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Pedro Galindez

[256/257] La Pista Nel Cielo

Voto alla storia  

23 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Febbraio 1982 - Marzo 1982
Inizia nel numero 256 a pag. 100 e finisce nel numero 257 a pag. 97



Lo sceriffo di Durango chiede aiuto a Tex e Carson, in previsione dei fiumi di denaro che scorreranno in paese per i festeggiamenti dell'Independence Day. E infatti una cricca di rapinatori sta già facendo loschi progetti, pensando a una via di fuga in mongolfiera! Scatenata una rissa a Durango per coprire la loro rapina, i gaglioffi spiccano il volo sul pallone aerostatico! Tex e Carson si improvvisano a loro volta eroi dell'aria per mettere il sale sulla coda dei furfanti. Non li fermano neppure tempeste e fulmini: quando i palloni atterrano sul pueblo di Mesa Verde, la voce delle colt costringe i banditi volanti alla resa!



© Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Carson in pallone è tutto da ridere!Il viaggio è tutt'altro che agevole, capitano ogni sorta di disavventure. Ci sono anche diverse facce simpatiche, bisogna che dia un'occhiata. Storia breve, carina e ben disegnata, ma niente di speciale.7

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Concordo col giudizio dato da Wasted, trama molto esile, con una variazione importante sul tema della rapina e relativo inseguimento, ma nulla più. Con questa storia inizia una stagione ( durata non meno di due anni ) di profonda crisi, maturata col progressivo abbandono di Giovanni Bonelli ( le storie importanti ormai non si contano più, ne abbiamo solo una di ampio respiro "L'ombra di Mefisto" che è una delusione ), una serie di storie nolittiane interlocutorie ( ma non sgradevoli ) e i primi timidi passi di Claudio Nizzi nella serie...

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Anche per me "La pista nel cielo" non è un capolavoro n°, date anche le sue dimensioni ( appena 108 pagine, meno di un unico albo, per quanto poi sia stata divisa tra due ) era stata progettata per esserlo. La trama è semplice e lineare, centrata su un avvenimento topico del West ( la rapina ad una banca ), ma, per insaporire questa "minestra" abbastanza consueta, GLB punta su due elementi: il mezzo insolito adottato dai rapinatori per fuggire ( una mongolfiera ) e il peso alquanto superiore alla media che assume l'elemento umoristico ( oltre ai brontolii di Carson in pallone, già citati da Wasted e che ricordano le analoghe lamentele de "L'oro del Colorado", mi sembra piuttosto divertente

la sequenza del "free for all" scatenato dai banditi per avere il tempo di vuotare le casse della banca, con lo sceriffo di Durango che per due volte cerca di sedarla e per due volte viene messo ko da un oggetto che lo centra in pieno
; anche le figure di monsieur Colmar, il padrone della mongolfiera rubata dai rapinatori, e del suo dipendente complice di costoro sono a mio avviso presentate in maniera lievemente ironica, anche per il loro aspetto tutt'altro che western). In tal modo, specie grazie all'elmento umoristico, la vicenda riesce a scorrere in maniera gradevole e naturale, consentendo anche al lettore di non dare troppo peso a particolari che, in una vicenda più "classica" e "seriosa", "sgonfierebbero" irrimediabilmente la narrazione ( basti pensare alla pochezza degli antagonisti e alla facilit? con cui si arrendono ). I disegni di Letteri mi paiono di buon livello. In sintesi, IMHO: soggetto 7sceneggiatura 7 +disegni 7,5

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Guest indians plains

E' molto carina l'idea di un inseguimento in mongolfiera. Peccato per la cortezza della storia. Le tavole di Letteri sono a mio parere fra le migliori che ha realizzato. Voti:Soggetto:8+Sceneggiatura:6,5Disegni:9+

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:N: La pista nel cielo :S: La storia, in effetti, è un po' esile, e la mongolfiera è un po' come il fumo senza l'arrosto. Certo, Carson che sale sul pallone è uno spasso, ma niente di più. Concordo con Ymalpas sul giudizio di crisi del nostro ranger negli anni seguenti: in effetti la prima storia tosta si farà attendere. Una curiosità: 'La pista nel cielo' è l'unica storia texiana in cui non muore nessuno!

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Riletta!!!!!Una storia che a me è piaciuta molto. Divertente l'idea dell'inseguimento in mongolfiera, anche se il salvataggio-atterraggio di tex e i suoi amici puzza troppo di "miracolo asagerato"..(capace di non procurare nemmeno un graffio)...... ho notato anchio il particolare di giacomo in questa storia... e cioè che è l'unica storia (credo) nella saga in cui non ci sono morti. Voto 8 su 10

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( Don Fabio Esqueda@ 26 giugno 2009 ore 7:53 )

Una curiosità: 'La pista nel cielo' è l'unica storia texiana in cui non muore nessuno!

Non mi pare sia l'unico esempio: se non ricordo male la stessa cosa capita anche in "Uno sporco imbroglio" ( nn. 292 - 293 ), e rientra nella tendenza della tarda produzione bonelliana ad evitare eccessivi spargimenti di sangue. In ogni caso, dato il carattere tutt'altro che privo di umorismo della presente vicenda, la cosa è molto più in carattere in questo caso, mentre in "Uno sporco imbroglio", mi pare finisca soltanto per accentuare la piattezza e la mediocrit? della vicenda.

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Anche nella morte Nera Tex non uccide (anzi, li non estrae proprio la pistola), come non uccide ne i Fucili di SHannon, e ne La Locanda dei Fantasmi. Insomma, ogni tanto capita che tex sia misericordioso :D scusate se non commento la storia ma devo correre fuori ne riparliamo dopo.

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Storiella leggera dalla trama molto esile. Tutto è già visto e rivisto: la solita banda di fuorilegge che prepara il colpo alla banca di Durango. In aiuto ai banditi vengono i festeggiamenti per la festa dell'indipendenza (4 luglio), quindi una città particolarmente turbolenta e affollata, dove basta un nulla per scatenare un bel free-for-all. Lo sceriffo che teme proprio una rissa tra le strade e si aspetta naturalmente un tentativo di rapina alla cassaforte della banca, in quei giorni particolarmente piena di bigliettoni verdi, decide di rivolgersi alla coppia Tex - Carson, che come sempre accorrono alla richiesta di un amico in difficolt?. Ma a movimentare la storia c'è solo la buona e divertente idea della fuga e inseguimento in mongolfiera, con i vari incidenti che seguono e la sparatoria finale senza morti al pueblo!Divertentissimo e spassoso Carson che trova scuse pur di non salire sulla mongolfiera, giurando che non avrebbe mai più rimesso piede su quel "trabiccolo volante"!! :DNizzi invece obbligher? il vecchio brontolone a smentirsi e a riprendere quota nell'albo "Il Serpente Piumato" n. 517. Ancora Manfredi nel Maxi del 2005 "La Pista degli Agguati", utilizzer? la mongolfiera nel finale, quando Tex coraggiosamente si isser? sulla corda per inseguire l'avversario in fuga. Carson quella volta per sua fortuna lo seguirò a cavallo! :)Riguardo a questa storia: leggibile ma troppo semplice, un 6 e mezzo penso che basti! :trapper:

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Una storia che parte con degli ottimi spunti ma che si perde in un finale a dir poco deludente. Ad assegnare il voto verrebbe la voglia di dividere la storia in due e di dare un bel nove alla prima parte fino alla fine del viaggio in mongolfiera ed una misera sufficienza al finale. Dato che non si può assegno un otto meno visto che la prima parte mi è proprio piaciuta.

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Storia senza pretese con la variante divertente della mongolfiera e con un Carson spassosissimo. Ricordo la sua frase di "rimprovero" a Tex (per averlo fatto salire su quella trappola volante) quando si scatena il temporale: "spero che messer Satanasso ci metta vicini a spalare all'inferno, così ogni tanto potr? darti una buona badilata in testa": divertentissima. Mi ha ricordato vagamente quell'altra situazione (molto più drammatica) in cui i due rangers, ne La legge del più forte, sono intrappolati in una vasca con l'acqua che sale sempre di più. Quando ormai sembra finita, Tex trova la forza di dire a Carson: "la verità è che tu hai l'aria di spassartela un mondo, in questa tinozza": questi sono Tex e Carson, capaci di sorridere tra di loro anche nelle situazioni più gravi. E mi piace anche ricordare che, in entrambe le circostanze, i volti ironici dei due pards sono resi (come al solito perfettamente) dal grande Guglielmo Letteri.

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A parte i gustosi siparietti tra Tex e Carson ed i disegni sempre meravigliosi di Letteri,"La pista nel cielo" resta un racconto deludentissimo,in cui i rapinatori sono veramente dei rubagalline e lo sceriffo Ned Daniel,nonostante sia definito da uno dei banditi "un incrocio fra una volpe ed un mastino",durante la rissa alla stazione è un incrocio fra un piccione ed un pupazzo,salvo riscattarsi nel finale con un'intuizione che porterà la sua posse verso la Mesa Verde. Eravamo abituati a ben altri riempitivi....... Voto : 4

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Simpatico riempitivo senza pretese, tutto giocato sull'idea originale dell'inseguimento in mongolfiera - la parte più riuscita e più divertente della storia - e narrato con toni da commedia, a partire dalla scazzottata iniziale che fa tanto wester alla Bud Spencer e Terence Hill. L'atmosfera leggera è anche testimoniata dalla totale assenza di morti, come già ricordato nei commenti precedenti. Conclusosi l'inseguimento in mongolfiera, la storia non ha davvero più nulla da raccontare e il finale, nonostante l'esiguo numero di pagine, risulta addirittura troppo allungato e noioso. Letteri in splendida forma.

Voto 6.

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“Nelle botti piccole ci sta il vino buono” così recita il noto detto, sebbene nell’universo delle nuvole parlanti non sempre sia così. Tuttavia “La pista nel cielo”, a prescindere della sua brevità, è una storia molto divertente e piacevole. G.L. Bonelli parte da un’idea poco originale, quale una rapina alla banca durante un giorno di ressa, ma riesce brillantemente a far fare il salto di qualità alla sua sceneggiatura, escogitando la fuga in mongolfiera dei banditi, con relativo inseguimento dei due pards ad alta quota, fra nuvole minacciose e saette. Presumibilmente l’autore colse ispirazione dal romanzo “Attraverso l’Atlantico in pallone” di Salgari, fatto sta che la trovata, inedita nella saga, si fa molto apprezzare e rende frizzante la breve, ma particolare, caccia all’uomo. Esilarante il giganteggio pestaggio iniziale, fatto scoppiare dai banditi per distogliere l’attenzione dalla banca da svaligiare, così come risultano molto spassosi i dialoghi fra i due pards, durante il pericoloso viaggio in mongolfiera, con un Carson che raggiunge quasi i livelli di ironia dell’episodio della folle corsa in canoa sulle ruggenti acque del Colorado River.

Non mancano i punti deboli: il finale si presenta molto lento e meno coinvolgente rispetto le scene iniziali, come risulta un po’ una forzatura il pretesto con cui i nostri vengono chiamati a Durango. A mio avviso, i banditi appena prendono quota, avrebbero dovuto per sicurezza bucare il secondo pallone, ma si sta cercando il classico pelo nell’uovo che poco sposta l’ago della bilancia.

Meritano una menzione, i bellissimi disegni di Letteri durante le scene dell’inseguimento in mongolfiera. Il prolifico disegnatore romano, a quei tempi, macinava tavole su tavole, svariando tra indiani, cinesi, conestoga, animali preistorici, treni in corsa, palloni aerostatici con una facilità invidiabile e esiti notevoli. Il mio voto finale è 7

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Senza infamia e senza lode questa storia buonista che non ci offre neanche un morto nonostante le numerose sparatorie.
L'idea dell'inseguimento tra mongolfiere é buona ma non ben sviluppata. Letteri buono.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 7,5

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Vero è che questa storia presenta diverse debolezze: il pretesto col quale Ned Daniels richiama Tex e Carson a Durango è assurdo, per non parlare di Tex che, nella sparatoria finale nel pueblo, scende dalle scale di legno e per minacciare i banditi feriti dà le spalle a quelli ancora in forze e asserragliati nella casa, i quali che fanno? Si arrendono.

Ma va be', si tratta di sciocchezzuole: battibecchi tra Tex e Carson a dir poco magnifici, sceneggiatura sempre brillante e spigliata a tenere in vita una trama semplice e lineare, scazzottata iniziale comica al punto giusto, intermezzo in mongolfiera tirato in lungo il giusto, senza fare qualcosa di troppo breve, ma nemmeno di stucchevole.

Io qui trovo, intatte, tutte le caratteristiche che mi fanno amare Tex: dialoghi scoppiettanti, trama divertente, atmosfera scanzonata, protagonisti sbruffoni e spiritosi quanto serve. I disegni di Letteri, poi, non hanno bisogno di presentazioni: Tex e Carson a dir poco magnifici, grintosi quanto ironici, recitano in maniera impeccabile. Il grande Guglielmo avrebbe potuto disegnare solo loro, senza sfondi né comprimari, e si sarebbe comunque trattato di un capolavoro grafico fra i massimi della storia del fumetto.

 

Insomma, ecco il mio modesto parere: se date meno di 8 a questo gioiellino non amate Tex e non amate Gianluigi Bonelli. Possano i fantasmi del Grande Vecchio e di Letteri venirvi a tirare le lenzuola di notte. :D

  • +1 1

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<span style="color:red;">38 minuti fa</span>, virgin dice:

Insomma, ecco il mio modesto parere: se date meno di 8 a questo gioiellino non amate Tex e non amate Gianluigi Bonelli. Possano i fantasmi del Grande Vecchio e di Letteri venirvi a tirare le lenzuola di notte. :D

 

Ups... gli ho dato 6 :unsure:

  • Haha (0) 1

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Io 7. Il fatto che io adori questa storia breve non vuol dire che sia esente da pecche meno male di scarsa entità. Storia che per anni è stata un unicum, molto divertente. Letteri in buona forma.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, virgin dice:

 

Insomma, ecco il mio modesto parere: se date meno di 8 a questo gioiellino non amate Tex e non amate Gianluigi Bonelli. Possano i fantasmi del Grande Vecchio e di Letteri venirvi a tirare le lenzuola di notte. :D

Io amo Tex, ma più di 6 a questa storia non riesco a darle.

Del resto tu stesso parli di "diverse debolezze". :P

  • +1 1

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