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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Nessuno è depositario del verbo. Voi autori dovete però custodirlo, preservarlo, non alterarlo. In Per l'onore del Texas, Carson e Damned dimenticano di essersi già incontrati. Anche in altre circostanze c'è stata qualche piccola forzatura, nella tua riscrittura del passato: ci sta, nessuno ne fa un dramma né lo considera un tradimento, sono piccole strettoie, probabilmente inevitabili, che vanno attraversate a cuor leggero. Ma in questa storia no. I miei toni non sono carichi come quelli di Diablero, però il punto va tenuto. Far tornare Higgins (per fargli fare le stesse cose del passato, tra l'altro, anche se questo è un aspetto che al massimo nuoce solo alla bontà della storia in sé) è sbagliato. Perché c'è una lancia che si spezza. Perché c'è una vendetta compiuta. Perché c'è un giuramento esaudito. Perché c'è una delle storie più iconiche della saga che andava lasciata stare, già perfetta in sé, senza bisogno di inutili appendici. E non lo dice un nerd che sacralizza Il Giuramento, che grida alla lesa maestà, che protesta alterato per l'oltraggio al Vate. Lo dice un lettore amareggiato che vuole coerenza nell'epopea, lo chiede un lettore romantico che si è emozionato allo spezzarsi di una vecchia arma conficcata in una dura pietra da anni, lo pretende un datato texiano che SA che in quel momento, su quella roccia, gli dei sono intervenuti sulla lancia perché i colpevoli sono tutti morti. Perché chi doveva pagare ha pagati. Tutti. È troppo? È da nerd? Perdonami, Mauro, ma credo proprio di no.
    15 points
  2. Questa storia ha diversi punti in comune con la prima che Nizzi scrisse alla fine degli anni Ottanta e che si reggeva su un personaggio proteiforme, capace di assumere, con una "maschera" diversa, diverse identità, un character teatrale che recitava abilmente la commedia sia con i suoi affiliati sia con chi veniva a indagare sulla scia dei suoi fatti criminosi. Anche quest'ultimo albo ha, seppure in misura minore rispetto al primo di cui si è discusso nelle pagine iniziali, confermato come l'autore si sia divertito a far recitare la commedia ai suoi personaggi, pensiamo a Kit Willer e a come riesce a liberarsi dei due scagnozzi che la Tigre gli ha messo alle calcagna in cui finge di essere morso da un serpente oppure alla recita di Daniel che vuole dare a bere al padre che terrà prigioniero Kit Willer mentre invece combattono assieme per la liberazione dei villaggi, o ancora, in tono minore, durante la scalata della torre per liberare van Horn, il lamento di aiuto di quest'ultimo che servirà a distrarre le guardie alle porte. Se non teatrale almeno filmica è la scena in cui la Tigre dà l'assalto alla reggia con un "avanti miei prodi" che è preso ovviamente da Salgari. Ora Nizzi nel suo libro intervista specifica come la Tigre solo inconsciamente nacque da Salgari, se dobbiamo credergli dice che non aveva pensato affatto ai bei racconti scritti a cavallo del Novecento dall'autore veronese. Con questo ultimo capitolo della lunga saga Mauro Boselli ha dunque deciso di sterzare vistosamente verso quella direzione, lo richiedeva la storia, lo richiedeva il disegno iniziale che lo stesso Nizzi aveva pensato vent'anni fa e che gli fu bocciato da Sergio Bonelli, lo richiedeva soprattutto il paesaggio d'incanto rappresentato dal Borneo. E curiosamente, quei quattro albi che sarebbero stati troppi nel 2006 per un disegnatore lento come Venturi, sono stati disegnati proprio da lui in tempi tutto sommato ragionevoli. Da un punto di vista di storia editoriale la cosa fa un po' sorridere. Venturi ha probabilmente con queste pagine realizzato il suo capolavoro grafico: è perfetto in ogni situazione ed è giunto a un'invidiabile maturazione stilistica che ne fa uno dei disegnatori di punta della Casa editrice. Un po' di spazio anche per la povera Lohana. Muore come Marianna nello sceneggiato televisivo, ma dopo che la Tigre ha dato il suo nome alla sua nave ammiraglia. Con la sua morte abbiamo comunque anche un'esplicita citazione dal finale della seconda storia della Tigre ambientata nel delta del Mississippi, in cui Nizzi aveva previsto che lei cadesse intercettando il tiro di Tex che aveva mirato al fuggitivo Omoro e che Sergio Bonelli rifiutò con la motivazione che Tex non poteva macchiarsi del sangue di una donna. La scena l'abbiamo rivista quasi identica in questo quarto albo, la cosa penso debba aver fatto piacere a Nizzi, penso che Boselli abbia pensato un pochino anche a lui scrivendola. E' una scena d'impatto, fortemente melodrammatica, anche se l'autore riesce a evitare lo scoglio lacrimevole che Nizzi invece aveva previsto, rendendo l'azione concitatissima e dedicando le ultimissime pagine, come era logico, al vero attore della storia, la Tigre che in punto di morte si riconcilia con il suo grande nemico, con Tex che promette che darà una mano al figlio, riconoscendo implicitamente alla fine come le gesta della Tigre finalizzate alla riconquista del suo regno nascessero da una buona e giusta causa. Boselli ha deciso di sbarazzarsi in un colpo solo non solo della Tigre ma anche di tutto il clan di vuduisti, la cui sorte era rimasta in sospeso nella storia precedente e come nel caso di Mefisto e Yama Boselli riprende in mano i personaggi e scrive un coerente finale alle loro gesta. Lohana paga la sorte di tante eroine che negli albi di Tex non hanno avuto vita lunga, pensiamo a Fiore di Luna. Sono personaggi ingombranti, che narrativamente non hanno più niente da dire e che comunque non possono essere lasciati in sospeso. All'inizio non avrei scommesso molto sulla sua morte, ma riflettendoci bene era legata a quella della Tigre e quindi pochissime erano le speranze che potesse sopravvivere. Un personaggio come Daniel invece aveva tutte le possibilità di vedersi alla fine insediato nel trono. Nell'ultima pagina ci lascia con un quien sabe? Non deve trarre però in inganno, non è un Nick Castle per cui è già pronto un seguito nella testa dell'autore, resta solo una porticina aperta se mai venisse fuori un'idea geniale per ripescarlo. Il trono, in questo senso, cui si aggrappa, lo salva dalla sfortuna nera che perseguita da anni gli amici più cari di Kit Willer. Una delle cose più meritevoli di questo ultimo albo è lo spazio lasciato a Kit Willer e, anche se meno appariscente, il ruolo recitato in queste pagine da Tiger Jack. Del primo personaggio molto bella è la scena in cui lui si batte con il coccodrillo e instaura poi un bel rapporto con la bella e altrettanto protettiva malese Dara, un rapporto caratterizzato dall'incomunicabilità e tutto regolato a gesti e azioni molto teatrali, molto hollywoodiana per esempio è la scena dell'arrivo della cavalleria (dei dayaki) che lo tolgono da una brutta situazione quando ha il fucile puntato sulle sue ginocchia. Kit Willer è il vero protagonista della storia, tutte le scene migliori convergono su di lui, a cominciare nel secondo albo dalla scena in cui il figlio della Tigre lo addormenta con il sonnifero, pratica che cita più o meno volontariamente le criminali gesta dei recrutatori che nelle bettole dei porti di mezzo mondo arruolavano i marinai da spedire a bordo anche se non consenzienti, con il seguito che ci ha permesso di rivivere una delle pagine più emozionanti della storia che GLB scrisse a metà anni Settanta con protagonista Barbanera. Non dimentichiamo poi la situazione da fibrillazione a cui Kit riesce a sottrarsi nelle pagine iniziali del quarto albo: se non si fosse imbarcato di nascosto, situazione che fa da contrappeso alla precedente che ho appena descritto e che gli rimedia la figuraccia, lui sarebbe stato giustiziato dalla Tigre. Ma ritorniamo a Tiger Jack. Parla e agisce. E' un piacere vederlo aiutare il vecchio maltrattato quando arrivano a palazzo, poi addestrare gli incapaci sepoys, ancor di più è vederlo emozionarsi e abbracciare la causa dei malesi maltrattati che restano comunque dei pirati (stesse dinamiche per i pellerossa del sudovest americano, se ci pensiamo), quindi sposare apertamente le idee di Kit Willer pur sapendo che con Tex avranno qualche difficoltà a passare. Non l'abbiamo mai visto così vivo e partecipativo. Un Tiger che è anche lui una Tigre, se ci limitiamo almeno al nome. Il fatto è che Mauro Boselli, evitando ogni retorica, ci dà uno spaccato cruento ma realistico della colonizzazione fatta dagli europei a fine Ottocento ai danni delle popolazioni locali che loro sottomettevano, che sia il West americano o l''Oriente, un potere di vita e di morte che resta costantemente sospeso sul capo dei pards e che solo la loro abilità questa volta "politica" di negoziatori riesce a evitare. Un ultimo appunto lo vorrei spendere parlando di tecnica narrativa: la storia segue un tracciato molto caro all'autore e il soggetto si riduce sostanzialmente a una lunga caccia che porta gli eroi nella tana del nemico che affrontano e sconfiggono. Di storie come questa, con queste dinamiche, Boselli ne ha scritto a bizzeffe, solo per citarne una pensiamo a El Supremo. In questo caso però ha aggiunto il terzo incomodo, Van Gulik, che recita a differenza dei personaggi terzi delle altre sue precedenti avventure un ruolo almeno paritario con quello del grande cattivo rappresentato stavolta dalla Tigre. E soprattutto ha abbracciato uno stile narrativo che ricorda i grandi classici del feuilleton ottocentesco. Ogni albo si conclude, se ci facciamo caso, con una situazione molto drammatica lasciata in sospeso per il numero successivo: nel primo albo non sappiamo come Tex uscirà vivo dalla palude, nel secondo ignoriamo la sorte di Kit Willer e non sappiamo quali delle due navi è quella della Tigre, nel terzo albo è addirittura la vita di Kit Willer a essere minacciata. Dal feuilleton Boselli prende anche i colpi di scena a effetto: pensiamo all'identità di Daniel Silva che diventa clamorosamente il figlio della Tigre, pensiamo nel quarto e ultimo albo al modo in cui Kit Willer riesce a sottrarsi al pericolo di morte nascondendosi a bordo della nave. Adesso è difficile dire se questa storia possa un giorno salire agli onori dei grandi classici scritta da Mauro Boselli, solo il tempo potrà dircelo, ma ha tutte le carte in regola per poterlo diventare. Da dire c'è che i ritorni di vecchi personaggi quasi mai riescono a ripetere per interesse e bellezza gli albi in cui i personaggi sono apparsi per la prima volta. Lo stesso Boselli, penso a Zagor, ha avuto in passato esisti contrastanti. Questa volta no. Ha ripreso un personaggio non suo e ha, con molta delicatezza, se non superato almeno pareggiato la prima storica avventura che narrava le gesta delle Tigre. Per storie come questa, ora, mi sento portato a spendere un 10 ai testi e un 10 ai disegni.
    10 points
  3. Però io vorrei davvero sapere quali sono queste caratteristiche peculiari di Tex che si sono perse con Boselli. Tutti a blaterare di un Tex 2.0, di un Tex che non è più Tex, di Boselli che non rispetta il personaggio, e via così. Ma si può sapere o no concretamente che cosa ha di tanto diverso il Tex di Boselli da quello di GLB? Si accusa il curatore di aver stravolto Tex proprio in un periodo in cui stiamo leggendo storie davvero belle, dopo gli anni di narcolessia dell'ultimo Nizzi! Tutti a riempirsi la bocca di discorsi astratti, ma raramente ho letto esempi concreti di cosa stia sbagliando Boselli. Il suo stile, il suo modo di scrivere le storie, è diverso da quello di GLB, senza dubbio; ma basta questo a poter affermare che "non ha compreso le caratteristiche peculiari del personaggio", per citare il nostro nuovo amico del forum? E quali sarebbero, di grazia, queste caratteristiche? Va di moda, sui forum, su facebook, la formula "Tex 2.0". E quello di Nolitta, allora, non era un Tex 2.0? Quello sì che era un personaggio diverso da quello di GLB, in quel caso sì che si poteva dire che Nolitta aveva stravolto le caratteristiche del personaggio. E vogliamo parlare di tutti i periodi successivi? Quanti Tex 2.0 ci sono stati in 700 numeri? Tex è oggi nelle mani di colui che, all'interno della SBE, lo conosce meglio di tutti; ci è cresciuto con Tex, lo conosce a menadito, e ha avviato un progetto di rilancio basato proprio sul recupero delle atmosfere, toni e personaggi del Tex classico. Magari non riuscirà nel suo intento, ma accusarlo di presunzione e di delirio di onnipotenza è davvero fuori luogo, nonché irrispettoso nei confronti dell'autore. Vabè, sarò uno di quei talebani che si esaltano per le anticipazioni delle storie che ci attendono... se è un male essere contenti di vedere l'impegno attorno alla testata a fumetti che si legge più volentieri. Che poi cose che non mi vanno a genio in questa gestione ce ne sono, vedi ad esempio la scelta di far fare il texone a Breccia lasciandogli tutta la libertà grafica di cui poi a mio parere ha abusato, quindi non si può proprio dire che io - come la maggior parte di chi scrive qui sul forum - sia un "entusiasta a prescindere". Mi sembra invece che in giro ci siano tanti che sono solo dei "detrattori a prescindere". Scusate lo sfogo, ma tutto l'astio che leggo in giro in questi giorni nei confronti di chi lavora per mandare questo fumetto in edicola e regalarci momenti piacevoli di lettura di belle storie non lo capisco, e credo appartenga soltanto a chi Tex, in fondo, non lo ama davvero.
    10 points
  4. Esco dal mio consueto e sempre reiterato lurkaggio, spinto dall'occasione, sperando di scrivere brevemente alcune cose sensate che possano in qualche modo contribuire a stemperare la tensione. Premetto che non ho intenzione di elaborare un contributo memorabile, ma solo approfittare dell'occasione per far notare - da lurkatore incallito - che trovo piuttosto fastidioso il fatto che sotto ogni santissima storia di Nizzi si finisca a parlare non della storia, ma del modo di concepire Tex secondo Nizzi. Alle volte anche con spunti interessanti, che è assai piacevole leggere (non mancano in questo stesso topic), e che meriterebbero quindi di essere sviscerate a parte, ma questo modus operandi seriamente rende il forum, a mio parere, piuttosto disordinato e poco fruibile. Questi flames o semi-flames (vero che Tex ci insegna a non essere delle educande, ma a volte trovo che si esageri) nascono sempre dalla stessa radice: il tentativo (soprattutto da parte di Diablero) di convincere altri utenti riguardo la propria visione dell'interpretazione texiana di Nizzi, largamente non condivisa o comunque fautrice di interlocuzioni vivaci, delle quali Diablero non riesce a farsene una ragione, apparendo a lui cristalline le proprie argomentazioni e (concedetemelo, senza astio) essendo sistematicamente incapace di lasciare l'ultima parola a qualcun altro. Giova ricordare che siamo in un forum di discussione, ove il sale della partecipazione è la disponibilità a scambiarsi opinioni, accettando il punto di vista dell'altro, che non è necessariamente errato qualora non parlassimo di fatti ma di interpretazioni dei fatti: non stiamo dibattendo se la terra sia tonda o piatta (fatto); stiamo dibattendo, ad esempio, su come decifrare uno stato d'animo reso esteriormente col desiderio di farsi una birra in compagnia del proprio migliore amico dopo una batosta (interpretazione). Ora, le osservazioni di Diablero sulla trama e sul personaggio solitamente non sono opinioni, sono fatti. Fatti indiscutibili e incontestabili, e ottimamente espressi e sviscerati, per quanto a volte un po' prolissi. Ma affermare (a titolo di esempio) che Nizzi è colpevole di lesa maestà per aver retconnato un'indicazione di Bonelli, o sostenere che Nizzi trovasse Tex antipatico al punto da volontariamente imbastire una vendetta letteraria nei confronti del creatore (meno male che di fronte a certe affermazioni l'avvocato difensore di Nizzi non abbia deciso di esplorare il labile confine tra diritto di critica e art. 595 del c.p.) non sono fatti: sono interpretazioni, a volte anche ben argomentate e ben ragionate, ma restano interpretazioni su cui è lecito avere idee differenti. "Sì, Nizzi ha retconnato una conclusione di Bonelli: e non ce ne frega niente, perchè da quello spunto è nata una storia che reputiamo buona" è un pensiero perfettamente legittimo. Altrettanto lo è l'interpretazione "Eh, ma quella frase di Tex non va presa alla lettera: può essere compresa come uno sfogo dovuto all'amarezza, e comunque Tex può avere cambiato idea, e comunque secondo me può essere interpretata ecc ecc" senza per ciò considerare Tex uno spergiuro. Ed è qui che Diablero perde (ai miei occhi) di credibilità, perché l'astio nei confronti dell'autore è evidente, e impedisce di ritenere obiettive le sue (ripeto) argomentatissime recensioni. A me pare che tutti, ma proprio tutti, qui dentro siano d'accordo sul fatto che ognuno dei tre successivi "grandi autori" di Tex abbia avuto un'interpretazione del personaggio differente rispetto a quella del suo creatore (e, per inciso, io trovo molto più "sfasata" la versione nolittiana rispetto a quella primo-nizziana, eppure su Nolitta non si scatena mai un bel flame... che delusione). Ci si scorna malamente sul fatto che c'è chi considera tale diversa interpretazione una lesa maestà, chi è disposto a concepirla senza la minima difficoltà se questo risulta propedeutico a una storia reputata di qualità (e suppongo che questa possa somigliare alla posizione di borden nel momento in cui afferma che "Caccia all'uomo" o "Fuga da Anderville" siano assolutamente degne di pubblicazione), e persino chi è talmente di bocca buona da considerare potabili anche le storie del periodo nizziano post-500 (peraltro Diablero ha più volte impeccabilmente fatto notare che quelli che diventeranno difetti indigeribili dopo il 500 sono in realtà elementi della scrittura di Nizzi che sono già presenti in nuce fin dalle prime sceneggiature, ma la qualità percepita delle storie consentiva - e consente tuttora, perchè rileggere il passato col senno del futuro è attività assai discutibile - di godersi il periodo d'oro nizziano). Ma su questo non ha senso scornarsi, perché il livello su cui poniamo l'asticella che distingue la texianità dalla non texianità è personale: son gusti, di cui possiamo discutere in eterno, accettando il fatto che potremmo non arrivare mai a una sintesi condivisa, e che è inutile farsi il sangue amaro o generare flames per una differenza incolmabile di vedute che restano legittime. Valerio l'aveva anche scritto, pagine e pagine fa, in una frasetta forse scritta anche con un po' di humor, ma che invece è il succo del discorso, e suonava più o meno così (la citazione esatta sarebbe da recuperare): "sì Diablero, hai ragione nell'analisi della storia, indubbiamente; ma ciononostante, a noi questa storia piace così". Fine. Torno nel lurkaggio.
    9 points
  5. Certo, ma ribadirlo a ogni messaggio di @Dix Leroy in merito, con tanto di battutina sarcastica ogni volta, è stucchevole, soprattutto perché non mi risulta che Dix abbia mai fatto altrettanto nei confronti di chicchessia, dimostrandosi anzi uno degli utenti più rispettosi e pacati del forum. Da quale pulpito tu distribuisca patenti di bigottismo e sessuofobia agli altri, poi, mi sfugge. Proprio in virtù della libertà di espressione, qui sopra Dix deve sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni senza che nessuno lo stigmatizzi o si permetta di affibbiargli epiteti la cui natura offensiva è ben nota. E questa no, non è libertà di espressione.
    9 points
  6. Ha perfettamente ragione @Letizia, non mi riferivo nello specifico ad un tuo commento, dato fra l'altro che non hai offeso nessuno. La mia era una riflessione "ad alta voce" su come sia ormai diventato un hobby sterile e soprattutto crudele stroncare qualsiasi storia che non provenga dalla penna di GL Bonelli, ammettendo che queste storie siano state realmente lette tutte e si ricordino perfettamente. E non voglio tirarmi fuori dal novero di coloro che talvolta abbiano storto il naso e criticato aspramente certe scelte, ma credo che adesso si stia proprio esagerando. Il lavoro che @borden e @PRuju svolgono da anni è soltanto encomiabile. Qualche storia, ma soprattutto qualche scena, non incontra il nostro favore? Nella maggior parte dei casi si tratta soltanto di punti di vista diversi dal nostro, raramente possono comparire discordanze con scene ormai consolidate nella nostra memoria, altre infine dovrebbero farci capire che oggi Tex mostra tutto nei dettagli, senza eludere o sorvolare come accadeva all'epoca di Bonelli senjor. Vogliamo sostituirci agli sceneggiatori ufficiali e scrivere da noi le storie di Tex che più ci interesserebbe leggere? Qualcuno come @Letizia hai il piacere di affiancare alle storie edite anche le proprie. In un altro caso recente, da un soggetto di un componente del forum è stata tratta una sceneggiatura scritta da @PRuju. Sarebbe dovuta diventare un capolavoro, dato che soltanto noi del forum abbiamo la Verità infusa. E invece? Credo di poter affermare che proprio quella sia stata una delle più brutte storie di Tex. Vogliamo dare la colpa a @PRuju ? Sarebbe un'ingiustizia, come da un bel pò di tempo accade con le sue storie, nella quasi totalità ben scritte, sempre accattivanti, con snodi geografici e temporali intriganti, un pizzico di apprendimento psicologico e anche del mistero che non guasta mai. Cosa vogliamo di più? Abbiamo rotto le scatole a tal punto @borden che ha preferito tirarsi fuori da certe atmosfere asfittiche e negative. Forse qualcuno sfoga qui le proprie frustrazioni o spera che le testate chiudano per un piacere soltanto sadico. Anche perché chi critica maggiormente si scopre poi non comprare gli albi regolarmente o ha sospeso l'acquisto anche da parecchi anni, oppure ha una visione così ristretta del personaggio che non si avvicina neppure ad una serie più innovativa come Tex Willer o agli album cartonati alla francese. Che pazienza devono avere questi nostri autori ... ma fortunatamente noi rappresentiamo una esigua parte dei lettori.
    8 points
  7. Il Ranger a cavallo, stavolta in solitaria. Disegno che ho realizzato poco tempo fa. Una buona serata pards!
    8 points
  8. TUTTE LE MIGLIORI STORIE DI TEX PER CENTINAIO 001 - 100 101 - 200 201 - 300 301 - 400 401 - 500 501 - 600 601 - 700 Il tranello Tra due bandiere I ribelli del Canada La taverna sul porto Il passato di Carson I Lupi Rossi Sei divise nella polvere La gola della morte Sulle piste del Nord Tucson La città corrotta Delitto nel porto Athabasca Lake Salt River La voce misteriosa Il figlio di Mefisto Il clan dei cubani Nelle paludi della Louisiana Cercatori di piste Colorado Belle Tombstone Epitaph Sangue Navajo Diablero Gli eroi di Devil Pass La leggenda della vecchia missione L'uomo senza passato Puerta del Diablo El Supremo Pueblo Bonito In nome della legge Il marchio di Satana Le rapide del Red River Gli invincibili Intrigo nel Klondike La stirpe dell'abisso New Orleans Terra Promessa Giungla crudele La congiura Bufera sulle montagne Morte nella nebbia Luna insanguinata Incubo San Francisco Il ritorno del Carnicero Sioux Il presagio Omicidio in Bourbon Street I Rangers di Lost valley Il passato di Tex Il laccio nero I delitti del lago ghiacciato L'uomo con la frusta Le colline dei Sioux Missouri Il segno di Yama Vendetta indiana Mingo il ribelle Il colonnello Watson La Tigre Nera La maschera dell'orrore La mano del morto Jethro Terrore sulla savana El Muerto Fuga da Anderville Furia Rossa La grande invasione Un ranger per nemico L'ombra del Maestro
    7 points
  9. Tutti i quattro Vangeli raccontano dell'unzione di Betania. Una donna si avvicina a Gesù, rompe un vaso d'alabastro e lo unge con una rilevante quantità di costosissimo olio di nardo. Il gesto ha un significato profetico - anticipa l'unzione funebre di Colui che presto sarebbe stato crocifisso - e teologico - l'olio viene offerto, "sprecato" proprio come presto Gesù avrebbe offerto, "sprecato" la sua vita in Croce -. Ma per chi ha guardato la scena con occhi umani, prosaici, il gesto è stato uno spreco bello e buono: come osserva l'Iscariota, vendendo il profumo si sarebbero potuti ricavare trecento denari, con cui aiutare i poveri. Ecco, passando alle nostre parva res, l'albo n. 755 mi ha richiamato alla mente l'unzione di Betania. Ma, trattandosi di fumetto, e quindi di cosa profana, questa unzione l'ho vista con gli occhi dell'Iscariota. Disegni fenomenali, un'ottima colorazione, l'emozionante sogno di Tex, la beffarda fine del senatore. Tutto sprecato, per una storia tutto sommato inconsistente, che ricorderò solo per l'inopinata risurrezione di Higgins. Risurrezione, sì, perché, per le mille ragioni già illustrate da @Exit, @Diablero, @Leo e ancora altri, Higgins era morto, anzi non poteva non essere morto nel deserto. Risuscitato da @borden, ma per fargli fare cosa? Ripetere stancamente quello che già aveva fatto negli albi passati (cosa che, invero, sta accadendo un po' troppo spesso ai personaggi redivivi). E scappare da Tex, che però nemmeno questa volta riesce a realizzare la vendetta che aveva giurato. Mi duole, mi duole veramente dirlo, ma questa storia è in tutto e per tutto sbagliata.
    7 points
  10. Se leggi le interviste dal 2017, spesso parla di questo aspetto: secondo lui scrive il Tex che il lettore medio si aspetta, cioè un tipo di storia secondo lui ''classica'' che ovviamente è l'opposto di quello che è una storia originale. Nel 1982 quando scrive Tex per la prima volta l'editore gli chiede una copia del Tex bonelliano. All'inizio qualche barlume di originalità si manifesta quando scrive per Ticci e Letteri dei gialli, Sergio Bonelli gli mette subito lo stop. Nizzi gli dice che sente più suo il Tex nolittiano, vorrebbe scrivere il Tex alla Nolitta che allora andava ogni mese in edicola, Sergio Bonelli gli intima di seguire la traccia del Bonelli paterno. Che abbia letto tutti i duecentocinquanta numeri della serie può anche essere vero (anche se materialmente in quel lasso di tempo è impossibile che l'abbia fatto), per me si è letto bene i numeri dal 100 in su, le storie del Carnicero, Tucson, quelle di Fusco, San Francisco, Il laccio nero. Non inventa nulla, ricalca con brio. E si incazza pure. A un certo punto vede Sergio avallare le storie di Boselli, ne riconosce l'originalità, se la prende, ma come? A lui gliele lasci scrivere e a me hai imposto dei modelli ''classici'' ( lo metto tra virgolette). Ed ecco che ti scrive il Texone dei Parlov, dove lascia parlare i sentimenti, anche se come originalità c'è l'impronta prattiana, giustificata in parte proprio dalla presenza del Croato. Da quel momento Nizzi si lascia andare, è meno rigoroso, smette di guardare del tutto al tex glbonelliano e lo fa come vorrebbe lui, nolittiano, solo che è in vistosa fase calante, quando va bene lo sorregge il mestiere, quando va male scrive storie poco ispirare o insulse. Dopo il 5O0 non si mette freni, scrive svogliatamente il Tex che ha in testa (che ha poco di Bonelliano o nolittiano, è solo un povero sfigato che ne combina una dopo l'altra), gli fa fare figuracce, svarioni, MA gli hanno messo in testa che ha salvato Tex e lui non si mette mai in discussione nelle sue scelte, anche quando gli fanno capire che sbaglia è convinto di scrivere il Tex come va scritto. Nel 2008 lascia, legge di tanto in tanto i Tex di Faraci e Ruju, diversi dal suo Tex, e quelli di Boselli che non riconosce come storie texiane. Ma si morde le mani perché sono belle storie, da qui il suo astio. Nell'autunno 2016 Boselli, che è un signore, da un lato ha bisogno di autori che scrivano Tex in modo accettabile, tanto c'è lui che supervisiona sulle magagne, cosa che Decio e Sergio non facevano più da tempo, dall'altro Boselli ha la scusa di voler scrivere il ritorno della Tigre. Nizzi si lascia tentare, non ci sono più Canzio e Sergio i cui tempi rimpiange (nelle interviste) dimenticando di dire che ormai gli bocciavano tutte le storie (perché facevano schifo), mentre ora con Boselli curatore chissà... In ogni caso torno, incasso un po'di euro, faccio felici i lettori che da dieci anni non leggono più una storia decente di Tex, con me ritorna il Tex dei battibecchi con Carson, le patatine e le bistecche, le storie come questo Maxi che non hanno un bricciolo di originalità ne pretendono di averla, tutto il contrario, e peggio per chi il polpettone non lo digerirà, Boselli lo sopporta anche, perché lui, cioè nella testa di Nizzi, lui è la primadonna, insomma l'unico in Italia ancora capace di sapere scrivere Tex come va scritto. Solo che in redazione ti correggono alcune cose, poche a sentire Boselli, e non ti danno il disegnatore che vuoi, Biglia, che sta per disegnare il Texone, Guarino che gli sussurra all'orecchio: ma il texone dovresti scriverlo tu per lui, chi meglio di te? E volano gli stracci. Perché in via Buonarroti non manca la pazienza ma nessuno, proprio nessuno ha voglia di passare per il coglione della situazione. E vorrei vedere anche. Questa è la mia chiave di lettura, penso non troppo lontana dalla verità. Questo è quello che Nizzi ha sempre ammesso: le storie bonelliane possono essere ridotte a schemi. Dice di aver letto le storie ed essersi ricavato così questi schemi. Ma non dimentichiamo che del 1979 era il libro di due giovani universitari seguaci della scuola russa, di Propp, quello della ''fiaba'' e dei suoi modelli, tutta la letteratura che può essere ridotta a questi schemi attanziali. Questo libro, quando tre anni dopo inizia a scrivere Tex, Nizzi lo conosce. Impossibile che non l'abbia letto. Se l'è bevuto, per me. Che dica balle, ormai lo sappiamo. Da qui per me il Tex manierista, per usare un termine che mi è sempre piaciuto poco, perché comunque riduttivo.
    7 points
  11. Come dice Ymalpas, il grande successo della Collezione Storica a Colori (in una casa editrice dove molti denigravano apertamente G.L. Bonelli ritenendolo "vecchio" e "superato" mentre i loro ripetuti fallimenti erano "fumetto colto") ha sbalestrato parecchi, compresi molti critici modaioli. Visto che non potevano accettare che il "vecchio" e "superato" GL Bonelli avesse ancora tanto seguito, si erano per me convinti che fosse perchè "era a colori", e si sono presi una sbandata grossa come un elefante per il colore e per qualche anno hanno sverniciato di tutto. Salvo rendersi conto che la roba che non vendeva in b/n non vendeva manco a colori... Come ha detto Recchioni in un (raro?) momento di lucidità nella lezione che tenne alla Holden (la trovate su YouTube), "in Italia negli anni 70 GLBonelli vendeva 800.000 copie di ogni numero, Berardi con Ken Parker ne vendeva 40-50.000 (UN VENTESIMO!), ovviamente da quel momento tutti gli autori di fumetti italiani cercano di imitare Berardi e nessuno imita GL Bonelli..." (aggiungendo poi che anche lui non faceva eccezione..). Basta vedere quante "Berardeggiate" sono state pubblicate nei Color Tex Storie Brevi: di fronte alla possibilità di scrivere una storia di Tex, il 99% degli sceneggiatori italiani, vittima di una specie di sindrome di Stoccolma, dicono "oh, finalmente potrò scrivere Ken Parker!" Non è che GLBonelli in particolare sia "fuori moda" nel fumetto italiano, nel fumetto italiano è proprio "fuori moda" e cosa disdicevole il fare fumetti PER I LETTORI e CHE VENDONO. Non è una cosa da "vero autore". Non si fa! Che in una situazione simile per far quadrare i conti si aumentino gli albi di Tex (cioè, praticamente dell'unica cosa che fanno che vende sul serio grossi numeri), nell'incapacità di pagare gli stipendi con "i fumetti colti", è abbastanza ovvio. Però era ovvio dagli anni 80. Certo, nella seconda metà della decade hanno fatto il colpaccio con Dylan Dog, ma prima, nonostante la crisi di tutto il settore, di Tex continuavano ad uscire solo 1 serie (quella regolare) più 1 sola serie di ristampe (la tre stelle). Perché se Sergio Bonelli era tanto favorevole a questa cosa non la fece all'epoca? L'ovvia deduzione, guardando anche alla cautela nel mettere nuovi autori su Tex e alle tante storie nel cassetto, è che Sergio Bonelli non era favorevole per niente a questa proliferazione. Guardava più alla sopravvivenza della casa editrice a lungo termine che all'incasso del mese dopo, e quindi temeva di uccidere la gallina dalle uova d'oro spremendo troppo i lettori di Tex. Il primissimo collaterale di Tex è il Texone, pubblicato nel 1988 in occasione del quarantennale del personaggio. Ed è una scusa per pubblicare una storia di Buzzelli che aveva nel cassetto da anni (all'epoca era una storia leggendaria, nel fandom la notizia di Buzzelli che faceva Tex aveva fatto scalpore tipo il Texone di Magnus, e c'era stata molta delusione quando era stata chiusa in un cassetto). Molte caratteristiche del Texone arrivano semplicemente per caso da quella storia, che era per caso lunga esattamente 224 pagine (se fosse stata lunga 180 pagine tutti i texoni successivi avrebbero avuto 180 pagine...) Idem per il maxi: per smaltire storie impubblicabili. impubblicabili per paura di scontentare un lettore texiano visto come estremamente tradizionalista e ostile ad ogni novità. Questi collaterali sono una serie di "tentiamo la sorte, se va male almeno abbiamo vuotato i cassetti", seguiti dal vedere, fra la sorpresa e il sollievo per lo scampato pericolo, che il pubblico gradiva e vendevano. Solo DOPO aver visto questa cosa "passava la paura che i lettori inferociti rifiutassero di comprarla" ed entrambe sono diventate serie regolari. Ma anche con quelli, si arriva a 14 uscite all'anno. Anche l'almanacco nasce così, ma su un'altra testata, fu un idea di Castelli su Martin Mystere: andò bene, e l'iniziativa si allargò anche agli altri personaggi. Ma anche con l'almanacco del west, si arriva 15 albi di Tex all'anno. E sono rimasti solo quindici PER 15 ANNI! Per tanti anni, dal 1996 al 2011, non si aggiunge nemmeno una pagina in più! (vabbè, qualche storia breve qua e là, bazzecole...), nonostante la crisi delle vendite, nonostante la chiusura di tante serie, Sergio Bonelli non aumenta le uscite di Tex. Gli mancano anche gli autori, le continue difficoltà di trovare autori adatti a Tex sono note a tutti qui nel forum. Poi arriva il boom della CSAC, e si lancia il Color Tex. Agosto 2011. Annuale. E siamo a 16 albi di Tex in un anno. Subito dopo Sergio Bonelli muore (settembre 2011, fa appena in tempo a vedere il primo Color Tex), e da quel momento... INIZIA LA SARABANDA! MUSICA, MAESTRO! - 2013: IL COLOR DIVENTA SEMESTRALE (17 albi all'anno) - 2015 SI LANCIA LA SERIE DEI CARTONATI ALLA FRANCESE (da subito semestrali) (19 albi all'anno) - 2018: IL MAXI DIVENTA SEMESTRALE (20 albi all'anno) - 2018: PARTE LA SERIE TEX WILLER (che, ricordiamolo sempre a futura memoria, nelle intenzioni di Airoldi doveva essere un reboot delle vecchie avventure tipo "Zagor le Origini" ma con "disegnatori più moderni", tipo quelli dei supereroi...) (32 albi all'anno) - 2019: PARTE LA SERIE "SPECIALI TEX WILLER" (33 albi all'anno) - 2021 SI AGGIUNGONO GLI ALBI "BIS" (34 albi all'anno) - Nel 2021, esce anche l'anastatica a striscia, a cui vengono allegati 6 albi inediti. Aggiungendoli arriviamo a 40 ALBI DI TEX PUBBLICATI NEL CORSO DEL 2021. (e non finisce qui, cosa si inventeranno prima della fine del 2022? per me fra pochi anni ci arriviamo a 50 albi all'anno...) Quindi... Dal 1957 al 1987 escono, per 30 anni, 12 Tex all'anno. Dal 1988 al 1993 escono, per 6 anni, 13 Tex all'anno. Dal 1994 al 1996 escono, per 3 anni, 14 Tex all'anno. Dal 1997 al 2011 escono, per 15 anni, 15 Tex all'anno. Nel 2021, dopo soli 10 anni dalla morte di Sergio Bonelli, escono 40 Tex in un anno! A me la frattura, lo stacco netto e la giravolta a U col il cambiamento a 180 gradi di direzione, passando da "bisogna stare attenti a non scontentare i lettori, i personaggi devono durare" a "spremiamo quei polli dei lettori, chissenefrega della durata dei personaggi" mi pare più che evidente....
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  12. Buongiorno a tutti i pards del forum, qui sotto un mio recente studio/disegno dedicato al nostro. Un saluto!
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  13. Ho letto le altre storie (quattro) che ancora mi restavano e lascio un ultimo commento solo per quella scritta da Ulzana. Prima considerazione: è una storia dedicata a Tex, un tributo alla sua grandezza e a quello che rappresenta per noi lettori. Tante volte la lettura di un Tex ci ha tolto dalla mente pensieri, preoccupazioni. Tante volte in questo senso ci è venuto in aiuto senza che noi si potesse dirgli grazie alla fine della lettura. In questo vecchio soldato Ulzana ci ha messo se stesso, ci ha messo noi lettori. Poter incontrare Tex, per mezzo di un personaggio fittizio, nelle sue pagine e nella sua storia che ne declina ancora una volta il mito, è un po' il sogno di tutti noi. Una storia tutta per dirgli grazie, semplicemente questa parola per decine, centinaia di avventure che ci hanno fatto divertire nella sua compagnia. Beh Ulzana, il gioco dell'immedesimazione l'ha giocato fino in fondo, ci ha lasciato come il suo personaggio, dopo aver detto un grazie a Tex e senza potergli spiegare il perché. Che io ricordi di albi dedicati a Tex e al suo mito ce ne sono stati pochi. C'è quello di Magnus che è il massimo tributo dedicato da un'artista al personaggio creato da Bonelli e Galleppini. Anche Magnus, come Ulzana, per pochi mesi non ha potuto vedere l'albo in edicola, con il suo nome riportato sopra. E' un qualcosa che, tutte le proporzioni mantenute, li accomuna. La storia è una storia crepuscolare, c'è il Tex che salta fuori all'improvviso, nel momento di maggior bisogno. E' quello che ci si aspetta da un eroe. Ulzana l'aveva capito benissimo. Lo capiscono molto meno quegli autori che pur di metterlo in difficoltà non fanno di lui il salvatore, quello che ti tira le castagne dal fuoco, ma quello che ha bisogno di essere aiutato e qualche volta salvato. Il che ci sta anche, ma le figure da piccione per il Tex glbonelliano non sono mai ammesse. Ecco perché il Tex immaginato da Ulzana è un Tex glbonelliano nel profondo dell'anima, il Tex che noi lettori amiamo e pretendiamo, sbrigativo nel risolvere i problemi. Ecco perché questa storia vale molto di più di quello che può sembrare di primo acchito. E che questa sia la sua prima e ultima storia per Tex ci aggiunge malinconicamente quel tocco poetico in più, una storia di cui saresti potuto andare ben fiero. Adios amigo!
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  14. Sono veramente sconvolto. Leggere Boselli e lamentarsi dei molti personaggi è come leggere Manara e lamentarsi della fica.
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  15. Le tue parole mi hanno commosso pard; profonde, condivisibili, intense. La tragedia di Emanuele ha scosso molto anche me, dinanzi a simili eventi luttuosi non si può esimersi dal fermarsi e riflettere: riflettere di quanto sia sottile il filo dell'esistenza e quanto sbagliamo nella quotidianità a perdere di vista le vere priorità, correndo dietro improbabili chimere o dannandoci per gli imprevisti della quotidianità. Purtroppo la vita va avanti e si finisce irrimediabilmente nel consueto vortice degli affanni quotidiani, ma dovremmo ascoltare più spesso la voce dell'anima e non solo quella della razionalità, che dinanzi a simili "ingiustizie" rimane disarmata. Condivido appieno pure le considerazioni sul particolare legame che si instaura qui sul forum: appena iscrittomi non credevo affatto che ciò potesse accadere e invece adesso lo sto provando sulla mia pelle. E' solo un'amicizia virtuale però spontanea, accumunata dalle comuni passioni, sincera senza secondi fini o scopi. Ci si affeziona presto all'ironia acuta di Virgin, all'eleganza verbale di Pecos, agli interventi concisi ma efficaci di Mister P, alla coinvolgente saggezza di Leo, ai bei commenti di Poe, alla competenza di Diablero, Natural Killer, Carlo Monni. Si sorride dinanzi le battute taglienti di Letizia, o si viaggia subito sulla stessa frequenza d'onda col simpatico Juan Ortega. Si interagisce con piacere con pard come Juan Raza, Laredo, Loriano Lorenzutti, Barbanera e anche con coloro in cui è più marcato il salto generazionale, vedi Grande Tex, Mac Parland o Magico Vento, ben presto li consideri come "fratellini minori". Per non tacere dell'onore di interloquire con Borden, saggiarne la sua immensa passione per il fumetto, il rispetto per i lettori, la sua schiettezza e sincera impulsività. Sembra quasi di entrar a far parte di una grande famiglia virtuale e nei momenti in cui per problemi tecnici non è possibile l'accesso, ti manca seriamente qualcosa. Mi piace credere, che la nostra comune passione abbia parzialmente aiutato il compianto Ulzana, a lenire un po' il lancinante dolore dei suoi ultimi terribili mesi.
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  16. Eccoci all'elenco delle modifiche e censure più appariscenti. Ho deciso che aspetterò alcuni giorni prima di postarle ogni volta (se le continuerò a postare, e non è detto) per lasciare lo spazio alle reazioni più "genuine" di chi scopre queste storie "non censurate" per la prima volta, tipo: E ti dirò che nelle prossime strisce ci saranno modifiche ancora più evidenti, anche allo svolgimento delle storie! (ti do un indizio: Lucas quando ha modificato la scena fra Han e il cacciatore di taglie nel bar, non è stato il primo... ) Striscia numero 3, Terrore a Calver City: pag. 1 vignrtta 3, Tex ai tempi dava del voi, oggi è più sbarazzino e dà del tu... pag. 3, vignetta 2, Coffin era il "predone" di tutto, poi è diventato il "padrone" (questa comunque mi pare una svista del solito letterista...) Pag 3, vignetta 3, "Città" diventata poi "cripta" pag 5 vignetta 1, ritroviamo gli indiani "pinte"... pag. 5, vignetta 2, qui iniziamo a vedere modifiche più sostanziali. In originale l'indiano fa promettere a Tex "giura... [...] che ucciderai Coffin". E Tex lo giura. Nelle ristampe diventerà "Che farai vendetta", anche in punto di morte Dente di Lupo ci tiene a rispettare la legge... pag. 5, vignetta 3: eddai, Tex, anche tu ti ci metti, se insisti ad usare il nome di Dio invano ("Perdio!") per forza le parrocchie poi proibiscono di leggerti! (nelle ristampe hanno semplicemente tagliato l'esclamazione, lasciando uno strano spazio bianco nella nuvoletta) Pagina 8, vignetta 1, in originale Tex dice a Tesah "mentre tu te andrai al sicuro a S. Thomas", nelle ristampe è stato cambiato in "ti metterai al riparo a S. Thomas". Ma che senso ha? Boh, a volte mi pare che cambiassero solo per il gusto di pasticciare... pagina 8, vignetta 2, "Stai in guardia, Tex! Sei un fuorilegge e Coffin ha molti amici a Calver City, lo sai!" diventa "ricorda che sei solo e Coffin ha molti amici" Pagina 8, ancora la vignetta 2, Tex risponde "Certo che lo so Tesah ma stai tranquilla, prima che lo sceriffo possa muoversi con i suoi uomini..." mentre nelle ristampe diventa "certo che lo so Tesah, ma sta tranquilla, prima di un paio di giorni...". Il senso della modifica è chiaro, e cambia parecchio la situazione. A Calver City c'è lo sceriffo, ma Tex è un fuorilegge, non denuncerà Coffin e non cercherà nessun aiuto, farà fuori Coffin e se ne andrà prima che lo sceriffo lo becchi. Nella ristampa tutto questo viene tolto e sostituito con un generico e blando "in due giorni ho finito".. Pagina 9, vignetta 1, il letterista colpisce ancora! Black Panyon! Pagina 14, questo è un cambiamento molto più sostanziale. In originale dice "Potrei uccidenti come un cane, Coffin... ma così sarebbe troppo bello... avrai quello che avevi destinato a me... il terrore prima della morte!" Nella ristampa diventa "Potrei uccidenti come un cane, Coffin... ma così sarebbe troppo bello... finirai i tuoi giorni in una lurida cella!" Pagina 19, prima vignetta, "Branco di idioti" diventa "branco di pecore" Pagina 19, seconda vignetta, alla domanda di Coffin "chi sei", Tex risponde "Lo saprai un attimo prima di morire, Coffin!", nelle ristampe gli fanno dire "Sono l'uomo che ti farà varcare le soglie dell'inferno". Evocativo ma molto meno chiaro sulle sue intenzioni... Ma è nella pagina successiva che davvero le censure cambiano completamente il senso dell'azione di Tex. pagina 20, vignetta 1: "prendi la tua pistola e difenditi, cane! Io sparerò solo quando avrai in pugno la tua pistola!" diventa nella TuttoTex "l'ho promesso al povero piute che tu hai assassinato, e Tex Willer mantiene sempre la sua parola!" È solo nella versione originale che le azioni di Tex hanno un senso! In originale Tex è un ricercato che va ad assassinare un uomo, davanti a testimoni. Ovvio che si copra il volto e non dica chi è! Nella ristampa TuttoTex invece non si capisce che intenzioni ha ("l'ho promesso al piute", ma nella ristampa censurata il piiute non gli fa giurare di uccidere Coffin, ma solo di "fare giustizia". Che fa nel saloon Tex? Vuole arrestare Coffin? Con che autorità? Vuole sfidarlo a duello? Ma allora che senso ha mascherarsi se poi dice il suo nome davanti a tutti? La cosa è tanto insensata che il dialogo viene "aggiustato" ulteriormente nella Nuova ristampa, dove Tex dice ""l'ho promesso al povero piute che tu hai assassinato, e io mantengo sempre la parola!", dando almeno un senso al fatto che Tex si copra il viso (svarioni come questo fanno capire la cura e l'attenzione con cui venne fatta la TuttoTex...) Anche quello che succede viene cambiato: nella ristampa, Tex come un pollo si fa sorprendere, sta tenendo Coffin sotto tiro, ma non si capisce cosa voglia fare, se sparargli o consegnarlo allo sceriffo... In originale è Tex che ha DETTO a Coffin di prendere in mano la pistola, perchè sta per ucciderlo e non vuole farlo a sangue freddo sparando ad un uomo disarmato. Quindi in originale è Tex che sta giocando con lui come il gatto col topo, lasciandogli anche il primo colpo. Pagina 20, vignetta 2, in originale Coffin dice "All'inferno allora, maledetto!", nella ristampa diventa "All'inferno ci andrai tu, dannato" Pagina 21, vignetta 2 e 3 (unendo due nuvolette): "Maledetto... e non ti potrei uccidere ora? ...sei nelle mie mani... e l'Inferno ti attende, Coffin... ma può attendere ancora un poco, Coffin...La vita è bella, vero? E allora ti lascerò vivere ancora un poco, cane! ", nelle ristampe censurate diventa "questo per impedirti di scordare la condanna che ti attende. Goditi gli ultimi momenti, Coffin, fra poco tornerò per saldarti il conto" Fra l'altro per rifare i balloon, nella TuttoTex mettono una nuvoletta messa alla "c##zo di cane" che tocca il bordo del cappello di Coffin, che è un errore da penna rossa per un letterista. Nella nuova ristampa cambiano completamente (di nuovo!) i balloon... e mantengono lo stesso errore! (in generale, hanno massacrato migliaia di tavole originale per cambiargli i balloon... peggiorandoli, quelli della TuttoTex sono messi davvero male e coprono i disegni, e quelli della Nuova Ristampa non sono molto meglio) Pagina 22, vignetta 1, in originale era "Oh, non respirare ancora... vivrai ancora... ma per poco, Coffin... molto poco. Ricordalo!" Nella tuttotex diventa "e non cercare di fuggire, amico, saprei scovarti anche in capo al mondo!" Pagina 24, nella ristampa Tex si nasconde "in una folta macchia", ma in originale era un più virile "folto macchione"! Pagina 27, in originale Coffin ha tutta la mano bendata e inutilizzabile, nelle ristampe ha una piccola fasciatura da leggero taglietto Ragioniamo sui cambiamenti: 1) versione originale: Tex sembra che stia semplicemente giocando con Coffin, ma sta invece ragionando lucidamente e sta seguendo un piano astuto. Tesah gli ha già fatto notare che se uccide Coffin verrà catturato probabilmente dallo sceriffo e dai suoi uomini. Tex va nel saloon, spaventa Coffin e lo ferisce, ma poi fugge. E si fa inseguire dagli uomini di Coffin, portandoli su una falsa pista e allontanandoli. Se avesse ucciso Coffin al saloon avrebbe avuto addosso tutti subito dopo, compreso lo sceriffo. Invece così lo sceriffo non lo chiamano nemmeno e Coffin gli manda addosso solo i suoi sgherri, rimanendo solo con una guardia del corpo. Poi, ad uccidere Coffin, Tex non va più in pubblico, ma lo fa fuori tranquillamente entrando nella sua camera di notte e svignandosela alla svelta prima che avvertano qualcuno. Altrra cosa: in questa versione è chiarissimo che Coffin è morto, o comunque Tex lo lascia per morto. Perchè ucciderlo "come un cane" è dall'inizio il suo scopo, il suo obiettivo. 2) Ristampa censurata tre stelle. Non si capisce cosa voglia fare Tex. Cincischia, pare indeciso, prima si maschera e poi dice il suo nome, affronta Coffin e si lascia sorprendere, poi se ne va e poi torna... visto che non si capisce che vuole fare, rimane dubbia anche la scena finale, e cosa succede a Coffin. 3) Ristampa censurata nuova ristampa: almeno correggono lo svarione di Tex mascherato che dice il suo nome. Ma insomma... non è chiaro come la storia originale non sia solo più avvincente e "tosta", ma ha pure più senso? (la striscia dopo la faccio domani che ci ho messo troppo con questa, ci sono davvero un sacco di censure...)
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  17. L'amico Francesco Bosco ha fatto del "manierismo" di Aurelio Galleppini e di tutti gli altri disegnatori (italiani o internazionali) due bei libroni e dovrebbe essere a buon punto con il terzo. L'ha fatto per amore di quel Tex e per lo stesso Galleppini, al quale ha reso uno straordinario omaggio, peccato che non tutti l'abbiano capito e non gliel'abbiano perdonata. Bisognerebbe scindere le due cose: si parlava di schemi narrativi, non di parti copiate di sana pianta o imitate con lo stile "manierista". Ora se a un autore viene richiesto di mantenersi fedele, cioè ha quella formale richiesta da parte dell'editore, quello deve fare. Berardi, la sua storia è finita nel maxi: impubblicabile perché non adatta agli standard della serie regolare, cioé Berardi al posto di Nizzi non sarebbe durato fino al panettone. Sergio lo chiedeva fino alla nausea anche ai disegnatori: Buzzelli dice di essere partito cercando di mantenersi nella linea di Galep, poi non ha retto. Buzzelli era uno dei tanti disegnatori chiamati a dare una mano ai vari Galep e Ticci e non superò la prova. Risultato: a casa! Il suo texone fu pubblicato dopo quattro anni e i volti dei personaggi subirono un lifting redazionale. Questa è una notizia che nessuno ha voluto commentare: Sergio ha censurato Buzzelli come Wilson! Insomma: questa era la via. Sergio era ben conscio che gli anni ottanta e i novanta (e così a lungo andare) non avrebbero repplicato i successi di vendita degli anni sessanta e settanta. Tanto più quando i lettori avrebbero scoperto che dietro le storie non c'era più GLB. Niziz fu costretto a eclissarsi, cosa che gli costo tanto. La consegna era di creare un prodotto riconoscibile e questo Nizzi è riuscito a farlo benissimo e Sergio, almeno all'inizio, glielo riconosceva (Nizzi ha scritto ininterrottamente quasi da solo tutte le storie della regolare dei texoni dei maxi fino al 2007). Quello che Monni chiama manierismo, con una connotazione negativa e un velato disprezzo nei confronti della scrittura di Nizzi tende a non considerare che c'era da salvare un personaggio, una casa editrice, i posti di decine di collaboratori, di autori e disegnatori che lavoravano per Tex e per altri personaggi (va bene per Diso e soci che non avrebbero una "pensione" altrimenti). Carlo avrebbe dato un calcio nel sedere a Nizzi e avrebbe arruolato subito D'Antonio, quello che era bravissimo ma non riusciva a capacitarsi come il suo fumetto vendesse un decimo in confronto al Tex. Siamo realisti. Gli intervento redazionali erano numerosissimi, invasivi e soprattutto non negoziabili. Zhenda non deve morire, per esempio. Nizzi non era curatore di se stesso come lo è Boselli. Questo si può fare e questo no: il nipote di Tex, ma che scherziamo ? Con Sergio non avrenmmo mai visto "Nueces Valley", non con quel Sergio. Certo Nizzi non è riuscito al 100% nel ricreare l'opera di GLB, innanzitutto non era Tex come invece lo era GLB, il carattere era all'opposto. A Nizzi interessava scrivere i gialli, si è dovuto adattare al West (che comunque aveva già praticato con un certo successo con le storie brevi di Larry Yuma), è uno scrittore avventuroso, che conosce la letteratura avventurosa, ma non possiede il genio creativo che fu quello di GLB, che resta unico nel quadro nel novecento. Gli fu chiesto di imitare pedissequamente quelle storie e lui si è dovuto piegare: questo comportava scrivere le solite frasi che tutti conoscono, ricopiare altre porzioni di testo, rifarsi anche spudoratamemte a certe sequenze: il manierismo. L'ha fatto quando probabilmente avrebbe voluto avere le mani meno legate sin dall'inizio, quando questo è avvenuto sono nate le sue grandi e più belle storie (quelle a cavallo degli anni novanta) fino al momento in cui ha avuto la crisi. Continuate a fargliene una colpa, avete capito tutto. Non sono l'avvocato di Nizzi, sono un estimatore della sua opera anche se ho iniziato a leggere Tex prima che lui iniziasse a scriverlo, con le ultime di GLB e le tante di Nolitta, non proprio il massimo insomma. Per il resto i contatti (pochi) che ho avuto con Nizzi sono stati quelli di un autore con "uno di quelli che scrivono (male di lui) su internet", gente che proprio detesta. Non fraintendete, sempre corretto e professionale. Alla fine ho detto basta perché io ero alla ricerca di notizie e si stava quasi per litigare. Quindi umanamente sono abbastanza deluso. Avevo un'intervista per cui mi aveva già detto di si per il Magazine, ho lasciato perdere. Questo detto perché non ho peli sulla lingua, ma ormai l'avrete capito da un pezzo.
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  18. Onestamente, se ciò che Texan afferma fosse, anche in parte, vero, la cosa non mi andrebbe per niente a genio. Da quanto capisco, credo di essere uno dei più anziani lettori di Tex, avendo iniziato alla fine degli anni 60. Non mi pare che Tex sia mai stato - e neppure che sia diventato - un fumetto (e un personaggio) caratterizzato politicamente. Letture del genere, ne sono state tentate, ma mi son sempre pare arbitrari tentativi di far sdraiare il nostro Tex "sul letto di Procuste". Se in Tex si leggero sempre storie con indiani buoni, vittime, "nobili selvaggi" e bianchi malvagi, avidi, vigliacchi, crudeli, allora sì che il risultato sarebbe stucchevole e falso. Falso come suonavano i film come Soldato Blu, il cui scopo, tra l'altro, non era neppure tanto quello di rivalutare gli indiani, bensì di denigrare le giacche blu, in quanto antenati dei berretti verdi... A ben vedere, il Tex di Bonelli e di Boselli è molto simile all'autentico, classico cinema western, che, se preso nel suo complesso, offriva molte storie con gli indiani "lupi predatori", ma ogni tanto sottolineava le colpe dei bianchi o i diritti negati degli indiani. Mi risparmio gli esempi, perchè sono certo che sono conosciuti da molti. E che dire dei negri (palle di neve, mi pare li chiami Tex in Black Baron) o dei cinesi oppure dei messicani? Sempre presentati come buoni? non direi. L'accusa di Texan è, mi pare di capire che, se un tempo Bonelli non si peritava a far sì che i nemici di Tex appartenessero a questi gruppi etnici, negli ultimi anni, invece, il virus del "politicamente corretto" avrebbe infettato il vecchio Tex. Guai, se fosse vero! Se c'è una cosa assurda, falsa, ridicola, detestabile, fanatica ed ignorante è proprio la "political correctness" (purtroppo diffusa negli atenei americani). Oggi Shakespeare non potrebbe scrivere Otello o il Mercante di Venezia... A me, non pare proprio. Quello che si nota, magari, è una maggiore cura per i dettagli storici ed etnografici, ma non penso proprio che Boselli sia un cultore di questo credo. Messicani cattivi, si sprecano. Non mancano neppure gli asiatici cattivi. Neppure i negri (qualcuno ricorda l'avventura a New Orleans Il vecchio di mezzanotte?). Forse, l'unico stereotipo che a volte può apparire eccessivo (ma che deriva, guarda un po', proprio da GL Bonelli) è quello dell'ufficiale incapace o senza scrupoli. Mi sembra un po' poco, per formulare un'accusa, Texan. In conclusione, credo che Tex sia ancora, e tutto mi fa pensare che resterà, un grande, ottimo, fumetto d'avventura, senza zavorra ideologica, in cui Tex e i pard fanno giustizia nel singolo caso, senza sociologismi, remore, riguardi per nessuno. Nel loro mondo, fortunatamente, è possibile leggere avventure con torme di indiani assetati di sangue e poi passare ai patimenti di qualche umile tribù Pima perseguitata da cacciatori di scalpi. Infine, non bisogna, soprattutto, scambiare il "politicamente corretto" (che è una vera e propria perversione mentale) con una inevitabile e giusta evoluzione del gusto, del modo in cui certe azioni vengono rappresentate, del modo in cui parlano i personaggi.
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  19. Alcune critiche a questa storia le condivido, altre proprio no. Per esempio questa: Non c'è nessun dramma psicologico? La storia ruota proprio su questo, su una mancata elaborazione del lutto da parte di Lagarde, che non riesce ad accettare la morte della fidanzata né del suo amico Larry (che è costretto ad uccidere proprio nelle primissime pagine per alleviargli le sofferenze), finendo per sentirsi in colpa e dialogare continuamente coi loro fantasmi che lo tormentano. E' un uomo fin dall'inizio sull'orlo del suicidio, che non ha più motivi per vivere, che vorrebbe ricongiungersi coi morti e che riesce alla fine a salvarsi solo grazie a Nadie prima, e a Tex poi, nella bellissima vignetta finale che da sola vale il prezzo dell'albo, quando Tex lo strappa dalle gelide acque, pensando: "Te la caverai Lagarde. E' tempo di ricominciare a vivere!" Un finale che - diciamo la verità - nessuno, neanche i più saputelli del forum avevano immaginato. Altra critica sbagliata, OBIETTIVAMENTE sbagliata: Non è proprio così: a p. 64 del secondo albo il capo dei Blackfoot dice a Jim Brandon, una volta capito che i colpevoli sono i trafficanti di whisky: "Voglio trovare quegli assassini più di quanto vogliate voi!"... "I miei guerrieri e io faremo la nostra parte", ecc. ecc. e per il resto della storia il capo Blackfoot accompagnerà Tex e gli altri combattendo nel finale e facendo fuori i trafficanti, persino quelli che si erano arresi, dicendo alla fine: "Giustizia è fatta!" Ragazzi, leggete meglio prima di fare critiche tranchant... Una critica che invece condivido è il finale affrettatissimo in cui Boucher e gli altri vengono fatti fuori piuttosto facilmente, soprattutto se paragonato alle lungaggini un po' noiosette in cui i Blackfoot si confrontano con le Giubbe Rosse e Tex, facendosi convincere da loro un po' troppo facilmente (considerando la rabbia che li aveva accecati fino a quel momento). Osservazione che invece mi sembra esagerata: Tex e Carson ogni tanto sbagliano, è sempre stato così. A volte si fanno infinocchiare, a volte valutano male la situazione, a volte gli avversari sono molto abili, a volte i nemici sfuggono momentaneamente alla loro caccia, fanno perdere le loro tracce, ecc. ecc. Ma se Tex e Carson sbagliano vuol forse dire che tutto ciò che combinano gli avversari dopo che i Nostri non sono riusciti a fermarli o se li sono lasciati sfuggire è colpa loro? Se questo fosse vero le soluzioni narrative per rendere Tex e Carson moralmente irreprensibili sono: 1) Tex e Carson non sbagliano mai, sono perfetti (sai che barba!) 2) Gli avversari vengono subito e definitivamente resi innocui non appena entrano in contatto con i Nostri (ma allora sì che le storie diventano davvero prevedibilissime!) Un paragone tratto dal n. 18 "Dodge City". Carson, che doveva affiancare il sospettato Sterling detto "Lupo grigio", si becca una botta in testa, con Sterling che nella vignetta gli dà pure dello "scemo". Sterling nel seguito della storia - bellissima, splendida avventura di GLB - darà del filo da torcere ai Nostri causando la morte di tanti coloni per mano degli indiani guidati da lui. Dovremmo dire che la morte dei coloni è imputabile tutta alla dabbenaggine di Carson? Nessuno credo l'abbia mai pensato. Comunque, tornando a Ruju, mentre nel primo albo secondo me riesce a rendere interessanti le due storie parallele (quella di Tex e Carson con Frank e quella di Lagarde coi suoi fantasmi), nel secondo albo no, visto che l'attenzione del lettore è tutta per Lagarde e Nadie, mentre la parte che riguarda Tex è piuttosto telefonata e noiosetta. Concludendo, primo albo da 7, secondo albo da 6. Voto complessivo: 6,5
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  20. Nota bene Diablero, ti stimo da tempo e sono sempre il primo a sostenere che l'allontanamento di Borden non sia dovuto alle tue motivate critiche, (figuriamoci Mauro ti teneva giustamente in considerazione per la tua indiscutibile competenza e acume) ma permettimi di dire che, ogni volta che alludi alla mancata capacità di capire un testo scritto degli altri utenti mi fai cascare le braccia. Il post di Jeff, oltre a esprimere un suo opinabile pensiero sulla faccenda, elogia pure il lavoro di Borden e Ruju sulla saga e magari qualcuno ha messo il suo like pure per questo, o sbaglio? Uno dei like è il mio, sebbene ti abbia sempre difeso da quella accusa, pensa te! Continuare a dare del lettore superficiale o poco sveglio con questa leggerezza è quel tipo di critica arbitraria e a senso unico che non accetto. Denota una forma di attezzosità che rischia di surriscaldare gli animi. Senza rancore...
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  21. Come sempre, quando non puoi imporre ad altri le tue critiche del "..." passi al turpiloquio becero, accusando gli altri di un tuo enorme problema: un Ego spaventoso a cui tutti dovrebbero inchinarsi. E' mai possibile? Una nuova tripla di Tex deve ancora uscire in edicola, avremo il piacere di leggere una storia di @borden e disegnata da Bocci che abbiamo visto non tantissimo in questa serie, ma che già in parecchi aspettano con impazienza e cosa sai dire? Le solite vecchie atrocità su tutti, autori e lettori !
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  22. Non è solo questo: la scena serve a far vedere il contesto sociale in cui vivevano i neri del profondo Sud (il razzismo è uno dei temi principali della storia) e ancora di più serve per quello che ha già detto Grande Tex: Esatto! Qui Tex non è un attaccabrighe, non è un fesso manesco, TEX VUOLE RIDARE DIGNITA' A TOM (che non è affatto più intelligente di Tex, semmai più spaventato e abituato a chinare sempre la testa di fronte ai bianchi). E INFATTI E' QUI CHE TOM COMINCIA A RIBELLARSI e a non dire più sissignore. State travisando tutta la scena presentando Tex come un imbecille. Anzi, praticamente a sentire voi ogni vignetta di questa storia è sbagliata! E' possibile statisticamente che tutte le vignette di questa storia non vadano bene??!! Tex doveva tenere un basso profilo? In qualche modo dovevano mangiare e Tex - che è sempre sicuro di sé - ha ritenuto che non ci fosse un pericolo eccessivo nel mangiare in un ristorante di razzisti in un paesino sperduto, anche se in territorio nemico. Ha valutato che il rischio valeva la pena, per quanto detto prima, per ridare dignità a Tom (come ha sempre fatto con Tiger). Tex doveva farsi spaventare da quattro bifolchi e mangiare fuori? Ma dai! Era rischioso? Ragionando così dovreste allora criticare metà delle storie di Tex. Dovreste tutte le volte dire: "Sarebbe più logico fare diversamente, perché oggettivamente se il piano di Tex va male, che bel casino che succede!", dovreste dire: "Tex sbaglia ed è un fesso perché il piano è rischiosissimo e mette a repentaglio anche la vita del caro figlio e del suo amato amico Carson!" Se in "Vendetta indiana" i suoi calcoli sono sbagliati, per fare un esempio, chissà che bel casino per i Navajos! Poi sta allo sceneggiatore far andare tutto bene e dar quindi ragione a Tex. GLB faceva filare tutto liscio, e anche Nizzi in questa scena (quindi è da considerarsi un rischio calcolato), Nolitta invece no (vedi il finale della "Strage di Red Hill") e lì effettivamente Tex faceva quasi sempre delle misere figure. P.S. chiedo: è normale ripetere continuamente IN OGNI DISCUSSIONE che Tex è "un imbecille", "un coglione", la storia è "una cagata", lo sceneggiatore è "un inetto". Chi non la pensa come te "non capisce niente", se qualcuno dice qualcosa di non condivisibile "è un problema suo", o addirittura insegnare agli altri come si scrive, e tutto questo spesso con tono supponente? (Non parlo di una persona specifica, ma come tendenza generale). Qualche volta potrà anche sfuggire, e vabbè ci può stare, ma IN OGNI DISCUSSIONE?
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  23. In genere non partecipo ai forum, preferisco osservarli. Ma l'argomento trattato da Diablero solleva uno spunto importante: il rispetto del personaggio. Che qui non è stato rispettato. Tex che solleva il bicchiere, acclamando alle ballerine, è inguardabile e sembra essere messo lì per fare la parodia di Tex. Tutta la scena è una misera buffonata, alla quale Tex partecipa. Tutti ridono e sghignazzano davanti al povero prestigiatore; uno degli "spettatori" spara alla colomba, tutti ridono in faccia al disgraziato, che viene mandato via a pedate senza tanti complimenti. Ed è stato trattato in questo modo anche grazie al comportamento da bifolco di Tex. Che, comportandosi così, fa il bifolco, non Aquila della Notte, capo dei Navajos, Ranger del Texas, eroe da mille imprese. Ma come un Mister No qualunque che vuole andare a donne. Tex qui è un bifolco, esattamente come quello che spara alla colomba e tutti gli altri che sghignazzano. Qui Tex non si distingue dalla massa: qui Tex E' la massa. Non è Tex. Non importa il fatto che poi Tex si giustifichi. La sua giustificazione sarebbe, in sostanza: mi sono comportato così da bestione ottuso che sbava perchè ho fatto finta di farlo. Perchè quello lì, il prestigiatore maltrattato, mi ricordava...MEFISTO! Mamma mia, ho avuto i brividi blu, meglio le ballerine scosciate, che quello lì, uuh che paura, mi ricordava...MEFISTO! Mamma mia, me la faccio sotto se ci penso! Ma vi sembra una giustificazione valida per aver fatto umiliare una persona che faceva solo il suo semplice spettacolo? Partecipando così alle intemperanze di una banda di vaccari ubriachi, bavosi e rincitrulliti? Diventando così, anche se "per finta", un vaccaro ubriaco, bavoso e rincitrullito pure lui? Questo non è Tex. E' una sua parodia. E' Tex come lo vedeva Nolitta.
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  24. Quoto e concordo anche sulle virgole. Non so, oggi i lettori di fumetti si sono fissati con gli "universi paralleli" alla Marvel e disquisiscono dell'universo di Tex e quello di Zagor, e ogni volta che c'è un crossover dicono felici "ma allora Tex e Zagor sono nello stesso universo! E quindi Tex e Nathan Never! A quando un crossover?" etc etc... (mi astengo, con notevole fatica, dal fare commenti su questo andazzo, per non offendere nessuno...). Quindi può darsi, immagino, che i lettori moderni ("aiutati" magari da storie dove Zagor viaggia in universi paralleli...) ipotizzino un finale "fantasy" dove grazie a Zagor indiani e bianchi vivano in pace, e Zagor sia proclamato a sessant'anni Supremo Imperatore del Pianeta Terra, ovviamente per acclamazione e senza spargimenti di sangue... Ma Zagor (e Tex) sono fumetti di un epoca e di autori che non si facevano stè menate. Zagor è ambientato "nel mondo reale" (con qualche "villain" poco realistico, ma non fanno testo), e il suo futuro è quello del mondo reale. Secondo me Nolitta all'inizio non ci ha pensato troppo, era giovane, voleva fare l'ennesimo personaggio che sarebbe durato poco come Roy Bean, si immagina un giustiziere nella foresta e gli dà questa "missione" che fa figo. Poi si stufa, non ha idee, e molle le storie prima a Ferri e poi a suo padre, poi chissà se è il padre a dirgli che si è rotto che il figlio si deve assumere la responsabilità dei suoi "figli" o se è Nolitta che vuol riprovarci, ma torna su Zagor. E il resto è storia: la serie ha sempre più successo e raggiunge numeri tali da essere una delle serie più vendute in Italia (anche se è sempre surclassato da Tex...). E negli anni 60, con un pubblico ormai più "grande" e maturo, e in mezzo ad un mondo del fumetto che non era più per bambini come pochi anni prima, le storie di Zagor si evolvono, diventano anch'esse più mature. E vedi il tono che cambia. Nolitta comincia ad affrontare l'elefante nella stanza: che la missione che aveva "dato" a Zagor senza pensarci troppo, anni prima, è destinata al fallimento. Come si vede anche dalle sue storie di Tex (e pure dalla testimonianza di Boselli che lo conosceva bene) Nolitta amava le storie con l'eroe perdente, in maniera eroica ma perdente, le imprese destinate al fallimento (fa un po' ridere che a pensare questo sia stato un imprenditore che ha fatto tanti successi, forse era una specie di Ritratto di Dorian Gray: così come Dorian relega al ritratto la vecchiaia, così Nolitta relegava nelle storie i fallimenti... ) Leggendo le storie di Nolitta del "periodo d'Oro" di Zagor, LO SAI che Zagor è destinato al fallimento. E non solo "in futuro, fra decenni": no, ANCHE ORA (nel presente della serie), anche nella serie regolare, quante volte Nolitta ci mostra Zagor fallire? Si vede Zagor vincere, risolutamente e chiaramente, e trionfare contro i "nemici di fantasia" come Hellingen o i "cattivi da fumetto", ma ogni volta (e sono tante) che si scontra con la questione del rapporto fra bianchi e indiani... abbiamo storie come "Addio Fratello Rosso" o "La marcia della disperazione"... e finali come quello di Manetola: vi sembra che Zagor sia un vincente? Com'è possibile che adesso ci siano lettori che si MERAVIGLIANO (o, addirittura, vivono come un tradimento) il vedere che Zagor non riuscirà a CAMBIARE LA STORIA UMANA? Ma non lo sapevano già prima che finiva così? Io lo so da almeno 50 anni!!!! Ma cosa è diventato Zagor negli anni per perdere anche quest'ultimo aspetto, fondamentale per l'epica nolittiana? Va bene che ormai è una serie "raccolta indifferenziata" dove puoi buttarci dentro di tutto, ma mi pare che ci siano lettori che, davvero, si aspettavano di avere un giorno storie dove Zagor trova l'amuleto di Zigzagzagur e con il suo immenso potere, toglie la cattiveria dal cuore degli uomini e nel suo "universo parallelo", comodamente raggiungibile con la linea del tram-crossover 17, siano bandite le guerre e il razzismo e tutti diventino buoni? Il vedere Zagor allontanarsi sconfitto non solo è perfettamente "nolittiano", ma È PROPRIO COPIATO DA DIVERSI FINALI DI NOLITTA! Della serie regolare! Non si è dovuto allontanare nella stessa maniera dall'ultima battaglia di Manetola? E in quante altre storie di Nolitta è successo? Il finale qui è totalmente Nolittiano, al punto che mi pare un vero e proprio "omaggio" ai finali di Nolitta: se questi finali alla Nolitta sono diventati estranei alla serie "zagor", direi che è la serie ad essere diventata qualcosa di molto, troppo diverso.
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  25. Francamente mi sorprende questo gorgo di polemiche su Ombre di morte. Viene rinvenuta una storia inedita di Gian Luigi Bonelli, incompleta ma provvista dei disegni di un grande artista come Tarquinio. La storia non è evidentemente pubblicabile sulla serie regolare. Non solo è incompleta, problema a cui si potrebbe rimediare, come in effetti si rimedierà. Ma i disegni, a quanto scrive chi ha visto il volume, non sono in linea con gli standard del Tex di oggi (valutazione che, ovviamente, non attiene alla qualità del disegno, ma solo alle sue caratteristiche). Ancor più, la storia presenta degli elementi che la rendono eccentrica rispetto alla continuity (blanda, ma esistente) che si è venuta a formare in mezzo secolo di storia del ranger. Che si fa? Si rimette tutto nel cassetto? Che spreco! Si corregge e si completa Bonelli, affidando i disegni dell'intera avventura a un altro disegnatore? Scelta possibile, ma che cancella proprio quello che rende straordinario il ritrovamento. Ecco allora che la Bonelli decide di pubblicare in volume speciale, fuori serie, sceneggiatura originale e tavole (cui viene aggiunto il lettering; scelta legittima, ma così come sarebbe stato legittimo - e forse anche filologicamente più corretto - pubblicare le tavole senza lettering). Il volume si rivolge, evidentemente, non alla generalità dei lettori di Tex, ma a un nucleo di appassionati che non vedono l'ora di studiare - o semplicemente gustarsi - come il grande vecchio sceneggiava le storie del nostro eroe preferito. Tale scelta penalizza gli "ordinari" lettori di Tex? Certo che no, visto che si trova regolarmente in edicola tanto la serie ordinaria, tanto Tex Willer, a cui si aggiungono - in questi mesi - il Cartonato di Civitelli, il Maxi, il Color e perfino un Magazine straordinario. E allora perché tutte queste critiche? Non sarebbe stato piuttosto criticabile l'ipotetica scelta di pubblicare sulla serie ordinaria di una storia monca e datata, o - secondo un'altra possibilità - una storia di GLBonelli platealmente adulterata? Attenzione, allora, che il nostro amore per Tex non diventi un amore tossico.
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  26. Perdomani, non penso che il peso della tua copia invenduta sia talmente tanto dal pregiudicare l'uscita o meno della serie in edicola. Io mi vergognerei ad avere un atteggiamento simile anzichè andare su un forum per vantarsene pure, anche perchè io nel mio piccolo faccio l'esatto opposto di quello che fai tu, sono da poco Over 30 e ho portato diversi Under 30 miei amici, lettori spesso di soli manga, a scoprire, se non il Tex classico quantomeno la sua versione giovanile e altri personaggi della SBE (Il Dampyr e Dylan in particolare) nonchè ho rifatto appasionare mio padre al suo Zagor che non seguiva più dagli anni 80. Vuoi mettere che bello poter condividere un legame unico attraverso un personaggio che solo la passione ti può dare ? Per me questo non ha e non avrà mai un prezzo. Sulla questione Vendetta mi sa che i casino sono due, o non si ragiona più abbastanza lucidamente (e i motivi possono essere svariati anche extra editoria, la vita è difficile per tutti lo sappiamo) oppure significa non aver capito quello che gli autori vogliono dirci tramite le pagine dei fumetti, Tex in particolare.
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  27. la prima parte del tuo discorso è da incorniciare, Puro Vangelo. la seconda parte è invece più discutibile, dal mio punto di vista. Sergio e Canzio, tutt'altro che due sprovveduti, dopo il Bornout di Nizzi di inizio anni 90 gli affiancano altri autori. all'inizio, secondo me, solo perchè COSTRETTI DALLA CONTINGENZA (Nizzi ha salvato Tex negli anni 80, qui al solito si dimentica sto PICCOLO E InSIGNIFICANTE PARTICOLARE ..Sergio NON VUOLE rinunciare a un Nizzi rodato, di mestiere: ci sarà stata magari anche una dose di riconosecnza da parte di Sergio, nella volontà FERREA di costringere Nizzi a rimanere su Tex, oppure come qualcuno dice, Sergio non ne voleva sapere di tornare a scrivere Tex come anni prima.) Detto ciò, si riparte con Nizzi che si riprende abbastanza bene, anche se non riesce più a ripetere i fasti degli anni 80 (centinaio capolavoro, checchè se ne dica). Nel frattempo un certo Boselli scrive una bellissima storia, il passato di Carson, che Nizzi ha SEMPRE ELOGIATO (magari ai tempi è stato invidioso, non lo sappiamo). Successivamente, la Casa Editrice capisce che a un Nizzi "classicista e lineare" va affiancato un talentuoso quarantenne, che scrive un Tex decisamente diverso sia da quello di Nizzi ma anche da quello di Glb. Un "rinnovamento nella continuità" di Tex negli anni 90 ci lascia un decennio di storie belle, in cui Boselli innova il personaggio e Nizzi continua a scrivere storie normali, ma a volte ancora belle. L'innesto di Boselli a Nizzi dà col tempo sui nervi, umanamente lo si può capire. A nessuno che si considera prima donna fa piacere essere accostato ad uno più giovane o, peggio ancora, essere messo in discussione. da lì secondo me nasce un'antipatia lavorativa (come accade ovunque, per altro, mica solo alla Bonelli). Ad ogni modo Nizzi lascia Tex. Viene richiamato perchè comunque è un buon conoscitore del personaggio, è un ruscone, è un professionista e anche perchè tanti lettori lo rivogliono su Tex. NIZZI è UNA RISORSA PER TEX (non l'ho scritto io, è un fatto). Si rimette a scrivere piuttosto bene, le sue storie ultime non dispiacciono ai lettori.Ha un curatore cui rendere conto, però...a lungo andare, la cosa a Nizzi non va giù, il "Vecio" ha carattere e non le manda a dire...sbrocca, e se ne va sbattendo la porta. Io non giudico ovviamente fatti che non conosco di persona, e non metto becco sulle motivazioni di una e dell'altra parte. Dico solo che le ultime storie di Nizzi erano buone, e che sono piaciute a molti lettori. me compreso. Per cui, sinceramente, mi spiace che non leggerò più storie di Nizzi su Tex.
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  28. Tutto dipenderà dalla risposta del pubblico a questa iniziativa. Le cover, anche se visto il materiale e la tiratura dovrebbero avere un costo irrisorio, almeno un poco costano. Incellofanare costa. Se prevedono che l'iniziativa abbia successo dovranno aumentare la tiratura con un certo costo. Se noi (noi lettori in generale, non solo in questo forum) non ci facciamo fregare e compriamo solo le cose che avremmo preso comunque (io mi sa che ne prenderò pure meno...) non solo tutte queste spese non verranno interamente ripagate, ma la massa di copie in resa diventerà un costo aggiuntivo. Tutta l'operazione diventa un flop economico per la Bonelli, e magari iniziano a rispettarci di più. Se, viceversa, i collezionisti correranno a frotte a comprare due copie di ogni albo, potete stare tranquilli che la prossima volta (a breve) le copie da comprare per avere tutta la chincaglieria saranno 4... Protestare serve a poco, il vero "voto di protesta" si fa con il portafoglio. E come dice sempre Tex, "è nel portafoglio che bisogna colpirli" Certo che se poi invece i lettori si faranno fregare un altra volta da specchietti e perline colorate, vorrà dire che se le meritano queste iniziative...
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  29. O nessuna, considerata la sua ignoranza circa l'esistenza di Kircher prima e le sue intenzioni incendiarie poi. Il fatto che non la citi non vuol dire che lo abbia dimenticato. Come non ha dimenticato che non solo Taki, ma tutto un intero villaggio è stato trucidato da quegli assassini. Non c'è bisogno di citare nulla, basta il desiderio di vendetta, che Carson ha. E ce lo ha anche nell'intento di umiliare Kircher, non solo di ucciderlo o arrestarlo, accettando il duello. Le fasi di questa battaglia fluviale sono concitate e ci sta che il vilain riesca a fuggire. Forse le canoe andavano disegnate più lontane (ma forse il disegnatore voleva solo rendere l'idea, concentrando nella vignetta le due imbarcazioni che duellavano), forse un colpo di Tex sarebbe potuto andare a vuoto (consentendo ai fuorilegge di recuperare tempo e di portarsi fuori tiro in un intervallo di tempo più plausibile), forse la situazione poteva essere limata meglio. Ma io non credo che questi particolari possano pregiudicare il giudizio su una storia che non è, come la definisci tu, ma è una delle storie più apprezzate degli ultimi tempi. Utilizzare aggettivi così veementi, così lapidari, così stroncanti è a mio parere una grossa ingiustizia nei confronti di questa fatica rujana, considerato che le tue chiavi di lettura, dalle stragi causate dal Tex fesso alle assurdità spazio-fisiche della battaglia sul fiume sono come mimino opinabili, per non dire sbagliate, e considerato inoltre che con questo metro ben poche storie di Tex (Glb e Boselli compresi) passerebbero al vaglio della tua censura. Senza offesa, ma quei tuoi giudizi tranchant sono veramente esagerati, Diablo.
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  30. Come più volte ribadito, in merito alla proliferazione delle uscite, sono dello stesso parere di Diablero. In effetti, anche volendo usare come attenuante le esigenze di marketing che stanno alla base di scelte simili, ultimamente il numero di pubblicazioni si è elevato all'ennesima potenza e ciò alla lunga incide sulla qualità e sul lavoro degli autori impegnati sulla testata. In passato Tex era la serie ammiraglia della casa editrice e sulle sue pagine ci finivano i disegnatori migliori della scuderia, così come si prestava massima attenzione agli sceneggiatori da dover mettere all'opera, per non spiazzare più di tanto i lettori abituali; oggi dovendo fronteggiare una mole così imponente di tavole annuali, il povero Borden non può più permettersi di badare troppo per il sottile e vuoi o non vuoi si finisce con il dover estendere l'invito ad apparire anche a degli autori non del tutto consoni al livello blasonato della testata. Di fatto quella che prima era una serie diamante che si basava su una nicchia di professionisti d'eccellenza, diviene una "multinazionale" di avventure che punta più ai numeri e agli incassi rispetto alla qualità. Conoscendo l'amore e la passione che Mauro spende per il personaggio, ed essendo costretto per doveri contrattuali ad attenersi agli ordini dei "piani alti", immagino che spesso alcuni bocconi amari è costretto a ingoiarli. Un vecchio detto siculo recita che "u sceccu si 'ntacca unni voli u patruni (l'asino si lega dove comanda il padrone) ma son convinto che il buon Borden non lesina urli in difesa della saga quando le "proposte indecenti" della direzione si fanno più ardite (Tex Willer docet). Far divenire semestrale lo speciale in questione, decidendo su due piedi senza adeguato preavviso, a mio avviso è una boiata, e come già chiaramente spiegato dal curatore, ha costretto gli addetti ai lavori a dirottare una storia sul formato per coprire l'uscita. Purtroppo è la dura legge del mercato, comandano i numeri e le ragioni sentimentali vengono sacrificate in nome delle legge di marketing. A noi lettori rimane solo l'amarezza di dover scegliere cosa prendere o lasciare in edicola (scelta che diventerà sempre più marcata visto che temo anch'io, come Diablero, che si continuerà a trovare nuove idee di speciali da iniettare sul mercato per far cassa), ma non nego che ciò mi mette molto tristezza, soprattutto al pensiero di ciò che succederà quando Mauro, ultimo baluardo di un vecchio modo di concepire il fumetto, deciderà di godersi il suo meritato riposo.
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  31. Visto la lieve attinenza col genere western, mi fa piacere condividere con voi un mio recente disegno, esuguito a china e tempera su cartoncino grigio.
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  32. A me, a dire il vero, piace poco il tono provocatorio del post di Diablero. Sotto un'indubbia capacità dialettica, maschera un sottile attacco a chi non la pensa come lui, del tutto fuori contesto in questo topic. Le critiche, anche quelle motivate o acute, rimangono sempre soggettive e definire "branco" chi la pensa diversamente, non lo condivido. Non credo che qui ci si associ per andare contro o a favore di quell'utente, ogni persona ha le sue idee e capacità critiche. Come è ovvio che nessuno ha la verità in tasca, di conseguenza catalogare i lettori in "furbi" e "sempliciotti che non capiscono quello che leggono" mi pare quanto meno bizzarro per non definire ingeneroso. In merito al maxi sono molto combattuto, i disegni di Casertano meritano, ma temo la tenuta dell'ultimo Nizzi su una storia con così tante pagine.
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  33. Buongiorno a tutti i pards del forum, finalmente ho trovato l'occasione per un disegno con 4 i pards riuniti sulla pista.. Un saluto!
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  34. Ai fini del "confronto" fra FDA e "The due bandiere" devo parlare anche di questa storia. Ma è meglio che lo faccia qui, nel thread dedicato. Cosa pensava GL Bonelli della guerra? Si faceva "gasare" dalla retorica bellica? Anelava la lotta contro il nemico, voleva uccidere quei subumani invasori delle "razze inferiori"? Direi proprio di no. GLBonelli era nato nel dicembre 1908. Aveva vissuto quindi sin dai 13 anni immerso nella retorica guerrafondaia del regime fascista. Ma leggeva opere di altri paesi, aveva viaggiato per il mondo (almeno in svizzera e in Francia), aveva un ottica sicuramente meno provinciale e ottenebrata dalla propaganda fascista rispetto a molti suoi compatrioti (e ricordiamoci che, come editore, erano anni che si scornava contro l'ottusità e il fanatismo della censura fascista, che più volte aveva minacciato di farlo chiudere) Allo scoppio della guerra nel 1939 ha 31 anni, per un paio di anni riesce ad evitare di essere arruolato ma dopo l'estate del 1943, con la nascita della Repubblica di Salò, non potrebbe più evitarlo. Quindi per non andare in guerra scappa in Svizzera. (insomma, la versione dell'epoca del fare l'Obiettore di Coscienza, anche se all'epoca li chiamavano renitenti alla leva o disertori) Anche nelle sue opere... come viene rappresentato il mondo dei militari? Come il regno dell'ottusità e della stupidità, dove poveri soldati innocenti vengono mandati al massacro da stupidi ufficialetti con il culo al caldo. Ricordiamoci alcune scene rimaste nella memoria dei lettori... E ricordiamoci anche il suo comportamento con i soldati semplici durante "Sangue Navajo" e "Vendetta Indiana"... insomma, TEX NON FA MAI LA GUERRA, non contro i semplici soldati che non hanno colpe. Non solo in questo GL Bonelli era pacifista e assolutamente antimilitarista... in una intervista postata nel forum risalente agli anni 60, alla domanda su quale fosse un personaggio del west che disprezzasse e che considerava sopravvalutato, rispose senza esitazione "il generale Custer", specificando poi cosa pensava di quel vanesio e pomposo ufficiale che aveva mandato i suoi uomini al massacro per la sua sfrenata ambizione politica (chissà come avrebbe sofferto a sapere che anni dopo un altro autore, suo INDEGNO erede, avrebbe presentato proprio sul "suo" Tex il generale Custer in un ottica positiva... meglio che non l'abbia mai saputo, o almeno lo spero...) Per anni si è limitato a questo. Poi arrivano gli anni 60. E la guerra del vietnam. Che polarizza le "posizioni" dei favorevoli e contrari alla guerra in una maniera che non si vedeva in Italia dal 1939. È un fatto ormai assodato che, durante una guerra, i film che parlano delle altre guerre in realtà parla solo di quella che si sta svolgendo. Così i film western "revisionisti" degli anni 70 in realtà parlavano della guerra del; vietnam (e nel loro mostrare gli indiani come pacifici hippy anne-litteram erano molto più "fantasiosi" e tradivano la storia molto più dei vituperati film con John Wayne...). Idem con il più recente "300" che con la scusa del parlare di Leonida e dei suoi 300 spartani, in realtà parla delle guerre degli USA in medio oriente per "esportare la democrazia" Il western quindi in quegli anni non può non parlare di guerra. E schierarsi. E anche GL Bonelli lo fa. (e lo fa con una CHIAREZZA politica di assoluta contrarietà alla guerra tale che mi meraviglio che Sergio Bonelli non gliel'abbia censurata. I tempi in cui nel futuro anche Sergio Bonelli avrebbe scritto opere antimilitariste erano ancora da venire...) Guardiamo ai tempi. È stata pubblicata nel marzo 1970. Cioè è stata scritta nel 1969 o prima. Quindi PRIMA della maggior parte dei western "revisionisti". PRIMA che uscissero gran parte degli altri fumetti "pacifisti" che ridicolizzavano la guerra. Anche in questo, GL Bonelli è un PRECURSORE. Non scrive, come faranno tanti altri, denunce della guerra "a posteriori", dopo il 1974, quando, dopo la sconfitta, è facile criticare la guerra. Lo fa nel 1969. Quando ci sono gli studenti che vengono pestati dalla polizia (o peggio... cercate su wikipedia il massacro degli studenti al Kent State University del 1970) Scrive questa storia quanto chi critica la guerra in piazza rischia le botte dalla polizia, o di essere "sprangato" dai fascisti. Quando in TV tutti i TG esaltano la guerra "per la libertà" e chi non lo fa viene tacciato di essere un "rosso" agli ordini di mosca. Non è una delle sue migliori storie, è vero. Prima di tutto perchè non è il suo "genere". GL Bonelli è un autore di avventure escapiste, scrive per lettori che vogliono fuggire dalla realtà, e che sono ancora abbastanza giovani. Sa che non può fare, come di moda ai giorni nostri, un noioso polpettone retorico buonista. Deve comunque intrattenere i lettori e fare "una storia di Tex". Eppure... eppure riesce a metterci gli orrori della guerra. A differenza del pavido e derivativo Nizzi, che fa solo una storiellina gialla con buoni buonissimi e cattivi cattivissimi in cui non si vede una bomba, un ferito civile, una casa distrutta, NIENTE (tanto che guerra di Nizzi è rappresentata come una bella avventura alla rambo contro mostri cattivi senza il minimo danno alla popolazione civile), GLBonelli pur in una storia DAVVERO DI TEX ci mette... 1) La guerra che rompe amicizie consolidate e trasforma gli amici in nemici, nelle figure di Tex e Rod (una cosa che GL Bonelli deve aver vissuto personalmente, visto quanti amici e collaboratori hanno combattuto per Salò...) 2) Le forse armate che requisiscono le proprietà delle popolazioni che devono "difendere", come capita a Tex e a Damned Dick (pare poco, ma Nizzi non fa vedere manco questo, nessuno dei suoi soldati fa il minimo torto ad un civile del sud) 3) Che in un esercito, gli ufficiali stupidi e boriosi sono da ambo le parti, come mostra l'incontro con il borioso ufficialetto nordista di "quando tuona il cannone" (i nordisti di Nizzi essendo "i buoni" sono tutti eroi senza macchia, dei santi...) 4) Sempre in "quando tuona il cannone", si fa vedere un reparto sudista attaccare una fattoria per saccheggiarla (notare come GL Bonelli mostri SOPRATTUTTO l'effetto della guerra sui civili, mentre invece Nizzi troppo preoccupato dalla sua storia "gialla" e dal "mistero" su "chi avrà rubato l'oro" NON FA VEDERE IL MINIMO DANNO ALLA POPOLAZIONE CIVILE (a parte quelli minacciati, picchiati e derubati da Tex, ovviamente) 5) MANOVRE MILITARI! Il "Quando tuona il cannone", anche con l'ausilio di MAPPE, si parla di strategia, di battaglie, di linee di rifornimento, insomma di quelle cose tipiche della guerra che Nizzi IGNORA COMPLETAMENTE (il "suo" Tex vaga di qua e di là per organizzare un evasione, in un limbo senza distanze e senza geografia, e in cui della guerra se ne parla molto genericamente e "per sentito dire", tipo "lo sa che il generale Sherman è arrivano nel posto X? Abbiamo perso la guerra..." "oh perbacco, che disdetta...") 6) LA GUERRA. Quella che manca completamente nello stupido gialletto di Nizzi. In tutta "fuga da anderville" non si vede NEMMENO UNO SPARO che non sia indirizzato a Tex o ai suoi amici (o viceversa, che non sia sparato da Tex e i suoi amici). A parte loro, LA GUERRA NON ESISTE. Invece, GL ci fa vedere le battaglia. E ce le fa vedere due volte, nei due aspetti: prima, a pagina 16-30 di "Tramonto Rosso", ci fa vedere una brillante operazione "chirurgica" con un attacco di un reparto ad una città. Poi, quando siamo ben gasati per le gesta dei "nostri", dei "buoni"... vediamo Shiloh Church. Vediamo quello che Nizzi ci vuole nascondere, nella sua visione della guerra come una cosa bella che punisce i cattivi e libera i buoni senza il minimo danno collaterale (anzi, in fuga da andwerville è imperdonabile che non l'abbiano fatta prima, i sudisti razzisti andavano sterminati tutti decenni prima! Pulizia etnica, così si fa!!!) Vediamo gli effetti di una vera battaglia. Con le cannonate, con i cadaveri sparsi, cadaveri di gente innocente, arruolata a forza o perchè ha creduto alle bugie sull'"onore" e sulla "bandiera". E alla fine, Tex farà un solenne giuramento, che chiarisce il suo comportamento futuro: "che io sia dannato se d'ora in poi sparerò mai più un colpo su qualcuno che non sia un rapinatore o un ladro di bestiame o di cavalli" Terminando con "All'inferno le guerre! All'inferno tutti gli sporchi e pazzi politicanti che con le loro dannate chiacchiere seminano incomprensione e odio fra la povera gente" Più chiaro di così... Ecco, io spero tanto una cosa. Io DAVVERO spero che nessuno abbia mai fatto leggere a GL Bonelli "Fuga da Anderville" Perché non posso nemmeno immaginare cosa avrebbe pensato il pacifista e anarchico GL Bonelli, nel lerre un albo del suo Tex in cui TEX SI RIMANGIA QUELLA PROMESSA e per un sacco di pagine SPARA ALLEGRAMENTE SU SOLDATI DI LEVA. descritti come mostri assetati di sangue. Spero che almeno quell'oltraggio gli sia stato risparmiato. E che non abbia mai visto il suo Tex trasformato proprio in uno di quelli che esalta la guerra come una cosa che i "buoni" devono fare contro i "cattivi"... GL Bonelli era un uomo in anticipo sui tempi. Ha mostrato gli indiani come esseri umani in anticipo sul resto del fumetto italiano. E ha anticipato film contro la guerra come "Apocalypse Now" o "il cacciatore" Nizzi è uno che le mode le segue e non anticipa nessuno, ma anche lui è un uomo del suo tempo. Gli anni 80 erano gli anni di Ronald Reagan, gli anni in cui la guerra del Vietnam è stata "riscritta" nell'immaginario collettivo come una "guerra giusta" che gli eroici soldati USA hanno perso per colpa dei "politicanti di sinistra". Erano gli anni in cui Reagan sventolava la bandiera a stelle strisce e parlava della lotta contro "L'Impero del Male", gli anni di Top Gun. Quindi è vero che Nizzi fa una rappresentazione della guerra "più moderna". Una rappresentazione PIÙ ADATTA ad una generazione che non l'aveva vissuta sulla sua pelle, ma solo nei videogames spara-ammazza Quindi anche Nizzi anticipa un film che ha la sua stessa visione della guerra come uno scontro "uno contro tutti" fra buoni e cattivi dove i "buoni" uccidono solo malvagi subumani insegni di vivere, senza alcun danno per i civili. Questo film:
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  35. Parte prima. Gli anni novanta (1991 - 2000) Dopo aver disegnato la storia "L'uomo serpente" nel 1987, il disegnatore Letteri si vede assegnare due storie da un albo di GL Bonelli che erano rimaste nel cassetto e che in fase redazionale sono riviste e completate rispettivamente da Nizzi la prima e da Sclavi la seconda e tre albi di una storia per la serie regolare dell'esordiente (su Tex) Giancarlo Berardi che disegna in poco più di un anno tra il 1989 e il 1990. L'editore, che ha appena lanciato con successo il primo Texone, come è già successo con le tavole di Buzzelli, esita un buon momento davanti alla sceneggiatura dello sceneggiatore ligure e alla fine decide di ripetere l'esperienza dell'albo speciale lanciando quello che in redazione chiamano il balenottero e che Tiziano Scalvi ha ribattezzato Mini Texone, che è pubblicato nel dicembre del 1991 nel classico formato bonelliano ma con ben 348 pagine come supplemento al Tex Tre Stelle. Ai lettori è presentato come un albo fuori serie e "fuori dal comune" dove troveranno da un punto di vista grafico i rassicuranti disegni di Letteri mentre ai testi scopriranno l'interpretazione "d'autore" che di Tex ne ha dato il celebre creatore di Ken Parker, "uno dei soggettisti principi del fumetto italiano" per usare le stesse parole di Sergio Bonelli nell'introduzione contenuta nell'albo. Il soggetto riguarda la corsa alla terra in Oklahoma, un classico tema western che i lettori hanno potuto scoprire nel 1980 nel 162° albo della Collana Rodeo della Storia del West di D'Antonio. La copertina dell'albo è riciclata dagli Albi d'oro di Tex, più precisamente il 12° numero dell'ottava serie, probabilmente per i problemi di salute che affliggono in quegli anni il copertinista Aurelio Galleppini. Quando l'editore lancia il volume non ha intenzione di serializzare la collana come già sta facendo con successo con i Texoni, assai difficile è infatti trovare sul mercato degli autori di nome che conoscano bene Tex! Nel 1993 tuttavia la possibilità di dare un seguito al Mini Texone si materializza quando lo spagnolo Antonio Segura, tramite il disegnatore Ortiz che ha ultimato il suo Texone, entra in contatto con Sergio Bonelli. Nell'aereo che lo riporta in Spagna l'autore ha già l'idea del soggetto che scriverà e che riguarderà "I cacciatori di fossili", titolo di lavorazione della storia che è prevista però per la serie regolare, come lo saranno anche le tre successive pubblicate nella collana del Maxi. Il disegnatore è ovviamente l'amico Ortiz che si mette al lavoro già in quella primavera del 1993 con l'obiettivo di finirla per una pubblicazione prevista nel 1995. Il ritardo che si protrarrà di due anni, l'albo esce in edicola solo nel 1997, è dovuto principalmente allo stato della sceneggiatura che così com'è non è pubblicabile. Lo sceneggiatore spagnolo infatti conosce poco Tex, non sa nemmeno che è il capo dei Navajos, inoltre la sua storia si presenta lacunosa nei dialoghi, per questo motivo è revisionata profondamente in redazione da Decio Canzio. Il risultato finale resta distante da quella che è una storia canonica di Tex, questo motivo spingerà Sergio Bonelli a varare la collana del Maxi Tex nel novembre 1997. Ma andiamo con ordine. Nel 1993 anche Manfredi presenta il suo primissimo soggetto che poi diventerà la storia contenuta nel Maxi Tex del 2005. I lavori per lui vanno al rilento, la sceneggiatura è da lui completata solo nel 1996 e accantonata dall'editore che la darà a un disegnatore, l'argentino Repetto solo nel tardo 2000 dopo un accurato lavoro di revisione. Di questa storia parleremo più diffusamente nella seconda parte. No, nessun errore nel presentare la copertina del Maxi Tex del 2000 invece che quella de "L'oro del Sud", il maxi pubblicato un anno prima nel 1999. Il fatto è che il Maxi si compone di due storie, realizzate in due tempi distinti. La prima, "La collera di Tex" è una storia di Segura di due albi sempre pensata per la serie regolare che l'argentino Repetto finisce nel 1995. Ovviamente presenta gli stessi problemi della sceneggiatura de "Il cacciatore di fossili", per questo motivo sarà accantonata per cinque anni (anche perché il numero delle pagine non ne permette la pubblicazione su un balenottero). Quando la collana del Maxi è lanciata, Sergio pensa di pubblicarla su questo formato ovviamente corretta e revisionata, aggiungendovi una storia più breve, poco più di un albo di lunghezza, "Tres Cruces" che poi diventerà "Odio implacabile", che Segura sceneggia e che Repetto finisce di disegnare nel 1999, comunque troppo tardi per una pubblicazione nel 1998 che resterà infatti un anno scoperto! Il Maxi Tex "L'oro del Sud", 266 pagine, nasce probabilmente anche questo per la serie regolare ed è richiesto a Segura nel 1997, mentre vede ai disegni ancora una volta Ortiz. In effetti il primo vero e proprio Maxi Tex commissionato da Sergio Bonelli come tale è quello che Nizzi scrive per Repetto nel 1998, intitolato "Rio Hondo", che sarà pubblicato solo nel 2002. Nel gennaio del 1999 Mauro Boselli inizia invece a lavorare per Font sul Maxi Tex "Nei territori del Nord Ovest" che finirà di sceneggiare esattamente due anni dopo: anche questa storia era inizialmente prevista per la serie regolare. Si riparlerà di entrambe solo nella seconda parte. Ritornando a "L'oro del Sud" la storia è come sempre godibile, ma lo sceneggiatore si conferma quello più lontano dal modello offerto da GL Bonelli, stavolta con un battello corazzato abbandonato nel cuore di una palude nella cui stiva giace un tesoro di lingotti che suscita la cupidigia di due uomini dagli ideali contrapposti: un ufficiale sudista e un seguace del Ku Klux Klan. Se qualcuno degli utenti ha qualche aneddoto da aggiungere riguardante le storie di questa prima parte, non si faccia pregare per intervenire!|
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  36. Caro Diablero, senza ironia, mi sei davvero simpatico, perché mi ricordi un carissimo amico d'infanzia, Giuseppe, ormai trapiantato in America da anni ma che sento ancora, il quale, appena conseguita la patente, mi invitó a fare il primo giro con lui alla guida dell'auto prestatagli dal padre. Facemmo un bel giro (prudente e perció rilassante) di un paio d'ore fuori città, quando a un certo punto il motore si spense in una stradina di paese. Il mio amico, colto e preparato come ne ho conosciuti pochi ma alquanto schematico e metodico anche nelle cose più empiriche e quotidiane (per questo il soprannome che gli avevamo dato era "Sharp", dal nome della marca di calcolatrici che a scuola a quei tempi andava per la maggiore), aprí il cofano e diede sfoggio di tutte le nozioni tecniche apprese a scuola guida: spinterogeno ok, cinghia ok, liquidi ok, alternatore ok... Non sapendo più che pesci pigliare, spingemmo la macchina a bordo strada e andammo in un bar lí vicino per telefonare a suo padre. Giuseppe aveva già cominciato a snocciolargli tutte le articolate diagnosi che aveva fatto, quando il padre lo interruppe e gli chiese: "La benzina ce l'hai messa?". Era una di quelle vecchie auto (una Talbot) che non avevano ancora la spia della riserva ma solo la lancetta, che evidentemente per lui era solo una stanghetta di plastica. . Ecco, aneddoto di simpatia a parte, caro Diablero, il tuo difetto comunicativo (scusa se mi permetto la paternale) é che se un forumista (io o chiunque altro) esprime un'opinione, per es. dice che la storia gli é piaciuta, che la trama é gradevole, che Tex é il vero Tex o qualunque altra considerazione secondo il SUO gusto e la SUA percezione, tu non puoi dargli dell'incompetente o dell'incapace perché SECONDO TE é evidente, scientifico, oggettivo che la trama é fallace, che Tex non é Tex, che l'autore ha sceneggiato una boiata, ecc... Tu giustamente porti le evidenze a sostegno della tua tesi, lui porta le sue, ci possono essere interpretazioni differenti dello stesso passaggio ma alla fine non é che tu debba pretendere di avere la ragione assoluta "perché é evidente, é lí scritto, basta leggere!" e gli altri sono tutti incapaci di intendere qello che scrivi. Almeno le elementari credo che su questo forum le abbiamo fatte tutti (non che i tuoi post siano elementari, ma le elementari bastano per leggerti). Se ci sono posizioni diverse, tutte con ugual dignità, é perché quella storia o quel passaggio offre effettivamente chiavi di lettura diverse, si puó concordare o dissentire, ma mai travalicando il rispetto per il pensiero altrui, essendoci insindacabile soggettività in ogni libera opinione. La rigorosa dimostrazione scientifica e deterministica di teoremi e formule lasciamola alla fisica, alla geometria, alla chimica... Qui parliamo di fumetti, cioé di fantasia, emozioni, suggestioni, passione! E poi, lo diceva addirittura il sommo fisico-matematico Stephen Hawking: "Nell'universo nulla é perfetto, perché la perfezione semplicemente non esiste". Chiudo anch'io qui questo simpatico OT, sebbene di OT non ci vedo nulla, visto che si é parlato di una comparazione tra Quercia Rossa e Felipe, nonchê tra i rispettivi Tex. Sempre con simpatia e rinnovata stima e alla prossima, caro Giusep... ehm... Diablero!
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  37. Pignoli per pignoli, non era una moneta ma una banconota, e non ci trovo nulla di strano che un esperto borseggiatore riesca nella sua impresa, tanto più che Tex ha la guardia abbassata vista la situazione tranquilla. Non è questione di avarizia, ma di amor proprio e cocciutaggine. Il Tex di Glb ha messo a ferro e fuoco saloon per molto meno. Il fatto che cada nella trappola così ingenuamente non piace neanche a me. Ma lo considero un particolare abbastanza irrilevante, vista la sua ininfluenza nel prosieguo della storia. Messa così, la scena è molto banalizzata. Certo che si sarà vista un altro milione di volte, nel cinema e nel fumetto e nei cartoni animati e nei romanzi. Ma importante è anche la regia, i tempi, le inquadrature, i dialoghi: in questo senso, io non ricordo la scenetta divertente e banale che racconti tu, io ricordo una sequenza invece adrenalinica e al cardiopalma, una delle piu avvincenti della saga, tanto da restare scolpita nella memoria. E se, come dici tu, è trita e ritrita, ciò non toglie che sia efficace, che sia un pezzo di bravura di sceneggiatore e disegnatore che, poco dopo, propongono un'altra scena bellissima: quella della caccia alla balena. Anche qui non c'è nulla di originale, ma l'importante non è solo che si racconti qualcosa di inedito; è importante anche il modo di raccontare, la capacità di emozionare il lettore. Se dovessimo fare attenzione alle scene tratte dal cinema, o viste e riviste, potremmo anche evitare di leggere Tex, o almeno dovremmo guardare con un altro metro molte sue storie: ne Gli Invincibili, le scene più belle, quella della processione e quella del massacro finale, sono prese di peso da Il mucchio selvaggio, ma nessuno si sogna dire che Boselli ha copiato situazioni già viste: è fondamentale vedere come la scena viene incastonata nel racconto, come viene narrata, quale funzione ha nella storia: per questo Gli Invincibili è un capolavoro. E lo è anche La Congiura, a mio modo di vedere.
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  38. Non conosciamo il nome di quasi nessuno di noi, ma il tuo viso letteriano, quello civitelliano di Ymalpas, le lettere con scudo e corona di tanti altri pards, i loro avatar colorati, sono quasi "volti" in carne e ossa, tanto bene ormai li conosciamo e tanto li identifichiamo con gli utenti che vi stanno dietro. Non conosco le vostre voci, ma è come se potessi sentirle tramite le vostre parole scritte, tanto più che gli stessi stili sono spesso riconoscibili, come hai detto tu, quasi fossero dei "timbri vocali" virtuali a noi ben noti, che possono suscitarci un sorriso o anche, talvolta, un moto di fastidio. Sono visi e voci che incarnano l'identità delle persone che ci sono dietro, e dopo tanti anni si può parlare, come hai fatto tu, di "quasi affetto". E' importante poter avere un luogo come questo, in cui accalorarci per una nostra comune passione, in cui entrare e "staccare" un po' dalle logiche del mondo esterno, immergendoci in una dimensione "altra" in cui diventa importante, quasi fondamentale, la cronologia della vita di Tex, con quante donne è andato a letto Carson, quanto Nizzi e Boselli abbiano cambiato la saga, ecc. Fiumi di parole, un po' (o un po' troppo) da nerd, che però spendiamo a piene mani, riuscendo finanche a incacchiarci per cose così futili eppure così importanti, per noi, in quel momento, e il fatto che uno la pensi come noi o ci dia addosso ci porta ad andare avanti nella discussione, e il tempo passa e le parole scritte si sprecano, tanto che non è raro che, sul finire di un messaggio o di una serie di messaggi, ci si renda conto di aver passato su questi lidi decine di minuti, quando magari crediamo di essere stati sul forum solo pochissimo tempo. Finanche il tempo di dilata, in questa dimensione "altra", dove non dobbiamo pensare alle ansie che quotidianamente ci attanagliano, sostituendole con altri furori, aventi ad oggetto GLB o Nizzi o Boselli o Ruju, la fedeltà al canone o l'infedeltà alla realtà storica, e cose così. Cose deliziosamente futili nelle quali però ci mettiamo noi stessi, a parlare tra di noi e a chiamarci con nomi improbabili ma quanto mai evocativi, come per l'appunto Ulzana, Paco, Diablo, Sam, Mister P e via dicendo. Questo per dire che il forum è ormai parte di me, siete, tutti voi, parte delle mie giornate. Una parte minoritaria, ma spensierata. E forse è per questo che non riesco a non pensare a Ulzana da quando ho saputo la notizia, nonostante non lo conoscessi davvero. Ho letto il bell'articolo di Bosco su Baci e Spari, il tributo di Facebook di Pallino, il messaggio che Borden ha postato qui e poi anche sul sito della SBE. Un Appassionato con la A maiuscola, che in passato ha scritto apprezzati articoli e che, in ultimo con la storia del Color, ha lasciato qualcosa a Tex. Incredibile la coincidenza del suo giorno finale con l'uscita in edicola della sua storia. Potrebbe apparire romantica, quasi un'ideale staffetta tra la sua persona e una sua eredità che comunque resterà per sempre, immortalata in un albo di Tex, ma di fronte a una simile tragedia, alla scomparsa di un ragazzo di 38 anni così vivo e che ha saputo in vita coltivare in maniera così felice affetti e passioni, non c'è romanticismo che tenga. Non c'è lieto fine, come dice Borden, c'è solo una grande tragedia per lui e per la sua famiglia, e una grande amarezza che colpisce anche noi che pure non lo conoscevamo: ci colpisce come compagni di forum, ci colpisce come appassionati di Tex in merito ad un autore morto nello stesso giorno del suo esordio in edicola, ci colpisce come esseri umani di fronte all'inaccettabilità di una vita che si spegne troppo, troppo presto. E' la prima volta che muore, almeno per me, un utente del forum. Questa dimensione "altra" fino ad oggi mi è sembrata sempre immune dalle brutture della vita reale, qui si parla di un West fantastico, di favole per adulti, non c'è spazio per la realtà. Con la morte del nostro pard, la vita reale ha fatto irruzione anche nel forum. L'ha contaminato. Mi sembra addirittura assurdo che tutto continui così, come se nulla fosse. Mi sembra assurdo scriverci: so che è un'idea sbagliata, non la difendo, è solo ciò che provo in questo momento.
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  39. Grazie, è sempre un piacere vedere confermata la mia osservazione sul fatto che quelli che non tollerano la minima critica a Nizzi sono sempre quelli che iniziano le flames con attacchi personali! Ma porcogiuda, TU LE LEGGI LE STORIE O GUARDI SOLO LE FIGURE??? Guarda, ti rinfresco la memoria, visto che stai difendendo a spada tratta una storia che nemmeno conosci! In questa tavola, vediamo Mefisto fuggire al galoppo, da CASA SUA, che si trova allo sbocco del passaggio segreto dov'è Tex. in pratica qui Mefisto sta fuggendo con Tex direttamente alle sue calcagna. Ha liberato però prima i topi, Carson e gli altri hanno pochi minuti di vita prima di venire divorati Quindi Tex non può avere passato 20 ore a perquisire la casa, sente SUBITO i pard, e va a liberarli. Mefisto cavalca al galoppo senza preoccuparsi di lasciare tracce facilmente visibili sull'erba fuori pista, ma quanta strada avrà fatto in un minuto o due? Tex libera rapidamente i pards, e lo DICE! ESPLICITAMENTE! CHE NON NE SEGUE LE TRACCE. E dice che dopo averli portati a disinfettare i morsi (cosa che possono fare anche da soli o essere accompagnati dallo sceriffo. E che dopo NON CERCHERÀ MEFISTO, CERCHERÀ UNA BOTTIGLIA! Poco dopo, viene confermato dai dialoghi che Tex non l'ha nemmeno cercato, e si è dato per vinto, con MEFISTO (Mefisto, non l'ultimo fuorilegge scalcinato) che non aveva nemmeno cinque minuti di vantaggio! E Kit? Kit non vuole ritrovare Mefisto, Kit "è curioso di conoscere Lily" perchè gli hanno detto che è un gran pezzo di g.... Ora, appurato che difendi storie che nemmeno conosci, e ribatti a vanvera ai miei post senza nemmeno controllare se dico cose vere, da vero "fanatico nizziano" che dà per scontato che qualunque cosa negativa sul tuo idolo sia falsa... ...vorrei ribadire che è estremamente frustrante avere a che fare con interlocutori simili! per rispondere a qualcuno che spara cazzate a vanvera spendendoci pochi secondi, io devo sprecare un sacco di tempo a preparare le immagini, caricarle, etc Per una cosa che UN INTERLOCUTORE ONESTO CONTROLLEREBBE DA SOLO! Ma non è una cosa nuova, avviene da ANNI. SEMPRE. È l'UNICA tattica che i nizziani conoscono: vista l'ovvia impossibilità di difendere l'indifendibile, e in totale assenza di argomentazioni, mirano semplicemente a sfiancare l'interlocutore costringendolo a spendere troppo tempo a confutare balle, fino a "far capire a tutti" nel forum che se vuoi vivere tranquillo, non ti puoi permettere di criticare Nizzi...
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  40. Mi pare il minimo! E poi in ginocchio sui ceci a chiedere perdono alla Regina della Notte! Per me è proprio il mistero che avvolge i due avversari a rendere indimenticabile questa storia, costruita tutta sulle atmosfere e non sull'intreccio. Qualunque spiegazione non potrebbe che banalizzarli. GL Bonelli sapeva una cosa molti autori attuali hanno dimenticato: che un mistero è sempre più affascinante della sua soluzione! Ovvio che un lettore attuale, abituato a vedersi spiegato tutto tre volte, rimanga spiazzato, si aspetta fino alla fine che ci sia uno spiegone finale che chiarisca ogni mistero... e non c'è! Cosa spinge Mitla? Odio. Si vede chiaramente che odia quella tribù Apache, anche nella diversa maniera in cui parla di loro con disprezzo ("quegli stupidi apache") rispetto ai bianchi. Lei e Guaimas hanno "antichi rifugi sulla Sierra Madre", ma sono venuti lì solo per uccidere più Apache possibile (e lì Mitla ha scoperto le rovine del tempio di Esmeralda, con i suoi fiori maledetti, e anche questo è un mistero: sono legate o le ha scoperte per caso?). Ma perché quest'odio? Vendetta personale per qualcosa che le hanno fatto? Ma nessuno la riconosce, e come si vede dal fatto che non cambia aspetto dopo la morte, come tante streghe viste prima nella saga, indica che è DAVVERO giovane: una ragazzina ma con poteri notevoli, che ha viaggiato fino a lì per uccidere più indiani possibile e poi ritornare agli "antichi rifugi". Perché "antichi"? Forse è una vendetta ancestrale, forse il torto subito da parte degli Apaches risale a generazioni precedenti. E anche lo strano "cappello finale", tutte quelle pagine dedicate alla conversazione fra lo stregone e il Morisco, dopo che tutti i "cattivi" sono stati eliminati, da una parte prolunga la strana atmosfera della storia, come un incubo da cui ci si risveglia lentamente, dall'altra mostra la distanza che c'è fra lo Stregone e il Morisco, che è uomo di scienza (e si capisce che GL Bonelli sta dalla parte dello stregone, mentre le spiegazioni "scientifiche" del Morisco suonano insufficienti e inadeguate, mentre il corpo del Diablero sta bruciando vicino a loro. Ma c'è anche la descrizione di altri assalti, altri omicidi, altri "diableri". Fanno intuire una vendetta senza fine, generazione dopo generazione. Ci sono stati altri Diableri, altre regine della notte. Altre forse ce ne saranno in futuro. Mosse dall'odio verso di loro, per cose che non ricordano più. Come una terribile maledizione che si abbatte su di loro generazione dopo generazione, ancora più spaventosa per il fatto di non conoscerne la ragione. E per quanti Mitla sia malvagia, è comunque una ragazza praticamente disarmata che affronta i quattro pard con la sua astuzia e le sue conoscenze. E si dimostra molto più pericolosa di tanti altri avversari di Tex. È una partita mortale fra lei e Tex giocata TUTTA sull'intelligenza. Tex non può affrontarla con sganassoni o estraendo più rapidamente di lei. Lei non sa niente di loro, nemmeno chi sono, non sa che sono loro ad aver sconfitto Esmeralda, sa solo che sono un pericolo per lei e Guaimas. Anche i pards non sanno nulla di lei, non avendo nemmeno incontrato lo stregone il Morisco. Diventa una sfida di astuzie e deduzioni. Lei che uccide la loro guida per rallentarli, nascosta tanto da risultare praticamente invisibile. Tex che deduce dove si è nascosta e la fa seguire. Lei che non si fa fregare a scopre di essere seguita, e fa un nuovo agguato, sventato dalla prudenza di Tiger. Fa perdere le sue tracce con un percorso rischioso e assurdo, e Tex la segue lo stesso. Li fa assaltare dai lupi, e come si salva Tex? Con l'intelligenza, prima prevedendo l'attacco e trovando un punto in cui difendersi, e poi sfruttando la scarsa intelligenza dei lupi per attirarli in trappola (anche questo è un elemento ricorrente nella storia, Mitla sembra essere estremamente intelligente, ma deve servirsi di animali e di Guaimas, guidati dall'istinto, che soccombono davanti all'intelligenza dei pards, del Morisco e dello stregone) E poi una nuova astuzia, con il sabotaggio del ponte, e Tex che ancora non si ferma, piuttosto che tornare indietro prosegue a piedi, implacabile. Mitla non viene sminuita dal fatto che passa gran parte della storia a fuggire. A conti fatti, è una ragazza disarmata contro i quattro pards + un ufficiale dell'esercito. E li mette più volte in scacco. La sua letalità viene sottolineata più volte (e l'ufficiale paga molto caro l'errore di sottovalutarla), e alla fine, nella sua ultima fuga verso il tempio in rovina, meditando vendetta ritiene di poter uccidere i pards, a distanza, con un rituale e dei fiori. Qui GL Bonelli non solo ci fa capire quanto sia davvero potente e quanto l'odio l'abbia resa imprudente nell'affrontare personalmente i suoi nemici, ma anche che la corsa finale di Tex e pards per prenderla non è una caccia ad un avversario ormai sconfitto, ma è, anche se non lo sanno, davvero una corsa per la loro vita. Alla fine, la morte di Mitla è un altra scena magistrale del vecchio Bonelli (che quando scriveva queste storie aveva 63 anni, ed invece di fossilizzarsi era suo periodo più innovativo e migliore). Che la "cattiva" di sesso femminile non potesse essere uccisa dai pards era ovvio (anche se Tiger ci tiene a dire che lui non si farebbe problemi.. grande Tiger, oggi si scandalizzano se si azzarda a tagliare teste... è chiaro che l'editore non glielo avrebbe permesso). Poteva fuggire (così c'era un altra arcinemica buona per altre tot avventure, in cui magari "svelare i suoi misteri"), ma Bonelli all'epoca aveva tante buone idee che non aveva bisogno di riciclare gli avversari (e infatti sono rarissimi i "ritorni"...), o magari poteva cadere vittima di qualche forma di "giustizia poetica" come tante altre cattive di storie precedenti, uccisa da una sua trappola o da una sua arma. O poteva suicidarsi per non essere catturata, come Eugenia Moore o Satania. No. Mitla scivola. Fa un piccolissimo errore, per la fretta, per la rabbia, tante volte in precedenza ci era stata federe affrontare i pericoli di quella stanza sotterranea, Bonelli aveva ripetuto più volte come si muoveva con cautela, e qui ci fa vedere cosa rischiava ogni volta, avventurandosi da sola in quella palude scivolosa infestata di serpenti velenosi. Un piccolo errore, non giustizia divina ma un istante in cui la sua terrificante sicurezza mostra uno spiraglio di umanità. Mitla muore perché, nonostante tutti i suoi poteri, la sua rabbia, le sue conoscenze, è umana e fa un errore. E la sua fine la rende sempre più umana, mentre la vediamo arrancare, al buio (il disegno ovviamente non può mostrare il buio, avremmo la vignetta completamente nera, ma la sua torcia si è spenta ed è in un sotterraneo). non vede dove va, inciampa, chiede aiuto per salvarsi, prima alle potenze delle tenebre, e poi, futilmente, al fratello già morto. Per tutta la storia non l'abbiamo vista fare altro che odiare e uccidere, nonostante il suo aspetto abbiamo visto quanto sia spietata, potente e pericolosa, e NON È assolutamente uno di quei "villain" in chiaroscuro, dall'infanzia difficile e dalle mille scuse che ci fanno vedere oggi. Eppure, quando questa spietata e malvagia ragazzina dal cuore nero muore, non possiamo non essere tristi, alla fine siamo nel buio con lei a sperare che ce la faccia a raggiungere quella danna borsa della medicina che ha lasciato all'ingresso... Una storia tutta d'atmosfere e di emozioni, in un atmosfera da incubo e da racconto horror, in cui alla fine nessuno sembra davvero "vincere" e provi pietà per la spietata assassina. un altro esempio della straordinaria potenza di questo media, il Fumetto, nel trasportarti nelle vicende che racconta, quando è fatto da autori bravi.
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  41. Perché io sono come Margherita che, come tutti sanno, ama i colori, metto un piccolissimo contributo personale, dato che la tavola merita ampiamente il trattamento.
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  42. REGOLAMENTO Il regolamento che - rammentiamo - avete accettato al momento dell'iscrizione esprime anche il dovere di tener conto delle regole specifiche interne e delle regole che vedete qui di seguito elencate, così come delle sue opportune modifiche! Relazioni Utenti - Forum Prima di avviare nuove discussioni, accertarsi che non ne esistano già di dedicate a quell'argomento; a tal fine si può utilizzare il pulsante "Cerca", utile per tutte le aree del forum. Ogni discussione dev'essere in primo luogo un contributo alla crescita del forum: ciascuno è libero, e anzi incoraggiato, ad esprimere il proprio parere nei confronti di una storia o di un autore/disegnatore, lasciando un commento personale che non può che essere soggettivo, ma sempre nel rispetto dei gusti e delle opinioni di chi apprezza o ammira quel particolare testo o scrittore ed in generale del presente regolamento. I titoli delle discussioni devono sempre poter permettere di capire il contenuto della medesima (titoli del tipo Leggete qui! ,... non saranno ammessi! ) Gli insulti rivolti agli autori (sia di Tex che dei singoli interventi presenti in questo forum) non saranno tollerati, la pena che verrà applicata equivarrà ad una sospensione immediata per una durata minima di un mese. Le critiche, anche le più accese, non devono necessariamente trasformarsi in inutili trivialità. E' assolutamente vietata la presenza di ingiurie e frasi razzistiche o altre, che possano offendere la sensibilità altrui. Chi scrive è tenuto a utilizzare un linguaggio corretto, evitando un uso di abbreviazioni e rispettando l'ortografia dei termini (evitare per esempio "perké", "xché" o "xké" al posto di "perchè"). Evitare i quote a catena e ricordarsi di citare soltanto il minimo indispensabile. Evitare di postare messaggi nella medesima discussione in intervalli troppo brevi (avete tempo 5 minuti - per utenti e cowboy/girl, di più per gli altri gruppi - da quando avete postato il vostro messaggio per modificarlo, al che per poter anche aggiungere qualcosa che avevate dimenticato). I moderatori che uniranno i vostri messaggi provvederanno anche a rivalutare il vostro contatore dei messaggi! L'OT (off topic) è accettato nelle aree di minor impegno, ed assolutamente non permesso nelle aree di Tex salvo se esse permetteranno d'aprire una nuova discussione sensata, come complemento di quella nella quale ci si è permessi tale OT, il quale risulterà essere quindi parzialmente ON. Nota 1: esempio di messaggi definibili SPAM "Questa storia è bellissima/bruttissima." (motivazione: io, semplice lettore esterno, non ho nessuna possibilità di capire il motivo; semplice impressione di colui che ha scritto il giudizio, e magari della prima storia che ha letto? Oppure è in relazione ai disegni? O è la trama che l'ha portato a quel dato giudizio? E perchè?) "Voto 1/2/3/4/...". Secondo me si poteva fare meglio" (motivazione: cosa avrebbe cambiato l'autore di questo messaggio? Quali erano le sue idee?) "Le mie critiche erano rivolte ad alcuni numeri un po' deludenti" (motivazione: quali? Sarebbe interessante saperlo, in quanto potrebbe anche aiutare a stilare un'eventuale lista delle preferenze) Altri esempi potranno esser inseriti man mano... Nota 2: Sanzioni. Tali messaggi spam definiti nella nota 1 verranno o cancellati o "censurati" ed il contatore dei messaggi per il singolo utente verrà rivisto in base alle modifiche! Nel caso di SPAM / OT troppo presenti: 1a ammonizione: nessuna sanzione reale. Non verranno ammesse repliche o discussioni nella discussione ove sia presente l'intervento di moderazione. Esse potranno esser fatte nell'apposita discussione: Chiarimenti tra utenti e staff. I moderatori potranno cancellare queste ripicche al fine di tener pulito il forum. 2a ammonizione: l'utente verrà allontanato per 1 settimana 3a ammonizione: allontanamento di un mese 4a ammonizione: allontanamento definitivo Relazioni Utenti - Utenti Niente ripicche pubbliche tra utenti. Per eventuali problemi ci sono i messaggi privati, validi anche per contattare le "alte sfere" o nella discussione Chiarimenti tra utenti e staff. I messaggi contenenti tali interventi subiranno la stessa fine che quelli contenenti OT e/o SPAM, e gli autori le medesime sanzioni. Qual'ora voleste chiarimenti ad un atto di moderazione non fatelo nel thread dove il moderatore ha agito ma sotto Mi piacerebbe aver chiarimenti... Rammentiamo inoltre che i messaggi postati in tale forum sono di carattere personale (se ciò non fosse il caso leggere il punto riguardante il copyright), ciò esclude a priori una eventuale responsabilità di amministratori e moderatori, così come implica il rispetto delle idee altrui: Esempio: "Secondo me l'autore X non sà scrivere". Per l'autore di tale messaggio sarà così, e forse per un altro no... essendo un'opinione dunque... rispettatela! Relazioni Utenti - Membri Staff (aggiunta del 06.02.2009) Sino ad oggi i membri staff non erano "tutelati" dalla mancanza di rispetto nei loro confronti ed ancor meno vengono presi seriamente gli inviti a rispettare il regolamento. Avendo ciò creato alcuni problemi, questo forum si vede costretto ad inserire una regola in tal senso: Chiunque oserà mancare di rispetto o sfidare pubblicamente un membro dello staff od una sua decisione, si vedrà preclusa la facoltà di accedere al forum per un periodo minimo di due settimane. Questo forum non vuol certamente essere un covo di dittatori, ciò significa che per i chiarimenti avete la possibilità di usufruire della sezione Chiarimenti tra utenti e staff. Chiunque potrà chiedere nella discussione Mi piacerebbe aver chiarimenti... di parlare privatamente (con la mia supervisione al fine di garantire imparzialità e toni corretti) con un utente. Sia un membro dello staff con un utente "problematico" che un utente con un membro staff "troppo rigido/incomprensivo/...." Relazioni Utenti - Autori di Tex presenti nel forum a ) Gli autori sono ospiti speciali del forum (V. I. P. ). Sono moderatori delle loro sezioni personali e sono liberi di rispondere o meno alle domande dei lettori in base al tempo che hanno a disposizione (non vige alcun obbligo in merito a loro interventi). b ) Nelle altre sezioni del forum gli autori partecipano come utenti V. I. P. e si impegnano a rispettare le norme di comportamento esplicitate nel presente regolamento. c ) E' ammessa una sana, leale, lecita critica nei confronti degli autori e della loro opera creativa. La critica può essere espressa in termini anche duri, ma non deve essere mai gratuita, sleale, offensiva o colpevolmente indisponente. Gli utenti hanno il diritto di esprimere le loro opinioni alle storie rammentandosi che dietro ad ogni albo c'è lavoro e tempo e che esiste un legame tra l'autore e l'opera. Agli autori è richiesto di riconoscere che con la pubblicazione dell'albo la storia diventa "pubblica", soggetta quindi anche a critiche negative. d ) Gli utenti che, per deliberato intento, siano artefici di messaggi che per la loro natura gratuita, sleale, offensiva o colpevolmente indisponente - ovvero messaggi ostentatamente critici, eccessivamente caustici e sarcastici - si presentano esplicitamente lesivi dell'opera creativa, della professionalità dell'autore, ecc incorrono nelle sanzioni di cui al punto e ). e ) Sanzioni. La violazione della norma riportata al punto c ), come esplicitata al punto d ), comporta la cancellazione dei messaggi ritenuti inappropriati senza nessun preavviso o successiva notifica. Il trasgressore incorre invece in misure sanzionatorie che a seconda della gravità possono comportare un richiamo scritto o un ban temporaneo fino a 30 giorni. Gli utenti che con il loro comportamento provocatorio sono invece assimilabili a fomentatori di polemica nei confronti degli autori incorrono in un ban definitivo. Relazioni Forum - Copyright L'utente che volesse postare del materiale protetto da copyright è invitato a farlo con parole proprie. Se tuttavia ciò non fosse possibile, è richiesta la segnalazione seguente: Copyright: tutti i dati in possesso (Autore, data, pubblicazione con dati correlati) SPOILER L'utilizzo degli spoiler è auspicabile per le frasi che rivelano parti importanti della storia. Essi sono però anche "interruzioni" nella lettura lineare dei post. Ciò significa che se ci sono 3 o più spoiler, è consigliabile inserire tutto il commento sotto uno spoiler unico: in questo modo un lettore saprà già che leggendo quell'intervento potrà venir a scoprire molte parti importanti. 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  43. Ho sempre pensato che fosse uno schiavo fuggiasco (non necessariamente uno schiavo della famiglia Walcott). Quando John lo incontra lo conosce già, e infatti gli dice di andare a nascondersi negli alloggi della servitù per non farsi vedere da Leslie, che magari lo avrebbe rimbrottato per avergli dato ospitalità. Non è una sagoma, è un emblema. Il paradigma dello schiavo senza diritti, dimesso e spaventato, che grazie a Tex si libera dalle catene. Prima nella scena del saloon, poi con la scelta del suo sacrificio. Può indignarti, a me emoziona. Qui mi sento di accogliere una sola obiezione, che è quella di cui abbiamo più volte discusso con Letizia: quello che lascia Tom a morire non è Tex. A me non guasta la storia perché ho sempre pensato che la situazione fosse disperata e tornare indietro avrebbe significato vanificare il gesto di Tom. Ma capisco e accolgo le obiezioni in questo senso. Tex ha sempre preso il comando, figuriamoci con un ragazzo così dimesso come Tom. Per te lo è e qui non voglio metterci becco. Hai troppa più cultura di me perché io mi senta di ribattere su questo punto. Io non ci avevo capito nulla fino alla fine. Per me non era stratelefonato. Ma io non ho letto tanto quanto te, non ho la tua cultura, se a te sembra stratelefonato avrai le tue ragioni. Con me la storia ha funzionato anche nel suo elemento giallo, che tuttavia è solo un accessorio: il giallo qui è l'ultima cosa, la storia parla di amicizia, di schiavitù, di affetti familiari, di rimorso. Il giallo è solo cornice, non contenuto. Non ne posso più di questo punto. L'ho contestato ogni volta. Ho detto che in una storia a fumetti è convenzione che si incontrino più i cattivi che ti creano problemi che non i buoni che ti accolgono. Magari nel loro peregrinare per il Sud qualche anima pia l'avranno incontrata, ma non era essenziale farla vedere ai fini della trama. Ho citato il soldato sudista amareggiato per la sorte che tocca ai cadaveri dei morti ad Anderville, ho citato i soldati sudisti che aiutano Tom con il cavallo imbirizzarito (lo fanno perché devono sgombrare la strada, ma non trattano male il ragazzo), ho citato Leslie come personaggio positivo. Che vuol dire "alla frutta"? Intendi dire che è una mia invenzione volta a risponderti in questo trhead? Una mia forzatura fatta apposta per poter ribattere? Se è così, puoi andare a leggere (ma vivamente te lo sconsiglio ) il mio articolo sul TWM scritto molti anni fa, prima che il nome di Diablero venisse a tormentare i miei incubi : scrivo esattamente le stesse cose. Leslie è un uomo retto, un idealista, un vero soldato. Nonostante questo suo codice d'onore, in qualche modo vi contravviene per tentare di salvare suo cugino John, al quale comunque è legato e vuole bene. Quindi niente frutta per me, grazie. E' semplicemente il mio modo di vedere le cose, legittimo quanto il tuo. Sul rinnegare Tra due Bandiere sono ancora più stanco del punto sopra. Non risponderò per l'ennesima volta, concedimelo, anche perché è domenica mattina e mia moglie mi chiede di uscire ALT. Qui ti rispondo per le rime. Nell'agosto 2022 sei stato sospeso perché TU avevi perso le staffe, trattandoci come minus habens e sputando veleno in maniera davvero violenta. Quindi ora non fare il santarellino. Stavolta il flame è stato scatenato da quel mio post in cui IO ho perso le staffe e te ne do ragione, ma non rigirare la frittata: alcuni tuoi post sono stati CANCELLATI tanto erano violenti (nei confronti di Nizzi ma la discussione davvero trascese in maniera incontrollata) e per questo non si possono più ritrovare. Non sei tu l'anima pia e noi i beceri che mandiamo in vacca la discussione. Stavolta l'ho fatto io, e chiedo scusa pubblicamente a tutto il forum. Se i moderatori vorranno prendere qualche provvedimento, lo accetterò perché ho perso le staffe. Voglio solo dire una cosa a mia discolpa: stavolta non ho perso le staffe solo per FDA. Ero indispettito già dai toni sulla Tigre Nera, e non per le critiche alla storia in sé, che trovo anche condivisibili, ma per espressioni usate da altri utenti (non da te stavolta) che ho trovato offensive. Poi quegli utenti hanno cercato di rigirare la frittata indignandosi e andandosene, cosa che mi dispiace, ma non hanno colto il mio richiamo a NON UTILIZZARE EPITETI OFFENSIVI. Perché sennò la gente si incacchia e si scatenano i flames. Io ho finito su questa storia. Mi piaci troppo come utente per avere davvero l'intenzione di litigare a piè sospinto con te ogni volta. Su FDA e sul tuo modo di vedere Nizzi non andremo mai d'accordo, ma la cosa brutta è che sei ripetitivo su questo punto e costringi anche gli altri (almeno me) a fare altrettanto. Le obiezioni mie postate oggi qui sono le stesse di due anni fa e di un anno fa. Basta. Me so scucciato. Spero di riuscire non ricascarci più. Nel frattempo, spero di aver fatto capire cosa auspicherei, in termini di toni, atmosfera e offese velate o manifeste. Sono io che mi impegno a non alimentare più questo circo e tendo la mano, oltre che a te, a @PapeSatan che mi piacerebbe ritornasse da queste parti. Buona domenica.
    5 points
  44. CONTIENE SPOILER Le prime tavole sembrano proporre la solita storia di una faida tra due famiglie confinanti, a cui poco dopo si aggiunge l'elemento dei ladri di bestiame: due temi classici, che forse non sono estranei alla destinazione di questa sceneggiatura su un Maxi. Pensateci bene: da quant'è che sulla regolare non leggiamo una storia classica, una storia western old style? Forse, tali tematiche sono considerate talmente demodé da non poter più trovare asilo tra le pagine del mensile, e allora ecco che interviene il nostro bel Maxi, per giunta disegnato anche lui da un artista demodé, non fosse che per gli anni sul groppone, ad accogliere a braccia aperte questi "scarti di produzione". Più tardi, al "festival dell'ordinaria amministrazione" si aggiunge anche, del tutto avulsa peraltro dal resto della storia, la scena del regolamento di conti nei confronti di un baro, con l'unico elemento inconsueto nel protagonista di questa che resta tutto sommato una bella parentesi, Kit Willer al posto del già notissimo baro Tex. Il ritorno sui binari principali di questa avventura è cupo, con la morte del giovane figlio di Alan Foster: un uomo, quest'ultimo, tutto d'un pezzo, un duro e anche uno dei due contendenti della faida, quello tuttavia destinato a giocare la parte del "buono" agli occhi del lettore: la morte di suo figlio colpisce quindi, sia per le modalità con cui avviene che per le successive scene originate da questa giovane vita spezzata: la madre distrutta dal dolore e i sensi di colpa del cowboy Dixon, uno degli uomini di Templeton. Più volte Ruju indugerà sui rimorsi di quest'uomo, rimorsi che avranno un risvolto concreto nel finale. Nel frattempo Templeton, l'altro contendente, esce allo scoperto assoldando la posse di Cougar, protagonista di una bella parte in occasione dell'uccisione del ladro di bestiame Corrigan: sorridente, gioca al gatto col topo in maniera spietata e poi si fregia con Tex di stare dalla parte della legge. A proposito di legge, altrettanto riuscita è la scena della deposizione dello sceriffo McKay, anch'essa ordita dall'anima nera Templeton. E sempre a Templeton è legata un'altra bella sequenza, quella in cui Carson (che bello vederlo agire una volta tanto senza Tex!) va a parlargli in tutta franchezza di quello che potrebbe accadere se il ranchero si mettesse contro i pards. Il gran finale, in cui i vari nodi di questa avventura si sciolgono, l'ho trovato sbrigativo e un po' confusionario, non all'altezza del resto della storia. Non tale tuttavia da compromettere la riuscita di quest'albo, che con le sue tante belle sequenze e il suo ritmo frenetico si aggiunge ad una ormai nutrita schiera di bei Maxi scritti da @PRuju, che qui cito appositamente per fargli pervenire i miei più sentiti complimenti per l'ennesima bella prova su questa pubblicazione. Già, il negletto Maxi. Disegnato spesso da Diso e Cossu. Eppure i loro Maxi, grazie soprattutto alla penna di Ruju (ma anche Nizzi e Manfredi non se la sono cavata male), sono stati tra le cose più belle lette negli ultimi anni, e credo di non esagerare se dico che mi sono piaciute moltissimo storie come Il Ponte della Battaglia, Caccia a Tiger Jack, Dopo la Tempesta, Il Boss di Chicago. Storie ordinarie, d'accordo, ma scritte bene, texiane, senza fronzoli o grandi velleità ma comunque oneste, robuste, solide, appassionanti. Le storie vanno lette per essere giudicate. Certo, la pregiudiziale sui disegni la capisco. Ma a parte il fatto che anch'essi mi sono parsi tutto sommato adeguati, a mio parere resta apprezzabile una casa editrice che non lascia a terra nessuno, che trova sempre un posticino per coloro che meritano riconoscenza per quanto fatto in passato, che hanno contribuito anch'essi, nel loro piccolo, a mandare avanti la baracca di questo piccolo miracolo italiano. E se il maestro Diso, con tutta la sua veneranda età, non vuole saperne di andare in pensione, e trova ancora autori disposti a scrivergli belle storie e curatori a pubblicargliele, ebbene sappia che trova anche lettori pronti a sciropparsi quei gloriosi e stanchi segni, con affetto e - storia permettendo - gusto.
    5 points
  45. TEX WILLER MAGAZINE 21 Questa volta ci sono voluti quasi due anni di lavorazione e il risultato dei nostri sforzi è tutto in queste pagine che da sempre offriamo gratuitamente ai lettori del nostro forum, a pensarci su da ormai quasi quindici anni. Starà a voi giudicare, come sempre, della bontà del nostro lavoro. I lunghi tempi ci raccontano di una realizzazione travagliata per la pandemia, una naturale stanchezza, la difficoltà di sempre che è stata quella di reperire delle buone penne che si aggiungano al nucleo ormai storico e coeso della nostra redazione che è andato formandosi in quest'ultimo lustro. In quest'occasione, per questo numero 21, abbiamo però avuto dei ritorni eccellenti, come l'esperto di matite e chine Mario Cobuzzi (che ci parla delle tavole del Texone di Boselli e Villa) e l'avvocato Carlo Monni, che tutti conoscete (e che prospetta nel suo articolo il futuro di Mefisto, avvolto ancora come sapete in dense nubi). Per il momento non è previsto un numero 22, motivo per cui il nostro Direttore Filippo Galizia, (autore di quattro tra i più interessanti articoli contenuti nel Magazine) non conclude il suo editoriale con il suo consueto arrivederci alla prossima uscita... In effetti, per noi, sempre più oneroso e dispendioso di energie è diventato ormai il compito di garantire delle nuove uscite che siano all'altezza dei precedenti, molto apprezzati, nostri numeri. Come quello di Mefisto anche il futuro della nostra rivista non ci è ancora del tutto chiaro. L'edizione del numero 21 beneficerà anche questa volta di una edizione cartacea, in numero limitato e a un costo come sempre comprensivo delle spese materiali di produzione e spedizione, che i nostri lettori interessati possono già da questo momento prenotare scrivendo al nostro indirizzo mail magazine@texwiller.ch dove sono benvenuti anche i vostri commenti e le vostre osservazioni. Il numero 21 troverà presto spazio nel forum nella sezione dei downloads dedicata proprio alla rivista ufficiale del forum, per il momento, in attesa del suo caricamento, è disponibile con un click sul sito che ci ospita da sempre di mediafire dal quale è scaricabile semplicemente con un click. L'indirizzo per poter scaricare la rivista è il seguente: Ancora una volta voglio concludere questo mio messaggio con un invito a tutti voi di esprimere liberamente le vostre opinioni, anche quelle negative, che saranno ovviamente per noi per l'ennesima volta una fonte di miglioramento per i lavori del futuro. Dalla redazione del Tex Willer magazine, a nome di cui parlo, vi auguriamo buone feste e una buona lettura in compagnia di Tex e del nostro:
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  46. Eh, magari i continui paragoni con GLB non interessano o vengono considerati ormai stucchevoli, anche. Con questo non sto dicendo che non va sempre tenuto il piede sul personaggio originale, ma i tempi cambiano, così come le tecniche narrative e soprattutto cambiano gli sceneggiatori. Non ritengo che Ruju non conosca Tex e non abbia nulla a che spartire col personaggio. Anzi, Ruju conosce molto bene Tex. Il problema che ha sempre avuto è che non è in grado di costruire storie epiche e spesso si accontenta. Fino a qualche anno fa gli riconoscevo anche la capacità di non scrivere mai storie davvero pessime, mantenendosi su standard sempre accettabili. Purtroppo negli ultimi anni ha collezionato qualche caduta molto fragorosa e il mio giudizio è peggiorato. Ma qui, a me pare tornato su livelli ottimi, anzi superiori a quasi tutte le sue storie. Scrivesse sempre così io sarei molto soddisfatto. La vivisezione è certamente un modo come un altro di giudicare le storie, ma non lo condivido.
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  47. Opinione legittima, ma smentita molto facilmente semplicemente prendendo ad esempio le due collane "Tex" e "Tex Willer": dire che "esiste un solo tipo di continuity" implica che DEVONO avere lo stesso tipo di continuity, visto che per te NE ESISTE UNO SOLO, no? Credo che l'esistenza di diversi tipi di continuity sia PLATEALMENTE OVVIO semplicemente leggendo fumetti diversi. Non voglio ripetere tutta la trattazione più precisa fatta nel post precedente, ma ci sono personaggi inseriti in un contesto storico-geografico in cui le loro storie sono datate e poste in una cronologia precisa (Storia del West, Ken Parker, Tex Willer, I Protagonisti, Magico Vento), altri per cui non solo questa cosa non si fa, ma sarebbe IMPOSSIBILE (provaci tu a inserire 800 albi di Tex in un paio d'anni per impedire che i personaggi invecchino troppo), per esempio In realtà l'ha data, anche se vaga e non molto precisa. Tex ha conosciuto Tesah una decina di anni prima, quando era già in giro per il west. E se guardi i disegni delle prime storie, non è certo raffigurato come un giovanotto. Direi che il Tex delle prime storie di GL Bonelli indicativamente dovrebbe avere fra i 25 e i 35 anni, anche se non viene mai indicata un età esatta. Anche dopo la nascita di Kit si può continuare a considerare quell'età per le prime storie, visto che un Kit quattordicenne non farebbe comunque invecchiare troppo Tex. La necessità di "ringiovanire" il Tex di quelle prime storie è dovuta al voler infilare anche gli avvenimenti di "fra due bandiere" DOPO "il totem misterioso", e quindi far passare molto più tempo fra quella storia e la nascita di Kit. Dipende. Proprio dal fatto che... CI SONO DIVERSI TIPI DI CONTINUITY! Come hanno fatto con "Gasoline Alley"? Semplicemente i personaggi sono invecchiati in tempo reale. (il 14 febbraio 1921 su Gasoline Alley appare Skeezix, un neonato abbandonato sulla porta di Walt Wallet che era il protagonista della serie. Nel giugno 1942 Skeezix, ormai maggiorenne, si arruola per combattere nelle II guerra mondiale. Oggi, Gasoline Alley è ancora pubblicato. Skeezix ha più di 100 anni, la sua madre adottiva è morta nel 2004, e dopo aver trovato Skeezix ha avuto altri figli che a loro volta hanno avuto figli. Anche Skeezix si è sposato (con Nina) e ha avuto figli, nipoti e pronipoti. E Gasoline Alley prosegue. Come hanno fatto con i Paperi? L'ho spiegato qualche post fa. La continuity nei paperi esiste (da quando sono arrivati Qui Quo e Qua Paperino vive con loro, non può dire che vive da solo. Da quando è apparso Paperone ha uno zio ricco, e ha un cugino fortunato, Gastone, che è sui rivale per l'affetto di Paperina. Nessuna di queste cose c'era all'inizio. Quando è apparso Gastone era solo un cugino antipatico, è solo dopo che è diventato fortunato, e ancora dopo ha iniziato a fare la corte a Paperina. Ma non c'è un "eccesso di continuity" perchè le storie possono essere ignorate: si possono fare storie di Paperino dove non è Paperinik. Si possono fare storie dove non esiste Paperoga. Ci sono storie italiane dove Paperone e Nonna Papera sono fratello e sorella, ma Don Rosa le ha totalmente ignorate. È la maniera più semplice ed efficace di trattare la cosa. Ci sono tantissime soluzioni per ogni tipo di continuity. L'unica per cui è vero quello che dici è la continuity stile Marvel: da una parte tutto deve essere successo, dall'altra i personaggi non possono invecchiare e il tempo non può passare (mi sto riferendo solo alla versione attuale, ovviamente,con Stan Lee il tempo passava praticamente "in tempo reale", Peter Parker fa tre anni di superiori in 3 anni, Franklyn Richards ha circa tre anni circa tre anni dopo l'albo in cui nasce, etc.) È una visione molto limitata della retcon, e anche qui, i FATTI ti smentiscono tranquillamente: ci sono Retcon volume per una gran varietà di ragioni (se ne è parlato recentemente nel forum persino con l'autore!), mica solo fatte "per errore"... anzi, direi che quelle fatte per errore sono più l'eccezione che la regola. Un esempio lo citi anche tu... In "nueces valley" Boselli ha spostato il ranch dei Willer di centinaia di miglia a sud est. Non è stato un errore, ma una decisione dovuta alla maggiore precisione "storica" che ha voluto dare all'albo (e poi successivamente alla serie Tex Willer). Si potrebbe forse dire che allora "l'errore" l'ha fatto GL Bonelli, ma non mi pare sensato dire nemmeno questo: GLBonelli scriveva un fumetto in cui queste "necessità storiche" non c'erano, e andava bene così. Scusa, ma questa "ricostruzione storica" non corrisponde per nulla alla storia reale dei fumetti! Ti ho già fatto l'esempio di un fumetto IN STRETTA CONTINUITY e IN TEMPO REALE dal 1920 (Gasoline Alley), se vuoi ne posso aggiungere quanti altri ne vuoi. Prince Valiant è in stretta continuity dagli anni 30 (e anche lì Valiant è invecchiato e si sono viste le avventure delle generazioni successive), Terry e i Pirati di Milton Caniff era in strettissima continuity con un cast di decine di personaggi. Anche fra i supereroi, PRIMA che la Marvel prendesse persino quel nome, c'era già continuity nelle storie di Superman, Batman, Wonder Woman. Se in una storia arrivava la cugina di Superman, poi nelle storie successive cresceva e poi ancora in una storia successiva iniziava ad agire come Supergirl. Addirittura abbiamo crossover fra eroi appartenenti ad "universi" e continuity separate che viaggiano fra un mondo e l'altro prima del numero 1 dei FQ! ("Flash of two worlds") Le innovazioni di Stan Lee non hanno NULLA a che vedere con il concetto di "continuity"! (era molto più innovativo il fatto che fossero ambientate a New York, per esempio) Oltretutto, visto che stiamo parlando di vari tipi di continuity.... COME CAVOLO DOVREBBE ESSERE FATTO UN FUMETTO PRIVO DI CONTINUITY? Un fumetto totalmente privo di qualunque continuity (cioè di qualunque "continuità" nella narrazione) non deve assolutamente tenere in minimo conto quello che è stato pubblicato nei numeri precedenti. Esistono? Sì, ma sono serie totalmente diverse da quelle con protagonisti ricorrenti. Sono le serie di "liberi" autoconclusivi pubblicate da Intrepido, Monello o Lanciostory. Rimanendo in ambito Bonelli, parliamo di Un Uomo Un Avventura o Le Storie. Se invece hai una cosa tipo Zagor, dove nel numero 1 Zagor incontra Cico e nel numero dopo CICO C'È ANCORA (e c'è pure ancora Zagor), allora certo che c'è continuità narrativa! La continuity non l'ha inventata la Marvel! Esisteva già ai tempi dell'"Odissea" (che riprende la continuità narrativa dell'Iliade...) Altre inesattezze: Boselli stesso ha negato che il suo romanzo sia "canonico" per la serie, e la serie Tex Willer seguirà una cronologia diversa... Riguardo alla famigerata "retcon" della guerra di secessione... posso dire che le ipotesi che si fanno allegramente a destra e a manca sulle "ragioni" mi sembrano campate per aria? E qui rispondo anche a Poe: Da quel che so GL Bonelli scrisse "Tra due bandiere" dimenticandosi che Tex aveva già partecipato alla Guerra civile, non lo fece apposta per effettuare una retcon (oltretutto a che scopo? In quel periodo Tex non aveva una sua continuity, ogni storia era staccata l'una dall'altra e Tex e i pards erano sempre uguali a se stessi). Secondo me, sbagliate entrambi! Alcuni punti fermi: 1) Trovo molto improbabile che GLBonelli si fosse "dimenticato" della guerra di secessione: le storie iniziali di Tex erano continuamente ristampate e la ristampa gigante di quegli albi era avvenuta non più di dieci anni prima, inoltre proprio in quel periodo GL Bonelli stata riprendendo un sacco di trame dell'epoca (riprese la morte di Lilith, fece riapparire un personaggio di contorno apparso in "fuorilegge", fece tornare Montales dopo decenni, etc. Credo che quando un autore fa una scelta, PRIMA di considerarlo distratto o smemorato bisognerebbe vedere se quella scelta può avere motivazioni o scopi precisi. Allo stesso tempo 2) Dubito molto che GL Bonelli abbia fatto quella retcon per adeguare meglio la storia di Tex alla Storia: se ne è sempre fregato, e oltretutto.... è proprio "Fra Due Bandiere" che INCASINA in maniera assurda la storia di Tex, che altrimenti sarebbe molto più semplice... No, credo che vi sfugga una cosa, forse perchè è plateale, troppo evidente, e non ci si riflette. Il fatto che Tex all'inizio di "Fra due Bandiere" sia un tranquillo e pacifico allevatore, e non un ranger o un fuorilegge, è perfettamente funzionale al TIPO DI STORIA CHE VOLEVA RACCONTARE. Mentre Nizzi nella sua sopravvalutatissima "fuga da Anderville" racconta una favoletta di buoni buonissimi contro cattivoni cattivissimi, in cui la guerra non fa nemmeno una vittima civile e non c'è manco un muro sbreccato (e Tex fa discorsi retorici in cui esalta la guerra dicendo che combatterà fino alla vittoria finale dei buoni), GL Bonelli con "fra due bandiere" vuole parlare soprattutto dei DANNI ALLE VITTIME INNOCENTI CAUSATI DALLA GUERRA. Non solo Rod. Si vedono soldati razziare e depredare povere donne. Si vedono semplici soldati di leva massacrati a migliaia. Per una storia come questa, TEX DEVE ESSERE UN CIVILE COME GLI ALTRI. Una persona tranquilla (per quanto possa esserlo un attaccabrighe come Tex...) che sta cercando di campare con un lavoro onesto (fateci caso, è l'UNICA storia di Tex scritta da GL Bonelli in cui Tex lavora davvero per guadagnarsi da vivere. Ne "il passato di Tex" lavora prima nel ranch e poi nel rodeo ma non dà mai l'impressione di farlo per soldi). E ha un gruppo di amici. GL Bonelli vuole farci vedere l'effetto PRATICO di una guerra civile, come quella che LUI HA VISSUTO (fuggendo all'estero e in pratica dovendo chiudere la sua attività commerciale come editore). Il gruppo di amici si rompe, quando la retorica guerrafondaia spinge Rod contro gli altri. I militari arrivano a rubargli le bestie (come non vedere un parallelo con le bande nazifasciste che depredavano i contadini nella pianura padana? Mia madre ancora si ricorda la paura che aveva allora ogni volta che passavano a portare via qualcosa...), praticamente entro le prime pagine Tex e Dick perdono ogni cosa! Io credo che questa fosse una storia "speciale" per GL Bonelli, e che abbia per questa storia deciso di usare Tex in una veste "diversa", coscientemente, non per errore, e per l'effetto che ha nella storia, non per velleità fanzinare. In generale, credo che bisognerebbe smetterla di assumere praticamente per scontato che GL Bonelli fosse ingenuo, o che scrivesse sempre la stessa storia, o una qualunque della altre sciocchezze sparse da Nizzi e da fanzinari e pseudo-critici cecati. Più rileggo le sue storie più vedo quanto senso avessero le sue scelte. GL Bonelli era bravo. Rassegnatevi!
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  48. Il fumetto è arte e nelle forme artistiche in genere la tecnica è importante ma non fondamentale, così come l'appartenenza a un genere artistico. Un'opera può essere tecnicamente ineccepibile ma vuota, inversamente può suscitare fortissime emozioni sebbene non ortodossa dal punto di vista squisitamente stilistico. Conta più la tecnica o le emozioni? Ognuno ha le sue idee in proposito ma non esiste una legge suprema in merito. Tutto è soggettivo. "Fuga da Anderville" presenta alcune pecche ed è fuori dai canoni? Lo ammetto, ma non è l'unico episodio a esserlo nella lunga saga di Aquila della Notte, ma rispetto a molte altre storie simili, emoziona e commuove. Non è perfettamente texiana? Pazienza, nessuna di Nolitta lo è e anche alcune di Bonelli (vedi Apache Kid) hanno un finale amaro con Tex sconfitto, quindi che senso ha tutto questa vivisezione vignetta per vignetta? Quando assistetti al concerto di Knopfler, non sono stato a controllare la singola nota sbagliata (che può capitare) o criticato il suo modo di suonare autodidatta che non si sposa perfettamente con le tecniche chitarristiche propriamente dette, mi è bastato immergermi nelle splendide sensazioni donatami dai suoi assoli e mi sono lasciato cullare dalla magia sprigionata dalle sue sei-corde. Non capisco nulla di musica? Può essere, ma chi se ne importa se ho sognato due ore a occhi aperti? Se poi qualcuno preferisce lambiccarsi il cervello con diecimila congetture e appunti tecnici, libero di farlo, ma lasci sognare in pace chi vuole godere di un'opera d'arte per ritemprare lo spirito e stingere le ansie e le preoccupazioni del quotidiano vivere.
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  49. Io francamente non vedo in questa storia dei colpi di scena fini a sé stessi. Vedo un solido racconto western, classico che più non si può (ma non è un male) tra banditi e bounty hunter canaglia, ma con in più le donne schiavizzate e traumatizzate da tanta violenza. I pensieri di Gillian, i suoi tormentati ricordi, non aggiungono nulla alla trama; sono tuttavia un approfondimento del dramma della donna, ed è bello e significativo che Tex, come di consueto fine psicologo, riesca a cogliere i neri pensieri dietro i momenti in cui la donna appare assorta, tanto da riuscire a dirle di dimenticare. Ma la donna, pur forte come è, non può dimenticare, e d'altronde la sua bellezza la porta nuovamente ad essere considerata come un oggetto da bramare, sia dal fuorilegge complice del suo ex compagno che dal cacciatore di taglie. È sempre una preda, Gillian, costretta a subire le bramosie lussuriose degli uomini e a stare zitta per amore della figlia, finché non arriva un cavaliere senza macchia e senza paura che, non senza qualche difficoltà, la porta finalmente in salvo. Banditi, bounty killer, donne da salvare. Il West più classico, condensato in poche e ben scritte pagine. Il tutto in un numero fuori collana che propone una storia balneare il cui intento è, dichiaratamente, quello di intrattenere sotto l'ombrellone. E ci riesce egregiamente, ed anzi non capisco sinceramente come si faccia a trovarla così piatta. La figura delle donne brutalizzate, i tarli nella testa della madre, la sua reazione nella cupidigia del denaro, pur sporco di sangue: ma cosa deve fare un autore per non scrivere una storia considerabile piatta, soprattutto considerando le poche pagine messegli a disposizione da una storia "estiva"?
    5 points
  50. Grazie @Don Fabio Esquedae a quanti hanno espresso la loro solidarietà. Anche se le condizioni del mio papà sono quelle che sono me lo tengo ben stretto fino a quando sarà possibile. Spesso non occorre vedere con gli occhi o parlare con la bocca ma è sufficiente stringere una mano e accarezzare un viso. Anche se non ci siamo mai "incrociati" nel forum, mi fa piacere rileggere un tuo post. Leggendo vecchie discussioni, in particolare i commenti alle storie meno recenti, leggevo spesso il tuo nome accanto a quello di altri che oggi non vedo più (compreso il povero Ulzana). Curioso anche il motivo di questa tua pausa, ovvero.... non c'è un motivo preciso Mi associo all'invito del buon @Leo a tornare in prima linea sul fronte texiano!
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