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[Tex Willer N. 34 /36] Atascosa Mountains


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Uscita: 20/08/2021

Soggetto e Sceneggiatura: Jacopo Rauch

Disegni: Roberto De Angelis

Copertina: Maurizio Dotti

 

Chi trova un buon amico può trovare anche i suoi guai…

 

 

Non è di tutto riposo il ritorno di Tex e Dinamite nel Sudovest. Dopo aver salvato un simpatico vagabondo da una banda di Apaches rinnegati, Tex fa la spiacevole conoscenza dei suoi amici e in men che non si dica si trova implicato nella rapina alla banca di Tubac!

 

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© Sergio Bonelli Editore

 

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  • Sam Stone changed the title to [Tex Willer N. 34 /36] Atascosa Mountains
  • 2 weeks later...

Esordio a mio avviso assai convincente per Rauch su questa serie: le premesse affinché questa possa risultare una storia non banale (come da copione delle avventure del giovane Tex) e più che piacevole da questo primo numero risultano esserci tutte. 

 

Solo conferme, invece, per la maestria di De Angelis ai disegni.

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Non manca certo l'azione  in questo primo  ottimo albo.

Peccato si legga in solo 15 minuti, e poi si debba aspettare un mese per sapere come  va avanti la storia. 

Certo che sto fuorilegge, che ha già  le sue belle rogne , fa di tutto per complicarsi  ancora di più la vita. Vuole proprio farci stare sulle  spine.😊🖐  Ottimo De Angelis.

Anche la rubrica di Boselli sempre interessante.🙋‍♂️

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  • 3 weeks later...
Il 20/8/2021 at 13:47, Piombo Caldo dice:

 

Peccato si legga in solo 15 minuti, e poi si debba aspettare un mese per sapere come  va avanti la storia. 

 

Vabbè, proviamo a dirlo qui... Quando avremo finalmente un  albo di 100 pagine anche per il giovane Tex? 

 

Sì, lo so che c'è chi pensa che se si aumenta la produzione cala la qualità (io no, perchè le storie belle resteranno belle, al limite ci saranno in più alcune meno belle)... Però è un rischio che vale la pena di correre...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Angelo1961 dice:

Quando avremo finalmente un  albo di 100 pagine anche per il giovane Tex? 

 

Sì, lo so che c'è chi pensa che se si aumenta la produzione cala la qualità (io no, perchè le storie belle resteranno belle, al limite ci saranno in più alcune meno belle)...

A me, invece, la serie "Tex Willer" piace così com'è, non cambierei niente (forse forse le copertine, che pure sono belle, eh..).

Aumentare le pagine a 100 avrebbe solo degli svantaggi, a mio avviso:

- l'aumento del prezzo

- il molto probabile aumento delle storie mediocri o di medio livello, più che di quelle belle, come dici tu stesso. E che vantaggio ci sarebbe nel leggere più storie, ma di qualità media più bassa (sia nei testi che nei disegni)?

- storie con ritmo meno rapido (66 pagine ti costringono a far accadere più cose, per non annoiare il lettore). Tranne Boselli, quante volte si è visto nella regolare gli altri sceneggiatori "allungare il brodo" per arrivare in fondo ai due albi previsti? Tante.

Un altro esempio recente: Julia da 130 è passata a 114 pagine per non dovere aumentare il prezzo; ebbene, le storie non hanno perso niente, anzi sono state tolte tutte le scenette e i siparietti inutili, e il ritmo e il piacere della lettura ne hanno giovato.

- visto che Boselli non è Superman, ci sarebbero più storie di altri sceneggiatori su "Tex Willer" (con forte probabilità di storie riempitivo, come detto) oppure meno storie di Boselli sulla regolare (e allora apriti cielo! Tutti a dire che Boselli trascura Tex mensile! Non si fa mica!)

- si dice sempre che i lettori oggi siano diventati più esigenti e con meno pazienza: inserire tra le storie belle troppe storie-riempitivo rischia di far perdere lettori, che richiedono sempre più una qualità alta e costante in una serie fumettistica, altrimenti ciao, mi leggo qualcos'altro o mi guardo una serie tv (non tutti sono come noi, che ci lamentiamo, ci lamentiamo, ma alla fine continuiamo sempre! :P).

 

E poi avere un numero ridotto di ottimi disegnatori a me piace. Poter rivedere spesso De Angelis o Brindisi o Del Vecchio mi ricorda un po' il periodo d'oro di Tex in cui si alternavano solo pochi disegnatori, sempre loro (Galep, Ticci, Letteri, Nicolò, Muzzi) e non dovevi aspettare 3, 4, 5... anni - come capita adesso sulla regolare - per rivederli all'opera.

 

Comunque non ti preoccupare, è probabile che oltre allo Speciale Tex Willer invernale, presto arriveranno altri numeri fuori serie, magari già dalla prossima estate. Se è vero che la serie sta andando bene, figurati se non aumenteranno i numeri extra anche in "Tex Willer"...

 

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Poe, dubito che con Boselli curatore (peraltro di una sua "creatura" come è Tw) passerebbero storie men che dignitose. 

Ma la mia è solo una speranza che so essere vana.  Dipendesse da me sarebbe quindicinale con 110 pagine comunque... :)

 

So che ne avete già discusso, quindi è inutile tornarci su. Ho solo colto l'assist di Piombo Caldo!  

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  • 2 weeks later...

Procede spedito l'esordio di Rauch sulla serie del giovane Tex: ritmi vivaci, azione nella dovuta dose, colpi di scena che non si fanno attendere. Tutto lascia presagire un degno coronamento nel prossimo ed ultimo albo.

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Il 9/9/2021 at 21:55, Loriano Lorenzutti dice:

Beh, al posto di Muzzi, io ci metterei Fusco  :old:;)

Sì, Fusco... Avevo preso a leggere Tex con continuità da un annetto circa quando arrivò l'Idolo di smeraldo. E vedendo i disegni di Fusco (che mi facevano tanto Lone Wolf), fui lì,lì per abbandonare la serie. Per fortuna subito dopo ci fu Erio Nicolò, che per me resta il numero uno in assoluto per Tex, e non mollai...

 

Mi resta il rimpianto per la lunga storia canadese di Nolitta che chissà che capolavoro sarebbe diventata nella mani di Ticci... Vabbè, mica si può avere tutto....

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<span style="color:red">5 ore fa</span>, Angelo1961 dice:

Sì, Fusco... Avevo preso a leggere Tex con continuità da un annetto circa quando arrivò l'Idolo di smeraldo. E vedendo i disegni di Fusco (che mi facevano tanto Lone Wolf), fui lì,lì per abbandonare la serie. Per fortuna subito dopo ci fu Erio Nicolò, che per me resta il numero uno in assoluto per Tex, e non mollai...

 

Mi resta il rimpianto per la lunga storia canadese di Nolitta che chissà che capolavoro sarebbe diventata nella mani di Ticci... Vabbè, mica si può avere tutto....

Per quanto riguarda Fusco, anch'io non lo ho mai sopportato, sopratutto nelle storie precedenti il numero quattrocento, da lì in poi  mi piaceva un po di più.

Il mio sogno era che ingaggiasseero Boscarato.

Anch'io ai tempi mi sono detto; dannazione.perche non ĺ hanno fatta disegnare a Ticci la storia canadese di Nolitta: 🙋‍♂️

.

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  • 4 weeks later...

Gran bella storia con un finale molto commovente. Bravo Rauch, di De Angelis non se ne parla. 👏

Ci sta anche un refuso in, "nelle puntate precedenti" , banda invece che banca.🙋‍♂️

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Il 24/9/2021 at 22:02, Loriano Lorenzutti dice:

E siamo in due. ;)

E siamo in tre. Il primo Tex che ho comprato in edicola é stato "Il marchio di Satana" e i disegni di Fusco sono stati per me una folgorazione, perfetti per quella storia cupa e tesa, venendo io peraltro da disegni più lineari e classici come quelli di Zagor (Ferri, Donatelli). Il suo tratto "nervoso" ben si addice a esprimere tensione e azione.

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Nel terzo ed ultimo albo probabilmente gli eventi si sono succeduti con eccessiva velocità, mettendo quindi in evidenza anche la nullità degli antagonisti di turno (o, forse, si potrebbe asserire che gli eventi si sono svolti con grande celerità appunto per colpa dell'inconsistenza degli avversari), comunque sia il debutto di Rauch sulle pagine di questa serie è senza dubbio da promuovere senza riserve.

 

Trama in sé molto classica, ma assai ben curata, soprattutto per quanto riguarda il rapporto che man mano si crea tra Tex e lo sceriffo Page, inizialmente improntato sulla diffidenza del secondo nei confronti del Nostro, ma pagina dopo pagina trasformatosi in complicità, fiducia e stima.

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Concordo.  Classica storia Western senza fronzoli scritta e sceneggiata bene da Rauch. Disegni molto buoni. 

Approfitto di questo numero 36 per dire che dopo 3 anni e 9 storie complete questa e' certamente la serie che più mi soddisfa. 

Peccato per il prezzo un po' alto e l'esiguo numero di pagine. Ma, se la qualità resterà questa, va bene anche così. 

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Allora...Finito la tripla ora devo ammettere che la storia mi è piaciuta. De Angelis mi piace molto come disegnatore e questo aiuta molto. Rauch, credo alla prima prova con il giovane Tex, se la cava egregiamente. Molte sparatorie, ritmo abbastanza veloce (in  linea con la serie), un paio di trovate gustose. Il "ragazzo" fa bene sperare perché lo vedo molto sul pezzo con Tex (roba non da tutti) però solo il tempo sarà galantuomo. Passando alla serie Tex Willer confermo la bontà di questo nuovo filone. Su 36 albi a memoria me ne sono piaciuti il 90%. A breve li rileggerò tutti e al netto di alcune cose che non mi sono piaciute (alcune esagerazioni tipo i poteri di Mefisto) la serie globalmente si mantiene su una media alta.

 

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Mi ritengo soddisfatto. Le parole per descrivere questa serie sono sempre le stesse: "Belle storie, bei disegni, belle copertine...." Rauch debutta sulla serie giovane del Ranger, con un soggetto molto classico. I comprimari sono interessanti, spicca fra tutti lo Sceriffo Page, che magari rivedremo in futuro, viste le ultime pagine della storia. Torna dopo un pò di numeri il disegnatore che ha aperto la collana: De Angelis. Se devo essere sincero, ho preferito le sue due prove precedenti, ma i disegni rimangono di tutto rispetto, trovando però una confidenza maggiore con le fisionomie di Tex. Queste storie, magari meno ambiziose (il termine minore o riempitivo mi sta sulle scatole) di altre come la prossima su Hutch o quella precedente nel Montana, risultano essere comunque molto interessanti. La miglior collana Bonelli. 

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Probabilmente questa storia aveva meno ambizioni della precedente, però a me è piaciuta di più.

Quella, come ho già notato, piena di così tanti elementi da confondere il lettore; questa, invece, secca, classica, con bei personaggi, tra cui - come molti hanno notato - spicca lo sceriffo Page.

 

Sempre da evidenziare come dato positivo la cifra di continuità stilistica che c'è tra i vari disegnatori della serie del giovane Tex, che così si caratterizza anche sotto questo profilo, rispetto alla storica (e consapevole) difformità stilistica tra gli artisti che disegnano la serie regolare.

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Continua positivamente la saga del giovane Tex Willer, qui alle prese con una storia un po' di passaggio con una faccenda staccata dalla stretta continuity. 

Rauch sviluppa molto bene un soggetto semplice, il racconto fila via liscia che è un piacere con Tex che pian piano si avvicina sempre di più sulla via di diventare un ranger dopo la vicenda che lo mette sulla tracce di un certo Garner (che mi ha ricordato Tuco de "il buono, il brutto e il cattivo") colpevole di aver ucciso una persona che aveva appena conosciuto e sulla quale iniziava a nutrire delle simpatie. 

Splendida si conferma la prova alle matite di De Angelis, in particolar modo i suoi paesaggi montuosi del West sono una gioia per gli occhi. 

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Molto positivo l'esordio di Jacopo Rauch sulla testata del giovane Tex. Partendo da un soggetto piuttosto classico, l'autore crea una storia dal ritmo incalzante e avventuroso, con tante sparatorie, scene d'azione, cavalcate, inseguimenti e situazioni pericolose che ricordano l'esplosività delle prime storie di Tex sceneggiate da Gianluigi Bonelli. I personaggi non mi sono sembrati tanto memorabili, se si esclude lo sceriffo di Tubac Page e il simpatico e sfortunato Lenny. Molto interessante l'evoluzione del rapporto tra Tex e lo sceriffo, che da diffidenza arriva addirittura a stima reciproca se non amicizia, e che mi ha ricordato quella tra Tex e l'agente federale nella storia coi Seminoles apparsa sempre su questa collana. Nel finale ci sono anche un paio di belle trovate: la prima è quando si scopre che lo sceriffo è stato colpito e, sinceramente, ho pensato che sarebbe morto, cosa che avrebbe dato un bel tocco di tragicità al racconto; la seconda è legata al nascondiglio dell'oro rubato alla banca di Tubac. Nel complesso, dunque, non un capolavoro, ma una buona storia divertente e mai noiosa che si fa leggere con estremo piacere.
Ritorna ai disegni il primo disegnatore della serie, Roberto De Angelis, e lo fa con una prova illustre. Stupenda l'espressività dei personaggi, mentre la sua rappresentazione delle ambientazioni desertiche mi fa letteralmente impazzire: le rocce, la polvere, i cactus, il sole cocente...sembra di essere lì sul posto. I miei complimenti!
Le tre copertine di Dotti non sono tra le sue migliori. La mia preferita delle tre è la prima.

Storia: 8-
Disegni: 9,5

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  • co fondatore

Ottima storia dall'ottimo ritmo e dagli ottimi disegni.

 

8.5 complessivo.

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