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[Tex Willer N. 41/46] I Guerriglieri di Juan Cortina


MacParland
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Io non riuscirei a mettere da parte e leggere tutta insieme neanche una storia della serie regolare, figurarsi dunque se riuscirei a farlo con le storie ad alto tasso adrenalinico del giovane Tex Willer :D.

 

La presente, inutile dirlo, si sta finora evolvendo secondo il medesimo canovaccio, e già in questo secondo albo la vicenda è entrata nel vivo, e per quel che riguarda specificamente Jim Callahan ha trovato conferma quanto avevo ipotizzato un mese addietro.

 

Impossibile non notare, infine, come l'associazione segreta che Tex si accinge ad affrontare si chiami esattamente come una associazione (non così segreta) che Magico Vento affronta e debella in una sua avventura. Mi piacerebbe sapere da @borden se si tratta di casualità o se, piuttosto e come credo, il nome sia stato volutamente ripreso poiché trattasi, del resto, di un nome di indubbio impatto.

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3 minuti fa, juanraza85 dice:

Io non riuscirei a mettere da parte e leggere tutta insieme neanche una storia della serie regolare, figurarsi dunque se riuscirei a farlo con le storie ad alto tasso adrenalinico del giovane Tex Willer :D.

 

La presente, inutile dirlo, si sta finora evolvendo secondo il medesimo canovaccio, e già in questo secondo albo la vicenda è entrata nel vivo, e per quel che riguarda specificamente Jim Callahan ha trovato conferma quanto avevo ipotizzato un mese addietro.

 

Impossibile non notare, infine, come l'associazione segreta che Tex si accinge ad affrontare si chiami esattamente come una associazione (non così segreta) che Magico Vento affronta e debella in una sua avventura. Mi piacerebbe sapere da @borden se si tratta di casualità o se, piuttosto e come credo, il nome sia stato volutamente ripreso poiché trattasi, del resto, di un nome di indubbio impatto.

 

 

E' STORIA. "Knights of the Golden Circle". Esistiti veramente!

 

 

https://en.wikipedia.org/wiki/Knights_of_the_Golden_Circle

 

 

Edited by borden
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<span style="color:red">1 minuto fa</span>, borden dice:
<span style="color:red">4 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Impossibile non notare, infine, come l'associazione segreta che Tex si accinge ad affrontare si chiami esattamente come una associazione (non così segreta) che Magico Vento affronta e debella in una sua avventura. Mi piacerebbe sapere da @borden se si tratta di casualità o se, piuttosto e come credo, il nome sia stato volutamente ripreso poiché trattasi, del resto, di un nome di indubbio impatto.

 

 

E' STORIA. "Knights of the Golden Circle". Esistiti veramente

 

Questa chicca mi mancava. Grazie della celere risposta, non mancherò di approfondire l'argomento 👍.

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, Diablero dice:

La storia continua ad essere inserita fra le pieghe della "storia ufficiale", entrandone e uscendone come una talpa.  Una cosa che evidentemente piace molto a Boselli...  :P

 

Boh, alla fine mi sa che sarò breve nel mio giudizio: "per fortuna escono ancora fumetti così"...

La prima parte di questa collana mi aveva molto stuzzicato, poi c'è stato un periodo in cui non vedevo l'ora che finisse l'odissea in Florida, ma ho resistito. A mio avviso l'espediente narrativo di inserire Tex in un west meno leggendario e più aderente alla realtà storica può essere una carta vincente, anche se questo stona un po' con l'inserimento nella continuity di Zagor. A questo punto, se come immagino le vendite sono soddisfacenti, propongo di togliere di mezzo ulteriori riferimenti alle vecchie storie di Bonelli (non so voi ma a me irrita moltissimo sapere che tutta questa roba si svolge tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa") e continuare a seguire all'infinito una cronologia coerente ma del tutto slegata.

Il fatto che la storia raccolta in volume risulti difficoltosa da seguire e si apprezzi meno della versione a puntate per me certifica l'idea che mi ero fatto già dai primi episodi: non è il tipo di storie che preferisco.

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4 minutes ago, Dix Leroy said:

Il fatto che la storia raccolta in volume risulti difficoltosa da seguire e si apprezzi meno della versione a puntate per me certifica l'idea che mi ero fatto già dai primi episodi: non è il tipo di storie che preferisco.

In realtà non è altro che lo stesso fenomeno che si verificava con le strisce, che erano proprio scritte così: singole puntate, con un riassunto puntate precedenti e un cliffhanger alla fine.

 

Quante volte hai sentito qualcuno dire (o magari l'hai pensato anche tu) che le vecchie storie di Tex sono pesanti da leggere, e poi c'è un agguato o un serpente a sonagli ogni 10 pagine, etc etc?

 

E quanti, leggendo l'attuale ristampa anastatica, si sono resi conto che leggere quelle storie nel formato in cui erano concepite, cioè striscia per striscia, fa tutto un altro effetto?

 

Questo tipo di narrazione non è una novità moderna ed estranea, è un ritorno al "giovane tex", anche nella maniera in cui vengono narrate le sue storie.  Quella che ho conosciuto da bambino.

  • +1 1
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19 minuti fa, Diablero dice:

In realtà non è altro che lo stesso fenomeno che si verificava con le strisce, che erano proprio scritte così: singole puntate, con un riassunto puntate precedenti e un cliffhanger alla fine.

 

Quante volte hai sentito qualcuno dire (o magari l'hai pensato anche tu) che le vecchie storie di Tex sono pesanti da leggere, e poi c'è un agguato o un serpente a sonagli ogni 10 pagine, etc etc?

 

E quanti, leggendo l'attuale ristampa anastatica, si sono resi conto che leggere quelle storie nel formato in cui erano concepite, cioè striscia per striscia, fa tutto un altro effetto?

 

Questo tipo di narrazione non è una novità moderna ed estranea, è un ritorno al "giovane tex", anche nella maniera in cui vengono narrate le sue storie.  Quella che ho conosciuto da bambino.

Si e no, in quanto una avventura a striscia raccolta non è poi molto lunga. Ma come è stato già detto oggi è molto difficile comprimere l'azione in poche pagine: le vignette sono più larghe e non si usano più in modo massiccio le didascalie. Ripeto, a me queste storie non piacciono tantissimo, ma bisogna saper ammettere che il "Tex Willer" è una delle cose migliori uscite in questi ultimi anni, e non solo Bonelli.

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, Diablero dice:

Questo tipo di narrazione non è una novità moderna ed estranea, è un ritorno al "giovane tex", anche nella maniera in cui vengono narrate le sue storie.  Quella che ho conosciuto da bambino.

Potrà essere un ritorno alle origini, ed in effetti lo è. 

Ma non troveremo mai un prodotto simile o che si avvicini alle strisce degli anni '50, è impossibile: mezzi diversi, sceneggiatori diversi, pubblico diverso... Per quanto sia bravo, Boselli ha uno stile antitetico a quello di Bonelli padre che aveva dalla sua dei dialoghi frizzanti e scorrevoli che formavano un ottimo connubio con delle sceneggiature esplosive. Caratteristiche che Boselli non ha, le sue storie hanno altri pregi. 

Infine i mezzi e il pubblico sono cambiati, tutti gli sceneggiatori del mondo possono provare a riscrivere una storia di Bonelli o a copiarla, ma non ci riusciranno mai. Gus Van Sant ha fatto il remake "shot by shot" di "Psycho", ma erano passati 38 anni dal film di Hitchcock, così come ne sono passati 74 da "Il totem misterioso". 

 

<span style="color:red">33 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

A mio avviso l'espediente narrativo di inserire Tex in un west meno leggendario e più aderente alla realtà storica può essere una carta vincente, anche se questo stona un po' con l'inserimento nella continuity di Zagor. A questo punto, se come immagino le vendite sono soddisfacenti, propongo di togliere di mezzo ulteriori riferimenti alle vecchie storie di Bonelli (non so voi ma a me irrita moltissimo sapere che tutta questa roba si svolge tra "Il totem misterioso" e "La Mano Rossa") e continuare a seguire all'infinito una cronologia coerente ma del tutto slegata.

Lo Zagor presente nel terzo speciale è assolutamente realistico. Boselli ha rimosso quasi tutti i riferimenti fantastici o fantascientifici che lui in primis ha inserito nella saga dello spirito con la scure. Un Patrick Wilding perfettamente calato nelle atmosfere texiane. 

Mi dispiace smentirti, ma non rimuoveranno mai la continuity, almeno su questa serie. 

Non ci sono sceneggiatori in grado di continuare la serie dopo Boselli, e poi, come detto nelle ultime interviste: hanno già pianificato quasi tutto fino alla fine della guerra di secessione.

 

  • +1 1
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 Nelle prime storie di Glb ( parlo dei primi 30 - 40 numeri della serie regolare ) cerano molte didascalie  che alla lunga erano un po' pesanti da leggere, e anche dei ballons a volte molto corposi.

Sulle striscie queste funzionavano benissimo vista la loro brevità.

Boselli mette molti dialoghi bei ballons, e poche didascalie, se non nei frequenti flashback,ma sono sempre funzionali alla trama.🙋‍♂️

 

 

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<span style="color:red">2 ore fa</span>, borden dice:

E' STORIA. "Knights of the Golden Circle". Esistiti veramente!

 

 

https://en.wikipedia.org/wiki/Knights_of_the_Golden_Circle

 

 

Come avevo preannunciato ho letto la pagina di Wikipedia da te indicata, ed ho constatato che le principali iniziative di tale società (non troppo) segreta ebbero svolgimento non solo prima, ma anche nei primissimi anni di Guerra di Secessione, dove tra l'altro si sostiene nell'articolo che i Cavalieri ordirono per inficiare l'elezione di Lincoln e portare al suo posto alla Casa Bianca John Breckenridge, vice di James Buchanan.

 

Di conseguenza, mi è sorta la seguente domanda: hai in mente o non escludi di poter nuovamente riproporre i Cavalieri sulle pagine di Tex Willer (rendendoli così, di fatto, una sorta di nemici ricorrenti), oppure questa storia sarà la prima ed unica che li vedrà antagonisti di Tex?

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Non mi soffermo a commentare la storia (dovrei ricorrere a troppi spoiler) e preferisco ricollegarmi ai post precedenti che fanno riferimento al carattere della collana.

Personalmente ritengo intrigante e oggetto di curiosità scoprire come possano essere colmati i buchi narrativi lasciati da GLB nella continuity e questo é l'aspetto primario che auspico e ricerco nella collana. Concordo anche con @MacParland che afferma che non si puó ricreare lo spirito della lettura di 70 anni fa o riprodurre lo stile di narrazione di GLB, sintetico, semplice, diretto, istintivo, mentre lo stile di Boselli é decisamente piú articolato e studiato, direi anche letterariamente raffinato. Stile assecondato dal disporre di 64 tavole per volta (ogni mese), che consentono di sviluppare "episodi", a differenza delle sole 32 strisce (a settimana) di GLB, costretto a "lampi" di episodi. Certamente l'età giovanile di Tex e il contesto in cui si muove permettono di costruire scenari e ritmi narrativi diversi da quelli della seconda serie gigante, ma non vorrei che si sfruttasse troppo questa diversa ambientazione per distaccarsi sempre piú dai riferimenti narrativi lasciati da GLB. Ossia, non auspicherei una serie filologicamente parallela al Tex adulto e slegata da questa, come accetterebbe di buon grado @Dix Leroy

Non ho presente quanti altri buchi narrativi di GLB siano ancora da coprire, spero che ve ne siano abbastanza da evitare sia trame slegate dalle storie di GLB sia trame legate a quelle ma dilatate su molti albi per allungare il numero di uscite in edicola.

Edited by PapeSatan
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1 ora fa, MacParland dice:

Mi dispiace smentirti, ma non rimuoveranno mai la continuity, almeno su questa serie. 

Non ci sono sceneggiatori in grado di continuare la serie dopo Boselli, e poi, come detto nelle ultime interviste: hanno già pianificato quasi tutto fino alla fine della guerra di secessione.

 

Nonostante sia così a me irrita moltissimo. Significherebbe che Bonelli aveva omesso storie molto più importanti di quelle effettivamente raccontate. Sarebbe come scoprire che mio nonno  per tutta la mia infanzia mi raccontò fino alla noia racconti della sua giovinezza a volte interessanti per poi scoprire che era sbarcato sulla Luna un mese prima di Amstrong...

Comunque non intendevo rimuovere la continuity, ma non riallacciarsi periodicamente a storie passate e tenere tutto sul vago. Ossia quel che abbiamo letto sulla serie regolare rimane.

Questo è il giovane Tex di Boselli, l'altro era il giovane Tex di Bonelli.

Edited by Dix Leroy
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<span style="color:red">48 minuti fa</span>, juanraza85 dice:

Di conseguenza, mi è sorta la seguente domanda: hai in mente o non escludi di poter nuovamente riproporre i Cavalieri sulle pagine di Tex Willer (rendendoli così, di fatto, una sorta di nemici ricorrenti), oppure questa storia sarà la prima ed unica che li vedrà antagonisti di Tex?

 

I Cavalieri el Cerchio d'Oro di fatto svaniscono dopo la Guerra di Secessione e sono rimpiazzati dal Ku Klux klan. Storie con il Klan ne abbiamo viste mi pare.

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Probabilmente, quelli di Boselli che compaiono in questa storia sono più attinenti alla realtà storica rispetto a quelli che a suo tempo affrontò Magico Vento. 

 

Tuttavia, benché da quel che ho potuto apprendere la società abbia di fatto cessato di essere una seria minaccia dopo la Guerra di Secessione, taluni hanno avanzato l'ipotesi che in qualche forma essa potesse essere sopravvissuta clandestinamente. Ipotesi avvalorata, pur senza ulteriori elementi a sostegno, dal ritrovamento nel 2013 sulla Sierra Nevada di un bottino di monete d'oro, il cui valore fu stimato in circa 28.000 dollari e che, secondo alcuni, potrebbe essere stato lì nascosto un secolo prima da alcuni adepti della confraternita con l'obiettivo - evidentemente mai realizzato - di poter prima o poi finanziare una seconda Guerra di Secessione del sud.

 

In tale ottica, dunque, potrebbe trovare una qualche contestualizzazione la storia di Manfredi per Magico Vento, ambientata in Oregon.

  • +1 1
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 La ripetizione di titoli in serie diverse è cosa normale, però in questo caso non era il generico Alaska! e Alaska! per esempio, punto esclamativo compreso sia in Zagor che in Tex, ma un riferimento molto particolare. 

Però è un titolo molto evocativo, quindi, secondo me, è stato scelto a proposito nonostante il precedente. 

 

Al di là di questo (che resta puro onanismo), sono davvero interessanti le tue considerazioni Juanraza!

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9 minuti fa, Angelo1961 dice:

 

 La ripetizione di titoli in serie diverse è cosa normale, però in questo caso non era il generico Alaska! e Alaska! per esempio, punto esclamativo compreso sia in Zagor che in Tex, ma un riferimento molto particolare. 

Però è un titolo molto evocativo, quindi, secondo me, è stato scelto a proposito nonostante il precedente.

 

In realtà, i casi di titoli utilizzati più volte per storie di differenti testate SBE sono abbastanza frequenti. C'è anche un topic apposito qui sul forum, che poiché mi sembri piuttosto curioso circa l'argomento ti consiglio di andare a vedere.

 

 

9 minuti fa, Angelo1961 dice:

Al di là di questo (che resta puro onanismo), sono davvero interessanti le tue considerazioni Juanraza!

 Grazie dei complimenti, pard :ok:!

Edited by juanraza85
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Il 31/3/2022 at 15:52, F80T dice:

Il vero dubbio è sul personaggio di Cortina. Non rischia forse di essere un "doppio" di Montales?

Ai prossimi mesi il responso.

 

Letto il secondo volumetto, la mio domanda muta leggermente i connotati.

 

Di recente, grazie alla ristampa anastatica delle strisce del Tex, ho riletto L'eroe del Messico. Il Montales che viene fuori da quelle strisce è sicuramente onesto, coraggioso, generoso. Ma manca tanto di visione politica, tanto di capacità strategiche e tattiche adeguate al perseguimento di un cambiamento rivoluzionario del regime politico messicano. Ciò è tanto vero che, sino a quando rimangono insieme, è Tex a dettare la linea, tanto politica, quanto militare.

 

Ora veniamo a scoprire che, non molto tempo prima, Tex ha avuto a che fare con Cortina: visionario, autorevole, dotato di capacità politiche e portatore di una chiara strategia finalizzata a raggiungere gli obiettivi (non importa, ai nostri fini, se poi sia effettivamente in grado di raggiungerli). E' lui, e non Tex, il leader. E se il nostro eroe non appare certo subordinato a Cortina, neppure sembra in grado di influire sulle scelte di questi.

 

Insomma, forse Cortina non "doppia" Montales, ma lo oscura.

 

Sarà veramente così? Non resta che continuare a leggere...

 

 

P.S. - Sceneggiatura veramente buona; disegni ottimi.

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Letto "Trappola per Jim Callahan"...albo preparatorio, nella migliore accezione del termine : mi piacciono le storie che sanno prendersi i dovuti tempi nella narrazione, la presentazione del contesto, l'esposizione degli elementi e le forze in campo. In questo "Tex Willer" si conferma come serie coraggiosamente ambiziosa, e questa storia in particolare.

La prima parte, ambientata nel Ranch di Cortina, è piena di tensione sotterranea, e impregnata sul confronto tra tre uomini (Tex, Cortina e Faver) saldamente fermi sulle proprie posizioni e convinzioni.

Inoltre l'intreccio di Storia e Avventura è sempre più fine e cesellato...Tutto ciò che riguarda società segrete mi affascina moltissimo (anche se sono fondamentalmente ignorante come un'asse da stiro) quindi l'introduzione dei "Cavalieri del Cerchio d'oro"- gli antenati del Ku Klux Klan !- moltiplica ulteriormente il mio hype per il prosieguo di questa storia.

Inoltre Boselli si conferma portato per l'introduzione di personaggi femminili avvenenti e combattivi, e la bella Gala (che mi ricorda molto la Sara Montiel di "Vera Cruz"), che prima esibisce il coltello ad altezza coscia, poi scaglia sprezzante un bicchiere di vino in faccia al gringo Tex Willer, si guadagna subito la mia stima !

A chiudere degnamente l'albo, un bel pestaggio vecchia scuola (anche se qui Tex dice che ci deve ancora prendere le misure)...anche se un po' mi spiace per l'ellissi : lo avrei voluto ancora più dettagliato !

Sempre maestosi i disegni di Brindisi, che si conferma "nato per il western".

  • +1 1
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  • 4 weeks later...
<span style="color:red">7 minuti fa</span>, Angelo1961 dice:

A proposito di titoli, altrove stano facendo polemica...

 

Piuttosto sterile, direi, ed immagino piuttosto infondata, proprio come quella di recente mossa da Manfredi a proposito dell'utilizzo del termine "Bedlam"...

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  • Sceriffi

Perché nel Cinquecento cominciarono a dare alle opere titoli evocativi e non semplici descrizioni del contenuto o il nome del protagonista? Tutta colpa loro.

Che palle, oh.

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