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TWF - Tex Willer Forum

[Color Tex N. 17] Gli Amanti del Rio Grande


natural killer
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Bravissimo Rauch, che dimostra di essere sceneggiatore di razza e che potrà darci belle soddisfazioni anche su Tex. Qui ci ha messo dentro di tutto e ne è uscito alla grande: simpatici siparietti tra i due pards, cattivi che più cattivi non si può, varie sparatorie che non annoiano, un bel piano ardito finale quando tutto sembra perduto, ma soprattutto mi è piaciuto il modo in cui si è arrivati al fulcro della vicenda, la sua preparazione lenta ma intensa, l’inserimento anche dei Rurales, la storia d’amore senza particolare miele. Complimenti vivissimi Jacopo, sei proprio bravo.
Voto alla storia: 7,7
Voto ai disegni: 7,5

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Un episodio ben congegnato, con una sceneggiatura scorrevole e dialoghi apprezzabili. Il soggetto, sebbene un po' scarno, ha qualche punta di originalità che non guasta e contribuisce a far lievitare l'esito finale. Degli ultimi tre color lunghi (che sono quelli che ho letto, dopo aver interrotto per qualche anno l'acquisto) è certamente il meglio riuscito e Rauch dimostra tutte le credenziali adatte per confermarsi sulla serie, sebbene siano evidenti i margini di miglioramento. L'albo si legge con piacere e allieta l'oretta dedicata, di certo non può essere considerata una storia fuori della media o straordinaria, ma si rivela adatta alla collana e vale decisamente il "prezzo del biglietto". Non sdolcinata o stucchevole la relazione dei due coprotagonisti, che dà il nome all'albo: i due "piccioncini" sono plausibili ma a tratti, ammetto, che li trovo un tantino freddini e poco coinvolgenti. Forse proprio nelle caratterizzazioni dei personaggi l'autore dovrà lavorare in futuro; sia chiaro non dico che le sue creazioni presentino palesi errori o incongruenze fastidiose, ma ancora manca quel  tocco in più, che permetta alle comparse di bucare la pagina e accattivare la simpatia del lettore. In una saga in cui il curatore è un maestro su questo aspetto, Rauch avrà modo di migliorare. Disegni di Scascitelli molto classici e suggestivi, però al contempo poco dinamici e a tratti un po' legnosi e in una saga in cui i lettori sono abituati a tutt'altra dinamicità di tratto, questo aspetto  si  nota come una mosca in una tazza di latte. Celestini fa del suo meglio per rendere più "effervescente" la consueta colorazione piatta editoriale; ma qualche effetto in più nel panneggio delle camicie o nelle nubi sarebbe pure gradito. Rimango sempre dell'idea che una colorazione artigianale ad acquerello o con ecoline sarebbe tutta un'altra musica, ma suppongo che anche il prezzo di copertina crescerebbe proporzionalmente alla qualità. 

Edited by Condor senza meta
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Eccessivo uso di "facce da cinema", che fa un po' l'effetto "faccine di Galep incollate su disegni di altri" dei vecchi albi, e fa un effetto strano nella stesse pagine con facce non riprese da foto. il tutto ovviamente peggiorato dal colore (e non è questione di colore messo bene o male, anche se ovviamente anche quello conta, quel tipo di colore rende più "concreto" e e statico il disegno quindi accentua l'effetto fotografia)

 

Per il resto, storia sufficiente ma che, almeno nel mio caso, non appassiona. Non ho trovato nulla che mi abbia fatto arrabbiare o che mi abbia perdere l'immersione nella lettura (a parte l'effetto "fotografia" eccessivo di cui ho già parlato), ma non ho trovato nemmeno particolari motivi di interesse. una di quelle storie che si leggono "per passare il tempo" che però non hanno più molto senso quando di tempo non ne abbiamo abbastanza per leggere o vedere tutto quello che esce ogni giorno...

 

Ma ci sta che Rauch, ancora all'inizio con Tex, prenda un po' le misure al personaggio e inizi con storie un po' banali (meglio di quelli che esordiscono mandando Tex in un bordello, insomma). I problemi, come al solito, sono legati alla collana. Che senso ha colorare e vendere a prezzo maggiorato, come se fossero "speciali", storie come questa?

 

La cosa paradossale è che, per tutelare (giustamente) la serie regolare che è quella che traina tutto il resto, e tolte i texoni e i tex willer, le serie "collaterali" di tex hanno come caratteristica tipica, e abbastanza prevedibile, di costare di più per avere storie "meno speciali". Cosa prevedibile, appunto, perchè è quello che succede quasi sempre quando si aumenta la produzione per speculare su un personaggio. Creando un contrasto fra la confezione venduta come più "lussuosa" (anche se per me il colore non è certo un bonus, anzi...) e il contenuto.  Problema non risolvibile, perché non chiuderanno mai una collana che vende, e non è possibile mantenere un livello più elevato quando pubblichi quasi quattromila pagine ogni anno...

 

Ma è il solito discorso ricorrente, legato alla collana, e non alla storia in particolare. Questa storia tutto sommato non è certo fra le peggiori che ho letto sui Color Tex. Ma non credo che sia un complimento per la collana...

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Io non quoto proprio nulla, invece. La storia è molto bella ed avvincente, soprattutto per essere di sole 160 pagine. Se poi vogliamo una Patagonia al mese...

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On 10/8/2020 at 18:38, pecos dice:

 

Sono d'accordo, ma le storie che hai citato hanno un elemento in comune... e guarda un po', da qualche anno quell'elemento manca dal Color Tex :D:laugh:

 

 

Dev'essere questa la spiegazione :rolleyes::lol:

 

 

Se volessi leggere solo capolavori non andrei in edicola tutti i mesi. Ci sono buone letture che svolgono alla perfezione il loro lavoro di intrattenimento - l'esordio di Rauch sulla regolare per me era una di queste. La storia di Borden in edicola è tutt'altro che epocale, ma è divertente, fresca, non sai mai cosa aspettarti da una pagina all'altra. Qui invece è tutto scontato (e ci si mette anche il Frediani...). Per me questa è una storia da minimo sindacale, non ha mordente. Ma non pretendo certo che le mie impressioni valgano per tutti i lettori.

Concordo. Storia da minimo sindacale. Non significa brutta o non soddisfacente (Un capestro per Kit di Nizzi non mi era piaciuta ad esempio). L'esordio di Rauch mi aveva convinto di più. Mancano guizzi stavolta.

On 23/8/2020 at 08:26, Loriano Lorenzutti dice:

Quoto Diablero in toto.

D'altronde, e lo ha scritto anche Boselli, non si è mica obbligati a comprare tutto.

Già... Se vuoi/puoi compri. Poi ti aiuti con consigli, recensioni etc. La collana Color serve, a grandi linee, a testare nuove leve texiane. Rauch dimostra di saper scrivere un western classico, con tante sparatorie, con alcuni riconoscibili siparietti. Poi dovrà continuare e magari tirare fuori dal cilindro qualcosa in più (tipo La prova del fuoco dell' esordiente Ruju). Scascitelli è un po' ingessato come Cossu però non mi è dispiaciuto. Ha tentato di "sporcare" i messicani (la dentatura) e di dare una cornice adatta alla storia.

Globalmente siamo sull'onesto 6 in pagella. Non mi lamento e non mi esaltò. Il genere è vetusto, Tex ha tanti anni sul groppone, noi idem e forse siamo troppo esigenti. Non è facile. Vedremo le prossime letture...Ho tanto da recuperare.

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  • Collaboratori

La collana era partita molto bene, alternando grossi nomi ai disegni (Ticci e Civitelli) e sceneggiature di un certo pregio, ma bisogna dire che negli ultimi anni le storie sono state tutt'altro che memorabili.

 

Il minimo sindacale, con colori sbiaditi e prezzo esorbitante.

 

Questa di Rauch è una discreta storia e nulla più, con un ingrediente neanche prettamente texiano (la love story tra due giovani), qui e la tirata per i capelli: per esempio c'è bisogno di una scudisciata stampata sulla schiena per giustificare una fuga fedifraga.E' pur vero che esiste la glbonelliana "I due rivali", ma che differenza con questa storia, nella materia, nel metro, nel suo peso specifico, nella capacità di raccontare che era quella di GLB e che non è quella di un Rauch qui modesto scribaccchino.

 

Il villain è tratteggiato un po' cosi a colpi d'accetta, con dettagli che vanno ad aggiungersi mano a mano che si va avanti ma che non gli danno alla fine una vera e propria anima: da piccolo viscido anonimo sfigato allevatore con una bella e chiacchierata moglie diventa improvvisamente il pezzo grosso che taglieggia i peones e impone la sua iniqua legge sul territorio spalleggiandosi con bande di bandidos, senza che l'autore riesca a preparare e convincere il lettore di questi repentini cambiamenti d'identità.

 

Disegni di Scascitelli purtroppo in vistoso calo rispetto agli albi precedenti, con i difetti già segnalati splendidamente da Diablero nei suoi messaggi.

 

Per concludere un albo che nulla aggiunge e che un lettore potrebbe dimenticarsi di comprare in edicola senza che niente per lui cambi o turbi la sua quiete.

 

Di albi come questo sinceramente non so cosa farmene, collezionismo insano a parte.

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  • 2 weeks later...

Personalmente partivo abbastanza prevenuto su questa storia, perché la trama mi sembrava più una roba da soap opera che da western. E invece Rauch mi ha sorpreso davvero! Non siamo certo di fronte  a un capolavoro, ma ad una bella e solida storia di Tex sicuramente, dove lo sceneggiatore conferma quanto di buono mostrato nel suo (ottimo) esordio sulla serie regolare. In particolare, i Tex e Carson di questa storia sono perfettamente centrati, anche per quel che riguarda l'aspetto dei dialoghi - in cui Rauch mi ha ricordato il primo Nizzi.

Insomma, una bella storia, con un cattivo carogna ma tutto sommato abbastanza mezza calzetta (insieme a tutti i suoi scagnozzi) per due tizzoni d'inferno come i pards; ma una storia così, non troppo impegnativa ma raccontata con gusto e classe, ci sta benissimo, anche perché vedere Tex e Carson fare i castigamatti è sempre un bello spettacolo. Molto centrati anche i comprimari, compresi i cowboys.

 

Capitolo disegni. Se c'è un disegnatore mortificato dal colore, soprattutto se piatto e bidimensionale, quello è Scascitelli! Il suo raffinatissimo tratteggio, il suo preciso bianco e nero sono semplicemente inadatti al colore. Peccato davvero, perché a me il suo tratto piace, e ho il ricordo del suo esordio sull'Almanacco con Ruju come di un albo davvero bello anche graficamente: forse alla Bonelli dovrebbero riguardarselo per assegnare Scascitelli a più consoni uscite.

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  • 1 month later...

Jacopo Rauch, uno dei più apprezzati interpreti attuali di Zagor, mostra di sapersi disimpegnare egregiamente anche su Tex.

I differenti registri narrativi delle due collane non impediscono a Jacopo di raccontare una storia che, nonostante la presenza di diversi elementi a rischio (la love story tra l'ex ballerina e il cowboy, il ricco haciendero e possessivo marito messicano, la fuga dei due amanti), rimane saldamente sui binari della produzione texiana, grazie a dialoghi che richiamano la tradizione e una perfetta gestione della coppia Tex - Carson che appaiono in gran spolvero, senza lasciare il sopravento alla love story.

Scascitelli, al di là della scelta di utilizzare volti hollywoodiani per i vari protagonisti, che non mi ha entusiasmato, risulta penalizzato dalla colorazione, a mio avviso, su questo numero, non all'altezza delle precedenti prove di Celestini

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  • 2 months later...

Storia del filone minimale in cui i Nostri incappano in una vicenda di passioni e aspri contrasti, risolvendo da par loro la situazione. La peculiarità è ovviamente la componente melò-sentimentale, fulcro della vicenda, e soggetto usato non così di frequente sulle pagine del Tex, qui declinato in un'intreccio tutt'altro che melenso e idealizzato...anzi, la storia tra il cowboy Tom-risentito ma ancora innamorato perso- e l'ex ballerina Ruby Lane-pragmatica e calcolatrice donna del west pentita- è totalmente credibile nel contesto, e ammantata di disillusione...Bene la caratterizzazione di tutti i personaggi, dai cowboy compagni di avventura (simpatici, e che non dispiacerebbe rivedere in una prossima storia), agli antagonisti, capeggiati da un Don Manuel, fazendero-carogna, veramente insopportabile e mai caricaturale, fino ovviamente, alla coppia di amanti. MOLTO BENE Tex e Carson, arditi e spavaldi come si conviene, con dialoghi e scambi di battute di alto livello, che Rauch dimostra di sapere far muovere in grande scioltezza. Unica nota dolente, a parer mio, la sparatoria iniziale con la banda di Rico Santacruz (un po' troppo Faraciana) e alcuni dei primi scontri a fuoco coi vaqueros di Don Manuel (prima che entri in gioco Garrido), dove Tex e Carson si impegnano a sparare alle pistole degli avversari, e a ferirli solo lievemente...forse è un po' una fissazione mia...ma non penso che i lettori di Tex se la prendano a male se i pards mandano all'inferno qualche sgherro in più...anche se questi non ha la certificazione di carogna di serie A. Capitolo disegni : li ho adorarti...Scascitelli ha un tratto che mi piace moltissimo...particolareggiato e al contempo sempre comprensibile ; morbido ed elegante, ma anche "sporco" e polveroso come l'ambientazione richiede...volti sempre espressivi e ben caratterizzati (a prescindere dal citazionismo degli attori, che non ho avvertito neanche più di tanto nel corso della lettura)...personalmente lo trovo un fuoriclasse totale, e lo metto al secondo posto dopo Villa, nella scuderia dei disegnatori texiani attuali...molto bene anche i colori, che per una volta non depotenziano i disegni, anzi, con le loro tinte delicate e sfumate, ne accrescono spesso la suggestione. Nel complesso : bella storia, piacevolissima...e Rauch per il momento sta facendo decisamente bene sulle pagine del Tex.

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Storia gradevole che mi ha fatto trascorrere bene il tempo impiegato per la lettura alcuni mesi fa. Sul giudizio mi allineo a quanto detto da Paco Ordonez e natural killer. Rauch lo apprezzo su Zagor dove trovo le sue storie molto belle, il suo debutto sul color storie brevi di Tex tempo fa non mi aveva entusiasmato ma questa storia mi è piaciuta.

Sui disegni non posso che continuare ad esprimere il mio apprezzamento per il maestro Scascitelli. Il suo tratto mi piace molto e trovo sia un peccato che fino a questo momento le sue storie sia state pubblicate solamente sui color e sui maxi, senza farlo debuttare sulla serie regolare, privando così una buona fetta di lettori di Tex, quelli che comprano solo l'albo mensile, di apprezzare i suoi disegni. 

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