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FITZGERALD

[maxi 1999] L'oro Del Sud

Voto alla storia  

25 voti

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Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura: Antonio Segura
Disegni: Josè Ortiz
Periodicità annuale: Ottobre 1999

Il capitano confederato Buchanan, appoggiato dal Ku Klux Klan, organizza in Arkansas una fuga in massa da un carcere militare per prigionieri sudisti. L'obiettivo è il recupero di trenta casse d'oro da lui nascoste anni prima in un vecchio battello corazzato. E mentre Tex e Carson braccano gli evasi e gli spietati razzisti che li accompagnano, il gruppo di gaglioffi si spacca: l'ufficiale vorrebbe usare il tesoro per finanziare la riscossa della Confederazione, mentre il bieco e avido membro del Klan, Portman, ha in mente ben altri progetti?



[ Nota: il messaggio iniziale di questa discussione è stato modificato per mettere l'inserimento dei dati della storia ]



Bella storia sceneggiata da Antonio Segura e disegnata da Jose Ortiz.

Nella vicenda vediamo come il capitano sudista buck(qualcosa) appoggiato dall'ormai tristemente noto KKK organizzi un'evasione di massa da un carcere militare, vediamo entrare in gioco Portman e scopriamo come sia un gran, come direbbe Tex FIGLIO DI PUZZOLA, e come Buck sia un uomo d'onore che lotta per una causa sbagliata fino a perdere la vita.... che ne pensate?! io come storia la trovo bella e godibile, mi è piaciuto leggerla

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Ottima storia che vede contrapposti tex e il Ku Klux Klan... un mix di azione, colpi di scena e tanta avventura nei luoghi dove ancora è presente il ricordo degli orrori della guerra... Un tex granitico e duro come da tempo non si vedeva, in grado di sventare i ben congegnati piani del Klanman Portman e del capitano confederato Buchanan.. il bellissimo finale, da un retrogusto amaro alla storia che la rende ancora più grandiosa.. Il duo Ortiz-Segura in questa storia si rivela vincente.. peccato che questo piccolo gioiellino sia racchiuso in un maxi e non nella serie regolare. Voto:Soggetto: 9Sceneggiatura: 8Disegni: 8

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Maxi appena riletto tutto d' un fiato senza un attimo di pausa e storia che si conferma magnifica. Segura parte da un soggetto particolare e arriva a creare una trama ben intessuta con il personaggio di Portman tipico del west con "la febbre dell'oro" e il capitano Buchanan contrapposto a Portman, con ideali apparentemante giusti. Certo se al posto di Isaia ci fosse stato Tiger o Kit la storia forse avrebbe superato il capolavoro "Oklahoma"Ortiz forse non è il più indicato per scene marittime, ma sulla terra ferma dimostra di essere un maestro da invidiare. Storia più che godibile e molto molto scorrevoleVoti:Segura:9Ortiz:7,5Copertina:8

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Maxi appena riletto tutto d' un fiato senza un attimo di pausa e storia che si conferma magnifica. Segura parte da un soggetto particolare e arriva a creare una trama ben intessuta con il personaggio di Portman tipico del west con "la febbre dell'oro" e il capitano Buchanan contrapposto a Portman, con ideali apparentemante giusti. Certo se al posto di Isaia ci fosse stato Tiger o Kit la storia forse avrebbe superato il capolavoro "Oklahoma"Ortiz forse non è il più indicato per scene marittime, ma sulla terra ferma dimostra di essere un maestro da invidiare. Storia più che godibile e molto molto scorrevoleVoti:Segura:9Ortiz:7,5Copertina:8

Giudicare questo maxi al quasi pari di oklahoma è assurdo!! :capoInguerra: Ho appena finito di leggere questo maxi e devo essere sincero è tutt'altro che indimenticabile. Non che non sia una bella storia, ma giudicarla un capolavoro è troppo, almeno per i miei gusti. La trama è ben studiata ma non mi piacciono come vengono caratterizzati e mossi alcuni personaggi... come ad esempio il capitano Buchanan, che f? conoscere le sue vere intenzioni prima del tempo, creandosi nemico Portman(buttandosi da solo la zappa sui piedi). Poi non mi piace come viene mosso anche il personaggio "perfetto" di Portman, che per tutta la durata della storia si f? passare per un patriota tutto d'un pezzo, e dopo prende a cannonate la sua gente del sud per un sacchetto di viveri.... troppo contradditorio per essere credibile. Comunque come già detto la storia non è malaccio è riesce a raggiungere la sufficienza grazie a Isaia, che è un personaggio simpatico, e ha tex e carson che sono in perfetta forma. Sui disegni poco da dire a me Ortiz piace molto. Voto 6.5 su 10

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Un maxi molto bello, con una storia forte piena di fedi e ideali contrapposti sui quali però alla fine trionfa il dio denaro(sigh).. ovviamente per poco grazie all'arrivo di Tex e company. B) La storia è simile ai maxi pubblicati successivamente da Segura ma credo che sia un gradino in su rispetto ad essi per l'importanza data alla psicologia di alcuni personaggi ma anche per l'idea della storia in se, che è originalissima anche solo per l'idea della nave. Tex è come al solito un vero e proprio "duro", spettacolare la scena in cui si beve in allegria il whisky artigianale del contadino dicendo .. manca di nerbo! (probabilmente se la venisse ripubblicata oggi verrebbe fuori una polemica stile "Sulla pista di fort Apache" per quella famosa sigaretta in copertina.. peccato) Ma anche anche Carson e Isaia (da proporre a mio parere come pard ad honorem) sono in piena forma. Come in altre storie di Segura ci sono molte immagine crude e realistiche che a quanto ho capito non sono sempre apprezzate dai texofili. Io però credo che per raccontare una storia che parla di ku klux klan, di reduci della guerra di secessione e di uomini accecati dalla cupidigia non può essere tutta rose e fiori, anzi bisogna cercare di essere più realistici possibile con certe tematiche. E l'autore spagnolo in questo senso secondo me sceglie la strada giusta, soprattutto quando la scena si sposta all'interno della corazzata dove i rapporti fra i suoi occupanti sono in continuo divenire fino all'epico finale. Il finale appunto è l'apice della storia: infatti mi hanno colpito un sacco

la lotta nella sala macchine con le morti atroci dei due sudisti per mano di portman e l'immagine della bandiera sudista che affonda nell'acqua e tex o carson che dice che non si sapr? mai come è finita la storia realmente
I disegni di Ortiz mi sono piaciuti soprattutto quando rappresenta la palude ma anche il carcere e tutte le scene fluviali sono molto belle: credo che il periodo 1999- 2001 circa sia stata la sua fase migliore artisticamente parlando.

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Un Maxi veramente bello. Racconto ben sviluppato, classico esempio di come utilizzare appieno le pagine a disposizione senza dover tagliare ma anche senza dover allungare inutilmente il brodo. Soggetto molto interessante, sceneggiatura coi fiocchi, disegni... se uno sa qual'? lo stile di Ortiz ne rimane comunque soddisfatto. In ogni caso si vede che la coppia Segura/oriz era molto affiatata, i disegni seguono perfettamente la sceneggiatura ed i dialoghi. Voto: 9

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Un Maxi veramente bello. Racconto ben sviluppato, classico esempio di come utilizzare appieno le pagine a disposizione senza dover tagliare ma anche senza dover allungare inutilmente il brodo. Soggetto molto interessante, sceneggiatura coi fiocchi, disegni... se uno sa qual'? lo stile di Ortiz ne rimane comunque soddisfatto. In ogni caso si vede che la coppia Segura/oriz era molto affiatata, i disegni seguono perfettamente la sceneggiatura ed i dialoghi. Voto: 9

Dovrei rileggerla, ma anch'io ne ho un ottimo ricordo. Segura, il cui Tex spesso non era Tex, tanto estraneo era il suo stile a quello del nostro ranger, è riuscito comunque a lasciare il segno con questa storia e con Il Cacciatore di fossili.

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Nel mio intervento precedente, dicevo di avere un ottimo ricordo di questa storia. Mi sbagliavo. Questa storia non è ottima, ma è un altro CAPOLAVORO.

Appena finito di leggere quella storia eccezionale che è I Cacciatori di fossili, ho subito ripreso quest'altra avventura del duo Segura-Ortiz ritrovando le stesse sensazioni e atmosfere respirate nella storia suddetta.

Se ne I Cacciatori di fossili vi era un cattivo sanguinario, Four Bears, qui vi è una belva altrettanto feroce, l'aderente al Ku Klux Klan Portman; se nella precedente storia c'era Red Barnum, canaglia "buona", qui c'è il ribelle idealista confederato Capitano Buchanan, figura altrettanto controversa e drammatica (peraltro i due hanno anche una leggera somiglianza fisica); se l' c'era il vecchio Salomon, che caricava di ironia la storia, qui c'è la figura altrettanto felice del vecchio Hannibal, protagonista di una scenetta, col suo torcibudella assassino, al contempo ironica e intrisa di umanit?.

Ancora, ne L'Oro del Sud, come nella prima storia, la figura del Vecchio Cammello è connotata in maniera ironica. Ma se nella prima storia Carson in alcune circostanze scadeva nella macchietta, qui Segura ha limato gli eccessi rendendo Carson altrettanto divertente senza però sminuirne lo spessore: anzi, in questa storia lo sceneggiatore sottolinea in diverse circostanze il rapporto quasi padre-figlio che lega il Vecchio Cammello al giovane soldato di colore Isaia, e non sono poche le scene in cui questo legame viene reso in maniera delicata e molto felice.

Alcune scene, poi, sono semplicemente da antologia: raffigurano in maniera perfetta l'umanit? dolente del Sud, le condizioni miserrime in cui versano le popolazioni della ex Confederazione. Oserei dire che in molte circostanze il vero protagonista della narrazione è proprio il SUD e il suo doloroso dopoguerra.

In particolare, ritengo straordinaria la scena in cui i nostri si imbattono in una povera famiglia che vive nel bosco e da cui vengono subito attaccati, senza avere il tempo di spiegarsi. "La paura rende quella brava gente molto pericolosa". La paura. Il terrore vissuto quotidianamente da quella gente disperata e ancora emarginata dopo anni dalla fine del conflitto. Amaramente tenera la figura del nero che, felice come un bambino, esclama: "Se ne vanno, li abbiamo respinti", non rendendosi conto che i pards se ne sono andati di loro volont?, non volendo ovviamente infierire su quei poveracci.

Di una bellezza mozzafiato è poi la scena in cui il Capitano Buchanan bombarda il villaggio fluviale di Van Buren. Da quelle catapecchie miserabili, si erge un uomo, uno storpio, un reduce sudista della dannatissima guerra. Questo invalido, con dignit? fiera affronta quei banditi, i quali giustificano la loro prepotenza in nome della riscossa della causa confederata. E il vecchio a replicare: "Non prendetevi gioco di noi, cavaliere del Sud. Qualunque siano le vostre ragioni, non vi perdoneremo mai". E il Capitano Buchanan, di rimando: "mmm...vi saluto, soldato del Sud" e, dopo aver proferito queste parole, Segura ci fa leggere i suoi pensieri, i suoi dubbi sull'azione appena compiuta a danno della "sua" gente. Veramente da spellarsi le mani per gli applausi.

Consiglio vivamente a tutti la rilettura di questa storia, un vero capolavoro per testi e disegni.

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La prima volta che lessi questa storia era durante la primavera del 2001, ero un lettore "nuovo" di Tex: la trama mi appassion° per i personaggi, il capitano Buchanan uomo con un certo onore ma che lotta per una causa sbagliata e l'uomo del clan Portman, interessato solo ad arricchirsi senza farsi scrupoli. Ho acquistato il maxi solo questa settimana e l'ho riletto e l'ho riapprezzato: trovo ottimi i disegni di Ortiz e condivido che con Segura faceva un duo molto ben combinato. Condivido al 100% l'intervento di Leo:

Di una bellezza mozzafiato è poi la scena in cui il Capitano Buchanan bombarda il villaggio fluviale di Van Buren. Da quelle catapecchie miserabili, si erge un uomo, uno storpio, un reduce sudista della dannatissima guerra. Questo invalido, con dignit? fiera affronta quei banditi, i quali giustificano la loro prepotenza in nome della riscossa della causa confederata. E il vecchio a replicare: "Non prendetevi gioco di noi, cavaliere del Sud. Qualunque siano le vostre ragioni, non vi perdoneremo mai". E il Capitano Buchanan, di rimando: "mmm...vi saluto, soldato del Sud" e, dopo aver proferito queste parole, Segura ci fa leggere i suoi pensieri, i suoi dubbi sull'azione appena compiuta a danno della "sua" gente. Veramente da spellarsi le mani per gli applausi.

Il bombardamento del villaggio è stato un elemento che mi ha fatto apprezzare ancor di più la storia: è un fatto su cui non ci son stato su alla mia prima lettura di 13 anni fa anche perchè la mia esperienza texiana era agli iniz?. Da questa storia si respira la miseria del Sud e le condizioni di vita dei vinti: conseguenze molto forti di una guerra fratricida, la schiavit? è stata sè abolita, ma gli ex-schiavi vivevano ancora in condizioni non molto dissimili dalla condizione di schiavo.

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Ho riletto la storia nella versione a colori della Tex Gold. La seconda esperienza texiana della coppia Segura Ortiz ci regala una bella avventura con un tema interessante e ricca di colpi di scena. L'unico problema è dato dalla presenza di Tex e Carson che sembrano IMHO un corpo estraneo, costretti a muoversi sempre in ritardo e a recitare un copione non adeguato. I veri protagonisti sono Portman e Buchanan con i suoi fedeli. In definitiva Tex c'è, ma.. non è il vero Tex

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Sono finalmente riuscito a leggere questa storia nell'edizione a colori di Repubblica. Giudizio ovviamente super-positivo. Finora è il miglior maxi che ho letto. Ma andiamo con ordine. Trama: ottima. Segura ha costruito una vicenda ben organizzata seguendo un soggetto poco usato negli albi di Tex e gestendolo in maniera perfetta. La storia non si perde troppo in dialoghi e spiegazioni varie ma punta dritta al sodo senza essere però banale e scontata. Inoltre sono presenti classiche trovate un po "esagerate" che possiamo ammirare solo sui maxi come l'utilizzo del cannone per colare a picco la nave. Devo dire che mentre sugli altri maxi di Segura i dialoghi tradotti si distaccavano un po da quelli tipici della tradizione texiana in questo sono più vicini a quelli classici. Redo estremo merito poi a come l'autore è stato in grado di descrivere la situazione post-guerra civile facendo vedere lo stato di povert? e disperazione in cui viveva la popolazione a quei tempi. Disegni: davvero belli. Ortiz qui è a una delle sue prove migliori su Tex e rende in maniera spettacolare. Le scene ambientate nelle paludi o lungo il fiume sono magnifiche. Ennesima prova di uno straordinario artista che sapeva realizzare ambienti perfetti in tutte le ambientazioni e non solo nel west classico. A mio avviso forse il maxi più bello di tutti o come minimo nei primi tre. Il soggetto e l'ambientazione poi gli danno quel qualcosa in più. Letto tutto d'un fiato. Voto 9

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Ho riletto questo Maxi targato nuovamente Segura&Ortiz a ruota del "Cacciatore di fossili",partorito sempre dal dinamico duo. Se quest'ultimo l'avevo trovato un albo più che negativo,"L'oro del Sud" è stato fonte di tutt'altra musica . è vero che Tex e Carson devono sempre rincorrere,è vero che la centralità della storia appartiene al nostalgico ufficiale confederato ed all'avido razzista del Klan ( e pure al simpatico e volenteroso militare di colore),ma la sceneggiatura risulta efficace,priva di tempi morti e condita dalla genialità della cannoniera corazzata confederata rimessa in funzione e temibile strumento di guerra. I pards,quando chiamati all'azione,sono efficaci,con Tex veramente in gran forma e con un fisico eccezionale ed un Carson lontano anni luce dalla sua pessima controfigura vista nel "Cacciatore di fossili". Disegni di Ortiz magnifici. Voto 8,5.

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ottima storia del compianto Segura...riletta di recente.

riproposizione del Klan ben riuscita, ottimi personaggi tra cui il soldatino di colore che aiuta i pard nella missione e, soprattutto, la figura del capitano Buchanan che appare come un patriota confederato tormentato però dai dubbi dell'essersi alleato con i Klansmen per il recupero dei lingotti: una scena che mi è sempre piaciuta è quando la corazzata attracca nel villaggio in cui bambini neri e bambini bianchi giocano insieme. Il capovillaggio, ex soldato confederato che ha perso una gamba in guerra, apostrofa Buchanan e i suoi come la "feccia" che ha disonorato la bandiera confederata e che ha ridotto la sua comunità alla fame rubando il legno e distruggendo le case...Segura con maestria mostra un Sud ben poco didascalico, fatto di fame e razzismo, KKK ma anche integrazione tra "Redneck" e neri, che vivono di stenti nel difficile dopoguerra.

Tex e Carson seguono l'azione ma sono comunque molto ben delineati, avvincente il viaggio della cannoniera sul Missisipi. Il finale è quanto mai da legge del contrappasso, con il Klansman punito dalle sue vittime nello stesso modo in cui il Klan puniva i negri.

Siparietti divertenti con Carson che beve il Whiskey distillato dal nonnetto di colore e quasi ci rimane secco!

 

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Un buon Segura confeziona un'altra buona storia tutta azione e divertimento. Anche questa volta, come nella sua prima, inserisce vari personaggi, caratterizzandoli tutti più o meno profondamente.
Il suo Tex è molto roccioso e ci offre sempre delle prove di forza, come il suo scontro col mandingo. Vi é, però, un'esagerazione nella caduta dal ponte con Tex che, tenendosi sospeso con un solo braccio, con l'altro afferra Carson impedendogli di cadere.
Disegni di Ortiz sporchi come il solito, ma un pò più piacevoli.
Voto alla storia: 7,2
Voto ai disegni: 7

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