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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Certo, ma ribadirlo a ogni messaggio di @Dix Leroy in merito, con tanto di battutina sarcastica ogni volta, è stucchevole, soprattutto perché non mi risulta che Dix abbia mai fatto altrettanto nei confronti di chicchessia, dimostrandosi anzi uno degli utenti più rispettosi e pacati del forum. Da quale pulpito tu distribuisca patenti di bigottismo e sessuofobia agli altri, poi, mi sfugge. Proprio in virtù della libertà di espressione, qui sopra Dix deve sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni senza che nessuno lo stigmatizzi o si permetta di affibbiargli epiteti la cui natura offensiva è ben nota. E questa no, non è libertà di espressione.
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  2. Come dice Ymalpas, il grande successo della Collezione Storica a Colori (in una casa editrice dove molti denigravano apertamente G.L. Bonelli ritenendolo "vecchio" e "superato" mentre i loro ripetuti fallimenti erano "fumetto colto") ha sbalestrato parecchi, compresi molti critici modaioli. Visto che non potevano accettare che il "vecchio" e "superato" GL Bonelli avesse ancora tanto seguito, si erano per me convinti che fosse perchè "era a colori", e si sono presi una sbandata grossa come un elefante per il colore e per qualche anno hanno sverniciato di tutto. Salvo rendersi conto che la roba che non vendeva in b/n non vendeva manco a colori... Come ha detto Recchioni in un (raro?) momento di lucidità nella lezione che tenne alla Holden (la trovate su YouTube), "in Italia negli anni 70 GLBonelli vendeva 800.000 copie di ogni numero, Berardi con Ken Parker ne vendeva 40-50.000 (UN VENTESIMO!), ovviamente da quel momento tutti gli autori di fumetti italiani cercano di imitare Berardi e nessuno imita GL Bonelli..." (aggiungendo poi che anche lui non faceva eccezione..). Basta vedere quante "Berardeggiate" sono state pubblicate nei Color Tex Storie Brevi: di fronte alla possibilità di scrivere una storia di Tex, il 99% degli sceneggiatori italiani, vittima di una specie di sindrome di Stoccolma, dicono "oh, finalmente potrò scrivere Ken Parker!" Non è che GLBonelli in particolare sia "fuori moda" nel fumetto italiano, nel fumetto italiano è proprio "fuori moda" e cosa disdicevole il fare fumetti PER I LETTORI e CHE VENDONO. Non è una cosa da "vero autore". Non si fa! Che in una situazione simile per far quadrare i conti si aumentino gli albi di Tex (cioè, praticamente dell'unica cosa che fanno che vende sul serio grossi numeri), nell'incapacità di pagare gli stipendi con "i fumetti colti", è abbastanza ovvio. Però era ovvio dagli anni 80. Certo, nella seconda metà della decade hanno fatto il colpaccio con Dylan Dog, ma prima, nonostante la crisi di tutto il settore, di Tex continuavano ad uscire solo 1 serie (quella regolare) più 1 sola serie di ristampe (la tre stelle). Perché se Sergio Bonelli era tanto favorevole a questa cosa non la fece all'epoca? L'ovvia deduzione, guardando anche alla cautela nel mettere nuovi autori su Tex e alle tante storie nel cassetto, è che Sergio Bonelli non era favorevole per niente a questa proliferazione. Guardava più alla sopravvivenza della casa editrice a lungo termine che all'incasso del mese dopo, e quindi temeva di uccidere la gallina dalle uova d'oro spremendo troppo i lettori di Tex. Il primissimo collaterale di Tex è il Texone, pubblicato nel 1988 in occasione del quarantennale del personaggio. Ed è una scusa per pubblicare una storia di Buzzelli che aveva nel cassetto da anni (all'epoca era una storia leggendaria, nel fandom la notizia di Buzzelli che faceva Tex aveva fatto scalpore tipo il Texone di Magnus, e c'era stata molta delusione quando era stata chiusa in un cassetto). Molte caratteristiche del Texone arrivano semplicemente per caso da quella storia, che era per caso lunga esattamente 224 pagine (se fosse stata lunga 180 pagine tutti i texoni successivi avrebbero avuto 180 pagine...) Idem per il maxi: per smaltire storie impubblicabili. impubblicabili per paura di scontentare un lettore texiano visto come estremamente tradizionalista e ostile ad ogni novità. Questi collaterali sono una serie di "tentiamo la sorte, se va male almeno abbiamo vuotato i cassetti", seguiti dal vedere, fra la sorpresa e il sollievo per lo scampato pericolo, che il pubblico gradiva e vendevano. Solo DOPO aver visto questa cosa "passava la paura che i lettori inferociti rifiutassero di comprarla" ed entrambe sono diventate serie regolari. Ma anche con quelli, si arriva a 14 uscite all'anno. Anche l'almanacco nasce così, ma su un'altra testata, fu un idea di Castelli su Martin Mystere: andò bene, e l'iniziativa si allargò anche agli altri personaggi. Ma anche con l'almanacco del west, si arriva 15 albi di Tex all'anno. E sono rimasti solo quindici PER 15 ANNI! Per tanti anni, dal 1996 al 2011, non si aggiunge nemmeno una pagina in più! (vabbè, qualche storia breve qua e là, bazzecole...), nonostante la crisi delle vendite, nonostante la chiusura di tante serie, Sergio Bonelli non aumenta le uscite di Tex. Gli mancano anche gli autori, le continue difficoltà di trovare autori adatti a Tex sono note a tutti qui nel forum. Poi arriva il boom della CSAC, e si lancia il Color Tex. Agosto 2011. Annuale. E siamo a 16 albi di Tex in un anno. Subito dopo Sergio Bonelli muore (settembre 2011, fa appena in tempo a vedere il primo Color Tex), e da quel momento... INIZIA LA SARABANDA! MUSICA, MAESTRO! - 2013: IL COLOR DIVENTA SEMESTRALE (17 albi all'anno) - 2015 SI LANCIA LA SERIE DEI CARTONATI ALLA FRANCESE (da subito semestrali) (19 albi all'anno) - 2018: IL MAXI DIVENTA SEMESTRALE (20 albi all'anno) - 2018: PARTE LA SERIE TEX WILLER (che, ricordiamolo sempre a futura memoria, nelle intenzioni di Airoldi doveva essere un reboot delle vecchie avventure tipo "Zagor le Origini" ma con "disegnatori più moderni", tipo quelli dei supereroi...) (32 albi all'anno) - 2019: PARTE LA SERIE "SPECIALI TEX WILLER" (33 albi all'anno) - 2021 SI AGGIUNGONO GLI ALBI "BIS" (34 albi all'anno) - Nel 2021, esce anche l'anastatica a striscia, a cui vengono allegati 6 albi inediti. Aggiungendoli arriviamo a 40 ALBI DI TEX PUBBLICATI NEL CORSO DEL 2021. (e non finisce qui, cosa si inventeranno prima della fine del 2022? per me fra pochi anni ci arriviamo a 50 albi all'anno...) Quindi... Dal 1957 al 1987 escono, per 30 anni, 12 Tex all'anno. Dal 1988 al 1993 escono, per 6 anni, 13 Tex all'anno. Dal 1994 al 1996 escono, per 3 anni, 14 Tex all'anno. Dal 1997 al 2011 escono, per 15 anni, 15 Tex all'anno. Nel 2021, dopo soli 10 anni dalla morte di Sergio Bonelli, escono 40 Tex in un anno! A me la frattura, lo stacco netto e la giravolta a U col il cambiamento a 180 gradi di direzione, passando da "bisogna stare attenti a non scontentare i lettori, i personaggi devono durare" a "spremiamo quei polli dei lettori, chissenefrega della durata dei personaggi" mi pare più che evidente....
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  3. Buongiorno a tutti i pards del forum, qui sotto un mio recente studio/disegno dedicato al nostro. Un saluto!
    7 points
  4. Ho letto le altre storie (quattro) che ancora mi restavano e lascio un ultimo commento solo per quella scritta da Ulzana. Prima considerazione: è una storia dedicata a Tex, un tributo alla sua grandezza e a quello che rappresenta per noi lettori. Tante volte la lettura di un Tex ci ha tolto dalla mente pensieri, preoccupazioni. Tante volte in questo senso ci è venuto in aiuto senza che noi si potesse dirgli grazie alla fine della lettura. In questo vecchio soldato Ulzana ci ha messo se stesso, ci ha messo noi lettori. Poter incontrare Tex, per mezzo di un personaggio fittizio, nelle sue pagine e nella sua storia che ne declina ancora una volta il mito, è un po' il sogno di tutti noi. Una storia tutta per dirgli grazie, semplicemente questa parola per decine, centinaia di avventure che ci hanno fatto divertire nella sua compagnia. Beh Ulzana, il gioco dell'immedesimazione l'ha giocato fino in fondo, ci ha lasciato come il suo personaggio, dopo aver detto un grazie a Tex e senza potergli spiegare il perché. Che io ricordi di albi dedicati a Tex e al suo mito ce ne sono stati pochi. C'è quello di Magnus che è il massimo tributo dedicato da un'artista al personaggio creato da Bonelli e Galleppini. Anche Magnus, come Ulzana, per pochi mesi non ha potuto vedere l'albo in edicola, con il suo nome riportato sopra. E' un qualcosa che, tutte le proporzioni mantenute, li accomuna. La storia è una storia crepuscolare, c'è il Tex che salta fuori all'improvviso, nel momento di maggior bisogno. E' quello che ci si aspetta da un eroe. Ulzana l'aveva capito benissimo. Lo capiscono molto meno quegli autori che pur di metterlo in difficoltà non fanno di lui il salvatore, quello che ti tira le castagne dal fuoco, ma quello che ha bisogno di essere aiutato e qualche volta salvato. Il che ci sta anche, ma le figure da piccione per il Tex glbonelliano non sono mai ammesse. Ecco perché il Tex immaginato da Ulzana è un Tex glbonelliano nel profondo dell'anima, il Tex che noi lettori amiamo e pretendiamo, sbrigativo nel risolvere i problemi. Ecco perché questa storia vale molto di più di quello che può sembrare di primo acchito. E che questa sia la sua prima e ultima storia per Tex ci aggiunge malinconicamente quel tocco poetico in più, una storia di cui saresti potuto andare ben fiero. Adios amigo!
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  5. Sono veramente sconvolto. Leggere Boselli e lamentarsi dei molti personaggi è come leggere Manara e lamentarsi della fica.
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  6. Le tue parole mi hanno commosso pard; profonde, condivisibili, intense. La tragedia di Emanuele ha scosso molto anche me, dinanzi a simili eventi luttuosi non si può esimersi dal fermarsi e riflettere: riflettere di quanto sia sottile il filo dell'esistenza e quanto sbagliamo nella quotidianità a perdere di vista le vere priorità, correndo dietro improbabili chimere o dannandoci per gli imprevisti della quotidianità. Purtroppo la vita va avanti e si finisce irrimediabilmente nel consueto vortice degli affanni quotidiani, ma dovremmo ascoltare più spesso la voce dell'anima e non solo quella della razionalità, che dinanzi a simili "ingiustizie" rimane disarmata. Condivido appieno pure le considerazioni sul particolare legame che si instaura qui sul forum: appena iscrittomi non credevo affatto che ciò potesse accadere e invece adesso lo sto provando sulla mia pelle. E' solo un'amicizia virtuale però spontanea, accumunata dalle comuni passioni, sincera senza secondi fini o scopi. Ci si affeziona presto all'ironia acuta di Virgin, all'eleganza verbale di Pecos, agli interventi concisi ma efficaci di Mister P, alla coinvolgente saggezza di Leo, ai bei commenti di Poe, alla competenza di Diablero, Natural Killer, Carlo Monni. Si sorride dinanzi le battute taglienti di Letizia, o si viaggia subito sulla stessa frequenza d'onda col simpatico Juan Ortega. Si interagisce con piacere con pard come Juan Raza, Laredo, Loriano Lorenzutti, Barbanera e anche con coloro in cui è più marcato il salto generazionale, vedi Grande Tex, Mac Parland o Magico Vento, ben presto li consideri come "fratellini minori". Per non tacere dell'onore di interloquire con Borden, saggiarne la sua immensa passione per il fumetto, il rispetto per i lettori, la sua schiettezza e sincera impulsività. Sembra quasi di entrar a far parte di una grande famiglia virtuale e nei momenti in cui per problemi tecnici non è possibile l'accesso, ti manca seriamente qualcosa. Mi piace credere, che la nostra comune passione abbia parzialmente aiutato il compianto Ulzana, a lenire un po' il lancinante dolore dei suoi ultimi terribili mesi.
    7 points
  7. Eccoci all'elenco delle modifiche e censure più appariscenti. Ho deciso che aspetterò alcuni giorni prima di postarle ogni volta (se le continuerò a postare, e non è detto) per lasciare lo spazio alle reazioni più "genuine" di chi scopre queste storie "non censurate" per la prima volta, tipo: E ti dirò che nelle prossime strisce ci saranno modifiche ancora più evidenti, anche allo svolgimento delle storie! (ti do un indizio: Lucas quando ha modificato la scena fra Han e il cacciatore di taglie nel bar, non è stato il primo... ) Striscia numero 3, Terrore a Calver City: pag. 1 vignrtta 3, Tex ai tempi dava del voi, oggi è più sbarazzino e dà del tu... pag. 3, vignetta 2, Coffin era il "predone" di tutto, poi è diventato il "padrone" (questa comunque mi pare una svista del solito letterista...) Pag 3, vignetta 3, "Città" diventata poi "cripta" pag 5 vignetta 1, ritroviamo gli indiani "pinte"... pag. 5, vignetta 2, qui iniziamo a vedere modifiche più sostanziali. In originale l'indiano fa promettere a Tex "giura... [...] che ucciderai Coffin". E Tex lo giura. Nelle ristampe diventerà "Che farai vendetta", anche in punto di morte Dente di Lupo ci tiene a rispettare la legge... pag. 5, vignetta 3: eddai, Tex, anche tu ti ci metti, se insisti ad usare il nome di Dio invano ("Perdio!") per forza le parrocchie poi proibiscono di leggerti! (nelle ristampe hanno semplicemente tagliato l'esclamazione, lasciando uno strano spazio bianco nella nuvoletta) Pagina 8, vignetta 1, in originale Tex dice a Tesah "mentre tu te andrai al sicuro a S. Thomas", nelle ristampe è stato cambiato in "ti metterai al riparo a S. Thomas". Ma che senso ha? Boh, a volte mi pare che cambiassero solo per il gusto di pasticciare... pagina 8, vignetta 2, "Stai in guardia, Tex! Sei un fuorilegge e Coffin ha molti amici a Calver City, lo sai!" diventa "ricorda che sei solo e Coffin ha molti amici" Pagina 8, ancora la vignetta 2, Tex risponde "Certo che lo so Tesah ma stai tranquilla, prima che lo sceriffo possa muoversi con i suoi uomini..." mentre nelle ristampe diventa "certo che lo so Tesah, ma sta tranquilla, prima di un paio di giorni...". Il senso della modifica è chiaro, e cambia parecchio la situazione. A Calver City c'è lo sceriffo, ma Tex è un fuorilegge, non denuncerà Coffin e non cercherà nessun aiuto, farà fuori Coffin e se ne andrà prima che lo sceriffo lo becchi. Nella ristampa tutto questo viene tolto e sostituito con un generico e blando "in due giorni ho finito".. Pagina 9, vignetta 1, il letterista colpisce ancora! Black Panyon! Pagina 14, questo è un cambiamento molto più sostanziale. In originale dice "Potrei uccidenti come un cane, Coffin... ma così sarebbe troppo bello... avrai quello che avevi destinato a me... il terrore prima della morte!" Nella ristampa diventa "Potrei uccidenti come un cane, Coffin... ma così sarebbe troppo bello... finirai i tuoi giorni in una lurida cella!" Pagina 19, prima vignetta, "Branco di idioti" diventa "branco di pecore" Pagina 19, seconda vignetta, alla domanda di Coffin "chi sei", Tex risponde "Lo saprai un attimo prima di morire, Coffin!", nelle ristampe gli fanno dire "Sono l'uomo che ti farà varcare le soglie dell'inferno". Evocativo ma molto meno chiaro sulle sue intenzioni... Ma è nella pagina successiva che davvero le censure cambiano completamente il senso dell'azione di Tex. pagina 20, vignetta 1: "prendi la tua pistola e difenditi, cane! Io sparerò solo quando avrai in pugno la tua pistola!" diventa nella TuttoTex "l'ho promesso al povero piute che tu hai assassinato, e Tex Willer mantiene sempre la sua parola!" È solo nella versione originale che le azioni di Tex hanno un senso! In originale Tex è un ricercato che va ad assassinare un uomo, davanti a testimoni. Ovvio che si copra il volto e non dica chi è! Nella ristampa TuttoTex invece non si capisce che intenzioni ha ("l'ho promesso al piute", ma nella ristampa censurata il piiute non gli fa giurare di uccidere Coffin, ma solo di "fare giustizia". Che fa nel saloon Tex? Vuole arrestare Coffin? Con che autorità? Vuole sfidarlo a duello? Ma allora che senso ha mascherarsi se poi dice il suo nome davanti a tutti? La cosa è tanto insensata che il dialogo viene "aggiustato" ulteriormente nella Nuova ristampa, dove Tex dice ""l'ho promesso al povero piute che tu hai assassinato, e io mantengo sempre la parola!", dando almeno un senso al fatto che Tex si copra il viso (svarioni come questo fanno capire la cura e l'attenzione con cui venne fatta la TuttoTex...) Anche quello che succede viene cambiato: nella ristampa, Tex come un pollo si fa sorprendere, sta tenendo Coffin sotto tiro, ma non si capisce cosa voglia fare, se sparargli o consegnarlo allo sceriffo... In originale è Tex che ha DETTO a Coffin di prendere in mano la pistola, perchè sta per ucciderlo e non vuole farlo a sangue freddo sparando ad un uomo disarmato. Quindi in originale è Tex che sta giocando con lui come il gatto col topo, lasciandogli anche il primo colpo. Pagina 20, vignetta 2, in originale Coffin dice "All'inferno allora, maledetto!", nella ristampa diventa "All'inferno ci andrai tu, dannato" Pagina 21, vignetta 2 e 3 (unendo due nuvolette): "Maledetto... e non ti potrei uccidere ora? ...sei nelle mie mani... e l'Inferno ti attende, Coffin... ma può attendere ancora un poco, Coffin...La vita è bella, vero? E allora ti lascerò vivere ancora un poco, cane! ", nelle ristampe censurate diventa "questo per impedirti di scordare la condanna che ti attende. Goditi gli ultimi momenti, Coffin, fra poco tornerò per saldarti il conto" Fra l'altro per rifare i balloon, nella TuttoTex mettono una nuvoletta messa alla "c##zo di cane" che tocca il bordo del cappello di Coffin, che è un errore da penna rossa per un letterista. Nella nuova ristampa cambiano completamente (di nuovo!) i balloon... e mantengono lo stesso errore! (in generale, hanno massacrato migliaia di tavole originale per cambiargli i balloon... peggiorandoli, quelli della TuttoTex sono messi davvero male e coprono i disegni, e quelli della Nuova Ristampa non sono molto meglio) Pagina 22, vignetta 1, in originale era "Oh, non respirare ancora... vivrai ancora... ma per poco, Coffin... molto poco. Ricordalo!" Nella tuttotex diventa "e non cercare di fuggire, amico, saprei scovarti anche in capo al mondo!" Pagina 24, nella ristampa Tex si nasconde "in una folta macchia", ma in originale era un più virile "folto macchione"! Pagina 27, in originale Coffin ha tutta la mano bendata e inutilizzabile, nelle ristampe ha una piccola fasciatura da leggero taglietto Ragioniamo sui cambiamenti: 1) versione originale: Tex sembra che stia semplicemente giocando con Coffin, ma sta invece ragionando lucidamente e sta seguendo un piano astuto. Tesah gli ha già fatto notare che se uccide Coffin verrà catturato probabilmente dallo sceriffo e dai suoi uomini. Tex va nel saloon, spaventa Coffin e lo ferisce, ma poi fugge. E si fa inseguire dagli uomini di Coffin, portandoli su una falsa pista e allontanandoli. Se avesse ucciso Coffin al saloon avrebbe avuto addosso tutti subito dopo, compreso lo sceriffo. Invece così lo sceriffo non lo chiamano nemmeno e Coffin gli manda addosso solo i suoi sgherri, rimanendo solo con una guardia del corpo. Poi, ad uccidere Coffin, Tex non va più in pubblico, ma lo fa fuori tranquillamente entrando nella sua camera di notte e svignandosela alla svelta prima che avvertano qualcuno. Altrra cosa: in questa versione è chiarissimo che Coffin è morto, o comunque Tex lo lascia per morto. Perchè ucciderlo "come un cane" è dall'inizio il suo scopo, il suo obiettivo. 2) Ristampa censurata tre stelle. Non si capisce cosa voglia fare Tex. Cincischia, pare indeciso, prima si maschera e poi dice il suo nome, affronta Coffin e si lascia sorprendere, poi se ne va e poi torna... visto che non si capisce che vuole fare, rimane dubbia anche la scena finale, e cosa succede a Coffin. 3) Ristampa censurata nuova ristampa: almeno correggono lo svarione di Tex mascherato che dice il suo nome. Ma insomma... non è chiaro come la storia originale non sia solo più avvincente e "tosta", ma ha pure più senso? (la striscia dopo la faccio domani che ci ho messo troppo con questa, ci sono davvero un sacco di censure...)
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  8. Ai fini del "confronto" fra FDA e "The due bandiere" devo parlare anche di questa storia. Ma è meglio che lo faccia qui, nel thread dedicato. Cosa pensava GL Bonelli della guerra? Si faceva "gasare" dalla retorica bellica? Anelava la lotta contro il nemico, voleva uccidere quei subumani invasori delle "razze inferiori"? Direi proprio di no. GLBonelli era nato nel dicembre 1908. Aveva vissuto quindi sin dai 13 anni immerso nella retorica guerrafondaia del regime fascista. Ma leggeva opere di altri paesi, aveva viaggiato per il mondo (almeno in svizzera e in Francia), aveva un ottica sicuramente meno provinciale e ottenebrata dalla propaganda fascista rispetto a molti suoi compatrioti (e ricordiamoci che, come editore, erano anni che si scornava contro l'ottusità e il fanatismo della censura fascista, che più volte aveva minacciato di farlo chiudere) Allo scoppio della guerra nel 1939 ha 31 anni, per un paio di anni riesce ad evitare di essere arruolato ma dopo l'estate del 1943, con la nascita della Repubblica di Salò, non potrebbe più evitarlo. Quindi per non andare in guerra scappa in Svizzera. (insomma, la versione dell'epoca del fare l'Obiettore di Coscienza, anche se all'epoca li chiamavano renitenti alla leva o disertori) Anche nelle sue opere... come viene rappresentato il mondo dei militari? Come il regno dell'ottusità e della stupidità, dove poveri soldati innocenti vengono mandati al massacro da stupidi ufficialetti con il culo al caldo. Ricordiamoci alcune scene rimaste nella memoria dei lettori... E ricordiamoci anche il suo comportamento con i soldati semplici durante "Sangue Navajo" e "Vendetta Indiana"... insomma, TEX NON FA MAI LA GUERRA, non contro i semplici soldati che non hanno colpe. Non solo in questo GL Bonelli era pacifista e assolutamente antimilitarista... in una intervista postata nel forum risalente agli anni 60, alla domanda su quale fosse un personaggio del west che disprezzasse e che considerava sopravvalutato, rispose senza esitazione "il generale Custer", specificando poi cosa pensava di quel vanesio e pomposo ufficiale che aveva mandato i suoi uomini al massacro per la sua sfrenata ambizione politica (chissà come avrebbe sofferto a sapere che anni dopo un altro autore, suo INDEGNO erede, avrebbe presentato proprio sul "suo" Tex il generale Custer in un ottica positiva... meglio che non l'abbia mai saputo, o almeno lo spero...) Per anni si è limitato a questo. Poi arrivano gli anni 60. E la guerra del vietnam. Che polarizza le "posizioni" dei favorevoli e contrari alla guerra in una maniera che non si vedeva in Italia dal 1939. È un fatto ormai assodato che, durante una guerra, i film che parlano delle altre guerre in realtà parla solo di quella che si sta svolgendo. Così i film western "revisionisti" degli anni 70 in realtà parlavano della guerra del; vietnam (e nel loro mostrare gli indiani come pacifici hippy anne-litteram erano molto più "fantasiosi" e tradivano la storia molto più dei vituperati film con John Wayne...). Idem con il più recente "300" che con la scusa del parlare di Leonida e dei suoi 300 spartani, in realtà parla delle guerre degli USA in medio oriente per "esportare la democrazia" Il western quindi in quegli anni non può non parlare di guerra. E schierarsi. E anche GL Bonelli lo fa. (e lo fa con una CHIAREZZA politica di assoluta contrarietà alla guerra tale che mi meraviglio che Sergio Bonelli non gliel'abbia censurata. I tempi in cui nel futuro anche Sergio Bonelli avrebbe scritto opere antimilitariste erano ancora da venire...) Guardiamo ai tempi. È stata pubblicata nel marzo 1970. Cioè è stata scritta nel 1969 o prima. Quindi PRIMA della maggior parte dei western "revisionisti". PRIMA che uscissero gran parte degli altri fumetti "pacifisti" che ridicolizzavano la guerra. Anche in questo, GL Bonelli è un PRECURSORE. Non scrive, come faranno tanti altri, denunce della guerra "a posteriori", dopo il 1974, quando, dopo la sconfitta, è facile criticare la guerra. Lo fa nel 1969. Quando ci sono gli studenti che vengono pestati dalla polizia (o peggio... cercate su wikipedia il massacro degli studenti al Kent State University del 1970) Scrive questa storia quanto chi critica la guerra in piazza rischia le botte dalla polizia, o di essere "sprangato" dai fascisti. Quando in TV tutti i TG esaltano la guerra "per la libertà" e chi non lo fa viene tacciato di essere un "rosso" agli ordini di mosca. Non è una delle sue migliori storie, è vero. Prima di tutto perchè non è il suo "genere". GL Bonelli è un autore di avventure escapiste, scrive per lettori che vogliono fuggire dalla realtà, e che sono ancora abbastanza giovani. Sa che non può fare, come di moda ai giorni nostri, un noioso polpettone retorico buonista. Deve comunque intrattenere i lettori e fare "una storia di Tex". Eppure... eppure riesce a metterci gli orrori della guerra. A differenza del pavido e derivativo Nizzi, che fa solo una storiellina gialla con buoni buonissimi e cattivi cattivissimi in cui non si vede una bomba, un ferito civile, una casa distrutta, NIENTE (tanto che guerra di Nizzi è rappresentata come una bella avventura alla rambo contro mostri cattivi senza il minimo danno alla popolazione civile), GLBonelli pur in una storia DAVVERO DI TEX ci mette... 1) La guerra che rompe amicizie consolidate e trasforma gli amici in nemici, nelle figure di Tex e Rod (una cosa che GL Bonelli deve aver vissuto personalmente, visto quanti amici e collaboratori hanno combattuto per Salò...) 2) Le forse armate che requisiscono le proprietà delle popolazioni che devono "difendere", come capita a Tex e a Damned Dick (pare poco, ma Nizzi non fa vedere manco questo, nessuno dei suoi soldati fa il minimo torto ad un civile del sud) 3) Che in un esercito, gli ufficiali stupidi e boriosi sono da ambo le parti, come mostra l'incontro con il borioso ufficialetto nordista di "quando tuona il cannone" (i nordisti di Nizzi essendo "i buoni" sono tutti eroi senza macchia, dei santi...) 4) Sempre in "quando tuona il cannone", si fa vedere un reparto sudista attaccare una fattoria per saccheggiarla (notare come GL Bonelli mostri SOPRATTUTTO l'effetto della guerra sui civili, mentre invece Nizzi troppo preoccupato dalla sua storia "gialla" e dal "mistero" su "chi avrà rubato l'oro" NON FA VEDERE IL MINIMO DANNO ALLA POPOLAZIONE CIVILE (a parte quelli minacciati, picchiati e derubati da Tex, ovviamente) 5) MANOVRE MILITARI! Il "Quando tuona il cannone", anche con l'ausilio di MAPPE, si parla di strategia, di battaglie, di linee di rifornimento, insomma di quelle cose tipiche della guerra che Nizzi IGNORA COMPLETAMENTE (il "suo" Tex vaga di qua e di là per organizzare un evasione, in un limbo senza distanze e senza geografia, e in cui della guerra se ne parla molto genericamente e "per sentito dire", tipo "lo sa che il generale Sherman è arrivano nel posto X? Abbiamo perso la guerra..." "oh perbacco, che disdetta...") 6) LA GUERRA. Quella che manca completamente nello stupido gialletto di Nizzi. In tutta "fuga da anderville" non si vede NEMMENO UNO SPARO che non sia indirizzato a Tex o ai suoi amici (o viceversa, che non sia sparato da Tex e i suoi amici). A parte loro, LA GUERRA NON ESISTE. Invece, GL ci fa vedere le battaglia. E ce le fa vedere due volte, nei due aspetti: prima, a pagina 16-30 di "Tramonto Rosso", ci fa vedere una brillante operazione "chirurgica" con un attacco di un reparto ad una città. Poi, quando siamo ben gasati per le gesta dei "nostri", dei "buoni"... vediamo Shiloh Church. Vediamo quello che Nizzi ci vuole nascondere, nella sua visione della guerra come una cosa bella che punisce i cattivi e libera i buoni senza il minimo danno collaterale (anzi, in fuga da andwerville è imperdonabile che non l'abbiano fatta prima, i sudisti razzisti andavano sterminati tutti decenni prima! Pulizia etnica, così si fa!!!) Vediamo gli effetti di una vera battaglia. Con le cannonate, con i cadaveri sparsi, cadaveri di gente innocente, arruolata a forza o perchè ha creduto alle bugie sull'"onore" e sulla "bandiera". E alla fine, Tex farà un solenne giuramento, che chiarisce il suo comportamento futuro: "che io sia dannato se d'ora in poi sparerò mai più un colpo su qualcuno che non sia un rapinatore o un ladro di bestiame o di cavalli" Terminando con "All'inferno le guerre! All'inferno tutti gli sporchi e pazzi politicanti che con le loro dannate chiacchiere seminano incomprensione e odio fra la povera gente" Più chiaro di così... Ecco, io spero tanto una cosa. Io DAVVERO spero che nessuno abbia mai fatto leggere a GL Bonelli "Fuga da Anderville" Perché non posso nemmeno immaginare cosa avrebbe pensato il pacifista e anarchico GL Bonelli, nel lerre un albo del suo Tex in cui TEX SI RIMANGIA QUELLA PROMESSA e per un sacco di pagine SPARA ALLEGRAMENTE SU SOLDATI DI LEVA. descritti come mostri assetati di sangue. Spero che almeno quell'oltraggio gli sia stato risparmiato. E che non abbia mai visto il suo Tex trasformato proprio in uno di quelli che esalta la guerra come una cosa che i "buoni" devono fare contro i "cattivi"... GL Bonelli era un uomo in anticipo sui tempi. Ha mostrato gli indiani come esseri umani in anticipo sul resto del fumetto italiano. E ha anticipato film contro la guerra come "Apocalypse Now" o "il cacciatore" Nizzi è uno che le mode le segue e non anticipa nessuno, ma anche lui è un uomo del suo tempo. Gli anni 80 erano gli anni di Ronald Reagan, gli anni in cui la guerra del Vietnam è stata "riscritta" nell'immaginario collettivo come una "guerra giusta" che gli eroici soldati USA hanno perso per colpa dei "politicanti di sinistra". Erano gli anni in cui Reagan sventolava la bandiera a stelle strisce e parlava della lotta contro "L'Impero del Male", gli anni di Top Gun. Quindi è vero che Nizzi fa una rappresentazione della guerra "più moderna". Una rappresentazione PIÙ ADATTA ad una generazione che non l'aveva vissuta sulla sua pelle, ma solo nei videogames spara-ammazza Quindi anche Nizzi anticipa un film che ha la sua stessa visione della guerra come uno scontro "uno contro tutti" fra buoni e cattivi dove i "buoni" uccidono solo malvagi subumani insegni di vivere, senza alcun danno per i civili. Questo film:
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  9. Parte prima. Gli anni novanta (1991 - 2000) Dopo aver disegnato la storia "L'uomo serpente" nel 1987, il disegnatore Letteri si vede assegnare due storie da un albo di GL Bonelli che erano rimaste nel cassetto e che in fase redazionale sono riviste e completate rispettivamente da Nizzi la prima e da Sclavi la seconda e tre albi di una storia per la serie regolare dell'esordiente (su Tex) Giancarlo Berardi che disegna in poco più di un anno tra il 1989 e il 1990. L'editore, che ha appena lanciato con successo il primo Texone, come è già successo con le tavole di Buzzelli, esita un buon momento davanti alla sceneggiatura dello sceneggiatore ligure e alla fine decide di ripetere l'esperienza dell'albo speciale lanciando quello che in redazione chiamano il balenottero e che Tiziano Scalvi ha ribattezzato Mini Texone, che è pubblicato nel dicembre del 1991 nel classico formato bonelliano ma con ben 348 pagine come supplemento al Tex Tre Stelle. Ai lettori è presentato come un albo fuori serie e "fuori dal comune" dove troveranno da un punto di vista grafico i rassicuranti disegni di Letteri mentre ai testi scopriranno l'interpretazione "d'autore" che di Tex ne ha dato il celebre creatore di Ken Parker, "uno dei soggettisti principi del fumetto italiano" per usare le stesse parole di Sergio Bonelli nell'introduzione contenuta nell'albo. Il soggetto riguarda la corsa alla terra in Oklahoma, un classico tema western che i lettori hanno potuto scoprire nel 1980 nel 162° albo della Collana Rodeo della Storia del West di D'Antonio. La copertina dell'albo è riciclata dagli Albi d'oro di Tex, più precisamente il 12° numero dell'ottava serie, probabilmente per i problemi di salute che affliggono in quegli anni il copertinista Aurelio Galleppini. Quando l'editore lancia il volume non ha intenzione di serializzare la collana come già sta facendo con successo con i Texoni, assai difficile è infatti trovare sul mercato degli autori di nome che conoscano bene Tex! Nel 1993 tuttavia la possibilità di dare un seguito al Mini Texone si materializza quando lo spagnolo Antonio Segura, tramite il disegnatore Ortiz che ha ultimato il suo Texone, entra in contatto con Sergio Bonelli. Nell'aereo che lo riporta in Spagna l'autore ha già l'idea del soggetto che scriverà e che riguarderà "I cacciatori di fossili", titolo di lavorazione della storia che è prevista però per la serie regolare, come lo saranno anche le tre successive pubblicate nella collana del Maxi. Il disegnatore è ovviamente l'amico Ortiz che si mette al lavoro già in quella primavera del 1993 con l'obiettivo di finirla per una pubblicazione prevista nel 1995. Il ritardo che si protrarrà di due anni, l'albo esce in edicola solo nel 1997, è dovuto principalmente allo stato della sceneggiatura che così com'è non è pubblicabile. Lo sceneggiatore spagnolo infatti conosce poco Tex, non sa nemmeno che è il capo dei Navajos, inoltre la sua storia si presenta lacunosa nei dialoghi, per questo motivo è revisionata profondamente in redazione da Decio Canzio. Il risultato finale resta distante da quella che è una storia canonica di Tex, questo motivo spingerà Sergio Bonelli a varare la collana del Maxi Tex nel novembre 1997. Ma andiamo con ordine. Nel 1993 anche Manfredi presenta il suo primissimo soggetto che poi diventerà la storia contenuta nel Maxi Tex del 2005. I lavori per lui vanno al rilento, la sceneggiatura è da lui completata solo nel 1996 e accantonata dall'editore che la darà a un disegnatore, l'argentino Repetto solo nel tardo 2000 dopo un accurato lavoro di revisione. Di questa storia parleremo più diffusamente nella seconda parte. No, nessun errore nel presentare la copertina del Maxi Tex del 2000 invece che quella de "L'oro del Sud", il maxi pubblicato un anno prima nel 1999. Il fatto è che il Maxi si compone di due storie, realizzate in due tempi distinti. La prima, "La collera di Tex" è una storia di Segura di due albi sempre pensata per la serie regolare che l'argentino Repetto finisce nel 1995. Ovviamente presenta gli stessi problemi della sceneggiatura de "Il cacciatore di fossili", per questo motivo sarà accantonata per cinque anni (anche perché il numero delle pagine non ne permette la pubblicazione su un balenottero). Quando la collana del Maxi è lanciata, Sergio pensa di pubblicarla su questo formato ovviamente corretta e revisionata, aggiungendovi una storia più breve, poco più di un albo di lunghezza, "Tres Cruces" che poi diventerà "Odio implacabile", che Segura sceneggia e che Repetto finisce di disegnare nel 1999, comunque troppo tardi per una pubblicazione nel 1998 che resterà infatti un anno scoperto! Il Maxi Tex "L'oro del Sud", 266 pagine, nasce probabilmente anche questo per la serie regolare ed è richiesto a Segura nel 1997, mentre vede ai disegni ancora una volta Ortiz. In effetti il primo vero e proprio Maxi Tex commissionato da Sergio Bonelli come tale è quello che Nizzi scrive per Repetto nel 1998, intitolato "Rio Hondo", che sarà pubblicato solo nel 2002. Nel gennaio del 1999 Mauro Boselli inizia invece a lavorare per Font sul Maxi Tex "Nei territori del Nord Ovest" che finirà di sceneggiare esattamente due anni dopo: anche questa storia era inizialmente prevista per la serie regolare. Si riparlerà di entrambe solo nella seconda parte. Ritornando a "L'oro del Sud" la storia è come sempre godibile, ma lo sceneggiatore si conferma quello più lontano dal modello offerto da GL Bonelli, stavolta con un battello corazzato abbandonato nel cuore di una palude nella cui stiva giace un tesoro di lingotti che suscita la cupidigia di due uomini dagli ideali contrapposti: un ufficiale sudista e un seguace del Ku Klux Klan. Se qualcuno degli utenti ha qualche aneddoto da aggiungere riguardante le storie di questa prima parte, non si faccia pregare per intervenire!|
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  10. Caro Diablero, senza ironia, mi sei davvero simpatico, perché mi ricordi un carissimo amico d'infanzia, Giuseppe, ormai trapiantato in America da anni ma che sento ancora, il quale, appena conseguita la patente, mi invitó a fare il primo giro con lui alla guida dell'auto prestatagli dal padre. Facemmo un bel giro (prudente e perció rilassante) di un paio d'ore fuori città, quando a un certo punto il motore si spense in una stradina di paese. Il mio amico, colto e preparato come ne ho conosciuti pochi ma alquanto schematico e metodico anche nelle cose più empiriche e quotidiane (per questo il soprannome che gli avevamo dato era "Sharp", dal nome della marca di calcolatrici che a scuola a quei tempi andava per la maggiore), aprí il cofano e diede sfoggio di tutte le nozioni tecniche apprese a scuola guida: spinterogeno ok, cinghia ok, liquidi ok, alternatore ok... Non sapendo più che pesci pigliare, spingemmo la macchina a bordo strada e andammo in un bar lí vicino per telefonare a suo padre. Giuseppe aveva già cominciato a snocciolargli tutte le articolate diagnosi che aveva fatto, quando il padre lo interruppe e gli chiese: "La benzina ce l'hai messa?". Era una di quelle vecchie auto (una Talbot) che non avevano ancora la spia della riserva ma solo la lancetta, che evidentemente per lui era solo una stanghetta di plastica. . Ecco, aneddoto di simpatia a parte, caro Diablero, il tuo difetto comunicativo (scusa se mi permetto la paternale) é che se un forumista (io o chiunque altro) esprime un'opinione, per es. dice che la storia gli é piaciuta, che la trama é gradevole, che Tex é il vero Tex o qualunque altra considerazione secondo il SUO gusto e la SUA percezione, tu non puoi dargli dell'incompetente o dell'incapace perché SECONDO TE é evidente, scientifico, oggettivo che la trama é fallace, che Tex non é Tex, che l'autore ha sceneggiato una boiata, ecc... Tu giustamente porti le evidenze a sostegno della tua tesi, lui porta le sue, ci possono essere interpretazioni differenti dello stesso passaggio ma alla fine non é che tu debba pretendere di avere la ragione assoluta "perché é evidente, é lí scritto, basta leggere!" e gli altri sono tutti incapaci di intendere qello che scrivi. Almeno le elementari credo che su questo forum le abbiamo fatte tutti (non che i tuoi post siano elementari, ma le elementari bastano per leggerti). Se ci sono posizioni diverse, tutte con ugual dignità, é perché quella storia o quel passaggio offre effettivamente chiavi di lettura diverse, si puó concordare o dissentire, ma mai travalicando il rispetto per il pensiero altrui, essendoci insindacabile soggettività in ogni libera opinione. La rigorosa dimostrazione scientifica e deterministica di teoremi e formule lasciamola alla fisica, alla geometria, alla chimica... Qui parliamo di fumetti, cioé di fantasia, emozioni, suggestioni, passione! E poi, lo diceva addirittura il sommo fisico-matematico Stephen Hawking: "Nell'universo nulla é perfetto, perché la perfezione semplicemente non esiste". Chiudo anch'io qui questo simpatico OT, sebbene di OT non ci vedo nulla, visto che si é parlato di una comparazione tra Quercia Rossa e Felipe, nonchê tra i rispettivi Tex. Sempre con simpatia e rinnovata stima e alla prossima, caro Giusep... ehm... Diablero!
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  11. Pignoli per pignoli, non era una moneta ma una banconota, e non ci trovo nulla di strano che un esperto borseggiatore riesca nella sua impresa, tanto più che Tex ha la guardia abbassata vista la situazione tranquilla. Non è questione di avarizia, ma di amor proprio e cocciutaggine. Il Tex di Glb ha messo a ferro e fuoco saloon per molto meno. Il fatto che cada nella trappola così ingenuamente non piace neanche a me. Ma lo considero un particolare abbastanza irrilevante, vista la sua ininfluenza nel prosieguo della storia. Messa così, la scena è molto banalizzata. Certo che si sarà vista un altro milione di volte, nel cinema e nel fumetto e nei cartoni animati e nei romanzi. Ma importante è anche la regia, i tempi, le inquadrature, i dialoghi: in questo senso, io non ricordo la scenetta divertente e banale che racconti tu, io ricordo una sequenza invece adrenalinica e al cardiopalma, una delle piu avvincenti della saga, tanto da restare scolpita nella memoria. E se, come dici tu, è trita e ritrita, ciò non toglie che sia efficace, che sia un pezzo di bravura di sceneggiatore e disegnatore che, poco dopo, propongono un'altra scena bellissima: quella della caccia alla balena. Anche qui non c'è nulla di originale, ma l'importante non è solo che si racconti qualcosa di inedito; è importante anche il modo di raccontare, la capacità di emozionare il lettore. Se dovessimo fare attenzione alle scene tratte dal cinema, o viste e riviste, potremmo anche evitare di leggere Tex, o almeno dovremmo guardare con un altro metro molte sue storie: ne Gli Invincibili, le scene più belle, quella della processione e quella del massacro finale, sono prese di peso da Il mucchio selvaggio, ma nessuno si sogna dire che Boselli ha copiato situazioni già viste: è fondamentale vedere come la scena viene incastonata nel racconto, come viene narrata, quale funzione ha nella storia: per questo Gli Invincibili è un capolavoro. E lo è anche La Congiura, a mio modo di vedere.
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  12. Vero Virgin, sono d'accordo con te. Non conosciamo i volti di quasi nessuno di noi, ma il tuo viso letteriano, quello civitelliano di Ymalpas, le lettere con scudo e corona di tanti altri pards, i loro avatar colorati, sono quasi "volti" in carne e ossa, tanto bene ormai li conosciamo e tanto li identifichiamo con gli utenti che vi stanno dietro. Non conosco le vostre voci, ma è come se potessi sentirle tramite le vostre parole scritte, tanto più che gli stessi stili sono spesso riconoscibili, come hai detto tu, quasi fossero dei "timbri vocali" virtuali a noi ben noti, che possono suscitarci un sorriso o anche, talvolta, un moto di fastidio. Sono visi e voci che incarnano l'identità delle persone che ci sono dietro, e dopo tanti anni si può parlare, come hai fatto tu, di "quasi affetto". E' importante poter avere un luogo come questo, in cui accalorarci per una nostra comune passione, in cui entrare e "staccare" un po' dalle logiche del mondo esterno, immergendoci in una dimensione "altra" in cui diventa importante, quasi fondamentale, la cronologia della vita di Tex, con quante donne è andato a letto Carson, quanto Nizzi e Boselli abbiano cambiato la saga, ecc. Fiumi di parole, un po' (o un po' troppo) da nerd, che però spendiamo a piene mani, riuscendo finanche a incacchiarci per cose così futili eppure così importanti, per noi, in quel momento, e il fatto che uno la pensi come noi o ci dia addosso ci porta ad andare avanti nella discussione, e il tempo passa e le parole scritte si sprecano, tanto che non è raro che, sul finire di un messaggio o di una serie di messaggi, ci si renda conto di aver passato su questi lidi decine di minuti, quando magari crediamo di essere stati sul forum solo pochissimo tempo. Finanche il tempo di dilata, in questa dimensione "altra", dove non dobbiamo pensare alle ansie che quotidianamente ci attanagliano, sostituendole con altri furori, aventi ad oggetto GLB o Nizzi o Boselli o Ruju, la fedeltà al canone o l'infedeltà alla realtà storica, e cose così. Cose deliziosamente futili nelle quali però ci mettiamo noi stessi, a parlare tra di noi e a chiamarci con nomi improbabili ma quanto mai evocativi, come per l'appunto Ulzana, Paco, Diablo, Sam, Mister P e via dicendo. Questo per dire che il forum è ormai parte di me, siete, tutti voi, parte delle mie giornate. Una parte minoritaria, ma spensierata. E forse è per questo che non riesco a non pensare a Ulzana da quando ho saputo la notizia, nonostante non lo conoscessi davvero. Ho letto il bell'articolo di Bosco su Baci e Spari, il tributo di Facebook di Pallino, il messaggio che Borden ha postato qui e poi anche sul sito della SBE. Un Appassionato con la A maiuscola, che in passato ha scritto apprezzati articoli e che, in ultimo con la storia del Color, ha lasciato qualcosa a Tex. Incredibile la coincidenza del suo giorno finale con l'uscita in edicola della sua storia. Potrebbe apparire romantica, quasi un'ideale staffetta tra la sua persona e una sua eredità che comunque resterà per sempre, immortalata in un albo di Tex, ma di fronte a una simile tragedia, alla scomparsa di un ragazzo di 38 anni così vivo e che ha saputo in vita coltivare in maniera così felice affetti e passioni, non c'è romanticismo che tenga. Non c'è lieto fine, come dice Borden, c'è solo una grande tragedia per lui e per la sua famiglia, e una grande amarezza che colpisce anche noi che pure non lo conoscevamo: ci colpisce come compagni di forum, ci colpisce come appassionati di Tex in merito ad un autore morto nello stesso giorno del suo esordio in edicola, ci colpisce come esseri umani di fronte all'inaccettabilità di una vita che si spegne troppo, troppo presto. E' la prima volta che muore, almeno per me, un utente del forum. Questa dimensione "altra" fino ad oggi mi è sembrata sempre immune dalle brutture della vita reale, qui si parla di un West fantastico, di favole per adulti, non c'è spazio per la realtà. Con la morte del nostro pard, la vita reale ha fatto irruzione anche nel forum. L'ha contaminato. Mi sembra addirittura assurdo che tutto continui così, come se nulla fosse. Mi sembra assurdo scriverci: so che è un'idea sbagliata, non la difendo, è solo ciò che provo in questo momento.
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  13. Grazie, è sempre un piacere vedere confermata la mia osservazione sul fatto che quelli che non tollerano la minima critica a Nizzi sono sempre quelli che iniziano le flames con attacchi personali! Ma porcogiuda, TU LE LEGGI LE STORIE O GUARDI SOLO LE FIGURE??? Guarda, ti rinfresco la memoria, visto che stai difendendo a spada tratta una storia che nemmeno conosci! In questa tavola, vediamo Mefisto fuggire al galoppo, da CASA SUA, che si trova allo sbocco del passaggio segreto dov'è Tex. in pratica qui Mefisto sta fuggendo con Tex direttamente alle sue calcagna. Ha liberato però prima i topi, Carson e gli altri hanno pochi minuti di vita prima di venire divorati Quindi Tex non può avere passato 20 ore a perquisire la casa, sente SUBITO i pard, e va a liberarli. Mefisto cavalca al galoppo senza preoccuparsi di lasciare tracce facilmente visibili sull'erba fuori pista, ma quanta strada avrà fatto in un minuto o due? Tex libera rapidamente i pards, e lo DICE! ESPLICITAMENTE! CHE NON NE SEGUE LE TRACCE. E dice che dopo averli portati a disinfettare i morsi (cosa che possono fare anche da soli o essere accompagnati dallo sceriffo. E che dopo NON CERCHERÀ MEFISTO, CERCHERÀ UNA BOTTIGLIA! Poco dopo, viene confermato dai dialoghi che Tex non l'ha nemmeno cercato, e si è dato per vinto, con MEFISTO (Mefisto, non l'ultimo fuorilegge scalcinato) che non aveva nemmeno cinque minuti di vantaggio! E Kit? Kit non vuole ritrovare Mefisto, Kit "è curioso di conoscere Lily" perchè gli hanno detto che è un gran pezzo di g.... Ora, appurato che difendi storie che nemmeno conosci, e ribatti a vanvera ai miei post senza nemmeno controllare se dico cose vere, da vero "fanatico nizziano" che dà per scontato che qualunque cosa negativa sul tuo idolo sia falsa... ...vorrei ribadire che è estremamente frustrante avere a che fare con interlocutori simili! per rispondere a qualcuno che spara cazzate a vanvera spendendoci pochi secondi, io devo sprecare un sacco di tempo a preparare le immagini, caricarle, etc Per una cosa che UN INTERLOCUTORE ONESTO CONTROLLEREBBE DA SOLO! Ma non è una cosa nuova, avviene da ANNI. SEMPRE. È l'UNICA tattica che i nizziani conoscono: vista l'ovvia impossibilità di difendere l'indifendibile, e in totale assenza di argomentazioni, mirano semplicemente a sfiancare l'interlocutore costringendolo a spendere troppo tempo a confutare balle, fino a "far capire a tutti" nel forum che se vuoi vivere tranquillo, non ti puoi permettere di criticare Nizzi...
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  14. Mi è sempre parso che il "non dire nulla" di GL Bonelli sul periodo di Mefisto fra "fuorilegge" a "il ponte tragico" fosse voluto. Cosa ha fatto Tex a Mefisto? L'ha strapazzato un po' e poi l'ha consegnato alla legge. Fine. Ha fatto molto peggio a centinaia di altri criminali. Allo stesso tempo Mefisto quante volte sarà stato arrestato, con la vita che faceva? Eppure, Mefisto quando appare ne "il ponte tragico" pare precocemente invecchiato e quasi un pazzo, che ha dedicato anni e anni a preparare la sua vendetta. Si capisce che gli è avvenuto qualcosa a causa di Tex (forse gli anni in carcere, forse all'epoca si poteva pensare alla morte di Lily prima che ricomparisse, forse altro) che hanno generato il suo odio. Ma GL Bonelli non lo spiega. Non dice cosa è successo. Una scelta incomprensibile agli autori (e ai lettori) attuali, ammalati di "originite acuta compulsiva" che non riescono a resistere alla pulsione del raccontare le "origini" persino del giubbotto di Mister No o della giacca di Zagor (aspetto con ansia i calzini di Dylan Dog: quale interessantissima storia nascondono?), ma che mostra quanto era superiore. Qualunque cosa avesse rtaccontato non sarebbe stato "oscuro" tanto come il non detto, il mistero, mentre il lettore si immagina mille ipotesi. Quindi, da una parte svelare quel mistero per me è una scelta sbagliata, che toglie mistero a Mefisto. Dall'altra parte... mi pare la situazione in cui si trovò Don Rosa: come dicevo, oggi gli autori sono ammalati di "originite compulsiva", prima o poi le origini di Mefisto le pubblicheranno. Magari scritte da Recchioni o Faraci. Don Rosa all'epoca propose di realizzare "la vita di Paperone" perchè aveva saputo che C'ERA GIÀ L'INTENZIONE DI PUBBLICARLA, realizzata dal primo che passava, e allora si propose lui. "meglio che lo faccia io" insomma. Insomma, se deve farlo qualcuno (e qualcuno prima o poi lo farà, purtroppo) meglio che lo faccia borden...
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  15. Aver ragione è un conto, nessuno mette in dubbio che Diablero sia uno degli utenti più acuti del forum e la maggior parte delle volte son d'accordo con il suo pensiero, tuttavia è davvero antipatico e controproducente per la serena interazione del forum, alludere continuamente alla presunta mancanza di capacità di comprensione dei testi degli interlocutori. (Special modo quando non si condividono i contenuti!). Capita troppo spesso e onestamente lo reputo un atteggiamento arrogante e poco edificante per un utente di spessore, come oggettivamente Diablero è. Perdonate lo sfogo e senza rancore.
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  16. Con tutto che l'uscita di Nizzi (seppur su cose che in fondo ha detto e ridetto per anni, sempre mancando di tatto ed eleganza) è stata molto spiacevole, penso abbia ragione Gunny. Sono cose che succedono continuamente nelle aziende, non vi dico quante ne ho viste nella mia carriera lavorativa (che è nel mondo dello spettacolo, come in fondo è anche Tex, quindi con gente dal carattere a dir poco movimentato). Non è che se un autore si comporta male, diventa immediatamente il Mostro di Firenze, e il peggior fumettista della storia, sennò si fanno gli stessi errori di Guarino al contrario. Ahimè, concordo anche sul fatto che il mio amato Borden ha diversi Guarino qui dentro. Quindi, sul piano del leccaculismo, chi è senza peccato scagli la prima pietra, e lo dissi in tempi non sospetti qui, con Borden che molto umilmente devo dire, mi esortò a dire la mia sulle sue storie senza farmi prendere dal leccaculismo o dalll'imbarazzo essendo questo il suo forum sostanzialmente, oltre che il nostro. Se ne dovesse nascere un flame sarebbe spiacevole, visto che è una cosa, per mio conto, abbastanza evidente e anche scontata, vista la presenza dell'autore.
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  17. A mio parere la bellezza della storia sta anche in questa ambiguità. Questa è gente che Tex prenderebbe a pedate, dici. E hai ragione. Ma non dobbiamo dimenticare che Tex è un buon giudice di uomini, e vede dietro la scorza e le apparenze. Tra di loro innanzitutto c'è Hutch, e Tex non è uomo da abbandonare un amico, se ha appreso che lo stesso è in difficoltà. E poi ha conosciuto, in gioventù, Halloran, Kelly e gli altri. Certo, qualcuno di loro è un farabutto, ma gli altri restano uomini con degli ideali. E' vero, le loro rapine politiche, ingiustificabili, sono poi diventate solo rapine, ancor più odiose e da condannare. Ma quegli uomini sono i vinti della Storia, repubblicani irlandesi esiliati dal loro paese, mercenari per il Sud e sconfitti anche lì. Sono dei paria, apolidi, senza nessun paese che li accolga e con un solo codice conosciuto, fin dalla gioventù: quello della violenza. Poi a loro si associa Shane, lui sì un idealista vero, che risveglia i sentimenti patriottici sopiti degli altri, con il suo eroismo, il temperamento, e con quella canzone che fa tornare quei rudi uomini al tempo che fu, alla loro giovinezza vissuta nell'isola verde di Erin. Insomma, Tex a mio parere HA TORTO a solidarizzare con questi criminali (per quello che è accaduto in Italia con i terroristi nostrani che facevano rapine politiche ad esempio io non ho mai avuto esitazioni o dubbi). Ma al contempo HA RAGIONE, perché vede dietro di essi la loro reale natura, il contesto ostile in cui sono vissuti, fossero le verdi colline della loro isola o i disperati panorami del Sud-Ovest. Gli ideali hanno fruttato loro solo miseria e ostracismo, ma anche per questo il loro essere diventati criminali non può scindersi dal fatto che essi sono e restano anche e soprattutto "soldati dell'oca selvaggia", l'esercito irlandese disperso per il mondo. Ed è proprio in questa ambiguità che sta la grandezza della storia. Storia che non solo propone una margherita di personaggi a mio modo di vedere molto riusciti, ma riesce a renderli anche protagonisti di situazioni appassionanti e in qualche modo inediti per Tex, anche per la loro particolare crudezza: la scena della processione, la cena con Carrasco e Herzfeld, la mattanza finale. "Qualcuno" (non faccio nomi, dico solo che è un autore di Tex ) ha detto che questa è la storia del ribelle irlandese, in cui Boselli ha voluto ficcarci Tex. E con questo? Tex ci sta bene? Ci è stato ficcato bene? Rende nella storia? La storia è bella? E allora bene così. Poi, non voglio convincerti. Una storia piace o non piace, convince o non convince, figuriamoci. Però chiedo cortesemente ai moderatori il ban perpetuo del forumista Jim Brandon. Ps. Non ricordo più dove si inserisce questa storia nella cronologia texiana: è successiva alla guerra di secessione, ma Tex in essa dice di avere dei guai con la legge. So che lo abbiamo detto allo sfinimento, ma non ricordo più quale fosse poi la soluzione proposta. Se qualcuno vorrà illuminarmi, gliene sarò grato.
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  18. Beh, sicuramente non mi aspettavo che mi rispondevi "ho visto la luce! Ho sbagliato tutto!" La mia non la chiamerei nemmeno un "analisi", è più un riflettere ad alta voce sul perché, nella rilettura dopo anni, la storia mi sia piaciuta molto meno. Credo che sia perché, una volta tolta l'aspettativa della prima lettura, in cui volevo sapere "come va a finire", stavolta ho fatto più attenzione a cosa dicevano i pards, e come si combinava con gli eventi e con il finale. Inoltre, stavolta mi ero appena riletto anche le prime apparizioni di Durango e Kid Rodelo, e quindi ho notato discordanze fra gli eventi narrati e quelle storie che all'epoca non avevo notato. Lasciando da parte le diverse valutazioni su cosa avrebbe fatto un pard o l'altro (che sono ovviamente personali di ogni autore) e i confronti con altre storie, rimane una certa disconnessione fra eventi visti e narrati, e nelle reazioni. Per esempio, proprio all'inizio, ancora nel numero 640: abbiamo appena visto ammazzare 11 persone (10 da Durango, una delle quali era disarmata con le mani alzate, e 2 da Kid Rodelo di cui una colpita alle spalle con una mazza, e l'undicesima non si sa da chi dei due). Nelle storie precedenti entrambi si sono mostrati spietati assassini senza scrupoli. E fino a qui, tutto combacia con la descrizione delle tue intenzioni: "due carogne". Poi capita il primo dialogo "dissociato" della storia: pagina 97, Tex che dice "Lo stile di Durango: uccide solo se strettamente necessario", che non ha la minima base in NULLA che si sia visto nelle due storie in cui è apparso finora: l'abbiamo appena visto, noi lettori, ammazzare gente disarmata con le mani in alto e gente che fuggiva a piedi. Penserei ad una distrazione o un dialogo rimasto da una stesura precedente, se non che il fatto che Tex ha appena detto una boiata viene evidenziato IN FICTION, a Carson va persino di traverso il boccone, e per il resto del dialogo prende per il culo la frase scappata al suo pard che deve giustificarsi. Cioè, che Tex abbia detto qualcosa che non corrisponde a quello che abbiamo visto è volutamente evidenziato. La dissociazione fra azioni e reazioni non è involontaria ma fa parte delle cose che il lettore deve notare. E non capisco lo scopo. Volevi far vedere da subito che la simpatia di Tex per le due carogne è totalmente immotivata, e quindi non occorre motivarla? Darla come dato acquisito? O per far risaltare di più il fatto che alla fine della storia, sarà Carson ad avere una strana e immotivata simpatia per "le carogne"? Non finisce lì in quella scena. Subito dopo sempre Tex dice che Kid Rodelo, della banda di Jack Thunder, era forse "il meno peggio". Ma questo contrasta con quello che si è visto nella storia dei sette assassini, riassunto da Donna alla fine quando dice a Kid Rodelo "sei un mostro peggiore degli altri, Kid Rodelo". Gli altri sono "mostri" anche nell'aspetto (o nella psiche), malati, storpi, la loro crudeltà pare una vendetta contro il mondo, mentre Kid Rodelo che si unisce tranquillamente a loro per massacrare per lucro, per poi tradirli quando si mette male fuggendo lasciandoli al loro destino, che sia davvero il peggiore mi pare sia quasi "la morale" della storia dei 7 assassinio, e qui viene ribaltata. (e questa davvero mi sembra una "soft retcon", si modificano a posteriori gli eventi di una storia passata per giustificare la simpatia di Kit per Rodelo, dicendo che "ha salvato Donna" mentre invece è lui che l'ha catturata, sparando nello stomaco ad Homer usandola come scudo, picchiandola, e minacciandola. E se la "salva" alla fine è solo per avere un ostaggio per salvare la pelle) [apro una parentesi su un altro aspetto non corrispondete ai "sette assassini": in "Winnipeg" Kid Rodelo chiama Jack Thunder "il mio vecchio maestro", ma in realtà avevano viaggiato insieme al massimo un paio di mesi (si incontrano "un giorno di agosto", e Kid Rodelo lascia il gruppo per andare a spiare Lena e Donna dopo l'assalto a Salmon Falls, nella "prima settimana d'autunno", quindi da 3 a 7 settimane dopo, non più di 2 mesi), e Kid Rodelo era già un famoso bandito altrimenti Jack Thunder non l'avrebbe arruolato...] Ecco, mentre la prima volta che ho letto questa storia non mi ricordavo molto delle loro apparizioni precedenti, e quindi, anche se contrastavano con quello che veniva mostrato in quelle pagine, ho dato per scontato che Tex e Kit ricordassero gli avvenimenti passati, stavolta mi ero appena riletto le storie precedenti, e le discordanze le ho notate subito, e mi hanno infastidito abbastanza... Perché non sono limitate a quella scena: dici che volevi mostrare i due fratelli come "due carogne", e non come poveri agnellini capitati per caso dalla parte sbagliata, e in questo la storia è coerente e funziona... ma le reazioni dei pards, Tex e Tiger compresi, sono quelle che avrebbero di fronte appunto a "poveri agnellini capitati per caso dalla parte sbagliata"... Fino a risultate, essi stessi, antipatici... ad inizio della scena che ho già citato, Kit Willer sa solo che i due fratelli hanno ammazzato 11 persone (7 guardie carcerarie, e 4 prima nella posada), ma nel corso della scena il maggiore Morrow li aggiorna aggiungendo 5 rurales (e Kit Willer dice ammirato "sono in gamba quei due"), e Carson ricorda che in precedenza Durango (quello che "ammazzava solo se necessario" per Tex) aveva ammazzato 7 persone in una rapina ad una banca. Siamo quindi ad un totale di 23 PERSONE ammazzate citate di fronte a Kit Willer, e la sua reazione è di continua ammirazione per Kid Rodelo... Tex gli dice di "darci un taglio", ma un sonoro ceffone sarebbe stato più educativo... in quel momento Kit è di una antipatia assoluta. E la reazione di Tex, ancora una volta, lo SOTTOLINEA... Prima di parlare del resto della storia, vorrei capire... perché un simile comportamento da parte dei pard, VOLUTAMENTE inappropriato, al punto che se lo rinfacciano l'un con l'altro per farlo notare meglio dal lettore?
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  19. Ma resta una grande storia, non a caso una delle piu amate dalla maggioranza dei lettori di Tex. Personalmente, comica o umoristica che sia, la trovo "solo" splendida 😉
    5 points
  20. Esco dal mio perenne lurkaggio per spezzare una lancia in favore del bistrattato Muzzi, che probabilmente ha subito la sorte di molti artisti di essere sottovalutato nel periodo di attività e rivalutato in seguito (ricordo un editoriale di Sergio Bonelli molto accalorato in occasione della sua scomparsa). Oltre ad avere disegnato alcune storie che - pur essendo probabilmente definibili "minori" in termini di lunghezza, ambientazione e articolazione della trama - rientrano a mio avviso a pieno titolo tra le pietre miliari del periodo d'oro (si pensi a "La dama di picche" e a "Canyon Diablo"), e benché l'apprezzamento o meno del suo stile rientri inevitabilmente nel campo delle opinioni personali (a me piace), penso sia oggettivo e condivisibile il fatto che il suo lavoro sia, senza mezzi termini, inevitabilmente sfregiato e rovinato dai faccioni di Galep, che ovviamente rompono l'unitarietà stilistica del disegno e sono pure quasi sempre sproporzionati, generando un effetto finale che è un vero e proprio "pugno in occhio" (questo contrariamente ad interventi successivi già richiamati, quali i rifacimenti di Monti sui volti di altri professionisti, che sono generalmente ben amalgamati e non disturbano il lettore occasionale che non si soffermasse a indagare) e che squalifica inevitabilmente l'insieme. Sono convinto che tutti giudicheremmo il lavoro di Muzzi con più obiettività e con maggiore profondità, pur ovviamente mantenendo il proprio parere, se potessimo soffermarci su ogni aspetto del suo stile senza dover ogni volta confrontarci con il pensiero "è quello a cui rifacevano la faccia di Tex perchè non gli veniva bene", che rischia di condurre immediatamente e senza possibilità di obiezioni all'etichetta di peggior disegnatore di sempre. Se davvero la preoccupazione dei Bonelli, all'epoca, era che il volto di Tex non dovesse risultare troppo differente dai parametri stabiliti per anni dal creatore Galep (spiegazione che però può reggere per le prime precoci storie di Muzzi, ma non riesco a capire come potesse essere reiterata in seguito all'ingresso di più disegnatori nello staff, ognuno col proprio volto di Tex ben diverso e ben riconoscibile), mi stupisce come - pur con la diversa sensibilità dell'epoca - non si fosse riuscito a realizzare come il rimedio fosse ben peggiore del male. Concludo, per rinforzare la mia opinione, invitandovi a cercare semplicemente "Tex Virgilio Muzzi" su "Google immagini", e partendo da lì poi indagare scavando fra le pagine dei risultati. Tex Virgilio Muzzi Si trovano numerose tavole, provenienti perlopiù dai volumi "Cavalcando con Tex", degli anni Novanta, in cui Muzzi ha potuto illustrare alcune scene della storia di Tex finalmente con il suo stile compiuto, volto di Tex compreso. Ditemi voi se quel volto aveva davvero qualcosa di così sbagliato da meritare i pessimi rifacimenti coi quali alcune bellissime storie ci sono state tramandate.
    5 points
  21. Grazie @Don Fabio Esquedae a quanti hanno espresso la loro solidarietà. Anche se le condizioni del mio papà sono quelle che sono me lo tengo ben stretto fino a quando sarà possibile. Spesso non occorre vedere con gli occhi o parlare con la bocca ma è sufficiente stringere una mano e accarezzare un viso. Anche se non ci siamo mai "incrociati" nel forum, mi fa piacere rileggere un tuo post. Leggendo vecchie discussioni, in particolare i commenti alle storie meno recenti, leggevo spesso il tuo nome accanto a quello di altri che oggi non vedo più (compreso il povero Ulzana). Curioso anche il motivo di questa tua pausa, ovvero.... non c'è un motivo preciso Mi associo all'invito del buon @Leo a tornare in prima linea sul fronte texiano!
    5 points
  22. In un periodo in cui sto penando tanto con il mio anziano papà, leggere messaggi come il tuo @Condor senza meta e come il tuo @Leo mi scalda il cuore. Perché trasudano sincerità e commozione, lontano anni luce da tanta bieca retorica che ci circonda. Un messaggio di solidarietà e condivisione come il vostro riesce a lenire anche lo sconforto difronte a notizie dolorose come la scomparsa di Ulzana e a tutti i piccoli e grandi drammi che la vita ci pone davanti ogni giorno. Grazie.
    5 points
  23. Sono dovuto stare lontano dal forum per qualche tempo, e al mio ritorno la prima cosa che ho letto è stata questa terribile notizia. Non conoscevo Ulzana, eppure un po’ lo conoscevo. Ha lasciato una parte di sé qui sul forum, lo ha impreziosito e ha fatto crescere questa comunità virtuale con centinaia di messaggi. Un vero appassionato del fumetto western italiano e della sua storia, lo conoscevo come tale. Tra di noi ci conosciamo in questo modo, forse marginale, spesso senza esserci mai visti in faccia, ma condividendo del tempo, dei pensieri, talvolta, come oggi, delle emozioni. Basta questo per creare un senso di comunità che alcuni dei messaggi precedenti hanno così bene espresso, a far sì che possiamo chiamarci a vicenda “pard”. Proprio l’altro giorno ero rimasto sorpreso ed incuriosito nel leggere il suo nome tra gli autori di una delle storie brevi del color, perché pur essendo un utente storico del forum mi pare che non ne fosse stata data notizia. Ho letto oggi quella storia: non voglio commentarla, voglio solo dire che l’ultima pagina mi ha commosso. Ciao, pard Ulzana!
    5 points
  24. È una notizia molto triste. Interloquiamo in questo forum non conoscendoci di persona, e sembra tutto un gioco. Nickname e foto profilo prestate da storie dei nostri fumetti celano persone reali, che non solo interagiscono e si accalorano per vicende futili ma quanto mai impegnative come le donne di Tex o la cronologia della saga, ma che possono anche morire, lasciando un vuoto incolmabile per le persone vicine e un'eredita' di contributi qui sul forum che rispecchiano parte della loro vita, delle loro passioni, del loro modo di essere e della loro personalità. E di personalità Ulzana ne aveva, eccome, qui sul forum. Era un utente non sempre presente ma ogni volta che decideva di intervenire si faceva sentire. Il fatto poi che fosse un ragazzo giovane rende inaccettabili simili eventi. Fa rabbia. Rileggendo i suoi post su questo forum, o la sua storia nel prossimo Color, proverò grande tristezza per tanta ingiustizia.
    5 points
  25. Scusi Andrea, le chiedo: ma in Italia vige ancora la libertà di pensiero e di parola? Non mi è mai sembrato che Diablero voglia imporre il suo punto di vista a chicchessia, ma solo che argomenti molto approfonditamente perché le storie di Nizzi non gli piacciano, logicamente secondo i suoi gusti e il suo giudizio, e penso sia legittimo, così come legittimo è il suo (tuo) punto di vista. Ognuno di noi ha i propri metri di giudizio, di lettura ed è normale che sia diverso ognuno dall'altro. Sembra proprio che lei lo voglia tirare per il cravattino per forza in discussione, e non è corretto. Non le piace il modo di scrivere e di argomentare di Diablero? Benissimo, basta che quando vede che è lui l'autore del post non lo legga e vada avanti se tanto le da fastidio, ma accusarlo di voler imporre il suo punta di vista non mi sembra sia proprio il caso. E non è neanche la solita solfa, visto che argomenta largamente il suo (Diablero) punto di vista e ha una memoria invidiabile e una conoscenza altrettanto profonda e invidiabile del personaggio. Non è mai banale, e anche il sig. Boselli curatore della serie glielo riconosce. E sicuramente non ha bisogno della mia difesa. Lei ha le sue idee, gli altri ognuno le loro, compreso Diablero, e non c'è bisogno di prenderla sul personale. Per favore non sia scorretto, non è modo. Perchè provocare? E mi scusi di nuovo per l'intromissione, il mio vuole essere solo un interscambio con chi come me e lei e appassionato di Tex, che è la cosa che ci accomuna.
    5 points
  26. Io francamente non vedo in questa storia dei colpi di scena fini a sé stessi. Vedo un solido racconto western, classico che più non si può (ma non è un male) tra banditi e bounty hunter canaglia, ma con in più le donne schiavizzate e traumatizzate da tanta violenza. I pensieri di Gillian, i suoi tormentati ricordi, non aggiungono nulla alla trama; sono tuttavia un approfondimento del dramma della donna, ed è bello e significativo che Tex, come di consueto fine psicologo, riesca a cogliere i neri pensieri dietro i momenti in cui la donna appare assorta, tanto da riuscire a dirle di dimenticare. Ma la donna, pur forte come è, non può dimenticare, e d'altronde la sua bellezza la porta nuovamente ad essere considerata come un oggetto da bramare, sia dal fuorilegge complice del suo ex compagno che dal cacciatore di taglie. È sempre una preda, Gillian, costretta a subire le bramosie lussuriose degli uomini e a stare zitta per amore della figlia, finché non arriva un cavaliere senza macchia e senza paura che, non senza qualche difficoltà, la porta finalmente in salvo. Banditi, bounty killer, donne da salvare. Il West più classico, condensato in poche e ben scritte pagine. Il tutto in un numero fuori collana che propone una storia balneare il cui intento è, dichiaratamente, quello di intrattenere sotto l'ombrellone. E ci riesce egregiamente, ed anzi non capisco sinceramente come si faccia a trovarla così piatta. La figura delle donne brutalizzate, i tarli nella testa della madre, la sua reazione nella cupidigia del denaro, pur sporco di sangue: ma cosa deve fare un autore per non scrivere una storia considerabile piatta, soprattutto considerando le poche pagine messegli a disposizione da una storia "estiva"?
    4 points
  27. Bonelli però fa dire a Mefisto "non posso però dimenticare gli anni tremendi trascorsi steso su un giaciglio di pelli, costantemente in lotta con la natura per ridare vita alle mia ossa fracassate e ai miei muscoli atrofizzati" "atrofizzati" fa capire che per lungo tempo, anche dopo essere stato salvato, non era in grado di muoversi. E dalla risposta di Padma, Mefisto appena è tornato "quasi" in forze, si è subito dedicato alla vendetta, quindi la sua completa guarigione è cosa recente. Mefisto poi ammette con Padma che "gli deve la vita" Quindi: Mefisto quando è stato trovato era paralizzato, e NON si sarebbe salvato. Poi Padma gli dice "se non ti avessi raccolto dalle sabbie roventi di quel deserto..." E poi "speravo di potergli guarire anche l'anima, curando il suo corpo". E nell'albo successivo: "fosti tu a raccogliermi morente in quel dannato deserto" Anche se non fa vedere la scena, direi che GL Bonelli chiarisce bene la situazione: quando Padma trova Mefisto, lo trova "fra le sabbie roventi del deserto", "morente", in fin di vita, totalmente paralizzato, e lo salva solo grazie ai suoi poteri magici. Poi per permettergli di camminare di nuovo ci vogliono mesi se non anni, mentre impara anche la magia. È una situazione in cui è Padma che ha la scelta, di soccorrerlo o meno, e Mefisto avrebbe altrimenti poco tempo da vivere. Come ha fatto a trovarlo in così breve tempo? La domanda mi sembra parta da presupposti mai detti da GL Bonelli. Chi dice che si sia mosso solo dopo la caduta di Mefisto? GL Bonelli non lo dice. Padma crede nel destino, e segue la direzione indicata dalla campanella. Il suo destino era di passare di lì, per trovare Mefisto. È stato ingannato dai demoni che serviva? Mefisto per qualche motivo è bene che non fosse morto allora? Curare persino un uomo malvagio come Mefisto è una delle prove che deve superare? In ogni caso, il rapporto di forza è chiaro. Per mesi, forse anni, Mefisto è indifeso e paralizzato, inerme di fronte ad un mago infinitamente più potente di lui. Tu hai totalmente rovesciato la situazione descritta da GL Bonelli. Nella tua versione è Mefisto, con i suoi poteri, a condurre lì Padma. Non è Padma che lo "raccoglie", è lui che viene attirato da Mefisto come una mosca nella tela del ragno. Mefisto grazie ai suoi poteri sa chi è Padma e sa cosa può insegnargli. Nella tua versione nel frattempo il molto più potente Padma non ha capito quasi nulla di Mefisto. Il tuo Mefisto si è salvato da solo, anche senza cibo e acqua per mesi, e non è paralizzato, si mette a sedere di fronte a Padma e quando lo segue fuori dalla grotta può già camminare da solo. PER QUELLO CHE SI VEDE IN QUELLA SCENA Mefisto si salvava anche attirando un contadino ad aiutarlo, Padma è un mero testimone della potenza di Mefisto. Questa è una evidente ret-con. E anche se bisognerà vedere la fine della storia per giudicare, al momento non ne capisco davvero il motivo. Perché pompare ancora di più la potenza di Mefisto e la sua invulnerabilità, quando sono il suo problema principale, che obbliga a fargli fare ormai troppo spesso figure da coglione per giustificare le vittorie di Tex? Perché ridurre le responsabilità di Padma, riducendolo quasi a mero testimone e poi maestro di magia, ma facendo vedere che anche senza di lui il Mefisto di prima, già abbastanza potente da fare del male, si salvava lo stesso da solo? Per adesso, non vedendo il motivo di questi cambiamenti, la scena appare "sbagliata", credo che un rapido referendum fra i lettori qui ne troverebbe ben pochi (o nessuno) che se l'era immaginata così, con un Mefisto che seguiva Padma tranquillamente con le sue gambe dopo essersi guarito da solo dalle ferite più gravi e mortali. (Anche perchè contrasta decisamente con quello che era stato raccontato ne "il drago rosso" e "spettri"...). Oltretutto, con un Mefisto che fa conversazione e si mette pure a sedere, la scena perde molto pathos rispetto a quella che si poteva immaginare dalle vecchie descrizioni...
    4 points
  28. Ingenuo. Le balle si dicono continuamente in tv, da parte di giornalisti e politici, poi chi controlla? I tg e i talk-show vanno avanti anche se qualcuno protesta, poi il giorno dopo si sono già dimenticati di quello che è stato detto il giorno prima, e se qualcuno obietta - raramente - per confondere le acque dicono che i dati possono essere letti in modo differente, che in realtà si è stati fraintesi, ecc. ecc. Non è qualunquismo, questo, è un dato di fatto. E gli esempi potrebbero essere infiniti, dai dati sulla disoccupazione a quelli sulla sanità, da quelli sulle fonti energetiche e sull'ambiente a quelli sull'immigrazione, sulle tasse, sulla criminalità, ecc. ecc. Ogni giornalista e politico spara dati opposti a quelli degli altri dicendo che sono quelli giusti (e il giornalismo televisivo è totalmente asservito alla politica), ingigantendo una cosa o sminuendone un'altra, in base al proprio interesse. L'eccesso di informazioni non ha portato a un maggiore controllo delle verità e delle menzogne, ma a una estrema difficoltà nel riconoscerle (e sei tu che ti devi impegnare per informarti meglio e riconoscerle). La conseguenza è quella che diceva Hannah Arendt: "Se tutti ti mentono sempre, la conseguenza non è che tu credi alle bugie, ma che nessuno crede più a nulla. E un popolo che non può più credere a nulla, non può neanche decidere. E’ privato non solo della capacità di agire ma anche della capacità di pensare e di giudicare. E con un popolo così ci puoi fare quello che vuoi." Sarà per questo che ogni anno c'è sempre meno gente che va a votare? Tu, invece, credi ancora che ci siano dei giornalisti obiettivi nei "canali televisivi di prim'ordine"! Ma quali???? Forse qualcosina in qua e in là, ma poca roba... Scusate l'OT. Chiudo subito qui.
    4 points
  29. Concordo. E subito dopo da due iniziali capisce subito chi è il morto (non "sospetta", che dopo l'indizio delle iniziali sarebbe quasi ovvio: no, è proprio sicuro e sa già tutto quello che è successo... ) E non è l'unico "miracolo" che vediamo avvenire: i contadini pregano DISPERATI per la mancanza di pioggia, arriva Tex e DOPO DIECI MINUTI C'È UN TEMPORALE... da cui si capisce che Manfredi non ha mai fatto il contadino in vita sua, se pensa che le nubi temporalesche arrivino in cinque minuti senza essere annunciate nemmeno da un cambio di temperatura... Non ho molto altro da dire sulla storia, nel bene o nel male: non pessima, non eccezionale, dubito che la ricorderò in futuro, quindi meglio che ne parli adesso per un aspetto che mi pare quello più peculiare. Peculiare come le (non) reazioni che ha provocato in giro. Mi immagino così la scena: Manfredi legge le recensioni di qualche Tex di Boselli, e gli va di traverso il caffè, a leggere che nessuno mette più comprimari di lui, che nessuno ci mette i personaggi "grigi" come fa lui... e Manfredi si sente punto sul piano professionale. E fra lampi, tuoni e fulmini (che non mancano mai nelle scene di giuramento), grida che saprà scrivere una storia con tanti comprimari da fare il record su Tex! Contiamo i personaggi che sono (1) identificati e (2) parlanti (i due criteri di solito usati per distinguere i veri e propri personaggi dai passanti sullo sfondo): Abbiamo Billy, Martin e Josephine, la madre di Billy, e poi... quanti membri della banda di Wade? Erano in 14 (12 tolti Billy e Martin), 3 vengono stecchiti da Tex e Carson, hanno delle battute, viene detto il loro nome e quanto valgono. Non sono personaggi che appaiono più volte ma non sono nemmeno comparse sullo sfondo. Per adesso li tengo e mi riprometto di fare una scrematura più avanti considerando solo i personaggi più importanti. Comunque sono finora 16 personaggi. Non metto il ragazzino che chiama lo sceriffo anche se parla e ha un nome, non esageriamo, ma ci metto lo sceriffo che parla un sacco con i pards ed è caratterizzato individualmente. e siamo a 17. Poi arrivano Jeff Barnes e i suoi cacciatori di taglie (e sono 5, e facciamo 22 in tutto). Poi c'è Gordon Wills, Murray, Doc Spaulding, Johnson il barman, Rose, Yancey, Theo, Silver Kane e Gilbert, In tutto sono 31 PERSONAGGI nominati e caratterizzati! Per fare un confronto, nella recente storia di Mefisto in cui molti si sono lamentati per "i troppi personaggi", i nuovi personaggi erano : Ruth, il dottor Crane, Gradmore, Willy, Mister Morryson, Medina, London Crabbe, Hsiang Tao, Somerset, Duke e Lorna, il giudice Matthews, Madame Li. SOLO 13 PERSONAGGI. Meno della metà. Perché allora "il manicomio del Dottor Weyland" sarebbe una storia "con troppi personaggi", e la stessa cosa non si dice di questo texone? Forse perchè nella storia di Mefisto ci sono anche vecchi personaggi? Non trovo molto corretto sommarli, non sono la stessa cosa: i nuovi personaggi vanno presentati e caratterizzati e il lettore deve fare uno sforzo di memoria per ricordarseli poi, mentre su Tex tutti sanno già che sono Yama e Mefisto (e paradossalmente, se contassimo anche i vecchi personaggi dovrei contare anche Tex e Carson e questo texone raggiunge i 33 personaggi, praticamente un record!). Ma dai, leviamoci la curiosità e sommiamo pure quelli: sono Mefisto, Yama, Tom Devlin, Mike, Mandip, Tony Bamonte, Angelo, Bingo, Lefty, e Sam (e gli ultimi 4 per me sarebbero un unico personaggio, "la palestra Hercules", ma vabbè...). Contando anche questi dieci sono 23 personaggi. Contro 31. La differenza rimane notevole. Vogliamo contare i luoghi? Praticamente tutta la storia di Mefisto si svolge in un unica città e in un manicomio. Quante città tocca il Texone? Guardiamo le vicende? OK, sfido chiuque a fare lo schemino degli spostamenti dei 31 personaggi nel Texone con le varie motivazioni. "Personaggi grigi"? Nel Texone ci ne sono Billy, Martin, Doc Spaulding, Silver Kane e il cacciatore di taglie indiano. Nella storia di Mefisto non ce n'è nemmeno uno (anche se Duke e Lorna tradiscono Mefisto, lo fanno solo per avidità e paura) Chiarisco una cosa: NON SONO RIMASTO CONFUSO DAGLI AVVENIMENTI DEL TEXONE, E NEMMENO DI QUELLI DELLA STORIA DI MEFISTO! Entrambe le trame presentano complicazioni, ma non certo al livello di essere poco comprensibili. Solo che mi chiedo come sia possibile che ci siano tante proteste per i "troppi personaggi" (13) e non ce ne siano per 31.... Se la storia dei troppi personaggi è una critica reale e non una "frase fatta" tirata fuori quando si parla di Boselli, per me vuol dire che il problema in realtà è un altro: cioè, se effettivamente c'è qualcosa che rende poco comprensibili al "lettore medio" le storie di Boselli... si vede che non è il numero di personaggi il problema. A parte queste comparazioni numeriche, ne ho una qualitativa: Per molti aspetti, questo Texone mi ricorda il primo di Manfredi, "Verso l'Oregon". Entrambi sono dei viaggi, di diversi personaggi che si incontreranno solo nel finale. Un viaggio in cui i pards vengono ostacolati non solo dalle persone ma anche dagli eventi naturali, frane, alluvioni, etc. In entrambi ci sono continui cambi di location e cambiano le persone che i pard incontrano. E le similitudini finiscono qui... mentre le altre differenze sono tutte "negative" per questo Texone. Mentre in "Verso l'Oregon" la destinazione e le motivazioni erano chiarissime, e tutti puntavano dritti come un fuso sin dall'inizio perso un punto, qui i personaggi vagano un po' come api impazzite. Se in "Verso l'Oregon" da una parte imparavano a conoscere le compagne di viaggio di Tex e Carson, e Tex e Carson erano personaggi a tutti gli effetti di quella carovana, con le loro reazioni e i loro sforzi, qui i vari personaggi sembrano sagome, anche Spaulding che dovrebbe essere borderline alla fine si mostra una pasta d'uomo che potrebbe tranquillamente anche essere un serial killer, la sua (assente) caratterizzazione giustificherebbe entrambe le cose. Tex e Carson qui non sono personaggi, sono una "funzione narrativa", servono a sfoltire man mano i cattivi e non fanno altro. Come dicevo, non un pessimo texone, anche se abbastanza arzigogolato e di sicuro non memorabile. Ma il confronto con Verso l'Oregon, proprio anche solo a livello di caratterizzazione dei personaggi, fa vedere quanto sia calato ultimamente Manfredi come sceneggiatore...
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  30. Ho un po’ di tempo, ma non ho gli albi sottomano, quindi non posso essere preciso e spero di non commettere troppi errori e di non dimenticarne troppi. I ranger sono tantissimi, li possiamo suddividere in due categorie: “importanti” e “comprimari”. Vediamo quelli importanti: - Dan Bannion, se non ricordo male appare in: “La legge del deserto” (Almanacco 2001), i cartonati 6 e 7, ma credo solo ne “Il vendicatore”, e in “Buffalo Soldiers”, la parte in flashback in cui compare anche Bill Johnson. -Lo storico Jim Callahan e qui devi vedere “Il vendicatore”. - Neanche a dirlo, Kit Carson. - Arkansas Joe, in particolare vedi “Bill Mohican”, “La grande invasione”, “I razziatori del Nueces” e la recente “Il mio amico Hutch” (recupera la discussione sul forum. Postai le varie versioni di Joe, tra cui quella sbagliata di Valdambrini). - Piccolo ruolo, ma di fondamentale importanza per l’economia della seria: Jeff Weber! Lo rivedremo più avanti, il famoso ranger senza rango. - Lo zagoriano Adan Crane. Appare nelle due storie di Zagor ristampate recentemente e nello speciale Tex Willer dello scorso Dicembre. - Gli storici: Milton Faver, Buck Barry e Rip Ford che compaiono qui, nel caso del primo, e nello speciale Tex Willer, se non sbaglio. - Tra gli storici cito anche Ben Mculloch che compare in questa storia e Ben Dragoo. - Poi c’è quello che personalmente preferisco ovvero: Jesse Hawks (il primo piano è sotto spoiler sopra)! Due apparizione da anziano prima di questa: “Il ritorno del Morisco” e “Un ranger ha tradito”. - Da citare ovviamente Herbert Marshall. Tra quelli che non vedremo, almeno per ora, o forse per sempre ricordo: - Joe Beauregard apparso nel cartonato del Febbraio scorso (2021). - Gus Bailey da “Luna Insaguinata”. - Il particolarissimo Juan Raza, vedi le stesse storie di Hawks. Non so chi ho dimenticato.
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  31. Beh, in qualche modo Boselli doveva spiegare perchè Mefisto aveva aspettato VENT'ANNI prima di ricomparire... Perché il "finale tarallucci e vino" della Mefistolata (termine che ho coniato io quasi vent'anni fa e di cui ho il copyright e concedo di usarlo solo per la storia di Nizzi, chi ha orecchie per capire intenda...) non ridicolizza solo Tex e pards, ridicolizza pure Mefisto. Ridotto a fare scherzi e dispettucci ma anche ad essere tanto inoffensivo che Tex la lascia andare in giro tranquillo... Cosa ha fatto Mefisto per vent'anni (per noi, ovvio) invece di vendicarsi? Si vede qui che ha pensato di crearsi un suo "impero del male" prendendo poco a poco e con estrema prudenza prima il controllo del Manicomio e trasformandolo nella sua fortezza personale, poi riempiendola con criminali ai suoi ordini, con l'intenzione poi di prendere tatta San Francisco. Ricordiamoci che già una volta Mefisto era scappato cercando di "rifarsi una vita" lontano da Tex, e che perdeva il controllo quasi a sentire il suo nome (Black Baron). Credo che sia chiaro che "prima o poi" intende vendicarsi, ma prima vuole rafforzare il suo dominio e i suoi poteri (e, per me, ha chiaramente timore di essere fermato di nuovo) Il fatto che cerchi di "guarire" Yama con la tecnologia e la magia invece di catturare Tex mi pare conseguente: Mefisto è proprio nel logo dove, in teoria, si curano i matti. Non è disposto a perdere tutto di nuovo "solo" per salvare Yama... Quando (pagina 72 del primo albo) scopre non solo di avere davanti Tex, ma che con le sue azioni l'ha già messo in allarme, la cosa lo fa infuriare. Se la prende con il folle assassino che ha fatto scarcerare, perchè "è colpa sua", questo scontro con Tex che vorrebbe evitare. È furioso. Perché? Anche se lo avesse saputo, il farlo scarcerare avrebbe comunque allarmato Tex. È chiaro invece che Mefisto avrebbe, con il senno di poi, preferito evitare lo scontro con Tex, a costo di lasciare in carcere la sua ultima recluta. Ma qui, forse perchè ha avuto anni di tempo per agire lontano da Tex, è ancora razionale. Si fanno spesso battute sul cliché del "cattivo" che tiene vivo l'eroe "perchè per lui una morte rapida è troppo poco", consentendogli di fuggire e di vincere. All'inizio Mefisto non fa questo errore, decide freddamente di uccidere Tex e Carson senza tante lungaggini. Ma si vede anche, a pagina 75-84, che sta perdendo l'autocontrollo. Fino a questo momento, a parte Medina, nessuno dei suoi sottoposti sa il suo vero nome. Tiene segreta la sua identità e i suoi piani. Dopo aver rivisto Tex, inizia a fare scene da "mad doctor", esclamando a destra e sinistra che lui, il potente Mefisto, compirà una vendetta terribile sui pards. il fatto che a parte Medina, il più fidato, nessuno, nemmeno la sua fida Ruth, fino a questo memento sappia che è Mefisto, fa capire come non gli sia capitato prima d'ora di fare simili discorsi di fronte ai suoi sottoposti... Ma pare solo un momentaneo attacco di megalomania. Il giorno dopo è di nuovo lucido. Progetta di uccidere Tex lontano dal manicomio, e non fare nulla contro di lui finché si trova fra quelle mura (confrontare il suo comportamento nel terzo albo). Si preoccupa di creare la messinscena per i pards. Se il suo piano avesse successo, la morte di Tex e degli altri sembrerebbe un "normale" incidente, senza portare sospetti su di lui. Il fallimento di quel piano provoca un 'altro scatto d'ira. Accusa gli Angeli Neri, che gli ribattono le sue colpe e i suoi errori, facendolo infuriare. Diventa più imprudente. Rapisce personalmente Devlin, e nel farlo dichiara un'altra volta la sua identità non solo a Devlin ma anche ai suoi sottoposti. Stavolta LASCIA una traccia fatta di diversi testimoni che potrebbero condurre le indagini fino al suo manicomio (e infatti, le sbrigative indagini dei forzuti amici della palestra giungono subito al suo nome). Poi tenta di nuovo di uccidere i pards. Ed effettivamente, se il piano riuscisse perfettamente, il "macellaio" li ucciderebbe, ma dubito che Mefisto lo ritenga in grado di farlo. E infatti ha subito pronto il piano b, il gas. Che gli consegna Tex e Carson vivi. Notare che Mefisto è sempre meno razionale. Lascia sempre più tracce. Fa sempre più errori. Come se la presenza di Tex gli impedisse di ragionare razionalmente. Alla fine del secondo albo, anche se ha lasciato troppi indizi e la polizia indagherà al manicomio, almeno contro Tex e Carson ha vinto. La scena successiva con Yama fa vedere che solo uno stregone che comanda i demoni può risvegliare Carson (e quindi anche Tex) Ma è Mefisto stesso a svegliare Tex. Perchè non può bastargli sconfiggere Tex, ha BISOGNO che Tex veda il suo VERO trionfo. Così risveglia il suo peggior nemico. Di fronte a Tex, Mefisto regredisce man mano alla sua "solita" folle megalomania. Ricomincia a comportarsi da "mad docton". Tenta di far rapire Kit e Tiger in città, di fronte a numerosi testimoni, dai riconoscibilissimi criminali che ha "salvato" dal carcere, travestiti da poliziotti. Dopo progetterà di sterminare tutta la pattuglia di poliziotti che arriva al manicomio, anche se al comando sicuramente sanno dove sono andati. Più si infuria, più Mefisto diventa irrazionale, imprudente, e fa errori. E nulla lo fa arrabbiare più di Tex. Per questo le sue azioni alla fine non collimano con quelle iniziali. Perché dopo anni di totale segretezza fa cose così appariscenti? Perché sta perdendo la testa. Perché prima razionalmente tenta di uccidere Tex senza creare sospetti, e poi lo cattura e addirittura lo libera dal sogno e gli lascia una lama vicina? Perché sta sempre più perdendo la testa. Per questo non condivido la critica sul fatto che il suo piano sia "incoerente". La sua discesa nell'irrazionalità invece è perfettamente coerente e progressiva. Sarebbe incoerente se Mefisto alternasse azioni razionali a folli senza un ordine preciso, ma qui l'ordine c'è, e abbastanza evidente...
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  32. Eppure, pare che davvero in Italia gli sceneggiatori di fumetti "classici" (nel senso di: avventurosi, divertenti, appassionanti) in Italia siano estinti, sostituiti completamente dagli autori citazionisti e depressi... Questa è l'osservazione, dello stato di cose desolante che non promette molto bene per il fumetto "popolare", sui motivi andiamo più a tentoni. Io vedo per esempio che il fumetto che "tira" di piu in generale e quello Giapponese. (Non tanto in Italia, ma proprio in Giappone, dove fa ancora vendite inimmaginabili altrove, e come dominazione mondiale). E quando vedo i meccanismi produttivi, capisco anche perché: sono assolutamente spietati, estremamente selettivi fino alla crudeltà, e se non vendi, sei fuori. In ogni numero delle riviste c’è la cartolina già affrancata per votare le storie e vedere subito il gradimento, ma quello che conta sono soprattutto le vendite. Se vendi, puoi fare davvero una valanga si soldi e diventare ricchissimo, ma a quel punto devi dedicare la vita a produrre con l'editor che ti viene a cercare a casa se rallenti un minimo. Ci sono migliaia di aspiranti autori, ma meno del 2% ce la fa a rimanere nel settore, il 98% non vende abbastanza e non trova più lavoro, deve cambiare mestiere. Ecco, magari cosi è esagerato (e ci sono molte storie dei danni che fa questo sistema, con autori che si sono suicidati o hanno avuto minata la salute), ma non si può negare che sia efficace, questo tipo di "selezione commerciale" alla fine produce fumetti fatti per il pubblico, per piacere, per vendere. E rimangono i più bravi. Con numeri non paragonabili a quelli giapponesi ma comunque ancora buoni c’è il fumetto Francese. Meno feroce e spietato perché e diversa la società, quindi chi non vende tantissimo non viene subito estromesso. Viene piuttosto pubblicato con i contratti tipici francesi, in cui viene pagato a percentuale sulle vendite con un minimo garantito bassissimo (se non sei Uderzo, ovvio), e quindi... secondo recenti inchieste, oltre i due terzi dei fumettisti francesi campa con la versione francese del reddito di cittadinanza (che li esiste da decenni) perché non ricava dai fumetti abbastanza per mantenersi. Ovvio che invece se vendi un sacco anche li puoi diventare ricchissimo... [diversi autori Bonelli in passato hanno provato a fare "l'autore" in Francia... salvo poi tornare subito di corsa in Italia da Mamma Bonelli quando si sono resi conto che con le vendite scarse di quello che producevano, in Francia se li sognavano i page rate Bonelli...] Con aspetti diversi legati al tipo di società e di cultura, e il tipo di editoria, vedo comunque sistemi fatti per premiare chi vende e estromettere chi non vende. lasciando perdere considerazioni sull'artista emarginato che merita ma non vende (e allora potrebbe auto-prodursi) sono sistemi che da una logica biecamente commerciale HANNO SENSO e producono FUMETTI CHE SI VENDONO. Cioe CHE PIACCIONO. Questo meccanismo in Italia pare inceppato, da quasi 40 anni. In generale i fumetti vendono poco (ma bisognerebbe vedere se questa é la causa o l'effetto degli autori che abbiamo...) e non si diventa ricchi, ma allo stesso tempo, si può fare una carriera lunga e pluri-premiata senza aver mai venduto praticamente un tubo. . L'impressione e che in Italia, le vendite non siano tanto importanti nella carriera di un fumettista. Se non vendi comunque se sei in Bonelli hai il lavoro fisso, puoi macinare stancamente pagine che non piacciono a nessuno per decenni e nessuno ti romperà troppo le scatole, e d'altro canto c’è un aria di rassegnazione, da "perché sforzarsi di fare cose che vendono, tanto non vende niente" che deresponsabilizza ("non é colpa mia, non si vende niente"). il mercato potenzialmente potrebbe esserci, come dimostrato dalle vendite di autori che piacciono davvero come Leo Ortolani, Gipi, e soprattutto Zerocalcare, ma appena esci da questi autori, un potenziale lettore troverebbe ben poco che non sia spesso masturbatorio o scopiazzatura di scopiazzatura di scopiazzatura di citazioni. Ecco, in Italia abbiamo ormai un mercato fumettistico fatto da autori e proposte che vendono poche migliaia di copie ad un pubblico nerd che ama le citazioni, e seleziona autori di quel tipo. Chiedergli di mettersi a sceneggiare un fumetto "popolare" e ad alta diffusione come Tex, probabilmente è futile come chiedergli di mettersi di colpo a sceneggiare One Piece per i giapponesi...
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  33. Hai dimenticato Noli**a Guarda, se non la si butta sul ridere non se ne viene fuori. Anch'io, pur non concordando su tutto, ho trovato il post di @Gunny calzante (infatti il LIKE l'ho messo io). Non tanto sulla sudditanza psicologica verso Boselli da parte di alcuni utenti, argomento che francamente va fuori dalla mia comprensione e dal mio interesse, quanto sullo sbeffeggiare o addirittura fare i conti in tasca ad un autore che, nel bene e nel male, ha caratterizzato la storia editoriale di Tex e non solo. E non sto dicendo che non vada criticata la sua uscita, ci mancherebbe altro, l'ho fatto pure io. Il suo sfogo l'ho trovato inopportuno nei modi e nei tempi. Però, ripeto, oltre ad un evidente astio nei confronti di Boselli, mi sembra abbia ripetuto le stesse cose che ormai sappiamo già a memoria. Trovai ai tempi più sconcertante l'attacco frontale alla casa editrice (e quindi Sergio Bonelli) in un'intervista rilasciata per un volume dell'ANAFI che ancora conservo. Episodio che sancì la rottura definitiva dei loro rapporti. Nizzi, ormai da parecchi anni, divide i lettori: chi lo apprezza per quello che ha fatto, chi lo apprezza così così e chi lo vede come il fumo negli occhi. Io mi godo ancora le sue belle storie passate, passo sopra su quelle scarse/pessime (ma ogni tanto i "gemelli" Donegan me li rigusto ) e mi auguro che stavolta la porta della Bonelli per lui si sia chiusa definitivamente.
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  34. Per chi è interessato, qui c'è il link per la bella live di ieri sera organizzata da Pop Culture con i fratelli Raul e Gianluca Cestaro: https://www.youtube.com/watch?v=5HJm6ZtIZXo Chiacchierata piacevolissima: sono partiti un pò in sordina, ma poi hanno raccontato a ruota libera tanti aspetti del loro lavoro. Mi ha colpito soprattutto il loro modo di dividersi le tavole da disegnare e come si confrontano sulla storia in lavorazione. Segnalo due curiosità: 1) ad una bella domanda del nostro @MacParland, ovvero quali storie avrebbero desiderato disegnare delle tre serie in cui si sono cimentati (Nick Raider, Tex e Dylan Dog), hanno virato sul sicuro rispondendo con "Jimmy e Juanita" per NR e i primi di Casertano (cioè i migliori) per DD. Per Tex invece Gianluca mi ha piacevolmente sorpreso, indicando "Il ragazzo selvaggio" di Nizzi/Ticci, di cui ha raccontato brevemente anche la trama, dimostrando quindi di conoscerla bene. Siccome anche a me è piaciuta moltissimo, sono stato particolarmente contento di questa scelta. 2) Ricordando Sergio Bonelli come un grande appassionato di fumetti prima che un grande editore, hanno raccontato un divertente aneddoto. Sapendo che Sergio aveva collaborato in passato con disegnatori decisamente veloci nello sfornare tavole (come li chiama Gianluca quelli della "vecchia guardia") ed essendo i Cestaro notoriamente lenti, erano intimoriti da una sua possibile reazione negativa. Un bel giorno arriva una telefonata di Sergio e i due fratelli all'unisono pensano "Ok adesso ci caccia, è finita!". In realtà Sergio, che era un loro estimatore, desiderava solo complimentarsi per il lavoro svolto: altro che liquidarli!!! Addirittura vennero a sapere che Sergio, accortosi della loro ansia, si tratteneva nel richiamarli per non generare ulteriori problemi
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  35. Anche Nizzi ama "arricchire" i fatti, ed esagerare un po'.... Anche in questa intevista si lancia in racconti che trovo davvero poco credibili, sui suoi inizi. Tempo fa ho già "smontato", con i numeri, la favoletta del "superlavoro" (quando andò in crisi aveva una produzione di tavole inferiore non solo a quelle di tanti altri autori Bonelli che non facevano tante lagne, ma inferiore persino, e di molto, alla SUA produzione dopo la crisi...). Idem per l'altra favoletta dell'essere stato "lasciato da solo" (quando andò in crisi oltre a lui stavano sceneggiando Tex almeno altri due autori, Sergio Bonelli e Giancarlo Berardi, e pure Mauro Boselli aveva già iniziato "il passato di Carson". Successivamente dopo la crisi era lui che non voleva nessun altro e cercava di lasciare meno disegnatori possibile agli altri, cioè a Boselli) Applichiamo lo stesso metodo ("guardiamo i numeri") alle sue sparate in questa intervista. Sul fatto che la sua descrizione della "storia tipo" di GLBonelli sia un emerita panzana, mi pare assodato e l'hanno già fatto rilevare altri. Ma come mai Nizzi aveva una simile idea dopo essersi letto le sue storie? Semplice. Non è vero che se le è lette. Ha già detto lui che non aveva mai letto Tex prima che gli fosse offerto di sceneggiarne delle storie. E fino a qui gli credo, si è già visto che astio ha per il personaggio e il suo autore. Ma poi... LA SPARA GROSSA, dicendo che "se li è letti tutti"... Questa cosa la vedo prendere come oro colato da un sacco di gente da anni. E mi viene voglia di provare a vendergli il colosseo, magari ci cascano come ci sono cascati con Nizzi... GLBonelli ha scritto circa 31.000 tavole di Tex, pari a circa 330 albi Bonelli "standard" (come albi di Tex sono di meno perchè Tex ha sempre avuto più pagine, dalle 160 iniziali a 128 a 110 oggi). E i primi albi non avevano certo i tempi di lettura attuali! Erano densissimi di avvenimenti e di testi! Anche voi, che siete appassionati... quanto tempo impiegate a leggervi tutti i Tex di GL Bonelli in fila? E non a leggerli DISTRATTAMENTE, ma a STUDIARLI, a MEMORIZZARLI, a DECODIFICARLI E ESTRARNE UN METODO? E quanto tempo ci metterebbe, a fare questo lavoro, uno a cui non piaceva? (Nizzi dice che solo "alla fine" ha iniziato ad aprezzare la tecnica di GLBonelli. Apprezzare la tecnica. Non a divertirsi a leggerlo) Quanti MESI??? E per voi, un autore (soprattutto, un autore vanesio e sicuro di sé come Nizzi) sta a leggersi tutti quegli albi prima di provare a scrivere Tex, non sapendo se poi piacerà ai lettori e per quanto tempo lo scriverà? Andiamo dai, non scherziamo, questa fa il paio, come balla sesquipedale, con quella secondo cui GLBonelli gli revisionasse le sceneggiature! Ne avrà letti, ad essere buoni, al massimo una trentina. Che gli saranno stati indicati da Sergio Bonelli, fra i più recenti (da qui certi errori clamorosi che Nizzi farà in seguito ogni volta che dovrà confrontarsi con il passato di Tex). Sergio Bonelli che era convinto che i lettori di Tex cercassero un western "realistico" (che era anche quello preferito dallo stesso Nizzi), e gli avrà passato storie molto simili, quelle basate su rapine, intrighi, etc. Nizzi si è segnato qualche frase tipica dell'epoca di quelle storie (per questo il vastissimo repertorio di frasi tipiche di GLBonelli, che era costantemente in evoluzione, si è fossilizzato su "Satanasso" e "Tizzone d'inferno", perchè erano le frasi più presenti nei pochi albi che ha letto), sui dialoghi fra Tex e Carson, sulle bistecche e patatine (che, anche qui numeri alla mano, si può dimostrare che non fossero per niente un "tormentone" di GL Bonelli, che ha passato anche anni senza usarle, ma magari erano molto presenti nelle poche storie che ha letto Nizzi. E comunque... di quello che ha letto se ne è ampiamente fregato. Che gli stesse antipaticissimo Tex è chiaro da subito. Basta vedere le sue prime storie: a parte la prima, in cui era ancora "in prova" abbiamo... 1) Nella sua seconda storia (il ritorno del carnicero) Tex viene ingannato e fatto fesso da un barista qualunque e dalla moglie, che dopo averlo ingannato e preso in giro (gli regala pure 50 dollari, con la donna che fra se e sè lo chiama "pollastro") la fanno franca, e si salva solo perchè un ALBERGATORE fa una serie di deduzioni e lo avverte che lo stanno fregando. 2) Nella sua terza storia, ("i delitti del lago ghiacciato"), ancora peggio, Tex e pards vengono fregati come polli dal falso agente Pinkerton. E come ha fatto, lo spiega lo stesso Tex: "invece di usare colt e whinchester, ha usato il cervello". Come a dire che Tex e pards hanno sempre avuto a che fare con nemici idioti che si facevano battere per la loro stupidità, ma che se devono usare il cervello, Tex e pards soccombono, non sono tanto svegli da cavarsela in quel campo... Tex alla fine riesce a svelare il mistero solo perchè uno dei suoi avversari, per una botta di culo, si salva e glielo va a spiegare. Ma come dice McReady, "il vincitore morale sono io" (Nizzi ci tiene molto a sottolineare che il personaggio che ha creato lui HA FREGATO TEX ESSENDO PIÙ SVEGLIO DI LUI) 3) Nella sua quarta storia, Kit Carson viene PRESO A PUGNI da un bullo di paese, steso per terra, e deve intervenire Tex a picchiare il bullo! Kit Carson malmenato dal primo che passa e Tex a fargli da balia! 4) E, subito dopo una storia molto breve di Monti, arriviamo a "Fuga da Anderville", che è la prima storiain cui Tex viene totalmente sconfitto, con il cattivo che alla fine, dopo anni, gli rivela tutto e Tex non può che strillare come un gallinaccio isterico, perchè ormai non può fsare più nulla, è stato sconfitto e basta! E questo, secondo Nizzi (e i suoi reggicoda) sarebbe "aver capito il Tex di GL Bonelli" ed "essere fedeli alla tradizione" Ma ci pensate a cosa avrà pensato GL Bonelli quando ha visto Tex sconfitto da un politicante, che strilla isterico e frustrato e impotente? (si capisce anche che razza di gestione assurda fosse quella di Sergio Bonelli su Tex, dove davvero sembrava perdere le capacità e la lucidità con cui gestiva il resto della casa editrice... secondo voi, adesso con Boselli come curatore, ma anche con CHIUNQUE ALTRO come curatore, secondo voi cosa direbbero ad un nuovo autore che nelle sue prime 6 storie, in tre fa ingannare Tex da tutti mentre lo chiamano "pollastro", in due lo fa sconfiggere dal cattivo, in due quelli che fregano Tex la fanno franca, e Carson viene trattato come un rincoglionito che si fa prendere a botte dal primo bullo di paese e Tex deve fargli da balia?)
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  36. Se ti metti a contare il tempo in cui dice la parola Boselli, come vuoi fare, anche meno di due minuti. Se invece CAPISCI QUELLO CHE DICE e SEGUI IL SUO DISCORSO, fatto in ITALIANO COMPRENSIBILISSIMO, capisci anche che fa tutto un discorso partendo dalle basi storiche ("Com'era Tex"), e le varie vicende ("ci sono quattro fasi", "poi viene nolitta", "poi vengo io che rifaccio un Tex come quello di GL Bonelli ma migliorato) per arrivare alla CONCLUSIONE che siamo nella quarta face in cui c'è Boselli che non è capace a scrivere Tex. Davvero, si chiama "discorso logico". Si parte dalle premesse, si costruisce l'argomentazione, e si tirano le conclusioni. Dovresti cominciare a farne nei tuoi post, così li riconosci meglio. TUTTO il discorso di Nizzi, partendo dalla premessa alla conclusione, più i rimandi successivi anche quando cambia discorso e continua a tornarci,è un unico attacco a Boselli. È l'argomento di tutto il suo intervento. (tu saresti capace di dire che il TG della sera parla della guerra in Ucraina solo 3 secondi, perchè sommando insieme tutto il tempo in cui pronunciano la frase "guerra in ucraina" si arriva a quello, mentre quando parlano di sanzioni, invio di armamenti, trattative, etc stanno parlando d'altro...)
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  37. Delle beghe tra il vecchio Nizzi che sembra un vecchio disco rotto, a ben vedere nel video si è solo ripetuto, le stesse cose le ha dette negli anni in cento altre occasioni e salse, poco mi interessa e anche a voi dico che non ci conviene rimestare nel fango, lasciamolo con il egocentrismo e con i suoi rancori vecchi e nuovi. Il problema principale è che è stato richiamato nel 2017 in un momento in cui la Casa editrice ha deciso di moltiplicare le uscite perché è un autore che conosce Tex, un autore che è capace dei scrivere 330 pagine di fila, un'autore destinato agli speciali, un autore cui il curatore corregge le virgole. Un autore che ha ancora un vasto seguito tra i lettori di Tex, tra i quali mi ci metto anche io. Questo viene a mancare. A Tex restano Boselli e Ruju. Poi avremo le guest star tipo Burattini, Zamberletti, il giovanotto promettente che sta scrivendo per la serie Tex Willer. E intanto Airoldi ti aumenta gli speciali in uscita. Io ci vedo un problema e mi dispiace vedere persone di una certa età litigare per delle scemenze, perché poi lo scotto lo pagheremo noi. Come sempre.
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  38. Ah.... OK, quindi il Faust di Goethe, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, e Lucifera di Leone Frollo sono "infantili" come il Tex di GL Bonelli perchè contengono evocazioni di demoni, un tema chiaramente buffo e infantile adatto per i bambini, mentre Topolino, i Barbapapà, e i Teletubbies sono più "adulti" perchè non li contengono (ma su Topolino non sei sicuro, è un po' che non lo leggi, magari in una storia Clrabella e Orazio diventano "infantili" evocando un demone con sacrifici umani) Grazie per il chiarimento, è importante capire la posizione e gli assunti di partenza per una critica per poterla valutare...
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  39. Io Winnipeg non l'ho letto, il tuo messaggio in realtà è scritto anche in modo abbastanza incomprensibile, e siccome sono stato abbastanza cortese ora te lo dico chiaro e tondo. A me di Winnipeg non frega nulla, questa storia l'ho capita e apprezzata senza sentirne il bisogno. Tu no, amen. La tua opinione non è legge, non devi spiegarmi come leggere Tex. E ho mostrato rispetto per una visione diversa su una questione, che diciamolo, è superficiale , e sulla quale mi sorprende la tua incapacità di andare oltre, ammettendo che esistano diversi punti di vista, anche solo per quieto vivere. Su questioni veramente serie che facciamo? Ci prendiamo a pizze? Io non amo questo genere di robe, evitiamo di comportarci da bambini che mollano il pallone e se ne vanno perché qualcuno osa contraddire su delle vere e proprie cazzate. Non ti ho detto che hai sbagliato, non ti ho imposto la mia visione, ma anzi offerto un punto di vista diverso senza screditarti o giudicare il tuo stile di lettura, che in alcuni casi adotto (e l'ho pure scritto!). Se poi scrivi dei pipponi atomici, la gente ti legge e risponde, e poi snobbi con un "non mi interessa proseguire la discussione" allora non proseguirla con l'ennesima frecciatina. Si, per me Tex se spara a qualcuno, nelle intenzioni non lo fa per agire da criminale. Tex non ucciderebbe mai un innocente, sapendolo innocente o esente da colpe gravi. Mi basta questo per sapere che a prescindere da tutto, Dallas serba un rancore sulla base di qualche errata convinzione o sulla base delle semplici emozioni. In aggiunta al fatto che la sotto trama non mi ha attirato, e te l'ho spiegato, per quale motivo mi devo leggere Winnipeg, sapendo che forse nemmeno mi attirerà, e interrompendo una lettura che invece riesco a seguire alla grande? La storia di cui stiamo discutendo qui, si capisce e si legge comunque senza Winnipeg. Diversamente si hanno grosse difficoltà di comprensione. C'è un tizio con un indiano alla ricerca di una vecchia fiamma o forse fidanzata, impegnata in una pericolosa spedizione. Quella donna ha incontrato Tex in passato e non scorre buon sangue e fa parte della spedizione che Tex intende recuperare in parallelo. Il tizio, l'indiano e Tex ad un certo punto decidono di unire le forze e solo alla fine si scoprirà se Dallas li odia ancora. Una sottotrama, poco esplorata, tanto da non essere risultata invitante per me. A me nemmeno è venuta voglia di cercare la storia precedente, forse la recupererò. Ti ho anche fatto l'esempio di Bandera, dove a mio avviso la mancata lettura dei due balenotteri non è obbligatoria ma rispetto al caso qui discusso, fino ad ora, rende molto più godibile la storia e aiuta a comprendere davvero alcuni passaggi. Io ti seguo spesso con interesse ma cortesemente evita di trattare me (poi con gli altri fai come ti pare perché non ho diritto di dir nulla sulla moderazione, anzi) con sufficienza o come se stessi parlando con uno studente a cui imporre la verità assoluta su come va letto e capito Tex. So comprendere un testo, e ho ancora la capacità per decidere come affrontare un fumetto anche a seconda di come va la mia giornata. Poi se tu vuoi incaponirti sulle virgole sempre e comunque e ne hai sempre la voglia, son felice per te. Sto sul forum per piacere di condivisione e mi presto cercando di scrivere cose sensate, spendendo tempo, e non per star dietro a certi atteggiamenti. Grazie!
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  40. Parte quinta. La rinascita (2017 - 2022) Nel corso del biennio 2015 e 2016 sono messe in lavorazione tra brevi e lunghe almeno cinque storie che figureranno negli anni successivi nei Maxi Tex. Una di queste avventure Mauro Boselli inizia a sceneggiarla intorno al mese di marzo 2015 e ne parla sul forum di Tex come di una storia epocale. "Nueces Valley", disegnata da Pasquale Del Vecchio vede una riduzione del numero delle pagine a 276 (la storia ne ha 254) e un ulteriore aumento di quaranta centesimi sul prezzo di copertina (6,90 euro). Il nuovo Maxi Tex è impreziosito anche da una nuova grafica nella copertina, voluta dalla Direzione per dare una scossa alla serie. Ma è soprattutto la storia incentrata sui pionieri della valle del Nueces, sull'infanzia di Tex, la famiglia e gli amici, i primi amori, le prime avventure e l'incontro con Jim Bridger a essere molto bella, forse troppo per figurare in una collana che fino ad allora non ne aveva ancora conosciuto di così importanti. Eppure la storia in partenza nasce proprio per il balenottero (ma il Tex giovane è già una realtà nella collana dei Cartonati "francesi" e in lavorazione c'è una storia "speciale" di Boselli con De Angelis ai disegni che, ancora i lettori non lo sanno, si appresta a diventare la prima avventura della nuova serie "Tex Willer") e non possiamo non vedere in questa mossa da parte di Boselli un tentativo (riuscitissimo) di riportare i Maxi Tex ai fasti dei primi anni. Nel 2018 il Maxi Tex raddoppia! Ne usciranno ormai due numeri all'anno, uno primaverile e uno (come di consueto) autunnale. Anche questa decisione parte dai piani alti della Sergio Bonelli Editore e l'intento è chiaramente quello di raddoppiare le vendite annuali della collana. La storia "La grande corsa", che ricorda il film western "Bite the bullet" di Richard Brooks, incentrata su una gara organizzata dal San Francisco Examiner (il giornale di Sam Brennan) da Tucson fino alla California con un ricco premio in palio, è abilmente sceneggiata da Ruju che è affiancato, come già sappiamo, da Diso che l'ha disegnata nel 2015. Il disegnatore romano è proprio la nota negativa di questo Maxi Tex, però va considerato che la redazione ne ha preso atto, a oggi non è stata infatti pubblicata ne la storia breve ne la storia "La guerra di Owl Creek" (entrambe con le sue chine) la cui pubblicazione è certa ma sarà diluita, per così dire, negli anni, e dopo aver realizzato le tavole di questa storia Diso è tornato su Mister No. Il secondo Maxi Tex del 2018 comporta due storie (com'era già successo nel 2000 e nel 2015). Il tentativo si ripeterà anche con i due Maxi Tex del 2019 e con quello autunnale del 2020 e primaverile del 2021 e del 2022. La redazione si preoccupa evidentemente di garantire l'uscita regolare di due balenotteri semestrali ogni anno. La formula delle due storie permette di non affidare le tavole a dei velocisti come Diso e Cossu, lasciando spazio a altri disegnatori che sono in grado di garantire una migliore resa grafica senza doverli tenere impegnati anni e anni su un'unica lunga storia. Un altro ostacolo non di poco conto per il curatore Boselli è il trovare degli sceneggiatori capaci di scrivere due sceneggiature all'anno di oltre trecento pagine! Per esempio uno di quelli a cui l'ha allora proposto è Recchioni che ha rifiutato, un altro è Claudio Nizzi allora di ritorno su Tex che nel 2017 imbastisce invece un Maxi Tex lungo per Alessandrini. Nel Maxi Tex "Deserto Mohave" troviamo dunque una storia di due albi che dà il titolo all'albo (come nel caso di quello del 2016 il titolo inglese "Mohave Desert" originario verrà italianizzato in fase di stampa), l'avventura è sceneggiata da Manfredi dal 2016 e disegnata nel suo piccolo scantinato di Casalnuovo da Nespolino (come racconta divertito in un'intervista a La Repubblica). L'altra storia breve è sceneggiata dalla primavera del 2011 da Faraci e disegnata da Ginosatis (il cui titolo è "L'ultimo treno da Stonewell"). Se la prima storia nasce per la serie regolare ed è dirottata sul Maxi Tex perché, come la giudicano sul forum di Tex i lettori, è interessante ma anche un po' "bizzarra" e "cervellotica", la seconda di Faraci, molto più vecchia, era stata pensata per un Almanacco del West, una storia rimasta in giacenza dunque, è anche l'ultima pubblicata di Faraci (in attesa, ovviamente, del Texone di Altuna ancora in fase di perenne realizzazione). In copertina troneggia il bollino sui settant'anni del personaggio e un fastidioso triangolino sul bordo superiore che pubblicizza le figurine allegate in regalo. Il Maxi Tex "Il cavallo di ferro" contiene due classiche storie western (l'altra è intitolata "La carovana dei Cherokee") di Mignacco illustrate entrambe da Cossu. Nell'autunno del 2017 Mauro Boselli ha infatti deciso di provare la carta dello sceneggiatore ligure che aveva in precedenza scritto una breve storia per un Color Tex. La prima avventura che inizia come il classico di GL Bonelli "Sangue Navajo" e finisce come l'altrettanto classico "Canyon Diablo", vede un giovane Dakota preparare la sua personale vendetta contro la compagnia ferroviaria per cui lavora. La trama si intona bene sulle note della canzone di Guccini "La locomotiva". La seconda storia con una pacifica carovana di Cherokee in balia degli Utes che sono sul sentiero di guerra ricorda una altro capolavoro bonelliano, "Terra Promessa" illustrato negli anni settanta da Ticci. Non citiamo a caso simili capolavori, il fatto è che entrambe le storie di questo Maxi Tex restano tiepide e lo sceneggiatore se non bocciato è per lo meno rimandato (non risultano in lavorazione altre sue storie). Il secondo Maxi Tex del 2019, il venticinquesimo della collana, ripropone la formula delle due (entrambe buone) storie questa volta di Pasquale Ruju. La prima è disegnata da Miguel Angel Repetto e segna un suo ritorno sulla collana (dove mancava dal 2012). La storia è pubblicata appena qualche mese dopo la morte dell'artista argentino che si è spento a Lujan all'età di quasi novant'anni qualche mese prima il 10 maggio 2019. La sceneggiatura, provvisoriamente intitolata "Il re di Chicago" (il titolo è poi leggermente modificato in fase di stampa), nasceva da un soggetto della primavera del 2012 destinato all'Almanacco del West. Repetto, che a causa di problemi di salute aveva notevolmente rallentato i tempi di lavorazione già con la precedente storia da lui illustrata(per l'appunto il Maxi Tex "La legge di Starker" di Faraci), dà il benestare solo per una storia di un albo, ne disegna novanta tavole e dopo appena qualche anno deve però fermarsi. La storia è completata da Bruzzo dopo la sua morte (nell'albo interviene a pagina 97 cercando di imitare il tratto del maestro argentino): è la seconda volta che nei Maxi Tex assistiamo a un avvicendamento di disegnatori dovuto alla morte di uno di essi, era già successo nel Maxi Tex del 2006 con Della Monica che aveva completato la storia precedentemente illustrata da Letteri. L'altra storia del Maxi Tex è intitolata "Tempesta" e nasce all'inizio del 2015 con il titolo di lavorazione "Sull'orlo dell'abisso" per la serie regolare con i disegni di Rossi. Il balenottero subisce un ulteriore rincaro, questa volta piuttosto pesante, addirittura di un euro ed è perciò ora venduto a 7,90 euro! Due storie di Ruju finiscono anche nel Maxi Tex primaverile del 2020. La prima, illustrata da Cossu e intitolata "Caccia a Tiger Jack", risale come soggetto ai primi mesi del 2019 ed è disegnata velocemente dall'artista romano. La storia ha il pregio di dare spazio al pard navajo di Tex, coinvolto in una storia tra le nevi che lo vede alle prese con la tratta di alcune giovani indiane. L'ambientazione invernale riesce anche a rendere più gradevoli le tavole di Cossu per via del suo tratto "pulito". La seconda è invece disegnata dal quasi ottantenne Mangiarano in arte Felmang. Nella primavera del 2016 Ruju inizia a sceneggiare la storia provvisoriamente intitolata "Abissi di follia" per l'Almanacco del West. Con il personaggio principale, molto particolare, una chiromante (la bella Alithia che ricorda una giovane Gina Lollobrigida) l'autore omaggia il classico di Tex "La dama di Picche". Con la chiusura degli Almanacchi del West cambia anche la destinazione di questa storia che è pubblicata nel balenottero con il titolo "Il veleno della Zingara". Come è avvenuto negli ultimi anni queste rimanenze pensate per l'Almanacco sono pubblicate affiancate a una storia di due albi destinata alla serie regolare (vedi tra gli ultimi Maxi Tex le storie "Desert Mohave" o "Tempesta"), non è il caso comunque di "Caccia a Tiger Jack" che nasce destinata proprio a questa collana. Felmang termina solo a ridosso della pubblicazione e le tavole vedono ripetuti interventi di Germano Ferri, per esempio nelle pp. 269/274 o in 304/318. Sul conteggio totale del numero delle pagine ne mancano tre, due tavole sono state tolte dalla storia illustrata da Cossu mentre per errore Ruju scrive una tavola in meno per la storia disegnata invece da Felmang! I tre fratelli Bill, Sam, Kid e Black sono dei personaggi creati da G.L. Bonelli negli anni cinquanta (le prime strisce uscirono più precisamente nel 1952) che conobbero un certo favore popolare negli anni settanta quando le loro storie furono ristampate negli albi della collana Rodeo. L'idea di un team-up con Tex è almeno dal 2016 nella testa dello sceneggiatore e si concretizza da parte di Mauro Boselli nell'autunno del 2017 un po' come una scommessa, la redazione infatti ritiene quelle vecchie storie ormai sorpassate. Il Maxi Tex ha anche un'altra particolarità, si ricollega infatti alla storia "Netdahe" appena uscita sulla serie regolare con i disegni di Seijas che per l'appunto aveva un finale aperto sulla quale la storia del balenottero disegnata da Piccinelli si innesta. Simpatici, spericolati ma anche sopra le righe, i tre fratelli riescono nella sceneggiatura di Boselli a rimanere loro stessi e a convivere, senza troppo rubargli la scena, con Tex che come tutti i personaggi nati dalla penna di Bonelli padre a loro somiglia. La storia non è un capolavoro ma una di quelle che comunque segnano positivamente la collana dei Maxi Tex, tanto che l'autore ha pensato a un nuovo team-up con un altro personaggio bonelliano, questa volta il detective Rick Master, in una storia attualmente in fase di realizzazione con i disegni di Benevento e destinata a uno dei Maxi Tex dei prossimi anni. Nella primavera del 2021 si ritorna a un Maxi Tex con due storie. La prima è di Claudio Nizzi e nasce da un soggetto approvato nell'autunno 2018 con il titolo di lavorazione di "Dragoon Mountains". I disegni sono di Rodolfo Torti che per lui ha già illustrato una breve storia di 32 pagine per un Color Tex. Questo è il sesto Maxi Tex di Nizzi che mancava nella collana dal 2008, è infatti uno di quegli autori rari che conoscono Tex e hanno il favore del pubblico richiamati nello staff da parte di Boselli proprio per la sua capacità di produrre storie lunghe da destinare al balenottero (dalla primavera del 2017 infatti è in lavorazione "La grande congiura" una sua lunga e complessa avventura ambientata in parte in Arizona e in parte a Washington con i disegni di Alessandrini che sarà pubblicata molto probabilmente nel prossimo ottobre, mentre un'altra storia da tre albi da lui sceneggiata nel 2021 e quasi ultimata dal velocissimo Casertano potrà essere pubblicata già dal prossimo anno forse proprio su un Maxi Tex). L'altra storia "Neve rossa" è un'altra di quelle destinate originariamente all'Almanacco del West e rimaste a lungo in giacenza per essere poi pubblicate con una storia di due albi (come già "Caccia a Tiger Jack" anche "Il segreto della missione spagnola" nasce commissionata però per il Maxi, anche per via dei disegni che troverebbero difficilmente spazio nella serie regolare). Il soggetto di Ruju nasce nell'autunno del 2013 per José Ortiz che prima di morire fa appena in tempo a realizzare le matite di due tavole, viene quindi affidata a De Luca, qui alla sua prima storia western. Per Boselli sarà una storia destinata a restare unica, se infatti ne riconosce la bontà dei disegni, li ritiene poco adatti a Tex. Ancora una volta dobbiamo mettere in risalto da una parte gli interventi di una grafica invasiva con il bollino degli ottant'anni della Casa editrice e lo strillo triangolare che pubblicizza nel bordo superiore la medaglia in omaggio, dall'altra invece il cospicuo aumento di prezzo ancora di un euro, con il costo portato a 8,90 euro (erano 6,50 euro appena cinque anni prima). E veniamo a "Mississipi Ring", l'ultimo Maxi Tex, il ventinovesimo, uscito nell'ottobre 2021 con i testi di Manfredi e i disegni di Rotundo il cui Texone è andato in edicola nel mese di giugno. La storia è in lavorazione dall'autunno 2015 e con il titolo di lavorazione "Sulle rive del Mississipi" è prevista inizialmente per la serie regolare. Mauro Boselli a proposito della trama, dà un'analisi esemplificativa dello stile di Manfredi: "[...] è un viaggio lineare diviso in tre capitoli relativi ai diversi testimoni. In ogni capitolo appaiono nuovi personaggi e quelli precedenti (vedi il sicario delle prime cento pagine) vengono quasi accantonati [...] Il comportamento dei personaggi è manfredianamente e postmodernamente imprevedibile e bizzarro e i dettagli sono coloriti e barocchi [... ] Anche i motivo del contendere è complesso e poco limpido, con dettagli politico-sociali postmodernisti". Lo stesso curatore, sempre nel forum di Tex, parla anche di una sceneggiatura pesantemente riscritta nei dialoghi: "Le sequenze dinamiche sono tutte salve, mentre i dialoghi totalmente anacronistici, filosofici, politici o semplicemente "strani" e fuori centro sono stati eliminati o ridotti all'osso" e spiega anche perché alla fine la storia sia stata pubblicata sul balenottero: "Con questo andamento bizzarro e picaresco andava letta tutta assieme e non era adatta alla regolare". In effetti il dirottamento è reso possibile anche soprattutto dalla certezza della pubblicazione sulla serie regolare della storia in quattro albi di Boselli e Bruzzo. Con le correzioni apportate resta alla fine buon Maxi Tex da leggere e che riesce anche a divertire, certo Manfredi non è Boselli e anche i disegni di Rotundo sono forse un po' troppo personali. *** E con questo abbiamo concluso la breve, ma spero esauriente, storia di questa collana. Sulle nuove storie in lavorazione Mauro Boselli non si è voluto sbottonare e custodisce gelosamente i segreti della redazione, non ci provo nemmeno a tentare di tracciare il futuro di questa collana di cui abbiamo notizie solo frammentarie. Voglio però soffermarmi su due aspetti che generano un po' di preoccupazione: a ) il primo è l'aumento di prezzo biennale di un euro che ci porterà ben presto a pagare il Maxi Tex dieci euro e va bene quando le storie sono di tre albi e pensate in grande da Boselli, va molto meno bene quando le storie sono due per albo e risultano prive di "mordente" e illustrate da disegnatori che sono ormai vecchie glorie poco adatte a Tex e forse poco adatte al western in generale. b ) Anche se le storie di un albo in giacenza dovrebbero essere quasi finite (con il prossimo Maxi Tex ne eliminiamo altre due di Scascitelli dalla lista di quelle in giacenza da tempo, incombe però sempre la minaccia di una storia breve di Diso che ha disegnato circa dieci anni fa) resta il grande problema delle storie lunghe di tre albi. Il Maxi Tex è nato come contenitore di un'unica lunga storia di trecentotrenta pagine che i lettori potevano leggere in una volta sola, nel 2000 c'è stato il caso del Maxi Tex con le due storie di Repetto ma doveva restare un'eccezione e lo è rimasta a lungo! Negli ultimi dieci anni però i Maxi Tex hanno ospitato invece spesso due storie e questo può piacere e non piacere. Le storie lunghe le abbiamo avute con Boselli (e che storie!) ma Ruju ha evidenti difficoltà nel confrontarsi con le storie di più di 220 tavole. Su Nizzi sappiamo di poter contare con almeno altre due storie lunghe da pubblicare, ma anagraficamente... Manfredi resta lontano dalla Bonelli e le sue storie sono oggetto di correzioni profonde, revisioni che a leggere le parole di Boselli in redazione non sembrano più volersi fare carico. Venendo al dunque, la Direzione vuole i due Maxi Tex annuali, ce li farà pagare dieci euro, ci scorderemo le storie di tre albi se non con pubblicazioni una tantum (conto quattro storie lunghe più quella di Altuna se mai la finirà). Ho voluto intitolare quest'ultima parte "La rinascita" perché innegabilmente non si possono non cogliere i tentativi finora fatti per rimettere in sesto la collana, ma gli interrogativi restano pesanti e sono nodi difficili da sciogliere. Se questo è un discorso troppo pessimista lo diranno, spero, i commenti in questa discussione. E lo dirà una programmazione editoriale sulla quale per il momento Boselli non vuole sbilanciarsi, spero possa almeno rassicurarci su queste nere previsioni.
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  41. Parte quarta. Gli anni di Faraci e Ruju (2011 - 2016) Quello uscito nell'ottobre 2011 è il primo Maxi Tex pubblicato dopo la scomparsa dell'editore. I lettori sanno già anche che sarà l'ultimo sceneggiato dallo spagnolo, il quinto in coppia con l'amico Ortiz. A confermarlo, appena pochi mesi dopo, nel gennaio 2012, sarà anche la morte dello stesso Segura avvenuta a Valencia. Se guardiamo la programmazione dei Maxi Tex di quegli anni, osserviamo che tra il 2007 e il 2008 sono messi in lavorazione tre Maxi Tex (ma uno è in realtà il Texone di Fernandez che viene dirottato subito sul balenottero) che copriranno le uscite tra il 2011 e il 2013, mentre nel biennio 2009 e 2010 non viene avviata nessuna nuova avventura destinata a questo speciale. Tra il 2011 e il 2015 solo la velocità di disegnatori come Diso e Cossu permetterà la regolare uscita dei Maxi Tex con delle storie che riscontreranno il consenso dei lettori ma risulteranno anche penalizzate sotto il punto di vista grafico. Ritornando a parlare dello speciale "L'ora del massacro" il cui soggetto risale all'autunno del 2008, è una storia cupa e crepuscolare che vede un convoglio di cinque pendagli da forca diretto a Phoenix e scortato da Tex e da un gruppo di Rangers attaccato da misteriosi assalitori che liberano i prigionieri, che in breve tempo, dopo essersi dispersi, fanno perdere le loro tracce. La trama della storia ricalca un po' quella del precedente Maxi Tex di Segura, la sceneggiatura è rivista da Canzio e Boselli, si parla anche di 24 pagine con sequenze lunghe e troppo dispersive che vengono tagliate in fase redazionale. A peggiorare il tutto dei disegni di Ortiz non all'altezza! Le 324 pagine del Maxi Tex "La legge di Starker" (il titolo di lavorazione della storia pare fosse "La legge di Starkey", se c'è stato un cambiamento finale nel nome dell'antagonista questo potrebbe essere dovuto alla presenza in un recente Almanacco del West di Boselli e Danubio intitolato "La città del male" di un cattivo che aveva lo stesso cognome) sembra essere l'ultimo lavoro di Repetto che si è messo a lavorare sulla storia nell'autunno del 2007 e l'ha faticosamente portata a conclusione solo più di quattro anni dopo nei primi mesi del 2012. Si scopre poi un po' a sorpresa che si è messo al lavoro su una storia breve commissionata a Ruju per un Almanacco del West e ambientata a Chicago, anche questa sarà segnata da una lavorazione ancora più sofferta - il disegnatore resterà a lungo fermo a causa della malattia quando mancavano poche pagine dalla fine - sarà poi pubblicata proprio su un Maxi Tex nel 2019 di cui parleremo nell'ultima parte). Il protagonista del secondo Maxi Tex di Faraci è il temuto sceriffo Gregory Starker che rappresenta la legge a Blackfalls nella cui main street troneggia un cappio appeso a una forca. Tex, giunto in città, non tarderà a sentire puzza di bruciato. Il balenottero mediamente piace ai lettori che lo giudicano come uno dei migliori degli ultimi anni! Passa quasi inosservato l'aumento di trenta centesimi in copertina. Intorno al 2008 Boselli si mette al lavoro su un Texone per l'argentino Lito Fernandez intitolato provvisoriamente "Alaska" (il titolo sarà poi confermato in fase di stampa) che si ricollega un po', per la sua ambientazione, allo storico Maxi Tex di Boselli e Font "Nei territori del Nord Ovest" (non a caso della storia fanno parte sia Gros-Jean che Kathy Dawn). L'avventura imbastita da Boselli tra i fiordi dell'Alaska vede contrapposti da una parte la curma del capitano Roscoe e dall'altra i nativi Tlingit e il motivo del contendere è la misteriosa scomparsa di alcune giovani indiane... Quando Boselli è arrivato a circa pagina 50 giungono in redazione le prime venti tavole disegnate in modo alquanto scadente e poco professionale. Il fatto è che il disegnatore dirige una scuola ed è solito assegnare ai suoi allievi le matite delle sue storie che poi lui inchiostra. Sergio, che per ragioni contrattuali non può rispedire al mittente quelle prime tavole inguardabili (monetizzando un Texone costa all'editore non meno di 100000 euro) ordina a Boselli di proseguire con la sceneggiatura che diventa però, allungata di un centinaio di pagine, quella di un Maxi Tex. In un'intervista Fernandez giunge addirittura a lamentarsi della lunghezza della storia che per lui non finiva mai! In fase redazionale i disegni sono anche rivisti e corretti dai grafici della Bonelli: i personaggi sono per esempio uniformati a livello dei volti e dei vestiti che originariamente cambiavano da una tavola all'altra. Anche la storia che beneficiava di un soggetto originale che Boselli aveva tratto dai miti e dalle leggende del Nord risulta fiacca, l'autore mostra manifestamente difficoltà a lavorare partendo dal presupposto che le tavole saranno poi illustrate in un modo ai limiti dell'infantile, è l'unica storia di cui si pente, anni dopo dichiara che se mai si manifestasse l'occasione, sarebbe pronto a riscrivere e a farla ridisegnare, per esempio da Font. Tra i lettori si discute molto sull'opportunità della pubblicazione di un albo come questo, tenuto conto che c'era almeno un Maxi Tex disegnato da Diso pronto (e che sarà pubblicato l'anno successivo), alla fine valgono le ragioni meramente economiche e nelle edicole va il peggiore dei Maxi Tex, tra l'incredulità generale che si può leggere nei volti dei lettori per esempio nelle varie fiere del Fumetto del 2013. La china si risale lentamente anche con un Maxi Tex come quello pubblicato nel 2014. Infatti la storia di Ruju ottiene mediamente il consenso dei lettori, alle matite e inchiostri c'è invece il veterano Diso al suo quarto Maxi Tex, che ha iniziato a disegnare nella primavera del 2011 e con la sua media di una tavola disegnata al giorno ha finito poco più di un anno dopo. Tanto per chiarire le idee sulla velocità del disegnatore romano, sempre su testi di Ruju nell'autunno del 2012 si mette al lavoro su una storia di 146 tavole ancora inedita, nell'autunno del 2013 inizia un altro Maxi Tex intitolato provvisoriamente "La guerra di Owl Creek" ancora inedito, alla fine del 2014 inizia infine la sua ultima storia per Tex, è "La grande corsa"che finirà sul Maxi Tex dell'aprile 2018. L'avamposto dell'infamia, incentrato su un gruppo di disertori che dopo aver ucciso a tradimento il loro capitano per appropriarsi delle paghe dell'esercito, si rifugia in pieno territorio indiano in un avamposto abbandonato che dà il titolo alla storia, è la prima storia lunga di tre albi scritta da Ruju per Tex. Nuovo aumento in copertina di venti centesimi, Il Maxi Tex costa ora 6,50 euro. Nel 2015 Il Maxi Tex ritorna alla formula già sperimentata nel 2000, contiene infatti due storie che Faraci sceneggia nel 2013 per due disegnatori diversi. La prima a figurare nell'albo è quella di Cossu, "La rabbia di Rick Melville", un soggetto che ha la stessa base di partenza di altre storie sceneggiate da Faraci, in cui vediamo Tex giungere in aiuto del protagonista che pur di vendicarsi rischia di cadere in una spirale di sangue. La seconda storia intitolata "Il prezzo dell'odio" (che era anche il titolo di lavorazione) è illustrata (male) da Ortiz che morirà a Valencia il 23 dicembre del 2013 dopo averla finita. Il soggetto, più incalzante e meno prevedibile del primo, vede questa volta Tex riscattare da un'accusa falsa una banda di ribelli apache. La bella copertina di Claudio Villa, che riscuote parecchi consensi tra i lettori, presenta un titolo diverso "La giustizia di Tex" che, come spiega Tito Faraci, è stato scelto opportunamente per il filo conduttore che le due storie hanno in comune, per l'appunto il concetto di giustizia per Tex. Blackbull Bridge, ai tempi della guerra civile, fu il teatro di una sanguinosa battaglia. Quello che ne fu l'eroe, il maggiore sudista Sizemore, tenta ora di accaparrarsi le terre al di là del fiume e del ponte, dove sorge la cittadina di Bellefolk abitata da ex schiavi neri. La storia sceneggiata da Ruju nel 2015 per il veloce Cossu è, non a caso, intitolata provvisoriamente "Battle bridge", titolo che poi conserva nella copertina dell'albo tradotto però in italiano. La storia del ventesimo Maxi Tex del 2016 con un soggetto trito e ritrito convince i lettori senza però destare entusiasmi particolari, nelle 288 pagine mancano infatti guizzi e scene a sorpresa degne di nota e i disegni dell'onesto mestierante Cossu non soddisfano tutti i palati!
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  42. Il motivo ovvio è "per far sapere che c'è una storia con Mefisto". Ma se è quello il motivo razionale, vuol dire che la scelta è IRRAZIONALE. Ti pare razionale, se vuoi far sapere agli (ex-lettori che c'è mefisto... mettere una patacchetta che vedranno SOLO quelli che l'albo lo esaminano? Non sarebbe stato magari più razionale mettere "mefisto" nel titolo e in copertina? Cioè,, mi pare evidente, quale di queste due copertine dice di più "c'è Mefisto qui dentro"? È razionale, quando vuoi STRILLARE "C'è Mefisto qui dentro", NON mettere Mefisto in evidenza nel titolo o nella copertina... e invece metterci una patacchina che non si vede se non prendi in mano l'albo? Una roba che sembra solo uno scarabocchio e che affolla solamente una copertina sempre più affollata rendendola meno elegante e invitante? A parte del DIMENSIONI del nome "Mefisto" nelle due copertine, c'è proprio la "filosofia editoriale": nella copertina del 501, e in generale nelle copertine "classiche" di Tex: ad "annunciare" la storia c'è non solo il titolo (l'unico titolo nella pagina), ma c'è soprattutto il disegno di Villa, che è quello a cui viene affidato il compito di dare emozioni invitanto i lettori all'acquisto. Oggi, la filosofia editoriale che vedo dalle pataccate onnipresenti è "copriamo i disegni di copertina, non facciamoli vedere, mettiamo invece una valanga di scritte pubblicitarie per coprirli" Funziona? Voglio dire, con tutte le patacchine aggiunte negli ultimi tempi, rispetto ai tempi in cui non si usavano certi strabilianti trucchi di marketing, di quanto sono aumentati i lettori? Raddoppiati? Triplicati? Come erano ingenui alla Bonelli quando non le usavano, di sicuro vendevano pochissimo... L'esempio di Dampyr c'entra come i cavoli a merenda: un caso equivalente sarebbe invece un albo come "Harlan Contro Draka": hai usato un bollino "Draka inside"? O hai messo come titolo appunto "Harlan Contro Draka", con Draka ben in evidenza in copertina? "Dampyr le origini" indica una cosa che non puoi rappresentare così evidentemente in copertina. Ed è rivolta anche a chi Dampyr non lo conosce (mentre cosa capisce di "mefisto" uno che Tex non lo conosce?). E Dampyr in ogni caso riduce rispetto a Tex la possibilità di far richiamo con il titolo e basta, essendo così piccolo e sempre con gli stessi font.
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  43. Certo, magari le alternative c'erano. Ma qui Felipe ha forse voluto partecipare all'azione, e il rischio era calcolato (il fatto che Tex potesse intervenire in ogni momento non me l'invento io, è stata una sua valutazione, e non glie la fa fare solo Ruju, tante altre volte Tex interviene al momento giusto sapendo di potercela fare). È poi Felipe che manda tutto letteralmente all'aria, non solo la diga ma anche il piano di Tex. L'azzardo c'è, innegabile, ma forse il peone ha voluto avere una parte attiva nell'ultima battaglia; in fin dei conti, era stato il più combattivo tra i contadini, il loro leader. Quindi accetta di fare da esca, o magari lo propone lui. Sa che Tex interverrà, e lo farà al momento giusto. Il piano della bomba poi sorprende un pò tutti, anche lo stesso Tex. E gli eventi precipitano. In definitiva, l'azzardo lo vedo e l'ho detto sin dai miei primi post, ma questo non mi porta a pensare che il vero Tex non farebbe mai una cosa del genere. Poi, un altro discorso è che Ruju voleva il finale a effetto e il "colpetto di scenetta" in nome del quale ha forzato la mano. Anche qui, il colpo di scena a me è piaciuto, il protagonista è Felipe, un vinto che trova la propria vendetta. Poi io capisco tutte le tue perplessità, o meglio i tuoi strali, ma penso che molte storie, in tanti passaggi chiave, non reggerebbero ad esami approfonditi di ciò che accade davvero. E non solo quelle di Nizzi
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  44. Tex ha messo lì un'esca, scelta azzardata ma non scandalosa. Se Samargo cerca di ucciderlo, Tex interviene; se non lo fa perché colto da un'accesso di gratitudine per il salvataggio della figlia, Tex si inventera' qualcos'altro per incriminarlo. Se la situazione non ha un lieto fine, è solo per una PRECISA scelta PERSONALE di Felipe, per la sua rabbia, il suo vissuto che viene fuori con un cupio dissolvi ineluttabile. Tex è lì, pronto a vincere, come tante altre volte ha fatto. Cosa doveva fare Tex? Ammazzare il padre della ragazza che aveva salvato a sangue freddo? Fare saltare una diga che si può ricostruire? Si inventa un piano azzardato, che fallisce per le noble geste di Felipe, un bel personaggio di quello che resta una buona storia texiana. Io continuo a dire "bravo" a Ruju.
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  45. Senza offesa, Diablero, ma non si può criticare una storia facendo supposizioni su quello che sarebbe successo se... o su come Ruju avrebbe fatto agire Tex se... ossia su ipotesi tue che però non sono dimostrabili. Questo Tex iperlegalista (o sbirro ottuso) che sarebbe andato per tribunali è una tua idiosincrasia, che non ha riscontro nella sceneggiatura di questa storia. La nuova moda del forum è commentare le storie di Tex e criticarle dicendo che Tex non fa niente, non è importante, e fanno tutto gli altri. Nelle storie di Boselli ormai è un must: Tex passa solo di lì e fanno tutto gli altri comprimari, e anche se non ci fosse sarebbe quasi lo stesso! Addirittura il tipo di soggetto si contesta: cosa ci fa Tex in una storia di navi perdute? Non è mica un fumetto di esplorazioni artiche! Adesso anche con Ruju i nostri eroi sono inutili: peccato che in questa storia (di sole 46 pagine, vorrei ricordarlo) Tex e Carson arrivano, si informano, prendono a pugni lo sgherro di don Vicente, stanno per scontrarsi anche con il boss, poi però devono liberare la figlia, uccidono i rapitori, e nel finale prendono a fucilate il boss e i suoi sgherri. Mi sembra che di cose ne facciano parecchie... L'idea di Ruju, più che sul finale col botto, mi sembra centrata sul personaggio di Felipe: è lui che si salva dalla strage, è lui che i pards devono cercare, è lui che fa rapire Camila, è lui che si sacrifica nel finale (che non è un colpo di scena del cavolo, o tamarro, è un scena drammatica come ce ne sono tante in Tex, molto diversa per esempio da quella invece assurda del cannone pieno di soldi con cui scappa il cattivo nell'ultimo Texone). Questa importanza di Felipe però non significa che Tex e Carson siano ininfluenti. E' come dire che ne "Gli invincibili" Tex non conta un tubo, contano solo gli irlandesi... Questo argomento non ha senso. Come doveva essere il soggetto? Tex che aiuta i contadini nella rivolta armata contro il ricco ranchero? Che fa saltare la diga e poi, alla reazione degli avversari, ammazza tutti e fine? Va bene, poteva essere interessante anche fatta così, la storia, a me non sarebbe dispiaciuta, ma Ruju ha preferito un soggetto diverso. Può piacere o meno, ma non si può criticare una storia come se fosse scontato che DOVEVA ESSERE RACCONTATA PER FORZA IN UN ALTRO MODO. In base a che cosa? Al manuale del perfetto sceneggiatore? Ruju ha deciso di inserire il personaggio di Felipe e la scena del rapimento, invece di farne un'altra, così come Boselli ha inserito il rapimento di Dawn da parte di Tornuak nella storia delle navi perdute. Era inutile rispetto alla trama principale? Si poteva escogitare qualcos'altro di meglio? Boh, quella è la storia... Anche qui... Le rivolte contadine erano spesso così, purtroppo, poco organizzate e inefficaci, con forconi e zappe... Poi c'erano anche quelle più armate e agguerrite, ma vorrei ricordare che Tex non è Ken Parker. E anche in Ken Parker, poi, gli operai in "Sciopero" vengono fatti fuori dalla polizia in quattro e quattr'otto nel finale. Anche loro poveri suicidi? Su questo invece posso essere d'accordo: usare Felipe come esca è un fortissimo azzardo, perché era chiaro che avrebbero cercato di ucciderlo ma il modo era troppo imprevedibile e le possibilità che Felipe ci lasciasse le penne erano altissime (come di fatto è stato). Ruju poteva trovare un'altra soluzione e concludere col sacrificio di Felipe, ma senza però farne ricadere le responsabilità anche su Tex. E' vero, ma secondo me questo non rovina la storia... Questo però no... Seriamente, qui se non ci fosse stato Tex, a Felipe avrebbero sparato subito e boom. Questa è una critica pretestuosa per poter dire ancora una volta che Tex non conta niente. In realtà nel finale Ruju vuol forse lasciar intendere che è Felipe a volersi riscattare in tutti i modi (si sente in colpa per il rapimento di Camila) arrivando fino al sacrificio di sé, mentre Tex cerca di salvarlo (spara alla miccia e dice di non farlo). Tex sarebbe riuscito ad eliminare gli avversari anche senza il suicidio di Felipe, visto che Tex è Tex, e avrebbe salvato anche lui, se non avesse deciso diversamente . Ma forse andava aggiunto qualche balloon per spiegare meglio le intenzioni dei personaggi.
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  46. Un effetto indiscusso "Bandera!" ce l'ha avuto: trasformare un topic del forum di appassionati di Tex in una sezione ormai del tutto monopolizzata da opinioni su Zagor fuori dal contesto del racconto relativo al titolo. Ad uso e consumo di chi ha preso a confrontarsi solo con il canone di quel personaggio, con le sue storie autonome, con i diversi stili dei suoi autori; in maniera sempre più particolare e distante dal tema originario: un albo della serie Tex Willer. Per un po' ci poteva stare. Alla lunga ci sta ancora: sulle scatole di qualcuno, magari, scusate la franchezza. Per farla breve: chi lo fa, di parlare solo di Zagor, potrebbe aprire un altro, apposito topic (come quello su John Wayne, ad esempio)?
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  47. Basta vedere la seconda vignetta di pagina 5 del 502... Che occhi sono quelli? (e glieli fa così per tutta la storia, sempre spalancati in ogni occasione, tipo fanali, con minuscole pupille). O la quarta vignetta di pagina 20 dove oltre agli occhi tipo fanali gli fa la boccuccia a culo di gallina. E la prima striscia di pagina 28, sempre del 502, sempre con i fanali e il culo di gallina? E sono le prime che ho trovato aprendo l'albo a caso... All'epoca Villa faceva personaggi eccessivamente "espressivi", al limite del caricaturale, in stile quasi "marvel". Oggi i suoi personaggi sono molto più "naturali". Però in quella storia questa cosa è eccessivamente "caricata", molto più che nelle sue storie precedenti. Mi pare chiaro che, quando si prepara una storia come questa, si fanno le "prove dei personaggi" e si fanno vedere al curatore (o allo sceneggiatore se il curatore non c'è o non se ne occupa). Non è stato certo Villa fra le varie prove che avrà fatto a scegliere il modello "occhioni fa cerbiatto e boccuccia da gallina" Ma mica solo Mefisto è caricaturale. Guarda Loa a pagina 106 del numero 501... Riguardo ai dinosauri... fanno il paio con il retrobottega!!!!! Ma santo xxx, ME LI RICORDO SOLO IO I MOSTRI DI GALEP, E I VECCHI COVI DI MEFISTO???? AVETE PERSO LA MEMORIA???? Mefisto stava in castelli nella foresta da cui usciva una misteriosa e sinistra musica di un organo! Oppure su una mesa desolata, adornata di teschi! Antiche rovine illuminate daslla luna! Sotterranei misteriosi pieni di trappole! E nella Mefistolata lo mettono IN UN RETROBOTTEGA e il suo "piano diabolico" è RAPINARE DILIGENZE a capo di un gruppo di cowboy sfigati come un anonimo boss di terza categoria! Di conseguenza, questa TOTALE MANCANZA DI FANTASIA E DI SENSE OF WONDER si trasmette anche ai suoi mostri! Stavolta Mefisto non evoca più demoni, creature infernali, scimmioni giganteschi, scheletri ambulanti, no... ha aperto un ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA E HA RICOPIATO UN DINOSAURO! Mefisto è diventato un COPIONE SENZA FANTASIA! (e anche qui, chi è che ha scritto "dinosauri" nella sceneggiatura secondo voi? Villa?)
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  48. A me è piaciuto molto: un ottimo Maxi e una storia tipicamente manfrediana. Di boselliano c’è forse solo la tendenza - nella seconda parte della storia - a raddoppiare, triplicare gli avversari e gli ostacoli prima del gran finale, un po’ come nel Texone di Villa o in altre avventure, mi pare. E’ tipicamente manfrediano invece l’utilizzo della Storia del West ai fini di critica sociale, in questo caso lo spaccio di whisky scadente, la corruzione dilagante seguita alla fine della Guerra civile, l’insistenza sui massacri del conflitto (ma a me il flash-back non sembra fine a se stesso, anzi serve a dare un passato e un carattere al sicario Drunky e al colonnello Dickinson, oltre che spiegare come capitan Destiny , ufficiale nordista, è diventato un delinquente utilizzando la “rete” creata durante la guerra). In Boselli l’utilizzo della Storia è più sfumato, meno critico, più inserito nell’intreccio in modo naturale, vedi per es. Lincoln e i suoi discorsi in "Pinkerton Lady". Manfredi vuole alla fine dare sempre un messaggio socio-politico, valido ancora oggi, vedi il bisogno di giustizia contro il malaffare dilagante, vedi l’importanza che dedica alla figura del Giudice nelle ultime pagine e dei collaboratori di giustizia (così come in storie precedenti l’acqua per tutti, il petrolio, i candidati a governatore, ecc). Ma la differenza più grande è nell’utilizzo dei personaggi. Manfredi li caratterizza soprattutto socialmente (il militare, il lavoratore del porto, lo speculatore, l’ispettore del cotone, la vedova proibizionista, ecc.), in questo è un po’ "verista" (visto che qualche giorno fa si parlava di Verga), i suoi personaggi sono condizionati dalla società e dal ruolo che hanno in essa, sono meno complessi di quelli di Boselli, più monodimensionali (in Tex almeno, in altri suoi fumetti secondo me è diverso). Io però non li definirei post-moderni e imprevedibili, in questa storia tutti agiscono con motivazioni ben chiare, psicologicamente motivate (la vendetta del killer, la fame di gloria del militare, il bisogno di avventura dell’armaiolo, la giustizia, i soldi, la vedova che vuole onorare la memoria del marito morto alcolizzato, ecc.). Boselli è più “romantico” (nel senso più ampio della parola), i suoi personaggi sono mossi soprattutto dalle loro passioni (positive o negative), sono più complessi e padroni di sé, tendono al dramma o alla tragedia, possono cambiare nel corso della vicenda o del tempo. Manfredi in Tex, pur creando storie a volte cupe, tende alla satira, qualche volta alla commedia, o addirittura alla farsa (vedi la storia “Oro nero”), più che alla tragedia, e i personaggi sembrano immobili nei loro difetti, ormai sclerotizzati nel loro ruolo, più cinici e disillusi. L’esempio perfetto è il personaggio del killer Drunky. All’inizio sembra boselliano, un killer con l’anima, ci appare quasi simpatico nella sua malinconia (nel flash back in lacrime), poi Manfredi se lo perde per strada e alla fine ce lo mostra un semplice killer vendicativo, incapace di cambiare o solo di mostrarsi più umano (Boselli ne avrebbe fatto forse un personaggio alla Mondego, dei “Sabotatori”). I personaggi di Boselli sono più classici, tendono a umanizzarsi o ad apparire tali, anche quelli malvagi (Ray Clemmons, Bethany, Kid Rodelo, il cacciatore di taglie in “Morte nella nebbia”, ecc.), visti anche nelle loro fragilità e complessità. I personaggi di Manfredi tendono invece a disumanizzarsi, a diventare nel corso della storia antipatici (in questa storia la vedova, il militare non evolvono caratterialmente, anzi), un po’ come il mondo che li circonda, un west crepuscolare, marcio, che corrompe un po’ tutti. Tex e Carson sono visti da Manfredi soprattutto come rangers, uomini di legge, che magari usano a volte metodi poco ortodossi (vedi il finale de “La grande sete” con la diga che salta), ma sempre col distintivo pronto, per far trionfare la legge (addirittura in “Oro nero” Tex diventa pubblico ministero). C’è da dire che per loro la legge - e in questa storia è chiarissimo - non è certo quella al servizio dei potenti, ma al contrario è una salvaguardia per i più deboli (vedi l’ultima pagina: gli eroi veri sono i proletari), anche se la giustizia vera, per Manfredi, è difficile da ottenere. Concludendo, a me questo Maxi è piaciuto, anche i disegni e le atmosfere di Rotundo. La scena più bella è quella della copertina, lo scontro di Tex e del killer Drunky al castello e sulla scogliera. Peccato - come detto - che il personaggio di Drunky con l’armonica a bocca non sia stato poi sviluppato. Notevoli anche le scene sul fiume, tra le nebbie o negli scali portuali, tra la varia umanità che li popola. In sintesi una delle migliori prove di Manfredi su Tex, secondo me. E la migliore storia di Tex del 2021 (aspettiamo però di leggere “Alla ricerca delle navi perdute”).
    4 points
  49. Il conteggio delle centinaia spinge per me ad unire periodi diversi. Per me fino al 709 siamo in un periodo, dal 710 in un altro (e visto che il 710 era in edicola allo scoccare del nuovo decennio, parlerei di "tex del anni 202x" più che di Tex post-700. Come delimitazione, come sempre, è un po' semplicistica e simbolica, perché con il 710 c'è un evento importante: il ritorno di Nizzi sulla serie regolare. Visto che per fare gli albi ci vuole del tempo, ovviamente la decisione non è avvenuta proprio in quel momento, ma è segno molto importante: richiamare Nizzi indica chiaramente che (1) lo staff attuale non ce la faceva più, e (2) la ricerca di nuovi autori per Tex non ha dato frutti. Per me è la certificazione di alzare le braccia al cielo, di una resa, del dire "la casa editrice vuole tavole su tavole, e allora basta, chissenefrega della qualità, riprendiamo Nizzi" (o, se siete più benevoli con Nizzi di me, del dire "basta, certifichiamo che non è possibile trovare autori di fumetti per Tex più bravi di Nizzi, riprendiamoci il pensionato che abbiamo mandato via anni fa", che sarà più benevola come formulazione per Nizzi, ma è una condanna senza appello per il panorama attuale degli sceneggiatori italiani: che futuro può avere Tex?) Sarà un caso, o un allentare delle briglie, o l'effetto della richiesta di più tavole, chi lo sa, ma praticamente in contemporanea o subito dopo Ruju entra in caduta libera, ogni storia peggio della precedente. Prima alcune sue storie mi erano piaciute, dopo nessuna. Un problema di programmazione causato da covid porta persino all'arrivo di un Zamberletti non ancora pronto sulla serie regolare, con una storia che era destinata ad un collaterale. La sovrapproduzione porta anche a diluire parecchio le storie di Boselli. In realtà il livello medio delle sue storie non lo trovo particolarmente peggiorato, in questo periodo ci sono storie ottime. Solo che sono su Tex Willer, o sui Texoni o sui Maxi o sui bis (quindi, non è che non sappia più scrivere storie del Tex maturo), sulla regolare in due anni arrivano solo 2 storie sue. In due anni. Caso vuole che siano proprio le sue due storie peggiori degli ultimi 2 anni, ed ecco servito l'attuale disastro. E andrà sempre peggio. Non è un opinione, sono numeri. I numeri sono chiari, e la matematica non è un opinione. 1) I problemi attuali di Tex sono causati in gran parte dalla "spremitura del limone" attuata dalla casa editrice. Dato che le vendite di albi speciali di Tex continuano ad essere superiori a quelle di qualsiasi fumetto partorito dai tanti "autori di moda" Bonelli, è ovvio che continueranno, se vogliono far tornare i numeri del bilancio. 2) Nizzi ha 83 anni (appena compiuti, e nessuno dei suoi numerosi fan nel forum gli ha fatto gli auguri! Vergogna!), per quanto tempo potrà continuare a scrivere? Secondo Boselli le alternative al farlo tornare erano peggiori, e purtroppo gli credo. Il suo Tex in mutande potrebbe assere sostituito al massimo da Tex tamarri, Tex supereroi, Tex depressi e introversi, Tex manga o... altri Tex in mutande. Quello che servirebbe a Tex, vista la carenza di autori in grado di scriverlo, sarebbe una drastica riduzione delle uscite, per salvaguardare un minimo di qualità. Ma la casa editrice non lo farà MAI!
    4 points
  50. Infatti è come un jack-in-the-box, un pupazzetto a molla che esce da una scatola per spaventare i bambini (o gli ingenui). Un bluff insomma. E credo che il finale "fiacco" sia voluto da Manfredi, o perlomeno lo sceneggiatore di sicuro è consapevole della magra figura che sta facendo fare al tanto temuto killer, visto che nel duello finale fa dire a Tex: "non ti facevo così pappamolla Jack", "fatti sotto pagliaccio", "anche come tiratore non vali un granché", "sei una vera delusione Jack", "sei prevedibile". Insomma, tutti si aspettavano un trucco, un colpo di scena, qualcosa di imprevisto e invece Jack-in-the -box (che spara male e fa a pugni anche peggio) tira fuori un banale coltello, che Tex neutralizza in un secondo. Viene il sospetto che Manfredi, più che per carenza di fantasia, abbia scelto di "sgonfiare" il cattivone nel finale, trasformandolo, appunto, in un bluff, in uno spauracchio, in un babau tutto fumo niente arrosto. E d'altra parte in Tex questo sta diventando ultimamente un tema ricorrente: pistoleri infallibili che si rivelano scarsissimi, feroci capi indiani ribelli che in realtà sono vigliacchi e incapaci, terribili tribù o sette sanguinarie che vengono sgominate in quattro e quattr'otto, sicari senza scrupoli o guerrieri irriducibili che vengono ammorbiditi con appena due sberle... Non ci sono più i cattivi di una volta, verrebbe da dire! Manfredi però, in questo caso, credo lo faccia apposta. Sarà un segno dei tempi? Uno specchio - inconsapevole - della nostra società dove i personaggi mediatici (di qualunque tipo) sono spesso palloni gonfiati che piano piano si afflosciano miseramente...? Persone sopravvalutate grazie a una fama abilmente alimentata ma immeritata, di cui dopo un po' si scopre l'inconsistenza? P.S.: Se non ho letto male il topic dei compleanni: auguri per i 33!
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