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TWF - Tex Willer Forum

[684/685] Wolfman


natural killer
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<span style="color:red;">43 minuti fa</span>, Ulzana dice:

Per Letizia: gli albi devono essere in una, due o tre parti per motivi editoriali ed è inevitabile. Una volta si spezzettava perché si poteva (Galep, Letteri e altri facevano quaranta tavole al mese e anche di più). I disegnatori odierni sono lenti. Quindi cosa succede? Se la storia di due albi prevista per (esempio) i mesi marzo e aprile non può uscire la casa editrice deve subito sostituirla con un'altra della stessa lunghezza in modo da non stravolgere il piano editoriale complessivo. Operando in questo modo si può intervenire con efficacia.

 

Esatto. Io aggungp due cose: la prima è che già quando ero un ragazzino il fatto che una storia iniziasse a metà albo o, peggio ancora a 10 o venti pagine dalla fine mi dava fastidio, è stiamo parlando del 1968 e non di l'altro ieri. Quando sono passati alla formula attuale la mia reazione è stata: era ora! Sono in minoranza nel vederla così ? Pazienza.:D

La seconda è che il limite di due albi di cui insistentemente si ostina a parlare qualcuno semplicemente non esiste. Ci sono in lavorazione/programmazione diverse storie in tre albi e perfino una di quattro che  vedremo a tempo debito 

Aggiungo anche una persona breve considerazione sui cosiddetti finali affrettati: a me il finale di "Wolfman" non è parso affatto affrettato, ma semmai veloce. Le due cose sono diverse 

La parte finale occupa 22 pagine e me sono sembrate più che sufficienti. Il resto sono scelte narrative ed è legittimo che ad alcuni piacciano e ad altri no.


PREAVVISO DI SPOILER.

 

La scelta di cambiare scena da pagina 101 a pag. 102  nel momento in cui le lame dei due contendenti scintillano a me è sembrata azzeccatissima: aggiunge suspence e pathos che culmina con l'arrivo di  Wolfman e la sua caduta nella neve.

A mio parere vedere lo scntto con Wolfman ferito che poi si trascina sino alla raduna non avrebbe aggiumto niente ed anzi sarebbe stato meno efficace.

Le successive 12 pagine sono decisamente equilibrate ed il flashback  sul delitto dura esattamente quanto doveva durare non una vignetta di più non una di meno.

Nessuna sensazione di fretta insomma ma una gestione corretta dei tempi.

Quanto poi al fatto che sarebbe irrealistico che Wolfman, così gravemente ferito trovi la forza di buttarsi su War Cry, mi limito a dire: se la scena è bella e funziona chi se ne frega del realismo.:D

 

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  • Sceriffi
<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

La seconda è che il limite di due albi di cui insistentemente si ostina a parlare qualcuno semplicemente non esiste. Ci sono in lavorazione/programmazione diverse storie in tre albi e perfino una di quattro che  vedremo a tempo debito 

 

 

Diciamo che il limite non è tanto quello di avere due albi invece di tre o quattro, quanto il fatto di avere UN NUMERO PREFISSATO DI PAGINE da riempire. Questo è sicuramente un vincolo per lo sceneggiatore, che a volte può portare - come effettivamente è accaduto - a finali affrettati, altre volte a scene allunga-brodo per raggiungere il limite. Ma i motivi per questa scelta (che va avanti da ben prima che Borden fosse il curatore, eh) li conosciamo bene.

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@Carlo: che sia una scelta narrativa è scontato, però quando vedo che mancano meno di 15 tavole e ancora non si è scoperto l'assassino, deve iniziare lo scontro con i due selvaggi ecc.ecc., allora penso che forse si sarebbero potuti ottimizzare meglio i tempi.

Tanto premesso, resta un'ottima storia che lascia qualche rimpianto per i motivi di cui sopra.

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Diciamo anche che il numero prefissato di pagine è la regola in tutto il mondo ed in tutte le pubblicazioni extra Bonelli in Italia prima e dopo che la SBE adottasse quel sistema nel 1968. e non è mai stato un problema per nessun sceneggiatore, mai.

La fissa del  "Se ci fossero state più pagine" o "Se ci fossero state meno pagine" è tipica del lettore non solo bonelliano ma più specificatamente dei lettori di Tex e Zagor. Non ricordo di aver mai sentito qualcuno lamentarsi che le storie del Comandante Mark erano di 64 pagine al mese e quasi tutte autoconclusive. Idem per i  lettori abituali di Dylan Dog. o di quel capolavoro assoluto che è la Storia del West coi suoi capitoli di 96 pagine l'uno.

Lo stesso Tex è andato avanti per anni in storie suddivise in capitoli settimanali multipli di 32 o 80 strisce e non ho mai avuto la sensazione che G.L. Bonelli ne soffrisse. 

Un bravo sceneggiatore sa usare lo spazio a sua disposizione per mettere quel che serve ed eliminare il superfluo. Hai  220 o 330 pagine a disposizione,, le puoi usare per metterci 20 pagine di  Tex e soci che chiacchierano al ristorante, ne hai solo 32, passi subito al sodo.

 

@Andrea67. Mi pare evidente che io e te leggiamo in modo diverso: tu ti lamenti che a pagina 95 ancora non è iniziato lo scontro finale o scoperto il nome dll'assassino ed io qinvece ho trovato quello scontro e quella rivelazione perfettamente equilibrati come tempi. Narrazione forse rapida, sincopata, ma mai frettolosa.

Cosa avresti voluto. cinquanta pagine di lotta tra Wolfman e Tex? Altro che allungamento del brodo! :P

 

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Chiariamo subito una cosa: a me la storia di Wolfman è piaciuta e non ho mai detto che avesse un finale affrettato, anche se poi ho ammesso che avrei gradito di più "una bella caccia all'indiano": dire che il finale è affrettato e che avrei gradito un "supplemento" sono due cose diverse.
Se qualcuno ha interpretato male, me ne scuso, forse mi sono espressa male io.
Inoltre l'aver "eliminato" il duello tra i due e la comparsa inattesa di Wolfman, che fa immaginare una sconfitta di Tex, è un'idea stupenda, anche se non originale: vi ricordate il duello di Gary Cooper e Burt Lancaster in Vera Cruz? Trucco che ho usato anch'io nel "mio duello" tra Tex e Carson.
Eppoi che credete?
Che non capisca i motivi della redazione e la loro necessità di avere storie di lunghezza standard (2 o 3 albi che siano, anche se 2 albi danno maggiori garanzie di "sostituzione")?
A quanto mi risulta, potete controllare il post di Ymalpas su

la "Storia invernale" di Ruju/Font doveva uscire a dicembre e gennaio. Evidentemente ha sostituito "Cuore Apache" perché probabilmente quest'ultima ha tardato.
Ma qualunque sia stato il motivo, l'intercambiabilità delle storie è manna per la SBE.
Per cui Boselli ha ragione quando dice "mi sono stancato di spiegare perchè" e capisco tutte le sue ragioni.
Non ho spiegato bene però i motivi per cui preferisco storie di lunghezza non standard.
Quando a un artista (perché lo sceneggiatore è un artista) si mettono dei paletti non è una buona cosa.
E Boselli lo sa benissimo.
Talvolta ci si accorge, di solito in prossimità della fine, che la storia eccede e allora si deve sacrificare qualcosa: o si tagliano "scene superflue" o si corre nel finale. In tutti e due i casi è un vero peccato. Si sacrifica un pezzo di storia ai fini commerciali.
In qualità di utente finale preferirei, anche se comprendo benissimo i motivi dei tagli, una storia più lunga che sconfini nell'albo successivo.
Faccio male? Non credo proprio. E la dimostrazione è che continuo a comprare e a leggere Tex perché mi piace proprio un sacco. Cioè accetto le scelte della casa editrice proprio perché mi piace Tex e vorrei che continuasse a piacermi ancora per molti decenni. E quindi lunga vita a Tex.
Ma, per chiarire meglio come la penso, vi dico che della trilogia de "Il Signore degli Anelli" ho 9 DVD, i primi 3 relativi ai 3 film in edizione "tagliata" come è stata proiettata nelle sale (forse) e gli altri 6 relativi ai 3 film in edizione espansa su 2 DVD ciascuno, con una valanga di scene tagliate.
E lo sapete che molte sale, per motivi di programmazione (un film ogni due ore) spesso tagliano arbitrariamente alcune scene "per motivi commerciali"?
Quindi mi sta bene la decisione della SBE (che Boselli ha ereditato), ma preferirei un artista più libero che si impegni di meno su calcoli matematici e di più a non imbrigliare la propria fantasia con limiti di alcun genere.
Dura lex, sed lex.

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  • Collaboratori
<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Esatto. Io aggungp due cose: la prima è che già quando ero un ragazzino il fatto che una storia iniziasse a metà albo o, peggio ancora a 10 o venti pagine dalla fine mi dava fastidio, è stiamo parlando del 1968 e non di l'altro ieri.

 

Bravo Carlo, anche a me dava un fastidio! Mi chiedevo sempre come mai non avessero scritto quelle dieci o quindici tavole per arrivare a fine albo. Ho sempre pensato che ciò avvenisse anche per suscitare interesse nella nuova storia. Forse non è l'esempio più appropriato, trattandosi di una ristampa delle strisce, ma metti  il n. 78 "Incubo" che inizia a pag. 128, con una copertina dedicata a Tex e Mefisto, malgrado tre pagine di sceneggiatura e  l'albo a contenere altre due storie che avrebbero meritato di più la copertina.

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On 13/11/2017 at 11:01, Ulzana dice:

Per Letizia: gli albi devono essere in una, due o tre parti per motivi editoriali ed è inevitabile. Una volta si spezzettava perché si poteva 

 

Se ‘spezzettavano’ una volta che c’erano 5 disegnatori in croce (quindi se uno tardava con le consegne magari non avevano nemmeno un'altra storia pronta) a maggior ragione potrebbero farlo adesso che ne hanno al lavoro 30 contemporaneamente, no?

Per me quella della suddivisione delle storie in multipli di 110 pagine è stata senza meno una scelte editoriali meno azzeccate mai prese su Tex, e so che pure Sergio Bonelli era di questa idea...

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Magic Wind dice:

 

Se ‘spezzettavano’ una volta che c’erano 5 disegnatori in croce (quindi se uno tardava con le consegne magari non avevano nemmeno un'altra storia pronta) a maggior ragione potrebbero farlo adesso che ne hanno al lavoro 30 contemporaneamente, no?

Per me quella della suddivisione delle storie in multipli di 110 pagine è stata senza meno una scelte editoriali meno azzeccate mai prese su Tex, e so che pure Sergio Bonelli era di questa idea...

 

No, non si può. Deve essere programmato tutto per bene e con avventure di uno, due o tre albi. A parte rare eccezioni. Non sto dicendo che io sia d'accordo, ma la realtà è questa. Una volta potevi contare su disegnatori che completavano un albo in due, tre mesi. Oggi i veloci ci mettono un anno. Non la vedi la differenza? Non significa niente avere trenta storie in lavorazione. I cinque disegnatori di una volta erano tizi capaci di fare trenta, quaranta tavole al mese... e non c'erano tutti gli extra che escono oggi.

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  • 3 weeks later...

Questa è una storia che mi ha piuttosto convinto.

 

S

P

O

I

L

E

R

 

Trovo che i personaggi siano stati caratterizzati in maniera funzionale alla storia: Cominciamo dai fratelli Lang cresciuti molto probabilmente in lande non proprio civilizzate e quindi non sono dei gentlemen, anzi tutt'altro. Justin ci viene presentato come balordo e bandito, abile probabilmente con la pistola (quantunque nella storia non abbia sparato un colpo), il fratello maggiore è un uomo dei boschi, un trapper, duro e violento. Fra loro non c'è proprio un grandissimo amore fraterno: Justin ha rubato 50 dollari al fratello senza dire niente, e a detta pure di Wolfman non c'è mai stato un grande affetto. Tuttavia il trapper si preoccupa a modo suo dell'integrità fisica del fratellino, mandandogli dietro l'indiano War Cry. L'uccisione di Justin a opera di ignoti scatena in Wolfman una rabbia tanto grande che lo porta a una furia omicida, voleva che l'indiano lo tutelasse, e quindi il suo proposito viene meno. Penso che chiunque se la possa prendere per l'uccisione del proprio fratello (o sorella), certamente non seguendo una brama omicida.

Tara, è invece una prostituta da saloon: bella, maggiorata, costretta a fare quel mestiere per garantire a lei e al fratello minore una esistenza non troppo miserabile. Vede Justin pieno di soldi e gli si avvicina, comprensibile come agire, se ne pentirà della sua intraprendenza con il bandito, che fra l'altro potrebbe essere considerato come un duro belloccio.

Il fratello geloso, nel primo albo ci viene presentato come papabile uccisore di Justin: è nervoso e geloso della sorella, malgrado che sia solo un "moccioso".

Io son stato sorpreso nel venire a sapere che era stato invece War Cry a uccidere Justin per diverse ragioni. C'erano forse due elementi che l'avrebbero reso sospetto: quando l'indiano pensa silenziosamente al fratello di Wolfman e poi come quest'ultimo riesca a sapere dell'uccisione del fratello (visto che la sua morte non sarà stata pubblicata su giornali).

E' stato un abile tocco :) a presentarci l'uccisore solo alla fine, anche perché pure il giocatore poteva essere un candidato uccisore, avrebbe presentato su un piatto di argento in ogni caso Tara e il fratello al malvagio trapper.

M'ha convinto l'agire del neo sceriffo Pete, innamorato della bella Tara, e decide di andare a soccorrerla con altri suoi concittadini.

Lo scontro fra Tex e Wolfman non è stato facile per il nostro eroe: a torso nudo contro un bestione inferocito e fisicamente molto più forte, a me non ha dato per niente fastidio vedere Wolfman sbucare per primo dalla foresta dopo la lotta. E di questo combattimento ho apprezzato l'ironia di Tex, quando dice all'avversario che avrebbe avuto una carriera migliore come tagliaboschi rispetto a licantropo :D

 

I disegni: a me piacciono le donne disegnate da Font, provocanti e prorompenti. Tuttavia i volti dei personaggi da lui disegnati li trovo a volte resi in modo diverso ossia lo stesso personaggio ha a volte fisionomie del viso troppo diverse.

 

In conclusione una buona storia.

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  • 3 years later...

È innegabile che dopo una partenza col botto, anche Ruju pagò un periodo di appannamento creativo. Qualche segnale lo si riscontra già nella storia del guerriero immortale e pure, la non trascendentale, prova con i fratelli Forrester evidenzia un lieve calo di rendimento che fino ad allora era stato altamente soddisfacente. In linea con le precedenti sceneggiature, anche quella in questione rimarca questa involuzione qualitativa a mio avviso, ma fortunatamente, col senno di poi, possiamo sostenere che fu solo temporanea, visto che l’autore sardo, a differenza di Faraci naufragato nel suo proseguo su Tex, seppe rialzare un po' tiro. “Wolfman” è un episodio molto luci e ombre; parte bene e si fa apprezzare per alcuni aspetti, vedi il giallo della morte di Justin Lang (all’inizio) e delle discrete caratterizzazioni di alcuni personaggi, ma nell’incedere, perde spessore e mostra un soggetto abbastanza labile. Trovo inverosimile lo spunto che due uomini, per quanto spietati e abili, possano tenere in scacco una cittadina in quel modo. Lo sarebbe già senza la presenza di Tex e Carson e a maggior ragione, lo è con il loro arrivo. Se ci trovassimo dinanzi alla presenza di una folta banda, potrei pure capirlo, ma come imbastito da Ruju è una forzatura bella e buona. Tutti codardi a Silver Bow? Possibile che nessuno sia in grado di cogliere di sorpresa i due bruti, magari nelle poche ore di sonno? E anche ammettendo che la popolazione sia così intimorita, possibile che i nostri pards non riescano ad aggirare un simile assedio? Buon parte della storia ruota attorno a questo spunto e per me la dice lunga sulla plausibilità narrativa. Altro aspetto controverso: se Lang tiene in scacco la città, perché permette a Tex di entrarne così facilmente, senza nemmeno tentare di impedirglielo? Poi visto che a Tara basta un morso a una mano per liberarsi dalla morsa di Wolfman, è mai possibile che nessuno riesca a sfuggirgli per chiedere aiuto alle autorità? Una caterva di forzature narrative che prendono peso nella scena in cui il gambler e concittadini muovono armati contro Tex, che difende Tara e il fratello da chi vorrebbe prelevarli e offrirli al boia Lang: la scena che viene pure immortalata da Villa nella copertina del secondo albo (non so perché mi ricorda il "Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo) evidenzia un altro buco narrativo, visto che sarebbe bastato riunirsi così per ribellarsi degnamente ai due psicopatici che tenevano in scacco la città! Il finale svela il vero colpevole dell’omicidio di Justin Lang, in effetti War Cry è insospettabile fino a quel punto ma come fatto notare prima da altri forumisti, la sua presenza a Silver Bow quella mattina è un po’ “strana” per usare un eufemismo. Il tentativo di creare passaggi a effetto, spinge Ruju a scrivere il particolare duello a petto nudo fra la neve (possibile senza assiderarsi? Boh?) e la scena sui generis di Wolfman che spezza con un sol pugno un tronco di notevoli dimensioni (ma dai!), per non parlare del lancio di coltello perfetto a tranciare la corda che tiene il sacchetto con i soldi o Lang che in fin di vita riesce a gettare War Cry nello strapiombo. Troppo fumo e poco arrosto per ambire a una sufficienza; un passaggio a vuoto dell’autore sardo, a cui contribuisce un Font sottotono, che se la cava bene nelle rappresentazioni paesaggistiche innevate, ma perde tantissimo nelle anatomie e mimiche facciali, che assumono caratteristiche grottesche maggiori del solito e il solito è già al limite per la serie. Tavole simili, se la storia è avvincente si sopportano, ma nel momento in cui anche la sceneggiatura non appaga la lettura, diventano ulteriore zavorra. Il mio voto finale è 5

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