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TWF - Tex Willer Forum

[673/675] Il segno di Yama


La storia, i disegni, i personaggi  

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5 hours ago, Tim Birra said:

Tex è stato molto sfortunato in questo senso. Perde la madre da bambino. Quando è ancora molto giovane nel giro di poche ore vengono uccisi sia il padre e poi quello che considera un secondo padre:Gunny Bill. Dopo poco tempo viene ucciso anche il fratello Sam. Si sposa e dopo pochi anni muore la moglie. Durante la guerra perde uno dei più cari amici. Rod. Un suo potenziale pard, Arkansas Joe, un collega ranger, viene ucciso. Perde anche il suocero per vecchiaia. A suo figlio muore la sposa indiana, al suo più caro amico navajo succede lo stesso. Direi che può bastare.

 

A leggere questo elenco di fila, si capisce perchè Kit Carson non si è mai sposato...  :cool:

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A leggere questo elenco di fila, si capisce perchè Kit Carson non si è mai sposato... 

Sono, texianamente parlando, arrapato! 

Bellissimo primo albo. Prima parte interamente dedicata a Blackie / Yama e seconda parte caratterizzata dalla presenza dei 4 pards in grande spolvero con sparatorie senza fine. La saga texia

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On 3/6/2020 at 20:57, Diablero dice:

Sono gli scrittori mediocri e incapaci quelli che per fare storie drammatiche, non trovano altra maniera che non l'uccidere personaggi storici. (in pratica, significa che visto che non sono capaci di trasmettere emozioni, "vanno all'incasso" delle emozioni legate ad un personaggio creato da altri, distruggendolo e impoverendo la serie).

 

Questo, se permetti, te lo contesto almeno in parte Ci possono essere delle valide ragioni narrative per far morire un personaggio. Uno dei più validi è che il personaggio, per vari motivi, abbia esaurito la sua ragion d'essere narrativa e farlo morire può essere un buon modo di farlo uscire di scena 

Ovviamente l'evento morte di un comprimario deve essere centellinato o perde la sua efficacia. Peggio ancora se il personaggio ritorna dopo poco.

Le morti nell'Universo Marvel facevano scalpore perché erano poche, importanti, definitive ed avevano conseguenze. Quando hanno cominciato ad essere frequenti e non definitive hanno perso la loro efficacia e credibilità.

In ogni caso, liquidare la morte di un comprimario come un mezzuccio da scrittori mediocri è semplicemente sbagliato.

  • +1 1
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27 minutes ago, Carlo Monni said:

Questo, se permetti, te lo contesto almeno in parte Ci possono essere delle valide ragioni narrative per far morire un personaggio.

 

Ma quando questo accade, vuol dire che PRIMA ci sono che le motivazioni narrative, che PORTANO QUINDI alla soppressione del personaggio.

 

Cioè, non si parte dall'idea "ehi, perchè non facciamo fuori xxxx? Sai che storia drammatica che verrebbe fuori?"

 

29 minutes ago, Carlo Monni said:

In ogni caso, liquidare la morte di un comprimario come un mezzuccio da scrittori mediocri è semplicemente sbagliato

 

Il "mezzuccio da scrittori mediocri" è appunto l'idea di dire "ehi, facciamo morire questo personaggio...  chi ha un idea per la storia?" :lol:

 

Per fare un esempio, la morte di Superman nei primi anni 90 era di questo tipo: uno squallido stunt pubblicitario per far parlare i giornali, con una storiellina appiccicata. E le motivazioni narrative per questa morte erano così scarse che fu subito fatto tornare in vita entro pochi mesi...

 

Quando Miller fa morire Elektra (che comunque già era un personaggio creato da lui, quindi già qui era un caso diverso) lo fa al culmine di una saga durata anni, e come conseguenza di scelte fatte nel corso della saga tematicamente rilevanti.

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  • 5 months later...

Il ritorno di Yama sulla saga mi sorprese; dopo l’ultima arruffata storia di Bonelli nei primi anni 80, il figlio dell’arcinemico di Tex era rimasto in “naftalina” per più di trent’anni, snobbato pure da Nizzi nell’atteso (e da dimenticare!) ripescaggio di Mefisto. Ammetto di essermi approcciato un po’ freddino alla lettura dell’episodio, forse anche per via della brutta delusione provata con la su citata storia con Mefisto, ma mi bastò poco per capire di trovarmi al cospetto di tutt’altra musica. Sebbene non ai livelli di Bonelli senior, che in simili ambientazioni rimane impareggiabile, Borden mostrò di essere più ferrato di Nizzi con le tematiche paranormali-esoteriche e tutto sommato se la cavò alla grande con un'ottima prova. Esito non affatto scontato con un simile ritorno. Cercherò nel possibile di essere il più conciso possibile, ma ammetto che durante la rilettura, la mente è stata bombardata da una miriade di spunti di discussione che mi sarebbe piaciuto immettere nel mio commento; ovviamente non mi sarà possibile citarli tutti, sia per motivi di spazio, sia di memoria, visto che nel momento in cui mi accingo a scrivere la presente recensione, parecchi di quei spunti vengono risucchiati nel vortice del dimenticatoio. La prossima volta o mi armo di sfera magica come Yama o di taccuino per segnare le idee :D. A parte le battute, l’incipit spumeggiante ti immerge subito nella giusta atmosfera per una simile lettura. Le scene iniziali del tornado scatenato dalle forze del male sono molto efficaci e rese magnificamente da un Civitelli in stato di grazia, ma sul grandissimo disegnatore aretino tornerò come si deve in seguito. La trama s’incammina ben presto sui giusti binari, alternando ritmo e giusti colpi di scena che catapultano il quartetto dei nostri in piena guerra aperta con il redivivo nemico e i suoi pittoreschi alleati. Tralasciando le descrizioni delle varie tappe che caratterizzano la sceneggiatura, che nulla aggiungono a chi ha letto la trama, mi preme soffermarsi sulla figura di Yama che esce dalla penna di Borden. L’autore a mio avviso riesce nel non facile compito di riabilitare un personaggio, spentosi gradualmente nella gestione declinante del vecchio Bonelli. Il figlio di Mefisto, per la prima volta libero dal giogo dell’ingombrante genitore, mostra una intraprendenza e una pericolosità quasi mai sfoggiate nelle precedenti apparizioni. Architetta un piano complesso e si avvale di alleati pericolosi che metteranno molto in difficoltà i pards. Il limite di Yama era proprio la sua eccessiva subordinazione agli ordini del padre, qui in più di un’occasione arriva pure a criticare alcune scelte del mefistofelico stregone e nel finale addirittura lo accusa di essere invidioso del suo grande potere. Ovviamente Boselli non poteva snaturare del tutto le caratteristiche di Blackie Dickart, infatti alla resa dei conti la sua viltà e debolezza finiranno per fare capolino e nella certezza della sconfitta, toccherà proprio a Mefisto mettere una pezza e preparare il terreno per la prossima e epica puntata. A proposito di Mefisto, a Borden bastano poche pagine per riportarlo agli albori, nulla a che vedere con la brutta caricatura di se stesso uscita a Nizzi nella sua inadeguata storia. Ho molto apprezzato la sequenza del ritorno nel regno di inferi, anche questa resa splendida dai pennini di Civitelli e che omaggia il capolavoro firmato negli anni 70 dal duo Bonelli-Galep. Anche molto interessante l’idea di permettere a Yama di poter colpire materialmente a distanza, aspetto che colma una delle più grandi lacune del potere dei due stregoni. Boselli tralascia pure gli amuleti per non ripetere sempre la stessa minestrina e con la sua trovata rende davvero temibile lo stregone. Anche troppo volendo, infatti, forse conscio di essersi fatto prendere la mano, per renderlo battibile limita una facoltà magica avuta in passato, ovvero quella di poter seguire a distanza i nemici. Nella storia in corso, solo il medaglione con la divinità indù gli permette a mo’ di walkie talkie di controllare le mosse degli avversari e scatenargli contro la magia, in passato ricordo che fin dallo Yukatan gli era concesso apparire nella riserva Navajo per lanciare la sua sfida. Dopo un promettente inizio, Yama però cadrà nuovamente nei suoi errori e in fin dei conti sciuperà l’ottima occasione e la potente alleanza con il regno oscuro. Merito pure della consueta e ottima performance di Tex e soci che, dopo qualche intoppo e difficoltà (vedi il rito vudù) tornano a spazzare i nemici con la potenza di un fiume in piena. Avvincente e serrato il finale, con sullo sfondo un degno scenario che ricorda vagamente il percorso infernale della prima Tigre Nera e non certo il non idoneo sotterraneo di saloon optato da Nizzi per Mefisto. Funzionale l’idea dei demoni della follia che aggiungono ulteriore tensione e adrenalina nell’epilogo, unico neo forse l’eccessiva semplicità con cui i nostri escono dal tempio, grazie alla conversione di Hayden e un paio di candelotti di dinamite ben spesi. Sulla finale apparizione di Mefisto mi sono già espresso, anzi mi va di sottolineare la bravura di Boselli che chiude la sfida ponendo il preludio alla prossima battaglia: sarà realmente l’ultima come si vocifera? Davvero Mefisto potrà essere sconfitto del tutto, lui che ha varcato indenne il regno della morte per ritornare sulla terra? Io onestamente credo di no. Magari gli autori lo accantoneranno per anni come è capitato in passato, ma finchè esisterà Tex, l’ombra del maligno stregone non verrà mai scacciata. Dopo aver giustamente elogiato la prova di Boselli, permettetemi di spendere due parole per descrivere l’eccezionale lavoro grafico svolto da Civitelli. A primo acchito uno potrebbe pensare che il suo tratto pulito non sia adatto a una tematica così dark; in parte forse è vero ma l’immenso artista aretino sfodera una prova splendida, utilizzando al meglio il suo bagaglio di retinature manuali che si rivela azzeccatissimo per le scene di magia e apparizione mostruose. Forse in ritardo con le consegne fra il secondo e il terzo albo le vignette si spogliano un po’ dei chiaroscuri e sembra di assistere a una prova del primo Civitelli. Esempio emblematico di quello appena detto la prima vignetta a pagina 112 dell’albo i “Quattro cavalieri” dove una mezzaluna si staglia su un insolito cielo nero pieno, ma ben presto l’ormai imprescindibile marchio di fabbrica di Fabio ritorna con tutto il suo fulgore e il terzo albo è reso graficamente in maniera magistrale. P.s. Sono solo io che scorgo nel primo piano di Tex nella terza vignetta di pagina 59 del terzo volume delle fattezze simili a Diabolik?:lol: Il mio voto finale è 9     

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  • 1 month later...

Magnifica storia con il ritorno in grande stile di Yama, che è finalmente uscito dalla "depressione" che l'aveva fatto tornare il semplice Blacky. Boselli è riuscito a rimettere in campo un meraviglioso nemico che correva il rischio di non tornare più, come se fosse un capitolo chiuso.
Il primo albo è bellissimo. L'inizio con lo scheletro che si rivolge direttamente ai lettori chiedendo "Ricordate?" è il miglior omaggio che Boselli poteva fare alle storie di G.L.Bonelli! Ottima la sequenza iniziale che mostra il ritorno di Yama. Per il resto dell'albo ci sono due lunghe scene d'azione, la prima con Kit e Tiger e la seconda con Tex e Carson, entrambe molto avventurose e entusiasmanti. Il secondo albo, forse quello meno riuscito, è un po' più verboso dei precedenti e meno d'azione, ma comunque ottimo. Ricca di tensione la scena in cui Yama immateriale impugna il coltello e vuole uccidere prima El Morisco e poi Tiger: una scena apparentemente senza via d'uscita, e alla fine il modo con cui i protagonisti si sbarazzano momentaneamente di Yama è un colpo di scena incredibile. Il terzo albo è fantastico. Coinvolgente al massimo la scena in cui lo stregone voodoo pugnala le bamboline di Tex e Carson, creando loro addirittura ferite reali e sanguinanti (a differenza della strega vista nella precedente storia con Yama). Il modo con cui Tex e Carson se la cavano è spettacolare. Ottimo anche lo scontro tra Tex e Kit e il monaco tibetano. Il finale, con i serpenti che fanno impazzire, è meraviglioso, ricco di tensione e entusiasmante. È probabilmente il momento migliore della storia! Sono curioso anche della fine che ha fatto Yama. Grande Boselli.
Sono un grandissimo estimatore del tratto di Civitelli, e infatti non mi ha deluso. Le scene con le tempeste e i tornadi, in cui si diverte a usare il puntinismo, solo lui riesce a crearle così realistiche. Fantastica anche la caratterizzazione di tutti i personaggi. Complimenti! 
Non posso ovviamente mancare tre copertine sublimi di Claudio Villa!
Soggetto/Sceneggiatura: 9+
Disegni: 10 e lode

Magnifica storia con il ritorno in grande stile di Yama, che è finalmente uscito dalla "depressione" che l'aveva fatto tornare il semplice Blacky. Boselli è riuscito a rimettere in campo un meraviglioso nemico che correva il rischio di non tornare più, come se fosse un capitolo chiuso.
Il primo albo è bellissimo. L'inizio con lo scheletro che si rivolge direttamente ai lettori chiedendo "Ricordate?" è il miglior omaggio che Boselli poteva fare alle storie di G.L.Bonelli! Ottima la sequenza iniziale che mostra il ritorno di Yama. Per il resto dell'albo ci sono due lunghe scene d'azione, la prima con Kit e Tiger e la seconda con Tex e Carson, entrambe molto avventurose e entusiasmanti. Il secondo albo, forse quello meno riuscito, è un po' più verboso dei precedenti e meno d'azione, ma comunque ottimo. Ricca di tensione la scena in cui Yama immateriale impugna il coltello e vuole uccidere prima El Morisco e poi Tiger: una scena apparentemente senza via d'uscita, e alla fine il modo con cui i protagonisti si sbarazzano momentaneamente di Yama è un colpo di scena incredibile. Il terzo albo è fantastico. Coinvolgente al massimo la scena in cui lo stregone voodoo pugnala le bamboline di Tex e Carson, creando loro addirittura ferite reali e sanguinanti (a differenza della strega vista nella precedente storia con Yama). Il modo con cui Tex e Carson se la cavano è spettacolare. Ottimo anche lo scontro tra Tex e Kit e il monaco tibetano. Il finale, con i serpenti che fanno impazzire, è meraviglioso, ricco di tensione e entusiasmante. È probabilmente il momento migliore della storia! Sono curioso anche della fine che ha fatto Yama. Grande Boselli.
Sono un grandissimo estimatore del tratto di Civitelli, e infatti non mi ha deluso. Le scene con le tempeste e i tornadi, in cui si diverte a usare il puntinismo, solo lui riesce a crearle così realistiche. Fantastica anche la caratterizzazione di tutti i personaggi. Complimenti! 
Non possono ovviamente mancare tre copertine sublimi di Claudio Villa!
Soggetto/Sceneggiatura: 9+
Disegni: 10 e lode

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Scusate, ma non so come modificare i messaggi.

Volevo solo correggere l'errore "non posso" dell'ultima frase in "non possono mancare"...:unsure:

 

Grazie per aver apprezzato la mia recensione.

Colgo l'occasione per chiederlo (scusate l'off topic): come si fa a modificare i messaggi?

Grazie.

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Magico Vento dice:

Scusate, ma non so come modificare i messaggi.

Volevo solo correggere l'errore "non posso" dell'ultima frase in "non possono mancare"...:unsure:

 

Grazie per aver apprezzato la mia recensione.

Colgo l'occasione per chiederlo (scusate l'off topic): come si fa a modificare i messaggi?

Grazie.

C'è il tasto Modifica, ma dopo un po' sparisce.

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Grazie mille, Bos.

Temo che però, dato che quella recensione l'ho scritta da cellulare, l'opzione modifica non ci sia (o, almeno, io non so dove sia) su dispositivo mobile. Chiedo conferma.

<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, MacParland dice:

Il tasto modifica, non voglio dire una fesseria, compare dopo un tot di messaggi.

Ah, ecco.

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  • 2 weeks later...

Appena letta, nello splendido cartonato!

La storia, parte dove finisce l'altra, ovvero con Blacky e Myriam nel carrozzone.

Le prime 30 pagine, in cui assistiamo al passaggio da Blacky Dickart a Yama sono superbe. Poi si cambia scenario, prima vediamo Kit e Tiger che fanno fuori dei semplici scagnozzi, che hanno preso parte ad una scorreria, poi assistiamo ad una classica sparatoria western, in cui Tex e Carson, si troveranno con le spalle al muro, per fortuna arrivano gli altri due pards a togliere le castagne dal fuoco. La storia è semplicemente stupenda, Yama in questa storia è fortissimo, quasi invincibile, nella scena a casa del Morisco, Yama può ferire, ma non può essere ferito. Tutti i personaggi funzionano, i pards sono in formissima (anche se Kit e Tex vengono feriti), El Morisco pure, è sua l'idea di distruggere il medaglione, solo Eusebio un po' sottono, niente battute, niente pessimismo, ma alla fine nulla di che. Questa storia, alla fine è "solo" un gigantesco prologo, infatti nelle ultime pagine vediamo Mefisto vestito da Dottore, ed è lì, che inizierà la prossima storia con i due Dickart.

 

Civitelli in stato di grazia, le prime pagine sono incredibili, le illusioni sono disegnate in maniera perfetta, mi viene in mente lo scontro, con il mostro marino. Anche Shakti è disegnata molto bene, i sotterranei del castello sono Favolosi! Mi mancano gli aggettivi per descrivere il lavoro di Civitelli!

Boselli 9

Civitelli 10

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  • 1 month later...

Faccio i miei complimenti a Mister Boselli

Nel primo albo ha fatto riferimento alla storia di Nizzi del ritorno di Mefisto e il primo numero scorre molto bene

La storia mi piace assai ma non capisco il fatto dello sdoppiamento da Blacky allo spirito di Yama

Boselli pur con la sua bravura, non è riuscito a elevare il personaggio a un livello superiore

La potenza superiore a quella del padre,gli deriva da un patto con i demoni infernali che a fine storia,gli fanno pagar caro il suo fallimento

Concordo con Boselli che Il Figlio di Mefisto sia la storia migliore di Yama

Quest'ultima storia,pur piacendomi molto la ritengo inferiore a L'Ombra di Mefisto

In quella storia Gianluigi Bonelli credo abbia dato vita alla sua ultima splendida avvincente avventura

Credo che tale storia la avesse iniziata ben prima della sua crisi creativa

Comunque aspetto con ansia le prossime avventure con Mefisto sperando che Boselli non lo faccia morire o finire su un limbo oscuro

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