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TWF - Tex Willer Forum

[511/512] Ritorno A Culver City


bressimar
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Voto alla storia  

49 members have voted

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La storia, forse un po' verbosa, in sè considerata non è male; alla valutazione positiva contribuiscono in misura determinante i sontuosi disegni di Civitelli.

 

Molto emozionante è, a mio giudizio, la scena in cui Tex e Kit fanno visita al ranch di famiglia e alle tombe di Ken e Mae Willer. Anzi, i sentimenti che quelle vignette suscitano fanno dimenticare le incongruenza topografiche di cui si è parlato qui e in altro topic (http://texwiller.ch/index.php?/topic/4808-tex-willer-n-1-4-vivo-o-morto/page/23/&tab=comments#comment-153851).

Di minor impatto, anche perché sostanzialmente estranea allo sviluppo della vicenda, è invece la visita alla tomba di Sam Willer.

 

Gli è che, a parte quanto noto in ordine al soggetto proposto da Civitelli e alle modifiche da questo subite, si sarebbe potuto valorizzare meglio il ritorno di Tex in luoghi a lui strettamente collegati; invece, a parte le scene di cui ho detto e i riferimenti a Tom Rebo, ne è venuta fuori una vicenda che avrebbe potuto essere ambientata dovunque.

 

In sostanza, l'occasione è stata, a parer mio, sprecata.

 

 

Edited by F80T
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<span style="color:red;">7 ore fa</span>, F80T dice:

La storia, forse un po' verbosa, in sè considerata non è male; alla valutazione positiva contribuiscono in misura determinante i sontuosi disegni di Civitelli.

Molto emozionante è, a mio giudizio, la scena in cui Tex e Kit fanno visita al ranch di famiglia e alle tombe di Ken e Mae Willer. Anzi, i sentimenti che quelle vignette suscitano fanno dimenticare le incongruenza topografiche di cui si è parlato qui e in altro topic (http://texwiller.ch/index.php?/topic/4808-tex-willer-n-1-4-vivo-o-morto/page/23/&tab=comments#comment-153851).

Di minor impatto, anche perché sostanzialmente estranea allo sviluppo della vicenda, è invece la visita alla tomba di Sam Willer.

Gli è che, a parte quanto noto in ordine al soggetto proposto da Civitelli e alle modifiche da questo subite, si sarebbe potuto valorizzare meglio il ritorno di Tex in luoghi a lui strettamente collegati; invece, a parte le scene di cui ho detto e i riferimenti a Tom Rebo, ne è venuta fuori una vicenda che avrebbe potuto essere ambientata dovunque.

In sostanza, l'occasione è stata, a parer mio, sprecata.

 

Sono daccordo. Se non sbaglio la vicenda doveva essere imperniata sul figlio sconosciuto di Sam Willer, ma Sergio Bonelli si oppose e si ripiegò sul figlio adottivo di un ex giudice.

Mi aspettavo anche un parente di Tom Rebo come cattivo, invece abbiamo avuto un perfetto sconosciuto.

Come dici bene tu, una occasione sprecata.

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Aggiungo che all'epoca dell'uscita del primo albo mi impressionò favorevolmente la camicia rosa che Kit Willer sfoggia in copertina.

 

Tale giudizio positivo permane a distanza di anni. Non mi dispiacerebbe, infatti, se il giovane Willer mutasse, quanto meno nei colori, l'abbigliamento, che a me ricorda un po' troppo Arlecchino. L'alternativa potrebbe essere la camicia rossa che lo riveste in Tex 500.

 

Ho verificato che se ne parlò su questo forum un decennio addietro ( http://texwiller.ch/index.php?/topic/2711-le-divise-dei-pards/&tab=comments#comment-57003 ), ma l'idea fu in generale respinta dagli utenti.

 

 

In proposito, sarebbe bello se il mitico @cvilla volesse raccontarci di come è nata l'idea della camicia rosa, perché ha poi ritenuto di non coltivare la novità e se su tale decisione abbia inciso un eventuale riscontro negativo da parte del pubblico.

  • +1 1
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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

La camicia rosa non si può vedere.

Spero solo ad una svista nella coloritura quando la copertina è andata in stampa.

 

No. Idea di Villa.

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<span style="color:red;">51 minuti fa</span>, borden dice:

Villa voleva che la camicia di Kit fosse così. Ancora adesso ogni tot ci prova.

Certo che la camicia di colore rosa non risulta gradevole, ma anche la camicia giallo/rossa con pantaloni verde pisello sono un pugno nell'occhio.🤧

IO opterei per pantaloni marroni o Blue jeans e camicia rossa oppure Blu , sarebbe più aderente al vestiario dell'epoca. 

Mi sembra che tale intervento sia stato fatto per Tiger , che prima vestiva degli improbabili pantaloni viola e casacca verde smeraldo 😃

 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, borden dice:

Villa voleva che la camicia di Kit fosse così. Ancora adesso ogni tot ci prova.

 

Grazie. Si tratta di parole che interpreto come una pietra tombale sulla possibilità di variare, quanto meno nel colore, l'abbigliamento di Kit. Un po' mi dispiace

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<span style="color:red;">13 minuti fa</span>, Letizia dice:

TexMen0511a.jpg

Anche questo verde , non è male 🤩

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, ciro dice:

Anche questo verde , non è male 🤩

Sicuramente meglio della rosa.

<span style="color:red;">37 minuti fa</span>, F80T dice:

 

Grazie. Si tratta di parole che interpreto come una pietra tombale sulla possibilità di variare, quanto meno nel colore, l'abbigliamento di Kit. Un po' mi dispiace

Scusa, ma non ho capito, potresti spiegarti meglio? 

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, ciro dice:

Anche questo verde , non è male 🤩

Su un paio di pantaloni arancio così chiaro, ci sta bene solo un colore scuro e il verde è l'ideale.

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<span style="color:red;">59 minuti fa</span>, Loriano Lorenzutti dice:

Scusa, ma non ho capito, potresti spiegarti meglio? 

Tra le righe dell'intervento di Boselli leggo che non c'è alcuna intenzione di cambiare l'abito di Kit Willer, nonostante i tentativi di Villa.

Scelta legittima, ovviamente. Ma che mi dispiace un po' perché io invece l'abito multicolore di Piccolo Falco lo gradisco poco.

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Più che altro non si capisce perchè portino sempre lo stesso vestito. Hanno solo quello o ne hanno 200 tutti uguali alla riserva? Tipo Paperino che ha 30 bluse tutte uguali, Carson apre il suo armadio (vabbè) alla riserva e dentro ci sono 22 vestiti con le frange, mentre Tex ha 35 camicie gialle e Kit 81 vesti coi bottoni e i colori di arlecchino.

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Io i colori attuali della camicia di Kit non gli sopporto proprio, visti  di schiena Tex e Kit non si distinguono, a questo punto preferisco il rosa viola di Villa. A me ai vecchi tempi piaceva molto la copertina Ai ferri corti con la camicia di Kit azzurra.

  • +1 1
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<span style="color:red;">16 minuti fa</span>, valerio dice:

Più che altro non si capisce perchè portino sempre lo stesso vestito. Hanno solo quello o ne hanno 200 tutti uguali alla riserva? Tipo Paperino che ha 30 bluse tutte uguali, Carson apre il suo armadio (vabbè) alla riserva e dentro ci sono 22 vestiti con le frange, mentre Tex ha 35 camicie gialle e Kit 81 vesti coi bottoni e i colori di arlecchino.

E' una tradizione di tutti i fumetti , avere un costume tipico . All'inizio fu utilizzato per consentire al lettore di riconoscere il personaggio ( Superman, flash, Batman,...) e si è conservata questa Consuetudine. In casa Bonelli mi sembra che l'unico che abbia tentato in parte di svincolarsi da questa tradizione sia stato Martin Mystere.

Tornando a Kit Willer ho sempre pensato che i colori migliori, anche per distinguerlo dal Padre, siano Blue jeans e Casacca con bottoni colo rosso granato, lasciando il foularino al collo verdino. Vedere il personaggio con quei colori "arlecchino"  lo ridicolizza 🤣 e lo rende ancora il più impacciato  tra i quattro. Nel passato sulle Copertine spesso variavano il colore della camicia di Tex:  spesso Rossa,  senape, bianca ed anche azzurra , ... da anni ormai il giallo è 😂inostituibile ! 

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E' solo da Yellow Kid che i personaggi dei fumetti vestono sempre allo stesso modo

e con la marea di disegnatori che si sono avvicendati senza mai dare una fisionomia definitiva

l'abito è l'unica cosa che abbiamo a disposizione per capire chi stiamo guardando!

 

44 minuti fa, Piombo Caldo dice:

Da dire che mi piacerebbe vedere ogni tanto anche nella serie principale un Tex con la camicia rossa.

 

 

 

 

Abbiamo avuto una grande occasione per vedere Tex in camicia rossa proprio nel numero 700:

io non ci avrei mai sperato, nei restanti numeri a cambiare sarebbe solo il colore in copertina!

<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Letizia dice:

TexMen0511a.jpg

 

Come si fa a capire che il personaggio in primo piano è Kit Willer o un qualunque John Smith?

Edited by Dix Leroy
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La camicia di Kit con i bottoni mi piace di un solo colore e dato che i pantaloni sono verdone ci sta bene solo il vinaccia o il bordeaux. 

Se deve essere gialla, sia tutta gialla, non giallo rossa.

Visti di spalle, Tex e Kit, anche con la camicia gialla, a volte si riconoscono, dipende dal disegnatore se fa il dietro intero ( Tex) 

o con lo sprone basso (di solito è riservato a Kit).

 

All' inizio il colore era solo nelle copertine, per cui nelle storie essendo bianco/nero non si notava.

Adesso con i color la camicia giallorossa di Kit effettivamente è un pugno negli occhi (oltretutto con bandana a quadretti verdi).

 

Questo ragazzo ha bisogna di qualche donna che lo consigli nel vestire!

Sempre con quei "rusteghi" di padre e zio, non è per niente elegante!

Edited by Betta 53
corretto errore ortografia
  • Haha (0) 1
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<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Dix Leroy dice:

Come si fa a capire che il personaggio in primo piano è Kit Willer o un qualunque John Smith?

Si può dire la stessa cosa della copertina originale.

Ma chi diavolo è quel tipo con la camicia rosa?

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<span style="color:red;">11 ore fa</span>, F80T dice:

Tra le righe dell'intervento di Boselli leggo che non c'è alcuna intenzione di cambiare l'abito di Kit Willer, nonostante i tentativi di Villa.

Scelta legittima, ovviamente. Ma che mi dispiace un po' perché io invece l'abito multicolore di Piccolo Falco lo gradisco poco.

Grazie.

<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Betta 53 dice:

All' inizio il colore era solo nelle copertine, per cui nelle storie essendo bianco/nero non si notava.

Adesso con i color la camicia giallorossa di Kit effettivamente è un pugno negli occhi (oltretutto con bandana a quadretti verdi).

 

Questo ragazzo ha bisogna di qualche donna che lo consigli nel vestire!

Sempre con quei "rusteghi" di padre e zio, non è per niente elegante!

Su questo hai perfettamente ragione.

<span style="color:red;">9 ore fa</span>, Dix Leroy dice:

 

Come si fa a capire che il personaggio in primo piano è Kit Willer o un qualunque John Smith?

Beh dopo quasi 60 anni che leggo Tex,  ci riesco, suvvia.

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  • 3 months later...

Avventura che non avevo letto a suo tempo, e che ho recuperato in questi giorni. Leggendo gli interventi precedenti, viene da domandarsi come sarebbe stata la storia se fosse stata utilizzata l'idea originaria di Civitelli di renderne protagonista il figlio di Sam Willer. A mio avviso, sarebbe potuta entrare tra gli albi "fondamentali" per la storia del nostro ranger, come "il passato di Tex" o il Maxi "Nueces Valley".  Forse, con la nuova guida editoriale, l'idea, giudicata all'epoca troppo fuori dai canoni, sarebbe passata. Chissà...

Detto questo, si tratta comunque di una storia valida, sorretta anche dai disegni magistrali di Civitelli, a mio avviso il migliore, con Villa, tra i nuovi disegnatori che si sono avvicendati successivamente a Galep e agli altri "storici".  La scena della visita al ranch dei Willer e alle tombe dei genitori di Tex tocca vette di lirismo, grazie soprattutto ai disegni, piuttosto che ai dialoghi, non essendo questi ultimi particolarmente ispirati.

Per quanto riguarda la storia di Nizzi, il giudizio è comunque positivo, anche se alcuni passaggi mi hanno lasciato perplesso: ad esempio, in tutta la mia "carriera" di lettore texiano,  non avevo mai visto un Tex che reagisce alle infamanti accuse di un furfante come lo sceriffo Braddox dicendo "un momento, lasciatemi spiegare", con tanto di botta in testa successiva (questa sì, già vista e molto "nolittiana"). Devo dire che per un attimo ho temuto anche quando più avanti si è presentato l'improvvisato vice-sceriffo (memore del nizziano cinturone slacciato ne "le iene di Lamont"), ma per fortuna qui Nizzi ha tirato fuori il Tex che conosciamo ("adesso sono io la legge a Culver City").

Per concludere, 8 ai disegni di Civitelli e 7 alla storia.

Un ultima osservazione sulla camicia rosa di Kit nella copertina del primo albo: a mio avviso,  la scelta fa risaltare drammaticamente e in modo realistico il sangue che scorre dalla ferita alla spalla: non sarebbe stato lo stesso con una camicia gialla. Detto questo, dopo tanti decenni, un cambio di look per Kit Willer ci sta tutto: non con il rosa, possibilmente, ma, ad esempio, con un azzurro tipo jeans, come mi pare che qualcuno abbia già suggerito sopra, e dei pantaloni della stessa tonalità.

Edited by Jim Brandon
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Secondo me, trattasi di una avventura di tutto rispetto, benché non si possa certo parlare di capolavoro. Anche io provo un pizzico di rammarico al pensiero di quel che avrebbe potuto essere se, in luogo del giovane e simpatico Pat Henderson, ad essere accusato dell'omicidio del figlio di Tom Rebo fosse stato un ipotetico nipote di cui Tex ignorava l'esistenza: non so se avremmo potuto parlare di storia "fondamentale" nella saga texiana (giacché l'esperienza ci insegna come non basti certo un colpo di scena come la scoperta di un parente sconosciuto - o, più prosaicamente, il ritorno di un amico/nemico storico - affinché una storia risulti memorabile), di certo sarebbe stato un elemento che avrebbe fornito a Nizzi ulteriori spunti da sfruttare. Ma forse, al tempo la proposta fu bocciata poiché effettivamente un po' troppo in stile Beautiful, di certo non conformissima agli standard di allora. 

 

Parlando di quel che è stato, a me è comunque parso passabile l'escamotage adoperato per far sì che Tex tornasse a Culver City, ossia la richiesta del padre di Pat, giudice prossimo al gran passo. Peccato, da una parte, non aver potuto "apprezzare" il figlio di Rebo da vivo, mentre personalmente non mi è dispiaciuto Max Marley, almeno fin quando escogita il piano per far passare la morte di Tex e Kit (e con loro Par Henderson) per una disgrazia, piano che - non fosse stato per il tempestivo intervento di Carson e Tiger - sarebbe certamente riuscito in pieno, ed avrebbe forse resistito anche ad una inchiesta federale. Tuttavia, fallito tale piano, Marley ha di fatto perso il controllo della situazione, nominando vicesceriffo (e di fatto nuovo sceriffo, essendo il corrotto predecessore nel frattempo morto) un incapace fantoccio come Mailer, che Tex e pards sbaragliano senza difficoltà insieme ai pochi scagnozzi rimasti, mentre il gran capo non trova di meglio che essere ucciso dalla ex fidanzata, che poco prima lui aveva scaricato e tentato di uccidere.

 

Ottimi come sempre i disegni di Civitelli, che toccano il culmine nella superlativa sequenza della visita di Tex alle tombe dei genitori nel vecchio ranch nella valle del Nueces. Mi è altresì piaciuto il fuggevole cameo grafico dello stalliere di Culver City e del suo garzone, già apparsi al tempo della vendetta di Tex contro Tom Rebo, ed ai quali avrei fatto dire almeno una battuta a mo' di "tributo" a quella sì leggendaria e fondamentale storia.

 

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Don Abbondio diceva che se il coraggio uno non ce l'ha, non se lo può dare. Allo stesso modo, se non autore in quel momento non è in grado di dare  vero pathos ad una storia, non è che mettendoci parenti stretti del protagonista di colpo ti sforna "il giuramento". Un noto proverbio dice che non si può cavar sangue dalle rape. Eppure, gran parte dei commenti che leggo su questa storia dicono che, con la giusta rapa, magari magari...

 

La tesi fra le righe pare che sia che se Nizzi ha sbagliato i dialoghi di praticamente tutta la scena del ritorno a casa (i "gustosi pescetti"...) e ha gestito la storia come una comunissima investigazione (facendo ovviamente salvare Tex alla fine da qualcun altro), la "colpa" è del fatto che non c'è il nipote di Tex. Se c'era il nipote di Tex, con la sua sola presenza, avrebbe dato a Nizzi la capacità di scrivere le pagine liriche che non ha saputo scrivere di fronte alla TOMBA dei GENITORI di Tex...  oppure magari si sarebbe scritte da sole, indipendentemente dall'autore.

 

No. Le storie non si scrivono da sole. Non sono i nipoti dei protagonisti a renderle belle o brutte, memorabili o dozzinali. È chi le realizza, e la passione che ci mette.

 

Ringrazio il cielo (e Sergio Bonelli) per non aver "bruciato" un nuovo parente di Tex in una storiellina come questa.

Edited by Diablero
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