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ymalpas

[297/299] Fuga Da Anderville

Voto alla storia  

64 members have voted

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Meravigliosa!!!!!!La migliore di Nizzi (per me). Mi piace il periodo della guerra di secessione e l'idea (non nuova per la verità) di raccontarne una parte attraverso le gesta di Tex. Il flashback gestito con grande equilibrio tra passato e presente. L'intreccio "giallo" che non toglie nulla all'epopea del west e della guerra civile. L'interazione tra i due pard a livelli eccelsi, con giusta miscela di ironia e serietà. I personaggi delineati in modo finemente "nolittiano". Le tavole di Ticci non solo impeccabili stilisticamente (per quel che può valere il mio giudizio tecnico), ma direi magistrali da un punto di vista della capacità di trasmettere le sensazioni che voleva far passare l'autore attraverso le vicende narrate. Concordo con Shane su tutto. Aggiungo la bella figura dello schiavo e il rapporto che si è instaurato con Tex nel corso del viaggio. Rispondo parzialmente all'interrogativo di Shane sul perchè cercare il potere a 70 anni quando sei in parabola discendente. Forse perchè aveva la coscienza troppo sporca per fermarsi e pensare a ciò ce aveva fatto alla sua famiglia, ai suoi nipoti, alla sua gente e a se stesso.10 e lode a trama e disegni.

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Meravigliosa!!!!!!La migliore di Nizzi (per me). Mi piace il periodo della guerra di secessione e l'idea (non nuova per la verità) di raccontarne una parte attraverso le gesta di Tex. Il flashback gestito con grande equilibrio tra passato e presente. L'intreccio "giallo" che non toglie nulla all'epopea del west e della guerra civile. L'interazione tra i due pard a livelli eccelsi, con giusta miscela di ironia e serietà. I personaggi delineati in modo finemente "nolittiano". Le tavole di Ticci non solo impeccabili stilisticamente (per quel che può valere il mio giudizio tecnico), ma direi magistrali da un punto di vista della capacità di trasmettere le sensazioni che voleva far passare l'autore attraverso le vicende narrate. Concordo con Shane su tutto. Aggiungo la bella figura dello schiavo e il rapporto che si è instaurato con Tex nel corso del viaggio. Rispondo parzialmente all'interrogativo di Shane sul perchè cercare il potere a 70 anni quando sei in parabola discendente. Forse perchè aveva la coscienza troppo sporca per fermarsi e pensare a ciò ce aveva fatto alla sua famiglia, ai suoi nipoti, alla sua gente e a se stesso.10 e lode a trama e disegni.

quel "finemente nolittiano" riferito ai personaggi della vicenda l'avevo notato anch'io quando lessi questa storia circa un annetto fa (mentre ripercorrevo tutte le sceneggiature nizziane dalla prima in poi) e avevo usato proprio questo termine. Però quest'avventura la lessi la prima volta nel 1990 credo, avevo otto anni ma non mi accorsi che era una storia un po' diversa nello stile. Mi capit? invece di accorgermi delle diverse sfumature autoriali con "Sasquatch": l' davvero mi venne il dubbio che Bonelli padre avesse un aiutante. Poi scoprii che si trattatava di suo figlio Sergio. In merito a questa stupenda storia ricordo che è una delle preferite di Boselli. Non male come dato. Inoltre penso di non sbagliare quando dico che "Fuga da Anderville" è un'avventura che avrebbe potuto sceneggiarla lo stesso Boselli per come è gestita. E qui ritorna quel"finemente nolittiano": non a caso tra i suoi numi tutelari in campo fumettistico Borden cita sempre Sergio Bonelli (a parte GLB s'intende). Peccato che Nizzi non abbia insistito a presentarci più storie di questo tipo perchè ha dimostrato che sapeva gestire bene anche le psicologie dei vari personaggi e non limitarsi soltanto a tratteggiare un Tex perfettamente bonelliano. Ok fine dello sproloquio. Anzi no: Ticci qui è ai massimi livelli. Anche nella successiva storia, sempre su testi di Nizzi, dimostrer? tutta la sua arte. Mi riferisco a "Il Ragazzo Selvaggio". Decisamente da "Fuga da Anderville" in poi Nizzi ha inanellato una serie di storie una più bella dell'altra. Che sceneggiatore! Onore a lui!

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Si hai ragione Ulzana. Io lessi questa storia nel 1985 all'epoca della sua uscita. Ricordo che ero al mare ad Alassio (Liguria) nella quindicina tra fine luglio e inizio agosto e acquistai "Gli avvoltoi" in cui si concludeva la storia di Nizzi e Monti e iniziava questa. Poi acquistai "Territorio nemico" il secondo albo della storia. A settembre rientrato a casa, poco prima di riprendere la scuola acquistai dopo quasi un mese di trepidazione il terzo e ultimo albo della storia, appunto Fuga da Anderville. Che bei ricordi. Anche di Sasquatch penso un mondo di bene, magari ne parliamo nell'apposita sezione. Quanto a Nizzi un assaggio delle sue doti migliori lo aveva dato esattamente un anno prima con la bella tripla (Un Ranger del Texas, I delitti del lago ghiacciato, L'uomo nell'ombra). Con questa inizia la lunga sequenza di avventure scritte quasi esclusivamente da lui. In effetti visti i risultati di Fuga da Anderville, mi chiedo anch'io perchè non abbia insistito su una sceneggiatura di questo tipo. Non dico sempre, ma ogni tanto. Avrebbe potuto osare di più, sono sicuro che non ci avrebbe rimesso ne lui ne noi. Comunque storie ottime da anche dopo questa. Il ragazzo selvaggio, come dici tu l'ho trovata molto toccante. E i disegni di Ticci anche in quell'occasione hanno espresso perfettamente gli stati d'animo.

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Ultima cosa, anche se non in ordine d'importanza: Roi fa impugnare a Tex, Carson, i coloni, i contadini e i seguaci di Vladar dei fucili che sembrano bastoni e delle colt che paiono di legno, dimenticando che Tex non risulta caratterizzato graficamente solo dal fazzoletto nero, dal cappello calato sul capo in un certo modo e dalla sigaretta in bocca, ma anche - e forse soprattutto - dalle sue armi, a partire dalla foggia del cinturone e dal modo di portarlo fino al calibro delle armi, al modo di impugnarle e, naturalmente, di usarle (si veda anche lo strano effetto, tipo "puntatore laser", dei segni grafici che rappresentano le linee di tiro nelle scene d'azione).

Su questo UBC ha perfettamente contare, senza contare che per quanto malamente abituato a vedere colt 1873 aprirsi come delle Smith&Wesson Schofield, per sopportare le "pistole" di Roi, rozze vie di mezzo tra una pistola finta ed una del 900, ho dovuto far finta di NON vederle.

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insieme al passato di carson e sangue navajo la migliore storia di sempre per me.mi è sempre piaciuta questa trama quasi cinematografica ,ci potrebbero fare un film.bellissimo pure il sacrificio di tom e la scena al ristorante.l antipatia iniziale che suscita leslie poi è in parte infondata perché è un personaggio che anche sbagliando crede in quello che fa ed è coerente con se stesso.paradossalmente john è più opportunista e calcolatore.l unica cosa che non mi piace è il finale, io avrei fatto gonfiare lo zio da tex

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On 9/1/2009 at 23:22, Pedro Galindez dice:

Una curiosità per quanto riguarda lo sfondo storico della vicenda: bench? ( forse per motivi di eufonia, ) il nome sia stato leggermente cambiato nella sceneggiatura, la prigione da cui Tex fa evadere John Walcott è chiaramente Andersonville, il più duro dei campi di prigionia sudisti durante la Guerra Civile, in cui, tra il 1864 e il 1865 ( quindi proprio nei mesi in cui è ambientata la sceneggiatura di Nizzi ) morirono quasi 13.000 dei 45.000 militari nordisti che vi finirono dentro.

Bravissimo Pedro.infatti il campo di Andersonville fu il peggiore della guerra di secessione.il comandante del campo a fine della guerra fu condannato a morte dagli Jankees per torture.se vi ricordate viene citato anche in Soldati a Cavallo di John Ford,come un luogo simile all.inferno...d altra parte il Sud era in ginocchio per la guerra,né aveva cibo a sufficienza per sfamare i propri soldati,per cui figurati se ne avevano da dare ai progionieri

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Tornando alla storia,penso che sia in assoluto la migliore del filone della Guerra Civile.La riproposizione del Campo di Andersonville,la dicotomia Leslie/John, due rampolli di buona famiglia imbevuti di ideali antitetici ma comunque onesti e retti,rispetto allo zio corrotto e vigliacco,i magnifici disegni di Ticci, il colpo di scena finale:insomma,tutto questo fa della storia un vero e autentico capolavoro.Una chicca:l idea del lasciapassare fasullo a firma del Generale Lee aggiunge quel tocco di classe ad una sceneggiatura perfetta e senza sbavature.da cornice lo splendido assalto unionista al carro dell oro magnificamente reso da Ticci.

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Capolavoro Nizziano da prime tre (se la gioca con L'uomo senza passato e Furia rossa) con tanta azione, capovolgimenti di fronte e sorpresona finale. Il tutto illustrato da gran bei disegni di Ticci. Che si vuole di più?
Voto alla storia: 9,5
Voto ai disegni: 9

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Dopo tutto il gran parlare della Guerra di secessione di questi giorni, mi è venuta voglia di rileggere questo classico, e l'ho fatto sul cartonato de La Repubblica-L'Espresso, che è un'edizione magnifica (non fosse altro che per il fatto che, letta l'ultima vignetta di Fuga da Anderville, ti ritrovi nella pagina successiva il tratto di Calegari de La Ballata di Zeke Colter: accoppiata di storie, questa, che rendono questo volumone tra i più preziosi che ho in casa).

 

Ebbene, nonostante io abbia già commentato più volte, in questo stesso topic, questa storia - e ci abbia anche scritto un articolo per il Magazine del forum - non posso fare a meno, neanche stavolta, di ri-commentarla. Perché è sorprendente, è quasi inverosimile, che questa storia, letta decine e decine di volte, la si rilegga ancora con lo stesso piacere, lo stesso appagamento, la stessa commozione. Non mi arrischio nemmeno a lanciarmi in aggettivi, ché nessuno renderebbe pienamente conto di ciò che davvero provo quando leggo quelle parole, quando vedo il volto di John, l'eroico Tom, il campo di prigionia. Non saprei nemmeno definire l'ineffabile - per l'appunto - sentimento che mi coglie quando guardo e riguardo la vignetta finale, che considero forse la più bella vignetta texiana: i campi di cotone in primo piano, quegli stessi campi che furono teatro di cotanta tragedia, e in fondo due uomini a cavallo, uno dei quali ha bisogno di sentirsi del vento fresco sulla faccia, così da soffiar via il lerciume che sente essergli rimasto addosso, dopo aver ascoltato la verità sulla vicenda Walcott. Un uomo che ha bisogno di bar e lustrini, e di qualsiasi cosa che lo possa distogliere dall'abominio di cui è appena venuto a conoscenza. Un uomo, al contempo, che ha ritrovato la purezza di una vecchia amicizia, stroncata tanti anni prima, e che ora sente la necessità di chiedere ad un altro suo vecchio amico se gli farà compagnia in quel suo momento buio. Se sapessi postare le vignette, la metterei qui sotto. Nessun aggettivo, solo tanta umanità, amicizia e vento sul viso. Solo genio. 

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Assoluto  capolavoro  texiano, il cui  finsle vale il prezzo della storia, che già  di per sé  è  bellissima. Con una  sceneggiatura  senza pecche e coi magnifici  disegni di Ticci Nizzi confeziona un epica avventure  la cui parte dell' evasione è  avventura e divertimento  allo stato puro, per poi arrivare nel drammatico  con la meravigliosa e triste morte di Tom. Poi parte un intricato intreccio  giallo interessantissimo che si conclude con una  sconvolgente  verità  su John,  e anche la sua morte è  meravigliosa. E poi il finale: la malinconia di Nat, la sconvolgente rivelazione, il riannodarsi dei fili, il suicidio, i ritratti, il grigio nel  vecchio Walcott, Tex che se ne va a cavallo  ricordando il primo incontro con John " una sera di  inverno di tanti anni fa": mio Dio, mio Dio, che brividi ogni volta, anche solo a pensarci: davanti a questi elementi  finali come si fa a non osannare Nizzi come un genio? Si dovrebbe portarlo in trionfo, osannarlo come un dio,quelli  nel finale sono tocchi di genio raggiunti da pochi scrittori( non fumettisti, scrittori) nella  storia dell' umanità. E badate che  sono un esperto di letteratura  e di fumetti.

Voto infinito, tra lodi e osanna per il finale :inch::inch::inch::inch::wub::wub: che lacrime di commozione :snif:

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5 ore fa, Grande Tex dice:

Si dovrebbe portarlo in trionfo, osannarlo come un dio,quelli  nel finale sono tocchi di genio raggiunti da pochi scrittori( non fumettisti, scrittori) nella  storia dell' umanità. E badate che  sono un esperto di letteratura  e di fumetti.

Voto infinito, tra lodi e osanna per il finale :inch::inch::inch::inch::wub::wub: che lacrime di commozione :snif:

Eh la Madonna!!!ma chi sarà mai Nizzi?!mica parliamo di Dante o Petrarca :ohmy:

Mi sa che stai esagerando...

Nizzi stesso,per quel poco che lo conosco,se leggesse il tuo commento ti direbbe di non esagerare...

 

Edited by Barbanera

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Sarà, ma questa  è  poesia  pura:wub:

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Finalmente sono riuscito a leggere, con colpevolissimo ritardo, Fuga da Anderville e, nonostante avessi già letto tutti gli entusiastici commenti fatti su questo forum, l’ho trovata una bella storia ma non un capolavoro. Fuga da Anderville ha tutte le potenzialità per essere un capolavoro ma sono rimaste, forse, un po' inespresse, il soggetto è ben congegnato e con diversi colpi di scena ma manca di quell’epicità che aveva, invece ,"Tra due bandiere". Il legame dei tre Walcott poteva essere più approfondito e sviluppato meglio e, probabilmente, avrebbe assunto toni più drammatici se John e Leslie fossero stati fratelli e di conseguenza figli di Howard. Un padre che arriva ad uccidere il proprio figlio (piuttosto che uno zio il nipote), anteponendo gli interessi legati alla propria carriera politica al sangue del suo sangue, avrebbe dato tutto un altro senso all’epilogo della storia. Una cosa che mi ha lasciato perplesso, poi, è che nonostante il legame di profonda amicizia creatosi tra loro, Tex non abbia dubbi sulla colpevolezza di John senza cercare, minimamente, prove della sua innocenza ma tenendosi dentro, per anni, tale convinzione. Per quanto riguarda Howard Walcott ho trovato banale la motivazione che lo ha portato a raccontare tutta la verità a Tex, in realtà ha dimostrato di non essersi pentito, soverchiato dal peso del rimorso per quello che aveva fatto, ma, semplicemente, sapendo di dover morire, si è solo tolto il peso di un segreto custodito per anni. Una cosa, inoltre, che non mi ha convinto è la reazione quasi isterica di Tex quando viene a sapere la verità dal Senatore Walcott, l’ho trovato un comportamento poco texiano. Sempre secondo il mio parere, inoltre, questa storia manca di una scena che la faccia ricordare per sempre, come ad esempio quella con Tex sulla tomba di Lilyth ne “Il giuramento” o quella della morte di Mefisto ricoperto dai topi ne “Il figlio di Mefisto”, solo per citarne due tra le più memorabili. Detto questo, ritengo Fuga da Anderville una buona storia, sicuramente una tra le migliori di Nizzi, ma capolavoro proprio no.

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Posted (edited)
19 minuti fa, Bob Rock dice:

ma manca di quell’epicità che aveva, invece ,"Tra due bandiere".

 

Mi spiace Bob, ma non posso essere più in disaccordo. Per me questa storia è epica, Tra due bandiere non le si avvicina nemmeno. 

 

19 minuti fa, Bob Rock dice:

avrebbe assunto toni più drammatici se John e Leslie fossero stati fratelli e di conseguenza figli di Howard. Un padre che arriva ad uccidere il proprio figlio (piuttosto che uno zio il nipote),

 

Non hai torto, ma probabilmente una soluzione del genere sarebbe stata difficile da far digerire. Ciò ha portato Nizzi a ripiegare sul rapporto zio-nipoti che, pur essendo altrettanto forte, rende le future azioni dello zio più credibili e meno indigeste.

 

19 minuti fa, Bob Rock dice:

Una cosa che mi ha lasciato perplesso, poi, è che nonostante il legame di profonda amicizia creatosi tra loro, Tex non abbia dubbi sulla colpevolezza di John senza cercare, minimamente, prove della sua innocenza ma tenendosi dentro, per anni, tale convinzione.

 

A te ha lasciato perplesso, per me è uno dei punti di forza della storia. Tex, grandissimo giudice di uomini, non vuole credere alla colpevolezza dell'amico John. Il suo intuito, il suo subconscio, gli dicono che non può essere così, e infatti alla fine John muore, sorridendogli, tra le sue braccia. Ma l'evidenza dei fatti è talmente soverchiante che instilla, fortissimo e ineludibile, in Tex il germe del dubbio, proprio a lui, solitamente così lucido in fatto di animo umano. Meraviglioso il dramma interiore di Tex.

 

19 minuti fa, Bob Rock dice:

la reazione quasi isterica di Tex quando viene a sapere la verità dal Senatore Walcott, l’ho trovato un comportamento poco texiano

 

Ancor meno d'accordo. Tex non è isterico, è furibondo. E contrariamente a quanto fa di solito, non può sfogarsi a prendere a pugni un uomo anziano, indifeso e malato. Altra scena magistrale per me.

 

19 minuti fa, Bob Rock dice:

Sempre secondo il mio parere, inoltre, questa storia manca di una scena che la faccia ricordare per sempre,

 

La morte di John. Struggente e amarissima. Lirica.

La foto dei due nipoti sulla scrivania del vecchio Walcott: senza parole.

La vignetta finale: Tex che ha bisogno di sentire il vento fresco in faccia, cavalcando tra morbidi campi di cotone, e che, palesando una volta tanto una certa "vulnerabilità", chiede al Vecchio Cammello compagnia, per scacciare il magone che ha dentro. Per me una delle scene più belle del fumetto mondiale ;) 

 

 

Edited by Leo

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Leo dice:

La vignetta finale: Tex che ha bisogno di sentire il vento fresco in faccia, cavalcando tra morbidi campi di cotone, e che, palesando una volta tanto una certa "vulnerabilità", chiede al Vecchio Cammello compagnia, per scacciare il magone che ha dentro. Per me una delle scene più belle del fumetto mondiale .

Concordo, poi si può valutare se è una storia da  9 o da 10. È come sempre una questione soggettiva.

Comunque una delle tre storie più belle di Nizzi.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Concordo, poi si può valutare se è una storia da  9 o da 10. È come sempre una questione soggettiva.

Comunque una delle tre storie più belle di Nizzi.

 

Da 7,5. E forse.

Per i miei gusti è molto sopravvalutata, soprattutto nella parte centrale relativa alla prigione di Anderville che è presa di peso se non copiata da Il Bello il Brutto il Cattivo.

  • Sad (0) 2

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, gilas2 dice:

Per i miei gusti è molto sopravvalutata, soprattutto nella parte centrale relativa alla prigione di Anderville che è presa di peso se non copiata da Il Bello il Brutto il Cattivo.

 

Si chiamano omaggi. L'ultima parte de Gli Invincibili è presa di peso dal mucchio selvaggio, ma ciò non ne sminuisce il valore, tutt'altro...

  • +1 1

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<span style="color:red;">10 ore fa</span>, Leo dice:

 

Si chiamano omaggi. L'ultima parte de Gli Invincibili è presa di peso dal mucchio selvaggio, ma ciò non ne sminuisce il valore, tutt'altro...

 

Un omaggio è una vignetta, una battuta, un riferimento più o meno facilmente riconoscibile, non un'intera sottotrama di decine di pagine.

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Anderville richiama e si rifà più che altro al campo prigione di Andersonville, realmente esistito, c'è un bell'articolo sul cartonato a colori "Fiamme di guerra" tratto da questa storia. Sicuramente richiama alla mente anche "Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone. Ma penso l'autore abbia voluto mettere l'accento più sulla condizione storica dei prigionieri, per questo anche nel nome il rimando al vero nome. 

  • +1 1

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Posted (edited)

Sono l' ultimo a poter parlare, considerato la mia opinione sul passato di Carson, ma non capisco cone si possa non considerare questa storia un capolavoro assolutissimo. È molto più epica di Tra due bandiere, che pure ho rivalutato come una gran bella storia.

Il riferimento a il buono il brutto il cattivo è talmente vago che secondo me l' autore neanche ci aveva pensato.

Edited by Grande Tex

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Tra due bandiere, ottima storia Bonelliana sullo stesso tema, resta di molto indietro rispetto a questo straordinario colpo Nizziano. E' un tra due bandiere due punto zero, molto più convincente, molto più epico, molto più perfetto.

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On 6/9/2007 at 10:05, ymalpas dice:

Una storia immensa che inizia con il più classico degli espedienti narrativi, il litigio burlesco sul treno, da commedia triviale, e si chiude con un finale tormentato, che si situa sul campo opposto del dramma vissuto.

 

Dal mio commento che scrissi più di dieci anni fa.

Questa storia l'ho vissuta in diretta quando uscì in edicola a metà anni ottanta, mi ricordo i pensieri di allora — ma quant'è bella — mentre la leggevo e la lettura si protrasse per tre mesi.

Solo più tardi ho maturato che si trattava di un capolavoro autentico.

 

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Secondo me, comunque, Nizzi ha fatto bene a fare in modo che Walcott fosse lo zio e non il padre di John e Leslie. La storia sarebbe diventata troppo una tragedia greca.

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Posted (edited)

La più bella storia di Nizzi per la serie regolare,insieme a "La Congiura".c è tutto:la Guerra tra gli Stati,la Guerra "privata e cavalleresca"tra due rampolli dell'aristocratica Virginia,l oro,il tradimento,la prigione di Anderville...il coraggio del povero Tom,uno dei personaggi meglio riusciti di Nizzi,la cui morte eroica commuove:il colpo di scena finale...un Tex monumentale....che altro volere di più da una storia?

 

Ah,ho di recente scoperto un film americano che racconta a puntino la vita terribile dei Nordisti nel campo di Andersonville... è recente:non ricordo il titolo,appena mi ricordo lo scrivo nella Chatbox.ragazzi,sembra che il regista si sia ispirato alla trama di Nizzi!!! è molto simile,e fa impressione vedere la durezza con cui i Confederati trattavano gli Yankees.

 

 

Edited by Barbanera

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