile inserire tutto il commento sotto uno spoiler unico: in questo modo un lettore saprà già che leggendo quell'intervento potrà venir a scoprire molte parti importanti. 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  6. 3 points
    Buongiorno a tutti! Eccomi col commento alla storia di Jethro. Do giudizio ottimo sia alla storia sia ai disegni: SPOILER 1) Ritmo della storia: si parte con l'inizio teso e drammatico, con la scena emotivamente forte del ritorno di Alex che rischia di finire nella trappola; poi il racconto di Jethro in flashback allenta un po' la tensione, che però rimane sotterranea (sappiamo che stanno per arrivare dei nemici); infine con l'arrivo di Crane e l'intervento di Tex e soci si ha di nuovo un aumento del ritmo narrativo, che si risolve poi nel finale. All'interno di questo ritmo si inserisce quello della storia ambientato nel passato, caratterizzata da continui pericoli, sparatorie, scontri. In particolare mi è piaciuta la sequenza di fuoco e pallottole nella casa di Stevens, pura adrenalina. 2) Ho molto apprezzato, nella sceneggiatura di Boselli, l'attenzione ai sentimenti senza cadere nello stucchevole: molto ben tratteggiato il tema dell'amicizia, dominante in entrambi gli albi, con la bella osservazione di Jethro nel finale del secondo albo che, notando il rapporto di complicità tra i pards, rievoca quello tra lui, Tex e Glenn; appare anche quello tra i padri e i figli, come è già stato notato; e poi, da donna, mi sono piaciuti davvero molto gli accenni al rapporto di Tex con Lilyth e con la "casa" Navajo (all'inizio e alla fine della storia) e il modo in cui è stato tratteggiato l'amore tra Jethro e Mary: sia nel presente (è toccante il modo in cui Jethro si rivolge alla moglie morta), sia nel passato (la nascita del loro rapporto è narrata con delicatezza). Davvero, complimenti, perché una tale raffinatezza nel trattare i sentimenti è rara (spesso si cade nel patetico), soprattutto in autori uomini. Grazie Boselli! 3) Nella storia ambientata nel passato, mi hanno affascinato le atmosfere cupe, piovose, violente, in cui si muovevano perfettamente gli spettrali cavalieri del Klan. Mi ha convinto la rappresentazione del Sud sconfitto, animoso e desideroso di rivincita, mi ha convinto profondamente (e lo dico da storica) il ritratto di un paese spaccato in due dove certo non si è passati da un giorno all'altro dalla schiavitù alla libertà e parità di bianchi e neri. Forse può apparire un po' calcato, questo ritratto, non per niente Glenn più di una volta chiede a Jethro perché mai voglia stare in un così brutto paese... In realtà c'è l'accenno di Tex a quei cittadini anonimi, poveri, che non amano Stevens e i cavalieri e che forniscono ai nostri delle utili informazioni (dunque non tutti i sudisti sono cattivi...). 4) Personaggi: Ho votato il dottore, ben tratteggiato nel suo fanatismo antitetico alla missione che dovrebbe svolgere. È stato un interessante contrappunto alla figura del "Doc", normalmente neutrale nelle storie di Tex, qui invece vero antagonista insieme a Landon Stevens. La sua fine non poteva in effetti essere diversa, un esempio di contrappasso perfetto: Dante docet. Il personaggio più amato però anche per me è Glenn Corbett, nella sua fisionomia di buono con qualche striatura di grigio: più violento di Tex, non si fa scrupoli ad uccidere un cavaliere del Klan ormai disarmato, vero colpo di genio di Boselli per farci capire, in una scena sola, la sua differenza da Tex, senza però rendercelo odioso (il lettore non piange poi molte lacrime su quel commesso, che stava per assassinare donne e bambini senza molti scrupoli). Molto interessante secondo me anche la figura dello sceriffo, a suo modo pragmatico e meno sgradevole di altri abitanti del paese (tipo il dottore o il pavido banchiere), che giunge persino a mostrare una certa solidarietà per Jethro (osservando come l'uccisione dei suoi sia stata una mascalzonata), ma al contempo gli consiglia di andarsene. 5) Infine, mi pare che Tex in questa storia sia Tex al 100%: si oppone all'ingiustizia, è "diplomatico" a modo suo, non lesina pallottole, assume il ruolo di guida dei suoi pards (smascherando l'inganno di Stevens e scatenando la rivolta, evitando però che si trasformi in un massacro, proprio come ha già spesso fatto nel caso di guerriglie indiane), spara con la precisione consueta (si veda sempre la scena di Stevens che ha Mary in ostaggio...) e parla proprio come Tex. Una parola sui disegni, infine: ho trovato Mastantuono bravissimo nel ritrarre pioggia, tuniche fantasmatiche, boscaglia, acquitrini, fiamme e linciaggi. 10 e lode per la vignetta dei neri che circondano il dottore nel finale, come se fossero tanti spettri (speculari agli "spettri" del Klan), gli spettri delle vittime uccise per mano del dottore. Basta, chiudo lo sproloquio!
  7. 3 points
    Mark Twain può darsi, GL Bonelli no di certo. Per lui non ci sono mai state mele e pere. Uno dei suoi grandi meriti, anzi, è stato proprio quello di insegnare tramite un fumetto western che bianchi, rossi, gialli o neri gli uomini sono tutti uguali; ma che per difendere i deboli e raddrizzare i torti Tex non guardi al colore della pelle (anzi GL aveva pure capito benissimo, e come detto in largo anticipo su Hollywood, che nel Far West i deboli erano soprattutto gli indiani) è una cosa che qualsiasi lettore di Tex dà per assodata e anche tu se sei un lettore di vecchia data lo dovresti sapere benissimo (leggendo i tuoi interventi infatti il dubbio è che tu abbia letto Tex molto a spot e ci abbia recepito solo quello che ti ha fatto comodo e che collima con le tue idee) Andiamo a ripetizione, su…
  8. 3 points
    Nel maggio '68 Tex si limitava semplicemente a uscire con questa cosetta qui: Hai presente l'inizio con i soldati che attaccano all'alba il campo indiano prottetto dalla bandiera americana (roba che anticipa celebri western antirazzisti come Piccolo Grande Uomo e Soldato blu)? Ecco, adesso fai un giochino mentale: sostituisci gli Utes con gli ex-schiavi. Tex è DA SEMPRE schierato in difesa della minoranze oppresse.
  9. 3 points
  10. 3 points
    Sembra che il tratto raffinato e pittorico di Galep sia stato ripassato (per esempio su una lavagna luminosa) con un pennarello: abbiamo così un segno grosso, sommario, quasi un abbozzo. Davvero, questo confronto fa venire il vomito. Io mi chiedo chi sia il "grande artista" che può aver fatto una schifezza del genere, e come possa la SBE aver anche solo pensato di renderla pubblica.
  11. 3 points
    Pensa che questi geni sono riusciti a proporre quello che nessuno sceneggiatore avrebbe mai pensato... chiudere Tex in una bella cassa di pino e chiamarla scrigno...
  12. 3 points
    Non capisco proprio le lamentele. Chiaramente non è un prodotto rivolto agli appassionati che posseggono già l'intera collezione. E quindi perché vi lamentate? È soltanto una nuova ristampa dell'intera serie, con la speranza di avere incassi migliori rispetto al tre stelle e magari di avvicinare qualche nuovo lettore.
  13. 3 points
    Non sottovalutate il fatto che oggi, con il mercato dell'usato on-line, é possibile recuperare centinaia di copie di fumetti in un "clic". Oltre al fatto che, su un notissimo sito, si possono "leggere" comodamente i fumetti stando al proprio pc, di cui ormai sono dotati anche i più piccoli. Quindi, i lettori di fumetti sono MOLTI di più di quelli che possa sembrare dal dato delle vendite. Semplicemente, oggi é più "premiante" il "fumetto-evento", l'one shot, che il "fumetto-rito"..........una pubblicazione speciale, elegante, come il cartonato di Tex o i libri di Zerocalcare attirerà molto di più all'acquisto (se adeguatamente sostenuta dalla pubblicità) perché evento singolo, unito ad una veste editoriale adeguata e ad un altrettanto adeguato lancio dell' "evento", che é tale perché rompe la monotonia della serialità. Viceversa, é l'appuntamento seriale mensile (o settimanale) con l'edicola ad essere preistoria morta e sepolta......ed a questo contribuiscono anche le scelte editoriali.........mi spiego, una volta, negli anni '80, c'era la corsa al 7 del mese per acquistare Tex perché lo faceva anche il compagno di banco, l'amico, e perché altrimenti si esauriva........adesso, il "7 del mese" non esiste più nella testa del lettore, tra Color, Maxi, Cartonati, Magazine e quant'altro, e la copia del Tex la trovi anche il 30, perchè si vende molto meno. E dunque? Se non ho tempo il 7, passo il 15.......sembra poco, ma fa tutta la differenza di questo mondo. E' come per il campionato di calcio: trenta anni fa, alle 3 del pomeriggio si fermavano TUTTI (ed anche alle 18.10, quando davano i goal in Tv)........pertanto, a ruota, finiva con il seguire il calcio (o per doversi adattare ai suoi ritmi) anche la mamma, la fidanzata, il prete che celebrava messa...........adesso, con il campionato ridotto a "spezzatino", tutti sanno i risultati in tempo reale e guardano i goal 30 secondi dopo la fine della partita, ma gli stadi italiani sono vuoti. In questo senso, il fumetto SERIALE ha smesso da un pezzo di essere "nazional-popolare", ma il fumetto come medium ha delle potenzialità incredibili, essendo una delle poche forme artistiche che non possono prescindere da un contenitore fisico da maneggiare, per essere fruite adeguatamente. Spero di non aver delirato troppo, e di aver aggiunto qualche spunto di riflessione in più alla discussione....
  14. 3 points
    Rientrato in Italia per le ferie mi sono subito lanciato nella lettura del Texone, che mi aspettava ormai da più di un mese. Devo dire che faccio fatica a condividere gli entusiasmi di tanti forumisti per un Texone a cui mi sento di riservare soltanto un tiepido apprezzamento, e che pur essendo complessivamente di buona qualità non entrerà nel novero di quelli memorabili. Entro nei dettagli partendo dalla sceneggiatura. Quando Tex incontra la Storia, soprattutto la Storia nei suoi episodi più amari, è inevitabile un cambio di registro rispetto alle avventure tradizionali, e a volte anche l'incisività delle azioni di Tex è necessariamente limitata a fronte dell'incontrovertibilità degli eventi storici. E' stato così, ad esempio, in Apache Kid, ed è stato così in Patagonia - che devo prendere come riferimento per un confronto con questo texone, per la somiglianza del tema trattato e per il suo essere un albo "fuori serie" come quello attuale. Anche "Capitan Jack" presenta queste caratteristiche - non potrebbe essere diversamente - e Faraci ci presenta una sceneggiatura tragica e amara al punto giusto. Manca a mio parere il respiro di epicità, il senso di grandiosità che questa storia avrebbe meritato, e che ho trovato soltanto in poche sequenze (in particolare, nella scena dell'arrivo di Capitan Jack e della sua tribù nei Lava Beds). Per il resto, mi sono mancati l'emozione e il coinvolgimento che invece erano molto più forti in Patagonia. I dialoghi sono anch'essi molto - troppo - secchi e ridotti all'osso. Per il mio gusto, troppe scene veloci e senza parole, pochi momenti di riflessione e di dialogo, che ammazzano il mio coinvolgimento emotivo. Come Leo ed altri forumisti, lamento la relativamente scarsa riflessione sulla personalità tragica di Capitan Jack, che avrebbe potuto essere una figura monumentale e che invece mi lascia un senso di non-finito. Un paio di altre note negative sulla sceneggiatura: - la totale assenza di descrizione della battaglia con i Modoc, a proposito della quale apprendiamo soltanto a cose fatte che si è trattato di una disfatta per l'esercito. Faraci decide di concentrarsi soltanto sullo scontro a fuoco che impegna Tex e il suo gruppetto di uomini, ignorando tutto il resto, scelta che secondo me ha tolto alla storia tutta la sua epicità; - nello scontro a fuoco di cui sopra, la scelta di Tex di lanciarsi allo scoperto, due pistole in pugno, e di rimanere senza riparo a fare da bersaglio ai colpi degli indiani contando sulla sua invulnerabilità (tanto mica lo possono ammazzare, è il protagonista del fumetto) mi è sembrata stonata e inverosimile, tanto più che già in passato avevo rimproverato a Faraci un espediente analogo. Sceneggiatura quindi discreta, non deludente ma molto lontana dal poter essere considerata un capolavoro. Veniamo ai disegni. Indubbiamente di prima qualità, alcuni paesaggi e la cura dei dettagli sono stratosferici. Ma ci sono anche aspetti negativi su cui non posso soprassedere: anzitutto la caratterizzazione grafica dei pards, Tex in particolare. Quello disegnato infatti NON è Tex: non lo è dal punto di vista somatico, né dal punto di vista caratteriale (ebbene sì, i disegni esprimono anche il carattere dei personaggi!). Non è soltanto questione di un naso: Breccia ha COMPLETAMENTE SBAGLIATO la caratterizzazione del protagonista dell'albo; non è una cosa di poco conto, e la lettura - per me e per altri lettori - ne è stata penalizzata. Insieme a Tex, non ho gradito nemmeno i ritratti e le espressioni degli altri personaggi della storia, spesso eccessivi, deformi, al limite del grottesco e con grande ostentazione di dentature. Complessivamente, si percepisce subito di essere al cospetto di un cavallo di razza, tante tavole sono stupende, ma la valutazione è abbassata dagli aspetti precedenti. In ogni caso, non credo che questi disegni siano ai livelli di quelli di Magnus o di Frisenda. A margine, quello che mi ha davvero infastidito è l'atteggiamento di diversi forumisti, per i quali qualunque cosa realizza un mostro per loro sacro come Breccia è intoccabile dalle critiche. Devono capire che, come loro esprimono la loro opinione (ben poco condivisibile) secondo cui questo è graficamente il miglior texone mai visto, così altri esprimono la loro opinione secondo cui Breccia ha sì fatto un grande lavoro di illustrazione della storia, ma allo stesso tempo ha toppato in alcuni altri aspetti che possono, legittimamente, non essere piaciuti a una parte del pubblico. E gli stessi forumisti dovrebbero capire che, anche se sei un artista internazionale, quando ti offrono la possibilità di disegnare un texone dovresti sforzarti di rimanere fedele allo spirito del personaggio, capirlo e conoscerlo, per rappresentarlo come merita. Perché il texone non è il luogo dove si interpreta Tex secondo il proprio gusto e piacimento, ma è un palcoscenico d'eccellenza dove a grandi artisti è data la possibilità di esprimere la loro arte nell'incontro con un grande personaggio dei fumetti.
  15. 3 points
    Galleppini, con due elle, please. I gusti sono gusti, i pareri sono pareri, ma il Tex è quello di Galleppini, non certo quello di Breccia: che questo fatto ti possa piacere o no, la realtà è questa. Nel suo tavolo di lavoro, quando disegnava le tavole, Galep aveva uno specchietto e quando doveva realizzare certe espressioni facciali, vi faceva sistematico ricorso, per cui si può dire che come Flaubert prima di lui - che di Madame Bovary affermava "c'est moi" - anche Galep, in una simpatica intervista datata primissimi anni ottanta, faceva la medesima rivendicazione. Il Tex mascellone di Breccia è un'altra cosa. Ricordo con commozione la straordinaria abnegazione di Galleppini, che già nei primi anni ottanta incominciò ad avere i primi problemi agli occhi (per cui cominciò a lavorare su tavole di maggiore grandezza) e che quando morì nel 1994, oltre alla vista, aveva problemi alla schiena e non gli riusciva neanche di tenere decentemente il pennello in mano, e che eppure continuava a sfornare tavole dopo aver dovuto rinunciare alle copertine, mentre proprio in quegli anni il nostro Enrique Breccia rispondeva picche a Sergio Bonelli che gli chiedeva di cimentarsi già allora sul texone!!! Ci vuole coraggio a presentarsi in un forum di Tex e a lesinare un grazie al grande Galep e a profondersi in lodi per il Tex improvvisato di questo artista internazionale che mi sembra tutto tranne che raccogliere unanimi consensi tra gli appassionati di Tex. Avevo dato lo stesso giudizio, pard. Per una volta, con Faraci, meglio la sceneggiatura dei disegni. Ps
  16. 3 points
    Ciao a tutti i pards!!! Ecco un foto reportage texiano dell'evento "Fumetti al Ricetto" che si è tenuto nel bellissimo borgo mediavale di Ricetto a Candelo (Biella) Fumetti al Ricetto 2016 - Le armi del West di Michele Benevento insieme a Pasquale Del Vecchio impegnati a fare sketch ai lettori!!! Fumetti al Ricetto 2016 - Carson e Tex firmati dai bravissimi Pasquale Del Vecchio e Michele Benevento Fumetti al Ricetto 2016 - Un bellissimo Carson firmato da Stefano Biglia!!!! Alcuni disegni della cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Il Tex di Stefano Biglia in preparazione per il mio amico Umberto Cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Il Tex di Stefano Biglia completato Cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Michele Benevento,Pasquale Del Vecchio e Stefano Biglia all'opera con gli appassionati Cena Raduno Tex sabato 25 giougno - Tex di Michele Benevento per il mio amico Alessandro Cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Stampa firmata da Pasquale Del Vecchio Cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Acquerello di Stefano Biglia per il mio amico Francesco (il disegno è una commissione) Cena Raduno Tex sabato 25 giugno - Aquila della Notte di Michele Benevento Fumetti al Ricetto 2016 - Domenica 26 giugno Incontro "I sentieri dell'avventura: da Tex a Adam Wild, passando per Zagor e Magico Vento" con la partecipazione di Matteo Bussola,Pasquale Del Vecchio,Michele Benevento,Moreno Burattini,Stefano Biglia e Gianfranco Manfredi dove si è parlato dell'Avventura in linea generale nelle 4 serie sopracitate e per quanto riguarda Tex solo 2 cose: 1)Michele Benevento è arrivato a circa 60 pagine nella storia in preparazione sul ritorno di Satania 2)Stefano Biglia (forse non è una novita') mi ha riferito che la sua prossima storia sara' lunga 3 albi scritta da Pasquale Ruju e sara' ambientata in Guatemala, me l'ha descritta come una storia molto vivace e ricca di azione per i nostri pards
  17. 3 points
    Naturalmente da supervisore e autore hai tutto il diritto di essere convinto di ciò che fai scrivere, di quello che scrivi e di come pubblichi il tutto. Altrettanto naturalmente da lettore posso essere più o meno soddisfatto di quello che leggo e di come viene pubblicato. E qui finirebbe la storia. Ma visto che, in modo sinceramente un po' bislacco, è saltata fuori addirittura un'accusa di ignoranza (e "quanto meno" pure, il "tanto più" in cosa consisterebbe accusare di fellonia e maramalderia?), si impone dunque il pippone polemico, che noi gente di internet siamo permalosi. Almeno quanto i supervisori di Tex. Prima di tutto è la quinta da dicembre con indiani sul piede di guerra, non la terza. Poi non capisco davvero cosa dovrebbe significare e a che obiezione risponde affermare che "sono tre storie western". Chi ha negato che NON siano storie western, e cosa vuol dire affermare che sono western? Che Tex è un western e quindi tutto ok? Quindi andrebbero bene tre (o cinque) storie consecutive incentrare su, boh, assalti alle diligenze? E' un tema assolutamente western anche quello, no? Lo so da me che è un'esagerazione, l'assalto alla diligenza è un tema molto più specifico di quello sugli indiani sul sentiero di guerra, che è un tema molto più generico e libero. Ma parlando della recente programmazione il discorso può essere ribaltato. Se ad esempio per un tot di storie consecutive o molto ravvicinate mi becco Tex impegnato in una rissa in un saloon quella è una situazione talmente generica e di routine per il personaggio che non ci faccio caso, ma se, come è capitato ultimamente, per tre storie mi ritrovo Tex che affronta in duello un indiano (e abbuono il semi-duello col fessacchiotto di "Partita pericolosa"), ecco, quella è una situazione più specifica, più "drammatica" e centrale nelle trame, che quindi un po' un senso di ripetitività e monotonia me la da. Che poi, nonostante la ripetizione di alcune situazioni e di alcuni personaggi, le trame differiscano lo so anch'io. Ci mancherebbe altro, permettimi di dire. Del resto ho stesso ho scritto che l'ultimo albo tuo e di Biglia è bellissimo e anche la storia di Ticci e Ruju era molto bella, e su quanto mi sia piaciuto questo texone ho abbondantemente scritto. Tutto questo nonostante siano state tutte precedute da due storie di Faraci sempre con di mezzo indiani più o meno bellicosi. Quindi la ripetitività delle tematiche, non inficia il mio gradimento delle storie. Ma la stessa tematica ripetuta cinque volte resta la tematica ripetuta cinque volte, per quanto possa essere generica e possa consentire la massima libertà. Gli indiani coi banditi nel western fanni 50% e 50%? Ok. Allora negli ultimi mesi abbiamo visto solo un 50%. La ripetitività nelle vecchie storie di Bonelli c'era nei primi dieci - venti anni della serie, tempi eroici e più rilassati di cui tutti subiamo il fascino, ma che spero nessuno voglia portare ad esempio come modello per una serie pubblicata nel 2016, soprattutto a livello editoriale. Comunque da fine dei 60 in poi, con la maturazione della serie, mi sembra che accadeva molto raramente che si ripetessero le stesse tematiche storia dopo storia, anzi mi pare ci fosse una certa attenzione nel garantire una forte alternanza, anche con storie spesso extra-western. Quindi o per molti anni la varietà è stata una casualità o funzionava qualcosa che oggi funziona meno. Cosa succederebbe se su Dylan Dog pubblicassero casualmente cinque storie consecutive con i lupi mannari? O se su Julia pubblicassero cinque storie consecutive su dei rapinatori di banche? Anche fossero storie valide e diversissime tra loro, ci sarebbe un ovvio e persino giustificato malumore tra i lettori. Siamo tutti d'accordo che il western è un genere che sopporta meglio le ripetizioni, che non ha il bisogno di varietà dell'horror e del giallo, e infatti, ribadisco, nessuno stronca una storia perché "c'erano gli indiani anche nelle storie prima: che noia che barba, che barba che noia". Però notare che "c'erano gli indiani anche nelle storie prima" non è da tignosi e cavillosi, è da normali lettori che amano anche la varietà. Adoro le cotolette alla milanese e il puré, ma non li mangerei cinque volte di seguito, Neanche tre.
  18. 3 points

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  19. 3 points
    Ed eccomi, dopo la rilettura di tutte le storie di Nizzi, da La valanga d'acqua a I volontari di Hermann parlare di un commiato. Sì perché, indipendentemente dal periodo in cui è stata scritta, questa storia è l'ultima di Nizzi. Un autore che abbiamo contestato aspramente e che spesso ha causato notevoli diatribe nei vari forum dedicati a Tex. Un autore che però ha scritto storie per trent'anni mettendosi a totale servizio del personaggio. Un autore che per vent'anni ha scritto bellissime storie e che, nei primi dieci, ha guidato il carrozzone Tex da solo. Un autore che ha scritto I fratelli Donegan, la storia più brutta della serie, ma che ci ha regalato anche gemme come Furia Rossa (un autentico Capolavoro da far leggere ai bambini delle prossime generazioni che vogliono avvicinarsi a Tex). Insomma Nizzi è stato uno scrittore di Tex. E non uso questo termine a caso. Uno scrittore che ha utilizzato bravura e mestiere proponendoci tantissime storie e migliaia di pagine diventando l'autore più prolifico dopo il grande e unico GLB. I volontari di Hermann è una storia che lessi due anni fa e che ho riletto ora dopo un viaggio a trecentosessanta gradi tra tutte le sceneggiature di Nizzi per la serie inedita, gli almanacchi, maxi e albi giganti. E questa, signori, è un'ottima storia. Non sono facile ai sentimentalismi ma sono contento di poter dire che Nizzi con un'avventura del genere, a differenza di quanto hanno scritto a suo tempo quelli di Ubc, ha concluso degnamente il suo percorso autoriale con Tex, un commiato degno di questo nome. Nizzi in quest'avventura (che non è un capolavoro intendiamoci) ci ha regalato una storia onesta. L'onestà, nella scrittura, è la migliore politica. Mi sento di ringraziare Claudio un autore che ha significato tanto per me: a causa della mia giovane età i primi Tex che ho comprato in edicola erano i suoi. E le sue storie, da bambino, mi hanno appassionato. Non dimenticherò mai Furia Rossa (storia principe per me) né I predatori del Grande Nord, Zhenda, La Congiura, L'uomo con la frusta... storie memorabili. E non è facile avere idee, sceneggiare pagine su pagine, macinare avventura ed emozioni. La fanno facile questi lettori! Ci provassero loro a scrivere un fumetto che è totalmente identificabile con il suo autore originario e che esce ormai da settant'anni quasi! Certo, rimane l'amaro per l'ultima parte della tua carriera. Dovevi e potevi ritirarti prima oppure alleggerire le storie annuali che hai scritto per centellinare le uscite e pubblicare solo storie degne del tuo nome. Ma lo spettacolo deve andare avanti ed è andata così. Onore a Nizzi!
  20. 3 points
    Ci sarebbero molte, moltissime cose da dire su questo volume, che personalmente considero un'occasione sprecata. Parto dalla veste grafica, indubbiamente interessante ed accattivante, e si sa che quando la confezione é ricca, affascinante e suggerisce un contenuto pregiato, la metà dell'operazione di marketing é già archiviata positivamente. Passando al contenuto fumettistico, esso si traduce in una sola parola: ILLEGGIBILE. Il soggetto dell'avventura é intricato, contorto, l'inserimento del personaggio femminile (e del di lei figlio) completamente stonato, serve solo a mostrare un personaggio "a la Serpieri" e ad inserire un po' di arido spiegazionismo. La sceneggiatura é ben calibrata, ma condita da dialoghi ridondanti, con alcune didascalie a dir poco discutibili (come quelle che sottolineano, di volta in volta, gli idiomi parlati da Tex). I disegni: l'estetica dell'effimero. Tavole (tranne quelle di azione pura, statiche e confuse) piuttosto belle e curate, che potrebbero (gli originali, intendo) far bella mostra di sé in una parete, come quadri, illustrazioni. Per un fumetto d'azione, duro e secco come Tex, completamente inadatte. Ma, considerando il carattere dell'iniziativa editoriale, molto incentrata sull'Autore, va bene anche così: più che sulla trama, l'obiettivo era concentrarsi sul Tex illustrato da Serpieri. L'idea di base, invece, sarebbe stata apprezzabile, ma ne esce una minestrina insipida: se si fosse voluto fare un VERO omaggio a G.L. Bonelli ed a Tex (ossia, all'Atto della Creazione di Tex), si sarebbe dovuto immaginare un incontro di Bonelli con un qualunque "vecchietto del West" che avrebbe dovuto raccontare una sua avventura con i VERI Tex e Carson, coerente in tutto e per tutto con cronologia, situazioni, abitudini dei personaggi. Questa qui, invece, é una specie di "what if", che CI PUO' ANCHE STARE (non mi scandalizza affatto!), ma ad una condizione. Essere convinti di ciò che si fa, e non averne paura. Anziché dirlo chiaramente, che questo volume é una rivisitazione immaginaria della giovinezza di Tex, mi é parso che la SBE (con coda di paglia chilometrica) abbia sottolineato a più riprese che questa é una storia di Tex, in cui Tex é Tex.....però non é troppo Tex....ma, in fondo é quasi Tex.....un colpo al cerchio ed uno alla botte, insomma. Con il risultato che non si é omaggiato Tex, non si é omaggiato il lettore e non si é omaggiato l'Autore (che, di certo, essendo stato lui stesso Tex, non ha avuto bisogno che qualcuno - reale o immaginario che fosse - lo ispirasse in tal senso). Per finire, capitolo Tex: quel che più pare aver terrorizzato la Casa Editrice, e attirato le critiche dei lettori, é paradossalmente quello che meglio é riuscito a Serpieri! Un Carson anzianissimo, che però resta svelto di lingua e lucido nei ricordi, capace di omaggiare con sincera commozione il più grande amico del passato, per me é un Carson credibile. Può dar fastidio per il lettore vedere il "suo" eroe invecchiare, ma se Carson invecchiasse (e perdesse qualche rotella....), io lo vedrei esattamente così. Il Tex di Serpieri agisce (non parla, ma vabbè) come il Tex bonelliano: duro, sicuro di sé, coraggioso fino alla sfrontatezza, arrabbiato, spietato con i cattivi: la scalpatura dell'avversario (davanti alla quale il "maniavantismo" sia della SBE nell'introduzione, che dello stesso Serpieri tramite i dialoghi di contorno, é salito allo Zenit) sarebbe stata perfettamente nelle corde di un Tex bonelliano ancora non "calmierato" dagli anni della maturità e della saggezza, ma guidato soltanto dall'istinto del giustiziere classico, vale a dire: difendere i deboli e punire i cattivi. E se il Tex di Bonelli cavalca lontano, lasciando a perire Coffin nell'incendio della sua casa dopo averlo minacciato, terrorizzato (il terrore prima della morte: "e non ti potrei uccidere ora? Sei nelle mie mani e l'inferno ti attende"), non può un "Tex alternativo", che però voglia rifarsi all'irruento Tex degli esordi, quello a briglie sciolte (che infilzava cinesi con gli spadoni e uccideva deliberatamente gli avversari) scalpare un crudelissimo avversario come gesto simbolico e catartico della vittoria del Bene sul Male? Viceversa, di una scalpatura "politically correct" (con tanto di giustificazionismi, fumettistici e metafumettistici), non so proprio cosa farmene. Così come non so proprio cosa farmene di un'ultima vignetta che enfatizza tutto il "braccino corto", il "vorrei ma non posso" dell'iniziativa.
  21. 2 points
  22. 2 points
    Oggi i volumi dal 101 al 150 101 - I GUERRIERI VENUTI DAL NORD 242 I QUATTRO EVASI ( da pag. 96 ) 243 IL SEGNO DI CRUZADO 244 I CACCIATORI E LA PREDA 245 SENTIERO SENZA RITORNO ( fino a pag. 56 ) 102 - SENTINELLE ROSSE 245 SENTIERO SENZA RITORNO ( da pag. 57 ) 246 IL FIGLIO DI COCHISE 247 SFIDA NEL CANYON 248 IL MARCHIO DI SATANA ( fino a pag. 16 ) 103 - SEGNO DI MORTE 248 IL MARCHIO DI SATANA ( da pag. 17 ) 249 FURIA INFERNALE 250 IL SOLITARIO DEL WEST ( fino a pag. 85 ) 104 - UOMINI NELLA GIUNGLA 250 IL SOLITARIO DEL WEST ( da pag. 86 ) 251 GIUNGLA CRUDELE 252 IL VOLTO DEL TRADITORE 253 ARTIGLI NELLE TENEBRE ( fino a pag. 45 ) 105 - IL DESERTO DI MOJAVE 253 ARTIGLI NELLE TENEBRE ( da pag. 46 ) 254 LA SCOGLIERA DELL’ ORRORE 255 LA VALLE INFUOCATA 256 INDIAN AGENCY ( fino a pag. 6 ) 106 - ILVOLTO DEL NEMICO 256 INDIAN AGENCY ( da pag. 7 ) 257 LA PISTA NEL CIELO 258 SALTO NEL VUOTO ( fino a pag. 76 ) 107 - TRAGICA “FIESTA” 258 SALTO NEL VUOTO ( da pag. 77 ) 259 SETE DI VENDETTA 260 SEGNALI DI FUMO 261 LA FRECCIA SPEZZATA ( fino a pag. 37 ) 108 - IL PREZZO DEL DISONORE 261 LA FRECCIA SPEZZATA ( da pag. 38 ) 262 LE COLLINE DELLA PAURA 263 LE TERRE CALDE ( fino a pag. 107 ) 109 - LA NOTTE DELLA PAURA 263 LE TERRE CALDE ( da pag. 108 ) 264 INCHIESTA PERICOLOSA 265 L’ OMBRA DI MEFISTO 266 LA STREGA ( fino a pag. 68 ) 110 - LA FINE DEL MALEFICIO 266 LA STREGA ( da pag. 69 ) 267 TEX CONTRO YAMA 268 I FIGLI DEL SOLE 269 IL SEGRETO DELLA SIERRA MADRE ( fino a pag. 28 ) 111 - LA PATTUGLIA SPERDUTA 269 IL SEGRETO DELLA SIERRA MADRE ( da pag. 29 ) 270 IL SEPOLCRO AZTECO 271 BANDOLEROS ! ( fino a pag. 106 ) 112 - LA VALANGA D’ ACQUA 271 BANDOLEROS ! ( da pag. 107 ) 272 IL DISERTORE 273 ALLEATI PERICOLOSI 274 UN DIABOLICO INTRIGO ( fino a pag. 59 ) 113 - L’ ATTACCO DEI COMANCHES 274 UN DIABOLICO INTRIGO ( da pag. 60 ) 275 DINAMITE 276 LA GRANDE MINACCIA 277 IL VENDICATORE MASCHERATO ( fino a pag. 19 ) 114 - DIETRO LA MASCHERA 277 IL VENDICATORE MASCHERATO ( da pag. 20 ) 278 LA FORESTA PIETRIFICATA 279 CAVALCATA SELVAGGIA ( fino a pag. 89 ) 115 - IN TRAPPOLA ! 279 CAVALCATA SELVAGGIA ( da pag. 90 ) 280 IL RITORNO DEL CARNICERO 281 IL GIUSTIZIERE 282 UN MONDO PERDUTO ( fino a pag. 49 ) 116 - ORGOGLIO APACHE 282 UN MONDO PERDUTO ( da pag. 50 ) 283 IL CARRO DI FUOCO 284 GERONIMO ! 285 UN RANGER DEL TEXAS ( fino a pag. 10 ) 117 - L’ ATTENTATO 285 UN RANGER DEL TEXAS ( da pag. 11 ) 286 I DELITTI DEL LAGO GHIACCIATO 287 L’ UOMO NELL’ OMBRA ( fino a pag. 80 ) 118 - L’ OSTAGGIO 287 L’ UOMO NELL’ OMBRA ( da pag. 81 ) 288 GRIDO DI GUERRA 289 LA VENDETTA DI TIGER JACK 290 I DOMINATORI DELLA VALLE ( fino a pag. 41 ) 119 - NELLA TANA DEI LUPI 290 I DOMINATORI DELLA VALLE ( da pag. 42 ) 291 IL COLONNELLO WATSON 292 UNO SPORCO IMBROGLIO ( fino a pag. 111 ) 120 - L’ ULTIMO INGANNO 292 UNO SPORCO IMBROGLIO ( da pag. 112 ) 293 GLI OSTAGGI 294 FUOCO INCROCIATO 295 IL PASSAGGIO SEGRETO ( fino a pag. 72 ) 121 - FIAMME DI GUERRA 295 IL PASSAGGIO SEGRETO ( da pag. 73 ) 296 LUNA COMANCHE 297 GLI AVVOLTOI 298 TERRITORIO NEMICO ( fino a pag. 33 ) 122 - VERSO L’ IGNOTO 298 TERRITORIO NEMICO ( da pag. 34 ) 299 FUGA DA ANDERVILLE 300 TEX300 ( fino a pag. 102 ) 123 - RISERVA INDIANA 300 TEX300 ( da pag. 103 ) 301 LA LOCANDA DEI FANTASMI 302 LA PORTA CHIUSA 303 MESSAGGERO DI MORTE ( fino a pag. 62 ) 124 - LA MINACCIA DI LUPO GRIGIO 303 MESSAGGERO DI MORTE ( da pag. 63 ) 304 AQUILA DELLA NOTTE 305 LA TAVERNA SUL PORTO 306 I COSPIRATORI ( fino a pag. 23 ) 125 - MONTERREY 306 I COSPIRATORI ( da pag. 24 ) 307 IL GIORNO DELLA PAURA 308 IL RITORNO DELLA MANO ROSSA ( fino a pag. 93 ) 126 - LA TRAGEDIA DELLA “SHANGHAI LADY” 308 IL RITORNO DELLA MANO ROSSA ( da pag. 94 ) 309 ACQUA ALLA GOLA 310 LA MINACCIA INVISIBILE 311 IL RANCH DEGLI UOMINI PERDUTI ( fino a pag. 53 ) 127 - THUGS ! 311 IL RANCH DEGLI UOMINI PERDUTI ( da pag. 54 ) 312 GLI STRANGOLATORI 313 LA CAVERNA DEI THUGS 314 LABIRINTO MORTALE ( fino a pag. 14 ) 128 - CACCIA SPIETATA 314 LABIRINTO MORTALE ( da pag. 15 ) 315 SANGUE SUL FIUME 316 IL BISONTE BIANCO ( fino a pag. 84 ) 129 - LA NOTTE DELLE BELVE 316 IL BISONTE BIANCO ( da pag. 85 ) 317 L’ INAFFERRABILE PROTEUS 318 IMBOSCATA AL BLACK CANYON 319 IL RAGAZZO SELVAGGIO ( fino a pag. 45 ) 130 - LA DIABOLICA “GATLING” 319 IL RAGAZZO SELVAGGIO ( da pag. 46 ) 320 GRINGOS 321 L’ ARMA DEL MASSACRO 322 IL PUEBLO NASCOSTO ( fino a pag. 6 ) 131 - LA BANDA DEL FIUME 322 IL PUEBLO NASCOSTO ( da pag. 7 ) 323 LA CITTA’ CORROTTA 324 ATTENTATO A WASHINGTON ( fino a pag. 74 ) 132 - ARTIGLI 324 ATTENTATO A WASHINGTON ( da pag. 75 ) 325 LA MORTE SCENDE DAL CIELO 326 BERSAGLIO TEX WILLER ! 327 I RAPINATORI DEL MISSOURI ( fino a pag. 35 ) 133 - LA NAVE PERDUTA 327 I RAPINATORI DEL MISSOURI ( da pag. 36 ) 328 IL MULINO ABBANDONATO 329 GLI SPIRITI DEL DESERTO ( fino a pag. 105 ) 134 - IMBOSCATA ! 329 GLI SPIRITI DEL DESERTO ( da pag. 106 ) 330 IL FIUME SOTTERRANEO 331 NELLE PALUDI DELLA LOUISIANA 332 ACQUE MORTALI ( fino a pag. 66 ) 135 - CONGIURA A NEW ORLEANS 332 ACQUE MORTALI ( da pag. 67 ) 333 LA NOTTE DEGLI AGGUATI 334 LA LEGGENDA DELLA VECCHIA MISSIONE 335 LA MALEDIZIONE DI ESCONDIDA ( fino a pag. 27 ) 136 - SEPOLTI VIVI 335 LA MALEDIZIONE DI ESCONDIDA ( da pag. 28 ) 336 LA MINIERA DEL TERRORE 337 L’ UOMO SERPENTE ( fino a pag. 96 ) 137 - DESTINAZIONE TUCSON 337 L’ UOMO SERPENTE ( da pag. 97 ) 338 PROVA D’ ACCUSA 339 I DIAVOLI ROSSI 340 SENZA VIA DI SCAMPO ( fino a pag. 57 ) 138 - IL MASSACRO DI KALABAH 340 SENZA VIA DI SCAMPO ( da pag. 58 ) 341 TERRA VIOLENTA 342 POLIZIA INDIANA 343 WEST FORK ( fino a pag. 18 ) 139 - LA SCOMPARSA DI GROS-JEAN 343 WEST FORK ( da pag. 19 ) 344 LE RAPIDE DEL RED RIVER 345 LA TANA DEL KILLER ( fino a pag. 88 ) 140 - IL RITORNO DI ZHENDA 345 LA TANA DEL KILLER ( da pag. 89 ) 346 I PREDATORI DEL GRANDE NORD 347 ZHENDA ! 348 LA ROCCIA DEL CORVO ( fino a pag. 49 ) 141 - LA LUCE SULLA COLLINA 348 LA ROCCIA DEL CORVO ( da pag. 50 ) 349 ABISSI 350 LA CROCE FIAMMEGGIANTE 351 LA SETTA DEI TRE K ( fino a pag. 9 ) 142 - POKER DI SANGUE 351 LA SETTA DEI TRE K ( da pag. 10 ) 352 LA BANDA DEL TESCHIO 353 IL COVO NELLA PALUDE ( fino a pag. 79 ) 143 - SORVEGLIATI SPECIALI 353 IL COVO NELLA PALUDE ( da pag. 80 ) 354 LA CONGIURA 355 ALCATRAZ ! 356 IL PRIGIONIERO DELL’ “ALBATROS” ( fino a pag. 39 ) 144 - LO SCHIAVO BIANCO 356 IL PRIGIONIERO DELL’ “ALBATROS” ( da pag. 40 ) 357 LA MANO NELLA ROCCIA 358 IL TESORO DELLA CITTA’ PERDUTA ( fino a pag. 109) 145 - TERRITORIO INDIANO 358 IL TESORO DELLA CITTA’ PERDUTA ( da pag. 110 ) 359 SIOUX 360 LE COLLINE DEL VENTO 361 LA MONTAGNA SACRA ( fino a pag. 70 ) 146 - EL CARIBE 361 LA MONTAGNA SACRA ( da pag. 71 ) 362 DESPERADOS 363 ORME SULLA SABBIA 364 IL MEDAGLIONE SPAGNOLO ( fino a pag. 30 ) 147 - FUCILAZIONE ! 364 IL MEDAGLIONE SPAGNOLO ( da pag. 31 ) 365 L’ UOMO CON LA FRUSTA 366 APPUNTAMENTO CON LA MORTE ( fino a pag. 99 ) 148 - GUERRILLEROS 366 APPUNTAMENTO CON LA MORTE ( da pag. 100 ) 367 AGGUATO NELLA MINIERA 368 LAMPI SUL MESSICO 369 CHIHUAHUA ! ( fino a pag. 60 ) 149 - I DIAVOLI NERI 369 CHIHUAHUA ! ( da pag. 61 ) 370 LADRI DI BESTIAME 371 LA SPIA 372 THONGA IL TIRANNO ( fino a pag. 21 ) 150 - LA TRIBU’ NASCOSTA 372 THONGA IL TIRANNO ( fino a pag. 22 ) 373 FALSO ALLARME 374 LA PISTOLA NASCOSTA ( fino a pag. 91 )
  23. 2 points
    Si, Biglia straordinario, dove trovi poi il tempo per lavori extra come questi non si può chiedere. A questo punto s'ha da fare un poster, da includere in una delle prossime uscite (per esempio il color cartonato di Galep di febbraio - se la SBE vuole venderlo su vasta scala ) o fra qualche anno sul n. 700.
  24. 2 points
    Emh, mister Mate, se uno si pone con affermazioni come "Bha, nemmeno ti rispondo, è evidente che fino a ieri neache sapevi chi fosse Enrique Breccia." non è che si candida a mister simpatia 2016, sappilo. Sei libero di amare breccia fino al punto di sposartelo (scherzo, ovviamente, è un'iperbole) ma assumere questo atteggiamento non ti giova in un luogo dove si parla di Tex da anni e dove in molti conoscono i fumetti per averci dedicato anni della loro vita. Arrivare qua con questo atteggiamento non è il sistema giusto. Nessuno contesta l'opinione, il modo di esprimerla certamente sì. E te lo dice uno che non le ha mai mandate a dire e sa che significa essere sospesi per tempo immemore. Inoltre, se scrivi Galleppini con una sola L forse non sei questo texiano così incallito, io non avrei sbagliato ad esempio. e se tratti un mostro sacro del fumetto italiano come se fosse un dilettante sorridendo nel paragonarlo al disegnatore dei nasi camusi, forse poi dovresti accettare che la gente ti dica che Breccia non è bravo. Oppure le opinioni sono legittime solamente quando sono le tue? A me Breccia non piace, secondo me il suo Tex è orribile e non mi piacevano manco le cose che pubblicava su Skorpio, le saltavo. Quindi per me è un dilettante. Ora prova ad incavolarti e ti sarai dato la zappa sui piedi. E si scrive BAH e non BHA, per inciso. Ho la documentazione Texiana del fenomeno. Secondo me in molti si fanno suggestionare dal nome che leggono nei credits e di conseguenza recensiscono, un periodo Nizzi era il peggio del peggio e Boselli il non plus ultra quando alla fine anche quest'ultimo era ben lontano dall'apice della forma e chiunque si discostasse da questo sistema di ragionamento era un visionario. Ogni buon prestigiatore sa che la gente percepisce quel che vuole percepire e non ciò che vede, perché nessuno vede veramente, tutti guardano. Se Breccia fosse stato di Esporlatu, avesse avuto 20 anni e avesse pubblicato un Texone per aver vinto il premio "bevitore di birra dell'anno" sono certo che in molti avrebbero detto che prometteva e che per illustrare libri per ragazzi e manifesti pubblicitari poteva andare bene, se avesse studiato altri 10 anni. Il bello è dare giudizi senza leggere i credits, io se leggo qualche nome manco mi incomodo a comprare l'albo. E magari quella volta il Tex non è orrendo come me lo aspetto, ma lo vedrei così. Potere della percezione...
  25. 2 points
    Il nostro TWF Magazine anche nel sito degli amici di Baci & Spari, a loro volta autori di una pregevole e gratuita rivista digitale dedicata al nostro Tex. http://www.baciespari.it/
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