Vai al contenuto
il 17° Numero del TWF è online! Leggi di più... ×
TWF - Tex Willer Forum
JohnnyColt

Che cosa può offrire Tex ai giovani?

Messaggi consigliati/raccomandati

<span style="color:red;">14 ore fa</span>, borden dice:

Queste precisazioni sono  a loro volta superate. Gli appassionati dei manga sono a loro volta ex-giovani. Alla maggioranza dei giovani adolescenti  non frega niente di fumetti e libri. Questo è successo da un paio d'anni con l'esplosione di Instagram. Punto. 

Tex direbbe:Puro Vangelo...

Io aggiungo:purtroppo é così come dice Borden...

I giovani ormai vivono sugli Smartphone

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">17 ore fa</span>, borden dice:

Queste precisazioni sono  a loro volta superate. Gli appassionati dei manga sono a loro volta ex-giovani. Alla maggioranza dei giovani adolescenti  non frega niente di fumetti e libri. Questo è successo da un paio d'anni con l'esplosione di Instagram. Punto. 

Ho tantissime esperienze e persone che possono ben confutare questa affermazione.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

La mia (personalissima) impressione è che le generazioni attuali siano prive

del concetto di collezionismo, completismo o semplicemente del possesso delle cose.

Oggettivamente questo è anche un bene, perché ho recentemente letto che chi ha in casa

una cosa che non adopera, non ha più il diritto di possederla!

 

Lasciando stare le persone (che non si possono possedere), le collezioni complete oppure

no costano, occupano spazio, tempo e rendono le persone molto strane

(badate, io sono un collezionista, sfegatato e ormai irrecuperabile!).

 

Dopo la guerra non c'era quasi più niente, le cose si recuperavano a fatica o perché proprio

non esistevano o perché i soldi dovevano servire solo alle cose indispensabili.

Quando è stato possibile, ci siamo affannati a recuperare tutto quello che

ci era stato negato in precedenza: per noi un buco nella collezione è inammissibile!

 

Per chi oggi riesce con una facilità estrema a ottenere qualsiasi tipo di cosa, ne svaluta

ogni valore e significato (legittimo o meno).

Penso che invece io potrei raccontare, di ogni vecchio Tex trovato, forse non la data esatta,

ma lo scantinato dove l'ho trovato, lo stand della fiera, o con chi ho dovuto contrattare...

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Dix Leroy dice:

Penso che invece io potrei raccontare, di ogni vecchio Tex trovato, forse non la data esatta,

ma lo scantinato dove l'ho trovato, lo stand della fiera, o con chi ho dovuto contrattare...

Anche io grossomodo riuscirei a riepilogare l'acquisto di quasi ogni mio albo.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti
<span style="color:red;">20 ore fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Anch'io.  L' edicola.:smile:

Sempre nella stessa edicola?

Sempre con il medesimo edicolante?

Io ne ho dovuti cambiare sei da quando ho iniziato a collezionare Tex!

Un paio li vado ancora a trovare e ringraziare

(purtroppo per loro alla locale collina degli stivali).

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Assolutamente no. Dal 1963 ad oggi di edicole ne ho cambiate tantissime, ora ad esempio compro i fumetti al supermercato, ma si sa, i tempi son cambiati. Ricordo ad esempio che Tex arrivava con un giorno di anticipo all'edicola della stazione centrale dei treni, e pur di poterlo leggere subito mi sorbivo una decina di chilometri a piedi tra andata e ritorno. Bei tempi.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Il difficile rapporto dei giovani coi fumetti, e in particolare con Tex, può dipendere da diverse ragioni:

1) disinteresse per il genere western, a meno che non sia "geneticamente modificato o ibridato" con horror o grandguignol (oggi, splatter)

2) disinteresse per gli eroi positivi, cioè i personaggi che hanno valori e combattono per essi, specialmente se si tratta di valori "tradizionali" (pur se declinati con lo spirito del tempo) come la giustizia, la lealtà, la difesa dei deboli

3) predilezione per le modalità di visione/lettura da device, fulminea, frammentaria

4) assuefazione a ben altri livelli di violenza e verosimiglianza, grazie (o per colpa) dei video giochi.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Contenuto simile

    • Da JohnnyColt
      Noto con stupore che su questo forum non vi è un'analisi del logo di Tex, della sua evoluzione e delle sue tantissime versioni.
      L'evoluzione del logo TEX è questa sotto rappresentata e ci mostra diverse fasi iniziali e il risultato finale utilizzato inizialmente su Tex Gigante e successivamente anche sulle collane parallele: il logo definitivo, oggi, è presente, con variazioni di colore e di dimensioni, su Tex Gigante, su Tex Speciale, sul Maxi Tex, sul Color Tex, sui romanzi cartonati, sul Tex Magazine e su tutte le innumerevoli ristampe o riedizioni pubblicate dalle varie case editrici mondiali.
       

       
      I versione: utilizzata soltanto nelle prime due serie a striscia della Collana del Tex (1948-1951), presenta i tre letteroni in maiuscolo leggermente inclinati verso destra, separati tra loro, gialli con contorno nero. Debutta nel settembre del '48 con "Il totem misterioso";
      II versione: utilizzata dalla terza serie all'ottava "Azzurra" (1951-1954), troviamo le tre lettere gialle contornate di nero che ora si fondono formando un abbozzo della particolare forma arrivata fino a noi. La scritta è meno tozza rispetto alla precedente e riceve un'rotazione tale da renderla ancora più dinamica. Debutta nel maggio del '51 con "L'orma della paura";
      III versione: utilizzata dalla nona serie "Gialla" fino alla chiusura della collana, con l'ultimo numero della trentaseiesima serie "Rodeo", (1954-1967), riprende l'idea precedente e la rende maggiormente gradevole, più proporzionata e di certo più moderna. I cambiamenti radicali rispetto alla passata versione sono riscontrabili nella sbarra superiore della T, meno piatta e meno allungata, e nella E leggermente più piccola. Debutta nel gennaio del '55 con "La croce tragica";
      IIII versione: il logo che da decenni vediamo sui nostri albi è presente su entrambe le serie di Tex Gigante e nella terza serie di Raccoltine ("Serie Rossa"). Si noti che nella versione definitiva del logo la gamba destra della X ritorni dritta, esattamente come la versione utilizzata tra il '51 e il '54.
       
      Troviamo inoltre diverse altre versioni "intermedie" pubblicate sulle copertine delle Raccoltine a striscia, degli Albi d'oro e della prima serie della Collana Gigante.

      Albi d'oro (1951-1959), dalla prima alla sesta serie; 3 numeri apocrifi realizzati negli anni '70 dall'editore Piacentini insieme alla ristampa anastatica della 1/29 ( );  
      Tex Gigante (1954), prima serie - numeri 1-7, 28; Albi d'oro (1959-1960), settima e ottava serie; Tex Gigante (1958), seconda serie - numero 100                                                                                                                                                                                                                                                                      ( ).  
      I loghi presenti sui numeri 9 e 10 della prima serie de Tex Gigante (1954) e sul primo numero della terza serie delle Raccoltine a striscia (1956) mostrano chiaramente come il logo poi si modificava a seconda della mano che lo disegnava e soprattutto che non vi era ancora un logo standard da imprimere su ogni copertina:

       
      Non è raro trovare, nelle Raccoltine e nella prima serie di Tex Gigante, scritte a mano con nome e cognome del personaggio:

       
      In alcune pubblicità degli anni '70 e nel gioco in scatola realizzato da Clementoni potevamo trovare sia il nome sia il cognome scritto con lo stesso font del marchio della testata:

       
      Il logo utilizzato in occasione dell'uscita nelle sale di "Tex e il signore degli abissi", film del 1985 diretto da Duccio Tessari, rappresenta quasi una fusione tra la versione utilizzata con la terza serie a striscia e quella finale che oramai troviamo su ogni pubblicazione:

      Curioso infine il fatto che, con l'uscita della riedizione in DVD del 2006, viene ripescato anche il primissimo logo, opportunemente modernizzato e di colore rosso:

       
      Nelle poche parodie dedicate a Tex possiamo vedere delle reinterpretazioni dello stile...


      ...come possiamo trovarla anche nelle versioni straniere del Nostro.
           
    • Da natural killer
      Quest'anno anche la SBE è accreditata nella carovana del Giro
       

    • Da natural killer
      Nel 1969 usciva il Supplemento al n.56 della rivista Linus con il titolo LinusWest.
       

       
      All'interno è contenuta la storia del Kit Carson di Albertarelli (1937) e la ristampa della storia di Tex La valle della luna (1962) con le strisce rimontate a dodici vignette per pagina
       

       
      La copia anastatica dell'albo si trova in edicola abbinata alla Gazzetta dello Sport
    • Da JohnnyColt
      Il clima si fa rovente, a sud del confine
       
      TEX
      N° : 690
      Periodicità: mensile
      LE SCHIAVE DEL MESSICO
      uscita: 07/04/2018
      Soggetto: Pasquale Ruju
      Sceneggiatura: Pasquale Ruju
      Disegni: Giuseppe Prisco
      Copertina: Claudio Villa

      Anita vuole ritrovare sua sorella, che è stata rapita dal crudele Saldivar. Tex e Carson varcano il Rio Grande per affrontare una banda di feroci desperados!
       


       
      Letta tutto d'un fiato grazie alla variant ordinata sul sito Bonelli e arrivata questo pomeriggio.
      Siccome la storia uscirà tra un po' mi limiterò a scrivere mie considerazioni su Ruju e Prisco, senza particolari spoiler sulla storia in sè.
      Storia di un solo albo che mancava da tanto e che soprattutto ha riportato una grande albo nel mensile di Tex.
      Storia davvero ben scritta, lineare ma con diversi colpi di scena azzeccati, ritmo perfetto che esplode (letteralmente) nel finale in tutta la sua grandezza...
      Ruju qui ha ritrovato sé stesso realizzando un albo che è la quinta essenza di ciò che sostengo io da tempo: non servono sempre e per forza due albi per fare una grande storia! Largo agli albi singoli e ai 3 albi!
      Caratterizzazione dei personaggi davvero ben fatta, soprattutto dei due antagonisti. Finale per fortuna non velocizzato o tronco, con un buon ritmo e una resa dei conti forse prevedibile ma realizzata secondo me molto bene.
      Dal lato disegni sono davvero molto soddisfatto di Prisco: ottime ambientazioni, tra il dettagliato e il fluido (un poco alla Ticci), tagli fotografici che starebbero benissimo su un Texone, elementi che escono dalla gabbia che danno freschezza al tutto, caratterizzazione grafica di Carson eccezionale e realizzazione molto accurata delle ragazze fatte prigioniere.
      VOTO COMPLESSIVO 8-
      Il - è dovuto a due elementi, uno riguardante Ruju e l'altro rguardante Prisco:
      (SPOILER) all'inizio della storia si dice che la roccaforte di Tejas è un piccolo villaggio disabitato perciò viene in mente subito un posto insepugnabile, con parecchie guardie attorno ad esso. Ciò non è perchè a detta di un membro della banda, notizia che troverà conferma, vi sono solamente delle sentinelle in un fienile (Sì, avete capito bene, un fienile. Difendere una città con due sentinelle dentro ad un fienile non credo sia una grande mossa strategica tant'è che Tex e Carson hanno velocemente ovviato al problema); la caratterizzazione grafica di Tex è stata molto incostante: in una vignetta il volto di Tex ricordava molto un Ticci, in un'altra un Fusco e a volte, a tratti, ho visto anche la pulizia di un Civitelli. Ci sta, è la prima storia per Prisco e l'ha disegnata a mio dire molto bene ma mi sarebbe piaciuta ugualmente più coerenza. Serve solo ulteriore caratterizzazione al viso di Tex, nulla più. Copertina standard molto carina, con un bel gioco di luci. La versione Variant invece è splendida con un effetto legno relistico e interessante. Brava Bonelli!
       
      Una striscia che ho particolarmente gradito:

       
    • Da JohnnyColt
      Le ultime due storie uscite sulla serie mensile hanno deluso le aspettative risultando banali e scritte forse con poca attenzione. In questi giorni, di conseguenza, ho sentito spesso il termine IMPUBBLICABILE: per voi che cosa vuole dire veramente una storia IMPUBBLICABILE?
      Personalmente ritengo tali quelle storie con un'idea molto banale alla base, magari scoppiazzata qua e là, con errori temporali e magari disegni poco adatti...
      Voi cosa ne pensate? Quali storie in tutta la vita editoriale di Tex ritenete davvero impubblicabili?
       
       
  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.