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TWF - Tex Willer Forum

[Texone N.39] Per l'onore del Texas


MacParland
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A me sono andati su i battiti già dopo 3 pagine.

Adesso vado avanti, ma se continua così dovrò fare commenti ogni 20 pagine

.🙋‍♂️

Letto altre 20 pagine.

Forse ci sta anche lo 

SPOILER, 

anche per i prossimi commenti.

Qui salta fuori che Tex in confronto a Carson è ancora un pivello.

Poi a pagina 32 cè un primo piano di Carson fantastico.

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Piombo Caldo dice:

A me sono andati su i battiti già dopo 3 pagine.

Adesso vado avanti, ma se continua così dovrò fare commenti ogni 20 pagine

.🙋‍♂️

Letto altre 20 pagine.

Forse ci sta anche lo 

SPOILER, 

anche per i prossimi commenti.

Qui salta fuori che Tex in confronto a Carson è ancora un pivello.

Poi a pagina 32 cè un primo piano di Carson fantastico.

 

Ma che pivello... è forse un pivello in Tra due bandiere?

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Forse dovevo mettere un emoticon.

È Carson che lo dice, ridendo sotto i baffi. 🖐

Sono arrivato a pagina 97, si e visto anche Tex, ma è sempre Carson che svetta.

Storia sempre più coinvolgente, la continuerò domani mattina, così mi alzerò molto più volentieri. 😴

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Finito di leggere adesso.

Gran bella storia, la prima parte fila via facile facile, andando avanti, come capita spesso con Boselli, devi stare bene sul pezzo, se non vuoi confonderti.

Anche Dotti fa un ottimo lavoro.

Adesso me lo rileggerò e guarderò con calma.

Certo che Boselli è difficile che ne sbagli una.👏🖐

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Sono all'inizio e sono già ..... senza parole. Sono veramente impressionato dalla bravura, dalla maestria di Boselli e dai magnifici, perfetti, disegni di Dotti. Disegni è riduttivo. Sono ancora all'inizio: Houston sta affidando a Kit Carson l'incarico di salvare i coloni fedeli all'Unione. Che si sia di fronte ad un albo fuori dagli schemi, ad una storia che lascerà il segno, lo si deduce già dalle prime inquadrature e, aggiungerei, dai primi dialoghi.

Ma quando mai abbiamo assistito ad uno scambio di salaci battute tra i nostri due eroi, del tenore di quello che sono qua rappresentate?! uno (Carson) che dice che avrebbe fatto fuori il giovane Tex, l'altro (Tex (che ribatter che avrebbe potuto prevalere), il primo (Carson) che chiude il discorso ricordando che lui era già un esperto gunfighter "nel fiore degli anni", per poi vederli entrambi ammettere che, tutto sommato, entrambi cercavano di evitarsi (quasi fossero guidati da una "mano invisibile", ad un futuro, positivo incontro). E la scena vista da Carson, al tramonto? L'irruzione di un frammento de "Tramonto rosso", non poteva essere migliore!.

 

Basta. Mi fermo qua. Comunque prosegua la storia, Boselli e Dotti sono FENOMENALI!!!!

 

PS: il "pivello" proferito da Carson e riferito a Tex, va inteso, ovviamente, in senso relativo. E' chiaro che Tex, diciotenne e ventenne era già micidiale, ma Carson lo era di più. La situazione si è poi venuta pareggiando e, gradualmente (moolto gradualmenet) modificando, col passare degli anni.

 

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Ho quasi il sospetto che dopo la recente discussione sulla complessità delle storie di Boselli rispetto a quelle di GL Bonelli (in cui io negavo che il bos fosse così tanto complicato e GL Bonelli fosse tanto semplicino come dice chi lo ricorda poco), Boselli sia andato a modificare e complicare la sceneggiatura di questa storia sogghignando e dicendo "ah sì? Adesso vedi..."  :lol:

 

Infatti dopo la prima lettura (in cui comunque la trama era perfettamente comprensibile), ho dovuto rileggere tutto per chiarirmi chi esattamente era colpevole di cosa, chi aveva fatto che e chi era chi, in mezzo a tanti personaggi in giro ad agire in parallelo....  di positivo c'è che comunque la storia mi era piaciuta abbastanza che l'avrei riletta lo stesso! :P

 

Visto che se non ci trovo nemmeno un difetto potrebbero pensare che questo post non l'ho scritto davvero io, ne segnalo uno: Borden a volte fa parlare i personaggi in maniera un po' troppo enfatica, faccio qualche esempio pescato un po' a caso, non me li sono segnati mentre leggevo e magari non sono i peggiori ma giusto per far capire di che parlo...  Carson che a pagina 21 parlando di Tex (che è davanti a lui) dice "ottimi amici", invece di "amici", con un enfasi più "letteraria" e poco colloquiale (e soprattutto di fronte al pard che lo perculerebbe senza pietà al minimo segno di sentimentalismo), oppure a pagina 61 seconda vignetta quando Tex svegliato dal sergente gli fa un inutile riassunto puntata precedente.. Questa eccessiva enfasi nei dialoghi li rende a volte troppo "ingessati" e rende più faticosa la lettura.

 

OK, adesso che ho segnalato questo imperdonabile difetto che (se io dessi i voti) farebbe calare il voto di questa appassionante albo ben scritto e ben disegnato di circa 0,5 punti, ho dimostrato che sono davvero io e quindi posso dire liberamente che questo è uno dei migliori Texoni che abbia mai letto come giudizio complessivo testi-disegni (che anche Dotti fa la sua parte, eh), e chi si lamentava già prima di leggerlo perché aveva paura che il "giovane Tex" invadesse la serie regolare si preoccupava di nulla. Addirittura, seguendo l'esempio di Galep in "tra due bandiere", qui Tex viene comunque rappresentato con il suo aspetto "standard".

 

(e non è l'unica cosa in cui sono contento sia stata rispettata "Fra due Bandiere", questo storia è anche la dimostrazione che non era assolutamente "necessario" far violare platealmente a Tex il suo giuramento per ambientare una storia durante la guerra civile)

 

 

Edited by Diablero
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Un elemento della storia che mi è piaciuto particolarmente: il fatto che anche fra tanti protagonisti, non sono stati intruppati come soldatini indistinguibili in "buoni" e "cattivi" come capita spesso nei peggiori crossover supereroistici (o in certe storie "di guerra" degli anni 80). Anche se collaborano, in questa storia Tex e Carson hanno per una volta obiettivi e "limiti" molto diversi.

 

Kit Carson, anche se disapprova la guerra e vuole salvare i "ribelli" (contro i ribelli) del Nueces, non agisce contro il suo paese (che in quel momento è il Texas, non gli USA). Vuole mettere in salvo persone in pericolo, non aiutarle a sabotare lo sforzo bellico dei texani.

 

Tex invece è ormai un "traditore" in tutto e per tutto, collabora con le forze unioniste per la sconfitta del Texas, ma si rifiuta di sparare addosso ai soldati. in realtà è proprio la crudeltà ed efferatezza delle milizie di assassini organizzate dai sudisti che consente ai due pards in questa storia di essere sempre dalla stessa parte:  se si fossero incontrati nel corso di una normale operazione militare, sarebbero stati nemici (visto che fa bene Tex a non sparare a qualcuno solo perchè indossa una divisa? In pratica ce l'ha anche Carson...)

 

Kate Warne è una cosa ancora diversa: nella sua apparizione precedente in Tex Willer aveva contro un complotto di assassini, una setta razzista e suprematista e persino Mefisto, tutta gente su cui non piangerebbe nessuno, ma qui si vede meglio il suo modus operandi "normale": è una spia che agisce per la vittoria del nord senza nessuno degli scrupoli di Tex. Va a letto con Jim Waldrip per estorcergli informazioni, E sulla nave uccide un civile che a quanto ne sappiamo non aveva commesso alcun delitto, solo perchè l'aveva scoperta. Insomma, dalla parte dei "buoni", abile e simpatica, certo, ma comunque una spia e una assassina senza scrupoli (e devo dire che mi ha stupito vedere Boselli mostrarlo così esplicitamente in un albo del Tex "classico". Cioè, non mi ha meravigliato che una spia agisse così - la cosa davvero topolinesca e ridicola era Tex che faceva la spia buona buonina che non faceva male a nessuno all'inizio di FdA - ma mi ha meravigliato che la cosa sia MOSTRATA così esplicitamente al lettore invece di essere relegata al "non detto" fra una scena e l'altra...)

 

E anche fra i "cattivi" si passa dal criminale senza scrupoli Waldrip (che comunque ha qualche minimo scupolo nel non uccidere donne e bambini, i suoi uomini sono pure peggio...), ai militari che reagiscono diversamente alle cose che devono fare per "obbedire agli ordini"...

 

Mi piace anche la critica, ben poco velata, alla vacuità degli "ideali patriottici", non solo nel far vedere gente commettere atrocità nel nome della "patria" o di una bandiera, ma anche nel far vedere come persone che pochi anni prima si sparavano per "l'onore della bandiera" poi si siedono tranquillamente allo stesso tavolo senza alcuna acrimonia. "Ma per che cavolo di motivo ci stavamo sparando due anni fa, te lo ricordi?"

 

P.S.: Kit Carson, pagina 172, "Che diavolo ci fai qui Tex Willer? Credevo di soignare! Sbaglio o avevi lasciato il dipartimento speciale per ritirarti a vita privata e allevare manzi?"

 

Yup. Special Department, confirmed...  B)

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

P.S.: Kit Carson, pagina 172, "Che diavolo ci fai qui Tex Willer? Credevo di soignare! Sbaglio o avevi lasciato il dipartimento speciale per ritirarti a vita privata e allevare manzi?"

 

Se volessimo proprio essere sofisti, era stato il Dipartimento Speciale ad espellerlo in seguito ad una falsa accusa di omicidio  orchestrata da Mefisto e sua sorella.:lol:

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Prime considerazioni a caldo:

- Lettura bella ma non semplice. È necessario un secondo passaggio per comprendere al meglio tutti gli avvenimenti che susseguono.

 

- Poche ma indimenticabili tavole per il grande Sam Houston e la battaglia di Shiloh!

 

- Il vero protagonista è maggiore Kit Carson, nel suo Texas detta legge!

Risoluto e carismatico fa sempre la cosa giusta, ed era in una posizione estremamente complicata.. più di quella di Tex..

 

- Capitolo Kate Warne: si prende la scena insieme a Carson ma non mi è piaciuto il fatto che è andata a letto con  una canaglia come Waldrip...e l'assoluta mancanza di complicità con Tex vista in Pinkerton Lady. 

 

- Eccezionali le tavole di Dotti! Meravigliosi i  primi piani di Carson, meno quelli di Kate..il suo unico e piccolo difetto.

 

 

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Ottimi i disegni di Dotti. Storia che parte bene (bella in particolare la scena con il richiamo a "Tramonto Rosso"), ma poi si perde tra gli avvenimenti e personaggi che si affastellano, con lo sfondo della ormai consueta verbosita'. Boselli ha scritto alcune tra le storie migliori della saga, ma qui, a mio parere, non è al suo meglio. Il risultato è un Texone sufficiente, ma non certo memorabile.

Edited by Jim Brandon
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Opinione complessiva: un gran bel texone (

Dotti FINALMENTE ha imparato a disegnare i cappelli :D (niente, una cosa mia)

Qualcuno su FB ha scritto che non si tratta di un Texone ma di un Carsone, ed è vero: per tutta una serie di circostanze, la scena se la prende Carson (persino Kate Warne 'fa' più di Tex)
Mi sto preparando agli sdilinquimenti del Carson Fans Club, presente in forze su questo forum :D


Il resto ai prossimi commenti

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Per me uno dei migliori texoni del decennio o forse in assoluto sia per i disegni sia per la sceneggiatura.

Narrazione affascinante ma non banale. Ho trovato molto utile per la comprensione delle  vicende aver letto prima l'articolo di Luca Barbieri.

Leggetelo invece dopo se volete evitare spolier

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Esordisco nello stesso identico modo con cui ho celebrato l'altro albo di grande formato visto quest'anno, "Pearl": ECCEZIONALE.

Quello emana un'aura di leggiadra poesia, è un romantico e nostalgico quadro di western crepuscolare, al tramonto.

Questo dipinge il più crudo e tormentato, nei fatti e negli animi, periodo storico di quel western rappresentato nella sua fase più viva, fervente, prodromica ai grandi sviluppi successivi nella realtà storica e nella saga di Tex.

Le dense pagine trasudano di fredda e spietata crudezza alternata a rovente passione e sentita convinzione nei rispettivi ideali, troviamo azione allo stato puro (e che azione!) alternata a pause di riflessione e introspezione.

Anche grazie a questa bilanciata alternanza di registro narrativo, la trama, pur articolata e multiforme come nello stile di Boselli, ha il grandissimo pregio di scorrere via fluida e pienamente comprensibile ad una lettura attenta: perciò, non la definirei affatto complicata, come scritto da alcuni, bensì raffinatissima nelle sue molteplici ramificazioni che finiscono per ricongiungersi olisticamente in un incastro perfetto.

Indovinata, e direi anche piuttosto originale, la lunga narrazione alternata di Tex e Carson, che rievocano e incastrano le rispettive azioni a beneficio di Kit Willer, cioè il lettore.

L'albo si legge come un grande romanzo storico e sarebbe a mio avviso il copione perfetto per un kolossal dal sapore epico e nostalgico degno di "Via col vento", che cito non a caso per il riferimento alla guerra di secessione americana, però depurato degli eccessi retorici e melodrammatici che "Per l'onore del Texas" non ha (altro grandissimo pregio dell'albo).

I superbi disegni contribuiscono al piacere della lettura, con rappresentazioni di grande espressività e dettaglio soprattutto nelle scene degli scontri a fuoco e, in generale, in tutte le scene dinamiche.

I miei voti: 

soggetto e sceneggiatura: 9,5

disegni: 9

Concludo con una domanda agli amici forumisti (e lo reputo un tocco di classe di Boselli):

a pag. 166 Kate Warne congeda Tex dicendogli: "E salutami Carson! Digli che... no, non importa..."

Cosa avrebbe voluto dirgli? (cioè, cosa Boselli ha voluto lasciar intendere?)

Io ho la mia idea, ma sono curioso di sentire la vostra (Mauro, ti prego, non condizionare).

 

  • +1 1
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MAL DI TESTA

Perché ti viene.

Perché la trama è intricata, la storia è complessa. Ha ragione Diablero quando dice che c'è bisogno di una seconda lettura, perché i personaggi sono tanti, tanti sono i fronti, tante le situazioni. Stupisce come Boselli riesca a tirare tutti i fili senza perderne nessuno, anche se due volte si è un po' perso:

 

1) Pag.166: Eva chiama il giornalista Karl Wagner "papà", ma all'inizio della storia era suo zio;

2) Pag.173: Tex dice a Carson che ha assaltato Camp Verde perché non poteva lasciare il padre di Konrad nel campo di prigionia; ma ad essere prigioniero era il padre di Klaus, non di Konrad.

 

Questo per dire che quando una trama è zeppa di personaggi può capitare di imbrogliare la matassa. Ma al cospetto di un intreccio così intricato, non saranno questi due peccati veniali a non farci levare il cappello di fronte alla mente che ha generato questa stupefacente avventura. Stupefacente, sì, lo dico dopo il perché.

 

APPAGAMENTO

Leggevo leggevo leggevo, ma ero sempre all'inizio. Prima a pag.30, poi a pag.40... ma cosa mi succede? Solitamente, le storie di Tex le divoro. Com'è che questa la leggo in maniera serrata e sono ancora lì? Succede che questa storia è densa. Densa di balloon, e questi densi di parole. Verbosa? No. Piena, ricca, tanta. Copiosa di dialoghi, di confronti, di personaggi che dicono la loro. Storia densa e colma, è un bicchierone traboccante di nettare appagante e squisito. La doppia narrazione contribuisce a rendere fluida una trama che di per sé non lo è; poi questa confluisce in un unico alveo e lo fa in modo naturale, perfetto, come un meccanismo di precisione che scatta quando deve farlo, non un secondo prima né un secondo dopo. E l'appagamento sta lì, nel vedere che nonostante la densità tutto funziona a meraviglia, tutto gira come deve, e gira attorno a un contesto storico ben ricreato, credibile, avvincente. La guerra civile è uno sfondo perfetto per le storie di Tex, ma è un tema già sfruttato. Renderlo nuovamente originale, farci leggere del nuovo, beh, quello è stupefacente. Lo è davvero.

 

EMOZIONE

C'è chi lo sta definendo un CARSONONE. Ebbene, questo inventore di neologismi ha ragione. E Carson se lo meritava, noi carsoniani ce lo meritavamo. Dopo Il Passato di Carson, questo ulteriore dono di Boselli rende quest'ultimo l'autore "definitivo" di Carson. Carson, creato da GLB e valorizzato (ma non sempre) da Nizzi, solo con Boselli diventa un protagonista a tutto tondo, solo con lui raggiunge picchi simil-texiani. Un'operazione analoga la fece anche con I Giustizieri di Vegas, come se volesse dire a tutti che Carson è affar suo, un affare di cuore, che lo renderà sempre più grande, che non è un'eresia farlo, ogni tanto, più texiano dello stesso Tex. 

 

Bello il dialogo su una possibile sfida giovanile, significativo il riconoscimento di Tex all'amico di "essere in gamba ma di avere la testa sulle spalle" (in occasione del rinvio voluto da Carson dell'attacco a Camp Verde), magnifica, perfetta, sublime tutta la gestione del personaggio lungo l'intero arco della storia. 

 

E poi quella frase smozzicata di Kate: cosa voleva dire, a Carson? Che la ragazza si sia invaghita del baffo e pizzetto bruni che campeggiano sul rude volto di un uomo giovane ma già maturo e navigato come il nostro?  Diavolo di un Boselli, vecchia volpe... a stuzzicare questi bambinoni cresciuti che non siamo altro nascondendo poi la mano...

 

E ancora, quella vignetta a Shilo. Fino a oggi, mai avremmo immaginato che Tex e Dick mentre salutano Rod sulla sua tomba potessero aver incrociato le loro piste con quella di Carson. All'inizio mi era parsa un'esagerazione. Poi, però, guardate bene: saranno davvero Tex e Dick? Potrebbero essere chiunque. Una soluzione molto delicata, quella di Boselli: non è detto che le loro strade si siano incrociate per davvero, ma butto lì questa suggestione, quel tramonto, quel pazzesco tramonto di Dotti. Che questo sole morente di Dotti si fonda e confluisca in quello di Galep, Boselli non lo dice. Lo pensiamo noi, sognatori. Ma lasciateci sognare...

     

STUPORE

Stupefacente. La perfezione dei meccanismi, la gestione della densità, la capacità di emozionare. Dopo aver polverizzato tutte le statistiche, e a dispetto della carta d'identità, questo nostro caro forumista se ne esce con un'altra prestazione da campione, con un'altra opera di valore eccelso, con l'ennesima prova che ci sono vene che non si inaridiscono, e che anzi trovano sempre il modo - misterioso, sorprendente - di rigenerarsi, di risplendere. Trovano il modo di stupire. 

 

Edited by Leo
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<span style="color:red">8 ore fa</span>, gilas2 dice:


Mi sto preparando agli sdilinquimenti del Carson Fans Club, presente in forze su questo forum :D

E infatti:

 

<span style="color:red">31 minuti fa</span>, Leo dice:

 

EMOZIONE

C'è chi lo sta definendo un CARSONONE. Ebbene, questo inventore di neologismi ha ragione. E Carson se lo meritava, noi carsoniani ce lo meritavamo. Dopo Il Passato di Carson, questo ulteriore dono di Boselli rende quest'ultimo l'autore "definitivo" di Carson. Carson, creato da GLB e valorizzato (ma non sempre) da Nizzi, solo con Boselli diventa un protagonista a tutto tondo, solo con lui raggiunge picchi simil-texiani. Un'operazione analoga la fece anche con I Giustizieri di Vegas, come se volesse dire a tutti che Carson è affar suo, un affare di cuore, che lo renderà sempre più grande, che non è un'eresia farlo, ogni tanto, più texiano dello stesso Tex. 

(eccetera eccetera)

 

 

Avanti un altro! :D

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Per me è un Texone stupendo!

Boselli tocca l'apice dell'attuale fase storica della sua carriera con uno spettacolare romanzo nel west pieno di personaggi tridimensionali e con una narrazione costruita con il metronomo.

Qualità dell'intreccio impressionante, sviluppo della vicenda da manuale di sceneggiatura.

 

Solo io ho notato una velata stoccata ad alcuni lettori nella scena in cui Kit Willer domanda "Ho perso un capitolo?" :lol:

 

Disegni di Dotti di altissimo livello, senza dubbio la sua prova migliore su Tex. L'impegno del Texone deve averlo stimolato ancora di più perché il risultato è ottimo.

 

Ora, io non amo le hit parade, però mi sento di dire che questo Texone rientra di diritto nella top ten e forse anche nella top five.

  • +1 1
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4 ore fa, PapeSatan dice:

Concludo con una domanda agli amici forumisti (e lo reputo un tocco di classe di Boselli):

a pag. 166 Kate Warne congeda Tex dicendogli: "E salutami Carson! Digli che... no, non importa..."

Cosa avrebbe voluto dirgli? (cioè, cosa Boselli ha voluto lasciar intendere?)

Be' vuol dire che Kate Warne si è invaghita di Carson, ne è rimasta certamente affascinata (e in effetti Carson fa un gran figurone in questa storia), ma lo sapremo meglio nel futuro speciale di Tex Willer in cui i due si incontreranno ancora...

 

Ma io aggiungerei di più... Anche Carson rimane colpito dall'avvenente spia, vedi p. 72 "Che tipetto! Io l'ho conosciuta bene... ed era ancora più straordinaria di come la dipinge tuo padre" e Kit Willer malizioso risponde: "Davvero? Quanto bene la conoscevi?" A me sembra chiaro che l'attrazione sia  stata reciproca...:wub:

 

Ma aggiungerei altro... Forse mi sbaglio e sto lavorando troppo di fantasia, ma mi pare che sia accennato addirittura un abbozzo di rivalità - e sarebbe una novità mai vista prima! - tra Tex e Carson, perché quando Kate gli chiede di salutargli Carson Tex rimane sorpreso (c'è un punto interrogativo sul suo capo) come se avesse capito il sentimento di Kate e si chiedesse: "ma ai tempi di Pinkerton Lady, non spasimava per me Kate e ora invece...?". 

Tanto è vero che quando Tex e Kit tirano a sorte dove andare e viene testa, Tex commenta: "Ritroverai Kate, ti è andata bene amigo!".

Inoltre nel finale due anni dopo, è Kit Carson che si preoccupa se Kate stia bene, non Tex, e la chiama Kate, mentre Tex parla di lei come "miss Warne", come se tra loro non ci fosse più la complicità di un tempo. Anche nelle ultimissime pagine Tex e Kate neanche si parlano, mentre Kit Carson un paio di volte si rivolge a lei con fare confidenziale e la salva da Cass. Qualcosa vorrà pur dire...

Che secondo me Tex si è fatto soffiare la ragazza da Carson...:lol:

 

Nonostante questo però io non penso che questo sia un "Carsonone". Questo è vero nella prima metà, in cui il personaggio principale è indubbiamente Carson, senz'altro uno dei migliori Carson mai visti in tutta la serie (e Tex resta in secondo piano) ma nella seconda metà, diciamo dalla fuga di "Camp Verde" in poi, è Tex a salire in cattedra e a essere il protagonista nei principali avvenimenti e scontri a fuoco, mentre Carson non tocca più palla, se non un pochino nel finale appunto con Kate...

Insomma, secondo me sono protagonisti entrambi 50 e 50, in momenti diversi...

 

Sulla verbosità: ci sono molti dialoghi ma non verbosi, non ridondanti o spiegazionistici in senso negativo. E poi sono saggiamente alternati a bei momenti d'azione. Io non li ho trovati assolutamente pesanti, ma interessanti e non stereotipati come purtroppo spesso in altre storie. Verbosi sono i dialoghi del secondo albo del ritorno di Manuela Montoya, per dire, non questi...

 

Tra i più belli, ci sono quelli tra due texani dopo la fine della guerra:

"Prima della guerra, tu e io eravamo due buoni vicini di casa, poi siamo diventati avversari politici, nemici mortali... e adesso che la pace è scoppiata, siamo di nuovo seduti nel tuo hotel a berci assieme un bicchiere.."

Sintesi perfetta dell'assurdità della guerra, in particolare quella civile, quando alla fine neanche si capisce più perché prima si è combattuto e ucciso.

Mi ha ricordato il n. 1 di Dampyr quando Kurjak dice: "Un bel giorno i grandi capi, quelli che ci hanno mandati a uccidere e morire, si siederanno con il nemico intorno a un bel tavolo e torneranno a essere amici come prima, anzi più di prima!":generalenordista::generalesudista:

 

 

Edited by Poe
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Terminato. Un albo magnifico, eccezionale. Boselli si è superato. Condivido molti degli apprezzamenti e dei commenti già fatti, ad esempio il commento articolato di Leo. L'unica cosa che non sottoscriverei è la conclusione che alcuni traggono dalla storia (e da frasi pronunciate dai personaggi) circa l'assurdità della guerra in sè. Non penso si possa trarne una legge assoluta, ma questo è un altro discorso.

Mi ha un po' stupito apprendere che Carson era già maggiore dei rangers. Nell'albo in cui compare per la prima volta sulla serie Tex Willer, sembra uno dei tanti ranger, mentre l'ufficiale (capitano) è Rip Ford. Evidentemente, nell'arco di pochi anni Kit Carson ha fatto carriera. Immagino, promozione sul campo per qualche impresa particolare. Quanto al saluto interrotto di kate Warne in merito a Carson (...digli che ....), ogni ipotesi è possibile. Forse, ci si può anche immaginare che i due siano finiti a letto....

Ero convinto che Carson non avesse mai incontrato Damned Dick prima di Tra due bandiere, ma, in verità, è probabile che ciò non sia stato affatto detto in questo albo e, poi, visto il meraviglioso risultato, non mi importerebbe neppure una eventuale contraddizione (che, comunque, quasi sicuramente non c'è).

In conclusione, questo è uno di quegli albi che terrò sempre a portata di mano, perché sicuramente lo rileggerò più volte.

 

Edited by james
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10 minutes ago, Leo said:

E ancora, quella vignetta a Shilo. Fino a oggi, mai avremmo immaginato che Tex e Dick mentre salutano Rod sulla sua tomba potessero aver incrociato le loro piste con quella di Carson. All'inizio mi era parsa un'esagerazione. Poi, però, guardate bene: saranno davvero Tex e Dick? Potrebbero essere chiunque. Una soluzione molto delicata, quella di Boselli: non è detto che le loro strade si siano incrociate per davvero, ma butto lì questa suggestione, quel tramonto, quel pazzesco tramonto di Dotti. Che questo tramonto si fonda e confluisca in quello di Galep, Boselli non lo dice. Lo pensiamo noi, sognatori. Ma lasciateci sognare...

La cosa è ancora più "interpretabile" di quanto sembri in prima lettura: non solo Carson non è sicuro di aver visto Tex e Damned Dick in quel momento, ma si è ricordato la cosa SUCCESSIVAMENTE. Cioè, è un ricordo che era stato dimenticato che torna alla luce evocato dalle suggestioni del racconto di Tex in "tramonto rosso".  Ma i ricordi dopo tanti anni sono plasmabili, specie se li ricordi dopo che sei stato influenzato dal racconto. Magari quelli erano tre e non due, ed erano in divisa e non scavavano. Il lettore è libero di immaginare qualunque cosa, non gli viene imposta alcuna ret-con.

 

Immagino che Boselli abbia sentito la necessità di ricordare il finale di "tramonto rosso" ai lettori (anche per spiegare come mai Tex non spari ai soldati), ma il farlo così, evocando non tanto gli eventi quanto le emozioni, invece di fare un banale riassunto della scena, è un vero tocco di classe.

 

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Poe dice:

secondo me Tex si è fatto soffiare la ragazza da Carson...:lol:

 

Ma sicuro che è andata così. Per quanto il giovane Tex con le ragazze ci sappia fare, non c'è partita con le capacità da seduttore di Carson...

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Poe dice:

Insomma, secondo me sono protagonisti entrambi 50 e 50, in momenti diversi...

 

E già questo lo rende un Carsonone...

 

<span style="color:red">2 ore fa</span>, Poe dice:

Prima della guerra, tu e io eravamo due buoni vicini di casa, poi siamo diventati avversari politici, nemici mortali... e adesso che la pace è scoppiata, siamo di nuovo seduti nel tuo hotel a berci assieme un bicchiere.."

 

Mi ha colpito anche il rigurgito di coscienza di Mcrae. Chiedo a @borden se sia solo farina del suo sacco o se non abbia attinto questo particolare dalla vera storia. 

 

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, james dice:

L'unica cosa che non sottoscriverei è la conclusione che alcuni traggono dalla storia (e da frasi pronunciate dai personaggi) circa l'assurdità della guerra in sè.

Be', ma lo dice Tex in modo esplicito: la conclusione che si ricava da questa storia è nella penultima pagina: 

"Detesto la guerra! E' solo un grande inganno... che tira fuori la parte peggiore degli esseri umani"

E quando parla della guerra non si riferisce solo alla Guerra civile...

 

Pagina che, in modo più sobrio, riprende il finale tragico e "arrabbiato" di "Tramonto rosso", quando sulla tomba di Rod Tex prima sfascia il fucile e poi maledice la guerra:

Le quindici strisce più celebri della serie regolare di Tex - La Serie e i  Personaggi - TWF - Tex Willer Forum

 

Anzi, poco dopo è ancora più chiaro nel maledire tutte le guerre e i loro inganni:

Tex-tramonto-rosso-finale-A.jpg

Poi ognuno la pensa come vuole, ma questo è quello che si ricava dalla storia.

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Storie come questa spiccano (purtroppo) in una marea di storie mediocri, non solo per i temi ma anche per l'uso di "tecniche" che tutti paio aver dimenticato. E non parlo nello specifico di tecniche del fumetto (Boselli usaa pochi trucchi "fumettistici" rispetto a, per fare un esempio,  lo Sclavi dei primi Dylan Dog), quanto di tecniche più generali della narrativa.

 

A volte sono stato accusato (magari a ragione) di essere troppo severo con storie che semplicemente abusano sempre degli stessi "trucchi", ma sarà che di fumetti ne ho letti e ne leggo ancora tanti, ma non ne posso davvero più di storie basate solo sul "sorprendere il lettore", sul "colpo di scena" o sulla "scene tamarra con frase da guappo di borgata in favore di telecamera", del "cattivo che picchia i cuccioli", cioè delle pochissime cose (e sempre le stesse) che vengono utilizzate dal 99% degli autori di fumetti, come se per scrivere un fumetto (e Tex in particolare) bastasse mettere in fila diverse scene pum-pum con qualche "satanasso" in mezzo, più qualche origlione e gente che sbafa patatine...

 

Ecco alcune cose che fa Borden in questa storia. Cose che prese una per una non hanno NULLA di strabiliante o innovativo, anzi sono cose che sono state usate dai narratori per secoli... ma che troppi autori attuali non usano mai, come se si fossero dimenticati che esistono...

 

1) Invece di cercare di "sorprendere il lettore", Boselli facendo partire la storia con la commemorazione funebre ci dice già che Tex non riuscirà a salvare quelle persone. E non c'è nemmeno mistero su chi siano i morti (come c'era invece ne "Gli Eroi del Texas"), subito ci vengono detti i nomi, così che in seguito man mano che li incontriamo sappiamo già che moriranno prima della fine della storia.  Già il lettore è preparato ad una storia tragica e in cui sa che Tex e Carson, almeno per queste persone, falliranno.

 

2) Non solo. Anche se questa cosa non è nel fumetto e riguarda l'edizione, il fatto che Luca Barbieri nell'introduzione "storica" descriva così in dettaglio il massacro dei coloni ribelli, tanto da fare anche lì i nomi di diversi personaggi, elimina altre "sorprese" (l'introduzione l'ha scritta Barbieri e non Boselli, ma Boselli è il curatore, se voleva evitare spoiler poteva dirgli di non metterceli o eliminarli dall'articolo prima della pubblicazione).

 

3) Immediatamente, il "fatto storico" viene umanizzato: dal monumento e dalla bandiera si passa alla scena della madre di Konrad. Non l'abbiamo ancora nemmeno incontrato ma gia ci vengono fatte vedere le conseguenze del massacro anche sui familiari superstiti.

 

4) Una cosa piccolissima, appena accennata che ho notato solo nella seconda lettura: a pagina 22 il cameriere che serve il caffè è di colore. Facendoci caso, anche nelle scene post-armistizio, tutti quanti, protagonisti e comparse, sono bianchi. La guerra, la pace, i massacri, gli eroismi, li fanno tutti i bianchi. E anche dopo che sono stati "liberati", l'unico nero presente appare in due pagine e fa il cameriere...   È una piccola cosa che non attira l'attenzione ma che rappresenta bene il fatto che anche dopo la guerra, la "liberazione" è solo formale, ma rimane la differenza sociale, fra chi fa il ranger, il cuoco, lo sceriffo, etc... e chi fa il cameriere.  (purtroppo oggi il fanatismo "woke" non renderebbe accettabile una scena simile in un fumetto americano, anzi se fosse ristampato negli USA mi sa che dovrebbero annerire il colore della pelle di un buon numero di personaggi (solo quelli positivi) per fare equa rappresentanza, finendo come in certe serie dove per "rappresentanza" anche duchi, marchesi, regnanti e ricchi capitalisti devono essere di colore. Al che mi chiedo che razza di idea della storia avranno i ragazzi che cresceranno con quella roba, per me diventeranno tutti nazisti convinti che il razzismo non sia mai esistito...:rolleyes:)

 

5) Un evento che abbiamo già visto in una storia (la battaglia di Shiloh) ci viene mostrato da un diverso punto di vista, quello di Kit Carson. E all'inizio sembra un "doppione" della più famosa scena di Tex che seppellisce Rod (e se fosse stato così sarebbe stato appunto un inutile doppione). E invece la scena viene rovesciata, con Carson che salva il giovane Sam Junior. Ma mentre al momento della morte Rod ha capito come ha buttato via la sua vita per nulla, maledicendo insieme a Tex la guerra, il giovane Sam rimane intriso del veleno della retorica guerresca.

 

6) il "possibile" incontro a distanza con Tex di cui ho già parlato. Onestamente, se fosse stato dato come una certezza, con Carson che dice "ah, sai ti ho visto quella volta..." avrei alzato gli occhi al cielo pensando "che puttanata". Mi avrebbe ricordato quelle assurde ret-con Marvel dove ormai c'è qualche centinaio di persone che, dietro le quinte o viaggiando nel tempo, ha assistito al momento in cui il ragno punge Peter Parker.  O quelle storie dove pare che nel medioevo non potevi uscire di casa cinque minuti senza incontrare Leonardo Da Vinci, ovviamente accompagnato da Monna Lisa e subito dopo incrociano Michelangelo, quelle storie da cui sembra che l'Europa fosse abitata solo da gente famosa tipo un party ad Hollywood (e Borden c'è andato un po' vicino a questi eccessi nella storia di Tex Willer nell'Alto Missouri). Invece così è un incontro che forse non è mai avvenuto, come una sorta di miraggio, che ci ricorda cosa stava facendo Tex in quello stesso momento in un altro punto di quel campo di battaglia. E in quel momento come "magico", proprio il fatto che l'incontro sia presentato solo come possibilità, te lo fa apparire come "possibile", non seguendo più la logica del mondo reale.

 

7) L'incontro di Tex e Damned Dick con Kate Warne segue un po' lo stesso principio del non cercare tanto il "colpo di scena", quanto il far capire, poco a poco con una catena di dettagli (la descrizione prima di vederla, gli occhi chiaramente da donna, gli accenni all'incontro precedente, etc). il lettore capisce che si tratta di Kate (se ha letto Tex Willer, ovvio) prima di Tex, ma la scena è così veloce che comunque non si capisce quando Tex ha davvero capito, e non fa la "figura da scemo" che è sempre il rischio di far capire le case al lettore prima che al protagonista.

 

E intanto, se un lettore di Tex non ha mai letto Tex Willer (o almeno, non ha letto Pinkerton Lady) in poche vignette si presenta il personaggio di Kate: agente Pinkerton, spia, abile trasformista, e ha collaborato con Tex per salvare Lincoln (punti extra per il fatto che il riassunto è davvero limitato al necessario, senza nemmeno citare Mefisto o riassumere la trama)

 

8) Gli stacchi, come per esempio la maniera in cui la scena della morte del maestro di scuola diventa, in maniera assolutamente fluida e naturale, la scena fra Carson e Tegener che a sua volta diventa il dialogo fra Carson e Duff (e senza metterci nemmeno una bistecca con patatine in mezzo! :P )

 

9) Anche a livello di singola scena, il senso del "dread" incombente prima dell'agguato nella scena di Carson che attraversa il fiume...  i fumetti dove gli agguati arrivano sempre "di sorpresa" somigliano a certi film horror dove ci sono solo jump scare in sequenza, dopo un po' non funzionano più, mentre i classici agguati alla Nizzi dove vediamo i banditi per pagine e pagine preparare un agguato per poi sbagliare la mira da tre metri mentre Tex raccoglie margherite fanno sbadigliare. Guardate invece come è più efficace far vedere il tutto dal punto di vista di Carson, che SA che probabilmente qualcuno gli sparerà addosso, ma deve comunque tentare di attraversare il fiume...

 

10) La narrazione "separata" di Tex e Carson, avere due narratori gli consente non solo di far vedere cose che avvengono in posti diversi, ma anche di "giocare" con il tempo, facendo andare avanti una storia rispetto all'altra (come fa quando Tex scopre che lo sceriffo e diversi altri sono stati arrestati, prima che la cosa "avvenga" nella narrazione di Carson, che era rimasta indietro...

 

(funziona meno bene la narrazione "indiretta" di Kate Warne che avviene con lei che racconta a Tex o Carson che poi raccontano a Kit Willer: le scene funzionano, ma non la "cornice", suona un po' "strano" che lei gli vada a raccontare nei dettagli chi ha ucciso, specie sapendo i loro scrupoli...  avrebbe forse funzionato meglio il farla semplicemente vedere agire, se poi un lettore si chiede "come fa Tex a sapere che lei ha fatto così" gli si dice "zitto,lasciami leggere e non rompere con domande stupide, può averglielo raccontato anche anni dopo, che importa?")

 

11) Ancora l'annuncio della tragedia incombente, quando a pagina 167 Tex dice che non vedrà mai più Konrad vivo. lo si sapeva già dalle prime pagine che moriva, ma questa scena non solo lo ricorda al lettore distratto che poteva essersene dimenticato, ma specifica che morirà prima che possa rivedere Tex...

 

P.S.: sulla critica alla guerra... concordo con Poe sul fatto che sia molto chiara ed esplicita sia qui che in "tra due bandiere" (dove lo è anche di più), e ci aggiungo...

 

12) La storia si intitola "per l'onore del Texas", e su questo concetto la storia gira intorno per un bel po', in generale in tanti citano l'onore, la bandiera, etc come motivazione per combattere, a partire dal giovane "patriota" Sam Junior. ma avete fatto caso a CHI dice davvero quella frase, alla fine?

 

Pagina 231, Cass, ex ranger che è diventato un criminale, un assassino che pianificava il massacro di uomini, donne e bambini... è lui alla fine che dice che l'ha fatto per... "l'onore del Texas"

 

All'inizio sembra che il titolo si riferisca ai commemorati dal monumento, come a persone che hanno salvato "l'onore del Texas", ma no, erano persone che andavano da gente decisa a combattere per l'Unione e contro lo schiavismo a poveri contadini che semplicemente non volevano essere arruolati, ma nessuno di loro parla di "onore"...

 

A giustificare le loro colpe, a nascondere i loro crimini dietro vuota retorica sull'"onore" e la "bandiera", sono uomini come Cass.  E il titolo non parla degli eroi, in realtà parla dei massacri e dei crimini commessi "per l'onore del texas"

 

Anche gli scopi della guerra... scusate se ogni tanto faccio il confronto con "fuga da Anderville", ogni volta si rischia di litigare per il disprezzo che ho per quella storia venerata da tanti, ma vi ricordate come praticamente ogni singolo abitante di uno stato del Sud non vedeva l'ora di massacrare "i ne**i", godendo e pregustando l'idea del poterli frustare, impiccare e torturare? Ogni singolo uomo, donna o bambino del sud, così come ogni singolo soldato`sudista, come gli sgherri del "catti-catti-vissimo" di Bruno Bozzetto, praticamente si esaltava all'idea di quanto era razzista...

 

Non funziona così. La gente non si sveglia la mattina dicendo "oh, che bello, sono cattivo! Cattivohhh! Quanto sono cattivohhhh! oggi voglio andare a fare qualche cosa cattiva!". la gente trova sempre giustificazioni per considerarsi, nella sua testa, il "buono". uno che segue alti ideali. Tipo "l'onore e la bandiera"

 

E cinque minuti dopo il primo sparo, gli "alti motivi etici e morali" per cui nascono i conflitti fra nazioni sono totalmente dimenticati, e ci si ammazza semplicemente perchè "quelli sono i nemici".

 

Come cantava Edoardo Bennato quasi 50 anni fa... (a pensarci, praticamente negli anni in cui su Tex veniva pubblicata "Tra Due Bandiere"...)

 

 

 

 

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

ogni volta si rischia di litigare per il disprezzo che ho per quella storia venerata da tanti, ma vi ricordate come praticamente ogni singolo abitante di uno stato del Sud non vedeva l'ora di massacrare "i ne**i", godendo e pregustando l'idea del poterli frustare, impiccare e torturare? Ogni singolo uomo, donna o bambino del sud, così come ogni singolo soldato`sudista, come gli sgherri del "catti-catti-vissimo" di Bruno Bozzetto, praticamente si esaltava all'idea di quanto era razzista...

 

Non funziona così. La gente non si sveglia la mattina dicendo "oh, che bello, sono cattivo! Cattivohhh! Quanto sono cattivohhhh! oggi voglio andare a fare qualche cosa cattiva!". la gente trova sempre giustificazioni per considerarsi, nella sua testa, il "buono". uno che segue alti ideali. Tipo "l'onore e la bandiera"

 

Anche qui, ci sono i sudisti che vogliono violentare Kate... e lì c'era il soldato confederato del campo di Anderville che si faceva scrupoli sul trattamento riservato ai nordisti. Credo si tratti di scelte narrative, di esigenze della trama, non di una visione manichea o di incapacità di sceneggiare.

 

2 ore fa, Diablero dice:

1) Invece di cercare di "sorprendere il lettore", Boselli facendo partire la storia con la commemorazione funebre ci dice già che Tex non riuscirà a salvare quelle persone. E non c'è nemmeno mistero su chi siano i morti (come c'era invece ne "Gli Eroi del Texas"), subito ci vengono detti i nomi, così che in seguito man mano che li incontriamo sappiamo già che moriranno prima della fine della storia.  Già il lettore è preparato ad una storia tragica e in cui sa che Tex e Carson, almeno per queste persone, falliranno.

 

Devo ammettere che ho trovato questa scelta curiosa. La scena degli impiccati, già tragica di per sé, sarebbe stata ancora più d'impatto se fosse stata inattesa. Avrebbe creato un vuoto nello stomaco in tanti lettori. Invece, Borden rinuncia all'effetto sorpresa per una precisa scelta narrativa. Non so, tu parli di trucchi: ma non sono solo degli espedienti onesti con cui tutti i narratori hanno sorpreso, e preso a pugni, i fruitori delle loro storie? Non avrebbe avuto un maggior effetto drammatico la scelta di non anticipare nulla? 

 

2 ore fa, Diablero dice:

2) Non solo. Anche se questa cosa non è nel fumetto e riguarda l'edizione, il fatto che Luca Barbieri nell'introduzione "storica" descriva così in dettaglio il massacro dei coloni ribelli, tanto da fare anche lì i nomi di diversi personaggi, elimina altre "sorprese" (l'introduzione l'ha scritta Barbieri e non Boselli, ma Boselli è il curatore, se voleva evitare spoiler poteva dirgli di non metterceli o eliminarli dall'articolo prima della pubblicazione).

 

Nel caso in cui Borden avesse fatto un'altra scelta, avrebbe potuto avvisare il lettore di non leggere l'introduzione per evitare spoiler. Il testo di Barbieri rende a mio parere l'albo ancora più prezioso. Non solo la storia è portentosa, non solo è disegnata da un Dotti che ha tutta l'intenzione di sfruttare l'occasione per entrare nell'olimpo, ma è anche accompagnata da un testo che ci racconta puntualmente gli eventi che stanno dietro l'opera di fantasia, risultandone ulteriormente esaltata. 

 

2 ore fa, Diablero dice:

4) Una cosa piccolissima, appena accennata che ho notato solo nella seconda lettura: a pagina 22 il cameriere che serve il caffè è di colore. Facendoci caso, anche nelle scene post-armistizio, tutti quanti, protagonisti e comparse, sono bianchi. La guerra, la pace, i massacri, gli eroismi, li fanno tutti i bianchi. E anche dopo che sono stati "liberati", l'unico nero presente appare in due pagine e fa il cameriere..

 

Avevo colto il particolare anche nella prima lettura :D, e lo avevo molto apprezzato.

 

2 ore fa, Diablero dice:

6) il "possibile" incontro a distanza con Tex di cui ho già parlato. Onestamente, se fosse stato dato come una certezza, con Carson che dice "ah, sai ti ho visto quella volta..." avrei alzato gli occhi al cielo pensando "che puttanata". Mi avrebbe ricordato quelle assurde ret-con Marvel dove ormai c'è qualche centinaio di persone che, dietro le quinte o viaggiando nel tempo, ha assistito al momento in cui il ragno punge Peter Parker.  O quelle storie dove pare che nel medioevo non potevi uscire di casa cinque minuti senza incontrare Leonardo Da Vinci, ovviamente accompagnato da Monna Lisa e subito dopo incrociano Michelangelo, quelle storie da cui sembra che l'Europa fosse abitata solo da gente famosa tipo un party ad Hollywood (e Borden c'è andato un po' vicino a questi eccessi nella storia di Tex Willer nell'Alto Missouri). Invece così è un incontro che forse non è mai avvenuto, come una sorta di miraggio, che ci ricorda cosa stava facendo Tex in quello stesso momento in un altro punto di quel campo di battaglia. E in quel momento come "magico", proprio il fatto che l'incontro sia presentato solo come possibilità, te lo fa apparire come "possibile", non seguendo più la logica del mondo reale.

 

Tu hai parlato di puttanata, io nel mio precedente post di esagerazione. Devo dire che, durante la lettura, mi ci sono fermato un attimo, ho storto anche un po' il naso. Poi, ecco la soluzione raffinata di Boselli: consapevole che potesse sembrare un eccesso, fa dire a Tex che certo, potevano essere lui e Damned, su quella collina, ma potevano soltanto, non è detto che lo fossero. La dimensione della possibilità salva la scena e la rende straordinaria: il fatto che lì, nello stesso posto, ci fossero Tex e Carson fa sì che i due avrebbero potuto incontrarsi, ma non è accaduto davvero. O se è accaduto non lo sapremo mai. In questo senso, quella vignetta diventa quasi un metafumetto, un omaggio, che visto così può ben dirsi ispiratissimo, a "Tra due bandiere".

 

2 ore fa, Diablero dice:

12) La storia si intitola "per l'onore del Texas", e su questo concetto la storia gira intorno per un bel po', in generale in tanti citano l'onore, la bandiera, etc come motivazione per combattere, a partire dal giovane "patriota" Sam Junior. ma avete fatto caso a CHI dice davvero quella frase, alla fine?

 

Pagina 231, Cass, ex ranger che è diventato un criminale, un assassino che pianificava il massacro di uomini, donne e bambini... è lui alla fine che dice che l'ha fatto per... "l'onore del Texas"

 

All'inizio sembra che il titolo si riferisca ai commemorati dal monumento, come a persone che hanno salvato "l'onore del Texas", ma no, erano persone che andavano da gente decisa a combattere per l'Unione e contro lo schiavismo a poveri contadini che semplicemente non volevano essere arruolati, ma nessuno di loro parla di "onore"...

 

A giustificare le loro colpe, a nascondere i loro crimini dietro vuota retorica sull'"onore" e la "bandiera", sono uomini come Cass.  E il titolo non parla degli eroi, in realtà parla dei massacri e dei crimini commessi "per l'onore del texas"

 

Non ci avevo pensato. Questa tua lettura, che sicuramente coincide con le intenzioni di Borden, sarebbe da stampare e tenere dentro l'albo, una sorte di appendice critica che valorizza ulteriormente l'opera. Complimenti, anzi grazie! Perché stavo perdendomi un particolare importante, che invece ora mi rende la storia ancora più cara. 

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28 minutes ago, Leo said:

Non so, tu parli di trucchi:

Chiarisco che non aveva nessuna connotazione negativa. Faccio riferimento al set di "trucchi" che un narratore, come un prestigiatore, ha per ipnotizzarci a seguire una storia. Cioè, qualunque cosa che ti faccia appassionare alle vicende immaginarie di persone mai esistite (o alle versioni immaginarie di persone realmente esistite) è un "trucco". un gioco di prestigio.

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