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TWF - Tex Willer Forum
theLord

[455] Vendetta Navajo

Voto alla storia  

34 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Giovanni Ticci

Periodicità mensile: Settembre 1998


Sa-Hua, un giovane Navajo della Riserva, è in carcere a Sanders, accusato dell'omicidio del giudice Kilburne e della figlia Katy, che aveva una relazione amorosa con il pellerossa. I cittadini, sobillati dall'affarista Haggarty e dal suo sgherro Talbot, vorrebbero linciarlo. Suo padre Ki-Nih lo fa evadere contro le raccomandazioni di Tex, che sta indagando per dimostrare l'innocenza del ragazzo. Ma il Navajo si fa giustizia da solo, sull'arida Balokai Mesa, piantando una freccia nel collo del vero omicida della sua amata!
 


© Sergio Bonelli Editore

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Storia molto nizziana:un tex più investigatore che uomo di azione. Una trama piuttosto piatta e priva di colpi di scena.

 

SOGGETTO: 6SCENEGGIATURA:5

 

I disegni di Ticci sono splendidi, come sempre.

 

DISEGNI:7La copertina è davvero fantastica! grandissimo Claudio!!

 

Se si potesse dare un voto anche alle copertine gli darei un bel 10 senza ripensamenti.

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Questa storia celebrativa del 50° anniversario della comparsa in edicola di Tex mi è parsa tutto sommato gradevole, ma tutt'altro che memorabile. Sul piano della trama la si potrebbe descrivere come una versione semplificata e accorciata dell'ottavo Texone, "Il soldato Comanche": al centro di tutto, anche qui, vi è infatti un amore infelice, reso impossibile dalla diversa origine dei due innamorati. Anche se tutto sommato non è che debba fare grandi cose, Tex è fondamentale nel portare la vicenda all'esito meno infelice possibile ( senza di lui infatti il navajo Sa - hua verrebbe tranquillamente linciato come colpevole di un duplice omicidio); non si può però non notare che l'esito dello scontro decisivo viene deciso dal giovane navajo e che il vilain della vicenda, l'uomo d'affari Haggerty, è un antagonista abbastanza fiacco, che si comporta in maniera piuttosto illogica (è stato lui a uccidere il giudice Kilburne e sua figlia, assistito dal suo braccio destro Talbot, che nell'occasione ha stordito Sa - hua, trovatosi ad assistere alla scena; perchè allora non ha liquidato anche Sa - hua, consegnandolo invece allo sceriffo, col rischio, per quanto remoto, che la verità venisse a galla? Forse a Sanders qualcuno gli avrebbe chiesto conto del sangue di un indiano, che avrebbe tanto più facilmente potuto incolpare da morto del duplice omicidio?). Anche il tirapiedi Talbot appare abbastanza passivo e tutt'altro che coraggioso;abbastanza interessante è per contro il personaggio di Ki - nih, il padre del giovane navajo, pronto a tutto pur di salvare suo figlio.

Disegni di Ticci, pur già entrato nella sua più recente fase stilistica, sono IMHO sostanzialmente buoni. Insomma, a mio giudizio:

 

soggetto 6,5

sceneggiatura 6

disegni 7,5

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Do ragione a Pedro per quanto riguarda la trama e sul come si è sviluppata verso la fine: in effetti anche secondo me era più facile uccidere direttamente Sa-Hua che tentare di linciarlo. Soggetto di Nizzi piacevole, ma forse perchè sviluppato in un solo albo, non "sceneggiato" per il meglio. Disegni di Ticci un pò "crepuscolari" ma lo stesso godibili.

 

Soggetto: 6

Sceneggiatura: 6,5

Disegni: 6,5

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Incredibile con quale storia si e' deciso di festeggiare i 50 anni di Tex. Come e' possibile che l'anniversario del fumetto piu' famoso e venduto d'Italia venga celebrato in questa maniera? L'unica cosa positiva e' la bellissima copertina di Villa e i disegni di Ticci. Il soggetto della storia ahime' e' tutt'altro che originale, ma e' la sceneggiatura con i suoi molti dialoghi, teorie, congetture e soprattutto con la non presenza di Tex e dei suoi pards. Il ranger, in questa breve avventura, non fa' altro che parlare e parlare, vedendolo pochissimo in azione. A parte Carson, anch'esso poco in azione,Kit e Tiger sono messi li' senza nessun motivo, riducendo la loro presenza in un vero e proprio cameo. I disegni di Ticci sono ancora molto buoni, anche se il suo stile era gia' proiettato in quella fase stilistica che nei giorni nostri faccio fatica ad apprezzare.

 

Storia 4

Disegni 8

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Io questa storia l'ho trovata molto bella ma poco avvincente, mi spiego meglio: c'è un buon soggetto (e cioè un indiano incolpato ingiustamente, Tex che dal villaggio viene chiamto a portar giustizia ecc...) ma la sceneggiatura è piuttosto fiacca con il risulatato di noia e sbadigli (i cattivi poco astuti, la fuga di sa-hua che occupa 20 pagine ecc..). E qui si ritira fuori il solito discorso che se la storia fosse stata di almeno un albo in più avremmo avuto più tempo per le scene culminanti. Le tavole di Ticci sono semplicemnte magnifiche e la copertina parla da sè.

 

I VOTI ALLA STORIA:

soggetto:7,5

scenggiatura:5,5

disegni:9

copertina:10

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Discreta, quasi buona. Si poteva fare meglio ma non è da stroncare considerato che non sempre è facile centrare l'obiettivo rinchiudendo una storia di Tex che in genere si sviluppa in più albi in un solo albo. La decisone del navajo di voler fare a tutti i costi vendetta da se rischiando con il suo silenzio di morire potrebbe sembrare illogica ma va inquadrata nel contesto. Lui ha visto l'assassino, non è riuscito ad evitare il peggio ed il suo orgoglio gli impone di far giustizia da se a qualunque costo. Il ruolo di Tex e degli altri pard mi sembra adeguato. Il ruolo dei cattivi anche, in fondo quando l'affarista era andato dal giudice non era andato per ammazzarlo e comunque non si aspettava sicuramente di avere a che con un navajo. Inoltre il navajo è stato stordito dal suo complice, che si è visto non è un cuor di leone, e a quel punto la consegna allo sceriffo con la susseguente organizzazione del linciaggio poteva essere un'idea. Voto 7 e mezzo.

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Per quanto mi riguarda, vale lo stesso ragionamento fatto per "Sul sentiero dei ricordi": non fosse stato per la sua funzione celebrativa, difficilmente "Vendetta navajo" avrebbe lasciato il segno, o avrebbe anche solo trovato posto nella serie regolare. Al di là di tali considerazioni, la storia non mi è comunque parsa affatto malaccio, anche se la trama mi è sembrata essere stata sviluppata (per le ragioni celebrative di cui sopra, è evidente) in maniera troppo frettolosa. Se la vicenda si fosse dipanata su almeno un paio di albi, avrebbe conseguito di sicuro un risultato migliore.7,5 alla trama, 8,5 ai disegni del grande Ticci, e un meritatissimo 10 alla copertina di Claudio Villa, semplice nel soggetto ma al tempo stesso molto evocativa e solenne.

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Beh, insomma, l'assassino che porta il testimone dallo sceriffo, non regge. Il testimone che non parla perchè vuole vendicarsi, ma è ormai praticamente condannato, non regge. L'unica cosa che regge in questa storia sono i soliti, grandi disegni ticciani. Devo dire una cosa: con la scusa delle celebrazioni, ogni volte 'ste storie di un albo sono una mezza delusione. Invece di premiare il lettore, che ti ha consentito di reggere per 50 anni, lo mortifichi così: mah!

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Una storia tutto sommato gradevole, anche se si sarebbe potuto fare di meglio. In un contesto talmente importante come il compleanno di Tex, che in quell'occasione festeggià i 50 di vita editoriale, avrei preferito senza alcun dubbio una storia migliore. :trapper:

La trama poteva funzionare bene, ma era troppo asciutta, piatta e priva di elementi narrativi di rilievo (liti burrascose, conflitti a fuoco, ecc.), che avrebbero sicuramente movimentato l'atmosfera buia e noiosa e ridato una nuova luce alla storia. Una minestra un pò troppo insipida, ecco... sisi Gli unici avvenimenti salienti che hanno leggermente smorzato l'atmosfera sono stati l'evasione dell'indiano Sa-Hua e la comparsa della folla inferocita sobillata dal tirapiedi di Ray Haggarty. Discreta anche la scena finale, in cui l'esimio pezzo grosso scivola rapidamente all'inferno per mano del navajo. La narrazione era molto scorrevole e diretta, ma la sceneggiatura presentava degli evidenti difetti, accentuati dalla mancanza di dialoghi intriganti e dalla quasi totale assenza di esclamazioni ed espressioni colorite, che da sempre hanno caratterizzato il personaggio... Insomma, una storia un pò buttata lì e una lettura troppo veloce e passeggera, per i miei gusti...
La trama poteva funzionare bene, ma era troppo asciutta, piatta e priva di elementi narrativi di rilievo (liti burrascose, conflitti a fuoco, ecc.), che avrebbero sicuramente movimentato l'atmosfera buia e noiosa e ridato una nuova luce alla storia. Una minestra un p? troppo insipida, ecco... sisi Gli unici avvenimenti salienti che hanno leggermente smorzato l'atmosfera sono stati l'evasione dell'indiano Sa-Hua e la comparsa della folla inferocita sobillata dal tirapiedi di Ray Haggarty. Discreta anche la scena finale, in cui l'esimio pezzo grosso scivola rapidamente all'inferno per mano del navajo. La narrazione era molto scorrevole e diretta, ma la sceneggiatura presentava degli evidenti difetti, accentuati dalla mancanza di dialoghi intriganti e dalla quasi totale assenza di esclamazioni ed espressioni colorite, che da sempre hanno caratterizzato il personaggio... Insomma, una storia un p? buttata l' e una lettura troppo veloce e passeggera, per i miei gusti... 

PARERE PERSONALE: è evidente che Nizzi non ci si ritrovava bene nello scrivere storie di 110 pagine, destinate ad essere contenute in un unico albo. L'unico sceneggiatore in grado di farlo penso sia stato G. L. Bonelli, il quale possedeva una grandissima abilità, a mio parere, nel rendere avvincenti e avventurose anche le storie con un minor numero di pagine... La vera nota positiva della storia sono i disegni di Giovanni Ticci, sempre dinamici, caratterizzati da una grande espressività ed indubbiamente adatti al contesto. Molto affascinante la copertina del grande Claudio Villa, frutto dei suoi infallibili ed insuperabili pennelli...

 
sono i disegni di Giovanni Ticci, sempre dinamici, caratterizzati da una grande espressivit? ed indubbiamente adatti al contesto. Molto affascinante la copertina del grande Claudio Villa, frutto dei suoi infallibili ed insuperabili pennelli... ::evvai::

Voto:

5 ai testi

8 ai disegni

9 alla copertina

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Questa storia mi sarebbe piaciuta molto di più se fossi riuscito a trovare una spiegazione convincente sul perchè Sa-Hua non viene ucciso insieme alla sua amante... forse conveniva dare un capro espiatorio indiano vivo alla folla inferocita? Ma tanto Sa Hua sarebbe stato considerato lo stesso come l'assassino... altra nota stonata l'utilizzo di Tiger e Kit... a che servono? Ad accompagnare Tex e Carson? Sarebbe meglio impiegarli in ruoli attivi... Mi chiedo anche come faccia Tex ad evitare una guerra indiana dopo che un Navajo uccide un bianco... continue preghiere al generale Davis? Altro? per fortuna Nizzi inventa il personaggio di Ki-Nih ( azzeccatissimo) e mi riconcilia in qualche modo con questa storia, anche grazie agli ottimi disegni di Ticci. Insomma, secondo me qui non va tanto bene il soggetto, al quale una sceneggiatura più che discreta e dei buoni disegni di Ticci riescono solo parzialmente a rimediare, portando la storia alla sufficienza e forse qualcosa di più.

 

Soggetto: 5

Sceneggiatura:6,5

Disegni:8

 

Voto compessivo alla storia: 6 ( forse anche 6,5 ma non è possibile votarlo...)

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Erano anni e anni che non la rileggevo più e il mio giudizio non è sostanzialmente cambiato: una storia di 110 tavole che assolve bene al compito — i festeggiamenti per i cinquant'anni del personaggio — con l'eroe che si mette classicamente al servizio dei deboli (l'innocente Sa-hua) e un'ambientazione che contempla sia la riserva sia il west cittadino. Degli echi all'ottavo texone di cui parla, più sopra, Pedro Galindez, a quelli della più memorabile "Furia Rossa" (giustissima la vendetta finale dell'indiano su colui che gli ha ucciso la ragazza amata ) ci si dimentica tutto sommato in fretta perché l'avventura corre comunque sui suoi binari, anche se è chiaro l'intento primario dell'autore di omaggiare un mondo, per esempio con l'agitare delle corde nella sequenza del tentato linciaggio e meglio ancora con la parata dei navajos che si erge contro il drappello scornato di soldati che avrebbero voluto trascinare Aquila della Notte al fresco, a Fort Defiance. Se la trama è dunque classica, i punti deboli si riscontrano soprattutto nella veloce conclusione in cui si ha la risoluzione del plot, che risulta abbastanza semplicistica per come avviene, più cinematografica che fumettistica. Grande prova ai pennelli di Ticci che illustra la storia e di Villa che disegna e colora una delle sue copertine più efficaci. Voto 6.

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