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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


ymalpas
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Tex deve liberarsi da solo, in casi come questo. E' la mia opinione.

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  • Sceriffi

Ormai avete già detto tutto a proposito di questa storia, ma lascio anch'io qualche piccola osservazione.

 

1) Per quanto ne dicano i suoi detrattori e quei lettori che proprio non lo possono soffrire, il buon vecchio Mefisto aveva ancora qualcosa da dire. Questa storia dimostra che uno sceneggiatore ispirato poteva ancora tirare fuori qualcosa che valesse la pena di raccontare, muovendosi tra cliché delle vecchie storie (i pard catturati) e situazioni inedite (l'ambientazione al manicomio).

 

2) Anch'io condivido i molti giudizi che vedono i primi due albi - ma soprattutto il secondo - superiori al terzo, un po' meno riuscito. Il secondo albo, appunto, è davvero notevole per la gestione del ritmo narrativo per le due scene-madri - la corsa pazza delle carrozze demoniache, e la trappola nella vecchia caserma dei pompieri - che sono davvero coinvolgenti e ti tengono incollato alle pagine.

Il terzo albo, pur rimanendo una lettura più che piacevole, è però un po' più farraginoso, e non solo per qualche piccola incertezza di sceneggiatura che è già stata sottolineata (la "trovata" di Borden per far liberare Tex questa volta non è così felice come al solito). Quella che dovrebbe essere la scena-madre del terzo albo risulta eccessivamente frammentata e caotica per l'accavallarsi di scene e personaggi che, se da un lato sono funzionali nell'economia della narrazione a distrarre Mefisto e a fargli perdere la concentrazione necessaria per mantenere il controllo della situazione, dall'altro spezzettano in maniera forse eccessiva il finale.

 

3) Kit e Tiger. Non al meglio della forma: si fanno abbindolare un po' troppo facilmente una volta arrivati al manicomio, soprattutto dato che si sono convinti (anche in questo caso, un po' troppo facilmente) che ci sia Mefisto dietro la scomparsa di Tex e Carson.

 

4) Mefisto e Yama. Mi è molto piaciuto come Borden ha ripreso e ha gestito i due grandi nemici di Tex. Mefisto è lucidissimo, ma ha anche un paio di sprazzi di quella follia improvvisa che lo ha sempre accompagnato e che lo ha portato alla rovina in passato. Molti invece hanno parlato di Yama ridotto a macchietta; dissento ed anzi ho trovato   azzeccata la scelta di giocare sulla sua mente ottenebrata ed imprigionata dalle "sentinelle di pietra", ed il modo in cui Tex riesce ad approfittarne. Sono curioso di vedere quale sarà l'evoluzione di Yama nella seconda parte della storia...

 

5) I disegni. Quando ero piccolo - erano gli anni '90 e mi ero letto tutto il Tex di GLB, mentre seguivo l'inedito in edicola mese per mese - chiesi a mio papà perché Mefisto non tornasse più nelle nuove storie. La sua risposta: "Perché nessuno lo sa più disegnare come lo faceva Galep".

Ecco, io credo che in fondo qualcosa di vero ci sia in questa affermazione e che il successo di questo personaggio debba comunque tanto anche alla matita di Galleppini, che con "Black Baron" e "Il figlio di Mefisto" ha creato scene ed atmosfere indimenticabili.

I Cestaro fanno comunque un egregio lavoro soprattutto per l'atmosfera gotica che sanno creare - in questo sono senza dubbio fra i migliori dello staff di Tex, insieme direi a Carnevale. Un po' meno bene invece nella caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quelli secondari, a volte poco distinguibili.

 

 

In conclusione, se la storia fosse a sé stante e si concludesse qui, ci sarebbe un po' di insoddisfazione per un terzo albo sotto tono rispetto alle grandi cose viste nei primi due. Ma il bello è proprio che non finisce qui, anzi credo che non si possa davvero valutare compiutamente questa storia prima di averne letto anche la seconda parte. Per fortuna non c'è troppo da aspettare :lol:

 

 

 

 

  • +1 2
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<span style="color:red">10 ore fa</span>, Barbanera dice:

Mefisto nasce con Tex. Avversario di Tex fin dagli albori, è la sua nemesi. è un personaggio antico, quasi vecchio come Tex...  Tanto è concreto e positivo Tex quanto è irrazionale e malefico Mefisto...due forze opposte, che non si attraggono ma sono PER FORZA DI COSE IN COMPETIZIONE l'una con l'altra. Un dualismo che piaceva moltissimo ai ruspanti lettori del Primo Tex, abituati ad un ritmo delle storie diverso da quello attuale.

 

IMHO.

Piace moltissimo ancora oggi, anche se sono uno dei ruspanti lettori citati, e ribadisco che Mefisto morirà con TEX, per ragioni di saga oppure commerciali.

Il ritmo è chiaramente diverso da TexWiller (mica tanto dalla regolare), calcola che per leggere l'ultima avventura su TexWiller ho dovuto ogni volta rileggere tutto dall'inizio, non so se sia il ritmo o la miriade di personaggi, comunque per capire fino in fondo devo fare lo stesso di Borden: ogni volta che arriva un nuovo albo devo rileggere la storia dall'inizio (sto parlando solo dell'ultima avventura).

Preciso che con il "dover fare lo stesso di Borden" significa che, come lui ha più volte dichiarato, ogni volta che riprende in mano una sceneggiatura la rilegge tutta dall'inizio,  d'accordo che lui ha una decina o più di storie in sospeso però, a volte, sottopone i lettori come me a questa piacevole "tortura".

A Yama è stata fatta fare una figuraccia che di più non  si può, risvegliato dal coma per 5 minuti ne ha combinate di tutti i colori, poi rimesso in catalessi. Meno male che l'ombra aleggiante sul nuovo TEX 741 sia quella di Mefisto, altrimenti avrebbe suscitato ilarità.

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Ho letto tutti i commenti e concordo in particolare con quelli di Diablero.

Per me semplicemente Tex non andava fatto catturare, magari qualcuno dei pards si con il nostro che poi li libera ma messa giù come è stata messa poi diventa ovviamente difficile da gestire senza far passare Mefisto per Will Coyote, che poi direi che dopo quaòche centinaia di storie possiamo anche fare a meno del topoi dell'eroe inerme legato al tavolo della tortura a favore di qualcosa di più fresco e sorprendente.

La storia comunque mi è piaciuta molto nonostante il calo e l'arruffamento dell'ultimo albo, curioso di leggere il seguito soprattutto per l'inedita ambientazione.

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Premetto che Mefisto è in assoluto il mio personaggio preferito e, proprio per questo motivo, quando ho saputo del suo ritorno dopo quasi vent’anni di oblio, le mie aspettative erano molto alte, se poi aggiungiamo che l’evento era ancora più epocale dato che avremmo visto, per la prima volta, Yama e Mefisto insieme, bè le mie aspettative erano decisamente altissime.

Spoiler

I primi due albi hanno mantenuto quanto promesso e, soprattutto, il cliffhanger del secondo è stato per me un grandissimo colpo di scena perché, se la memoria non mi inganna, era la prima volta di Tex inerme e totalmente alla mercé del diabolico negromante e, pur sapendo che comunque il nostro ne sarebbe uscito illeso (e questo per forza, altrimenti dal n. 741 l’albo mensile si sarebbe dovuto chiamare Mefisto e non più Tex), nonostante la situazione si presentasse senza una plausibile via d’uscita perché, evidentemente, se il tuo acerrimo nemico, che ti odia più di ogni altro al mondo, che a causa tua ha dovuto ingoiare dei rospi grandi come dei gatti randagi ed addirittura, sempre per colpa tua, è morto mangiato vivo dai ratti, una volta tornato in vita (tipica esperienza, tra l’altro, da fumetti di supereroi come il Norman Osborn di spider man) quando finalmente riesce a catturarti ed a renderti inerme come un insaccato in attesa di stagionatura, cosa vorrà farti? raccontarti la sua esperienza extracorporea in uno dei gironi dell’inferno dantesco? O la sua esperienza di padre deluso da un figlio poco centrato di testa e con l’hobby della magia? bè, come minimo vorrà scuoiarti vivo un centimetro alla volta e smontarti pezzo per pezzo come i mattoncini della lego, quindi, viste queste premesse c’era la crescente curiosità, da parte mia, di vedere quale soluzione narrativa, e aggiungo anche  spettacolare, avrebbe escogitato Boselli per fare uscire Tex fuori da quel cul-de-sac in cui lo aveva cacciato.

Purtroppo tutte le mie aspettative sono state disattese e non sto a tirare fuori le varie incongruenze già evidenziate da altri utenti (oltretutto di molte non ci avevo fatto neanche caso o comunque mi erano sembrate passabili, ma Tex che si libera in quel modo da quella specie di letto di contenzione, cui era immobilizzato, mi ha ricordato l’altrettanto improbabile liberazione dal palo della tortura in “Old South”, il Texone dell’anno scorso) ma a come, nel terzo albo, sia venuta a mancare quella narrazione ricca di pathos, di colpi di scena ed anche di una certa epicità  dovuta, almeno da quello che era il mio desiderio, allo scontro faccia a faccia tra Tex e l’inedita accoppiata Mefisto e Yama che mi sarei aspettato sensazionale se non, come ho già detto, epocale. Tutto questo, a parer mio, non c’è stato sia a causa di qualche soluzione risibile e sia perché invece di sfruttare il potenziale dalla coppia padre figlio ( del resto si sa che “du maghi is megl che uan”) si è puntato sull’instabilità mentale di Yama e sul rapporto conflittuale tra i due con Mefisto che dopo averlo avuto in cura per chissà quanto tempo e dopo aver chiesto aiuto finanche ai demoni degli inferi per farlo tornare dalla prigione della pazzia in cui era intrappolato che fa, lo accoglie e lo accudisce da vero padre/stregone amorevole? Nooo! non perde occasione per ricordargli quanto è bello papà, quanto è forte papà e che papà ha pure più capelli di lui, ridicolizzandolo anche davanti a Mandip, l’unico che vedeva Yama come l’idolo delle folle, e facendogli venire ancora più complessi di inferiorità di quanti già ne avesse palesati prima; e per forza che poi non riesce neanche fare il cane da guardia a Tex e Carson.

Peccato, il terzo albo, a mio parere, si è dimostrato un’occasione persa come un gol sbagliato a porta vuota dopo un grande assist, ma non dispero del tutto, ce ne sono altri quattro e sono convinto che Boselli saprà chiudere il cerchio in maniera spettacolare aiutato anche dai pennelli di Civitelli.  

 

  • +1 1
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Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Ma devo dire  che una cosa mi perplime. Che qualcuno continui a parlare di buchi e incongruenze evidenti  senza però mai dire quali effettivamente siano (a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare). Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa. Contesto che i personaggi non possano mai fare errori. Se Renzo  non facesse gravissimi errori durante l'assalto ai forni  di Milano, il romanzo di Manzoni finirebbe quattrocento pagine prima. Se Laverdure o Frankie Bellevan o Haddock o Salvini non facessero errori anche grossi, Tanguy, Kit Teller, Tintin e la Lega non sarebbero mai in difficoltà...  Perché solo Tex deve vivere in un mondo dove sbagliare non è consentito??:blink:

 

 

 

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2 hours ago, borden said:

Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Ma devo dire  che una cosa mi perplime. Che qualcuno continui a parlare di buchi e incongruenze evidenti  senza però mai dire quali effettivamente siano (a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare). Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa. Contesto che i personaggi non possano mai fare errori. Se Renzo  non facesse gravissimi errori durante l'assalto ai forni  di Milano, il romanzo di Manzoni finirebbe quattrocento pagine prima. Se Laverdure o Frankie Bellevan o Haddock o Salvini non facessero errori anche grossi, Tanguy, Kit Teller, Tintin e la Lega non sarebbero mai in difficoltà...  Perché solo Tex deve vivere in un mondo dove sbagliare non è consentito??:blink:

 

 

 

forse la critica su Yama e Kit nasce dal fatto che per una volta Kit poteva essere un po' più scafato. Dopo la storia con la Montoya in cui sembra più risoluto del solito (e che ho apprezzato) qui forse è involuto come abilità e sicurezza trasmessa al lettore. Yama invece forse ce lo aspettavamo un po' meno fiacco e palla al piede, soprattutto nel momento in cui  torna alla realtà. Ma sono scelte narrative che piacciono o meno. Nel mio caso il terzo albo risulta meno entusiasmante perché seguito di un secondo albo, sempre per me, ai limiti della perfezione.

Nel complesso però sono comunque contento della storia al netto di diverse cose che ho scritto e che un po' non mi sono piaciute (ma sempre facendo riferimento ad una storia bella e che sono tentato già di rileggere per la terza volta). 

 

Con queste premesse penso che le critiche si possano anche cogliere come un segnale di stima da parte del lettore, che di fronte ad una storia di alta qualità cerca sempre di spingere l'asticella più in alto. Cosa che si può fare solo quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno sceneggiatore con i numeri per saltare sempre più in alto ;) 

 

Dopo la storia sulle navi, il bis dell'anno scorso, questa storia di Mefisto e le tante belle storie su Tex Willer che ci regali, non puoi certo stupirti di chi ti spacca il capello in due e non solo il capello! Non è un esercizio che si può fare con tutti, quindi mi sa che le tue storie saranno paradossalmente quelle che subiranno la critica più spietata ma anche i riconoscimenti dovuti!

 

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<span style="color:red">1 ora fa</span>, LedZepp dice:

forse la critica su Yama e Kit nasce dal fatto che per una volta Kit poteva essere un po' più scafato. Dopo la storia con la Montoya in cui sembra più risoluto del solito (e che ho apprezzato) qui forse è involuto come abilità e sicurezza trasmessa al lettore. Yama invece forse ce lo aspettavamo un po' meno fiacco e palla al piede, soprattutto nel momento in cui  torna alla realtà. Ma sono scelte narrative che piacciono o meno. Nel mio caso il terzo albo risulta meno entusiasmante perché seguito di un secondo albo, sempre per me, ai limiti della perfezione.

Nel complesso però sono comunque contento della storia al netto di diverse cose che ho scritto e che un po' non mi sono piaciute (ma sempre facendo riferimento ad una storia bella e che sono tentato già di rileggere per la terza volta). 

 

Con queste premesse penso che le critiche si possano anche cogliere come un segnale di stima da parte del lettore, che di fronte ad una storia di alta qualità cerca sempre di spingere l'asticella più in alto. Cosa che si può fare solo quando si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno sceneggiatore con i numeri per saltare sempre più in alto ;) 

 

Dopo la storia sulle navi, il bis dell'anno scorso, questa storia di Mefisto e le tante belle storie su Tex Willer che ci regali, non puoi certo stupirti di chi ti spacca il capello in due e non solo il capello! Non è un esercizio che si può fare con tutti, quindi mi sa che le tue storie saranno paradossalmente quelle che subiranno la critica più spietata ma anche i riconoscimenti dovuti!

 

Ma certamente, hai ragione! Non mi lamento di questo. Quel che vorrei sapere è dove sono le incongruenze! Questo, se permetti, è spiacevole. Sento parlare di incongruenze, ma, a parte Diablero , nessuno le tira fuori o dice quali sono...  Che Kit o Yama facciano i fessi, come ho spiegato, NON è un'incongruenza.

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Nel terzo albo non ci sono incongruenze, a mio avviso, ma solo scelte discutibili.

Nessuno è perfetto e, vivaddio, ogni tanto qualcuno commette errori.

Ma ci sono errori ed errori.

Kit e Tiger, che si gettano a braccia spalancate nella trappola, mi sembra un errore imperdonabile, la ricaduta nello stato di demenza di Yama è una scelta accettabile, il doppio errore di Mefisto del coltello e di lasciare un carceriere poco affidabile un po' meno, ma ci sta.

 

Una cosa che a me è parsa un'incongruenza sta invece nel secondo albo.

Mefisto vuole catturare i 4 pard vivi per poi poterli far soffrire e uccidere a poco a poco, oppure li vuole accoppare subito facendoli precipitare nel dirupo con la carrozza?

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  • Sceriffi
<span style="color:red">4 ore fa</span>, borden dice:

Ecco per fortuna David Padovani, che vorrebbe far studiare a scuola di sceneggiatura il terzo albo della saga che per molti di voi è semplicemente "arruffato", quando non decisamente sbagliato e brutto... :DChe volete, mi consolo così!

 

 

https://www.lospaziobianco.it/tex-740-chiusi-in-manicomio/

 

E' evidente che se a molti di voi non è piaciuto avrò fatto una scelta sbagliata, decidendo di serrare l'azione e alternarla vorticosamente sul finale, come nei vaudeville francesi, per causare il bailamme (bedlam, appunto)  che avrebbe fatto perdere i cattivi... Mi spiace, io ne ero soddisfatto.

 

Premetto che, a mio avviso, buchi e incongruenze non ce ne sono; al più, si può dire che la trovata per far liberare Tex non è riuscitissima (secondo me in parte anche per la sua realizzazione grafica).

 

Il terzo albo - come al solito nelle sceneggiature boselliane - è un ingranaggio perfetto in cui tutti i fili narrativi si incastrano alla perfezione. Dal punto di vista tecnico, non c'è una pedina fuori posto. E in questo caso la complessa costruzione e alternanza di scene e personaggi è anche un elemento chiave della storia, perché causa la distrazione di Mefisto che perde il controllo della situazione e proprio per questo viene sconfitto.

Tutto bene, quindi? Nì, perché secondo me in tutto questo l'effetto è quello di una frammentazione eccessiva, viene un po' a mancare l'atmosfera horror e soprattutto l'ambientazione del manicomio non è sfruttata al meglio: mi sarei aspettato un finale claustrofobico tra pazzi, demoni e visioni evocati da Mefisto, celle e strumenti di cura/tortura (quelli visti nel primo albo, che poi scompaiono)...

Da lettore, mi sono sentito molto più coinvolto dalla lettura delle scene-madri del secondo albo, dalla corsa folle delle carrozze demoniache, che da questo finale al manicomio. A confronto con un secondo albo coinvolgente, che ti tiene col fiato sospeso ad ogni pagina, il terzo albo ha un po' meno mordente. A questo si aggiunge una inevitabile sensazione di conclusione non conclusa, perché sappiamo che la storia continuerà per altri 4 albi ma ci troviamo qui lo stesso a commentarne un finale :lol:

 

  • +1 1
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<span style="color:red">22 minuti fa</span>, Letizia dice:

Una cosa che a me è parsa un'incongruenza sta invece nel secondo albo.

Mefisto vuole catturare i 4 pard vivi per poi poterli far soffrire e uccidere a poco a poco, oppure li vuole accoppare subito facendoli precipitare nel dirupo con la carrozza?

Questo me lo chiedo anch'io. Difficile entrare nella mente di  Mefisto! 

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<span style="color:red">12 minuti fa</span>, borden dice:

Questo me lo chiedo anch'io. Difficile entrare nella mente di  Mefisto! 

Vietato barare.

Nella mente di Mefisto ci sei tu.:mazza:

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Letizia dice:

Vietato barare.

Nella mente di Mefisto ci sei tu.:mazza:

 

 

Ti sbagli. E tu che sei una scrittrice dovresti saperlo.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, borden dice:

Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa.

Veramente ho detto che, le varie incongruenze, errori o come altro li vogliamo chiamare, o non le ho proprio colte o nonostante altri le avessero sottolineate non le ho trovate particolarmente rilevanti , infatti avevo detto questo:

<span style="color:red">7 ore fa</span>, Bob Rock dice:

(oltretutto di molte non ci avevo fatto neanche caso o comunque mi erano sembrate passabili, ma Tex che si libera in quel modo da quella specie di letto di contenzione, cui era immobilizzato, mi ha ricordato l’altrettanto improbabile liberazione dal palo della tortura in “Old South”, il Texone dell’anno scorso) ma a come, nel terzo albo, sia venuta a mancare quella narrazione ricca di pathos, di colpi di scena ed anche di una certa epicità  dovuta, almeno da quello che era il mio desiderio, allo scontro faccia a faccia tra Tex e l’inedita accoppiata Mefisto e Yama che mi sarei aspettato sensazionale se non, come ho già detto, epocale.

A parte la liberazione dal tavolaccio di legno, dove oltre ai disegni, dai quali sembra che il braccio si possa sfilare senza sforzo, Tex, ad un certo punto, dice che deve allentare il legaccio di cuoio e questa si che è una scelta narrativa, criticabile o meno dal lettore, ma si tratta di scelta narrativa dell'autore.

Il mio post riguardava, proprio, la disattesa delle mie aspettative per come si sarebbe potuta sviluppare la storia , ma ho sottolineato che erano le mie aspettative e che nel terzo albo non ho trovato quello che mi sarei aspettato perchè la scelta narrativa adottata da Boselli non mi ha soddisfatto ed ho anche spiegato perchè.

Quindi se ho criticato qualcosa erano le soluzioni narrative utilizzate e non le incongruenze, gli errori o come altro li vogliamo definire.

Purtroppo, @borden, le volte che rispondi ai miei rari post non cogli il senso di quello che intendo dire, probabilmente perchè mi spiego male oppure perché intervengo spesso dopo tutti gli altri e tu, stufo delle varie critiche lette precedentemente, te la rifai con me che intervengo sempre per ultimo:D

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Sicuramente di questa prima parte di parlerà ancora a lungo. Una cosa che traspare è proprio la contrapposizione fra Tex con alleati e Mefisto con altri alleati. E questa volta Tex si serve di parecchi alleati per poter contrastare il vecchio avversario.

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@borden la prossima volta che li senti, puoi dire a quelli de "lo Spazio Bianco" di usare meno frasi in grassetto? Rende gli articoli difficili da leggere e troppo "roboanti" (e purtroppo non è un difetto che hanno solo loro, ormai in rete gran parte degli articoli li scrivono così...)

 

A parte questo...

 

8 hours ago, borden said:

(a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare).

La cosa che mi lascia perplesso, di quello che per me è un chiarissimo errore, è che...  era davvero evidente, e al tempo stesso era facilissimo correggerlo!

 

Non so come hai descritto la scena in sceneggiatura (a proposito, perchè dopo la pubblicazione delle storie non posti le foto di qualche pagina di sceneggiatura, per vedere il "dietro le quinte", tipo bonus dei DVD?), se il disegnare così le cinghie l'hai scritto tu o se è un iniziativa dei Cestaro, ma...  come è possibile che NESSUNO (non i due fratelli e nessuno in redazione) abbia notato che Tex poteva tranquillamente sfilare la mano?

 

Bastava (1) allacciare la cinghia attorno al polso di Tex e (2) far vedere la cinghia non fissata al tavolo ma scorrere in un foro ed essere fissata dietro (in un punto ignoto che non vediamo). in maniera che (A) Tex poteva allungare la cinghia quanto voleva, la mano non si sfilava, e (B) la cinghia era complessivamente più lunga, quindi allungarla di 15 cm era un allungamento del 10%, non del 300% come se fosse un elastico...

 

Sarebbe rimasta l'improbabilità di avere comunque un simile allungamento e Mefisto che lascia lì il pugnale, ma lì l'errore è di Mefisto, non degli autori! :laugh:

 

(in realtà lo sappiamo tutti perchè Mefisto non uccide Tex: se Tex muore e la serie finisce, dove va Mefisto? Rimane disoccupato...)

 

A parte questo, sul giudizio in generale dei vari albi, non sono molto d'accordo con il giudizio quasi generale sul secondo albo.

 

Il primo mi era piaciuto molto. La maniera con cui introduceva Mefisto prima facendo vedere cosa aveva creato, mostrandolo solo alla fine della "visita guidata all'inferno" del nuovo dottore.

 

Sul secondo albo... uffah, mi tocca fare uno dei soliti rimandi tipo "ah, quando c'era LUI" parlando del Mefisto di GL Bonelli.  In generale, Mefisto agiva come nel primo albo di questa storia: l'horror era anticipato più che mostrato.

 

Prendiamo come esempio l'arrivo di "Otami" al campo Seminole in Tex 93, da pagina 72:

Prima vediamo Mefisto compiere il rito. Sappiamo che vuole spaventare i Seminole, ma non ci vengono fatte vedere subito allucinazioni e visioni, prima vediamo Mefisto evocare "colui che ha mille facce mille forme e mille nomi".

 

Anche quando l'evocazione riesce, la figura di "Otami" non appare in mezzo al campo a fare "bubusettete!", arriva in mezzo alla foresta, e si avvicina a piedi. Ora, normalmente sceneggiare così sarebbe un errore: se applicata ad attività "normali", sono lungaggini, come in uno Zagor recente dove devono usare un albero abbattuto come ponte e ci fanno vedere Zagor andare a sfrondare i rami per quasi due pagine...  sono "allungamenti del brodo", di solito "pagine inutili" che "allungano" una scena (o un idea) per macinare più pagine con meno idee.  Ma nell'horror no. Nell'horror l'anticipazione è una parte fondamentale, e vedere il demone che si avvicina piano piano al campo indiano non è inutile.

 

Anche l'arrivo di "Otami" nel campo è anticipato da "portenti", il bastone dello stregone si spezza, un lampo squarcia il cielo, i tizzoni si muovono da soli... e solo dopo arriva il demone.

 

Alla fine il demone che fa? Parla per tre pagine dettando le condizioni imposte da Mefisto.  Avrebbe potuto farlo direttamente Mefisto apparendo al campo per tre pagine. Invece fra evocazione, cammino, scena vera e propria, soccorso di Otami (quello vero) provato dalla sua esperienza, etc  occupa 18 pagine. Di ci nemmeno una è sprecata, e anzi l'anticipazione è più importante ed emozionante della scena dell'apparizione al campo indiano.

 

E Boselli non fa così? A volte sì, e a volte no. Prendiamo Dampyr. Da lettore, spesso Dampyr è appassionante, e altrettanto spesso è frustrante. Prima di tutto c'è un problema dato dal livello di potere degli antagonisti: non so se poi, nei numeri che non ho letto, venga spiegato come mai esseri così ultrapotenti non abbiano semplicemente conquistato la terra in cinque minuti, ma quando lessi i primi 50-60 Dampyr all'epoca, quello che appariva era che fossero semplicemente invincibili, e ogni singolo scontro con gli esseri umani era un semplice giocare del gatto con il topo: magari il Maestro della Notte mandava, bontà sua, qualche servitore a macinare pagine e a farsi ammazzare, ma poi arrivava lui ed essendo invincibile e invulnerabile (immune anche a qualunque debolezza da vampiro e a qualunque arma umana) quando arrivava lui... le scene erano sceneggiate praticamente con il copia-incolla cambiando alcuni dettagli: pagine e pagine di "ahhh" "aiuto!", "è invincibile" e di gente che muore una dietro l'altra con il cattivo che fa battute standard da cattivo invincibile...  somigliava a certi horror anni 80 con avversari assolutamente invincibili tipo Freddy Krueger. Ti prende quando lo vedi (o lo leggi) la prima volta. Alla seconda è già tutto spaventosamente noioso e ripetitivo. Non parliamo della quarantesima. In quasi ogni singolo albo. Salvo poi rovesciare il tutto appena arriva il Dampyr. E si ripete la stessa scena a parti rovesciate, a quel punto gli "arghh!" "ahhh" "ohhhh" "uhhhh" "ehhh" "ihhhh" sono dei poveri vampiri massacrati. Qui si va oltre al cliché e alla ripetitività, pareva che ci fosse quasi ogni albo una scena tipo quella di Daitarn III, "E ora, con l'aiuto del sole vincerò" e vai di 5 minuti di filmato che riciclavano ogni puntata pari pari per risparmiare...

 

Quasi ogni albo. Perchè poi c'erano gli albi che, o non seguivano questo clichè o che lo relegavano a dettaglio parlando d'altro, tipo i primi di Praga.

 

E insomma, era un altalena: il primo numero di Dampyr credo sia stato fra i "primi albi" Bonelli quello che di gran lunga mi è piaciuto di più nonostante presenti la solita scena (ma non era ancora "solita"), il secondo non mi è piaciuto per niente ed era il primo in cui gli "ohhh" "ahhh" "ehhh" erano decisamente eccessivi, così come le frasi fatte. Poi con gli albi successivi dopo due-tre albi di "ohhh" "ahhh" "ihhhh" dedicevo di smettere, e zack, arrivava un albo bello, decidevo di proseguire, ed erano di nuovo "ohhh" "ahh" "ihhh"..  E mi sono reso conto che davvero pare che Boselli abbia questa strana forma di scrittura schizofrenica, che io interpreto così (la differenza nella scrittura è evidente, le motivazioni ovviamente sono mie pure illazioni malevole...): a volte ci sono cose che gli interessano e allora l'horror e l'atmosfera la costruisce davvero, con tutti i tempi giusti, lavorando molto sul non far vedere, sull'anticipare, etc. Non ricordo benissimo i vecchi albi quindi ne prendo uno più recente, quello su Robert E. Howard (il primo, "i sussurri nel buio") dove l'horror è "fuori scena", non si vede, si immagina o appare nei suoi racconto, o è "là fuori" fra i campi, avvertito più che visto.  Ecco, io una serie così me la comprerei subito ad occhi chiusi, e infatti ero tornato a comprare Dampyr. Ma nei numeri successivi (spesso scritti da altri, eh. ormai la serie è impostata così) pagine e pagine di noiosissimi "ahhh" "urghhh" "ma è invincibile!!" "spara spara!", che io interpreto invece così: "cheppalle, il disegnatore ha finito le tavole, devo mandargliene altre entro domani, che faccio? Ideona, facciamo quindici pagine di "ahhh" "urghhh" "ma è invincibile!!" "spara spara!" che me lo levano dalle scatole per un mesetto e per un po' sono tranquillo".

 

Ecco, io nel secondo albo io ho trovato uno stacco di questo tipo.

 

Nel primo albo, prima la lunga "introduzione" al manicomio e infine a Mefisto. Alcuni l'hanno trovata noiosa, io l'ho trovata perfetta. C'era una immagine iconica di "big bad" da ricostruire, dopo la macchietta della Mefistolata. Bisognava far dimenticare il vecchietto demente e un po' buffo che si nascondeva in un retrobottega. Quindi, prima mostri l'impero del male che si è costruito, le sofferenze delle vittime (che già fanno capire che questo Mefisto non è buffo e neanche simpatico), l'ambiente sinistro che non è un retrobottega, e poi mostri solo alla fine Mefisto, pericoloso e sicuro di sè.

 

Anche la preparazione del primo attentato ai pards, è quasi eccessiva (nel promettere cose tipo che i pards non sarebbero tornati vivi in città) e un po' arzigogolata (perchè droghe?), ma il tempo per preparare il tutto se lo prende...  fino a pagina 68.

 

Cosa succede a pagina 68? Nulla di eclatante, anzi, una cosa che se non fosse per il proseguo della storia, sarebbe irrilevante, e che diventa una specie di confine fra due parti solo per un piccolo dettaglio.  Devlin ha allucinazioni. Solo che le ha da Dampyr, non da Tex.  Invece di proseguire sulla strada della "sinistra quasi normalità" da Tex, qui Boselli ricorre alla "scrittura stenografica" di Dampyr, per cui usa una speciale macchina da scrivere che deve avere un tasto "attaccano innumerevoli mostri e fa aaaaa!" tipica di Dampyr.

 

L'assalto a Devlin non ha nulla di peculiare, è un semplice "attacco di orde di mostri standard". È questo che lo rende peculiare: gli attacchi di mostri standard non sono tipici di Tex o di Mefisto. il fatto di non avere nulla di peculiare la rende peculiare nel contesto di una storia di Mefisto.

 

Meritava quella singola vignetta una maggiore originalità? Onestamente no, chissenefrega, per una vignetta vanno benissimo anche i mostri standard. Il problema non è questa vignetta in sè, è questa vignetta come punto cardine in cui cambia TUTTA la magia della storia...

 

il successivo scontro fra Tex, Carson e il "Macellaio" per me è fatto benissimo finché non entra in ballo la magia... perchè quella che arriva, di nuovo, non è magia peculiare, ma "mostri standard". il "macellaio" che sale le scale con la frase tipica da b-movie horror, l'apparizione "bubusettete!" alle spalle di Tex a pagina 87, il Tex che si gira e, oh che sorpresa, è un mostro (pagina 99), è tutta roba stra-telefonata che si è già stra-vista in un sacco di b-movie horror.  Pare presa da uno dei Dampyr "ahhh ohhh ehhh".

 

Ovvio che questo è "scrivere bene" per gli "autori moderni", ti citerebbero orgogliosi persino il film esatto da cui hanno preso la tal scena, con la faccia da "sono stato bravo, eh? L'ho fatta uguale uguale!", e da un Recchioni non mi aspetterei nulla di più. Non riuscirebbero nemmeno ad immaginare una maniera diversa di sceneggiare. Ma da Boselli, che considero l'ultimo vero "narratore" in forza alla Bonelli, vorrei avere qualcosa di meno "moderno" e più adatto a Tex. Mica la luna, eh, come ha fatto fino a quel momento nelle pagine fino alla 68 mi andrebbe benissimo.

 

Forse, specialmente in una storia "importante" come questa, non è un problema di "produrre pagine in fretta" come (sembra a me) su certi Dampyr (oltretutto, con la velocità dei Cestaro, non penso mettano troppo in ansia Boselli... magari lo fanno all'opposto, è in ansia che facciano in tempo a finire la storia), ma piuttosto un problema di "tempi narrativi": lo sceneggiare la magia con la preparazione e anticipazione adeguata abbiamo già visto che può portare tre pagine fino a diventare 18 pagine. Tutto il finale qui è concitato, quindi da qui forse l'uso dell'horror "stenografico" con il tasto "inserisci mostro che fa bubusettete".

 

Però... il mettere Tex in un mondo di pura allucinazione (che richiede fra l'altro che poi lo stesso Mefisto lo liberi masochisticamente) è stenografia, una paginetta per lui e una vignetta per carson, evvia.  E poi di nuovo uhhh, ahhhh (pagina 33 del terzo albo), e poi la concitazione già descritta...

 

io non dividerei fra due albi buoni e uno no.

 

Dividerei fra una prima fase, che comprende il primo albo e il secondo fino a pagina 68, che è vun ottima storia di Tex, e da lì in poi, è un ottima storia di Dampyr (ottima perchè oltre al solito banalissimo ah ohhh uhhh dei mostri capitano anche interessanti cose non magiche tipo i forzuti)

 

 

 

 

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Il 19/6/2022 at 12:30, Poe dice:

 

Per quanto io non abbia apprezzato la Mefistolata, non si può sempre dare tutta la colpa a Nizzi: qui Boselli, secondo me, non ha "chiuso" bene la storia e amen. Capita anche a lui.

 

Concordo.

Quindi aspettiamo tranquillamente i prossimi quattro albi, e poi giudicheremo.

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  • Collaboratori

Non ho commentato la storia perché come sempre mi accade, se la storia mi piace e non trovo in essa niente di anomalo, mi viene difficile scrivere delle righe di semplice approvazione. A me, parlando in generale, la storia piace soprattutto criticarla, ma qui c'è poco o niente da mettere all'indice. Prima di leggere Bedlam pensavo che il finale sarebbe stato pilotato, cioè era chiaro per me che gli amici di Frisco avrebbero risolto in qualche modo la situazione, poi invece mi sono dovuto ricredere, Tex e Carson si sono tirati fuori da soli dai guai. E Yama ha fatto una figura davvero misera, ma ci sta perché è nel DNA del personaggio, dello sfigato Blacky lanciatore di coltelli nel carrozzone ambulante della madre. Piccolo colpo di genio di Boselli è stato semmai di inserire nella storia la piccola infermiera Ruth, lei si diabolica, satanica, senza scrupoli, lei si degna aspirante al ruolo di ''figlia'' di Mefisto, anche se non potrà mai esserlo dal punto di vista biologico. E il finale è stato bellissimo, con lei che si mette pienamente in luce e mantiene quello che prometteva sin dalle prime pagine. E Mefisto che si trascina dietro il figlio, perché anche se è un gran coglione gli è pur sempre figlio (e la lettura dello speciale Le origini del male conferma questo aspetto dell'importanza degli affetti cari per l'antagonista di Tex) è un aspetto che Boselli ha introdotto e che trovo azzeccato, perché conferisce un gramo di umanità a un personaggio che è prima di tutto un megalomane. Tre albi perfetti per me, e complimenti ai fratelli Cestaro, con Raul avevo avuto anche uno scambio di battute quando la storia era stata affidata a loro ormai molti anni fa, non ce li vedevo a disegnare Mefisto e invece il cieco ero io: bravissimi, cupi, gotici, a loro agio in una storia tenebrosa che così poco spazio concede alla luce. Stanno disegnando se non ricordo male una storia breve proprio con la nemesi di Tex che leggeremo l'anno prossimo e sono curioso di sapere di cosa parlerà.

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Anch'io non ho parlato di incongruenze, solo della storia che si arruffa un po', scelta legittima ma, visti gli attori messi in campo, avrei magari preferito qualcosa di più affascinante e meno "terreno", se capite cosa intendo.

Che poi a me ste benedette incongruenze non farebbero manco storcere il naso più di tanto, soprattutto se servono per portare avanti una grande storia, alla fine va sempre bene la risposta di John Ford alla domanda di un giornalista puntiglioso sul perchè in Ombre Rosse gli indiani non fermano la diligenza semplicemente sparando ai cavalli: "perchè sarebbe finito il film".

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Difficile pensare che Boselli cada in una incongruenza. E il caos del terzo albo è altrettanto difficile che uno di noi abbia pensato che non sia stato studiato a tavolino nel dettaglio. Cioè che non sia una scelta precisa. Certo che lo è. Per quanto mi riguarda, non l'ho apprezzata, ma di sicuro non penso che sia sfuggita di mano all'autore. E' venuta esattamente come ha voluto. 

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14 ore fa, Diablero dice:

@borden la prossima volta che li senti, puoi dire a quelli de "lo Spazio Bianco" di usare meno frasi in grassetto? Rende gli articoli difficili da leggere e troppo "roboanti" (e purtroppo non è un difetto che hanno solo loro, ormai in rete gran parte degli articoli li scrivono così...)

 

A parte questo...

 

La cosa che mi lascia perplesso, di quello che per me è un chiarissimo errore, è che...  era davvero evidente, e al tempo stesso era facilissimo correggerlo!

 

Non so come hai descritto la scena in sceneggiatura (a proposito, perchè dopo la pubblicazione delle storie non posti le foto di qualche pagina di sceneggiatura, per vedere il "dietro le quinte", tipo bonus dei DVD?), se il disegnare così le cinghie l'hai scritto tu o se è un iniziativa dei Cestaro, ma...  come è possibile che NESSUNO (non i due fratelli e nessuno in redazione) abbia notato che Tex poteva tranquillamente sfilare la mano?

 

Bastava (1) allacciare la cinghia attorno al polso di Tex e (2) far vedere la cinghia non fissata al tavolo ma scorrere in un foro ed essere fissata dietro (in un punto ignoto che non vediamo). in maniera che (A) Tex poteva allungare la cinghia quanto voleva, la mano non si sfilava, e (B) la cinghia era complessivamente più lunga, quindi allungarla di 15 cm era un allungamento del 10%, non del 300% come se fosse un elastico...

 

 

 

 

 

Questo è quanto abbiamo cercato di fare, ma l'esecuzione  è quella che vedi, nonostante alcuni interventi redazionali in emergenza. Tra il dire e il fare...

 

 

Stendo un velo sulla tua nulla conoscenza di Dampyr. E' evidente che non lo conosci nè lo capisci perché la descrizione che ne fai neanche lontanamente si avvicina alla realtà...  In tali casi è meglio astenersi.;) 

Edited by borden
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@Diablero intervengo sulle tue considerazioni relative a Dampyr, in quanto lo conosco anche più di Tex delle cui testate invece tu e @Carlo Monni siete i più preparati, forse anche più di molti altri lettori storici.

 

Vedo che, come avevo già fatto notare io, anche tu hai visto nell'attuale saga di Mefisto molto dell'impostazione degli albi di Dampyr.

 

La mia affermazione però non aveva alcuna connotazione negativa e mi spiace che tu ritenga Dampyr, al netto di qualche albo più profondo, soltanto una serie di "ammazzatine" di Maestri della Notte.

 

Se fosse solo o quasi esclusivamente questo, puoi star certo che non avrei mai continuato a comprare e leggere Dampyr che per temi, ambienti e periodi storici trattati, sceneggiature, continuity e disegni è un capolavoro di fumetto.

 

Tex, giocoforza, non può spaziare così ampiamente come Dampyr, ma @borden si sforza in tutte le maniere di essere originale, sempre nei limiti fissati dall'avere un pubblico (non soltanto noi quattro gatti del forum che vorremmo l'impossibile) anche molto tradizionalista.

 

Le scelte su Tex Willer dimostrano ancor di più la bravura di un @borden un pò più libero di muoversi dal solco tracciato dalla tradizione. Serve altro?

 

Sulla questione del legaccio fai finta non lo si veda bene. Rispetto alla giovinezza Kit è più imbranato? Beh, come vuoi che diventi un figlio adulto sempre dietro ad un padre così ingombrante? 

 

Questi ultimi albi hanno un sapore di Dampy?

 

Ne sono convinto anch'io, ma ripeto non vi trovo nulla di male (dopotutto stiamo parlando di creazioni di uno stesso autore, perdiana), Tex deve cavarsela sempre e Dampyr ancor di più dato che è l'unico ad essere concretamente veleno per la razza del padre.

 

Cosa critico di Dampyr? Forse proprio l'assenza di @borden in molti albi e ... non trovare una soluzione per rendere a volte soltanto innocui, senza farli fuori, certi Maestri veramente carismatici.

 

Privi di poteri, potrebbero raccontare tante altre storie del loro malvagio passato da riempire una serie parallela, senza però piangere la loro dipartita.

Edited by Jeff_Weber
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E comunque i Maestri della Notte non hanno alcuna intenzione di conquistare il mondo!  Basterebbe questa topica a far capire l'incomprensione che Diablero ha della serie!

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2 hours ago, Jeff_Weber said:

La mia affermazione però non aveva alcuna connotazione negativa e mi spiace che tu ritenga Dampyr, al netto di qualche albo più profondo, soltanto una serie di "ammazzatine" di Maestri della Notte.

Dove l'avrei scritto? A me pare di aver scritto altro, forse non sono stato chiaro... mi pare di aver descritto Dampyr come una serie interessante, "spesso appassionante", ma altrettanto spesso presentava quei blocchi di pagine con quelle scene a base di "arghh! È invincibile!" Ahhh" che trovavo (e trovo) molto noiose.

 

Non una serie fatta solo di quello (se fosse così l'avrei mollata molto prima e non l'avrei ripresa), ma una serie che mi piazza "quello" per pagine e pagine in mezzo a cose che mi interessano molto di più.  Ma mi pareva fosse chiaro che consideravo quelle scene un "intrusione" nel fumetto (ipotizzando che capitassero quando borden era in ritardo con le pagine), per quanto frequente e fastidiosa.

 

Paradossalmente, direi che trovo Dampyr una serie molto bella, tranne quando si combattono i vampiri! :P

 

1 hour ago, borden said:

E comunque i Maestri della Notte non hanno alcuna intenzione di conquistare il mondo!  Basterebbe questa topica a far capire l'incomprensione che Diablero ha della serie!

Quando ho mollato la serie non si sapeva ancora praticamente nulla della storia dei Maestri della Notte, ho visto dalle storie recenti che adesso si sa anche la loro backstory e da dove vengono, ma all'epoca non c'era ancora nulla: si vedevano questi essere invincibili, invulnerabili e potentissimi che per qualche strana ragione ammazzavano in maniera molto teatrale, allungando quasi per gioco uccisioni che non erano mai minimamente in dubbio, dato che a parte il Dampyr non c'era assolutamente nulla che potesse minimamente impensierirli.

 

Che ci sarebbe stata prima o poi una spiegazione del perchè un maestro della Notte non andasse a bersi il presidente degli stati uniti in diretta TV (vista la loro teatralità) lo davo per scontato. Solo che anche se c'è una spiegazione, non cambia il problema immediato: che erano scene ripetitive.

 

Poi ovvio che entra in scena la sensibilità personale, per certi lettori magari erano un appuntamento ripetitivo ma godibile come le scene con bistecche e patatine su Tex, mentre a me davano sì la stessa reazione, ma non positiva...

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