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TWF - Tex Willer Forum

Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex


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Beh, c'è gente strana che fa ragionamenti strani. Ma pensare davvero che si tratta di robot lo troverei rassicurante.

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Ma quant'è vecchia questa discussione! Ho iniziato col leggere le prime pagine di questo topic dove non si parlava di IA e la presenza femminile forumisticamente era assicurata da una signora come Cheyenne, c'è persino uno stralcio d'intervista del '98 in cui Sergio Bonelli ammetteva candidamente che il padre avevo finito con Tex quindici anni prima, cioè nel 1983. Eppoi tante risposte di borden che sembrava anche divertirsi a rispondere, la serie Tex Willer era ancora tutta da venire, c'erano ancora i paletti dell'editore, che allora ti bocciava la storia solo per il titolo che rievocava Satania, non parliamo dei ritorni di Lupe e Tesah, oppure della hollywoodiana nuova serie di Mefisto, di Manuela Montoya e Barbanera che al curatore gli stava antipatico, del viaggio nel Borneo che a Nizzi era stato bocciato appena un lustro prima e che leggeremo nella versione boselliana tra qualche giorno, c'è stata in questi dieci e passa anni che ci separano da quei giorni anche la risistemazione del passato del personaggio, insomma tanto si è fatto, ma lui, Tex è rimasto fedele a se stesso, ha perso qualche piuma forse (come lettori), ma è ancora stabilmente in edicola e quello che è più importante ci siamo noi, che non manchiamo mai all'appuntamento con l'inedito mensile e che continuiamo pure a lasciare dei messaggi in questo forum. Proprio la nuova serie Tex Willer sembra porsi oltre i paletti del passato e della modernità, per Mauro Boselli che l'ha fortemente voluta, come impostazione, realistica e storica, rifiutando la lezione bonelliana di quelle storie che Borden definiva ''fuori dagli schemi'', che facevano rifiatare e tenevano legati alle strisce quei lettori degli anni cinquanta e sessanta a cui questa serie temporalmente si richiama. Non so quanto durerà questo ostracismo nei confronti del fantastico che mi sembra penalizzare troppo la nuova serie, una delle chiavi vincenti per delle storie che nella mia opinione, come oggi si presentano, potrebbero finire con lo stancare i lettori. 

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2 ore fa, ymalpas dice:

per Mauro Boselli che l'ha fortemente voluta, come impostazione, realistica e storica, rifiutando la lezione bonelliana di quelle storie che Borden definiva ''fuori dagli schemi'', che facevano rifiatare e tenevano legati alle strisce quei lettori degli anni cinquanta e sessanta a cui questa serie temporalmente si richiama. Non so quanto durerà questo ostracismo nei confronti del fantastico che mi sembra penalizzare troppo la nuova serie, una delle chiavi vincenti per delle storie che nella mia opinione, come oggi si presentano, potrebbero finire con lo stancare i lettori. 

 

Se proprio volessimo fare i fiscali, la prima storia che veramente sconfina nel fantastico vero e proprio arriva molto tardi nella saga di Tex. potremmo forse considerare tale "La montagna misteriosa" ma sarebbe contestabile anche se di certo esce dai canoni western.

Edited by Carlo Monni
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L'orango della bellezza in maschera Satania, omicida, era già un buon esempio di storie con elementi fuori dal comune. È vero che il fantastico farà la sua apparizione in una fase successiva ma mi sembra di aver parlato di storie degli anni 50 e 60.

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27 minutes ago, Carlo Monni said:

Se proprio volessimo fare i fiscali, la prima storia che veramente sconfina nel fantastico vero e proprio arriva molto tardi nella saga di Tex. potremmo forse considerare tale "La montagna misteriosa" ma sarebbe contestabile anche se di certo esce dai canoni western.

 

5 minutes ago, ymalpas said:

L'orango della bellezza in maschera Satania, omicida, era già un buon esempio di storie con elementi fuori dal comune. È vero che il fantastico farà la sua apparizione in una fase successiva ma mi sembra di aver parlato di storie degli anni 50 e 60.

 

L'elemento "weird" all'epoca dei "pulp" si `e diviso più recentemente in mille "sottogeneri" ciascuno con la sua etichetta precisina, e quindi oggi si parla di "sovrannaturale" intendendo che devono essere presenti almeno un pizzico di x e assolutamente nulla di y (tipico esempio, all'epoca usare magia o scienza era sono una questione di dare uno straccio di spiegazione qualunque a quello che davvero interessava: il mostro, l'evento, la cosa "weird": oggi se ci metti un alieno ti dicono che non sei fantasy e se ci metti un mago non sei fantascienza: ma se ti rileggi le vecchie storie di Conan, incontra SIA maghi SIA alieni (e pure nella stessa storia!)

 

Non solo il gorilla di Satania ma anche il tesoro della prima storia sono elementi tipici di quell'abbondante immaginario pieno di meraviglie. Satania ha un gorillone? Perchè no? Non c'era l'idea che una serie "non di fantascienza" dovesse per forza essere "realistica"

 

È vero che GL Bonelli ha "osato" sempre di più con la magia e il sovrannaturale (la fantascienza era meno nelle sue corde, quando non poteva coniugarla in horror come con le piante aliene vampire...), a partire dalla semplice ipnosi fino alle vette de "Il figlio di Mefisto", ma più che uno "stacco" da una "serie realistica" a "una serie con la magia", la vedo più come una escalation, sempre nello stesso mondo e con le stesse "regole", sul livello di potenza degli avversari e di difficoltà per Tex.

 

 

 

 

Sulle AI: ho letto un articolo secondo cui già fra dieci anni avremo AI più intelligenti degli esseri umani,,, dovremo fargli leggere Tex e invitarle nel forum, altro che cercare di scoprirle...  :lol:

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Premesso che in realtà non credo molto nella rigida divisione in generi e sottogeneri, va ricordato che le attuali storie di Tex Willer si collocano, ancora per poco, tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa"  ed io presumo che Boselli non voglia mettere Tex a diretto confronto con elementi cosiddetti weird prima che ciò accada nelle storie di G.L. Bonelli.

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12 minutes ago, Carlo Monni said:

Premesso che in realtà non credo molto nella rigida divisione in generi e sottogeneri, va ricordato che le attuali storie di Tex Willer si collocano, ancora per poco, tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa"  ed io presumo che Boselli non voglia mettere Tex a diretto confronto con elementi cosiddetti weird prima che ciò accada nelle storie di G.L. Bonelli.

Non l'ha già fatto anticipando l'arrivo di Mefisto?

 

Un Mefisto già più potente di come appaia ne "la gola della morte", quasi al livello de "il Drago Rosso": assieme alla ret-con dell'incontro con Padma che chiarisce che Padma non ha salvato nessuno e in realtà Mefisto era già più potente di lui, Boselli ha già inserito nella serie tutti gli elementi sovrannaturali che su Tex si sarebbero visto 20 anni dopo (il Mefisto Boselliano non ha ancora accesso agli inferi e ai demoni, ma sa già che esistono e li sta cercando anche senza Padma, in realtà già questo pone quei demoni anche su Tex Willer: sappiamo che ci sono e che un giorno Mefisto li contatterà. Ma già adesso ha già tutti i poteri "personali" che nella vecchia continuity avrebbe avuto molto tempo dopo).

 

Più significativo ancora il MOTIVO per cui Boselli l'ha fatto: ha detto che i lettori (attuali, abituati al Mefisto ultrapotente) non avrebbero capito un Mefisto privo di poteri.  A parte che questo (assieme ai terrificanti dialoghi "esplicativi" delle storie recenti in cui Tex spiega a sè stesso come mai Dinamite non striscia pancia a terra vicino a lui) ci fanno capire quale immagine desolante abbia Boselli ormai dei lettori di Tex, questa è anche una DICHIARAZIONE D'INTENTI: per quanto "ringiovanito", il mondo di Tex Willer non deve somigliare a quello del GLBonelli delle prime storie, ma deve somigliare a quello attuale.

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<span style="color:red">6 minuti fa</span>, Diablero dice:
28 minuti fa, Carlo Monni dice:

Premesso che in realtà non credo molto nella rigida divisione in generi e sottogeneri, va ricordato che le attuali storie di Tex Willer si collocano, ancora per poco, tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa"  ed io presumo che Boselli non voglia mettere Tex a diretto confronto con elementi cosiddetti weird prima che ciò accada nelle storie di G.L. Bonelli.

Non l'ha già fatto anticipando l'arrivo di Mefisto?

 

No, perché in quelle storie Tex non è a diretto contatto con Mefisto e con l'uso dei suoi poteri che Mefisto usa esclusivamente quando lui non c'è.. Perché credi che abbia usato proprio quell'espressione?

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10 minutes ago, Carlo Monni said:

No, perché in quelle storie Tex non è a diretto contatto con Mefisto

Il lettore sì.

 

Ed è lui "quello che conta" nella percezione DEL LETTORE del mondo.

 

Tex non lo sa che Mefisto ha i poteri semplicemente...  perchè non legge Tex!  :lol:

 

Edited by Diablero
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

Sulle AI: ho letto un articolo secondo cui già fra dieci anni avremo AI più intelligenti degli esseri umani,,, dovremo fargli leggere Tex e invitarle nel forum, altro che cercare di scoprirle...  :lol:

Toh, assomiglia a mio zio Oscar!

Questa è una frase che nessuna AI potrà mai dire.

E non certo perché le AI non hanno uno zio ma, perché una AI noti una rassomiglianza, glielo devi chiedere: non noti la somiglianza con qualcuno?

Le AI non sono né spontanee né curiose e, soprattutto, non hanno coscienza di sé.

A me ogni tanto viene in testa un motivetto che mi sembra inedito e buono.

Cerco di buttarlo giù e poi mi accorgo che è una ciofeca.

Una AI è capace di comporre la decima sinfonia di Beethoven, ma solo se gliela chiedi.

Quando una AI, di sua iniziativa, creerà qualcosa, si potrà parlare veramente di intelligenza.

Adesso si tratta solo zero e uno in sequenza, elaborati a spaventose velocità misurabili in miliardi di cicli al secondo.

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Sulle AI, mi viene sempre in mente una cosa tratta dal secondo film degli Avengers...  Come nasce Ultron? Prendi una superintelligenza artificiale, appena nata..., e gli fai leggere internet per 10 minuti. Dopo 15 ha già deciso che il suo scopo nella vita è sterminare l'umanità...  :lol:

 

Altro che le tre leggi di Asimov, ne aggiungerei una, la Legge di Ultron: "non leggere mai i commenti sui post" :P

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Vi siete dimenticati del primo Speciale Tex Willer: "Fantasmi di Natale", già quella una storia "fuori dal comune" o "weird" che dir si voglia (tra l'altro in bicromia, bella idea).

 

La mia impressione è che Boselli potrebbe usare proprio gli Speciali per eventuali episodi sovrannaturali (e già probabilmente ci sarà un altro speciale di Mefisto, il seguito della breve dell'Almanacco). Ma comunque immagino che - tranne Mefisto - sarà sempre un fantastico "soft" (fantasmi, stregoni, ipnosi, ecc.), visto l'impronta marcatamente storico-realistica della serie Tex Willer, che difficilmente - tra Mano Rossa, Montales, Guerra Civile, ecc. - troverà invece lo spazio per storie weird.

 

P.S: come Extra Tex Willer io vedrei bene la ristampa di "Missouri" per la prossima estate. 

 

Per quanto riguarda invece questo topic arrivato a p. 35 parlando un po' di tutto e niente, dimenticando il tema iniziale "Integralismo e avanguardismo dei lettori di Tex",  consiglio a chi ne avesse voglia di rileggersi le prime pagine, interessanti, che ho scoperto io stesso da poco: lì si discuteva anni fa di cos'è la texianità vera, del rapporto tra tradizione e innovazione in Tex, del Tex GLB contro quello di Nizzi e Boselli, insomma le stesse cose che tornano fuori ogni tanto anche oggi, ma forse con un atteggiamento meno rigido e schematico di adesso.

Il punto di partenza era comunque che ci sono diversi Tex anche nella tradizione GLBonelliana (il primissimo Tex fuorilegge e scavezzacollo, diverso dal Tex diventato padre di "Il figlio di Tex", diverso dal Tex del centinaio d'oro, ancora diverso dal Tex ultimo periodo di GLB), c'è insomma un'evoluzione narrativa in GLB (pur ovviamente con dei punti fissi), visto che una serie deve mantenersi continuamente viva e vitale. Ed è quindi giusto che i suoi successori continuino ad evolversi (nel rispetto della tradizione, che però non sempre c'è, secondo alcuni, - anche se a volte bisognerebbe chiedersi a quale tradizione si fa riferimento, e se la tradizione la si ricorda bene. Un esempio: chi dice che in GLB non c'erano personaggi "grigi" e che quindi Boselli esagera, ha poca memoria, si potrebbe fare un lungo elenco di personaggi "grigi" delle origini).

 

La serie Tex Willer, comunque, è secondo me finora un eccellente esempio di come Tex può continuare a evolversi narrativamente, pur nel solco e nel rispetto (e nell'innovazione) del personaggio originario.

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La definizione scientificamente corretta di AI è Augmented Intelligence, a significare che si aggiunge (e non si sostituisce) a quella umana, la espande, la complementa, sempre e solo dietro il comando di quella umana. La macchina non ha nè libero arbitrio nè libera iniziativa. Altrimenti sarebbe essere umano, non macchina.

Artificial Intelligence è una locuzione che propriamente intende distinguere l'intelligenza della macchina da quella umana, ma questa distinzione esiste già da almeno 70 anni.

 

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, Diablero dice:

Non l'ha già fatto anticipando l'arrivo di Mefisto?

 

Un Mefisto già più potente di come appaia ne "la gola della morte", quasi al livello de "il Drago Rosso": assieme alla ret-con dell'incontro con Padma che chiarisce che Padma non ha salvato nessuno e in realtà Mefisto era già più potente di lui, Boselli ha già inserito nella serie tutti gli elementi sovrannaturali che su Tex si sarebbero visto 20 anni dopo (il Mefisto Boselliano non ha ancora accesso agli inferi e ai demoni, ma sa già che esistono e li sta cercando anche senza Padma, in realtà già questo pone quei demoni anche su Tex Willer: sappiamo che ci sono e che un giorno Mefisto li contatterà. Ma già adesso ha già tutti i poteri "personali" che nella vecchia continuity avrebbe avuto molto tempo dopo).

 

Più significativo ancora il MOTIVO per cui Boselli l'ha fatto: ha detto che i lettori (attuali, abituati al Mefisto ultrapotente) non avrebbero capito un Mefisto privo di poteri.  A parte che questo (assieme ai terrificanti dialoghi "esplicativi" delle storie recenti in cui Tex spiega a sè stesso come mai Dinamite non striscia pancia a terra vicino a lui) ci fanno capire quale immagine desolante abbia Boselli ormai dei lettori di Tex, questa è anche una DICHIARAZIONE D'INTENTI: per quanto "ringiovanito", il mondo di Tex Willer non deve somigliare a quello del GLBonelli delle prime storie, ma deve somigliare a quello attuale.

 

 

Ragionamento capzioso, incomprensibile e soprattutto FALSO.  :lol:

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Poe dice:

Vi siete dimenticati del primo Speciale Tex Willer: "Fantasmi di Natale", già quella una storia "fuori dal comune" o "weird" che dir si voglia (tra l'altro in bicromia, bella idea).

 

La mia impressione è che Boselli potrebbe usare proprio gli Speciali per eventuali episodi sovrannaturali (e già probabilmente ci sarà un altro speciale di Mefisto, il seguito della breve dell'Almanacco). Ma comunque immagino che - tranne Mefisto - sarà sempre un fantastico "soft" (fantasmi, stregoni, ipnosi, ecc.), visto l'impronta marcatamente storico-realistica della serie Tex Willer, che difficilmente - tra Mano Rossa, Montales, Guerra Civile, ecc. - troverà invece lo spazio per storie weird.

 

P.S: come Extra Tex Willer io vedrei bene la ristampa di "Missouri" per la prossima estate. 

 

Per quanto riguarda invece questo topic arrivato a p. 35 parlando un po' di tutto e niente, dimenticando il tema iniziale "Integralismo e avanguardismo dei lettori di Tex",  consiglio a chi ne avesse voglia di rileggersi le prime pagine, interessanti, che ho scoperto io stesso da poco: lì si discuteva anni fa di cos'è la texianità vera, del rapporto tra tradizione e innovazione in Tex, del Tex GLB contro quello di Nizzi e Boselli, insomma le stesse cose che tornano fuori ogni tanto anche oggi, ma forse con un atteggiamento meno rigido e schematico di adesso.

Il punto di partenza era comunque che ci sono diversi Tex anche nella tradizione GLBonelliana (il primissimo Tex fuorilegge e scavezzacollo, diverso dal Tex diventato padre di "Il figlio di Tex", diverso dal Tex del centinaio d'oro, ancora diverso dal Tex ultimo periodo di GLB), c'è insomma un'evoluzione narrativa in GLB (pur ovviamente con dei punti fissi), visto che una serie deve mantenersi continuamente viva e vitale. Ed è quindi giusto che i suoi successori continuino ad evolversi (nel rispetto della tradizione, che però non sempre c'è, secondo alcuni, - anche se a volte bisognerebbe chiedersi a quale tradizione si fa riferimento, e se la tradizione la si ricorda bene. Un esempio: chi dice che in GLB non c'erano personaggi "grigi" e che quindi Boselli esagera, ha poca memoria, si potrebbe fare un lungo elenco di personaggi "grigi" delle origini).

 

La serie Tex Willer, comunque, è secondo me finora un eccellente esempio di come Tex può continuare a evolversi narrativamente, pur nel solco e nel rispetto (e nell'innovazione) del personaggio originario.

 

 

Bravo, Poe. Condivido tutto.

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Resta il fatto che la nuova serie, che è peraltro bellissima, sotto l'aspetto dell'innovazione sembra puntare a un western puro e non spurio di elementi che caratterizzarono invece la narrazione bonelliana degli anni cinquanta e sessanta, che se è pur vero che si rivolgeva a un pubblico più giovanile e meno smaliziato di oggi, rappresentò  una delle chiavi del successo di Tex che si concretizzò proprio in quegli anni (nel 1968 compie vent'anni e si incomincia a parlarne per la prima volta nelle riviste). In questa nuova serie tutta proiettata al passato Boselli ha innovato parecchio, ha circondato Tex di presenze femminili, l'ha fatto viaggiare in Montana e in Florida, ha seminato le basi che spiegano il divenire di storie della serie regolare, ha creato cioè dei ponti, e questa è un'operazione bellissima che ha fatto lui e che Nizzi nelle sue storie, pur cannibalizzando il repertorio bonelliano, non si è mai sognato di fare. Però è triste pensare che il Tex della nuova serie non scoprirà mai più caverne misteriose, scienziati pazzi, maghi e santoni, vecchie megere e giovani streghe votate al male, popoli misteriosi, gente che viene da lontano e che è segnata dalla sorte, e questo da un cultore e maestro del genere come Mauro Boselli ha dimostrato di essere, rappresenta un'occasione mancata, perché innovare sul fantastico partendo dal solco bonelliano che non si precludeva niente (extraterrestri, dinosauri, roccaforti medievali, pipistrelli loquaci, zombi) potrebbe rappresentare davvero un'ulteriore passo in avanti in una serie che potrebbe finire invece per prendersi troppo sul serio. 

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53 minuti fa, ymalpas dice:

pipistrelli loquaci

 

Quando è successo ho smesso di leggere la serie regolare di Tex per 37 anni,

non credo che potrei letteralmente sopravvivere (per motivi anagrafici) ad un altro pipistrello parlante... :lol2:

 

Per il resto, riguardo al genere "fantastico" non ho preclusioni a priori, ne sono derivate storie memorabili e altre meno riuscite, alla fine a mio parere la valutazione va sempre data alla singola storia, senza paletti pregiudiziali.

Edited by Augustus McCrae
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<span style="color:red">5 ore fa</span>, ymalpas dice:

Resta il fatto che la nuova serie, che è peraltro bellissima, sotto l'aspetto dell'innovazione sembra puntare a un western puro e non spurio di elementi che caratterizzarono invece la narrazione bonelliana degli anni cinquanta e sessanta, che se è pur vero che si rivolgeva a un pubblico più giovanile e meno smaliziato di oggi, rappresentò  una delle chiavi del successo di Tex che si concretizzò proprio in quegli anni (nel 1968 compie vent'anni e si incomincia a parlarne per la prima volta nelle riviste). In questa nuova serie tutta proiettata al passato Boselli ha innovato parecchio, ha circondato Tex di presenze femminili, l'ha fatto viaggiare in Montana e in Florida, ha seminato le basi che spiegano il divenire di storie della serie regolare, ha creato cioè dei ponti, e questa è un'operazione bellissima che ha fatto lui e che Nizzi nelle sue storie, pur cannibalizzando il repertorio bonelliano, non si è mai sognato di fare. Però è triste pensare che il Tex della nuova serie non scoprirà mai più caverne misteriose, scienziati pazzi, maghi e santoni, vecchie megere e giovani streghe votate al male, popoli misteriosi, gente che viene da lontano e che è segnata dalla sorte, e questo da un cultore e maestro del genere come Mauro Boselli ha dimostrato di essere, rappresenta un'occasione mancata, perché innovare sul fantastico partendo dal solco bonelliano che non si precludeva niente (extraterrestri, dinosauri, roccaforti medievali, pipistrelli loquaci, zombi) potrebbe rappresentare davvero un'ulteriore passo in avanti in una serie che potrebbe finire invece per prendersi troppo sul serio. 

 

 

Non hai letto quello che è stato detto sopra da altri. Il fantastico c'è già stato eccome, in due Special e nella storia di Mefisto.

 

Ma non c'era fantastico, nei primissimi numeri di Tex. Quindi come puoi concepire che ci sia in Tex Willer?

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Il 6/10/2023 at 16:54, borden dice:

Ma non c'era fantastico, nei primissimi numeri di Tex. Quindi come puoi concepire che ci sia in Tex Willer?

 

Se dovessimo considerare l'arco temporale in cui si situano le avventure del "giovane" Tex, ovvero presumibilmente gli albi dal n. 1 al n. 9 (dopo il dieci c'è un importante stacco temporale, dal 1868 al 1872/73, cioè dalla nascita di Kit al Kit bambino delle prime pagine del numero 10 "Il Tranello", non so se ti spingerai fino a lì), il fantastico non avrebbe proprio nessuna possibilità di venir fuori in questa nuova serie. E allora cosa facciamo? Ne deduco che il Mauro Boselli bambino/adolescente che leggeva in diretta le strisce degli anni cinquanta e sessanta era infastidito dalla presenza del fantastico tra le sue avventure western preferite, anche se magari nei giochi tra amici, quando non ti toccava Tex, volevi impersonare lo scimmione che taglia le teste :P

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4 minutes ago, PapeSatan said:

Accetterà pagamenti in criptovalute o in NFT?

INTELLIGENZA arificiale...   vuoi che accetti NFT? :lol:

 

Davvero, comunque, a pensare quanti ci sono cascati nella bolla degli NFT, abbiamo davvero bisogno di intelligenza artificiale. Quella naturale scarseggia...

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Il 7/10/2023 at 17:28, Geralt di Rivia dice:

Cosi magari dimostra che mi sbaglio e mi spiega come si sono svolte veramente.

Secondo me di solito funziona al contrario, è chi sostiene un'opinione che la argomenta approfonditamente e POI CASOMAI gli altri argomentano contro.

<span style="color:red">21 ore fa</span>, Geralt di Rivia dice:

Guarda che al momento mi avete convinto voi siete le vere AI, visto che la nominate di continuo, e quindi vi siete traditi da soli con le vostre mani, altrimenti non ne parlevate.

 

Ancora? :old: 

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<span style="color:red">8 ore fa</span>, Geralt di Rivia dice:

Infatti è quello che ho fatto fin'ora, ho spiegato i motivi per cui non mi piace Tex, e siccome alcuni hanno detto che mi sbaglio speravo che mi spiegassero come si sono svolte veramente le storie.

 

 

Basterebbe LEGGERLE. Ma per davvero.

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