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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
Guest Colonnello_Jim_Brandon

[494/496] La Maschera Dell' Orrore

voto alla storia  

34 voti

  1. 1. voto alla storia

    • 10 - 6
      2
    • 9 - 5.5
      9
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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Josè Ortiz
Periodicità mensile: Dicembre 2001 / Gennaio e Febbraio 2002

 

Chi si cela dietro la sinistra maschera del "Teschio"? Si tratta soltanto di una leggenda fiorita attorno ai fuochi notturni? Orso Silente, capo dei Dakotas, è convinto del contrario e per questo invita Tex e Carson a far luce sull' identità del misterioso individuo. Ma la voce dei tamburi non smette di risuonare sotto le volte frondose dei boschi del Montana, e molti giovani della tribù hanno deciso di ascoltarne il richiamo, coltivando un impossibile sogno di riscatto destinato a mettere in pericolo la sopravvivenza dello stesso popolo di Orso Silente.

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

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Montana. Su una delle tante piste che si estendono tra le enormi e verdeggianti foreste della zona, Tex e Carson si stanno dirigento verso il villaggio di Orso silente, il vecchio e saggio capo di una tribù Dakotas. All'improvviso un piccolo gruppo di indiani attacca i due rangers. Tex e Carson però, svelti come al solito riescono a placare i bollenti spiriti degli indiani lasciandoli quasi tutti "a mordere la polvere". Esaminando i cadaveri degli indiani i due ranger scoprono che questi portano al collo un grosso medaglione di legno raffigurante un teschio, un simbolo che prima non avevano mai visto. Giunti al villaggio di Orso veloce gli raccontano quanto accaduto e gli mostrano il simbolo. Il vecchio capo dakota racconta ad Aquila della notte che negli ultimi tempi il suono dei tamburi sta attirando numerosi giovani del suo villaggio verso i boschi dove sembra sia arroccato un misterioso personaggio che si nasconde dietro una maschera rappresentante un teschio. Nel frattempo due superstiti sfuggiti alla micidiale granuola di colpi di Tex, giungono alla capanna di un certo Rufus, un manigoldo legato alla banda del teschio. Rufus appresa la notizia dell'arrivo dei due rangers, si lancia a bordo della sua canoa e si reca a casa di Charlie Ford, l'agenta indiano dei Dakotas, e lo informa che l'attentato ai due rangers è fallito. Ford, molto preoccupato, salta in sella al suo cavallo e si reca al villaggio di orso veloce per incontrarli. Intanto in un'inespugnabile isola-fortezza, il teschio sta contrattando l'acquisto di fucili con il braccio destro di Bennett un trafficante d'armi del luogo, un bieco individuo chiamato Gil Barron. Il teschio, empio di odio e rancore, racconta a Barron del suo intento di attaccare Fort Clark grazie ai suoi fucili. Charlie Ford intanto giunge al villaggio di orso veloce, si presenta ai due rangers, e scopre che hanno intenzione di andare a parlare col comandante di Fort Clark delle misteriose sparizioni che tutti sembrano sottovalutare. Quella sera Gil Barron giunge a Big Fork e col suo pachidermico capo, decide di inviare le armi al teschio sebbene aspettino ancora dei pagamenti arretrati. Il mattino dopo, mentre si stanno dirigendo a Fort Clark, Tex e Carson vengono attaccati da un nutrito gruppo di indiani e riescono a salvarsi solo grazie al provvidenziale intervento di una pattuglia di Fort Clark. Uno degli indiani, seppur ferito, riesce però a sopravvivere e i soldati decidono di portarlo al forte per curarlo. Al forte Tex e Carson incontrano il maggiore Parker, comandantedel forte, il quale li informa di non credere alle voci sulla scomparsa degli indiani; inoltre quando Tex chiede dove sia il suo vecchio amico, il capitano Lorraine, il maggiore gli rispondde evasivamente che questi non è più al forte. Il maggiore, Tex e Carson decidono di interrogare l'indiano ferito, ma aperta la cella di detenzione scoprono che questi è stato accoltellato. Congedatisi dal maggiore Parker i due pard incontrano il sergente Bufford, un vecchio avvinazzato ma simpatico marmittone vecchia conoscenza del nostro ranger. Bufford racconta a Tex dell'esistenza di Bennett e del suo traffico con gli indiani e gli consiglia di andare al saloon di Big Fork e parlare col suo amico barista.... Ormai Tex e Carson hanno fiutato la pista e due mastini come loro difficilmente molleranno l'osso! La caccia dei due rangers proseguirò ancora a lungo a suon di cazzotti, sparatorie e dinamite, fino a giungere ad un finale a sorpresa!!!

Una bella storia. Il buon Nizzi infatti ci regala un cattivo un po' più articolato del solito. Il teschio è infatti un uomo che serba un profondo rancore ed un immenso odio verso i soldati di Fort Clark, legati al suo triste e violento passato. Molto sfaccettati anche i personaggi che ruotano attorno ai cattivi collaterali, in particolare è molto bella la figura del figlio di Charlie Ford. Anche il personaggio del "Francese" è molto particolare, un vecchio orso solitario che stanco della compagnia dei suoi colleghi trapper si rifugia a vivere nelle foreste... un prezioso alleato per i nostri rangers!!! Tex e Carson sono al massimo della loro forma!! Bellissima la parte in cui Tex mina il battello e simula la morte di Barron, così come molto toccante è la loro scelta finale, quando decidono di vendicare il povero capitano Lorraine!!!
Bellissimi, come sempre, i disegni del grande Josè Ortiz, il quale riesce a dare il giusto tocco "noir" a tutta la storia....

Voto: 9

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Una delle prime prove davvero pessime di Nizzi. Uno degli ultimi guizzi d'abilità di Nizzi. Riuscire a mostrare queste due facce della medaglia nella stessa storia non è impresa da poco. Botte di culo sceneggiate abbastanza bene. Ortiz molto bravo, anche se qua e là c'è qualche correzzione redazionale. TESTI: 6+DISEGNI: 8

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Ho letto recentemente la storia. In effetti non mi pare affatto male: la trama è ricca di eventi, Tex e Carson si disimpegnano piuttosto bene sul piano dell'azione ( specie nel primo scontro con gli indiani e quando debbono affrontare i trafficanti d'armi ) e, se hanno un paio di colpi di buonasorte

allorch? i soldati di Forte Clark arrivano in buon punto per evitare che i Dakota ribelli riescano nel loro secondo tentativo di liquidarli; o quando Tex riesce a salvarsi dal "Grande Salto dei salmoni ( e anche a ritrovare in condizioni accettabili un cavallo cadutovi prima di lui ); meno eclatante, perchè già preparata fin dal primo albo, è l'apparizione de "Il francese", trapper misantropo ma di buon cuore che sarà fondamentale nel salvare i due pards dai lupi, guidandoli poi nel covo del loro avversario
, bisogna dire che la dea bendata, quando è il caso, non disdegna di dare una mano anche ai "cattivi"
come quando Rufus, l'uomo di fiducia dell'agente indiano Charlie Ford, avverte costui che i due rangers sanno della sua complicità col "Teschio" e coi trafficanti d'armi che lo riforniscono
; va anche detto che i numerosi personaggi secondari sono in genere efficacemente sbozzati con pochi tocchi, mentre il colpo di scena finale, pur non del tutto imprevedibile ( le ripetute menzioni dello scomparso capitano Loraine nascondevano chiaramente qualcosa.... ), è comunque efficace e abbastanza spiazzante. Paradossalmente, però, malgrado la sua fama di autore spiegazionista, Nizzi trascura IMHO di spiegare un punto abbastanza importante della trama:
come mai l'agente indiano Charlie Ford si è messo in combutta col "Teschio" e coi trafficanti d'armi? Non si direbbe lo faccia per motivi di lucro, visto che ( a differenza di tanti altri suoi colleghi ) evita di arricchirsi speculando sui rifornimenti ai Dakotas ( lo ammette anche il capo amico di Tex Orso Silente ); d'altra parte sembra non abbia messo al corrente di queste sue losche trame n° sua moglie ( anche se poi la usa per ricucire la pelle a uno dei due indiani superstiti del primo attacco ai due pards ) n° suo figlio. Si tratta allora di paura del misterioso capo dei Dakota ribelli? Di una sua precedente amicizia col capitano Loraine ( non sembra però che sappia che costui è il "Teschio")? Di una sua convinzione che i Dakotas facciano bene a ribellarsi all'uomo bianco?La cosa rende difficile al lettore inquadrare il personaggio, anche se Ford si rivela dotato di non spregevoli capacità organizzative e di una non trascurabile astuzia.
. Malgrado le foreste del Grande Nord non siano poi il suo ambiente d'elezione, la prova di Josè Ortiz mi sembra assai buona. In sintesi, IMHO:soggetto 7,5sceneggiatura 7 +disegni 8 +

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Devo dire la verità, per me la scoperta di chi si celava dietro la maschera è stata una sorpresa, non avevo pensato che potesse essere lui e quindi il finale è stato abbastanza intenso. Per il resto sono concorde con l'appunto fatto da Pedro sul perchè l'agente indiano si sia fatto coinvolgere non spiegato ma è l'unico appunto che posso fare a questa storia con dei disegni gradevoli ed una trama ben ispirata con colpi di scena e fortune ben ripartiti fra buoni e cattivi.

Assegno un 9 alla storia e sarei curioso di capire il commento di Mister P:

 

Una delle prime prove davvero pessime di Nizzi.

Uno degli ultimi guizzi d'abilità di Nizzi.
Riuscire a mostrare queste due facce della medaglia nella stessa storia non è impresa da poco

 

magari, secondo il mio modesto parere, sarebbe il caso di inserire delle motivazioni quando si fannno delle stroncature così.

Prima di terminare cito il personaggio del francese che sarebbe bello fosse ripreso in una storia futura.

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riletta; bella storia , finale a sorpresa , avventura , natura selvaggia e Tex con Carson come li vorrei sempre vedere!!Nizzi è da 8Ortiz era ancora nella forma migliore , davvero belli i suoi disegni che mi ricordano a tratti Ticci , a volte Marraffa (ken parker-mister no)Ortiz è da 8 :indianovestito:

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Non sono d'accordo con chi critica apertamente questa storia che a me è piaciuta e parecchio. Innanzitutto l'ambientazione tra le grandi foreste del nord e con la neve è una delle mie preferite e poi trovo che i disegni di Ortiz aiutino a dare alla storia quel tocco di mistero e di atmosfere cupe. Mi piace molto la figura del "Teschio" personaggio misterioso e ricco di fascino. Peccato che sia morto perchè mi sarebbe piaciuto vederlo in avventure seguenti per farlo diventare un cattivo doc. La cosa che non mi è piaciuta è stato il momento dell'irruzione nel covo del teschio svolta con troppa velocit? e fretta e forse un p? troppa fortuna in favore dei pards. Bello il colpo di scena finale. Ottima storia. Voto 9,5 alla tramaVoto 8,5 ai disegni

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Una storia con: poca azione, dialoghi troppo lunghi, si conoscono già tutti i cattivi dall'inizio, l'unico punto a favore è l'identit? segreta del teschio che (ringraziando il cielo) viene rivelata soltanto alla fine l'asciando almeno un colpo di scena al lettore.votI:storia: 4disegni:6totale: 4 (perchè per me conta più la storia dei disegni).

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Dovrei rileggerla ma ho un ricordo positivo, Imo l'ultima bella storia di nizzi, l'ultima che mi è davvero piaciuta. Le avventure ambientate nel nord hanno sempre un certo fascino e qui c'è anche il mistero del teschio, la cui identit? è sorprendente. Il motore di tutta la vicenda è una tresca amorosa :snif: che io in genere non apprezzo molto -_nono ma in questo caso, dato che la storia cmq mi è piaciuta, non mi fa storcere il naso.

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In questa storia vi è una girandola di personaggi da far girare la testa, e ognuno di essi è essenziale nel dare una spinta alla vicenda. Ricorrere a così tanti personaggi, ed averne bisogno per far svolgere la trama, potrebbe essere indice di debolezza (e spesso lo ?), con personaggi inseriti forzatamente proprio perchè altrimenti non si sa come andare avanti: il sergente Buford, incontrato casualmente, rimanda al barista Mike; quest'ultimo, sempre per caso, ha ascoltato non visto le parole di Gil Baron; questi, a sua volta, prima di morire fa giusto in tempo a coinvolgere l'agente indiano; l'agente porta i nostri dal Teschio ma al contempo li fa cadere in trappola, poi c'è il soccorso insperato del francese che, mezzo matto, o matto per intero, accetta gratuitamente di prender parte alla missione suicida di Tex e Carson sull'isolotto del teschio... insomma, la carne al fuoco è davvero troppa e si rischia di non riuscire a cuocere tutto per bene. E invece non c'è debolezza, ma una storia ben salda che fila dritta con vigore. E la carne, tanta, è pronta per una abbondante scorpacciata, e ben cotta. Il tocco di Nizzi nella sceneggiatura è infatti davvero ispirato, la storia va avanti che è una bellezza divertendo come poche altre volte; i tanti personaggi sono come tanti attori guidati da un sapiente regista che sa ben calibrare gli ingressi in scena e i successivi congedi, e gli svariati paesaggi naturali (con un Ortiz semplicemente da paura) superbi teatri di sequenze emozionanti e memorabili. L'unica situazione IMHO esagerata è l'eccessiva facilit? con cui i nostri rapiscono il Teschio... l'identit? di quest'ultimo non era un mistero (troppi riferimenti durante la storia) ma le motivazioni sè, non erano affatto immaginabili. Storia sceneggiata magistralmente e disegnata in maniera spettacolare, è a mio parere uno dei gioielli della saga.

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mi è piaciuta, belli gli scenari e due ottime caratterizzazioni come il sergente buford ed "il francese" se vogliamo spulciare mi hanno convinto poco le motivazioni del cattivo (che tex ha conosciuto e veniva da lui considerato una brava persona), non vedo perchè doveva prendersela col forte radunando un esercito di indiani se la sua sventura era dovuta ad un uomo solo. Voto complessivo 7

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Man mano che leggevo la storia il gradimento aumentava sempre più, nonostante avessi capito

abbastanza presto che dietro la maschera si celava il capitano Loraine
l'escalation si è però fermata sul finale al momento del rapimento del Teschio: troppo facile portarlo via e nessun tentativo da parte dei Dakotas di impedirlo nonostante non dovessero colpirlo, sembrava quasi che si fossero dileguati nonostante colui che credevano quasi una divinit? era in pericolo. Poco credibile poi
il modo in cui era sfigurato, in pratica il capitano Loraine non aveva più pelle sul volto e compariva il teschio, troppo eccessivo, avrei preferito un viso orrendamente sfigurato dalle fiamme ma comunque dai lineamenti umani e non un vero e proprio teschio
Nel complesso la storia è comunque molto buona.

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Se ci fossero stati meno personaggi di contorno, alcuni dei quali sono sinceramente inutili, se Nizzi fosse riuscito a tenere vivo un pochino meglio il mistero attorno all'identit? del Teschio ( si capisce abbastanza presto chi potrebbe essere...), se infine i disegni fossero stati non di Ortiz ( che non amo particolarmente ), ma di Ticci, Fusco, Civitalli, Marcello o Villa, la storia, pur non essendo un capolavoro, sarebbe stata da 9. Cosi invece è da 7. Soggetto: 7,5Sceneggiatura:6,5Disegni:6Voto globale alla storia:7

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E' una storia molto bella a mio parere. Riletta ieri. Bella l'ambientazione nelle foreste del nord... eppoi la neve.... il finale abbastanza sorprendente ( il capitano "sparito" era citato parecchie volte e si poteva immaginare ci fosse sotto qualcosa). Forse con Ticci o Fusco come disegnarori l'avrei apprezzata ancor di più.... ma avercene di storie cosi.........

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Non l'avevo mai commentata finora e in occasione della sua recente rilettura, ne approfitto. In primo luogo vorrei parlare dei disegni di Ortiz, particolarmente a suo agio con l'ambientazione nordica: questa è probabilmente, dopo il texone, la sua prova migliore su Tex. La storia di Nizzi è ottimamente sceneggiata ma il soggetto resta deboluccio: la sensazione preponderante è difatti quella di un déjà lu. C'è comunque tanto mestiere nel susseguirsi dei colpi di scena e anche quando Nizzi sembra tirare per la manica il lettore, per esempio con i diversi colpi di fortuna che salvano i pards o li indirizzano sulla giusta strada, non si avverte mai quel senso fastidioso che situazioni simili richiamavano inesorabilmente nelle sue ultime storie. Una mancanza della storia può essere "il giallo" mancato, giacché l'identità del Teschio, cioè Loraine, è spiattellata dallo stesso Nizzi già nelle tavole del primo albo, segno che non era questo il punto d'interesse per l'autore, ma se fosse riuscito a costruire intorno a questa vicenda, aggiungiamo noi, una trama "poliziesca" ( come felicemente gli riusciva nel centinaio precedente ), la storia ci avrebbe indubbiamente guadagnato. Se l'identità del Teschio dunque è facilmente intuibile, veramente toccante è tuttavia il dramma che quella maschera nasconde, e che avvicina questa storia al Texone di Parlov scritto qualche anno prima. La storia, come dicevo all'inizio, si avvale poi anche del fattore ambientale, con il lago e le canoe, le grandi foreste, la neve e i lupi, gli spettacolari scenari delle montagne del Montana, che un ruolo di primo piano ricoprono in tutte le fasi della storia. Non c'è che dire, queste avventure nordiche sono tra le mie preferite ed è un peccato che negli ultimi anni se ne siano lette sempre di meno, speriamo di recuperare già quest'estate con la storia di Font.

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Due domande/constatazioni dopo aver riletto la storia a distanza di tempo: 1) Fa un fresco cane, sta per nevicare e Tex caduto in acqua dopo un po' è bello asciutto e tranquillo? 2) Il povero cavallo che lo riporta verso Carson e che poi viene abbandonato nella foresta che fine avrà fatto, meschino?

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Una gran bella storia, ben disegnata da Ortiz che con il suo tratto sporco sa rendere al meglio le atmosfere del foreste del Nord. Mi ricordo che da piccolo, quando lessi questa storia, non ci capii  nulla con tutti i personaggi  che c' erano. Rileggendola  anni dopo, l' ho apprezzata molto di più  naturalmente, grazie ai suoi dialoghi freschi ( in questo senso una delle ultime grandi storie di Nizzi) e  alla sua successione di avvenimenti avventurosi, uno più  bello dell' altro. Ma la parte veramente da oscar è  stato il finale: prima di tutto io , sarò  stupido, ma sono  rimasto scioccato nello scoprire la vera identità  del teschio e le sue motivazioni  ( quasi commoventi). Le scene successive all' interno del forte, col comandante che sente avvicinarsi il suo destino e beve  un bicchiere di whisky sono SUPERBE. Toccanti come poche, almeno per me. Quindi voto 9, se si potesse dare un voto al finale voterei 11 ( e non basterebbe.)

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Grande Tex dice:

Una gran bella storia, ben disegnata da Ortiz che con il suo tratto sporco sa rendere al meglio le atmosfere del foreste del Nord. Mi ricordo che da piccolo, quando lessi questa storia, non ci capii  nulla con tutti i personaggi  che c' erano. Rileggendola  anni dopo, l' ho apprezzata molto di più  naturalmente, grazie ai suoi dialoghi freschi ( in questo senso una delle ultime grandi storie di Nizzi) e  alla sua successione di avvenimenti avventurosi, uno più  bello dell' altro. Ma la parte veramente da oscar è  stato il finale: prima di tutto io , sarò  stupido, ma sono  rimasto scioccato nello scoprire la vera identità  del teschio e le sue motivazioni  ( quasi commoventi). Le scene successive all' interno del forte, col comandante che sente avvicinarsi il suo destino e beve  un bicchiere di whisky sono SUPERBE. Toccanti come poche, almeno per me. Quindi voto 9, se si potesse dare un voto al finale voterei 11 ( e non basterebbe.)

 

E chi impedisce di dargli un voto più alto, che so, trentatre?

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