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[724/725] Il monaco guerriero


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21 minuti fa, MarrFarr dice:

Zamberletti sta gia' lavorando a qualche storia nuova?

 

Sì, almeno due: una di 110 pagine ed una di 160.

 

 

Edited by Carlo Monni
  • +1 1
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Ahimè no...  almeno io non li so. Mi pare diaver capito che la storia da 110 pagine sia stata assegnata ad un disegnatore romano e che la seconda all'epoca in cui l'ho saputo, ovvero poco più di tre mesi  dovesse essere ancora assegnata

Bisognerebbe capire 1) chi era libero a fine novembre;2) se non si tratta di nuove entrate, nel qual caso ogni tentativo sarebbe inutile.

Ma potremmo parlarne nel topic delle anteprime dove sarebbe più appropriato o gliamministratorici bacchettano per l'OT.:lol:

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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Diablero dice:

anche stavolta comunque ti sei attaccato a una frase per trasformare una discussione su una storia di Zamberletti in una discussione su Nizzi, sei davvero incorreggibile, è una vera ossessione la tua...)

è una barzelletta? Nizzi lo hai tirato in ballo tu

<span style="color:red">9 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

 

Sì, almeno due: una di 110 pagine ed una di 160.

 

 

allegria:(

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Grande Tex dice:
11 ore fa, Diablero dice:

anche stavolta comunque ti sei attaccato a una frase per trasformare una discussione su una storia di Zamberletti in una discussione su Nizzi, sei davvero incorreggibile, è una vera ossessione la tua...)

è una barzelletta? Nizzi lo hai tirato in ballo tu

 

No. L'ho tirato in ballo io, poi tu sei intervenuto e ti sei messo a sproloquiare su come quaesta storia sia poca cosa rispetto a storie di Nizzi e Diablero ti ha risposto a tono.

La mia era una battuta e poteva finire lì ma sei stato tu a trasformarla ancora una volta in una discussione su Nizzi.

Almeno accusa le persone giuste.

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Il mio giudizio non si discosta da quello della maggioranza.

 

Storia sostanzialmente noiosa, che azzecca solo il personaggio di Carson e qualche scambio di batture.

 

I personaggi secondari avevano del potenziale, ma alla resa dei conti risultano banali. Il meno interessante è proprio il monaco che, come ha già fatto notare qualcuno, non si capisce bene perchè si sia ritrovato a lavorare per la ferrovia in America, peraltro conservando vestito e acconciatura da monaco perfettamente in ordine (sennò non si capiva che era un monaco... :rolleyes: ).

 

Non giova che gli assassini e lo sceriffo vengano sgamati immediatamente. D'accordo che questa storia non è un "giallo", ma un po' di ambiguità avrebbe giovato alle atmosfere e avrebbe reso il tutto meno noioso.

 

Tex e Carson, pur da soli contro gruppi di 4-5 avversari, vincono quasi senza sudare. C'è una bella differenza con certe sceneggiature di Boselli dove un po' di preoccupazione per la loro sorte viene sempre suscitata (se non per loro, almeno per chi gli sta a fianco). Qui tutto risulta davvero troppo facile.

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Eccomi, finalmente sono riuscito a finire di leggere questa storia, che dire oltre quello gia detto...storia senza infamia ne lode, sicuramente non resterà negli annali, penso sia comunque normale che gli autori essendo agli inizi sulle pagine del Ranger facciano fatica ad inquadrare il personaggio.

Per quanto riguarda i disegni, Candita è sicuramente un bravo professionista, però mi ha veramente molto infastidito accorgermi che in moltissime pagine, molte vignette siamo state letteralmente "ricalcate" da Villa o Ticci.

Credo sia normale ispirarsi ai grandi maestri quando ci si cimenta con Tex ma ricalcare lo trovo veramente scorretto, oltre che senza senso, spero che col passare del tempo e la pratica migliori e abbandoni questa abitudine.

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Per esprimere in maniera ancora più circostanziata la mia opinione, parto con il ribadire che ritengo questa storia nel complesso leggibile, sia pure al netto di vari punti deboli riscontrati: molti passaggi scontati e prevedibili, avversari inconsistenti, comprimari anonimi, un monaco esperto di arti marziali di cui non si sa praticamente nulla.

 

A salvarla in corner, almeno per quanto mi riguarda, è stata la caratterizzazione che Zamberletti ha conferito a Carson, il che mi lascia una speranza per le sue prossime performances texiane, allorquando si presume avrà acquisito maggior confidenza col personaggio e, va da sé, una storia con eguali punti deboli non gli sarà perdonata :lol:.

 

Parimenti, se una storia del genere l'avesse sfornata un autore con alle spalle una già avviata carriera texiana, sarei stato assai meno indulgente nel dare il mio giudizio. Ma, ribadisco per l'ennesima volta, nel caso di un esordiente totale su Tex ho ritenuto corretto tenere conto della sostanziale inesperienza verso il personaggio ed il suo mondo.

Edited by juanraza85
  • +1 1
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Il 10/3/2021 at 21:23, Carlo Monni dice:

la battuta di pag.44 sul fatto che Tex dice allo sceriffo che potrebbe ordinargli di slacciarsi il cinturone ed arrestarlo mi ha strappato una risatina ricordando altre evenienze di cinturoni slacciati.

 

Anche io ho fatto una risata!

 

Ho letto giudizi molto duri su questa storia. A me, però, non è dispiaciuta.

 

Quanto alla sceneggiatura, non si tratta di un capolavoro, ma comunque di una storia scorrevole, senza errori di rilievo. Si sarebbe potuto utilizzare meglio lo spunto del monaco-guerriero.

 

Quanto ai disegni, ho percepito qualche incertezza e qualche errore di prospettiva. Ma non mi sono sembrati insufficienti.

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Storiella poco più che sufficiente dove viene messo in risalto Carson, che forse affronta gli avversari più temibili. Il karateka ha il suo perché ma, a mio parere, stona un po’ nel contesto. Certo, Zamberletti deve impegnarsi un po’ di più se vuole scrivere Tex: non bastano orde di nemici da far fuori ma servono dialoghi più brillanti e trame meno semplici. Ormai il punto di riferimento deve essere Boselli, che di semplice non scrive niente. 
Anche Candita non mi ha entusiasmato, con il suo Tex, a volte, troppo giovane. 
Voto alla storia: 6,5 
voto ai disegni: 7

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Letta la seconda parte con diversi giorni di ritardo, per me è complessivamente promossa.

Non sarà un capolavoro, ma non è nemmeno così noiosa da addormentarsi.

 

Unica pecca, un tex disegnato in maniera praticamente monoespressiva (più variegato Carson). 

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  • 3 weeks later...

Non mi diverto a stroncare l'altrui lavoro, specialmente se si tratta di esordienti (e questi lo sono, almeno per quanto riguarda Tex). Per cui sarò sobrio e conciso...

Zamberletti si cimenta con il "Gong Fu Western" che effimera fortuna ebbe negli anni 70 (e a cui seguì un ancor più effimero revival in anni più recenti)...ma a parte qualche sparuto cazzotto e blandi calci volanti, e al di là di alcune annotazioni estemporanee sulle condizioni dei lavoratori cinesi nell'Ovest americano dell'Ottocento, avrebbe potuto essere una qualsivoglia storia su Tex e Carson che salvano l'innocente incastrato di turno...

Nonostante la tantissima azione (ma maldestra, Faraciana), storia che ho fatto una certa fatica a finire...a mio parere mancano proprio i tempi di una narrazione fluida, e le caratteristiche minime per rendere una storia interessante. 

Antagonisti insignificanti. Comprimari impalpabil nella loro angelica mono-dimensionalità.

Legnosi e inamidati i diesegni di Candita, e con qualche errore di proporzioni (c'è una vignetta con dei boccali di birra emblematica in tal senso).

Alla fine mi trovo in linea col giudizio San Antonio Spurs...per me siamo a livelli tra i più bassi della serie.

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  • 1 month later...

Piacevolissima storia di Zamberletti. Nulla di tanto innovativo e neppure un capolavoro, eppure è una storia classica che si legge bene e che diverte e intrattiene (insomma, non l'ho trovata noiosa e neppure banale, come sostengono alcuni).
Ho apprezzato la caratterizzazione di Tex e Carson, secondo me ben ricreata da Zamberletti. Molto interessante il personaggio del giovane monaco guerriero. Belle le scene in cui Tex prende a cazzotti i prepotenti, come nel finale. Forse manca qualche bel colpo di scena o qualche scena davvero memorabile, però la storia, anche così, non è affatto male.
Buon lavoro ai disegni di Giuseppe Candita, a mio avviso eccessivamente criticato per questa sua prova che invece io ho apprezzato non poco.
Eccellente la cover di Villa.

Storia: 7
Disegni: 8,5

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  • MacParland changed the title to [724/725] Il monaco guerriero
  • 2 years later...

Non so come mai non commentai in diretta questo breve episodio.

 

Magari non mi aveva per nulla preso o il tempo non me lo permise, tuttavia, adesso che sto per ultimare il quadro delle recensioni della serie regolare, mi accingo a colmare quella mancanza di allora.

 

Non è un mistero che la storia era destinata a una pubblicazione collaterale e finì sulla regolare solo per esigenze redazionali.

Rappresenta così un doppio debutto, cosa molto inconsueta per Tex.

 

Rileggendo a distanza di un lustro l’episodio, le impressioni contrastanti di allora sono state confermate.

 

Zamberletti opta per un soggetto molto semplice e poco originale, con intenzione di arricchirlo con la presenza di Lai Chen, un atipico monaco cinese che padroneggia la nobile arte del karate e giunto in America, non si sa per quale motivo, si ritrova ingiustamente accusato dell’omicidio di un ingegnere ferroviario della compagnia di cui presta servizio. O meglio dire fa lo schiavo, visto le condizioni in cui versano lui e i suoi connazionali.

 

Purtroppo lo sceneggiatore non sfrutta a pieno il personaggio e si impelaga in una trama più consueta, molto lineare e con parecchia azione.

 

Concordo con i giudizi di chi prima di me, ha apprezzato la caratterizzazione di Tex e Carson, d’altronde l’idea di farli agire per grande parte dell’episodio su due piste parallele, non è male e permette di mostrarci un vecchio cammello in pieno spolvero. Tuttavia la storia è comunque prevedibile e alquanto piatta. Le eccessive scene di sparatorie annoiano un po’ e tirando le somme, il tutto suona come un’occasione mancata.

 

Poco incisivi pure i villain, ma è tutto il parco personaggi ad apparire monodimensionale, una maggiore attenzione alla caratterizzazione era dovuta, ma il tutto appare appena abbozzato.

 

Sceneggiatura pure a tratti frammentata e con tempi dell’azione un po’ dilatati.

 

Un debutto non da buttare, ma nemmeno cosi tanto soddisfacente.

Zamberletti l’ho preferito decisamente in un recente bis, qui tenta il compitino ma rimane poco al di sotto della sufficienza a mio giudizio.

 

Candida paga il peso del debutto e mi ha convinto poco.

Se nei primi piani si difende, imitando molto Villa e Ticci, perde parecchio nei campi lunghi e nel dinamismo.

 

Tex cambia troppe volte lineamenti e appare sempre troppo corrucciato, Carson decisamente più azzeccato.

Molta approssimazione nelle proporzioni anatomiche dei personaggi e scarso bilanciamento dei neri, con tavole in cui il bianco è troppo esagerato e alcune vignette senza sfondo o a mal appena abbozzato, appaiono troppo scarne e povere.

 

A mio avviso livello non da regolare, sebbene i margini di miglioramento ci possono essere. Il mio voto finale è 5

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