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TWF - Tex Willer Forum

I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex


ymalpas
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<span style="color:red">11 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

non mi sembra affatto malaccio...

Grazie! Troppo buono...:lol:

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Posted (edited)

(Perdonate se è troppo lungo...)

 

La foresta nera

Cupe foreste del Grande Nord. Kit Carson e Tiger stanno inseguendo una banda di uccisori di indiani con cui si sono già scontrati. Carson è ferito. Giungono a un villaggio indiano devastato e abbandonato. Nonostante l’atmosfera spettrale, decidono di fermarsi per la notte.

 

Carson è febbricitante per la ferita infetta. Tiger veglia e ode strani rumori provenire dalla foresta, il vento che sibila tra gli alberi, un sensazione strana, come di oscure presenze, ma nulla si manifesta. Carson intanto, nel delirio, sogna un uomo con una paurosa maschera indiana che gli chiede di ritrovarla, perché lei è perduta. Chi?

 

Nel frattempo Tex affronta il secondo gruppo di assassini (si erano divisi) e li uccide tutti tranne un giovane, Vic, che cattura. Da lui viene a sapere che con il primo gruppo c’è anche una ragazza indiana, che hanno risparmiato e portato con sé.

 

Poi Tex raggiunge i due pards e insieme arrivano a un villaggio indiano mentre il tempo sta peggiorando. Nevica. Qui devono fermarsi perché Carson ha la febbre alta. Di notte sogna ancora, lo stesso sogno, solo che questa volta l’uomo con la maschera, dopo aver ripetuto di ritrovarla, mostra il suo volto, che è quello di Carson da giovane.

 

Tex vorrebbe proseguire la caccia ma non si fida a lasciare Kit da solo, perché nel villaggio alcune teste calde non vedono di buon occhio i bianchi. Tiger si offre di seguire da solo le tracce degli uccisori, sono in quattro. Lo stregone lo sconsiglia, quella dove sono scappati è una foresta maledetta, nessuno ne uscirà vivo. Tiger non si fa impressionare e va.

 

Tex durante la notte riesce a sventare un agguato di indiani ostili con l’aiuto di Vic, il bandito catturato. Poi, visto che Carson sta meglio ripartono dietro a Tiger.

 

Nel frattempo il navajo attraversa la foresta nera e come, all’inizio, ha strane sensazioni, come di presenze, ma ancora una volta non vede nulla di preciso. Avanzando tra gli alberi neri, ripensa a Taniah, la sua prima fiamma.

Poi raggiunge i quattro assassini e li uccide. Prima però viene a sapere che la ragazza che era con loro è stata ceduta a un meticcio, incontrato lungo la strada. Tiger segue il meticcio.

Lo raggiunge, si scontra con lui e lo uccide, ma la ragazza ancora una volta non c’è.

Dalle tracce si capisce che era riuscita a fuggire da sola. Tiger la segue.

 

Nel frattempo Tex, Carson e Vic attraversano la foresta nera. Carson sta meglio e ora si ricorda, quei luoghi li ha visti da giovane, prima di conoscere Tex. Già allora avevano una brutta fama per fatti di sangue lì avvenuti, che lui aveva totalmente dimenticato.

Di notte Tex, mentre veglia, avverte come Tiger strane presenze, il vento che sibila, minacce invisibili.

Poi però arrivano pericoli concreti: indiani ostili li aggrediscono. Vic ne approfitta e riesce a sfuggire ai due pards.

 

Tiger intanto ritrova finalmente la ragazza: è in pericolo in mezzo al fiume in piena che ha cercato di guadare, aggrappata a un tronco che sta per essere trascinato via dalla corrente. Cerca di salvarla ma all’ultimo la corrente la strappa via e Tiger, disperato, non riesce ad afferrarla.

 

A valle c’è Vic, che decide di fermarsi ad aiutarla invece di proseguire nella fuga, come sarebbe tentato di fare. In mezzo alla corrente forte, fatica a portarla a riva, ma con l’aiuto di Tex e Carson, che l’hanno raggiunto, alla fine ce la fa.

Anche Tiger arriva, e tutti e quattro accendono un fuoco per riscaldare la ragazza che, svenuta e infreddolita, piano piano riprende vita.

 

Edited by Poe
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scusa,ma non hai spiegato niente di quel posto e delle presenze che ci sono

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Posted (edited)

Ma infatti non vi sono apparizioni vere e proprie o creature strane, solo presenze accennate (o meglio assenze!), è una foresta cupa, inquietante, un po' come una ghost town, soffia il vento, si odono rumori, si avverte qualcosa che però non si vede mai.

E' uno scenario minaccioso per eventi cruenti del presente, avvenuti anche in passato, che può far tornare in mente,  in chi lo attraversa, ricordi del passato o generare sogni premonitori... Non sono entrato nei dettagli, perché il soggetto mi sembrava già fin troppo lungo così...

Edited by Poe
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Dopo tanto tempo, ho deciso di provare nuovamente a cimentarmi con questo topic, buttando giù un soggetto cui ho iniziato a pensare durante la fresca rilettura di Colorado Belle, da cui ho mutuato alcuni personaggi. Mi scuso in anticipo qualora lo trovaste troppo lungo e/o un po' troppo crudo, in ogni caso mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione.

 

La vendetta di Little Wolf

 

Nella prima metà dell'800, molti bambini e bambine indiani rimasti organi venivano sottoposti a programmi di rieducazione. Questo fu anche il destino di Little Wolf, ragazzino di etnia navajo, che dopo la morte dei genitori fu spedito presso il "Bentley Institute" di Philadelphia, istituto considerato all'avanguardia nella "rieducazione" dei giovanissimi nativi. In tale istituto, Little Wolf ed i compagni subirono terribili angherie da parte del personale, in particolare da parte degli inservienti Ridley e Sidwell e dei secondini Wetmore, Nokes e Keller, coperti dal sadico capo delle guardie Grissom e dal dottor Simmons, medico dell'istituto che non esita a trattare i ragazzi come cavie. Tali atrocità, perpetrate dai farabutti approfittando della debolezza e della codardia del direttore Wilkinson (il quale, frustrato poiché insoddisfatto del suo incarico, passava le sue giornate in compagnia della bottiglia), finirono inevitabilmente per minare la psiche di Little Wolf, che una volta compiuti 18 anni venne rispedito presso i Navajos, dove tra i pochi che riuscirono ad instaurare buoni rapporti con lui vi era stato Kit Willer.

 

Anni dopo il suo ritorno tra i Navajos, Little Wolf, tipo taciturno e solitario, ha ormai messo su un piccolo appezzamento di terra ai margini della riserva; un giorno, si trovano a passare da quelle parti due balordi razzisti, che hanno la brillante idea di andare a divertirsi a spese di Little Wolf: inizialmente colto di sorpresa e pesantemente malmenato, il giovane navajo riesce a reagire picchiando a propria volta i due e, in un impeto di rabbia, come si trovasse a rivivere i vecchi traumi, li uccide senza pietà facendo scempio dei loro corpi. Recuperato il controllo di sé e realizzato l'accaduto, decide di impulso di fuggire, e Tex, dopo aver appreso in ritardo del fattaccio ed aver inutilmente cercato di riacciuffarlo, altro non può fare che prendere atto della sua scomparsa. Tempo dopo, Aquila della Notte riceve una lettera da Philadelphia: ad inviargliela è stato Charles Morrow, che lo informa di alcuni efferati omicidi - contraddistinti dallo scalpo strappato a tutte le vittime - che hanno gettato nel panico la città, con la polizia che brancola nel buio. Tex e il figlio Kit (che non conoscono per filo e per segno il passato del giovane) decidono dunque di partire alla volta di Philadelphia, dove ritrovano il reverendo Charles Morrow e, con lui, i giovani Mark ed Annie, divenuti giornalisti presso un quotidiano cittadino e prossimi a sposarsi. Con il loro aiuto, i due Willer iniziano ad indagare sugli omicidi, nel frattempo cresciuti di numero, scoprendo che quasi tutte le vittime (eccetto un paio di balordi dei bassifondi di Philly) erano ex inservienti o guardie del "Bentley Institute", tutti trucidati e privati dello scalpo. Solo a questo punto, Kit Willer per associazione di idee collega i fatti di Philadelphia con quanto avvenuto tempo prima ai margini della riserva navajo, rammemorando che Little Wolf, tipo di poche parole, gli aveva accennato di aver passato vari anni in un istituto della città. Incoraggiati dal possibile passo in avanti, Tex e Kit riescono con l'aiuto degli amici a rintracciare l'ex direttore Wilkinson, e sottoponendolo ad un interrogatorio, apprendono delle angherie cui Little Wolf e gli altri ragazzi venivano sottoposti al tempo. Intanto, Little Wolf ha avuto la sua vendetta sui suoi vecchi aguzzini, ultimo dei quali il dottor Simmons (in questo caso, Tex e Kit lo colgono sul fatto e ne mancano di un soffio la cattura).

 

Continuando ad indagare, anche con l'ausilio della polizia, i due Willer scoprono che il giovane navajo si è nascosto in una zona assai povera della città, presso una pensione di infimo livello gestita da un altro ex convittore del "Bentley". Riuscito a trovarsi faccia a faccia con lui, Kit cerca di convincere Little Wolf ad arrendersi e consegnarsi alle autorità, promettendogli un giusto processo; il giovane navajo, avendo maturato la falsa convinzione che Kit sia un falso amico, finge di arrendersi ma, approfittando di un momento in cui Kit ha la guardia abbassata, lo colpisce in testa e lo tramortisce, accingendosi ad infliggergli il colpo di grazia, non fosse per Tex che, per salvare il figlio, si trova costretto ad uccidere Little Wolf. Addolorati per l'epilogo della vicenda, Tex e Kit si ripromettono però di parlare di quanto hanno appreso nel corso degli eventi al loro amico Ely Parker, affinché sia posta fine a certe ingiustizie e, soprattutto, a certi presunti sistemi rieducativi.

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38 minuti fa, Grande Tex dice:

Però Tex non fa niente,alla fin fine.

 

Credo tu non abbia afferrato il fondamento del topic... Si trarrà di buttare giù un soggetto, ergo fornire uno spunto, non elaborare una potenziale storia pagina per pagina 😏... La trama, eventualmente (o meglio, MOOOLTO eventualmente), vi andrebbe imbastita sopra, almeno così credo.

 

Che poi possa non piacere, a te come a chiunque altro, è del tutto legittimo e lo accetto, sia chiaro 😉.

Edited by juanraza85
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<span style="color:red">3 ore fa</span>, juanraza85 dice:

mi farebbe piacere conoscere la vostra opinione.

 

La vendetta di Little Wolf

Premetto che non ho nessuna competenza per dare giudizi. Sono un semplice lettore come tanti... -_-

 

Comunque, detto questo, secondo me il soggetto è interessante, però forse è poco western, assomiglia più a un soggetto di Dylan Dog (una persona problematica che ha subito angherie e si vendica in modo efferato dei suoi ex aguzzini). Però questo non vuol dire che possa essere adattato a un nuovo contesto...

 

Forse potrebbe essere meglio, magari, far terminare la storia non a Philadelphia ma nella riserva navajo, dove Little Wolf torna per fuggire da Tex, Kit e Charles Morrow (ma questa è una mia idea, molto opinabile).

 

Tra i personaggi cercherei di dare maggiore importanza all'altro ex convittore dell'Istituto che l'aiuta e che magari Little Wolf conosceva fin da bambino.

 

E naturalmente anche a Charles Morrow, secondo la mia convinzione che dal momento in cui si fa ritornare un vecchio personaggio bisognerebbe sempre dargli importanza e non usarlo come semplice pretesto e comparsa.

Sarebbe l'opportunità per riflettere ancora sul Male (che è uno dei temi di Colorado Belle), questa volta commesso da una vittima di persone malvagie (un finale diverso, potrebbe essere che è proprio Charles Morrow e non Tex a uccidere Little Wolf per salvare Kit.)

 

Comunque mi sembra un'idea originale per Tex (gli istituti di rieducazione per indiani) che può essere sviluppata in varie direzioni...;)

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  • 3 weeks later...
Il 8/5/2021 at 17:44, juanraza85 dice:

La vendetta di Little Wolf

 

Nella prima metà dell'800, molti bambini e bambine indiani rimasti organi venivano sottoposti a programmi di rieducazione. Questo fu anche il destino di Little Wolf, ragazzino di etnia navajo, che dopo la morte dei genitori fu spedito presso il "Bentley Institute" di Philadelphia, istituto considerato all'avanguardia nella "rieducazione" dei giovanissimi nativi. In tale istituto, Little Wolf ed i compagni subirono terribili angherie da parte del personale, in particolare da parte degli inservienti Ridley e Sidwell e dei secondini Wetmore, Nokes e Keller, coperti dal sadico capo delle guardie Grissom e dal dottor Simmons, medico dell'istituto che non esita a trattare i ragazzi come cavie.

 

Purtroppo ieri è uscita una notizia sui giornali che rende il tuo soggetto fin troppo realistico. La riporto qui sotto perché non ha avuto molto risalto (da Rainews):

 

"British Columbia Canada, trovati i resti di 215 bambini vicino a una ex scuola cattolica per nativi.

I bambini della comunità di nativi venivano separati dalle famiglie e dalla propria cultura. Il premier: "Capitolo oscuro e vergognoso della storia del nostro Paese" 29 maggio 2021

 

Orrore in Canada dove, vicino a una scuola, sono stati trovati i resti di 215 bambini, alcuni di soli tre anni. Si tratta di membri della comunità di nativi e la scuola in questione è la Kamloops Indian Residential School, in British Columbia. L'istituto, uno dei più grandi del Canada, e attivo fino alla fine degli anni Settanta, faceva parte di una rete di scuole fondate dal governo canadese e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli alla propria.

 

I piccoli erano costretti a convertirsi al cristianesimo e non gli era permesso di parlare le loro lingue native. Molti sono stati picchiati e maltrattati verbalmente. Una commissione nata nel 2008 ha accertato che molti non tornarono mai a casa, lo stesso anno il governo canadese ha chiesto scusa per il passato, mentre il rapporto Truth e Reconciliation (verità e riconciliazione) nel 2015 ha parlato di "genocidio culturale". Il progetto Missing Children, bambini spariti, ha documentato la morte di oltre 4100 bambini. I leader indigeni hanno citato quell'eredità di abuso e isolamento come la causa principale dei tassi di alcolismo e tossicodipendenza nelle riserve.

 

La comunità della minoranza etnica 'Tk'emlúps te Secwépemc' è adesso sotto choc dopo la scoperta della nuova fossa comune. La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l'attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

Una "perdita impensabile di cui si è parlato ma che non era mai stata documentata" è stata confermata, ha detto giovedì sera la presidente della comunità Tk'emlúps te Secwépemc, Rosanne Casimir: "Il weekend scorso, con l'aiuto di un georadar, la cruda verità dei risultati preliminari è venuta alla luce. La conferma dei resti di 215 bambini che erano studenti della Kamloops Indian Residential School". 

 

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Purtroppo, @Poe, il genocidio dei nativi americani non si può dire sia stato solamente culturale. Ed è inutile aggiungere che quanto si legge nell'articolo rappresenta una pessima macchia per la società cosiddetta "civile" di noi bianchi...

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Poe dice:

 

Purtroppo ieri è uscita una notizia sui giornali che rende il tuo soggetto fin troppo realistico. La riporto qui sotto perché non ha avuto molto risalto (da Rainews):

 

"British Columbia Canada, trovati i resti di 215 bambini vicino a una ex scuola cattolica per nativi.

I bambini della comunità di nativi venivano separati dalle famiglie e dalla propria cultura. Il premier: "Capitolo oscuro e vergognoso della storia del nostro Paese" 29 maggio 2021

 

Orrore in Canada dove, vicino a una scuola, sono stati trovati i resti di 215 bambini, alcuni di soli tre anni. Si tratta di membri della comunità di nativi e la scuola in questione è la Kamloops Indian Residential School, in British Columbia. L'istituto, uno dei più grandi del Canada, e attivo fino alla fine degli anni Settanta, faceva parte di una rete di scuole fondate dal governo canadese e amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli alla propria.

 

I piccoli erano costretti a convertirsi al cristianesimo e non gli era permesso di parlare le loro lingue native. Molti sono stati picchiati e maltrattati verbalmente. Una commissione nata nel 2008 ha accertato che molti non tornarono mai a casa, lo stesso anno il governo canadese ha chiesto scusa per il passato, mentre il rapporto Truth e Reconciliation (verità e riconciliazione) nel 2015 ha parlato di "genocidio culturale". Il progetto Missing Children, bambini spariti, ha documentato la morte di oltre 4100 bambini. I leader indigeni hanno citato quell'eredità di abuso e isolamento come la causa principale dei tassi di alcolismo e tossicodipendenza nelle riserve.

 

La comunità della minoranza etnica 'Tk'emlúps te Secwépemc' è adesso sotto choc dopo la scoperta della nuova fossa comune. La Kamloops Indian Residential School, una delle più grandi del Paese, iniziò l'attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

Una "perdita impensabile di cui si è parlato ma che non era mai stata documentata" è stata confermata, ha detto giovedì sera la presidente della comunità Tk'emlúps te Secwépemc, Rosanne Casimir: "Il weekend scorso, con l'aiuto di un georadar, la cruda verità dei risultati preliminari è venuta alla luce. La conferma dei resti di 215 bambini che erano studenti della Kamloops Indian Residential School". 

 

 

E' strana la continua insistenza della "cattolicità" della scuola, come se la Chiesa Cattolica fosse responsabile dell'omicidio di questi bambini. Ma lo stesso articolo citato dice chiaramente che quell'istituto era ex-cattolico: nella seconda metà degli anni '60 l'istituto era passato al governo canadese, l'articolo lo dice chiaramente. Quindi parliamo di circa 60 anni fa. I bambini ammazzati, di conseguenza, hanno subito il loro martirio durante la gestione del Governo Canadese, non durante la gestione della Chiesa Cattolica. Inoltre, l'istituto non doveva aver chiuso i battenti nel 1978, come dice l'articolo, ma doveva essere ancora in funzione: alcuni bambini uccisi avevano tre anni, quindi il loro omicidio deve essere avvenuto per forza nel 2018, al massimo.

 

Inoltre, la Chiesa Cattolica non ha mai maltrattato gli indigeni: per la fede cattolica, tutti sono figli di Dio, credenti e non credenti, e vanno tutti rispettati. Inoltre, non ha mai soffocato le lingue indigene: la stessa lingua cirillica, parlata sin dall'antichità dalle popolazioni dell'Est europeo, fu trascritta dai santi Cirillo e Metodio, e da loro prese il nome di cirillica, appunto. Lo stesso si può dire delle popolazioni indigene del Sudamerica, dove i missionari trascrissero tutte le loro lingue e dialetti, che esistono ancor oggi grazie al loro lavoro di trascrizione. Per non parlare delle lingue africane. Di esempi simili se ne potrebbero citare a centinaia, in tutte le parti del mondo.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, joe7 dice:

E' strana la continua insistenza della "cattolicità" della scuola, come se la Chiesa Cattolica fosse responsabile dell'omicidio di questi bambini.

 

Che l'associazione sia un po' forzata e forse - aggiungerei - pretestuosa è fuori discussione, tuttavia se l'autore dell'articolo si è cimentato in tale disamina credo lo si debba in buona parte al fatto che, Storia alla mano, le istituzioni cattoliche si sono spesso rese protagoniste, nel corso dei secoli, di pratiche ed azioni che sono andate un tantino a cozzare con gli stessi principi religiosi (per usare un eufemismo) e di cui c'è poco di cui andare fieri... E non mi si venga a parlare di contestualizzazioni storiche!

 

Chiedo scusa per l'off topic, che per quanto mi riguarda può terminare ora, ma di getto ho ritenuto di esporre tale concetto che prescinde dalla questione della forzata "civilizzazione" dei nativi americani...

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  • Sceriffi

Ok ragazzi, chiudo subito la discussione che tocca un tema delicato e che non è il caso di affrontare in questa sede.

  • +1 1
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3 ore fa, joe7 dice:

il loro omicidio deve essere avvenuto per forza nel 2018,

credo proprio che tu abbia capito male...:rolleyes:

Tre anni quando sono morti,non che sono passati tre anni da quando sono morti

Quindi gli omicidi sono avvenuti prima degli anni 60

 

la discussione era chiusa,lo so,ma volevo solo che non si prendessero fischi per fiaschi,così uno che legge non si fa un'idea sbagliata

Edited by Grande Tex
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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Grande Tex dice:

Quindi gli omicidi sono avvenuti prima degli anni 60

 

Non c'è scritto da nessuna parte dell'articolo che gli omicidi sono avvenuti prima degli anni '60. E sì che l'ho letto due volte. La discussione era chiusa, lo so, ma volevo solo che non si prendessero fischi per fiaschi, così uno che legge non si fa un'idea sbagliata. E con questo chiudo anch'io.

 

 

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45 minutes ago, joe7 said:

Non c'è scritto da nessuna parte dell'articolo che gli omicidi sono avvenuti prima degli anni '60. E sì che l'ho letto due volte. La discussione era chiusa, lo so, ma volevo solo che non si prendessero fischi per fiaschi, così uno che legge non si fa un'idea sbagliata. E con questo chiudo anch'io.

 

E invece è scritto, se invece di una traduzione parziale si va all'articolo in originale, e si fanno due conti...

(in generale, MAI fidarsi delle traduzioni dei giornali italiani, non è raro che rovescino il senso)

https://www.bbc.com/news/world-us-canada-57291530

 

Premetto che concordo con Pecos, non è questo il luogo per DISCUTERNE, quindi non ho la minima intenzione di fare accuse, considerazioni, dare colpe o responsabilità, intervengo come Grande Tex solo per correggere affermazioni fuorvianti se non false fatte qui.

 

Dall'articolo della BBC:

 

"Kamloops Indian Residential School was the largest in the residential system. Opened under Roman Catholic administration in 1890, the school had as many as 500 students when enrolment peaked in the 1950s.

The central government took over administration of the school in 1969, operating it as a residence for local students until 1978, when it was closed."

 

Il governo canadese non ha MAI gestito la scuola come SCUOLA.  La scuola è stata operativa dal 1890 al 1969, arrivando ad ospitare 500 studenti negli anni 50.  Poi la SCUOLA è stata chiusa e il governo ne ha preso la gestione come ALLOGGIO PER STUDENTI (di altre scuole locali) per SOLI 9 ANNI fino a quando è stata chiusa...

 

E davvero... ma basta usare un minimo la testa.  Davvero, anche leggendo l'articolo italiano, come si fa a pensare che per i 79 anni di gestione della chiesa, non ci sia stato manco un morto, e nei NOVE ANNI di gestione statale siano stati ammazzati 215 BAMBINI????  Cos'era, un campo di sterminio? E negli anni 70, non nel secolo scorso, si pensa fosse possibile ammazzare 24 bambini all'anno (con un plotone d'esecuzione, immagino) per quasi 10 anni senza che nessuno ne sapesse nulla?

 

Ripristinato un minimo di realtà storica e di senso, per me è chiusa qui.

 

 

  • +1 1
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<span style="color:red">58 minuti fa</span>, joe7 dice:

 

Non c'è scritto da nessuna parte dell'articolo che gli omicidi sono avvenuti prima degli anni '60. E sì che l'ho letto due volte. La discussione era chiusa, lo so, ma volevo solo che non si prendessero fischi per fiaschi, così uno che legge non si fa un'idea sbagliata. E con questo chiudo anch'io.

 

 

 

 

 

E' CHIARISSIMO che tutto è avvenuto prima degli anni Settanta e nel testo è scritto a chiare lettere. Impara a leggere.

<span style="color:red">13 ore fa</span>, Poe dice:

 

  amministrate dalle Chiese cattoliche che rimuovevano i figli degli indigeni dalla loro cultura per assimilarli alla propria.

 

I piccoli erano costretti a convertirsi al cristianesimo e non gli era permesso di parlare le loro lingue native.   

 

  iniziò l'attività alla fine del 19mo secolo sotto la gestione della Chiesa cattolica prima di passare sotto il controllo del governo nella seconda metà degli anni Sessanta e di chiudere i battenti nel 1978.

 

 

 

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  • co fondatore

Quello delle scuole residenziali per Nativi in Canada è uno dei capitoli più vergognosi della storia nordamericana tutta. Non mi convincono le date nell'articolo (parlano di 2008 per la nascita della commissione), visto che quanto accadeva in quei luoghi aveva cominciato a venire fuori verso la fine degli anni Ottanta (e io ne sono a conoscenza dal 2004).

Abusi fisici e sessuali, aborti clandestini, altre atrocità... un autentico orrore.

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  • 1 month later...

L’idea di questo soggetto mi è venuta ieri dopo aver letto "Dampyr Color" in cui, tra gli altri, compare il personaggio storico di Ambrose Bierce, scrittore che partecipò da giovane alla Guerra Civile americana. Perché non farlo incontrare con Tex, ho pensato, magari in uno speciale della serie “Tex Willer” quando verrà narrato il suo periodo bellico? E magari ispirandosi proprio ai famosi “Racconti di soldati” (come aveva fatto anche Berardi in Ken Parker)? Però in modo diverso, prendendo spunto dai racconti ma in modo “realistico”, non troppo macabro o stravagante, così da adattarli al mondo di Tex. Per cui il soggetto è questo:

 

Dopo Shiloh

1862. Tex in solitaria (è momentaneamente separato da Damned Dick) si trova ad assistere all’impiccagione di un soldato nordista al ponte di Owl Creek (come nel famoso racconto) e lo salva sparando alla corda all’ultimo momento. Il soldato, che è Ambrose Bierce in persona, finisce in fondo al fiume trascinato dalla corrente. Tex viene inseguito dai sudisti, ma dopo uno scontro a fuoco riesce a seminarli e a ritrovare Bierce sulla sponda.

 

I due passano la notte in un vecchia chiesa diroccata (atmosfera gotica), fanno conoscenza tra loro e scoprono che entrambi hanno partecipato da poco alla battaglia di Shiloh. Tex racconta l’episodio in cui ha incontrato l’amico morente Rod Virgil (lo vediamo in un flashback che riprende quello di “Tramonto rosso”); Bierce racconta a sua volta una situazione simile, in cui ha dovuto uccidere sul campo di battaglia un ufficiale suo amico, ferito gravemente, per non farlo soffrire (vedi il racconto “Il colpo di grazia”). Anche qui vediamo la breve storia in flashback.

 

Mentre parlano, i due sentono degli strani rumori nel buio, qualcuno che striscia. Chi sarà? E’ un soldato sudista che, ferito a una gamba e a una spalla da Tex qualche ora prima, sta vagando nella notte in cerca di aiuto (vedi il racconto “Chickamauga”). Tex e Bierce lo curano e il soldato sudista, che si chiama Lee, racconta (altro breve flashback) un episodio della battaglia di Shiloh a cui ha partecipato anche lui e dove, mentre era di sentinella, ha ucciso un soldato nordista scoprendo solo alla fine che era suo fratello arruolatosi col nemico (vedi “Il tordo beffeggiatore”).

 

Il giorno dopo i tre, con un solo cavallo, si dirigono verso una villa di ricchi sudisti, che Lee - ferito - conosce, e dove possono aiutarli. Vi giungono ma trovano solo morte e distruzione, gli unici sopravvissuti sono un ragazzino sordomuto (ancora da “Chickamauga”, e anche qui si potrebbe fare un flashback col bambino che ricorda tra sé e sé) e uno schiavo nero. La strage è stata compiuta non da soldati ma da razziatori, sbandati o disertori che sono ancora nei dintorni e con cui Tex si scontra in una serie di combattimenti feroci, insieme a Bierce e agli altri.

 

I nemici però sono troppi e stanno avendo la meglio, quando arriva un drappello di sudisti a salvarli. Tex e Bierce, però, vengono arrestati e condotti al campo sudista dove il comandante decide di fucilarli il giorno dopo (vedi il racconto “Parker Adderson”).

Prima di congedarli per la loro ultima notte in prigione, il comandante sudista quasi si scusa per essere costretto a fucilarli, lo fa malvolentieri, ma purtroppo la guerra civile è crudele e divide gli amici e i familiari, e racconta (altro flashback) di quando ha dovuto obbedire all’ordine di bombardare la casa dove vivevano sua moglie e suo figlio (vedi “Il fatto della Tacca di Coulter”) oppure - altra possibile versione  - ha sparato a suo padre a cavallo, che era un nordista, perché non rivelasse la loro posizione (vedi il racconto “Un cavaliere nel cielo”).

Tex, invece, la pensa diversamente: per quanto difficile, alla fine c’è sempre la possibilità di fare la scelta giusta, dice, anche in una guerra.

 

Tex e Bierce vengono poi condotti in prigione, ma Lee di nascosto li libera e li fa scappare nottetempo dal campo. Tex gli dice di fuggire insieme a loro, anche se ferito, ma Lee preferisce accettare le conseguenze del suo gesto (vedi “Storia di una coscienza”).

Comunque Tex e Bierce scappano, vengono inseguiti, ecc., ma alla fine si ricongiungono con Damned Dick. Ambrose Bierce si accomiata da Tex augurandosi che la guerra finisca presto: lui vorrebbe andarsene a San Francisco, dice, a fare lo scrittore e il giornalista, di materiale per i suoi racconti ne ha anche troppo!

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Chiamare LEE un semplice soldato sudista mi sembra un errore, quantomeno...

 

Comunque è irrealizzabile, troppe citazioni da Bierce e poca o  nulla azione per Tex. Nettamente non da Tex.

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<span style="color:red">27 minuti fa</span>, borden dice:

Comunque è irrealizzabile, troppe citazioni da Bierce e poca o  nulla azione per Tex. Nettamente non da Tex.

Be' l'azione in realtà c'è: all'inizio quando Tex salva Bierce dall'impiccagione, ma soprattutto la parte centrale quando si scontra con i razziatori sbandati (io l'ho liquidata in una riga ma si può ampliare in una serie di imboscate e sparatorie all'interno della villa e nella piantagione), e poi la parte finale quando Tex fugge dal campo sudista inseguito (anche qui si può allungare a piacimento con scene d'azione).

 

Le citazioni da Bierce si possono ridurre e l'espediente del racconto/flashback - faccio notare - è stato usato anche nel primo Speciale Tex Willer (e con ottimi risultati a mio parere)...

 

P.S: il nome Lee è il primo che mi è venuto in mente (e poi è breve!). Non me ne intendo molto di gradi militari (magari era un tenente), né di nomi sudisti. :lol:   E neanche di soggetti, a dir la verità... :D

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Era solo il generale in capo dell'esercito sudista.:rolleyes:

 

 

 

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<span style="color:red">16 minuti fa</span>, borden dice:

Era solo il generale in capo dell'esercito sudista.:rolleyes:

Ah, ecco, mi ricordava qualcosa... Me l'ero proprio scordato! :azz: Chiamiamolo Bob, allora...:lol:

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27 minuti fa, borden dice:

Era solo il generale in capo dell'esercito sudista.:rolleyes:

 

 

 

Be' dai Bos...lo è diventato solo negli ultimi sei mesi di guerra, prima era solo comandante dell Armata del Nord Virginia 😉😆

......e non aggiungo altro, mio generale 🤭

Edited by Barbanera
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<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Barbanera dice:

Be' dai Bos...lo è diventato solo negli ultimi sei mesi di guerra, prima era solo comandante dell Armata del Nord Virginia 😉😆

......e non aggiungo altro, mio generale 🤭

 

 

Scrivi per confermare che effettivamente lo era?!?...   Ho forse fatto riferimento a una data? Mah!

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