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TWF - Tex Willer Forum

[738/740] Il Manicomio del Dottor Weyland


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<span style="color:red">12 minuti fa</span>, borden dice:

Questo me lo chiedo anch'io. Difficile entrare nella mente di  Mefisto! 

Vietato barare.

Nella mente di Mefisto ci sei tu.:mazza:

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<span style="color:red">17 minuti fa</span>, Letizia dice:

Vietato barare.

Nella mente di Mefisto ci sei tu.:mazza:

 

 

Ti sbagli. E tu che sei una scrittrice dovresti saperlo.

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<span style="color:red">4 ore fa</span>, borden dice:

Insomma, caro Bob Rock e compagnia, quali sarebbero le altre incongruenze "ampiamente citate" dai forumisti? Ancora attendo di conoscerle. E non mi dite che Yama e Kit fanno degli errori, perché questa non è un'incongruenza, bensì una normalissima scelta narrativa.

Veramente ho detto che, le varie incongruenze, errori o come altro li vogliamo chiamare, o non le ho proprio colte o nonostante altri le avessero sottolineate non le ho trovate particolarmente rilevanti , infatti avevo detto questo:

<span style="color:red">7 ore fa</span>, Bob Rock dice:

(oltretutto di molte non ci avevo fatto neanche caso o comunque mi erano sembrate passabili, ma Tex che si libera in quel modo da quella specie di letto di contenzione, cui era immobilizzato, mi ha ricordato l’altrettanto improbabile liberazione dal palo della tortura in “Old South”, il Texone dell’anno scorso) ma a come, nel terzo albo, sia venuta a mancare quella narrazione ricca di pathos, di colpi di scena ed anche di una certa epicità  dovuta, almeno da quello che era il mio desiderio, allo scontro faccia a faccia tra Tex e l’inedita accoppiata Mefisto e Yama che mi sarei aspettato sensazionale se non, come ho già detto, epocale.

A parte la liberazione dal tavolaccio di legno, dove oltre ai disegni, dai quali sembra che il braccio si possa sfilare senza sforzo, Tex, ad un certo punto, dice che deve allentare il legaccio di cuoio e questa si che è una scelta narrativa, criticabile o meno dal lettore, ma si tratta di scelta narrativa dell'autore.

Il mio post riguardava, proprio, la disattesa delle mie aspettative per come si sarebbe potuta sviluppare la storia , ma ho sottolineato che erano le mie aspettative e che nel terzo albo non ho trovato quello che mi sarei aspettato perchè la scelta narrativa adottata da Boselli non mi ha soddisfatto ed ho anche spiegato perchè.

Quindi se ho criticato qualcosa erano le soluzioni narrative utilizzate e non le incongruenze, gli errori o come altro li vogliamo definire.

Purtroppo, @borden, le volte che rispondi ai miei rari post non cogli il senso di quello che intendo dire, probabilmente perchè mi spiego male oppure perché intervengo spesso dopo tutti gli altri e tu, stufo delle varie critiche lette precedentemente, te la rifai con me che intervengo sempre per ultimo:D

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Sicuramente di questa prima parte di parlerà ancora a lungo. Una cosa che traspare è proprio la contrapposizione fra Tex con alleati e Mefisto con altri alleati. E questa volta Tex si serve di parecchi alleati per poter contrastare il vecchio avversario.

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@borden la prossima volta che li senti, puoi dire a quelli de "lo Spazio Bianco" di usare meno frasi in grassetto? Rende gli articoli difficili da leggere e troppo "roboanti" (e purtroppo non è un difetto che hanno solo loro, ormai in rete gran parte degli articoli li scrivono così...)

 

A parte questo...

 

8 hours ago, borden said:

(a parte il laccio di Diablero, che considero personalmente solo un problema di difficile esecuzione grafica e un'accettabile scelta "da fumetto" popolare).

La cosa che mi lascia perplesso, di quello che per me è un chiarissimo errore, è che...  era davvero evidente, e al tempo stesso era facilissimo correggerlo!

 

Non so come hai descritto la scena in sceneggiatura (a proposito, perchè dopo la pubblicazione delle storie non posti le foto di qualche pagina di sceneggiatura, per vedere il "dietro le quinte", tipo bonus dei DVD?), se il disegnare così le cinghie l'hai scritto tu o se è un iniziativa dei Cestaro, ma...  come è possibile che NESSUNO (non i due fratelli e nessuno in redazione) abbia notato che Tex poteva tranquillamente sfilare la mano?

 

Bastava (1) allacciare la cinghia attorno al polso di Tex e (2) far vedere la cinghia non fissata al tavolo ma scorrere in un foro ed essere fissata dietro (in un punto ignoto che non vediamo). in maniera che (A) Tex poteva allungare la cinghia quanto voleva, la mano non si sfilava, e (B) la cinghia era complessivamente più lunga, quindi allungarla di 15 cm era un allungamento del 10%, non del 300% come se fosse un elastico...

 

Sarebbe rimasta l'improbabilità di avere comunque un simile allungamento e Mefisto che lascia lì il pugnale, ma lì l'errore è di Mefisto, non degli autori! :laugh:

 

(in realtà lo sappiamo tutti perchè Mefisto non uccide Tex: se Tex muore e la serie finisce, dove va Mefisto? Rimane disoccupato...)

 

A parte questo, sul giudizio in generale dei vari albi, non sono molto d'accordo con il giudizio quasi generale sul secondo albo.

 

Il primo mi era piaciuto molto. La maniera con cui introduceva Mefisto prima facendo vedere cosa aveva creato, mostrandolo solo alla fine della "visita guidata all'inferno" del nuovo dottore.

 

Sul secondo albo... uffah, mi tocca fare uno dei soliti rimandi tipo "ah, quando c'era LUI" parlando del Mefisto di GL Bonelli.  In generale, Mefisto agiva come nel primo albo di questa storia: l'horror era anticipato più che mostrato.

 

Prendiamo come esempio l'arrivo di "Otami" al campo Seminole in Tex 93, da pagina 72:

Prima vediamo Mefisto compiere il rito. Sappiamo che vuole spaventare i Seminole, ma non ci vengono fatte vedere subito allucinazioni e visioni, prima vediamo Mefisto evocare "colui che ha mille facce mille forme e mille nomi".

 

Anche quando l'evocazione riesce, la figura di "Otami" non appare in mezzo al campo a fare "bubusettete!", arriva in mezzo alla foresta, e si avvicina a piedi. Ora, normalmente sceneggiare così sarebbe un errore: se applicata ad attività "normali", sono lungaggini, come in uno Zagor recente dove devono usare un albero abbattuto come ponte e ci fanno vedere Zagor andare a sfrondare i rami per quasi due pagine...  sono "allungamenti del brodo", di solito "pagine inutili" che "allungano" una scena (o un idea) per macinare più pagine con meno idee.  Ma nell'horror no. Nell'horror l'anticipazione è una parte fondamentale, e vedere il demone che si avvicina piano piano al campo indiano non è inutile.

 

Anche l'arrivo di "Otami" nel campo è anticipato da "portenti", il bastone dello stregone si spezza, un lampo squarcia il cielo, i tizzoni si muovono da soli... e solo dopo arriva il demone.

 

Alla fine il demone che fa? Parla per tre pagine dettando le condizioni imposte da Mefisto.  Avrebbe potuto farlo direttamente Mefisto apparendo al campo per tre pagine. Invece fra evocazione, cammino, scena vera e propria, soccorso di Otami (quello vero) provato dalla sua esperienza, etc  occupa 18 pagine. Di ci nemmeno una è sprecata, e anzi l'anticipazione è più importante ed emozionante della scena dell'apparizione al campo indiano.

 

E Boselli non fa così? A volte sì, e a volte no. Prendiamo Dampyr. Da lettore, spesso Dampyr è appassionante, e altrettanto spesso è frustrante. Prima di tutto c'è un problema dato dal livello di potere degli antagonisti: non so se poi, nei numeri che non ho letto, venga spiegato come mai esseri così ultrapotenti non abbiano semplicemente conquistato la terra in cinque minuti, ma quando lessi i primi 50-60 Dampyr all'epoca, quello che appariva era che fossero semplicemente invincibili, e ogni singolo scontro con gli esseri umani era un semplice giocare del gatto con il topo: magari il Maestro della Notte mandava, bontà sua, qualche servitore a macinare pagine e a farsi ammazzare, ma poi arrivava lui ed essendo invincibile e invulnerabile (immune anche a qualunque debolezza da vampiro e a qualunque arma umana) quando arrivava lui... le scene erano sceneggiate praticamente con il copia-incolla cambiando alcuni dettagli: pagine e pagine di "ahhh" "aiuto!", "è invincibile" e di gente che muore una dietro l'altra con il cattivo che fa battute standard da cattivo invincibile...  somigliava a certi horror anni 80 con avversari assolutamente invincibili tipo Freddy Krueger. Ti prende quando lo vedi (o lo leggi) la prima volta. Alla seconda è già tutto spaventosamente noioso e ripetitivo. Non parliamo della quarantesima. In quasi ogni singolo albo. Salvo poi rovesciare il tutto appena arriva il Dampyr. E si ripete la stessa scena a parti rovesciate, a quel punto gli "arghh!" "ahhh" "ohhhh" "uhhhh" "ehhh" "ihhhh" sono dei poveri vampiri massacrati. Qui si va oltre al cliché e alla ripetitività, pareva che ci fosse quasi ogni albo una scena tipo quella di Daitarn III, "E ora, con l'aiuto del sole vincerò" e vai di 5 minuti di filmato che riciclavano ogni puntata pari pari per risparmiare...

 

Quasi ogni albo. Perchè poi c'erano gli albi che, o non seguivano questo clichè o che lo relegavano a dettaglio parlando d'altro, tipo i primi di Praga.

 

E insomma, era un altalena: il primo numero di Dampyr credo sia stato fra i "primi albi" Bonelli quello che di gran lunga mi è piaciuto di più nonostante presenti la solita scena (ma non era ancora "solita"), il secondo non mi è piaciuto per niente ed era il primo in cui gli "ohhh" "ahhh" "ehhh" erano decisamente eccessivi, così come le frasi fatte. Poi con gli albi successivi dopo due-tre albi di "ohhh" "ahhh" "ihhhh" dedicevo di smettere, e zack, arrivava un albo bello, decidevo di proseguire, ed erano di nuovo "ohhh" "ahh" "ihhh"..  E mi sono reso conto che davvero pare che Boselli abbia questa strana forma di scrittura schizofrenica, che io interpreto così (la differenza nella scrittura è evidente, le motivazioni ovviamente sono mie pure illazioni malevole...): a volte ci sono cose che gli interessano e allora l'horror e l'atmosfera la costruisce davvero, con tutti i tempi giusti, lavorando molto sul non far vedere, sull'anticipare, etc. Non ricordo benissimo i vecchi albi quindi ne prendo uno più recente, quello su Robert E. Howard (il primo, "i sussurri nel buio") dove l'horror è "fuori scena", non si vede, si immagina o appare nei suoi racconto, o è "là fuori" fra i campi, avvertito più che visto.  Ecco, io una serie così me la comprerei subito ad occhi chiusi, e infatti ero tornato a comprare Dampyr. Ma nei numeri successivi (spesso scritti da altri, eh. ormai la serie è impostata così) pagine e pagine di noiosissimi "ahhh" "urghhh" "ma è invincibile!!" "spara spara!", che io interpreto invece così: "cheppalle, il disegnatore ha finito le tavole, devo mandargliene altre entro domani, che faccio? Ideona, facciamo quindici pagine di "ahhh" "urghhh" "ma è invincibile!!" "spara spara!" che me lo levano dalle scatole per un mesetto e per un po' sono tranquillo".

 

Ecco, io nel secondo albo io ho trovato uno stacco di questo tipo.

 

Nel primo albo, prima la lunga "introduzione" al manicomio e infine a Mefisto. Alcuni l'hanno trovata noiosa, io l'ho trovata perfetta. C'era una immagine iconica di "big bad" da ricostruire, dopo la macchietta della Mefistolata. Bisognava far dimenticare il vecchietto demente e un po' buffo che si nascondeva in un retrobottega. Quindi, prima mostri l'impero del male che si è costruito, le sofferenze delle vittime (che già fanno capire che questo Mefisto non è buffo e neanche simpatico), l'ambiente sinistro che non è un retrobottega, e poi mostri solo alla fine Mefisto, pericoloso e sicuro di sè.

 

Anche la preparazione del primo attentato ai pards, è quasi eccessiva (nel promettere cose tipo che i pards non sarebbero tornati vivi in città) e un po' arzigogolata (perchè droghe?), ma il tempo per preparare il tutto se lo prende...  fino a pagina 68.

 

Cosa succede a pagina 68? Nulla di eclatante, anzi, una cosa che se non fosse per il proseguo della storia, sarebbe irrilevante, e che diventa una specie di confine fra due parti solo per un piccolo dettaglio.  Devlin ha allucinazioni. Solo che le ha da Dampyr, non da Tex.  Invece di proseguire sulla strada della "sinistra quasi normalità" da Tex, qui Boselli ricorre alla "scrittura stenografica" di Dampyr, per cui usa una speciale macchina da scrivere che deve avere un tasto "attaccano innumerevoli mostri e fa aaaaa!" tipica di Dampyr.

 

L'assalto a Devlin non ha nulla di peculiare, è un semplice "attacco di orde di mostri standard". È questo che lo rende peculiare: gli attacchi di mostri standard non sono tipici di Tex o di Mefisto. il fatto di non avere nulla di peculiare la rende peculiare nel contesto di una storia di Mefisto.

 

Meritava quella singola vignetta una maggiore originalità? Onestamente no, chissenefrega, per una vignetta vanno benissimo anche i mostri standard. Il problema non è questa vignetta in sè, è questa vignetta come punto cardine in cui cambia TUTTA la magia della storia...

 

il successivo scontro fra Tex, Carson e il "Macellaio" per me è fatto benissimo finché non entra in ballo la magia... perchè quella che arriva, di nuovo, non è magia peculiare, ma "mostri standard". il "macellaio" che sale le scale con la frase tipica da b-movie horror, l'apparizione "bubusettete!" alle spalle di Tex a pagina 87, il Tex che si gira e, oh che sorpresa, è un mostro (pagina 99), è tutta roba stra-telefonata che si è già stra-vista in un sacco di b-movie horror.  Pare presa da uno dei Dampyr "ahhh ohhh ehhh".

 

Ovvio che questo è "scrivere bene" per gli "autori moderni", ti citerebbero orgogliosi persino il film esatto da cui hanno preso la tal scena, con la faccia da "sono stato bravo, eh? L'ho fatta uguale uguale!", e da un Recchioni non mi aspetterei nulla di più. Non riuscirebbero nemmeno ad immaginare una maniera diversa di sceneggiare. Ma da Boselli, che considero l'ultimo vero "narratore" in forza alla Bonelli, vorrei avere qualcosa di meno "moderno" e più adatto a Tex. Mica la luna, eh, come ha fatto fino a quel momento nelle pagine fino alla 68 mi andrebbe benissimo.

 

Forse, specialmente in una storia "importante" come questa, non è un problema di "produrre pagine in fretta" come (sembra a me) su certi Dampyr (oltretutto, con la velocità dei Cestaro, non penso mettano troppo in ansia Boselli... magari lo fanno all'opposto, è in ansia che facciano in tempo a finire la storia), ma piuttosto un problema di "tempi narrativi": lo sceneggiare la magia con la preparazione e anticipazione adeguata abbiamo già visto che può portare tre pagine fino a diventare 18 pagine. Tutto il finale qui è concitato, quindi da qui forse l'uso dell'horror "stenografico" con il tasto "inserisci mostro che fa bubusettete".

 

Però... il mettere Tex in un mondo di pura allucinazione (che richiede fra l'altro che poi lo stesso Mefisto lo liberi masochisticamente) è stenografia, una paginetta per lui e una vignetta per carson, evvia.  E poi di nuovo uhhh, ahhhh (pagina 33 del terzo albo), e poi la concitazione già descritta...

 

io non dividerei fra due albi buoni e uno no.

 

Dividerei fra una prima fase, che comprende il primo albo e il secondo fino a pagina 68, che è vun ottima storia di Tex, e da lì in poi, è un ottima storia di Dampyr (ottima perchè oltre al solito banalissimo ah ohhh uhhh dei mostri capitano anche interessanti cose non magiche tipo i forzuti)

 

 

 

 

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Il 19/6/2022 at 12:30, Poe dice:

 

Per quanto io non abbia apprezzato la Mefistolata, non si può sempre dare tutta la colpa a Nizzi: qui Boselli, secondo me, non ha "chiuso" bene la storia e amen. Capita anche a lui.

 

Concordo.

Quindi aspettiamo tranquillamente i prossimi quattro albi, e poi giudicheremo.

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  • Collaboratori

Non ho commentato la storia perché come sempre mi accade, se la storia mi piace e non trovo in essa niente di anomalo, mi viene difficile scrivere delle righe di semplice approvazione. A me, parlando in generale, la storia piace soprattutto criticarla, ma qui c'è poco o niente da mettere all'indice. Prima di leggere Bedlam pensavo che il finale sarebbe stato pilotato, cioè era chiaro per me che gli amici di Frisco avrebbero risolto in qualche modo la situazione, poi invece mi sono dovuto ricredere, Tex e Carson si sono tirati fuori da soli dai guai. E Yama ha fatto una figura davvero misera, ma ci sta perché è nel DNA del personaggio, dello sfigato Blacky lanciatore di coltelli nel carrozzone ambulante della madre. Piccolo colpo di genio di Boselli è stato semmai di inserire nella storia la piccola infermiera Ruth, lei si diabolica, satanica, senza scrupoli, lei si degna aspirante al ruolo di ''figlia'' di Mefisto, anche se non potrà mai esserlo dal punto di vista biologico. E il finale è stato bellissimo, con lei che si mette pienamente in luce e mantiene quello che prometteva sin dalle prime pagine. E Mefisto che si trascina dietro il figlio, perché anche se è un gran coglione gli è pur sempre figlio (e la lettura dello speciale Le origini del male conferma questo aspetto dell'importanza degli affetti cari per l'antagonista di Tex) è un aspetto che Boselli ha introdotto e che trovo azzeccato, perché conferisce un gramo di umanità a un personaggio che è prima di tutto un megalomane. Tre albi perfetti per me, e complimenti ai fratelli Cestaro, con Raul avevo avuto anche uno scambio di battute quando la storia era stata affidata a loro ormai molti anni fa, non ce li vedevo a disegnare Mefisto e invece il cieco ero io: bravissimi, cupi, gotici, a loro agio in una storia tenebrosa che così poco spazio concede alla luce. Stanno disegnando se non ricordo male una storia breve proprio con la nemesi di Tex che leggeremo l'anno prossimo e sono curioso di sapere di cosa parlerà.

  • +1 2
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Anch'io non ho parlato di incongruenze, solo della storia che si arruffa un po', scelta legittima ma, visti gli attori messi in campo, avrei magari preferito qualcosa di più affascinante e meno "terreno", se capite cosa intendo.

Che poi a me ste benedette incongruenze non farebbero manco storcere il naso più di tanto, soprattutto se servono per portare avanti una grande storia, alla fine va sempre bene la risposta di John Ford alla domanda di un giornalista puntiglioso sul perchè in Ombre Rosse gli indiani non fermano la diligenza semplicemente sparando ai cavalli: "perchè sarebbe finito il film".

  • +1 1
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Difficile pensare che Boselli cada in una incongruenza. E il caos del terzo albo è altrettanto difficile che uno di noi abbia pensato che non sia stato studiato a tavolino nel dettaglio. Cioè che non sia una scelta precisa. Certo che lo è. Per quanto mi riguarda, non l'ho apprezzata, ma di sicuro non penso che sia sfuggita di mano all'autore. E' venuta esattamente come ha voluto. 

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14 ore fa, Diablero dice:

@borden la prossima volta che li senti, puoi dire a quelli de "lo Spazio Bianco" di usare meno frasi in grassetto? Rende gli articoli difficili da leggere e troppo "roboanti" (e purtroppo non è un difetto che hanno solo loro, ormai in rete gran parte degli articoli li scrivono così...)

 

A parte questo...

 

La cosa che mi lascia perplesso, di quello che per me è un chiarissimo errore, è che...  era davvero evidente, e al tempo stesso era facilissimo correggerlo!

 

Non so come hai descritto la scena in sceneggiatura (a proposito, perchè dopo la pubblicazione delle storie non posti le foto di qualche pagina di sceneggiatura, per vedere il "dietro le quinte", tipo bonus dei DVD?), se il disegnare così le cinghie l'hai scritto tu o se è un iniziativa dei Cestaro, ma...  come è possibile che NESSUNO (non i due fratelli e nessuno in redazione) abbia notato che Tex poteva tranquillamente sfilare la mano?

 

Bastava (1) allacciare la cinghia attorno al polso di Tex e (2) far vedere la cinghia non fissata al tavolo ma scorrere in un foro ed essere fissata dietro (in un punto ignoto che non vediamo). in maniera che (A) Tex poteva allungare la cinghia quanto voleva, la mano non si sfilava, e (B) la cinghia era complessivamente più lunga, quindi allungarla di 15 cm era un allungamento del 10%, non del 300% come se fosse un elastico...

 

 

 

 

 

Questo è quanto abbiamo cercato di fare, ma l'esecuzione  è quella che vedi, nonostante alcuni interventi redazionali in emergenza. Tra il dire e il fare...

 

 

Stendo un velo sulla tua nulla conoscenza di Dampyr. E' evidente che non lo conosci nè lo capisci perché la descrizione che ne fai neanche lontanamente si avvicina alla realtà...  In tali casi è meglio astenersi.;) 

Edited by borden
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@Diablero intervengo sulle tue considerazioni relative a Dampyr, in quanto lo conosco anche più di Tex delle cui testate invece tu e @Carlo Monni siete i più preparati, forse anche più di molti altri lettori storici.

 

Vedo che, come avevo già fatto notare io, anche tu hai visto nell'attuale saga di Mefisto molto dell'impostazione degli albi di Dampyr.

 

La mia affermazione però non aveva alcuna connotazione negativa e mi spiace che tu ritenga Dampyr, al netto di qualche albo più profondo, soltanto una serie di "ammazzatine" di Maestri della Notte.

 

Se fosse solo o quasi esclusivamente questo, puoi star certo che non avrei mai continuato a comprare e leggere Dampyr che per temi, ambienti e periodi storici trattati, sceneggiature, continuity e disegni è un capolavoro di fumetto.

 

Tex, giocoforza, non può spaziare così ampiamente come Dampyr, ma @borden si sforza in tutte le maniere di essere originale, sempre nei limiti fissati dall'avere un pubblico (non soltanto noi quattro gatti del forum che vorremmo l'impossibile) anche molto tradizionalista.

 

Le scelte su Tex Willer dimostrano ancor di più la bravura di un @borden un pò più libero di muoversi dal solco tracciato dalla tradizione. Serve altro?

 

Sulla questione del legaccio fai finta non lo si veda bene. Rispetto alla giovinezza Kit è più imbranato? Beh, come vuoi che diventi un figlio adulto sempre dietro ad un padre così ingombrante? 

 

Questi ultimi albi hanno un sapore di Dampy?

 

Ne sono convinto anch'io, ma ripeto non vi trovo nulla di male (dopotutto stiamo parlando di creazioni di uno stesso autore, perdiana), Tex deve cavarsela sempre e Dampyr ancor di più dato che è l'unico ad essere concretamente veleno per la razza del padre.

 

Cosa critico di Dampyr? Forse proprio l'assenza di @borden in molti albi e ... non trovare una soluzione per rendere a volte soltanto innocui, senza farli fuori, certi Maestri veramente carismatici.

 

Privi di poteri, potrebbero raccontare tante altre storie del loro malvagio passato da riempire una serie parallela, senza però piangere la loro dipartita.

Edited by Jeff_Weber
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E comunque i Maestri della Notte non hanno alcuna intenzione di conquistare il mondo!  Basterebbe questa topica a far capire l'incomprensione che Diablero ha della serie!

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2 hours ago, Jeff_Weber said:

La mia affermazione però non aveva alcuna connotazione negativa e mi spiace che tu ritenga Dampyr, al netto di qualche albo più profondo, soltanto una serie di "ammazzatine" di Maestri della Notte.

Dove l'avrei scritto? A me pare di aver scritto altro, forse non sono stato chiaro... mi pare di aver descritto Dampyr come una serie interessante, "spesso appassionante", ma altrettanto spesso presentava quei blocchi di pagine con quelle scene a base di "arghh! È invincibile!" Ahhh" che trovavo (e trovo) molto noiose.

 

Non una serie fatta solo di quello (se fosse così l'avrei mollata molto prima e non l'avrei ripresa), ma una serie che mi piazza "quello" per pagine e pagine in mezzo a cose che mi interessano molto di più.  Ma mi pareva fosse chiaro che consideravo quelle scene un "intrusione" nel fumetto (ipotizzando che capitassero quando borden era in ritardo con le pagine), per quanto frequente e fastidiosa.

 

Paradossalmente, direi che trovo Dampyr una serie molto bella, tranne quando si combattono i vampiri! :P

 

1 hour ago, borden said:

E comunque i Maestri della Notte non hanno alcuna intenzione di conquistare il mondo!  Basterebbe questa topica a far capire l'incomprensione che Diablero ha della serie!

Quando ho mollato la serie non si sapeva ancora praticamente nulla della storia dei Maestri della Notte, ho visto dalle storie recenti che adesso si sa anche la loro backstory e da dove vengono, ma all'epoca non c'era ancora nulla: si vedevano questi essere invincibili, invulnerabili e potentissimi che per qualche strana ragione ammazzavano in maniera molto teatrale, allungando quasi per gioco uccisioni che non erano mai minimamente in dubbio, dato che a parte il Dampyr non c'era assolutamente nulla che potesse minimamente impensierirli.

 

Che ci sarebbe stata prima o poi una spiegazione del perchè un maestro della Notte non andasse a bersi il presidente degli stati uniti in diretta TV (vista la loro teatralità) lo davo per scontato. Solo che anche se c'è una spiegazione, non cambia il problema immediato: che erano scene ripetitive.

 

Poi ovvio che entra in scena la sensibilità personale, per certi lettori magari erano un appuntamento ripetitivo ma godibile come le scene con bistecche e patatine su Tex, mentre a me davano sì la stessa reazione, ma non positiva...

  • +1 1
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Buonasera!

 

Terminata la lettura dei tre albi posso affermare il mio apprezzamento per questa prima parte della saga di Mefisto (e Yama).

Benché l'apprezzamento valga per la storia intera, la mia preferenza va ai primi due albi dove Boselli e i Cestaro hanno dato vita a un racconto moderno pur rispettoso della tradizione delle storie di Tex e Mefisto. Dovendo fare un podio delle mie scene preferite, il primo posto spetta all'epico inizio ambientato al manicomio, al secondo posto la scena della carrozza nello strapiombo e, per concludere, la lotta con il Macellaio dove Tex e Carson vengono catturati.

 

Il terzo albo mi è piaciuto molto, anche se, come forse è inevitabile nel racconto seriale, praticamente subito subentra lo schema dell'eroe prigioniero del suo nemico giurato, il quale prima o poi commette un errore che consente all'eroe di liberarsi e di vincere (ho semplificato un po', chiedo scusa a tutti gli sceneggiatori che sono morti nel leggere questa descrizione). Niente di scandaloso, anzi, si sa che è così che funziona. Diciamo che se nei primi due albi mi chiedevo sempre "chissà cosa succederà girata la prossima pagina", nel terzo mi chiedevo "chissà come accadrà la tal cosa".

 

Pazienza perché comunque Boselli ha imbastito un terzo albo da manuale di sceneggiatura con le varie scene calibrate con il bilancino: non ho avuto l'impressione che ci fossero pagine di troppo dedicate a un personaggio, pagine di meno dedicate a un altro, una sottotrama troppo ingombrante, eccetera, ma che a ognuno sia stato dedicato il giusto spazio fino all'esplosivo finale.

 

Dispiace per Yama il cui carisma è ridotto ai minimi storici e fa la figura del fesso, però all'interno della narrazione ha un suo senso: è un uomo divenuto folle che è stato "riportato alla ragione dal padre" ed è ancora scombussolato e instabile. Magari è un paragone un po' forte, però è come se si fosse risvegliato dal coma dopo mesi e in un certo senso è così. Confido che, trattandosi della prima parte della saga, i prossimi albi ci mostrino un Yama diverso.

 

Riassumendo, per me una prima parte promossa e con tanta attesa per il seguito.

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3 ore fa, Diablero dice:

Dove l'avrei scritto? A me pare di aver scritto altro, forse non sono stato chiaro... mi pare di aver descritto Dampyr come una serie interessante, "spesso appassionante", ma altrettanto spesso presentava quei blocchi di pagine con quelle scene a base di "arghh! È invincibile!" Ahhh" che trovavo (e trovo) molto noiose.

 

Non una serie fatta solo di quello (se fosse così l'avrei mollata molto prima e non l'avrei ripresa), ma una serie che mi piazza "quello" per pagine e pagine in mezzo a cose che mi interessano molto di più.  Ma mi pareva fosse chiaro che consideravo quelle scene un "intrusione" nel fumetto (ipotizzando che capitassero quando borden era in ritardo con le pagine), per quanto frequente e fastidiosa.

 

 

 

 

No, credi , la memoria ti tradisce. Io scene del genere non le ho MAI scritte. Ma MAI!

 

Se vuoi ti consiglio qualche numero e ti sfido a trovarle. 

 

Credi di aver letto 40 numeri ma secondo me ne hai letti due o tre e li hai pure fraintesi alla grande, i Maestri della Notte non sono affatto come tu li descrivi, neppure all'inizio, e se esiste qualche sparatutto come  quello raccontato da te, si tratterà massino di un pugno di storie di  autori minimi qua e là. Forse hai letto l'unica storia di Recchioni.

Edited by borden
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6 hours ago, borden said:

 

 

No, credi , la memoria ti tradisce. Io scene del genere non le ho MAI scritte. Ma MAI!

 

Se vuoi ti consiglio qualche numero e ti sfido a trovarle. 

 

Credi di aver letto 40 numeri ma secondo me ne hai letti due o tre e li hai pure fraintesi alla grande, i Maestri della Notte non sono affatto come tu li descrivi, neppure all'inizio, e se esiste qualche sparatutto come  quello raccontato da te, si tratterà massino di un pugno di storie di  autori minimi qua e là. Forse hai letto l'unica storia di Recchioni.

 

Non mi metto a discutere di albi che ho letto l'ultima volta tanti anni fa, e che quindi potrei benissimo ricordare male. lo rimando a quando, finalmente, troverò il tempo di fare la "grande rilettura" della serie (che sarebbe rilettura solo dei primi albi, con a seguire la lettura di quelli che mi mancavano che ho trovato tempo fa in blocco), e a quel punto tranquillo che sottolineerò tutte le scene simili che trovo...  :P

 

È vero che ricordo bene che quelle scene mi davano fastidio, quello che non mi ricordo è esattamente come, dove, quando, i numeri, e chi li aveva scritti. E poi chissà, magari rilette a distanza di anni potrei averne un impressione diversa (ho riletto i primi 2 numeri in occasione delle "origini" e devo dire che non li ho più trovati così tanto agli antipodi, anche se continuo a preferire il primo). Comunque anche se mi davano fastidio non erano quelle il motivo per cui avevo smesso, il motivo principale era che non riuscivo a ricordare più chi era cosa e i vari personaggi e a seguire le trame, quindi prima ho iniziato a comprare rimandando la lettura a dopo in maniera da leggerne un tot insieme, poi quando si sono accumulati troppi albi non letti ho proprio smesso...

 

Però, a parte il discorso di quelle scene che ha monopolizzato la discussione (e che quindi era meglio che non citavo), insisto che c'è un punto in cui, anche SENZA quelle scene, l'immaginario "magico" di questa storia diventa più da "dampyr" che da Tex (gli esempi li ho già fatti). con Mefisto che assale e domina la mente e le percezioni degli avversari quasi come un Maestro della Notte, con versioni "doppie" demoniache di Tex e altri)

 

Non lo segnalo come se fosse un errore, ma come una preferenza: io preferisco di gran lunga la magia più "lenta" e meno "cinematografica" del primo albo.  (che poi anche quella del primo albo è cinematografica, ma oggi si usa la parola per indicare i film moderni con più effetti speciali e meno atmosfera...)

 

 

Edited by Diablero
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Il demone dice chiaramente che Mefisto non è più del tutto umano, visto il suo soggiorno negli inferi e penso che il suo invecchiamento e aspetto siano anche dovuti all'uso della magia nera, che già nell'albo "Le Origini del male" costituisce un interesse per il relativamente giovane Steve Dickart.

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Il 23/6/2022 at 05:23, Diablero dice:

 

Non mi metto a discutere di albi che ho letto l'ultima volta tanti anni fa, e che quindi potrei benissimo ricordare male. lo rimando a quando, finalmente, troverò il tempo di fare la "grande rilettura" della serie (che sarebbe rilettura solo dei primi albi, con a seguire la lettura di quelli che mi mancavano che ho trovato tempo fa in blocco), e a quel punto tranquillo che sottolineerò tutte le scene simili che trovo...  :P

 

È vero che ricordo bene che quelle scene mi davano fastidio, quello che non mi ricordo è esattamente come, dove, quando, i numeri, e chi li aveva scritti. E poi chissà, magari rilette a distanza di anni potrei averne un impressione diversa (ho riletto i primi 2 numeri in occasione delle "origini" e devo dire che non li ho più trovati così tanto agli antipodi, anche se continuo a preferire il primo). Comunque anche se mi davano fastidio non erano quelle il motivo per cui avevo smesso, il motivo principale era che non riuscivo a ricordare più chi era cosa e i vari personaggi e a seguire le trame, quindi prima ho iniziato a comprare rimandando la lettura a dopo in maniera da leggerne un tot insieme, poi quando si sono accumulati troppi albi non letti ho proprio smesso...

 

Però, a parte il discorso di quelle scene che ha monopolizzato la discussione (e che quindi era meglio che non citavo), insisto che c'è un punto in cui, anche SENZA quelle scene, l'immaginario "magico" di questa storia diventa più da "dampyr" che da Tex (gli esempi li ho già fatti). con Mefisto che assale e domina la mente e le percezioni degli avversari quasi come un Maestro della Notte, con versioni "doppie" demoniache di Tex e altri)

 

Non lo segnalo come se fosse un errore, ma come una preferenza: io preferisco di gran lunga la magia più "lenta" e meno "cinematografica" del primo albo.  (che poi anche quella del primo albo è cinematografica, ma oggi si usa la parola per indicare i film moderni con più effetti speciali e meno atmosfera...)

 

 

 

 

Aggiungo  a questa disamina un mio personale parere. in realtà, dato, il tuo totale fraintendimento della serie Dampyr, la prima parte è più dampyriana perchè horror e d'atmosfera e la seconda, semmai, più texana e d'azione!

 

 

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<span style="color:red">9 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Aggiungo  a questa disamina un mio personale parere. in realtà, dato, il tuo totale fraintendimento della serie Dampyr, la prima parte è più dampyriana perchè horror e d'atmosfera e la seconda, semmai, più texana e d'azione!

 

 

 

Concordo con la tua conclusione anche in merito al totale raintendimento della serie di Dampir da parte di Diablero. Mi spiace dirlo ma non l'ha proprio capita.

 

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11 hours ago, borden said:

 

 

Aggiungo  a questa disamina un mio personale parere. in realtà, dato, il tuo totale fraintendimento della serie Dampyr, la prima parte è più dampyriana perchè horror e d'atmosfera e la seconda, semmai, più texana e d'azione!

 

Quando si fa un paragone si prende sempre un elemento da due "cose" per confrontarle", e a seconda dell'elemento che prendi si possono ottenere risultati opposti.

 

Esempio: Dampyr è simile a Topolino. E posso dimostrarlo. Quale "elemento" di Dampyr ho scelto? Il font del titolo "Dampyr" e il font del titolo della testata "Topolino" sono simili!  :laugh:

 

Ovvio che l'affermazione corretta è "il font del titolo Dampyr è simile al font di "Topolino", mentre il dire che Topolino e Dampyr sono simili è fuorviante.  Ma non sempre si può mettere l'elemento comparato in un unica frase. Bisogna leggere tutto l'argomento e non limitarsi ad un pezzo.

 

Tu dici che la prima parte è più simile a Dampyr perchè horror e d'atmosfera. Mentre Tex è un western. Corretto, ma fuorviante: prendi un elemento "frequente in Tex" che non si applica a quella storia. Guardando come UNICO elemento la presenza di Horror, è facile vedere che TUTTE le storie con magia, sia che ci fosse Mefisto, Yama, Diablero, etc...   sono "dampyriante" anche se le ha scritte GFL Bonelli, e Tex sarebbe una serie SOLO ED UNICAMENTE WESTERN. Perchè? Perchè hai preso una caratteristica "comune" alla "maggior parte" delle storie (il western almeno all'apparenza realistico) e ha fatto una comparazione tanto "di grana grossa" da trasformare "la maggior parte delle storie sono così" in "TUTTE le storie sono così" (dando fra l'altro ragione a chi ti critica perchè non fai SOLO storie western con rapine e banditi...  :laugh: )

 

Ma nell'istante stesso in cui dici "faccio una storia con Mefisto" ti sei già posto fuori dal "puro western". E basta vedere come, secondo un analisi così grossolana, "Black Baron" sarebbe "Dampyriana" (ma anche "Zagoriana", "Brendiniana", "Dylandoghiana") e non "Texiana" fa vedere quanto sia limitata e fuorviante un analisi così grossolana.

 

La mia analisi invece è più precisa e approfondita, e guarda a COME viene presentato l'elemento "Horror" nelle storie di Tex di GLBonelli IN CUI APPARE. Non per dire "in Tex l'horror non c'è, è dampyriano", ma per far vedere come in Tex l'horror GLSBonelliano è fatto d'atmosfera, tempi lunghi (e aggiungo qui, telecamera fissa puntata sul "Reale", le illusioni di mefisto sono quasi sempre visibili a tutti, crea davvero immagini, mentre non si verifica mai il viaggio in mondi fittizi creati nella mente di qualcuno), come nell'esempio in "Black Baron" che ho citato nel mio post.

 

Viceversa, il combattimento "nella mente", la creazione di scene o interi mondi immaginari "proiettati" nella mente degli avversari è un tale cliché in Dampyr che, avendone letto meno del 25% degli albi, l'ho già incontrato almeno una dozzina di volte (quindi anche se non comparisse mai negli albi che non ho letto, sarebbe comunque molto più frequente che su Tex)

 

Quindi ribadisco che un analisi approfondita e meno grossolana, che non si ferma a "c'è Horror e atmosfera = Dampyr", conferma la mia tesi: che da una certa pagina in avanti la storia diventa sempre più "Dampyriana", avvenendo sempre più a livello di combattimento mentale, di mondi e scene che vengono proiettate nella mente altri, di "mostri standard" , PERDENDO nella sua "moderna concitazione tipica delle scene d'azione di Dampyr"  i tempi lunghi e lenta costruzione dell'atmosfera tipica delle storie ricchissima di atmosfera e di horror create da GL Bonelli come "il figlio di Mefisto" o "Black Baron"

 

 

P.S.:

 

2 hours ago, Carlo Monni said:

Concordo con la tua conclusione anche in merito al totale raintendimento della serie di Dampir da parte di Diablero. Mi spiace dirlo ma non l'ha proprio capita.

 

Adesso la inizio davvero la rilettura di Dampyr! E mo so' cxxxx vostri! :P

  • +1 1
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<span style="color:red">8 ore fa</span>, Diablero dice:

 

  

 

Viceversa, il combattimento "nella mente", la creazione di scene o interi mondi immaginari "proiettati" nella mente degli avversari è un tale cliché in Dampyr che, avendone letto meno del 25% degli albi, l'ho già incontrato almeno una dozzina di volte (quindi anche se non comparisse mai negli albi che non ho letto, sarebbe comunque molto più frequente che su Tex)

 

 

 

 

Spiegati, perché come autore di Dampyr nemmeno lontanamente capisco che cosa stai dicendo. Cliché il "combattimento nella mente"?!? Interi MONDI PROIETTATI nella mente degli avversari?!? Che cosa diavolo è??? Mai sentito nulla del genere! Sicuro che quando leggevi Dampyr non ti fumavi qualcosa di forte? :blink:

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A mio avviso, @Diablero la cosa è molto più semplice rispetto alla tua articolata e come di consueto interessante analisi.

 

Questi primi 3 albi della nuova saga di Mefisto sono interamente scritti avendo come riferimento Dampyr, sia nella prima parte come ammette @borden, sia nella seconda come hai notato tu. Anche i personaggi coinvolti potrebbero essere sostituiti dai corrispettivi dampyriani.

 

Fatta questa premessa, tutto ciò ha una valenza negativa? Assolutamente no!

 

Il nostro nostro beneamato @borden ha qualche colpa da farsi perdonare per questo? Assolutamente no, perché non ha copiato nessun altro autore, ma da autore e curatore di Dampyr ha scelto semplicemente o forse è stato per lui naturale e inconsapevole scrivere, per una volta, una storia di Tex totalmente gotica secondo gli stilemi del Dampyr.

 

Il risultato è spiacevole? No, al contrario, almeno per me è piaciuto tanto ritrovare in Tex le atmosfere dell'altra creatura di @borden:)

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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, Jeff_Weber dice:

A mio avviso, @Diablero la cosa è molto più semplice rispetto alla tua articolata e come di consueto interessante analisi.

 

Questi primi 3 albi della nuova saga di Mefisto sono interamente scritti avendo come riferimento Dampyr, sia nella prima parte come ammette @borden, sia nella seconda come hai notato tu. Anche i personaggi coinvolti potrebbero essere sostituiti dai corrispettivi dampyriani.

 

Fatta questa premessa, tutto ciò ha una valenza negativa? Assolutamente no!

 

Il nostro nostro beneamato @borden ha qualche colpa da farsi perdonare per questo? Assolutamente no, perché non ha copiato nessun altro autore, ma da autore e curatore di Dampyr ha scelto semplicemente o forse è stato per lui naturale e inconsapevole scrivere, per una volta, una storia di Tex totalmente gotica secondo gli stilemi del Dampyr.

 

Il risultato è spiacevole? No, al contrario, almeno per me è piaciuto tanto ritrovare in Tex le atmosfere dell'altra creatura di @borden:)

 

 

A parte il totale fraintendimento da parte di Diablero di Dampyr (la sua visione è la stessa che ne ha Roberto Recchioni) quest'analisi è, scusatemi tanto, una sciocchezza. Dampyr non c'entra, c'entra il mio modo di scrivere, è ovvio. 

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