Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


Recommended Posts

SPOILER

SPOILER

SPOLIER

 

La storia è ad alti livelli nei primi due albi, ma zoppica nel terzo per colpa soprattutto... dei figli (ah, le giovani generazioni :lol:). Sono infatti Yama e Kit, in modo diverso, che deludono parecchio. Yama più che pazzo sembra un imbecille complessato, Kit si fa sorprendere come un pivello in modo incredibile (come se non conoscesse i poteri di condizionamento e di trasformismo di Mefisto, che tra l'altro ha sperimentato più volte di persona), risultando inutile e incapace (se ne parlava proprio di recente in un altro topic, di come Kit andrebbe valorizzato: be' questa non è certo la sua storia!).

I due personaggi rovinano le scene più importanti del terzo albo, che invece di andare in crescendo perde così molto dell'atmosfera drammatica, gotica e malata che si era creata fino a quel momento.

Aggiungerei anche un finale concitato con troppi personaggi che affollano il manicomio (io avrei tolto tutti gli amici della palestra e i poliziotti, per dare maggior spazio ai pazzi reclusi), e con poche scene memorabili (contrariamente alle due splendide scene del secondo albo, quella della carrozza "indemoniata" e della trappola a Tex e Carson nel vecchio edifico). Anche i super assassini di Mefisto mi sembra che non buchino molto la pagina.

 

Non condivido invece chi vede un calo dei Cestaro (per me bravissimi fino all'ultima vignetta), che anzi danno un contributo decisivo per la credibilità della storia. Il loro tratto è in evoluzione, ma mi sembrano tutt'altro che privi di un'identità precisa.

 

Per quanto riguarda la trama generale, la fine del primo albo mi aveva fatto pensare a un'evoluzione diversa, visto che si conclude con Mefisto che, dopo aver presentato la sua collezioni di strangolatori, avvelenatori e maniaci vari, si reca con alcuni di loro a San Francisco a svaligiare una banca e una gioielleria. L'idea sembrava quella di voler rappresentare una specie di calata di lupi feroci in città, per creare terrore e impadronirsene (una specie di assalto su grande scala alla Jack Thunder e compagni), con i nostri eroi che devono "tamponare" questi criminali efferati uniti alla magia di Mefisto. Invece poi il secondo albo vira verso una trama più classica, quella della trappola architettata a Tex e company, ossia la situazione tipica di quasi tutte le storie di Mefisto.  Nonostante questo, il secondo albo funziona alla grande, anzi c'è un bellissimo crescendo di tensione e paura.

Nel terzo invece  la paura quasi non si percepisce, c'è azione ma poca drammaticità, secondo me. La scena di Tex e Carson in balia dei nemici, a parte la stupidità di Yama, è poco riuscita e oltretutto già vista altre volte. La location del manicomio poteva essere sfruttata meglio (non si rivedono per esempio le camere e gli strumenti di "tortura" ben rappresentate nel primo albo), ci voleva qualche idea in più, e anche più horror, secondo me, visto che la storia era stata impostata così.

 

Resta il fatto che la curiosità e l'interesse per il seguito rimangono inalterati. La nuova ambientazione mi sembra molto adatta per i disegni di Civitelli. Vedremo...

Link to comment
Share on other sites

Spoiler

C'è un'altra cosa che non mi torna.
La strategia di Mefisto è sempre stata quella di catturare vivi i 4 pard per poterli poi uccidere di persona e gioire nel vederli soffrire lentamente.
Nel secondo albo ci sono due episodi che sembrano  andare però in senso  contrario.

 

La scena della carrozza in cui Tex e pard rischiano seriamente la pelle, dove Mefisto, che osserva da lontano nel suo specchio magico, non si capisce se sia contento o dispiaciuto e, stizzito, arriva perfino a dubitare che i suoi nemici siano aiutati dagli Angeli Neri.

 

Nella seconda scena, la vecchia stazione dei pompieri, c'è almeno il beneficio del dubbio.
Il Macellaio tenta un paio di volte di accoppare Tex.
Agisce di testa sua disobbedendo al suo capo?
E, in questo caso, Mefisto è stato tanto ingenuo da fidarsi di lui?

 

Sta di fatto che l'usuale strategia di Mefisto di catturare vivi i suoi nemici è qui poco convincente.
 

 

Link to comment
Share on other sites

28 minuti fa, Letizia dice:
  Nascondi il contenuto

C'è un'altra cosa che non mi torna.
La strategia di Mefisto è sempre stata quella di catturare vivi i 4 pard per poterli poi uccidere di persona e gioire nel vederli soffrire lentamente.
Nel secondo albo ci sono due episodi che sembrano  andare però in senso  contrario.

 

La scena della carrozza in cui Tex e pard rischiano seriamente la pelle, dove Mefisto, che osserva da lontano nel suo specchio magico, non si capisce se sia contento o dispiaciuto e, stizzito, arriva perfino a dubitare che i suoi nemici siano aiutati dagli Angeli Neri.

 

Nella seconda scena, la vecchia stazione dei pompieri, c'è almeno il beneficio del dubbio.
Il Macellaio tenta un paio di volte di accoppare Tex.
Agisce di testa sua disobbedendo al suo capo?
E, in questo caso, Mefisto è stato tanto ingenuo da fidarsi di lui?

 

Sta di fatto che l'usuale strategia di Mefisto di catturare vivi i suoi nemici è qui poco convincente.
 

 

Tornando indietro c'è qualcos'altro che mi ha prima sorpreso e poi naturalmente fatto riflettere. Il nuovo incontro con i pards appare del tutto incidentale, preso com'è Mefisto dal suo progetto alla Moriarty (ecco, ci sono arrivato, il paragone con l'altro grande genio del male finalmente l'ho usato) con base San Francisco. Non costituiscono più un progetto primario e della loro presenza nelle vicinanze ha conoscenza solo dopo la "notte istruttiva" successiva al ricovero del banchiere Morrison. Eppure si sta prendendo cura da tempo del figlio, salvo poi rassegnarsi all'impotenza della medicina e della magia nera e dunque avocando a sé il desiderio di vendetta per quella "intera esistenza ossessionata da quelle quattro ombre". Anche in questo Yama torna ad essere subalterno. Resta la curiosità per quello che gli accadrà nei prossimi quattro numeri e la certezza che non avrà un ruolo macchietta o comunque da predestinato ad un nuovo oblio. Da Borden mi aspetto un colpo d'ala e che non sia della portata di quelli di un... Aryman .

Edited by San Antonio Spurs
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

Comunque, per riprendere una vecchia discussione sul se avesse senso leggere gli albi uno ad uno, tutti e 7 insieme alla fine o spezzando la storia in due parti leggendo 3 e poi 4 albi....fermo restando che ognuno fa come gli aggrada, dalla lettura di Bedlam per me è chiaro che si può tranquillamente leggere questa prima parte di 3 albi come una storia a se, senza aspettare gli altri 4.

Certo, ci sarà una certa continuazione nei prossimi 4 albi, si sapeva, ma questi primi 3 albi possono essere letti senza dover aspettare davvero 7 mesi. 

Io, appagato dal metodo che ho scelto per i primi tre albi, proseguirò allo stesso modo con i successivi 4 della storia Sierra Nevada. 

Li leggerò di mese in mese e poi prima dell'ultimo (il quarto) rileggerò i precedenti (a partire da Sierra Nevada) come ripasso

Link to comment
Share on other sites

  • co fondatore
Posted (edited)

 Uhm, finale un po' sotto tono.

 

Dopo un inizio scoppiettante (quando ho visto Mike colpito dalla lama mi è scappato un "no!" 

:laugh:) c'è la prima stranezza di uno Yama che più che soggiogato dal padre è un idiota. La seconda di Tex che si libera in un modo poco verosimile. La terza di un Kit Willer ingenuo (perché non ha ascoltato Tiger?). Nonostante la bellezza dei disegni e il ritmo complessivo, queste scelte narrative un pochettino inficiano il giudizio finale. I primi due albi sono da dieci, questo "solo" da otto e mezzo.

Comunque Borden ha un robusto mestiere e la storia è bella.

Edited by Mister P
Link to comment
Share on other sites

13 hours ago, San Antonio Spurs said:

Tornando indietro c'è qualcos'altro che mi ha prima sorpreso e poi naturalmente fatto riflettere. Il nuovo incontro con i pards appare del tutto incidentale [...] Non costituiscono più un progetto primario e della loro presenza nelle vicinanze ha conoscenza solo dopo la "notte istruttiva" successiva al ricovero del banchiere Morrison. Eppure si sta prendendo cura da tempo del figlio, salvo poi rassegnarsi all'impotenza della medicina e della magia nera e dunque avocando a sé il desiderio di vendetta per quella "intera esistenza ossessionata da quelle quattro ombre".

 

Beh, in qualche modo Boselli doveva spiegare perchè Mefisto aveva aspettato VENT'ANNI prima di ricomparire...  :lol:

 

Perché il "finale tarallucci e vino" della Mefistolata (termine che ho coniato io quasi vent'anni fa e di cui ho il copyright e concedo di usarlo solo per la storia di Nizzi, chi ha orecchie per capire intenda...) non ridicolizza solo Tex e pards, ridicolizza pure Mefisto. Ridotto a fare scherzi e dispettucci ma anche ad essere tanto inoffensivo che Tex la lascia andare in giro tranquillo...

 

Cosa ha fatto Mefisto per vent'anni (per noi, ovvio) invece di vendicarsi? Si vede qui che ha pensato di crearsi un suo "impero del male" prendendo poco a poco e con estrema prudenza prima il controllo del Manicomio e trasformandolo nella sua fortezza personale, poi riempiendola con criminali ai suoi ordini, con l'intenzione poi di prendere tatta San Francisco.

 

Ricordiamoci che già una volta Mefisto era scappato cercando di "rifarsi una vita" lontano da Tex, e che perdeva il controllo quasi a sentire il suo nome (Black Baron). Credo che sia chiaro che "prima o poi" intende vendicarsi, ma prima vuole rafforzare il suo dominio e i suoi poteri (e, per me, ha chiaramente timore di essere fermato di nuovo)

 

Il fatto che cerchi di "guarire" Yama con la tecnologia e la magia invece di catturare Tex mi pare conseguente: Mefisto è proprio nel logo dove, in teoria, si curano i matti.  Non è disposto a perdere tutto di nuovo "solo" per salvare Yama...

 

Quando (pagina 72 del primo albo) scopre non solo di avere davanti Tex, ma che con le sue azioni l'ha già messo in allarme, la cosa lo fa infuriare. Se la prende con il folle assassino che ha fatto scarcerare, perchè "è colpa sua", questo scontro con Tex che vorrebbe evitare. È furioso. Perché? Anche se lo avesse saputo, il farlo scarcerare avrebbe comunque allarmato Tex. È chiaro invece che Mefisto avrebbe, con il senno di poi, preferito evitare lo scontro con Tex, a costo di lasciare in carcere la sua ultima recluta.

 

Ma qui, forse perchè ha avuto anni di tempo per agire lontano da Tex, è ancora razionale. Si fanno spesso battute sul cliché del "cattivo" che tiene vivo l'eroe "perchè per lui una morte rapida è troppo poco", consentendogli di fuggire e di vincere.  All'inizio Mefisto non fa questo errore, decide freddamente di uccidere Tex e Carson senza tante lungaggini.

 

Ma si vede anche, a pagina 75-84, che sta perdendo l'autocontrollo. Fino a questo momento, a parte Medina, nessuno dei suoi sottoposti sa il suo vero nome. Tiene segreta la sua identità e i suoi piani. Dopo aver rivisto Tex, inizia a fare scene da "mad doctor", esclamando a destra e sinistra che lui, il potente Mefisto, compirà una vendetta terribile sui pards. il fatto che a parte Medina, il più fidato, nessuno, nemmeno la sua fida Ruth, fino a questo memento sappia che è Mefisto, fa capire come non gli sia capitato prima d'ora di fare simili discorsi di fronte ai suoi sottoposti...

 

Ma pare solo un momentaneo attacco di megalomania. Il giorno dopo è di nuovo lucido. Progetta di uccidere Tex lontano dal manicomio, e non fare nulla contro di lui finché si trova fra quelle mura (confrontare il suo comportamento nel terzo albo). Si preoccupa di creare la messinscena per i pards.  Se il suo piano avesse successo, la morte di Tex e degli altri sembrerebbe un "normale" incidente, senza portare sospetti su di lui.

 

Il fallimento di quel piano provoca un 'altro scatto d'ira. Accusa gli Angeli Neri, che gli ribattono le sue colpe e i suoi errori, facendolo infuriare.

 

Diventa più imprudente. Rapisce personalmente Devlin, e nel farlo dichiara un'altra volta la sua identità non solo a Devlin ma anche ai suoi sottoposti. Stavolta LASCIA una traccia fatta di diversi testimoni che potrebbero condurre le indagini fino al suo manicomio (e infatti, le sbrigative indagini dei forzuti amici della palestra giungono subito al suo nome).

 

Poi tenta di nuovo di uccidere i pards. Ed effettivamente, se il piano riuscisse perfettamente, il "macellaio" li ucciderebbe, ma dubito che Mefisto lo ritenga in grado di farlo. E infatti ha subito pronto il piano b, il gas. Che gli consegna Tex e Carson vivi.

 

Notare che Mefisto è sempre meno razionale. Lascia sempre più tracce. Fa sempre più errori. Come se la presenza di Tex gli impedisse di ragionare razionalmente.  Alla fine del secondo albo, anche se ha lasciato troppi indizi e la polizia indagherà al manicomio, almeno contro Tex e Carson ha vinto.  La scena successiva con Yama fa vedere che solo uno stregone che comanda i demoni può risvegliare Carson (e quindi anche Tex)

 

Ma è Mefisto stesso a svegliare Tex. Perchè non può bastargli sconfiggere Tex, ha BISOGNO che Tex veda il suo VERO trionfo. Così risveglia il suo peggior nemico.

 

Di fronte a Tex, Mefisto regredisce man mano alla sua "solita" folle megalomania. Ricomincia a comportarsi da "mad docton". Tenta di far rapire Kit e Tiger in città, di fronte a numerosi testimoni, dai riconoscibilissimi criminali che ha "salvato" dal carcere, travestiti da poliziotti. Dopo progetterà di sterminare tutta la pattuglia di poliziotti che arriva al manicomio, anche se al comando sicuramente sanno dove sono andati.

 

Più si infuria, più Mefisto diventa irrazionale, imprudente, e fa errori. E nulla lo fa arrabbiare più di Tex.

 

Per questo le sue azioni alla fine non collimano con quelle iniziali. Perché dopo anni di totale segretezza fa cose così appariscenti? Perché sta perdendo la testa. Perché prima razionalmente tenta di uccidere Tex senza creare sospetti, e poi lo cattura e addirittura lo libera dal sogno e gli lascia una lama vicina? Perché sta sempre più perdendo la testa.

 

Per questo non condivido la critica sul fatto che il suo piano sia "incoerente". La sua discesa nell'irrazionalità invece è perfettamente coerente e progressiva. Sarebbe incoerente se Mefisto alternasse azioni razionali a folli senza un ordine preciso, ma qui l'ordine c'è, e abbastanza evidente...

 

 

 

 

  • Like (+1) 1
  • +1 3
Link to comment
Share on other sites

Storia che possiede luci e ombre notevoli, per mio conto.

Diciamo subito che potrebbe esserci qualche spoiler, quindi se non l'avete letta non andate avanti in queste righe.

I primi due albi sono, a mio parere, magistrali.

L'atmosfera malata del manicomio (coadiuvata dai notevoli disegni dei Cestaro), è davvero convincente. I pazzi sono da brividi. Mefisto, più invasato e deciso che mai, fa davvero paura e la vicenda è snodata con grande padronanza di ogni momento narrativo....per i primi due albi.

Si arriva all'ultimo albo con entrema curiosità, ma qui avviene ciò che talvolta accade con Borden, ovvero la vicenda si intrica, succedono troppe cose che lasciano anche confusi e soprattutto si cade a capofitto in incongruenze od errori che invece non sono consueti.

Intanto la polizia, gli amici della palestra, Kit e Tiger, Tex, Carson, Mefisto e Yama tutto assieme in questo albo finale, dentro il manicomio, è troppa roba. Borden perde a volte il senso della misura e qui ci cade a capofitto.

Poi...ok che Yama è un pirla, ma qui si esagera. Sa fare solo danni. Addirittura risveglia Carson da un sonno ipnotico che lo avrebbe certamente portato alla follia permanente e permette a Tex di liberarsi (in modo comico...tramite un pugnale incandescente che va a sciogliere dei legacci che solo pochi minuti prima aveva definito praticamente impossibili da far cedere, e ovviamente senza bruciarsi lui, non sia mai...).

Yama chiamato inetto anche dal padre, un vero e proprio ragionier Ugo Fantozzi che si aggira per la storia cone un deficiente.

Mefisto fa due errori capitali. Il più importante è quello di aver richiamato al mondo reale Yama, vera sciagura. Ma anche lasciare il pugnale di fianco a Tex è una bella boaiata.

Ovvio, Mefisto DEVE sbagliare, sennò vince, coi suoi poteri, ma magari non finire nel mondo del Ragionier Ugo sarebbe meglio.

Ma la figura peggiore la fa il povero Kit Willer. Mi perdoni Borden, ma quando l'ho visto avvicinarsi al finto pazzo sul letto, incalzato da "non ti preoccupare, per il riconoscimento ti devi avvicinare", mi sono sentito più o meno come nel famoso "Tex sei tu?" del Mefisto! di Nizzi.

Una scena surreale, che il figlio di Tex non si dovrebbe consentire. A questo punto ho davvero faticato a proseguire con l'ultimo albo, al punto che nella parte finale sono anche andato di corsa per concluderlo.

Yama deficiente totale e combinaguai di professione, Mefisto che se ne va e lascia Tex con un pugnale a un centimetro dalle mani, Carson che viene svegliato in quel modo dagli inferi della pazzia, Kit che fa la figura del fesso completo e tutto quel casino assurdo quando arrivano gli amici della palestra disarmati, che non subiscono nemmeno un graffio, mi hanno proprio tolto le sensazioni positive dei primi due albi, bellissimi.

 

I disegni molto bene, a parte i volti dei pards che non mi convincono pienamente.

Villa, però, e il miglior Galep, nelle storie di Mefisto, la spuntano decisamente.

 

Storia da 9 nei primi due albi e da 5 nel terzo.

Edited by valerio
  • Thanks (+1) 1
  • +1 2
Link to comment
Share on other sites

Uno degli aspetti che più mi ha colpito di questa storia è stato proprio il rapporto tra il padre Mefisto ed il figlio Yama, ed i sentimenti ambigui che il primo mostra nei confronti del secondo. Se è pur vero che Mefisto si prodiga con abnegazione per ridestarlo dalla follia in cui il figlio è precipitato dopo il suo precedente scontro con Tex (in occasione del quale, come ricordiamo, contribuì a trascinarlo fuori dal crollo del tempio), mostrando a suo modo una sorta di affetto, è ancor più vero che non gli perdona i suoi passati fallimenti ed il carattere debole, ed una volta raggiunto l'obiettivo di ridestarlo non esita ad insultarlo e minimizzarlo, quasi a volergli rimarcare la sua condizione di sottoposto e ricordargli di stare al proprio posto.

 

Nel momento in cui Yama viene messo alla prova dal padre, lasciato solo a fare la guardia a Tex e ad un ancora incosciente Carson, fallisce miseramente, propiziando la fuga dei due pards e costringendo il genitore a darsi nuovamente alla macchia. Tuttavia, a nuova dimostrazione del legame che comunque sente di avere col figlio, Mefisto lo recupera e se lo porta dietro.

 

Inutile sottolineare come, nella prossima avventura, l'evoluzione (o, chissà, l'involuzione) di questo atipico rapporto padre/figlio rappresenterà per me ulteriore motivo di attesa ed interesse.

Link to comment
Share on other sites

L'ho finita ieri. Certo ero e sarò sempre poco e nulla predisposto alle storie con Mefisto (e più in generale a quelle di magia nera, occulta, ecc.) e forse per questo la storia non mi piaciuta (tralasciando i disegni che sono fantastici). Unico punto di interesse le tavole di Tex e Carson prigionieri, dove le pagine scorrono via per sapere come riusciranno ad uscirne. Ma il terzo albo è troppo compresso e non succede niente di rilevante, anzi la troppa compressione, nonchè il fiume in piena di parole in alcuni punti, mettono l'attenzione a dura prova.

 

In generale comunque a leggere la storia viene da ridere. Mefisto ormai ha fatto il suo tempo sin dalla sua prima apparizione, praticamente. Qui è l'espressione del coglione vero e proprio. Ogni cosa che fa risulta stucchevole e ridicola. Per quasi tutta la storia se ne sta a guardare quella cavolo di bacinella a guardare "gli abissi" e a parlare con i demoni o chi per loro (ma non lo fa nel momento più importante - o meglio lo fa troppo tardi - ossia quando Tex e Carson sono prigionieri). Ma poi sta cavolo di mania di far vedere i mostri a chiunque: dopo le prime 2 o 3 volte però basta, dai. E' insopportabile. E questo sarebbe il grande illusionista? Finiamola, dai. O si piange per la ridicolaggine o si ride per non piangere. Mefisto ormai è una marchetta (e pure un masochista di livello estremo e pure oltre) e spero vivamente che questa lunga "run" sarà la sua ultima apparizione e possa sancire definitivamente la sua scomparsa insieme al figlio cretino e all'idiozia di storie come questa.

 

Mauro, quando ritorni a scrivere Tex western magari facci un fischio.

  • Thanks (+1) 1
Link to comment
Share on other sites

  • Sceriffi

Mi accingo alla lettura del terzo albo, ma prima credo sia doveroso un ringraziamento a Manfredi. Senza la polemica di qualche tempo fa sulla copertina e sul titolo di questo albo, non avremmo avuto il bell'articolo di Borden a rimpiazzare l'inutile paginetta di Frediani. Oltremodo interessante ed anche elegantissimo nel chiudere la polemica.

 

La copertina di Villa è una delle migliori degli ultimi anni. Ci risentiamo più tardi per un commento alla storia ;)

Link to comment
Share on other sites

Il 9/6/2022 at 13:02, Condor senza meta dice:

Una rilettura complessiva dei tre albi, mi permetterà di metabolizzare meglio la trama e provare a esprimere un giudizio più articolato. 

 

La sensazione a bruciapelo provata è che la storia sia valevole, ma perde qualcosa nel terzo albo. 

Gli appunti mossi da Diablero e Letizia mi trovano d'accordo, in effetti qualche passaggio andava maggiormente "oliato", al netto di una sceneggiatura con ritmi adeguati e coinvolgente.

 

Credo che bisognerà attendere il secondo capitolo della minisaga, per farsi un'idea complessiva.

 

Finora il primo atto (a mio modesto avviso) non arriva a eguagliare l'epicità raggiunta dalla storia delle "Navi Perdute", ma ripeto, potrei essere smentito dalla seconda parte. L'ambientazione comunque mi è molto piaciuta e Mauro dimostra sempre di essere un soggettista con fiocchi. 

 

Spoiler

Dopo la scena dello scorso albo, in cui Devlin dialogava con un vicino di cella che asseriva di essere il vero direttore del manicomio, mi ha un po' stupito che scopriamo sul finale che Mefisto lo ha ucciso prima di prendere il suo posto. Incongruenza o le frasi udite da Tom erano i vagheggiamenti di un folle qualsiasi? E se così, quanta importanza aveva quel dialogo nell'economia della trama?

 

 

 

 

 

Mefisto ha imprigionato il direttore precedente , ma ha ucciso il professore di cui ha preso l'identità

 

Il 9/6/2022 at 14:49, San Antonio Spurs dice:

Si parla di tale  dottore Michaels, che a pagina 98 del secondo albo Ruth a colloquio con Mefisto - anzi: Weyland, perché lei così lo chiama anche se sa bene che non è la sua vera identità - conferma essere "nel reparto furiosi con la sua camicia di forza". Dove di sicuro si fa fatica a credere che il suo stato di salute possa comprendere sempre la lucidità e dove si suppone che subisca anche lui trattamenti ipnotici che inducono a visioni.

C'è da essere curiosi anche sulla questione Tiger, visto che ha ripreso l'abitudine di chiamare Tex, Kit e Carson Aquila della Notte, Piccolo Falco e Capelli d'Argento.

 

Dove lo chiama così? A che pagina? Dev'essere un refuso.

 

 

Il 9/6/2022 at 19:50, Diablero dice:

 

 

Alcune critiche non le condivido:

  Nascondi il contenuto

 

  Nascondi il contenuto

Si è parla di un Tex che "aspetta per ore nella merda" nel primo albo, ma è ovvio che non è così.  Guardate la posizione di Carson e del fuggiasco.  Gradmore si sta muovendo sul lato destro della fogna. Carson gli appare ALLE SPALLE.  Segno che si è nascosto in un cunicolo laterale e ha fatto passare Gradmore (visto che la polizia l'ha spinto verso di loro). Perché lo chiama? Se Tex fosse appostato DAVANTI a Gradmore, avrebbe dovuto farlo andare avanti indisturbato perchè Tex lo aggredisse. No, lo chiama e LO FA TORNARE INDIETRO...  segno che ADESSO Tex è in agguato nell'acqua, DIETRO a Gradmore, ma pochi secondi prima, quando Gradmore era passato di lì la prima volta, non c'era, era con Carson. Si è calato nell'acqua in quel momento e Carson ha fatto da esca facendo tornare indietro Gradmore (o Tex si è avvicinato sott'acqua, il risultato finale è lo stesso)


Parlando anche di un altra "attesa" che ha causato polemiche...  quando si vedono Kit e tiger a pagina 9 prendere il caffè, non viene detto quanto tempo è passato dalla scena dell'albo precedente dove hanno frugato fra le macerie. Chiaramente non sono andati a dormire, e quindi il caffè ha il suo perchè.  Aspettano Tony che è andato a raccogliere una squadra di poliziotti, ma quanto tempo ci avrà messo? Per me pochi minuti, e visto che tanto il manicomio richiede un viaggio lungo ci sta che lo aspettino qualche minuto (ricaricandosi con il caffè) prima di partire.  Cioè, in una scena come questa, se appare strano che attendano ore, ma non c'è scritto né indicato che attendono ore... vuol dire che NON attendono ore! Perché dare per ovvia senza prove l'ipotesi più assurda?

 

 

Bravo, come al solito.

Il 9/6/2022 at 19:50, Diablero dice:

 

 

Edited by borden
Link to comment
Share on other sites

2 ore fa, borden dice:

Dove lo chiama così? A che pagina? Dev'essere un refuso.

 

Del colloquio fra Mefisto-Weyland e Ruth ho già scritto: pagina 98 del 739. Se invece il riferimento è a Tiger, ma non credo, perché tu parli di un refuso, quindi di un caso isolato: ad esempio pagina 10 e 64 del 738, 5 del 739 e così via.

 

Edited by San Antonio Spurs
Link to comment
Share on other sites

17 minuti fa, San Antonio Spurs dice:

Del colloquio fra Mefisto-Weyland e Ruth ho già scritto: pagina 98 del 739. Se invece il riferimento è a Tiger, ma non credo, perché tu parli di un refuso, quindi di un caso isolato: ad esempio pagina 10 e 64 del 738, 5 del 739 e così via.

 

 

Nel colloquio tra Ruth e Mefisto non trovo nulla di strano o di errato.  Il direttore è effettivamente rinchiuso, come ribadito negli albi seguenti. Michaels e Weyland  non sono la stessa persona.

 

E che problemi avrebbe Tiger??? Ti pare strano che chiami Tex e Carson coi loro nomi indiani. SCHERZI? Trasecolo davvero! Sei sicuro di essere un lettore abituale di Tex??

 

Io mi riferivo a qualcuno che, secondo taluno e non so dove, si rivolgerebbe a Carson chiamandolo KIT CARSON con nome e cognome...   Lo trovo assurdo. E torno a chiedervi: Dove questo accade?

 

 

 

 

 

 

2 minuti fa, borden dice:

 

 

 

 

 

 

 

 

Edited by borden
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">11 minuti fa</span>, borden dice:

Io mi riferivo a qualcuno che, secondo taluno e non so dove, si rivolgerebbe a Carson chiamandolo KIT CARSON con nome e cognome...   Lo trovo assurdo. E torno a chiedervi: Dove questo accade?

Tex a pag. 22 del 740 anche se non è chiaro se lo chiama o se la sua è un'espressione del tipo "Ma quello è Kit"

Link to comment
Share on other sites

Riguardo al chiamarlo "Kit Carson", credo si riferiscano alla scena in cui sono entrambi imprigionati. A un certo punto Tex esclama effettivamente "Kit Carson".

Link to comment
Share on other sites

25 minuti fa, borden dice:

 

Nel colloquio tra Ruth e Mefisto non trovo nulla di strano o di errato.  Il direttore è effettivamente rinchiuso, come ribadito negli albi seguenti. Michaels e Weyland  non sono la stessa persona.

 

E che problemi avrebbe Tiger??? Ti pare strano che chiami Tex e Carson coi loro nomi indiani. SCHERZI? Trasecolo davvero! Sei sicuro di essere un lettore abituale di Tex??

 

Io mi riferivo a qualcuno che, secondo taluno e non so dove, si rivolgerebbe a Carson chiamandolo KIT CARSON con nome e cognome...   Lo trovo assurdo. E torno a chiedervi: Dove questo accade?

 

 

 

 

 

 

 

Nel mio post incriminato e sbeffeggiato: 1) Non ho accennato a nulla di strano o errato, ho sottolineato a vantaggio di un altro forumista un dialogo che confermava l'esistenza e l'identità di un personaggio introdotto, ma non mostrato, poco prima e che aveva lasciato adito a dubbi in qualcuno. Non certo, in me, quello che Weyland e Michaels fossero la stessa persona;
2) Non ho mostrato stupore perché Tiger chiama i tre pard con i loro nomi indiani, ma se mi dimostri che lo ha fatto sempre, in tutti i 737 numeri precedenti senza mai usare Tex, Kit e Carson non posso ammettere di non essere un lettore abituale, visto che lo sono da 55 anni, semmai penserei di essere rimbecillitosi. scusa, adeguandomi: RIMBECILLITO; 3) Su Carson chiamato Kit Carson io (IO) non ho scritto niente, ti riferisci genericamente a qualcuno che... chissà dove... perché e per come... Ma citi me. 0/3 al tiro, capitava anche a Larry Bird, che anche in quanto a permalosità era inarrivabile.

Edited by San Antonio Spurs
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">16 minuti fa</span>, Gunny dice:

Tex a pag. 22 del 740 anche se non è chiaro se lo chiama o se la sua è un'espressione del tipo "Ma quello è Kit"

 

 

Ma è ovvio che è così! 

<span style="color:red">12 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Ripropongo integralmente il mio post.

«Si parla di tale  dottore Michaels, che a pagina 98 del secondo albo Ruth a colloquio con Mefisto - anzi: Weyland, perché lei così lo chiama anche se sa bene che non è la sua vera identità - conferma essere "nel reparto furiosi con la sua camicia di forza". Dove di sicuro si fa fatica a credere che il suo stato di salute possa comprendere sempre la lucidità e dove si suppone che subisca anche lui trattamenti ipnotici che inducono a visioni.

C'è da essere curiosi anche sulla questione Tiger, visto che ha ripreso l'abitudine di chiamare Tex, Kit e Carson Aquila della Notte, Piccolo Falco e Capelli d'Argento».
Dunque: 1) Non ho accennato a nulla di errato, ho sottolineato un dialogo che confermava l'esistenza e l'identità di un personaggio introdotto, ma non mostrato, poco prima e che aveva lasciato adito a dubbi in qualcuno. Non certo, in me, quello che Weyland e Michaels fossero la stessa persona; 2) Non ho mostrato stupore perché Tiger chiama i tre pard con i loro nomi indiani, ma se mi dimostri che lo ha fatto sempre, in tutti i 737 numeri precedenti senza mai usare Tex, Kit e Carson non posso ammettere di non essere un lettore abituale, visto che lo sono da 55 anni, semmai penserei di essere rimbecillito; 3) Su Carson chiamato Kit Carson non ho scritto niente, ti riferisci genericamente a qualcuno che... chissà dove... perché e per come... Ma citi me. Dopo questo 0/3 al tiro, sei sicuro di essere (stato) un lettore (mio) attento? 

 

Non capisco il punto  1 e il 3 non riguarda te.

Sul 2 davvero non capisco che cosa vuoi dimostrare . Più spesso usa i nomi indiani, talvolta (di rado) non li usa. E allora??

Link to comment
Share on other sites

Il punto 1 e 3 non riguardavano me, ma comparivano in una risposta diretta a me. 
Sul punto 2 non ho voluto mostrare niente, avevo solo espresso una curiosità; ricevendo una risposta che si commentava da sola e infatti sono già passato oltre. In nessun caso avevo espresso una vis polemica; vorrei essere giudicato per quello che scrivo, non per quello che mi viene attribuito. 

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">13 minuti fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Il punto 1 e 3 non riguardavano me, ma comparivano in una risposta diretta a me. 
Sul punto 2 non ho voluto mostrare niente, avevo solo espresso una curiosità; ricevendo una risposta che si commentava da sola e infatti sono già passato oltre. In nessun caso avevo espresso una vis polemica; vorrei essere giudicato per quello che scrivo, non per quello che mi viene attribuito. 

 

Ma non sono arrabbiato,, spero che non lo sia tu.

 

Solo che i tuoi post in proposito sono (e rimangono) abbastanza oscuri (o poco chiari, come preferisci). Prova a rileggerli. Tra cose che dovrei dimostrare e scommesse sul fatto che sei rimbecillito... Beh, non ci ho capito e continuo a non capirci niente. ;)   Cerchiamo di esser chiari nei quesiti o nelle affermazioni. Lo dico anche a me stesso. Tra ironie e controironie alla fine non si capisce una fava. :P

Link to comment
Share on other sites

5 hours ago, borden said:

Io mi riferivo a qualcuno che, secondo taluno e non so dove, si rivolgerebbe a Carson chiamandolo KIT CARSON con nome e cognome...   Lo trovo assurdo. E torno a chiedervi: Dove questo accade?

Ero io! Porto fuori quel pezzo da sotto il tag "spoiler"...

 

On 6/9/2022 at 7:50 PM, Diablero said:

Pagina 22: "Kit! Kit Carson!". Ora, è verissimo che anche fra amici si si può chiamare per cognome (capita frequentemente in ambienti scolastici o militari), e che avendo due "kit" nel gruppo Carson venga spesso chiamato per cognome. Qui il problema non e quello, non è l'uso del cognome. È l'uso di NOME E COGNOME INSIEME.

Faccio un esempio: un amico di Boselli potrebbe chiamarlo "Mauro". Potrebbe chiamarlo "Boselli" se si sono conosciuti dove si usava il cognome. Potrebbe chiamarlo "Bos", potrebbe usare un altro soprannome, potrebbe chiamarlo "borden" se l'ha conosciuto nel forum. TUTTI questi nomi vanno bene e possono essere usati per dimostrare familiarità.

Ma se qualcuno lo chiama "Mauro Boselli", tutto attaccato...  sembra che faccia l'appello a scuola. O che si incontrino dopo trent'anni. È artificiale.

 

Specifico che in quel post avevo diviso i problemi della storia, fra problemi veri e propri e "cazzatine", e questa era fra le "cazzatine" che ho segnalato perchè li considero come refusi che sono sfuggiti alle revisioni (come il disegno di Tex che fa sforzi immani per liberarsi da una cinghia tanto allargata che potrebbe semplicemente sfilare la mano)

 

On 6/9/2022 at 7:50 PM, Diablero said:

Cos'hanno in comune questi "errori"? Che sono cazzatine correggibili facilmente senza cambiare la storia.

Bastava scrivere "Kit! Kit! Carson!" spezzando la continuità fra nome e cognome (anche se per me meglio ancora sarebbe stato "Carson! Carson! KIT!" (aumentando la familiarità)

[...]

Nei disegni della cinghia, bastava chiudere la cinghia di cuoio attorno al polso di Tex, in maniera che non potesse sfilare la mano così facilmente. Una correzione che potevano fare anche in redazione in breve tempo.

 

Sono insomma, il classico tipo di problemi che si risolvono facilmente se c'è un editor (diverso dall'autore) che li noti. perchè l'autore, dove aver scritto e riletto la sceneggiatura più e più volte, non riesce più a "vedere" la tavola ed eventuali problemi, vede la versione che si era immaginato. Ci vogliono occhi nuovi, che "leggano" le tavole per la prima volta senza averle "immaginate" prima. [...]

 

 

 

Edited by Diablero
Link to comment
Share on other sites

9 ore fa, borden dice:

Mefisto ha imprigionato il direttore precedente , ma ha ucciso il professore di cui ha preso l'identità

Dopo che mi era stato fatto notare, sono andato a controllare e mi son accorto di aver effettivamente preso un granchio, grazie comunque per il chiarimento Mauro, così come ringrazio Franco per la risposta.

 

Come accennavo nel commento, lo stress del periodo non mi aiuta, ma soprattutto, ciò mi conferma che buttare di getto a caldo le impressioni, può portare a scrivere corbellerie. :lol: Chiedo venia. 

Edited by Condor senza meta
  • +1 1
Link to comment
Share on other sites

18 ore fa, borden dice:

 

Ma non sono arrabbiato,, spero che non lo sia tu.

 

Solo che i tuoi post in proposito sono (e rimangono) abbastanza oscuri (o poco chiari, come preferisci). Prova a rileggerli. Tra cose che dovrei dimostrare e scommesse sul fatto che sei rimbecillito... Beh, non ci ho capito e continuo a non capirci niente. ;)   Cerchiamo di esser chiari nei quesiti o nelle affermazioni. Lo dico anche a me stesso. Tra ironie e controironie alla fine non si capisce una fava. :P

Certo che non sono arrabbiato neanch'io e concludo ribadendo che se la chiarezza è la buona educazione di chi scrive, chiedo scusa per essere stato "maleducato". Tutto sotto la luce del sole: a partire il fatto che sono sicuro di essere un lettore abituale di Tex e che preferisco che Tiger dica Tex, Carson e Kit. Ma questo è un altro discorso e soprattutto riguarda un'opinione.

Edited by San Antonio Spurs
Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">2 ore fa</span>, San Antonio Spurs dice:

Certo che non sono arrabbiato neanch'io e concludo ribadendo che se la chiarezza è la buona educazione di chi scrive, chiedo scusa per essere stato "maleducato". Tutto sotto la luce del sole: a partire il fatto che sono sicuro di essere un lettore abituale di Tex e che preferisco che Tiger dica Tex, Carson e Kit. Ma questo è un altro discorso e soprattutto riguarda un'opinione.

 

 

A farli chiamare con i loro nomi bianchi da Tiger in tempi recenti sono stato sempre io, occasionalmente.  Bonelli faceva spessissimo usare Tiger i a nomi indiani, e così fanno Ruju e gli altri (quando non lo fanno è perchè ho corretto io).  Quindi sfondi una porta aperta. Ma la tradizione vuol diversamente, come vedi.

Link to comment
Share on other sites

<span style="color:red">1 ora fa</span>, borden dice:

 

 

A farli chiamare con i loro nomi bianchi da Tiger in tempi recenti sono stato sempre io, occasionalmente.  Bonelli faceva spessissimo usare Tiger i a nomi indiani, e così fanno Ruju e gli altri (quando non lo fanno è perchè ho corretto io).  Quindi sfondi una porta aperta. Ma la tradizione vuol diversamente, come vedi.

 

Io che rileggo spesso le vecchie storie, ritrovo la maggior parte delle volte che Tiger usi nomi indiani, in ogni caso che fastidio danno? 

Link to comment
Share on other sites

 Share

  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.