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[201-202] L' Oro Del Colorado

Voto alla storia  

40 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Gian Luigi Bonelli
Disegni: Giovanni Ticci

Periodicità mensile: inizia nel numero 201 e finisce nel numero 202 a pagina 49.


In un pueblo della riserva di Aquila della Notte, alcuni malfattori, guidati dall'avido Jimmy Benson, fanno strage di indiani. Il criminoso piano è rapirne un paio, da costringere a far loro da guide verso un giacimento d'oro su cui vogliono mettere le mani. Tex viene subito allertato e, insieme a Piccolo Falco e a Kit Carson, si mette sulla pista degli assassini. E mentre gli altri pards discendono in canoa le rapide del Colorado, Tiger Jack, in testa a una schiera di fidi Navajos, raggiunge i banditi nel Deserto Dipinto!


 © Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

E' la storia in cui il vecchio cammello viene costretto a discendere le rapide del Colorado in canoa, nonostante non voglia e cerchi ogni scusa ed ogni escamotage. La storia si basa sul ritrovamento di certe pepite da parte di un Navajo, che le propone a Big Cisco del trading post. questo provoca il rapimento del Navajo e del sua donna e un orribile massacro in un pueblo. Aquila della notte deve precedere i banditi e vendicare il massacro. Io la trovo simpaticissima, piena di passaggi emozionanti e divertenti ed illustrata da Dio. GLB metteva sempre un tocco di classe, ed in questa storia Carson immusonito è da morire dal ridere. Sta tutto lì, nella necessità di precedere i banditi e nella scelta di una strada difficile ma suggestiva ed emozionante, il fascino della storia. Ed io lo trovo magnetico.

9

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IMHO "L'oro del Colorado" è una storia in un certo senso illuminata dalla sua fine; Tex e i suoi pards, infatti, non appena apprendono delle scelleratezze compiute dai "cattivi" della storia ( una banda di balordi, ma feroce e bene armata ), iniziano subito a tessere la tela nella quale questi andranno inesorabilmente ( e con totale incoscienza, dato che non prendono nemmeno in considerazione la presenza di Tex, ed arrivano al confronto con lui soltanto quando lui stesso lo vuole ) a cadere. Queste canaglie di mezza tacca, però, hanno sparso il sangue di molti navajos; di conseguenza Tex li tratta come aveva un tempo trattato Fraser o Brennan, sicchè la loro fine è terribile e spettacolare, anche a causa dell'ambiente in cui avviene ( vengono imbarcati su una canoa priva di pagaie e sospinti verso le rapide del Colorado, cosa che lascia loro una possibilità su mille di cavarsela, come dice Tex stesso). Come al solito, Tex dimostra carisma e strategia, mentre Tiger funziona bene come suo luogotenente e braccio destro; più marginale è invece il ruolo di Kit Willer, mentre Carson, come sottolineato da Wasted si ritaglia il ruolo di "spalla combattente - mugugnante" ( con effetti divertententissimi, un po' come capiterà in tante storie successive di Nizzi ;) ;) ;) ; GLB, comunque, si preoccupa di non farlo scadere nella considerazione del lettore facendolo definire "valoroso guerriero" dal capo navajo che affianca Tex e i due Kit nella navigazione sul Colorado ). Ben tratteggiato, ma del tutto secondario nello sviluppo della trama ( a differenza della sua successiva riapparizione ne "Il cerchio di sangue" ) il subdolo trafficante meticcio Big Cisco. Ticci si trova come un pesce nell'acqua disegnando ambienti come questi e la sua prestazione è maiuscola ( specie quando le canoe dei pards e dei "cattivi" affrontano le rapide del Colorado ).A mio parere, insomma:

 

soggetto 8

sceneggiatura 8,5

disegni 10

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Un solo aggettivo. BELLISSIMA!!! Una storia che, seppur tratti un argomento già sfruttatissimo, riesce comunque a regalarci emozioni da cadiopalma in ogni vignetta!!! Memorabile la sequenza in cui Tex, Kit e Carson discendono il Colorado in canoa! Sequenza resa ancor più memorabile dalle innumerevoli battute di Carson ( fantastica quella in cui afferma che quel maledetto fiume non gli piacerebbe neppure se vi scorresse la birra!!! ). Molto interessante la frase con cui Tex "brucia" la proposta del riluttante Carson di guidare lui i Navajo sulle tracce della banda di Gilas al posto di Tiger... "Mi spiace ma è una questione di ascendente. Penso che Tiger sia più adatto per tenerli a freno" ( più o meno, non la ricordo a memoria...). La frase in sè racchiude al 100% la cieca fiducia che Tex ripone nel suo pard indiano... frasi a cui oggi siamo disabituati purtroppo... Ma torniamo alla storia, vi parrà strano, ma, oltre alla "classica" sequenza delle rapide, ho sempre adorato la sequenza in cui Tiger e i Navajo gettano il serpente a sonagli tra i cavalli dei ladroni. Un escamotage originale che non viene utilizzato molto spesso, ma che mette in luce, una volta tanto, le straordinarie doti "guerrigliere" dei Navajo. Bellissimi i disegni di Ticci, soprattutto nella versione a colori!!!!

 

VOTO COMPLESSIVO : 8

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Mi piace moltissimo questa storia, dove le ombre più cupe vengono spezzate dai brontolii del contestatore Carson costretto a scendere in canoa un fiume non certo "tranquillo" come il Colorado. Tex recita da par suo la parte dell'angelo vendicatore abbandonando senza pietà i massacratori dei Navajos ad una morte orribile, ma - in apparenza - lasciando la decisione sulla loro sorte ad una forza maggiore e trascendente. Sarebbe stato bello, IMHO, che essendo la storia ambientata in gran parte in un sito spettacolare come il Colorado, i disegni di Ticci avessero avuto l'onore del colore, benchè io abbia detto in altra occasione di preferire comunque il bianco-nero. Voto: 8

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Anch'io trovo questa storia indimenticabile. Certo la trama è stata sfruttata già varie volte (anche all'epoca): il solito gruppo di delinquentelli che si mette in testa di arraffare oro dalla riserva dei Navajos. Banditi crudeli, che non esitano a massacrare un intero pueblo di pacifici Navajos, ma non tanto intelligenti, dato che la loro carriera finisce con estrema facilit?. Il massacro del pueblo con l'unico superstite che si rifugia nel pozzo per avvertire Aquila della Notte, ricorda un p? la situazione vista all'inizio della storia "I cavalieri della Morte" (Morte di un soldato e seguenti). Naturalmente ciò che rende mitica la storia, è la scena della discesa delle rapide, un puro concentrato di divertimento, per chi come me ama i siparietti comici tra Tex e Carson: Intramontabili!!!I disegni di Ticci sono da incorniciare, soprattutto nelle scene delle rapide. Sembra che l'acqua ti schizzi in faccia! :)Il finale è durissimo: Tex sfrutta le rapide per la vendetta, chiaramente non ci è dato di sapere se i banditi si sono salvati, per me no!!!Voto: 9 :trapper:

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Davvero una gran bella storia, in alcuni momenti sicuramente entusiasmante-basti citare la scena della discesa nell rapide del Colorado. Una delle cose che più mi sono piaciute sono i dialoghi. Sappiamo tutti che Bonelli era un maestro nel far recitare i suoi personaggi, e quindi dovremmo essere abituati a questa peculiarità del suo stile; però non si può che rimanere a bocca aperta di fronte alla sua capacità di saper sviluppare una storia con il sostegno quasi esclusivo di questa impalcatura. Una impalcatura spesso instabile che bisogna saper gestire, poiché può diventare, nelle mani di un cattivo maestro, noiosa;e se diventa noiosa, soprattutto se essa risulta essere l'elemento portante della storia(come in alcuni dei migliori casi bonelliani), ecco che anche la storia non potrebbe che risultare noiosa, e quindi brutta. Non è il caso di "L'oro del Colorado": i dialoghi brillano per la loro durezza e scorrevolezza, e anche quando Bonelli si sofferma sui discorsi dei nemici o su dialoghi più statici, non viene mai la voglia di saltare le pagine a più pari. Inoltre la storia è molto dura:il massacro iniziale al pueblo dei Navajos non solo è raccontato splendidamente, ma è anche molto crudo; ma di una crudezza, però, molto particolare: nulla di più lontano dalla crudeltà gratuita di un Segura - non ci vengono mostrate vignette splatter con corpi bruciati vivi e cristiani appesi per il collo e mangiati dai corvi. Bonelli non ha bisogno di colpire il lettore con queste cose:gli orrori del massacro non vengono descritti con sadico compiacimento, ma vengono solamente evocati, evocati da scarne didascalie che lasciano la certezza di quello che è avvenuto, senza per questo inorridire gratuitamente il lettore. E i nemici di questa storia sono davvero degni di questo nome, sono veramente dei gran bastardi:non esitano ad attaccare con la dinamite facendo strage di indiani alla fin fine inermi;e non esitano a ricattare vigliaccamente Moqui minacciando di violentare la moglie -mi sembra che qui ci sia uno dei pochissimi tentativi di violenza carnale su una donna visti nella saga texiana. Tra tutti, per bastardaggine, spicca Gilas, alla cui caratterizzazione contribuisce in maniera determinante il pennello di Ticci, anche questa volta in stato di grazia. Un'altra cosa che mi è piaciuta molto è l'aver sottolineato lo status di Tex: lui è Aquila Della Notte, il capo grande e riconosciuto di tutti i Navajos, colui che li protegge ad ogni costo e che non esita a punire coloro che ne minacciano l'esistenza pacifica. Non c'è scampo per i massacratori del pueblo, non c'è scampo per i mercanti che vendono sottobanco armi o whisky:magistrale la lezione data al mercante del trading post., belle le parole diTex all'indiano superstite e bello il fatto che ci siano segni convenzionali che indicano la sua presenza come un fatto rassicurante per ogni navajo!Kit Carson:il vecchio cammello che agisce in questa storia è straordinario! Ma mentre leggevo mi dicevo: Bhe, questa volta Nizzi ha davvero esagerato! Forse gli antinizziani hanno ragione! Perchè questo Kit Carson è in certi frangenti davvero una palla al piede, non fa altro che brontolare e lamentarsi! Di più, addirittura questo Carson si comporta quasi da vigliacco: pagine e pagine in cui il nostro fa di tutto per non andare sulla canoa, in cui cerca di convincere i pards a prendere un'altra strada. E' vero, questa volta Nizzi ha esagerato: il Carson vero, quello di Bonelli, si sarebbe gettato senza farsi troppi problemi nelle rapide; il vero Carson non si sarebbe lamentato per pagine e pagine;il vero Carson non sarebbe stato così macchiettistico, così è alla Cico! Per una volta do ragione agli antinizziani, coloro che davvero sanno cosa è o non è il vero Kit Carson, quali sono e quali non sono i metodi di scrittura autentici del grande Bonelli! :inch: :inch: :inch:

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Bellissima storia, un quasi capolavoro. Molto interessante l'inizio con alcuni spunti degni di nota, l'ingenuità del navajo nell'attirarsi i guai addosso con lo scambio di pepite, la risolutezza del vecchio navajo nell'obbligare un giovane guerriero a nascondersi per far in modo che il massacro non resti invendicato, la violenza degli assalitori che non esita a massacrare donne e bambini per cupidigia; ma anche in seguito con il lungo inseguimento, il ruolo che Tex riconosce a Tiger, la vena umoristica di Carson, la coppia di indiani presi in ostaggio molto ben delineati dal grande Ticci, i paesaggi del Colorado ed il finale veramente epico che ti lascia sempre nel dubbio... si saranno salvati... ovviamente no ma come e quando saranno morti.

Nel complesso assegno 9 alla storia e 10 ai disegni.

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Una BELLISSIMA ed INDIMENTICABILE storia!! Se si cercano prove lampanti che confermino la teoria, che per essere definita una Grande storia (con la G maiuscola non a caso) non bisogna soffermarsi solo sulla lunghezza di essa ma bensì in altre sfaccettature, beh questa ne è la prova più lampante!!!La lunghezza di questo episodio è circa di 160 pagine. Contiene tutti gli ingredienti necessari per essere ricordata nel tempo:

- Il ritmo: che riesce sempre a nn stancare il lettore

- Lo svolgimento: che pur molto semplice e lineare non stanca mai

- I dialoghi: vero punto forza della storia

- La trama: semplice ma allo stesso tempo stimolante.

Tra fior fiori di capolavori che si sono succeduti nell'ultra 60ennale carriera di Tex, questa riesce ha conquistarsi un posto più che onorevole tra le storie più belle ed indimenticabili del nostro ranger... La storia, come già detto,è di stampo classico: in cui un gruppo di banditi, casualmente scopre, nel trading post di Cisco Bill, un indiano che baratta le sue pepite d'oro in cambio di coperte e tabacco da portare nel suo villaggio. Dopo aver seguito le tracce dell'indiano per risalire al luogo di provienenza di queste pepite, i banditi decidono di trucidare tutto il suo villaggio, con il chiaro scopo di non lasciare scomodi testimoni. Il piano dei banditi è quello di lasciarsi guidare dall'indiano fino alle rive del fiume in cui si trova il giacimento di pepite per poi sbarazzarsene una volta per sempre giunti al luogo. Per premere ulteriormente sulla vulnerabilità dell'indiano decidono di trascinarsi con loro anche la sua squaw. L'unico sopravvisuto al massacro del villaggio indiano riesce ha contattare tex, che decide subito di intervenire.. Il piano diTex è molto semplice, sarebbe quello di precedere i banditi sul luogo delle pepite, e preparare così un piano che non lasci scampo a questi ultimi. Per far si che questo si compia, l'unico modo per precedere i banditi è attraversare il fiume del Gran Canyon in canoa. Dopo non poche peripezie il fiume viene guadato e la trappola per i banditi è pronta per scattare...

 

VOTO 7,5

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Tex e Carson e loro imminente "gita" nel Colorado river 

 

Carson: "Sentirti parlare così, mi fa venire in mente la storia del coyote che, scoperta in fondo a un burrone una pecorella smarrita, le grida di non muoversi che arriva lui a salvarla."

Tex: "E tu saresti la pecorella!" 

 

 

La trama è semplice :Tex e i suoi pards alla caccia di una banda di assassini, autori di un massacro a un villaggio Navajo,  per salvare anche le vite di Moqui e della sua squaw!

Avventura entusiasmante! La parte migliore è sicuramente quella della discesa nelle rapide del Colorado River con un Carson più brontolone del solito! Nel finale sorprende la decisione di Tex, ma  il vecchio Bonelli non era nuovo a tali colpi di scena!

Belli i disegni di Ticci!

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Storia indimenticabile soprattutto per la mitica "cavalcata" nel Colorado, una delle scene che rimangono scolpite nella memoria dei lettori. Tutto ruota attorno a questo episodio che e` il vero centro focale della storia e da` originalita` e vivacita` a un soggetto per il resto del tutto ordinario. Merita una menzione anche la prima - se non sbaglio - apparizione del mitico Big Cisco del trading post di Oraibi. Grazie ai dialoghi straordinari di GL Bonelli e ai disegni superlativi di Ticci, si lascia sempre rileggere che e` un piacere :D

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Una storia che ha in sé tutte le caratteristiche del Tex vecchia maniera che io vorrei sempre vedere...da ricordare soprattutto per la punizione spietata ma giusta che il Nostro infligge ai tre banditi superstiti lasciati andare incontro alla morte in canoa...

Ottimente resa la corsa sulle rapide del Colorado, come anche la bramosia dell' oro e la cupidigia che muovono i malviventi alla ricerca della bonanza...  che massacrano un intero villaggio di pacifici indiani,rapendo Moki e la sua bella moglie per essere scortati al target.Big Cisco alla sua prima apparizione... chiamato Grande Pancia:D:old:

Edited by Barbanera

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Gran bella storia della quale ricordo con enorme piacere gli stupendi scenari naturalistici realizzati da Ticci durante la discesa nelle rapide del Colorado River. Mi ha fatto venire voglia di prendere una canoa e cimentarmi in qualcosa di simile.
Per il resto, la storia non offre molta azione da parte dei pards ma, nonostante questo, non stanca mai ed entusiasma pagina dopo pagina.
Voto alla storia: 8,5
Voto ai disegni: 8,5

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"Il buon giorno si vede dal mattino" avranno pensato i lettori all'uscita di questo memorabile episodio, che lasciava presagire un ulteriore centinaio ricco di perle compositive e all'altezza del glorioso che lo aveva preceduto. Purtroppo, col senno di poi, possiamo sostenere che non fu esattamente così e il fisiologico calo d'ispirazione di Bonelli padre, non sempre sostituito degnamente dal figlio alla stesura dei testi, contribuirà a rendere altalenante la sequenza di albi del terzo centinaio. Sorvolando su simile premessa, torniamo all'albo in questione e di certo non posso esimermi di unirmi al coro unanime di coloro che definiscono "L'Oro del Colorado" un piccolo gioiello della saga. Le mire, di loschi individui senza scrupoli, all'oro dei Navajos, non rappresentano di certo una novità nella serie, ma l'estrema perfidia della banda di Benson, che senza minima remora stermina la popolazione di un pueblo a suon di dinamite, solo per rapire Moqui e farsi condurre al giacimento aurifero, scuote il petto come un pugno. Ancor più sdegno provoca il ricatto che deve subire il povero indiano, costretto a filare dritto per non assistere alla violenza carnale (e peggio!) della giovane moglie, rapita insieme a lui dal luogo dell'ignobile sterminio. Convinto di aver il coltello dalla parte del manico, il perfido Benson ignora che presto il castigo di "Aquila della Notte" ricadrà sulle sue infide malefatte. Avvisato da un sopravvissuto all'eccidio, Tex si mobiliterà con estrema celerità per mettersi sulla pista della vendetta. Mentre i suoi Navajos, condotti da un brillante Tiger, talloneranno la banda di assassini, il ranger in compagnia di Carson e il figlio, navigheranno le tumultuose correnti del Colorado per anticipare il nemico e chiuderlo in una attanagliante morsa senza scampo. Proprio le scene sul Colorado rappresentano il punto forte dell'episodio: tanta adrenalina, azione e un Carson spassoso e ironico all'ennesima potenza. Anche l'epilogo lascia il segno; la scelta di Tex di affidare i restanti componenti della banda al loro destino, su una canoa senza pagaie lungo le infernali rapide, è di una classe narrativa sopraffina. Superfluo aggiungere che i disegni splendidi di Ticci sono un valore aggiunto alla storia: la sequenza fluviale è da apoteosi visiva! Il mio voto finale è 9

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On 19/11/2018 at 22:41, Condor senza meta dice:

"Il buon giorno si vede dal mattino" avranno pensato i lettori all'uscita di questo memorabile episodio, che lasciava presagire un ulteriore centinaio ricco di perle compositive e all'altezza del glorioso che lo aveva preceduto. Purtroppo, col senno di poi, possiamo sostenere che non fu esattamente così e il fisiologico calo d'ispirazione di Bonelli padre, non sempre sostituito degnamente dal figlio alla stesura dei testi, contribuirà a rendere altalenante la sequenza di albi del terzo centinaio.

Sai, se non fosse che già tra IL GIUDICE MADDOX compreso e il #200 fosse comparso qua e là qualche episodio relativamente più debole della media a cui si era precedentemente abituati, avrei fatto terminare il periodo d'oro di Tex con L'ORO DEL COLORADO. Perché, al netto di qualche erroruccio in fase di sceneggiatura (il numero dei banditi...) su cui si può (anzi, si deve) sorvolare, GRAND CANYON è "grand" anche come storia, pur durando meno di due albi, complici i testi di un GLB in stato di grazia e i disegni da pinacoteca del Maestro senese. Roba da autentico orgasmo texiano. Purtroppo Nizzi deve aver usato il Carson di questa storia come modello per il suo Vecchio Cammello. Però, mentre quello di GLB è comunque simpatico anche quando brontola, quello di Nizzi, principalmente dalla metà del quinto centinaio in poi, risulta particolarmente fastidioso (anche se pure ne GLI UOMINI CHE UCCISERO LINCOLN, che termina la prima metà, abbiamo un Carson schizofrenico, eroico in certi frangenti, macchietta in altri).

 

Do i voti:

 

TESTI: 9

DISEGNI: 10

 

Dissi :P .

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<span style="color:red;">10 minuti fa</span>, Mister P dice:

Purtroppo Nizzi deve aver usato il Carson di questa storia come modello per il suo Vecchio Cammello. Però, mentre quello di GLB è comunque simpatico anche quando brontola, quello di Nizzi, principalmente dalla metà del quinto centinaio in poi, risulta particolarmente fastidioso (a

Non sono d accordo.il Carson di Nizzi non è assolutamente fastidioso...Anche io penso che,per far risultare Tex sempre centrale,a volte  Nizzi nelle ultime storie tendeva a trasformare Carson in macchietta,ma i dialoghi tra Tex e Carson  del primo Nizzi sono una delizia, fantastici...

Humour e ironia virile ad alti livelli.

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<span style="color:red;">5 ore fa</span>, Mister P dice:

Purtroppo Nizzi deve aver usato il Carson di questa storia come modello per il suo Vecchio Cammello. Però, mentre quello di GLB è comunque simpatico anche quando brontola, quello di Nizzi, principalmente dalla metà del quinto centinaio in poi, risulta particolarmente fastidioso

Il Carson di Nizzi agli inizi era una "spalla" brillante e molto ironica. Di certo non paragonabile alla caratterizzazione originale di G.L. Bonelli, ma decisamente più valida e centrale rispetto all'opaca rappresentazione data da Nolitta, che spesso e volentieri lo lasciava fuori dalle sue storie (sacrilegio a mio avviso!). Purtroppo col calo creativo di Nizzi nei tardi anni '90, anche il suo Carson ha perso spessore e mordente. Però non mancano episodi in cui il valore e la lealtà del Carson nizziano raggiunge cime altissime, come in "Appuntamento con la morte" per farne un esempio. Come non essere d'accordo con Barbanera in merito agli splendidi dialoghi con spassosi battibecchi tra i due pards: una solida amicizia fraterna, che trasuda pagina dopo pagina, rendendoli una coppia affiatatissima e amata agli occhi di molti lettori della mia generazione, che si sono affacciati nell'universo texiano nei lontani anni '80. 

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Il Carson del primo decennio nizziano non si tocca. È quello da metà dei Novanta in poi che è sempre più bolso.

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Posted (edited)

Oggi avevo voglia di Bonelli senior e sono finito su questa.

 

Storia semplice, lineare, in cui succede ben poco, ma magistralmente sceneggiata e con un finale indimenticabile. I cattivi legati sulla canoa e buttati nel Colorado rappresentano una trovata epica, e il finalissimo con le considerazioni sul destino (genialmente non mostrato al lettore) di quegli uomini e quelle  sulla vita e la morte sono davvero un colpo da maestro.

Però non tutto funziona. Soprattutto non funziona affatto Carson, in una delle sue storie peggiori. Praticamente non fa altro che lamentarsi e avere paura dall'inizio alla fine, tanto che persino il peggior Nizzi non credo sia mai arrivato a tanto.

Ci sono anche alcuni momenti piuttosto morti, pur in una storia piuttosto breve, in fondo.

Ticci superbo, nel pieno della sua meravigliosa forma.

Bonelli 6.30 il Carson insopportabile butta giù molto la media. Peccato perchè soprattutto il finale è di quelli che poteva fare solo lui.

Ticci 9

Edited by valerio

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, valerio dice:

Oggi avevo voglia di Bonelli senior e sono finito su questa.

 

Storia semplice, lineare, in cui succede ben poco, ma magistralmente sceneggiata e con un finale indimenticabile. I cattivi legati sulla canoa e buttati nel Colorado rappresentano una trovata epica, e il finalissimo con le considerazioni sul destino (genialmente non mostrato al lettore) di quegli uomini e quelle  sulla vita e la morte sono davvero un colpo da maestro.

Però non tutto funziona. Soprattutto non funziona affatto Carson, in una delle sue storie peggiori. Praticamente non fa altro che lamentarsi e avere paura dall'inizio alla fine, tanto che persino il peggior Nizzi non credo sia mai arrivato a tanto.

Ci sono anche alcuni momenti piuttosto morti, pur in una storia piuttosto breve, in fondo.

Ticci superbo, nel pieno della sua meravigliosa forma.

Bonelli 6.30 il Carson insopportabile butta giù molto la media. Peccato perchè soprattutto il finale è di quelli che poteva fare solo lui.

Ticci 9

Cosa Carson paura, ma non hai  capito che lui e' un commediante nato.😁

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6 hours ago, Piombo Caldo said:

Cosa Carson paura, ma non hai  capito che lui e' un commediante nato.😁

 

Concordo. Guardate anche solo le espressioni a pagina 67. È ovvio che sta facendo finta, e Tex lo sa benissimo.

 

"vuoi un fazzoletto per piangerci dentro?"

"tienilo pure, Caino, Ti servirà per nascondervi vergogna e rimorsi, quando mi avrai visto sparire per sempre fra le rapide del Colorado!"

"Il che non potrà accadere, Fratello."

"E perché mai?"

"Hai dimenticato di avermi raccontato che una vecchia zingara ti ha predetto che saresti morto di vecchiaia?"

"Ma quella bruja non immaginava che amici infidi mi avrebbero trascinato in un guaio del genere!"

 

Questo non è un dialogo fra una persona davvero spaventata e qualcuno che cerchi di rassicurarlo. Se Carson fosse davvero spaventato non ci farebbe battute sopra. Fa la commedia, fa il pessimista per prendere in giro Tex e Tex a sua volta prende in giro lui, ma nota che nessuno dei due ha il minimo dubbio che Carson si possa davvero tirare indietro.

 

Notare che Carson è DAVVERO preoccupato, qualche pagina dopo, quando si trovano con più calma davanti ad un caffè, e discute più seriamente con Tex sull'opportunità di seguire quella strada, ma all'insinuazione di Kit si arrabbia subito.  Cosa noto?

1) Che Carson si becca le battute di Tex tutto il giorno senza fare una piega, anzi ribatte colpo su colpo. Sono due vecchi amici di tante battaglie che ne hanno viste tante insieme, sempre sfottendosi a vicenda. Ma quando lo fa Kit... Carson reagisce diversamente. Kit è ancora un ragazzino, che cerca di imitare suo padre, anche negli sfottò a Carson. Ma lui non è Tex, e Carson non accetta da lui le battute che accetta da Tex.

Sono piccoli dettagli, che sfuggono magari ad una prima lettura, che fanno capire quanto fossero "veri" questi personaggi per GLBonelli, e come li conoscesse come il palmo delle sue mani

2) Che nel momento in cui Carson sta davvero discutendo con Tex dell'opportunità di scendere il fiume, lo fa con tutto un altro tono. Le geremiadi e il pessimismo sono per le battute scherzose, ma in quelle due-tre vignette in cui fa presenti a Tex i pericoli reali, è serio e calmo.

Poi, una volta rassicurato da Tex... ricomincia con la commedia!

 

Un altro dettaglio significativo a pagina 83-85. Carson come sempre fa la commedia del poveretto costretto a fare faticacce dal suo pard schiavista, ma stavolta anche Tex è d'accordo con lui e dice che passeranno la notte a Lees Ferry. Ma lì incontrano proprio il capo del piccolo villaggio che stanno cercando, che gli propone di ripartire subito con lui. Che dice Carson? "Sarebbe tempo guadagnato, se si deve arrivare a quel posto con una certa fretta"

 

Quando nelle storie di altri autori si vede Carson che vuole mangiare bistecche o dormire in un letto a costo di perdere tempo, appare subito chiaro che questi autori non conoscono il personaggio. Stanno scimmiottando i soliti scambi di battute fra i pards, ma senza capire come e quando li usava GLBonelli.  Carson fa la parte della povera vittima tartassata quando è già chiaro, anche a Tex, che in realtà fermarsi è la scelta migliore (come all'inizio di questa scena). Ma non rallenta il gruppo a costo di mettere in pericolo altre persone, e qui anzi è lui stesso a dire a Tex che si potrebbe proseguire.

 

P.S.: Parlando di autori che utilizzano elementi delle storie di Tex senza capirli...  una cosa chiara sin dalla prima storia che ne ha parlato, "Dugan il bandito", è che i bianchi non devono sapere che c'e l'oro nelle terre dei Navajos, e quindi, IN QUELLE STORIE, NESSUNO DEI BANDITI DEVE USCIRNE VIVO. In questa storia viene ribadito dal dialogo fra Tiger e il suo "vice", e anche nel dialogo fra Tex e Carson prima dell'agguato, mentre Carson vuole farli secchi subito, Tex vuole "dargli la possibilità di morire con le armi in pugno". Cioè, LA POSSIBILITÀ DI MORIRE COMBATTENDO, ma assolutamente NON di salvarsi.  La ritrosia di Tex nello sparare a persone che si sono già arrese si vede anche nel metodo che usa alla fine per liberarsi di loro, ma che sia una necessità, ne sono tutti consapevoli.

Confrontate questa consapevolezza con la faciloneria con cui Nizzi nel numero 500 fa promettere a Tex (a banditi che hanno scoperto lo stesso luogo scoperto dalla Banda Dugan e che hanno profanato la tomba di Lylith)   che chi si arrende "avrà salva la vita", e infatti uno dei banditi viene risparmiato. Ma non è un problema se in penitenziario svelerà a centinaia di assassini il suo segreto, dopotutto Nizzi gli fa dire ad inizio storia che "tutti sanno che c'è l'oro nei monti Navajos"... 🙄

 

 

  • +1 3

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Posted (edited)

Mah...sarà, però se il nome dell'autore non fosse quello di GLB, probabilmente si sarebbe gridato al Carson trattato come un rimbambito tremolante.

In ogni caso a me ha dato un pò fastidio un Carson lamentoso per il 90 per cento della storia. Va benissimo il Carson pessimista e lamentoso, è una sua caratteristica deliziosa, anzi, ma brontolare per tutto l'albo mi è parso fastidioso, anche perchè ha detto praticamente le stesse cose per tutta la storia. Cmq si, possono essere condivisibili le spiegazione di Diablero. Resta il fatto che al millesimo borbottio ho provato un pò di fastidio.

Edited by valerio

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caro Diablero... questo punto da te sollevato è interessante.è un vero limite della saga la presenza dell' oro sui monti Navajos:,limite perché tutti vogliono l oro e nessuno può andarselo a prendere senza incappare in una revolverata di Tex...ma allo stesso tempo nessun autore attuale,manco Nizzi, spinge più di tanto su questo punto perché,come purtroppo è successo ad libitum nella Storia americana,le Pance Blu potrebbero in qualsiasi momento entrare nella Riserva per difendere una spedizione di cercatori d oro:cercare l oro era del tutto legittimo e a nessun Bianco fregava una verza dei confini delle Riserve Indiane:dal momento che l Indian bureau di Washington non sapeva neanche bene i confini delle Riserve e quanti nativi vi abitavano.

D altra parte,quanti soldi aveva Tex nella banca di Gallup?tutti i cittadini di Gallup sanno che Tex è pieno di verdoni che usa per la sua gente,e tutti sanno che cambia l oro dei Monti Navajos.claddico segreto di Pulcinella.

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Diablero dice:

Ma non è un problema se in penitenziario svelerà a centinaia di assassini il suo segreto, dopotutto Nizzi gli fa dire ad inizio storia che "tutti sanno che c'è l'oro nei monti Navajos"... 🙄

 

Beh ma allora qui sta il punto:, qualsiasi bandito dovesse entrare sui Monti Navajos, finirebbe ucciso da Tex...e la storia continua...😆 in barba alla Storia.giustamente perché di parla di un fumetto

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Chiediamo i soldi a Tex e ai Navajos, altro che alla BCE, azz...😆

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TEX HA NISCIRI LI SODDI. :D

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