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[Color Tex N. 13] Piombo e oro

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Piombo e oro - Color Tex 13 cover

 

Due pesi e due misure sulla bilancia della giustizia!

COLOR TEX

N° : 13

Periodicità: semestrale

PIOMBO E ORO

uscita: 07/08/2018

Soggetto: Pasquale Ruju

Sceneggiatura: Pasquale Ruju

Disegni: Sandro Scascitelli

Copertina: Claudio Villa

Colori: Oscar Celestini


Prima di oltrepassare il Rio Grande con il bottino, Channing fa piazza pulita dei suoi complici grazie al suo braccio destro, lo spietato tiratore di precisione Krauser. In Messico, ad accoglierlo a braccia aperte, c’è il suo socio Malvado. I due spadroneggiano su una misera cittadina di contadini, costringendo i poveri peones a lavorare nella miniera d'oro nella quale hanno investito il frutto delle loro malefatte. Ma sulla loro pista ci sono Tex Willer e Kit Carson, pronti a trasformare l'oro insanguinato in piombo rovente!

 

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preso e letto oggi. 

 

Compitino estivo senza infamia e senza lode, senza particolari spunti o colpi di scena sconvolgenti,sia per i protagonisti che per i comprimari.

 

A mio parere da rivedere i disegni di Scascitelli, piuttosto insicuro quasi sempre nel disegnare i volti (soprattutto di Tex) e sempre a mio parere con gli arti poco proporzionati (più corti) rispetto al tronco delle figure. 

 

Buona la colorazione.

 

Complessivamente onesto e senza pretese, come nella media dei color tex.

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Certamente non un capolavoro, ma piacevole lettura estiva.

Ruju riprende alcuni classici western dalla grande rapina, all'agente indiano corrotto che si arricchisce sulla pelle dei suoi assistiti al prepotente signorotto messicano dal passato burrascoso e dai metodi discutibili per  sopraffare il prossimo. Il tutto miscelato sapientemente e arricchito dalla presenza di Tex e Carson che, fatto salvo l'episodio della (ennesima ) cattura del vecchio cammello, riempiono la scena facendo tutto quello che ci si aspetta da loro e poi la battuta della "distribuzione omaggio di calci nei denti" al culmine di un pestaggio è veramente uno spasso.

Scascitelli è bravo, ma mi devo ancora abituare al suo Tex che mi appare ancora un po' rigido.

Celestini è una garanzia.

PS qualche errore nel lettering sfuggito ai revisori... capita

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Anche quest'anno - come da tradizione, peraltro - il Color Tex estivo si rivela una lettura tutt'altro che imperdibile.

Una storia leggibile, senza particolari sbavature, ma anche priva di guizzi. L'unico elemento originale, che ravviva una sceneggiatura alquanto soporifera, è il personaggio del tedesco, il vero antagonista in questo racconto. Gli si poteva forse dedicare qualche pagina in più perché, per il resto, è calma piatta. C'è poco da dire sulla storia, semplice, lineare, ma incapace per quanto mi riguarda di catalizzare l'attenzione. Mancano quelle trovate in grado di impreziosire una sceneggiatura e renderla divertente, qui siamo davanti ad una storia di ordinaria amministrazione in cui, prima di voltare pagina, si sa già cosa succederà in quella successiva.

 

Anche la parte grafica non è particolarmente coinvolgente - purtroppo non apprezzo molto a livello di gusto personale i disegni di Scascitelli, di cui riconosco comunque un lavoro di buon livello. Sicuramente in questo caso i disegni sono impreziositi dalla colorazione di Celestini.

 

Una collana che nel variegato mondo delle pubblicazioni texiane ha ben poco da dire, ormai (se mai ha avuto qualcosa da dire).

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<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, pecos dice:

Una collana che nel variegato mondo delle pubblicazioni texiane ha ben poco da dire, ormai (se mai ha avuto qualcosa da dire).

 

Be', c'è da dire che "Lo sciamano bianco" e "Delta Queen" sono due gran belle storie; ma il resto è in effetti ben poca roba, purtroppo.

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Sicuramente,e le prime recensioni non fanno che rafforzare il mio proposito,lascerò in edicola il Color estivo. Troppe delusioni passate e troppa,secondo me,sovraesposizione del personaggio.  Tra le altre cose non ho francamente compreso la scelta di far uscire a distanza di sole 48h questo albo ed il mensile.

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Storia gradevole e lineare . Soggetto e trama nella classicità . Ruju tuttavia qualche volta rasenta un "manierismo" Nizziano. Spero che non si lasci andare e che riesca a conservare una certa freschezza .

Scascitelli ha realizzato un ottimo lavoro, il migliore fino ad adesso, tuttavia non ha ancora "centrato" i quattro Pards  in modo efficace. Con Celestini i colori sono migliorati tantissimo .

Penso che come lettura estiva possa farsi tranquillamente. 

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, Havasu dice:

Sicuramente,e le prime recensioni non fanno che rafforzare il mio proposito,lascerò in edicola il Color estivo. Troppe delusioni passate e troppa,secondo me,sovraesposizione del personaggio.  Tra le altre cose non ho francamente compreso la scelta di far uscire a distanza di sole 48h questo albo ed il mensile.

 

Intendiamoci, la storia è comunque abbastanza godibile, classica e lineare, senza troppe pretese. Non è da buttare via, e sicuramente abbiamo letto di molto peggio, anche recentemente, anche sull'inedito. Però l'ho trovata un po' piatta, senza infamia e senza lode come dice Gilas2. Come voto le darei un 6,5.

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, virgin dice:

 

Be', c'è da dire che "Lo sciamano bianco" e "Delta Queen" sono due gran belle storie; ma il resto è in effetti ben poca roba, purtroppo.

 

Solo queste: io aggiungerei anche la prima: "E venne il giorno" di Boselli & Brindisi, decisamente ottima a mio parere. Buone anche "I banfiti delle nebbie" e "La strada per Serenity". Di mediocre ho trovato solo quella di Faraci & Milano a dire il vero.

Le storie brevi, poi, sono quasi tutte molto carine.

In questo caso abbiamo una trama semplice e lineare ma sceneggiata con sicuro mestiere. Se fosse un motivo per non comprare questa serie, allora GLB è stato fortunato che certi lettori non ci fossero ancora negli anni 50 o Tex non sarebbe durato sino ad oggi.;)

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Diciamo che... non concordo! :D Non parlo di storie mediocri, ma a parte le due che ho citato le altre non mi hanno proprio impressionato.

E no, per favore, non facciamo il paragone con le storie di GLB degli anni '50, che erano veramente tutt'altra roba. Come si dice a Bari: "Non mischiamo le foglie con le fave".

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Non l'ho ancora preso, ma dai commenti tipo "piacevole lettura estiva", mi da l'idea di mezza fregatura. Anche perché per 160 pagine siamo andati oltre i sei euro. Non pochi.

Concordo  sulle storie brevi, molto piacevoli, non tutte sono bellissime, ma la considero un ottima palestra per i nuovi scrittori e per alcuni disegnatori che mi son piaciuti molto.

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Mi accodo pressoché totalmente alle opinioni espresse nei commenti precedenti: buona storia, ma nulla di più. Si lascia leggere tranquillamente, ma né entusiasma né annoia, mantenendosi decisamente piatta per buona parte del proprio svolgimento. Non credo ciò dipenda dalla classicità della vicenda narrata, in quanto sappiamo tutti benissimo come Tex ci abbia deliziati con innumerevoli capolavori marcatamente improntati al western più classico, quanto dall'assenza di guizzi nella caratterizzazione dei personaggi che vi appaiono, in particolar modo gli antagonisti. L'unico tra loro che avrebbe potuto regalare qualcosa in più - ed in tal senso si tratta a mio parere di un'occasione cestinata - è il tedesco Krauser, assai promettente all'inizio, ma purtroppo poco valorizzato in termini complessivi. In altre parole, rispetto ai più recenti lavori Ruju - la cui bravura resta comunque fuori discussione - mi sembra abbia fatto un leggero passo indietro. Discreta anche la prova di Scascitelli, per quanto anche io - da profano del disegno dal punto di vista squisitamente tecnico - ritengo di aver notato una scarsa dinamicità nel suo tratto, abbastanza buona la colorazione curata da Celestini.

 

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La colorazione è ottima, ma i disegni di Scascitelli mi sembrano poco dinamici.

Le frange della casacca di Carson mi sembrano ben pettinati e fissati con la lacca.

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<span style="color:red;">47 minuti fa</span>, natural killer dice:

Forse non c'era vento....

Il vento c'era ed era fortissimo, quasi un uragano.

Tanto è vero che il tedesco non si è accorto di nulla: troppo rumore della furia degli elementi naturali.

Eppure è successo di tutto: Tex ha fatto fuori il capo e un bel numero di scagnozzi e sono poi arrivati (passando sotto il naso dell'attentissimo crucco) peones a volontà che hanno fatto un baccano infernale.

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On 8/8/2018 at 16:59, pecos dice:

Anche quest'anno - come da tradizione, peraltro - il Color Tex estivo si rivela una lettura tutt'altro che imperdibile.

Una storia leggibile, senza particolari sbavature, ma anche priva di guizzi. L'unico elemento originale, che ravviva una sceneggiatura alquanto soporifera, è il personaggio del tedesco, il vero antagonista in questo racconto. Gli si poteva forse dedicare qualche pagina in più perché, per il resto, è calma piatta. C'è poco da dire sulla storia, semplice, lineare, ma incapace per quanto mi riguarda di catalizzare l'attenzione. Mancano quelle trovate in grado di impreziosire una sceneggiatura e renderla divertente, qui siamo davanti ad una storia di ordinaria amministrazione in cui, prima di voltare pagina, si sa già cosa succederà in quella successiva.

 

Anche la parte grafica non è particolarmente coinvolgente - purtroppo non apprezzo molto a livello di gusto personale i disegni di Scascitelli, di cui riconosco comunque un lavoro di buon livello. Sicuramente in questo caso i disegni sono impreziositi dalla colorazione di Celestini.

 

Una collana che nel variegato mondo delle pubblicazioni texiane ha ben poco da dire, ormai (se mai ha avuto qualcosa da dire).

 

Quest'anno ci sono cascato e l'ho ricomprato. Il mio problema è che amo troppo Tex. Però € 6,30 sono davvero troppi per questa minestrina insipida. Ho apprezzato i disegni di Scascitelli. Ruju ci mette il mestiere, credo che di più non possa fare su questa infelice pubblicazione.  

 

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Venti o trent'anni fa (non parliamo prima) non c'erano che i cartonati Cepim o Mondadori per vedere Tex a colori

tra un centenario e l'altro. Qualche volta si riusciva a farselo regalare per le feste, ma si trattava sempre di una "replica".

Ora ogni estate ci aspetta un bel malloppone con una storia inedita, cosa che poi si ripete in autunno con "Storie brevi".

Aggiungo il mio "Mah!" a quella del prof. Monni,

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<span style="color:red;">16 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Io campassi cent'anni non capirò mai certe osservazioni.

Perché sarebbe infelice come pubblicazione?

Perché non si potrebbe fare di più? (E cosa poi?)

Mah!

 

Io ti auguro di campare cent'anni, ma poiché, come hai detto tu, non capiresti mai certe osservazioni, provo a spiegarmi meglio. 

Per la verità, proprio con te abbiamo parlato infinite volte di questo tema, e cioé il formato (160 pagine) di questa pubblicazione, che io continuo a ritenere penalizzante per la buona riuscita di una storia. Né carne né pesce. Tu hai ribadito mille volte il tuo pensiero, e cioé che ritieni non sia così, che il Massacro di Goldena e altri esempi stanno lì a dimostrare che io ho torto. Io altrettante volte ho replicato che per me le storie riuscite su questo formato sono l'eccezione che conferma la regola. Ecco, la mia osservazione sul "non poteva fare di più" si inserisce nel solco di quelle osservazioni. Non l'ho detto più esplicitamente per non ripetermi e annoiare gli altri pards. Il mio pregiudizio su questo tipo di storie è confermato, ai miei occhi, dalla scarsa qualità di questa collana. Da qui l'aggettivo infelice che le ho attribuito. Per me una pubblicazione è infelice quando non ha nulla da dire, quando propina storie "piacevoli" (aggettivo che ormai mi fa venire l'orticaria) senza infamia e senza lode. Con € 6,30 compro qualcos'altro, un libro, ad esempio, ci metto più tempo a leggerlo e probabilmente con più appagamento.

 

<span style="color:red;">13 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

Venti o trent'anni fa (non parliamo prima) non c'erano che i cartonati Cepim o Mondadori per vedere Tex a colori

tra un centenario e l'altro. Qualche volta si riusciva a farselo regalare per le feste, ma si trattava sempre di una "replica".

Ora ogni estate ci aspetta un bel malloppone con una storia inedita, cosa che poi si ripete in autunno con "Storie brevi".

Aggiungo il mio "Mah!" a quella del prof. Monni,

 

Il "bel malloppone" che vorrei io non deve necessariamente essere colorato. Deve essere bello. Il contenuto, non la forma del Tex a colori, quello cerco. Ribadisco che non me ne frega nulla del malloppone se questo contiene una storia infelice. Ribadisco l'aggettivo infelice. Questa collana ha avuto pochissimi picchi. Boselli non lo ammetterà mai, ma lo sanno anche loro che su questa collana ci destinano le minestrine. Lo sanno e non possono né vogliono dirlo, e ci mancherebbe. Anzi, finché la collana vende e ci sarà chi, come Dix, è soddisfatto del malloppone, fanno bene a produrla, a pagare Ruju e Scascitelli e il colorista. L'importante è che i ricavi superino i costi. Ma io, francamente, preferivo venti o trent'anni fa, quando non ero indotto in tentazione ad acquistare un prodotto mediocre. Non ho la verità infusa, ma penso di saper giudicare la qualità di una storia. E quando ho finito di leggere "Piombo e oro" ho avuto la sensazione di aver perso del tempo, sottratto incautamente alla lettura di Posteguillo e di tanti altri libri che avrei potuto leggere in quella mezz'ora di libertà. Non ci ricascherò più. Mentre voi che siete contenti di queste storielle continuerete a comprarlo. E tutti noi ci terremo i nostri "Mah!",

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Questa collana e quella del magazine per me potrebbero metterle definitivamenter in naftalina che non ci sprecherei una lacrima. In quanto a  Piombo e Oro è scarso anche come prodotto da ombrellone. L'unico personaggio che poteva essere di un qualche interesse, lo sharpshooter Krauser, non è stato approfondito come si deve. Che significato ha inserire in una storia di Tex un character alquanto inusuale nel western (del resto se non ricordo male già in una storia breve simile figura venne esploitata malissimo) per poi fargli fare la figura del beccaccione? I peones si stanno rivoltando contro il suo datore di lavoro e lui se ne sta in agguato a inquadrare Carson in attesa dell'arrivo di Tex. Il quale salta su  come una molla a saltaleone e lo liquida in un amen. L'idea poteva essere buona, lo sviluppo è alquanto carente. Un altro albo da mettere nel dimeticatoio.

Per la cronaca le fattezze di Channing sono ricalcate paro paro da quelle dell'attore John Dehner, buon caratterista di film western (Dove la terra scotta, l'Ultimo Apache, Furia selvaggia) e non solo, attivo dal 1941 al 1985.

 

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Kershaw dice:

Questa collana e quella del magazine per me potrebbero metterle definitivamenter in naftalina che non ci sprecherei una lacrima. In quanto a  Piombo e Oro è scarso anche come prodotto da ombrellone. L'unico personaggio che poteva essere di un qualche interesse, lo sharpshooter Krauser, non è stato approfondito come si deve. Che significato ha inserire in una storia di Tex un character alquanto inusuale nel western (del resto se non ricordo male già in una storia breve simile figura venne esploitata malissimo) per poi fargli fare la figura del beccaccione? I peones si stanno rivoltando contro il suo datore di lavoro e lui se ne sta in agguato a inquadrare Carson in attesa dell'arrivo di Tex. Il quale salta su  come una molla a saltaleone e lo liquida in un amen. L'idea poteva essere buona, lo sviluppo è alquanto carente. Un altro albo da mettere nel dimeticatoio.

Per la cronaca le fattezze di Channing sono ricalcate paro paro da quelle dell'attore John Dehner, buon caratterista di film western (Dove la terra scotta, l'Ultimo Apache, Furia selvaggia) e non solo, attivo dal 1941 al 1985.

 

 

Questa tua pertinente osservazione (scarso sviluppo del character potenzialmente più interessante) è figlia secondo me del vincolante perimetro entro il quale è costretta la creatività dello sceneggiatore in una pubblicazione del genere. Anch'io non piangerei se la chiudessero, con buona pace di quello che considero personalmente un "malloppino" striminzito e del tutto sproporzionato rispetto all'esborso richiesto. 

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Ottima storia sotto tutti i punti di vista. Albo lineare e senza enormi colpi di scena ma è una storia che da un po' di tempo Ruju non ci dava, una storia senza ellissi o salti temporali, una storia bella, godibile, a volte divertente e abbastanza innovativa. Ho apprezzato l'incipit con i soldati e la rapina, di certo non mi aspettavo il cecchino tedesco (in realtà me lo aspettavo benissimo perchè me lo hanno spoilerato in casa editrice al momento della presentazione dell'albo ma se non fossi andato a leggere la trama o vedere l'anteprima sarei stato piuttosto incuriosito e stupito dell'elemento). Bella trovata Ruju! La presenza del crucco, che però poteva anche essere maggiormente approfondita, dona un tono differente alla vicenda rendendola dinamica e coinvolgente fino dalle prime pagine. Belle le sparatorie, sempre in grande stile, belli i personaggi molto caraterizzati e bella anche la rivolta finale dei peones che non leggevo da diverso tempo. Qui Ruju è tornato un ottimo sceneggiatore che si basa su una storia ben articolata e chiaramente rappresentata.

Sul lato disegni noto dei commenti negativi che non comprendo molto. Se da un lato una leggera differenza tra i vari volti di Tex c'è, cosa che comunque a me non ha dato più di tanto fastidio, dall'altro troviamo vignette spettacolari e cinematografiche. Abbiamo masse di persone particolareggiate e ben definite, abbiamo l'inquadratura del mirino che si ripete più volte ma mai uguale alla precedente, abbiamo sia ambienti interni (vedi la stamberga della "bella" Adelita) sia paesaggi eccezionali (la parte ambienta negli Stati Uniti ne è l'esempio), realizzati con grandissima cura e attenzione ai particolari. Bellissima la caratterizzazione grafica di Carson e belli gli elementi che escono dalla gabbia bonelliana nelle scene frenetiche.

I grandiosi disegni di Scasciatelli, che deve approdare al più presto al mensile, sono ancora più valorizzati dalla colorazione di Celestini qui ancora più curata e dinamica. I cieli eccezionali e le scene notturne sono le cose più rappresentative di questa colorazione. Pagina 38, il flashback e le pagine da 131 a 162 sono tra le cose più riuscite graficamente (sia a livelli di disegni sia di colorazione) di tutto l'albo. Ho apprezzato infine moltissimo un tocco di classe che penso sia di Celestini: pagina 160, quinta e penultima vignetta, il mirino è puntato su due figure in primo piano nitide e definite ma in secondo piano c'è un altro soggetto più lontano e su cui è stato attuato un ottimo lavoro (presumo in post-produzione al computer al momento della colorazione) di diminuzione della nitidezza per renderlo più sfumato e accentuare la capacità della lente del mirino da cecchino. 

La copertina di Villa è molto ben fatta ed è più corente con la colorazione interna rispetto alle passate pubblicazioni. 

Il titolo non ha abbastanza impatto anche se semplice e pulito.

On 7/8/2018 at 18:39, natural killer dice:

PS qualche errore nel lettering sfuggito ai revisori... capita

Ammetto di non essermene accorto affatto, dove si riscontrano tali errori?

On 12/8/2018 at 12:02, Kershaw dice:

Per la cronaca le fattezze di Channing sono ricalcate paro paro da quelle dell'attore John Dehner, buon caratterista di film western (Dove la terra scotta, l'Ultimo Apache, Furia selvaggia) e non solo, attivo dal 1941 al 1985.

Ho notato anche io la somiglianza e l'ho molto apprezzata.

<span style="color:red;">23 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

leggermi questa ennesima "sola estiva". 

A parer mio è tutto fuorchè una sola questa storia. Non è esageratamente complicata, fattore che troppo spesso Ruju gestisce in malo modo, ma è molto incisiva e godibile. 

 

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Soria lineare, già vista altre volte, senza nessun sussulto. Sul "krucco" è già stato detto tutto. Per i disegni anch'io vorrei rivedere scascitelli in b/n per dare un giudizio. Per me storia tutto compreso 6 --.

Una domanda per la moderazione, ma la discussione sul color  numero 11 non è più reperibile o non è stata inserita per una dimenticanza? Scusate se l'ho fatta qui, ma non sapevo dove metterla.

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<span style="color:red;">22 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Per me storia tutto compreso 6 --.

Non mi sento di essere così cattivo. Non vado oltre il 7 però i disegni e i colori sono molto belli. Ruju poi come già evidenziato ha fatto una godibile storia con i tempi giusti e non troncata per assurde paturnie boselliane/bonelliane.

 

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