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TWF - Tex Willer Forum

[752] Fratello di sangue


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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Carlo Monni dice:

Tu lo dici che c'è già stato in una ricostruzione mentale che ti fai da sola ma non è mai detto in nessuna storia e questa sembra decisamente smentirti.

Ok, non ti è piaciuta la storia. Non la penso come te ma ognuno ha i suoi gusti ed io li rispetto, ma almeno accetta che i fatti stanno in un certo modo anche se tu avresti voluto che fosse andata in un altro modo.

Santa pappa, ma quante volte devo scrivere in un commento che le mie parole sono solo una mia personale opinione?

 E poi, la ricostruzione mentale smentita dai fatti si riferisce alla mia frase "Magari l'hanno fatta ma nessuno ce l'ha mai raccontata."?

Detta così non sembra affatto un dogma biblico.

Invece il fatto che il patto di sangue avvenga con cinque o sei anni di ritardo è una cosa perfettamente normale?

Quindi se io ritengo più plausibile un patto di sangue immediato rispetto a uno ritardato, significa solo che è più plausibile e non che ci sia stato.

Cercate di non mettermi in bocca cose che non ho detto.

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Buonasera......scrivo raramente sul Forum e lo faccio in modo sincero quando ne sento realmente l'esigenza.....bene,ora la sento: la copertina di questo albo e' stupenda.Ricorda i quadretti alla Galep,i piani ripresa alla John Ford...coraggio,intensita',azione....quello che il western e' e sara sempre sia su carta che su pellicola.Il mio modesto applauso all'immenso Claudio Villa.

Saluti a tutti:)

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Ieri sera, contrariamente a ciò che hanno fatto milioni di telespettatori, invece di sintonizzarmi per vedere la finale di Instabul alla tv, ho preferito sprofondare sul divano e recuperare la lettura dell'albo autoconclusivo di questo mese.

 

Paradossalmente il caso ha voluto che l'autore della sceneggiatura è legato ai colori della squadra che è uscita sconfitta nella sfida e spero che non se l'abbia a male col sottoscritto se dovesse leggere il mio commento. :D

E' stato il karma a punirlo per aver voluto dare le sembianze di Barella ad Arkansas Joe in una recente storia di Tex Willer? :P Dopo l'orripilante errore di Lukaku che ha tolto il sonno a molti tifosi, ce lo ritroveremo nei panni di un futuro villain nella saga? :D

 

Chiusa la premessa ironica (velata di O.T calcistico di cui mi scuso), torniamo alla storia che è decisamente meglio.

 

Episodio anomalo ma intrigante, con una prima parte indipendente che vede Kit e un giovane amico alle prese con un gruppo di scalcinati ladri di manzi. Purtroppo Piccolo Falco è davvero sfortunato con i giovani amici, visto che anche questa volta se lo vede uccidere sotto gli occhi. Porzione breve, non originalissima ma che si fa apprezzare per via del patto di sangue che Kit stipula con il morente amico e l'interessantissima sequenza della sepoltura navajo, che dà un tocco di epicità.

 

La seconda parte che vede Tex narrare al figlio l'episodio del passato, mi ha preso di meno, vuoi per la ripetitività di alcune trovate di soggetto (carovane fuorviate da guide fuorilegge, assalti di indiani complici dei banditi e via dicendo) ma nonostante ciò Giusfredi riesce comunque a tirar fuori alcuni spunti particolari, come la forte vignetta della giovane donna trafitta dalla freccia,  l'intervento di Tiger che riesce a salvarla, ma è soprattutto il rapporto del pard Navajo con colei che definisce "Capelli di sole" che mi ha colpito: di solito Tiger è freddo e irreprensibile, ma stavolta imho la giovane Ingrid non gli è indifferente. L'autore lascia tutto sfumato, come è giusto che sia, ma per me è evidente che fra i due si instaura qualcosa di più forte di una semplice riconoscenza per essere stata salvata. Anche quando l'eroe indiano la consegna alle cure del fidanzato, la freddezza di Capelli di Sole verso il suo coetaneo è palese e Tiger pare uno di quei paladini romantici che si sacrifica facendosi da parte. 

 

Sulle pagini finali e il patto di sangue fra Tex, Tiger e Carson se n'è già parlato abbastanza. Provo comunque a dire la mia.

Trovo sia stata una scelta giusta quella di non dilungarsi troppo nella sequenza, si sarebbe rischiato di divenire stucchevoli, tuttavia la scena non è riuscita a coinvolgermi come avrei voluto, forse a causa di come è stata preparata e concepita.

 

La sfida che Tex chiede al capo Osage Cervo Forte è un po' forzata, così come è ovvio che il capo indiano non rispetterà la parola. In fondo la precauzione della pistola è indice che lo stesso Tex è convinto della mancanza di lealtà dell'avversario, quindi è quasi un suicidio una simile scelta. D'altronde senza l'intervento di Carson e Tiger prima e dei Pawnee dopo, la sua sorte sarebbe segnata. Una scelta coraggiosa o del tutto folle? Ognuno formulerà la sua risposta in merito. Anche la scelta del giovane Pawnee di rinunciare alla sua vendetta per "sportività" è buona per fungere da assist a un suo ritorno, ma convince poco. Proprio questi aspetti, a mio avviso poco convincenti, hanno depotenziato il lirismo della tavola finale per me,

 

Giusfredi è un autore bravo e promettente, ha un ottimo maestro come riferimento, ma proprio da lui deve carpire meglio i segreti di come creare davvero sequenze epiche e memorabili (di recente da me citate in un altro trhead).

 

Riassumendo una storia non male, ma neanche indimenticabile. Dopo le recenti prove non convincenti di Burattini e Ruju, e questa breve alquanto lineare, comincia a pesare l'assenza di Mauro sulla regolare. 

 

Font si conferma un autore spacca platee. Parecchi lettori non lo digeriscono, altri gli riconoscono una buona capacità narrativa. Come sempre il sottoscritto si attesta a metà fra le categorie appena citate, comunque forse per l'età che avanza o la fretta di realizzazione, un lieve calo l'ho riscontrato anch'io. Sullo stile sui generis e alquanto caricaturale, sappiamo fin dal suo esordio sulla saga che fa parte del suo bagaglio personale, tuttavia rispetto al passato, mi hanno convinto davvero meno gli sfondi, alquanto vuoti e tirati via, quasi del tutto privati di quei bei tratteggi incrociati che arricchivano parecchio i paesaggi soprattutto notturni o in tempesta.

Davvero sgraziate le ultime due vignette di pagina 17, con Kit che assume posizioni  troppo innaturali e anatomicamente non ideali. Anche parecchi primi piani dei nostri sono troppo ridotti all'osso e quasi tirati via.

Dimenticavo: fa un particolare effetto vedere Carson brezzolato ma non ancora del tutto imbiancato :D. Il mio voto finale è 7 

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<span style="color:red">40 minuti fa</span>, Condor senza meta dice:

a un particolare effetto vedere Carson brezzolato ma non ancora del tutto imbiancato :D

 

Così  memoria, credo che lo si sia visto così solo sul n. 10 e sui cartonati "Frontera" e "L'uomo dalle pistole d'oro"

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<span style="color:red">5 minuti fa</span>, Carlo Monni dice:

Così  memoria, credo che lo si sia visto così solo sul n. 10 e sui cartonati "Frontera" e "L'uomo dalle pistole d'oro"

Infatti sono davvero rari i casi. :)

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Perché non ci sono state finora molte storie ambientate tra "Il tranello" ed "Il figlio di Tex".

Ad essere proprio precisi, l'ultima volta che si è visto "in presa diretta" Carson con capelli e baffi interamente neri è stato sul n. 9, quindi non è impossibile vedere Carson con le tempie grigie anche in storie ambientate tra il m. 9 ed il 10.

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Va bene non essere superstiziosi, tutto quello che volete, ma a questo punto chi è il padre incosciente che fa girare il figlio con Piccolo Falco? Con il numero di amici che ha seppellito ormai credo sia la prima causa di morte fra i giovani Navajo... 

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<span style="color:red">11 ore fa</span>, borden dice:

 

 

Che certe storie funzionano a puntate e altre meglio che vadano lette tutte in una volta. I motivi, ripeto, sono però dettati dalla nostra esperienza e dunque insindacabili.

 

In effetti la storia di Nizzi è stato un bene sia uscita come maxi piuttosto che suddivisa in tre albi. Ciò ha dato unità ed è stato più facile velocizzare la lettura in corrispondenza di certi snodi prolissi.

 

In quest'albo autoconclusivo, comunque parti tirate per le lunghe io ne ho trovate al pari del maxi.

 

La bravura di Giusfredi è invece quella di mettere così tanti ingredienti e situazioni, da far chiudere un occhio su furbate come la dilatazione delle tavole a metà storia.

 

Inoltre, forse talvolta meglio di @borden, Giusfredi riesce ad arrivare a fine albo senza alcuna accelerazione (vedi anche il suo ultimo Dampyr). Premesse brevi, conclusioni lunghe ... ma anche certi "pretesti" in mezzo.

 

Come ha fatto notare qualcuno, anch'io ho inteso il patto di sangue di quest'albo avere un significato speciale, ovvero quello fatto da un padre ai suoi amici e pards, qualora Kit Willer rimanga orfano. Lui ha già perso la madre e Tex vuol cementare con il sangue il patto di amicizia con Kit Carson e Tiger Jack.

 

E questa cosa qui mi piace molto.

 

Disegni ottimi, sebbene non sempre omogenei per qualità del tratto. Come sottolineato da altri, molti sono gli sfondi bianchi, io preferirei anche semplicemente una o due linee di riferimento per pagina ... ma a quanto ho sentito dobbiamo sempre applaudire a queste scelte stilistiche perché non denotano fretta :rolleyes:, ma altissima professionalità.

 

Voto complessivo: 7 1/2

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12 ore fa, Letizia dice:

E poi, la ricostruzione mentale smentita dai fatti si riferisce alla mia frase "Magari l'hanno fatta ma nessuno ce l'ha mai raccontata."?

 

No, si riferisce al fatto che tu sembri convinta che ci sia stata.

Lo dici anche esplicitamente usando l'avverbio sicuramente.

 

14 ore fa, ymalpas dice:

Una tripla pronta però c'era: il maxi di Tex e Casertano, per tacere di quello di Alessandrini

 

Quello di Alessandrini non contarlo: aveva 272 pagine, cosa che dimostra che era stato concepito apposta per il Maxi. non lo si poteva mettere sulla serie regolare a meno di integrarlo con un racconto di 58 pagine. Qualcosa si sarebbe dovuto comunque scrivere. Meglio com'è andata.

Edited by Carlo Monni
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2 ore fa, Carlo Monni dice:

Lo dici anche esplicitamente usando l'avverbio sicuramente.

Finalmente l'hai detto.

Sì, il patto c'è stato sicuramente, anche se nessuno ce l'ha mai mostrato, perché il caso contrario non è soltanto altamente improbabile, è assurdo.

Tex e Tiger che chiamano sé stessi fratelli, perché sono fratelli di sangue, e che non suggellato la loro fratellanza con un rito, è assurdo.

O meglio, è un errore di sceneggiatura.

E questo di Giusfredi è un altro errore di sceneggiatura: pensare che Tex e Tiger non lo abbiano già fatto precedentemente oppure lasciare che ne facciano un altro perché due is meglio che uan.

Ma sì, facciamone un altro, ché c'è anche Carson.

Parere, come sempre, strettamente personale.

 

Vorrei poi esprimere un altro parere strettamente personale.

Tiger non dimostra affatto interesse per la donna, ma per i suoi "capelli di sole" che  dovevano essere piuttosto rari da quelle parti in quei tempi.

Tiger aveva perso la sua amata solo cinque o sei anni prima e la cicatrice nel suo cuore non lasciava posto per la prima bionda incontrata.

 

Edited by Letizia
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Mah, non credo fosse necessario un patto di sangue per chiamarsi 'fratelli' tra loro, in decenni di Tex i membri della stessa tribù indiana o persino tra indiani di diverse tribù, o lo stesso Tex quando incontra per la prima volta un indiano con il qualche non ha certo stretto in precedenza alcun patto di sangue, non han problemi ad apostrofarsi tra loro come 'fratelli'.
Spesso lo stesso Kit Willer chiama 'fratello' Tiger Jack (e viceversa) e non risulta (salvo sia in una qualche storia ancora da raccontare...) che abbiano mai stretto un patto di sangue tra loro due.

 

"Salve fratelli!"

"Salve! Glielo hai detto tu che siamo fratelli?"

"Io? E chi lo conosce?"

(ok la citazione non è texiana, e non è un dialogo tra indiani, ma il senso non cambia :D )

Edited by gilas2
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<span style="color:red">13 minuti fa</span>, gilas2 dice:

 

"Salve fratelli!"

"Salve! Glielo hai detto tu che siamo fratelli?"

"Io? E chi lo conosce?"

(ok la citazione non è texiana, e non è un dialogo tra indiani, ma il senso non cambia :D )

"Meriteresti una palla in fronte  [UN LIKE, ndr] solo per questo!"

 

E aggiungo:

"Mi dispiace, l'ingresso è riservato ai soci"

"Ma io e lui siamo soci!"

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4 ore fa, Letizia dice:

 

Vorrei poi esprimere un altro parere strettamente personale.

Tiger non dimostra affatto interesse per la donna, ma per i suoi "capelli di sole" che  dovevano essere piuttosto rari da quelle parti in quei tempi.

Tiger aveva perso la sua amata solo cinque o sei anni prima e la cicatrice nel suo cuore non lasciava posto per la prima bionda incontrata.

 

A mia volta, esprimo un parere personale. Secondo me, Tiger rivela nei confronti di Astrid qualcosa di più che sola curiosità per i suoi insoliti capelli biondi (che accennano già all'origine scandinava del gruppo di coloni da cui lei proviene), ma la bravura di Giusfredi a questo riguardo è quella di lasciare le conseguenze questo incontro in sospeso, senza eccedere in tentativi di sviluppo di un rapporto sentimentale che, oltre ad essere stonato con le caratteristiche del personaggio Tiger, non potrebbero certo essere gestite adeguatamente in un albo solo e che ha altre priorità narrative. 

A mio avviso, anche Astrid apprezza Tiger (e non solo in quanto suo salvatore - del resto le sue abilità di guerriero e di uomo erano state ammirate, tanto per dirne una, anche da Hanaba nel n. 168), ma è soprattutto lui a mostrare una tenerezza insolita nel modo con cui si prende cura della ragazza, di cui apprezza di fronte a Tex la tenacia e la forte tempra "come quella di una donna Navajo" (un bel complimento, non c'è che dire...). Poi tutto finisce lì, anche perché in quel preciso istante si fa vivo un presumibile spasimante della ragazza, ma lo stesso questo siparietto a me è parso interessante e gestito con mano leggera ma sicura da Giusfredi, che lascia eventualmente al lettore la responsabilità di fantasticare (se lo desidera) su eventuali rimpianti/nostalgie legati a questa vicenda, che fa lo stesso emergere in qualche modo la sensibilità umana di Tiger. 

Edited by dario63
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Sintetizziamo così: Giusfredi è bravo ma in questa storia non ha molto da dire né da raccontare, però lo racconta bene.

Il soggetto è esile e il tema "fratelli di sangue" alla fine sembra più che altro un pretesto tutto sommato poco significativo (ci si aspettava, per suggellare il patto, un evento più drammatico e particolare di quello qui proposto) ma la scrittura è scorrevole e piacevole, i dialoghi sintetici e incisivi.

Un grosso limite è che tutto sa un po' di già visto, e fin troppe volte, a partire dal solito amico di Kit Willer che ci lascia le penne (quanti ne abbiamo visti da "Giungla crudele" in poi?), per proseguire con scontri a fuoco tra i carri di pionieri (un po' troppo acrobatici) e assalti al forte sbrigativi e quindi poco coinvolgenti, per non parlare dell'immancabile duello indiano, di cui se ne poteva fare a meno (compreso il possibile ritorno di Fulmine rosso, antagonista non particolarmente memorabile), con un finale che avrebbe richiesto uno sforzo in più di fantasia per non essere così scontato.

 

Il pregio di Giusfredi è comunque quello di saper sceneggiare bene e soprattutto cercare di dare epicità e pathos alla storia, a volte riuscendoci a volte no (contrariamente all'ultimo Nizzi, che invece non ci prova neppure, preferendo navigare placidamente nelle tiepide acque del sempre uguale e finendo per scivolare subito nel comico, volontario o involontario che sia). Talvolta Giusfredi ci riesce a dare linfa vitale ai personaggi (per esempio le belle scene tra Tiger e la ragazza, che però potevano essere maggiormente sviluppate, anzi poteva essere questo il vero filo conduttore della storia, visto che il punto di partenza era il dopo -"Furia rossa"; non certo una storia sentimentale, ma concentrarsi più su Tiger e i suoi sentimenti, rendendo il salvataggio della fanciulla più drammatico, non sarebbe stato male); in altre circostanze invece è tutto un po' troppo rapido, oppure prevedibile, o fin troppo facilmente eroico per appassionare veramente. Almeno per i miei gusti.

Comunque, tutto sommato una discreta prova, positiva, che lascia bene sperare per il futuro, anche se i personaggi, anche quelli secondari, andrebbero maggiormente caratterizzati per dare più spessore alla storia, come Boselli docet...:lol:

Font, invecchiato, è ancora meglio di tanti altri. 

Edited by Poe
  • +1 1
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<span style="color:red">51 minuti fa</span>, Poe dice:

Sintetizziamo così: Giusfredi è bravo ma in questa storia non ha molto da dire né da raccontare, però lo racconta bene.

Il soggetto è esile e il tema "fratelli di sangue" alla fine sembra più che altro un pretesto tutto sommato poco significativo (ci si aspettava, per suggellare il patto, un evento più drammatico e particolare di quello qui proposto) ma la scrittura è scorrevole e piacevole, i dialoghi sintetici e incisivi.

 

Molto giusto. Probabilmente un titolo diverso e una copertina meno epica avrebbero creato minori aspettative e l'aspetto "storia ben realizzata" sarebbe prevalso su quello "trama ordinaria".

  • +1 1
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Bella storia del duo Giusfredi/Font in cui il soggetto non sembra molto originale ma la lettura si dimostra scorrevole e avvincente. Il tema delle carovane di coloni attaccate dagli indiani in combutta con i bianchi si è già visto molte volte ma Giusfredi imbastisce bene la trama con alcuni elementi che ti fanno dimenticare questi particolari. Mi aspettavo che la storia fosse più incentrata su Tiger Jack visto che riprende "Furia Rossa" e all'inizio per un po' è così poi verso le pag finali la storia vira sul rapporto di eterna amicizia tra i tre pards in copertina in cui ognuno di loro è disposto a combattere fianco a fianco senza paura della morte. Font nonostante l'età è ancora un signor disegnatore (la pag riassuntiva di "furia rossa" è fantastica) e nelle scene d'azione se la cava abbastanza bene anche se in alcune tavole ci sono dei cali (panorami un poco spogli e personaggi un po' abbozzati) il risultato è più che positivo.

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Valutazione ampiamente positiva per questo albo.

 

Molto interessante il rapporto che si instaura tra Tiger e Astrid. Viene sviluppato in poche pagine, ma delicate e dense di significato, tenuto conto che l'episodio si allaccia a Furia Rossa.

Asciutta, e proprio per questo emozionante, la scena in cui i pards mescolano il sangue. Come è stato già detto, Tex, Tiger e Kit sono già fratelli, ma è bello che vogliano suggellare anche simbolicamente questo legame già esistente tenendo a mente il bene di Piccolo Falco.

 

Font, come è emerso, è stato costretto a un lavoro rapido. Ma se ne è rimasto penalizzato il tratto, a volte molto asciutto, rimane la capacità di far recitare i personaggi in scena, che rende comunque gradevole il comparto grafico.

Splendida, per testo e resa visiva, la tavola che riasume un caposaldo della saga, e cioè Furia Rossa

Edited by F80T
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Premessa: con il patto di sangue, Carson e Tiger Jack diventano ufficialmente 'padrini' di Kit Willer (ovvero: se succedesse qualcosa a Tex, sarebbero loro a prendersene cura, che poi è lo stesso 'ruolo' dei padrini nel battesimo).

 

Domanda: se PER IPOTESI succedesse qualcosa a Carson e Lena Parker, Tex e Tiger Jack sarebbero automaticamente 'padrini' di Donna Parker (e di altra eventuale prole 'seminata' da Carson in giro nel corso degli anni) ?

Edited by gilas2
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<span style="color:red">12 minuti fa</span>, gilas2 dice:

Premessa: con il patto di sangue, Carson e Tiger Jack diventano ufficialmente 'padrini' di Kit Willer (ovvero: se succedesse qualcosa a Tex, sarebbero loro a prendersene cura, che poi è lo stesso 'ruolo' dei padrini nel battesimo).

 

Domanda: se PER IPOTESI succedesse qualcosa a Carson e Lena Parker, Tex e Tiger Jack sarebbero automaticamente 'padrini' di Donna Parker (e di altra eventuale prole 'seminata' da Carson in giro nel corso degli anni) ?

Mah... Capisco l'ipotesi, che in quanto strampalata è destinata a non avere risposta logica, ma per stare al gioco rispondo di conseguenza: sia Kit che Donna mi sembrano sufficientemente grandicelli per prendersi cura di se stessi da soli. A meno che non li vogliamo considerare inattivi e mantenuti dai rispettivi genitori...

Fuor di battuta, non serve un patto di sangue per suggellare un impegno che sarebbe mantenuto a prescindere.

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<span style="color:red">18 minuti fa</span>, PapeSatan dice:

Mah... Capisco l'ipotesi, che in quanto strampalata è destinata a non avere risposta logica, ma per stare al gioco rispondo di conseguenza: sia Kit che Donna mi sembrano sufficientemente grandicelli per prendersi cura di se stessi da soli. A meno che non li vogliamo considerare inattivi e mantenuti dai rispettivi genitori...

Fuor di battuta, non serve un patto di sangue per suggellare un impegno che sarebbe mantenuto a prescindere.

Ai tempi di quanto avvenuto in questo albo, però, Kit grandicello non era ancora, anzi... :D

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37 minutes ago, gilas2 said:

Domanda: se PER IPOTESI succedesse qualcosa a Carson e Lena Parker, Tex e Tiger Jack sarebbero automaticamente 'padrini' di Donna Parker

No, perchè Donna NON È figlia di Carson...  a quanto ne sanno Carson e Donna (l'unica che potrebbe dirglielo è Lena, che finora l'ha confidato in pratica solo ai lettori..)

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1 ora fa, gilas2 dice:

Ai tempi di quanto avvenuto in questo albo, però, Kit grandicello non era ancora, anzi... :D

Ovviamente, ma, come ho detto, all'epoca sarebbe bastato l'impegno morale che Carson e Tiger non avrebbero certo fatto mancare a Tex verso Kit anche senza firmare l'atto notarile col sangue.

Infatti, é anche questo aspetto "scontato" che mi ha dato l'impressione che il patto di sangue sia stato "sprecato", per giunta senza solennità ed emozione, ma quasi come un moribondo che un attimo prima di spirare firma il testamento all'unico erede figlio che di fatto sarebbe stato ugualmente erede.

Edited by PapeSatan
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<span style="color:red">2 ore fa</span>, Diablero dice:

No, perchè Donna NON È figlia di Carson...  a quanto ne sanno Carson e Donna (l'unica che potrebbe dirglielo è Lena, che finora l'ha confidato in pratica solo ai lettori..)

 

Qualche tempo fa Boselli disse che nel prossimo ritorno di Lena e Donna (a proposito: chissà se ci sta finalmente lavorando?) meditava di fare la grande rivelazione anche se temeva la reazione dei lettori più tradizionalisti. Io gli risposi che a me personalmente sarebbe piaciuto se lo avesse fatto ma che in ogni caso doveva seguire la sua ispirazione facendo come riteneva più giusto infischiandosene delle reazioni di una frangia di lettori che io ritengo e mi auguro sinceramente sia minoritaria ed è ancora la mia posizione.

Tu come la vedi: non sulla rivelazione in sé ma su come Boselli dovrebbe comportarsi con riguardo alle reazioni di certi lettori?

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SPOILER!!!

 

 

 

Pur promuovendo l'albo mi aspettavo qualcosa in più dall'esordio di Giusfredi e da Font.

Il soggetto è piuttosto semplice e sicuramente sceneggiato discretamente bene, nelle prime fasi ho particolarmente apprezzato il funerale navajo e alcuni richiami alla serie "1883". Anche il racconto che Tex fa intorno al bivacco scorre bene ma mi sarei aspettato che il patto di sangue avvenisse in una situazione, come dire, più intima e non poco prima di una situazione di battaglia che i nostri pard affrontano praticamente in ogni storia. La parte di Carson rende molto bene, ma credo che la scelta migliore sarebbe stata quella di escluderlo dal patto di sangue.

Buone le tavole di Font, ma reputo la qualità media del suo lavoro in calando, mi vengono in mente di primo acchito i suoi capolavori grafici come "Colorado Belle" "Giovani Assassini" o "La mano del morto". A mio giudizio Font si esprime meglio in un ambientazione meno arida e desertica rispetto al sudovest rappresentato in quest'albo dando anche il meglio di sé in campi meno larghi e scene da interno, forse Giusfredi poteva fruttare meglio le sue abilità.

Molto bella la copertina di Villa che si concentra solo sui pards, approvo in pieno l'idea dello sfondo bianco e il font (non Alfonso 🤣) del titolo.

 

Voto complessivo 7

Edited by SaWi
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