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TWF - Tex Willer Forum

[117/120] La Legge Del Più Forte


Voto alla storia  

23 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Luglio 1970 - Ottobre 1970
Inizia nel numero 117 a pag. 68 e finisce nel numero 120 a pag. 92

i due pards si scontrano con un pugno di cow-boys e quando Carson giunge a Langtry, uno di quei vaccari si vendica, accusandolo di avergli rubato il cavallo. E in paese la giustizia è amministrata in modo quanto meno bizzarro dal giudice Roy Bean!

Tex convince il giudice Bean a rilasciare Carson. Ma per i due rangers i guai sono appena iniziati: Chris Carter, avido allevatore che tiranneggia lungo il Pecos, è in combutta con Ribeira e Huerta, maggiorenti messicani ai quali deve fornire casse di fucili Spencer destinati alla guerriglia antigovernativa. Questo è quanto apprendono i pards da Fisher, il cui ranch è oggetto delle angherie dei cow-boys di Carter. Intanto, l'infido soprastante di Fisher, il barbuto Klondell, medita vendetta: Tex, avendolo sorpreso a molestare Miss Delly, figlia di Fisher, lo aveva malamente cacciato, e ora il criminale ha deciso di vendicarsi.
Sloggiati i Fisher dalla loro fattoria per metterli al riparo dalle ritorsioni dell'ex soprastante Klondell, Tex e Carson non danno tregua a Carter, ladro di bestiame e trafficante d'armi. Ma le serpi sono dure a morire: nonostante i colpi inferti alla losca congrega, di cui fa parte anche il mercante Truscott di Barstow, i due pards cadono in una diabolica trappola: vengono gettati ad affogare in una vasca per la concia del pellame! Intanto, navigando lungo il Pecos sul battello Isabel, i criminali puntano sul Messico con un ultimo carico.
I trafficanti d'armi Carter e Truscott se la svignano in battello lungo le acque del Pecos con la stiva colma di fucili. Ma Tex e Carson, sfuggiti alla loro ultima trappola, abbordano il barcone con l'aiuto dell'erculeo sceriffo di Nolan Point. Ai farabutti, prima di finire in mano all'esercito, non resta che farsi un bagno nel fiume.


Copyright: Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una bella storia disegnata da un ottimo Letteri "prima maniera". Molto bella è a mio parere la figura del giudice Roy Bean ( la legge a ovest del Pecos...) arrabattone, corrotto e ubriacone che tiene le sue udienze in un saloon da lui gestito e che interrompe il processo per potersi bagnare la gola divenutagli secca per il troppo gridare... davvero una bella caricatura di giudice!!! Molto simpatico è anche il siparietto che vede Carson incatenato all'albero e Tex che arriva in paese ( scena che peraltro ha ispirato il bravissimo Claudio Villa per la copertina dell'albo a colori di repubblica... ). Tex in questa storia è duro come l'acciaio e Carson non gli è certo da meno!!! Molto bello a mio parere lo scontro finale sul battello "isabel" durante il quale sono affiancati dall'erculeo ed ottuso sceriffo di Nolan Point... spettacolare e divertentissima secondo me la sua opera di demolizione della barca. Indubbiamente una storia da leggere tutta d'un fiato!!!! Voto Complessivo : 8

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Guest Wasted Years

Io di questa storia ricordo una vasca per conciare le pelli ed una corsa contro l'acqua.. che è da cardiopalma. Fortissimo il giudice (figura storica) che emetteva delle sentenze in stato di ebbrezza, ricordo in particolare un dialogo:- Vostro onore c'è una altro imputato" - Ha ucciso un cinese pure lui" - No ha rubato un cavallo_ e allora impiccatelo. L'assassino viene rilasciato e Carson condannato a morte. :DTex fa poi cambiare la sentenza a sberle (non al giudice)!Mitico il finale già descritto da Jim.9 ai testi10 ai disegni!

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  • 1 year later...
  • Rangers

Un'altra classica storia di quel periodo con la firma dell'accoppiata Bonelli-Letteri. Dopo la lunga storia sulla rinascita della nuova setta del Drago, Letteri è alle prese con quest'altra nuova avventura, anch'essa abbastanza lunga. Come detto dal Colonnello, vi sono delle scene meravigliose, che hanno reso questa storia indimenticabile (almeno per me). Carson incatenato all'albero dopo il "processo" e relativa condanna emessa dal giudice ubriacone e tutte le sequenze successive con un Tex scatenato che farà di tutto per dimostrare l'innocenza dell'amico. Per tutta la storia i due pards sono in gran forma, anche se la loro abilità si scontra con la sfortuna quando vengono attirati in trappola e condannati a morire per affogamento nella vasca. Bellissima l'idea dell'inseguimento di Carter e Truscott, che dura per buona parte degli albi, fino all'epilogo finale veramente memorabile. Oltre al giudice Bean, un altro personaggio interessante è il robusto sceriffo che si allea coi nostri e nel finale si diverte a distruggere l'imbarcazione. Per concludere questa è una di quelle storie sicuramente da non perdere, e da rileggere tutta d'un fiato. Voto: 9 :trapper:

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  • 6 months later...

Soggetto classico condito da dialoghi spettacolari; tipica, splendida, fantastica (alcuni la definiscono mitica) storia di Gianluigi Bonelli. Un susseguirsi di scene d'azione d'antologia, ritmo serrato, passione, personaggi azzeccati, trama avvincente e anche alcuni scambi di battute che dimostrano chiaramente come si possa essere ironici senza trascendere nella comicit? farsesca ed inadeguata. Tex a Carson: "Stai ragionando come un apache". Risposta di Kit: "Dovrei forse vergognarmene? Quella è brava gente. Quando scoprono che uno dei loro è un grosso mascalzone lo ficcano sino al collo in una buca e dopo avergli spalmato la faccia di miele lo lasciano a fare quattro chiacchiere con le formiche rosse... noi invece anche se sappiamo che uno ha tagliato la gola a sua madre abbiamo bisogno di prove per...". Stupenda, in tutto e per tutto, dalla rissa iniziale nel saloon, a Kit legato all'albero, alla scena da antologia della vasca. E stupendi i disegni di un Guglielmo Letteri in stato di grazia.

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  • 1 year later...

Comincio questa recensione allo stesso modo di come avevo cominciato quella di ?Nelle paludi della Louisiana?. Ci sono storie che, lette da bambino, ti rimangono nel cuore; storie che magari non hai più riletto, e che ti accontenti di guardare e riguardare, rileggendo le scene più belle. ?La legge del più forte?, per quanto mi riguarda, è una di queste. E dopo averla riletta dopo tanti anni, il giudizio è riconfermato: trattasi a mio avviso di un vero e proprio capolavoro- un capolavoro, mi sembra, sottovalutato. La trama è meno semplice di quello che sembra a prima vista, tutt?altro che scontata. La storia infatti si evolve decisamente nel passaggio da trama ?bovina?, in cui cioè c?entrano speculatori e ranch di coloni onesti, a una ben più complessa in cui la vera posta in gioco è il traffico d'armi con il Messico, paese in cui un cosiddetto generale sta per guidare l'ennesimo colpo di stato. Quello che mi colpisce di Bonelli è l'estrema libertà con cui tratta i personaggi delle sue storie (oltre che la storia in quanto tale): per esempio il simpaticissimo, nonchè alcolizzato e corrotto giudice Bean, protagonista di una scena memorabile, scompare dalle pagine; per non parlare poi della scomparsa ben più grave di Rico, personaggio che nella prima parte aveva assunto un ruolo non marginale. Infine, dei destini del colpo di stato messicano non ci viene detto niente. Questi sono difetti? Dal mio punto di vista assolutamente no- e non dubito del fatto che molti di quelli che, come me, non li reputano difetti, li reputerebbero tali se ?La legge del più forte? fosse una stata una storia di oggi. Per il resto, non mi pare ci sia bisogno di dilungarsi troppo. Chiunque l'ha letta sa bene che questa è una storia da manuale, per tanti versi paradigmatica: se qualcuno vi domandasse quali sono i metodi di Tex Willer nel fermare i criminali consigliategli questi albi; se qualcuno volesse avere una idea di cosa è il linguaggio texiano, allora fategli leggere questa avventura; se poi uno che non ha mai letto niente del nostro ranger volesse capire i motivi per cui la coppia Tex & Carson è una delle più belle della storia del fumetto, fategli dare un'occhiata alla magistrale scena della vasca, coi nostri che a un passo dalla morte si sfottono e fanno sorridere!A tutto questo non posso non aggiungere uno sperticato elogio al Maestro Guglielmo Letteri. Qui il grande artista realizza un vero, autentico capolavoro grafico; dal mio punto di vista questa è una delle sue storie migliori, facente parte di quello che è (forse!) il suo miglior periodo artistico. La limpidezza e chiarezza della forma, la sapienza compositiva, il saper far recitare i personaggi, la bellezza delle ambientazioni e delle scene d'azione, impongono, a mio avviso, una necessaria riconsiderazione di uno degli artisti di Tex più grandi e anche, mi sembra, più sottovalutati. Dopo quanto scritto, mi sembra ovvio che i miei voti a questa storia e a i suoi autori siano una serie di 10 con lode!

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  • 4 months later...

Comincio questa recensione allo stesso modo di come avevo cominciato quella di ?Nelle paludi della Louisiana?. Ci sono storie che, lette da bambino, ti rimangono nel cuore; storie che magari non hai più riletto, e che ti accontenti di guardare e riguardare, rileggendo le scene più belle. ?La legge del più forte?, per quanto mi riguarda, è una di queste. E dopo averla riletta dopo tanti anni, il giudizio è riconfermato: trattasi a mio avviso di un vero e proprio capolavoro- un capolavoro, mi sembra, sottovalutato. La trama è meno semplice di quello che sembra a prima vista, tutt?altro che scontata. La storia infatti si evolve decisamente  nel passaggio da trama ?bovina?, in cui cioè c?entrano speculatori e ranch di coloni onesti, a una ben più complessa in cui la vera posta in gioco è il traffico d'armi con il Messico, paese in cui un cosiddetto generale sta per guidare l'ennesimo colpo di stato. Quello che mi colpisce di Bonelli è l'estrema libertà con cui tratta i personaggi delle sue storie (oltre che la storia in quanto tale): per esempio il simpaticissimo, nonchè alcolizzato e corrotto giudice Bean, protagonista di una scena memorabile, scompare dalle pagine; per non parlare poi della scomparsa ben più grave di Rico, personaggio che nella prima parte aveva assunto un ruolo non marginale. Infine, dei destini del colpo di stato messicano non ci viene detto niente. Questi sono difetti? Dal mio punto di vista assolutamente no- e non dubito del fatto che molti di quelli che, come me, non li reputano difetti, li reputerebbero tali se ?La legge del più forte?  fosse una stata una storia di oggi. Per il resto, non mi pare ci sia bisogno di dilungarsi troppo. Chiunque l'ha letta  sa bene che questa è una storia da manuale, per tanti versi paradigmatica: se qualcuno vi domandasse quali sono i metodi di Tex Willer nel fermare i criminali consigliategli questi albi; se qualcuno volesse avere una idea di cosa è il linguaggio texiano, allora fategli leggere questa avventura; se poi uno che non ha mai letto niente del nostro ranger volesse capire i motivi per cui la coppia Tex & Carson è una delle più belle della storia del fumetto, fategli dare un'occhiata alla magistrale scena della vasca, coi nostri che a un passo dalla morte si sfottono e fanno sorridere!A tutto questo non posso non aggiungere uno sperticato elogio al Maestro Guglielmo Letteri. Qui il grande artista realizza un vero, autentico capolavoro grafico; dal mio punto di vista questa è una delle sue storie migliori, facente parte di quello che è (forse!) il suo miglior periodo artistico. La limpidezza e chiarezza della forma, la sapienza compositiva, il saper far recitare i personaggi, la bellezza delle ambientazioni e delle scene d'azione, impongono, a  mio avviso, una necessaria riconsiderazione di uno degli artisti di Tex più grandi e anche, mi sembra, più sottovalutati. Dopo quanto scritto, mi sembra ovvio che i miei voti a questa storia e a i suoi autori siano una serie di 10 con lode!

Paco, straquoto tutto quello che dici. Mi discosto solo dal definire questa storia un capolavoro: d'altronde, se tu ti sei autodefinito un lettore "sempliciotto", io mi autodefinisco un rompib... Non un capolavoro, per me, ma una grandissima storia, e ti do assolutamente ragione quando la definisci paradigmatica tanto da doverla far leggere ai neofiti texiani per introdurli al mondo del ranger. La scena della vasca è in effetti tra le più belle a mia memoria, e quando Tex rimprovera a Carson la sua lentezza nello sciogliere i nodi, dicendogli: "la verità è che tu in questa vasca ti stai sollazzando un mondo" l' mi è partito l'applauso: mi è venuto da pensare (ma forse è solo una mia sensazione) che questa battuta sintetizza perfettamente l'intimit? tra questi due grandi amici, che riescono a sorridere e a tirarsi su anche di fronte a una morte terribile... Altra straordinaria scena è quella del processo iniziale descritta da Wasted: veramente un capolavoro, con il Giudice Bean (che, come giustamente sottolinei tu, improvvisamente scompare dalla storia) - che non trova alcun articolo che parli di omicidi di cinesi - semplicemente da Oscar.
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  • 5 years later...

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Sulle rive del Pecos guardando verso nord-est - il ponte e' della Highway 90

 

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Sulle rive del Pecos guardando verso sud-ovest - in fondo si vede la confluenza col Rio Grande

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  • 3 months later...

Una buona storia che però secondo me si dilunga troppo e perde un po' di colpi,soprattutto nella parte centrale.ottimi personaggi,tra cui il mitico Roy Bean (da applausi la scena del processo farsa!).bella la scena della vasca in cui i pard rischiano di affogare e il finale con un personaggio un po' macchietta un po' comico,l erculeo sceriffo che aiuta i pard a sgominare la banda sulla barca.i cattivi sono poca cosa,in fondo,ma comunque la storia è piacevole dall inizio alla fine

Edited by Barbanera
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  • 2 months later...

Storia classica con unico difetto quello dell'eccessiva lunghezza.
La parte migliore dell'albo è dall'ingresso di Tex in Langtry, con Carson legato all'albero, fino alla sua liberazione. Eccezionale il dialogo tra i due quando Carson spiega al suo pard il perchè sia legato ("pare che in questo paese ci tengano molto alle piante"), da ANTOLOGIA l'ingresso di Tex nel saloon con successivo "convincimento" del bandito che aveva accusato Carson di essere un ladro di cavalli.

Inoltre, il pestaggio all'omone barbuto, la scena della vasca e le varie sparatorie, unite ai brillanti dialoghi, ne fanno una pietra miliare della saga.
Disegni di Letteri buoni.
Voto alla storia: 7,7
Voto ai disegni: 7,5

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  • 2 weeks later...

Gian Luigi Bonelli viene considerato giustamente il patriarca del fumetto italiano e storie simili tendono a valorizzare questa teoria. La personalizzazione di Tex è davvero straordinaria, d'altronde è risaputo di quanto il creatore si immedesimasse nel personaggio; stupendi i dialoghi, memorabili alcune scene (il Carson ammanettato all'albero in pubblica piazza, il processo farsa del giudice Bean, l'estenuante sfida con la morte all'interno della conceria delle pelli). Tuttavia un altro aspetto mi porta ad avvalorare la frase con cui ho esordito in questo commento: la grandezza del compianto Bonelli riusciva a colmare in parte le lacune di alcuni episodi. "La legge del più forte" a mio avviso parte da un ottimo soggetto (anche se curiosamente il traffico di armi viene usato come spunto su due storie ravvicinate), ma si perde un po' durante la sceneggiatura, un po' incerta e a tratti troppo allungata. Ho sempre avuto l'impressione che l'autore l'abbia ripresa più volte dopo lunghi intervalli e questo lo portò a commettere alcune imprecisioni, che non ne inficiano l'esito, ma si notano. Strano che la figura del giudice sparisca dopo le prime pagine, ancor più strano che gli emissari messicani non vengano puniti e anche di essi si perde le tracce lungo la storia. A voler essere pignoli, pure Dan il pard di Rod Steiner che uccide il cavallo di Carson a inizio episodio, si dilegua fra una vignetta e l'altra, non pagando pegno per le sue malefatte. Sia ben chiaro, difetti veniali ma che ho sempre reputato alquanto curiosi. La parte grafica curata da Letteri è di alti livelli, d'altronde in quegli anni il disegnatore romano raggiunse il suo apice artistico, con un tratto maturo e pulito. Vero marchio di fabbrica per gli albi del centinaio 100-200.

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  • 1 year later...

Nella mia rilettura del "centinaio d'oro" sono arrivato a La legge del più forte, su cui già avevo scritto in passato.

 

On 25/9/2018 at 23:10, Condor senza meta dice:

stupendi i dialoghi, memorabili alcune scene (il Carson ammanettato all'albero in pubblica piazza, il processo farsa del giudice Bean, l'estenuante sfida con la morte all'interno della conceria delle pelli).

 

Non sono d'accordo solo sulla figura barbina del buon Carson, però vabbé...

 

On 25/9/2018 at 23:10, Condor senza meta dice:

"La legge del più forte" a mio avviso parte da un ottimo soggetto (anche se curiosamente il traffico di armi viene usato come spunto su due storie ravvicinate), ma si perde un po' durante la sceneggiatura, un po' incerta e a tratti troppo allungata.

 

Devo dire che questo è un difetto che riscontro spesso, in Gianluigi Bonelli. Trovo che spesso si dilunghi, sfilacciando un po' l'avventura. Anche ne Il Giuramento ho lamentato questa tendenza, in Chinatown con tutta la parte finale secondo me inutile e purtroppo anche in Sulle piste del Nord, mia prossima rilettura dopo Dugan il Bandito (sto andando in ordine cronologico). La legge del più forte risente dello stesso limite: pur essendo una gran bella storia, sul finale rischia di annoiare perché gira in tondo senza puntare dritto al punto: quando i giochi sono fatti, è meglio chiudere piuttosto che allungare il brodo. Peraltro, sono certo che il vecchio GLB non avesse intenzione di allungare il brodo consapevolmente; probabilmente, la sua scrittura "torrenziale" lo induceva alle volte a dilungarsi oltre il dovuto. Non a caso, nelle storie più corte (Gilas e Massacro, per restare a quelle di questo periodo), imprime alle stesse un ritmo più secco che apprezzo di più.

 

Come ho scritto nel mio post precedente, datato otto anni fa, alcune singole scene della storia sono un capolavoro, e comunque questa avventura può definirsi paradigmatica di quelle che sono le caratteristiche di Tex e del suo rapporto con Carson. 

 

Letteri eccezionale, era d'altronde, come detto da te, nel suo momento migliore. 

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  • Sceriffi

"Da questa parte Tex, sono sotto l'albero!"

"Mi venga un colpo!... Ma che cosa fai?"

"Non lo vedi? Mi hanno messo di guardia a questo dannato mesquite!"

"E ti hanno incatenato per paura che la pianta scappi?"

"L'hai detto... Pare che in questo paese ci tengano molto alle piante."

 

:lol2::laughing:

 

Il dialogo tra Tex e Carson incatenato all'albero, così come tutta la scena del processo-farsa, è tra le mie preferite in assoluto! Ma è anche, come ben dice @Leo, paradigmatica del rapporto tra Tex e Carson - i due non rinunciano a sfottersi anche nelle situazioni più tese, come vedremo in questa stessa storia nella indimenticabile scena della vasca.

Come al solito, il mio giudizio su questa storia può essere falsato dal fatto che è stata la prima storia di Tex che ho letto... però non credo di sbagliare di molto se dico che è una delle storie migliori del centinaio d'oro e dell'intera saga. Posso comunque concordare con l'appunto di Leo sul finale eccessivamente dilatato, difetto che hanno anche altre delle migliori storie di GLB. Ma ecco, se dovessi spiegare cos'è Tex a un ragazzino o a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, gli direi di leggere questa storia!

  • Haha (0) 1
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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, pecos dice:

"Da questa parte Tex, sono sotto l'albero!"

"Mi venga un colpo!... Ma che cosa fai?"

"Non lo vedi? Mi hanno messo di guardia a questo dannato mesquite!"

"E ti hanno incatenato per paura che la pianta scappi?"

"L'hai detto... Pare che in questo paese ci tengano molto alle piante."

 

Meraviglioso! E ne ho letto oggi un altro in Sulle piste del Nord, incentrato sull'ingenuo Colonnello delle Giubbe Rosse, altrettanto divertente. 

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Storia buona,si ricorda soprattutto per il processo farsa a Carson e per il trappolone ai nostri, gettati nella vasca per conciare pelli....e per il viaggio sul Pecos in barca

Da incorniciare i dialoghi, e i comprimari...lo sceriffo gigantesco che aiuta i Nostri a sgominare la banda sul traghetto e...Roy Bean.a proposito del Giudice:in questa storia non ha sicuramente un ruolo MOLTO positivo,dal momento che sembra in qualche misura a conoscenza del traffico di armi...va be'.

Detto ciò, aggiungo che chi parla di figure da pollo del Tex nizziano dovrebbe allora evidenziarne una che avviene in tale storia...Tex viene preso prigioniero dai trafficanti che lo catturano in modo piuttosto ingenuo,tenendolo sotto la minaccia di due scuttergun caricati a pallettoni...e questo può starci.Cosa un po' disturba forse è il fatto che vengono docilmente rinchiusi in una vasca per conciare pelli da quattro pellegrini,senza opporre resistenza: a complicare ulteriormente la cosa,va sottolineato che,senza la soffiata dello sceriffo dato per morto, i Nostri sarebbero senza dubbio morti annegati nella vasca...Fatto salvo che a GLb premeva soprattutto creare Pathos nel lettone con la seguente scena della vasca in cui nuotano i nostri (scena per me evocativa e indimenticabile)ho evidenziato questo aspetto che ricordo a memoria per dimostrare che anche GLb a volte per esigenze di copione fa catturare in modo un po'ingenuo i Nostri... soprattutto li mette in condizione di pericolo tale da giustificare l'intervento esterno di Madama Fortuna, perché senza il fattore C,in questo caso un Soffia dato per morto,non sarebbero mai e poi mai sopravvissuti...

Ad ogni modo storia da 9

Edited by Barbanera
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Storia classicissima, che va inserita nella sua epoca, e fatto questo può essere ancora oggi piacevole. certo, non si tratta di uno dei capolavori di GLB, ma ci sono dialoghi di livello altissimo, splendide battute tra i nostri due eroi, alcune belle scene (Carson incatenato all'albero, il processo, la scena della vasca, lo sceriffo forzuto che spacca tuttp) e anche molte lungaggini. La storia, infatti, è davvero troppo lunga e in alcuni punto rischia di annoiare un pò.

Per chi ama il Carson perennemente affamato e bistecche e patatine c'è di che esultare, se non che nella prima scena di questo tipo gli servono solo le bistecche e la torta di mele, non avendo le patatine. Si rifarà però ampiamente nel corso della lunga vicenda.

Quanto alla cattura, concordo che si tratti di una cattura un pò troppo facile, ma comunque serve per creare la bella scena della vasca (da cui si salvano per pura fortuna, ma va bene così).

Letteri bene. Era in piena forma e si vede.

GLB 7

Letteri 8

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  • 8 months later...

Per me questo è uno dei grandi classici di Tex.

Soggetto tutto sommato semplice (ranchero truffaldino che, dietro l'apparente attività di allevatore, nasconde un commercio illecito di armi) ma sviluppato in maniera originale ed intelligente. La storia è ricca di colpi di scena, agguati, scazzottate, sparatorie e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente non ho riscontrato una eccessiva lunghezza, anzi ho trovato che ogni singolo tassello della vicenda sia stato incastrato molto bene e, alla fine, ti ritrovi un puzzle completo di ogni pezzo.

Due personaggi rimangono impressi.

In primis il giudice Bean, figura veramente memorabile. La scena del processo è assolutamente spassosa, l'assoluzione dell'irlandese è tutta da ridere.

Peccato che nel prosieguo della storia scompaia: bastano comunque poche scene per renderlo indimenticabile.

Il secondo personaggio è il nerboruto sceriffo di Pecos City, un maciste coi baffi.

La sua devastazione del battello a colpi di accetta è da antologia.

Ma uno dei meriti più evidenti di questa storia sono i dialoghi ideati da GLB, sempre funzionali alla storia ma realmente divertenti.

Da quelli con Carson incatenato all'albero a quelli con l'insolente soprastante dei Fisher è un susseguirsi di battute sferzanti e brillante ironia.

Su Letteri rischio di ripetermi: per me un grandissimo e le sue tavole un valore aggiunto non secondario.

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