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GiubbeRosse

[183/185] - Caccia all'uomo

Voto alla storia  

36 members have voted

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Nolitta inizia col botto, sfornando un capolavoro senza tempo nel quale mette dentro un pò di tutto, dal classico scontro nel saloon alla schermaglia con gli indiani (Navajos, nello specifico),
per concludere con uno dei più bei finali da me letti.

Che alcuni non vedano in questo Tex quello creato da GLB io non lo ritengo veritiero. Certo, ci sono le manette - mai comparse prima nella saga - ma le ritengo una provocazione dell'Autore, non potendo interpretare altrimenti l'introduzione di tale oggetto. Per il resto abbiamo un Tex in solitaria duro come non mai (addirittura affronta da solo una dozzina di indiani), reo, secondo alcuni, di essersi lasciato sorprendere, nel finale, dagli uomini dello sceriffo. Ma si potrebbe rispondere che, senza quella scena, non ci sarebbe stato lo stesso finale cui
abbiamo poi assistito.

Per quanto concerne i disegni, il buon Fusco ci offre una buona prova, sicuramente molto originale, soprattutto nella caratterizzazione di Tex.

Voto alla storia: 9,8

Voto ai disegni: 8

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Venne il giorno in cui Guido Nolitta affiancò il celebre padre nella stesura degli albi di Tex. Premetto che ho stimato molto Sergio Bonelli, sia come editore che sceneggiatore (con Zagor e Mister No si è ritagliato un'importante fetta di gloria nel pianeta fumetto), tuttavia il suo apporto nella saga del ranger, a mio avviso, ha più ombre che luci. 

"Caccia all'uomo" segna il suo debutto e bisogna ammettere che è davvero una grande storia, ben architettata, con risvolti psicologici notevoli e un finale intenso e coinvolgente. Peccato però che il suo Tex, non è Tex: inutile girarci intorno! Più che il classico eroe tutto d'un pezzo, pensato e caratterizzato negli anni dal padre, mostra certe sfaccettature che lo riconducono maggiormente verso la figura di un abile antieroe, pieno di dubbi e molto impulsivo. Non esistono controprove, ma dubito che, se simili sceneggiature fossero state allora proposte da un autore esterno, avrebbero ricevuto approvazione in Casa Editrice. Chiusa questa breve parentesi, che riassume il mio pensiero sull'opera nolittiana su Tex, torno alla storia in questione e ripeto che il livello complessivo è eccellente. Le peripezie lungo il viaggio che fanno ricredere Tex sulla colpevolezza di Andy "Faccia d'angelo" Wilson, rendono interessante l'episodio però al contempo storcere il naso, visto che di solito il ranger è un ottimo giudice di uomini, mentre qui prende un granchio dietro l'altro. Molto diverso pure lo stile compositivo che induce ad avere sempre il protagonista presente nel vivo della scena, con tempi di sceneggiatura decisamente dilatati, se paragonati ai ritmi tradizionali di Gian Luigi. Il colpo di scena finale con la brutale impiccagione di Andy, con la successiva vendetta contro "Hungman" Maddox e lo sceriffo tirapiedi, è d'alta classe, ma nasce su un'ulteriore leggerezza di Tex che si fa sorprendere banalmente nella stalla (snodo narrativo fondamentale per introdurre l'epilogo). Riassumendo: ottima storia se il protagonista si chiamasse "Tizio Bill" o "Zagor", ma trattandosi di Tex, non ci si può esimere di notare i molteplici paradossi e le incongruenze caratteriali, che marchieranno, fra alti e bassi, l'intera produzione nolittiana sulla collana. In crescendo i disegni di Fusco, alla sua seconda prova nella saga.

Paradossi a parte: il mio voto finale è 8

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Le ingenuità di Tex sono presenti anche ne Il Colonnello Watson (anch'essa firmata da Fusco), che nonostante ciò io reputo la storia più "da Tex" che Nolitta abbia mai scritto. Anche per me "Caccia all'uomo" non è da Tex, però è una grande storia; storco un po' il naso, ok, ma che piacere leggerla!

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<span style="color:red;">12 minuti fa</span>, Leo dice:

Le ingenuità di Tex sono presenti anche ne Il Colonnello Watson (anch'essa firmata da Fusco), che nonostante ciò io reputo la storia più "da Tex" che Nolitta abbia mai scritto. Anche per me "Caccia all'uomo" non è da Tex, però è una grande storia; storco un po' il naso, ok, ma che piacere leggerla!

Il mio voto finale alto, prova quanto anch'io sia legato a questa grande storia. Tuttavia mi sembrava doveroso, esprimere onestamente alcune mie perplessità sulla caratterizzazione "insolita" di Tex nella produzione nolittiana. 

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Capolavoro nolittiano con dei disegni meravigliosi che calzano come un guanto alla storia.Ah, quanti ricordi. L' albo 184 era l' unico che avevo e lo rileggevo sempre, tanto mi piaceva. E qualche tempo dopo, in un buio pomeriggio invernale dai nonni lessi il finale,:wub:  tristissimo e    commosso per la morte di Andy Wilson, per me del tutto inaspettata. Davvero, per me l' albo finale fa parte della mia giovinezza, è  nel mio DNA. È  splendido. Così come sono splendidi i dialoghi e il soggetto, tutto focalizzato sul rapporto tra Tex e Andy. Bellissimo personaggio lo sceriffo Kenyon, cacciatore di uomini che non vuole arrendersi.

Non ne sono sicuro, ma mi pare di aver letto da qualche parte un post di Carlo Monni in cui diceva che caccia all' uomo era una delle storie di Tex più  belle di sempre, e io sono d' accordo al 100% con lui.:ok:

Voto infinito:inch::indiano::clapping:

Edited by Grande Tex

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Bella come storia è bella. Texiana come storia NO.

  • +1 1

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Io non capisco cosa ci vedi di anti texiano in questa storia. Non è certo Glbonelliana, questo sì, ma texiana io ritengo di sì. 

Edited by Grande Tex
  • Confused (0) 1

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Quoto il mio coetaneo Mister P

La storia è avvincente,scritta bene,a tratti commovente...

Ma con Tex non c'entra una Mazda...:D

 

La storia è già stata sviscerata da quasi tutti nel Forum, compreso il curatore di Tex,per cui puoi leggere ovunque il perché non si può considerare texiana.

 

aggiungo solo che Faccia D'Angelo,che sembra un "radical chic"sessantottino :lol2:, viene braccato da Tex come un segugio,e Tex sbaglia due volte con lui: anzitutto, non riesce a comprendere la sua vera natura (e non è da Tex);in secundis,lo lascia impiccare da "hangman"Maddox facendosi fregare come un pollo dai suoi sgherri nella stalla, inaugurando la "magnifica"abitudine del Tex Nolittiano di farsi stordire con un calcio di 45 sulla zucca...e poi si parla sempre e solo dei cinturoni slacciati del Tex di Nizzi.:bisonte:

Poi Tex torna Tex vero nel finale, quando si vendica degli aguzzini di Andy.

Per cui,7,5 alla storia,3 a Tex

 

 

 

...e ripeto per l'ennesima volta: Sergione era bravo sia come sceneggiatore sia soprattutto come editore:ma Tex con lui è un antieroe,perde il suo proverbiale fiuto, è troppo logorroico,sbaglia spesso...

Edited by Barbanera
  • +1 1

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On 21/9/2008 at 19:24, corvo59 dice:

Io questa storia non intendo commentarla perchè segna a mio avviso la fine dell'epoca d'oro di Tex. Parliamoci chiaro, per una comune storia a fumetti, questa è molto gradevole e veramente ben fatta, non un capolavoro è chiaro... ai voglia ad averne di storie così oggi... però non la ricordo con piacere dal momento che sapevo, attraverso la corrispondenza che scambiavo all'epoca con Sergio Bonelli, che il vecchio Gian Luigi avrebbe cominciato a "saltare" qualche numero. Nolitta io su Zagor credo che abbia fatto un pezzo di storia del fumetto italiano ma su Tex faccio fatica ad accettare qualsivoglia scrittore, da lui a Nizzi (che comunque è una sorta di clone, agli inizi), da Boselli a Faraci, da Segura a Ruju. Oggi mi sono abituato a vedere 4-5 scrittori e 11.565 disegnatori ma quel giorno che comprai CACCIA ALL UOMO (che tra l'altro ha veramente una brutta copertina di Galep peggiorata, se possibile, dall'intervento dell'art director Corteggi) per me il Tex non fu più lo stesso  😹

 

Puah, Puah, Puah... quanti puah!  Ieri rileggevo "Mingo il ribelle" e, complici anche i disegni incerti di Fusco agli esordi, mi chiedevo quanto avrebbe fatto discutere questa storia se pubblicata oggi. Non è certo una brutta storia, ma Tex è qui  Zagor con la camicia, stessa irragionevolezza nel giudicare (a torto) e poi ravvedersi, promettendo l'ira di Dio contro chi ha appeso Faccia d'angelo a un ramo, l'impotenza al cubo: OH NOO! NO - Faccia d'angelo il nomignolo che ha usato per percularlo durante i tre quarti della storia. Mi è sembrato di rileggere una storia che scrisse per lo Spirito con la scure intitolato "Il giorno della giustizia", la stessa amarezza. Ecco, Nizzi ci ha risparmiato questo Tex fasullo come una banconota falsa da 100 dollari. Perché Bonelli già nel 1980 era agli sgoccioli. Questa storia sa come toccare le corde dei sentimenti ma il Tex di Nolitta è proprio un 'altra cosa rispetto al Tex che scriveva il padre che regalava solo certezze e che Nizzi riuscì per un pezzo a non far troppo rimpiangere. Bonelli senior aveva una pessima idea delle storie che scriveva il figlio, non oso immaginare come abbia avvallato le ultime pagine del terzo albo dove il ranger maltratta il corrotto Hewitt con una tirata di quelle che con Tex non c'entrano una mazza e che ho saltato a piè pari:  questa storia è un manifesto che spiega al lettore l'enorme differenza di sensibilità dei due autori e il perché siano state avvallate così tante storie dopo il 2000 con un Tex sbirro ottuso, il tontolone gabbato dei colpi in testa e dei cinturoni slacciati una storia si e una no: era esattamente il Tex "umano" in cui Sergio si riconosceva e di cui può avvallare anche la paternità. Puah, un eroe perdente e bastonato, che ha riproposto in qusi tutte le storie successive, da "Giungla crudele" a "I dominatori della valle".

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<span style="color:red;">5 minuti fa</span>, ymalpas dice:

 

Puah, Puah, Puah... quanti puah!  Ieri rileggevo "Mingo il ribelle" e, complici anche i disegni incerti di Fusco agli esordi, mi chiedevo quanto avrebbe fatto discutere questa storia se pubblicata oggi. Non è certo una brutta storia, ma Tex è qui  Zagor con la camicia, stessa irragionevolezza nel giudicare (a torto) e poi ravvedersi, promettendo l'ira di Dio contro chi ha appeso Faccia d'angelo a un ramo, l'impotenza al cubo: OH NOO! NO - Faccia d'angelo il nomignolo che ha usato per percularlo durante i tre quarti della storia. Mi è sembrato di rileggere una storia che scrisse per lo Spirito con la scure intitolato "Il giorno della giustizia", la stessa amarezza. Ecco, Nizzi ci ha risparmiato questo Tex fasullo come una banconota falsa da 100 dollari. Perché Bonelli già nel 1980 era agli sgoccioli. Questa storia sa come toccare le corde dei sentimenti ma il Tex di Nolitta è proprio un 'altra cosa rispetto al Tex che scriveva il padre che regalava solo certezze e che Nizzi riuscì per un pezzo a non far troppo rimpiangere. Bonelli senior aveva una pessima idea delle storie che scriveva il figlio, non oso immaginare come abbia avvallato le ultime pagine del terzo albo dove il ranger maltratta il corrotto Hewitt con una tirata di quelle che con Tex non c'entrano una mazza e che ho saltato a piè pari:  questa storia è un manifesto che spiega al lettore l'enorme differenza di sensibilità dei due autori e il perché siano state avvallate così tante storie dopo il 2000 con un Tex sbirro ottuso, il tontolone gabbato dei colpi in testa e dei cinturoni slacciati una storia si e una no: era esattamente il Tex "umano" in cui Sergio si riconosceva e di cui può avvallare anche la paternità. Puah, un eroe perdente e bastonato, che ha riproposto in qusi tutte le storie successive, da "Giungla crudele" a "I dominatori della valle".

 

La lessi in vacanza in montagna, nella versione "Tre Stelle", quindi qualche anno dopo il suo esordio e senza l'albo finale, che probabilmente

uscì a settembre e quindi me ne dimenticai completamente.

La lettura dava un senso completamente diverso a come ero abituato, diciamo che mi sembrava uno spaghetti western

interpretato da John Wayne, insomma un controsenso. Riusci, grazie all'elasticità mentale propria della giovinezza, a dimenticarmi che

quel Tex era l'invincibile, imbattibile e infallibile raddrizzatorti conosciuto durante l'infanzia, quasi fosse una avventura immaginaria,

comunque parallela e non una prosecuzione delle vecchie storie. E in questo fui aiutato dai disegni che non erano da "Tex".

Quella era solo la prima volta, un allenamento a una versione moderna del fumetto.

La fine di un epoca, appunto, poi ce ne furono altre!

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Come hanno detto già altri, la fine di un epoca.

 

Nelle davvero sorprendenti lodi in diversi post precedenti (questo il "vero Tex"? Solo se Tex l'hai sempre letto su Zagor e credi che giri con la scure...) prima o poi salta quasi sempre fuori che chi lo scrive ha iniziato a leggere Tex con Nolitta,  magari proprio con questa storia. E Allora è chiaro che se già le prime volte che ti hanno presentato Tex te ne hanno presentato uno fasullo che fa l'opposto di quello di G.L. Bonelli, ecco che questo Tex "fasullo come una banconota falsa" (come ben dice Ymalpas) diventa "il vero Tex" e quello di G.L. Bonelli una roba immagino superata, con quel ranger che si permette di saper giudicare gli uomini, non è un bastardo ottuso e prepotente, non si fa piccionare da tutti, e soprattutto gira senza manette...

 

Quando lessi questa storia avevo 12 anni ma leggevo Tex da prima che imparassi a leggere (credo di aver imparato a leggere da bambino sugli albi di Tex, mia madre si ricorda quando andavo da lei a farmi spiegare cosa voleva dire una parola...). Con il Tex di G.L.Bonelli ero cresciuto, era il mio personaggio preferito. Il mio giudizio critico su questa storia, per quello che posso ricordare oggi, fu "questa è una merda". Era chiaro che non poteva essere opera di G.L.Bonelli (con il senno di poi, tanti indizi avrebbero dovuto indirizzarmi su Nolitta, ma Nolitta su Zagor era bravo, quindi sospettai piuttosto che avessero preso il primo scalzacani di passaggio, che non doveva aver mai letto un albo di Tex in vita sua). Soprattutto, provai un indicibile DISGUSTO per il protagonista. Perché il problema principale, di questo Tex, è che è DISGUSTOSO. E lo era SPECIALMENTE negli anni 70! Oggi, un sacco di lettori anche di Tex tendono molto a "legge e ordine", votano a destra, vorrebbero molta più polizia nelle strade. Ma quella storia è uscita nel 1976! Quando l'argomento di punta nei dibattiti era la brutalità della polizia. Era stata appena istituita la Legge Reale, era stato introdotto il fermo di polizia, solo due mesi prima dell'uscita in edicola un diciottenne era stato ucciso dalle revolverate della polizia durante una manifestazione di sinistra, e due mesi prima ancora un ventiseienne era stato travolto e ucciso da una camionetta dei carabinieri. C'erano manifestazioni praticamente tutti i giorni contro la brutalità della polizia!

 

Io all'epoca ero troppo giovane per seguire la politica e la cronaca, probabilmente se mi avessero chiesto cos'era la legge Reale non avrei saputo rispondere, ma ero influenzato dal clima culturale come tutti: oggi, forse qualcuno potrebbe pensare che Nolitta descrivendo Tex in quel modo volesse rappresentarlo come "integerrimo", ma è una lettura che non trova riscontro in come è scritta la storia: è chiarissimo, e all'epoca lo era ancora di più, che Tex è descritto come un personaggio NEGATIVO, Uno SBIRRO ODIOSO CHE ABUSA DEL SUO POTERE PORTANDO ALLA MORTE UN GIOVANE INNOCENTE. Il disprezzo dell'autore tracima da ogni pagina, nella maniera arrogante di parlare, accentuata dal fatto che subito dopo venga piccionato. Dal disprezzo che TUTTI in questa storia provano per lui, con tutto un primo albo in cui tutti quanti (non solo i delinquenti) quando lo vedono gli augurano di morire ammazzato al più presto.

 

Davvero, non capisco come qualcuno, leggendolo all'epoca, non avvertisse come venga posto in "negativo" il personaggio. Il TEMA della storia è che questo personaggi, alla fine, PRENDE COSCIENZA DELLA SUA IMPOTENZA, DEL FATTO CHE NON SERVE A NIENTE E FA SOLO DANNI! (`e questo viene ribadito anche nel "cappello" finale con il commerciante,)

 

Questa alla fine è una storia che rappresenta perfettamente il suo tempo. Nolitta che già su Zagor e Mister No trattava temi anche politici, qui entra nel dibattito politico nazionale dell'epoca, e si schiera decisamente a favore dei ragazzi nelle strade che venivano trattati come "delinquenti" dai media e bastonati dalla polizia. Questa storia è la storia di un "celerino" che si trova a parlare, per la prima volta, con un giovane accusato di colpe che non ha mai commesso, "incastrato dal sistema", e che viene poi giudicato e condannato senza essere ascoltato. È la presa di coscienza di un agente di polizia, nell'Italia degli anni 70.  E vista come tale, è anche una bella storia (ovviamente, sono stato in grado di fare questa lettura dell'opera solo quando l'ho riletta vent'anni dopo, all'epoca avevo 12 anni e capivo solo che come storia di Tex era una merda...)

 

La cosa imperdonabile è che per interpretare la parte del celerino ottuso e prepotente, tutto leggi e regolamenti e che non vuole ragionare, perchè ci pensano i suoi superiori a ragionare per lui... ci mette Tex Willer.  L'eroe anarchico (secondo le dichiarazioni stesse del suo creatore) che se ne è sempre fregato di leggi e di regolamenti, amato da tutta la brava gente, e che per far avere giustizia ai suoi Navajos era stato disposto a dichiarare guerra agli Stati Uniti...

 

Io ancora mi chiedo... Nolitta con Tex ci era cresciuto. Come poteva avere quella visione del personaggio? Credo che ci siano di mezzo relazioni famigliari e personali che non sapremo mai, che hanno pesato molto di più del mero "rispetto del personaggio".

 

In ogni caso... quel Tex era disgustoso. Era il "villain" delle sue stesse storie.  Io che con Tex c'ero cresciuto non potevo tollerare quello che ne faceva Nolitta. Prima di questa storia, ero un lettore fanatico di Tex che rileggeva più e più volte ogni albo in attesa del successivo, e che aveva risparmiato persino sulla paghetta per potersi comprare tutti gli albi pubblicati (saltavo la merenda delle volte se non potevo aspettare di leggere il seguito di una storia, era l'epoca in cui le edicole avevano tutti gli arretrati, mi tenevo la fame e con i soldi comprato Tex...).

 

Meno di due anni dopo, ero un ex lettore di Tex. Questa e le successive storie di Nolitta mi avevano disgustato al punto da smettere di leggerlo e comprarlo.

 

Poi ripresi (ma dopo più di 6 mesi di pausa, recuperando poi gli arretrati), trovai una storia di G.L.Bonelli ricominciai a comprarli, poi arrivava una storia di Nolitta e rismettevo (non ricordo più gli albi esatti e quante volte smisi e ricominciai prima dell'arrivo di Nizzi, ma erano parecchie. E sì, pur con tutte le colpe che posso dare a Nizzi per gli ultimi vent'anni di storie, è verissimo che all'epoca almeno per me, salvò Tex. lo salvò da un destino peggiore della morte, perchè piuttosto che vedere pubblicate su Tex altre storie come questa o come Il Segno di Cruzado, era meglio chiuderlo...

  • +1 3

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Posted (edited)

scusa ma Tex non e'affatto uno sbirro ottuso in questa storia: se cosi fosse, non avrebbe promesso a Wilson di aiutarlo 

non e' certo lui a giustiziarlo anzi lui giustizia chi l' ha ucciso

tanti si lamentano delle manette

perche'? Tex dovrebbe forse lasciare le mani libere un pericoloso ricercato  ( che sia innocente e' tutto da vedere) 

 

Edited by Grande Tex

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Tex giudica gli uomini e ci azzecca sempre.

se pensa che il biondino è una vittima del sistema, lo lascia andare, anzi, va a cercare chi lo ha incolpato.

se pensa che è un ruba galline da quattro soldi, gli fa fare un giro a pedate nel culo.

se pensa che è un assassino, non lo scarrozza in giro, gli salda il conto, punto.

Tex non va dal giudice. Il giudice è lui. Questo è Tex.

  • +1 2

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<span style="color:red;">48 minuti fa</span>, Grande Tex dice:

scusa ma Tex non e'affatto uno sbirro ottuso in questa storia: se cosi fosse, non avrebbe promesso a Wilson di aiutarlo 

non e' certo lui a giustiziarlo anzi lui giustizia chi l' ha ucciso

tanti si lamentano delle manette

perche'? Tex dovrebbe forse lasciare le mani libere un pericoloso ricercato  ( che sia innocente e' tutto da vedere) 

 

Tex non usa le manette. Tex non si fa sorprendere nel sonno da una mezza tacca di sceriffo, non resta due giorni a letto dopo una botta in testa. E' un Tex che puoi facilmente gabbare in qualsiasi momento, compresa la scena con il giudice Maddox che quasi riesce a scaricargli la derringer sotto il naso. E nel duello nella main street, subito dopo, Nolitta ci spiattella che Tex sfugge all'agguato solo grazie alla soffiata del messicano. E dell'origlione e spione che denuncia Andy non si preoccupa minimamente. Neanche davanti a decine di testimoni che ben conoscono il ragazzo e spendono parole in sua difesa lui fa una piega. Persino sulla tomba della vittima continua a nutrire dubbi sulla sua innocenza. Non è il fino conoscitore dell'animo umano che intuisce tutto di chi si trova davanti. Fino alla fine continua a sputare sentenze, di innocenza o colpevolezza, in base alle mosse che fa il giovane ricercato, che agisce solo per salvarsi la pelle. In un film come Death Hunt (Caccia selvaggia) il ruolo di Tex  è interpretato da Lee Marvin e quello del fuggitivo da Charles Bronson.  La giubba rossa Marvin, costretto a dargli la caccia, non gli dà tregua ma alla fine lo lascia andare dicendo alla giovane recluta (che lo aiuta nell'inseguimento) che tutto quello che ha fatto fino ad allora Bronson per salvarsi, l'avrebbe fatto lui stesso. Marvin è un militare e non può fare diversamente, però è anche un uomo che ragiona. Il Tex di Nolitta ha le mani libere ma per buona parte della storia è solo vigliaccamente vendicativo e soprattutto è un pessimo conoscitore di uomini. Pertanto questa è la storia di uno sfigato che Tex ha sulla coscienza. Invece di prendersela con Hewitt promettendo una sua futuraindagine per scoperchiare il pentolone del marcio e corrotto, la  strada da prendere era quella di Amarillo, dove c'era un giovane di cui riabilitare la memoria. Niente, cialtrone anche in questo.

  • +1 2

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Ma un esordio così... Solamente il Sergione avrebbe potuto farlo !

Quando il mio scrittore di fumetti preferito incontra una delle mie serie preferite non si può certo rimanere indifferenti ! Che sia una storia scritta da Sergio Bonelli è evidente : le magnifiche descrizioni delle ambientazioni , i colpi di scena a raffica e totalmente imprevedibili e i personaggi più profondi di quelli di GLB sono solo alcune delle caratteristiche principali della sua produzione sia su zagor che su Mister No . La storia dura circa 2 albi e mezzo ma l'ho trovata così bella e coinvolgente che l'ho letta solamente in poco più di un'ora ! Magnifici i personaggi come il vecchio sceriffo Tom che è convinto di essere ancora in gamba , il personaggio di Andy Wilson che mi ha vagamente ricordato Guitar Jim su Zagor : non si potrà mai sapere concretamente se sia bravo o cattivo e il giudice Maddox probabilmente più cattivo dello stesso Andy il ricercato . Una tensione via via crescendo culminando nel duello finale a dir poco leggendario con lo sceriffo . Un Tex tostissimo ma non infallibile dato che si fa' sorprendere più di una volta da Andy e poi dagli scagnozzi dello sceriffo . 

Che il bello della serie inizi ora????( Come se già prima le storie non fossero abbastanza belle 😂😃)

I disegni di Fusco li ho trovati leggermente migliorati e in particolare mi sembra più riconoscibile il volto di Tex dalla sua prova precedente , personalmente per celebrare l'esordio di Nolitta avrei affidato questa storia a Ticci o a Galep .

aggiornamento delle mie storie texiane preferite :
1) il figlio di Mefisto
2) il giuramento

3) caccia all'uomo
4) sulle piste del nord
5) tra due bandiere
6) la notte degli assassini
7) odio senza fine

STORIA : 10
DISEGNI : 6

  • Confused (0) 3

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eh e' un' ottima storia...ma non e' troppo texiana, anche se piace anche a me

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Posted (edited)
6 ore fa, Mefisto dice:

Un Tex tostissimo ma non infallibile dato che si fa' sorprendere più di una volta da Andy e poi dagli scagnozzi dello sceriffo . 

Appunto...di Tex ha solo la camicia gialla...in più ha un paio di manette come uno sbirro di città,ottuso...a tratti un po' isterico...e che sbaglia ben due volte con Andy Wilson: non appura la sua vera natura e in più lo fa finire impiccato facendosi beffare come un pollo...l AntiTex

6 ore fa, Mefisto dice:

il giudice Maddox probabilmente più cattivo dello stesso Andy il ricercato

Un misto tra il Giudice Parker dell'Oklahoma e l ottuso sceriffo Gerard Maddox de "Io sono la Legge",

 

Mai esordio fu più infelice...por Dios 🤠😅 Poi se lo si considera come un fumetto qualsiasi,la storia non è malvagia.

Edited by Barbanera
  • +1 1

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Mi avete messo la curiosità di rileggerla (non la rileggo da almeno 20 anni), ma ora sono impegnato con quelle del centinaio 500...

Prima o poi la rileggerò. Certo, è incredibile la discrepanza di opinioni che si legge su questa pagina.

Probabilmente siamo proprio al tema che avevo lanciato ieri, e cioè se sia lecito amare un Tex totalmente diverso da quello originale.

Mi pare che qui le due opinioni contrarie siano ben rappresentate.

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Posted (edited)
3 minuti fa, valerio dice:

cioè se sia lecito amare un Tex totalmente diverso da quello originale.

In questo caso per me è come se un Gobbo fosse anche tifoso Granata...😅😜😆 La risposta è:no!

Edited by Barbanera

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Ahi ahi , giovane Mefisto. Con GLB eri partito in quarta, poi mi scadi sul non Tex di Nolitta...

Opinione mia eh? Non discuto i tuoi gusti.

Che il bello della serie inizi ora????

Perdonatelo....

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Posted (edited)
36 minuti fa, navajo warrior dice:

Ahi ahi , giovane Mefisto. Con GLB eri partito in quarta, poi mi scadi sul non Tex di Nolitta...

Opinione mia eh? Non discuto i tuoi gusti.

Che il bello della serie inizi ora????

Perdonatelo....

 

Il ragazzo è un nolittiano per i suoi trascorsi in Mister No e in Zagor. Non crocifiggetelo quindi, merita comprensione ;)

 

Per me la storia in argomento è bellissima. Uno dei capolavori della saga di Tex, pur essendo una delle poche storie in cui Tex non c'è. Scrivendo con il suo stile, Nolitta riuscì a esordire con una storia commovente ma per nulla consona al personaggio. E non mi si venga a dire che lo stile era quello, che Nolitta era così, che non poteva fare di meglio. Se avesse VOLUTO, Nolitta sarebbe stato in grado di scrivere una storia più fedele al personaggio. Purtroppo lui non ha voluto mettersi al servizio del personaggio, ha in qualche modo abusato del suo potere. Fu, sia con questa che con molte altre (come dimenticare l'orripilante Cruzado?), per nulla rispettoso delle caratteristiche di Tex e io non ci credo che non fosse in grado di fare meglio: quella di Nolitta fu premeditazione, davvero fosse stato per lui avrebbe trasformato Tex in un eroe-antieroe, non capiva forse che la fortuna del Tex (e di conseguenza della casa editrice) passava dalla spavalderia, dall'arroganza, dell'eccezionale sicurezza di sé del ranger glbonelliano. Il lettore voleva (e vuole tuttora) un "padre" infallibile, che lo prendesse per mano e che lo conducesse con passo fermo verso il buon esito dell'avventura. Con Nolitta non fu così, e questo fu un piccolo errore di superbia dell'editore nelle vesti di autore. 

 

Certo, è significativo e si presta a riflessioni il fatto che, per anni, la migliore storia di Tex secondo un sondaggio sia stata proprio la sua El Muerto...

Edited by Leo

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Leo dice:

Il ragazzo è un nolittiano per i suoi trascorsi in Mister No e in Zagor. Non crocifiggetelo quindi, merita comprensione ;)

 

Non l'ho crocifisso, anzi, non ho addirittura contestato i suoi gusti, nessuno è perfetto :D

El Muerto è una storia a suo modo atipica e confesso che a me piace. Quella è la storia di Paco Ordonez e Tex (ok, il Tex spaghettaro di Nolitta) è solo contorno, testimone, guest star, una roba così. Invece nella Caccia all'Uomo (meglio di Mingo il Ribelle come titolo della storia) Tex è il protagonista (molto ottuso e inquadrato nel suo ruolo di sbirro).

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Anche io stavo per citare El Muerto, storia che vinse il sondaggio come storia più bella di Tex.

Confesso che anche io la votai, all'epoca. A suo modo è bellissima.

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Curiosità: a quanto ne so, questa è la prima (e unica) storia di Tex pubblicata in Russia

 

vbig1631.jpg

 

 

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Posted (edited)
44 minutes ago, valerio said:

Anche io stavo per citare El Muerto, storia che vinse il sondaggio come storia più bella di Tex.

 

Sì, me lo ricorda sempre anche il mio amico Nolittiano...  :rolleyes:

Trascurando però di considerare che (1) era appena uscita, molti che l'hanno votata magari di Tex avevano letto si e no qualche storia, e (2) il voto dei "Bonelliani" era diviso fra decine e decine di storie bellissime, disperdendosi in mille rivoli, mentre quelli che preferivano Nolitta hanno tutti votato quella...

Sommando i voti di chi aveva votato una storia di Bonelli, erano molti, molti di più di quelli che votarono Nolitta. E anni dopo nelle varie votazioni "con spareggio" sulle storie migliori, le storie di Nolitta raramente arrivavano alle finali...

 

44 minutes ago, valerio said:

Confesso che anche io la votai, all'epoca. A suo modo è bellissima.

 

Io non votai proprio. Credo che anche quello fu una discriminante, quelle erano le percentuali fra i votanti, e credo che sia l'idea del voto che il gadget attraessero di più il pubblico più giovane...

 

[edit: Pecos, se sono partiti con quella, forse ho capito perchè rimase l'unica...  :laughing: ]

Edited by Diablero
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