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TWF - Tex Willer Forum

[732/735] Alla Ricerca delle Navi Perdute


MacParland
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<span style="color:red">7 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Probabile conflitto di interessi, alle basi di questa lamentela. :lol:

 

Ebbene sì... 😁

Tornando seri, un comprimario come il colonnello poteva incidere di più in questa storia, come avvenuto in altre passate, in cui è stato un vero coprotagonista.

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Bhe parliamoci chiaro,Jim Brandon è servito a creare il ponte nell'avventura con Dawn e quindi ha la sua prima ragion d'essere,poi che sia Canada o comunque neve/ghiacci in genere non poteva mancare,certo non è servito a granchè come azione nella stessa....:)

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Spoiler:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avete parlato del finale con l'orso e Tornuak ed è stato forzato anche secondo me.

 

Avete parlato del ghiaccio sciolto e che solo adesso ha permesso alla nave di muoversi, e qui probabilmente c'è stato un evidente errore, non voluto(oppure sì)?

 

Poi l'uccisione del sopravvissuto della spedizione Franklin da parte del figlio perché ha tradito.

 

Bene, incongruenze a parte, non sono contro i colpi di scena ma, ripeto, sono stati troppo ravvicinati e troppo forzati, per cui l'albo finale non sono riuscito ad apprezzarlo al 100%.

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  • Sceriffi
24 minuti fa, Doudou dice:

Spoiler:

 

 

Avete parlato del ghiaccio sciolto e che solo adesso ha permesso alla nave di muoversi, e qui probabilmente c'è stato un evidente errore, non voluto(oppure sì)?

 

Cioè? Quale sarebbe l’errore?

 

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<span style="color:red">7 ore fa</span>, Jim Brandon dice:

ma a me la contemporanea presenza di Dawn e Dallas,  indipendentemente dalla riuscita o meno di certe scene, suona proprio "forzata"

 

Nel primo albo l'ho pensato anche io ma dopodiché non ci ho fatto più caso anzi ho apprezzato. Noto comunque in generale che negli ultimi anni è più frequenta la riproposta insieme vecchi personaggi di diverse storie (penso a "L'ombra del Maestro", "Netdahe" e questa ultima storia). Premesso che queste sono senza dubbio (secondo me ma mi sembra di capire che sia opinione diffusa) tra le migliori avventure degli ultimi anni mi piacerebbe capire se questo ingrediente contribuisce a far piacere le storie o semplicemente se queste piacciono per le ottime sceneggiature.

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ATTENZIONE SPOILER

 

Non me ne voglia Boselli, ma mentre leggevo la sua storia mi è venuta davanti agli occhi la sua immagine ai fornelli, intento, con fare divertito, a preparare una prelibata cena per i suoi commensali. Questi ultimi saremmo noi del forum, ai quali secondo me Boselli ogni tanto pensa mentre scrive le storie, riflettendo sul fatto che quel particolare elemento potrebbe far divertire qualcuno di noi e quell'altro farci invece incacchiare, e magari se la ride sotto i baffi compiaciuto. Gli ingredienti del pasto, che con tocco sapiente dispensa qua e là, sono invece le tante situazioni messe in scena in questa sua ultima fatica texiana pubblicata. Da un lato, mettiamoci il redivivo Mike, che cerca la femme, dall'altro i nostri insieme a Jim, che cercano un'altra femme; e poi i professori della spedizione scientifica, anch'essi alla ricerca del loro personale graal, vale a dire le leggendarie navi scomparse della spedizione Franklin. E poi mettiamo un tocco di Tornuak qua, anch'esso alla ricerca di colei che potrà rimpiazzare nel suo cuore la moglie uccisa e di un orso assassino, e i misteriosi Mahaha la', così da aggiungere un tocco di mistero e di inquietudine all'intera vicenda. 

 

Con così tanti attori, suddivisi in più gruppi, ognuno dei quali intento alla propria ricerca, non era facile strutturare una trama che filasse fluida e leggera. Ci vuole maestria, a far giostrare tutti questi personaggi, ma Boselli, non nuovo a tali imprese, conferma ancora una volta la propria vocazione per le storie corali, dando vita a un'avventura che è un grande romanzo: il tema della ricerca, declinato in più modi, unito a taluni elementi arcani e svolto nel contesto estremo e tremendamente affascinante del grande Nord, consente a un ispiratissimo Boselli lo svolgimento di una trama che è bellissima da leggere, nonostante larghi tratti della stessa siano occupati da pagine "normali", e finanche gratuite, già viste in svariate salse sugli albi del ranger: si pensi al primo albo, pressoché integralmente occupato dai Fox, con lo sciamano ostile. Questi a un certo punto muore, e la sottotrama dei Fox muore con lui! Essi infatti non torneranno più nel prosieguo, e di fatto la loro "storia nella storia", che come detto occupa larga parte della prima parte, non ha alcun peso nell'economia di questa avventura, rappresentando invece solo l'ennesima variante degli scontri tra i nostri e nativi ostili. Ma nonostante questo, nonostante la gratuità, nell'economia della storia, di tutte queste pagine che costituiscono circa un quinto dell'intera avventura, nonostante questo a noi questi rimandi a Le Piste del Nord sono piaciuti, e quel sapore, qui rigustato, dei territori del Grande Nord glbonelliani ha rappresentato il giusto antipasto, per rimanere nella metafora culinaria, di quello che sarebbe venuto dopo.

 

Di tutto quel lugubre, magnifico gelo. Di quel mare placido e mortale, oscuro abisso sormontato da un deserto di un bianco abbacinante, all'orizzonte del quale, in alto nel cielo, si staglia una delle navi della sfortunata spedizione, per via dell'effetto ottico della "fata morgana" che regala una delle scene più belle di tutta questa straordinaria epopea: quel veliero splendente nel cielo - riprodotto anche nella copertina dell'albo, una delle piu belle di sempre, e che mi ha richiamato il veliero di Xabaras del Dyd n.100 - è una sorta di magia che da un lato intimorisce i metis e dall'altro suscita invece eccitazione negli scienziati, esaltati dal fatto di essere al cospetto dell'obiettivo della loro recherche. E la loro eccitazione è quella del lettore, avvinto da una storia bellissima, emozionato per una scoperta epocale che, in contemporanea con la realizzazione di questa storia, avveniva davvero in quelle sperdute e gelide latitudini. Ma la nave ha in serbo altre sorprese, come il suono irreale della campana, che rimanda al ricordo de I predatori del deserto e de La leggenda della vecchia missione, con scene altrettanto inquietanti e misteriose e bellissime. 

 

Si arriva così all'epilogo, con un quarto albo eccezionale, ma eccezionale letteralmente. Oltre ad essere appassionante come poche altre volte, esso mi appare anomalo per i suoi tratti particolarmente forti e quasi splatter: è vero che protagonista è una tribù cannibale, ma francamente fa sensazione vedere sulle pagine di Tex bambini che mangiano dita umane, o la carcassa del professore appena spolpata, o un orso polare gigantesco che fa un sol boccone della testa di un malcapitato, con abbondanti schizzi di sangue sull'inuit Yotimo al momento del morso della bestia. Altrettanto anomala, per le pagine del ranger, è quella seconda fine quasi horror, con un effetto sorpresa a cui si è fatto ricorso pochissime volte nella saga, e che rimanda piuttosto a quei b-movie che cercano il colpo a effetto. Un Boselli, insomma, atipico, a tinte davvero forti, piu' dampyriane che texiane, cosa che da un lato non nego mi abbia sconcertato ma dall'altra non mi è nemmeno dispiaciuta, e che senz'altro contribuisce alla peculiarità di questa lunga avventura.

 

Devo però ammettere di essermi un pò perso, nell'ultimo albo: il mare prima è navigabile (tanto che la spedizione arriva alla nave in barca),  poi diventa completamente ghiacciato, poi si apre di nuovo, con la Terror che scompare nelle acque: è realistico che ci siano tali variazioni di temperatura che portano le acque, nel giro di pochi giorni, a gelare e poi al disgelo e poi di nuovo al gelo? E poi, alla fine ho avuto la sensazione che tra la nave e l'isola della tribù cannibale, o tra queste e la postazione della spedizione di terra, non ci fossero che poche miglia, che peraltro i nostri riescono a percorrere come se stessero facendo jogging domenicale, quando inizialmente avevo avuto invece la sensazione che tra le due spedizioni ci fosse una distanza più importante, che non consentisse di raggiungersi reciprocamente così facilmente o di sentire ad esempio il suono della campana. Insomma, un pò di fatica l'ho fatta, lo ammetto, devo rileggere il quarto albo per decifrare meglio alcune situazioni.

 

In conclusione, però, non posso esimermi dal complimentarmi con entrambi gli autori per aver dato vita a una delle storie più esaltanti e più belle degli ultimi anni!

Edited by Leo
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  • Sceriffi
<span style="color:red">3 minuti fa</span>, Leo dice:

ATTENZIONE SPOILER

 

Da un lato, mettiamoci il redivivo Mike, che cerca la femme, dall'altro i nostri insieme a Jim, che cercano un'altra femme; e poi i professori della spedizione scientifica, anch'essi alla ricerca del loro personale graal, vale a dire le leggendarie navi scomparse della spedizione Franklin.

 

Scusate se scrivo scemenze come al solito, ma questa frase del buon Leo mi ha fatto tornare in mente le arcane e oscuramente simboliche teorie che identificano il Sacro Graal con la figa.

Prego, riprendete pure la discussione.

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  • Sceriffi
<span style="color:red">5 minuti fa</span>, virgin dice:

 

Scusate se scrivo scemenze come al solito, ma questa frase del buon Leo mi ha fatto tornare in mente le arcane e oscuramente simboliche teorie che identificano il Sacro Graal con la figa.

Prego, riprendete pure la discussione.


L’ho detto stamattina che eri in forma, oggi. :lol2:

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  • Sceriffi

Sono riuscito a dire una scemenza, una parolaccia, buttare in vacca una discussione, commentare la storia di Tex in edicola senza averla letta e spoilerare a tutti i lettori del forum la trama de "Il codice da Vinci". Tutto ciò con un messaggio di due righe.

Sono immodestamente tentato di darti ragione, caro @pecos. :D

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  • Sceriffi

Bellissimo commento come sempre, @Leo :Ave:

 

Sulle perplessità che esprimi nella parte finale, anche a me è sembrato che ci fosse un po’ di confusione sulle distanze, che nella realtà dovrebbero essere ben maggiori di quelle percorse in poche ore dai nostri.

Sulla questione del mare ghiacciato, anche qui dovrei riprenderla meglio. Ma l’idea di fondo dovrebbe essere che il ghiaccio si sta progressivamente sciogliendo (i blocchi di ghiaccio su cui saltano Tex e Tiger per raggiungere l’isola, e il ghiaccio che intrappola il relitto della Terror). Per rispondere ad un commento precedente, se il presunto errore fosse che la nave si sarebbe dovuta muovere allo scioglimento dei ghiacci negli anni precedenti, bisogna tenere conto che il mare non ghiaccia allo stesso modo ogni anno: direi che sia perfettamente verosimile che il ghiaccio che intrappolava la Terror non si fosse sciolto per tanti anni (che è poi il motivo per cui la spedizione di Franklin è rimasta bloccata per anni nell’Artico senza possibilità di far ritorno).

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<span style="color:red">20 minuti fa</span>, Leo dice:

Ma nonostante questo, nonostante la gratuità, nell'economia della storia, di tutte queste pagine che costituiscono circa un quinto dell'intera avventura, nonostante questo a noi questi rimandi a Le Piste del Nord sono piaciuti

 

Sono d'accordo. Evidentemente piacciono i rimandi alle altre storie (almeno in generale). Il rischio è che i rimandi a storie di altre collane possono non essere colti.

 

<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Leo dice:

Ma la nave ha in serbo altre sorprese, come il suono irreale della campana, che rimanda al ricordo de I predatori del deserto

 

Non mi sembra ci siano campane in quella storia. Forse ti riferisci a Gli Assassini o a Le campane di San Rafael.

 

‼️SPOILER‼️

 

<span style="color:red">23 minuti fa</span>, Leo dice:

Devo però ammettere di essermi un pò perso, nell'ultimo albo: il mare prima è navigabile (tanto che la spedizione arriva alla nave in barca),  poi diventa completamente ghiacciato, poi si apre di nuovo, con la Terror che scompare nelle acque

 

Quando l'ho letto ho pensato lo stesso. Mi sembra poco probabile soprattutto considerando che fino a quel momento la nave è rimasta a galla (quindi presumibilmente i ghiacci non continuano a sciogliersi e formarsi altrimenti sarebbe affondata prima)

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<span style="color:red">5 minuti fa</span>, pecos dice:

Ma l’idea di fondo dovrebbe essere che il ghiaccio si sta progressivamente sciogliendo (i blocchi di ghiaccio su cui saltano Tex e Tiger per raggiungere l’isola, e il ghiaccio che intrappola il relitto della Terror).

 

Però all'inizio la spedizione arriva via mare (almeno, fino a un certo punto), poi invece sembra che geli tutto e si possa andare dalla nave all'isola della tribù a piedi. Quindi a un certo punto il mare, prima disgelato, gela di nuovo...

<span style="color:red">3 minuti fa</span>, Mondego dice:

 

Non mi sembra ci siano campane in quella storia. Forse ti riferisci a Gli Assassini o a Le campane di San Rafael.

 

Mi riferisco alla storia di Nizzi e Villa: anche lì c'era una campana, mi pare.

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  • Sceriffi
1 ora fa, Leo dice:

 

Però all'inizio la spedizione arriva via mare (almeno, fino a un certo punto), poi invece sembra che geli tutto e si possa andare dalla nave all'isola della tribù a piedi. Quindi a un certo punto il mare, prima disgelato, gela di nuovo...

 

- La nave è bloccata nel ghiaccio vicino alla costa OVEST dell’Isola di Re Guglielmo, e il braccio di mare che la collega all’isola è completamente ghiacciato (si scioglierà solo alla fine): quindi, dalla nave all’isola si va a piedi.

 

- Il gruppo di Tex arriva dalla terraferma a SUD dell’isola. Il mare tra la terraferma e l’isola è in parte ghiacciato, in parte libero. Per questo il primo tratto viene percorso con le barche; poi, avanzando verso nord e verso l’isola  incontrano il mare ghiacciato e proseguono a piedi (portandosi le barche, che useranno come riparo). Arrivati nei pressi dell’isola c’è un breve tratto dove il ghiaccio si sta sciogliendo, quello con i lastroni che vengono superati a salti.

 

Mi sembra che tutto torni…

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<span style="color:red">3 minuti fa</span>, pecos dice:

 

- La nave è bloccata nel ghiaccio vicino alla costa ovest dell’Isola di Re Guglielmo, e il braccio di mare che la collega all’isola è completamente ghiacciato (si scioglierà solo alla fine): quindi, dalla nave all’isola si va a piedi.

 

- Il gruppo di Tex arriva dalla terraferma a sud dell’isola. Il mare tra la terraferma e l’isola è in parte ghiacciato, in parte libero. Per questo il primo tratto viene percorso con le barche; poi, avanzando verso nord e verso l’isola  incontrano il mare ghiacciato e proseguono a piedi (portandosi le barche, che useranno come riparo). Arrivati nei pressi dell’isola c’è un breve tratto dove il ghiaccio si sta sciogliendo, quello con i lastroni che vengono superati a salti.

 

Mi sembra che tutto torni…

 

Bene, meglio così allora. Grazie pecos ;)

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Spoiler

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sì, rispondendo al commento di Pecos, mi riferivo al presunto errore di scioglimento del ghiaccio e della scomparsa della nave. Avete comunque già risposto in maniera esaustiva voi, ed è così come avete detto che è sicuramente andata.

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, Mondego dice:

 

Nel primo albo l'ho pensato anche io ma dopodiché non ci ho fatto più caso anzi ho apprezzato. 

 

A me l'impressione iniziale è rimasta. La caratterizzazione grafica dei due personaggi (a tratti sembrano due gemelle) sicuramente non aiuta.

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Io che spesso e volentieri se vedo una cosa fuori tono sulle storie di Boselli,sono il primo a rimarcarle senza essere offensivo

In questa storia,Boselli ha approfitato del grande Nord per far riunire alcuni dei suoi personaggi

1)Mike si sapeva che era alla ricerca di Dallas e l'autore ci ha mostrato dove lei era andata a finire dopo la morte dei suoi fratelli

2)Boselli fa incontrare Dallas Dawn e Jim Brandon tutti insieme cosa mai fatta in precendenza,visto che le due ragazze non si erano mai incontrate prima però entrambe conoscevano il Colonnello Brandon

La storia come ho detto mi è piacciuta e l'unico appunto che pongo a Boselli è come mai non abbia voluto spiegare,se esista un collegamento fra questa tribù di cannibbali e quella presente nel numero 600

é tutto frutto di un caso?

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Attenzione 

POSSIBILE SPOILER.

 

 

La storia per mè è ottima, può stare nelle prime 15 di Boselli, ma non nei primi posti.

Storia comunque per mè impegnativa da leggere, per la sua lunghezza, e per le tante situazioni che si vengono a creare. 

4 albi che si dividono in 2 parti, con la prima che ricorda Sulle piste del nord, e una seconda inedita, molto coinvolgente,  che ci porta nell'articolo, e che si rifà a fatti storici.

 

La sena che mi ha colpito di più è stata quella dell'orso  che si mangia la testa del prigioniero. Mai vista una scena così splatter in 700 e passa numeri  di Tex. Molto più splatter di quella del Texone di Villa, con la testa lanciata da Tiger.

Se avessi letto questa scena da bambino non avrei dormito la notte.🙈🙋‍♂️

 

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SPOILER

 

SPOILER

 

Chapeau a Mauro Boselli (voto 10) e a Bruzzo (voto 10), questi albi sono un capolavoro della saga di Tex.

Originale e godibilissima la storia, bravo a Mauro anche per la difficoltà di trovare trame nuove che non sappiano di deja-vù, perfetti i disegni che ci fanno entrare quasi in 3D nel pack artico.

Poi chissene se la barba non cresce, i Manaha sono mezzi nudi a temperature glaciali e Taqukag è irrealistico sia come divinità venerata sia come apparizione da resuscitato a fine 4 albo, tutto ciò rientra nel gustoso sugo di salsa boselliana. Quando non vedi l'ora che arrivi il mese successivo per leggere il nuovo numero di Tex, beh allora la storia piace, e questa piace eccome.

Complimenti.

 

PS: la ferita all'occhio dell'orso Taqukag nelle ultime scene dell'albo come si spiega?

 

 

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30 minuti fa, Grande Tex dice:

non è lo stesso orso

Mi chiedo se tu sia lo stesso lettore... :laugh:

32 minuti fa, Il dottor Sandoral dice:

 

 

PS: la ferita all'occhio dell'orso Taqukag nelle ultime scene dell'albo come si spiega?

 

 

 

 

Col fatto che l'aveva da prima, come si vede chiarissimamente dalle scene precedenti....:rolleyes:;)

Edited by borden
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On 12/24/2021 at 7:32 PM, Piombo Caldo said:

A mè i cannibali possono anche andar bene, l'importante  è che non saltino  fuori degli zombi.🥶🙋🏻‍♂️

Visto che possono stare in agguato nudi nella neve senza congelare, mi sa invece che siano proprio degli zombi...

On 1/9/2022 at 10:15 AM, San Antonio Spurs said:

La vicenda nel suo complesso va rimuginata per bene, prima di esprimere un commento che però era e rimane positivo. Solo due notarelle - tanto per alleggerire - e nessuna legata esclusivamente a questa storia.
A proposito della sospensione dell'incredulità in Tex, due capisaldi sono:
1) La barba e i baffi non crescono, anche quando sarebbe evidente che la rasatura è, se non impossibile, improbabile;
2) La scorta di munizioni è simile a quella disponibile negli arsenali dell'esercito cinese. Vero è che nel bagaglio c'è poco d'altro, considerando anche la resistenza dei tessuti per l'abbigliamento, che in alcuni casi viene indossato...

Un'altra licenza poetica e' che la distanza tra Beechey Island ed il punto dove si trova la Terror (sud-ovest di King William Island) e' di 700Km in linea d'aria, coperti piuttosto velocemente...

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

chiedo se tu sia lo stesso lettore... :laugh:

ah è lo stesso? ma non era morto davanti a tutti? 

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Non so se mettere spoiler o no, perchè come al solito vado a braccio, comunque nell'incertezza non leggete.

 

Allora, al netto del fatto che per larghi tratti dei primi tre albi mi sono incaxxato perchè come al solito con Boselli Tex non c'è o appare ogni tanto en passant, mentre furoreggia qualunque altro personaggio, devo dire che sono arrivato in fondo entusiasta, anzi più che entusiasta. Questa storia è un capolavoro. Dopo una stagione (ma anche due) molto sotto tono per tutti, Boselli compreso, la regolare non solo si innalza ma trova un apice straordinario.

Boselli decide di svolgere contemporaneamente diverse storie, o meglio, tutte le fasi sono volte a giungere nello stesso luogo, ma con diversi protagonisti e, in alcuni casi,  diversi obiettivi. Bellissimo personaggio quello (scusate, scrivo a braccio e non ricordo i nomi) che vuol vendicare la famiglia uccisa dall'enorme orso bianco. Bello il fatto che l'orso sia considerato il Dio del popolo cannibale, bello (anche se telefonato) il fatto che uno dei vecchi ricercatori sia ancora vivente e coabitante con i cannibali, bene le due ragazze, bella la nave. Ci sono scene di una drammaticità incredibile, aiutate anche da un Bruzzo in stato di grazia, che dipinge gli scenari artici in modo incantevole. Le nebbie, le bufere, i ghiacci. Pare di essere li. Non ci si stacca da questa storia. La si legge tutta insieme e tutta di un fiato. La capacità di Borden di tenere testa alle varie ministorie intrecciate è qualcosa di eccezionale, degno di uno sceneggiatore grandissimo.

Di Bruzzo ho già detto, eccellente. Una delle migliori storie di Boselli in assoluto. Giù il cappello.

P.S. Abbiamo scoperto che Tex e Tiger sono anche dei campioni mondiali di salto in lungo. Eccellente.:)

Boselli e Bruzzo voto massimo. 10 è troppo? Forse...bisogna andarci piano con i dieci, ma a botta calda sono tentato di essere di manica larga.

Solo una parola: grazie.

Edited by valerio
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