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TWF - Tex Willer Forum

[752] Fratello di sangue


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Avete presente L'era glaciale 3?

 

C'è quella scena in cui Buck il furetto racconta ai due opossum la sua lotta all'ultimo sangue contro il terribile dinosauro carnivoro.  Quando arriva al momento in cui per lui sembra non esserci più speranza, fa un istante di pausa e un opossum gli chiede: "e ti ha ucciso?"

Il furetto gli risponde: "purtroppo sì".

 

Battuta surreale e divertente, ma -fosse- anche l'unico modo possibile per il protagonista di raccontare un suo "duello all'ultimo sangue". Perché in una situazione narrativa del genere è impossibile creare il pathos come nel racconto diretto.

 

Tex non può morire, ovvio, ma un conto è raccontare la storia in presa diretta e cosa diversa è farla raccontare dal protagonista. Non tutte le situazioni narrative che funzionano in un caso funzionano allo stesso modo nell'altro.

 

Quindi, personalmente, sono stato molto coinvolto dalle prime 25 pagine, molto meno dal duello finale. In mezzo momenti di alta tensione e di collegamento. Nel complesso una lettura gradevole, non una pietra miliare.

 

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Il 10/6/2023 at 00:56, PapeSatan dice:

 

Inoltre, le frecce degli Osages dovevano essere più penetranti di una moderna trivella, se è vero che non solo si conficcano nella roccia 

Aridagli! Non si conficcano nella roccia ma nella terra coperta dall'erba sotto la roccia, e si capisce benissimo!

<span style="color:red">23 ore fa</span>, Laramie dice:

 

 

Se proprio dovessi indicare qualcosa che non mi è piaciuto, sono i numeri da circo equestre che Tex fa nel corso dell'attacco alla carovana, delle acrobazie che sono tanto fighe nei film contemporanei (e che mi piace vedere IN QUELLI), ma che, per me, stonano tantissimo in un fumetto classico e storico come Tex, peraltro considerando il tono generale dell'albo.

 

Nelle prime strisce di GLB era praticamente la norma o quasi, almeno fino alla lunga storia de Il Tranello. Anzi, qui sono anche piuttosto contenute rispetto a quanto scriveva il Grande Vecchio.

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Chiedo a qualche forumista di buon cuore di ricordarmi la genesi di questo albo: perché è di un solo albo? Perché i tempi di lavorazione erano stretti? Grazie in anticipo :)

 

Quanto alla storia, mi è piaciuta. Amici e nemici sono tanti ma orchestrati bene, e vedere Carson in solitaria è sempre un bel vedere.

 

Mi è piaciuta la lettura di @Laramie, anche se più su Tiger che su Tex. È infatti probabile che Capelli di Sole abbia rappresentato per il navajo un riscatto dopo la tremenda storia di Taniah, e che questo spieghi la "dolcezza" del nostro nei confronti della ragazza. 

 

Ho trovato peraltro bellissima la tavola riassuntiva di Furia Rossa, una tavola che è un capolavoro che giustamente omaggia un altro capolavoro, una pietra miliare della nostra saga. 

 

Circa Tex, invece, non credo che la sua sia una scelta suicida, quasi dettata dal fatto di non aver ancora elaborato il lutto. Perché Tex suicida lo è sempre stato, prima e dopo. Il suo non è solo un guadagnare tempo, ma è anche un combattere con la speranza che Corvo Grigio sia un uomo leale. Tanto che anche Carson e Tiger avrebbero voluto duellare. Il comportamento di Tex, la sua proposta del duello, è perfettamente in linea con il personaggio di Atlante che lui è sempre stato. Se Tex ha un complesso, è quello - immenso e giustificato - di superiorità che lo porta a sentire di dover reggere tutto il peso del mondo, o almeno quello del mondo attorno a sé. E il duello è perfettamente in linea con le scelte dissennate che continuerà a fare, anche decenni dopo la morte della moglie. 

 

La scena del vincolo di sangue mi è piaciuta tantissimo. Priva di retorica, di dramma a buon mercato, è una sequenza secca e diretta, come quei tre uomini che mescolano il proprio sangue. Perché questo è sì un atto simbolico di grande pathos, ma è fatto tra uomini rudi, che lo compiono consci dell'importanza che esso ha, ma lo fanno in fretta e senza svenevolezze, da uomini d'azione, che non sprecano tempo e parole ma affidano il significato di tutto a un coltellaccio che squarcia un po' della loro pelle. E non è un caso che il tutto sia suggellato da una battuta di Carson su Belzebu', quasi a dire: siamo fratelli, ma non c'è bisogno di ricamarci sopra. Lo eravamo già e lo saremo sempre. 

 

Il patto di sangue, in questo senso, non sta a significare solo la fraternità tra i tre uomini, che non era mai stata in discussione, ed anzi in questo senso l'atto mi parrebbe barocco, ridondante. È più un patto che cementa l'unione tra i tre uomini in nome di qualcos'altro di esterno, e cioè di Kit. Se non ci sarò più io, dice Tex, mio figlio è vostro, ve lo affido, sarete i suoi zii anche nella "realtà" del nostro vincolo di sangue. Questo è. Questo credo volesse dire Giusfredi.

 

Font è invecchiato. Ma resta uno spettacolo. Sfilacciato, caricaturale, a volte oggettivamente brutto. Ma sempre tremendamente suggestivo ed efficace.

Edited by Leo
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Leo dice:

Chiedo a qualche forumista di buon cuore di ricordarmi la genesi di questo albo: perché è di un solo albo? Perché i tempi di lavorazione erano stretti? Grazie in anticipo :)

 

Molto semplice: ad un certo punto, più o meno ad inizio autunno dell'anno scorso, Boselli e Giusfredi si sono accorti che nella programmazione mancava un albo per arrivare ad agosto di quest'anno con una storia che finisse nell'albo di quel mese visto che a settembre ci sarebbe stata la storia di un solo albo celebrativa dei 75 anni di Tex che non poteva essere, per ovvi motivi, né anticipata, né posticipata. Non c'erano possibilità di avere pronta una storia in tre albi e così  il buon Giorgio si è dovuto inventare una storia che è  stata quindi affidata a Font, presumo perché è uno dei pochi che potessero garantire la consegna di 110 tavole in un tempo così ristretto.

Detto questo, ritengo che nonostante la fretta Giusfredi abbia fatto un buon lavoro e soprattutto lo ha fatto Font.

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Il patto di sangue che suggella la fratellanza e che ci riporta con la mente a quello di Tex e Lilyth, un tema che ben si presta a inaugurare i festeggiamenti per il 75° anno di vita editoriale del personaggio. Ieri pagando l'albo all'edicolante, salta fuori un nonnetto in vena di chiacchiere che sbotta: toh Tecchisi (Tex), lo vendono ancora! Lo compravo quando ero bambino (immagino nel 1948). Mi piace l'idea che, incuriosito, il nonnetto si sia preso poi la sua bella copia, se non spaventato dal prezzo, che non è più così "popolare" come ai suoi tempi. Che cosa ne avrà tratto dalla lettura? Kit Willer che porta una iella della malora anche in questa storia, innanzitutto, anche se da lettore delle strisce forse è un particolare che gli sarà sfuggito. Poi il racconto intorno al fuoco e il tema del passato, in modo particolare quello di Tiger, ma anche il Kit Carson più giovane, brizzolato, e anche questi credo che siano particolari che il nonnetto non sarà riuscito a cogliere del tutto. Avrà sicuramente sfogliato l'albo con le tavole di Font e ho tutte le ragioni di pensare che il nostro si sarà detto che ai suoi tempi lo disegnavano meglio e che come Galep ormai non se ne trovano più. La storia l'avrà letta lo stesso e qui, pur non cogliendo tutti i particolari nostalgici, si sarà detto che tutto sommato ancora oggi scrivono delle belle storie (vai a spiegare che l'ha scritta un certo Giusfredi, alla sua prima storia sulla serie regolare, che come età ha quella di kit Willer). Tutto sommato c'è la possibilità che anche il mese prossimo il nonnetto si ripresenti all'appuntamento, peccato che non siamo già a settembre con l'albo di Boselli e Villa, ma solo al Wolfman di Ruju e Del Vecchio.

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La cerimonia in cui si suggella un patto di fratellanza ha senso soltanto se è fatta subito.

Ha senso se fatta con Tiger alla fine degli avvenimenti raccontati in Furia Rossa e non cinque o sei anni dopo.

Perché non l'hanno fatta prima?

Magari l'hanno fatta ma nessuno ce l'ha mai raccontata.

Ce la raccontano adesso perché si ritiene che, dopo un episodio con cotanto pathos, il patto di sangue ci stia tutto.

Ok, ci sta.

Ma prima ci stava di più e, secondo me, c'è stato.

Qui adesso sembra il rinnovo dei voti di una coppia che, al 50⁰ di matrimonio, rinnova la cerimonia con figli e nipoti.

E Carson?

Carson è amico di Tex da prima di Tiger ma, mi ci gioco l'unica camicia gialla di Tex, a nessuno dei due è venuto in mente: "senti, perché non mescoliamo il nostro sangue alla maniera indiana per suggellare la nostra eterna fratellanza?"

Un patto di sangue tra i due ranger non aveva senso.

Ma adesso ci sono tre amici, anzi tre fratelli, e fratelli da un bel po', sono conciati male tutti e tre, l'hanno scampata bella e che ti combinano?

Un bel triello alla rovescia: si feriscono (ferita più ferita meno, che vuoi che sia) e si fanno reciproca trasfusione a tre.

Ma via.

Albo che si può leggere ma da dimenticare.

 

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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Letizia dice:

 Ma adesso ci sono tre amici, anzi tre fratelli, e fratelli da un bel po', sono conciati male tutti e tre, l'hanno scampata bella e che ti combinano?

 

Mi sorprendo di te.

 

Non hai letto bene.

 

Non l'hanno ANCORA scampata bella.

 

Il patto NON è alla fine.

 

Per questo lo fanno;)

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31 minuti fa, borden dice:

Mi sorprendo di te.

 

Non hai letto bene.

 

Non l'hanno ANCORA scampata bella.

 

Il patto NON è alla fine.

 

Per questo lo fanno;)

Lo dicevo che la lettura non mi ha preso (forse perché non stavo ferma).

Chiedo venia.

Ma la situazione critica (per me) non giustifica il patto di sangue, che con Tiger sicuramente c'è già stato (come con Cochise).

Se ad ogni situazione disperata si tira fuori un patto di sangue, il braccio di Tex & Co dovrebbe essere martoriato.

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<span style="color:red">37 minuti fa</span>, borden dice:

 

Il patto NON è alla fine.

 

Piò essere nell'ultima pagina ma non è alla fine della storia infatti.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Molto semplice: ad un certo punto, più o meno ad inizio autunno dell'anno scorso, Boselli e Giusfredi si sono accorti [...]

Ehm. Stiamo parlando delle uscite della testata più importante della casa editrice...

Ottimo che si sia posto rimedio, ma non imho non è quello mi aspetterei di sentire...

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<span style="color:red">5 minuti fa</span>, Letizia dice:

Ma la situazione critica (per me) non giustifica il patto di sangue, che con Tiger sicuramente c'è già stato (come con Cochise).

 

Tu lo dici che c'è già stato in una ricostruzione mentale che ti fai da sola ma non è mai detto in nessuna storia e questa sembra decisamente smentirti.

Ok, non ti è piaciuta la storia. Non la penso come te ma ognuno ha i suoi gusti ed io li rispetto, ma almeno accetta che i fatti stanno in un certo modo anche se tu avresti voluto che fosse andata in un altro modo.

<span style="color:red">4 minuti fa</span>, Exit dice:

Ehm. Stiamo parlando delle uscite della testata più importante della casa editrice...

Ottimo che si sia posto rimedio, ma non imho non è quello mi aspetterei di sentire...

 

Tu credi che la redazione sia fatta di persone infallibili che predicono ogni evenienza ed hanno sempre pronta la soluzione, Che ne sai tu se per qualche imprevisto (e gli imprevisti si chiamano tali perché non sono previsti e quasi sempre non prevedibili, non dimenticarlo) una storia di tre albi prevista per quest'anno non è stata terminata in tempo e e nessuna delle altre in corso di lavorazione lo sarebbe stata in tempo utile? Che ne sai poi tu della situazione di emergenza in cui la redazione è stata costretta a lavorare a causa delle defezioni seppur temporanee causate dal covid? O per te dovevano prevedere pure quello?

Facile criticare da fuori il lavoro altrui quando non si sa nulla di come si fa e dei suoi problemi e  mi pare che tu solo questo sappia fare: criticare per partito preso,

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Il patto è anche e soprattutto per Kit Willer, secondo me, come ho scritto nel mio post.

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<span style="color:red">18 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Che ne sai poi tu della situazione di emergenza in cui la redazione è stata costretta a lavorare a causa delle defezioni seppur temporanee causate dal covid? O per te dovevano prevedere pure quello?

 

Una tripla pronta però c'era: il maxi di Tex e Casertano, per tacere di quello di Alessandrini, disegnatori che finiranno per esordire sulla serie maggiore prima o poi. E di storie in rimanenza per il maxi qualcuna c'era.

 

Per me Giusfredi ha avuto una bella idea che non poteva essere sviluppata su più albi e visto che Font era libero e che con lui aveva già collaborato sul cartonato, si è pensato di spedire Nizzi sul Maxi e questa storia sulla regolare, dato soprattutto il tema celebrativo. Altrimenti diciamocelo, proprio per il tema, sarebbe stata più appropriata per uno speciale.

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<span style="color:red">23 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Che ne sai tu se per qualche imprevisto (e gli imprevisti si chiamano tali perché non sono previsti e quasi sempre non prevedibili, non dimenticarlo) una storia di tre albi prevista per quest'anno non è stata terminata in tempo e e nessuna delle altre in corso di lavorazione lo sarebbe stata in tempo utile?

Proprio mentre leggevo la tua frase mi è venuta in mente la foro postata da Pasquale Del Vecchio su facebook qualche giorno fa, in cui, purtroppo, sfoggiava una corposa ingessatura al braccio destro dopo un incidente, che verosimilmente lo terrà lontano dal tavolo da disegno per il tempo della convalescenza. Tipico esempio di imprevisto che nè un autore, nè tantomeno la redazione può prevedere.

 

In effetti gestire la programmazione di una testata come Tex non è mica una bazzeccola: fra ritardi di consegna e variabili impreviste c'è da perdere il sonno per garantire le uscite degli albi in edicola. Non oso immaginare in passato, quando i tempi erano ancora più stretti.

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Premesso che il curatore organizza gli slot come meglio ritiene e che un lettore non solo non ha idea di come funzionino le cose, ma neppure dovrebbe metterci il naso, rimango sinceramente sorpreso sentendo che per Tex non ci sono già pronti nel cassetto albi da inserire proprio nell'eventualità di ritardi o eventi avversi di qualunque tipo. Oppure ci sono ed è stata fatta una scelta diversa? Forse non ho capito.

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23 minutes ago, Il sassaroli said:

rimango sinceramente sorpreso sentendo che per Tex non ci sono già pronti nel cassetto albi da inserire proprio nell'eventualità di ritardi o eventi avversi di qualunque tipo

Hai idea di quanto costi far sceneggiare e disegnare un albo di Tex? Poi se dovessero avere una storia in più nel cassetto "per sicurezza" per ogni testata, sai che aumenti di prezzo! :laugh:

 

La pratica dei cosiddetti "fill-in", storie già pronte da usare alla bisogna, era comune negli anni 70 alla Marvel, in una situazione di caos totale, disorganizzazione (cambiavano il direttore editoriale ogni 6 mesi) e continui ritardi da disegnatori che avevano scoperto le canne e l'LSD.  Ma appunto per evitare di avere tavole strapagate nel cassetto senza pubblicarle, li facevano fare dai più scarsi ed economici fra gli autori a disposizione (insomma, se in mezzo ad una run di Starlin ti capitava un albo di Bill Mantlo e un disegnatore esordiente, si sentiva l'aroma del cassetto...). E all'epoca erano albi da DICIASSETTE PAGINE (17!) NON 110!. Già Shooter nella seconda metà degli anni 70 arrivò ad imporre ordine e disciplina (e a licenziare chi non rispettava le consegne) e i fill-in furono sempre meno necessari fino a sparire (oggi alla Marvel non si usano più, ma ne è rimasta la leggenda, e molti lettori sono convinti che ogni casa editrice abbia un sacco di albi già pagati che se va tutto bene non pubblicheranno mai, fatti apposta per coprire i disegnatori lenti...))

Edited by Diablero
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Per me è assolutamente riduttivo, anzi, direi ingiusto, considerare questo albo un "riempitivo", quale che ne sia stata la motivazione. Il risultato è un'ottima avventura con l'indiscutibile pregio di apriere un ulteriore squarcio di luce sulla genesi della "fratellanza" inossidabile dei nostri eroi.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Exit dice:

Ehm. Stiamo parlando delle uscite della testata più importante della casa editrice...

Ottimo che si sia posto rimedio, ma non imho non è quello mi aspetterei di sentire...

 

 

Può capitare che una storia in tre albi non sia pronta perché l'autore si ammala, no? Ma te, tu sei perfetto e non ti capita mai niente, vero?...:lol:

<span style="color:red">1 ora fa</span>, ymalpas dice:

 

Una tripla pronta però c'era: il maxi di Tex e Casertano, per tacere di quello di Alessandrini, disegnatori che finiranno per esordire sulla serie maggiore prima o poi. E di storie in rimanenza per il maxi qualcuna c'era.

 

 

 

 

Giudicate però da noi e da Masiero NON da serie regolare, ma da Maxi, a nostro insindacabile e ben ponderato giudizio  (entrambe di Nizzi, guarda caso... mah...)

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9 minutes ago, borden said:

Giudicate però da noi e da Masiero NON da serie regolare, ma da Maxi, a nostro insindacabile e ben ponderato giudizio  (entrambe di Nizzi, guarda caso... mah...)

Approvo e applaudo la decisione, e sono pronto a sfidare all'alba nella main street chiunque li avrebbe voluti nella serie regolare! :lol:

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<span style="color:red">4 minuti fa</span>, Diablero dice:

Approvo e applaudo la decisione, e sono pronto a sfidare all'alba nella main street chiunque li avrebbe voluti nella serie regolare! :lol:

 

 

E io mi apposto su un tetto per impiombare col Winchester il tuo avversario!

 

(ahò, mica so' Tex! E manco lo è Diablero!)

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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, borden dice:

 

 

Può capitare che una storia in tre albi non sia pronta perché l'autore si ammala, no? Ma te, tu sei perfetto e non ti capita mai niente, vero?...:lol:

 

 

 

Giudicate però da noi e da Masiero NON da serie regolare, ma da Maxi, a nostro insindacabile e ben ponderato giudizio  (entrambe di Nizzi, guarda caso... mah...)

Siccome non voglio pensare che ci siano collane di serie A e collane di serie B, ma solo collane di diverso stile e stampo, cioè che ogni collana sia considerata con la massima dignità e gli stessi obiettivi di qualità, cos'è che rende una storia pubblicabile nella serie regolare piuttosto che nel Maxi o viceversa?

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<span style="color:red">23 minuti fa</span>, Diablero dice:

Hai idea di quanto costi far sceneggiare e disegnare un albo di Tex? Poi se dovessero avere una storia in più nel cassetto "per sicurezza" per ogni testata, sai che aumenti di prezzo! :laugh:

 

La pratica dei cosiddetti "fill-in", storie già pronte da usare alla bisogna, era comune negli anni 70 alla Marvel, in una situazione di caos totale, disorganizzazione (cambiavano il direttore editoriale ogni 6 mesi) e continui ritardi da disegnatori che avevano scoperto le canne e l'LSD.  Ma appunto per evitare di avere tavole strapagate nel cassetto senza pubblicarle, li facevano fare dai più scarsi ed economici fra gli autori a disposizione (insomma, se in mezzo ad una run di Starlin ti capitava un albo di Bill Mantlo e un disegnatore esordiente, si sentiva l'aroma del cassetto...). E all'epoca erano albi da DICIASSETTE PAGINE (17!) NON 110!. Già Shooter nella seconda metà degli anni 70 arrivò ad imporre ordine e disciplina (e a licenziare chi non rispettava le consegne) e i fill-in furono sempre meno necessari fino a sparire (oggi alla Marvel non si usano più, ma ne è rimasta la leggenda, e molti lettori sono convinti che ogni casa editrice abbia un sacco di albi già pagati che se va tutto bene non pubblicheranno mai, fatti apposta per coprire i disegnatori lenti...))

Qualcuno ha parlato di fill-in di infima qualità? Di storie da non pubblicare se non come tappabuchi? Di storie per ogni pubblicazione SBE? Se qualcuno lo ha fatto, non sono stato io, sia chiaro.

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<span style="color:red">15 minuti fa</span>, PapeSatan dice:

Siccome non voglio pensare che ci siano collane di serie A e collane di serie B, ma solo collane di diverso stile e stampo, cioè che ogni collana sia considerata con la massima dignità e gli stessi obiettivi di qualità, cos'è che rende una storia pubblicabile nella serie regolare piuttosto che nel Maxi o viceversa?

 

 

Che certe storie funzionano a puntate e altre meglio che vadano lette tutte in una volta. I motivi, ripeto, sono però dettati dalla nostra esperienza e dunque insindacabili.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Condor senza meta dice:
1 ora fa, Carlo Monni dice:

Che ne sai tu se per qualche imprevisto (e gli imprevisti si chiamano tali perché non sono previsti e quasi sempre non prevedibili, non dimenticarlo) una storia di tre albi prevista per quest'anno non è stata terminata in tempo e e nessuna delle altre in corso di lavorazione lo sarebbe stata in tempo utile?

Proprio mentre leggevo la tua frase mi è venuta in mente la foro postata da Pasquale Del Vecchio su facebook qualche giorno fa, in cui, purtroppo, sfoggiava una corposa ingessatura al braccio destro dopo un incidente, che verosimilmente lo terrà lontano dal tavolo da disegno per il tempo della convalescenza. Tipico esempio di imprevisto che nè un autore, nè tantomeno la redazione può prevedere.

 

<span style="color:red">24 minuti fa</span>, borden dice:

Può capitare che una storia in tre albi non sia pronta perché l'autore si ammala, no? Ma te, tu sei perfetto e non ti capita mai niente, vero?...:lol:

 

Come volevasi dimostrare.:lol:

 

<span style="color:red">10 minuti fa</span>, Il sassaroli dice:

Hai idea di quanto costi far sceneggiare e disegnare un albo di Tex? Poi se dovessero avere una storia in più nel cassetto "per sicurezza" per ogni testata, sai che aumenti di prezzo! :laugh:

 

Proprio quest'anno è capitata la stessa cosa su Zagor e Burattini e Sedioli hanno dovuto confezionare in fretta e furia un albo che completasse la programmazione fino al n, 699. In questo caso l'emergenza dovrebbe essere nata perché con la trasformazione del Maxi Zagor in Zagor Più alcune storie in due albi hanno dovuto essere adattate per la nuova pubblicazione mentre altre originariamente pensate per il Maxi sono diventate storie in tre albi.

A proposito di emergenze vere ed imprevedibili, il disegnatore di Zagor Marco Verni si è ritrovata la casa allagata a causa della recente alluvione in Emilia Romagna ed ha dovuto, come si dice, sfollare. Come conseguenza la storia del ritorno di Supermike che sarebbe dovuta iniziare con il n. 701 è stata rinviata al n, 703. Qualcosa di simile è accaduto a Gianni Sedioli.

Questo genere di cose influisce quasi esclusivamente perle serie strutturate a puntate. In serie strutturate in albi singoli come Dylan Dog la cosa passa inosservata perché spesso basta anticipare o posticipare l'uscita di una storia per tappare il buco. 

 

 

 

 

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